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MODULO 2.

LA COSTITUZIONE : I DIRITTI E LE LIBERTA’

 I MODELLI COSTITUZIONALI

La Costituzione è la legge fondamentale di uno Stato e la quasi totalità degli Stati ne possiede una.
Le Costituzioni possono essere classificate in base a diversi criteri.

→ In base alla loro forma distinguiamo le Costituzioni scritte, presenti nella maggior parte degli Stati, e le
Costituzioni non scritte.

→ In relazione alle modalità con le quali sono state approvate, le Costituzioni si distinguono in concesse o
votate.
 Una Costituzione è concessa quando viene emanata dal sovrano come una sorta di privilegio
attribuito ai propri sudditi. E’ una modalità utilizzata per l’emanazione delle prime Costituzioni
liberali del XIX secolo.
 E’ invece votata la Costituzione adottata da un organismo eletto dai cittadini di uno Stato, così
com’è avvenuto per la Costituzione italiana.

→ In base al loro contenuto, le Costituzioni posso essere brevi o lunghe.


 Sono brevi quelle dove sono presenti in forma generica i diritti fondamentali dei cittadini.
 Sono lunghe quelle che definiscono l’ordinamento di uno Stato e disciplinano dettagliatamente
diritti e doveri dei cittadini.

→ In merito al procedimento necessario per modificarle, le Costituzioni possono essere flessibili o rigide.
 Sono flessibili le Costituzioni modificabili con una semplice legge ordinaria.
 Sono rigide quelle che per una loro modifica necessitano dell’adozione di un complesso
procedimento di revisione costituzionale.

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 DALLO STATUTO ALBERTINO AL REGIME FASCISTA

Lo Statuto Albertino, emanato nel 1848 dal re di Sardegna Carlo Alberto, diventerà nel 1861 la prima
Costituzione italiana.

Esso prevede:
1) il principio della separazione dei poteri, sebbene tutti ancora influenzati dall’autorità reale;
2) riconosce l’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge ed i principali diritti di libertà individuale.

Si tratta di una Costituzione :


-- concessa dal sovrano ai suoi sudditi;
-- breve perché si limita ad enunciare in forma generica le libertà fondamentali dei cittadini;
-- flessibile perché modificabile con una semplice legge ordinaria.
Quest’ultima caratteristica consentirà a Benito Mussolini, leader e fondatore del fascismo italiano, di creare
un regime totalitario senza formalmente abolire lo Statuto.

Mussolini si impadronisce del potere nel 1922, dopo la cosiddetta “marcia su Roma”, e vince le elezioni del
1924, anche grazie all’uso sistematico di brogli ed intimidazioni.
Nel corso degli anni sono state emanate numerose leggi per smantellare il modello costituzionale dello Stato
e favorire l’instaurazione di un regime caratterizzato dall’eliminazione di ogni forma di libertà civile e
politica.
Sono in particolare aboliti sindacati e partiti politici diversi da quello fascista ed i militanti fascisti subiscono
pesanti condanne da parte di un organo della Magistratura direttamente dipendente dal Governo, il
Tribunale speciale per la sicurezza dello Stato.

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 LA NASCITA DELL’ITALIA DEMOCRATICA

La rinascita in senso democratico del nostro Paese coincide con il crollo del regime fascista.
Nel 1943, dopo le disastrose campagne militari italiane a fianco dell’esercito nazista, il re Vittorio Emanuele
III fa arrestare Mussolini e firma l’armistizio con le armate angloamericane.
L’Italia viene in buona parte occupata dalle truppe naziste, che liberano Mussolini e lo collocano a capo della
Repubblica di Salò.
Contro i nazifascisti si sviluppa la Resistenza armata dei partigiani.
La guerra di liberazione al nazifascismo si conclude il 25 aprile 1945.
Il 2 giugno 1946 viene indetto un referendum per scegliere la forma istituzionale dello Stato, ossia la
monarchia o la repubblica.
Per la prima volta i cittadini italiani votano con il suffragio universale, perché il voto può essere espresso sia
dagli uomini che dalle donne.
La maggioranza si esprimerà a favore della forma repubblicana.
Nella stessa data i cittadini votano anche per eleggere i membri dell’Assemblea costituente, che ha il
compito di redigere la nuova Costituzione italiana.
La Costituzione repubblicana è approvata dall’Assemblea costituente nel dicembre 1947 ed entra in vigore il
1 gennaio 1948.

