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.

DA.VID.
DAVI D
E L'A RTE DE L LA
RI VO LUZI ONE
F R ANCES E

OMMARI O

Orietta LA
Rossi Pinelli PARIGI E RIVOLUZIONE 5

D Cambia anche il tempo (Francesco H. Maiella ) 11

DAVIDE LE FESTE REPUBBLICANE 12

D La festa dell'Essere Supremo ( Francesco Pitocco) 19

DAVID E LA PITfURA PER LA R IVOLUZIO 20

DAVID E LA NASC I TA DEL MUSEO 32

DAVID: VITA E OPERE 36

QUADRO CRONOLOGICO 48

BIBLIOGRAFIA

In copertina:
Jacques-Louis Davìd,
Marat assassinato
(1793).
Bruxelles,
Musée Royaux
cles Beaux-Arts.

Qui accanto:
Colinart,
Il triorifo
rklla Libertà (1790).
Vizil le, Musée
de la Révolution
franqise.

Nella pagina a fianco:


Jacques-Louis David,
Ritratto di Mo.dame
Sériziat (ci rea 17 9 5 ) .
Parigi, Louvre.
Jean-Baptiste Regnatùt, ora scomp arsa, che
La Libertà o la m1Jrle si segnalo come
(circa 1795). 1 'opera più radicale
�mburgo, Kunsthalle. '\
e ' giacobina'':

E la versione in il t e ma rip rende


scala ridotta di una il motto della
grande tela esposta Costituzione del
al S alon del 1795, giugno 1793.
4
Parigi
e la Rivoluzione

QUELLO DEL
1788-89 fu un inverno di gran fre ddo [ . . . ]. A Pa rig i la Senna
fu ingombra di ghiacci [ ... ]. In Francia il raccolto dell'estate
precedente era stato c atti vo. Il popolo soffr iva : era inqu ie to,
si agit ava. In provincia ci furono sommoss e e atti di saccheg­
gio» (IJ.
Anche la natura sembrava co nc o rre re a far precipitare gli
eventi che anni di errori in politica estera e di i nc apa cit à am­
ministrativa ed economica entro i confini dello stato, avevano
comunque portato a un punto di rottura. Già negli anni Set­
tanta la Francia aveva perso la maggio r parte del s uo impero
coloniale (Canada, Louisiana, Senegal); il sistema feudale col­
piva drammaticamente le classi più deboli e imp e d iva l'eman­
ci pazio ne
di una borghesia in ascesa che aveva ormai alle spal­
f!.
le una losofia p re cisa e una classe dirigente in grado di orga­
_
nizzarsi.
La Riv olu zio n e ebbe inizio con la p resa della B a s ti gli a,
il 14 luglio del 1789. La rivolta si estese immediatamente alle
campagne; da quel momento g li eventi incalzarono ftno al lo­
ro apice più spettacolare: la decapit az i on e di Luigi XVI, sali­
to sulla ghigliottina il 21 gennaio 1793.
Per la prima volta, nella storia moderna, un re veniva giu­
stiziato dal popolo e con qu ell' at to si interrompeva- per sem­
pre - quella secolare i nt erdi penden za che san ci va il legame
tra sovrani e popolo.
Il monarca, per diritto divino, aveva garantito- da sem­
pre - la intangibilità di un assetto metafisica dello stato, in ­
carnando il concetto stesso di giustizia proprio grazie all'eser­
ci zio della pena capitale, che era sua p rero gativ a. Ora, perde­
va la testa, come u n c rim in al e , per giudizio i nsind acab ile dei
?a pr_esa dellll B�tiglia, (l) .f. Starobinski, L es cm­
blèmes de la rdison, Parigi suoi sudditi, di uomini che da sempre avevano accettato e su ­
mc1s1on e anonrma 1979 (trruhuione ilalwTUl: 1789.
del 1791. bìto. I valori erano stati capovolti: le po ssi bilità che ne scat uri­
l sogni e gli incubi della ra­
Milan o, gione, MilantJ 1981, p. 9). vano e rano illimitate, in F ranc ia ogni sorta di utopia aveva di­
Civica Raccolta ritto di cittadinanza.
Bertar el li.
E infatti i sov rani e gli ari stocratici di tutta E uropa tre­
mavano, i rivoluzionari di o gni paese accorrevano nella capitale
5.
francese per resp ir a r e l 'aria di q ue l l o stup efa cente even t o.
Vennero dall'Olanda, dal B raban t e, da Ginevra: esiliati
p ol i t ici, ma lco n t enti , gente decadu ta, av;;tnzi di insurrez ioni
abortite. Con il s u ccede rsi dei disordini' n e gi un se r o altri: libe­
ri pensatori, spie, a ge nti , osservatori, intellettu ali. Il palazzo
reale era divenuto il rifugio inviolabile dei cap i dell'insurre­
zione; Parigi era sovraffollata di ge nte pro ven ie n t e da o gn i do­
ve. Controllare e indirizzare questa massa eterogenea era uno
dei problemi più incalzanti per chi volesse fare del i 'insurrezione
il punto di p ar te nz a per la trasformazione radicale dello stato
e dei rapporti tra le classi.
In questo clima et ero ge ne o e di di ffi ci le controllo, l 'arte
giocò un ruolo pri mario. Le immagini er a n o lo strumento p iù
veloce per diffondere idee, per trasmet tere messaggi, per coin­
volgere emotiva mente la popolazione. E poi, per i figli diretti
dei "philosophes" illuministi, un u so politico de l l ' ar t e diveni­
va l'" occasione per verificarne la forza moralizzatrice e progres­
si sta di cui tanto spesso si era parlato intorno alla metà del
secolo.
Mai prima d i ora si era analizzato, con tanta lucidità, di
quale potere propagandistico l'arte fosse capace e di qu ant o bene
se ne fo ssero serviti i vecchi regimi per c o n ferm a re la propria
immagine. «l re, non potendo u surp are totalmente il p os t o della
d iv in i tà nei templi, si era no i m p adr oni ti dei loro portali», so­
steneva David nella sedu ta della Convenzione de117 brumaio,

.l ·j. : François-André
• l :!",t
., . l Vincent,
. .. . · . . La presa
,. .
.
..' l .
delle. Bastiglia (1789) .

l
Digione,
. ·' l Musée des Beaux-Arts .
!
l
.•. l
.
' . l
L'accademico Vincent
era noto so prattutto
come ritrattista.
David dirà di lui,
nel 1793:
c<il suo patriottismo
è senza colori».

anno Il (17 novembre 1793); «là a vev a n o collocato l e loro effigi


o r gogliose, certo per far sì che l ' adora z ione dei popoli si arre­
stasse di fronte ad essi p ri ma di arrivare al santuario. È così
che, abit u a ti a invadere tu t t o, essi osavano disputare a Di o i
vo ti e l 'incenso», e se gui tav a : «Voi, '' po p olo '', avete rove s ciato
questi insolenti usur p at ori, che in questo m o m e nt o gi ac c i ono
stesi su q uella terra che hanno sp o rca t o con i loro cr im i n i, og­
getto del riso dei popoli, g u a ri ti infine da una lunga s up e rsti ­
zione»: anche per David, come per tutti i suoi c o n t em poranei ,
le effigi di re coincidevano con la loro essenza . «Cittadini -
6
Anne-Louis Girodet,
Ritratto del cittadirw
Belley)
ex-rappresentante
delle colonie (1797).
Versailles,
M useé N ational
du Chàteau.

n q uadro, esposto
al S alon del 1798,
raffigura il primo
deputato di colore
aila Convenzione,
che votò nel 1794
l'abolizione
deiia schiavitù.

cont in u ava - perpetuiamo questo tri onfo della r agion e sui pre­
giudizi; che un monumento e l eva to entro l a cin t a del comune
di Parigi, non lontano dalla ch iesa di cui " i monarchi" aveva­
no fatto il loro pantheon, trasmetta ai nostr i nipoti il loro tro ­
feo della immortale vittoria sui tir a n n i elevato dal popolo s o­
vrano. I resti tr o n ch i delle loro s tatue, confusamente ammuc­
chiati, formino du revole monumento alla gloria del popolo e
al loro avvilimento. [ ... ]Pro pongo di alzare questo monumen­
to, composto dei resti accatastati di queste statue, s ulla p i a z za
del Pont N euf , e di farvi poggiare l ' i m magine del popolo gi-
7
gante, del popolo francese. [ ... ]Così a Parigi le effigi che la mo­ N ella pagina a fianco:
Jeaurat,
narchia e la superstizione hanno immaginato ed edificato du­ jeanjacques Rousseau
rante quattordici secoli, saranno ammucchiate e formeranno e i si-mboli
una montagna che servirà da piedistallo all'emblema del della Rivoluzione
popolo••. (cir�a. 1794).
t>angt,
Il progetto era complesso e denso di simbologie. Una sta­ Musée Carnavalet.
tua gigantesca, collocata sul basamento di statue tronche, do­
veva rappresentare il popolo e avrebbe avuto la Luce sulla fron­ Qui sotto:
Antoine:Jean Gros,
te, la Natura-verità sul petto, la Forza sulle braccia, il Lavoro La Ref.ubblica (1794).
sulle mani, in una mano avrebbe sorretto le immagini della Versallles,
Libertà e dell'Eguaglianza, mentre nell'altra avrebbe tenuto Musée National
du Chateau.
la clava dell'antico Ercole.
Questo monumento, pensato e mai realizzato, assomma in N eli'età del Terrore
l'arte ufficiale
sé le linee di tendenza più vistose su cui si andavano rapida­
si carica di elementi
mente definendo le ragioni e i modelli della n�ova arte: 1) l'i­ p ol itici e simbolici.
conoclastia, come mezzo indispensabile per azzerare il potere
suggestivo del passato e consentire quella ''tabula rasa'' ne­
cessaria alla costruzione dell'universo repubblicano (il basamen­
to composto di frammenti di statue demolite intenzionalmen­
te); 2) la defmizione di una iconografia in cui il popolo si po­
tesse riconoscere come protagonista della storia in atto ( em­
blemi semplici e riconoscibili come il colosso = Popolo/ la Lu­
ce/ la Forza/ il Lavoro); 3) la riutilizzazione dell'immaginario
anti.co (eroi, miti, fatti storici), per conferire autorevolezza e
dignità alla sconcertante novità degli avvenimenti presenti (la
clave di Ercole); 4) lo spazio urbano come luogo privilegiato

9
delle manifestazioni artistiche (il monumen to doveva occupa­ P.-]. Lafontaine,

re il cen tro eli una piazza). Alexandre Lerwir


proli!gge le tombe
Per quanto sia i mprobabile trovarne delle giu stificazioni reali di Saint-Denis
a post eriori, e per q ua nto gli st ess i d ir igenti della Rivoluzione (1793).
Parigi,
si siano adoperati per ar gi n arne gli esiti e pe r impedi rn e il p r o­
Musée Carnavalet.
seguimento, l'ico noclastia è stata una mani fest az i one di rab­
bia popolare de nsa di s ignifì cat i per comp ren dere la forza del ­
le immagi n i neglianni intorno al 1789.
Il primo clamoroso atto di distruzione fu quell o della Ba­
st igl ia , il simbolo più tangibile dell'esercizio del disp o tis mo. Lo
spiazzo libero che ne risultò divenne uno dei luogh i d ep u tati
per le feste repubblicane. Sin da principio, la violenza rivolu­
zi ona ria si identificò con il rito. Proprio nel d istru gg ere i sim­
boli del potere si realizzava quella unità di obbiettivi che m an­
cava sul p iano pol itic o e su quello socia­
le. Gli op posi to r i fecero dell'iconoclastia
repubblicana un elemento martellante di
propaganda contraria al nuovo corso. «La
loro p rima prodezza fu l ' abb attere qua­
lu nqu e monumento reale o ecclesiastico;
n el piantare un cannone contro un cam­
p an il e, nel far cadere la campana senza
montar su» (JJ.
I pal az zi e i castelli che si salvarono
furono spogl iati di ogni ar redo. Versail­
les fu messa all ' asta nel 1793. Fu fatta
strage di ogn i stemma, emblema, eftì gie
reale e aristocratica. Vennero dissotterrate
anche le tombe dei re a Saint-Denis: ci n­
quantuno monumenti reali furono demo­
liti in tre gio r ni . Distrutta fu pu r e la Ga­
lerie des Rois aNot re- Dame ; la stessa cat­
t edral e fu messa all'asta nel 1793 per es­
sere demol ita, come tante altre grandi cat­
tedrali di provincia. C ' era perfi no chi ave­
va studiato la tecnica per minare contem­
poraneamente i pi la str i portanti delle
c hie se e attuarne l'annullamento in tem­
pi brevissimi. «In tutt e le Città e in tutti
i Co mu ni, rap ide al pari della ghigliotti­
na, il popolo manovrava la scure e la te­
naglia; le sacre st ie, i leggii, l e b alau s tre
d e gl i altari, tutto veni va abbattut o; dei li­
bri di Messa si facevano cartucce; si da n­
zava la Carmagnola tutte le notti intorno
ai falò» (3J. El im ina re fisicamente le persone e ra un atto di (2) T Carlyle, The French
Revolution, Lcndra 1837.
" giustiz ia'' ri volu z ion ar ia, ma an ni e ntare le immagi n i che la
(3) Ibidem.
c lasse dominante aveva p rodotto per secoli a memoria di se stes­
sa, sign ificava molto di più: era la rivincita sulla storia stessa,
sul passato, sulla memoria, da parte di chi conosceva la secola­
re condanna all'anonimato. E le opere d'arte erano appunto
questa memoria affidata ali 'eternità. Ecco perché David , nel
suo progetto mo n umentale aveva stabilito di riutilizzare i fram­
menti sconnessi delle effigi devastate dei re, come base del co­
l o sso ; p erché quella devastazione rappresentava il primo atto
estetico di un popolo anonimo e, in quanto atto simbo lico, me­
ritava di es sere affidato ai secoli a venire.
10
l 24 uttol.Jr> 1793 la l'aggiunta - dopo la lìne
I Convenzione n aziona­
Cambia
anche
dell'anno- di cinque gior­
le adottò il nuovo calenda­ ni complementari. La r i­
rio della repubblica fran ­
il tempo n forma de lle denominazio­
cese. Venne abrogato di Francesco H. Maiel/� ni fu invece opera del poe­
q u ello istituito da papa ta rivoluzionario Fabrc
Gregorio XIII nel 1582, D' Eglantine che si imp e­
che fu r ein t rodot t o soltan­ gnò per dare ai q uattro
to il p ri mo gennaio 1806 mesi di ogni stagione una
dalla res tau raz i one napo­ terminazione o mo fona, e
leonica. La ri for ma è la a ognuno un s i gni fi cato

