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1 LE PRIME TEORIE EVOLUZIONISTICHE

L’evoluzione è uno dei principi fondanti della biologia e spiega come gli organismi, seppure molto diversi,
sono tutti imparentati perché derivano da un antenato comune.

La nascita dell’evoluzionismo moderno è legata al lavoro del naturalista inglese Charles Darwin
nell’Ottocento (libro “l’origine della specie” nel 1859)

Darwin lasciò gli studi di medicina e a 22 anni stava diventando ecclesiastico (primogenito famiglia
borghese inglese) però era appassionato cavallerizzo e cacciatore e collezionava coleotteri, molluschi e si
interessava di biologia e botanica. Quindi decise di accompagnare il capitano fitzroy per un lungo viaggio di
cinque anni intorno al mondo, come naturalista.
Nel 1831, Charles Darwin si imbarcò come naturalista di bordo sul brigantino Beagle per compiere un
viaggio di esplorazione intorno al mondo (circumnavigò il Sudamerica, tocco la nuova Zelanda, Australia e
Sudafrica)

Durante il viaggio, Darwin raccolse una formidabile serie di osservazioni a supporto della teoria
dell’evoluzione.

L’evoluzionismo prima di Darwin

Aristotele e Dottrina cristiana gli organismi derivano da esseri viventi più antichi però questi sono
immutabili (no evoluzione)

1. Lo scienziato francese Georges-Louis Leclerc de Buffon nel Settecento fu tra i primi a pensare che le
specie potessero cambiare nel tempo. Secondo Buffon, i diversi organismi derivavano dalla
degenerazione delle creature perfette iniziati (per es: gli attuali delfini, leoni .. sarebbero la degenarione
di un delfino ideale (cercava di dare una spiegazione alla biodiversità: la varietà degli esseri viventi che
popolano la terra)

2. Secondo il geologo scozzese James Hutton, la Terra sarebbe stata modellata non da eventi improvvisi e
violenti, ma da processi lenti e graduali (clima, vento, scioglimento ghiacciai …). Questa teoria fu
chiamata attualismo, importante per tre motivi perché affermava che:
1. Longevità: la durata della storia della Terra era molto più lunga ( i teologi cristiani la facevano
risalire a circa 6000 anni con la creazione di Adamo) per così consentire le trasformazioni.
2. Gradualità: propone l’idea di un cambiamento graduale ( ai tempi si pensava che il sistema era
immutabile e soggetto a cambiamenti improvvisi e causali per es: terremoti)
3. Diversa interpretazione della Bibbia: propone una lettura alternativa della Bibbia.

3. L’inglese William Smith fu tra i primi a studiare in modo scientifico la distribuzione dei fossili. Con il suo
lavoro propose che i fossili tipici e comuni di ogni strato roccioso (fossili guida) potessero identificare i
diversi strati, cioè rappresentavano il modo migliore per identificare uno strato roccioso, (permettono di
identificare e datare gli strati di terreno).

4. All’inizio dell’Ottocento il francese Georges Cuvier, anche se fu fondatore della paleontologia dei
vertebrati e studioso di fossili e padre dell’anatomia comparata, era un grande oppositore della teoria
evoluzionistica e propose la teoria del catastrofismo, secondo cui sulla Terra sono avvenute, nel tempo,
diverse catastrofi naturali che hanno causato l’estinzione di molte specie, e dopo la terra si ripopolava.
5. Il naturalista francese Jean-Baptiste de Lamarck nel 1801 ipotizzò che tutte le specie, Homo sapiens
incluso, discendessero da altre specie. Secondo Lamarck, le forme più complesse degli organismi viventi
derivano da forme più semplici mediante una progressione, seguendo due principi:
• teoria dell’uso e del disuso: sostenendo che l’uso e il disuso di una struttura del corpo concorrono
a realizzare un cambiamento ereditabile  maggiore sviluppo o regressione.
• ereditarietà dei caratteri acquisiti durante la vita: i cambiamenti che avvengono durante la vita di
una specie possono essere trasmessi alla generazione futura.
L’esempio più noto riguarda il collo delle giraffe (allungato per raggiungere le foglie) e le zampe palmate
delle oche (per nuotare)

2 LA SELEZIONE NATURALE

Il geologo Charles Lyell che influenzò molto Darwin e lesse il suo libro “Principi di geologia” durante il suo
viaggio, si oppose alla teoria delle catastrofi di Cuvier. Lyell
sosteneva la teoria del gradualismo (il moto continuo del cambiamento del pianeta è il gradualismo) ,
secondo cui i cambiamenti del pianeta nel corso del tempo sono la somma dei lenti e costanti effetti
prodotti delle forze naturali. Confermava la teoria di Hutton e quindi egli sosteneva che la Terra doveva
essere abbastanza vecchia per aver permesso il processo dell’evoluzione dei viventi.

Darwin e il suo lungo viaggio

Tra il 1831 e il 1836 Darwin viaggiò intorno al mondo a bordo del brigantino Beagle, raccogliendo
osservazioni su piante e animali. … Salpò dalla Gran Bretagna nel 1831 e vi ritornò nel 1836 nell’arcipelago
della Galapagos dove esistevano testuggini, 14 specie di fringuelli .. diversi per il tipo di cibo e per la
grandezza del becco e del corpo. Le galapagos di origine vulcanica erano più giovani della terra e gli animali
e piante li presenti erano simili ma non identici a quelli sulla terraferma … quindi iniziò a pensare che tutte
queste differenti specie dovessero essere originate da una minima varietà iniziale di organismi , provenienti
dalla terraferma.

Dopo il suo ritorno in Inghilterra e dopo aver letto il libro del pastore protestante Malthus (il cibo e altri
fattori limitano lo sviluppo delle popolazioni), Darwin iniziò a pensare che il cibo e altri fattori limitano lo
sviluppo delle popolazioni di tutte le specie, formulando la teoria della selezione naturale.

