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“ LAVORARE INSIEME PER LA CRESCITA E L’OCCUPAZIONE.

UN NUOVO INIZIO
PER LA STRATEGIA DI LISBONA” COM (2005) 24

Sintesi

Il 2 febbraio scorso la Commissione europea ha pubblicato una Comunicazione, a firma del


Presidente Barroso, dal titolo “ Lavorare insieme per la crescita e l’occupazione. Un nuovo
inizio per la Strategia di Lisbona” che verrà presentata al Consiglio Europeo di Primavera.

In ragione della crescita poco soddisfacente dell’economia europea e dei progressi insufficienti che
l’Unione ha conseguito nel realizzare la Strategia di Lisbona, come è emerso anche dal rapporto del
gruppo coordinato da Wim Kok, la Commissione ha ritenuto necessario un rilancio della Strategia,
rifocalizzandola su quelle azioni che possono promuovere crescita e occupazione, in modo da
renderla più coerente con l’obiettivo dello sviluppo sostenibile.
Naturalmente il rilancio necessita di un forte partenariato fra tutti gli attori a livello europeo,
nazionale, regionale e locale: Stati membri, cittadini dell’Unione, parlamenti, partner sociali e
società civile; il presupposto indispensabile è mantenere la stabilità delle politiche
macroeconomiche e il virtuosismo delle politiche finanziarie. Accanto a questo la Commissione
propone pochi e chiari obiettivi che gli SM concorrono a raggiungere, semplificando la strategia che
probabilmente era troppo complessa e non è stata sinora completamente compresa.

Al centro della proposta comunitaria c’è il Programma di Azione di Lisbona che stabilisce le
grandi priorità che consentiranno all’Europa di elevare la produttività e di creare maggiori e
migliori posti di lavoro. L’impatto atteso è quello di elevare l’attuale tasso di crescita potenziale
portandolo vicino all’obiettivo del 3% e di innalzare l’occupazione, creando almeno 6 milioni di
posti di lavoro entro il 2010.

In sintesi, crescita e creazione di posti di lavoro sono al centro della Strategia che ruota attorno a tre
aree principali di priorità :
• Rendere l’Europa più capace di attrarre investimenti e lavoro
• Porre la conoscenza e l’innovazione al servizio della crescita
• Creare nuovi e migliori posti di lavoro

Le prime due priorità possono essere sintetizzate come segue:

Rendere l’Europa più capace di attrarre investimenti e lavoro e cioè:


- Completare il mercato interno nei settori che possono offrire guadagni reali in termini di crescita e
occupazione e sono di rilevanza immediata per i consumatori (un accordo equilibrato su servizi,
professioni regolamentate, energia, appalti pubblici e servizi finanziari, un accordo equilibrato su
REACH, il nuovo quadro normativo per le sostanze chimiche, che tenga conto dell’impatto della
competitività e dell’innovazione, le PMI).
- Garantire mercati aperti e competitivi all’interno e all’esterno dell’Europa: riorientare gli aiuti di
Stato verso settori con elevate potenzialità di crescita, creare un contesto economico favorevole alle
PMI, garantire l’accesso a mercati terzi, semplificare la normativa europea e nazionale.
- Migliorare la normativa europea e nazionale per ridurre gli oneri amministrativi.
- Ampliare e migliorare le infrastrutture europee.
- Proseguire gli sforzi sul fronte del brevetto comunitario e verso la definizione di una base
imponibile consolidata per le società.

Porre la conoscenza e l’innovazione al servizio della crescita


- Raggiungere l’obiettivo del 3% del PIL per la spesa in R&S.

Tecnostruttura delle Regioni per il FSE 1


- Favorire l’integrazione delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
- Promuovere la costituzione di poli di innovazione che colleghino centri regionali, università e
imprese.
- Promuovere le iniziative tecnologiche europee attraverso partenariati pubblico/privato.
- Promuovere le ecoinnovazioni energeticamente efficaci e a basso livello di emissioni.
- Contribuire alla creazione di una forte base industriale europea mobilitando forme di
collaborazione fra pubblico e privato.
- La Commissione propone di creare un Istituto europeo di tecnologia per attrarre i cervelli migliori,
le idee e le imprese in Europa.

