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B.5.

PRESTAZIONI DEGLI ORGANISMI EDILIZI • STRUTTURE COMMERCIALI E UFFICI


2. STRUTTURE PER UFFICI

SICUREZZA E SALUTE SUI LUOGHI DI LAVORO

ATTUAZIONE DELLE DIRETTIVE 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE E 90/679/CEE
RIGUARDANTI IL MIGLIORAMENTO DELLA SICUREZZA E DELLA SALUTE DEI LAVORATORI SUL LUOGO DI LAVORO
(DL 19 settembre 1994, n.626)

TITOLO VI – USO DI ATTREZZATURE MUNITE DI VIDEOTERMINALI 6. Nel computo dei tempi di interruzione non sono compresi i tempi di attesa della
risposta da parte del sistema elettronico, che sono considerati, a tutti gli effetti,
tempo di lavoro, ove il lavoratore non possa abbandonare il posto di lavoro.
Art.50. Campo di applicazione
7. La pausa è considerata a tutti gli effetti parte integrante dell’orario di lavoro e,
1. Le norme del presente titolo si applicano alle attività lavorative che comportano come tale, non è riassorbibile all’interno di accordi che prevedono la riduzione
l’uso di attrezzature munite di videoterminali. dell’orario complessivo di lavoro.

2. Le norme del presente titolo si applicano ai lavoratori addetti:


Art.55. Sorveglianza sanitaria
a) ai posti di guida di veicoli o macchine;
b) ai sistemi informatici montati a bordo di un mezzo di trasporto; 1. I lavoratori di cui all’art.54, prima di essere addetti alle attività di cui al presente
c) ai sistemi informatici destinati in modo prioritario all’utilizzazione da parte del titolo, sono sottoposti a una visita medica per evidenziare eventuali malforma-
pubblico; zioni strutturali e a un esame degli occhi e della vista effettuati dal medico com-
d) ai sistemi denominati “portatili” ove non siano oggetto di utilizzazione prolun- petente.
gata in un posto di lavoro; Qualora l’esito della visita medica ne evidenzi la necessità, il lavoratore è sotto-
e) alle macchine calcolatrici, ai registratori di cassa e a tutte le attrezzature posto a esami specialistici.
munite di un piccolo dispositivo di visualizzazione dei dati o delle misure,
necessario all’uso diretto di tale attrezzatura; 2. In base alle risultanze degli accertamenti di cui al comma I i lavoratori vengono
f) alle macchine di videoscrittura senza schermo separato. classificati in:

a) idonei, con o senza prescrizioni;


Art.51. Definizioni b) non idonei.

1. Ai fini del presente titolo si intende per: 3. I lavoratori classificati come idonei con prescrizioni ed i lavoratori che abbiano
compiuto il quarantacinquesimo anno di età sono sottoposti a visita di controllo
a) videoterminale: uno schermo alfanumerico o grafico a prescindere dal tipo di con periodicità almeno biennale.
procedimento di visualizzazione utilizzato;
b) posto di lavoro: l’insieme che comprende le attrezzature munite di videoter- 4. Il lavoratore è sottoposto a controllo oftalmologico a sua richiesta, ogni qualvol-
minale, eventualmente con tastiera ovvero altro sistema di immissione dati, ta sospetta una sopravvenuta alterazione della funzione visiva, confermata dal
ovvero software per l’interfaccia uomo-macchina, gli accessori opzionali, le medico competente.
apparecchiature connesse, comprendenti l’unità a dischi il telefono, il modem,
la stampante, il supporto per i documenti, la sedia, il piano di lavoro, nonché 5. La spesa relativa alla dotazione di dispositivi speciali di correzione in funzione
l’ambiente di lavoro immediatamente circostante; dell’attività svolta è a carico del datore di lavoro.
c) lavoratore: il lavoratore che utilizza una attrezzatura munita di videoterminale
in modo sistematico ed abituale, per almeno quattro ore consecutive giorna-
liere, dedotte le pause di cui all’art.54, per tutta la settimana lavorativa. Art.56. Informazione e formazione

1. Il datore di lavoro fornisce ai lavoratori informazioni, in particolare per quanto riguarda:


Art.52. Obblighi del datore di lavoro
a) le misure applicabili al posto di lavoro, in base all’analisi dello stesso di cui
1. Il datore di lavoro, all’atto della valutazione del rischio di cui all’art.4, c.1, analiz- all’art.52;
za i posti di lavoro con particolare riguardo: b) le modalità di svolgimento dell’attività;
c) la protezione degli occhi e della vista.
a) ai rischi per la vista e per gli occhi;
b) ai problemi legati alla postura ed all’affaticamento fisico o mentale; 2. Il datore di lavoro assicura ai lavoratori una formazione adeguata in particolare
e) alle condizioni ergonomiche e di igiene ambientale. in ordine a quanto indicato al c.1.

2. Il datore di lavoro adotta le misure appropriate per ovviare ai rischi riscontrati in 3. Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della
base alle valutazioni di cui al c.1, tenendo conto della somma ovvero della com- Sanità, stabilisce con decreto una guida d’uso dei videoterminali.
binazione della incidenza dei rischi riscontrati.

Art.57. Consultazione e partecipazione


Art.53. Organizzazione del lavoro
1. Il datore di lavoro informa preventivamente i lavoratori e il rappresentante per la
1. Il datore di lavoro assegna le mansioni e i compiti lavorativi comportanti l’uso dei sicurezza dei cambiamenti tecnologici che comportano mutamenti nell’organiz-
videoterminali anche secondo una distribuzione del lavoro che consente di evi- zazione del lavoro, in riferimento alle attività di cui al presente titolo.
tare il più possibile la ripetitività e la monotonia delle operazioni.

Art.58. Adeguamento alle norme


Art.54. Svolgimento quotidiano del lavoro
1. I posti di lavoro utilizzati successivamente alla data di entrata in vigore del pre-
1. Il lavoratore, qualora svolga la sua attività per almeno quattro ore consecutive, ha dirit- sente decreto devono essere conformi alle prescrizioni dell’allegato VII.
to a una interruzione della sua attività mediante pause ovvero cambiamento di attività.
2. I posti di lavoro utilizzati anteriormente alla data di entrata in vigore del presen-
2. Le modalità di tali interruzioni sono stabilite dalla contrattazione collettiva anche te decreto devono essere adeguati a quanto prescritto al c.1 entro il 1 gennaio
aziendale. 1996.

3. In assenza di una disposizione contrattuale riguardante l’interruzione di cui al


comma 1, il lavoratore comunque ha diritto a una pausa di quindici minuti ogni Art.59. Caratteristiche tecniche
centoventi minuti di applicazione continuativa al videoterminale.
1. Con DM del lavoro e della previdenza sociale, della sanità e dell’industria, del
4. Le modalità e la durata delle interruzioni possono essere stabilite temporanea- commercio e dell’artigianato, sentita la commissione consultiva permanente, sono
mente a livello individuale ove il medico competente ne evidenzi la necessità. disposti, anche in recepimento di direttive comunitarie, gli adattamenti di carattere
tecnico all’allegato VII in funzione del progresso tecnico, della evoluzione delle
5. E comunque esclusa la cumulabilità delle interruzioni all’inizio ed al termine del- normative e specifiche internazionali oppure delle conoscenze nel settore delle
l’orario di lavoro. attrezzature dotate di videoterminali.

B 188
PRESTAZIONI DEGLI ORGANISMI EDILIZI • STRUTTURE COMMERCIALI E UFFICI B.5.
STRUTTURE PER UFFICI 2.

A.ZIONI
NO RALI DI E
GENE ETTAZION
PROG
FIG. B.5.2./1 UFFICI – RIFERIMENTI DIMENSIONALI E INGOMBRI

B.STAZIONI DILEGIZLII
PRE I ED
100÷120 60÷90 60 100÷120 60÷90 60 100÷120 60÷90 140÷160 60 140÷160 60÷90 60÷90 80÷100 60÷90 140÷160 60÷90
NISM
ORGA
10

10
STD 75 STD 75 STD 75 STD 75 STD 75 STD 75

C.RCIZIO
STD 150

STD 150

E
105÷200

105÷200

ESE ESSIONAL
PROF

D.GETTAZIONE
PRO TTURALE
STRU

E.NTROLLO
200

200
CO NTALE
AMBIE
74÷76

75

F. TERIALI,TECN
ICHE
AMBITO DI LAVORO SINGOLO AMBITO DI LAVORO SINGOLO AMBITO DI LAVORO SINGOLO AMBITO DI LAVORO SINGOLO AMBITI DI LAVORO IN SERIE MA ONENTI,
STD: DIMENSIONE STANDARD CON SCAFFALATURA CON POSTO OSPITI E PERCORSO CON DOPPIO PERCORSO COMP

DATI ANTROPOMETRICI RIFERITI ALL'UTILIZZO DI UNO SPAZIO PER UFFICI DI TIPO "OPEN SPACE"
G.ANISTICA
URB
200

200
150

ZI
I SPA
B.1. ILITÀ DEGL
FRUIB
60 100÷120 60÷90 90÷120 60 60 100÷120 60÷90 140÷160
B.2. TURE PER
T
310÷390 360÷430 660÷800 STRU BILITÀ
O
LA M
10

10
60 100÷120 60÷90 90÷120 60 100÷120 60÷90 140÷160 60 100÷120 60÷90 220÷260 60÷90 100÷120 60