più radicale che si cono­ che si riferisse agli eventi


s ca . L'era repubblicana a tmo sferici o alle più im­
subentra a quella dell'In­ portanti a tt ività agrico l e .
carnazione. i nomi dei Fabre ha inoltre d edica t o
mesi e dei giorni acq uista­
no denominazioni tratte
dalla natura e dai lavo ri
agricoli, la settimana
scompare a favore della
decade, l'anno n on co­
mincia più il p rimo gen­
na io ma il 22 s e t t embre
nel! 'anniversario d e l la
proclamazione del la Re­
pubb lica, c vi en e suddivi­
so in dodici mesi di tren­
ta giorni. La du rat a (365
giorni) dell'rum o tropico è
c opet'ta con l'aggiunta, al­

la fine del dodicesimo me­


se, di cinque giorni co m­

plementari. In questo mo­


do al 1794 s u ben tr ò l'an­
no Il; i mesi assunsero i

nomi poetico - ecologici in


s egui to di ve nu t i fa m osi:
Vendemmiaio, Brumaio,
Frimaio, Nevoso, Piovoso,
Ventoso, Germinale, Flo­
r eale, Prat i le, Messidoro,
Tcrmidoro, Fmttidoro; il la te rra . Il pr im o obietti­ i sin gol i giorni dell 'ann o
riposo del settimo giorno vo fu realizzato gra zie al­ ai frutti del l a terra; la so­
fu d epe nn a to c lo stesso l'in gegnosa struttura la eccezione riguarda i
destino seguirono le altre ideata da Gilbert Romme. q uint idi e i decadi ( qui n ­
Jcstività religio s e nonché La durata dell'anno ca­ to e decimo giorno di ogni
i santi ai qual i erano stati le ndari al e fu ridotta a 360 de cade ) per i quali si è fat­
dedicati i vari g io rni del­ gio rn i , suddividi in dodi­ to ricorso rispettivamente
l'anno. Nell'anno II la ci mesi di uguale du rata , ad an i m al i domestici e ad
Natività del Sign o re cor­ a loro volta co m posti da attrezzi agricoli. Nel vivo
rispose al giorno del cane, tre decadi. In questo mo­ della lotta rivoluzionaria
san Francesco si trasfor­ do risultarono abolite le - pochi giorni prima
mò in zucca, san To mm a­ sfasature t ra i quat tr o ci­ erano stati giustiziati i gi­
so in pioppo e l'Assunzio­ cli fondamentali (giorno, ro ndini - l'indulgente

Qui sopra: ne della Vergi ne Maria fu decade, mese, anno ) e l'i­ Fabre ripropose così il mi­

Le distruzioni sop pianta t a dai lu pini . La nizio di ognuno di essi to di una repubblica in

r/el� !?-ivoluzio�,. carica an t icri sti ana è cvi­ avrebbe coinciso, per tut­ cui l'agricoltura è lo stru­

mcJSIOne anontma den te. La ri fo rma del ca­ ti gli anni a venire, con mento pe r stemperare le

(1793). lendario inoltre ha due al­ quello degli altri tre: il ca­ tensioni.
tr i s i g ni fi ca ti :
da una par­ poda nno sarà a nc he l'ini­
te, proponendo un calen­ zio del giorn o, della deca­
dario p er petu o, mette de e del mese. Si prefigu­
A destra:
simbolicamente la Rivo­ rò così un futuro ritmato
il calendario
luzione al ripaw dai cam­ da rumi id enti ci che si ri­
repubblicano
biamenti; dall'altra, riv e­ producevano al!' infinito.
in un'incisione
del!'epoca. stendolo di denominazio­ L'equivalenza con la du­
( •) Il braw è trailo dal dossier La
Parigi, ni botanico-agricole, ri­ rata della rivoluzione del­ Rivoluzione Francese, supp�­
Bibliothèque chiama il popolo ai valori la te r ra intorno al sol e fu menlo a Storia e Dossier n. 20,
Nationale. (economici e morali) del- mantenu ta solo grazie al- luglio-agoslo 1988, p. 19.
David e le feste
repubblicane

E ANCHE L'ICONOCLASTIA
Qui a fianco: va collegata a una coscienza estetica, naturalmente l'invenzio­
disegno anonimo
ne di una n uova icono grafia lo è an co r di più. Il momento del­
raffigurante
un gruppo la celebr az ione dei riti pubblici divenne l'occasione più impor­
di sanculotti tante per proporre temi nuovi e nuove immagini.
che danzano Già nel corso del XVIII secolo si erano verificati rinnova­
int orn o all'albero
della Lib ertà. menti iconografici sia con la " pittur a morale" di Greuze, che
Parigi, Bibli othèqu e aveva come p rotagonisti uomini e donne comuni, sia con il re­
Nationale. cupero massiccio di un immaginario classico, dirett am ente de­
Nella pa g ina a fianco: sunto da fonti antiche, dalle stampe che divulgavano immagi­
Jacques-Louis David, ni emerse durante i nuovi scavi di Ercolano e Pompei, dai vasi
Il rappresentante greci o et ruschi . Creare quindi un nuovo repertorio di imma­
del popoli; in funzione
(ci rca 1794 ). gini non era né un'operazione eccessivamente complessa né ine­
Parigi, dita. Ma ora era talmente nuovo il contenuto che l'arte doveva
Muséc Carnavalet. trasmettere che non furono poche le ambiguità e le difficoltà
che gli artisti dovettero affrontare.
N el maggio 1794
la Convenzione La festa aveva una tradiz ion e consolidata e plurisecolare
incaricò David nella cultura europea: le grandi macchine erette nelle piazze
di presentare bozzetti per celebrare ricorrenze festive della religione cattolica o per
e f1gurini
sottolineare la presenza di un regnante stran ie ro in una città.
eer migliorare
il costume nazionale Carattere essenziale di questi apparati era la netta divisione
e adattarlo tra i luoghi deputati alla celebrazione e il pubblico che assiste­
al carattere
rivoluzionario. va "fuori" dell 'app ara t o . La festa repubblicana voleva e dove­
va av er e un altro segno: il rito era di massa, il popolo faceva
p·arte della scena, dell'azione, doveva sentirsi attore. Già la l et ­
teratura illuminista aveva sottolineato l'importanza che momen­
ti simili potevano assumere per l'educazione della popolazio­
ne e la funzione dell'arte era stata definita essenziale per il ri­
scatto morale dei cittadini. «Certamente se ci si sa se rvi re a
proposito di quan to le belle arti possono offrire, per riempire ,
l ' i mmaginazi o ne di un uomo dell'idea del Bello e per rendere·
il suo cuore sensibile al Buono, si potrà fare in seguito di que­
st'uomo tutto ciò che la sua capacità naturale gli permette di
divenire». Ma per ottenere un simile risultato anche l ' art is ta
avrà bisogno di essere indirizzato: «Per riuscirvi basterà che
il filosofo, il legislatore, il filantropo, offrano all'artista l'uno
12
1.3
(/) }.G. Sulur, Allgemeine
le sue massime, l'altro le sue leggi, il terzo i suoi progetti» (IJ. Theorie des schònen Kiinste,
In altri termini, l'artista doveva possedere una ideologia, co­ (1771).
noscere e condividere un progetto politico, e la sua arte sareb­
be servita alla società. Di questo erano pienamente consape­
voli gli artisti che partecipavano come militanti alla Rivoluzione.
La vasta produzione effimera progettata ed eseguita tra
il 1789 e il 1795 fu realizzata in materiali poveri, destinati a
una breve durata; eppure rappresentarono un momento di
grande sperimentazione e invenzione sul piano dei linguaggi,
proprio stimolate, forse, dai materiali non impegnativi e dalla
programmata loro demolizione. Costruite in cartapesta o in le­
gname, lo stile di queste ''macchine' ' si rifaceva spesso a quel­
le esperienze linguistiche che erano rimaste progetto o teoria.
Queste occasioni divenivano terreno di prova per un linguag­
gio depurato da eccessi decorativi, severo, degno degl i antichi
esempi repubblicani. La Rivolu zione aveva bisogno di trovare
conferme nell 'antichità, ma non in un'antichità generica, ben­
sì in quell'unico esaltante periodo di storia in cui la Grecia e
Rom a avevano goduto di un assetto politico che aveva garanti­
to la libertà individuale: il periodo delle repubbliche.
Le testimonianze di questi apparati sono recuperabili so­
lo attraverso stampe e descrizioni: per lo più si tratta di docu-
Qui accanto:
Jacques-Louis David,
Il trifrr!fo
del popolo francese
(17 94).
Parigi,
Musée Carnavalet.

Una severa
intonazione
classica caratterizza
questo disegno
allegorico dì David.

