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Scopri
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Super studente con la tecnica dei 7 minu2


ARMANDO ELLE
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Ciao,
e complimen- per aver scaricato questo pdf.

I complimen- non sono retorici: vuol dire che sei mo-vato, e hai dimostrato
curiosità e voglia di migliorar2, qualità davvero assai u-li!

Probabilmente - sei ormai convinto che sia normale massacrarsi la giovinezza


sui libri, e che l’Università sarà un lungo purgatorio di giornate e noAate
perse, fra sensi di colpa, genitori che non - lasciano respirare e professori
incapaci.

Io voglio far+ cambiare idea!

Vedi, la prima cosa che - voglio dire è che non devi studiare più duramente, la
vita è già abbastanza dura. Devi studiare in maniera più intelligente.
Per esempio:

๏ Vuoi sapere qual è il problema “Numero 1” che affligge tuG gli studen-, te
compreso?
๏ Vuoi capire il vero mo2vo per cui non ci piace studiare (e nemmeno
lavorare)?
๏ Ci credi che con una semplice tecnica da 7 minu2 puoi rivoluzionare la tua
carriera scolas-ca?
๏ Vuoi scoprire i 4 passi logici di un metodo di studio completo?

Allora questo manuale è per te, ed è il primo grande passo per cambiare il
tuo metodo di studio.


Armando Elle


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Il motivo numero 1 per cui non riesci a studiare


Puoi imparare mol-ssime cose su un metodo di studio universitario efficiente.
Strategie che, incredibilmente, a scuola non - ha mai insegnato nessuno, e
che sono in grado di render- 10 volte più produCvo e 20 volte meno
stressato.

Di alcune ne hai già sicuramente sen-to parlare, sopraAuAo se segui il mio


blog o hai leAo i miei libri. Strategie come:

๏ Tecniche di memoria
๏ Mappe mentali
๏ Note-taking
๏ Tecniche di leAura veloce
๏ Metodi di rilassamento e simulazione d’esame

Ma prima di poter u-lizzare tuAe queste belle strategie c’è un problema


fondamentale che devi affrontare e risolvere.

Senza averlo affrontato e risolto tuAo il resto è non dico inu-le, ma


perlomeno poco efficace.

Se sei uno studente universitario in Italia, e quindi più o meno abbandonato a


te stesso, devi, prima di ogni altra cosa, imparare a pianificare e ges2re il tuo
tempo. Se non sai fare questo non c' è tecnica di memoria o di magia che
tenga, avrai sempre dei problemi!

Ti sarà sicuramente capitato di avere cominciato a preparare un esame anche


mesi prima della data, e poi di non averlo passato. E se ci pensi, sai bene

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anche tu che a fregar- mica è stata la mancanza di tempo, perché ce n'era in


abbondanza.
Entro cer- limi- anzi, direi che non è neanche poi così importante se per
preparare un esame hai una seGmana o un mese ... addiriAura, qualche volta
è persino meglio se di tempo ne hai di meno!

Quello che - frega all'università, e che invece alle superiori era "mascherato"
dall'organizzazione quasi militare della didaGca, è la mancanza di
programmazione esterna. E devi quindi svilupparne una interna.

A parte qualcuno infaG che nasce già programmato come un robot, tuAe noi
persone normali dobbiamo a un certo punto imparare a far convivere il nostro
emisfero cerebrale destro con quello sinistro, per non essere solo disordina-,
crea-vi, pigri e divergen-, ma anche un po’ ordina2 ed efficien2.

Ma perché saper ges2re il tuo tempo è così importante? Ecco alcune ragioni
molto convincen-:

๏ Puoi avere più risulta2 con meno sforzo



Per controllare il tuo tempo devi imparare a concentrar-, e concentrando-
e aumentando il tuo focus farai meno fa-ca. Tre ore lavorando
profondamente non solo danno più risulta- di sei ore di lavoro/cazzeggio,
ma stancano molto meno.


๏ Puoi prendere decisioni migliori



Se - fai costantemente inseguire dall’urgenza e dall’emergenza vivi soAo
una pressione e una ansia costan-. E alla fine sai cosa capita soAo
pressione? Che sbagli. E se la pressione dura abbastanza lungo, - esaurisce
i nervi.


