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GROOVE

a parola inglese groove indica una serie ritmica che si ripete ciclicamente, generalmente ogni battuta. È un
termine popolare, in uso già dagli anni sessanta. Leo powerLa sua traduzione letterale è solco e in ambito
musicale indica il solco dei dischi in vinile; esiste tuttavia anche il verbo inglese to groove, in uso negli anni '60
con il significato di divertirsi intensamente. Si può considerare l'equivalente di quello che in campo melodico è
definito riff.

Il termine "groove" è molto usato nella black music e suoi derivati e lo si usa anche per definire un certo
portamento del ritmo tipico di taluni generi come per esempio funk, r'n'b (dove si parla spesso di ritmi shuffle). Si
differenzia da quello che nel jazz è definito "swing" soprattutto per un'indicazione più marcata di ripetitività.
Caratteristica comune a entrambi i concetti è la possibilità di inserire minime variazioni all'interno della sequenza
ritmica.

Gli Earth, Wind & Fire hanno usato l'espressione come verbo nel celebre Let's Groove, con il significato di
divertirsi (ballando).

È entrato nel gergo comune il modo di dire "ha un bel groove", intendendo una musica o un musicista in grado di
creare una potente empatia con l'ascoltatore tramite il solo linguaggio ritmico. Un'espressione gergale
assimilabile in uso negli ambienti musicali può essere "ha un bel tiro".

Il termine è stato utilizzato successivamente dalla cantante Madonna nel testo del suo singolo di successo Into
the groove, parte della colonna sonora del film Cercasi Susan disperatamente, giocando sull'ambiguità di
significato della parola intesa come "solco" e "impulso ritmico".

PATTERN

n pattern ritmico è una sequenza di poche battute (anche una sola, volendo) in cui viene
proposto un disegno ritmico che viene ripetuto un certo numero di volte.

Per esempio:

pattern ritmico di batteria in 4/4 (i numeri 1,2,3,4 indicano i tempi di una battuta, "x" indica il
momento in cui viene dato un colpo di cassa, "o" indica il momento in cui viene dato un colpo
di rullante)

1___2___3____4____
x___o___x__x_o____

abbiamo:
un colpo di cassa sul battere del primo tempo, e poi ancora sul battere e sul levare del terzo
tempo
un colpo di rullante sul battere del secondo e del quarto tempo

ecco dunque un "disegno ritmico" espresso in una sola battuta che fa da tessitura e viene
ripetuto sempre uguale (tum-ciàa-tu-tu-ciàa | tum-ciàa-tu-tu-ciàa | tum-ciàa-tu-tu-ciàa | etc...)

Un pattern armonico tonale è una sequenza di accordi organizzata secondo le regole


dell'armonia tonale in modo da poter essere ripetuta, proprio come il pattern ritmico appena
visto sopra

Esempio.

Sovrapponiamo al pattern ritmico appena realizzato una breve sequenza di quattro accordi,
disposti in questo modo

1___2___3___4_____ | 1___2___3___4_____ |
Do----------Lam----------- | Fa----------Sol7------------ |

ogni accordo occupa due tempi:


Do occupa i primi due tempi della prima battuta
Lam i secondi due della prima battuta
Fa i primi due della seconda battuta
Sol7 i secondi due della seconda battuta

Questa sequenza si dice tonale poiché risponde alle regole dell'armonia tonale. Abbiamo scelto
di creare un giro di accordi nella tonalità di Do maggiore (scala di riferimento: do, re, mi, fa, sol,
la, si) e abbiamo pertanto:
- un accordo di Tonica (Do) costruito sul primo grado della scala di riferimento: è il nostro
accordo principale, verso cui tutto tende a ritornare.
- un accordo di Sopradominante (Lam) costruito sul sesto grado della scala di riferimento
- un accordo di Sottodominante (Fa) costruito sul quarto grado della scala di riferimento
- un accordo di Dominante (Sol7) costruito sul quinto grado della scala di riferimento, molto
importante perché di fatto "aiuta" l'accordo di Tonica ad affermarsi come principale (la
combinazione Dominante-Tonica è la quintessenza dell'armonia tonale)

Alla fine della fiera abbiamo dunque la sovrapposizione di un semplice pattern ritmico di una
sola battuta con un pattern armonico di due battute.

RIFF

Riff è un termine usato in campo musicale come abbreviazione e alterazione di refrain.

Nella musica jazz, frase musicale corta, semplice, generalmente facile a ricordare, senza
sviluppo melodico, destinata a durare più o meno a lungo, come sottofondo a improvvisazioni
solistiche, ma che può anche costituire il nucleo di un brano musicale.

Generalmente la parola riff connota brevità, ripetizione e tensione ritmica ed è spesso


associata ad un solo strumento, es. riff di chitarra. Per cellule ripetitive più prolungate (o a
carattere rilassato) si usa a volte il termine groove.