Nella p agina a fianco,


dall'alto:
Lajesto.
della Federazione
(circa 1790).
Parigi,
Musée Carnavalet.
menti che non danno certo risalto alle architetture o alle im­ David e Boullée
magini che decoravano i luoghi del rito, ma piuttosto alla mas­ furono
sa sterminata di gente che vi partecipava e alla coreografia che i !?ra?di re.gisti
e 1spuaton
andava rispettata per dare pieno significato all 'evento. delJa grande festa
Uno dei monumenti ricorrenti nell ' iconografia della fe­ del 14 luglio 1790.
sta fu l 'arco di trionfo. Quello che chiudeva il Campo di Mar­
Jean-Aiexis Cornu,
te, trasformato il 14 luglio del 1790 in un immenso circo "an­ Lafesto.
tico'' per celebrare la Festa dell a Federazione, era certamente della Federazione
un'architettura pensata in quanto "forma", "simbolo", al Campo di Marte
a Besançon,
''funzione' '. il 14 luglio 1790.
Il modello archeologico è chiarissimo, la sua centralità ico­ Besançon,
nografica prefigu ra quella serie di archi di trionfo che, dopo Musée Historique
du Palais Granvelle.
la Rivoluzione, decoreranno sempre più numerosi gli spazi pub­
blici di Parigi, Berlino, Monaco, Londra, New York, come della
maggior parte delle città occidental i . L'arco di trionfo era un
monumento della Roma imperiale, ma nella Parigi giacobina
era il popolo e non un singolo protagonista a passare sotto i
fornici come trionfatore: in questo modo un "segno" d i u n re-
14
15
Qui sotto: gime assolutista veniva riutilizzato con un codice rib altato.
Jacques Cellerier,
prog e tt o per il carro
Una g r ande occasione di sfoggio "erudito" e di "inven­
funebre di Vol taire. zione '' fu la festa corteo p er la tra sl azion e delle ceneri di Vol­
Parigi, taire da Selliers presso Romilly-sur-Seine alla chiesa di Sainte­
Musée Carnaval et. Geneviève a Parigi, trasformata in pantheon degli eroi della
n progetto sembra Repubblica (11 luglio 1791). La regia del la cerimonia, proget­
ispirarsi a David. tata e curata da David, fu grandiosa anche se lo schema di fondo
Le ceneri restava quello delle proc es s i oni religiose: tutti i miti deli' Illu­
del filosofo,
morto nel 1778, m inism o e del 1789 vennero tradotti in simboli e in immagini.
furono solennemente Il carro che trasportava le ceneri del filos ofo ( disegn at o dali'ar­
traslate
nel Panthéon
chitetto ]. Celleri er) era preceduto dai cittadini appartenenti
il 26 luglio 1791. a istituzioni meritevoli nei confronti della Rivoluzione, dal ''Bat­
taillon de lajeunesse" alla "Garde Nationale", ai membri d e i
"clubs" polit ic i , ai "Vainqueurs de la Bastille" e così via, fmo
ai feriti per gli scontri, alle vedove e agli orfani della Rivolu­
zione. Su di un carro era stato collocato un busto di Rousseau,
la pian ta della Bastiglia in r i li e vo, corazze e scudi. Intorno gli
allievi della scuola d'arte, vestiti all'antica, con ghirlande e scritte
che enumeravano i titoli delle opere del filosofo; in una cassa­
forte dorata erano state collocate le opere di Voltaire; la statua
a lui dedicata veniva trasportata da uomini in tunica; dietro
ancora gli att or i , gli uomini di le ttere , i giu di ci , i ministri e
il popolo. Tutto era uniformato a un corteo classico; anche i
musicisti avevano N ella agina a fianco,
p
stru menti apposita­ dall'alto:
mente fabbricati a Louis:Jean Lagr ené e
imitazione di quel­ figl io,
Trasla.zione delle ceneri
li r omani , ma can­ di Wiltaire al Pamhéon
tavano "inni nuo­ (1791).
vi''. Nuovo e anti­
Trasla.zione delle ceneri
co si fondevano con di Wiltaire,
facilità, il secondo stampa popolare
avallava il primo e pubblicata
attutiva l'impatto ilParigi,
26 l u glio 1791.
traumatico della Biblìothèque
novità. Nat ionale.
La prima gran­
de vera fes ta della
Repubblica venne
celebrata il 10 ag o ­
sto del 1793 e assor­
bì anche la Festa
della Federazione
(saltata perché era
coincisa con l'as­
sassinio di Marat). Ancora una volta fu la direzione di David
a stabilire le scelte, le scene, i simboli, i riti di questa festa. Le
vane fasi della cerimonia dovevano occupare l'arco della inte­
ra giornata, iniziando esattamente con il sorgere del sole in Piaz­
za della B asti gl ia , dove David aveva fatto collocare una gran de
vasca, la ' ' fontana della Rigenerazione' ': dai seni di una gr ande
statua eretta sul bordo della vasca, sgorgava l'acqua della "n­
generazione'', bevuta dai rapp res en tanti dei dipartimenti, tra
canti e inni patriottici. La simbologia di questa festa si susse­
guiva in un cresèendo di momenti coinvolgenti ed emozi on an­
ti che rip ercorre v an o i luoghi della Rivoluzione consacrando­
ne la memoria con un complesso gioco di rimandi metaforici.
16
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17
Qui sotto: Il corteo, com e altre vol te, era scandito da quad ri allegorici;
L'arco triorifale le allegorie, u n a sorta d i "t rionfi" moderni, erano ded i cat i a
dellaje.J"la
de!L'Accellazione temi decisame n t e inconsueti prim a dell a Rivoluzione. Il Po­
dellaCostituzione polo Sovr ano sfilava in ab iti da lavoro e con in mano gl i str u ­
repubblica1Ul (1793), ment i dei s i ngol i mest ieri; al centro d i q uesto gr uppo u n car­
particolare
di una stampa r o, allestito dagl i allievi dell'I s ti tuto dei ciechi, ra ppresentava
acquarellata la D i sgraz ia Ono rata. Tra gli ar t i giani spiccava un altro carro,
di Berthault.
a for m a di arat ro, su l quale s tav ano sed ut i un vecchio e sua
Parigi,
Musée Carnavalet. moglie men t re i figli lo tra i n avano: u na esal tazione della Pietà
F iliale e del Rispetto della Vecchi aia. Il lunghis simo e v arieg a­
to corteo passava anch e sotto un arco trionfale, i m m an cabile
i n ogni festa. Tra i lu oghi deputati della festa n on poteva man­
care la piazza, rib attezzata pi ace de la Révolution, dove era stato
ghi gliottina to Luigi XVI, il lO agosto del 1792, e d ove era sta­
ta rasa al su olo la st atua equ estre di Luigi XV. Dav i d avev a
progettato u n a grande statu a dedicata alla L ibertà in sostitu­
zione del monumento abb attu to. In questa piazza, adorna d i
querce d a i cui ra mi pend evano nastri tricolori, berretti rossi,
p iccoli quadri, offerte del popol o, ven nero bruciati o ggetti d i
l u sso strappati alle dimore ar ist ocr atiche. O g n i gesto era un
r i to p ur ifi catore, sottolineav a u na d istr uzi on e e un progetto.
Uno stor m o di uccelli, la sciato improv v i same n te l ibe ro, dopo
che il falò dei ben i dell'a ristocraz ia iniz iò a d ivampare, volò
verso il cielo con al collo bandierine tricolori. E poi ancora verso
Pi ace cles l nvalides, dove era stata costr uita u n a montagna sulla
cui cim a u n a colossale statu a di Ercole im personava il popolo
francese me ntre con u n a clava m i nacciava una siren a (simbo­
lo del distr utto feudalesimo) che tentava di levarsi dal fango.
L'ul tima staz i o ne, raggiunta, sul far della sera, f u - ancora
una volta- il Campo di Marte. La ritualità di questa ultima
tappa era com plicatissi m a e molteplice, il senso che vi si vole­
v a esprime re era i l concetto di uguagl ianza, di unità, d i fedel­
Nella pagina a fianco: tà alla Costituzione.
Pierre-Antoine Tutte le fe ste successiv e ebbero una s cans ione non molto
Demachy, dissim ile da q uesta. Tutte contenevano un obb ie t t ivo implicito
La festa dell'Essere
Suprerrw (1794 ). e uno esplicito. Da u na parte, stimolare e raccogliere l a spint a
Parigi, popolare i n u n a ges tualità che as som m asse u n a cultura com ­
Musée Carnavalet.
ples sa e variegata: dalla r it u alità magica all'esorcizzazione dei
È l'ultima festa fantasm i del passato. Dall' altr a, raggiun gere un livello di iden­
sovrintesa da D avid. t ificaz ione e di purificazione collettiva, fino all'esaltaz ione del
Il complesso sacrificio in difesa dei dir itti acqu isiti. Non ultimo obbiettivo
cerimoniale fu voluto
da Robespierre. delle feste era il controllo, da parte del grup po di rigente della
R ivol uzione, delle spinte aut onome di tipo ana rchico, s empre
in procinto di esplodere i ncontroll ab ili (2).
Senza d ubb io tutta questa serie di apparati, sop rattutto
nella scelta d e i percorsi, h a costitu ito un terreno sperimentale
m olto fe rtile p er successive trasformazioni della stru ttura ur­
bana e s oprattutto per l a definizione d el primo piano d i siste­
m azione su vasta scala del ce ntro parigino. Il " plan cles arti­
stes" del 1793, p ro getto collettivo d i architetti come Colbert,
Perrault, Soufflot, propo neva una tra sf ormaz ione sostanziale,
soprattu tto con l'apertura di lunghi v i al i re ttil inei e di piazze
circolari con sv incoli a raggiera, di m ol te d i quelle zone che
erano state coinvolte d agli andamenti della Rivoluz i o n e, come
piazz a della Bas t i glia, piazz a del Pa ntheon e alcuni qua rtier i
(2) F Mastropasquo., Le feste
popolari. Fu poi Napol eone a racco gliere le idee urba nistiche
della Rivoluzione Francese.
1790-1794,
. Miillrw 1976. p iù innovative e a c o nsentirne l'esecuzi one .
18
festa del 20 p ra t i l e s t i anizzazione; u n a pol i t i ­
L (8 La festa
a ricaduta p ra gm a t ic a, un Marte. M a i l tentat ivo di
g i u gno 1 794) d e l­ ca che s e nz a nulla conce­ corollario essenziale: la t ras feri re sotto s p og l i e re ­
del l ' Esse re
l 'anno II della R epu b bl i ­ dere al «despotismo» cle­ rem unerazionc d ell e ope­ l i g i os e - così ben riuscito
ca fu il can to d e l c i gno d i rical e potesse r ic on c il i are S u p remo : re, strumento potente di nella «piet à .. di Ma ra t - i
Robesp i erre , i l ten tativo 1 cat to l i ci alla Rivo­ u n cu lto diventa m o r alizz az i o ne e di con­ valori della Ri volu zi one ,
estremo di recu perare al­ l u z ione . legge (") trollo, strumen to sempli­ assunse nella festa un co­
la re p u bb l i ca g i a c o bi n a Ceno poteva sembrare ce e speri mentato nei se­ lore freddo cd en fat ico, s i
quel consenso che, a suo imp roprio che il legi sl ato­ di Francesco Pitocco coli di governo de ll ' « o p i ­ t rad u sse m u n a vetrina
avviso, moderati ed estre­ re si po nes se a discutere le nionn. Questo corollario patet i ca della " sensibili­
misti con la loro «ipocri ­ opi nio n i filosofiche o le consentiva d i collocare il té" rivo l u z ion a r i a . La
sia» e l a loro u immoralità>> o p i n i o n i t eo l ogiche circo­ cul lo all ' Essere S upremo messa in sc ena dei «rap­
le aveva n o a l i enato. Il d i ­ lanti nel paese, ma non tra gl i obiett ivi dell 'ed u ca­ prese n t an t i » del popolo
scorso che p ron u n ci ò alla era improprio difendere zione nazi on ale e d i fa re c i n.:ondati e d i fesi dal l a
Convenzione il 18 B o re a ­ l a Repubblica d a gl i attac­ della festa dell ' Esse1·e S u ­ «natura», in marc i a so no
le ( 7 m aggi o ) per farne chi che le ven iv an o porta­ premo un a u partc essen - l ' u s b ergo del cerchio im-
approvare l ' isti tuzione, fu ti: e l 'ateismo era una ve­
t u tt o un ten t at i vo di con­ ra «Conspiration con t re la
q u i s t are quella cen t r ali t à rép u blique ! » E l o e ra a
che s ola avrebbe pot u to doppio t i tolo, perché d a
salvare la «democ razia» e un l ato era uno strumen­
la «libertà». l · · · l La cen­ to del nem ico e d el lo stra­
t rali tà era s tat a perdu ta n i ero, c d al l 'al t r o d e g r a ­
inevitabilmente da Robe­ dava la moralità della na­
sp i e r re in ge rm i n al e , zione. Agli occhi di Robc­
q uan do aveva coronato la sp i e r r e l ' at ei s m o era
lu nga b a t tagl i a i ni zi a t a cs u·anco al ugénie du peu­
contro l a « cons pira tion de pl e françaisn, era un vele­
l ' é t ranger», i nvia n d o alla no introdotto dal l ' esterno
gh i gl io t t i n a i «fu ri eu x » di c c h e serviva a giusti fica­
tutte le estrazioni: He­ re d i nanzi agli oc ch i del
be rt , C l oot s , Chaumetlc, mondo l 'odiosa gue rra
ecc . . . Nella geo m et r i a del che ven iva condotta con­
gioco politico il su o fian­ tro la Francia. Bastava ve­
co sinistro era rimasto dere ucon quale santa col­
sguarn i t O. non p ot eva più lera>• Pitt ri mprove rava al­
essere ut i l izzato com e la Ri vol uz i one gli ec c es si
con t rappeso all a pres s i o­ di scristianizzazione! La
ne del fi anco des t ro. Di lì scristianizzazione aveva
a poco sarebbe giunto ter­ offe rto i l pretesto per le­ che il l e g i s la to re aveva il ziale dell 'educazione p u b­ mortale dell ' i nfanz i a, del­
midoro. In q u e st a situa­ g ittima re l ' odio dei nemi­ dovere di condann are l'a­ blica». I l decreto che la l ' adolescenza, dell a virili­
zione il discorso che egli ci del la democrazia. An­ teismo e d i favori re l a re­ Convenzione approvò tra­ tà, della vecchiezza. non
pronunciò alla Conven­ ZI, era stata parte inte­ ligione: «agli occhi dell ' a­ d u sse in legge il c u l t o al ­ seppe co mm uover e che i
zione fu il tentativo, estre­ grante della uconspiration n i m a è un richiamo con­ l ' Essere Su pre mo e t ra­ c u o r i più «sensibili». Fo r­
m o e di s perat O, d i rico­ de l ' étranger» : « ammire­ t inuo al l a gi u stizia : essa è dusse in c u l to i dov er i re­ se un solo brivido duran­
struire il tessuto strappa­ vole politica del min i s t ro d u n q u e sociale e re pu b ­ pu b bl ic a n i : «Il popolo te tutta la manifestazione
to dagl i estremisti, ma di G i o rgi o, che faceva i n ­ blican a ! » . Compito del le­ francese riconosce l 'esi­ perc orse la fol la, e fu
cercando di null a conce­ sultare l ' Essere Supremo gisl atore è fondare l a mo­ stenza dell ' Essere S upr e ­ qu ando Robespierre, nel­
dere al moderatismo; il dai s u oi e m i ss a r i , e vole­ rale « s u basi eterne c sa­ mo e l ' i m mo rtal i t à del l ' a­ le vest i di gran d e sacerdo­
te n ta tivo soprattu tto di ri­ va ven d icarlo c on le baio­ cre», i sp i rare ali' uomo n i ma. R i con os c e che il te del n u ovo cul to, con la
costrui re l ' u nità d ell ' op i ­ nette inglesi e au stri ache» ! «qu el ris pet to rel i gioso per c ul to dell ' Es s ere Sup rem o torc i a pu ri ficat rice nel pu­
n ione lacerata da qu ella Ma l 'ateismo - e più in ge­ l ' uomo, quel sentimento è la p ra t ica dei doveri del­ g n o, diede alle fiamme l a
politic a di sc risti a n i zz a ­ nerale il materialismo - profondo dei suoi doveri l ' uo m o . Tra qu est i d overi gra nd e statua di ca r t o ne
zione che era culminata non sol o erano strumenti che è sola garanzia della colloca i l dovere il detesta­ dell 'ateismo facendo com­
nel culto .,funestO» e « r i ­ perfidi manovrati dal ne­ felicità pu bb li ca" - La festa re la cattiva fede e la t i­ pa T i re sotto le sue mem­
dicolo» della Dea Ragio­ mico, erano anche posi ­ dell 'Essere S u p remo na ­ rannia, d i p u n i re i t i ra n ­ bra in fiamme l ' i m m a gi­
ne. B isogn ava ora che la zioni che potevano «dé­ sceva così come esp ressio­ ni e i t r adito ri, d i soccor­ ne et e rn a dell ' E ssere Su­
Convenzione de sse vit a a moraliser» il popol o: a lo­ ne di u n a polit ica relig io ­ rere gli infelici; di ri s pet­ premo! Fu forse all o ra che
una p ol i tic a di tolle ran za, ro si doveva uqudla spe­ sa pragmatica, c solto l ' i ­ tare i d eb ol i , di d i fe nd e re u n a rem i n i scenza d i festa
capace di ric 05tit u ire l ' u ­ cie di fllosofia pratic a che s p i ra z i o n e del gra n de gli op p ressi, di fare a gl i al­ attraversò gli occh i del po­
nità dell 'opin io n e pu bb li­ riduc endo l 'e goismo a si­ «p recettore del genere tri t u tto il bene che si può, p o lo, ma dovet te ess e re la
ca su lla base della salva­ stema guarda alla societ à u m ano» ( Rousseau); na­ e d i non essere in g ius t o rem i n es c e n z a dell'im­
guardia della reli gio s i tà umana come a u n a guer­ sceva come atto di culto co n n e ssu no» . mortalità del C arnevale!
popola re , purificata dai ra di astuzie e vede nel ve rso u na reli gion e «natu­ Fu comp i t O di Dav i d
v1z1 della superst izione, successo la regola del giu ­ rale, che ave va come su oi sceneggiare l a festa, di in­
ma rel i gi os i tà t u t tavia sto e dell ' i n giusto»; un a soli dogmi la credenza ventare i quadri v ive n t i di
«naturale», e che comun­ filosofia che inevitabil­ nell 'esi stenza di D io e nel­ una p rocession e che por­
(•) Il brarw t trat/iJ dd tkssìP La
que aveva dimostra t o di mente distrugge le basi la s opravv iven za dell ' ani­ tò in s p etta colo la Ri volu­ Rivoluzione Francese, suppk·
essere pers is tente , al d i l à moral i di o gn i conviven­ ma. Ma qu esti s e m plici c zione d i Robespierre, dal­ mmlo a Storia c Dossier n. 20,
della vi ol e nza d el l a se r i - za ci v i le . Ed è per ques to «puri" dogmi avevan o una l e Tuileries al Campo di luglio-agusto 1988, pp. 40-43.
David e la pittu ra
per la Rivoluzione