Per Darwin la selezione naturale era analoga a quella praticata dagli allevatori, cioè la selezione artificiale,
cioè quel processo attraverso cui l’uomo seleziona, sulla base di caratteri migliori, quali animali o piante far
riprodurre.

Nel caso della selezione naturale, è l’ambiente che fa la selezione: gli individui con caratteristiche
ereditarie favorevoli (si adattano a quell’ambiente) sopravvivono e si riproducono, mentre altri con
caratteri ereditari non idonei sono eliminati, perché svantaggiati (vedere libro pag 32 esempio degli orsi).

Il principale fattore su cui si basano i processi evolutivi è la variabilità delle caratteristiche esistenti
all’interno di una popolazione di individui della stessa specie. Tale variabilità, o diversità, di una specie è
dovuta al caso (no disuso e uso come sosteneva Lamarck)

La tesi di Fondo de L’origine della specie di Darwin, insieme al gallese Wallace, si basava su 5 principi:

1. Il processo di riproduzione è stabile, gli organismi generano organismi simili a loro stessi.
2. Nella maggior parte delle specie il numero di individui che soppravvive e si riproduce è molto
inferiore (piccolo) rispetto a quelli che nascono.
3. In ogni specie (popolazione) possono comparire delle differenze tra i singoli organismi (variabilità) e
alcune di esse possono essere trasmesse ai figli (ereditarietà)
4. Quali individui riusciranno a sopravvivere e quali no è determinato dalla selezione naturale cioè
dalla capacità di adattarsi all’ambiente perché con caratteristiche più favorevoli, trasmettendole
ereditariamente.
5. Dopo un lungo periodo la selezione naturale porta a dei consistenti cambiamenti da differenziare
tra loro i vari gruppi di organismi.

L’evoluzione è un insieme di cambiamenti che avvengono in una popolazione nel corso del tempo dovuti
all’accumulo di differenze ereditabili.
L’evoluzione spiega nel contempo l’unitarietà e la diversità dei viventi.
Unitarietà significa che gli organismi possiedono in comune le caratteristiche della vita, poiché condividono
un antenato comune.
Diversità significa che ogni tipo di organismo (ogni specie) è adattata a uno dei numerosi ambienti della
biosfera.

Marcia del Progresso: si basa su una falsa idea che i viventi si trasformino uno nell’altro e che tutto vada in
direzione di un essere migliore  Aristotele aveva pensato (chiamata poi la Scala Naturae, della Natura),
che tutti gli essere viventi fossero disposti in una scala gerarchica, ordinata per complessità crescente, gli
organi più semplici nello scalino più basso l’uomo nel più alto; teoria creduta fino al tardo ‘800. Si parlava
di fissismo cioè gli organismi sono sempre esistiti e non hanno mai subito variazioni nel tempo  in
campo cristiano si parla di creazionismo: tutti gli esseri viventi sono stati creati per un atto divino così
come sono oggi e questa teoria si rifaceva il naturalista svedese Linneo a cui si deve l’attuale sistema di
nomenclatura degli esseri viventi. Nel corso dell’800 con la diffusione del pensiero evoluzionistico
avvenne uno scontro tra creazionisti ed evoluzionisti. In Inghilterra il reverendo Paley sostenne la teologia
naturale, cioè lo studio della natura dimostrava l’esistenza di Dio e faceva emergere l’esistenza di un
progetto intelligente (Dio ha creato gli esseri viventi e poi li ha lasciati evolvere senza intervenire). Paley
creò anche la teoria della creazione speciale, cioè che Dio non ha creato tutti gli esseri viventi in un unico
atto ma nel tempo, in modo che ogni specie comparisse al momento opportuno)

3 LE PROVE A SOSTEGNO DELLA TEORIA EVOLUZIONISTICA

1. La biogeografia è la scienza che studia la distribuzione delle piante e degli animali nelle diverse regioni
del mondo. Il tipo di distribuzione degli organismi rispecchia l’ipotesi che le forme di vita si siano
evolute adattandosi ai vari ambienti. Ambienti simili, ma del tutto separati come posizione geografica,
tendono a ospitare organismi diversi, ma caratterizzati da adattamenti simili (LEGGERE PAG. 34)

2. Lo studio dei fossili permise di dimostrare che gli organismi più semplici dal punto di vista evolutivo
comparvero prima di quelli più complessi, perché si trovavano in strati rocciosi più profondi e quindi più
antichi. I fossili sono testimonianze di forme di vita del passato. La documentazione fossile testimonia
che gli organismi si sono evoluti generalmente da forme più semplici verso forme più complesse.

Alcuni fossili, come quello di Archaeopteryx lithographica, hanno caratteristiche intermedie tra due
diversi gruppi di organismi (per esempio, rettili e uccelli). Questi fossili con forme intermedie sono detti
fossili di transizione.
3. Mediante l’omologia, il confronto tra fossili e animali ancora in vita, è possibile dimostrare le teorie
evoluzionistiche. Le strutture omologhe sono parti del corpo di organismi diversi con un’origine
comune e mostrano una certa somiglianza, anche se svolgono funzioni differenti (es: arti anteriori di
molti vertebrati pag 34-35). Invece, le strutture analoghe, o analogie, sono quelle che svolgono la
stessa funzione ma che non sono né costruite in modo simile né discendono da un antenato comune
recente.
Le strutture omologhe, come la zampa anteriore del cavallo e il braccio umano. Le strutture analoghe,
come le ali di una libella e quelle di un pipistrello.

Le strutture vestigiali sono organi o parti corporee che non rivestono una funzione attiva in certi
organismi, ma che sono il «ricordo evolutivo» derivato dai progenitori (es balena pag. 35.)