B.3. TURE PER


T
STRU ETTACOLO
LO SP
105÷200

105÷200

105÷200
ZZA-
B.4. TI E ATTRERT
N
IMPIA ER LO SPO
P
TURE
10

320÷510

320÷510 B.5. TURE


310÷530

I
UFFIC
STRUT ERCIALI E
90

90

COMM
105÷200

E
TTIVE
B.6. TURE RICE IONE
T Z
STRU RISTORA
105÷200

105÷200

A
PER L
ITARIE
B.7. TURE SAN
90÷120

T
STRU

B.8. TURE PER


10

10

T
STRU ZIONE
U
L’ISTR
AMBITI DI LAVORO CON SCAFFALATURE AMBITI DI LAVORO CON SCAFFALATURE E AMBITI DI LAVORO MULTIPLI CON SCAFFALATURE
E PIANI DI SERVIZIO LATERALI POSTI PER OSPITI (CLIENTI) SERVITI DA UN PERCORSO CENTRALE
-
CULTU
B.9. TURE PER IONE
RU T AZ
ST RM
INFO
RA E
310÷400 ~240 ~240 ~480
.
60 90÷120 60÷90 100÷140 60 90÷120 60÷90 60 90÷120 60÷90 60 90÷120 60÷90 60÷90 90÷120 60 60 90÷120 60÷90 B.10 TURE PER
T
STRU TO
UL
IL C
80

I
. ERIAL
B.11 TURE CIMIT
RUT
ST
SCAFFALATURA

SCAFFALATURA

SCAFFALATURA

SCAFFALATURA
SCAFFALATURA
SCRIVANIA

SCRIVANIA

SCRIVANIA
SCRIVANIA

SCRIVANIA
120÷200

150÷180

I
. UFFIC
"STANZA" SINGOLA BOX DI LAVORO SINGOLI IN SERIE BOX DI LAVORO DOPPI CON SCRIVANIE A FRONTE B.5.2TURE PER
T
CON SCAFFALATURE E POSTO OSPITI SEPARATI DA SCAFFALATURE SEPARATI DA CASSETTIERE O SCAFFALATURE STRU

B 189
B.5. PRESTAZIONI DEGLI ORGANISMI EDILIZI • STRUTTURE COMMERCIALI E UFFICI
2. STRUTTURE PER UFFICI

FIG. B.5.2./2. DATI DI DIMENSIONAMENTO E DISPOSIZIONE PER POSTAZIONI DI LAVORO, ATTREZZATURE E ARREDI

75÷150 90 180 180 180

10

10
38÷60 PASSAGGIO DI CAVI

45÷60
ELETTRICI E TELEMATICI
COMPUTERS
IN RETE
STAMPANTE
IN RETE
200

200
STD 150

PASSAGGIO DI CAVI PRESE ELETTRICHE


PASSAGGIO DI CAVI
E TELEMATICHE
63÷65

74
65
UNITÀ DI LAVORO CON SISTEMA UNITÀ DI LAVORO IN SERIE COSTITUITE DA SISTEMI MODULARI DI ARREDO COMPRENSIVI DI CONDOTTI
COMPUTER-STAMPANTE-CAVI PER IL PASSAGGIO DI CAVI ELETTRICI E TELEMATICI

75÷150 75÷90

45÷70
45÷60
LA PARTE SUPERIORE DELLO
LA DISTANZA CONSIGLIATA SCHERMO DEVE ESSERE
DELL'OCCHIO DALLO APPENA AL DI SOPRA
SCHERMO È DI 45÷70 CM. DELL'ALTEZZA DELL'OCCHIO

BRACCIO E AVAMBRACCIO
NON DEVONO ESSERE PRESENTI STAMPANTE 45÷70
DEVONO FORMARE UN
RIFLESSI DI LUCE SULLO SCHERMO 38 x 58 x 15 CM.
ANGOLO RETTO
LO SCHIENALE DELLA SEDIA POLSO E MANO DEVONO ESSERE
DEVE ESSERE INCLINATO IN LINEA RETTA
ALL'INDIETRO
113÷132

LE COSCE DEVONO
ESSERE IN POSIZIONE
63÷65

ORIZZONTALE 30° - 60° LIMITE


VISIONE COLORI
39÷46

CARRELLO LATERALE PER


STAMPANTE E CARTA
COMPUTER
TASTIERA - 20 x 48 x 5 CM.
DIM. MIN. 15 x 40 x 3 CM.
COMPUTER - 40 x 41x 8 CM.
DATI ANTROPOMETRICI RIFERITI ALL'UTILIZZO DI UNA STAZIONE DI COMPUTER COMPLETA DI STAMPANTE MONITOR DA 16 POLLICI

56÷60 46÷60 48÷60 60÷74


21 42 75÷80 46÷60
29,7
29,7

140÷150
136÷140

125÷135

FORMATO A4 FORMATO A3
100÷110

37,8 37,6
35 34,8
30,5
27,8

SCHEDARIO PER FORMATO A4 VERTICALE SCHEDARIO PER FORMATO A4 SCHEDARIO PER CARTA COMPUTER A MODULO
DOPPIO O PER FORMATO A3 ORIZZONTALE ORIZZONTALE DOPPIO CONTINUO ORIZZONTALE O VERTICALE
CARTA COMPUTER DI TIPO A
MODULO CONTINUO 90÷95 72÷75
72÷80

14 1,2 17 3
17
14

CARTUCCE DI MEMORIA PER SCHEDARI E CASSETTIERE PER UFFICI E STUDI PROFESSIONALI


COMPUTER CON CUSTODIA DATI DIMENSIONALI IN FUNZIONE DEL TIPO DI FORMATO UTILIZZATO CASSETTIERA PER FORMATI A1 ORIZZONTALI

B 190
PRESTAZIONI DEGLI ORGANISMI EDILIZI • STRUTTURE COMMERCIALI E UFFICI B.5.
STRUTTURE PER UFFICI 2.

A.ZIONI
NO RALI DI E
GENE ETTAZION
PROG
FIG. B.5.2./3 UFFICI – ZONA DI CONTATTO CON IL PUBBLICO (sportelli)

A A G G B.STAZIONI DILEGIZLII
A - ACCESSO DEL PUBBLICO PRE I ED
NISM
F ORGA
B - BANCO
A ZONA SENZA DIAFRAMMA

C.RCIZIO
B B B
D - BANCO
E
B ZONE CON DIAFRAMMA ESE ESSIONAL
F PROF
E - UNITÀ OPERATIVA
(SPORTELLO)

D
E
D
E F
A
F - POSTO DI LAVORO
D.GETTAZIONE
PRO TTURALE
G - ACCESSO PERSONALE STRU
B F
B (AGLI ALTRI UFFICI)

E.NTROLLO
E E F
D D ZONA DI OPERATIVITÀ
DEL PUBBLICO
CO NTALE
PERCORSI DEL PUBBLICO
AMBIE
F
E E F
D D
G
F. TERIALI,
G G G PERCORSI PERSONALE
ICHE
TECN
CONTATTO CON IL PUBBLICO MEDIANTE BANCO CON DIAFRAMMA CONTATTO CON IL PUBBLICO MEDIANTE BANCO SENZA DIAFRAMMA MA ONENTI,
E UNITÀ OPERATIVE FISSE (SPORTELLI) E UNITÀ OPERATIVE LIBERE CON POSTI DI LAVORO RETROSTANTI COMP
CASI RICORRENTI: CASI RICORRENTI:
- SERVIZI DI CASSA IN GENERALE - BANCHI DI INFORMAZIONE IN GENERALE
- PAGAMENTO UTENZE - CONSEGNA E RITIRO PRATICHE AMMINISTRATIVE
- RILASCIO CERTIFICATI - AGENZIE ASSICURATIVE G.ANISTICA
- EMISSIONE TITOLI DI VIAGGIO (BIGLIETTERIE) - AGENZIE DI VIAGGIO
URB

ZI
PAVIMENTO FLOTTANTE I SPA
PER DISPOSIZIONE E B.1. ILITÀ DEGL
10 MANUTENZIONE RETI min.180 60 120÷180 75÷90 120 FRUIB
120÷180 60÷75 120÷200 90÷120
B.2. TURE PER
T
STRU BILITÀ

150÷210
O
LA M

B.3. TURE PER


T
STRU ETTACOLO
BANCO SENZA DIAFRAMMA
OPERATIVITÀ LIBERA LO SP

min.90
ZZA-
BANCO SENZA DIAFRAMMA B.4. TI E ATTRERT
N
ZONA INFORMAZIONI IMPIA ER LO SPO
P
TURE

B.5. TURE
150÷210
I
UFFIC
ATTIVITÀ RELATIVE AI
CONTATTI CON IL PUBBLICO STRUT ERCIALI E
COMM
E
TTIVE
B.6. TURE RICE IONE
T Z
SHEDARIO, MODULISTICA
STRU RISTORA
A
MATERIALI INFORMATIVI min.180 ÷60 90÷120 150÷210 PER L
ITARIE
75÷90

75÷90

ATTIVITÀ RELATIVE AI B.7. TURE SAN


T
CONTATTI CON IL PUBBLICO STRU

B.8. TURE PER


140÷160

140÷160

T
BANCO CON DIAFRAMMA STRU ZIONE
U
ZONA DI SCAMBIO VALORI L’ISTR
-
CULTU
B.9. TURE PER IONE
RU T AZ
75÷90

ST RM
60÷90

INFO
BANCO SENZA DIAFRAMMA RA E
OPERATIVITÀ LIBERA
.
B.10 TURE PER
T
STRU TO
140÷160

140÷160

UNITÀ OPERATIVA FISSA UL


IL C
(SPORTELLO) I
. ERIAL
B.11 TURE CIMIT
RUT
ST
75÷90

60÷90

PAVIMENTO FLOTTANTE
PER DISPOSIZIONE E
100÷120

100÷120

MANUTENZIONE RETI

BANCO CON DIAFRAMMA DI PROTEZIONE (SCAMBI DI VALORI) BANCO SENZA DIAFRAMMA DI SEPARAZIONE I
. UFFIC
FRONTE ESTERNO PER OPERATIVITÀ DEL PUBBLICO FRONTE ESTERNO: OPERATIVITÀ DEL PUBBLICO B.5.2TURE PER
T
FRONTE INTERNO CON UNITÀ DI CONTATTO E SCAMBIO CON IL PUBBLICO FRONTE INTERNO: OPERATIVITÀ PERSONALE DI CONTATTO CON IL PUBBLICO STRU