PER DI PINGERE
l 'energia di un popolo c he rompendo i suoi fe r ri ha votato la
N ella pagina a fianco:
J acques- Louis David libertà del genere um an o ci vo gliono colori fieri, uno st i le ner­
Il giuramenliJ voso, un pennello ardito, un genio vulcanico» . Non fu David
della Pallacordo. (1791 ) . a pronunciare queste par ol e nella seduta del Comitato di Istru­
Ve rsailles,
Musée National
zione Pu bbl ica del 6 m e s s i d o ro, anno II (1793), dedicata al de­
du Chateau . creto per l ' istitu zione del Museo Nazionale, ma certo chi par­
l ava pensava alla sua p i tt u ra .
È un frammento David era impegnato da tempo nella ricerca di un linguag­
del monumentale
quadro inizi ato gio pittorico in grado di rappresen tare te mi di forte contenuto
da David, diviso moral e. Anche se Il giuramento degli Orazi del 1784 e I littori ripor­
e m ess o in vendita
tano a Bruto i corpi dei figli del 1789 sono o p e r e commissionate
nel 1 8 26,
dopo la morte dal " surintendent des batiments " di Luigi XVI all' interno di
dell'artista. un progetto monarchico di r imo ral iz z a re la so ci età , si tratta
di d i p in t i che contengono già le coordinate principali su cui
Qui sotto:
.Jacques-Louis David, si mu ove rà David anche n e gli anni più caldi della lotta politi­
Maria Antonietta ca. In primo l uo go la possibilità di trasmettere esempi di ' ' vir­
condotta al patibolo tus" e q ui n d i di e du care il p ubb l i co attraverso l'arte. In se­
(1793 ). condo luogo la scelta di rappresentare un tema - desunto da
Parigi Louvre.
u na fonte riconoscibile - senza attenersi alla pura illustrazio­
n e di un testo. In terzo luogo la assoluta chiarezza dei me s sag­
gi ut ili zzando l a tecnica teatrale di enfatizzare l e espressioni
e la gestuali tà. E poi c ' era anche la determinazione a segnare
una cesura eclatante con l 'arte alla moda, l'arte corruttrice, quel ­
la che Rousseau defmiva come immagine « d i tutti i tr avia m en ti
d e l c u o re e de l la ragione» (1750). Se i pi ttori che riempivano
salon i , gal le ri e e boudoirs di opere erotiche ammiccanti, sor­
rette da una inesauribile ricerca della ' ' grazia", venivano defi­
niti s pre z z ant e m e n t e ' ' e ffe mi nat i'', David voleva fare u n'art e
s eve ra, qu i nd i maschia: per sottoli neare la frattu ra si rend eva
indispensabile es altare la for za , il valore, il senso del dovere,
la fierezza, come v i rt ù squ isitamente maschili, contro il limi­
tato mondo dei sentimenti, sempre più esclusivo ambito del fem­
mineo. Il sentimento, come '' pi e t as ' ', dol ore, pércezione di una
sconfitta, David lo " raccon t ò " sia negli Orazi che nel Bruto, ma
relegandolo a u n m ondo di sole donne, e attraverso una ge-
l

!
/
..

21
j acques - Lo u i s David, stualità che esprimeva s o ffe rta sottomis sione, a n gosc ia , p a s s i ­
I littori riportano
vità, impotenza, non -valore . Sono gli uomini a soffrire e r o ica ­
a Bruto i corpi
dei figli (1789). mente a sacrificare senz a r i m p ia n ti e in solitudine quanto hanno
Parigi, di p iù caro per u n ' idea, per una ragion e su p e ri ore , per la " vo­
Museo del Louvre.
lontà generale ' '. David o ffr i v a al pu bbl ico una proposta di in­
Commissionato terpret a z io ne della st or i a e dei val ori che nessun pittore si era
da Luigi XIV, mai impegnato a fare. E i colori da lui utilizzat i sono attenta­
il quadro mente studiati per mettere in risal to la narrazi one. Nessuna
fu terminato
poco dopo la presa s fumatur a , nessun tonalismo, n e ss un compiacimento, ma co­
della Bastiglia lore dalla stesura compatta, brillante, dagli accostamenti ecci­
e, a causa del soggetto
tati (il b i an c o e il rosso sono spesso utilizzati i n relazioni di re­
apertamente
repubblicano, c i p ro c i t à perché creavano da soli tensione d r a m ma t ica ) che as­
assunse un notevole sumeva così un si gnitìc a to s i mbol ic o, s u gge ri va l ' intensità emo­
significato p olitico.
tiva narrata, gi ungev a direttamente al cervello senza passare
per il cuore.
L'ordine s pazial e è un altro e le m e nto qualifica nte della pit­
tura d i D avid, sin dagli anni prerivol u zionari ; è un ordine che
esemplifica la gerarc hi a dei valori espressi, che si t ra s m et te al­
la luce e conferisce una compattezza formale che veniva per­
c ep i t a ancor prima di arrivare a leggere il d i p in t o nel suo com­
plesso.
Anche l ' immenso re p erto rio di modelli che l ' a nt ich i t à po­
teva fornire, andava se lezi o nato per individuare quale s t ile , qua­
le momento fosse p iù adatto a rappresentare certi valor i : l ' or­
dine dorico, così austero, così essenziale, lo stile che rappre-
22
sentava l 'età arcaica, quando l ' uomo non era ancora stato cor­ J acques- Lou is David,

rotto dalla mollezza del lusso e si dava leggi eque, severe, per Il giuramento
degli Orazi (l 7 84).
difendere lo stato repubblicano, quello stile possedeva tu tte le Parigi,
carte in regola per rappresentare, al meglio, l ' idea di arte e di Museo del Louvre.

morale ch e David voleva trasmet tere già al tempo del Giura­ n più celebre quadro
mento degli Orazi. Il quadro è riconosciuto ormai universalmen­ di Dav i d fu ordinato
te come un 'opera " manifesto", un'opera che sintetizza un cli ­ da Luigi XV I .
ma cult u ral e, una tendenza dest i n ata ad assumere un valore L'esaltazione
delle virtù
programmatico. L'opera venne dipinta a Roma in un secondo patriottiche divenne
viaggio di Dav id nella capitale po n tific i a , perché solo a Roma, una straordinaria
a contatto diretto con l 'antico, era possibile convogliare tutte an ticip azione
degli 1deali
le energie mentali e tutto il bagaglio culturale necessario al­ r i voluzionari.
l ' i mpresa. Il secondo viaggio a Roma conferm ava la ricerca di
azzeramento della ricca e imponente tradizione francese recente,
per riscrivere su una " tabula rasa" il nuovo corso della pittu­
ra. E l ' impatto fu subito clamoroso: quel qu adro stupì i roma­
ni e i tanti stranieri che ebbero modo di osservarlo a Palazzo
Mancini (allora sede dell 'Accademia di Francia a Roma), quan­
do venne esposto, prima di essere inviato al Salon. pari gino d el
1785 , e i l pubblico fu particolarmente stupito da «quello squal­
lido portico costruito con rozze colonne e rozzi muri per met­
tere in evidenza la semplicità dei tempi». La rivoluzione era
ancora a venire, ma gli uomini che vi avrebbero partecipato
sentivano ormai prepotentemente l'esigenza di un cambiamen­
to. Una rivolu zione, inoltre, era già stata consumata sotto i lo-
23
ro occhi. Era la Rivoluzione americana, conclusasi nel 1 7 7 6 N ella p agina a fianc o,
dall ' alto:
con la Dichiarazione dei Diritti dell' Uomo e del Cittadino. TI Ja cqu es- Loui s David,
governo francese aveva offerto anche un certo appoggio in fun ­ Il giurameTiiiJ
zione antibritannica Numerosi pro tagon isti di quell'evento ave­ della Pallacorda (1791).
vano soggiornato a Parigi; al museo C arnavalet si conserva un V er sa ill es ,
Musée National
bisquit raffigurante L u i gi XVI che riceve Benjamin Franklin; du Chateau.
Jefferson, futuro secondo presiden te degli Stati Uniti, era amico
Que s to disegno
di molti intellettuali e artisti francesi. L'America aveva dimo­
o ffre un ' i mma gine
strato al mondo occidentale che la monarchia non era inevita­ dettagliata del grande
bile, che uno stato moderno poteva anche fondarsi su un as­ progetto di David
rimasto incompiuto.
setto repubblicano.
Gli artisti americani residenti a L ondr a , m a con osci ut i an ­ Jacques-Louis David,
che in Eur opa , ave vano già dato prova che anche i dogmi ap­ Il giuramentlJ
della Pallacorda (1791).
parentemente più inattaccabili, sul piano icono grafi c o poteva­
Versailles,
no venire intaccati: Benj amin West aveva dipinto nel 1 7 7 1 il Musée National
primo quadro di storia in cui gli eroi vestivano abiti moderni; du Ch ateau .
lo sconcerto non era stato poco, ma anche il successo fu altret­
È uno dei frammenti
tanto imm die at o e le stampe della Morte del Generale Utbo!f inva­ superstiti del quadro
sero rapidamente il continente. commiss ionato
Ma la " provocazione' ' op er at a d a Be njami n West fu rac­ dall 'Assemblea
Nazio nale.
colta da David solo a Rivoluzione avvenuta, nel pr o get to di una � o ? o dip inti solo
grandiosa tela dedicata a un evento chiave del 1 789 , il Giura­ 1 ntrath

di Dubois-Crancé
mento della Pallacorda, in cui l 'Assemblea Nazionale stabilì di non
(in alto) e, da sinistra,
sciogliersi fino a quando non fosse stata concessa la C osti t u ­ di Gérard, Mirabeau
zione. Il di p i n to , commissionato a David nel 1791, non fu mai e Barnave.

Jacques-Louis David,
studio per
Il giuramentlJ
degli Orazi.
Bayonne,
Musée Bonnat.

n dise � no
fu realizzato
a Roma, dove
David si recò
r. er prep arare
il gr an d e qu a o. dr
La figura princ ipale
è isp irata al Ratto
delle Sabine
di Poussin
conservato al Louvre.

