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net/publication/289521558
MIMO in LTE
Research · January 2016
DOI: 10.13140/RG.2.1.4116.4885
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1 author:
Stefano Della Penna
Telecom Italia
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MIMO in LTE
Diversity, Beamforming e Spatial Multiplexing

Scritto da Stefano Della Penna


Corso di «Reti Radiomobili e multimediali» del Prof. Roveri dell’Università «La Sapienza»

1
Introduzione
 Argomento: tecnologia MIMO ed applicazione in LTE
 Questo documento affronta alcuni aspetti teorici
relativi alla caratterizzazione del canale wireless, al
fine di definire un modello matematico per il MIMO
da utilizzare nella trasmissione di informazioni in
tecnologia LTE, con relativi prerequisiti, limiti di
applicabilità e vantaggi.

2
Argomenti
 Cenni sulla caratterizzazione statistica dei canali
wireless in ambiente radiomobile
 Diversity e capacità
 Modello del canale MIMO
 Guadagno da diversity e da multiplexing
 Sincronizzazione e stima del canale in LTE
 Implementazione del MIMO in LTE

3
Acronimi
AAS = Active Antenna Systems CSIT = CSI at transmitter LOS = Line Of Sight
ACF = Auto Correlation Function CSIRS = CSI Reference Signal NB = Narrow Band
AMC = Adaptive Modulation and Coding CU = Central Unit NGAN = Next Generation Access Network
AWGN = Added White Gaussian Noise CW = Code Word MBSFN = Multimedia Broadcast Single
Frequency Network
BB = Base Band d.d.p.= distribuzione di probabilità
MCS = Modulation and Coding Schema
BER = Bit error Rate DFT = Discrete Fourier Transform
MIB = Master Information Block
BF = BeamForming DL = DownLink
MIMO = Multiple Input Multiple Output
BFU = BeamForming Unit DMRS = Demodulation Reference Signal
MISO = Multiple Input Single Output
BLER = Block Error Rate DSP = Digiatl Signal Processing
MLD = Maximum Likelihood Detector
BW = BandWidth E-CP = Extended CP
MMSE = Minimum Mean Square Error
CCF = Cross Correlation Function ECG = Equal-Gain Combining
MP = MultiPath
CDD = Cyclic Delay Diversity eNB = Enhanced Node B
MPC = MP Component
CDF = Cumulative Density Function FSTD = Frequency Switched Transmit Diversity
MRC = Maximal-Ratio Combining
CID = Cell Identifier FFT = Fast Fourier Transform
MS = Mobile Station
CL = Closed-Loop FT = Fourier Transform
MU-MIMO = Multi User-MIMO
CoMP = Coordinate MultiPoint H-ARQ = Hybrid –Automatic Repeat Request
N-CP = Normal CP
CP = Cyclic Prefix HO = HandOver
NLOS = Not Line Of Sight
CQI = Channel Quality Indicator HPBW = Half Power BandWidth
OCC = Othogonal Cover Codes
CRS = Cell-specific Reference Signal i.d. = Identicamente Distribuite
OFDM = Orthogonal Frequency Division
CS = Channel Status i.i.d. = Indipendenti ed Identicamente Distribuite
Multiplexing
CSI = Channel Status Information IDFT = Inverse DFT
OFDMA = Orthogonal Frequency Division
CSIR = CSI at receiver IFFT = Inverse FFT Multiple Access

4
Acronimi
OL = Open-Loop RF = Radio Frequency SSC = Switch-and-Stay Combining
PAPR = Peak-Average Power Ratio RI = Rank Indicator SSS = Secondary Synchronization channel
PBCH = Physical Broadcast Channel r.m.s. = Root Mean Square STBC = Space-Time Block Code
PCFICH = Physical Control Format Indicator RRC = Radio Resource Control SU-MIMO = Single User-MIMO
Channel
RRM = Radio Resource Management SVD = Single Value Decomposition
PCI = Physical Cell Identitiy
RRU = Remote Radio Unit TB = Transport Block
PDF = Probability Density Function
RS = Reference Signal TD = Transmit Diversity
PDP = Power Delay Profile
RSSI = Received Signal Strength Indicator TM = Transmission Mode
PDCCH = Physical Downlink Control Channel
RSRP = RS Receiver Power TTI = Transmission Time Interval
PDSCH = Physical Downlink Shared Channel
RSRQ = RS Receiver Quality TV = Tempo-Variante
PHICH = Physical H-arq Indicator Channel
RX = Ricevitore TX = Trasmettitore
PL = Path Loss
SC = Selection Combining UE = User Equipment
PMCH = Physical Multicast Channel
SD = Spatial Diversity UL = UpLink
PMCH = Physical Multicast Channel
SFBC = Space-Frequency Block Code US = Uncorrelated Scattering
PMI = Precoder-Matrix Indicator
SFN = System Frame Number USE = Uniform Scattering Enviroment
PRB = Physical Resource Block
SIC = Successive Interference Cancellation v.a. = Variabile Aleatoria
PSS = Primary Synchronization channel
SIR = Signal-Interference Ratio WB = Wide Band
PSD = Power Spectrum Density
SISO = Single Input Single Output WS = Wireless
PVI = Precoded Vector Indicator
SIMO = Single Input Multiple Output WSS = Wide Sense Stationary
QAM = Quadrature Amplitude Modulation
SINR = Signa-Interference-Noise Ratio ZF = Zero_forcing
RB = Resource Block
SM = Spatial Multiplexing ZMCSCG = Zero-Mean Circularly Symmetric
RBS = Radio Base Station Complex Gaussian
SNR = Signal-Noise Ratio
RD = Receiver Diversity ZMSW = Zero-Mean Spatially White
SON = Self Organizing Network
5
Bibliografia
 Digital Communications – Ed. Prentice Hall – Aut. J.G. Proakis, M. Salehi
 Wireless Communications – Ed. Cambridge University Press – Aut. A.
Goldsmith
 4G LTE/LTE-Advanced for Mobile Broadband – Ed. Academic Press – Aut.
E. Dahlman, S. Parkvall, J. Sköld
 LTE for UMTS: OFDMA and SC-FDMA Based Radio Access – Ed. J. Wiley
&Sons - Aut. H. Holma, A. Toskala -
 LTE: from Theory to Practice – Ed. Wiley – Aut. S.Sesia, I. Toufik, M. Baker
 Notiziario tecnico - Antenne sempre più intelligenti per un vero Mobile
BroadBand
 Internet - MIMO transmission schemes for LTE and HSPA networks

6
CARATTERIZZAZIONE STATISTICA DEI
CANALI WS
 Attenuazione in ambiente radiomobile
 Risposta impulsiva di un canale wireless
 Canale wide-sense stationary con uncorrelated scattering
 Canale wide-band e narrow-band
 Canale narrow-band e tempo-invariante

7
Attenuazione in ambiente radiomobile
 In ambiente radiomobile per un TX che invia un segnale con potenza  in ingresso al RX si ha:
       
 con     +   +   (1.1)
 dove
  
      ≜ guadagno da antenna del TX e del RX

 ≜ attenuazione del canale di comunicazione per effetto di 3 fenomeni (fig.1.1):

   ≜ attenuazione da path loss (PL) 


funzione della distanza TX-RX 

   ≜ attenuazione da shadowing,
provocata da ostacoli grandi (rispetto alla
lunghezza d’onda del segnale) lungo il  ⁄ 
fig. 1.1
percorso o variazioni delle superfici
riflettenti ⟹ produce una variazione
randomica intorno alla media della
potenza del segnale ricevuto e, in
generale, è modellato attraverso una
d.d.p. log-normale log 

   ≜ attenuazione da fading di breve termine, causato da percorsi molteplici (MP per fenomeni di
scattering e riflessioni) del segnale (con ricombinazione costruttiva o distruttiva in ricezione) e dalla mobilità
dell’UE (effetto Doppler) ⟹ produce variazioni rapide rispetto alla media della potenza del segnale ricevuto
⟹ il canale è affetto da fading
 di lungo termine ⟹ da shadowing
 di breve termine ⟹ da MP (fading selettivo in frequenza o piatto) e da Doppler (fading lento o veloce)

8
Risposta impulsiva di un canale WS
 In ambiente radiomobile, la propagazione
"
in ambiente MP associata alla mobilità  ;"
determina in ricezione la presenza di copie
ritardate (⟹ sfasate) del segnale
trasmesso attraverso un canale "$ "$
intrinsecamente tempo-variante ⟹
modello di canale con ritardo da MP "# "#
discretizzato (fig. 1.2)
 ≜ excess delay, ossia l’istante
)
" "
(quantizzato) corrispondenti alla ricezione
dell’i-esima copia del segnale trasmesso ⟹
per convenzione   0, ossia si trascura il " "
ritardo di propagazione al fine di valutare i   # $ % &' ( &'
fig. 1.2
ritardi relativi delle altre MPC
 ∆  ),
) ≜ passo costante di ritardo in eccesso per cui tutti i segnali
/0
MP ricevuti all’interno dell’i-esimo ∆ ( ) -  . ), ) sono rappresentati da
un’unica MPC risolvibile ⟹ ∆ costituisce nel tempo la risoluzione del
ritardo da MP del modello del canale ⟹ condizione sulla durata fig. 1.3
dell’impulso del segnale (fig. 1.3): /0 . ∆ , corrispondente in frequenza a
trasmettere segnali con BW 10 2 1⁄2∆ essendo 10 5 /0 (
  ∆ #
 67 ∆ ≜ excess delay massimo

9
Risposta impulsiva di un canale WS
 A seguito della trasmissione del segnale 8 "  ℜ 8:7 " ; <#=>?  attraverso un canale
radiomobile affetto da fading di breve termine, al netto del rumore in ricezione si ha
r ; "  ℜ 8:7 " ; <#=>?  ∗  ; "  ℜ B 8:7 "
h ; "  ; <#=>?  
&
ℜ ∑EK
'
E " ; < #=>? F G  ,HIG 
8 t
E " ; <#=>?  (1.2)
dove L  0 corrisponde al percorso LOS
⟹ risposta impulsiva del canale WS
& &
 ; "  ∑EK
'
E " ; (< #=>? F G  ,HIG 
M
E "  ∑EK
'
E " ; (<N G 
M
E " (1.3)
che racchiude le caratteristiche principali
 TV per effetto Doppler legato alla velocità di spostamento dell’UE rispetto alla RBS
 U
⟹ φP E " =2π B RSE T T , RSE "  cos YE " RV con L ∈ 0, 67 e YE " ≜ angolo di arrivo del segnale
V
nella direzione del moto tra TX ed RX, RSE " ≜ shift di frequenza da Doppler
 fading da MP per riflessione/scattering lungo il percorso che generano in ricezione copie ritardate del
segnale trasmesso u " che si sommano in modo costruttivo o distruttivo a seconda della fase
⟹ ; (<#=>? F G  M
E " con L ∈ 0, 67 , ϕE "  2^RV E " ∈
^, ^ v.a. i.i.d. . anche per piccoli delay
E (") poiché RV elevato ⟹ aE "  ϕE "  φP E " ∈
^, ^ è v.a. i.i.d. in quanto ϕE " varia molto più
rapidamente di φP E "
 attenuazione della potenza durante la propagazione (PL + shadowing) ⟹ E "

10
Risposta impulsiva di un canale WS
 L’n-esima MPC risolvibile bE ; "  E " ; (< #=>? ,N G  M
E " è associata ad un
centro di scattering che genera anche più copie del segnale con ritardi simili (all’interno di Δ ).
 I processi aleatori E (") e aE (") sono indipendenti perché legati a fenomeni distinti
 E (") legato a PL + shadowing
 aE (") legato a MP + Doppler
⟹ nel caso NLOS (⟹ L ≠ 0), per 67 elevato dal teo. del limite centrale
⟹  ; " ∈ ℂf 0, gh #
 Ulteriori caratterizzazioni dal punto di vista statistico:
 aE " v.a. uniformemente distribuita tra
^, ^
  ; "  i ; "  jk ; " → i ; " , k ; " ∈ f(0, gh # ⁄2)
o qr (qr o ⁄st o
 mn ; "   ; "  i ; " #  k ; " # ⟹ p
qr mn  o ; (PDF di Rayleigh)
st ⁄#

 uF  ; "  v R; " ∈ f 0, gh # ⁄2 ⟹ la FT della risposta del canale dipende da t poiché il canale WS è


TV
 n  , # ; " , "# w   ; " ∗ # ; "# ⟹ l’ACF del canale dipende da 4 variabili

11
Canale WSSUS
 Ipotesi semplificative sulla statistica del modello di canale:
 WSS : le statistiche del 2° ordine del canale misurate in 2 diversi istanti di tempo " e "# dipendono solo
dalla loro differenza ∆"  "#
" ⟹ w ∗  ; "  # ; "#  n  , # ; ∆"
 US: le MPC sono scorrelate poiché in generale causate da centri di scattering distinti
⟹ w ∗  ; "  # ; "#  n  , # ; " , "#  0 se  ≠ #
⟹ per un canale WSSUS l’ACF della risposta impulsiva è data da
w ∗ ; "   ; "  n ; ∆" M ∆ ≡ n ; ∆" (1.4)
con    ∆ , ∆"  "
" ⟹ n ; ∆"  0 se ∆ ≠ 0 (US) e dipende solo da ∆" (WSS)
⟹ posto
 v f; "  uF  ; " distribuzione componenti spettrali del canale all’istante di osservazione t
 ∆  
intervallo di ricezione di 2 MPC distinte
La cross-correlazione tra 2 sinusoidi a frequenze R ed R con ∆f  R
R# osservate in uscita al
canale radio in 2 istanti di tempo " e "# con ∆t  "
"# è data da

w v ∗ f; t v R ; "  w uF ∗  , " uFz   ; "  w { ∗ , "   ; " ; <#=>F ; (<#=>z Fz τ 

 ∬ w ∗ , "  τ  ∆ ; t  ∆t ; (<#= ~,> F (<#=>F


; Δτ
 B M ∆ ; (<#= ~,> F
 B n ; ∆" ; (<#=>F Δ  € ∆f; ∆" (1.5)
⟹ ACF della risposta in frequenza del canale se nello stesso istante di osservazione ∆"  0
€ ∆f  € ∆f; ∆"  0  uF n ; ∆"  0 (1.6)
12
Canale WSSUS
 I principali parametri caratteristici di un canale WSSUS sono:
 Power Delay Profile (PDP) ⟹ nel dominio del tempo
per dispersione temporale (MPC)
 BW di coerenza (1Vn ) ⟹ nel dominio della frequenza
 Spettro Doppler ⟹ nel dominio della frequenza
per mobilità (TV del canale)
 Tempo di coerenza (/Vn ) ⟹ nel dominio del tempo
tutte derivate da
 ACF del canale n ; ∆"
 Funzione di Scattering ‚n ; ƒ  u∆ n ; ∆" che rappresenta la distribuzione della potenza delle
componenti in frequenza della MPC ricevuta all’istante
entrambe dipendenti da 2 variabili ⟹ necessaria ulteriore semplificazione per ottenere funzioni
dipendenti da un’unica variabile
 PDP n  n ; ∆"  0 , corrispondente all’ACF del canale n
n ; ∆" valutata in uscita nello stesso istante di osservazione (⟹ ∆"  0),
rappresenta quanta della potenza unitaria trasmessa da un impulso di
Dirac giunge in ricezione in un ritardo compreso tra ,  ∆ .
Tipicamente, il PDP ha andamento esponenziale (fig. 1.4) in cui per ogni
MPC con ritardo „ è possibile estrarre la potenza media associata n „
⟹ n   ; (F⁄… M( con   †…
‡ g… /q
con /q  B n  ≜ delay spread medio fig. 1.4
‡
⟹ n  B n  ≜ potenza totale del segnale ricevuto, somma delle potenze delle singole
MPC associate al segnale trasmesso

13
Canale WSSUS
Definito ˆ …  …† ‰Š , il delay spread è generalmente
valutato attraverso la deviazione standard
o  o
BŽ F(‹Œ… r F F
g…  †
‰Š

che, nella determinazione della dispersione


temporale, pesa in maniera inferiore le repliche meno
potenti
⟹ si considera n  n ; 0 5 0 per  / 5
3g… per cui è possibile ignorare le MPC con ritardo
superiore a / perché a potenza inferiore ad una
certa soglia (fig. 1.5)

fig. 1.5
Inoltre, dalla (1.6)
⟹ € ∆f  € ∆f; ∆"  0  uF n con € ∆f 5 0 per h ∆R
∆f 2 1Vn ≝ BW di coerenza (fig 1.6)
⟹ le risposte del canale sono incorrelate per 2 sinusoidi in
ingresso separate in frequenza per valori superiori a 1Vn , in fig. 1.6
quanto i comportamenti del canale sono completamente diversi

