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Tutela del patrimonio

Titolo XIII del libro II del cp: si trova lo studio dei delitti contro il patrimonio.

- Precedentemente la tutela patrimoniale era affidata a fattispecie come “reati contro la proprietà”, il
Codice Rocco passa dalla proprietà al patrimonio.

- La dottrina ha elaborato 4 diverse concezioni del patrimonio:

a) Tecnico-giuridica: complesso dei diritti soggettivi patrimoniale che fanno capo ad una persona. Critica:
lasciano prive di protezione situazioni di fatto che legano un soggetto ad una cosa.

b) Economica:complessodeibenieconomicamentevalutabiliappartenentiinforzadiundirittoo per un rapporto


di fatto ad una persona. Critica: Lascia piove di tutela penale situazioni che invece risultano esserne
meritevoli, come quelle a puro contenuto affettivo.

c) Economico-giuridica: Complesso dei rapporti giuridici economicamente valutabili che fanno capo ad una
persona.

d) Giuridico-funzionale:Complessodeirapportigiuridicifacentecapoadunapersonaaventiper oggetto cose


dotate di funzione strumentale a soddisfare bisogni naturali o spirituali.

Aggressione: Al legislatore penale non interessa tanto la lesione del bene patrimonio quanto il modo con il
quale il bene viene leso. E’ proprio tramite l’individuazione della modalità di condotta che si determina il
livello di offesa penale.

Art. 649 cp: Non punibilità a querela della persona offesa per i fatti commessi a danno dei congiunti quali:
coniuge non legalmente separato, ascendente, discendente, affine in linea retta, adottante o adottato,
fratello o sorella che con lui convivono.
- Gli stessi fatti sono punibili, ma a querela della persona offesa, se commessi a danno del

coniuge legalmente separato, fratello o sorella non più con lui conviventi, zio, nipote, affine di secondo
grado con lui conviventi.

Cap. 1 Sez. 1

Cap. 1 Sez. 2 Titolo XIII: Si suddivide nei delitti contro il patrimonio mediante violenza alle cose o alle
persone

(capo I) e mediante frode (capo II).

A) A modalità di aggressione unilaterale

Furto art.624: Chiunque s’impossessa della cosa mobile altrui (anche energia elettrica ed ogni altra energia
con valore economico) sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri, è punito con
la reclusione da 6 mesi a 3 anni e con la multa da euro 154 a euro 516.

Delitti di trasferimento e/o arricchimento

- Perché sussista è necessario che il soggetto attivo agisca per trarre per sé o per altri un profitto
consistente in qualsiasi vantaggio, non per forza economico. Il tentativo è ammissibile.
- Cos’è : E’ un reato comune (può essere commesso da chiunque), di danno (richiede l’offesa naturalista al
bene), di mera condotta (si perfeziona con la sola esecuzione dell’azione illecita) e forma vincolata (la
condotta è tipizzata dal legislatore).

- Elemento oggettivo: Condotta che consiste nell’impossessamento della cosa mobile altrui sottraendola a
chi la detiene. L’impossessamento si ha quando la cosa esce dalla sfera possessoria di un soggetto per
andare in quella di un altro.

- Elemento soggettivo: E’ il dolo specifico, inteso come coscienza e volontà del fatto, con l’ulteriore scopo
di procurare a sé o altri un profitto.

- Cosa mobile: Ogni oggetto corporeo (non beni immateriali e corpo umano) suscettibile di detenzione,
sottrazione, impossessamento, facente parte del patrimonio altrui. Vi rientrano anche i beni immobili
divenuti mobili dopo lo scorporamento.

 - Interesse tutelato: Il bene giuridico protetto è il potere di fatto esercitato sulla cosa.
 - Momento consumativo: La giurisprudenza lo fa coincidere con la sottrazione (il momento in

cui la cosa esce dalla sfera dell’avente diritto), la dottrina con l’impossessamento (l’acquisto

dell’autonoma disponibilità della cosa).


- Aggravanti: ( la reclusione passa a 2 anni e la multa min a 927 e max a 1500 euro) a) Aver

portato in dosso armi o narcotici senza usarli (in caso di uso si tratterebbe di rapina) b) Aver commesso il
fatto con destrezza (borseggio)
c) Aver commesso il fatto in 3 o più persone
d) Aver commesso il fatto fingendo di essere un pubblico ufficiale

- Attenuanti: Quando il colpevole ha: a) Prima del giudizio, contribuito ad individuare le varie persone
agenti

b) Contribuito ad individuare chi ha acquistato o occultato la cosa sottratta o ha solo aiutato qualcuno a
fare ciò .

Appropriazione indebita art.646: Chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria il
denaro o la cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso, è punito, a querela della persona
offesa, con la reclusione fino a 3 anni e con la multa fino a 1032 euro (se il fatto è commesso su cose
possedute a titolo di deposito necessario, la pena è aumentata).

- L’interesse tutelato qui è la proprietà. La condotta deve eseguirsi con lo scopo di perseguire un ingiusto
profitto per sé o per altri. Tale reato ha tratti simili a quello di furto dal quale si differenzia perché l’agente
ha già la disponibilità del bene mentre nel furto il possesso si acquisisce tramite sottrazione del bene.

- Cos’è : Per alcuni è un reato comune (può essere commesso da chiunque), per altri è un reato proprio (può
essere commesso solo da chi ha il possesso della cosa), di danno (richiede l’offesa del bene naturalistico del
bene protetto), di evento (si perfeziona col verificarsi dell’evento dannoso) a forma libera (la condotta non
è tipizzata dal legislatore).
- Elemento oggettivo: Consiste nell’appropriarsi del denaro o di una cosa mobile altrui della quale si ha il
possesso a qualsiasi titolo, l’appropriazione si ha quando l’agente comincia a comportarsi come se fosse il
proprietario del bene del quale ha la disponibilità per qualunque motivo.

- Elemento soggettivo: E’ il dolo specifico, oltre alla volontà e coscienza del fatto, vi è lo scopo di procurare
un profitto ingiusto per sé o per altri.

- Aggravante: L’aver commesso il fatto su cose possedute a titolo di deposito necessario (cioè quello
compiuto senza scelta autonoma ma come conseguenza di un evento imprevisto tipo naufragio).

- Appropriazione d’uso: Quando la cosa viene usata in modo diverso da quello consentito in base al titolo
del possesso, l’opinione prevalente ritiene che tale ipotesi non può sussistere.

B) Con cooperazione della vittima

Estorsione art.929: Chiunque, mediante violenza o minaccia, costringendo taluno a fare od omettere
qualunque cosa, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da 5
a 10 anni e con la multa da euro 516 ad euro 2065.

- Elemento oggettivo: Condotta (eseguita con violenza o minaccia e deve procurare un ingiusto profitto e
un danno altrui) che si sostanzia nel costringere taluno a fare od omettere qualche cosa: la costrizione però
non deve annullare in modo assoluto la capacità di autodeterminazione della vittima (se no si tratterebbe
di rapina). Oggetto della condotta criminosa devono esser atti giuridici validi cioè idonei a produrre atti
giuridicamente rilevanti.

 - Interesse tutelato: il patrimonio e la libertà individuale.


 - Circostanze aggravanti: Quelle previste per il reato di rapina.
 - Cos’è : E’ un reato comune, di danno, di evento, a forma vincolata.
 - Consumazione: Quando il profitto ingiusto è perseguito ed è causato il danno altrui, il tentativo

è ammissibile.
- Elemento soggettivo: Per la giurisprudenza è il dolo specifico (coscienza e volontà), per la

dottrina è il dolo generico.

Truffa art.640: Chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto
profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e con la multa da euro 51 ad euro
1032.

- Artificio: Manipolazione della realtà per un certo fine, consiste nel simulare circostanze esistenti od
occultare fatti concreti.

- Raggiro: Discorso convincente volto a persuadere la vittima creando in essa un falso convincimento.

 - Elemento oggettivo: Condotta che si sostanzia nell’indurre taluno in errore con artifizi o raggiri.
 - Interesse tutelato: Patrimonio.
 - Aggravanti: a) Fatto a danno dello Stato o di altro ente pubblico b) Fatto per esonerare taluno al
servizio militare
c) Generare nella vittima un pericolo immaginario o un ordine dell’autorità falso.
- Cos’è : E’ un reato comune, di danno, di evento, a forma vincolata.
- Consumazione: Momento in cui alla realizzazione della condotta consegue la diminuzione

patrimoniale del soggetto passivo, il tentativo è configurabile. - Elemento soggettivo: Dolo generico.

Insolvenza fraudolenta art.641: Chiunque, dissimulando il suo stato d’insolvenza, contrae un’obbligazione
col proposito di non adempierla è punito, a querela della persona offesa, qualora l’obbligazione non sia
adempiuta, con la reclusione fino a 2 anni o con la multa fino a 516 euro. L’adempimento dell’obbligazione
avvenuto prima della condanna estingue il reato.

- E’ un’ipotesi di frode speciale rispetto all’ipotesi generale della truffa. L’inadempimento dell’obbligazione
svolge un ruolo centrale.

Usura art.644: Chiunque, fuori dai casi previsti dall’art.643, si fa dare o promettere, sotto qualunque forma,
per sé o per altri, in corrispettivo di una prestazione di denaro o altra utilità , interessi o altri vantaggi
usurari, è punti con la reclusione da 2 a 10 anni e con la multa da 5000 a 30000 euro.

- E’ un reato plurioffensivo dove gli interessi tutelati sono il patrimonio, la regolarità del mercato del
credito e la libera determinazione del soggetto nella conclusione id negozi giuridici. Sono usurari gli
interessi che superano il limite legale e quelli che, pur non superandolo, sono sproporzionati rispetto alle
circostanze e/o alle condizioni economiche della vittima. Il tentativo è dubbio.

- Cos’è : E’ un reato comune, di pericolo (richiede l’offesa in senso giuridico al bene), di mera condotta ed a
forma libera.

- Elemento oggettivo: Per il soggetto passivo è la condotta che si sostanzia nel dare o promettere interessi
usurari come corrispettivo di una prestazione, per il soggetto attivo la condotta del prestare denaro o altro.

- Aggravanti: a) Agire in danno di una persona che si trova in stato di bisogno b) Agire contro chi svolge
attività imprenditoriale o artigianale
- Consumazione: Momento in cui gli interessi usurari vengo pattuiti.
- Elemento soggettivo: Dolo generico.

Delitti d’impoverimento A modalità di aggressione unilaterale

Cap.1 Sez.3

Danneggiamento art.635: Chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende, in tutto o in parte, inservibili
cose mobili o immobili altrui, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino ad 1 anno o con
la multa fino ad euro 309.

- La norma prevede 4 possibili modalità di condotta:


b) Condotta distruttiva: la più grave, determina l’annullamento della cosa stessa.
c) Deterioramento: comporta una diminuzione delle caratteristiche strutturali o funzionali della

cosa stessa.
d) Dispersione: può avere ad oggetto solo le cose mobili o mobilizzate, si sostanzia nel farle
uscire dalla sfera di disponibilità di chi ne ha la proprietà in modo tale che costui non abbia più la possibilità
di recuperarle o, comunque, incontri estreme difficoltà .