4. Alcuni fenomeni evolutivi possono avvenire su piccola scala e in tempi relativamente brevi dal punto di
vista geologico: sono noti come microevoluzione. Un esempio di microevoluzione è quello dalla falena
punteggiata delle betulle, Biston Betularia (rivoluzione industriale  inquinamento falene scure;
pag 35.)

5. Un altro esempio di fenomeno evolutivo che avviene in tempi rapidi è lo sviluppo di resistenza agli
insetticidi in alcuni insetti e di resistenza agli antibiotici/farmaci nei batteri (esperimento dei coniugi
Lederberg pag.36)

4 LA CLASSIFICAZIONE DEGLI ORGANISMI VIVENTI

Il termine specie significa “tipo” perciò si può affermare che la specie sono i differenti tipi di organismi. La
definizione più accettata è quella del naturalista Ernst Mayr: una specie è un gruppo costituito da quegli
organismi che possono incrociarsi tra loro e dare origine a una prole fertile [non possono incrociarsi con
individui di altri gruppi simili  un albero di arance e uno di mandarini sono simili ma di specie diverse, per
cui incrociandoli si ottengono le clementine se semi perciò sterili; Il mulo deriva dall’incrocio tra due specie
diverse (una cavalla e un asino) ed è sterile]

Catalogare le diverse specie è stato difficile e nel ‘700 Carlo Linneo, botanico svedese, inventò il sistema di
nomenclatura binomia, il nome scientifico di un organismo è costituito da due parti: il nome del genere più
un termine specifico, che indica la specie all’interno di quel genere.

Il genere è un gruppo di specie strettamente affini, derivate da un antenato comune (es: la tigre è
classificata nel genere Panthera e il suo nome scientifico e Panthera tigris. Vedere pag 38). Gli “alberi
filogenetici” sono digrammi utilizzati per mostrare le diverse relazioni delle specie all’interno dello stesso
genere.

La classificazione delle forme viventi è fondata su un sistema gerarchico. Tale sistema è alla base della
Tassonomia (branca delle scienze naturali che si occupa degli aspetti teorici e pratici per classificare gli
organismi viventi o estinti; la classificazione in gruppi avviene in base a somiglianze o differenze fra li
organismi e ciascun gruppo è detto unità tassonomica).
Nel secolo scorso per classificare più facilmente è nata una disciplina , chiamata sistematica, che studia la
biodiversità soprattutto in base a queste relazioni (somiglianze, differenze e anche relazioni evolutive);
quindi tramite la sistematica è possibile ricostruire la filogenesi delle specie, ossia la loro storia evolutiva
prendendo in considerazione l’origine delle somiglianze o differenze strutturali (albero filogenetico è
l’albero genealogico. Fig.17 pag 38).
Nel sistema gerarchico della classificazione biologica le specie tra loro correlate vengono raggruppate in
generi, i generi in famiglie, le famiglie in ordini, gli ordini in classi, le classi in phyla, i phyla in domini (tab-1
pag.39) che possono ulteriormente raggrupparsi raramente in subphylum o superfamiglia.
I phyla o divisioni sono uguali solo che il primo si usa per gli organismi viventi mentre il secondo per la
classificazione dei funghi e piante e sono raggruppati in categorie superiori: i regni.
Alcune omologie sono evidenti nello sviluppo embrionale.
Gli alberi filogenetici sono sti realizzati anche per gli animali estinti tramite lo studio dei fossili e la biologia
dello sviluppo per esempio dell’embrione, facendo emergere similitudini tra organismi.
Gli embrioni di diverse classi di vertebrati presentano somiglianze (omologie) durante le prime fasi dello
sviluppo (v. fig 18 pag 39)
La sistematica molecolare è un nuovo strumento per classificare.
La biologia molecolare studia la struttura delle molecole nelle cellule e individua differenze e somiglianze
tra due organismi maggiori differenze quindi maggiore distanza evolutiva e viceversa. Queste nuove
tecniche vengono usate nella classificazione degli organismi unicellulari.
1-Linneo riconosceva solo due regni: Animali (organismi che crescono, si muovono, mangiano.. tra questi
anche i protozoi) e Piante (organismi che non mangiano, non si muovono … tra questi anche i funghi, alghe
e batteri). 2-Successivamente venne riconosciuto un terzo regno quello dei funghi che, come le piante,
sono ancorati al terreno ma assorbono le molecole complesse che arrivano dal terreno. 3-Sempre più
avanti si classificò separatamente gli organismi unicellulari da quelli pluricellulari e distinguere gli
unicellulari eucarioti (inseriti nel nuovo regno dei Protisti) da quelli procarioti (nel regno delle Monere).
4-Oggi il regno dei Protisti non viene più considerato valido e gli organismi di esso sono stati suddivisi tra i
funghi, le piante e gli animali e le Monere oggi sono suddivise in Eubatteri e Archeobatteri.
I domini sono tre: Archae, Bacteria ed Eukarya
I viventi sono classificati in tre domini: Archaea e Bacteria (entrambi solo organismi procarioti) Eukaria
(tutti gli eucarioti). Ci sono ancora 10 milioni di specie da classificare.

Il primo dominio Archea comprende il regno degli Archeobatteri: procarioti che vivono in condizioni
ambientali estreme (per esempio saline e ambienti termali, cioè ambienti molto salati, molto caldi o molto
acidi). Il secondo dominio Bacteria è formato solo dal regno dei Batteri, cioè Eubatteri: procarioti, a vita
libera o parassiti, per lo più eterotrofi ma alcuni autotrofi.

Il terzo dominio Eukarya è suddiviso in 4 regni: protisti, funghi, piante e animali.