⟹ per la relazione FT “ τ → € ∆f si ha 1Vn ≅ / (
1Vn ∆R

14
Canale WSSUS
 ACF della risposta in frequenza del canale dalla (1.6)
⟹ h ∆"  h ∆f  0; ∆" 5 0 se ∆" 2 /Vn h ∆" fig. 1.7
con /Vn ≝ Tempo di coerenza (fig 1.7)
⟹ ottenuta utilizzando una sinusoide in ingresso e valutando le
risposte in frequenza del canale in uscita in 2 distinti istanti di
tempo " e "# , che risultano incorrelate se ∆t  "
"# è
superiore al tempo di coerenza del canale
/Vn
∆"

 Spettro Doppler ‚€ ƒ  ‚€ ∆f  0; ƒ  u∆ h ∆"


rappresenta la densità dello spettro di potenza del Doppler del ‚h ƒ
canale, ossia la distribuzione della potenza delle componenti fig. 1.8
spettrali del segnale in uscita dal canale con in ingresso una
portante RV non modulata in condizioni di mobilità
⟹ la BW del segnale in uscita è circa pari a 1S  2R–S ≝
Doppler spread (fig. 1.8), dove R–S ≜ RV frequenza di Doppler
U
V
RV
R–S RV RV  R–S ƒ
massima, ed è centrata su RV , ossia la frequenza della
sinusoide in ingresso, con un ampliamento dell’occupazione 1S
spettrale funzione della velocità di spostamento —
∆˜
⟹ per la relazione FT h ∆" ‚€ ƒ si ha /Vn ≅ 1S (

15
Canale WideBand e NarrowBand
 La caratterizzazione spettrale del canale è in funzione del Segnale WB
(fading selettivo in frequenza)
rapporto tra le ampiezze di BW del segnale utile (10 ) e
del canale (1Vn ) affetto da MP (fig.1.6) Segnale NB
(fading piatto)

10 ≪ 1Vn ⟹ segnali NB (fig. 1.7), per cui il fading non è


fig. 1.9

selettivo in frequenza (flat fading)
™š›œ
 10 ≫ 1Vn ⟹ segnali WB (fig. 1.8)
 In LTE la spaziatura tra sub-carrier ∆RŸV  15v¡ consente
l’approssimazione NB all’interno di ogni sub-channel, non per
l’intera BW
 Nel dominio del tempo, la caratteristica NB del segnale
trasmesso produce in ricezione copie del segnale non
risolvibili ⟹ approssimazione: i delay delle repliche del fig. 1.10
segnale sono (quasi) uguali
 La condizione /  /q elimina l’ISI in ricezione
 Approssimazione per canale WSSUS e NB:
&
 ; "  ∑EK
'
E " ; (<N G 
M  b " M (1.7)
con M
E " ≅ M , a E "  ¢E "  £SE " ,
¢E "  2^RV E " e E " ≪ / , ⩝L ∈ 1, 67 fig.1.11
 RV elevata ⟹ per E " piccolo, ¢E " grande con conseguenti
effetti costruttivi/distruttivi nella ricombinazione del segnale in
ricezione ⟹ resta la dipendenza di ¢E " da "

16
Canale narrowband e tempo invariante
 /0 ≪ /Vn ⇒ il canale è TI durante l’impulso di durata /0 del segnale trasmesso, per cui il
fading non è selettivo nel tempo
 Dalla (1.7) per " ∈ ¦/Vn , ¦  1 /Vn ⟹ E " ≅ E , RSE " ≅ RSE e E " ≅ E per cui
aE "  ¢E "  £E " ≅ 2^ RV E  RSE "  ¢E  2πRSE " e
& (
 ;"    ∑EK
'
E ; (< §G ,#¨>©G 
M (1.8)
Per un ingresso sinusoidale 8 "  cos 2^RV " (sicuramente NB, perché soddisfa sempre la
condizione 1Ÿ ≪ 1Vn ), in ricezione e nell’intervallo /Vn :
& ( & (
ª:7 "  8:7 " ∗  ; "   ; "  ∑EK E cos a E "  j ∑EK E sin a E "  ªi "  jªk "
' '


 per 67 elevato ⇒ ª:7 ∈ ℂf(0, g # ) nel caso NLOS ⇒ ªi , ªk congiuntamente Gaussiane


 ¢E  2πRV E ≫ 2πRSE " ⇒ a E ≅ ¢E è i.d. in
^, ^ , a E , a „ indipendenti perché generati da differenti
centri di scattering, a E ,  E indip. perché legati a fenomeni distinti (PL + Shadowing e MP + Doppler)
 w ªi  w ªk  0 poichè w cos a E  w sin a E  0 (per US ⇒ a E è i.d. in
^, ^ )
 w ªi ªk  0 poiché w cos a E sin a E  0 ⟹ ªi , ªk scorrelate ⟹stat. indip. perché Gaussiane
&' ( &' (
 w ªi 
ªi #  0.5 ∑EK w E # w cos 2^RSE °
 0.5 ∑EK E ¯ 2^RS  ± e analogamente per
² ⟹ ªi , ªk sono WSS
& (
w ªi  ªk #  0.5 ∑EK w E # w sin 2^RSE  0 ⟹ ± ²  0 e analogamente ² ±  0 ⟹ ªi , ªk
'

sono scorrelate ⟹ statisticamente indipendenti perché Gaussiane
 ª "  ªi " cos 2^RV "
ªk " sin 2^RV "
⟹    ± cos 2^RV  ± ² sin 2^RV   ± cos 2^RV e anche ª " è WSS

17
Canale narrowband e tempo invariante
 Per l’andamento della f.ne di Bessel (fig. 1.10)

¯ 2^R–S
&' (
±  0.5 ∑EK °
E ¯ 2^RS ~0
°
se RS  0.4 ⟹ —  0.4µ ⟹ i segnali diventano
indipendenti per distanza tra le antenne 5 µ⁄2 (si
trascura la ricorrelazione successiva, perché a valori
più bassi)
 Trasmettendo una portante non modulata 8 " 

cos 2^RV " in condizione USE (⟹ E  2 ¶ ), per la
&'
PSD di ªi " si ha R–S
 # ¶  fig. 1.10
‚· R  ‚± R
RV  ‚± R  RV 
% =>°
© o o
( ¸¹¸? †º̧
© ‚ R
°
con R
RV - RS e ‚± R  uF ±
I valori massimi sono in corrispondenza del picco di
variazione della frequenza R°S per effetto Doppler
(fig.1.11)
‚» R

RV
R–S RV  R–S R
RV
fig. 1.11

18
Concetti chiave
 La propagazione del segnale è affetta da fenomeni di fading a breve termine determinate
dalla presenza di copie ritardate del segnale trasmesso (MP) e dalla mobilità del terminale
(Doppler) che generano variazioni rapide e randomiche dell’attenuazione del canale.
 La risposta di una canale in ambiente radiomobile dipende
o dall’istante di applicazione del segnale (caratteristica TV a causa della mobilità) nel dominio
del tempo
o dalle BW del segnale (selettività in frequenza a causa del MP) nel dominio della frequenza
 Attraverso l’ipotesi WSSUS per il canale radio, è possibile semplificare la funzione di
autocorrelazione della risposta in frequenza del canale da cui ottenere i parametri di BVn e
TVn utili a caratterizzarne il comportamento in funzione del fading a breve termine.
 Per un canale NB e TI valgono le condizioni
o 10 ≪ 1Vn
o /0 ≪ /Vn
per cui il fading è di tipo piatto e lento e la risposta nel tempo assume la seguente espressione
& (
o  ;"    ∑EK
'
E ; (< §G ,#¨>©G 
M
In queste condizioni la stima del canale è sufficientemente accurata e consente di ottimizzare le
prestazioni del sistema in termini di incremento di copertura o di data rate attraverso
o allocazione ottima della potenza e sagomatura della trasmissione del segnale per migliorare
le prestazioni del sistema (CSIT)
o ricombinazione coerente in ricezione delle MPC del segnale (CSIR)
19
CAPACITA’ CANALE MIMO
 Diversity in ricezione ed in trasmissione
 Capacità di un canale con fading
 Modello di canale MIMO e single-value-decomposition
 Capacità di un canale MIMO statico
 Capacità di un canale MIMO ergodico
 Beamforming con MIMO
 Confronto tra spatial diversity e spatial multiplexing in MIMO
 Tecnica V-BLAST

20
Diversity
 Diversity ≝ tecnica di contrasto del fading mediante una ricombinazione coerente in ricezione
del segnale e delle sue MPC attraverso la realizzazione di percorsi con fading indipendente
(microdiversity), sfruttando la selettività del canale nei 3 domini: frequenza, tempo e spazio
 Per creare MPC indipendenti è necessario disporre di antenne multiple:
 sufficientemente spaziate tra loro (5 µ⁄2 per antenne omnidirezionali, superiore per quelle direzionali)
oppure
 con differente polarizzazione (massimo 2, che costituisce una limitazione)
 Benefici della diversity spaziale:
 Guadagno di performance ⟹ miglioramento dell’SNR e, in definitiva, della probabilità di errore in ricezione
con diretta conseguenza sulla copertura di cella e sul numero di UE servibili (capacità), tramite
trasmissione dello stesso data symbol da tutte le antenne. 2 indicatori:
 Array Gain ( ¾ ) ≝ rapporto tra SNR in diversity ed
in AWGN : qualitativamente, indica il miglioramento
del valore medio del segnale in ricezione
 Diversity Gain (¿¾ ) ≝ variazione del gradiente della fig. 2.1
probabilità di errore, con ¿¾ - 6 ∙ 6 (Full Diversiy
Order): qualitativamente indica la riduzione della
varianza del segnale, ossia la concentrazione della
potenza del segnale in un range più ristretto di valori
⟹ legato al numero di path indipendenti
 Incremento di data rate ⟹ mediante creazione di canali paralleli e indipendenti (layer), ognuno con uno
stream di dati distinto, per cui è richiesto l’utilizzo di antenne multiple in trasmissione ed in ricezione
(6 , 6 2 1 ⟹ MIMO). 1 indicatore:
 Multiplexing Gain (Á¾ ) ≝ fattore moltiplicativo del data rate, con Á¾ - mÂL 6 , 6

21
Diversity in ricezione
 Nel canale SIMO (⟹ RD): CSIR prerequisito per una b ; <Nz 8  L b# ; <No 8  L# b&¶ ; <Nȶ 8  L&¶
ricombinazione coerente (MRC)
 Ã)  b) ; (<NÄ ⟹ i coefficienti moltiplicativi (tutti ≠ 0) del ricevitore
(fig. 2.2) equalizzano la fase dei percorsi, esaltando quelli con à Ã# Ã&¶
guadagno (⟹ SNR) più elevato
 Assumendo b# # 8  Ã# n

 indipendenti i path multipli


b # 8  Ã n b&¶ # 8  Ã&¶ n

 stessa PSD †# per il rumore in ogni path
 Å0 ∙ /0  1 ‚6Ü  ÆÇ
Í o
Î ? o
¶ ÊË ∑ÌÏz &Î # &
⟹ ÆÇ   K Ë ∑ÑK bÑ  ∑ÑK γÑ , ossia pari alla
Ì Ð Î
É Í fig. 2.2
È &Ž ∑ Î ?Ì o È Ž
ÌÏz
ÕÉ
somma degli SNR di ciascun ramo, con array gain AÔ   6 nel caso di assenza di
ÕÖ×ØÍ
fading (ossia cÑ  1,⩝i ⟹ γÑ  γÙÚÔÛ )
⟹ L’array gain di un sistema con antenne multiple in trasmissione o in ricezione in un canale
con fading offre prestazioni migliori rispetto al caso di assenza di diversity in un canale AWGN
con lo stesso SNR dei singoli percorsi a guadagno unitario.
⟹ L’array gain è presente in tutte le forme di ricombinazione in diversity, ma raggiunge il
massimo solo nella tecnica MRC

22
Diversity in ricezione
 La combinazione di path multipli ed indipendenti affetti da fading determina una distribuzione
più favorevole dell’SNR aggregato in ricezione.
⟹ Data una PDF di ÆÇ ∈ Ω  Æ , … , Æß , le misure di performance utilizzate sono
á
 àŸ  ∑„∈ ãä Ÿ á
ÆÇ „
pâÉ ÆÇ „
probabilità media di errore sul simbolo, dove
á „ „
 Ÿ ÆÇ probabilità di errore sul simbolo per un canale AWGN con SNR ÆÇ
„ „
 pâÉ ÆÇ probabilità della realizzazione con SNR ÆÇ
0  p ÆÇ - Æ  ∑å∈ ã ç èâ pâÉ ÆÇ „
outage probability
ä :âÉ

Ž

che presentano un decremento il cui valore costituisce il diversity gain (o diversity order)
¿¾ - 6 ⟹ ¿¾  6 sistema full diversity order
 Probabilità di errore approssimata tramite
o
Limite di Chernoff é ê  0.5;ªRb ê ⁄ 2 - ; (ë con êìí 0,1
o

È
ð ∑ ¶ ðÄ
(ï‰ É á (ï‰ ÄÏz
⟹ àŸ - Ð ∏)K

⟹ Ÿ á  Ð é o î ÆÇ - Ð ;  Ð ; o 1  î Æà) ⁄2
o (

poiché ÆÇ ha distribuzione ò # in un canale affetto da fading di Rayleigh


á
⟹ per Æà) ≫ 1 e Æ) i.i.d., con Æà)  Æ̅ si ha: àŸ 5 Ð î Æ̅ ⁄2 (&¶
⟹ ¿¾  6

23
Diversity in ricezione
 Esistono altre tecniche di ricombinazione dei segnali in ricezione meno complesse, ma con
prestazioni inferiori:
 Con allineamento in fase
¶ ÊË
 ECG simile all’MRC, con stesso peso su ogni ramo ( Ãq =1) ⟹ ÆÇ  É Û ÍÎ o
∑ÌÏz VÌ con un fattore
È Î &Ž

peggiorativo pari a Û rispetto all’MRC
Î

 Senza allineamento in fase


&
 SC selezione del segnale con SNR più elevato ⟹ CDFâÉ Æ  âÉ Æ  p max ÆÑ - Æ  ∏)K

p ÆÑ - Æ
è)è&¶
con 0 Æ  CDFâÉ Æ e pâÉ Æ   CDFâÉ Æ ⁄Æ : se gli 6 path sono soggetti a fading di Rayleigh con

guadagno di potenza del canale úÑ  Ñ #
 bÑ # i.i.d. ⟹ ÆÑ  úÑ Æ û¾& e pâÌ Æ  à ; (â⁄âàÄ ⟹ 0 
âÄ
&¶ &¶ à &¶( (â⁄â
∏&
)K 1
;
¶ (âÌ ⁄â
àÄ
e se Æ̅)  Æ̅ , ⩝i ⟹ 0 Æ  1
; (â⁄âà e pâÉ Æ  1
; (â⁄â
; à
⟹ Æ̅Ç 
à
â
&
Æ̅ ∑)K

 ( per cui il guadagno dell’SNR medio cresce con 6 , ma non in modo lineare
 SSC una volta selezionato il ramo, lo switch avviene solo quando l’SNR scende sotto una certa soglia

24
Diversity in trasmissione
 Nel canale MISO (fig. 2.3) la potenza in trasmissione  è suddivisa tra le 6 antenne ⟹
preferibile l’implementazione sulla RBS dove è maggiore la disponibilità di risorse, in termini di
spazio, energia e capacità computazionale
 Le prestazioni dipendono dalla conoscenza delle condizioni del canale nel TX
 CSIT ⟹ segnali trasmessi con peso differente, a seconda del guadagno di canale, in modo da
massimizzare l’SNR in ricezione mediante b ; <Nz
un’operazione di rifasamento direttamente in 8
trasmissione. Posto ý ; (<Nz

þ  ý ; (<Nz … ý&˜ ; (<NȘ 8
0  w 8 #     /0   ځ0
per il vincolo sulla potenza in trasmissione: 8 b&˜ ; <NȘ ü
 
8&˜
εþ  w þh þ   ý)  ε0 ⟹  ý) 
  ý&˜ ; (<NȘ
K K
Con lo stesso approccio del caso MRC nella
diversity in ricezione, se fig. 2.3

o
ۘ
ý)  b) † ∑)K b) #

&˜ &˜ ۘ o
⟹ ª  ∑)K b) ý) u  ∑)K b) # † ∑)K b) # 8 ⟹ ÆÇ  w ª # ⁄N  ∑& &˜
)K b) ε †N  ∑)K Æ) dove
˜ #


˜
Æ)  b) # ⟹ stesso risultato ottenuto nella diversity in ricezione
ێ

25
Diversity in trasmissione
⟹ se tutte le antenne hanno lo stesso guadagno: ý)  ý, ⩝i ⟹ ÆÇ  6 ý # 0 ⁄6 con array gain ¾  6
⟹ analogamente allo scenario di diversity in ricezione ed utilizzando le stesse approssimazioni, per
á
Æà) ≫ 1 e Æ) i.i.d., con Æà)  Æ̅ si ha: àŸ 5 î Æ̅ ⁄2 (&˜ ⟹ ¿¾  6 , ossia il sistema con transimit diversity
e ricezione con MRC è potenzialmente di tipo full diversity order
 CSIR ⟹ necessario uno schema trasmissivo in grado di sfruttare la diversity nel dominio tempo-spazio o
frequenza-spazio
⟹ Schema di Alamouti: sfrutta la diversity spazio-tempo con 2 antenne in trasmissione, operando su un
intervallo temporale di 2 periodi di simbolo (2/0 ), durante il quale si suppone indipendente dal tempo la
risposta in frequenza del canale (⟹ /Vn  2/0 ), per cui il guadagno in potenza è costante.