E’ una Costituzione
1) votata, lunga, rigida e democratica.
E’ articolata:
1) nei Principi fondamentali;
2) nella Parte prima dedicata ai diritti e doveri e ai doveri dei cittadini;
3) nella Parte seconda relativa all’ordinamento dello Stato;
4) nelle Disposizioni transitorie e finali.

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 I PRINCIPI DEMOCRATICO E LAVORISTA

I primi dodici articoli della Costituzione illustrano i Principi fondamentali, dove sono fissati i valori
irrinunciabili del nostro ordinamento giuridico e si indica il modello di società e di Stato al quale il
legislatore deve sempre ispirarsi.

L’articolo 1 enuncia il principio democratico, che è fondato sulla sovranità popolare.


L’unico soggetto in grado di legittimare il potere dello Stato nel nostro Pese è il popolo, in
particolare attraverso lo strumento delle libere elezioni.

Il principio lavorista è presente negli articoli 1 e 4 della Costituzione.


o Nell’articolo 1 laddove si stabilisce che la nostra Repubblica è fondata sul lavoro,
considerato come valore primario.

o Nell’articolo 4 quando si enuncia espressamente il diritto – dovere al lavoro.

Secondo i nostri costituenti il lavoro è innanzitutto un diritto, perché grazie ad esso è possibile garantire a
tutti i cittadini una vita dignitosa e la possibilità di affermare la propria personalità.
E’ peraltro anche un dovere perché, grazie al lavoro, si creano le premesse per consentire lo sviluppo
economico e civile del nostro Paese.

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 PLURALISMO, SOLIDARIETA’ ED UGUAGLIANZA

Gli articoli 2 e 3 sono tra i più importanti della nostra carta costituzionale.

 L’articolo 2 enuncia innanzitutto il principio pluralista : si riconoscono cioè le libertà ed i diritti


inviolabili di ogni essere umano sia come singolo (libertà individuali), sia in quanto appartenente
alle diverse formazioni sociali in cui può esprimere la sua personalità (libertà collettive).
Lo stesso articolo definisce poi il principio di solidarietà, specificando che la Repubblica richiede
l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà – politica, economica e sociale.
Si tratta di un principio molto importante, perché chiarisce come il concetto di libertà non possa essere inteso
solo a garanzia degli interessi individuali, bensì vada anche indirizzato a tutela del benessere collettivo.

 L’articolo 3 afferma solennemente il principio di uguaglianza, inteso innanzitutto come


uguaglianza di fronte alla legge, o uguaglianza formale in base al quale non si possono operare
discriminazioni tra i cittadini fondate su distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di
opinioni politiche o di condizioni sociali o personali.
Allo scopo di garantire l’applicazione effettiva dei principi di libertà ed uguaglianza, il secondo comma
dell’articolo 3 aggiunge al principio dell’uguaglianza formale quello dell’uguaglianza sostanziale

che si manifesta nell’impegno a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che impediscono di
fatto lo sviluppo della personalità, garantendo pari opportunità, ossia eguali condizioni di partenza, a tutti i
cittadini.

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 IL PRINCIPIO INTERNAZIONALISTA

L’insieme delle regole che disciplinano i rapporti tra i diversi Stati costituisce il diritto internazionale.
A questo tema la nostra Costituzione dedica, in particolare, gli articoli 10 ed 11, dove si enuncia il principio
internazionalista.

