Sei sulla pagina 1di 2

Relazione Motore a scoppio per aeromodelli

Descrivo il funzionamento, la struttura e la


progettazione del motore a scoppio due
tempi per aeromodelli.

Funzionamento

Come in ogni altro motore due tempi il


pistone (3) salendo verso la testata (18)
comprime la miscela e crea una
depressione nel carter (1). Essa permette
l’ingresso di nuova miscela attraverso il
carburatore che sarà collegato al foro
filettato rappresentato in verde in Figura 1
(luce di ammissione). Una volta avvenuta la
fase di accensione, che si ha al punto morto
superiore, il pistone viene rispedito verso il
basso ed è attraverso questo movimento
che trasmette il moto all’albero motore. Figura 1: Messa in tavola complessivo

Nella sua discesa scopre la luce di scarico, rappresentata in rosso in Figura 1, la quale sarà collegata ad una
marmitta che permette l’espulsione dei gas. Continuando a scendere, il pistone comprime la miscela ospitata
dal carter, che va a lubrificare il cuscinetto e le bronzine. La miscela poi risale attraverso le apposite feritoie,
ossia le luci, rappresentate in blu sempre in Figura 1, presenti nelle braccia del carter, ultimando la fase di
lavaggio, cioè evacuando gli ultimi residui dallo scarico. Una volta raggiunto il punto morto inferiore, il pistone
inizia la sua risalita chiudendo le luci di ammissione ed il ciclo ricomincia.

Struttura

Il motore a scoppio per aeromodelli fornitomi presenta alcune caratteristiche peculiari, tra le quali due
braccia che rinforzano la struttura e permettono il passaggio del fluido di lavoro mosso dal pistone. Si osserva
infatti come il carter e la camicia (2) presentino fori coassiali, le cui estremità inferiori risultano a contatto
con la superficie superiore del pistone sia al punto morto inferiore,
in Figura 1, sia al punto morto superiore, in Figura 3.
Si osservi inoltre la completa chiusura delle luci in entrambi i casi.

Fondamentale è la presenza di un cuscinetto BC 02 UNI 4203-68


montato tra uno spallamento e il supporto (9) che permette di
supportare un carico radiale generato dalla rotazione dell’albero.
Figura 2: Particolare
Per quanto riguarda le Bronzine (5) e (8), presenti all’interno della Biella (4), è rilevante sottolineare la
presenza dei fori del diametro di 1mm per la lubrificazione delle stesse, per le quali è opportuna una revisione
in base alle specifiche di
funzionamento. Sono rappresentate in
arancione nelle Figure 3 e 4.

Il collegamento tra biella e albero (12)


avviene tramite un perno di manovella
(13), montato con interferenza
all’interno della bronzina (8), che
permette il trasferimento del moto per
contatto strisciante (Figura 4). Figura 3: Particolare in sezione. Figura 4: Particolare in sezione.
Punto morto superiore Collegamento Albero-Perno-Bronzina
Progettazione

Per quanto riguarda la progettazione dell’oggetto fornitomi ho effettuato una top-down, modellando i
particolari in base alle loro specifiche di funzionamento, ma principalmente affidandomi alle misure della
messa in tavola del complessivo e alle norme UNI per quanto riguarda i pezzi unificati.

Degni di nota sono state la modellazione del carter (1) e del coperchio (14).

Per quanto riguarda il carter in lega di alluminio G Al-Si 13 è


necessario sottolineare ai fini della progettazione che sarà
ottenuto tramite fusione in cera persa o tramite conchiglia.

Per la realizzazione della prima bozza ho pensato di intersecare due


volumi, un cilindro cavo e una sezione di sfera forata. Mentre per
la creazione delle braccia di supporto ho utilizzato il comando costa
aggiungendo uno spessore, per la realizzazione delle luci interne
ho effettuato una scanalatura utilizzando lo stesso profilo della
costa, lasciando cioè solamente lo spessore.

Figura 5: Messa in tavola carter (3)

Per il coperchio, anch’esso in lega di alluminio G Al-Si 15 ho


invece previsto una piega tramite stampaggio del pezzo, la
difficoltà sarà assicurare uno spessore costante di 1,5 mm, con
strette tolleranze dello stampo.

In fase di assemblaggio è stato difficile effettuare il centraggio


dei fori con il carter, mantenendo costante la distanza di questi
con i fori di fissaggio esterni. Necessario per agevolare il
montaggio ad un supporto esterno.

Figura 6 : Messa in tavola coperchio (14)

È possibile inoltre sostituire il numero di pale del componente elica (23) a seconda delle prestazioni o delle
richieste del cliente. Sono mostrate qui tre soluzioni, rispettivamente con due, tre e sei pale.

In allegato alla presente fornisco i dettagli di costruzione bidimensionali e tridimensionali.

Messa in tavola Motore a scoppio


Motore a scoppio.pdf per aeromodelli.CATProduct

Stesura e progetto a cura di Vincenzo Galdo - matricola n°545844