ª   8 
 # 8 #
 L
Modello matematico:  dove
ª#   8# 
 # 8# #
 L#
8) „
≜ segnale trasmesso all’istante k dall’antenna i STBC
8  8 8 #
8# ∗ encoder
(Â, ¦ ∈ 1,2 ) ⟹    8 ,  #  UE
8 ∗
(fig. 2.4)
8# # 8#
Modello in forma matriciale: ü  þ  con
fig. 2.4
8 L ª  # h
þ  8 ,  L ∗ , ü  ª ∗ e  ∗ con   #
 # #
#
# # # # ∗

Applicando in ricezione la matrice di shaping h ⟹   h ü    #  # # # þ   con
ý    # 8  L
# #
disaccoppiamento dei 2 simboli trasmessi ⟹   stessa distribuzione di
,
ý#   #  # # 8#  L #

26
Diversity in trasmissione
SNR in ricezione per ognuno dei segnali nei 2 time slot
⟹ Æ)   #
 # #
0 ⁄26 Â  1,2
con il fattore 2 a denominatore motivato dal fatto che i segnali vengano trasmessi sulle 2 antenne
utilizzando metà della potenza disponibile.
Per i guadagni si ha:
 ¿¾  2 poiché vengono realizzati 2 path indipendenti ⟹ il sistema è full diversity order come nel caso MRC
 ¾  1 poiché il sistema trasmissivo divide equamente la potenza tra le 2 antenne e trasmette i 2 segnali in
2 time slot adiacenti
Lo schema di Alamouti implementa una trasmissione di tipo block code (2 simboli) sfruttando la diversity
nel dominio del tempo (2 time slot) e dello spazio (2x1 antenne) ⟹ sistema STBC

27
Capacità di un canale con fading
 ٟ   , … ,  ≝ insieme finito di cardinalità M degli stati di un canale ⟹ modello del canale
a stati finiti, con  v.a. discreta, con PDF p  , che rappresenta lo stato del canale
 All’inizio di ogni intervallo di trasmissione, indipendentemente dai segnali in ingresso, lo stato 
del canale è pari ad q ∈ ٟ a seconda della PDF p 
 Ad ogni intervallo di trasmissione, il segnale in uscita dipende dal segnale in ingresso e dallo
stato del canale secondo una PDF condizionata p r|u, s
 Canale ergodico ⟹ la selezione dello stato avviene prima della trasmissione di ciascun data
symbol e non semplicemente all’inizio della trasmissione di un intero blocco di data symbol
 Capacità di un canale ergodico ≝ massimo bit rate per Hertz a cui il TX invia dati su un canale
in modo affidabile, ossia senza errori di decodifica in ricezione
In caso di canale affetto da fading, la capacità dipende dal livello di CSI in ricezione e in
trasmissione:
 CSIR ⟹   max  U; R|S con p , 8, ª  p  p 8 p ª|8,  e  U; R|‚  ∑
qK p q  U; R|‚  q
7 

 CSIR+CSIT ⟹   max  U; R|S  ∑


qK p q max  U; R|‚  q e p , 8, ª  p  p 8|s p ª|8, 
7 | 7 |

 In uno schema trasmissivo con CSIR + CSIT il TX sfrutta la conoscenza del canale, tramite
feedback dal RX, per selezionare una distribuzione del segnale in ingresso (nella pratica si
traduce in AMC) in grado di massimizzare la funzione di mutua informazione ⟹ capacità
q
ergodica come media   ∑ qK p q Ÿ delle capacità ottenibili per ogni stato del canale
Ÿ q  max  U; R|‚  q
7 |

28
Capacità di un canale con fading
 In condizione di solo CSIR, il TX fissa una probabilità di disservizio ì, in funzione della quale
considera la capacità del canale  come limite superiore della velocità di trasmissione ܟ ⟹
 0 ܟ  ª ܟ 2  - ì ≜ outage probability
   mê ܟ : 0 ܟ - ì ≜ outage capacity
 In ogni intervallo ¦/Ÿ di trasmissione dati in BB e in condizioni NLOS, il modello di canale a
stati finiti affetto da fading e AWGN è rappresentato da r ¦  h ¦ u ¦  n ¦ dove
 il guadagno di canale h ¦ è una v.a. ZMCSCG ⟹ h ¦   ¦  ji ¦ con  , i ∈ ℂí 0, g # e i.i.d..
V o ⁄#s o
 il modulo del guadagno di canale c ¦  h ¦ è una v.a. con PDF di Rayleig ⟹ p b  ; (V
so
 la fase del guadagno di canale a ¦ è una v.a. i.i.d. tra 0,2^
 o
 la potenza del guadagno di canale g ¦  b # ¦ è una v.a. con PDF esponenziale ⟹ p ú  ; (⁄#s
#s o
 Il rumore in ricezione n ¦ è una v.a. i.i.d. con PDF Gaussiana ⟹ n ∈ í 0, 6 ⁄2
⟹ lo stato del canale è rappresentabile con l’SNR istantaneo, dato da
Æ ¦  ú ¦ Æ û¾& ∈ Ωâ  Æ , … , Ɛ con
Ë
 Æ û¾&  SNR di un canale AWGN con guadagno di potenza unitario

#
 0  E 8:7 " potenza media del segnale trasmesso
 8:7 " =8„ : p "
¦/Ÿ segnale BB trasmesso all’istante ¦/Ÿ con
:  
 8 ∈  8 ,…,8 data symbol trasmesso
 p " segnale impulsivo finalizzato alla riduzione della BW impegnata con potenza unitaria

29
Modello di canale MIMO
 Date 6 ed 6 antenne rispettivamente in
trasmissione e ricezione, con 6 , 6 2 1, il canale
MIMO (fig. 2.5) è rappresentato in forma
matriciale da:
ü "  ; " ∗ þ "  " in cui:
 ; "  )< ; " matrice 6 x6 delle risposte
impulsive degli 6 ∙ 6 percorsi
 )< ; " risposta impulsiva, affetta da MP e TV, del
percorso dall’antenna j-esima all’antenna i-esima
&
 ª) "  ∑<K
Œ
B )< ; " 8< "
  L) " segnale in
ricezione all’antenna i-esima
fig. 2.5
 Ai fini implementativi, si ipotizza
 segnale trasmesso NB (10 - 1V!“ ) , ossia canale non selettivo in frequenza
 canale non selettivo nel tempo (/0 - /V!“ )
⟹ ; "   )< con ü "  þ "  " (2.1)
 Caratterizzazione statistica per le v.a. in (2.1)
 )< ZMCSCG e i.i.d. ⟹ canale ZMSW
 "  n) " AWGN con n) " i.i.d

30
Modello di canale MIMO
q
 Posto 8< "  8< ú " , dove
 ú " impulso del segnale in trasmissione
 8< q m-esimo data symbol associato alla j-esima antenna trasmittente (8 q
∈ 8 
,…,8 Ë

costellazione dei simboli in ingresso di cardinalità Á0 )
in ciascuna delle 6 antenne, il RX con filtro accoppiato a ú " (⟹ ý "  ú∗ /0
" ) per

ogni istante di campionamento fornisce in uscita il segnale ª)  ∑<K )< 8< q"  #) "
⟹ ü  þ  $ (2.2)
rappresenta il modello del canale MIMO in forma matriciale.
 La decodifica ottima del segnale prevede un RX con MLD che, a causa dell’interferenza tra i
segnali trasmessi in ognuna delle antenne riceventi, richiede una ricerca tra tutti i possibili
Á0 &Œ vettori composti da Á0 data symbol
 La complessità dell’operazione di decodifica in ricezione si riduce in condizione CSIT ⟹ SVD
della matrice del canale , tramite un’operazione di precoding (matrice %) in trasmissione e
shaping (matrice &) in ricezione (fig. 2.6), che consente di realizzare ρh  ªL¦ -
mÂL 6 , 6 canali SISO paralleli su cui inviare data streams indipendenti, ottenendo un
multiplex gain Á¾  ρh .

þ  %þ
 þ  þ  ü  &h ü
fig. 2.6

31
Single-value-decomposition del canale MIMO
 Decomposizione della matrice rappresentativa del canale MIMO ⟹ SVD:  &(%h con
 & e % matrici quadrate unitarie di dimensione rispettivamente 6 e 6
 (  pÂú)t g) matrice di dimensione 6 * 6 con
 +h - mÂL 6 , 6 valori singolari g)  o
µ) ≠ 0 di sulla diagonale (se +h  mÂL 6 , 6 la matrice ha full
rank ⟹ rich scattering enviroment)
 tutti gli altri elementi g)<  0, con  ≠ j ⋁   j⋀ 2 +h
⟹ ü  &h ü  &h þ   &h ./%h %0

  (0

 (2.3)
⟹ 10  w þþ€  2w 0
þ € 2h  1 0 (2.4)
⟹ 30  Âú&˜ w þ
þ  %Âú&˜ w þþ %h  Âú&˜ w þþ %%h  30 (2.5)
⟹ 3&4  w
   &h w h &  &h 3& &  & &h 5&¶ &  & &h &  & 5  3& (2.6)
)t
⟹ 1 ̃  w 77 €  (w 0
0€ (h  w 8
8€  ÂúÛ9 µ) w 8 ) #
)è)t ∪ 0);)t  & 5&¶ (2.7)

 I g) sono correlati tra loro, perché dipendono tutti


dalla matrice , ma i +h canali risultanti non
interferiscono tra loro (fig. 2.7) ⟹ sono
indipendenti, anche se legati dal vincolo sulla
potenza massima in trasmissione, e la
complessità del demodulatore ottimo ML è
lineare in +h . Tali canali paralleli ed indipendenti
vengono definiti spatial layer. fig. 2.7
32
Single-value-decomposition del canale MIMO
 Sebbene Á¾  ρh , le performance di ciascuno dei +h canali dipende dai guadagni g)  o
µ) ,
attraverso l’SNR Æ)  g) # 0 ) †& , dove
 0 ) potenza assegnata al segnale trasmesso dall’antenna i-esima ed il cui valore dipende dalle condizione del
canale i-esimo
 A livello qualitativo, il multiplexing gain Á¾ è:
 - 6 perché non è possibile trasmettere un numero di streams indipendenti superiore alle antenne
disponibili in trasmissione
 - 6 poiché ciascuna antenna in ricezione è terminatore al più di un unico stream da cui estrarre il
segnale utile trasmesso da una delle 6 antenne
 Capacità del canale MIMO ≝ massimo bit rate per Hertz a cui il TX invia dati su un canale in
modo affidabile, ossia senza errori di decodifica in ricezione ⟹ dipende dal guadagno e dagli
sfasamenti introdotti dal canale, che generano interferenze costruttive e distruttive in ricezione
⟹ la massimizzazione della velocità di trasmissione dipende dal grado di CSI presente in
ricezione e in trasmissione ⟹ nel caso CSIT è possibile sfruttare fino a +h canali paralleli e
indipendenti
 Svantaggio: la SVD( ), pur creando +€ canali indipendenti e paralleli su cui trasmettere data
streams distinti per ottenere un multiplexing gain Á¾  ρh , non sfrutta la diversity del canale,
perché non effettua una ricombinazione dei segnali in ricezione per incrementare l’SNR

33
Capacità del canale MIMO statico
 La matrice di canale < ∈ Ωh è una singola realizzazione di un processo aleatorio ⟹ il canale è
di tipo AWGN ⟹ in ricezione 7  0  $ (indicazione omessa dell’intervallo di tempo
considerato) con $ ∈ í 0, E 5&ü
  þ; ü  v ü
v ü|þ  v ü
v $ ⟹   mê  þ; ü  mê v ü poiché v $ è indipendente dal
7 þ 7 þ
segnale in ingresso
 =ü  w üü  w þþh h  & 5¶  =þ h  & 5&¶
⟹ =ü è massimizzata se ü è ZMCSCG ⟹ þ è ZMCSCG soggetta al vincolo sulla massima
potenza trasmessa /ª =þ    
⟹C mê 1Vn log # ;" 5&¶  =þ h ⁄& @⁄v¡ (2.8)
=þ : =þ K ˜ ‰>?
in cui la scelta ottimale di Aþ  /ª =þ , nel rispetto del vincolo, dipende dalla conoscenza di
 in CSIR ⟹ per l’assenza di CSI, il TX assume per la distribuzione di il modello ZMSW per i
guadagni di canale
 
⟹ Uniform Power Allocation: il TX distribuisce equamente la potenza totale  tra le 6
antenne trasmissive ⟹ Aþ  Âú =þ  5&˜    †6
 
⟹ á  1Vn log # ;" 5&¶  h  †6 & (2.9)
: ∗  
 Con 6 segnali trasmessi i.i.d. ⟹ 0  w 8 „
8  M„:  †6 e sfruttando la SVD di (⟹ h 
)  
//h ) ⟹ á λ)  1Vn ∑)K
t
log # 1  Æ)   ⁄6 con Æ)  
 λ)  †&
 L’assenza di CSI in trasmissione non garantisce l’affidabilità a priori della trasmissione per un data rate
ܟ - á λ) per la dipendenza dei guadagni di canale ú) (⟹ λ) ) dalla specifica realizzazione di

34
Capacità del canale MIMO statico
)
⟹ Outage Probability 0  p : á . ܟ  1
∏)K t
p Æ)  Æq)E (2.10)
determinata dalla distribuzione degli autovalori µ)  o g) della matrice h , con g) valori
singolari della matrice del canale , non nota al TX che opera ad un data rate ܟ
corrispondente ad una capacità del canale q)E , calcolata in base ad un SNR minimo Æq)E in
ricezione. Tale valore costituisce un parametro di progetto, fissato a priori in base alla
probabilità di errore tollerabile in ricezione, valido per tutti i +h canali indipendenti e paralleli
)  
ܟ  q)E  1Vn ∑)K
t
log # 1  Æq)E ⁄6 e Æq)E  λC)D  †&
⟹ Outage Capacity 0  1
0 q)E (2.11)
definisce una media del data rate del canale per una trasmissione affidabile dipendente dalla
potenza del guadagno di canale attraverso la matrice non nota al TX. La stima ha validità in
condizioni di lenta variabilità nel tempo del canale per la modalità con cui è stata definita
l’outage probability (dipendenza da dell’SNR in ricezione).
 in CSIT ⟹ La conoscenza di e della sua SVD, con conseguente implementazione delle
matrici di precoding (%h in trasmissione) e shaping (. in ricezione), consente di calcolare la
capacità del canale MIMO come somma delle capacità di ciascuno dei +h canali indipendenti
log # 1  Æ)   0 ) †  
)t
⟹ Ergodic Capacity á  mê 1Vn ∑)K (2.12)
=þ : =þ K ˜ ‰>?
)
 /ª =þ  ∑)K
t
0 ) potenza in trasmissione allocata in maniera ottimale e soggetta al vincolo sulla
potenza totale in trasmissione   
   
 Æ)  λ)  †& SNR del segnale ricevuto con trasmissione a potenza massima

35
Capacità del canale MIMO statico
Ë Ä
1ڮ
1⁄Æ) Æ)  Æ
⟹ Water-filling Power Allocation: 
{
Æ) . Æ
(2.13)
˜ ‰>? 0
con Æ)  µ) 0 Ñ †& ≝ SNR in ricezione per l’i-esimo path, ottenuta con il metodo lagrangiano,
ossia per derivazione rispetto a 0 ) dell’espressione
)  
0 ) †   )
) )
J 0  1Vn ∑)K
t
log # 1  Æ)
λ ∑)K
t
0
FG Ë Ä
 ?r Ä ‰>?
â
⟹ Ä 
µ 0
F Ë
 ˜ ‰>? HD # ,â
Ä ‰>? Ë Ä
 † ˜
‰>?