 L’articolo 10 impegna il nostro Paese ad adeguare il proprio ordinamento giuridico ai principi del
diritto internazionale.
Nel medesimo articolo si sancisce il diritto di chi, nel proprio Paese, è perseguitato per ragioni
politiche di chiedere asilo alle autorità italiane. Questo diritto si applica anche per quelle persone
che, in caso di rimpatrio, rischierebbero di essere sottoposti a tortura, alla pena di morte o,
comunque, ad una grave minaccia alla loro vita a causa di una situazione di violenza generalizzata
dovuta ad un conflitto armato interno o internazionale. Infine si prevede l’estradizione processuale o
esecutiva rispettivamente per chi ha commesso un reato o è stato condannato nel suo Paese e si sia
rifugiato sul nostro territorio. Tale regola non si applica mai per i reati politici.

 L’articolo 11 aggiunge che lo Stato italiano può limitare la propria sovranità, anche attraverso
l’adesione ad organizzazioni internazionali, quando esse siano create allo scopo di risolvere
pacificamente le controversie tra Paesi, o comunque se si pongono l’obiettivo di garantire la pace e
la sicurezza tra le Nazioni.
L’art. 11 sancisce poi il ripudio della guerra come strumento per risolvere le controversie con gli
altri Paesi e come strumento di offesa alla libertà di altri popoli.

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 GLI ALTRI PRINCIPI FONDAMENTALI

 L’articolo 5 introduce nel nostro ordinamento i principi dell’autonomia e del decentramento.


Grazie al principio dell’autonomia si riconoscono forme di autogoverno da parte delle istituzioni
locali, come lo Regioni ed i Comuni; il principio del decentramento permette di affidare ad organi
distribuiti sul territorio la cura degli interessi locali.

 L’articolo 6 stabilisce particolari forme di tutela per le minoranze linguistiche, laddove presenti.

 Negli articoli 7 ed 8 della Costituzione si definiscono i rapporti tra lo Stato e la Chiesa cattolica,
considerati indipendenti e sovrani.
Tutte le confessioni religiose, poi, sono definite egualmente libere davanti alla legge : si introduce
così il principio di laicità dello Stato.
L’art. 7 richiama i Patti Lateranensi, dei quali fa parte il Concordato, un accordo, la cui prima
stesura risale al 1929, che ha sancito una posizione di particolare favore alla Chiesa cattolica rispetto
alle altre confessioni religiose.
Al tema della libertà religiosa sono dedicati anche gli articoli 19 e 20, dove si stabilisce il diritto di
ogni persona di manifestare liberamente il proprio credo religioso nonché il diritto delle
associazioni e istituzioni a non subire discriminazioni per motivi religiosi.

 L’articolo 9 enuncia il principio della tutela ambientale. In base ad esso, la Repubblica si impegna
a promuovere lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica, per garantire il progresso civile,
sociale ed economico del nostro Paese, nonché a tutelare il patrimonio storico, artistico e del
paesaggio.

 L’ articolo 12 individua il tricolore come simbolo ideale dell’identità nazionale.

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 LA CAPACITA’ GIURIDICA E DI AGIRE

Il nostro ordinamento giuridico riconosce ad ogni persona fisica la qualifica di soggetto di diritto, cioè
garantisce a ciascun individuo la titolarità di diritti e doveri.
In particolare, l’articolo 1 del Codice civile stabilisce che ogni persona fisica, quindi ogni essere umano,
acquista al momento della nascita la capacità giuridica, ossia l’idoneità ad essere titolare di diritti e doveri;
tale capacità si perde con la morte.

La concreta possibilità di esercitare i propri diritti e di assumere obblighi di natura giuridica si acquista
invece grazie al possesso della capacità di agire, che si ottiene con il compimento della maggiore età.
Per poter svolgere autonomamente atti giuridici, infatti, occorre che un soggetto abbia raggiunto un livello di
consapevolezza adeguato per curare i propri interessi e sia in grado di valutare l’opportunità delle scelte da
operare.
Per questa ragione, minori di età, che possiedono la capacità giuridica ma non hanno la capacità di agire,
sono giuridicamente considerati incapaci di agire.

I diversi atti giuridici, ossia gli atti determinati dalla volontà dell’uomo che sono in grado di produrre effetti
giuridici, si dividono in :
 atti unilaterali → quando sono il frutto della semplice dichiarazione di volontà di una parte (come
ad esempio avviene nel testamento);
 atti bilaterali → quando le parti coinvolte sono due (come nel caso di un contratto di
compravendita);
 atti plurilaterali → quando le parti sono più di due.