๏ Riduci lo stress

Se non - fai inseguire dall’urgenza e dall’emergenza vivi molto più sereno.
Sei sempre in tempo, magari sei persino avan- rispeAo al programma, e

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quindi procedi rilassato e hai una maggiore tolleranza per gli imprevis-.


๏ Sei più sicuro di te stesso



Sai cosa - succede quando manca una seGmana all’esame e hai già
studiato e ripassato tuAo? Che - guardi aAorno e vedendo tuG gli altri
indaffara- e stressa- - rendi conto che tu invece sei in pieno controllo. E
magari la sera prima dell’esame, invece di fare noAata sui libri e fumar- 20
sigareAe, te ne vai sereno al cinema. Non sei più lo studente impanicato
che si scrive gli appun- sulle mani per copiare, e questo - dà una sicurezza
enorme.


๏ Hai più tempo libero, e te lo godi meglio



Se sei in controllo, non solo hai più tempo per uscire, fare sport o giocare
alla playsta-on; ma quando lo fai hai la testa libera. Niente preoccupazioni,
niente sensi di colpa, perché sei in piena tabella di marcia per l’esame.


๏ Il tempo è una risorsa limitata e lo devi rispeRare



Non solo nel senso che ci sono solo 24 ore in una giornata, non una di più
né una di meno. Ma anche che, volendo meAerla sull’esistenziale, il tempo
è veramente l’unica risorsa scarsa esistente sul pianeta terra: mol-
pensano sia il denaro, ma in realtà il mondo è pieno di trilioni di trilioni di
denaro. Il tempo che abbiamo invece è quello che è. 


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Ma perché siamo pigri e disorganizzati?


TuG i ragazzi che mi scrivono mi parlano dei loro problemi di organizzazione
e pianificazione del tempo prima ancora che dei loro problemi a
memorizzare.

E tuG invariabilmente si sentono un po’ in colpa per tuAo il tempo che


perdono.

La buona no-zia è che non - devi sen-re in colpa, perché in effeG questa
aGtudine non dipende da te, ma è semplicemente una ques-one di
evoluzione darwiniana.

Per 2 milioni di anni siamo sta- cacciatori-raccoglitori, abitua- a cazzeggiare


gran parte della giornata, raccogliere fruG e radici quando avevamo fame
(d’altro canto non esistevano metodi di conservazione) e andare a caccia di
prede una volta ogni tanto, quando scarseggiava il resto.

L’unico nostro scopo ed obieGvo era trovare un territorio ospitale, e starci
fino a che rimaneva tale. Trovato quello, avevamo faAo più o meno tuAo,
anche perché vivendo in gruppi di poche decine di individui la stessa
organizzazione sociale aveva scarse esigenze.

Per 2 milioni di anni abbiamo insomma vissuto alla giornata, non molto
differentemente dal resto degli animali; e quindi qualità fisiche come la forza,
e psicologiche come la socialità e l’intuizione, erano valorizzate al massimo.

Ti basta vedere un documentario del Na-onal Geographic sui nostri paren-
scimmieschi per render- conto che in effeG non erano par-colarmente
indaffara-, così come non lo è quasi nessun animale sulla terra.

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Divisione del lavoro, programmazione delle aGvità, struAure sociali, sono


state mantenute per 2 milioni di anni a livello poco più che embrionale,
sopraAuAo se le paragoniamo alla complessità aAuale della nostra civiltà.

Tornando al nostro breve excursus però, quando 10 mila anni fa siamo


diventa- agricoltori e allevatori di bes2ame tuAo è cambiato, e abbiamo
cominciato ad avere le prime esigenze di pianificazione e organizzazione un
po’ più complesse.

Ma ci aiutava la natura: se non vai a mungere una vacca all’ora che devi la
povereAa di squarcia i -mpani coi suoi lamen-, e quindi anche il più pigro e
disorganizzato dei pastori del neoli-co era in grado di stare dietro alla cosa.

Negli ul-mi millenni lo sviluppo della società ha invece aumentato


dramma-camente sia le esigenze di organizzazione che quelle di
pianificazione, in una tendenza alla complessità che andrà con-nuamente ad
aumentare.