I ˜ ‰>? HD #
risolta per un valore di cutoff Æ  che soddisfa il vincolo sulla potenza disponibile in
?r
trasmissione:
∑âÄ :âÄ J⎠1⁄Æ
1ڮ)  1 (2.14)

 L’allocazione ottima di potenza non effettua Livello del water-filling 1⁄Æ impostato
dal vincolo sulla potenza totale
un’equalizzazione degli SNR in ricezione, ma tende a
fornire più potenza ai segnali trasmessi sui canali in Potenza allocata a
condizione migliore questo canale spaziale

 Il data rate di ciascuno dei +h streams indipendenti viene


adattato secondo una politica channel-dependent
dell’MCS 1⁄Æ) del canale
)  
Per alti SNR ⟹ á 5 1Vn ∑)K log # Æ) 0 ) †   spaziale
t

Indice dei canali
)t
 Per bassi SNR ⟹ á 5 1Vn ∑)K Æ)   )
0 †  
Potenza non allocata a questo canale
spaziali

spaziale per SNR Æ) insufficiente fig. 2.8

36
Capacità del canale MIMO ergodico
 La matrice di canale < ∈ Ωh è TV e costituisce una v.a con una sua PDF ⟹ al termine della
trasmissione di ciascun simbolo in ricezione 7  0  $ (indicazione omessa dell’intervallo di
tempo considerato) con $ ∈ í 0, E 5&ü
 in CSIR ⟹ il TX assume per < una distribuzione ZMSW
⟹ Ergodic Capacity ≝ massimo bit rate per Hz mediato su tutte le realizzazioni del canale
<q ∈ Ωh  < , … , < con una strategia basata sulla sola supposizione della distribuzione
ed il vincolo sulla potenza massima utilizzabile in trasmissione
̅
⟹ á  mê 1Vn wh log # ;" 5&¶  =0 h    †6 & (2.15)
=Ë : =Ë K ˜ ‰>?
˜ ‰>?
Soluzione: Uniform Power Allocation ⟹ =0  5&˜

̅
⟹ á  1Vn wh log # ;" 5&¶  h   
†& (2.16)
⟹ Outage Probability ha espressione analoga alla (2.5), valida nel caso di un canale MIMO
deterministico
̅
⟹ 0  p : á
)
. ܟ  1
∏ t p Æ)  Æq)E (2.17)
)K
  )
con Æq)E  λC)D  †& : ܟ  q)E  1Vn ∑)K
t
log # 1  Æq)E ⁄6
 ⟹ Outage Capacity valida in condizioni di lenta variabilità, in cui < resta costante per un
intervallo di tempo relativamente ampio e, successivamente, assume un nuovo valore a
seconda della sua distribuzione. Per ogni data rate ܟ fissato dal TX esiste una certa
probabilità che i dati trasmessi non vengano decodificati in ricezione in modo corretto
 ̅
⟹ 0  1
0 q)E (2.18)
37
Capacità del canale MIMO ergodico
 in CSIT ⟹ il TX adatta la strategia trasmissiva per ciascuna realizzazione di fading del canale
̅
⟹ la capacità á deriva dalle medie delle capacità associate ad ogni singola realizzazione
con allocazione ottima della potenza.
 Definita la potenza media del sistema K , possibili 2 alternative nella distribuzione della potenza
a seconda che il vincolo sulla potenza sia di tipo:
)t
 Short-term ⟹   ∑)K 0 )  K , ossia sulla potenza  associata ad ogni singola realizzazione
 Long-term ⟹ wh   K , ossia sulla media delle potenze  associate ad ogni singola realizzazione,
che consente al TX potenze  differenti in funzione della realizzazione del canale
⟹ Ergodic Capacity con Water-filling Power Allocation :
Ë Ä
1ڮ
1⁄Æ) Æ)  Æ

{
Æ) . Æ
Nel vincolo sort-term
0


̅
⟹ á  1Vn wh mê log # ;" 5&¶  =þ h   
†6 & (2.18)
K K˜
Ë Ä
1ڮ
1⁄Æ) Æ)  Æ

{
Æ) . Æ
Nel vincolo long-term
0


̅
á  mê 1Vn wh mê log# ;" 5&¶  =þ h   
†6 & (2.19)
Lt K K˜  : =þ
=þ  K

 Modello approssimato di un canale TV con fading


selettivo in frequenza ⟹ BW della portante suddivisa in
sub-channel con ampiezza in frequenza che soddisfa la
condizione 1ŸVn . 1Vn ⟹ sequenza di canali TI per
ognuno dei quali valgono le analisi precedenti sulla
capacità con vincolo ∑„ K„ - K e ¦ indice della subcarrier fig. 2.9

38
MIMO diversity gain con beamforming
 Trasmissione dello stesso  ª
simbolo con pesi complessi
— 8 M ∗
distinti su ognuna delle 6
antenne per ottenere array e ª#
diversity gain —# M# ∗
8# ª
 Modello trasmissivo in forma 8
matriciale:
—&˜ M&¶ ∗
n n
r N O8  N con ª&¶
 normalizzazione dei vettori di
precoding e shaping 8&˜ &¶ &˜
o
⟹ P  ∑&
)K —)
¶ # 1 fig. 2.10

o
⟹ Q  ∑&
)K M)
˜ # 1

per non alterare la potenza in trasmissione e ricezione


   Nn  L … L &¶  stesse statistiche di  L
… L&¶  : in particolare se L) i.i.d. ⟹ L Ñ i.i.d.
 In ricezione ricombinazione coerente dei segnali da path multipli ⟹ condizione necessarie:
 CSIR per operare in modo costruttivo in ricezione
 /Vn  /0 per ottimizzare la scelta dei vettori P e Q rispetto alle condizioni del canale

39
MIMO diversity gain con beamforming
 Performance: dipendono dal grado di CSI lato TX
 CSIT ⟹ Q e P selezionati per ottimizzare l’SNR in ricezione ⟹ per la SVD  &(%h , posto ¦: g„ 
max g) ⟹ Q  Q„ e O  P„ (colonne k-esime) ⟹ γ  g„ # Æ û¾& e   1Vn log # 1  g„ # Æ û¾&
èåè)t
corrispondente alla capacità di un canale SISO con guadagno di potenza g„ # .
Con ZMSW ⟹ percorsi indipendenti tra loro dato che )< ZMCSCG e i.i.d.
 max 6 , 6 - ¾ - 6 6 : intuitivamente, in ricezione le potenze dei segnali delle singole antenne si sommano
per l’indipendenza dei canali
 ¿¾  6 6 : intuitivamente, il sistema trasmissivo tollera fino a 6 6
1 canali non utilizzabili per effetto di
condizioni degradate
 CSIR ⟹ con N  2, schema trasmissivo STBC con equa ripartizione della potenza disponibile in
trasmissione tra le 2 antenne ⟹ 1 - ¾ - N e ¿¾ - 2N
 Confronto BF e SM in MIMO:
 minor guadagno in data rate, parzialmente compensato dal maggior SNR, grazie alla ricombinazione
coerente, che garantisce MCS più favorevoli
 minore complessità della demodulazione: Á0 contro Á0 )t , dove Á0 ≜ cardinalità alfabeto dei simboli in
ingresso

40
Spatial diversity e spatial multiplexing in MIMO
 SM :
 decomposizione del canale MIMO in canali paraleli e indipendenti che consentono un multiplexing di
data stream differenti
 capacità di ogni singolo canale SISO dipende dall’SNR, attraverso i valori singolari della matrice di
canale
 canali SISO con basso SNR richiedono tecniche di codifica avanzate per innalzare le prestazioni
 BF:
 ricombinazione coerente dei guadagni di canale per ottenere un canale molto robusto con elevato
diversity gain
 Utilizzo promiscuo delle antenne in trasmissione per multiplexing e diversity gain: il
compromesso è tra le prestazioni in termini di data rate, probabilità di errore e complessità.
Per canali di tipo block fading (nel tempo e/o in
0, 6 6
frequenza) e nel limite di SNR elevati asintoticamente,
lo schema MIMO è in grado di ottenere le seguenti

 ª
prestazioni in termini di multiplexing e diversity gain: 1, 6
1 6
1 fig. 2.11

Á¾  ª e ¿¾  7 ª
dove 7 ª  6
ª 6
ª , 0 - ª - mÂL 6 , 6 a ª, 6
ª 6
ª
condizione che la lunghezza del blocco di fading
mÂL 6 , 6 , 0
soddisfi la condizione R  6  6
1, in modo tale
che la codifica di canale impostata in trasmissione sia
r=Ü⁄log ‚6Ü
ancora valida

41
Spatial diversity e spatial multiplexing in MIMO
⟹ Fissati il numero di antenne in trasmissione (6 ) e in ricezione (6 ), l’incremento del data
rate conseguente all’utilizzo di antenne per multiplexing gain richiede una riduzione
proporzionale del diversity gain
⟹ Adattamento del multiplexing e diversity gain alle condizione del canale

42
Tecnica V-Blast
 Compromesso multiplexing e diversity
gain ⟹ architettura V-BLAST
8 Â
 suddivisione del data stream in ingresso in 6
blocchi indipendenti di lunghezza ¦R, inviati
successivamente ad 6 rami
 elaborazione in parallelo con
 codifica della stringa di KR bit con aggiunta
di 6
 R bit di ridondanza
 interleaving per ridurre la probabilità di burst
di errori
 mappatura su una costellazione di
Á0  log # R per ottenere N simboli in 8&˜ Â
ingresso a ciascuna delle antenne
fig. 2.12
 trasmissione simultanea sulle 6 antenne
multiple in un periodo di tempo pari a N/Ÿ
 Il processo trasla una codifica seriale in un vettore verticale (Vertical BLAST) con i seguenti
risultati:
 massimo diversity order pari a 6 , poiché ciascun simbolo trasmesso da una delle 6 antenne è ricevuto
da tutte le 6 antenne in ricezione
 massimo multiplexing gain pari a 6 se +h  6 - 6 (full rank)
 complessità di codifica in trasmissione lineare in 6
 Svantaggio: decodifica congiunta (MLD) in ricezione di tutte le codeword provenienti
dalle 6 antenne con complessità crescente con Á0 &˜
43
Tecnica V-Blast
 Nella trasmissione MIMO si utilizzano matrici di precodifica e shaping, rispettivamente al TX ed
al RX, che, disaccoppiando i simboli in ricezione mediante la creazione di +h canali SISO
paralleli ed indipendenti, semplificano il compito del rivelatore, ma rendono unitario il diversity
gain ⟹ Á º¾  mÂL 6 , 6 con ¿¾  1

 Semplificazione in ricezione: utilizzo di


equalizzatori lineari con trasformazione ¡ Â
lineare dei simboli ricevuti ª Â

 Con tecnica ZF, per


6  6  6U , þ  8 Â … 8&V Â 

⟹ü wŸ ⁄6U þ 
T
o

o &V o &V
⟹W YZ[ 7  0  YZ[
LX LX
¡&¶ Â
( ª&¶ Â
con YZ[  fig. 2.13

 Vantaggio: riduzione della complessità in ricezione ⟹ operazione di decodifica congiunta degli 6


simboli ricevuti in ciascuna delle 6 (complessità crescente con Á&V ) trasformata in 6U decodifiche
separate (con complessità crescente con Á)
o &V
 Svantaggio: incremento del rumore ( YZ[ )
LX

44
Tecnica V-Blast
 Ottimizzazione in ricezione per la tecnica V-BLAST mediante combinazione di tecniche SIC e
ZF
 Prerequisito CSIR
 Procedimento:
 Selezione del simbolo 8) da stimare e riorganizzazione degli 6 segnali ricevuti, considerando come rumore
tutti gli elementi differenti dal simbolo 8) ⟹ ª<  <) 8)  L<
#
 Ordinamento degli 6 segnali ricevuti in base all’SNR Æ) ∝ )< ⟹ incremento del guadagno di diversità
ad ogni passo, con conseguente riduzione della propagazione degli errori negli stadi successivi
 Decodifica con strategia ZF del simbolo con potenza maggiore
 Sottrazione del contributo del simbolo codificato da tutti gli 6 segnali
 Prosecuzione iterativa fino alla stima di tutti i simboli trasmessi

 Ordine di diversità dello stadio n-


esimo: ¿¾  6
6
L , per
effetto di ü 8]  ü 8] #

 annullamento L
1 simboli
codificati nei precedenti stadi
 cancellazione ZF di 6
L œ œ# fig. 2.14
simboli non ancora stimati
 Primo stadio L  1 ⟹ ¿¾  6
6  1 minima diversità
 Ultimo stadio L  6 ⟹ ¿¾  6 massima diversità poiché tutti gli 6 segnali ª̃< &˜ contengono
solamente uno stesso ed unico simbolo ancora da decodificare (8&˜ ), mentre tutto il resto è considerato
rumore (con ZF ideale è solo rumore, poiché gli altri 6
1 termini 8)
8] ) , Â ∈ 1, 6
1 sono nulli)

45
Concetti chiave
 La Diversity è una tecnica di contrasto del fading mediante una ricombinazione coerente in
ricezione delle copie del segnale trasmesse attraverso percorsi distinti nello spazio con
caratteristiche diverse nel dominio del tempo e della frequenza, utilizzando un sistema multi-
antenna.
 Gli indicatori prestazionali della trasmissione in Diversity sono
o Array Gain che misura il miglioramento del valore medio della potenza del segnale in
ricezione
o Diversity Gain che misura la distribuzione della potenza sulle MPC del segnale
o Multiplexing Gain che misura l’incremento del data rate
 La diversty in trasmissione richiede una scelta opportuna della precodifica in trasmissione (⟹
weightening) finalizzata ad una distribuzione ottima della potenza disponibile tra le antenne e
ad un’equalizzazione dei ritardi delle MPC del segnale, dipendente dal grado di CSI al TX. Nel
caso di solo CSIR il TX utilizza codici spazio-temporali (STBC) o spazio-frequenziali (SFBC)
per disaccoppiare i segnali in ricezione e sfruttare i guadagni in potenza dei percorsi multipli,
raggiungendo un diversity gain pari al numero dei canali indipendenti, ma con un array gain
unitario.
 La capacità di un canale radio, intesa come il massimo bit rate utilizzabile in trasmissione per
una comunicazione affidabile, dipende dal grado di CSI al RX ed al TX

46
Concetti chiave
 In condizione CSIT è possibile scomporre un canale MIMO, rappresentato da una matrice e
realizzato tramite 6 ed 6 antenne rispettivamente in trasmissione ed in ricezione, in canali
SISO paralleli ed indipendenti (SVD  &(%h ) attraverso un processo di shaping dei
segnali in ricezione (matrice unitaria &h ) correlata all’operazione di precodifica in trasmissione
(matrice unitaria %), entrambe in funzione della stima del canale. Questa elaborazione
trasmissiva richiede un fading di tipo piatto (1Vn ≫ 10 ) e lento (/Vn ≫ /0 ).
 La tecnica di SM massimizza il data rate del singolo terminale trasmettendo dati distinti su
ciascuno dei canali che compongono il canale MIMO. Oltre alla condizione CSIT, per ottenere
massime prestazioni è necessario che le condizioni del canale MIMO siano ottimali, poiché non
è possibile sfruttare la diversity nel dominio del tempo e della frequenza. Il multiplexing gain
massimo ottenibile è pari al rango della matrice del canale MIMO, data dal min 6 , 6 .
Tuttavia, le prestazioni in termini di data rate dipendono dalla qualità radio (SNR) dei singoli
canali SISO che compongono il canale MIMO.
 La tecnica di BF massimizza la copertura ed il throughput di cella mediante una scelta
opportuna della precodifica in trasmissione in grado di sfruttare la diversity del canale MIMO,
ottimizzando l’allocazione di potenza sulle antenne e lo sfasamento dei segnali per consentirne
una ricombinazione coerente in ricezione. L’effetto finale al RX è un incremento dell’SNR in
misura legata al grado di CSI del TX. Per gli indicatori prestazionali si ha
o array gain compresa tra max 6 , 6 e 6 ∙ 6
o diversity gain massimo apri a 6 ∙ 6

47
Concetti chiave
 Le tecniche SM e BF hanno finalità contrapposte ed è possibile utilizzarle in combinazione su
una RBS mediando tra multiplexing e diversity gain in funzione della qualità dei canali radio
degli UE da servire.