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 I CASI DI INCAPACITA’ DI AGIRE

L’incapacità di agire può essere assoluta, cioè riguardare tutti gli atti giuridici di un soggetto, o relativa,
ossia solo parziale.
Quella assoluta concerne innanzitutto
 i minori :
gli atti giuridici che li riguardano sono compiuti dai genitori, che hanno la responsabilità genitoriale,
oppure da un tutore nominato dal Tribunale.
La sostituzione deve sempre avvenire nell’interesse del minore.
Nel caso di atti di straordinaria amministrazione, ossia di atti che possono determinare una sostanziale
modifica nel patrimonio del minore occorre inoltre l’autorizzazione di un magistrato.

Sono incapaci assoluti anche


 gli interdetti → privati della capacità di agire tramite una sentenza di interdizione.
o L’interdizione è giudiziale quando la sentenza priva della capacità di agire un soggetto affetto da
una grave infermità mentale e quindi incapace di provvedere ai propri interessi.

o E’ invece legale quando si applica a chi ha subito una condanna penale particolarmente rilevante,
dove ha natura di pena accessoria.

In alternativa all’interdizione il giudice può nominare un soggetto, l’amministratore di sostegno, per


sostituire un soggetto incapace di gestire i propri interessi, ma solo per determinati e ben individuati atti
giuridici.

Sono invece casi di incapacità relativa l’emancipazione e l’inabilitazione :


o l’ emancipazione riguarda il minorenne che ha compiuto i 16 anni autorizzato dal Tribunale a
contrarre matrimonio;
o l’ inabilitazione riguarda chi si trova in particolari condizioni psico-fisiche, non così gravi, però, da
essere totalmente privato della capacità di agire.
I minori emancipati e gli inabilitati necessitano dell’assistenza di un curatore, nominato dal Tribunale, che
integra, senza sostituirla del tutto, la loro volontà.

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 I DIRITTI UMANI

La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo è stata approvata il 10 dicembre 1948


dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU).
Enuncia quei diritti considerati fondamentali per l’esistenza delle persone :
 diritti civili, come la libertà personale, di domicilio, di opinione, di religione e di associazione;
 diritto politici, ossia di partecipare attivamente alla vita politica del proprio Paese;
 diritti sociali, come il diritto al lavoro, alla salute, alla sicurezza sociale.

Tali diritti sono stati accolti nel nostro ordinamento giuridico.


Ne fanno parte in diritti della personalità, o diritti personalissimi, che spettano a tutte le persone fisiche,
dalla loro nascita fino al momento della morte.
Si tratta di diritti soggettivi, che hanno in comune tre caratteristiche, sono:
1) assoluti;
2) irrinunciabili;
3) intrasmissibili.
Appartengono a tale categoria innanzitutto il
o diritto alla vita → ossia la garanzia di vivere fino al termine naturale della propria esistenza
o e il diritto all’integrità fisica.
o Il diritto al nome garantisce ad ogni essere umano di impedirne un uso improprio, ad esempio
utilizzandolo senza il consenso dell’interessato in campagne promozionali o pubblicitarie.

Anche la riproduzione di immagini che possano risultare lesive della reputazione di un individuo non è
consentita, a meno che non vi sia il consenso dell’interessato o la riproduzione sia giustificata dalla notorietà
o dalla carica pubblica ricoperta dall’interessato: è questa la regola fondamentale del diritto all’immagine.

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 LA LIBERTA’ PERSONALE

La libertà personale è la base di ogni altra forma di libertà individuale e la sua garanzia rappresenta il primo
passo per la formazione di uno Stato di diritto.

Per tale ragione l’articolo 13 della Costituzione la definisce come inviolabile.


La libertà personale può essere limitata solo in casi eccezionali.
In particolare, l’articolo 13 stabilisce che misure di detenzione o di perquisizione personale sono possibili
solo nei casi previsti dalla legge : siamo in presenza di una riserva di legge.

