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Geografia politica critica – Dell’Agnese

Prologo:

“La politica degli stati sta nella loro geo-grafia” nel sistema di immaginari geografici ritroviamo chi
governa
Geo-grafia= descrizione di luoghi+tentativo di spiegazione tra uomo-ambiente e ambiente-uomo
strumento molto potente

Nessuna geografia è frutto di un punto di vista oggettivo


Geografia= forma di potere che modifica la realtà anche se sembra solamente che si limiti a descriverla

Studiare geografia=

 conoscere il mondo e fornire info descrittive


 tentare di capire il mondo decostruendo gli immaginari geografici
 capire come gli immaginari e le rappresentazioni interagiscano tra loro

La geografia studia

 l’oggetto (geo-struttura)
 la rappresentazione dell’oggetto (meta-geografia)

Gerard Toal: “Geografia significa potere”  non è semplice riconoscere perché la scrittura del mondo
sembra un’attività innocua

Per molto tempo la geografia è stata considerata apolitica e meno ideologica MA da poco è stata presa
consapevolezza e è stato capito che essa costituisce una delle acquisizioni fondamentali del pensiero
geografico contemporaneo.

Libro di Toal: momento chiave del percorso intellettuale che ha rivelato il potenziale della geografia
Molti altri autori assieme a Toal si sono diretti verso la direzione della politica critica

Andersons:

 nazione= comunità immaginata


 mappe come logo → le mappe coloniali rimangono impresse nelle menti delle persone anche dopo
la decolonizzazione

Geografia:

 per quello che dice  fondamentale per il controllo dello spazio in vari settori
 per come lo dice sostituire linguaggio mitico o comunque conoscenze passate con un linguaggio
concreto e misurabile
 ottica cartesiana  punto di vista dall’alto che distacca il soggetto osservante dall’oggetto
osservato
 prospettiva strutturalista la geografia diventa una narrazione discorsiva all’interno di tutta una
serie di rapporti

Primo capitolo: storia della geografia critica


Secondo capitolo: rilettura critica e contestualizzata della stori della geografia politica e della geopolitica
alla fine dell’800
Terzo capitolo: temi classici e poi le innovazioni
Quarto capitolo: categorie analitiche + analisi dei temi scontati + decostruzione di fondamenti di nazione,
razza ed etnia + distinzione tra uomo e donna
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Cap 1
Geografia= insieme di conoscenze per formare la conoscenza territoriale del futuro re
educazione geografica

 strumento per la gestione del potere


 aspirazione all’espansione oltre mare

Mackinder: padre della geopolitica anglosassone. Conscio del ruolo educativo della geografia

A Mackinder si oppone un geografo anarchico= Reclus cerca di portare la conoscenza della geog. anche
al popolo

Gambi: riteneva che la geografia fosse una scienza integrale, che fosse incapace di riconoscere la propria
natura ideologica e che dovesse essere riorganizzata in

 geografia fisica
 ecologia
 geografia umana

Ottiene consenso solo dai suoi studenti

Lacoste: francia post 68 la geografia è uno strumento di potere che aiuta a prevenire losviluppo di una
riflessione sullo spazio e copre le strategie di terra
Scrive “Herodote” (1976)

 analisi della connessione tra geografia e potere


 intervista anche Foucault
 impiego della geografia nelle missioni militari in Vietnam→ Lo visita per verificare le tesi
dimostrazione che solo una buona conoscenza della geografia permette strategie vincenti

Lacoste individua nuovi tipi di geografia:

 geografia dei professori serve per nascondere la geografia strategica


 Geografia spettacolo  far credere che la geografia non abbia ragionamenti. Essa riduce lo spazio
e imposta determinati paesaggi solo a scopo di contemplazione

Quaini: italia= pubblica “Marxismo e geografia” → grande successo. Volume che ripropone una lettura in
chiave marxista della geografia geografia= strumento di potere

 Fornisce info per i potenti


 Trasmette info distorte ai subalterni negando lo studio

Nel 78 pubblica un nuovo libro in cui riflette sul ruolo politico della geografia e ritiene che essa si articoli in
diverse forme di sapere:

 Sapere naturalistico osservazioni sui fenomeni ambientali


 Sapere statistico analizza popolazione e risorse e le raprresenta tramite la cartografia
 Sapere Utopistico attraverso l’analisi dell’ordine sociale e spaziale e si preoccupa di supeperarlo

Geografia ufficiale= scienza della modernità che stabilisce una nuova struttura spazio/temporale misurabile
metricamente così da renderla + facile da calcolare

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Strumenti strategici della geografia

a. Mappe→ strumento fondamentale per la geografia strategica


b. Regione→ suddivisione innaturale di un paese che distolgono l’attenzione da alcuni elementi
geografici per concentrarsi solo su altri
c. Scala → essa sceglie il punto di vista da cui noi dobbiamo osservare lo spazio

Per annichilire il potere della geografia: fornire sapere sufficiente alla gente così da poterlo rendere
strumento di potere

Dematteis interpreta gli scritti di Lacoste e si concentra su Foucault


 la funzione ideologica della geografia è quella di

 Rendere il sapere geografico innocente e inutile


 Insegnare al popolo che è qualcosa di naturale e che quello che esiste è normale

Raffestin: cerca di rileggere la geografia politica in termini + ampi, basandosi principalmente su Foucault
geografia del potere
La geografa dello stato si basa sulla convinzione che il potere sia concentrato all’interno dell’istituzione,
sviluppando un proprio linguaggio. Secondo i geografi