48
SINCRONIZZAZIONE E STIMA DEL
CANALE IN LTE
 Sincronizzazione mediante canali fisici dedicati
 Stima del canale in downlink attraverso segnali pilota

49
Sincronizzazione
 Cell search procedure: procedura radio di
sincronizzazione con l’eNB, mediante la
trasmissione broadcast da ogni cella dei segnali PSS
ed SSS . Utilizzata dall’UE per il camping su una
cella LTE, consente di acquisire:
 Sincronismo di time slot/simbolo OFDM /frame radio
 PCI
 Duplex mode (TDD /FDD) fig. 3.1
 2 tipi di cell search procedure:
 Initial synchronization ⟹ dopo l’accensione dell’UE o la perdita della connessione con la cella servente,
per l’acquisizione delle informazioni di sistema (MIB con l’indicazione della BW in DL, della struttura del
PHICH ) dal PBCH
 New cell identification ⟹ con l’UE connesso alla cella servente, per la rilevazione di celle adiacenti, in
modo da riportare all’eNB servente le misure di potenza (rapporto tra RSRP e RSRQ) per la
preparazione all’HO.
 In TD, PSS ed SSS trasmessi dalla stessa antenna port in un certo subframe ed,
eventualmente, multiplexati su diverse antenna port per fruttare la SD

50
Sincronizzazione
 PSS e SSS in FDD all’interno dello stesso frame e
slot nel dominio del tempo (fig. 3.2): l’adiacenza tra i
2 segnali consente una rivelazione coerente
nell’ipotesi /Vn  2 ∙ /Ÿ
 Il PSS consente il sincronismo con il time slot /Ÿ

fig. 3.2

 PSS e SSS in TDD all’interno dello stesso frame, ma


su slot adiacenti nel dominio del tempo (fig. 3.3): il
ritardo tra i 2 segnali consente una rivelazione
coerente nell’ipotesi /Vn  4 ∙ /Ÿ
 Poiché l’identificazione del PSS non fornisce
informazioni sulla lunghezza del CP e sul duplex
mode, la rilevazione del SSS richiede 4 tentativi (2
per l’N-CP/E-CP e 2 per FDD/TDD )

fig. 3.3

51
Sincronizzazione
 Posizionamento PSS e SSS in FDD
all’interno del frame e del subframe nel
dominio della frequenza (fig. 3.4): il
mapping dei 6 RB, per un totale di 62 RE
(con l’esclusione dei 5 RE agli estremi)
consente la sincronizzazione dell’UE
senza la conoscenza della BW della
portante LTE (variabile tra 6 e 100 RB,
ossia da 1MHz a 20MHz)
 3 sequenze PSS distinte per identificare
la cella all’interno di un gruppo assegnato
ad un eNB
 168 sequenze SSS per identificare un
gruppo
 3 ∙ 168  504 è il numero dei PCI in LTE
⟹ „ 
3 ∙ ‚‚‚<  ‚‚` , con
fig. 3.4

kϵ 0
503 , jϵ 0
167 , qϵ 0
2

52
Sincronizzazione
 Caratteristiche sequenze PSS:
 ampiezza costante ⟹ per limitare il PAPR
 autocorrelazione ciclica ideale ⟹ nulla per sequenze traslate tra loro
 bassa cross-correlazione ⟹ dipendente dalla lunghezza della sequenza
 Rilevazione non coerente con MLD del PSS, a causa dell’impossibilità di stimare il canale, non
essendo ancora nota la posizione degli RS nel frame.
 Rimozione della dipendenza del canale attraverso la media sulla distribuzione dei coefficienti del canale
eE ⟹ þ
f  max ª ü|þ  wn max ª ü|þ, <  max B ª ü|þ, < ª < <
þ þ þ

 Caratteristiche sequenze SSS:


 codice di 62 simboli BPSK ⟹ ampiezza costante e 62 RE impegnati, distribuiti sui 6 RB centrali
 2 codici, ottenuti tramite interleaving di 2 versioni traslate della stessa M-sequence e successivo
scrambling ⟹ l’indice di traslazione è una funzione dell’identità del gruppo della cella (fino a 168),
mentre lo scrambling dipende dal PSS
 alternanza tra i 2 codici tra 2 radio frame successivi ⟹ consente la delimitazione del radio frame
 Rilevazione coerente, perché successiva all’individuazione degli RS grazie all’identificazione
del PSS, che consente di delimitare il time slot.
 Identificazione della sequenza trasmessa mediante minimizzazione della distanza Euclidea tra il vettore
segnale ricevuto e tutti i possibili trasmessi, condizionato alla conoscenza del canale
 7(<0 o
⟹ þ
f  max ª ü|þ, H  max È ;êp
 min ü
<þ #
essendo ü  <þ  8, con
þ þ =&Ž &Ž þ
L) ∈ ℂí 0, &Ž†# e i.i.d..

53
Stima del canale
 Per la stima del canale, ogni RB trasporta segnali pilota (RS) intervallati ai dati in modo
ortogonale nel dominio del tempo e della frequenza ⟹ interpolazione per gli RE che non
trasportano RS
 Il posizionamento degli RS nella griglia del RB è legato a valutazioni su:
 Effetto Doppler ⟹ 2 campioni all’interno di 1 time slot, per cui un periodo di campionamento di /ŸUq7 
>XV…' 
/Ÿ  /Vn  0.5m consente di tollerare uno spreading da Doppler pari a RS    1v¡
# #X

 Selettività in frequenza ⟹ 2 campioni separati da 2 OFDM sub-carrier, per una spaziatura in frequenza
pari a ∆u  3 ∙ ∆RŸV  45v¡, consentono di rilevare variazioni del canale nel dominio della frequenza per

gF  991L  r.m.s. massimo dello spread del delay del canale ⟹ 1Vn,i%  ≅ 20v¡ . ∆u<
ks”

1Vn,k%  ≅ 200v¡
ks”

 L’UE effettua una stima di un canale radio logico corrispondente ad un antenna port a cui
l’RS è associato. Poiché l’antenna port è un’entità logica, nel caso in cui fosse implementata
con antenne fisiche multiple, il canale radio logico risulterebbe una combinazione di canali
fisici in corrispondenza con le antenne fisiche multiple che compongono quell’antenna port.
 Gli RS hanno modulazione QPSK ⟹ modulo costante per riduzione del PAPR
 4 tipi di RS
 Cell-specific RS (CRS), disponibili a tutti gli UE della cella
 UE-specific o Demodulation RS (DMRS), all’interno del canale dati schedulato per un UE
 Channel State Information RS (CSIRS), per la stima del canale e non per la decodifica coerente nell’UE
 MBSFN -specific RS, per i servizi MBSFN

54
Cell-specific RS
 La disposizione dei CRS sfrutta
il multiplexing sia nel dominio del
tempo (simboli OFDM distinti)
che della frequenza (sub-carrier
differenti) per consentire un
tracciamento accurato della
diversità del canale (fig. 3.5) fig. 3.5
 Periodo della sequenza di CRS pari a 10ms (1 frame), assumendo una BW LTE massima,
ossia composta da 110 RB ⟹ lunghezza della sequenza CRS pari a 110 ∙ 10 ∙ 8  8800
simboli.
 Lo spettro centrale della BW LTE contiene gli stessi CRS a prescindere dall’ampiezza della
BW LTE ⟹ possibilità di stimare il canale per decodificare correttamente il canale BCH
trasmesso al centro della portante LTE
 Fino a 6 shift in frequenza (fig. 3.6) ⟹ ∆u  6 i ml6, per cui lo shift dei CRS identifica
univocamente un gruppo di 84 PCI. Consente di:
 evitare interferenze tra CRS fino a 6 celle adiacenti
 incrementare il SIR nel caso di RS power boosting relativamente ai non-RS delle celle adiacenti

fig. 3.6

55
Cell-specific RS
 Fino a 4 antenna-port, con conseguente stima di
massimo 4 canali logici
 Schema di allocazione RE riservati ai CRS
differente per ciascun antenna-port (fig. 3.7 nel
caso di 2 antenna-port), finalizzata alla riduzione
delle interferenze intra-cella tra antenna-port fig. 3.7
multiple

 Antenna-ports 3 e 4 con densità di RS inferiore


(fig. 3.8):
 riduzione overhead di segnalazione
 stima adeguata del canale per mobilità (⟹ effetto
Doppler) trascurabile dell’UE ⟹ data rate più
elevato, sfruttando pienamente la tecnica MIMO
nella modalità SM
 Utilizzati per:
 Procedure di Cell Search e System Information
Initial Acquisition
 Stima del canale in DL per una corretta decodifica
dei canali di controllo (PDCCH ) e dati (PDSCH) in
assenza di BF
fig. 3.8
 Misura della qualità del canale (CQI)

56
Demodulation RS
 Eventualmente in aggiunta ai CRS, con
 disposizione tale da non creare interferenza con i
CRS
 struttura che consente di riutilizzare gli stessi
algoritmi di stima validi per i CRS
 All’interno degli RB del PDSCH schedulati per
l’UE a cui, tramite segnalazione RRC, la
trasmissione in DL è specificatamente configurata
in questo modo
 Implementati in precodifica per
 Rel.8 e TM 7 solo single-layer e antenna-port 5
 Rel.9 e TM 8 fino a 2 layer e antenna-port 7 e 8 fig. 3.9
 Rel.10 e TM 9 fino a 8 layer
di tipo non-codebook-based ⟹ feedback limitato dall’UE
 In Rel.9 l’uso di 2 layer implica la presenza di 2 DMRS, ciascuno composto da 12 simboli
pilota (fig.3.9) per ciascun sub-frame, trasmessi simultaneamente sulle 2 antenna-port,
utilizzando gli stessi RE. L’interferenza è garantita applicando codici mutuamente ortogonali
(OCC) a coppie consecutive di simboli pilota ⟹ /Vn  1m per preservare l’ortogonalità dei
codici, per effetto del multiplexing nel tempo della trasmissione delle coppie di simboli pilota
all’interno del frame.

57
Demodulation RS
 Uso tipico in Rel. 8 TM 7: BF verso uno specifico UE ⟹ l’eNB utilizza l’antenna port 5,
costituita da un array di antenne fisiche correlate, per generare un fascio radiante stretto
nella direzione dell’UE ⟹ essendo il canale radio differente, è necessaria una nuova stima
della risposta in frequenza utilizzando gli RS all’interno del PDSCH schedulato per lo
specifico UE al fine di effettuare una demodulazione coerente.
 Il CQI fornito dall’UE è basato sempre sui CRS, poiché la qualità del canale con BF basata
su DMRS sarebbe sovrastimata al punto da influenzare le decisioni dello scheduler.
 L’assenza di feedback sul precoding dall’UE determina la necessità di scegliere la matrice
di precodifica sulla base della stima del DoA (Direction Of Arrival) delle trasmissioni in UL
dell’UE verso cui l’eNB implementa il BF

58
Channel State Information RS
 Utilizzati in Rel.10 e
TM 9 solo per
acquisire CSI, mentre
la stima del canale per
la demodulazione
coerente dei simboli è
relegata ai DMRS
 Rispetto ai CRS
fig. 3.10
forniscono:
 supporto fino a 8 layer
 minor densità nel dominio tempo-frequenza (⟹ minor overhead), data la finalità del loro utilizzo
 In una coppia di RB (⟹ subframe) fino a 40 posizioni distinte per ciascun simbolo pilota con
utilizzo di OCC per garantire l’ortogonalità in caso di utilizzo di RE comuni
 Configurabilità delle frequenza di trasmissione (da 5 subframe fino a 8 frame) e del subframe
contenente i CSIRS ⟹ possibilità di multiplexare nel tempo la trasmissione dei CSIRS in celle
distinte
 Trasmissione dei CSIRS su tutti gli RB della portante LTE, una volta selezionata la periodicità
nel tempo
 Per RB con CSIRS il mapping del PDSCH sugli RE varia in funzione della Rel. supportata dall’
UE schedulato ⟹ per evitare overhead nello scheduler lo schema di assegnazione degli RE
per il PDSCH è invariato per UE di tipo Rel.8/9, mentre per Rel.10 la RBS non trasmette il
PDSCH negli RE associati ai CSIRS per evitare interferenze
59
IMPLEMENTAZIONE MIMO IN LTE
 Schemi trasmissivi ed antenne evolute e cooperanti
 Catena trasmissiva
 Trasmissione multi-antenna
 Precodifica
 Transmit diversity, beamforming e spatial multiplexing
 Cenni sulla trasmissione MIMO multi-utente

60
Propagazione radio mobile e selezione dello schema trasmissivo
 Il modello di propagazione radio prevede:
 UE all’interno di un cluster di scatters locali ⟹ rich
scattering enviroment con distribuzione uniforme
dell’angolo di arrivo (⟹ US) delle MPC
 RBS con antenna sufficientemente alta da
considerare lontani gli scatterers
 Posizione degli scatterers assunta identica in DL e
UL
⟹ per ciascun cluster di scatterers è associato
un segnale riflesso, copia del segnale
trasmesso ritardata nel tempo e traslata in
fase, con un angolo medio di arrivo (DoA) e
relativo spread fig. 3.11
 Oltre al MP, il PL e lo shadow fading, l’ambiente propagativo influenza le caratteristiche del
canale MIMO attraverso diversi fattori, come la mobilità dell’UE, la polarizzazione del segnale
trasmesso e la particolare configurazione delle antenne in trasmissione ed in ricezione.
 La distanza inter-antenna U determina il grado di correlazione tra i canali, in funzione dello
spread angolare e della lunghezza d’onda µ. Affinchè i canali siano scorrelati:
 U 2 0.5µ per UE ⟹ spread angolare tipicamente ampio
 U 2 4µ per RBS con antenne molto elevate ⟹ spread angolare piccolo che richiede una
distanza inter-antenna maggiore al fine di garantire un ritardo (⟹ sfasamento) reciproco
tra i segnali in ricezione sufficiente ad annullare/minimizzare la loro correlazione.
61
Propagazione radio mobile e selezione dello schema trasmissivo
 La configurazione dell’antenna e la disposizione degli elementi che la costituiscono (fig. 3.12)
determinano lo schema trasmissivo da utilizzare:
 BF ⟹ elevata correlazione spaziale lato TX con antenne a piccola
distanza e co-polarizzate ⟹ ULA ≝ Uniform Linear Array ⟹
elementi dell’antenna array a polarizzazione verticale a distanza
inter-antenna U 5 0.5µ per realizzare fasci radianti correlati
 TD e SM ⟹ bassa correlazione spaziale almeno lato TX, con
antenne a distanza sufficiente elevata e/o polarizzate
ortogonalmente ⟹ DIV ≝ Diversity array ⟹ elementi dell’antenna
array cross-polarizzati a distanza inter-antenna U 5 4µ per (ULA) (DIV) (CLA)
ottenere diversity sia nello spazio che nella polarizzazione fig. 3.12
 SM e BF ⟹ bassa correlazione spaziale sia lato TX che RX, con antenne co-polarizzate a gruppi a
sufficiente distanza tra loro ⟹ CLA ≝ Cluster Linear Array ⟹ elementi dell’antenna array cross-
polarizzati e correlate a coppie con distanza inter-antenna U 5 0.5µ, che con precodifica di tipo channel-
dependent a rango 2 consentono SM con BF su ciascun canale spaziale
 Il campo di applicazione della precodifica è lo spazio dei vettori che rappresentano le differenti
direzioni lungo le quali viene distribuita l’energia.
 Sull’UE la presenza di più antenne e la loro distanza relativa è vincolata dai limiti sull’ingombro
e dal ciclo di vita della batteria ⟹ preferibile sfruttare la polarizzazione