I protisti sono gli eucarioti unicellulari e alcuni pluricellulari semplici, comprende specie autotrofe ed
eterotrofe.
I funghi comprendono le muffe, lieviti e funghi, non sono piante perché eterotrofi e sono evolutivamente
più vicini agli animali che alle piante
Le piante sono organismi pluricellulari fotosintetici che trasformano l’energia del sole in molecole
complesse (carboidrati, proteine e lipidi) quale risorsa energetica di tutti i viventi eterotrofi.
Gli animali sono eterotrofi pluricellulari che devono ingerire altri organismi, piante, funghi o altri animali
per il loro sostentamento.

I virus son esclusi dai domini e regni perché non sono cellule; hanno una struttura subcellulare formata da
un involucro protettivo nel quale è contenuto il materiale genetico. Possono vivere e riprodursi all’interno
di altre cellule e per questo sono classificati tra i parassiti obbligati.
5 PROCARIOTI: BATTERI E ARCHEI

I procarioti sono organismi unicellulari che non possiedono organuli cellulari e il cui patrimonio genetico non
è avvolto da una membrana nucleare. Si moltiplicano per scissione binaria. In condizioni sfavorevoli
producono spore.

I procarioti (Eubatteri e Archeobatteri) sono gli organismi più diffusi , in quanto hanno una struttura
semplice che permette di reagire in fretta agli stimoli ambientali e riprodursi (per es. un batterio di
escherichia coli in condizioni ottimali può raddoppiare nel giro di 20 minuti).

Inoltre questi organismi/batteri se nell’ambiente in cui vivono diminuiscono le sostanze nutrienti, sono in
grado di formare spore, cellule molto resistenti capaci di rimanere a riposo (quiescenti) per anni, fino a
quando non si manifestano le condizioni ottimali alla loro crescita e sviluppo.

Gli Archeobatteri (o archei) sono procarioti che vivono in condizioni estreme:


- alofili: in ambienti molto salati (mari chiusi e saline)
- acidofili: in acque molto acide
- termofili: in zone molto calde (100°) e in ambienti sotterranei in cui la presione fa si che il punto di
ebollizione dell’acqua s’innalzi.
- termoacidofili: ambienti caldi e acidi nello stesso tempo (sorgenti termali)

Molti batteri sono innocui perché non entrano a contatto con altre forme di vita ma alcuni sono pericolosi.
I Batteri patogeni sono quelli che entrano in un organismo per ricavare sostanze nutritive e per riprodursi.
La pelle ci aiuta a proteggerci perché essendo formata da cellule rigide e morte, impedisce a loro di
entrare a meno che non ci sia una lacerazione o ferita (disinfettare). La bocca è ricoperta da muco
protettivo che uccide i batteri (Malattie di origine batterica: gastroenterite, tetano, tonsillite, meningite,
polmonite, tubercolosi, colera … curate con antibiotici)
I Batteri utili sono quelli che permettono la fermentazione del latte per yogurt e formaggi. Altri utilizzati
per la depurazione delle acque, convertendo gli agenti inquinanti in sostante inoffensive.
I Batteri decompositori di organismi morti (animali o vegetali) come i nitrificanti demoliscono le proteine
presenti nei cadaveri e liberano composti ricchi di azoto (utili per fertilizzare) o fosforo e zolfo.
I Batteri che vivono nel nostro corpo e producono la vitamina K, indispensabile per la coagulazione del
sangue (Escherichia coli).

Gli Eubatteri sono procarioti parassiti e a vita libera che hanno colonizzato moltissimi habitat. Sono molto
diversi tra loro e sono classificati in base alla loro forma:
- bacilli: con forma allungata
- cocchi: con forma sferica e disposti in file, come le perle di una collana
- spirilli: con forma a spirale
Gli Eubatteri parassiti sono quelli che vivono a spese di altri esseri viventi, penetrando dentro di loro; altri
invece vivono associati ai funghi, formando i licheni.

Gli Eubatteri possono classificarsi anche in base al loro metabolismo:


- batteri eterotrofi: ottengono le molecole ricche di energia da altri organismi viventi (saprofiti,
presenti nel suolo dei boschi e foreste, che si nutrono di materiali in decomposizione per esempio
foglie)
- batteri autotrofi: sono in grado di produrre autonomamente le proprie molecole ricche di energia a
partire da da sostanze chimiche più semplici. Alcuni sono fotosintetici (cianobatteri, i batteri verdi e
purpurei) mentre altri sono chemiosintetici (che usano l'energia liberata da specifiche reazioni
inorganiche per attivare i propri processi vitali.
I cianobatteri fotosintetici vivono nelle acque dolci e assomigliano a piante e alghe perché hanno la
clorofilla; le loro cellule sono autonome o sono raggruppate in filamenti o catene. Tra i cianobatteri non
fotosintetici ci sono le spirochete (malattie come la sifilide) e altri impiegati nella produzione dei latticini.
Alcuni cianobatteri sono in grado di incorporare azoto atmosferico: i batteri azotofissatori e nitrificanti e
sono dei buoni fertlizzanti.

5 REGNO DEI PROTISTI

Il regno dei protisti fa parte del dominio Eukarya e comprende organismi eucarioti, eterotrofi, autotrofi
fotosintetici, molto diversi tra loro.
Sono prevalentemente unicellulari, ma alcuni sono più complessi come i ciliati (parassita dei pesci di acqua
dolce)  tra i protisti ogni cellula è un piccolo organismo autosufficiente, in grado di soddisfare tutte le
necessità vitali come una pianta o un organismo pluricellulare.
I protisti vengono divisi in tre grandi gruppi e ognuno ha un certo numero di phyla o divisioni:
- protozoi
- funghi mucillaginosi e muffe d’acqua
- alghe: anche se alcune alghe sono pluricellulari, ma nella classificazione si è preferito non separare
le uni- dalle pluri- perché si somigliano e ogni cellula ha una vita autonoma.
I Protozoi sono tutti unicellulari eterotrofi
a) Si riproducono per via asessuata, tramite una divisione cellulare (scissione), ma molti hanno un ciclo
sessuato che consente lo scambio di materiale genetico.
b) I gruppi Mastigophora, Sarcodina e Celiophora: sono a vita libera e parassiti e si distinguono in base alla
loro locomozione.
c) I gruppi Opalinida e Sporozoa: sono parassiti