B 191
B.5. PRESTAZIONI DEGLI ORGANISMI EDILIZI • STRUTTURE COMMERCIALI E UFFICI
2. STRUTTURE PER UFFICI

FIG. B.5.2./4 UFFICI – DATI DI DIMENSIONAMENTO E DISPOSIZIONE DI SALE PER RIUNIONI

TAVOLI PER RIUNIONI - DIMENSIONE E ARTICOLAZIONE DEGLI SPAZI

90÷100
490÷610

100÷120
120÷150

500÷560
120
100÷120
120÷150

90÷120

90÷100
60 90÷100 100÷120 490 100÷120 90÷100
930÷1030

SEDIE PER UFFICI E PER STUDI PROFESSIONALI - RIFERIMENTI DIMENSIONALI

100÷123
76÷112

76÷92
46÷84
75÷82

60÷66

60÷65
80
78

÷44

÷44

÷44
46

46

68÷75

68÷75
38÷70
43÷68
55
56

58 57 40÷48 40÷70 60÷72 60÷74

REQUISITI DEGLI AMBIENTI DI UFFICIO

1. Dimensioni degli ambienti di ufficio a) la superficie del soppalco non sia superiore a 2/3 di Gli ambienti di servizio possono essere aereati sia in
In assenza di specifiche normative di settore, l’altezza degli quella del locale su cui il soppalco prospetta; modo naturale diretto che mediante idoneo impianto di
ambienti di ufficio non deve essere inferiore a 2,70 ml e la b) le altezze degli spazi soprastanti e sottostanti il soppal- ventilazione forzata.
loro superficie non deve essere inferiore a 9 mq, e comun- co non devono risultare inferiori a 2,40 ml (nel caso di I servizi igienici, nel caso di aereazione naturale e diret-
que dimensionata in ragione di circa 5 mq per addetto. soffitti inclinati si assume l’altezza media, con un’altez- ta, devono avere finestre non inferiori a 1/8 della superfi-
za minima assoluta di 2,20 ml); cie di pavimento, con un minimo assoluto di 0,40 mq.
2. Posizione degli ambienti di ufficio rispetto al terre- c) la profondità del soppalco non deve risultare superiore Quando i servizi igienici siano privi di finestrature o le
no circostante a 2,5 volte la minore tra le altezze di cui alla lettera pre- medesime abbiano dimensioni inferiori a quelle prescrit-
Per la posizione degli ambienti di ufficio rispetto al terreno cedente; te, l’aereazione deve essere assicurata in uno dei
circostante valgono le stesse prescrizioni impartite per gli d) i parapetti, le protezioni contro il vuoto, le scale, gli seguenti modi :
ambienti di lavoro. accessi e le uscite dovranno essere conformi a quanto a) mediante impianto in espulsione continua, con coeffi-
previsto dalla normativa vigente per i normali ambienti ciente di ricambio non inferiore a 6 volumi/ora;
3. Aereazione ed illuminazione degli ambienti di ufficio di vendita. b) mediante impianto con funzionamento intermittente a
Gli ambienti di ufficio devono in genere usufruire delle comando automatico, in grado di garantire almeno 1
stesse caratteristiche di aereazione ed illuminazione pre- 5. Ambienti di servizio ricambio in un tempo massimo di 5 min per ogni uti-
scritte per gli ambienti lavorativi. In assenza di detti requi- L’altezza minima consentita per gli ambienti di servizio lizzazione.
siti, per gli ambienti di ufficio sono ammessi: è pari a 2,40 ml.
a) l’aereazione forzata mediante un impianto di ventilazio- I locali adibiti a uso doccia o wc devono rispondere ai 6. Ambienti accessori e di supporto
ne forzata o di condizionamento che garantisca il ricam- seguenti requisiti: Sono ambienti accessori o di supporto i seguenti:
bio d’aria in conformità alla norma UNI 10339; a) superficie non inferiore a 1,00 mq per i locali riserva- • presidi sanitari (medicherie, ambulatori);
b) l’illuminazione artificiale mediante un impianto che assi- ti al solo wc, con lato minimo comunque non inferio- • refettori o mense aziendali;
curi livelli luminosi idonei per intensità e qualità e che re a 0,90 ml; • locali di soggiorno e riposo.
non diano luogo a fenomeni di abbagliamento in con- b) superficie non inferiore a 1,00 mq per i vani riservati
formità alla norma UNI 10380. al solo uso di doccia; Le camere di medicazione, ambulatori e simili devono
c) superficie non inferiore a 1,20 mq per i locali dotati avere superficie non inferiore a 12 mq.
Anche quando integrate dagli impianti di aereazione e/o illu- sia di wc che di altri apparecchi igienici; I refettori, le mense aziendali ed i locali di riposo, devono
minazione di cui sopra, l’areazione ed illuminazione natura- d) la superficie di spogliatoi, ove siano previsti, non avere superficie non inferiore a 9 mq e comunque tale da
li devono in ogni caso essere assicurate nei seguenti limiti: deve essere inferiore a 1,20 mq per ogni addetto assicurare una superficie di almeno 1 mq per ogni addet-
a) per i locali di superficie fino a 100 mq: nella misura del contemporaneamente presente nel locale. to contemporaneamente presente nel locale.
50% dei minimi prescritti al comma 134.3.2; Gli ambienti accessori e di supporto devono in genere
b) per i locali di superficie oltre 100 mq: nella misura del I locali adibiti a servizi igienici e spogliatoi non possono usufruire delle stesse caratteristiche di aereazione ed
25% dei minimi prescritti al comma 134.3.2, con un avere accesso diretto da ambienti di lavoro se non attra- illuminazione indicate per gli ambienti di lavoro.
minimo assoluto di 6,25 mq. verso apposito spazio di disimpegno. Qualora nel disim- Quando l’illuminazione e/o l’aereazione naturali non rag-
pegno sia previsto il lavabo, la superficie del medesimo giungano i minimi indicati, anche per gli ambienti di sup-
4. Soppalchi adibiti ad ambienti di ufficio non deve essere inferiore a 1,50 mq. porto sono ammessi valori minimi di areazione forzata e
I soppalchi possono essere adibiti ad ambienti di ufficio Gli ambienti di servizio possono essere ricavati sia in loca- illuminazione artificiale indicati per gli ambienti di ufficio in
quando presentino le seguenti caratteristiche: li fuori terra che in locali seminterrati o interrati. generale.

B 192
PRESTAZIONI DEGLI ORGANISMI EDILIZI • STRUTTURE COMMERCIALI E UFFICI B.5.
STRUTTURE PER UFFICI 2.

A.ZIONI
NO RALI DI E
GENE ETTAZION
PROG
FIG. B.5.2./5 UFFICI – REQUISITI TECNOLOGICI SPECIFICI – PAVIMENTO FLOTTANTE

B.STAZIONI DILEGIZLII
PRE I ED
NISM
SCATOLA ELETTRICA PROTETTA
ORGA
ELEMENTI MODULARI

C.RCIZIO E
ELEMENTI DI PAVIMENTAZIONE MODULARI FLOTTANTI ESE ESSIONAL
PROF
10÷30

SUPPORTI (IN ACCIAIO INOX) REGOLABILI


D.GETTAZIONE
PIASTRA DI APPOGGIO PRO TTURALE
STRU
SUPPORTI REGOLABILI

E.NTROLLO
DI METALLO (ACCIAIO INOX)

CO NTALE
AMBIE
ELEMENTI DI PAVIMENTAZIONE MODULARI

F. TERIALI,TECN
ICHE
MA ONENTI,
COMP

G.ANISTICA
URB
M.

MODULO DEGLI ELEMENTI FLOTTANTI

SISTEMA DEI CANALI DI ALLOGGIAMENTO DELLE RETI


ELETTRICHE E TELEMATICHE

ZI
I SPA
B.1. ILITÀ DEGL
FRUIB

B.2. TURE PER


T
STRU BILITÀ
O
LA M
A - SISTEMA PORTATO DA PIASTRE FISSATE B - SISTEMA PORTATO DA PIASTRE A INCASTRO
B.3. TURE PER
T
STRU ETTACOLO
CONDOTTI ELETTRICI ELEMENTO DI FINITURA ELEMENTO DI FINITURA LO SP
E TELEMATICI
ZZA-
B.4. TI E ATTRERT
N
IMPIA ER LO SPO
P
TURE

B.5. TURE I
UFFIC
STRUT ERCIALI E
COMM
E
TTIVE
B.6. TURE RICE IONE
T Z
STRU RISTORA
A
PIASTRA DI APPOGGIO SISTEMI DI GRIGLIE SCATOLARI ELEMENTI SCATOLARI PER L
CONTINUI ITARIE
B.7. TURE SAN
T
STRU

B.8. TURE PER


T
STRU ZIONE
U
L’ISTR
-
CULTU
B.9. TURE PER IONE
RU T AZ
ST RM
INFO
RA E
.
B.10 TURE PER
T
STRU TO
UL
IL C
I
. ERIAL
B.11 TURE CIMIT
RUT
ST

C - SISTEMA PORTATO DA GRIGLIA DI SCATOLARI D - SISTEMA PORTATO DA GRIGLIA DI SCATOLARI E - SISTEMA PORTATO DA SCATOLARI CONTINUI I
. UFFIC
B.5.2TURE PER
T
ESEMPI DI MONTAGGIO DI PAVIMENTI FLOTTANTI ISPEZIONABILI STRU

B 193
B.5. PRESTAZIONI DEGLI ORGANISMI EDILIZI • STRUTTURE COMMERCIALI E UFFICI
3. UFFICI APERTI AL PUBBLICO – AGENZIE BANCARIE

CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DELLE STRUTTURE PER ATTIVITÀ BANCARIE