Delitti per inibire diffusione ed uso di beni di provenienza illecita

Ricettazione art.648: Fuori dei casi di concorso nel reato, chi, al fine di procurare sé o ad altri un profitto,
acquista, riceve od occulta denaro o cose provenienti da un qualunque delitto, o comunque s’intromette nel
farle acquistare, ricevere od occultare, è punito con la reclusione da 2 ad 8 anni e con la multa da 516
a10330 euro.

- Elemento soggettivo: Dolo specifico (è richiesta coscienza, volontà, scopo di procurare a sé o ad altri un
profitto).

- Elemento oggettivo: Condotta che si sostanzia nell’acquistare denaro o cose provenienti da qualunque
delitto, ricevere, occultare o intromettersi nel fare acquistare tali cose.

 - Cos’è : E’ un reato comune, di danno di evento, a forma libera.


 - Consumazione: Nel momento in cui si realizza l’acquisto, ricezione o occultamento, il tentativo

è ammesso.

 - Reato presupposto: Elemento costitutivo ed imprescindibile, reato dal quale provengono le

cose oggetto dell’azione incriminata (non per forza reato contro il patrimonio), tra tale reato e

quello di ricettazione vi è un rapporto di accessorietà .

 - Particolare tenuità: Circostanza attenuante, la reclusione è sino a 6 anni e la multa sino a 516

euro.

Riciclaggio art.648 bis: Fuori dei casi di concorso nel reato, chiunque sostituisce o trasferisce
denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto non colposo, ovvero compie in relazione ad essi
altre operazioni, in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa, è punito
con la reclusione da 4 a 12 anni e con la multa da 1032 a 15493 euro.

- Elemento oggettivo: Condotta che si sostanzia nel: a) Sostituire (scambiare) o trasferire (passare
la titolarità ad altro soggetto) denaro o beni provenienti da delitto non colposo

b) Compiere altre operazioni per ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa.
- Elemento soggettivo: Dolo generico (coscienza e volontà del fatto).
- Cos’è : E’ un reato comune, di danno, di evento, a forma libera.
- Consumazione: Nel momento in cui viene realizzata la sostituzione, trasferimento o operazione

volta ad impedire l’identificazione della provenienza illecita delle cose. Il tentativo è di dubbia

ammissibilità .
- Aggravante: Aver agito nell’esercizio di un’attività professionale.
- Attenuante: Fatto che i proventi del reato presupposto derivino da un delitto per il quale è
stabilita la pena della reclusione inferiore a 5 anni.

Autoriciclaggio art.648 ter.1: Commette il delitto di autoriciclaggio chiunque, avendo commesso o


concorso a commettere un delitto non colposo, impiega, sostituisce, trasferisce, in attività economiche,
finanziarie, imprenditoriali o speculative, il denaro, i beni o le altre utilità provenienti dalla commissione di
tale delitto, in modo da ostacolare concretamente l'identificazione della loro provenienza delittuosa.

- Bene giuridico protetto: Ordine pubblico economico e finanziario (in relazione alla libera concorrenza),
nonché l’amministrazione della giustizia. Si tratterebbe di reato plurioffensivo.

- Soggetto attivo: Chiunque abbia commesso, o concorso a commettere, un delitto non colposo. E’ quindi
un reato proprio.

- Elemento soggettivo: Dolo generico consistente nella coscienza e volontà di impiegare, sostituire o
trasferire in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative, il denaro, i beni o le altre utilità
provenienti dalla commissione di un delitto non colposo anteriormente commesso.

- Elemento oggettivo: Posto che la norma sull'autoriciclaggio punisce soltanto quelle attività di impiego,
sostituzione o trasferimento di beni od altre utilità commesse dallo stesso autore del delitto presupposto,
occorre che queste attività abbiano la caratteristica specifica di essere “idonee” ad ostacolare
concretamente l'identificazione della provenienza delittuosa dei suddetti beni o altre utilità . Secondo i
giudici, il legislatore ha utilizzato l’avverbio “concretamente” volendo delineare una condotta dotata di
particolare capacità dissimulatoria, di conseguenza non sarebbe rilevante una condotta che solamente
rallentasse le operazioni di identificazione

della provenienza illecita dei beni.


- Consumazione: Reato a consumazione istantanea.
- Prescrizione: Il reato si estingue decorso il tempo corrispondente al massimo della pena

edittale stabilita dalla legge. - Tentativo: Ammissibile.


- Procedibilità: D’ufficio.

Delitti contro la famiglia

- Del tutto nuova è la fisionomia della famiglia oggi designata dalla Cost, fondata sull’eguaglianza giuridica e
morale dei coniugi, dove entrambi i genitori hanno il diritto-dovere di mantenere, istruire ed educare i figli,
anche se nati fuori dal matrimonio.

effetti civili, ne contrae un altro pur avente effetti civili, punisce anche chi, pur non essendo coniugato,
contrae matrimonio con persona legata da matrimonio con effetti civili. Non punisce chi, legato da
matrimonio soltanto religioso, ne contrae un altro.

Titolo XI del libro II: E’ dedicato ai delitti contro la famiglia, si articola in 4 capi che prevedono i delitti
contro il matrimonio, contro la morale familiare, contro lo stato di famiglia e l’assistenza familiare. Tuttavia
i delitti contenuti hanno subito un ridimensionamento, sono stati dichiarati illegittimi i reati di adulterio e
concubinato.

- Sono tutt’oggi contenuti i reti di:


a) Bigamia: Punisce (con reclusione da 1 a 5 anni) chiunque, essendo legato da matrimonio con
b) Incesto: Qui la punibilità è legata all’evento pubblico scandalo, oggetto della tutela perciò è la moralità
che verrebbe lesa dal fatto che un cesto venga reso pubblico generando scandalo. Non è volto a prevenire
le eventuali malformazioni genetiche scaturenti dall’unione tra consanguinei.

- Famiglia di fatto: Unione tendenzialmente stabile tra 2 persone senza il vincolo del matrimonio, da tempo
le viene riconosciuta tutela.

1) Delitto di violazione degli obblighi di assistenza familiare art.570: Il reato di violazione degli obblighi di
assistenza familiare di cui all'art. 570 c.p. consta in realtà di tre distinte figure delittuose, poste in rapporto
di reciproca autonomia, a difesa dell'istituzione matrimoniale e dei vincoli di solidarietà che l'ordinamento
riconnette ad essa.

- Co.1: In particolare, il primo comma dell'art. 570 appare la fattispecie più controversa e anche,
probabilmente, la meno applicata. La norma presidia, infatti, un “generico dovere di assistenza” nei
confronti di coniuge e figli minori, colpendo colui o colei che ‘abbandonando il domicilio domestico, o
comunque serbando una condotta contraria all'ordine o alla morale delle famiglie, si sottrae agli obblighi di
assistenza inerenti alla potestà dei genitori o alla qualità di coniuge'. Già ad una prima lettura è abbastanza
evidente, dunque, la poca determinatezza della condotta criminosa, laddove il Legislatore richiama il
concetto di “ordine e morale delle famiglie” (che avrà certamente un significato diverso rispetto al tempo
in cui il Codice veniva redatto) , e allo stesso tempo non specifica il contenuto degli “obblighi di assistenza”;
inoltre, è certamente obsoleto il sanzionamento penale dell'abbandono del domicilio domestico (quello che
in passato andava sotto il nome di “abbandono del tetto coniugale”).

- Co.2: Meno problematiche appaiono, invece, l'interpretazione e l'applicazione delle fattispecie contenute
nel secondo comma – di natura più squisitamente economica – che perseguono rispettivamente:

 - 1) Chi malversa o dilapida i beni del coniuge o figlio minore;


 - 2) Chi fa mancare mezzi di sussistenza ai discendenti minori oppure inabili al lavoro, agli

ascendenti, o al coniuge il quale non sia legalmente separato per sua (del coniuge) colpa.
- Far mancare i mezzi di sussistenza: È proprio la fattispecie di cui al numero 2) del secondo

comma il reato più frequentemente contestato fra i tre. Riguardo a questa, si osserva innanzitutto che il
numero dei potenziali soggetti attivi comprende coniugi e genitori (di figli sia legittimi che naturali,
ovviamente), ma anche nonni e figli maggiorenni visto che la norma fa riferimento agli ascendenti e
discendenti. Per quel che attiene alla condotta, secondo l'opinione pressoché concorde di Dottrina e
Giurisprudenza, il concetto di ‘sussistenza' andrebbe inteso nel senso di soddisfazione delle basilari
esigenze di vita: perciò , non soltanto vitto e alloggio, ma anche spese di vestiario, visite mediche, istruzione
etc.. Allo stesso tempo, però , la sussistenza avrebbe portata meno ampia del concetto civilistico di
‘mantenimento', che – in sede di separazione o divorzio – si determina in base al tenore di vita precedente
alla divisione dei due coniugi. A questo proposito va detto, tuttavia, che l'introduzione con la legge 54/2006
(sul c.d. Affido Condiviso) del reato di violazione degli obblighi di natura economica nei confronti della prole
ha finito (quasi) per assorbire la fattispecie di cui all'art. 570 comma 2, numero 2, quando i soggetti passivi
siano i figli: tale ultima norma, infatti, ricollega la commissione del reato al semplice fatto di omettere il
versamento dell'assegno stabilito dal giudice a favore dei figli minori, indipendentemente dallo stato di
bisogno di questi.

Cap. 2
- Malversare o dilapidare i beni: Parlando invece dell'ipotesi di malversazione o dilapidazione di cui al
numero 1) secondo comma, va precisato che tale condotta è integrata non già da un singolo atto, bensì da
un comportamento reiterato nel tempo.

- Pene ed aspetti procedurali: I reati di cui all'art. 570 c.p. sono tutti puniti con la reclusione da 15 giorni a
1 anno, e con la multa fino a 1.032 euro. Stesse sanzioni si applicano a chi compia il reato di violazione degli
obblighi di natura economica. Quando commessi in danno di minori, i reati di violazione degli obblighi di
assistenza familiare sono tutti procedibili d'ufficio; è altresì procedibile d'ufficio il reato di cui all'art. 3 l.
54/2006. È invece necessaria la querela della persona offesa, nel caso questa si identifichi nel coniuge o in
persona maggiorenne.

2) Delitto di abuso dei mezzi di correzione o di disciplina art.571: Commette il delitto di abuso dei mezzi di
correzione o disciplina chiunque abusa dei mezzi di correzione o di disciplina in danno di una persona
sottoposta alla sua autorità, o a lui affidata per ragione di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia,
ovvero per l'esercizio di una professione o di un’arte.

- La norma, in particolare, ha la finalità di reprimere la condotta di tutti coloro che, in forza della loro
autorità, abusano dei mezzi di correzione e di disciplina nei confronti della persona loro sottoposta o a loro
affidata per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia o per l’esercizio di una professione
o di un’arte, se dal fatto deriva un pericolo al corpo o alla mente.