E la rivoluzione industriale prima e tecnologica poi ci ha disconnessi dai ritmi


della natura.

Solo che per il nostro DNA qualche millennio non conta pra2camente
niente. E quindi fai fa-ca a studiare all’Università, così come farai fa-ca a
lavorare.

A meno che tu non riesca a sviluppare una serie di abitudini che vadano a
prevalere sugli is-n-, rendendo- un po’ più efficiente per le esigenze della
vita moderna.

Ora, a me questo faAo non è che piaccia del tuAo: tuAo sommato l’uomo
muscoloso, cazzeggione e intui-vo del paleoli-co ha un suo fascino, così come

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la sua vita semi-oziosa (lo diceva anche Erasmo da RoAerdam che nell’ozio ci
sono molte qualità).

Però, visto che se stai leggendo questo manuale quello che adesso - interessa
è finire l’Università, credimi che non ci sono valide alterna-ve:

“Devi sviluppare le necessarie abitudini di organizzazione e pianificazione!”



E non è solo una ques-one di Università, è proprio una ques-one di vita.
Anche se tu volessi dipingere quadri, scrivere libri, o registrare assoli con la
chitarra, comunque quello che - serve è sempre un metodo molto efficace.

Forse l’ar-sta del neoli-co che ha dipinto la caccia al mammuth sulle pare-
delle groAe di Lascaux non ne ebbe bisogno, gli bastò un po’ di intuizione e
crea2vità. Ma pra-camente non aveva compe-tor! Inoltre aveva certamente
il problema di non farsi mangiare da qualche animale selvaggio, ma allo stesso
tempo la società non li stressava come fa con te, con me e con tuG gli altri.

Ricordi la piccola lista di vantaggi che - dà saper ges-re il tempo? Bè, se non
la ricordi un giorno - insegnerò una tecnica di memoria per farlo. Intanto però
- dico come puoi sinte-zzarli tuG insieme: nella società di oggi controllare il
tempo è come per l’uomo primi2vo controllare il fuoco. Ti dà il potere di
protegger- e di stare bene.

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Il tuo metodo di studio? Inizia con una checklist

"You can do anything, but not everything"


David Allen


“Puoi fare qualunque cosa, ma non tuAo”


Che cosa vuol dire questa frase del guru del -me management David Allen?
Che, da un lato, non devi avere paura: c’è tempo abbastanza per realizzare
qualunque cosa tu desideri. E’ una grande no-zia no?
Ma anche che, dall'altro lato, di tempo c'è n'è troppo poco, e quindi non puoi
fare tuAo.

Vivere bene diventa quindi, come abbiamo visto, una ques-one di u-lizzarlo
bene in ogni situazione: quando lavori, quando - riposi, quando studi,quando
cazzeggi.

Per iniziare a cambiare il tuo metodo di studio universitario e poterlo poi


perfezionare con tuAe le belle tecniche che si possono imparare, devi scoprire
come far render meglio il tuo tempo; e il primo passo è fare un po’ di
autoanalisi, e vedere come lo occupi adesso.

Ho compilato una checklist delle più importan- domande sulla ges-one del
tempo, quelle che fanno nei megacorsi ipercostosi per professionis- super
impegna-, riadaAandola un po’ per gli studen-.

Sicuramente già sai che sprechi un sacco di tempo, ma non sai quanto, come
e perché; rifleAerci aAraverso una checklist - farà diventare un perdigiorno
consapevole, che è il primo passo del cammino verso un metodo di studio
efficace.

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La tua checklist del tempo


๏ Fai una s-ma del tempo di studio necessario per preparare un esame prima
di iniziare a studiare?


๏ Usi un calendario, un’ agenda, un’ App, o qualsiasi altro strumento di


programmazione del tuo tempo?


๏ Studi in maniera random, o assegni chiaramente le priorità alle varie par-
della materia?


๏ Cominci dalle cose più facili o da quelle più difficili?




๏ Limi- le distrazioni durante lo studio, oppure - concedi Tv, Radio,
Facebook, Email etc?


๏ Come sfruG i tempi mor- (metropolitana, bus, treno, etc.)?


๏ Fai una checklist delle aGvità? Se si, la controlli?


๏ Alterni fasi di studio intenso a piccoli break per rilassar-, o procedi come
un mulo (non - fermi mai, ma sei lento?)