“lo stato esiste finchè una popolazione in un territorio esercita una propria sovranità”

Popolazione=risorsa analizzata in riferimento alla sua composizione culturale e valutata attraverso


l’omogeneità
Autorità= analizzata secondo una prospettiva storica
Territorio= i segni principali sono la dimensione, forma, capitale e confini

Geografia politica: considerata come una forma di potere/conoscenza che supporta l’idea di stato-nazione
come unica fonte di potere

Anche produrre conoscenza è un modo per esercitare potere Imporre un linguaggio “supremo” che
rende le altre lingue dialetti

Bisogna distinguere la geostruttura (oggett) e la metageografia (rappresentazione)

Geografia non si limita a leggere il territorio ma lo riproduce secondo forme territoriali che corrispondono
all’ordine sociale è solo un sistema di metafore
Geografia= forma di potere

Harley:
Cartografia= forma di conoscenza e una forma di potere poiché viene impiegata in politica, costruzione e
disegno dei confini
Le carte sono pieni di “silenzi e omissioni”= contengono la storia dei paesi che le raffigurano (es. coloni nei
vari paesi)

Geografia: strumento di potere strategico per le guerre= essa produce mappe.

La trasformazione della realtà in carta porta con sé delle conseguenze, es:

1. Cristallizzazione: fissa una realtà che di per sè è mutevole


2. Semplificazione: tralascia dettagli

Secondo Olsson: paesaggio disegnato= linee di potere


Comunicazione e conoscenza= forme di violenza collettive

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Cap 2
Geopolitica critica contemporanea:

 analizzare le rappresentazioni geografiche → forme di produzione del sapere


 decostruire i discorsi geografici
 studia le teorie e le rappresentazioni del mondo
 Considera ogni forma di rappresentazione

Geopolitica:
 analisi della configurazione territoriale finalizzata alla conquista del potere
 considerata una delle maggiori arti in periodo nazista
 Esiste sin da quando l’uomo ha intrapreso una vita politica

Varie opinioni

Bowman: geopolitica= scienza misteriosa


USA: utile con una forza innovativa

Siccome venne associata al nazismo, venne messa al bando da tutti i campi


Dagli anni 80= approccio scientifico scollegandola dall’immagine negativa del passato

Geografia politica:
 descrive gli attributi territoriali del potere e le varie conseguenze delle azioni politiche che si
riflettono sul territorio neutra
 Non viene bandita come la geopolitica poiché ritenuto uno studio scientifico → nasce la “geografia
dei professori” senza propaganda politica o passioni nazionalistiche

Padre della Geografia Politica= Ratzel Politische Geographie


Modello espansionistico→ Lo stato per esistere, deve essere radicato in un territorio e ha una naturale
tendenza a crescere

Ragioni che spingono lo stato a crescere:

a. Aumento demografico → aumento dello spazio necessario


b. Aumento dello sviluppo →aumento dello spazio necessario
c. Assorbimento spazi minori/stati utili economicamente→ aumento dello spazio
d. Frontiera → mobile
e. Sviluppo civile→ voglia di espandersi

Principi caridne di Ratzel:

 Lebensraum
 Interazione instabile fra persone e territorio data dalla continua necessità di espansione
 Lo stato non basta? Colonizzazione
 Annessione di altri stati
 Spartizioni di territori→ aumento dello spazio

Kjéllen e Haushofer distorgono le idee di Ratzel

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Kjéllen: influenzato dal darwinismo sociale, idealismo tedesco e da Ratzel.
Vuole attribuire un tema e un compito alla geopolitica.

Secondo Kjéllen= Mondo destinato ad essere formato da pan-regioni (Eurafrica, Americhe, Sistema
Orientale)

Haushofer→ ritenuto il principale ispiratore del nazismo ma lui non ebbe mai nulla a che fare con esso

 Teoria del Lebensraum →Ratzel


 Concetto di pan-regioni→ Kjéllen
 Potenza continentale VS potenza marittima → Mackinder
 Visione di continua lotta tra stati

La geografia politica si oppone alla geopolitica

Studia la Studia l’attività


distribuzione del politica in uno
potere statale sui stato naturale
territori e le vari
condizioni in cui
esercita
Geopolitica in italia= mirava ad entrare in contatto con tutti i ceti sociali ma tutto cambiò con il fascismo e
la seconda guerra mondiale

In inghilterra c’è un’analisi diversa da quella tedesca analisi delle relazioni terra-mare

Gilpin= esploratore, profeta della scuola geopolitica zonalista


Successo solamente nel west america

 USA che governano il mondo


 Ferrovia = mezzo per incrementare lo sviluppo del paese + favorire incontro culturale e
promuovere pace

Mahan

 analisi delle relazioni totalità e potenza del pianeta.