Nell’ambito delle strutture per attività terziarie, gli istituti bancari si collocano in una b. Filiali
posizione intermedia tra terziario commerciale e terziario non commerciale (uffici, sedi Costituiscono strutture amministrative e gestionali intermedie tra la sede centrale e le
amministrative ecc.), in quanto: agenzie, con raggio di influenza nazionale (filiali di stati esteri), regionale, provinciale
• con le strutture commerciali hanno in comune l’esigenza di spazi destinati all’in- o urbano.
contro ed agli scambi con il pubblico (clienti); Ospitano attività analoghe a quelle della sede centrale, ma si connotano per il rapporto
• con le strutture terziarie non commerciali (uffici) hanno in comune l’esigenza di spa- diretto che istituiscono con il territorio di competenza, in termini di ricerca, interpretazione
zi specificamente destinati ad attività direzionali, gestionali ed amministrative. dei dati economici, costituzione di banche-dati, iniziative di promozione e rapporto diretto
con i clienti. Anche in questo caso, quindi, l’assetto spaziale di riferimento e le prestazio-
Conseguentemente, la chiara distinzione degli spazi aperti al pubblico rispetto a quel- ni richieste sono essenzialmente quelle degli uffici. Ma, a differenza dalle “sedi”, l’even-
li ad accesso limitato e controllato ed a quelli destinati esclusivamente ai dipendenti tuale presenza anche di attività di agenzia – in particolare nelle filiali minori – può com-
rappresenta un criterio essenziale di distribuzione dei settori operativi e delle relative portare variazioni non irrilevanti nella disposizione degli spazi e delle relative relazioni:
relazioni. si pensi, ad esempio, alla localizzazione degli spazi per la “direzione”, che potrebbe
essere unica per filiale e agenzia e richiedere relazioni dirette sia con gli uffici (con i
Si può poi rilevare come il criterio gerarchico (o dell’ambito di influenza territoriale) inci- dipendenti) che con il pubblico.
de significativamente nella distribuzione e specificazione degli spazi, in quanto com-
porta, ai diversi livelli, concentrazione e specializzazione di attività tali da rimandare a c. Agenzie bancarie
configurazioni spaziali chiamate a offrire prestazioni molto diverse tra loro e specializ- Costituiscono strutture operative e commerciali ed ospitano attività rivolte al contatto
zate. In tal senso, possiamo distinguere tre livelli gerarchico-dimensionali principali: ed all’erogazione di servizi specifici al pubblico, con raggio di influenza locale (paese,
quartiere ecc.
a. Sedi centrali L’incontro diretto con il pubblico implica localizzazione in spazi agevolmente accessi-
ed altre strutture destinate ad attività direzionali, amministrative, gestionali e rappre- bili dall’esterno (piano strada) e la estensione degli spazi richiesti è tale da non impe-
sentative “centrali”, con raggio d’influenza internazionale, nazionale o regionale, in gnare in genere un intero edificio, ma solo parte di esso.
funzione dell’importanza della banca. Essendo il contatto con il pubblico e lo scambio di valori l’attività prevalente di una
In questo caso le attività implicate, così come gli spazi destinati a ospitarle, apparten- agenzia, lo spazio caratterizzante dell’efficienza delle prestazioni è costituito dalla
gono essenzialmente alla categoria degli “uffici” – alla quale si rimanda – e non richie- sequenza degli sportelli/casse.
dono quindi una trattazione specifica. Requisito essenziale delle agenzie è la sicurezza (anti-intrusione, anti-rapina), con
Nei casi in cui nello stesso edificio della “sede” siano ospitate anche attività “di spor- particolare riguardo alla posizione ed alle caratteristiche delle strutture di accesso (che
tello” con accesso libero del pubblico, gli spazi corrispondenti (generalmente ospitati devono essere controllate direttamente ed indirettamente) ed alla configurazione degli
al piano terra o in ambiti agevolmente accessibili dall’esterno) avranno le caratteristi- spazi per il pubblico (sala) che devono risultare aperti, privi di diaframmi e di ambiti in
che indicate nel seguente punto ‘c’ (agenzie bancarie) e la loro presenza implicherà qualche modo schermati, tali comunque da essere agevolmente sorvegliati a vista
minime variazioni dell’assetto complessivo della “sede”. diretta (da impiegati e sorveglianti) o indiretta (da telecamere).

ARTICOLAZIONE DEGLI ASSETTI SPAZIALI

Delle “sedi” e delle “filiali” si è già detto che hanno esigenze comuni a quelle della cate- SPAZI CON ACCESSO DI PUBBLICO LIMITATO E CONTROLLATO
goria generale degli “uffici”, alla quale si rimanda per la specificazione delle prestazioni Comprende essenzialmente due ambiti:
richieste in tema di fruibilità ed agibilità.
Per quanto riguarda le “agenzie bancarie”, il criterio essenziale di articolazione e carat- • Ambito della direzione: operazioni di particolare importanza, delicatezza e/o
terizzazione dello spazio è costituito dai diversi gradi di accessibilità dei diversi ambi- riservatezza rchiedono spesso l’incontro con il direttore d’agenzia o, in assenza,
ti di attività da parte del pubblico; in tal senso si possono distinguere: con un funzionario facente funzioni; a tale scopo, l’ubicazione della direzione d’a-
• spazi operativi accessibili al pubblico; genzia (direttore, vicedirettore, segreteria) deve permettere un accesso agevole –
• spazi con accesso di pubblico limitato e controllato; diretto o mediato da saletta d’attesa – dalla sala del pubblico; in alternativa si può
• spazi rigorosamente interdetti al pubblico. predisporre uno spazio di ricevimento che svolga lo stesso ruolo.
• Ambito delle “cassette di sicurezza” (non presente nelle agenzie minori), con
SPAZI OPERATIVI ACCESSIBILI AL PUBBLICO accesso controllato; frequentemente, per razionalizzare i sistemi di sicurezza e di
Seguendo il percorso di un ipotetico “cliente” (v. fig. B.5.3./1.), si incontrano: controllo, viene ubicato in spazi contigui all’ambito destinato alla custodia dei valo-
ri della banca, ponendo comunque attenzione a predisporre adeguate strutture di
• Area di accesso, costituita da atrio (non sempre) o ambito esterno dal quale si acce- separazione tra i due ambiti.
de alla “sala” o se ne esce attraverso “bussole di sicurezza” (a porte rotanti o a doppie
porte ad apertura alterna, v. Fig. B.5.3./2.), dotate di rilevatore di metalli e controllate SPAZI RIGOROSAMENTE INTERDETTI AL PUBBLICO:
da telecamera a circuito chiuso (controllo indiretto). Spesso accanto alle bussole d’ac- AMBITI DI OPERATIVITÀ DEI DIPENDENTI
cesso o tra le bussole d’entrata e d’uscita viene collocata una postazione di vigilanza Sono rigorosamente interdetti al pubblico gli spazi destinati alle attività amministrati-
(controllo diretto). Se l’accesso avviene a partire da un atrio esterno, nello stesso pos- ve, contabili e gestionali della banca, ed in particolare quelli destinati ad attività che
sono essere ubicate scansie con sportelli di sicurezza per riporre gli oggetti non ammes- comportano la presenza di titoli e valori.
si in banca (borse, contenitori, oggetti metallici); è buona norma prevedere anche una
“porta comandata” riservata al transito di portatori di handicap che troverebbero osta- Escluso da questa categoria l’ambito della direzione, di cui si è detto al precedente
colo ad attraversare le “bussole”; la stessa porta comandata potrà essere utilizzata dai punto, si possono elencare:
dipendenti dell’agenzia, qualora non dispongano di altro accesso riservato.
• Area per operazioni automatizzate esterne (bancomat, cassa continua): sempre • Ambito interno della sequenza degli sportelli cassa e del banco informazio-
più frequentemente, per motivi di sicurezza, le agenzie bancarie in luogo di un sem- ni, articolato in un bancone continuo o, più frequentemente, in una serie di “box”
plice terminale esterno esposto lungo la strada, si dotano di spazi chiusi, accessibili attrezzati, separati dal pubblico mediante schermo di vetro antiproiettile, con bas-
mediante porta a chiave magnetica (la “carta” bancomat o altre), accessibili 24 ore, so varco che consente lo scambio di valori e carte (v. Fig. B.5.3./2.).
dove vengono istallati i terminali di versamento, prelievo o informazione. • Ambito delle attività contabili e gestionali, generalmente costituito da un open-
È consigliato che tale spazio, ove possibile, abbia accesso dall’atrio e che possa space articolato in postazioni di lavoro, in diretto contatto con l’ambito degli spor-
essere controllabile dall’eventuale postazione di controllo diretto (qualora presente). telli/cassa.
• Sala (area operativa): spazio destinato alla operatività del pubblico e relativi servizi • Cassa centrale, che controlla il transito di valori tra l’ambito della custodia valori
di supporto, articolabili nei seguenti ambiti: e l’ambito degli sportelli/cassa.
- ambito di accesso agli sportelli/cassa ed al banco delle informazioni, con even- • Custodia valori, che custodisce valori e titoli dell’agenzia, accessibile diretta-
tuale previsione di apparati di regolazione dei flussi e delle precedenze (eroga- mente (o indirettamente ma con percorso sicuro e sorvegliato) agli addetti al tra-
tore di numero d’ordine e tabellone di chiamata ecc.); sporto titoli (furgoni porta-valori)
- ambito d’accesso ai terminali per le operazioni automatizzate interne (cassa con- • Archivio della documentazione delle transazioni effettuate, attività ancora neces-
tinua, bancomat, informazioni ecc.); saria per motivi legali, ma in gran parte soppiantata dagli archivi e data-base infor-
- ambito d’accesso ai servizi di consulenza, contrattazione titoli (borsino), gestio- matici.
ne titoli personalizzata ecc., attività che si svolgono in genere in “box” o piccole • Centrale tecnologica (non sempre presente) che presiede al funzionamento del-
unità spaziali schermate da arredi o pareti mobili, aperti verso la sala e tuttavia le attrezzature informatiche e telematiche, nonché – a volte – al controllo centrale
tali da assicurare privatezza e riservatezza. dei sistemi di sicurezza.
- ambito di attesa, destinato alla sosta dei clienti che attendono di essere chiama- • Ambito di gestione e manutenzione delle apparecchiature di versamento e
ti ed attrezzato con poltroncine e piani di scrittura per la compilazione di even- prelevamento automatizzate, ove si provvede al caricamento e al prelevamento
tuali documenti. dei valori e ad assicurare l’efficienza del servizio.