- Il reato di abuso dei mezzi di correzione o di disciplina non ha natura di reato necessariamente abituale,
sicché ben può ritenersi integrato da un unico atto espressivo dell'abuso, ovvero da una serie di
comportamenti lesivi dell'incolumità fisica e della serenità psichica del minore, che, mantenuti per un
periodo di tempo apprezzabile e complessivamente considerati, realizzano l'evento, quale che sia
l'intenzione correttiva o disciplinare del soggetto attivo. Per l'integrazione del reato, peraltro è reputato
sufficiente il mero pericolo che i soggetti passivi subiscano una malattia nel corpo o nella mente.

- Si è in presenza di un reato proprio, considerato che i soggetti attivi, e, quindi, legittimati ad usare mezzi
di correzione o di disciplina, possono essere soltanto quegli individui legati al soggetto passivo da un
vincolo di cui sono titolari in ragione di una particolare forma di autorità , che si concretizza nello ius
corrigendi.

- Per quanto riguarda l’elemento soggettivo, per integrare la fattispecie prevista dall’art. 571 c.p., è
sufficiente il dolo generico, non richiedendo la norma il dolo specifico, cioè un fine particolare e ulteriore
rispetto alla consapevole volontà di realizzare il fatto costitutivo di reato.

3) Delitto di maltrattamenti contro familiari e conviventi art.572: Chiunque maltratta una persona della
famiglia o comunque convivente, o una persona sottoposta alla sua autorità , o a lui affidata per ragione di
educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, o per l’esercizio di una professione o di un’arte, è punito
con la reclusione da 2 a 6 anni.

 - Sancisce la totale equiparazione tra la famiglia e le altre forme di convivenza.


 - Cos’è : E’ un reato abituale di mera condotta (si perfezione con la semplice esecuzione dell’azione
illecita), a forma libera (può essere compiuto con qualunque azione idonea).

- Elemento oggettivo: Si parla di maltrattamenti, è necessario il ripetersi prolungato nel tempo di una
pluralità di atti lesivi (commissivi e/o omissivi) dell’integrità fisica: percosse, ingiurie, minacce, privazioni,
umiliazioni.
- Elemento soggettivo: Dolo generico, è richiesto un nesso psicologico comune tra i vari atti lesivi coscienti
e volontari ma non un unico disegno criminoso.

- Momento consumativo: Coincide con l’atto doloso che, unendosi alle precedenti condotte, realizza
l’offesa.

4) Sottrazione consensuale di minorenni art.573: Chiunque sottrae un minore, che abbia compiuto gli anni
14, col consenso di esso, al genitore esercente la responsabilità genitoriale, o al tutore, ovvero lo ritiene
contro la volontà del medesimo genitore o tutore, è punito, a querela di questo, con la reclusione fino a 2
anni.

- Interesse protetto: Interesse concreto del minore, non deve considerarsi l’offesa al potere di vigilanza del
genitore.

- Cos’è : E’ un reato comune (può essere commesso anche dal genitore non affidatario), permanente (sia
sottrazione sia ritenzione devono protrarsi per un apprezzabile lasso di tempo).

- Elemento soggettivo: Dolo generico, non ha alcun rilievo il fine al quale tende la sottrazione. Rilevante è
l’errore —> il reato è escluso se l’agente agisce nell’erronea convinzione che genitore o tutore acconsenta.

- Elementi fondamentali: a) Consenso del minore: Necessario per differenziare il fatto da quello punito
all’art.574 (sottrazione di persone incapaci), deve essere manifestato liberamente in qualunque modo.

b) Dissenso del genitore o curatore: Può essere espresso in qualunque modo, tuttavia non può presumersi
perché deve essere provato con riferimento ad elementi specifici.
- Fatto punibile: a) Sottrazione: Qualunque azione che determina la frattura del rapporto che

unisce il minore al genitore o tutore.


b) Ritenzione: Presuppone che il minore sia già , per motivi leciti, fuori dalla sfera di controllo dell’esercente
la potestà e consiste nel trattenere il minore in tale situazione.

5) Sottrazione di persone incapaci art.574: Chiunque sottrae un minore di anni 14, o un infermo di mente,
al genitore esercente la responsabilità genitoriale, o al tutore, ovvero lo ritiene contro la volontà del
medesimo genitore o tutore, è punito, a querela di questo, con la reclusione da 1 a 3 anni.

- Differisce dal reato di sottrazione consensuale solo per il fatto che le condotte di sottrazione o ritenzione
si riferiscono ad un minore di anni 14 o ad un minore di anni compresi tra 14 e 18, il quale però non ha
prestato alcun consenso.

6) Delitto di sottrazione e trattenimento di minore all’estero art.574 bis: Chiunque sottrae un minore
(minore anni 18) al genitore esercente la responsabilità genitoriale o al tutore, conducendolo o
trattenendolo all’estero contro la volontà del medesimo genitore o tutore, impedendo in tutto o in parte allo
stesso l’esercizio della responsabilità genitoriale, è punito con la reclusione da 1 a 4 anni.

- Usato come messo per la risoluzione dei conflitti delle coppie miste di genitori, introdotto nel 2009. Tale
norma si limita a sanzionare in modo più grave comportamenti che già sarebbero stati punibili dalle norme
esistenti.

- Elemento specializzante: Oltre al dissenso del genitore e al mancato consenso del minore, la condotta di
sottrazione del minore deve avere come risultato l’espatrio dello stesso o il trattenimento all’estero.
 - Elemento soggettivo: Dolo generico.
 - Condotte: a) Sottrazione: Modalità di tipo attivo, il minore viene condotto all’estero.
b) Trattenimento: Condotta di chi mantiene un minore in un luogo ove n precedenza era stat
legittimamente accompagnato.

Reati contro l’ordine pubblico

Cap. 3

Disciplinati nel titolo V libro II del codice penale (artt.414-421).

Ordine pubblico: Ve ne sono 2 nozioni:

1. a) In senso ideale: Ci si riferisce a principi ed istituzioni fondamentali suscettibili di essere offesi

dalla semplice manifestazione di dissenso poitico-ideologico.

2. b) In senso materiale (empirico): Sicurezza collettiva, salvaguardano l’integrità fisica degli

individui in presenza di una pluralità indeterminata di persone in spazi più o men circoscritti.

Legislazione d’emergenza: Spesso vengono promulgate leggi speciali (spesso temporanee) che introducono
misure d’emergenza, quali forme di reazione e difesa contro fenomeni di criminalità comune e politica,
eccezionali per gravità ed intensità . Tratto speciale dei comportamenti oggetto di tale legislazione è il
superamento del normale livello di allarme sociale.

Istigazione a delinquere art.414: Chiunque pubblicamente istiga a commettere uno o più reati è punito, per
il solo fatto dell’istigazione: con la reclusione da 1 a 5 anni se trattasi di istigazione a commettere delitti,
con la reclusione fino a 1 anno ovvero con la multa fino a 206 euro se trattasi d’istigazione a commettere
contravvenzioni.

- Elemento oggettivo: Condotta che consiste in:

c) d)

---

Istigare taluno a commettere uno o più reati


Nel fare apologia: elogiare intensamente o esaltare comportamenti o persone al punto da suscitare forti
suggestioni, fino a spingere la persona verso l’emulazione della condotta.

Elemento soggettivo: Dolo generico.


Cos’è : E’un reato comune, di pericolo, di mera condotta, a forma libera.
Consumazione: Nel momento in cui viene pubblicamente realizzata l’apologia o istigazione ed il tentativo è
configurabile.
Art.115 cp: Prevede la non punibilità dell’istigazione quando non vi consegue la realizzazione dell’illecito.
Tuttavia il delitto d’istigazione a delinquere è una deroga a tale articolo, per essere punibile l’istigazione
deve essere idonea, secondo un giudizio ex ante, a provocare delitti o contravvenzioni. E’ anche necessario
che tale reato venga commesso pubblicamente cioè tramite la stampa o qualsiasi altro strumento di
diffusione o in un luogo accessibile a tutti in ogni momento (luogo pubblico).
Se l’istigazione o l’apologia riguardano delitti di terrorismo o crimini contro l’umanità la pena è aumentata
della metà .

Reati di associazione

Associazione per delinquere art.416: Quando 3 o più persone si associano allo scopo di commettere più
delitti, coloro che promuovono o costituiscono od organizzano l’associazione sono puniti con la reclusione
da 3 a 7 anni.
Per il solo fatto di partecipare all’associazione la pena è della reclusione da 1 a 5 anni.

I capi soggiacciono alla stessa pena stabilita per i promotori.

- Configurabilità: Non è necessaria una vera e propria organizzazione con gerarchia interna, è sufficiente un
vincolo associativo fra almeno 3 persone, anche incapaci d’intendere e di volere, inoltre l’accordo iniziale
può avvenire anche solo tra 2 persone e la terza si aggiunge dopo (1° elemento), avente carattere
continuativo (2° elemento) e finalizzato alla realizzazione di un generico programma delittuoso, no
contravvenzioni (3° elemento).

- Elemento oggettivo: Condotta che si sostanzia nel promuovere, costituire od organizzare un’associazione.
E’ punita anche la partecipazione anche se con una diminuzione di pena.

 - Elemento soggettivo: Dolo specifico.


 - Cos’è : E’ un reato plurisoggettivo, comune, di pericolo, di mera condotta, a forma libera e

permanente.
- Consumazione: Nel momento in cui l’associazione viene costituita ed il tentativo è di dubbia

configurabilità .

- Aggravanti: Incursione con armi nelle campagne o vie pubbliche, partecipazione all’associazione di 10 o
più persone, commissione di 1 tra i seguenti delitti: riduzione in schiavitù , tratta di persone o
acquisto/alienazione di schiavi.

- Concorso di persone nel reato: Differisce in quanto in quest’ultimo caso l’accordo è occasionale, e diretto
e si esaurisce con la commissione di 1 o più reati determinati.

Associazioni di tipo mafioso anche straniere art.416 bis: Chiunque fa parte di un’associazione di tipo
mafioso formata da 3 o più persone, è punito con la reclusione da 10 a 15 anni.
Coloro che promuovono, dirigono od organizzano l’associazione sono puniti con la reclusione da 12 a 18
anni.

- Norma estensiva dell’ultimo comma dell’art.416 bis: Le disposizioni del presente articolo si applicano
anche alla camorra, alla ‘ndrangheta e alle altre associazioni, comunque localmente denominate, anche
straniere, che valendosi della forza intimidatrice del vincolo associativo perseguono scopi corrispondenti a
quelli delle associazioni di tipo mafioso.
- Elemento oggettivo: Consiste nel partecipare, promuovere, organizzare o dirigere un’associazione
mafiosa così definita in quanto coloro che ne fanno parte usano la forza d’intimidazione nei modi più
disparati e l’omertà per acquisire il controllo di attività economiche. Il modus operandi è suscitare nei
singoli il terrore indipendentemente dal concreto atto di violenza.