I Mastigophora (Mastigofori) sono protisti eterotrofi primitivi, hanno i flagelli cioè filamenti esterni che
permettono di muoversi nell’acqua. La maggior parte sono parassiti.
I Sarcodini sono alla base dello zooplancton, l’insieme di animali microscopici alla base della catena
alimentare marina (amebe, foraminiferi che hanno un guscio calcareo e i radiolari con guscio di silicio)-
I Ciliati sono i protozoi più complessi; hanno le ciglia, filamenti come i flagelli ma più numerosi e corti.
Gli Opalinidi vivono all’interno di altre specie animali e si muovono per mezzo di ciglia (trovati all’interno di
rane, rospi e pesci, rettili).
Gli Sporozoi vivono all’interno di altre specie animali e non hanno ciglia o flagelli. Sono parassiti che
trasmettono la malaria negli uccelli o mammiferi attraverso le zanzare che agiscono da vettori.
I Funghi Mucillaginosi e Muffe d’acqua sono protisti particolari
I Funghi Mucillaginosi sono classificati tra i protisti per la loro somiglianza con le amebe. Sonno 500 specie.
a) Vivono sul legno marcescente (che sta marcendo), nutrendosi di batteri, lieviti e altro…
b) Si riproducono per mezzo di spore, cellule che vengono prodotte all’interno delle sporangi (strutture
sollevate dal terreno per far disperdere facilmente le spore dal vento).

Le Muffe d’acqua comprendono circa 1 migliaio di specie e assomigliano ai funghi.


a) Gran parte è saprofita e vive su organismi morti
b) Alcuni sono parassiti (oomiceti) che possono ammalare la vite oppure la patata

Le Alghe sono organismi acquatici fotosintetici


Le alghe sono eucarioti fotosintetici, comparsi 2 miliardi di anni fa e sono protisti anche se molti sono
pluricellulari.
I diversi phyla sono distinti in base 1. ai pigmenti fotosintetici accessori; 2. al tipo di riserve alimentari
accumulate e 3. alla composizione chimica.
Alcune alghe sono unicellulari e si trovano in genere presso la superficie dei mari o delle acque dolci, dove
c’è luce per la fotosintesi. La cellula è autosufficiente che dipende solo dal Sole, dal diossido di carbonio e
dai Sali minerali presenti nell’acqua. Questi costituiscono il plancton e sono chiamati fitoplancton, sono
presenti nell’oceano e con la fotosintesi forniscono l’atmosfera di ossigeno (in pericolo per via
dell’inquinamento e crisi dell’equilibrio vitale del pianeta)-
Le alghe pluricellulari hanno una struttura corporea, il tallo, in cui sono assenti organi o tessuti
specializzati. L’aptere è un’alga complessa che si ancora alle rocce, pur non essendo una radice.
Vivono vicino alle coste, in acque marine poco profonde. Qui la luce è tanta e l’acqua ricca di sostanze
nutritive (provengono dal dilavamento/erosione del suolo o spinte in superficie tramite correnti
ascensionali). Le parti superiori sono sottili e ampie per produrre grandi quantità di zuccheri.
L’acqua fa da filtro alla luce bloccando le lunghezze d’onda più lunghe, cioè quelle rosse e arancioni; perciò
in profondità arriva una debole luce azzurra.
> Le alghe rosse (rodofite) assorbono l’energia della luce blu. Sono presenti nei mari tropicali e alcune,
grazie alla presenza di calcite, formano la barriera corallina (anche a 250 m di profondità)
> Le alghe brune (feofite) assorbono i raggi blu-verdi. Alcune posseggono vescicole che gli permettono di
galleggiare (mare sargassi). Il colore bruno è dovuto ai pigmenti gialli e arancioni, chiamati xantofille e
caroteni.
> Le alghe verdi (clorofite) hanno come pigmenti le clorofille, vivono in superfice e assorbono la luce
rossa. Possono essere unicellulari e pluricellulari e intermedie come le colonie che differiscono dagli
organismi pluricellulari perché le loro singole cellule hanno un alto grado di autonomia funzionale.

Eutrofizzazione delle acque è la proliferazione eccessiva di alghe unicellulari che possono produrre tossine
da avvelenare le acque e quindi i pesci. Proliferazione di alghe che non riescono a venire smaltite da
organismi consumatori e quindi porta a formare batteri quindi maggior consumo di ossigeno che viene a
mancare ai pesci che muoiono e morte anche delle alghe stesse. Eutrofizzazione carenza di ossigeno
nell’acqua che crea un ambiente asfittico sfavorevole per tutte le forme di vita acquatiche

1 CARATTERISTICHE PRINCIPALI DEL REGNO DEGLI ANIMALI

Gli animali sono eterotrofi pluricellulari e hanno cellule specializzate


- Gli animali sono tutti eterotrofi pluricellulari
- Sono formati da cellule eucariote
- Sono eterotrofi
- Si nutrono per ingestione
- La riproduzione è sessuata
- Hanno un sistema nervoso
- Si muovono (mobilità) grazie a cellule muscolari che sono coordinate e controllata da cellule
nervose (tranne le spugne)
- Come le piante, si sono probabilmente evoluti da un antenato comune appartenente al gruppo dei
protisti flagellati (vedere figura 1 pag. 56)