 Tecnica britannica di governare gli oceani= vincente nel tempo

Mackinder= visione globale del mondo che viene considerato per tutti i suoi elementi
Distingue tra:

 Spazi marittimi
 terre emerse

Ritiene che il potere andrà alle terre emerse individua il cuore del mondo (Heartland) all’interno
dell’Eurasia “mezzaluna interna”= una zona ostile e inacessibile via mare
Dopo la seconda guerra mondiale elaborra una nuova teoria due assi fluviali: Jenisej e Missouri.
Usa= Heartland
URSS= minaccia

Risolvibile cercando alleanze solide tra USA-GB-FR  nel 49 nasce l’alleanza atlantica
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Spykman si identifica un luogo diverso rispetto a Mackinder il cuore del mondo (Rimland) nella
“mezzaluna esterna” =europa costiera

Vallaux= critica fortemente Ratzel


Vallaux ritiene che l’evoluzione degli stati non dipenda dai loro caratteri fisici ma dalla loro posizione

La tradizione possibilista francese si oppone al determinismo geografico ratzeliano= rivalutazione


dell’umano all’interno dello stato

Demangeon: analizza le cause che causano la perdita di ruolo dell’europa dopo la prima guerra modiale e
l’ascesa degli USA e del GP

Gottman: ripartizione politica degli spazi è data dal movimento l’uomo deve oltrepassare le iconografie
che lo fissano nello spazio e gli fanno mantenere determinati simboli e idee che si trasmettono nel tempo.
Regione= qualcosa di dinamico
rif: iconografia/circolazione, Megalopoli

Reclus: anarchico militante che scrive per tutti= scarso successo ma dopo gli anni 70 viene riscoperto e
rispettato
Idea società libera da centri o periferie, niente stato: una futura unione libera fra regioni
La sua geopolitica non è influenzata dal nazionalismo e esprime un’interpretazione delle relazioni spaziali
tra i vari gruppi di potere.
Secondo lui la Terra può nutrire tutti gli uomini che la abitano e può consentirgli una vita agiata ma l’uomo
non la rispetta→ uomo= fonte di progresso ma anche regresso

Kropotkin: Anarchico fine 800/inizio 900= cerca di contrastare la visione geopolitica dominante di
Mackinder e inserire una geografia che potesse spiegare anche agli altri
rif: mutuo appoggio/cooperazione come regola predominante in natura

Ghisleri: contro colonialismo e razzismo

Aani 60/70: si risvegliano interessi di stampo geopolitico

 sviluppo
 diritti civili
 guerra in vietnam

Lacoste: geopolitica= modo di vedere il mondo che non si impara solo in classe ma anche in tutto il resto
delle attività
Distingui tra buoni e cattivi geografi. (es buon geografo: Reclus)
Con le sue idee, Lacoste riesce a fondare una scuola
In Italia, il suo pensiero si annette a quello marxista

Anni 90: ribalta della geopolitica geopolitica critica= come coesistono gli esseri umani e le varie visioni
geopolitiche
Principali riferimenti della geopolitica

 Barthes e la semiotica
 Foucault e la necessità di esplorazione
 Said e le geografie immaginarie
 Todorov e la scoperta dell’altro
 Gramsci e l’egemonia culturale
 Derrida e il decostruzionismo

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La geopolitica comunque si sviluppa grazie a:

a. Dalby definito il discorso geopolitico come un processo di esclusione spaziale


b. Toal concettualizzato la geopolitica critica come approccio intellettuale
c. Agnew taglio critico individuando gli atteggiamenti costanti individuando alcune caratteristiche
comuni
(1) Mappature dall’alto
(2) Strutturazione binaria (nord/sud, est/ovest, sviluppato/selvaggio)
(3) Trappola territoriale= la sovranità necessita confini
(4) Attenzione al potere

Agnew individua alcuni postulati cercando di decostruire i fondamenti della geopolitica

I. Missione civilizzatrice responsabilità di chi si definisce “superiore” e chiama gli altri “inferiori”.
Storicamente si può individuare nelle crociate, episodi di colonialismo come Reconquista o
Conquista dell’america centrale. Oggi lo troviamo con l’imposizione della democrazia a stampo
occidentale
II. Lettura determinista Fenomeni che all’uomo sembrano “naturali” ma che in realtà sono imposte
dagli eventi politici (es: razzismo teorico, colonialismo e imperialismo, stato come organismo)
III. Contrapposizione culturale delle diverse concezioni del mondo e della sua organizzazione 
destinato al conflitto per l’eterogeneità
d. Sharpgender studies

Fare geopolitica capire principali schemi del discorso geopolitico e comprendere il lessico

Percorso di analisi della geopolitica critica: cercare di capire come gli schemi vengano diffusi nell’opinione
pubblica e perché tutto sia così radicato nelle menti dell’uomo e nella storia

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Cap 3
Geografia politica= disciplina che ragiona in scala  quella dello stato
Oggetti di interesse della g.p

 Attributi politici (capitali, confini)


 Suddivisioni

Lacoste:
La scala strumento di potere della geo-grafia

Raffestin:
Geografia politica sistema di segni a servizio dello stato

Johnston: ipotizza un’apertura del campo di osservazuibe

Wallerstein: rileggge la configurazione economica mondiale in un’articolazione composta da

 Centro
 Periferia
 Semiperiferia

Taylor riprende la teoria di wallerstein ma dandogli un’impostazione marxista che estende il campo di
interesse della geografia politica ad ambiti sociali ed economici, analizzando ogni aspetto e distinguendo:

