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Primi casi confermati

Alla fine di gennaio 2020, in seguito agli sviluppi dell'epidemia nella Cina
continentale, sono state istituite misure di screening avanzate, tra cui
misurazioni termiche e personale medico, all'aeroporto di Leonardo da Vinci-
Fiumicino e di Milano Malpensa.[7] Il 31 gennaio sono stati confermati due casi a
Roma, una coppia di turisti cinesi di 66 e 67 anni originari della provincia di
Hubei e sbarcati il 23 gennaio all'aeroporto di Milano-Malpensa e che avevano
visitato la Capitale su di un autobus turistico[2].

Il 2 febbraio, a poco meno di 48 ore dal ricovero dei due turisti cinesi presso
l'Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma, i virologi sono riusciti ad isolare la
sequenza genomica del virus[8].

Il 3 febbraio vengono rimpatriati dalla Cina con un volo speciale dell'Aeronautica


militare italiana 56 cittadini italiani residenti a Wuhan, trasferiti poi in
quarantena presso la cittadella militare della Cecchignola[9]. Il 6 febbraio venne
confermato come infetto uno degli italiani rimpatriati, dichiarato poi guarito il
22 febbraio[10][11].

Focolaio in Lombardia

22 febbraio 2020: il presidente del Consiglio Giuseppe Conte presiede la riunione


del Comitato operativo sul Coronavirus presso il Dipartimento della Protezione
Civile. Al vertice partecipano il Capo del Dipartimento della Protezione Civile e
Commissario straordinario Angelo Borrelli, il ministro della Salute Roberto
Speranza, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, e il ministero delle
infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli[12].

Controlli sanitari presso l'aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna


Il 21 febbraio sono stati confermati altri sedici casi (quattordici in Lombardia,
due in Veneto). Un italiano di 38 anni a Codogno, in provincia di Lodi, in
Lombardia, ha riscontrato problemi respiratori. Il paziente, la moglie incinta e un
amico sono risultati positivi. Altri tre casi sono stati confermati lo stesso
giorno dopo che i pazienti hanno riportato sintomi di polmonite[13]. Dopo questi
casi, sono state eseguite verifiche e controlli approfonditi su tutte le persone
che erano state eventualmente in contatto o nelle vicinanze dei soggetti
infetti[14].

A seguito del contagio, la regione Lombardia e il Ministero della Salute emettono


un'ordinanza congiunta che impone a dieci comuni (Codogno, Casalpusterlengo, Maleo,
Fombio, Somaglia, Castiglione d’Adda, Bertonico, San Fiorano, Castelgerundo,
Terranova dei Passerini) – tutti in provincia di Lodi – il divieto di eventi
pubblici con sospensione di tutte le attività lavorative (ad esclusione di quelle
di pubblica utilità)[15], con contestuale divieto per i treni di fermarsi alle
stazioni dei comuni interessati[16]. L'ordinanza non ha una durata prestabilita,
poiché la situazione sarà monitorata giorno per giorno e le decisioni saranno
assunte in base all'evoluzione del quadro generale[16].

Il 22 febbraio un secondo paziente infetto da coronavirus è morto in Lombardia[17].


Comprese le due vittime, il numero di casi in Italia è salito a 79[4][18]. Dei 76
casi recentemente scoperti, 54 sono riscontrati in Lombardia, tra cui un paziente
dell'Ospedale San Raffaele di Milano[19] e 8 pazienti nel Policlinico San Matteo di
Pavia[20], 17 in Veneto, 2 in Emilia-Romagna, 2 in Lazio e 1 in Piemonte[19].

Il 23 febbraio una donna di 68 anni, che soffriva di cancro, è morta a Crema,


diventando la terza vittima italiana del virus. Il numero di casi in Italia è
salito a 152, inclusi quattordici pazienti in trattamento presso il Policlinico San
Matteo di Pavia[21][22].
Il 24 febbraio sono morti un uomo di 84 anni di Bergamo, uno di 88 anni di Caselle
Landi e due uomini di Castiglione d'Adda – rispettivamente di 80 e 62 anni; tutti
avevano altre patologie pregresse[23][24][25].

Il 25 febbraio i casi in Emilia-Romagna salgono a 23, diffusi tra le province di


Piacenza, Parma e Modena, ricondotti al focolaio lombardo[26][27].

Si registra anche il primo caso nel Sud Italia, a Palermo, con il ricovero di una
turista di 60 anni proveniente da Bergamo[28][29].

Focolaio in Veneto
Il 21 febbraio, due persone sono state riscontrate positive per le infezioni da
COVID-19 in Veneto. Il giorno successivo, uno di loro, un uomo di 78 anni è
deceduto all'Ospedale di Schiavonia di Padova, diventando la prima vittima del
virus in Italia. L'uomo viveva nel comune di Vo', che è stato consequenzialmente
messo in quarantena[30].

Il 22 febbraio, il sindaco di Vo' firma un'ordinanza simile a quella firmata – il


giorno precedente – da Ministero della salute e regione Lombardia, per vietare nel
territorio comunale tutte le attività sportive, ludiche, religiose e lavorative,
con contestuale interdizione delle fermate dei mezzi pubblici[31][32].

Il 23 febbraio sono state segnalate in totale 25 infezioni in Veneto, che salgono a


32 il 24 febbraio[33][14].

Diffusione nel resto d'Italia e nel mondo


Alla data del 26 febbraio 2020, registrano come confermato almeno un caso di
infezione le regioni Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Lazio, Piemonte, Sicilia,
Liguria, Toscana, Marche e Trentino Alto Adige[34].

Il 24 febbraio 2020, un medico lombardo di 69 anni, in vacanza a Tenerife dal 17


febbraio, è risultato positivo all'ospedale universitario della Nuestra Señora de
Candelaria in Spagna. Un uomo di 25 anni di ritorno da una vacanza in Italia è
risultato positivo anche nelle Asturie, in Spagna[35].

Il 25 febbraio, l'Algeria ha confermato il primo caso di coronavirus, si tratta di


un uomo italiano che è arrivato nel paese il 17 febbraio[36].

L'Austria ha altresì confermato i suoi primi due casi di coronavirus, un uomo di 24


anni e una donna di 24 anni della Lombardia, che hanno visitato la loro città
natale a Bergamo, sono risultati positivi e sono stati curati in un ospedale di
Innsbruck, in Tirolo[37][38].

Il coronavirus è stato confermato per la prima volta anche in Croazia su un uomo


che in precedenza aveva soggiornato a Milano dal 19 al 21 febbraio ed era stato
ricoverato in ospedale a Zagabria[39].

Anche Romania e Svizzera hanno registrato i loro primi casi: per la Romania si
tratta di un uomo di Bucarest rientrato dall'Italia nelle tre settimane
precedenti[40], mentre il primo caso svizzero riguarda un uomo di 70 anni del
Cantone Ticino che aveva precedentemente visitato Milano[41].