24
Nella pagina a fianco: e s e gu ito e rimangono solo numerosi disegn i p reparatori e un
Jacques- Louis Dav i d ,
bozzetto di notevoli dimensioni e molto curato n e i particolari.
Marat assassinato ( 1 793).
B ruxelles, I l soggetto del quadro richiedeva uno sforzo m o lt o coraggioso .
M usée Royaux David era impegn ato, dall ' inizio della Rivoluzione, a ge st i re
des Beaux-Arts. le co re ografi e e gl i apparati di fest e e cerim on i e pu bb l i che : aveva
David, completò u n a gran cons u e tu dine , qu i nd i , con l 'orchestrazione " forma­
il d ipint o tre mesi le' ' e simbolica d elle masse; tuttavia organizzare lo spazio di
d op o il delitto una tela era tutt 'altra cosa. Doveva e voleva salvare due ele­
e lo offrì
alla Convenzione. m en t i apparen temente inconciliabili: la esemplarità metafori ­
Decorò il salone ca dell 'evento e i dett agli di cronaca che dovevano co n se nt i re
delle sedute sino a l p ubb l i c od i riconoscervisi. Per evidenziare il primo aspetto
al 1 79 5 .
era n e c e s sar i o un ferreo con trollo della folla; per ri s p e tta re i l

Qui sotto:
se c on d o, un 'analisi minuta di o gni dettagl io e una capacità ma­
Caravaggio, gistrale di creare movimento, o me gli o concitazione ( evit an do
Deposizione( 1602-1 604), la c o nfu s i on e) . Nonostante l a novità d el t em a , D av i d ric ors e ,
particolare.
come mai p ri m a di questo momento, a due maestri che aveva
Ro m a ,
Pinacoteca Vaticana. atten tamente studiato a Roma: il Mich el an gelo del Giudizw della
c app ella Sistina e il Raffaello delle Stanze Vaticane e degli araz­
L'esplicita rip resa
z i . Lo schema s pa zial e del s e c o nd o e le straord i n a ri e soluzioni
da Carava �gto
propone l ' unmagine formali del primo, aiutarono David a risolvere la d i ffi cile com­
del martirio laico: binazione del l e d u e diverse es i gen z e . E quel deside rio di " rea­
Marat è il salvatore
lismo' ' in più , rispetto all ' impianto raffaellesco, David lo ot­
del popolo
e il martire tenne elaborando una tecnica sottile di slittamenti progressivi
della Rivoluzione. nei ges ti dei var i gruppi di prot a go n i sti risp ett o allo schema
assial e e s i m metrico che face va da tessi­
tura a trame larghe di tutta l 'opera.
Il ricorso alle fonti antiche e lo stu­
dio attento delle sol uzi o n i compositive e
ic ono gra fi c h e di al cu ni m aestri del pas­
sato ( ol tre a Michelangelo e Raffaello,
David durante la sua permanenza a Ro­
ma aveva studiato Caravaggio, alcuni pit­
tori bolognesi del Seicento come Guido
Reni o i Ca rr acc i) ritornano in al tre opere
del periodo rivol u zio n ari o, il Marat assas­
sinato ( 1 7 93) e il Joseph Barra (1793), due
opere dedicate al compianto e a una s o r­
ta di canonizzazione di due martiri della
Rivoluzione.
Il Marat assassinato rimane non solo
una delle opere più alte di David, ma an­
che tra le più straordinarie invenzioni del­
la c u l t u ra fi gurativa a cavallo d el secolo
XIX. D avid vi fu coinvolto i nnanzi tutto
sul p i ano emotivo. Marat era considera­
to una sorta di ' ' santo' ' della Rivoluzio­
ne, un ' ' pu ro' ' che dedicava tutte le ener­
gie al popolo e al suo riscatto storico, un
' ' giusto' '. David condivideva in pieno tale
giudizio e la dedica asciutta ma densa di
com mozione che pose in p rimo pi a no, i n
lettere capital i , s u l l e gno scheggiato che
fa da pi an o d ' appoggio all 'assassinato, «A Mar at l l David» sin­
tetizza la commozione e l 'amore del pittore per il p e r so n aggio.
Ed è pro p ri o all ' interno di questa partecipazione emotiva che
David mette a punto il p ro p r io programma pittorico. S e l ' op e ­
r a d oveva arri vare al cerve l l o , e dal cervello al cuore, e non vi-
26
Louis- Léo pold BoiJi y, ceversa, s i rendeva essenziale una scelta a monte. Diven iva n e ­
Iltriorifo di Marat cessario eliminare dalla rap p resen t a zi o n e i dettagl i eli ' 'crona­
(circa 1794-1 795),
particolare. ca", la descrizione dell 'avvenimento n el suo ap i c e drammati­
L i i i e, co, e scegliere i n ve ce il momento di pausa, l ' avvenimento ap­
Musée des Beaux-Arts. pe n a c o mp iu to . La rappresentazione così diveniva non la regi ­

Boil1y, conscio strazione di fatti ma un commento " st ori c o " ai fat ti , l ' i nt e r ­
dell ' impossibilità p re t az i one visiva del loro significato morale e quin di educati­
di gareggiare vo. Marat , nel quadro di David è già stato assass i n ato . Del de­
col capolavoro
di David, sceglie l i t to non rimane altro segno che il pugnale usato, la ferita sul
uno dei rari petto, il s a n gu e che m ac c h ia il lenzuolo nella vasca in c u i è im­
momenti
merso il m art i re. La p r ot a goni st a del d e l itt o è del tutto assen­
felici della vicenda
politica di Marat. t e ; la m assima pena che le si deve infliggere (sem bra sottinten­
d ere D av i d ) è che s e ne p e r d a per fi n o la memoria. Altre s t am ­

pe e d ipi n t i dell 'epoca ricorderanno invece l 'episodio proprio


nel! 'attimo in cui i l delitto si compie, secondo u n a consuetudi­
ne n arra t i va più scontata.
I pa rt i c o l a r i sono ridotti all 'essenziale e tutti densi di in­
form azione per lo spe t tat ore : il fo gl i o di carta e la p e n n a con
cui M a rat st ava c o m p i en d o il suo ultimo gesto a b en e fic i o di
un cittadino, la vasca in cui passava tutto il tempo d i s p o n ibi l e
per lenire le sofferenze del suo male alla pelle, la cassa su cu i
p o ggiavano gl i ogge tt i necessari alla scrittura, che so tt o l in e a la
assoluta povertà in cui il martire s i o s t inava a vivere : solo que­
sti sono i segni presenti n ell ' ope ra , ma sono se gni che s o t t oli­
neano tutta la p o rt at a morale e l ' i m p eg n o del p rot ago n ista , che
racc o n t a n o la sua storia e le sue s cel t e . Og n i indicazione era
immediatamente p e rc e p i b il e al p u bbl i c o degli anni Novant a;
ma anche se si perdesse memoria d e gl i eventi della Rivoluzio­
ne, il d i p i n to dedicato a Marat rimarrebbe sufficientemente
denso di suggestioni da poter essere letto correttamente da un
p ub b l i co i g na ro . Il g i ud i z io , e non l ' avve n ime n t o, emerge dal-
28
Qui sopra: A destra: Qui sotto:
Josep h Roques, Fou g ea, La morte di Marat
La morte di Marat Pompa funebre (circa 1 793).
(1 7 93 ) . di Marat nell'antica Parigi, B ibliothèque
Toulouse, chiesa dei Cordiglieri Nationale.
Musée des Augu stins. (circa 1793),
particolare.

P \ ' I ' H f O T F, Jlo: . \ 1� 1 '. \ ( T f , i\ I A i t \ T N t\ T I 0 :'11 ': � ,. " '7 <P; M: i tl l \ 1 1 1


·
f,�, 'f/.•1 /Il•� ' /,• 1.'J . lt;//lrt .J f"'/1·"'· dfllll 17uiiJ' .J\ IIf /lfi)ÌI. Jntr .' l�tt ·i &• .\u n&• <1 t1H'Ioll" ( 'm•t� .tv , ., . tJt>u ! dr R� Am.u\t�, Jutlt;,,, , ),. , } '1 . litltlf'tu;t ,J,.,,. lfip;,rn•/.•·� Il · i nw l &• tU ' du C ·,,h ·' In" ,
1 • '
/:w/'/.•, .Jf.ll'od o VI '!i,tt•(1 _t:llfl•?'' ./.t l.t /;t�n.: f /, ,r/ hq11!Jo• :ì\JWI-1' f. \.- • 'Il/'·"' .l H!:•' fi-••1'• 1' //. •1• Il' 0
Y.v, · "'' ' · Iom ,o'WJ/11'11, l ,•,rpmt• ,/,• l:t/1,�'1·' /f..,,., ,, »J.tt,,. • •�'Hi'lo'u.l' lm '/H // �l.·•t .•IJ>o· r.·�•/'' •

, 1 /:r • u• , . lro . ltu�•·• • .ll·'.ll,'n, • vr•-': ' l'·' • ''t,l,,,•vu.•.,. m ,\Wt ,lf , .•1/t• ti. . �rffl,,, ._;,l ) ·

29
Qui accanto:
Morte eroica
del giovane Barra
(circa 1 793), stampa
po polare anonima.
Parigi, Bil iothèque
Nationale.

È illustrata la morte
in Vandea del giovane
eroe rivoluzionario.
La Iegenda riporta
in basso anche le sue
ultime parole.

In basso:
Jacques-Louis David,
joseph Barra
(circa 1794).
Avi gn one,
Musée Calvet.
Robespierre propose
solenni celebraztoni
in onore del giovane
Barra e David
fu incaricato
alla fine del 1 79.3 .1 \ l l R T "III •: R ) J Q l ' t·: I l \' ' . 1 1·: 1 :'i l · : J l . \ lUU\ , .
, l ynt ./.1 /;th'fl' ,., , ., ,IJ.'Io 'l.'· ''o#l/.' • l tN•'•'I''t/1"� A�� /to '/Uio7N�· .tP J:,.nrA�t�ll
di farne r''' .li'I'I H o'l'"'' J"l ndo•r ,
un ritratto, .i t..., : J.' , fil""'' l, ,:. ,..A,·ual r/.· '"·'" t •'• /. •nr·l · ·t /.• ""···!' t�A .' ;;,;.,, '
' "' .

che il pittore :\ �• • A..o : ;, J.'tHJil." �� N t ' ,"' .::, ,,· ./,. 1 :./,,.,. ,., . 1� �· / -
non riuscì a finire.

l 'opera, il suo valore eterno e n on la con t ingenza dei fa tti. Ep­


pure anche in questa prova tanto im pegnativa e innovativa Da­
vid ricorre alla storia dell 'arte per scegliere un modello icono­
grafico che avvalori la sua scelta e rafforzi il senso di continui­
tà. La posa con cui sceglie di rap pre sentare Marat è quella che
C aravaggio aveva dato al suo Cristo deposto della Vaticana, (un
gesto già tratto dalla Morte di Meleagro dell 'antichità) e che ebbe

30
una straordinaria fortuna nell ' iconografia religiosa sei- settecen­
tesca. Si tratta di un gesto che esprime con gr ande efficacia il
senso della morte, della morte di una vittima, che esalta l 'ab­
bandono e la p esantezza di w1 corpo privo di vita ma anche
la fragilità e l ' impotenza di quello stato. David enfatizza que­
sto atteggiamen to, ne fa, pittoricamente, il centro del quadro,
tutto si com pone intorno al chiarore di quel braccio abbando­
nato, di que'lla testa reclinata. Ancora un model l o icon ografi­
co desunto da un 'iconografia sacra sta alla base di un alt ro ca­
polavoro de dicato a un giovanissi mo martire della guerra civi­
le: Joseph Barra . Assassinato a soli tredici anni da militanti anti­
rivoluzionari della Vandea, Robespie rre propone per lui e per
un altro giovane v itt i m a della reazione gli onori del Pantheon
esaltan dolo come uno splen dido esempio di «amore per la gl o­
ria, per la patria, per l a v i rtÙ » , u n modello per eccitare valori
simili nella gioventù . Ancora una volta David evita di rap pre­
sentare la scena al culmine del suo dramma; non dipinge gli
assassini e neppure il luogo dell'assas s i n io. Nessun particolare
contingente; i l giovane eroe è a te rra, nudo, in mano la coccar­
da tricolore . Il corpo riverso a terra ricorda la Santa Cecilia del
Maderno in Santa C ec i lia a Ro ma, e l ' u so di una tavolozza
pressoché monocroma è un'innovazione ardita, che sottrae ul­
teriormente il soggetto all ' e pisod ic i t à della cronaca e lo pone
in un O lim po se n za tempo, accan to agli antichi e roi .

Anatole Devosge,
Lepelletier
de Saint-Fargeau
(circa 1793).
È la copia di un noto
quadro di David,
un tempo collocato
di fronte al Marat.
Alla morte del p ittore
gli eredi Lepell etier,
ardenti monarchici,
acquistarono il quadro
e lo distrussero.