I. Scala dell’ideologia Stato= unità politico-sociale il cui potere è forndato sull’articolazione


ideologica del nazionalismo.
II. Scala dell’esperienza vita di tutti i giorni

Smith: visione analoga a Taylor ma meno legata a Johnston, analizzando e scomponendo la gerarchia a
livelli: urbano, regionale, nazionale e globale

Raynaud: individua la classe socio-spaziale aggregati di vari livelli che riflettono la situazione socio-
territoriale (simmetrie e dissimetrie, flussi di relazioni)

Tuan:Topophilia frutto di un processo di comunicazione che si sviluppa nei confronti di spazi ideologici
come la nazione

Geografia dell’agire politico= deve ragionare facendo riferimento a tutti i vari livelli di scala esistenti così da
potersi muovere in situazioni molto articolate

Secondo Agnew: analisi degli atteggiamenti costanti in geopolitica, elaborazioni storiche del discorso
geopolitico, territorial trap mentale del sistema stati/nazione= geografia politica classica= statocentrica e
troppo rigidamente fissata all’interno di uno schema “stato-territoriale”

Tradizionalmente:

 Stato= entità sovrana sopra un dato territorio.


contenitore di una data società identificata come la nazione.
 Scopi politici separati: politica estera e interna
 Solidarietà e giustizia confinate all’interno dello stato
 Sicurezza= forza imposta per difendere la sovranità.
 Convivenza= costruita su basi come: cittadinanza, migrazione, rappresentanza, commercio, difesa
nazionale e diplomazia.

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Sistema moderno:

 Superficie terrestre divisa fra stati


 Stati riflettono la distribuzione culturale pre-esistente
 I confini di stato, una volta fissati, sono legittimi
 Territori unificati

tutti punti dati come realtà politica e immutabile


SBAGLIATO: tutti frutti di processi storici complessi

Tradizionalmente →Territorio= spazio controllato da persone. Esso deve offrire sicurezza e opportunità

Accezione contemporanea: porzione di spazio sottoposto al governo di uno stato

Primo riferimento allo stato: Città stato greche


In epoca medioevale in Europa:

 Identità: clan
 Territorio: in relazione sociale

Primo processo di sovranità: Trattati di Westfalia, 1648

Base di un sistema gerarchizzato: Rivoluzione Francese e Americana.

Modelli moderni: ‘800 in tutta Europa e America


Post-decolonizzazione: imposto in tutto il mondo

Qual è la dimensione ideale del territorio di uno stato?


Dipende da:

a) Visione geopolitica
b) Caratteristiche fondative dell’identità nazionale

Motivi di espansione:

 Garantire la sicurezza
 Necessità di opportunità e risorse
 Acquisire una posizione favorevole (es. accessi al mare)

Con l’avvento del colonialismo

 Esigenze di difesa
 Necessità di risorse
 Missioni rigeneratrici (crociate)

Hertz: polvere da sparo ha fatto paura e ha fatto cadere i castelli medioevali

Connor: se c’è acqua salata in mezzo: colonialismo, altrimenti è semplice espansione territorale

Sistema di diritto internazionale: in vigore dopo il secondo dopoguerra condanna l’espansione militare

Secondo la geografia politica classica ci sono 4 modi di guadagnare il territorio:

1. Terra di nessuno
2. Controllo su una terra rivendicata da altri
3. Cessione
4. Accrezione per fatti naturali (nascita di isole, allungamento di d parti costiere)
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Il processo di unificazione porta alla nascita di grandi spazi regionali (es. Europa)  stati uniti tra loro via
terra e si uniscono grazie a interessi economico/strategici, condividendo dei valori e degli interessi

Processo di frammentazione prima del nazionalismo moderno= divisione dei territori in base a
matrimoni/eredità
Processo di frammentazione contemporanea= risultato di rivendicazione

Principio di autodeterminazione dei popoli apparso per la prima volta nella dichiarazione d’indipendenza
nel 1776= utilizzato come base dell’organizzazione della scena politica internazionale per la ricostruzione
dell’europa POST imperiale.

Principio di autodeterminazione= stato e nazione coincidono.


Problema: nessuno può effettivamente stabilire come e perché diventare nazione anche se comunque tutti
tendono ad autodeterminarsi.
es: in uno stato ci può essere una minoranza che vuole autodeterminarsi

Solitamente le divisioni avvengono tra stati che tendono ad essere nemici, chiudendo i confini e
interrompendo qualunque rapporto economico.  secondo alcuni, questo gesto è il primo passo per
creare una nazione solida e molto più estesa di quelle che conosciamo

2 concetti di separazione:

 Stato diviso= separazione pacifica


 Nazione divisa= separazione forzata che innesca voglia di ricongiungimento

Hartshorne: distingue tra forze

 Centrifughe
(1) territori con ostacoli orografici e perciò con difficoltà di comunicazione interna;
(2) eccessiva distanza tra centro e periferia;
(3) popolazione periferica più legata agli stati di confine che non allo stato “madre”
 Centripete
(1) Sentimento di appartenenza condiviso
(2) Unica area centrale polarizzatrice
(3) Confini definiti
(4) Bassa densità di popolazione nelle regioni di confine

Pounds: non contano gli ostacoli dello stato quanto il modo in cui la popolazione lo percepisce

Due elementi fondamentali utilizzati dalla geografia politica per descrivere il territorio dello stato:

1) Localizzazione: variabile nel corso del tempo, dalla tecnologia  significato relativo
2) Posizione: condizionata dal contesto storico-culturale  significato relativo