- I singoli reati commessi dall’associazione vanno individuati nei fatti illeciti che costituiscono lo
svolgimento del programma e la responsabilità va identificata di volta in volta.

 - Elemento soggettivo: Dolo specifico.


 - Cos’è : E’ un reato comune, di pericolo, di mera condotta, a forma libera e permanente.
 - Consumazione: Nel momento in cui si aderisce all’associazione ed il tentativo è di dubbia

configurabilità .
- Aggravanti: a) Partecipare o costituire un’associazione armata (che ha a disposizione armi o

esplosivi)
b) Finanziare attività economiche esercitate, formalmente lecite, con il prezzo, prodotto e profitto dei
delitti commessi in esecuzione del piano criminoso.

Scambio elettorale politico-mafioso art.416 ter: Chiunque accetta la promessa di procurare voti mediante
le modalità di cui al terzo comma dell’art.416 bis in cambio dell’erogazione o della promessa di erogazioni di
denaro o di altra utilità è punito con la reclusione da 4 a 10 anni (la l. n. 62/2014 aumenta la cornice
edittale da 6 a 12 anni).

La stessa pena si applica a chi promette di procurare voti con le modalità di cui al primo comma.

- Interesse tutelato: Finalizzato a reprimere la possibilità di un coinvolgimento della malavita negli


ambienti della politica, che normalmente si concretizza attraverso la conclusione di accordi aventi ad
oggetto l’appoggio elettorale in cambio di altri vantaggi economici.

- Tentativo: E’ un reato comune ed istantaneo, lo svolgimento che lo perfeziona è evento (ottenimento


della promessa) ed il tentativo è configurabile.

Altri reati contro l’ordine pubblico

Assistenza agli associati art.418: Chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato o di favoreggiamento, dà
rifugio o fornisce vitto, ospitalità , mezzi di trasporto, strumenti di comunicazione a taluna delle persone che
partecipano all’associazione è punito con la reclusione da 2 a 4 anni.

La pena è aumentata se l’assistenza è prestata continuativamente.


Non è punibile chi commette il fatto in favore di un prossimo congiunto.

- La condotta di assistenza deve rivolgersi al soggetto singolo con la volontà che lo avvantaggi. Non anche
l’associazione in sè .

- Manca la volontà dell’agente di ostacolare l’attività dell’autorità, che è oggetto del dolo tipico del reato di
favoreggiamento.

Devastazione e saccheggio art.419: Chiunque, fuori dei casi preveduti dall’art.285, commette fatti di
devastazione o di saccheggio è punito con la reclusione da 8 a 15 anni.
- Elemento oggettivo: Pluralità di fatti di devastazione, cioè azioni produttive di rovina, distruzione o
danneggiamento di una notevole quantità di cose mobili o immobili, dall’effetto indiscriminato, vasto e
profondo.

- Elemento soggettivo: Dolo generico cioè consapevolezza e volontà di porre in essere fatti che superano il
danneggiamento compromettendo l’ordine pubblico.

Attentato a impianti di pubblica utilità art.420: Chiunque commette un fatto diretto a danneggiare o
distruggere impianti di pubblica utilità , è punito, salvo che il fatto costituisca più grave reato, con la
reclusione da 1 a 4 anni.

- Tale articolo è speciale rispetto all’ipotesi meno grave dell’art.635, connotandosi per la particolare natura
dell’oggetto materiale della condotta.

Pubblica intimidazione art.421: Chiunque minaccia di commettere delitti contro la pubblica incolumità ,
ovvero fatti di devastazione o di saccheggio, in modo da incutere pubblico timore, è punito con la reclusione
fino a 1 anno.

- Elemento soggettivo: Dolo generico, qui consiste nella rappresentazione e volontà di produrre uno stato
di turbamento nella collettività a causa delle fattispecie delittuose prospettate come oggetto delle proprie
future azioni criminali.

Fenomeno della violenza negli stadi: La disciplina è stata modificata con il d.l.n.8/2007 convertito in
l.n.80/2007. L’applicazione dell’art.6 bis (lancio di materiale pericoloso in occasione di manifestazioni
sportive) è stata allargata anche nei luoghi interessati dalla sosta, transito e trasporto di coloro che
partecipano o assistono e nelle immediate vicinanze, nelle 24h precedenti e successive alla manifestazione
sportiva.

Reati contro la personalità dello Stato (reati politici, libro II del codice) A) Delitti di attentato

Cap. 4

1) Attentati contro l’integrità , l’indipendenza e l’unità dello Stato art.241: Salvo che il fatto costituisca più
grave reato, chiunque compie atti violenti diretti e idonei a sottoporre il territorio dello Stato o una parte di
esso alla sovranità di uno Stato straniero, ovvero a menomare l’indipendenza o l’unità dello Stato, è punito
con la reclusione non inferiore a 12 anni.

La pena è aggravata se il fatto è commesso con violazione dei doveri inerenti l’esercizio di funzioni
pubbliche.

- Il territorio va inteso nella triade classica: territorio, popolazione e governo, sono quindi esclusi navi ed
aeromobili.

- Elemento oggettivo: Le modalità dell’aggressione citata sono irrilevanti, tuttavia devono rivolgersi
sempre al dominio di uno Stato straniero in quanto non vi rientrerebbero, sebbene violente, azioni dirette
solo a rimodulare il disegno territoriale del Paese (es. per creare nuove regione) perché non verrebbe
messa a repentaglio l’unità dello Stato.

2) Attentato contro la Costituzione dello Stato art.283: Chiunque, con atti violenti, commette un fatto
diretto e idoneo a mutare la Costituzione dello Stato o la forma di Governo, è punito con la reclusione non
inferiore a 5 anni.
- Elemento oggettivo: Nome a a prevenire solo cambiamenti della Cost. attuati con modalità violente,
basate sull’impiego della forza fisica su persone o cose, non vi rientrato tentativi giuridicamente corretti ed
illeciti ma diversi dalla violenza.

- Insieme al reato di alto tradimento, il PDR può essere chiamato a risponderne riguardo gli atti compiuti
nell’esercizio delle sue funzioni.

 - Reato comune: Realizzabile da chiunque.


 - Il tentativo non è configurabile.
 - Elemento soggettivo: Dolo intenzionale.

3) Attentato contro organi cost. ed assemblee regionali art.289: E’ punito con la reclusione da 1 a 5 anni,
qualora non si tratti di un più grave delitto, chiunque commette atti violenti diretti ad impedire, in tutto o in
parte, anche temporaneamente: 1) al PDR o al Governo l’esercizio delle attribuzioni conferite dalla legge 2)
alle assemblee legislative o regionali o alla corte Cost. l’esercizio delle loro funzioni.

- Reato comune: Realizzabile da chiunque. - Il tentativo non è configurabile.


- Elemento soggettivo: Dolo intenzionale.

4) Attentato contro il PDR art.276: E’ punito con l’ergastolo chiunque attenta alla vita, all’incolumità o alla
libertà personale del PDR.

- Il soggetto non viene tutelato nella sua dimensione privata ma in quanto investito dalla più alta carica
rappresentativa (Capo dello Stato), è applicabile solo se il fatto viene commesso contro il PDR in carica, non
rileva un attentato ad un ex Capo dello Stato. Non vi rientrano i comportamenti omissivi (es. omissione di
soccorso).

- Elemento soggettivo: Dolo generico ed intenzionale, ciò che conta è la consapevolezza della qualifica
della vittima.

- Consumazione: Momento del porre in essere gli atti diretti ad aggredire la vita, l’incolumità o la libertà
personale, a prescindere dalla realizzazione dell’evento (reato a consumazione anticipata).

- Il tentativo non è configurabile.

5) Attentato per finalità terroristiche o di eversione art.280: Chiunque per finalità di terrorismo o di
eversione dell’ordine democratico attenta alla vita o all’incolumità di una persona, è punito, nel primo caso,
con la reclusione non inferiore a 20 anni e, nel secondo caso, con la reclusione non inferiore a 6 anni.
Se dall’attentato alla incolumità di una persona deriva una lesione gravissima, si applica la pena della
reclusione non inferiore a 18 anni, se ne deriva una lesione grave, si applica la pena della reclusione non
inferiore a 12 anni.

- La vittima può essere un comune cittadino, privo di qualsiasi carica pubblica. Terrorismo ed eversione
hanno in comune la matrice violenta dell’azione diretta ad un obiettivo politico destabilizzante.

- Consumazione: Con la realizzazione degli atti idonei e diretti contro l’incolumità o la vita della persona.

- Elemento soggettivo: Dolo intenzionale per la condotta di attentato e dolo specifico per il fine terroristico
o eversivo.
- Il tentativo non è configurabile in quanto si tratta di un delitto a consumazione anticipata.

6) Guerra civile art.286: Chiunque commette un fatto diretto a suscitare la guerra civile nel territorio dello
Stato è punito con l’ergastolo.
Se la guerra civile avviene, il colpevole è punito con la morte (essendo stata abolita, tale comma è inutile in
quanto è previsto comunque l’ergastolo).

- Guerra civile: Lotta armata continuativa tra due fazioni rivali, con anche un’espansione territoriale tale da
coinvolgere consistenti parti della popolazione, l’una contro l’altra. L’impiego delle armi, anche se non
espressamente richiamato, è un elemento imprescindibile in quanto l’assenza segnerebbe un tumulto
popolare.

- Elemento oggettivo: La condotta non può consistere in un’attività di mera propaganda. I mezzi devono
essere a carattere violento o fondati su abusi di potere o altre forme di sfruttamento della propria
posizione di forza.

B) Delitti associativi e di opinione

1) Associazione con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico


art.270 bis: Chiunque promuove, organizza, dirige o finanzia associazioni che si propongono il compimento
di atti di violenza con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico è punito con la reclusione
da 7 a 15 anni.

Chiunque partecipa a tali associazioni è punito con la reclusione da 5 a 10 anni.


La finalità di terrorismo ricorre anche quando gli atti di violenza sono rivolti contro uno Stato estero.
Nei confronti del condannato è sempre obbligatoria la confisca delle cose che servirono o furono destinate a
commettere il reato e delle cose che ne sono il prezzo, il prodotto, il profitto o che ne costituiscono
l’impiego.

- Reato associativo: In quanto forma di punibilità anticipata si configura a prescindere dalla realizzazione
dello scopo criminale, non è richiesta la presenza minima di 3 persone, sono sufficienti 2.

- La finalità di terrorismo può essere anche a carattere internazionale e perciò riguardare associazioni che
pur facendo base in Italia si pongono l’obiettivo di colpire Stati esteri.

- Per la punibilità è sufficiente l’esistenza di organizzazioni rudimentali, con scarsi mezzi a disposizione
purché stabilmente volte al fine criminoso prestabilito.

- Atti violenti: Atti costituenti reati di violenza non solo fisica ma anche morale che l’associazione si accinge
concretamente a porre in essere.

- Il tentativo non è configurabile in quanto si tratta di un reato di pericolo, inoltre è un delitto permanente
—> la permanenza dura fino a che non cessa il comportamento incriminato.