31
David
e la nascita
del museo

EVENTO
della R i vol u z i o n e impose (e p e rm i s e) agli intellettuali che si
schierarono tra le sue fila, di assumere un ruolo complessivo
nei confron ti degli avvenimenti che si susseguivano. Le possi­
bilità erano praticamente illimitate, almeno sul piano teorico.
David fu tra quelli che non si risparmiò. In qu anto artista, si
sentì in dovere di proporre soluzioni non solo nello specifico
ambito dell'immaginario p ittorico ma anche in qu ello della for­
mazione delle nuove generazioni di artisti e sul senso e sul ruolo
che l 'arte. doveva acquistare nella nuova società. Naturalmen­
te non era solo e le questioni che pose non erano nuove. Sull 'e­
ducazione attrave rso le Accademie e sul possibile valore mora­
lizzatore e formativo delle opere d ' arte esisteva già una ricca
letteratura in Francia come in Inghilterra o in Italia.
La Rivol uzione consentiva di progettare la messa in atto
di una serie di suggerimenti e postulati precedentemente espressi
ma forse destinati a rimanere aspirazioni. La creazione di un
museo pu bb l ico, esplicitamente destinato alla formazione d i
nuove generazioni di artisti e alla ' 'educazione' ' dei nuovi cit­
tadini fu uno dei risultati più tangib ili e più d uraturi dell 'azio­
ne con giunta di un certo numero di i ntellettuali negli anni a
ridosso del 1789. Naturalmente la necessità di arginare il d ram­
matico e rapido polverizzarsi di u n patrimonio artistico straor­
Qui sopra:
Pierre- Maximilien dinario sotto i colpi della furia popolare e l ' improvvisa enor­
Delafon taine, me disponibilità di oggetti di gran valore, ricavati dagli espro­
A/exandre Lerwir pri, accele rava la necessità di trovare una motivazione ideolo­
(1 799).
Versailles,
gica e un l uogo dove conservare tale patri mo ni o.
M u sée National Il primo passo fu il riconoscimento che gli oggetti d'arte,
du Chateau. una volta persa la loro funzione originaria e separati dai loro
Nella pagina a fianco:
proprie_tari, perdevano anche il senso originario, il loro signifi­
C h arl es de Wailly, cato mutava: «Queste case, questi palazzi, che il popolo guar­
spaccato della gran d e da ancora con gli occhi della indignazione, non appartengono
gal l e r i a del Louvre
più ai suoi nemici: appartengono a lui, il popolo. Queste deco­
(circa 1 7 93-1 794).
Parigi, Louvre. razioni, contro le quali mani forviate si sollevano, sono sem­
plici foglie di edera; sono maschere, chimere antiche . . . >> . L' i co­
noclastia andava bloccata: bastava capire quella semplice veri-
32
t à p erch é perd e ss e qualsiasi giustificazione. E p o i l ' arte del pas­
sato era i n dispensab il e alimento per le nuove ge ne ra z io ni di
artisti . Già Quatremère de Quincy nel 1791 aveva s o sten u to
pubbl icamente la n e c ess i t à di uno studio dell 'arte del passato
per consentire ai giovani p i t t ori di sfuggire alle strettoie di u n' ar­
te corrotta e corru ttrice. Adduceva l 'e s emp io i n gl e se e la rina­
scita della p ittura in quella terra, nella quale le arti non avev a­
no mai ' ' brillato' ', per dimostrare come il miracolo non si sa­
r e bbe verificato sen za l ' e c c e z i o n al e flusso di opere antiche che
il ricco mercato inglese aveva introdotto nell ' isola. David l o t tò
c o n gr a nd e convinzione perché il museo ch e si doveva ap r i re
n on fosse una ••vana raccolta di oggetti di l usso o di frivolezze))
per « servire a soddisfare la curiosità. Bisogna che esso divenga
.3.3
una grande scuola. I maestri ci condurranno i gi ovan i allievi, Nella p agina a fianco,
il pad re vi accompagnerà il figlio. Il giovane, vedendo le p ro ­ dall 'alto:
H ubert Robert,
duzioni del genio sentirà nascere in l u i quel germe d 'arte o di Progt:lto d'allestimento
scienza al quale la natura lo chiama» (1 794). delm Grande Galene
Il mu s e o fu inaugu rato il 10 a go s t o del 1 7 93 nei locali del del Louvre nel 1 796.
Parigi, Louvre.
Louvre ( dove si trovavano anche gli studi di molti artisti); non
era il primo mu seo pubblico i n Europa, ma i criteri con cui Etienne- Louis

venne istituito, una serie di coi ncidenze p rofic u e, e soprattutto Boullée,


Progetto di museo
l' interesse particolare che Napoleone gli dedicò successivamente, (1 7�3).
facendone uno strumento di efficacissim a propaganda, resero Pang�,
i l Louvre il più importante museo d ' Eur op a , il modello i ndi­ Bibliothèque
Nationale.
scusso di tutti i successivi musei per qua si d u e s e coli .
I c rite r i di fondo consi stevano nella ricerca d i u n ' amp ia
rappresentatività di scuole d i ve rs e e d i secoli different i . Le for­
tunate campagne militari consenti rono di recuperare in E u ro ­
pa i dipinti di quelle ' ' scuole' ' che non erano p r ese nt i in Fran-

Qui ac c anto :
un disegno dell 'album
di Lenoir
(circa 1 793-1794).

Lenoir ebbe un ruolo


di p rotagonista
nella tutela
del patrimonio
artistico
e nella nascita
del moderno museo
nazionale del Louvre.
Fu un assiduo
frequentatore
del circolo di David.

eia. L' interesse perso n al e di Nap oleo n e garantì al museo una


collezione dei maggiori capolavori dell 'arte di tutte le epoche.
Ma gi à in periodo repubblicano durante il " processo verbale
di u n C om itato di Istruzione Pubblica' ' del 1793 Boissy d 'An­
glas si augurava p er il Louvre quel destino che poi si s arebb e
concretizzato: «Voi avete aperto u n Mu seo, riunitevi accurata­
mente i capolavori che la r e p u bbl ic a ha gi à, tutto ciò che pote­
te togliere alle nazioni vicine e strappare con l 'oro alla loro igno­
ranza o alla loro avarizia>> .
Il museo significò subito la possibilità di conferire all 'arte
quel ruolo p ri m a rio che la Rivol uzione assegnava alle imma­
gini, perché le arti contribuissero, c o m e sosteneva David, a «far
avanzare i l progresso dello spirito umano e a t rasmettere alla
pos t e r i t à gli impressionan t i es e m p i de gl i sforzi di un grande
popolo che, guidato dalla ragione e dalla filosofia stava por­
tando avanti sulla terra il regno della libertà, dell ' uguaglianza
e della l e gge» (1791). Il museo, per garantire quell 'obbiettivo,
doveva, comunque, selezionare le opere esposte perché solo l 'ar­
te «prodotta dal genio» vi avesse diritto di cittadinanza, e non
quella sollecitata per «soddisfare l 'orgoglio e il capriccio di qual­
che sibarita gonfio d'oro» . Fu questa una discriminante per la
q ual e David si mobilitò con determinazione e su cui impostò
tutti gli interventi p u bbl i ci in materia. La sua pittura confer­
mava la sua coerenza .
.34
Davi d :
vita e opere

ACQUE A
Pari gi nel 1 748 , in un · am bie nte colt o e benestante. Il suo inte­
r es se per il d is e gno si manifestò precocemente ed entrò, nel
1 7 6 6 , n ella Ecole Roya le des Élèves Protégés , g razi e all a rac­
comandazione di due pittori molto d ifferen t i tra loro e da quello
che David di ve n te rà: Franç ois B ou ch e r ( p rim o pittore del re
già favo r i to da Madame de Pompadour) e da jean - Marie Vien.
La scuola di Vien, artista im p e g n at o in un recup e ro della tra­
dizi one classicista fr an c es e e in uno studio attento all ' ant i c o,
non fu i m port a n t e per lui tanto in questa pri m a fase piuttosto
q uan d o si trovò ad a ffront ar e in p r i m a persona lo studio del­
l 'arte classica a Ro m a . La pri m a p i t t u ra di D av id mostrò mag­
g i ore interesse p roprio per la struttura compositiva di Bou che r,
anticlassico per vocazi one, s ost e n i t o re dei preziosismi illusio­
n i st ici rococò . Tra queste p ri me opere vanno ricordate Giove e
Antiope del 1 7 6 7 , il Combattimenw di Minerva contro Marte del 1 7 7 1 .
Ottenne il Prix de Rome, u n a sorta di borsa di studio p er gli
a l li e v i miglior i della Ecole, che consentiva una perm a n e nz a a
Roma, press o l 'Accademia di Francia, a quei t e mp i ancora in
Palazzo Mancini in via del Corso. A Roma rimase dal 1 7 7 5
al 1 7 80. Come per la ma ggior parte degli artisti che da tutta
Qui sopra: Europa ve niva no a Roma per studio, anche per David si trattò
Jacq ues-Lo u i s D avid, di un ' e sp e ri en z a fondamentale. Qui si studi ava no e si co p i ava­
Autoritratto (1 794 ) . no le statue antiche, quelle p rese n t i nel Museo C a pitolino, co­
Parigi, Lou vre.
me quelle che ornavan o i più imp o rtan t i palazzi ari s t o c r at ic i
Nella pagina a fianco: e po nt i fi c i . Ma c ' e r a anche l ' i mpatto forti ssimo con l 'o p era di
J acq ues- Louis David, Michelangelo, di R a ffa e l lo, dei bol o gn e si del Seice nt o presenti
Gli amori di Paride
ed Elena ( 1 7 88 ) , a Roma sia in raccolte private, ma anc o r p iù in numerose chiese.
particolare. Guido Ren i , Domenichino, i C arracci c ompa i o n o sp es sis s i m o
Parigi, Louvre. nei suoi taccu i n i di d ise gni di questo p e r i od o . Anche C aravag­
Fu il fratello del re,
gio colpì mol tissimo l ' immaginazione del giovane a r t i st a , co­
il futuro Carlo X, me n ume ro s e opere successive testimoniano. Avviene a Roma
a comm issionare il definitivo r i fi u t o dell 'esperienza ro cocò e del maestro Bou­
il quadro.
cher. Per di più a Roma entrò in c ontatto c o n R aph ael Mengs
che aveva dipinto il soffitto di Villa Albani con l a scena del Par­
naso, c on s i d er at a una sorta di manifesto d i un nuovo mo do di
36
dipingere, coerentemente classico; fu am i co anche dell ' italia­
no Pom p e o B aton i , il p i ù ce l e bre pi tt ore di ritrat ti nella secon­
da metà del secolo, autore di una pittura di straordinaria q u a ­
lità materica, erede consapevole della tradizione classicista sei­
centesca. Ma sicuramente il personaggio d e s t i n at o ad ave re
m agg iore influ sso sul giovane artista fu Quat re m ère de Quin­
cy, archeologo e cri tic o d' arte, che lo accompagnò a Napoli nel
1 7 79 , che più tardi lo stimolò a tornare i n Italia per d i p i n ge r e
il qu adro d el Giurameni.o degli Grazi, che pa r t e c i pò con lui agli
even ti della Rivoluzione, che s o stenne con intelligenza e argo­
mentazioni finissime la nuova cultura fi gurativa che stava ma­
(l) Anloine Chri.sastonu Qpnlmnàe
tu rando p ropr io negli anni della permanenza romana di Da­ tk Quincy {Par gi, i 1775-1849),
vici e ch e oggi , per comodità, de fi n i amo come neoclassica (/) . aTCheologo,, critico d'arte c UJJmD po­
litico. Deputato 11cgli a11ni
David, p arlan do di questo incontro disse che per lui fu· come 1791-1 792, è proscritto duraTik
'
un 'op e razi o n e alle caterat te: i m p a rò a guardare. In Italia eb­ il Terrore � riprellde {'attivzià poli­
tica dopo la Restaumzione, divenen­
be modo di prendere atto direttamente della ' riscoperta' ' del­

do nel l816 sourintentkTik alle bel­
l ' arc hitett u ra dorica nei t e m pli di Paestum, della severità e gran­ le arti � ai '1711Jnumtnti. Le = prin­
cipali npm nel campo della luJria
dezza dell 'architettura e della statuaria romana, più en e rgiche , artistica neoclnmi:a sono: Consi­
forti, es pres sive , d i qu ell e greche. Cominciò qui a el a bor a re le derazioni sull e arti del dise­
gno in Francia (1791), Dizio­
fondamenta concettu al i sulle quali avrebb e lavorato poi fino nario storico d 'arch i t telt ura
alla fine dei suoi giorni con assoluta coerenza.· (1792-1825), Saggio sulla na­
t u ra , i l !inc e i mezzi dell ' i ­
Di ritorno a Pari gi , p o rtò a term i n e due opere che aveva mitazione nelle belle arti
im p o s tat o a Roma: Belisario e il Ritratto del conte Potocki (17 80). (1823).
38
Nella pagina a fianco: Il Belisario venne esposto al Salo n del 1 7 81 e ottenne i m med iati
J acques-Louis Dav i d ,
riconoscimenti. Il richiamo alla " grande " pittura di Poussin
Combattimento
di Minerva corztro era evidente, ma lo era anche la novità della p i t t u ra di David:
Marte ( 1 7 7 1 ). la definizione dello spazio con una griglia ri gorosamente geo­
Pa rigi, Louvre.
metrica (che sarà una costante della pittura neoclassica); il ruolo
Nelle sue �rime d ell 'architettura an t i ca in funzione simbolica; l ' uso di colori
opere Dav1d s i ispirò netti e squillan t i . Quest 'opera attirò immediatamente l ' atten­
alla sontuosa pittura zione di una committenza facoltosa che chiese a David soprat­
rococò di Boucher.
Il quadro gl i valse tu tto ritratti. Il Ritratw diJ F Desmaisons (1 782), il Ritratto di Al­
il secondo pos to phonse Leroy (1783), il Ritratto di Monsieur Pécoul (1784), q u ello d i
al concorso Madame Pécoul, dello stesso anno, fino allo splendido ritratto, di
del Prix de Rome
del 177 1 . qualche anno più tardo, dei Coniugi Lavoisier (1788). I ritratti
di questi anni procedono su una l inea di ricerca un po' diffe­
r e n t e , rispetto a quella della pi t t u ra di storia. Il grande model-