๏ Ti concentri su una cosa alla volta o sei mul-tasking?


๏ Vari la tua metodologia di studio durante la giornata o usi la stessa


strategia tuAo il tempo?


๏ Dedichi del tempo a organizzare il tuo materiale di studio (files, appun-,


libri), o è tuAo sparpagliato?


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๏ Hai una rou-ne quo-diana fissa, o ogni giorno decidi che fare?


๏ A che ora - svegli al maGno? A che ora vai a dormire la sera?


๏ Quando vai a dormire, hai già più o meno deciso cosa farai l'indomani, e
per quanto tempo lo farai?


๏ Hai una tabella di marcia? E' trimestrale, mensile o seGmanale?


๏ Se ce l'hai, è formalizzata per iscriAo o "hai tuAo in testa"?


๏ Controlli periodicamente se sei al passo con la tabella di marcia che - sei


dato?


๏ Ti capita spesso di non rispeAare obieGvi/previsioni?


๏ Fai "l'analisi degli scostamen-" (cioè, cerchi di capire perché non hai
rispeAato una previsione?)


๏ Che valore dai al tuo tempo? Ci hai mai rifleAuto sopra?

Allora, come è andata?


Non è importante adesso discutere delle risposte che hai dato. Anche perché
in un metodo di studio che funziona, l’80% di queste domande ha un’unica
risposta possibile, e sono sicuro che sei in grado di individuarla.

Alcune delle domande invece, e probabilmente ci hai rifleAuto sopra mentre


leggevi, non hanno una risposta “giusta” per ogni individuo e ogni situazione.

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E questo è un bene. Perché significa che anche all’interno di un metodo di


programmazione e organizzazione c’è lo spazio per la crea2vità,
l’individualità e le variazioni dell’emisfero cerebrale destro del cavernicolo. 


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7 minuti per diventare un super studente


L’is-nto del cavernicolo è forte, ma “raggirarlo” non è difficile se sai che come
farlo. Basta stra2ficargli sopra le giuste abitudini.

Ora che hai faAo il primo passando da perdigiorno random a perdigiorno


consapevole, puoi fare il secondo, enorme passo che - porterà a diventare un
super studente. E - prenderà solo 7 minu- al giorno.

È infaG una applicazione per lo studio del principio di Pareto. In caso tu non
lo conoscessi, lo riassumo brevemente: Pareto, con grande intuizione
empirica (verificata poi nei due secoli successivi con innumerevoli prove
scien-fiche), suggerì il principio per cui, in mol- campi dell’aGvità umana, il
20% delle cause è responsabile dell’80% degli effeG.

O deAo in altri termini, con il 20% dello sforzo puoi oRenere l’80% del
risultato. Un -pico esempio si ha nello studio delle lingue: con qualche
migliaio di parole si è in grado di leggere la maggior parte dei libri o capire la
maggior parte delle conversazioni, anche se poi magari il dizionario ha 40 mila
lemmi.

Per questo mo-vo, raggiungere un discreto livello è spesso rela-vamente


abbordabile in tempi brevi (basta il 20% dello sforzo!), mentre la perfezione è
difficilissima (ci vuole l’80% dello sforzo per fare quell’ul-mo pezzo che -
manca!).

Se il tuo inglese non migliora più da anni, o ancora non sei riuscita a perdere
gli ul-mi 2 kg che - mancano per sembrare una miss, è proprio colpa di
Pareto.

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Se ricordi la nostra checklist, essa era cos-tuita da 20 pun-. Se tu li dominassi
tuG, facendo sempre la cosa giusta, potres2 arrivare alla perfezione!
Ma credimi che sarebbe un bello sforzo, se faAo tuAa in una volta! La nostra
forza di volontà infaC è un muscolo che, se messo troppo soAo pressione, si
affa-ca o si rompe lasciandoci peggio di come eravamo prima. E quindi è
bene u-lizzarla per gradi.

Grazie a Pareto però, puoi oAenere da subito grandi risulta- applicando


anche solo alcuni dei suggerimen- che derivano dalla checklist.