Riproduzione sessuata: organismi con organi riproduttivi maschili o femminili producono cellule
specializzate chiamate gameti che continente metà del patrimonio genetico del genitore  dall’unione di
un gamete maschile con uno femminile si ha la formazione di una cellula con patrimonio genetico
complesso, lo zigote che si divide molte volte per produrre il nuovo individuo.
Ingestione: si nutrono tramite ingestione e dipendono dagli organismi autotrofi (alghe marine o piante
terrestri); digeriscono il cibo tramite una cavità interna e accumulano sostanze di riserva sotto forma di
grassi o zuccheri complessi.
Mobilità: si muovono tramite le cellule muscolari (contrazione e distensione); il movimento è controllato e
coordinato da cellule nervose.
Sistema nervoso: le cellule nervose (o neuroni), presenti solo nel regno animale, raccolgono gli stimoli
dall’esterno e dopo averli elaborati danno la risposta adeguata; inoltre sono fondamentali per il
comportamento dell’organismo (fuga da un predatore, corteggiamento …)
I phyla sono divisi in base al tipo di simmetria e alla presenza del celoma
Gli animali sono classificati in trenta phyla. Una volta per classificare (determinare le relazioni evolutive) si
usavano alcuni criteri:
- il numero di strati in cui sono organizzate le cellule nell’embrione;
- la struttura di base e il tipo di simmetria del corpo;
- la presenza o l’assenza di cavità corporee;
- il modello di sviluppo dell’embrione (da uovo fecondato ad animale adulto)
Attualmente le relazioni evolutive sono individuate in base al confronto delle molecole (seq uenza acidi
nucleici e proteine)  filogenesi molecolare.
Due caratteristiche comunemente usate per raggruppare i phyla sono la simmetria (determina il tipo di
tappe evolutive dell’organismo) e la presenza del celoma.
Animali con Simmetria: nella simmetria radiale (animali semplici come i CNIDARI), le parti del corpo sono
disposte intorno ad un asse centrale, come i raggi della ruota. Nella simmetria bilaterale (animali più
complessi), il corpo è organizzato lungo un asse longitudinale, che divide in parti simmetricamente uguali,
speculari.
Animali senza Simmetria: venivano divisi in base alla presenza o meno del celoma  cavità interna che
contiene i visceri

2 I PORIFERI E I CNIDARI

Le spugne sono animali semplici che vivono ancorate ai fondali marini


I Poriferi o spugne sono gli animali più antichi e ne esistono circa 9000:
- Dimensioni che variano da 1 m a 2 m;
- Sono animali sessili (scarsa o nessuna miobilità), che vivono per lo più in ambiente marino,
ancorate ai fondali
- Vivono in acque poco profonde lungo le coste o se in grandi profondità, luoghi con correnti deboli;
- Sono animali semplici, intermedi tra le colonie e veri organismi pluricellulari
- No cellule organizzate in tessuti distinti
- Le cellule sono tra loro autonome anche se in qualche modo unite ed organizzate ( tendono
istintivamente ad aggregarsi)
- Le cellule, a differenza delle colonie, sono in qualche modo specializzate a svolgere funzioni diverse
- Hanno il corpo a forma di sacco (spongocele), con un’apertura principale, l’osculo, e molti pori per
far passare l’acqua (v. figura 8 pag. 58)
- Si nutrono filtrando l’acqua che li circonda, trattenendo le particelle nutritive tramite cellule
chiamate coanociti (una spugna di 10 cm anche 20 Litri di acqua)
- Hanno delle cellule, amebociti, che trasportano nella spugna le particelle nutritive e che sono
coinvolte nella riproduzione e nella formazione delle spicole.
- Le spicole sono strutture di sostegno che formano lo scheletro e a seconda della loro composizione
chimica abbiamo: spugne calcaree, silicee e di natura proteica.
- La riproduzione può avvenire per via asessuata (per gemmazione) con il distacco di frammenti
dall’animale genitore che aderiscono al fondale, dando origine a nuove spugne geneticamente
identiche.
- La riproduzione può avvenire per via sessuata, in quanto molte spugne sono ermafrodite (persenza
di strutture riproduttive sia maschile sia femminili) e producono entrambi i due gameti dando
origine al nuovo organismo (formazione di una larva natante che poi si fissa al substrato).

Gli Cnidari sono polipi che possono vivere in colonie


I Cindari hanno una struttura più complessa rispetto a quella dei poriferi e sono pluricellulari
- Sono animali acquatici
- Nella fase larvale (o planula che non è presente in tutte le specie) hanno simmetria bilaterale, nella
fase adulta hanno simmetria radiale
- Le cellule sono organizzate in tessuti distinti, ma la struttura di base è semplice
- Il corpo può essere a forma di vaso (polipi, sessili) o di campana (meduse, mobili)
- Si riproducono sia per via sessuata che asessuata  il ciclo vitale sessuato prevede il passaggio da
polipo sessile ancorato al fondale a quello di medusa che una volta matura viene liberata e
producono i gameti di entrambi i sessi e li rilasciano nell’acqua, dove si fondono con gli spermatozoi
e le cellule uovo di altri individui, generando le planule che aderiscono al suolo e sviluppano nuovi
polipi(v.fig 5 pag 60)
- Hanno un sistema nervoso primitivo diffuso su tutto il corpo e le cellule più tipiche sono i cnidociti
che scattano in risposta a stimoli esterni emettendo veleno (usato anche per catturare e paralizzare
le prede)
- Meduse con i loro due tentacoli urticanti in cui sono poste delle cellule per paralizzare la preda
(veleno)
- Idre è un polipoide che vive attaccato a una roccia o pianta acquatica, con i tentacoli cattura le
piccole prede.
- Anemone di mare che offre protezione con i suoi tentacoli ad alcuni pesci
- Coralli che hanno contribuito a formare le barriere coralline nei mari caldi e la cui struttura calcarea
rossa è costruita da piccoli polipi bianchi (v. barriere coralline pag. 60)