Qui sopra: A pagina 40: lo rappresentato dai ritratti di Van Dyck si intravede in filigra­
Jacques- Louis Dav i d , Jacques-Louis David,
Fregio antico ( 1 780). Ritratto dei coniugi
na, così come la tradizione francese settecentesca, soprattutto
Grenoble, Lavoisier (1 788). quella che faceva capo al realismo e alla indagine psicologica
Musée de Pe i n ture New York, di Houdon . Nei Coniugi Lavaisi"er appaiono nuovi segnali: le d i ­
et Sculpture. The M e t ropol itan
mensioni del ritratto (cm . 2 86 x 224 ) eccezional i per il genere
,
Museum of Art.
Qui sotto: e che conferiscono al dipinto una grandiosità da quadro di sto­
Jacques- Louis David, Il monumentale ria; i colori, che sono quelli che David andava sempre più uti­
Studio di base antica ritratto del celebre
(circa 1 7 8 0 ) . chimico
lizzando nei di pinti a tema storico, c on l a prevalenza di bian­
Cam bridge e d i sua moglie chi, rossi e neri, la presenza di oggetti legati alla ricerca scien­
(Massach usetts ) , diviene una sorta tifica che i due protagonisti del quadro andavano conducendo
Fogg Art Mus em. di elogio dell 'amore e che, se non sono elementi inconsueti nella ritrattistica ingle­
con iugale,
tema caro se contemporanea (s i pensi ai ritrat t i di industriali e scienziati
ali ' impegno morale di Joseph Wri ght of De rby) lo sono certo in quella francese.
e sociale del p i ttore. Ma alle spalle di questo grande ritratto ci sono alcuni qua­
dri fondamentali nella carriera di David come il Dolore di An­
A pagina 41 :
Jacques-Louis D avid, dromaca (1783), in cui gioca un ruolo molto importante lo stu­
Ritratto del amte dio dell 'espressione come parte fondamentale del racconto e,
Stanislao Potocki soprattutto, il Giuramento degli Orazi, esposto al Salon del 1 7 8 5 ,
(1781) .
Va rsavia, dopo un secondo soggiorno a Roma esplicitamente impiegato
M u zeum Narodowe. p e r poter pensare, pro gett are e dipingere l 'opera. Il Giuramento
rappresenta un punto fermo cronologico nella definizione del
Il quadro assicurò
il successo a David nuovo gusto neoclassico e del nuovo impegno della pittura s u l
al Salon del 1 78 1 . piano morale.
39
40
41
J acq ues- Lou i s D av id , Nel 1 7 89 di p i ns e d u e i m p o rtant i opere " storiche", con
Le Sabi111! (1 799).
Parigi, Louvre. un' impostazione m et odol o gi ca analoga, ma con u n at t eggi a ­

mento molto differente; l a p ri m a , Paride ed Elena c on t i e n e uno


L'opera, densa sfoggio elegan temente dispiegato di c u ltur a archeol o gic a : l 'am­
di riferimenti bi e n t e è ri co st r u i t o con una meticolosità da erudito; le due fi­
a Raffaello, Reni
e Poussin, gure, al centro, hanno pose e sembianze chiaramente tratte dalla
segna il ritorno statuaria antica, ogni particolare dell 'abbigliamento è ade gu at o
di David
ai grandi soggetti
alla ricerca fìlologica, ma nessun i m p e gn o didascalico è conte­
storico-mitologici, nuto n el l ' o pe ra , semmai un'atmosfe ra languida e sospesa che
dopo gli anni non ha più alcun segno dell 'erotismo esp l i cit o di Boucher ma
dedicati a celebrare
la Rivoluzione.
ri p o rt a semmai alle poes i e d'amore del greco Anacreonte.
L'altro dipi n t o invece, i Littori restituiscorw a Bruto i corpi dei
figli, ha una componente i d e olo gi ca quale nessun 'opera prece­
de nt e aveva espresso. La Rivoluzione non era ancora iniziata,
ma il radicalismo del quadro di David gli assicurò le creden­
ziali di p it t ore della Rivoluzione dal momento che scoppiaro­
no i p ri m i moti. Il t ema stesso è un'esaltazione dei valori supe­
riori del bene pubblico risp et to a gl i affett i p e rs o n al i ; è u n a esal­
t a z i on e delle v i rtù che caratterizzavano la Roma re p ub b l ic a ­
na; è una e s alt a zio n e della forza morale maschile contro la fra­
gilità emotiva e p artic ol ari st i ca femminile. La comp os i z i o ne poi
con i u ga defi nitivamente la pi ttura al l 'e s p er i e n za teatrale. Fa
deli ' a mb ie nte u n a vera e propria scena teatrale, con i perso­
n aggi di s p o st i frontalmente nei confronti dello spettatore, con
una sep a raz i one netta dei protagonisti perché il racconto si evi­
denzi già n e ll a dislocazione gerarchica dei protagonisti. E pro-
42
prio questa scelta è resa esp li c i ta dalla collocazione del Bruto Jacques - Louis David,
in primissimo p i a no, separato da una p e nomb ra che all u d e al Ritratto di Madame
Récamier
dramma morale che coinvolge la sua mente; dei corp i dei fi gli, (circa 1800).
al contrario, si i n travvede solo l 'estremità degli arti inferi o ri; Parigi, Louvre.
l e donne sono colpite d al l a l u c e , che evidenzia l a loro fragilità
Il quadro, rimasto
e il loro isolame n to d ai g randi fatti della s t ori a . incompiuto,
Negli anni della Rivoluzione David s i impe gnò in ogni sor­ rappresenta
ta di attività: dall 'allestimento della ma ggior parte delle feste uno dei massimi esiti
della ritrattistica
celebrative (spesso insieme al s u o amico Quatremère ) , alle lot­ neoclassica.
te in prima persona per trasformare l ' insegnamento artistico,
per salvare le opere d 'arte dalla furia iconoclasta, per c rear e
u n grande museo francese come strumento fondamentale per
l ' edu ca zione dei cittadini e degli artisti, fino a dip i nge r e alcu­
ne opere fo ndamentali come il Giuramento della Pallacorda (1 791),
la Morte di Marat ( 1 793), il]oseph Barra (1793), la Morte di L e Pellet­
tier de Saint-Fargeau , di cui si conservano solo copie . Tutte queste
opere fu rono esposte al pubb l ico, icone del nuovo corso stori­
co, nell 'Aul a della Convenzione.
In seguito alla reazi o n e termidoriana, David venn e im­
prigionato per b reve tempo e in p r igio ne dipinse alcuni ritratti
che per il tono raffmato, per la sottigliezza dell ' analisi psicolo­
gica, per la elaboraz ione nuova del colore, ricco di gradazion i
e toni inte r me d i , segnano l ' inizio di un nuovo periodo.
Uscito di prigione si rimi se al lavoro nel suo atelier al Lou ­
vre. La prima opera s to ri ca di questo pe riodo fu Il ratto delle Sa­
bine (1 799), una grande tela, molto movimentata, molto pous-
43
In � uesta pagina,
dali alto:
Jacques- Louis David,
Arn'vo di Napoleone
all'Hotel de Ville
(1805).

La distribuzWr!e
delle aquile (1808).
Parigi, Louvre.

Dopo la caduta
di Robespierre,
Davi d
fu incarcerato.
In seguito, entrato
al servizio
di Napoleone,
divenne
il p ittore ufficiale
dell'epoca
bonapartista.

Nella pagina a fianco: sinista ma ancor p i ù "greca" ; all 'ammirazione per l 'energia
Jacques-Louis David, della statuaria romana subentrò, in que s ti anni, un nuovo in­
Bonaparte teresse per l 'eleganza arcaicizzante della cultura greca, comu­
al Gran San Bernardo
(1801 )
.
ne a numerosi artisti contemporanei e che era resa di gran de
Malmaison, attualità dalla presenza a Louvre di nuove statue ' 'conquista­
Musée National te' ' da Napoleone.
du Chateau .
Le Sabine fu ro n o interpretate come una proposta di conci­
È un'immagine liazione dopo la estenuante lotta civ il e Il successo del d ip i n to
.

che ebbe notevole fu enorme, soprattutto tra i nuovi d i rigent i politici. David, che
successo e fu p iù volte
replicata. una certa storiografia schematica tende a definire come un op­
portunista, fu i n realtà una specie di cartina di tornasol� dei
mutamenti ideologici della Francia a cavallo del secolo. E ve­
ramente difficile non cogl iere l ' assol uta adesione a q u ei mes­
saggi id eo lo gi c i sempre sottintesi nei suoi quadri di storia. È
che il corso de gl i eventi segnavano la storia di Francia e la sua
storia personale con una s i n c ro n i a perfetta. Una sincronia che
si interruppe solo qu ando tutti i sogni e le trasformazioni por­
tate · dalla Rivoluzione vennero cancellati con un colpo di spu­
gna dopo la sconfitta napol eon ica di Wa terl oo Solo con il 1815
.

David entrò in di s so n a nz a col suo p aese e preferi l ' esilio a vita


in Belgio.
Dopo le Sabine iniziarono i quadri per Napoleone: i l perso­
naggio che incarnava, non solo per David, la materializzazio-

44
ne dei sogni di risc atto di una intera generazione di giovani
pien i di progetti ma i cui natali non aristocratici costrin gevano
negl i a nn i prima del 1789 alla ra sse g n azio n e . Il gr an de dipin­
to dedicato a BoMparte a l GrOJl San Bernardo (1800), è una sorta
di inno al giovane eroe c ors o, denso di un entusiasmo e impe­
gno che rico rd a no il Marat. Rispetto alla tradizione del ri t ratto
equestre l 'opera rappresenta una innovazione ardita: niente più
frontalit à, niente stat icità. n p r ot a gon i s t a ha una intensità
espressiva da eroe " romantico", è teso e fremente come il suo
cavallo, è impaziente di a gire. Non po teva non colpire il futu­
ro imperatore. Da quel momento il destino di David fu legato
a quel l o del suo idolo. L'occasione dell ' incoronazione di Na­
poleone fu una nuova grand e prova, molt o vicina a quella af­
frontata per controllare lo spazio del G:uramento della Pallacorda.
Quell ' esperienza certo se rvì al pi t t o r e per procedere con gran­
de sicu rezza. Il metodo fu lo stes s o : numerosi e meticolosi stu­
di dal vero, una ricerca ferrea di controllo compositivo. Il colo-

Qui accanto:
Jacques-Louis David,
Leonida alle Temwpili
(1814).
Parigi , Louvre.
Nella pagina a fianco:
Jacques-Louis David,
Marte disarmato
da �nere e le Grazie
(1824).
Bruxelles,
Musée Royaux
des Beaux-Arts.

Colori intensi
e chiari sono
caratteristici
della tarda attività
di David, esule
a Bruxelles
dopo
la Restaurazione.

re stava m utando. Sempre meno freddi gli accostamenti, sem­


pre più ricca la tavol ozza. Per tutto il periodo dell ' Impero egli
fu il pittore ufficiale di Napoleone e il più richiesto da lla corte.
N umeros is sim i sono i ritratti di questi anni, ma anche opere
st oric h e come il Leonida alle Temwpili (1814), in cui riproponeva
le stesse scelt e iconog r afiche e m at eriche già definite durante
gli anni della giovinezza. I segu aci e gli allievi erano numero­
sissimi e non solo in Francia. Segnò p rofo ndame n t e la produ­
zione p ittori ca a lui contemporanea, e per quanto concerne i
modelli acc ade m i ci, segnò anche q ue lla dei decenni su ccessi­
vi. Il suo soggiorno in volontario esilio a Bru xe lle s fu assai pro­
duttivo; ancora mo l t i ritratti , un po' m e no dipinti di s t o ri a ; al­
la storia e ai te m i esemplari , che n on avevano più un uditorio
attendibile, preferì il mito, l ' allu sione erotica, l a ri v i si taz ione
nos t alg ic a al l e suggesti oni di una antichità cui n on si poteva
-
più attingere nulla di utile ma solo ru b a re l ' ins e gnamento del
' ' bello' '. I t em p i degli entu siasmi erano finiti nelle gore im­
mobili della Restaurazione, a David rimase solo la poss ib i lità
di testimoniare il suo d i sse n so per s o n al e con il nuovo regi me
confermando la scelta dell 'esilio fino alla fme dei suoi giorni.
46
QUADRO CRONOLOGICO