E in par-colare, ho selezionato una strategia da 7 minu2 al giorno che,


raggruppando alcuni pun- della checklist, da sola può sconvolgere
completamente la tua vita di studente in crisi. AAenzione però: prende solo 7
minu-, ma la devi u2lizzare sempre.

Visto che il problema principale che abbiamo è questa tendenza a vivere alla
giornata, la cosa cruciale da fare è non iniziare mai una giornata senza sapere
che cosa farai.


“Iniziare la giornata senza programmazione è la strada sicura per non


combinare niente fino a sera!”

Ecco quindi quello che devi fare:

๏ Compra un bloccheAo di post-it abbastanza grandi


๏ MeGlo sul comodino vicino al leAo.
๏ Ogni sera prima di andare a dormire, usalo per programmare e annotare in
4 minu- quello che farai il giorno dopo.

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Non deve essere un elenco deAagliato, e non deve coprire tuAa la giornata,
ma circa l’80% di essa. Fra le varie aGvità programmate lascerai infaG degli
spazi dove scrivi “libero”. Perché?

๏ In primo luogo perché, lasciando dei gradi di libertà al tuo emisfero destro
da cavernicolo, - sen-rai meglio, e anche il sinistro lavorerà meglio


๏ In secondo luogo perché ogni pianificazione deve avere una con2ngency,


cioè un cuscineAo di tempo che può servire per inserire emergenze che
non puoi prevedere (niente di dramma-co, può anche essere un amico che
- invita per una birra o l’improvvisa voglia di stare sul divano) o recuperare
tempo se la pianificazione non è andata come previsto

Una volta compilato il Post-it, cosa che devi fare in 4 minu2 (come vedrai
nell’esempio non è di grande deAaglio), lo appiccicherai al muro aAaccato a
te, per poi rileggerlo il maGno dopo appena - svegli.

Al maGno, dopo esser- ves-to e preparato, prima di uscire di casa raccogli il


Post-it e te lo por2 dietro tuRa la giornata, meAendolo in tasca.

Alla sera, appena prima di andare a dormire e preparare il post – it per il


giorno dopo, - riguardi in 3 minu2 il Post-it della giornata appena trascorsa:
sulla base di quello che hai rispeAato e quello che non hai rispeAato, - dai poi
un punteggio. Alla fine lo appalloAoli e lo buC via.

Quindi, ogni giorno:




Prima di andare a dormire:
✓ In 3 minu- rivedi il vecchio Post-it , - dai un punteggio, poi lo appalloAoli e
lo buG via
✓ In 4 minu- prepari il nuovo Post-it e lo appiccichi vicino a leAo


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Quando 2 alzi:
✓ Leggi il Post-it appena - svegli
✓ Lo meG in tasca e lo por- con te quando esci

Presta aAenzione alla descrizione delle azioni che - ho dato, e ripe2la


esaRamente.

Perché quello che costruisci in quei 7 minu- serali è una piccola lista di
istruzioni per il giorno dopo della quale rafforzi l’importanza inserendola in
un rituale.

In questo modo sarà più facile rispeAare la lista. L’ autovalutazione invece, -


aiuterà a fare la lista sempre meglio grazie all’aumento della tua
consapevolezza.

Credimi che la combinazione di ques- elemen- avrà, nel giro di un paio di


seGmane, un effeAo dirompente sulla tua produGvità, perché è in grado di
condizionare posi2vamente il tuo cervello da uomo di Neanderthal,
lasciandogli allo stesso tempo anche il giusto spazio (il 20% non
programmato).

E per oAenere questa magia - bastano solo 7 minu2 al giorno, se lo fai tuC i
giorni. Se invece lo fai una volta ogni tanto è come non farlo. Lascia stare.

Il post-it deve essere molto molto semplice, e se non mi credi guardiamo


insieme uno dei miei.