3 I PLATELMINTI, NEMATODI E ANELLIDI


Sono animali con aspetto vermiforme
- con storie evolutive diverse: i Platelminti sono i più antichi poi i nematodi ed infine gli anellidi
- con struttura interna diversa, in particolare il celoma (spazio ripieno di liquido che separa il tubo
digerente dalla parete corporea interna) (v. fig.6 pag 61)
- hanno tutti una simmetria bilaterale

I Platelminti possono essere planarie, fasciole e tenie


I platelminti sono animali acelomati, cioè senza celoma e la struttura interna non è cava ma riempita di più
strati di cellule.
- sono vermi piatti

- Hanno una simmetria bilaterale, con testa/estremità anteriore (cefalica) e coda/estremità


posteriore (caudale), una superficie dorsale e una ventrale
- Possono muoversi
- Nella parte cefalica sono presenti organi di senso e gruppi di cellule nervose (gangli) che
rielaborano le informazioni provenienti dall’esterno (cefalizzazione).
- Comprendono specie a vita libera e altre parassite, come la planaria, le fasciole e le tenie (queste si
sono originate a vita libera e sono prive della cavità digestiva perché assorbono il cibo digerito
dell’animale in cui vivono)
- Possiedono il tessuto muscolare, un sistema escretore e una cavità digestiva con un’unica apertura
dove avviene sia l’ingestione del cibo sia l’espulsione dei rifiuti.
- Taenia solium (verme solitario - è un parassita intestinale che può raggiungere alcuni metri di
lunghezza; con gli uncini e le ventose si attacca alle pareti dell’intestino e assorbe le sostanze
nutritive con tutto il corpo).

I Nematodi sono animali pseudocelomati


I nematodi sono vermi cilindrici non segmentati, spesso di dimensioni microscopiche. Ne esistono
centinaia ma solo alcune sono classificate.
- Hanno uno pseudoceloma, cavità chiusa e piena di liquido che funziona come uno scheletro
idrostatico e permette maggiore libertà di movimento (contrazioni muscolari e distensione dei
muscoli contratti)
- Hanno un tubo digerente completo, con due aperture e un movimento del cibo a senso unico
- Conducono vita libera, mentre alcuni sono parassiti di piante, causando deformazioni e necrosi, e
animali (nella cute umana creano infezioni; entrano nella cute umana a contatto con il terreno, poi
nel sangue e arrivano al cuore e al cervello, ai polmoni e all’intestino dove diventano vermi adulti e
depongono le uova e le larve che vengono espulse tramite le feci e ritornano sul terreno)

Gli anellidi comprendono i vermi segmentati come i lombrichi


Gli anellidi sono vermi segmentati e hanno il corpo suddiviso in metameri (anelli) separati all’interno da
pareti divisorie.
- Il lombrico è l’animale più comune
- Comprendono tre classi:
1. gli oligocheti  lombrichi
2. i policheti  vivono sui fondali marini e su ogni segmento hanno degli appendici per
muoversi
3. gli irudinei  possono essere carnivori e vivere in ambienti acquatici, oppure, come nelle
sanguisughe condurre vita da parassiti e nutrirsi, succhiando il sangue.
- E’ presente il celoma, cavità in cui sono presenti degli organi sospesi dai mesenteri (prolungamenti
che possono curvarsi e attorcigliarsi. Il celoma costituisce uno scheletro idrostatico (costituito da
un liquido mantenuto sotto pressione all'interno di un compartimento chiuso del corpo) che da
solidità al corpo.
- Hanno intestino tubolare
- Sistema nervoso a forma di catena che controlla i movimenti di ogni segmento del corpo
- Cellule sensoriali (tatto, gusto, fotosensibili e che percepiscono l’umidità)
- Sistema circolatorio chiuso che trasporta l’ossigeno (arriva tramite la pelle) e le molecole alimentari
provenienti dall’intestino. E’ formato da vasi longitudinali, uno dorsale e tanti ventrali (fig. 10)

4 I MOLLUSCHI E GLI ARTROPODI


I molluschi presentano piede, sacco dei visceri e mantello
I molluschi sono animali a simmetria bilaterale, celomati con un corpo molle, spesso protetto da una
conchiglia dura contenente carbonato di calcio e proteine.
In alcune forme la conchiglia si è persa nel percorso evolutivo (lumache e polpi), oppure si è ridotta e si
trova nel corpo (seppie  lamina calcarea detta osso di seppia).
Il corpo è suddiviso in:
• piede (organi sensoriali e locomozione)
• sacco dei visceri (digestione e riproduzione);
• mantello (racchiude la massa viscerale e secerne i materiali che formano la conchiglia)
- Sistema nervoso complesso solo nei cefalopidi
- Sistema circolatorio: organo muscolare che pompa il sangue, il cuore, e vasi sanguigni.
• Circolazione aperta: il sangue non circola interamente dentro i vasi ma viene raccolta dalle
branchie, pompato attraverso il cuore e liberato negli spazi tra i tessuti e ritorna alle branchie e poi
al cuore.
• Circolazione chiusa: il cuore spinge il sangue nelle branchie all’interno di vasi ad esso collegati (è più
complessa ma il sangue circola più velocemente, accelerando il metabolismo)
- Sistema respiratorio: l’ossigeno entra attraverso la superficie umida del mantello e delle branchie (i
gasteropodi hanno un polmone)
- Riproduzione sessuata: fecondazione può essere esterna o interna (alcuni gasteropodi sono ermafroditi
perché hanno entrambi gli organi non comunicanti. Quindi no autofecondazione)
- Si dividono in tre classi:
• Bivalvi (ostriche e cozze)  conchiglia divisa in due parti (valve), tenute insieme da un legamento
che fa da cerniera
• Gasteropodi (lumache di mare e chiocciole)  un’unica conchiglia e sono i più numerosi, vivono i
ambienti marini, d’acqua dolce o terrestri
• Cefalopodi (seppi e polpi)  i molluschi più complessi e attivi