Lo stesso articolo stabilisce che le limitazioni alla libertà personale possono derivare esclusivamente da un
atto motivato dell’autorità giudiziaria.
E’ prevista una riserva di giurisdizione, finalizzata ad impedire possibili abusi da parte delle forze di polizia.
Anche quando si dovesse rendere necessaria la limitazione della libertà personale, è comunque vietata
qualunque forma di violenza o di abuso nei confronti di chi è soggetto a tale restrizione.
Il principio è solennemente affermato nell’articolo 27 Cost. che vieta espressamente trattamenti che
offendono la dignità delle persone sottoposte a restrizioni di libertà, auspicando al contrario misure per
favorire il reinserimento sociale di chi è stato condannato.
Lo stesso articolo sancisce il divieto della pena di morte.

Va ricordato che la legge prevede la non imputabilità quando il reato è commesso da un minore di 14 anni,
mentre è imputabile chi commette un reato tra i 14 ed i 18 anni sia pure con una riduzione di pena rispetto a
quella prevista per il maggiorenne.
Per i reati più gravi è prevista la detenzione in un istituto penale minorile.

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 LE LIBERTA’ DI DOMICILIO, COMUNICAZIONE E CIRCOLAZIONE

 L’articolo 14 della Costituzione stabilisce che il domicilio è inviolabile; eventuali limitazioni a tale
libertà sono possibili con le stesse modalità previste per la libertà personale, ossia solo nei casi
previsti dalla legge e con atto motivato del giudice.

 L’articolo 15 della Costituzione garantisce la libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni


altra forma di comunicazione e, anche in questo caso, eventuali limitazioni sono possibili solo nei
casi previsti dalla legge e con atto motivato del giudice.

 Anche la raccolta e la comunicazione di notizie personali, da parte di enti o associazioni, sono


disciplinate dalla legge, in particolare dal Codice della privacy.
Il diritto alla riservatezza è tutelato da una particolare istituzione, l’Autorità garante per la
protezione dei dati personali, che ha il compito di farlo rispettare.

 L’articolo 16 della Costituzione si occupa della libertà di circolazione e di soggiorno, stabilendo


che ogni cittadino ha il diritto di risiedere in qualsiasi luogo del territorio nazionale e che tale libertà
può essere limitata dalla legge esclusivamente per motivi di sanità e sicurezza.

 In modo analogo, viene garantita anche la libertà di espatrio : tutti i cittadini sono liberi di recarsi
all’estero e di rimpatriare, osservando le formalità richieste dalla legge, come il possesso di
passaporto e della carta di identità.
La piena libertà di movimento è garantita ai cittadini e agli stranieri cittadini di un Paese
dell’Unione Europea.

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 LA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE

L’articolo 21 della Costituzione tutela la libertà di manifestazione del pensiero, ossia il diritto di
esprimere liberamente, e in qualsiasi forma, opinioni, giudizi, valutazioni in ogni campo.

Si tratta di una norma di fondamentale importanza, perché senza libertà di espressione non può esistere
democrazia.

La libertà di manifestazione del pensiero implica l’esistenza di una pluralità delle fonti di informazione :
il pluralismo informativo garantisce il diritto di informare e di essere informati, ed è uno dei pilastri su cui
regge un sistema democratico.
Tale principio si applica a qualunque mezzo di informazione, dalla stampa alla radio, dalle televisioni ad
Internet.

Il diritto di informare e la relativa libertà di critica non possono tuttavia danneggiare i diritti fondamentali
di una persona, come la sua reputazione, o la sicurezza di uno Stato.

Quando si può limitare?


Per tale ragione la libertà di manifestare liberamente il proprio pensiero può essere limitata quando si
sostanzia in un reato di opinione, ossia in comportamenti che determinano l’offesa della dignità altrui,
come in presenza del reato di diffamazione, oppure quando costituisce un’istigazione a delinquere o,
ancora, se determina la divulgazione di notizie essenziali per la sicurezza del Paese.
Un limite ulteriore è dato dalle manifestazioni contrarie al buon costume.

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