Domani è domenica, giornata in cui di solito non lavoro ma mi aggiorno un


po’ professionalmente e mi dedico al blog. Il mio Post-it di domani, faAo di
fresco, per esempio dice: 


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๏ 8 - 9 / Sveglia e colazione
๏ 9 - 10 / Libero
๏ 10 - 12 / Rileggere capitoli 4 e 5 del nuovo libro
๏ 12 - 13 / Rispondere 3 mail del blog
๏ 13 - 14 / Pranzo
๏ 14 - 16 / Rispondere 5 mail del blog
๏ 16 - 17 / Rivedere bozza Pdf metodo dei 7 minu-
๏ 17 - 18 / Libero
๏ 19 - 20 / Telefonare paren-, fare programma seGmana prossima
๏ 20 - 24 / Cena fuori con A.
๏ 24 - 01 / Rispondere 2 mail blog e programma lunedì

Come vedi non è niente di complesso, a farlo ci meAo appunto circa 4 minu2
ogni sera. Però c’è tuAo quello che ci deve essere.

Ho già deciso infaG sia a che ora mi sveglierò sia a che ora andrò a dormire;
quali capitoli leggerò del mio libro di nutrizione e a quante mail del blog
risponderò.

Ho anche listato aGvità sociali come sen-re i miei e le mie sorelle e uscire a
cena, così come ho lasciato uno spazio congruo (non 4 minu-!) per la
programmazione di massima dell’intera seGmana successiva.

Infine, ho lasciato delle ore libere, ore cioè in cui non so ancora cosa farò,
perché voglio riservarmi di deciderlo sul momento.

Ho lasciato insomma da mangiare al mio emisfero destro. 


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Come proseguire

Se applichi quo-dianamente questo rituale da 7 minu- compilando la tua


“mappa del percorso” del giorno dopo e portandola con te durante la
giornata, noterai in poco tempo un miglioramento sensibile della tua
organizzazione e quindi dei tuoi risulta-.

“E quando lo noterai voglio che, per una volta, + gasi”

E se te lo dico io, che normalmente non sono uno che fa tante scene, vuol dire
che devi proprio farlo. Devi fermar- un aGmo a pensare a quanto è stato
piccolo lo sforzo rispeAo al risultato, e poi dire a te stesso:

“Cavolo, con 7 minu; al giorno ho già cambiato le cose. Bene! Sono un


grande, sono stato bravo, sono sulla buona strada e non rinuncerò mai ai
miei 7 minu+ di programmazione.”

Ricorda però di farli sempre: non importa se torni a casa alle 3 di noAe, se sei
stanco, se hai mal di pancia/testa/den-; sono solo 7 minu2 in tuRo, e devi
dedicarceli.

Non farlo sarebbe come pretendere di diventare un grande tennista senza


neanche presentar- agli allenamen-: è evidente che non sei serio e convinto
rispeAo all’obieGvo che dichiari di volere.

Una volta implementato questo metodo di 7 minu- sei invece pronto per fare
tuAo il resto: programmare a medio e lungo termine, leggere più
velocemente, memorizzare senza fa2ca, brillare agli esami sia scriG che
orali.

Cioè, sei pronto per sviluppare tuAo il metodo di studio.

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I 7 minu- che hai imparato ad usare - daranno molto, ma non sono un


metodo, solo una strategia efficace di condizionamento posi2vo delle tue
giornate.

Un metodo di studio semplice ed efficiente è invece completo ed equilibrato.

SopraAuAo i miei studen- di tecniche di memoria poi, vivono nell’illusione


che, una volta imparate le tecniche, tuG i loro problemi di studio siano risol-.
Ma non è affaAo così!

Certo, le tecniche sono molto poten-, e possono aiutare a mascherare tan-


difeG di preparazione grazie alla super memorizzazione; ma lo studio è
un’aGvità complessa, di cui la memorizzazione è solo una parte; fa-cosa, ma
pur sempre una parte.

Magari infaG sei uno che memorizza con facilità, ma se non hai la
mo-vazione quel poco tempo che passi a studiare è frustrante e fa-coso
come i lavori forza-.

Se invece sei molto mo-vato ma memorizzi con fa-ca, oAerrai dei risulta-,
ma con uno sforzo enorme.

Se invece si bravissimo a processare il materiale, ma hai scelto quello


sbagliato, sarà quasi come non aver studiato.

Se poi studi velocemente ma non sai organizzare il lavoro, passerai


probabilmente gli esami, ma meAendoci più tempo del necessario; o
arrivando cronicamente in ritardo per poi stressar- e sfiancar- l’ul-ma noAe
prima del test.