2) Cospirazione politica art.305: Quando 3 o più persone si associano al fine di commettere uno dei delitti
indicati nell’art.302, coloro che promuovono, costituiscono od organizzano l’associazione sono puniti con al
reclusione da 5 a 12 anni.
Per il solo fatto di partecipare all’associazione, la pena è della reclusione da 2 a 8 anni.
I capi dell’associazione soggiacciono alla stessa pena stabilita per i promotori.
Le pene sono aumentate se l’associazione tende a commettere 2 o più dei delitti sopra indicati.

- La norma contempla la cospirazione politica tramite associazione (art.305) e tramite accordo (art.304).

 - Elemento soggettivo: Dolo specifico.


 - Il tentativo non è configurabile, i reati sono permanenti.
 - Causa di non punibilità: Si fonda sul recesso attivo, inoltre non sono punibili coloro che

impediscono che sia compiuta l’esecuzione del delitto per cui l’accordo è intervenuto o l’associazione è
stata costituita.

3) Istigazione di militari a disobbedire alle leggi art.266: Chiunque istiga i militari a disobbedire alle leggi o
a violare il giuramento dato o i doveri della disciplina militare o altri doveri inerenti al proprio stato, ovvero
fa a militari l’apologia di fatti contrari alle leggi, al giuramento, alla disciplina o ad altri diversi militari, è
punito con la reclusione da 1 a 3 anni.

La pena è della reclusione da 2 a 5 anni se il fatto è commesso pubblicamente (col mezzo della stampa, in
luogo pubblico, in una riunione).
Le pene sono aumentate se il fatto è commesso in tempo di guerra.

 - Il codice non dà espliciti punti di riferimento per le modalità d’istigazione.


 - L’istigazione (o apologia) non può essere mera condotta persuasiva ma deve sfruttare

condizioni particolari quali il prestigio o l’autorità dell’agente o l’abuso di questa sua forza

carismatica.

 - Istigazione: Non consiste nell’induzione a commettere necessariamente un reato ma a

commettere illeciti anche di solo rilievo disciplinare.

 - Elemento soggettivo: Dolo generico e intenzionale rispetto al risultato perseguito dall’agente

di convincere il militare.

 - Consumazione: Nel momento in cui il messaggio istigatore viene percepito da almeno 1 dei

destinatari.

 - Tentativo: Normalmente ammesso, tuttavia su ciò si dissente in quanto ammettendolo significa

punire una lecita manifestazione del pensiero.

4) Vilipendio della Repubblica, delle Istituzioni Cost. e delle Forze armate art.290: Chiunque
pubblicamente vilipende la Repubblica, le Assemblee legislative o una di queste, ovvero il governo, o
la Corte Cost, o l’Ordine giudiziario è punito con la multa da euro 1000 a 5000.
La stessa pena si applica a chi pubblicamente vilipende le Forze armate dello Stato.
- Il bene tutelato coincide con il prestigio delle Istituzioni. E’ tuttavia una figura in via d’estinzione. -
Elemento soggettivo: Dolo generico.
- Il sentivo non è ammesso.

C) Delitti contro i segreti dello Stato

1) Rivelazione di segreti di Stato art.261: Chiunque rivela taluna delle notizie di carattere segreto
(documenti, notizie, attività la cui diffusione sia idonea a recare danno all’integrità della Repubblica) è
punito con la reclusione non inferiore a 5 anni.

Se il fatto è commesso in tempo di guerra la pena della reclusione non può essere inferiore a 10 anni.
Se il colpevole ha agito a scopo di spionaggio politico o militare, si applica la pena dell’ergastolo. Le pene
stabilite nelle disposizioni precedenti si applicano anche a chi ottiene la notizia.

Se il fatto è commesso per colpa, la pena è della reclusione da 6 mesi a 2 anni.

- E’ un reato comune in quanto può essere commesso da chiunque ed è plurisoggettivo perché anche la
persona che riceve il segreto è punibile.

- Elemento oggettivo: La rivelazione del segreto si distingue in 2 modalità: la comunicazione della notizia
segreta (comunicazione a persone determinate non autorizzate a riceverla) e la rivelazione della notizia
segreta (trasmissione ad un numero indefinito di persone tramite canali di comunicazione di massa es.
stampa o internet).

- Ottenuta rivelazione del segreto: Hai fini punitivi occorre un’attività del terzo volta ad acquisire
l’informazione segreta, un’istigazione, una sollecitazione e non una mera ricezione, sulla base sempre del
consenso del rivelatore, se quest’ultima manca viene meno l’ipotesi delittuosa.

- Elemento soggettivo: Dolo generico, coincide con la consapevolezza e volontà di comunicare o divulgare
il segreto.

 - Consumazione: Quando la notizia è rivelata.


 - Il tentativo è ammesso.

2) Rivelazione di notizie di cui sia stata vietata la divulgazione art.262: Chiunque rivela notizie, delle quali
l’Autorità competente ha vietato la divulgazione, è punito con la reclusione non inferiore a 3 anni.
Se il fatto è commesso in tempo di guerra la pena è della reclusione non inferiore a 10 anni.

Se il colpevole ha agito a scopo di spionaggio politico o militare, si applica la reclusione non inferiore a 15
anni.
Le pene stabilite nelle disposizioni precedenti si applicano anche a chi ottiene la notizia.
Se il fatto è commesso per colpa, la pena è della reclusione da 6 mesi a 2 anni.

- Il vincolo di segretezza opera anche in relazione a notizie già note in determinati ambiti qualora la
divulgazione possa pregiudicare gravemente gli interessi tutelati.

- E’ una disposizione tacitamente abrogata.

Ulteriori figure delittuose contro la personalità dello Stato


1. 1) Intese ed accordi a carattere cospirativo volti al raggiungimento di uno scopo comune contrario
agli interessi nazionali (Artt. 243, 245, 247).
2. 2) Disfattismo politico (Art. 265) e disfattismo economico (Art.267).
3. 3) Corruzione del cittadino da parte dello straniero (Art.246).
4. 4) Banda armata (Art.306).
5. 5) Sequestro di persona a scopo di terrorismo o di eversione (Art.289 bis).
6. 6) Atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi (Art.280 bis).

Cap. 5 - Il titolo III del libro III del codice penale raggruppa i delitti contro l’amministrazione della

giustizia, sono fattispecie dirette ad assicurare il corretto esercizio della giurisdizione.

1) Calunnia art.368: Chiunque, con denunzia, querela, richiesta o istanza, anche se anonima o sotto falso
nome, diretta all’Autorità giudiziaria o ad un’altra Autorità che a quella abbia l’obbligo di riferirne, incolpa
di un reato taluno che egli sa innocente, ovvero simula a carico di lui le tracce di un reato, è punito con la
reclusione da 2 a 6 anni.

 - Interesse tutelato: L’interesse tutelato è duplice: l’interesse a non instaurare processi penali
contro un soggetto innocente e l’onore e la libertà personale del cittadino non colpevole. Si tratta
dunque di un reato plurioffensivo che presenta un duplice oggetto di tutela. La dottrina rileva che
la pluralità dei profili di tutela sottesi all’art. 368 c.p. risultano inscindibili in quanto l’esigenza che la
giustizia non subisca sollecitazioni fuorvianti è strettamente connessa con l’interesse della persona
falsamente incolpata a non essere pregiudicata da tali notizie.
 - Elemento oggettivo: Soggetto attivo può essere chiunque, trattandosi di reato comune.
Commette il delitto di calunnia colui che formuli consapevolmente la falsa accusa di un reato nei
confronti di persona che si conosce come colpevole di un reato diverso. La condotta è
sostanzialmente a forma vincolata è potrà essere di due tipi: la prima consiste nella calunnia
formale (diretta) che si realizza mediante denuncia, querela, richiesta o istanza; la seconda nella
calunnia materiale, simulando a carico del soggetto falsamente incolpato tracce di reato. In
dottrina si precisa che a differenza della simulazione, non è sufficiente che le tracce lascino
supporre la commissione di un illecito, dovendo altresì indicare inequivocabilmente il soggetto che
ne appare autore. Quanto al fatto oggetto di incolpazione si deve trattare di un delitto o di una
contravvenzione individuata e deve essere astrattamente riconducibile ad una figura criminosa,
potendo essere reale o immaginario. Pertanto, ai fini della configurabilità del reato, è
indispensabile che la falsa denuncia sia idonea a determinare l’inizio di un procedimento penale.

Reati contro l’amministrazione della giustizia

- Elemento soggettivo: L’elemento soggettivo è il dolo generico, consistente nella coscienza e volontà di
incolpare di un reato una persona che si sa essere innocente. Si può rilevare l’esclusione del dolo se
l’agente sia convinto della colpevolezza dell’incolpato. Affinché possa essere esclusa la consapevolezza
dell’innocenza del denunciato occorre accertare che il denunciante abbia agito basandosi su circostanze di
fatto non solo veritiere, ma la cui forza rappresentativa sia tale da indurre una persona di normale cultura e
discernimento a ritenere la colpevolezza dell’accusato. La Cassazione prevede che, ai fini dell’integrazione
dell’elemento psicologico, non assume alcun rilievo la forma del dolo eventuale, poiché la formula
normativa taluno che egli sa innocente risulta indicativa della consapevolezza certa dell’innocenza
dell’incolpato. Al riguardo è stato escluso il dolo in relazione ad un caso in cui l’imputato aveva
temerariamente denunciato fatti non personalmente percepiti, ma riferiti dalle parti private e non valutati.

- Consumazione e tentativo: Si tratta di un reato di pericolo, la cui consumazione si verifica nel momento
in cui l’Autorità riceve l’informazione calunniosa (calunnia formale) o nel momento in cui l’Autorità viene a
conoscenza delle tracce simulate (calunnia materiale). Trattandosi di reato istantaneo, non producono
nessuna influenza sulla sua consumazione le eventuali sopravvenute modifiche normative relative alla sua
nozione o procedibilità . Parte della dottrina ritiene ammissibile il tentativo, stante la possibilità di
frazionare in più atti il processo esecutivo del reato. Tuttavia, obiezioni si pongono sulla considerazione
della eccessiva anticipazione della soglia di punibilità .

- Circostanze: L’articolo 368 c.p., nel secondo e terzo comma, prevede tre circostanze aggravanti: a) se si
incolpa taluno per un reato per il quale la legge stabilisce la pena della reclusione superiore nel massimo a
10 anni, o un’altra pena maggiore; b) se dal fatto deriva una condanna alla reclusione superiore a 5 anni; c)
se dal fatto deriva una condanna all’ergastolo. La pena per l’ipotesi semplice è della reclusione da due a sei
anni. Se ricorre l’aggravante di cui al secondo comma dell’art. 368 c.p. tale pena è aumentata fino ad un
terzo. Se dal fatto è derivata la condanna superiore a cinque anni, la pena è della reclusione da quattro a
dodici anni. Se deriva la condanna all’ergastolo, la pena è della reclusione da sei a venti anni.