Cruciale la terza priorità:


Creare nuovi e migliori posti di lavoro
Il presupposto per la creazione di prosperità e la riduzione del rischio di esclusione è la possibilità
di dare a tutti i cittadini un posto di lavoro e assicurare che permangano al lavoro o in formazione
lungo l’arco delle loro vite.
L’andamento sociodemografico attuale, con il relativo peso in termini di spesa previdenziale e
sociale, lascia oggi presupporre un tasso di crescita annuale irrisorio, nell’ordine dell’1%.
Appare necessaria quindi una revisione della SEO che la Commissione propone avvenga nel
corso del 2005 quale parte integrante della nuova Strategia di Lisbona fondata sul Piano di Azione
di Lisbona.

Per imprimere la necessaria crescita appare fondamentale:


- Attrarre un maggior numero di persone nel mercato del lavoro, in particolare con misure
dirette a ridurre la disoccupazione giovanile (iniziativa europea a favore della gioventù), e
modernizzare i sistemi di protezione sociale.
Ciò vuol dire innalzare i tassi di occupazione attraverso gli incentivi più appropriati, mobilitare gli
inattivi, rendere maggiore l’apporto della componente femminile al mdl, anche attraverso
l’opportuna conciliazione e i servizi di cura, intervenire su giovani e over 55.
La Commissione ritiene poi che sia necessario modernizzare i sistemi di protezione sociale degli
Stati e rafforzare le loro politiche per l’occupazione. La Commissione attribuisce grande importanza
ai target giovanili, anche in connessione con l’iniziativa europea Gioventù, anche su impulso dei
leaders di Francia, Germania, Spagna e Svezia che il 29 ottobre del 2004 avevano proposto un Patto
europeo per la Gioventù.
Alcune delle misure della Comunicazione sono fortemente orientate ai giovani, e questo costituirà
un importante elemento nella revisione della SEO e dei finanziamenti comunitari, ivi compreso il
FSE.
La proposta è che gli SM fissino obiettivi nazionali in termini di tassi di occupazione per il 2008
e il 2010 nei loro Piani nazionali di Lisbona e pianifichino quali strumenti di politiche intendano
mettere in campo per raggiungerli. Le linee guida per l’occupazione supporteranno gli SM nel
selezionare gli strumenti più efficaci e la Commissione, sulla base delle linee guida, ne valuterà i
progressi nei suoi Rapporti Strategici Annuali.
Le iniziative imprenditoriali, anche attraverso la Responsabilità sociale delle imprese, potranno
giocare un ruolo chiave nel creare sviluppo sostenibile e nel rendere l’Europa competitiva.

- Accrescere la capacità di adeguamento dei lavoratori e delle imprese e la flessibilità dei mercati
del lavoro rimuovendo gli ostacoli alla mobilità dei lavoratori.
La Commissione ritiene che un elevato grado di adattabilità sia vitale per determinare la crescita
della produttività e incrementare la creazione di opportunità lavorative soprattutto nei settori a
crescita più rapida. Sempre più le nuove imprese e le PMI sono la principale fonte di creazione
occupazione in Europa, la maggiore flessibilità, combinata con la necessaria sicurezza richiede una
grande capacità dei lavoratori e delle imprese di anticipare, innescare, assorbire il cambiamento. La

Tecnostruttura delle Regioni per il FSE 2


Commissione avanzerà delle proposte per rimuovere gli ostacoli alla mobilità nel mercato del
lavoro.

- Aumentare gli investimenti in capitale umano migliorando l’istruzione e le qualifiche attraverso la


riforma dei fondi strutturali e del Fondo di coesione dell’UE.
Le economie sostenute da una forza lavoro competente sono maggiormente capaci di creare e di
fare un uso efficace delle nuove tecnologie. Centrale ovviamente l’enfasi sul lifelong learning. La
modernizzazione e le riforme nei sistemi europei di educazione e formazione è principalmente una
responsabilità degli Stati Membri, comunque vi sono alcune azioni chiave che devono essere
intraprese a livello europeo per contribuire ad agevolare i processi. La proposta per un nuovo
Programma di lifelong learning per rimpiazzare la attuale generazione dei programmi di
educazione e di formazione a partire dal 2007 deve essere adottata dal legislatore entro la fine del
2005. Il programma dovrebbe essere fornito di adeguate risorse finanziarie e gli SM devono
mantenere i propri impegni per la messa in opera delle Strategie di Lifelong learning entro il
2006.