Così come, se non sai approfiAare del tempo che passi a lezione, buAerai via
ogni giorno 5 ore della tua vita senza nessun mo-vo preciso.

Gli inglesi chiamano “one-trick dog” (il cane che conosce solo un trucco)
quelle persone che hanno un unico punto di forza, una unica risorsa.

Super studente con la tecnica dei 7 minu2 19


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Lo scopo di un metodo di studio invece è andare al di là della singola tecnica,


e far- diventare uno di quegli studen2 pieni di risorse e soluzioni in ciascuna
area dello studio, in maniera tale da non avere solo un’arma, ma un intero
arsenale di strategie a tua disposizione.

Una capacità tra l’altro molto comoda non solo nello studio, ma in tuAa la tua
vita

Per chi vuole diventare un super studente non studiando più duramente, ma
meglio, ho sviluppato un intero metodo di studio efficiente.

Pieno di strategie, scorciatoie e tecniche, tuAe scelte secondo il Principio di


Pareto, cioè risulta- molto maggiori degli sforzi.

Super studente con la tecnica dei 7 minu2 20


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Come funziona il mio metodo di studio completo?

E’ il momento di fare una prima ricognizione

Ecco le cose che fa un metodo di studio efficiente:

๏ Sos-ene la tua mo2vazione


๏ Ti fa pianificare il tempo con strumen- specifici
๏ Ti fa organizzare il materiale
๏ Ti fa scegliere il luogo giusto per studiare
๏ Te lo fa organizzare con strumen2 adegua2
๏ Ti fa sfruAare al massimo le lezioni
๏ Ti fa prendere appun2 con un metodo innova2vo ed efficace
๏ Ti aiuta a processare il materiale con tecniche di leRura e skimming
๏ Ti insegna come come capire tuRo
๏ Ti fa organizzare le cose da sapere con le mappe conceRuali
๏ Ti fa memorizzare velocemente con tecniche di memoria
๏ Ti fa sfruAare i tempi mor2
๏ Ti insegna a concentrar2, rilassar2 e riposar2
๏ Ti aiuta ad avere un gruppo di studio
๏ Ti fa lavorare bene anche da solo
๏ Ti insegna a superare l’ansia d’esame
๏ Ti fa celebrare i risulta2
๏ Ti fa analizzare i risulta2 per migliorare con-nuamente.

Sono un bel numero di cose, e alcune di esse ne assorbono al loro interno


addiriAura delle altre!

Ma a parte che per alcune (le tecniche di memoria in par-colare richiedono


un po’ di tempo per essere imparate), il mio metodo di studio è in grado di
far- acquisire rapidamente tuAe queste capacità.

Esse si organizzano aAorno a 4 “momen2 fondamentali” che devi conoscere


e riconoscere.

Super studente con la tecnica dei 7 minu2 21


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Come le quaAro gambe del tavolo danno stabilità ed equilibrio al tavolo


stesso, e se ne manca anche solo una la differenza si sente, così saper ges-re
tuG e quaAro ques- momen- è il segreto di un metodo di studio efficiente.

Prima di par+re
 Apprendere




 

Mo2vazione e volontà
 A lezione

Organizzazione del tempo
 Prendere appun2

Scelta del materiale
 Processare il materiale

Ambiente di studio
 Stress Management

ObieCvi Tempi Mor2

L’ Esame!
 Memorizzare


 

Simulazione dell’esame
 Mappe conceRuali

Il giorno prima
 Conversione Fone2ca

Dominare l’ansia
 Tecnica dei Loci

Il giorno dopo
 Palazzo della memoria

Feedback e oCmizzazione Metodo della parola chiave

Flashcard e ripasso

Super studente con la tecnica dei 7 minu2 22


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Momento numero 1 – Prima di partire


In questa fase analizzi e risolvi aspeG fondamentali, veri e propri prerequisi-
per cominciare col piede giusto:

๏ La mo2vazione e la forza di volontà



La prima è il mo-vo per cui - sorbisci 5 anni di studio, la seconda è il
mo-vo per cui ogni giorno - alzi dal leAo per andare a lezione, o dal
divano per studiare. 