- Concorso di reati: Nel caso di stessa incolpazione presso autorità diverse non è possibile configurare più
reati di calunnia, così come nelle ipotesi di cumulo di una calunnia in forma verbale e di una in forma
materiale. Si potrà avere concorso formale quando con una sola azione si denuncino più soggetti innocenti
oppure quando con una sola denuncia si attribuiscono ad una stessa persona più reati.

- Casi di falsità parziale: Incolpazioni che hanno ad oggetto un reato vero e realmente commesso
dall’accusato, ma con l’aggiunta di circostanze storiche false o vere. Modificazioni queste però in grado di
comportare conseguenze sfavorevoli (differente e più grave sanzione). Tali casi integrano fatti di calunnia
solo se le falsità parziali siano produttive di un mutamento in peius del titolo di reato.

2) Falsa testimonianza art.372: Chiunque, deponendo come testimone innanzi all’Autorità giudiziaria o alla
Corte penale internazionale, afferma il falso o nega il vero, ovvero tace, in tutto o in parte, ciò che sa
intorno ai fatti sui quali è interrogato, è punito con la reclusione da 2 a 6 anni.

- Ai sensi dell'art. 372 c.p., la falsa testimonianza è il reato commesso da chi, deponendo come testimone
innanzi all'autorità giudiziaria o alla Corte penale internazionale, afferma il falso o nega il vero, ovvero tace,
in tutto o in parte, ciò che sa intorno ai fatti sui quali è interrogato. Si tratta di un delitto contro
l'amministrazione della giustizia posto a tutela del corretto funzionamento dell'attività giudiziaria (interesse
tutelato), che intende assicurare, in particolare, la veridicità e la completezza della prova testimoniale quale
mezzo idoneo a fondare il convincimento del giudice.

- Soggetto attivo: Il reato sanzionato dall'articolo 372 del codice penale è un reato proprio: la falsa
testimonianza, infatti, è ascrivibile unicamente a chi riveste la qualifica giuridica di testimone in sede civile
o penale.

- Soggetto passivo: Il soggetto passivo del reato, invece, va individuato nello Stato-collettività e non
direttamente nel privato che si ritenga eventualmente danneggiato dalla dichiarazione mendace o dal
silenzio del teste. È in generale lo Stato-collettività che ha interesse a che l'attività giurisdizionale sia svolta
in maniera corretta e ordinata.

- Elemento oggettivo: Venendo all'elemento oggettivo del reato, la condotta è integrabile sia mediante
commissione (dichiarazione mendace) che mediante omissione (reticenza) in riferimento ai fatti oggetto di
deposizione pertinenti e rilevanti ai fini del giudizio. Trattandosi di reato di pericolo, è sufficiente che la
falsa testimonianza sia idonea ad influire sull'esito del processo senza che necessariamente il giudizio
debba concludersi con una sentenza erronea. È appena il caso di precisare che il momento consumativo
della falsa testimonianza coincide con l'espletamento della prova testimoniale e il conseguente
esaurimento di tutte le domande formulate al teste.

- Tentativo: La natura di reato unisussistente e di pericolo della falsa testimonianza impedisce la


configurabilità del tentativo.

- Elemento soggettivo: Per quanto riguarda l'elemento soggettivo, è sufficiente il dolo generico, ovvero la
consapevolezza e la volontà di affermare il falso, negare il vero o tacere, rimanendo indifferente l'obiettivo
concretamente avuto di mira dall’agente.

- Manifestazioni e reticenza: La falsa testimonianza può presentarsi in 3 forme: affermazione del falso,
negazione del vero e reticenza (cioè il tacere in tutto o in parte fatti di cui si ha conoscenza). La falsità deve
essere valutata non in senso assoluto ma tenendo conto di quanto effettivamente il teste conosca (vero
soggettivo).

- Ritrattazione e cause di non punibilità: Secondo quanto disposto dall'art. 376 c.p., è esclusa la punibilità
del soggetto attivo che, non oltre la chiusura del dibattimento e nel medesimo procedimento (in sede
penale) o la pronuncia della sentenza definitiva (in sede civile), ritratti il falso e manifesti il vero. La
ritrattazione, quindi, consiste in una smentita inequivoca del fatto oggetto di deposizione accompagnata
dalla dichiarazione veritiera in ordine al medesimo fatto; tale fattispecie è identificata da parte di dottrina e
giurisprudenza quale esimente, mentre da altra parte quale scriminante. L'art. 384 c.p. prevede quali cause
di giustificazione le ipotesi in cui la falsa testimonianza sia stata commessa da chi vi sia stato costretto per
salvare sè stesso o un prossimo congiunto da un grave ed inevitabile nocumento nella libertà o nell'onore
(c. 1), ovvero da chi per legge non avrebbe dovuto essere assunto come testimone, o non avrebbe potuto
essere obbligato a deporre o comunque rispondere, o avrebbe dovuto essere avvertito della facoltà di
astenersi dal rendere testimonianza (c. 2).

- Come dimostrare la falsa testimonianza: Dimostrare che c'è stata una falsa testimonianza può essere
fondamentale per le sorti di un processo civile o penale. Per farlo è necessario, innanzitutto, procurarsi i
verbali di causa relativi alla deposizione testimoniale. È poi fondamentale acquisire la documentazione o gli
altri elementi (anche altre dichiarazioni) idonei a provare che quanto affermato dal teste non corrisponde
al vero o che egli si è dimostrato reticente rispetto a qualcosa che conosceva. Ad esempio sarà utile
acquisire documentazione idonea a dimostrare che il teste, al momento del fatto sul quale ha deposto, si
trovava altrove o che, per altro motivo, non poteva avervi assistito.

3) Reato di frode in processo penale e depistaggio art. 375:

- L'articolo 375 c.p. si configura come reato proprio dell'attività del pubblico ufficiale o dell'incaricato di
pubblico servizio, la cui qualifica preesista alle indagini e sia in rapporto di connessione funzionale con
l'accertamento che si assume inquinato, cosicché la condotta illecita deve risultare finalizzata proprio
all'alterazione dei dati che compongono l'indagine o il processo penale, che gli è stato demandato di
acquisire o dei quali sia venuto a conoscenza nell'esercizio della sua funzione, e quindi posto in condizione
di spiegare il proprio intervento inquinante.

- La norma trova applicazione al possibile inquinamento di tutte le indagini penali e non solo a quelle
inerenti ai reati più gravi, il che impone di formulare una rigida delimitazione dell'ambito di applicazione,
ricercando un discrimine certo tra tale nuova figura di reato e quelle preesistenti (e ancora vigenti) di frode
processuale, false informazioni al Pubblico Ministero e falsa testimonianza.

- Il primo elemento caratterizzante la nuova fattispecie delittuosa è da rinvenire nella qualifica di pubblico
ufficiale o di incaricato di un pubblico servizio, con contestuale correlazione causale tra tale qualifica e
l'attività che la caratterizza (ovvero nella preesistenza di tale qualifica rispetto alle indagini) posto che,
come evidenziato dagli ermellini “malgrado la mancata specificazione delle ipotesi di reato in relazioni alle
quali potrebbe assumere rilievo penale l'attività di false dichiarazioni, l'elevata previsione sanzionatoria
guida nel connettere l'obbligo di dire la verità ad un dovere inerente specificamente alla funzione, il cui
svolgimento implica una fisiologica convergenza di interessi tra la pubblica amministrazione rappresentata
e dipendente chiamato a svolgerne le funzioni”.

- Ulteriore elemento caratterizzante è dato dal dolo specifico, incompatibile con il dolo eventuale,
consistente nella condotta dell'agente finalizzata all'alterazione dei dati che compongono l'indagine o il
processo penale, che è gli stato demandato di acquisire o dei quali sia venuto a conoscenza nell'esercizio
della sua funzione.

4) Favoreggiamento personale art.378: Chiunque, dopo che fu commesso un delitto per il quale la legge
stabilisce l’ergastolo o la reclusione e fuori dei casi di concorso nel medesimo, aiuta taluno ad eludere le
investigazioni dell’Autorità , o a sottrarsi alle ricerche di questa, è punito con la reclusione fino a 4 anni.

 - Requisiti: Preesistenza di un reato e mancata partecipazione al reato antecedente.


La preesistenza del reato costituisce il presupposto per le attività investigative e di ricerca, e in
questo senso è negata la configurabilitá di un autofavoreggiamento, tesi rafforzata dal riferimento
all’aiuto da prestare a taluno. È invece irrilevante che il reato si sia stato realmente commesso,
sancendo cosí la punibilitá del favoreggiamento dell’innocente.
 Terminologia: investigazioni? Dottrina: solo le indagini preliminari, in ossequio al cpp, o
Giurisprudenza: ogni attività rivolta alla formazione del convincimento del giudice, e quindi
accogliendo l’idea che la norma tutela il regolare svolgimento del processo penale.
 - Elemento soggettivo: Dolo generico. Tesi in contrapposizione che lo voleva specifico per
bilanciare la eccessiva determinatezza della norma. Inoltre, in ossequio al principio della
personalitá colpevole della responsabilitá penale, l’art 384 c.1 è da considerare una forma di non
punibilitá.
 - Il fatto offensivo di favoreggiamento personale: determinatezza e contrasto con le altre
fattispecie
 - Il fatto antigiuridico di favoreggiamento personale:
Il contrasto tra l’attività difensiva e il favoreggiamento personale, il discrimen del carattere
materiale o intellettuale delle condotte (con o senza contenuto informativo, liceitá di acquisizione
delle informazioni o segretezza della notizia)
 Il fatto colpevole di favoreggiamento personale: la specifica finalitá di eludere indagini e ricerche,
fa in modo che dalla fattispecie sia escluso il favoreggiamento a mezzo stampa. Il dolo specifico è
funzionale ad individuare la punibilitá, ma considerando il contrasto con il dato testuale, sarebbe
meglio prendere come punto di riferimento la configurazione del reato come di pericolo concreto;
 Il fatto punibile di favoreggiamento personale:
 La mancata partecipazione del soggetto attivo al reato presupposto:
 Interesse tutelato: Corretto svolgimento dell’attività tesa all’accertamento dei fatti criminosi.

 - Consumazione: Nel momento in cui si presta l’aiuto, il tentativo è configurabile.


Reati dei pubblici ufficiali contro la PA

 Delitti di peculato
 Frodi nelle erogazioni pubbliche o comunitarie
 Fattispecie di abuso
 Delitti di corruzione

Introduzione alla categoria di reati:

Titolo II – Dei delitti contro la pubblica amministrazione


Capo 1 - Dei delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione
Capo 2 – Dei delitti dei privati contro la pubblica amministrazione
Capo 3 – Disposizioni comuni ai capi precedenti

La distinzione tra il primo e il secondo capo, sta nella gravitá maggiore che si vuole dare a seconda della
provenienza dell’offesa, quando a porre in essere la condotta è un pubblico ufficiale. Strutturalmente il
codice ha subito una riforma attraverso distinti interventi novellistici.