B 194
PRESTAZIONI DEGLI ORGANISMI EDILIZI • STRUTTURE COMMERCIALI E UFFICI B.5.
UFFICI APERTI AL PUBBLICO – AGENZIE BANCARIE 3.

A.ZIONI
NO RALI DI E
GENE ETTAZION
PROG
FIG. B.5.3./1 SCHEMI DISTRIBUTIVI DELLE ATTIVITÀ E DELLE RELAZIONI

23
B.STAZIONI DILEGIZLII
PRE I ED
NISM
ORGA
A - AGENZIA BANCARIA DI MEDIA IMPORTANZA
DISTRIBUZIONE DELLE ATTIVITÀ E DELLE RELAZIONI
24 24 21 22 24 25 SCHEMA A "PENISOLA"

17 17 C.RCIZIO E
ESE ESSIONAL
PROF
ZONE ACCESSIBILI AL PUBBLICO
16 16 20 20 1 - ZONA DI ACCESSO D.GETTAZIONE
1a - BUSSOLA D'ACCESSO CLIENTI PRO TTURALE
1b - BUSSOLA/FILTRO DI USCITA CLIENTI STRU
(15) 1c - PORTA A COMANDO:
26 ACCESSO PERSONALE ED HANDICAPPATI
15 1d -
2 -
POSTAZIONE AGENTE DI CONTROLLO
CABINA D'ACCESSO ALLA CASSA CONTINUA/BANCOMAT E.NTROLLO
3 - TERMINALE PRELIEVI E INFORMAZIONI INTERNO CO NTALE
4 - DISTRIBUTORE DEI NUMERI DI PRIORITÀ AMBIE
18 18 5 - TABELLA ELETTRONICA DI CHIAMATA NUMERI
6 - SALA DI OPERATIVITÀ DEL PUBBLICO

9 14
7 - ZONA D'ATTESA E SCRITTOI F. TERIALI,TECN
ICHE
MA ONENTI,
18 18 8 - BORSINO
(CONTRATTAZIONE TITOLI, FONDI D'INVESTIMENTO, ECC.)
COMP
9 - BOX CONSULENZE
18 18 (NUOVI CLIENTI, GESTIONI PATRIMONIALI, ECC.)

18 18
ZONE AD ACCESSO LIMITATO E CONTROLLATO
G.ANISTICA
10 - ATTESA CLIENTI URB
9 6 6 13 11 - PORTA/FILTRO COMANDATA
18 18 12 - SEGRETERIA DELLA DIREZIONE
13 - DIRETTORE
14 - VICEDIRETTORE O RESPONSABILE RETAIL

ZONE OPERATIVE ZI
I SPA
5 ACCESSO CONSENTITO ESCLUSIVAMENTE AI DPENDENTI B.1. ILITÀ DEGL
FRUIB
8 19 12 15 - ACCESSO DIPENDENTI
B.2. TURE PER
(15) EVENTUALE ACCESSO DIPENDENTI DALL'ESTERNO
16 - SPOGLIATOI DIPENDENTI T
STRU BILITÀ
17 - SERVIZI IGIENICI DIPENDENTI O
18 - SPORTELLI DI CASSA LA M
6 19 - BANCO INFORMAZIONI
11 20 - AREA OPERATIVITÀ - OPEN SPACE B.3. TURE PER
T
(RISCONTRO, CONTABILITÀ, CORRISPONDENZA, ECC.) STRU ETTACOLO
21 - CASSA CENTRALE LO SP
22 - DEPOSITO VALORI
ZZA-
7 4 3 10 23 - CARICO E SCARICO VALORI B.4. TI E ATTRERT
N
24 - UFFICI (PROTOCOLLO, SVILUPPO, ECC.) IMPIA ER LO SPO
P
25 - ARCHIVIO TURE
1c 1a 1b 1d 26 - ACCESSO OPERATORI AI SERVIZI AUTOMATIZZATI
2 27 27 - CENTRALE TECNOLOGICA B.5. TURE I
UFFIC
1
STRUT ERCIALI E
COMM
E
TTIVE
B.6. TURE RICE IONE
T Z
23 STRU RISTORA
A
B - AGENZIA BANCARIA DI MEDIA IMPORTANZA PER L
DISTRIBUZIONE DI ATTIVITÀ E RELAZIONI
ITARIE
SCHEMA CON SPORTELLI DISPOSTI IN LINEA B.7. TURE SAN
T
STRU
20 22 25 17 17 14 13

B.8. TURE PER


T
STRU ZIONE
U
L’ISTR
21 16 16 N.B. -
BUSSOLE DI ENTRATA/USCITA
-
CULTU
PER DETTAGLI, DIMENSIONI,
B.9. TURE PER IONE
SPECIFICAZIONI ED ALTERNATIVE RU T AZ
ST RM
INFO
SI VEDA FIG. B.5.3./2. RA E
15 10 12
.
SPORTELLI DI CASSA B.10 TURE PER
T
18 18 18 18 18 18 18 18 19 PER DETTAGLI, DIMENSIONI E STRU TO
11 UL
SPECIFICAZIONI SI VEDA FIG. B.5.3./2. IL C
I
. ERIAL
B.11 TURE CIMIT
UT
STR
5 6 6 9

4 PERCORSI DEL PUBBLICO


PERCORSI DIPENDENTI
1d 1b 1a 1c
7 3 27 2 8 8 ACCESSO VALORI
AREA DI LIBERO ACCESSO .
B.5.3 APERTI
1
I
UFFIC BBLICO – RIE
AL PU ANCA
➥ ZIE B
AGEN

B 195
B.5. PRESTAZIONI DEGLI ORGANISMI EDILIZI • STRUTTURE COMMERCIALI E UFFICI
3. UFFICI APERTI AL PUBBLICO – AGENZIE BANCARIE

FIG. B.5.3./2 SPORTELLI/CASSA E SISTEMI DI SICUREZZA DEGLI ACCESSI

SPORTELLI /CASSA E BANCO DELLE INFORMAZIONI - AGGREGAZIONE IN LINEA SPORTELLI /CASSE - ELEMENTI DI DIMENSIONAMENTO

SALA DEL PUBBLICO (PAVIMENTAZIONE ORDINARIA) INFORMAZIONI ~180 ~180

A B
1 1

80
C
E 2 D 2

160
G

3 3

90÷100 60÷75

1 - PIANO DI SCAMBIO CON IL CLIENTE: A - VETRO ANTIPROIETTILE; B - VARCO


ZONA OPERATIVA DIPENDENTI (OPEN SPACE) 2 - PIANO DI LAVORO: C - TERMINALE; D - TASTIERA; E - CASSETTA MONETE
PAVIMENTO FLOTTANTE MODULARE 3 - PIANO DI SERVIZIO: F - STAMPANTE; G - MICROFILMATRICE

SISTEMI DI SICUREZZA DEGLI ACCESSI - BUSSOLE/FILTRO DI ENTRATA E USCITA

80÷90 80÷90 60 60÷70 60÷70

60÷70
110÷130

110
110
180÷200
180

80÷90

60÷70 110

60
120 110

80÷90

BUSSOLA DI ENTRATA (USCITA) BUSSOLA DI ENTRATA (USCITA) BUSSOLA DI ENTRATA/USCITA BUSSOLA DI ENTRATA E/O USCITA BUSSOLA DI ENTRATA E/O USCITA
A DUE PORTE IN LINEA A DUE PORTE AD ANGOLO A DUE PORTE SCORREVOLI A CILINDRO ROTANTE A SETTORE CILINDRICO ROTANTE
AD APERTURA ALTERNA AD APERTURA ALTERNA AD APERTURA ALTERNA CON VARCHI CONTRAPPOSTI CON VARCHI D'ANGOLO

SISTEMI DI SICUREZZA DEGLI ACCESSI - DISPOSIZIONI E AGGREGAZIONI DEGLI APPARATI DI CONTROLLO

3
1, 2
1 3 2 2 4 2 1 3 5

A, B - ENTRATA E USCITA MEDIANTE BUSSOLE A DOPPIA PORTA IN LINEA, C - ENTRATA E USCITA ALTERNE D - ENTRATA E USCITA CON BUSSOLE A DOPPIA PORTA, ASSOCIATE A 
SEPARATE DAL POSTO DI CONTROLLO MEDIANTE UN UNICO VARCO VARCO DIPENDENTI, POSTO DI CONTROLLO, SALA PRELIEVI ESTERNI

1 - BUSSOLA DI ENTRATA
1 2 1 2 1 2 2 - BUSSOLA DI USCITA
3 - POSTAZIONE DI CONTROLLO
4 - VARCO CON PORTA A COMANDO
PER DIPENDENTI E PORTATORI DI HANDICAP
E, F - ENTRATA E USCITA SEPARATE, CON VARCHI A 90°, G - ENTRATA E USCITA SEPARATE, 5 - SALETTA PER OPERAZIONI AUTOMATIZZATE ESTERNE
MEDIANTE BUSSOLE A SETTORE CILINDRICO SCORREVOLE BUSSOLE A CILINDRO ROTANTE (BANCOMAT, CASSA CONTINUA VERSAMENTI)

B 196
PRESTAZIONI DEGLI ORGANISMI EDILIZI • STRUTTURE COMMERCIALI E UFFICI B.5.
UFFICI APERTI AL PUBBLICO – UFFICI POSTALI 4.