Ritmica nella musica ROCK

Nella musica rock tradizionale viene spesso utilizzata una ritmica di 4/4; il math rock, invece, ricorre ad una
ritmica suddivisa asimmetricamente, che varia dai 7/8 agli 11/8 e ai 13/8. La ritmica così complessa, riconosciuta
come "matematica" dai diversi critici musicali ed ascoltatori, ha portato quindi all'attribuzione di questo nome al
genere. Musicalmente, il math rock può essere influenzato da altri generi, oltre al rock tradizionale, come l'heavy
metal, il progressive rock e il punk rock.
I musicisti math rock sono stati anch'essi definiti come "matematici" a causa della ricerca di una creatività
musicale nella loro musica. Manipolano, fondono e sincopano per confondere, in una fusione
di rock, punk e pop.

Non viene data grande importanza ai testi; la voce può essere modificata, talvolta con altri suoni nel mixaggio.
Spesso, i testi non vengono sovrapposti, e sono posizionati nell'ultimo grado del mixaggio, in particolar modo
nello stile di registrazione di Steve Albini. Molti gruppi math rock compongono principalmente musica
strumentale.

Il termine math rock è stato spesso considerato un gioco di parole, e si è sviluppato negli anni a venire come
stile musicale.

SWING LO SHUFFLE

Swing è un termine musicale (omonimo del genere musicale jazzistico) che indica un particolare modo (indicato
talvolta come pronuncia swing), tipico della musica jazz, di eseguire le note (in inglese swing notes). Il termine
deriva dall'andamento ritmico "dondolante" che nasce da questa tecnica esecutiva (il verbo inglese "to swing"
significa appunto dondolare).

In sintesi, nella pratica, si suonano note terzinate su tempi binari: ad esempio, due crome (note da un ottavo)
saranno suonate come una terzina di crome (tre ottavi suonati per la durata di un quarto) con le prime due note
legate. L'accento è preferenzialmente dato sul levare.

Nella musica moderna si utilizza anche il termine shuffle (in inglese shuffle notes), che alcuni differenziano dallo
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swing semplicemente per la maggior accentuazione di questo effetto. Analogamente si intende, anche nel
gergo degli strumenti a percussione, per ritmo shuffle il ritmo che risulta dalla ripetizione in sequenza di
[1]
un groove di coppie (o pattern analoghi) di note ineguali. Lo swing (o modernamente lo shuffle) sono pronunce
musicali da sempre utilizzate anche in altri generi musicali come il rock, il pop ed il funk, oltre che nel blues da
cui trae le proprie origini moderne. Si noti che già in passato, nella Musica barocca di stampo francese, si usava
[2] [3]
suonare note in modo non uniforme (notes inégales) anche se scritte con la medesima durata.
Clave
Il concetto di clave riveste una particolare importanza per tutti i musicisti che affrontano l'interpretazione
della musica latina. Non solo i percussionisti quindi devono familiarizzare con questo concetto.

La clave come strumento nasce a Cuba, derivando


probabilmente dall'uso improprio delle caviglie marinare.
Queste erano infatti corti paletti di legno duro che ben si
prestavano, date le loro caratteristiche sonore, ad essere
utilizzati come strumento musicale.

Le claves sono infatti un idiofono a concussione, una si tiene


appoggiata nella mano chiusa a coppa che funge da cassa
armonica e l'altra vi viene fatta sbattere nel punto mediano con
un movimento morbido e rilassato. Il suono è acuto e
penetrante, facilmente udibile in qualsiasi contesto sonoro.
La clave come concetto musicale è un pattern o patron, per dirlo in spagnolo, di due misure;
una sincopata composta di tre colpi ed una lineare di soli due.

Proprio in questo ambito si parla spesso di clave 2-3 e clave 3-2 come se fossero due cose differenti. In realtà con
queste due indicazioni numeriche si intende definire proprio la direzione della clave in un preciso brano musicale o in
un pattern. In poche parole, su uno spartito la scritta "clave 3-2" significa che il brano o il pattern iniziano con la
battuta forte (3 colpi) mentre la scritta "clave 2-3" che iniziano con la battuta debole (2 colpi). Questa indicazione è
sufficiente a far si che tutti i musicisti inizino a suonare in maniera corretta, senza rovesciare il proprio pattern.
A questo punto entriamo nel vivo della musica cubana andando a conoscere i tipi di clave più
comuni. Si tratta di pattern antichissimi di diretta provenienza africana ancora oggi diffusissimi
nella musica del continente nero insieme ad una infinità di varianti e derivati. A Cuba sono stati
codificati da varie generazioni di musicisti e musicologi e prendono il nome dei generi musicali più
importanti.
La più conosciuta ed utilizzata è la clave di son, senz'altro regina della musica popolare e, al
giorno d'oggi, anche di quella più commerciale conosciuta come salsa.

Segue poi la clave di rumba molto più diffusa nel folclore e, negli ultimi 20 anni, anche nella
musica popolare più moderna o in quella di fusione.

Per i ritmi ternari composti (per lo più 6/8) abbiamo la clave abakwà ed una serie di suoi
derivati, tutti usati nel folclore e nella santeria.