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Come dice il nome stesso (composta da Foto, "luce" e sintesi, ossia la

combinazione di più parti), la fotosintesi sfrutta l'energia derivata


dall'esposizione alla luce solare per convertire ossigeno, anidride carbonica,
acqua e i sali minerali estratti dal terreno grazie alle radici, in sostanze
nutritive. Come?
All'interno delle foglie, più precisamente all'interno di piccoli organuli chiamati
cloroplasti, si trova la clorofilla, un pigmento che conferisce il caratteristico
colore verde e che assorbe la luce.
La fotosintesi si sviluppa quindi in due fasi:
•Nella prima fase, detta anche fase luminosa, la linfa grezza, composta da
sali minerali e acqua, passa dalle radici fino alle foglie che "catturano" la luce
grazie alla clorofilla, la quale si attiva per combinare tale linfa grezza con
l'anidride carbonica.
•Nella seconda parte del processo, chiamata anche fase oscura, tutto ciò che
è stato accumulato viene sfruttato per produrre una sostanza chiamata linfa
elaborata (glucosio: ossigeno+zuccheri), la quale è poi inviata in tutto il resto
della pianta per nutrirla e farla crescere.
L'intero processo genera anche uno scarto, l'ossigeno, che viene espulso dalle
foglie e immesso nell'aria.