ATTIVITÀ E PRESTAZIONI A.ZIONI


NO RALI DI E
GENE ETTAZION
PROG
Il servizio postale nazionale italiano è attualmente esercitato dalla società Ente Poste Gruppo direzionale amministrativo, al quale appartengono:
S.p.a., che esercita le attività e provvede ai servizi ordinati nel seguente elenco.

B.STAZIONI DILEGIZLII
A. La Direzione nazionale
Servizi postali
PRE I ED
Costituiscono la più importante rete per lo scambio di corrispondenza operante sul B. Le Sedi, localizzate nei capoluoghi di regione con competenze territoriale dell'in- NISM
territorio nazionale e provvede alla raccolta, al trasporto ed alla distribuzione di lette- tera regione aventi le seguenti funzioni: ORGA
re, stampe e pacchi, secondo le seguenti modalità: - programmazione e controllo di gestione;
- patrimonio e lavori;
• corrispondenza nazionale ordinaria ed espressi; - approvvigionamenti; C.RCIZIO E
• corrispondenza per l'estero; - amministrazione e finanza; ESE ESSIONAL
• corrispondenza raccomandata ed assicurata; - personale e organizzazione; PROF
• spedizione di stampe; - logistica e manutenzione;

D.GETTAZIONE
• spedizione di pacchi; - servizi postali e di comunicazione elettronica;
• postacelere interna (PI Post) e internazionale (EMS Cai Post); - servizi finanziari.
• posta elettronica. PRO TTURALE
C. Le Filiali, con competenza territoriale provinciale, (talvolta associate a un ufficio STRU
Servizi di telecomunicazioni postale), aventi le seguenti funzioni:
Il sistema – in fase di rapida trasformazione – provvede alle comunicazioni telegrafi- - programmazione e controllo di gestione;
che, telefoniche, radioelettriche ed ottiche, mediante le seguenti modalità principali: - patrimonio; E.NTROLLO
- approvvigionamenti; CO NTALE
• servizio telex nazionale: trasmissione e ricezione testi; - organizzazione e formazione; AMBIE
• servizio telegrafico: accettazione, trasmissione e recapito telegrammi; - amministrazione e finanza;
• servizio telematico: trasmissione e ricezione documenti a livello nazionale ed inter- - servizi finanziari;
nazionale. - servizi postali; F. TERIALI,TECN
ICHE
- logistica. MA ONENTI,
COMP
Servizi di bancoposta
Rappresentano la più importante infrastruttura del sistema di pagamento dopo quel- Gruppo operativo, formato da:
la bancaria, operante nei seguenti ambiti: • Centri di meccanizzazione postale nei quali viene effettuata la lavorazione meccaniz-

• Pagamenti e trasferimenti di danaro, effettuabili mediante:


zata della posta, che costituisce l’ossatura della rete di raccolta e trasmissione della
corrispondenza e dei pacchi; possono avere competenza territoriale provinciale,
G.ANISTICA
URB
- servizio di conto corrente: versamenti, assegni, postagiro; regionale o nazionale; sono spesso collocati in edifici di tipo produttivo-industriale,
- servizio di trasferimento della moneta (vaglia); localizzati preferibilmente in prossimità dei nodi stradali, ferroviari e/o aeroportuali.
- liquidazione e/o accredito di retribuzioni, pensioni, sussidi ecc.
• Centri di servizio operativo del movimento postale (Uffici di settore, nelle grandi città):
• Raccolta di risparmio, mediante: provvedono al decentramento – a scala provinciale o di settore urbano – delle ope-
- libretti di risparmio; razioni di distribuzione e recapito della corrispondenza, con una rete a maglie più fit- ZI
I SPA
- buoni postali fruttiferi; te di quella dei centri di meccanizzazione, ai quali inviano gli effetti postali raccolti. B.1. ILITÀ DEGL
- sottoscrizione buoni del tesoro o di altre amministrazioni. FRUIB
Uffici postali, articolabili in:
STRUTTURA GERARCHICA DELLE ATTIVITÀ DIREZIONALI E GESTIONALI E • Uffici principali (classi A e B), presenti in tutti i capoluoghi di provincia ed in alcu- B.2. TURE PER
T
RELATIVI AMBITI TERRITORIALI ne località di particolare importanza, con bacino d'utenza tra 100.000 e 200.000 STRU BILITÀ
O
LA M
abitanti, e l'impiego fino a 400 addetti.
Gli organi centrali del Min. delle Poste e Telecomunicazioni e dell’Ente Poste prov- B.3. TURE PER
T
vedono alla pianificazione del servizio postale, alla sua articolazione e diffusione sul • Succursali ed uffici locali (classi C, D, E), situati in tutti i centri abitati, dalle più pic- STRU ETTACOLO
territorio nazionale ed ai relativi insediamenti. cole frazioni ai quartieri delle grandi città, con bacino d'utenza tra 1.500 e 20.000 LO SP
abitanti; in base ai livelli di traffico ed al volume di affari sono classificati in tre fasce:
ZZA-
Organi direttivi, centrali e decentrati, provvedono alla programmazione, direzione e - di rilevante entità (classe C: con superfici utili tra 400 e 600 mq); B.4. TI E ATTRERT
N
controllo della gestione del servizio, secondo le seguenti articolazioni e relative spe- - di media entità (classe D: con superfici utili tra 300 e 350 mq); IMPIA ER LO SPO
P
cificazioni di attività. - di minore entità (classe E: con superfici utili tra 150 e 220 mq). TURE

B.5. TURE I
UFFIC
STRUT ERCIALI E
COMM
E
TTIVE
B.6. TURE RICE IONE
STRUTTURE PER L’ESERCIZIO DEL SERVIZIO POSTALE T Z
STRU RISTORA
A
PER L
ITARIE
Le sedi e le filiali propongono esigenze analoghe a quelle di qualsiasi altro edificio per • Ingressi per il pubblico: B.7. TURE SAN
T
uffici e si definiscono in base a programmi d’intervento calibrati sulla quantificazione e devono essere almeno due (a eccezione dei piccoli uffici periferici), accessibili al STRU
la caratterizzazione dei diversi ambiti operativi. pubblico dall'esterno dell'edificio:
Gli uffici postali e la loro articolazione spaziale propongono invece una estesa gamma B.8. TURE PER
T
di esigenze specifiche, definite, regolate e quantificate da apparati normativi e regola- - un ingresso principale che immette nella sala per il pubblico; STRU ZIONE
U
mentari ai quali è necessario riferire l’attività progettuale. - un ingresso separato che immette nella zona per il pagamento delle pensioni; L’ISTR
Si veda, in particolare, le Norme per la progettazione di edifici PT, emanate dal -
CULTU
Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni, Direzione generale PT, Roma 1974 e in alcuni casi può essere previsto un altro accesso autonomo che immette nella B.9. TURE PER IONE
T
successive modificazioni ed integrazioni, dal quale è stata estratta parte dei dati e del- zona pacchi; ognuno degli accessi deve avvenire attraverso una bussola. STRU FORMAZ
IN
le informazioni utilizzati per la trattazione di questo capitolo. RA E
Requisito essenziale che orienta la progettazione delle strutture per uffici postali è quello .
della rigorosa separazione degli spazi aperti al pubblico da quelli riservati al personale; • Sala per il pubblico: B.10 TURE PER
T
pertanto l’ordinamento del capitolo sarà anch’esso suddiviso in base a tale separazione. ha dimensioni proporzionate all'importanza dell'ufficio e ai dati statistici di affluenza; STRU TO
UL
deve essere organizzata in aree o zone, a seconda dei servizi offerti: IL C
I
. ERIAL
B.11 TURE CIMIT
SPAZI APERTI AL PUBBLICO - area corrispondenza; UT
STR
- accettazione pacchi;
Gli Spazi aperti al pubblico comprendono i seguenti ambiti: - servizi a denaro;
- accettazione telegrammi;
.
• Atrio attrezzato: B.5.3 APERTI
I
- spazio filtro, aperto al pubblico 24 ore su 24, che immette nella sala al pubblico; deve prevedere anche uno spazio o un’articolazione spaziale d'attesa con scrittoi, tele- UFFIC BBLICO – RIE
AL PU ANCA
- vi si svolgono operazioni di impostazione e ritiro della posta dal casellario; foni e distributori automatici; con il processo di modernizzazione del servizio postale, ZIE B
- è dotato di una postazione per l'uso del telefono; l'area di attesa deve essere concepita in modo da sostituire le file agli sportelli; AGEN
- negli edifici più importanti è prevista anche un'area, simile a quella di una ban- negli uffici di maggiore importanza, devono essere previsti anche degli spazi per il .
colloquio diretto con il personale e per la consulenza finanziaria, con modalità ana- B.5.4 APERTI
ca, dove è possibile svolgere una serie di operazioni automatizzate come prelie- I
UFFIC BBLICO –
vi, pagamenti e rilascio di certificazioni anagrafiche. loghe a quelle delle banche. L PU TALI
A
➥ I POS
UFFIC

B 197
B.5. PRESTAZIONI DEGLI ORGANISMI EDILIZI • STRUTTURE COMMERCIALI E UFFICI
4. UFFICI APERTI AL PUBBLICO – UFFICI POSTALI

➦ STRUTTURE PER L’ESERCIZIO DEL SERVIZIO POSTALE

FIG. B.5.4./1 SCHEMI DISTRIBUTIVI DELLE ATTIVITÀ E DELLE RELAZIONI DI UN UFFICIO DI CLASSE “C” (400+600 mq)