62
Smart antennas e soluzioni di beamforming
 Il miglioramento delle prestazioni, in termini di data rate o di qualità del segnale in ricezione,
richiede una progressiva riduzione della distanza tra UE ed RBS ⟹ micro-celle e pico-celle.
Con lo sviluppo di DSP ed architetture di antenne evolute, definite smart antennas,
l’avvicinamento è virtualizzato attraverso una rapida riconfigurazione dei parametri del fascio
radiante (BF) su base
 cella ⟹ per garantire una migliore copertura e capacità a tutti gli utenti di un settore
 utente ⟹ per massimizzare le prestazione dell’utente ottimizzando la qualità del segnale in UL/ DL
Antenna array e active antenna systems (AAS) appartengono a questa categoria di antenne.
 Antenna array ⟹ schiera di antenne elementari, distribuite generalmente lungo una linea
verticale/orizzontale o su di un piano, sulle quali è possibile agire su ampiezza e fase del
segnale in transito al fine di realizzare il BF desiderato. L’operazione di controllo della fase,
mediante variazione dell’angolo di puntamento del massimo d’irradiazione è detta tilting. La
ricombinazione, che avviene in aria (in trasmissione) e nel circuito all’interno dell’antenna (in
ricezione), origina fenomeni costruttivi o distruttivi in funzione dell’angolo di partenza e di arrivo
del segnale.
 Active antenna systems ⟹ architettura di tipo distribuito composta da:
 Remote Radio Unit (RRU) ⟹ elementi distribuiti con funzioni di campionamento, modulazione, filtraggio e
amplificazione replicate su ciascun elemento dell’antenna array e dotati di Beam Forming Unit (BFU),
un’unità di elaborazione numerica dei segnali in BB in grado di implementare gli algoritmi per il controllo
della sagomatura del fascio radiante delle antenne a schiera
 Central Unit (CU) ⟹ collettore di RRU con funzioni di scheduling per l’assegnazione delle risorse radio agli
UE
63
Smart antennas e soluzioni di beamforming
⟹ il controllo in ampiezza e fase (weighting)
del segnale è in BB nell’RRU e consente un BF
più versatile su base cella, fino al singolo
terminale con sagomatura del fascio radiante in
funzione del subset di sub-carrier assegnato.
Gli RRU sono collegati ad una CU in una
topologia a stella con collegamenti in fibra e
protocolli definiti da consorzi (CPRI/OBSAI) che
garantiscono banda elevata e bassa latenza
L’implementazione del BF su base utente
fig. 3.13
richiede l’applicazione al segnale in BB del
vettore dei pesi prima di assegnare le risorse
radio (sub-carrier ⟹ RB) ai singoli UE ⟹
migrazione e decentralizzazione di funzionalità,
precedentemente svolte nelle CU, nelle
componenti BFU all’interno degli RRU. La
possibilità di elaborare in BB il segnale all’interno
delle RRU offre la possibilità di replicare l’array
antenna lungo l’asse orizzontale, oltre a quello
verticale ⟹ BF sul solo piano verticale (fig. 3.13)
e su piano verticale ed orizzontale (fig. 3.14) con
tecniche di cell splitting.
fig. 3.14

64
Soluzioni di beamforming: Cell splitting
 Cell splitting ≝ tecnica di BF su base cella utilizzabile da
una singola AAS in grado di gestire 2 diagrammi di
irradiazione con i lobi principali più stretti ⟹ separazione
della singola cella in 2 celle ognuna con il proprio CID,
con l’obiettivo di
 Ridurre l’interferenza tra i 2 fasci radianti
 Massimizzare la capacità del sito
 Cell splitting nel piano orizzontale (fig. 3.15) ⟹
trasformazione di un sito a 3 settori in uno a 6 settori
mediante divisione del singolo lobo con un HPBW di 60- fig. 3.15
65° in 2 lobi ciascuno con HPBW di circa 35°.
 Cell splitting nel piano verticale
(fig.3.16) ⟹ divisione del lobo
principale in 2 lobi con tilt differente
 lobo con tilt maggiore ⟹ per UE a
bordo cella
 Vantaggio ⟹ miglioramento della
copertura, con un incremento
dell’SNR del segnale in ricezione
 Svantaggio ⟹ peggioramento
dell’interferenza inter-cella
fig. 3.16

65
Cell splitting
 lobo con tilt minore ⟹ forte incremento della qualità del segnale per UE a ridosso della RBS
 Vantaggio ⟹ forte incremento dell’SNR del segnale in ricezione, con la possibilità di ottenere ottime
prestazioni in termini di throughput
 Svantaggio ⟹ sbilanciamento qualità del segnale rispetto agli UE a bordo cella
Nella definizione dei 2 tilt è necessario raggiungere un compromesso tra
 Separazione sufficiente tra i 2 fasci al fine di minimizzarne le interferenze
 Equilibrio tra le aree di copertura del «Near Tilt» e «Far Tilt», poiché per differenze elevate di tilt
 Riduzione dell’area di copertura del «Near Tilt» ⟹ diminuzione numero UE in condizioni radio favorevoli con
conseguente decremento del throughput di cella
 Incremento dell’area di copertura del «Far Tilt» ⟹ aumento dell’interferenza inter-cella
Nelle condizioni in cui sia possibile configurare i 2 Tilt con valori molto diversi, il BF verticale
produce un aumento della capacità di cella fino al 60%, contro circa il 30% del BF orizzontale
 Le configurazioni di BF orizzontale ed, in particolare, verticale richiedono un attento controllo
dell’interferenza inter-sito, al fine di cercare il giusto compromesso tra capacità di cella e
prestazione a bordo cella ⟹ possibili soluzioni:
 Scheduler interference aware
 Coordinate MultiPoint

66
Coordinate MultiPoint
 Tecnica per migliorare l’efficienza della trasmissione attraverso una cooperazione tra SRB,
finalizzata alla riduzione dell’interferenza o alla trasmissione e ricezione multicella dello stesso
dato per ottenere un incremento della copertura e del throughput di UE a bordo cella.
 Architetture possibili:
 Intra-site ⟹ segnalazione su interfacce interne, solitamente proprietarie
 Inter-site ⟹ segnalazione sul backhauling (interfacce X2) tra eNB per scambiare informazioni relative a
CSI/CQI e scheduling

fig. 3.17 fig. 3.18

L’utilizzo di AAS con architettura distribuita, consente di realizzare soluzioni (fig. 3.18) in cui,
nonostante la tecnica CoMP resti interna all’eNB (intra-eNB), la trasmissione appaia di tipo inter-
site ⟹ la connessione in fibra tra CU ed RRU permette una bassa latenza ed un ampia BW
necessaria per l’overhead di segnalazione richiesto.
67
Coordinate MultiPoint
 In DL ⟹ CoMP prevede la trasmissione del segnale destinato ad uno stesso UE da più RBS
tra loro coordinate a livello di
 processamento dei dati in BB (Joint Processing) ⟹ trasmissione verso il singolo UE da molteplici celle,
con coordinamento in carico ad un solo TX con antenne separate geograficamente
 Vantaggio: migliori performance in termini di throughput (SM o BF distribuito)
 Svantaggio: incremento di segnalazione e requisiti più stringenti sul backhauling
oppure
 scheduler e/o BF (Coordinate scheduler / Coordinate BF) ⟹ solo la cella servente trasmette verso il
singolo UE, ma scheduling e funzionalità di BF vengono coordinate dinamicamente tra le celle per
controllare e ridurre l’interferenza ⟹ Criteri di selezione dei migliori UE verso cui trasmettere:
 tasso di riduzione dell’interferenza con gli UE vicini per mezzo di fasci radianti fortemente orientati
 ammontare dell’incremento della potenza del segnale ricevuto dagli UE serviti
Nella tecnica A seconda che lo stesso dato destinato al singolo UE sia condiviso tra differenti
eNB , il MIMO collaborativo include
 processamento su singolo eNB con coordinamento multi-cella ⟹ precodifica in trasmissione con RX SIC
per sfruttare la SD originata dalla trasmissione multi-cella e coordinamento finalizzato alla riduzione
dell’interferenza inter-cella
 processamento multi-cella ⟹ ciascun eNB effettua una precodifica multi-utente
 verso molteplici UE e ciascun UE riceve stream multipli da eNB distinti ⟹ precodifica collaborativa
 in modo indipendente e differenti eNB servono congiuntamente lo stesso UE ⟹ closed-loop macro-diversity
 In UL ⟹ CoMP implica la ricezione del segnale trasmesso dall’UE da antenne multiple
spaziate geograficamente ⟹ coordinamento tra celle delle decisioni di scheduling per
controllare l’interferenza.
68
Coordinate MultiPoint
 In DL ⟹ CoMP prevede la trasmissione del segnale destinato ad uno stesso UE da più RBS
tra loro coordinate a livello di
 processamento dei dati in BB (Joint Processing) ⟹ trasmissione verso il singolo UE da molteplici celle,
con coordinamento in carico ad un solo TX con antenne separate geograficamente
 Vantaggio: migliori performance in termini di throughput (SM o BF distribuito)
 Svantaggio: incremento di segnalazione e requisiti più stringenti sul backhauling
oppure
 scheduler e/o BF (Coordinate scheduler / Coordinate BF) ⟹ solo la cella servente trasmette verso il
singolo UE, ma scheduling e funzionalità di BF vengono coordinate dinamicamente tra le celle per
controllare e ridurre l’interferenza ⟹ Criteri di selezione dei migliori UE verso cui trasmettere:
 tasso di riduzione dell’interferenza con gli UE vicini per mezzo di fasci radianti fortemente orientati
 ammontare dell’incremento della potenza del segnale ricevuto dagli UE serviti
Nella tecnica CoMP con joint processing, sono possibili 2 soluzioni a seconda che lo stesso
dato destinato al singolo UE sia condiviso o meno tra differenti eNB
 processamento su singolo eNB con coordinamento multi-cella ⟹ precodifica in trasmissione con RX SIC
per sfruttare la SD originata dalla trasmissione multi-cella e coordinamento finalizzato alla riduzione
dell’interferenza inter-cella
 processamento multi-cella ⟹ ricezione di stream multipli nell’ UE da eNB differenti con precodifica multi-
utente su ciascun eNB in modalità
 coordinata ⟹ precodifica collaborativa
 indipendente, ma con trasmissione congiunta di differenti eNB verso lo stesso UE ⟹ closed-loop macro-
diversity

69
Coordinate MultiPoint
 In UL ⟹ CoMP implica la ricezione del segnale trasmesso dall’UE da antenne multiple
spaziate geograficamente ⟹ il coordinamento tra celle nelle decisioni di scheduling
garantisce un maggior controllo dell’interferenza inter-cella.

70
Trasmissione multi-antenna
 La curva throughput=f(SNR) satura per elevati valori di SNR (fig. 3.19), raggiungibili attraverso
tecniche di TD o BF, che consentono MCS molto efficienti a livello spettrale. Con il MIMO in
configurazione SM, mediante N antenne in trasmissione ed in ricezione, è possibile ottenere
nel data rate incrementi lineari con il numero delle antenne per elevati valori di SNR (fig. 3.20).
~ log 1  +
~ log 1  6+
~ Nlog 1  +
Capacity

Capacity
fig. 3.19
fig. 3.20

+ 6+ SNR + SNR
6+

 Adattamento degli schemi MIMO alle condizioni del canale con l’obiettivo di:
 Migliorare il SINR ⟹ BF, con opportuna configurazione delle antenne in trasmissione (bassa distanza), e
TD per incrementare le prestazioni in ricezione degli UE a bordo-cella attraverso
 Aggiustamento della fase in trasmissione per ottenere una somma costruttiva dei segnali in ricezione (BF)
 Riduzione delle variazioni dell’SINR in ricezione (TD)
 Condividere il SINR ⟹ SM, con opportuna configurazione delle antenne in trasmissione (ampia distanza
o cross-polarizzazione), per incrementare il throughput con valori SINR sufficientemente alti, senza
entrare in saturazione, tramite la creazione di canali paralleli ed indipendenti

71
Trasmissione multi-antenna
 Definiti:
 Transmission layer ≜ canale virtuale, corrispondente ad uno dei canali paralleli ed indipendenti che
compongono il canale MIMO, che trasporta i simboli della CW verso le 6 antenna-port con mapping
stabilito da un’operazione di precodifica mediante 6 vettori m) di dimensione 6 * 1, colonne i-esime,
con  ∈ 1, 6 , della matrice di precodifica n di dimensione 6 * 6
 Transmission rank  + ≝ numero di simboli indipendenti trasmessi utilizzando le stesse risorse nel
dominio della frequenza e del tempo
 Channel rank  +h  6 ≝ numero di canali paralleli ed indipendenti (layer) che compongono un canale
MIMO coincidente con numero layer trasmissivi su cui mappare la sequenza di data symbol „ ) ∈ Å)
da trasmettere in un TTI ⟹ +h  +
 6  6 û ≜ numero di TB o CW in uscita dallo strato MAC ed in ingresso alla catena trasmissiva dello
strato fisico ⟹ in LTE 6  6 û - 2 come compromesso tra throughput e overhead di segnalazione
per la gestione delle ritrasmissioni tramite H-ARQ
 6L ≜ numero RE utilizzato per la trasmissione di un data symbol 8E , L ∈ 1, 6 precodificato
⟹ la relazione 6 û - 6 - 6 è sempre verificata
⟹ +  6 ⁄6L corrisponde al numero di data symbol 8E distinti trasmesso per ciascun RE,
il cui range di valori è dato da:
 +  6 2 1 ⟹ SM puro
 +  1 ⟹ BF o TD

72
Trasmissione multi-antenna
 La curva throughput=f(copertura) decade
rapidamente (fig.3.21) con la distanza RBS-UE
all’aumentare del transmission rank, riducendo
l’area di copertura della cella

fig. 3.21

73
Catena trasmissiva multi-antenna
 Dallo strato MAC (fig. 3.22) e
attraverso i Transport
Channel, a ciascun TB, la cui
dimensione dipende dal
feedback dell’UE (via CQI), lo
scheduler associa un MCS.
Le operazioni successive (fig.
3.23) sono:
 Mapping dei TB (o CW) sui fig. 3.22
layer
 Precodifica
 Distribuzione dei data symbol
sulle 6 antenne
 Associazione del data symbolo
al RE
 L’MCS è applicato
interamente al TB ⟹
impossibilità di differenziare
l’MCS di uno stesso TB in
funzione del layer trasmissivo

fig. 3.23

74
Catena trasmissiva multi-antenna

 Schema per Layer Mapping


(fig. 3.24): per 6 2 2 ⟹ in
ricezione non è applicabile
la tecnica SIC, poiché la
distribuzione del TB su più
layer ne limita la decodifica
e la cancellazione di ciascun
layer separatamente. Con 1
solo TB è ammessa la
fig. 3.24
trasmissione multi-layer solo
in caso di ritrasmissione di tipo H-ARQ. Ciascun layer trasmissivo trasporta lo stesso numero
di simboli modulati, pari al numero di simboli da trasmettere su ciascuna antenna-port ⟹
questa caratteristica è assicurata da un’opportuna scelta della dimensione del TB e dalla
funzionalità di rate-matching.