๏ L’organizzazione del tempo



Il tempo è la risorsa più preziosa che hai, come l’acqua nel deserto. E
quindi non sapere come u-lizzarlo in maniera efficace è non solo
pericoloso, ma un vero spreco. Andrai oltre la tecnica dei 7 minu- per
imparare a ges-re il tuo tempo come vuoi tu. 


๏ La scelta del materiale di studio



Non solo deve essere quello giusto, perché non c’è niente di peggio che
avere preparato bene un esame, ma sul testo “sbagliato”. Deve anche
essere efficiente; cioè consen-r- il massimo risultato con il minimo
sforzo. Scegliere il materiale di studio giusto è un’arte che va col-vata.


๏ L’ambiente di studio 

Non deve essere un luogo a caso, non deve contenere cose a caso. 


๏ Gli obieCvi

Certo, quelli di lungo termine (laurearsi), ma non basta. Quando si parte
per un viaggio, bisogna avere la mappa del percorso. Non solo partenza
e arrivo, ma anche gli step intermedi e come monitorarli.

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Momento numero 2- L’apprendimento


In questa fase assorbi le informazioni e le capisci. Per farlo in maniera
efficiente devi curare aspeG come:

๏ Le lezioni

Come e perché andarci, e come renderle produGve anche in presenza del
più noioso dei professori.


๏ Gli appun2

Se il tuo prendere appun- significa scrivere su un quaderno quello che dice
il professore, o peggio, se - affidi alle sbobinature, sei all’età della pietra. Ci
sono sistemi di prendere appun- che - fanno risparmiare il 50% del tempo
quando ripassi, e permeAono comprensione e memorizzazione
eccezionali.


๏ La prima “processazione” del materiale



Imparerai a farlo secondo la “teoria del puzzle”, u-lizzando tecniche di
skimming e leAura veloce. Completerai l’opera con qualche semplice
strategia di concentrazione.


๏ Lo stress management

Quando lo studio diventa pesante e stressante non solo diminuisce la
performance, ma anche la qualità della vita. Scoprirai come dominare
l’ansia e studiare sereno.


๏ I tempi mor2

Ti salvano la vita, se sai come usarli.

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Momento numero 3 - La memorizzazione


Dopo che, nella fase precedente, hai capito e interiorizzato i conceG , in
questa - dedichi a memorizzare i deAagli. Mol- studen- la considerano
l’aGvità più fa-cosa in assoluto, e il mo-vo principale per cui hanno scarsi
risulta-.
Sarà invece molto semplice per te se hai seguito le istruzioni dei preceden-
due momen-, e ancora più semplice se seguendo le mie istruzioni imparerai:

๏ Semplici tecniche di memorizzazione



In par-colare quella dei loci, che - sarà anche u-lissima per ripetere negli
esami orali, e quella della parola chiave, che rende semplici i nomi difficili
(e imparare le lingue).


๏ Le mappe conceRuali

Che lavorano sulla tua memoria visiva mentre rendono ancora più chiari i
conceG assimila- nella fase di apprendimento.

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Momento numero 4 – Il giorno dell’esame


Un atleta che si prepara per una gara si allena scrupolosamente, ma fare la
gara non è come allenarsi. Il giorno dell’esame, tan- se ne dimen-cano (!),
fanno anch’essi parte di un metodo di studio efficiente perché sono quelli
topici, quelli in cui in mezz’ora vieni giudicato da degli sconosciu- sul lavoro
che hai faAo in seGmane.
Quindi, meglio arrivarci al meglio e uscirne al meglio, imparando:

๏ Come e perché devi cercare di evitare il cramming, ovvero la giornata/


noAata non stop sui libri.


๏ Quanto è importante mangiare, dormire, rilassar- e come farlo.


๏ Perché devi simulare l’esame, e come farlo in maniera efficace.


๏ Perché è importante celebrare e riposare, comunque sia andata.


๏ Come analizzare non solo il risultato, ma anche il percorso che hai faAo,
per oAenere un miglioramento con-nuo.

Ecco, questa è la struAura, in sintesi, del mio metodo: un sistema completo di


approccio alla performance che se ne verrà via con te dall’università insieme
alla laurea che conseguirai.


E la conseguirai non facendo- il culo ancora di più, ma essendo più


intelligente di quello che - hanno insegnato, e prendendo il controllo della
tua vita.

A presto.

Armando Elle
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