S11 S11

S1
S13

S10a S10b S10c

S12
S2 S2

S1
S8

S7

S9a S3
S4 S4 S6

P3 P4b
P4b

S5 P5b

S9c S9b P1 P2

P4a P4a P5a

P2

REQUISITI DI FRUIBILITÀ E DI BENESSERE DEGLI AMBIENTI DI UN UFFICIO POSTALE DI CLASSE 'C', IN RIF. ALLE UNITÀ AGGREGATE NELLO SCHEMA SOVRASTANTE
RIFERIMENTI DIMENSIONALI RIFERIMENTI AMBIENTALI
P ZONE ACCESSIBILI AL PUBBLICO
- altezza min. lunghezza larghezza parametro sup. superfici nette aerazione nat. illuminamento
P1 Atrio d'accesso (portico)
- 260 cm 22,00 mq
P2 Ingresso principale (bussola)
- 260 cm 180 cm 200 cm 3,60 mq
P2 Ingresso zona pensioni (bussola)
- 260 cm 150 cm 150 cm 2,25 mq
P3 Casellario
- 260 cm 590 cm 150 cm ~8,80 mq
P4 Sala pubblico (servizi posta e telegrafo)
- 350 cm ~13 mq/sport. 90,00 mq vol./30 (1/6 sup.) 80 lux
a. attesa, scrittoi 350 cm 14,00 mq
b. operazioni allo sportello (5 sportelli ordinari +1 pacchi ) 350 cm 1.125 cm 550 cm 64,00 mq
c. accettazione telegrammi (eventuale, 1 sportello) 300 cm 300 cm 400 cm ~12 mq/sport. 12,00 mq
P5 - Sala pubblico - servizio pensioni (e servizi bancari) 350 cm 37,00mq vol./30 (1/6 sup.) 80 lux
a. attesa e scrittoi 350 cm 14,00mq
b. operazioni allo sportello (2 sportelli) 350 cm 450 cm 500 cm ~13 mq/sport. 23,00mq

S - ZONE OPERATIVE


S1 - Accesso dipendenti 260 cm
S2 - Spogliatoi e servizi igienici dipendenti 260 cm 44,00 mq 1/10 sup, min.1mq 80 lux
S3 - Retrocasellario (anche integrato negli spazi di disimpegno) 350 cm - 80 lux
S4 - Retrosportelleria: 5 postazioni ordinarie+ 1 pacchi (+1 tegr.) 350 cm 1.125 cm 300 cm 6 mq/sport. 34,00 mq si somma a P4 200 lux
S5 - Retrosportelleria pensioni 350 cm 300 cm 425 cm 6 mq/sport. 13,00 mq si somma a P6 200 lux
S6 - Cassa centrale con box valori 300÷350 cm (può essere aggrgata alla retrosportelleria o alla direzione) 1/8 della sup. 150 lux
S7 - Direzione 300 cm 20,00 mq 1/8 della sup. 150 lux
S8 - Archivio - 6,00 mq -
S9 - Apparati di fonodettatura (C.T.R.) 350 cm 40,00 mq 1/8 della sup.
a. sala apparati con telescriventi 350 cm 24,00 mq 1/8 della sup. 200 lux
b. sala per fonodettatura 350 cm 8,00 mq 1/8 della sup. 150 lux
c. sala fattorini 350 cm 8,00 mq 1/8 della sup. 100 lux
S10 - Sala arrivi e partenze 350 cm ~12 mq/sport. 111,00 mq 1/6 della sup. 100 lux
a. settore pacchi 350 cm 26,00 mq
b. settore posta 350 cm 56,00 mq
c. settore portalettere 350 cm 29,00 mq
S11 - Piano di carico da terra 80 cm min. 500 cm 250 cm (L = lungh. S11) 50 lux
S12 - Gruppo elettrogeno 6,00 mq 1/30 della sup.
S13 - Centrale termica si veda la normativa vigente per le centrali termiche 5,00 mq 1/30 della sup.

B 198
PRESTAZIONI DEGLI ORGANISMI EDILIZI • STRUTTURE COMMERCIALI E UFFICI B.5.
UFFICI APERTI AL PUBBLICO – UFFICI POSTALI 4.

A.ZIONI
NO RALI DI E
GENE ETTAZION
PROG
FIG. B.5.4./2 UFFICI POSTALI DI CLASSE “D” – SCHEMI DISTRIBUTIVI DELLE ATTIVITÀ E DELLE RELAZIONI

B.STAZIONI DILEGIZLII
PRE I ED
B - UFFICIO POSTALE DI CLASSE 'D' (300 ÷3 60 MQ) - SCHEMA DELLE ATTIVITÀ E DELLE RELAZIONI
NISM
ORGA

C.RCIZIO E
ESE ESSIONAL
S8b
S8c

P1
P4

P4
PROF

P2
D.GETTAZIONE
PRO TTURALE

P3
STRU
P4

P4
E.NTROLLO

S3
CO NTALE

S5
AMBIE
S8a

S4

S4
F. TERIALI,TECN
ICHE
MA ONENTI,
COMP
S1

S6
G.ANISTICA
URB
S2
S2

S7
S9

ZI
S9

I SPA
B.1. ILITÀ DEGL
FRUIB
S11

S12
B.2. TURE PER
T
STRU BILITÀ
O
LA M
S10

S10

B.3. TURE PER


T
STRU ETTACOLO
LO SP
PERCORSI DEL PUBBLICO
ZZA-
CLASSIFICAZIONE DEGLI UFFICI POSTALI E SUPERFICI NECESSARIE, IN RELAZIONE AI BACINI DI UTENZA (AMMINISTRAZIONE PP.TT.)
PERCORSI DEL PERSONALE B.4. TI E ATTRERT
N
IMPIA ER LO SPO
UFFICIO POSTALE DI CLASSE A- 200 ÷ 800 MQ AL PIANO TERRA + 300 ÷ 400 MQ AL PIANO SUPERIORE P
AREA DI LIBERO ACCESSO TURE
UFFICIO POSTALE DI CLASSE B- 700 ÷ 900 MQ AL PIANO TERRA
UFFICIO POSTALE DI CLASSE C- 400 ÷ 600 MQ AL PIANO TERRA B.5. TURE I
UFFIC
UFFICIO POSTALE DI CLASSE D- FINO A 300 MQ AL PIANO TERRA (+ 50 MQ PER I LOCALI DEL C.R.T., SE PRESENTI) STRUT ERCIALI E
UFFICIO POSTALE DI CLASSE E- 150 ÷ 200 MQ AL PIANO TERRA COMM
E
TTIVE
B.6. TURE RICE IONE
T Z
REQUISITI DI FRUIBILITA' DEGLI AMBIENTI DI UN UFFICIO POSTALE DI CLASSE 'D', IN RIFERIMENTO ALLE UNITÀ AGGREGATE NELLO SCHEMA SOVRASTANTE STRU RISTORA
A
PER L
RIFERIMENTI DIMENSIONALI PARAMETRI AMBIENTALI
ITARIE
P ZONE FRUIBILI DAL PUBBLICO altezza minima lunghezza larghezza parametro sup. superfici nette aerazione naturale illuminamento B.7. TURE SAN
T
P1 Atrio d'accesso (portico) 260 cm 12,00 mq STRU
P2 Ingresso principale (bussola) 260 cm 180 cm 150 cm 2,70 mq
P3 Casellario 260 cm 350 cm 150 cm 6,00 mq B.8. TURE PER
T
P4 Sala pubblico 350 cm 1.350 cm 470 cm ~10 mq/sport. 64,00 mq vol./30 (1/6 della sup.) 80 lux STRU ZIONE
U
L’ISTR
-
CULTU
S ZONE OPERATIVE
S1 Accesso dipendenti 260 cm B.9. TURE PER IONE
T
S2 Spogliatoi e servizi igienici 260 cm 21,00 mq 1/10 sup. (min.1mq) 80 lux STRU FORMAZ
IN
S3 Retrocasellario (anche dal disimpegno) 350 cm (anche nell'ufficio della direzione) RA E
S4 Retrosportelleria: 350 cm 1.350 cm 300 cm ~6 mq/sport. 40,00 mq la sup. si somma a P4 200 lux .
B.10 TURE PER
5 posti ordinari + 1 pacchi * 350 cm T
STRU TO
S5 Cassa centrale con box valori 300÷350 cm (può essere aggrgata alla retrosportelleria o alla direzione) 1/8 della superficie 200 lux UL
IL C
S6 Direzione 300 cm 14,00 mq 1/8 della superficie 150 lux I
. ERIAL
S7 Archivio - (anche in locali per altre attività d'ufficio) 5,00 mq 1/8 della superficie B.11 TURE CIMIT
40,00 mq UT
S8 Apparati fonodettatura (C.T.R.) * * 350 cm 1/8 della superficie STR
a. sala apparati con telescriventi 350 cm 24,00 mq 1/8 della superficie 200 lux
b. sala per fonodettatura 350 cm 8,00 mq 1/8 della superficie 150 lux
c. sala fattorini 350 cm 8,00 mq 1/8 della superficie 100 lux
S9 Sala arrivi e partenze 350 cm ~11 mq/sport. 66,00 mq 1/6 della superficie 100 lux
S10 Piano di carico da terra 80 cm min. 250 cm 150 cm (L = L. S11) 50 lux
S11 Gruppo elettrogeno 5,00 mq 1/30 della superficie
S12 Centrale termica si veda la normativa vigente per le centrali termiche 6,00 mq 1/30 della superficie
.
B.5.4 APERTI
* Per dettagli, dimensioni e specificazione dei diversi tipi di sportelli (si veda Fig. B.5.4./3. seguente) I
UFFIC BBLICO –
** Nel caso siano richiesti (nello schema accanto sono stati contemplati) AL PU TALI
I POS
UFFIC

B 199
B.5. PRESTAZIONI DEGLI ORGANISMI EDILIZI • STRUTTURE COMMERCIALI E UFFICI
4. UFFICI APERTI AL PUBBLICO – UFFICI POSTALI

➦ STRUTTURE PER L’ESERCIZIO DEL SERVIZIO POSTALE

SPAZI DI CONTATTO TRA PUBBLICO E PERSONALE - piano di carico:


spazio necessario per il carico e lo scarico della massa postale;
• Retrosportelleria deve essere agevolmente accessibile agli automezzi di servizio postale.
Spazio adiacente alla sala per il pubblico, separato da questa mediante il bancone,
che ospita le postazioni dei dipendenti in contatto con il pubblico (sportelli); • Spazi per l'Amministrazione e la Direzione
si articola in settori specifici in base ai servizi offerti:
- direzione:
- pagamento pensioni, formata dagli uffici dei dirigenti con relative sale di attesa ed eventuali segreterie;
- servizi a denaro,
- accettazione pacchi, - uffici operativi:
- accettazione telegrammi; compredono ufficio amministrativo e segreteria, disposti secondo lo schema
aperto;
Il collegamento tra la ‘retrosportelleria’ e la sala deve avvenire mediante filtro pro-
tetto da una porta blindata. La retrosportelleria deve essere posta in contatto diret- - caveau:
to con la sala telegrafica e con l'ufficio del direttore. camera protetta e blindata per la custodia dei valori.