AVVENIM ENTI STORICI VITA DI AWEN I M ENTI STORICI VITA DI


E ARTISTICI JACQUES-LO U I S DAVID E ARTISTICI JACQ UES-LO U I S DAVID

Pace d i Aquisgrana: M aria Teresa 1 748 David nasce a Parigi da una fa- Muore Boucher a Parigi . Muore 1 7 70 Concorre al "Prix de Rome " , ma
d 'Austri a è riconosciuta i m p e - miglia agiata di commercianti. a Madrid Giambattista Tiepolo. non è amm esso alla prova finale.
rat ri cc . Nasce Hegel a Stoccarda.
Montesquieu scrive Lo spirito delle Nasce a Bonn Beethove n .
leggi. Prima edizione delle Carceri
di Pi ranesi .
A Roma Mengs è nominato diret- 1771 Ottiene i l secondo premio del
tore dell'Accademia di San Luca. "Prix de Rome" .
Nasce Alfieri ad Asti. 1 749 Nasce Scott a Edimburgo.
Goethe nasce a Francoforte .
A Parigi Fragonard termina i 1 772
Vanvitelli inizia la progettazione 1 75 0 quattro dipinti del Cammirw dell'A- .
della Reggia di Caserta. more per u n padiglione del castel-
Muore .Bach a Lipsia. Nasce a Le- lo di Louvenciennes, edificato da
gnago Antonio Salicri . Ledoux nel l 7 7 0 .
Prima spartizione della Polonia tra -
P r i m o volume dell' Enciclopédie di 1 75 1
Russia, Prussia e Austria.
Didero! e D ' Alembert.
C onflitto tra inglesi c americani 1 773 Il " P rix de Rome" è vinto da
Hogarth pubbli<;a L 'analisi della 1753 per i l commercio del tè a Bosto n . Peyron che sarà per lungo tempo
bellezza . Clemente XIV abolisce la Com- rivale di David.
Tiepolo termina gli affreschi d i pag n i a di Gesù .
Wiirzburg.
Luigi XVI sale sul trono di Fran- 1 7 74 Vince i l " Prix de Rome" con il
M u ore Piazzetta a Venez ia. 1 754 la causa del-
eia. Goethe pubblica I dolori delgio- . dipinto Erasistralo scopre
Winckelmann scrive I pmsieri sul· 1 755 vane Werther. la malattia di A ntioco.
!t imitazioni delle opere dei Greci nella 1 7 75 David parte per Roma: qui ha
pittura e nella scultura. rapporti con Pannini e, soprattut-
Muore M o n tesquicu a Pa ri gi . ro con Piranesi.
G uerra dci Sette anni. 1756
Dichiarazione d ' indipendenza de- 1 776
A Sali�bu rgo nasce Mozan . gli S t a t i U n i t i d ' A m e rica .
Nasce Canova a Possagno. 1757 �aurice David, padre d e l pi t t o - Alfieri scrive l' A nt\gone.
M u o r e R o s al b a C a r r i e ra a re, muore in un duello. Jacques-
1777 Mengs giunge a Roma e conosce
Venezia. Louis sarà allevato grazie all' aiu-
David.
A Lo n d ra nasce Blakc. to della famiglia della madre .
Nasce Foscolo a Zante. 1778
Espulsione dei gesuiti �al Por· 17.59
Muore a Ermen o nv i lle Rousseau .
togallo.
A Parigi lo scul tore H ou don ter-
Gli I n gle s i tolgono il po s sesso di mina la serie di 40 b ust i aperta dal
Qu ebec (Canada) ai Francesi.
busto di Diderot.
Gli lr:tglesi co nquista n o Montreal 1760
Muore Mengs a Roma. 1 779 Soffre di u n malessere psicologico.
e si i m padroniscono del Canada.
Trascorre un b reve periodo di ri-
Sconfitte francesi in India a ope- 1761 poso a Napo l i .
ra degli Inglesi . Parigi.
Muore Canaletto a Venezia. 1 780 Torna a
Nasce a Roma Valadier. 1762 Muore Lessing a Braunschweig. 1781 Espone al Salon San Rocco interct·
Rousseau pubblica Il contratto so' de presso la Vergi111! per la guar\gione
àale e Emilio o Del/ 'eductU.ione. degli appestali.
Mengs pubbl ica l pensieri sulla
bellezza . Riforma di Gi usepp e II d ' Austria 1 782 Sposa la figlia dell ' imprenditore
nel campo ecclesiastico . Pécoul.
Pace di Parigi: termina la guerra 1 763
dei Sette anni çhe segna l a fine del Pace di Versailles: l 'lnghilterra ri- 1783 Dipinge Il dolore dj Andromaca. Da-
primo impero coloniale francese . conosce l ' indipendenza a me - vid inizia a non condividere più
Voltaire pu bbl ic a /1 tral.l.aio sulla to/- rican a . i principi dell 'Accademia.
leranza.
A Pari gi Boullée progetta il ceno- 1784 Parte per Roma dove dipingerà Il
1 764 Cylus fo nda un premio di osteo- tafio di Newton . giuramento degli Omzi su commissio-
logia. David e i suoi compagni se- ne del re Luigi XVI.
guono le lezioni di J ean Sçe all ' o- Nasce Manzoni a Milan o . 1 785 Torna a Parigi. 11 giuramento degli
. sped al e della Carità. Orazi trionfa al Salo n .
A Parigi nasce Madarne de Stael . 1 76 6 Viene presentato a Boucher c h e ri- Promulgazione della Costituzione 1 78 7 Il confronto fra La morte di Socrate
tenendosi troppo vecchio per in- degli Stati Uniti d ' America. d i David e quella di Pcyron pone
segnare lo consiglia di rivolgersi a Prima rappresentazione del Don fine alla rivalità tra i due pi ttori ,
Vien . Su consiglio di Vien si iscri- Giouanni di Mozart. decretando l a s u p e r i o r i t à d i
ve all'Accademia. Dav id.

Espulsione dei gesuiti dalla Spa· 1767 Gli Stati generali i n Francia. 1 788 Dipinge Paride fd Elena.
gna e dalla Francia. Assemblea degli Stati generali in 1 78 9 l litton· portano a BrotfJ i corpi dei suoi
:M uore Winckelmann a Trieste. 1 76 8 Francia. Presa della Bastiglia ( 1 4 figli d i p i n t o per il re, è completa-
luglio). Abolizione dei diritti feu- to al momento della presa della
M uore C analetto a Venezia.
d al i , " D ichiarazione dei diritti Ba stigl ia . li quadro, per il s uo con-
Nasce ad Aiaccio N ap oleo ne Bo· 1 76 9 In questo perio do realizza nume- dell ' uomo" ed espropriazione dei tenuto repubblicano, as sumerà un
n a parte . rosi ritratt i . b e n i d e l clero in Franci a . fo rte s i gni fi cat o poli ti co .
AVVENI M ENTI STORICI VITA DI AVVENIMENTI STORICI VITA DI
E ARTISTICI JACQUES-LO U I S DAVID E ARTISTICI JACQU ES-LO U I S DAVID

In Francia viene approvata l a co- 1 790 Si allontana definitivamente dal - Napoleone re d'Italia. Battaglie di 1 805 Lavora alla grande tela dcii' !neo-
st ituzione civile del clero. l 'Accademia. In settembre viene Trafalgar e di Austerlitz. ronazione di Napoleone (che termina
M uore Frankl i n a Filadel fia. fondata la "Comune delle arti che Canova termina il monu m en to a nel 1 80 7 ) .
hanno come b as e il d isegno " . Maria C ri stina d ' Austria.

Muo re Mo za rt à Vicnna. 1 79 1 D i segni preparatori per il Giura- Formazione dell a Confederazione 1806
Nasce Géricault a Rouen. mento della Pallacorda . del Reno. Vittorie napoleoniche a
ln Francia v ie ne p ro cl am at a la Jena e Auerstedt. Napoleone pro -
Costituzione . Fuga di L uigi XVI dama il blocco continentale con-
da Parigi. tro l ' Inghilterra.

La F.rancia dichiara guerra ali 'Au- 1792 È e l et to d e. put at o alla Con- Occ u paz i one francese del Porto- 1 80 7
stria e alla Pru ssi a . - vcn z ion e . gallo. Fichte pubblica Discorsi alla
La Convenzione proclama la Re- Partecipa all'ideazione degli appa- nazione tuksca . Fosc olo pubblica Dei
pubblica. - rati scen ici delle feste della R i vo- Sepolcri. Hegei pubblica Fenomeno-
Nasce Ro ssin i a P es aro . luzione, un 'attività che du rerà fi- logia de/IJJ spiril.o .
Muore Reynolds a Londra. no al 1 7 94.
Abdicazione di Carlo IV di Spa- 1808
Esecuzione di Luigi X V I . 1 793 Maral assassinatJJ . gna da p arte de l le truppe fr ancesi
Insurrezione della Vandea. L ' Accademia è soppressa. e attribuzione d el la corona a Giu-
Creazione in Francia del Comita· seppe Bonaparte .
t o di salute pubblica con a capo Beethoven c om ple t a l a Qui n t a
Robespierre. s i n fonia.
A .Par i g i è ass ass in ato Marat.
Muore Guardi a Venezia.
B a tta gl i a d i Wagram . 1809 David torna all 'antichità con Stif-
Muore Goldoni a Parigi .
Nasce a Besançon Proudhon. jo e l 'Amore.

Colpo di stato del termidoro: la 1 794 Con i suoi dipinti celebra i marti-
Madame de Stacl p u bbl ica La 1810 Lo. distn"buzione tklle aquile.
ri della R i vol uzion e . Germania.
Convenzione fa arrestare i capi
giacobini. Robesp i erre , S aint:J us t 2 agosto: David è arrest ato. Canova: Statua d i Napoleone . 1811 Ritratto del conte François de Nantes .
e altri vengono ghiglio t ti nat i .
I Fran cesi occupano l ' Olanda. Napoleone i n izia la campagna· di 1812 RitraJio di Napoltmzt, commissiona-
Russia. TI duca di Wellington en- to da Alexander Douglas .
Trattati di pace della Francia con 1795 26 ottobre: viene definitivamente tra vittoriosamente a Madrid, cac-
la P ru s s i a , l ' Olanda e la Spagna. liberato, rinnega il suo passa to d i ci ancio i Francesi dalla città.
Sci ogl i m ento della C on venz ione e rivoluzionari o .
inizio d e l Direttorio. Batt agli a di Li p s i a . R i t o rno d i 1813
Ferdi nando V T I sul t ro n o di S pa-
Campagna d ' Italia d i Napoleone. 1 79 6 Disegni pre pa ratori per le Sabine.
gn a .
" C o n gi u ra deg li Egu al i " e arre- ·
sto del suo capo BabeuJ. Goya dipinge 2 maggio e 3 maggio 1814 Leonida allt 1mnopili.
1808.
Successo elettorale dei realisti in 1 79 7 Primo abbozzo per i l ri tr atto di
R i torno dei Borboni sul trono di
Francia. Pace di Campoformio tra Napoleone.
Francia con L u i g i XVI r i .
F rancia c Austria.
C o n gress o di Vienna.
Successo elettorale dei giac obi ni in 1 798
Ritorno di N apo leo ne in Francia: 1815 Napoleone visita l ' atel ier di Da-
Francia. Spedizione i n Egitto di
i cento gi o rn i . Atto finale d el con- vid per vedere il Leo nida alle Ttr-
N a po l eo ne .
gresso d i Vicnna . Battaglia di Wa- mopili. 26 gi u gno : David doman·
A Roma C amuc c in i d i p i nge La
terloo. Napoleone è esiliato a San- da i p ass a po rt i per l ' I n ghi l te r ra c .
morte di Giulio Cesare.
Nasce Delacroix. t ' Elena. l a Svizzera.
N asc e Leopardi a Recanati. 1816 Risiede a Bruxelles.
C ol po di stat o del 18 brumaio: isti- 1799 Dipinge Il !f-IlO delle Sabine.
tuzione del Consolato in Francia
Muore a Parigi Madame de Stael. 181 7 Amore t Psicht.

con Napoleone primo con sole .


Sono pubbl i c ate le Consiturazioni 1818
Vittoria di Napoleone sugli Au- 1 800 sui principali avvenimenti della Rivo-
striaci a Ma rengo . luziont.francm di Madame de Stael.
Nasce a Treviri ·Marx.
1801 Bonaparte valica il Gra nd San Bernar-
do, comJilÌ s sionato da Carlo IV re G éri c a u h c omp le ta La zal/<ra della 1819 Lo. collera d i Achille a i S(W"ificio di
d i Sp ag na. Medusa . Ifigen ia .

N ap ole one pre si d e nt e della Re- 1 802 Scott pu�blica lvanhoe. 1 820 Frequent a le figlie di G i u seppe
pubblica Cisalpina. Alla "Quinta del Sordo" G oya di- Bonaparte.
Foscolo pubblica Le ultime ltllere di
pi nge le r ragiche pitture n e re .
Jacopo Ortis.
M uore a San t ' Elena Napoleone. 1821
Muore Alfieri a Firenze 1803 È n omina to cavaliere della Legion
Manzoni compone Marzo 1821 c
d 'onore.
Il cinque maggio.
In Francia viene p rom ul gato il co- 1804 E nomin ato Primo Pitiore dell ' im-
dice civile. Incoronazione di N a- peratore. Presa di Madrid e del Trocadero 1823
poleonc I im peratore dei francesi . da parte dei Francesi.
Ledoux pubblica il primo volume
Morte di Luigi XVIII ; Carlo X 182 4 Marte disarma to da Vtntrt e dalle
del trattato L 'arclu"tettura considera-
sul tro n o di Francia. Grazie.
la in rapporto ali 'arte, ai costumi e al-
lo. legislazione. Nasce Fattori a Livorno. 1 825 Muore a Bruxelles il 29 dicembre.
BI BLIOGRAFIA S u l l 'arte della Rivoluzione francese: lconogra}ra e stile tra Neoclassicimw e Ro­
sformo.zume nell'arte.
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Jacques-Louis David,
Consacrazione
de/l 'imperatore
Napoleone I
(1805-1807),
particolare.
Parigi, Louvre.

REFERENZE Co p ertina: D . R. Art e Dossier Pubblicazione modificazioni.


T u n e le foto pubb l i cat e I n serto redazionale periodica © Giu n t i Barbèra
FOTOGRAFICHE sono D . R . allegato al n. 3 7 , Reg. C ancel l . Spa · Firenze .
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