Capitale= iconografia nazionale

 sede del potere politico


 Simbolo di ricchezza, potenza, modernità

Duplice ruolo

 Interno= rafforzare senso di appartenenza dei sudditi mostrandosi potente


 Esterno= esibire il potere per mostrare il proprio ruolo internazionale

La capitale ha anche un ruolo simbolico dato da architettura, posizione geografica e storia

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Le capitali vengono distinte tramite la loro storia

 Capitali storiche= sempre avuto ruolo e posizione di capitale


 Capitali create= fondate appositamente per mediare tra conflitti o riequilibrare situazioni
economiche (Washington, Canberra)

NB: questa classificazione in un certo senso non regge perché tutte le capitali sono state create

Altra classificazione:

 Capitali all’europeasovrapposizione economica, politica e culturale


 Capitali all’americana separano economia e politica

In altri casi la capitale non viene creata ma viene spostata:


Es: Calcutta → New Dehli
San Pietroburgo → Mosca

Stati post-coloniali: hanno come capitale un porto

La toponomastica venne cambiata nel tempo


es: Podgorica→ Titograd→Podgorica
Pietrograd→ Leningrad → San Pietroburgo

+ aggiungere tutti i vari cambiamenti nei vari regimi (totalitari) es: Berlino e varie statue del Reich,
Pietroburgo e tutta la Russia (e non solo) con le statue di Lenin

In casi estremi la popolazione autoctona delle capitali, durante il cambiamento dei vari regimi, viene
deportata (es. Cambogia)

Core area= non sempre coincide con la capitale e, geograficamente, non sempre ha la stessa
importanza/permanenza nel tempo e nella storia rispetto alla capitale stessa.
Si possono anche distinguere più core area per vari poteri (es. Milano e Roma)

Confine e Frontiera→ non sempre i significati vengono distinti come si deve

Frontiera= fascia/zona di transizione


Confine= Configurazione spaziale ben precisa (linea)

Frontiera= per tenere qualcuno fuori (es Romani con i barbari) e veniva individuata su qualcosa di
preesistente o qualcosa di costruito (vallo di Adriano)

Prescott: concetto di frontiera insediativa forma di espansione territoriale perché spinge l’uomo ad
acquisire territorio (RIF: RATZEL)

a) Tipo primario lo stato prende possesso di terre altrui


b) Tipo secondario zona interna allo stato circonda zone repulsive in termini ambientali ma ricche di
risorse

Secondo Turner: l’avanzare della frontiera da caratteristiche proprie alla nazione e ai propri cittadini (es.
Americani)

Si piò parlare anche di frontiere politiche che (epoca romana) fungevano da ruolo fisico di separazione.
Divideva zone poco sfruttate economicamente.
Nel corso del tempo le frontiere politiche si sono ridotte perché gli stati hanno effettivamente acquisito le
zone di frontiera. Oggi le frontiere politiche sono state sostituite da confini lineari

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Confine= termine influenzabile da contesto storico-geografico
Affermazione dei confini lineari ↔ affermazione di un nuovo contesto politico passaggio
dall’universalismo imperiale a un sistema di politiche indipendenti e sovrane sul proprio territorio

Dato l’affermarsi di questi territori frammentati necessario fissare un confine fisso

Montesquieu e Rousseau: confine naturale= stabilito dalla natura stessa


Fichte: l’uomo viene diviso non per confini geografici ma culturali= lingue e tradizioni uguali
Con il nazionalismo= confine  linea mobile
Reclus: nega l’esistenza del confine naturale e lo pone sotto il punto di vista del rapporto di potere
Haushofer: confini = concezione dinamica che cambia con la perdita e il guadagno di potere di uno stato
Ancel: confini= punto di equilibrio dei popoli

Concezione contrattuale dei confini: confini= prodotto d’accordo tra due stati
NB: concetto statico

Sequenza ideale degli eventi che portano alla creazione dei confini

1. Allocazione= divisione politica formale


2. Definizione= divisione in base a linee rette che congiungono coordinate/punti noti
3. Delimitazione= indicazione precisa del sito di confine tramite cartografia
4. Demarcazione= identificazione sul terreno  costruzione di monumenti

Per la costruzione di un determinato tipo di confini viene presa come riferimento la morfologia:

 Naturale: confine delineato seguendo un carattere fisico del terreno


 Geometrico: confine creato utilizzando linee rette
 Astronomico: riferimento a coordinate note
 Misto

Altre classificazione

a) Classificazione giuridica= riconosciuto ma contestato


b) Classificazione funzionale= creato a scopo di difesa/ragioni amministrative
c) Classificazione genetica=si usa per distinguere vari confini Teoria di Hartshorne
i) Pioniere=tracciato su territorio vergine NB: nessun territorio è vergine
ii) Antecedente= prima di qualunque caratteristica del paesaggio culturale
iii) Susseguente= adegua alle divisione imposte da un’occupazione
iv) Sovraimposto
v) Relitto= abbandonato

Glassner: il confine ha funzioni mutevoli:

 Garantire la sicurezza militare


 Espletare alcuni compiti dello stato Controllo su entrate/uscite + tasse doganali

Funzione più specifica: il confine segna il limite della sovranità anche se in certi casi il potere di uno stato
viene esteso anche fuori ai propri confini confine= da linea giuridica a confine di fascia