• Archivio
SPAZI RISERVATI AL PERSONALE Negli uffici più grandi viene collocato in un ambiente specifico, anche sotterraneo.

• Ingressi per il personale • Servizi per il Personale


oltre a quelli per il pubblico, deve essere previsto un ingresso di servizio per il per-
sonale e almeno un'uscita di sicurezza ogni 300 mq di superficie coperta. - mensa-bar, e in genere luoghi di ristoro e riposo per il personale (classi A e B);

• Spazi per le funzioni di servizio - servizi, con accesso dagli spogliatoi per il personale e dai servizi igienico-sani-
comprendono i seguenti ambiti operativi: tari; negli edifici più grandi devono essere previsti un gruppo servizi per la retro-
sportelleria, uno per la zona trattamento corrispondenza, uno per quella telegra-
- retrocasellario: fica e uno per la direzione e gli uffici amministrativi.
è l'area posizionata alle spalle del casellario da dove viene smistata la posta nel-
le varie caselle postali; • Servizi Ausiliari

- arrivi e partenze corrispondenza e pacchi: - deposito


spazio in cui si svolge la lavorazione della corrispondenza e dei pacchi (in spazi - archivi generali
separati); deve essere collegato con la retrosportelleria,con la zona portalettere e con - gruppo elettrogeno
il piano di carico; nel caso di uffici pluripiano deve essere ubicato al piano terra; - centrali degli impianti tecnologici

- area telecomunicazioni: Il dimensionamento dei diversi ambiti funzionali varia secondo il tipo di ufficio
è composta da una sala degli apparati per tutti i servizi telematici, la fonodetta- postale.
tura dei telegrammi via telefono, i telex ecc.;
una sala di sosta dei fattorini per il recapito dei telegrammi, che può essere Il dimensionamento minimo delle aree di attività dei diversi tipi di uffici postali è sinte-
anche ospitata nella zona arrivi e partenze della corrispondenza; tizzato nella Tab. B.5.4./1.

FIG. B.5.4./3 UFFICI POSTALI DI CLASSE “E” – SCHEMI DISTRIBUTIVI DELLE ATTIVITÀ E DELLE RELAZIONI

UFFICIO POSTALE DI CLASSE 'E' (150 ÷ 220 MQ) - ATTIVITÀ E RELAZIONI


REQUISITI DI FRUIBILITÀ DEGLI AMBIENTI DI UN UFFICIO POSTALE DI CLASSE 'E',
IN RIFERIMENTO ALLE UNITÀ AGGREGATE NELLO SCHEMA ACCANTO
RIFERIMENTI DIMENSIONALI
P ZONE FRUIBILI DAL PUBBLICO altezza min. lunghezza larghezza parametri sup. superfici nette
P1 Atrio d'accesso (portico) 260 cm 9,00 mq
P2 Ingresso principale (bussola) 260 cm 180 cm 150 cm 2,70 mq
P3 Casellario 260 cm 350 cm 150 cm 5,20 mq
P4 Sala pubblico 350 cm 900 cm 450 cm ~10 mq/sport. 42,00 mq
S10 S9 S4 P4
S ZONE OPERATIVE
S1 Accesso dipendenti 260 cm
S2 Spogliatoi e servizi igienici 18,00 mq
S3 Retrocasellario (dal disimpegno) 350 cm (anche nell'ufficio della direzione)
S4 Retrosportelleria: 350 cm 900 cm 290 cm ~6 mq/sport. 26,00 mq
3 posti ordinarie + 1 pacchi 350 cm
S5 Cassa centrale con box valori 300÷350 cm (anche in locali per altre attività d'ufficio)
S6 Direzione 300 cm 14,00 mq
P2 S7 Archivio - 5,00 mq
S11 S2 S8 Apparati fonodettatura (C.T.R.) * 350 cm 40,00 mq
a. sala apparati con telescriventi 350 cm 24,00 mq
b. sala per fonodettatura 350 cm (eventualmente collocata negli uffici) 8,00 mq
c. sala fattorini 350 cm 8,00 mq
S12 S7 + S8b S6+S5 + S3 P3 P1
S9 Sala arrivi e partenze 350 cm ~11 mq/sport. 45,00 mq
S10 Piano di carico da terra 80 cm min. 250 cm 150 cm (L = L S9)
S11 Gruppo elettrogeno 5,00 mq
S12 Centrale termica si veda la normativa vigente per le centrali termiche 6,00 mq

PERCORSI DEL PUBBLICO * Nel caso siano richiesti (nello schema accanto non è previsto)

PERCORSI DEL PERSONALE


AREA DI LIBERO ACCESSO

B 200
PRESTAZIONI DEGLI ORGANISMI EDILIZI • STRUTTURE COMMERCIALI E UFFICI B.5.
UFFICI APERTI AL PUBBLICO – UFFICI POSTALI 4.

A.ZIONI
NO RALI DI E
GENE ETTAZION
PROG
FIG. B.5.4./4 SPORTELLI DI CONTATTO CON IL PUBBLICO

SPORTELLERIA - SCHEMA DI AGGREGAZIONE IN LINEA DEI DIVERSI SPORTELLI ZONA DEGLI SPORTELLI - ELEMENTI DI DIMENSIONAMENTO B.STAZIONI DILEGIZLII
PRE I ED
NISM
ORGA
BUSSOLA D'ACCESSO DALL'ATRIO A - SPORTELLO GENERICO
SALA ARRIVI E PARTENZA ~150 ~150
E SERVIZI PERSONALE
FILTRO DI COMUNICAZIONE A 1 A 1 C.RCIZIO E
B B ESE ESSIONAL
PROF

75
3

SPORT. B.

D 2 D 2
D.GETTAZIONE
~210

SALA DEL PUBBLICO PRO TTURALE


(PAVIMENTAZIONE ORDINARIA) STRU

75
3 3

RETROSPORTELLERIA
(PAVIMENTO FLOTTANTE MODULARE )
E.NTROLLO
CO NTALE
SPORT. B.

A - SPORTELLI GENERICI 100 50 100 50


AMBIE
~210

B - SPORTELLI CONTI CORRENTI

95
C - SPORTELLO DI INVIO E RITIRO PACCHI
PERCORSO DI SERVIZIO
F. TERIALI,TECN
ICHE
MA ONENTI,
COMP

1 - PIANO DI SCAMBIO CON I CLIENTI: A - VETRO ANTIPROIETTILE; B - VARCO


SPORT. B.
~210

2 - PIANO DI LAVORO: D - CALCOLATRICE


3 - PIANO DI SERVIZIO
G.ANISTICA
B - SPORTELLO CONTI CORRENTI URB

~210 ~210

A 1 A
SPORT. B.

B B
~210

1
ZI
I SPA

75
B.1. ILITÀ DEGL
C
2 D C
2 D FRUIB

B.2. TURE PER


T
STRU BILITÀ
O
SPORT. A

LA M

75
E E E E
~150

3 3 3 3 B.3. TURE PER


T
STRU ETTACOLO
LO SP
50 110 50 50 110 50
ZZA-
SPORT. A

B.4. TI E ATTRERT
~150

95
IMPIA ER LO SPO
P
PERCORSO DI SERVIZIO
TURE

B.5. TURE I
UFFIC
STRUT ERCIALI E
SPORT. C

1 - PIANO DI SCAMBIO CON IL CLIENTE: A - VETRO ANTIPROIETTILE; B - VARCO COMM


2 - PIANO DI LAVORO: C - TASTIERA OPERATRICE; D - CALCOLATRICE E
TTIVE
~225

3 - PIANI DI SERVIZIO: E - MACCHINE OPERATRICI B.6. TURE RICE IONE


T Z
SALA ARRIVI E PARTENZA STRU RISTORA
A
E SERVIZI PERSONALE C - SPORTELLO DI RITIRO E CONSEGNA PACCHI (+ SPORTELLO GENERICO) PER L
ITARIE
B.7. TURE SAN
T
~150 ~150 STRU
PLAFONIERA A 1 A 1 B.8. TURE PER
AVVISI ATTIVITÀ T
250 ALTEZZA SCHERMO
B B STRU ZIONE
U
L’ISTR
75

ANTIPROIETTILE
75

-
CULTU
4 F 2 2
D D
B.9. TURE PER IONE
T
STRU FORMAZ
IN
RA E
.
75

3 3 B.10 TURE PER


70

G T
VETRO ANTIPROIETTILE STRU TO
UL
IL C
I
VARCO PASSAEFFETTI . ERIAL
B.11 TURE CIMIT
UT
PIANO DI SCAMBIO 110 STR
60

95

H PERCORSO DI SERVIZIO
PIANO DI LAVORO 80
15 100 50 100 50

1 - PIANO DI SCAMBIO CON IL CLIENTE: A - VETRO ANTIPROIETTILE; B - VARCO


2 - PIANO DI LAVORO: D - CALCOLATRICE
.
0,00 rel. 3 - PIANO DI SERVIZIO B.5.4 APERTI
I
75 75 90÷120 60 4 - VARCO DI RITIRO E CONSEGNA: F - PASSAPACCHI; G - BILANCIA; H - CARRELLO UFFIC BBLICO –
AL PU TALI
➥ I POS
UFFIC

B 201

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