Gli artropodi hanno esoscheletro, corpo tripartito e appendici articolate


Gli artropodi (animali più numerosi sulla terra e presenti in tutti gli habitat) hanno uno scheletro esterno
(esoscheletro) e appendici articolate che possono svolgere movimenti precisi.
- Sono animali segmentati (discendenza commune con gli anellidi) specializzati
- Nel corpo è possibile distinguere tre zone distinte (corpo tripartito): un capo, un torace e un addome
(nei ragni e nelle aragoste  il torace è fuso con il capo formando il cefalotorace che in alcuni è
rivestito da uno scudo protettivo, carapace) (fig. 13 pag 65)
- Gli artropodi terrestri di piccole dimensioni come insetti respirano con le trachee (sottili canali interni a
fondo cieco) e non prevede sistema di pompaggio dell’aria.
- Gli artropodi terresti che non hanno trachee, hanno i polmoni a libretto (aracnidi) e branchie (crostacei).
- Sistema circolatorio aperto come quello dei molluschi.
- Sistema nervoso molto sviluppato in quanto deve consentire movimenti specializzati come il volo, la
costruzione di ragnatele … ma anche perché alcuni organi di senso, come l’occhio composto degli insetti
e crostacei richiedono un’elaborazione complessa.
- L’esoscheletro, scheletro esterno, riveste tutto il corpo ed è molo rigido e non cresce durante lo
sviluppo dell’animale, per questo si ha la muta, il processo durante il quale il vecchio esoscheletro viene
eliminato e sostituito con uno nuovo più grande (quando l’animale esce da quello vecchio, aumenta di
volume assorbendo aria e acqua e spesso mangia anche il vecchio esoscheletro).
- Le classi principali di artropodi sono:
• aracnidi (ragni, acari e scorpioni)
• crostacei (granchi, gamberi e aragoste)
• insetti
• poi altri minori i Miriapodi come i chilopodi (centopiedi – carnivori aggressivi) e i diplopodi
(millepiedi – innocui erbivori)

5 GLI ECHINODERMI E I CORDATI


Protostomi e Deuterostomi si differenziano per l’origine della bocca
Lo studio dello sviluppo embrionale degli echinodermi e dei cordati ha mostrato somiglianze  gli
embrioni hanno caratteristiche comuni poi in età adulta spariscono e prevalgono le differenze.
Gli Echinodermi e i Cordati rientrano nel gruppo dei Deuterostomi, cioè tutte quelle specie che durante la
fase embrionale si forma l’ano da un’apertura chiamata blastoporo e la bocca da un’apertura opposta.
Gli altri celomati (anellidi, molluschi e artropodi) sono chiamati Protostomi perché dal blastoporo si forma
la bocca e la seconda apertura è l’ano. (fig. 16 pag 67)
Gli Echinodermi sono caratterizzati da un sistema acquifero
l phylum degli echinodermi (come stelle marine e ricci di mare, cetrioli di mare …) comprende quasi 6000
specie tutte marine con caratteristiche peculiari:
- Gli adulti hanno una particolare simmetria radiale perché il corpo è diviso in 5 sezioni (simmetria
pentaraggiata)
- Possiedono uno scheletro interno endoscheletro a cui sono agganciate delle spine protettive.
- Nella maggior parte degli Echinodermi l’endoscheletro è costituito da piastre separate contenenti calcio
(dermascheletro), collegate da tessuti e da muscoli
- Il corpo è ricoperto da uno strato esterno di cellule, l’epidermide.
- Hanno un sistema acquifero (cavità modificata del celoma, costituito da un canale, detto canale anulare,
da cui partono 5 canali radiali. L’obiettivo è collegare il canale anulare pieno d’acqua con numerose
coppie di pedicelli ambulacrali munite all’estremità di ventose, dove l’acqua entra ed esce tramite
valvole), grazie al quale si muovono e afferrano prede (sono attivi predatori) (fig. 18 pag 68)
Tutti i cordati hanno in comune quattro caratteristiche
Tra i Deuterostomi la specie maggiore è quella dei cordati che si divide in : vertebrati, tunicati,
cefalocordati (di questi i più comuni sono gli anfiossi, animali semitrasparenti lunghi alcuni cm che si
trovano nelle acque poco profonde dei mari caldi  si pensa siano i progenitori dei vertebrati) (fig. 20 e
tabella 1 pag 69).
Tutti i cordati presentano quattro caratteristiche comuni:
• Notocorda  colonna vertebrale
• cordone nervoso dorsale  cervello e midollo spinale;
• faringe con fessure branchiali;
• coda.
I Tunicati perdono la notocorda, la coda e il tubo neurale
Nei Tunicati, la notocorda è presente solo nella fase larvale a livello della coda ma quando diventano adulti
perdono la coda e quindi anche la notocorda.
Questi animali assomigliano molto agli invertebrati marini come le spugne dovuta ad una convergenza
evolutiva.
I Vertebrati possiedono uno scheletro osseo interno
I Vertebrati devono il loro nome alla presenza delle vertebre. Durante la fase embrionale, questi animali
perdono la notocorda cartilaginea che viene sostituita da una colonna vertebrale, o spina dorsale, formata
da unità, le vertebre che contengono il cordone nervoso centrale.
- Il cervello è racchiuso e protetto da piastre ossee che formano il cranio.
- Tra le vertebre sono presenti dischi cartilaginei che danno alla colonna flessibilità.
- Lo scheletro è interno, endoscheletro osseo, e cresce con l’adulto per cui non si verifica la muta.
- I vertebrati si dividono in: agnati, pesci, anfibi, rettili e uccelli, mammiferi.