Zone di frontiera= si analizzano in relazione alla maggiore/minore apertura/chiusura

 Confine chiuso determinante per le aree di periferia= può portare a scambi illegali

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 Confine opaco contatti e scambi sono ostacolati ma praticamente impossibili da ostacolare
es. USA e Mex= andare da USA a Mex= facile
Da Mex a USA= difficile
 Confine permeabile relazioni permesse e tollerate ma non incentivate

Lösch: l’imposizione di dazi può creare la differenziazione di prezzo nei prodotti, fino ad alterarne la
distribuzione

Due fattori che caratterizzano il confine e il proprio funzionamento:

 Permeabilità in base al grado di permeabilità del confine, le regioni di frontiera possono


essere/non essere in condizioni marginali e avere scambi legali/illegali
 Complementaritàfattore organizzativo regionale sfruttato politicamente per rilocalizzare le
attività produttive e ridurre i costistrettamente influenzata dal grado di permeabilità

Zona di frontiera: dai margini imprecisi dai quali si manifestano fenomeni indotti dalla presenza dei confini.
Si parla di

 Zona di frontiera: si affaccia sul confine stesso


 Regione di frontiera: area a cavallo del confine

Il confine influenza anche gli aspetti economici e tenta la curiosità dell’uomo e lo spinge dall’altra parte

Ipotesi di un borderless world= mondo senza più confini grazie alla globalizzazione teoria quasi
impossibile visto che i confini si sono formati anche grazie alla globalizzazione

Altro studio della geografia politica: suddivisione del territorio in collegi elettorali

Temi di analisi:

1) La geografia del voto analisi di comportamento elettorale + distribuzione delle aggregazioni politiche
dei singoli stati

Viene analizzata la distribuzione territoriale delle scelte elettorali in relazione alle caratteristiche fisiche e
sociali.

Siegfried: scrive “Tableu” → simbolo di partenza per un approccio scientifico alle elezioni cerca di
analizzare la scelta elettorale in base al contesto

NB: geografia del voto: NON del tutto determinista perché mette in relazione al voto, fattori sciali che
possono essere parzialmente connessi ad aspetti ambientali

Rokkan: cerca di capire perché all’interno di un determinato contesto politico esista una certa
combinazione di partiti dovuto agli effetti storici/diversi conflitti

2) Influenze geografiche sul voto fattori locali che influenzano il voto

Scelta del voto: influenzata da

 varie idee mentali


 posizioni economiche
 contesto sociale→influenze dei media, Friend effect + neighbourhood effect

Friend effect: conosco il candidato lo voto perché lo conosco e perché so come pensa/agisce
Neighbourhood effect: scelta influenzata dal contesto sociale frequentato

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In altri casi si vota perché si pensa che il candidato capisca meglio le problematiche dell’area, piuttosto che
un altro.

3) Problemi di suddivisione delle circoscrizioni elettorali

Anche le campagne elettorali influenzano perché NON vengono fatte tutte uguali su tutto il territorio
In base a come è suddiviso il territorio, i risultati elettorali possono essere più/meno pesanti sulla bilancia

 Sistema con rappresentanza proporzionale: ogni area ha un quadro elettorale variegato.


Con questo sistema, il disegno dei distretti non ha grande importanza perché i voti dei partiti
vengono sommati su base nazionale

Paesi con questo sistema: america latina, europa meridionale

 Sistema con rappresentanza uninominale: ogni collegio può essere rappresentato da un candidato
di un solo partito.
Con questo sistema, il vincitore “piglia tutto” a livello di singolo collegio e quindi il disegno dei
distretti è fondamentale

Paesi con questo sistema: GB, USA, GP

Le distorsioni del voto possono essere frutto di

 Discriminazione nei confronti di alcuni votati e a vantaggio di altri


 Cattiva ripartizione (malapportionment)  attribuisce più seggi ad un partito e quindi ha un peso
maggiore se vince perché è collegato agli altri “mini-seggi”
 Gerrymandering si favorisce un partito piuttosto che un altro con la selezione territoriale dei
votanti in modo da concentrare i voti su un determinato partito oppure frantumare la
concentrazione così da rendere i voti inutili.
Rispetto al Malapportionment, è un fenomeno difficile da provare e quindi da sradicare

Per evitare le distorsioni elettorali:

 aderire ai principi di equità demografica


 adottare criteri demografici più elastici rischiando però di svalutare il voto e creare carriere
politiche più lunghe per gli elettori, a vantaggio di una stabilità politica

RIF: caging/self caging di EVA

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Cap 4
Categorie metageografiche= categorie analitiche fondate su criteri di interpretazione/descrizione dello
spazio

Contributo importante si deve a Lewis e Wigen  decostruiscono le strutture spaziali attraverso le quali la
gente da un ordine alla conoscenza e organizzazione del mondo

 I continenti= conoscenza base geografica sono in realtà il prodotto di una serie di immaginari
sociali

Si parlava di Europa e Asia già al tempo dell’antica Grecia (usato per distinguere le due sponde del mar
Egeo)

Con il rinascimento= parametro per distinguere e analizzare le diverse società


Continente come “categoria descrittiva”  solo dal 18esimo/19esimo secolo

Processo di continentalizzazione del mondo= teoria di riflessione europea


Chabod  la costruzione dell’idea di Europa = processo di elaborazione identitario
Europa: nata come idea culturale e geografica che con l’andare avanti del tempo assume contorni sempre
più definiti

Come definire i confini di un dato continente?