Riforma legislativa 1990/86 “Modifiche in tema dei delitti dei pubblici ufficiali contro la PA”:

1. Allineamento della materia, al mutato quadro politico-costituzionale e assetto amministrativo-


organizzativo dello Stato.
2. Tentativo di potenziare la risposta punitiva, ed evitare prassi giurisprudenziali caratterizzate da un
rigorismo eccessivo, incoraggiando una delineazione più precisa del tipo legale, per lasciare minore
discrezionalitá rispetto alla valutazione degli atti amministrativi.
3. Abrograzione di norme, introduzione ex novo e ridefinizione di nozioni di incaricato di pubblico
servizio e destinatari di norme.
4. Riforma dell’impianto sanzionatorio, sopprimendo la pena pecuniaria congiunta, e introducendo
una attenuante indefinita, al ricorrere di un reato di particolare tenuitá.

Riforma legislativa 2012/190 “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e


dell’illegalità nella pubblica amministrazione”:

La cosiddetta legge anticorruzione è una legge composta sostanzialmente da un articolo di 83 commi che
prevede una serie di misure preventive e repressive contro la corruzione e l’illegalità nella pubblica
amministrazione.

Le disposizioni recate dai commi dell’articolo 1 pongono nuovi obblighi e adempimenti per le
amministrazioni pubbliche, modifiche espresse a leggi vigenti, deleghe legislative e rinvii ad atti secondari
da emanare.

Le misure repressive che la legge vuole assicurare sono attuate grazie a modifiche del codice penale. E’
interessante premettere all’analisi che, oltre all’art. 1, la legge è composta dall’art. 2 che pone la clausola di
invarianza: dall’attuazione della legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica. Le amministrazioni competenti provvedono allo svolgimento delle attività previste dalla legge con
le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente. Si tratta quindi di una legge “a
costo zero”.

- Ratio → come precisa la relazione illustrativa del disegno di legge relativo, l’obiettivo è la prevenzione e
la repressione del fenomeno della corruzione attraverso un approccio multidisciplinare, nel quale gli
strumenti sanzionatori si configurano solamente come alcuni dei fattori per la lotta alla corruzione e
all’illegalità nell’azione amministrativa. In specifico si pongono a sostegno del provvedimento legislativo
motivazioni di trasparenza e controllo proveniente dai cittadini e di adeguamento dell’ordinamento
giuridico italiano agli standards internazionali. La relazione illustrativa precisa come la corruzione porti
danni alla credibilità che si traducono in danni di ordine economico, dal momento che disincentiva gli
investimenti anche stranieri, frenando di conseguenza lo sviluppo economico.

Uno degli obiettivi era stato quello di mettere un freno al fenomeno della supplenza giuridica, nel senso di
scongiurare eccessi di potere da parte del magistero penale, che era in grado di bloccare qualsiasi attività
amministrativa (attraverso l’abrogazione del peculato per distrazione e di interesse privato in atti di ufficio.

Inoltre, la riforma del ’90 è stata importante in quanto ha messo le basi dell’impianto definitorio per le
nozioni di pubblico ufficiale, incaricato di pubblico servizio ed esercente di un servizio di pubblica necessitá,
almeno all’epoca in modo profondamente innovativo.

Riforma delle riforma Severino, L. 2015/69:

L’intervento si concretizza in significativi incrementi sanzionatori, vengono aumentati i limiti massimi delle
pene principali e viene data più ampia applicabilità della pena accessoria dell’interdizione perpetua dai
pubblici uffici. Viene introdotta una sanzione a contenuto patrimoniale, “la riparazione pecuniaria”,
irrogabile nei confronti del pubblico agente responsabile dei delitti di peculato, concussione e corruzione,
consistente nel pagamento di una somma pari all’ammontare di quanto indebitamente ricevuto. In ambito
processuale si rende più difficile l’accesso ai riti alternativi, vincolandone l’ammissibilità alla restituzione
integrale del prezzo o del profitto del reato.

- Pentitismo: Viene introdotta tale circostanza attenuante volta a favorire la denuncia-rottura del patto
corruttivo. Per usufruirne l’agente dovrà efficacemente adoperarsi per evitare che l’attività delittuosa sia
portata a conseguenze ulteriori.

Precisazioni in materia di nozioni: in primis, la nozione penalistica di pubblica amministrazione, con tale
generalmente si indica la sua continua evoluzione, parallelamente all’economia e all’assunzione di nuovi
compiti. Realmente negli anni, la PA è divenuta non solo interventrice ma erogatrice stessa di servizi ai
cittadini, perdendo la sua originaria fisionomia unitaria e la possibilitá quindi di identificare le precise
funzioni (leg, amm, giud), creandosi cosí modelli diversificati di organizzazione. In questo senso, l’ambito di
applicazione della fattispecie incriminatrice si amplia a dismistura, per il fatto che un numero sempre
maggiore di individui viene attratto nell’orbita pubblicistica. L’ampliamento della fattispecie e dei modelli
organizzativi, fa crescere l’esigenza di un’adeguamento del sistema penale, che non si è avuto con la
riforma del 90, ne con quella del 2012.

La questione del sindacato del giudice penale sull’atto amministrativo: partendo dal presupposto che tale
questione è rimasta incompleta, nonostante le riforme che si sono susseguite, è stato il codice di
procedura penale ad offrire la struttura giuridica: il giudice penale ha la possibilitá di sindacare la
legittimità dell’atto amministrativo per incompetenza, violazione di legge ed eccesso di potere, non invece
per il merito; in poche parole, il giudice può intervenire sulla efficacia dell’atto, disapplicandolo. Realmente
pero, il giudice amministrativo, nella sua ordinaria attività, si limita a verificare la sussistenza degli elementi
costitutivi del reato, attività diversa dal sindacato di legittimità. Ció che va chiarito è il ruolo che può giocare
l’atto amministrativo: esso viene in considerazione i) quando la sua sussistenza o la mancanza costituisce
un presupposto del reato, ii) concorre a costituire fattispecie esimenti, iii) in una serie di ipotesi il
compimento o la omissione di un determinato atto amministrativo integra la condotta costitutiva del reato.

Le nozioni che andiamo a delineare sono il frutto di un cambiamento di rotta, che avisto inizialmente la
generica applicazione di un criterio soggettivo, per il quale ogni soggetto che aveva un rapporto con la pa o
altro ente pubblico era un pubblico ufficiale, per giungere, finalmente, all’applicazione di un criterio
oggettivo, con le dovute distinzioni terminologiche.
Nozione di pubblico ufficiale/ art 357 c.p.: Agli effetti della legge penale, sono pubblici ufficiali coloro i
quali esercitano una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa.
Agli stessi effetti, è pubblica la funzione amministrativa disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti
autoritativi (disciplina) e caratterizzata dalla formazione e dalla manifestazione della volontá della pa o dal
suo svolgersi per mezzo di poteri autoritativi o certificativi.
C1) abolisce il rapporto di dipendenza dallo Stato;
C2) disciplina della delimitazione “esterna” (funzione pubblica/privatistica) attraverso il discrimen della
disciplina cui è assoggettata una determinata attività, non essendosi inteso accogliere altri criteri
ontologici.
Possiamo quindi effettuare una prima distinzione positiva dell’attività con riferimento ad alcune categorie
di atti che si manifestano attraverso schemi tipici tassativi ed in cui l’azione assume carattere autoritativo o
certificativo; ed una delimitazione in negativo, quando l’attività considerata sia improntata nelle forme di
un contratto tipico o sia informata allo schema proprio del procedimento di formazione di un negozio
giuridico privato, e dunque tale attività non potrá essere qualificata come pubblica.
Inoltre, il riferimento alla funzione di formazione e manifestazione della volontá della PA, introduce una
connotazione di stampo organico-funzionale, in quanto il contributo del pubblico ufficiale dovrá consistere
nell’apporto di un autonomo elemento di volontá nell’iter procedimentale che conduce all’adozione
dell’atto.

Nozione di incaricato di pubblico servizio/ art 358 c.p.: Sono incaricati di un pubblico servizio coloro i quali,
a qualunque titolo, prestano un pubblico servizio. Per pubblico servizio deve intendersi un’attività
disciplinata nelle stesse forme della pubblica funzione, ma caratterizzata dalla mancanza dei poteri tipici di
quest’ultima, e con esclusione dello svolgimento di semplici mansioni di ordine e prestazione di opera
meramente materiale.

Ultrattività delle qualifiche soggettive: Quando la legge considera la qualità di pubblico ufficiale, o di
incaricato di un pubblico servizio, o di esercente di un servizio di pubblica necessità , come elemento
costitutivo o come circostanza aggravante di un reato, la cessazione di tale qualità , nel momento in cui il
reato è commesso, non esclude l’esistenza di questo né la circostanza aggravante, se il fatto si riferisce
all’ufficio o al servizio esercitato.

1. Delitti di peculato

1) Peculato art.314 co.1: Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che, avendo per ragione
del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro o di altra cosa mobile altrui, se ne
appropria è punito con la reclusione da 4 a 10 anni.

 - Interesse tutelato: Difesa del patrimonio della PA.


 - Elemento oggettivo: Condotta volta all’appropriazione di denaro o di altra cosa mobile altrui

da parte del pubblico ufficiale o dell’incaricato di un pubblico servizio.

 - Reato proprio ed istantaneo: In quanto può essere compiuto solo da un pubblico ufficiale o

da un incaricato di un pubblico servizio e si consuma nel momento in cui l’agente s’appropria o

modifica la destinazione della cosa della PA.

 - Elemento soggettivo: Dolo generico.


2) Peculato d’uso art.314 co.2: Si applica la pena della reclusione da 6 mesi a 3 anni quando il
colpevole ha agito al solo scopo di fare uso momentaneo della cosa, e questa, dopo l’uso
momentaneo, è stata immediatamente restituita.

- Figura autonoma di reato, configurabile solo in relazione a cose di specie e non al denaro, è necessario
che la durata dell’appropriazione non superi il tempo di uso della cosa sottratta, tuttavia uso momentaneo
non significa istantaneo ma temporaneo, ossia protratto per un tempo limitato.

- Elemento soggettivo: Dolo specifico, oltre a coscienza e volontà del fatto tipico vi è l’ulteriore scopo di
usare momentaneamente la cosa.

3) Peculato mediante profitto dell’altrui errore art.316: Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico
servizio, il quale, nell’esercizio delle funzioni o del servizio, giovandosi dell’errore altrui, riceve o ritiene
indebitamente, per sé o per un terzo, denaro o altra utilità , è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni.

- Interesse tutelato: Dovere di fedele ed onesta amministrazione che si manifesta nel comportamento leale
e corretto di coloro che svolgono funzioni pubbliche.

- Elemento costitutivo: Approfittarsi dell’errore altrui nel quale il privato è caduto spontaneamente.

- Reato proprio e plurisoggettivo: Può essere compiuto solo dal pubblico ufficiale o dall’incaricato del
pubblico servizio ed è richiesta la partecipazione di almeno 2 soggetti.