75
Catena trasmissiva multi-antenna
 In base allo schema trasmissivo, per ciascun TTI è possibile inviare
 1 TB (o equivalentemente 1 CW) per TD o BF ⟹ MLD come RX ottimale per la minimizzazione del BER
e riduzione dell’overhead di segnalazione in termini di
 report CQI ⟹ 1 solo valore poiché 6  1
 feedback per il processo H-ARQ ⟹ 1 solo ACK/NACK per subframe dall’UE
 fino a 2 TB per SM
 Quando applicati al canale PDSCH, i differenti schemi di trasmissione multi-antenna
corrispondono a 9 transmission mode (TM)
 TM 1 ⟹ trasmissione ad antenna singola
 TM 2 ⟹ TD
 TM 3 ⟹ precodifica open-loop di tipo codebook-based se + 2 1, TD altrimenti
 TM 4 ⟹ precodifica closed-loop di tipo codebook-based
 TM 5 ⟹ versione MU-MIMO del TM 4
 TM 6 ⟹ caso speciale di precodifica closed-loop di tipo codebook-based in trasmissione single-layer
 TM 7 ⟹ (Rel. 8) precodifica di tipo non-codebook-based in trasmissione single-layer
 TM 8 ⟹ (Rel. 9) precodifica di tipo non-codebook-based con +  2
 TM 9 ⟹ (Rel. 10 in LTE Advanced) precodifica di tipo non-codebook-based con 2 . + - 8

76
Catena trasmissiva multi-antenna
I TM differiscono per:
 struttura del processo di antenna-mapping (fig. 3.25), che riceve in ingresso i data symbol (modulati e
codificati) dei TB e, attraverso una sequenza di operazioni di distribuzione sui layer trasmissivi e di
precodifica, produce in uscita 6 set di simboli da associare opportunamente nella griglia tempo-
frequenza (RE dei PRB) tramite i modulatori OFDM
 RS impiegati per la stima del canale ⟹ 2 modalità per antenna precoding in DL:
 Codebook-based precoding ⟹ CRS con o senza feedback dall’UE, rispettivamente closed-loop (CSIT) e
open-loop (solo CSIR), sulla matrice di precodifica raccomandata
 Non-codebook-based precoding ⟹ DMRS senza feedback dall’UE

6
fig. 3.25 antenna-port

77
Precodifica di tipo codebook-based
 La stima del canale è basata sui
CRS, non soggetti a precodifica
(fig. 3.26) ⟹ la valutazione del
CQI in DL è effettuata dall’UE CW
2
 al netto dell’operazione di LAYER
precodifica ⟹ l’UE deve avere
esplicita conoscenza della matrice þ
 q( þ
p þr( þp
di precodifica n utilizzata in
6o 6
trasmissione per processare layer fig. 3.26 antenna-port
correttamente il segnale in
ricezione e ripristinare i differenti transmission layer
 per ciascuna antenna-port, per la corrispondenza con la disposizione dei CRS nel RB ⟹ 6 - 4 e, di
conseguenza, 6 - 4, poiché esistono al massimo 4 CRS
Il CQI fornisce il MCS supportato dall’UE con BLER inferiore ad una certa soglia (di solito il
10%) in funzione del SNR del segnale in ricezione e delle caratteristiche del RX. L’UE segnala
sempre il report CQI all’eNB.
 A seconda della struttura della matrice di precodifica n, del criterio di selezione e del contenuto
informativo della segnalazione da UE a eNB, esistono 2 modalità operative:
 Closed-Loop (CL) operation
 Open-Loop (OL) operation
In entrambi i casi, un codebook racchiude l’insieme limitato di matrici che implementano la
precodifica selezionata dalle funzioni di RRM.

78
Closed-loop codebook-based precoding
 L’eNB seleziona il tipo di precodifica sulla base del feedback dell’UE (⟹ CSIT) che, in funzione
delle misure dei CRS, raccomanda il rango del canale (report RI) e la matrice di precodifica
(report PMI). L’eNB, tenendo conto dello stato del buffer RLC in DL e delle condizioni di carico
della cella, non è obbligato a seguire le indicazioni dell’UE ⟹ in caso di rank override, l’eNB
seleziona un subset delle colonne della matrice di precodifica raccomandata, con segnalazione
esplicita all’UE tramite canale PDCCH. Per particolari configurazioni delle antenne o scenari di
fading correlato, l’eNB riduce la cardinalità del codebook a disposizione dell’UE (codebook
subset restriction) per evitare che via PMI siano riportate matrici di precodifica non compatibili
con le condizioni di propagazione radio.
 Per ridurre il carico di segnalazione:
 set di matrici di precodifica limitato (codebook)
 introduzione del TM 6, come caso particolare del TM 4, dedicato al BF con utilizzo di un solo layer, in
particolare in condizioni di basso SINR in ricezione (⟹ impossibile trasmissione multi-layer)
 In LTE il supporto è previsto per trasmissioni multi-antenna con
 2 antenna-port e 1 o 2 layer trasmissivi ⟹ matrici di precodifica n di dimensione 2x1 e 2x2 come
riportato di seguito
       

  s 
s
1 layer
 
o o o o

     
 t
t
2 layer
 

in cui si nota come i 4 vettori di precodifica m) (Â ∈ 1,4 ) per single-layer siano colonne delle 2 matrici di di
precodifica n„ (k ∈ 1,2 )
79
Closed-loop codebook-based precoding
 4 antenna-port e da 1 fino a 4 layer trasmissivi ⟹ matrici di precodifica n di dimensione 4x1, 4x2, 4x3 e
4x4, risultato di una funzione generatrice di matrici nh unitarie da un set definito di vettori in input ý) ,
con l’obiettivo di
 semplificare il calcolo del CQI, da effettuare per ciascuna matrice di precodifica per determinare quella
preferita, riducendo il numero di inversioni di matrici
 ridurre l’overhead di segnalazione, poiché per trasmissione single-layer il vettore di precodifica è sempre
dato dalla prima colonna della matrice nh che costituisce l’unica informazione del report PMI dell’UE
La dimensione del codebook è un compromesso tra
 minimizzazione dei bit di segnalazione necessari a raccomandare la matrice di precodifica nel report PMI
 massimizzazione del grado di accoppiamento tra matrice di precodifica e condizioni radio
 Alcune importanti proprietà delle matrici di precodifica di un codebook:
 modulo costante ⟹ le matrici di precodifica operano solo un cambiamento di fase del segnale, lasciando
invariata l’ampiezza in modo che gli amplificatori di potenza connessi all’antenna siano caricati
equamente. L’unica eccezione è la matrice identità che spegne completamente un’antenna
corrispondente ad un layer ⟹ l’effetto netto non cambia, poiché ciascun layer trasmissivo è sempre
mappato su 1 antenna-port
 caratteristica nested ⟹ struttura del codebook in cui le matrici di precodifica corrispondenti a channel
rank inferiori costituiscono sottomatrici di quelle relative a channel rank superiori ⟹ semplifica il calcolo
del CQI per ognuno dei channel rank
 moltiplicazione complessa minimale ⟹ gli elementi delle matrici del codebook per 2 antenna-port sono
costituiti interamente dall’alfabeto QPSK (±1, ±j), che elimina la necessità di effettuare moltiplicazioni
complesse

80
Open-loop codebook-based precoding
 Nessun feedback dell’UE su CSI (⟹ solo CSIR), per cui l’eNB seleziona una matrice di
precodifica in modo predefinito e deterministico (non-channel dependent), ma nota in anticipo
all’UE. L’uso è indicato in scenari ad alta mobilità in cui il tempo di latenza della segnalazione
per il report PMI non è accettabile (vincolo su /Vn ).
 Questa tecnica, utilizzata in TM 3, sfrutta da 2 fino a 4 layer trasmissivi (nel caso single-layer si
ha TD con SFBC/FSTD) e la matrice di precodifica n di dimensione 6v * 6o è descritta dal
prodotto di 2 matrici ⟹ n  nw ∙ A in cui:
 nw , di dimensione 6v * 6o , esegue il mapping dei data symbol dagli 6o layer trasmissisivi alle 6v antenna-
port
 A, di dimensione 6o * 6o , ha la funzione di mediare le condizioni dei canali visti dai layer trasmissivi,
riducendo le differenze
Nel caso di
 0 
6  2 ⟹ nw è la matrice identità normalizzata ⟹ nw 
 0 
 o

 6  4 ⟹ n ruota ciclicamente tra 4 matrici di precodifica definite di dimensione 4 * 6o distinte per RE


w

consecutivi
La matrice A è esprimibile attraverso il prodotto di 2 matrici ⟹ A  x) ∙ y con:
 y matrice DFT costante di dimensione 6o
 x) matrice quadrata di dimensione 6o variabile tra i RE (⟹ sub-carrier OFDM) indicati dall’indice i
 0  0
Nel caso 6  2 ⟹ x)  (<#)
z ey z
0 ; o 0 ; (<#o

81
Open-loop codebook-based precoding
 In caso di SM, in cui il +h 2 1, la segnalazione dell’UE consiste nel solo report con RI ⟹ l’eNB
utilizza la tecnica CDD: trasmissione dello stesso set di simboli OFDM, utilizzando lo stesso set
di subcarrier OFDM (⟹ stessi RE) da molteplici antenna-port, ma ognuna con un differente
ritardo (fig. 3.27 per
R
6  2). Il ritardo nel tempo
R#
equivale in frequenza (⟹
dominio di applicazione
della modulazione OFDM)
ad uno shift di fase, che
aumenta linearmente con
la frequenza della
R&X?
subcarrier.
fig. 3.27
Questa operazione è
applicata prima di aggiungere il CP, per garantire che
 il ritardo sia ciclico rispetto alla dimensione 6iS della IDFT
 il delay spread da MP non aumenti (la stessa operazione dopo il CP avrebbe imposto dei vincoli sul
massimo ritardo da CDD per evitare il fenomeno dell’ISI ⟹ /  /{ SS  /q )
L’effetto diversity è legato al fatto che i simboli trasportati dalle diverse subcarrier sperimentano
un percorso spaziale differente del canale di propagazione (fig. 3.26), incrementandone la
selettività in frequenza, a causa della creazione artificiosa di MPC grazie all’inserimento di
ritardi la cui misura è in funzione della frequenza della subcarrier.

82
Open-loop codebook-based precoding
Pur non sfruttando in modo ottimale la diversity del canale per mancanza di feedback dall’UE
(precodifica channel-independent nell’OL precoding ), tale approccio assicura che eventuali
effetti distruttivi in ricezione siano limitati ad un sottoinsieme di subcarrier e non impattino
l’intero TB, la cui codifica di canale garantisce i benefici della SD.
Il ritardo ciclico di 6 SS campioni nel dominio del tempo equivale in frequenza ad uno
sfasamento di Δ£E  2^L &|©©†&±}}Œ per l’n-esima subcarrier ⟹ il valore massimo di shift di
fase applicabile si ha con 6 SS  6i ⁄6 , che garantisce variazioni sul guadagno del canale
in frequenza anche all’interno di 1 RB (180 KHz).
Ogni simbolo 8E associato alla subcarrier n-esima è precodificato tramite un vettore mE 

1 ; (<HG… ; (< &˜ ( HG di dimensione 6 * 1 per ottenere un vettore 0E  mE 8E di
dimensione 6 * 1 in cui ciascun elemento viene trasmesso da una delle 6 antenna-port con
ritardo differente ⟹ precodifica di tipo channel-independent con incremento della selettività in
frequenza, mediante variazioni artificiali (comprese le attenuazioni in caso di ricombinazione
distruttiva dei segnali in ricezione) della qualità del canale sull’intera BW LTE

83
Precodifica di tipo non-codebook-based
 Utilizzata in TM 7, 8 e 9 nelle Rel.
rispettivamente 8, 9 e 10 ⟹ solo nei
TM 8 e 9 la trasmissione è multi-
layer (⟹ in TM 7 solo BF). CW
2
 Rispetto al caso precedente, gli RS, LAYER

oltre ad essere differenti (DMRS


invece di CRS ) subiscono il þ
 q( þ
p
processo di precodifica (fig. 3.28) ⟹
6o
gli RS precodificati riflettono le layer
fig. 3.28

condizioni sperimentate dai layer ⟹ in ricezione recovery dei layer trasmissivi e


conseguente demodulazione coerente senza conoscere la matrice di precodifica: unica
informazione necessaria all’UE è il numero 6 dei layer trasmissivi (rango del canale). In
queste condizioni il processo di antenna-mapping ha la sola funzione di layer-mapping, data
la corrispondenza biunivoca tra layer trasmissivo ed antenna-port.
 Criteri di selezione della matrice di precodifica idonea alle condizioni radio:
 stima del canale in UL mediante SRS dell’UE ⟹ alla base del processo di selezione della precodifica
in DL c’è l’ipotesi di reciprocità del canale UL/DL, più affidabile in schemi trasmissivi di tipo TDD a
condizione che il tempo di coerenza del canale sia sufficientemente lungo
 segnalazione di tipo PMI dall’UE basata su codebook, con estensione fino a 8 layer trasmissivi ed
utilizzo CSIRS per la stima del canale nel TM 9 (Rel. 10) ⟹ nell’indicazione della matrice di
precodifica, l’UE utilizza un codebook

84
Schemi trasmissivi: Transmit Diversity
 In LTE la TD è utilizzata con 2 o 4 antenna port in condizioni di assenza di feedback del CSI
da parte dell’UE (⟹ solo CSIR) per trasmettere i canali dati (PDSCH e PMCH) e di controllo
(PBCH, PDCCH e PCFICH)
 Le operazioni di codifica sono implementate nello spazio e nella frequenza per trarre
vantaggio dalla modulazione OFDM con rango trasmissivo unitario (⟹ +  1)
 SFBC per 2 antenna port (fig. 3.29) è la
versione in frequenza dell’STBC (schema di
Alamouti) ⟹ data symbol trasmessi
attraverso le 2 antenna port su 2 sub-carrier
adiacenti in 2 periodi di simbolo consecutivi
8  ¦ 8  ¦1 ) ),
y 
), ∗
) ∗
8  ¦ 8  ¦1
dove 8 ~ L è il data symbol trasmesso
fig. 3.29

dall’antenna port p-esima sulla sub-carrier n-


esima.
 Poiché
 2 successivi data symbolo della CW sono
associati a 2 layer distinti ⟹ 6  2
 ogni data symbol è mappato su 2 RE ⟹ 6L  2 fig. 3.30
⟹ +  6 ⁄6L  1

85
Schemi trasmissivi: Transmit Diversity
 Combinazione di SFBC e FSTD per 4 antenna-port, poiché:
 non esistono codici ortogonali a rate unitario per configurazioni di antenna superiore a 2x2
 il solo FSTD, trasmettendo 4 data symbol consecutivi su 4 sub-carrier adiacenti ciascuna su ognuna
delle 4 antenna-port, penalizza le prestazioni sulla 3° e 4° antenna-port, dove la densità dei CRS è la
metà rispetto alla 1° e 2° antenna-port, con conseguente riduzione dell’accuratezza della stima del
canale
 Schema trasmissivo FSTD:
8 
¦ 8 
¦1 8 
¦2 8 
¦3 ) 0 0 0
8 
¦ 8 
¦1 8 
¦2 8 
¦3 0 ), 0 0
y  0 0 
8 #
¦ 8 #
¦1 8 #
¦2 8 #
¦3 ),# 0
8 $
¦ 8 $
¦1 8 $
¦3 8 $
¦3 0 0 0 ),$

 Combinazione SFBC e FSTD:


8 
¦ 8  ¦1 8  ¦2 8  ¦3
8 
¦ 8  ¦1 8  ¦2 8  ¦3
y
8 #
¦ 8 # ¦1 8 # ¦2 8 # ¦3
8 $
¦ 8 $ ¦1 8 $ ¦3 8 $ ¦3
) ), 0 0
0 0 ),# ),$


), ) ∗ 0
∗ 0 fig. 3.31
0 0
),$ ),# ∗

⟹ distribuisce equamente le coppie di data symbol ) , ), e ),# , ),$ su tutte le 4


antenna-port, evitando di concentrare la perdita di efficienza in ricezione della coppia
),# , ),$ trasmesse sulle antenna-port 3 e 4 nello schema FSTD (fig. 3.31)
86
Schemi trasmissivi: Beamforming
 Il BF ha l’obiettivo di incrementare le prestazioni (SNR) degli UE a bordo cella,
incrementandone la copertura ed il throughput, attraverso 2 fattori
 opportuna configurazione delle antenne trasmissive (distanza inter-antenna e polarizzazione)
 precodifica a rango unitario con un’opportuna selezione del vettore dei pesi in funzione della
configurazione selezionata per l’antenna
 2 TM per il beamforming (⟹ single layer) del canale PDSCH:
 TM 6 precodifica closed-loop di tipo codebook-based ⟹ caso speciale dell’SM nel SU-MIMO in cui l’UE
segnala all’eNB la precodifica ottimale (⟹ vettore dei pesi) sulla base della stima del canale radio
 TM 7 precodifica di tipo non-codebook-based ⟹ nessun feedback dall’UE, per cui l’eNB deduce la
precodifica da implementare attraverso una stima del DoA in UL mediante SRS trasmessi dall’UE:
questa tecnica richiede una calibrazione dei path RF per tenere conto delle variazioni (lente) delle
funzioni di trasferimento dei transceiver delle antenne in entrambe le direzioni (trasmissione e ricezione)
 Nel TM 7 i DMRS (o UE-specific RS) hanno la funzione di riferimento di fase in ricezione per
una corretta demodulazione coerente, mentre la valutazione del CQI è sempre basata sui
CRS. Infatti, la qualità del canale radio percepita dall’UE è in generale migliore se fondata sui
DMRS, portando a CQI più elevati nella segnalazione verso l’eNB con conseguenze dirette
sulle politiche di scheduling ⟹ le antenna-port comuni (dalla 0 alla 3) dovrebbero contenere
un elemento dell’antenna-array utilizzato per il BF, al fine di inglobare parzialmente nel CQI la
qualità del canale radio beamformato. Questo tipo di configurazione di antenna consentirebbe
l’utilizzo del BF per UE a bordo cella, riservando le altre antenna-port per l’SM destinato ad UE
più vicini all’RBS.