Jordan: europa= area culturale di comune religione, lingua di derivazione indoeuropea e razza caucasoide
Africa= invenzione vittoriana  continente nero  i bianchi devono portare luce e civiltà
Asia= costrutto culturale che man mano si è espanso in cui si evidenziano valori fissi e duraturi.
Prima della II guerra mondiale: non ha mai avuto molta importanza.
Dopo: interesse strategico per gli americani
Oceania= nuovissimo continente
America= molto più vasto della solita accezione che si dà per abitudine (USA)  comprende anche CA, MEX
(mex fa anche parte dell’America Latina)

 Nord e Sud del mondo= ripartizioni economiche

Nord e Sud in un certo senso si possono considerare molto simili all’accezione di oriente e occidente
Nord: sviluppo (inevitabile)
Sud: sottosviluppo
NB: non corrispondono del tutto al nord e sud geografico si pensi che al nord vengono inserite Australia,
Nuova Zelanda e Giappone, geograficamente a sud e a est

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 Oriente e Occidente= ripartizioni culturali

Ovest: parte di mondo industrializzato


Est: parte di mondo inferiore si è creato l’Est come espressione che potesse rafforzare valore e potenza
dell’est

Dinamico occidente Immutabile oriente


Inventivo, igegnoso, proattivo Imitativo, ignorante, passivo
Razionale Irrazionale
Scientifico Superstizioso, ritualistico
Disciplinato, ordinato, autocontrollato, saggio Pigro, caotico, spontaneo, emotivo
Dominato dalla mente Dominato dal corpo, esotico, eccitante
Paterno, indipendente, funzionale Infantile, dipendente, non funzionale
Libero, democratico, tollerante, onesto Schiavizzato, dispotico, intollerante, corrotto
Civilizzato Barbaro
Moralmente ed economicamente progressista Moralmente regressivo ed economicamente stagnante

 Nazioni, Etnie e Razze= origine molto antica ma accezione modificata dall’illuminismo in poi
1. Nazione
Giddens: nazione esiste solo quando ha una capacità sufficiente per raggiungere e unificare in senso
amministrativo tutto il territorio governato

Una nazione nasce:

 Sulla base di origini etniche


 Come riflesso di pensieri rivoluzionari
 Come “comunità immaginata”
 Per imitazione

Daniels: nazione= insieme di leggende e paesaggi paesaggio nazionale=ricco di heritage culturali


paesaggio ordinario: simbolico perché comunque trasmette le testimonianze delle varie civiltàSmith:
nazione= etnia politicizzata (etnia con la forza di affermarsi come unità politica)
Renan: nazione= grande comunità costituita dal sentimento di sacrifici compiuti e non compiuti esistenza
in una nazione= plebiscito quotidiano (non è una scelta di nascita)

Due modi di pensare alla nazione

a) Termini etnico-culturali: gruppi che si autodefiniscono tali sulla base di origini comuni
b) Termini sociali: comunità di valori comuni

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2. Etnia: popolo che non ha istituzioni.
Gruppo di persone che aspirano a diventare una nazione/un gruppo di persone
caratterizzato da origini e cultura comuni con un proprio territorio di pertinenza

Etnia: invenzione
Identità etnica: realtà sentimento di appartenenza ad un’etnia che si trasmette tramite le iconografie.
Si basa sulla memoria collettiva composta da determinate coordinate spazio-temporali vengono
selezionati alcuni elementi, modificati di significato e rimossi dal loro scenario iniziale. In alcuni casi
vengono anche “mitificati”.

Todorov: In certi casi la memoria, soprattutto in uso politico, è un processo dannoso perché non spezza il
legame tra passato e presente e quindi si portano avanti sentimenti di paura/odio che possono degenerare
in conflitti

I conflitti etnici sono causati dalle mire di omogeneizzazione culturale interna (che tende a rimuovere le
forze “centrifughe” di Hartshorne) o che spingono a frammentare lo stato così da favorire le entità élitarie

Thual: i conflitti di oggi sono sanguinosi perché i gruppi hanno paura di perdere la propria identità
collettiva, unico loro punto stabile di fronte alla globalizzazione.
In una crisi economica o comunque con delle debolezze delle strutture politiche, potrebbe svilupparsi un
conflitto identitario:

 Desiderio di riscrivere la storia


 Purificare la lingua

Per costruire un sentimento di etnicità

1) Nome
2) Mito della discendenza comune
3) Storia condivisa
4) Cultura distintiva condivisa
5) Associazione con un territorio specifico/legame territoriale ad un territorio di antenati
6) Senso di solidarietà

Barth: le differenze culturali di cui si tiene conto nella costruzione dei gruppi etnici sono la somma delle
differenze che i soggetti considerano come significative (l’attenzione andrebbe posta sulle differenze
obbiettive)

Il desiderio di proteggere i vari valori diventa più forte quando il gruppo si sente minacciato

Quando si parla di nazione ed Etnia si individuano due posizioni

 Costruttivista nazione= comunità “immaginata” frutto di un processo storico e culturale


specifico
 Primordialista realtà oggettive e immutabili

Smith: etnie= realtà costruite intorno ad un fondamentale senso di appartenenza e diventano nazioni
quando la conservazione della cultura non può essere messa in atto senza fare rivendicazioni politiche.