La Commissione contribuirà all’obiettivo di maggiori e migliori posti mobilitando le proprie


risorse finanziarie. I fondi strutturali sono già utilizzati e finalizzati secondo questi obiettivi, ma
tali progressi potranno essere consolidati solo attraverso l’adozione delle proposte avanzate per il
nuovo quadro finanziario post 2007. E’ necessario quindi un adeguato finanziamento di queste
politiche che mobiliti anche risorse regionali e nazionali del settore pubblico e privato e sostenga la
condivisione delle buone pratiche.

IMPLEMENTARE LISBONA: LA RIFORMA DELLA POLITICA DI COESIONE E IL RUOLO


DEI FONDI STRUTTURALI

Per la nuova generazione dello sviluppo regionale, del FSE e del Fondo di coesione la
Commissione propone un approccio più strategico nel tentativo di assicurare che il contenuto sia
più orientato a crescita e occupazione. A livello comunitario saranno stabilite linee guida
strategiche attraverso una decisione del consiglio , il quadro degli interventi sarà stabilito a livello
di SM negoziato in partenariati tenendo conto delle diverse situazioni nazionali e regionali.

Le risorse saranno concentrate su:


- sviluppo di maggiori e migliori posti di lavoro attraverso gli investimenti nella formazione
e nella creazione di nuove attività;
- incoraggiamento dell’innovazione e crescita dell’economia della conoscenza rinforzando
la capacità di ricerca e le reti di innovazione, anche le ICT;
- dando impulso all’attrattività delle regioni attraverso la costruzione di infrastrutture.

L’impatto atteso della priorità Creare occupazione parte dal presupposto che in definitiva la crescita
occupazionale osservata in Europa negli ultimi anni è maggiormente significativa in quei paesi che
hanno sostenuto quelle riforme che miravano a aumentare il tasso di partecipazione e a meglio
disegnare le politiche per il mdl, i sistemi di tassazione e dei benefit. Gli studi dimostrano che tali
riforme possono aumentare il tasso di partecipazione di 1 ½ punti percentuali e, combinate con una
moderazione dei salari, possono determinare una riduzione dell’1% nel tasso di disoccupazione.
Ciò detto, le misure individuate nel Programma di azione di Lisbona dovrebbero avere sostanziali
effetti positivi, anche se la strategia è un pacchetto complessivo di riforme che si sostengono a
vicenda. Le stime disponibili indicano che non è irragionevole attendersi che una piena applicazione
del Programma di Lisbona, una volta implementate tutte le sue componenti costitute, aumenti
l’attuale tasso europeo di crescita potenziale portandolo vicino all’obiettivo del 3%. Dovrebbe
inoltre elevare l’occupazione di almeno 6 milioni di posti entro il 2010.

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Dal punto di vista operativo il cuore della proposta della Commissione è il Programma di azione
di Lisbona che identifica le responsabilità, stabilisce le tempistiche e misura i progressi facendo
una chiara distinzione fra ciò che fa la Commissione e quello che realizzano gli SM.
La Commissione ha ovviamente un ruolo centrale, ma lavora a stretto contatto con il Parlamento e il
Consiglio e si avvale della competenza dei Comitati e della BEI.
Il Consiglio dovrebbe avere la responsabilità complessiva nel guidare il processo, il Parlamento
europeo dovrebbe essere coinvolto nel processo dando un opinione al Rapporto strategico annuale.
La Commissione sosterrà gli SM nel definire i propri Programmi, valuterà gli obiettivi e le misure
adottate. I partner sociali giocheranno un ruolo importante.

A livello degli SM si prevede un Programma di azione nazionale per la crescita e l’occupazione


adottato dal Governo dopo la discussione in Parlamento, ciò dovrebbe aiutare la presa in carico
delle responsabilità e dare legittimazione al Piano.
E’previsto un forte coinvolgimento dei partner sociali nella preparazione.
Il Programma stabilisce le azioni di riforma e individua gli obiettivi secondo la situazione di
ciascuno SM che prende precisi impegni di implementazione della Strategia.
Gli SM devono poi individuare un MR o una MrS Lisbona a livello di Governo incaricato di
coordinare i diversi elementi della strategia e di presentare il Programma di Lisbona.
Il Programma Nazionale di Lisbona dovrebbe diventare il principale strumento di rapporto
sulle misure economiche e per l’occupazione nel contesto della Strategia di Lisbona.

Si ritiene di lanciare il nuovo ciclo triennale della strategia nel 2005, prevedendo una revisione nel
2008.

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