87
Schemi trasmissivi: Beamforming
 Il BF classico utilizza schiere di antenne a
distanza ridotta (fig. 3.32) rispetto alla lunghezza
d’onda (  - 0.5µ) in modo da realizzare percorsi
multipli di propagazione altamente correlati tra
8 8# 8$ 8&˜
loro e focalizzare il fascio radiante verso uno
specifico punto dello spazio. Il vettore dei pesi 

P  — ⋯ —&˜ da applicare all’unico data symbol ; (<Hz ⁄6 ; (<Ho ⁄6 ; (<H ⁄6 ; (<HȘ †6
in ingresso (6  1) è tale da
 consentire una ricostruzione additiva delle copie del
segnale in ricezione 8 fig. 3.32

 rispettare il vincolo sulla potenza in trasmissione


⟹ —„  ; (<Hç ⁄6 con ¦ ∈ 1, 6 dove, per effetto dell’elevata correlazione, i canali radio
 determinano in ricezione un piccolo ritardo (⟹ sfasamento) tra le MPC del segnale
 presentano lo stesso guadagno in potenza ⟹ svantaggio: mancato sfruttamento della diversity in
frequenza (⟹ selettività) del canale radio.
 Con antenne sufficientemente distanziate 8 8# 8&˜
( 2 4µ) in modo da creare canali paralleli e U
U
indipendenti (fig. 3.33), il BF richiede un
 — —# —&˜
vettore di precodifica P  — ⋯ —&˜ con i
pesi complessi in grado di:
8
 compensare lo sfasamento delle MPC del fig. 3.33
segnale in ricezione e consentire una

88
Schemi trasmissivi: Beamforming
ricombinazione additiva ⟹ vantaggio: sfruttamento della diversity del canale radio
 alterare l’ampiezza degli 6 segnali trasmessi allocando la potenza sulle antenne in modo ottimo, ossia
privilegiando i canali con le migliori condizioni istantanee
&
 assicurare il vincolo sulla potenza trasmessa ⟹ P #
 ∑„K
˜
„ #  1 dove —„  „ ; (<Hç
L’esigua spaziatura tra le sub-carrier OFDM in LTE
permette di considerare i canali di tipo WB (⟹ 1Vn 2 ∆uŸV )
⟹ —„E  „ ∗ ⁄ œE con ¦ ∈ 1, 6 e L ∈ 0, 6ŸV
1
scelta ottima dei coefficienti di precodifica per ciascuna
sub-carrier, considerando (fig. 3.34)
 un RX con antenna singola (6  1)
 un TX con 2 antenne (6  2)
fig. 3.34
e in condizione CSIT attraverso:
 CL codebook-based, mediante report PMI/CQI ⟹ solo in situazioni di bassa mobilità a causa del ritardo
indotto dalla segnalazione
 Non-codebook-based, per mezzo di una stima del DoA del segnale in UL
 Il BF in LTE è applicato solo al canale PDSCH con l’obiettivo di migliorare l’SNR in ricezione
ed incrementare la copertura della cella, il cui fattore limitante è costituito dalla portata dei
canali di controllo ⟹ con il BF riduzione del code rate dei canali di controllo
 L’uso discontinuo del BF è in grado di provocare interferenza alle celle adiacenti (flash light
effect) con conseguenze negative sul CQI riportato dagli UE a bordo cella ⟹ in LTE l’OFDMA
fornisce una grado di libertà addizionale per evitare questo problema.
89
Schemi trasmissivi: Spatial Multiplexing
 Lo SM nella trasmissione MIMO non richiede espansioni di BW, ma aggiunge complessità al
processamento del segnale
 La modalità SM è utilizzata solo per trasmettere dati sui canali PDSCH
 L’implementazione dello SM è prevista nei TM dal 3 al 9 in cui + 2 1 ⟹ condizione
necessaria: 6 2 1. In situazione ideale, per
 modulazione 64 QAM ⟹ 6  6 bit per subcarrier
 code rate unitario ⟹ ÜV  1
 transmission rank=channel rank ⟹ +  6  4 essendo 6L  1
BW LTE massima pari a 1L  20Áv¡ ⟹ 6 ‚Œƒ
 ‚Œƒ†&X? ∆X?  #∙ †#∙k∙ ≅ 110 RB distribuito
„

lungo la BW LTE dove
 6…  12 subcarrier per ogni RB
 ∆uŸV  15v¡ distanza inter-subcarrier
 E
 normal CP ⟹ 6L  6ŸV 6†S  12 * 7  84 RE allocati su ciascun RB, dove
E
 6†S  7 simboli OFDM per ogni subcarrier all’interno di 1 RB
 ‚Œƒ 
⟹ 6  6 6 6  110 * 10 * 2  2200 RB per ogni frame LTE della durata di 10ms,
dove
 6߇  10 subframe in goni frame LTE

 6ˆ‰  2 RB in ciascun subframe
  ŸáV
⟹ data rate teorico massimo ÜL  6 6L 6 6 ÜV +  2200 * 84 * 10# * 6 *
4 ≅ 440Á@p

90
Schemi trasmissivi: Spatial Multiplexing
 La catena processiva (fig. 3.35), con in ingresso i data symbol uscenti dai blocchi MCS, scelti
dallo scheduler sulla base del CQI, è rappresentato da:
ü  &h 7  &h þ   &h %3þ    Š3þ  + 
considerando la SVD della matrice di rappresentazione del canale MIMO ⟹  &‹%h con
 ‹  ŒŽ g dove g #  µ) , autovalori della matrice /  ‹‹h , rappresentano i guadagni di potenza
degli 6 canali indipendenti e paralleli in cui è stato decomposto il canale MIMO
 & e % matrici unitarie, di dimensioni rispettivamente 6 ê6 e 6 ê6 , le cui colonne sono gli autovettori
singolari destro e sinistro della matrice ‹
L
8  ª
8
 ª̃

L&¶
n  %3 &h
8&˜ ª&¶
 ª̃&‚
8 &‚
fig. 3.35
 La matrice di precodifica n è una combinazione di
 vettori singolari di BF ⟹ matrice %
 allocazione di potenza ottima in base al feedback ricevuto dall’UE ⟹ matrice 3  ŒŽ o
p
⟹ predefinita (OL codebook-based precoding) o selezionata sulla base del feedback dell’UE
(CL codebook-based precoding) o di segnali pilota trasmessi dall’UE (non-codebook-based
precoding)
91
Schemi trasmissivi: Spatial Multiplexing con CDD
 La combinazione della tecnica CDD con uno schema trasmissivo MIMO per lo SM rafforza
l’ipotesi di indipendenza dei canali che compongono il canale MIMO, in virtù della creazione
artificiale di MPC per mezzo di ritardi sulla trasmissione del simbolo, la cui entità è funzione
della subcarrier e dell’antenna-port utilizzata.
 La catena processiva di base del CDD (fig. 3.36) prevede in serie:
 una matrice di precodifica y&˜ *&‚ fissa e unitaria, con il compito di distribuire tutti i simboli trasportati dagli
6 layer su tutte le 6 antenna-port operando una trasformazione dal dominio del tempo a quello della
frequenza
 una matrice diagonale xE per la rotazione di fase ciclica ; (<:HG in funzione dell’indice di subcarrier
OFDM e di antenna-port, rispettivamente L ∈ 0, 6iS
1 ed  ∈ 0, 6
1 ⟹ in LTE i valori possibili
per lo sfasamento base sono Δ£  2^ 6 SS ⁄6iS  ^, #=⁄$ , =⁄# , rispettivamente per 6  2,3,4 , da cui
6 SS  6iS H†#=  6iS ⁄# , ⁄$ , ⁄%

Per ciascuna subcarrier RE il vettore in


uscita la blocco CDD da applicare in
ingresso ai modulatori OFDM delle 6
þ
 þ þ
antenne è dato da þE  xE yþ  con
xE  Âú&˜ 1, ; (<∆HG , … , ; (< &˜ ( ∆HG
; (<HG
y&˜ *&‚


; (< &˜ ( HG

fig. 3.36

92
Schemi trasmissivi: Spatial Multiplexing con CDD
In TM 3 in condizione multi-layer ⟹ al blocco CDD segue una matrice di precodifica (fig. 3.37)
puramente spaziale e predefinita, ossia non-channel-dependent, per la mancanza del report
PMI nell’OL codebook-based precoding. Il vettore þ  E , in uscita dal blocco CDD, simula i segnali
trasmessi da 6 antenne virtuali, che costituiscono l’input ad un nuovo canale costituito dal
precodificatore n&˜ *&‚ e dal canale MIMO a seguire. La distribuzione degli 6 simboli in
ingresso ha l’obiettivo di equalizzare i canali visti dagli 6 layer, assumendo un RX lineare di
tipo MMSE ⟹ benefici per
 overhead di segnalazione dato che il CQI risulta valido per tutti i layer
 robustezza nell’adattamento alle condizioni del canale, a fronte di interferenze di tipo burst inter-cella,
ritardi nel feedback dall’UE ed errori nella stima del CQI per rumore e/o condizioni di elevata mobilità
Con queste premesse, il blocco
CDD è dato dal prodotto di 2 matrici  data symbol  antenne virtuali

quadrate xE y di dimensione 6 ⟹  antenna-port


(<#=nG†È
y&‚  ênE  ; ‚ 4
þ
 þ
 þ

matrice DFT di precodifica.


Il vettore in ingresso alle 6
antenna-port è dato da n&˜ *&‚

þE  nE xE yþ 4 xE y
channel-independent
 precoder

fig. 3.37

93
Cenni sulla trasmissione MIMO multi-utente
 L’evoluzione della tecnica MIMO (fig. 3.38) prevede la possibilità di
 consentire a molteplici UE di comunicare simultaneamente con la stessa RBS utilizzando le medesime
risorse nel dominio del tempo e della frequenza (⟹ stessi RE)
 creare uno scenario in cui RBS adiacenti condividono in modo coordinato ed in modalità MIMO le proprie
antenne con UE situati in celle diverse ⟹ concetto di cloud RAN che richiede l’utilizzo di RRU distribuiti e
CU in grado di co-gestire i diversi punti radianti (tecniche CoMP), unitamente a funzionalità SON, per
garantire flessibilità ed efficienza nella riconfigurazione delle risorse radio, ed alla disponibilità di
collegamenti ottici per il backhauling (NGAN), al fine di minimizzare le latenze del traffico dati e di
segnalazione.
 Il MU-MIMO in DL adotta il
principio della condivisione
dell’SNIR, sfruttando l’SDMA
mediante beam stretti verso
molteplici UE schedulati in
contemporanea e in direzioni
fisiche sufficientemente
separate (piccolo spread
angolare lato eNB) ⟹ i
canali verso lo stesso UE
sono fortemente correlati ⟹
schema trasmissivo BF con
+  1 di tipo OL codebook-
based
fig. 3.38
94
Cenni sulla trasmissione MIMO multi-utente
 Al fine di massimizzare il throughput totale del set di UE co-schedulati, è necessario che
soddisfino i seguenti prerequisiti:
 buona qualità del canale radio verso il singolo UE (⟹ CQI tale da ottenere un efficiente MCS)
 basso livello di correlazione spaziale tra i canali di propagazioni associati ai differenti UE
La necessità di beamformare la trasmissione verso gli UE in modo da garantire l’indipendenza
dei canali richiede
 un’elevata accuratezza nella conoscenza delle condizioni propagative (⟹ CSIT di grado elevato) per
limitare le interferenze spaziali tra i canali a monte della trasmissione (nell’eNB)
 un appropriato codebook in grado di supportare una quantizzazione più stringente della valutazione del
canale radio
⟹ conseguenze dal punto di vista operativo:
 compromesso tra carico di segnalazione per report accurati sulla misura del canale e limite sulle risorse in
UL
 vincoli sulla variabilità nel tempo del canale in relazione ai tempi di stima del canale radio, feedback dall’
UE ed elaborazione e trasmissione dall’eNB
 interazione stretta tra processi di scheduling e strato fisico
 Il MU-MIMO è applicabile attraverso schemi SDMA, basati su precodifiche lineari
personalizzate per il set di UE da co-schedulare, per trasmissioni BF in situazioni in cui
6  6‘L ≜numero UE in stato ECM-connected nella cella ⟹ il multiplexing gain massimo è
Á¾  6‘L in caso di 6  1 antenna per ciascun UE. Per 6‘L 2 6 è possibile sfruttare un
grado di libertà aggiuntivo (multi-user diversity) selezionando opportunamente gli UE da co-
schedulare.
95
Cenni sulla trasmissione MIMO multi-utente
 Per ridurre il carico di segnalazione, il feedback dall’UE riporta all’RBS
 il CQI su cui basare l’MCS da applicare al TB destinato all’UE
 un indice, chiamato PVI (equivalente al PMI del SU-MIMO), composto da B bit che identifica uno degli 6`  2
vettori di dimensione 6 all’interno del codebook.
Le modalità con cui sono
a) calcolati dall’UE i valori di CQI e PVI
b) costruite dall’eNB le matrici di precodifica
costituiscono le differenze sostanziali tra 2 tecniche di precodifica in MU-MIMO per l’LTE:

 Matrici di precodifica unitarie (UPM) del codebook composto da R  matrici quadrate, fisse e unitarie di BF di

dimension 6 ⟹ operazioni svolte
 nell’UE ⟹ stima dell’SNIR per ciascuna delle R matrici considerando ciclicamente gli 6
1 vettori di
ciascuna matrice come canali interferenti degli altri UE e feedback all’eNB del CQI e dell’indice del vettore (via
PVI) corrispondenti all’SNIR più elevato
 nell’eNB ⟹ selezione dal codebook della matrice indicata dall’UE nel PVI (necessariamente ortogonali tra
loro)
 Codebook per quantizzazione del vettore del canale (CVQ) composto da 6` vettori di quantizzazione a norma
unitaria per quantizzare il vettore delle misure del canale delle stesse dimensioni 6 ⟹ operazioni svolte
 nell’UE ⟹ quantizzazione del vettore di misure del canale ed accostamento al vettore nel codebook con
distanza minima il cui indice è segnalato all’eNB tramite PVI; calcolo dell’SNIR atteso e feedback del
corrispondente CQI, assumendo gli 6
1 vettori di precodifica interferenti ortogonali al vettore del PVI
come se la trasmissione BF fosse di tipo ZF
 nell’eNB ⟹ calibrazione della matrice di precodifica suggerita dall’UE sulla base del PVI (anche non
ortogonali tra loro), con l’obiettivo di minimizzare l’interfenza residua
96
Considerazioni finali sulla tecnologia MIMO
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 L’implementazione di una tecnologia trasmissiva con utilizzo di antenne multiple richiede


 un overhead di segnalazione, più marcata nel caso di codebook-based precoding, per la stima del canale
radio ed eventuale feedback dal RX al TX
 implementazione di algoritmi per la sagomatura del segnale in TX e la ricezione coerente del segnale in
RX
 architetture distribuite ed evolute, fino al cosiddetto cloud ran, per le RBS con l’obiettivo di ridurre
virtualmente la distanza tra RX e TX per incrementare le prestazioni in termini di copertura e throughput di
cella
 Limiti di applicabilità del modello del canale MIMO legati alle caratteristiche TV che impongono
vincoli a
 ritardo indotto dalla stima del canale ed eventuale feedback
 struttura dei segnali pilota, a cui sono assegnate opportunamente risorse nel dominio del tempo e della
frequenza, al fine di migliorare la stima del canale radio, minimizzando l’interferenza inter/intra-cella
 In conclusione la tecnica MIMO fornisce prestazioni funzionali alle condizioni del canale radio
 incremento del data rate e del throughput di cella per bassa mobilità e buona copertura ⟹ SM
 incremento della copertura e della capacità di cella attraverso il miglioramento del SNR dei terminali a
bordo cella ⟹ BF
⟹ tuttavia, in condizioni di elevata mobilità l’unico elemento in grado di fornire miglioramenti
prestazionali in termini del solo SNR in RX è la TD, poiché le condizioni fortemente TV del
canale radio rendono poco affidabili le stime del canale.

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