RIF: isola culturale e deriva culturale di Eva

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3. Razza: categoria pseudo-scientifica che ha dominata il discorso geopolitico fino alla
seconda guerra mondiale

Oggi non si pensa più al melting pot ma piuttosto ad una “salad bowl”  prevede una nazione fatta di
diverse etnicità che si esaltano tra loro.
Si parla anche di “identità con il trattino” afro-americano, italo-canadese ecc

Esiste il razzismo, non la razza

Il razzismo trova origine già nell’epoca classica. Nei secoli successivi ci sono riferimenti biblici e varie teorie
bibliche e poligenetiche hanno portato alla degenerazione delle cause, istituendo le cosidette “razze”

Eisenman: razzismo significa

 Credere che l’umanità sia costituita di razze distinte


 Escludere, stabilire gerarchie e costruire immaginari
 Costruire pregiudizi, odi basati sulle differenze somatiche
 Denigrare i non-europei in quanto non bianchi
 Teorie razziali per raggiungere obbiettivi politici e sociali
 Segregare e ostracizzare

Blumenbach: padre dell’antropologia scientifica che classifica l’umanità in gruppi

1) Caucasici-bianchi (europei, nordafricani, asiatici a ovest del gange)


2) Giallo bruni (asia)
3) Neri (africa)
4) Rame (america)
5) Bruno-scuri (polinesia/australia

Genetica contemporanea: nega ogn legame con la classificazione delle razze non si può parlare di razze
poiché i gruppi biologicamente differenti sono pochi e presentano solo caratteri adattivi differenti 
sarebbe più corretto parlare di continuum genetico (evoluzione)

Esistono diverse famiglie di razzismo:

 Razzismo inclusivodominazione e sfruttamento (razzismo coloniale)


 Razzismo esclusivo eliminazione di tutte le minoranze e di coloro che sono esterni al “Volk” e al
suo sistema di valori
 Razzismo misto In una nuova terra, gli indigeni danno fastidio ma i coloni necessitano del
territorio per sfruttarlo a loro favore. Per questo vengono importate altre razze inferiori

Il razzismo porta alla segregazione formalizzata (es. Usa, leggi di Jim Crow o Africa, Apartheid) oppure
spontanea. La segregazione poi si applica ai vari ambiti di trasmissione delle info (media/stampa)

Prima legge razziale: Limpieza de Sangre, XV sec, Toledo rivolta agli ebrei e ai loro discendenti “impuri”,
accusati della morte di cristo. Venne negato qualunque impiego che gli permettesse di esercitare potere
sopra i cristiani (los lindos)

Razzismo ancora più antico: razzismo aristocratico= nobilesangue blu= rispetto, onore, bellezza, valore,
forza

Bellezza greca= rindondante in tutta la storia (rinascimento, Goethe, Nazismo)


Sport di squadre: migliora corpo e spirito avvicinarsi al modello greco

Nudo= simbolo di un mondo pre-moderno


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Mondo anglosassone: vero valore= tramite l’avventura e il viaggio.  formazione del Sé
Inglesi si ritengono superiori perché non si sono mescolati con gli indigeni come hanno fatto gli spagnoli

Base del razzismo: costruzione dell’Altro in termini di diversità l’Altro è diverso dal Sé perché non è
umano/è impuro.

Processo di costruzione dell’Altro:

 Disumanizzazione
 Esotizzazione e primitivizzazione non viene riconosciuta la sua specificità culturale
stereotipato
 Subumanizzazione L’Altro è pericoloso perché impuro e meno umano rispetto al Sé. È brutto,
subdolo e porta malattie
 Inferiorizzazione  essendo diverso, è inferiore
 Missioni per cambiare le tradizioni/diffonderne di nuove (es. cristianizzazione)
 Stereotipizzazione (es. Neri= ce l’hanno grosso, sono + bravi a servire; cinesi= gialli, tradizione
molto lunga, sono pericolosi e infidi)

RIF: iconografia e circolazione di Eva

Genere e Sesso

Sesso distinzione biologica tra maschio e femmina


Genere costruzione sociale o elaborazione simbolica che attribuisce caratteri ben specifici
(comportamenti, capacità, potere e libertà) ai due sessi

De Beauvoir: non si nasce donne, lo si diventa

Si nasce maschio e femmina allo stesso modo in tutto il mondo si diventa uomo e donna in modo
diverso, in relazione al luogo in cui si vive

Per la donna vengono imposti

 Pratiche di vita quotidiana


 Norme sessuali
 Imposizioni di canoni estetici/comportamentali
 Misure di controllo corporali (es. fasciare i piedi alle bambine del XVIII sec in cina)

Per l’uomo:

 Lavori pesanti
 Passioni per sport e avventura
 Carattere e sesso forte

Come vivono le donne e gli uomini nelle diverse parti del mondo?
Come varia l’accesso di studi e lavori tra uomini e donne nel mondo?
Come varia il rapporto con gli spazi pubblici e privati e la libertà di viaggiare?
 dipende dalle narratives dei vari paesi
Come varia la posizione politica nel mondo? In alcuni è sempre stato compito della donna poiché l’uomo
era procacciatore di cibo

RIF: discourse e narratives di Eva

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