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Magistrelli (famiglia)

Il cognome potrebbe derivare dal mestiere di magister (mastro artigiano). Il ceppo lombardo-
milanese sicuramente deriva dal titolo dato alle maestranze, italiane o straniere, chiamate a
lavorare alla fabbrica del Duomo di Milano (la cui costruzione iniziò non prima dell’anno 1386).
Il cognome era però già utilizzato secoli prima. Ne abbiamo un esempio in un atto del Capitolo
di Parma del 1170 dove tra l'altro leggiamo: "...In nomine sancte et individue Trinitatis, anno ab
incarnatione domini nostri Iesu Christi millesimo centesimo septuagesimo, decimo die intrante
mense febraurii, indictione tercia. ...Magistrellus VII denarios pro porcata et tercium vini et
quartum panis…". Si tratta di un colono che coltiva le terre per conto della Chiesa di Parma in
località Villa Pizii, l’odierna San Secondo di Parma [Ref.1]. Nel sec. XII quelle terre fanno parte
dei dominii dei Canossa che si estendono dalla Tuscia (l’odierna Toscana) fino a Brescia, avendo
come “centro” l’appennino tosco-ligure-emiliano. E di fatti il cognome Magistrellus e Magistrelli
si diffonde principalmente tra questi territori. In particolare abbiamo testimonianze di un
Ansaldum Magistrellum a Pontremoli [Ref.2] in un cartolario di un notaio di Savona del 1202,
di un Iacobini Magistrelli di Asola, Brescia, del 1226 [Ref.3], di un Iacopino Magistrelli frate
converso nell’ospedale di Buita, al passo delle Radici in Garfagnana e di suo padre Manfredi,
scomunicato e reintegrato dalla Chiesa di Lucca nel 1285 [Ref.4], di uno Jacopo Magistrelli
architetto e scultore a San Martino in Rio (Reggio Emilia) nel 1470 [Ref.5], di Ambrogio, notaio
a Siena nel 1491 [Ref.6], Antonio, notaio e vicario dei Gonzaga a Guastalla (Reggio Emilia) nel
1549 [Ref.7], Giulio castellano di Casalgrande (Reggio Emilia) [Ref.8], Antonio possidente e
benefattore a San Martino in Rio nel 1563 [Ref.9], Geminiani podestà e notaio del feudo di
Malgrate nel 1776 [Ref.10].
Tutta da verificare invece la traccia che farebbe originare la famiglia Magistrelli da un’antica
casata guerriera boemo/tedesca, che si sarebbe stabilita ad Altino e poi a Venezia di cui ne
furono addirittura fondatori. [Ref.11].
Famiglia che poi cambiò nome in Malipiero [Ref.12].

Riferimenti:
[Ref.1]: Archivio del Capitolo della Cattedrale di Parma, arca E, sec. XII, n. CX. Ampio regesto in Drei,III, n. 380, pp. 308-9
[Ref.2]: Cartulario del notaio Martino, 1203 - 1206, a cura di D. Puncuh (Società Ligure di Storia Patria), n.244, pag.93
[Ref.3]: Liber Potheris, communis civitatis Brixiae, n.207, LII-LIII pp. 146-168
[Ref.4]: Il cammino del Volto Santo di Lucca: Le strade e gli ospedali per pellegrini, di Amedeo Guidugli
[Ref.5]: Catalogo Beni culturali, Chiesa di San Francesco a Correggio (RE), https://urly.it/34jwj
[Ref.6]: L’Archivio dell’Opera della Metropolitana di Siena Inventario Archivio Moscadelli, pag.105
[Ref.7]: Istoria Della Città e Ducato Di Guastalla, Ireneo Affò, Volume 3, Libro IX, pag.9
[Ref.8]: Giornale letterario scientifico Modenese, Tomo 5°, pag.49
[Ref.9]: Le strade di San Martino in Rio” di U. Borghi, Biblioteca Comunale di San Martino in Rio;
[Ref.10]: Le chiese della Vicaria di Filattiera negli anni dell’episcopato di mons. Giulio Cesare Lomellini (1757-1791), di P. Lapi,
Regione Toscana, p.179
[Ref.11] http://bibliotecaestense.beniculturali.it/info/img/stemmihtml/magistrelli.html
[Ref.12] Delle memorie venete antiche profane ed ecclesiastiche raccolte da Giambattista Gallicciolli. Libri tre . Tomo II

Autore:
Greta M. Solli

gm_solli@zohomail.eu