- Consumazione: Nel momento in cui l’agente riceve la cosa o quando prende consapevolezza che quanto
trattenuto non gli è dovuto perché frutto di un errore e non provvede a restituirlo.

- Elemento soggettivo: Dolo generico.

2. Frodi nelle erogazioni pubbliche o comunitarie

1) Malversazione a danno dello Stato art.316 bis: Chiunque, estraneo alla PA, avendo ottenuto dallo Stato
o da altro ente pubblico o dalla Comunità europea contributi, sovvenzioni o finanziamenti destinati a
favorire iniziative dirette alla realizzazione di opere o allo svolgimento di attività di pubblico interesse, non
le destina alle predette finalità , è punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni.

 - Interesse tutelato: Evitare le frodi legate alla concessione di erogazioni pubbliche.


 - Elemento oggettivo: Condotta omissiva consistente nell’uso dei contributi, sovvenzioni o

finanziamenti percepiti, per il raggiungimento di un fine diverso rispetto a quello per il quale le

somme sono state concesse.

 - Consumazione: Nel momento in cui al denaro ricevuto viene conferma una destinazione

diversa rispetto a quella per la quale il finanziamento è stato concesso.

 - Elemento soggettivo: Dolo generico.


2) Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato art.316 ter: Chiunque mediante l’uso o la
presentazione di dichiarazioni o di documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero mediante
l’omissione di informazioni dovute, consegue indebitamente, per sé o per gli altri, contributi,
finanziamenti, mutui agevolati o altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concessi
o erogati dallo Stato, da altri enti pubblici o dalle Comunità europee è punito con la reclusione da 6
mesi a 3 anni.

- E’ un reato di natura sussidiaria in quanto trova applicazione solo se il fatto non postula il delitto
dell’art.640 bis (truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche) dal quale si distingue per
l’assenza dell’induzione in errore.

- Se la somma indebitamente percepita non raggiunge un certo ammontare (min 4000euro) il delitto in
questione non viene integrato, configurandosi un illecito amministrativo.

 - Elemento oggettivo: Condotta descritta.


 - Consumazione: Nel momento in cui l’erogazione viene conseguita.
 - Elemento soggettivo: Dolo specifico, oltre alla coscienza e volontà del fatto, vi è l’ulteriore

scopo dell’ottenimento della somma di denaro.

3. Fattispecie di abuso

1) Abuso d’ufficio art.323: Il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle
funzioni o del servizio, in violazione di norme di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in
presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente
procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto è punito
con la reclusione da 1 a 4 anni.

 - Interesse tutelato: Imparzialità, buon andamento e trasparenza della PA.


 - Elemento oggettivo: Condotta che si sostanzia nel violare norme di legge, violare norme di

regolamento ed omettere il rispetto dell’obbligo giuridico di astensione in presenza di un interesse proprio,


di un prossimo congiunto. Inoltre tale condotta deve essere eseguita per procurare a sé o ad altri un
vantaggio puramente patrimoniale. Tanto il vantaggio economico quanto il danno devono essere ingiusti.

 - Consumazione: Momento in cui il vantaggio o il danno ingiusto viene prodotto.


 - Elemento soggettivo: Dolo generico.
 - Aggravante: Se la condotta incriminata produce un vantaggio o un danno di notevole gravità.

4. Delitti di corruzione

1) Corruzione per l’esercizio della funzione art.318: Il pubblico ufficiale che, per l’esercizio delle sue funzioni
o dei suoi poteri, indebitamente riceve, per sé o per un terzo, denaro o altra utilità o ne accetta la promessa
è punito con la reclusione da 1 a 6 anni.

 - Interesse tutelato: Corretto funzionamento, prestigio ed imparzialità della PA.


 - Soggetto attivo: Pubblico ufficiale che riceve denaro o altra utilità o ne accetta la promessa

per l’esercizio delle sue funzioni o poteri, privato che dà o promette al funzionario denaro o altra
utilità .

 - Soggetto passivo: Stato o altro ente da cui dipende il pubblico funzionario.


 - Consumazione: E’ un reato a duplice schema in quanto si perfeziona alternativamente con

l’accettazione della promessa o con il ricevimento effettivo dell’utilità .

 - Elemento soggettivo: Dolo specifico.

2) Corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio art.319: Il pubblico ufficiale, che, per
omettere o ritardare o per aver omesso o ritardato un atto del suo ufficio, ovvero per compiere o
per aver compiuto un atto contrario ai doveri di ufficio, riceve, per sé o per un terzo, denaro o altra
utilità , o ne accetta la promessa, è punito con la reclusione da 6 a 10 anni.

- Ipotesi di corruzione propria antecedente e susseguente.


- Elemento oggettivo: Condotta tenuta, di comune accordo, dal pubblico ufficiale o

dall’incaricato di un pubblico servizio e da un soggetto privato, che si sostanzia per i primi nel

ricevere o accettare la promessa, per il secondo nel dare o promettere denaro o altra utilità .

 - Elementi caratterizzanti: Omissione o ritardo nel compimento di un atto d’ufficio, compimento

di un atto contrario ai doveri d’ufficio.

 - Consumazione: Momento in cui l’agente riceve o accetta la promessa di farsi consegnare il

denaro o altra utilità .

 - Elemento soggettivo: Dolo specifico.

3) Corruzione in atti giudiziari art.319 ter: Se i fatti indicati negli articoli 318 e 319 sono commessi
per favorire o danneggiare una parte in un processo civile, penale o amministrativo, si applica la
pena della reclusione da 6 a 12 anni.

- Tale figura criminosa è stata introdotta dalla l.n.86/1990, inizialmente come circostanza aggravante della
corruzione propria, oggi integra un autonomo titolo di reato.

 - Interesse tutelato: Esercizio imparziale dell’attività giudiziaria.


 - Elemento oggettivo: Condotta che si sostanzia nella conclusione di un patto di corruzione tra

un pubblico ufficiale e un soggetto privato, in base al quale si cerca ingiustamente di recare un vantaggio o
un danno a determinati soggetti che si trovano implicati in un processo civile, penale o amministrativo.

- Titolare dell’interesse a favorire o danneggiare una parte processuale non è il pubblico ufficiale ma il
soggetto privato corruttore.

- Elemento soggettivo: Dolo specifico.


4) Induzione indebita a dare o promettere utilità art.319 quater: Il pubblico ufficiale o l’incaricato di
pubblico servizio che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, induce taluno a dare o promettere
indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro o altra utilità è punito con la reclusione da 6 a 10 anni.

 - Fattispecie delittuosa introdotta dalla l.n.190/2012 (legge anticorruzione).


 - Beni tutelati: Imparzialità e buon andamento della PA.
 - Soggetti attivi: Pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio (reato proprio), punibile

anche chi dà o promette denaro o altra utilità , derivandone così che quest’ultimo non è
considerato vittima dell’altrui induzione, bensì concorrente nel reato (reato plurisoggettivo).

- Elemento oggettivo: Elemento centrale è l’abuso della qualità o dei poteri. Tale abuso è funzionale ad
indurre taluno a dare o promettere indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro o altra utilità .

 - Consumazione: Momento in cui l’agente accetta la promessa o riceve il denaro o altra utilità.
 - Elemento soggettivo: Dolo generico.

5) Istigazione alla corruzione art.322: Chiunque offre o promette denaro o altra utilità non dovuti ad un
pubblico ufficiale o ad un incaricato di un pubblico servizio, per l’esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri
soggiace, qualora l’offerta o la promessa non sia accettata, alla pena stabilita nel primo comma
dell’art.318, ridotta di un terzo.

 - Bene protetto: Imparzialità e buon andamento dell’attività amministrativa.


 - Presupposto: Mancata accettazione da parte del funzionario in quanto si tratta di un tentativo

di corruzione attiva (istigazione alla corruzione passiva —> qui è il funzionario che sollecita il soggetto
privato a promettere o dare denaro o altra utilità al fine di far compiere, omettere o ritardare il
compimento di un atto d’ufficio o contrario ai doveri d’ufficio).

 - Consumazione: Momento in cui viene effettuata l’offerta o la promessa.


 - Elemento soggettivo: Dolo specifico.

6) Concussione art.317: Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che, abusando della sua
qualità o dei suoi poteri, costringe taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro o
altra utilità è punito con la reclusione da 6 a 12 anni.

- Codice Zanardelli: Prevedeva, con due autonome disposizioni, due figure delittuose di diversa gravità: la
concussione per costrizione (violenta) e la concussione per induzione (fraudolenta).

- Codice Rocco: Collocava in un’unica forma, equiparandole sotto il profilo sanzionatorio, i due tipi di
concussione.

- Oggetto della tutela: Buon andamento ed imparzialità aggrediti dall’abuso della qualità o dei poteri posto
in essere dal soggetto agente a fini di vantaggio personale o di terzi ed anche la libertà di determinazione
del soggetto passivo piegata dalla condotta prevaricatrice al compimento di un atto pregiudizievole (reato
plurioffensivo).

 - Soggetti passivi: PA e persona destinataria della prevaricazione.


 - Soggetto attivo: Pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio.
 - Condotta di costrizione: Abusando della qualità o dei poteri il pubblico ufficiale costringe il

soggetto passivo a dare o promettere denaro o altra utilità . Il vantaggio che egli ottiene è il frutto del
condizionamento psicologico che, in forza dell’abuso, determina nella vittima. L’abuso dovrà quindi essere
idoneo ed inequivocamente diretto a costringere alla dazione o promessa ed ove non si produca tale
risultato (es. diniego della vittima) risulterà integrata un’ipotesi di tentata estorsione.

- Dazione o promessa indebita: “Promettere” sta per assumere l’impegno di una prestazione futura,
esternandolo, in qualche modo. L’espressione “altra utilità ”, contrapposta al denaro, vale a chiarire che
oggetto della condotta concussiva possono essere non solo utilità economiche, ma anche vantaggi morali.
La dazione o la promessa devono materializzarsi indebitamente, ove il denaro o l’utilità siano dovuti, non si
realizzerà il fatto tipico di concussione.

 - Elemento soggettivo: Dolo generico.


 - Consumazione: Fattispecie a duplice schema in quanto si perfeziona alternativamente con la

promessa o con la dazione indebita per effetto dell’attività di costrizione o d’induzione del

pubblico ufficiale o dell’incaricato del pubblico servizio.


- Responsabilità amministrativa: Prevista, accanto alla responsabilità penale del funzionario,

anche la responsabilità amministrativa da reato dell’ente, società o associazione nel cui interesse o a cui
vantaggio il reato sia stato commesso. La condanna per tale reato comporta l’interdizione, perpetua o
temporanea, dai pubblici uffici.

Rifiuto di atti di ufficio. Omissione art.328: Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che
indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine
pubblico o di igiene e sanità , deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da 6 mesi a 2
anni.

- Bene tutelato: Buon andamento e trasparenza della PA intesi come garanzia del corretto esercizio delle
funzioni in vista del perseguimento di finalità di pubblico interesse.

- Elemento oggettivo: Condotta consistente nel rifiuto da parte del funzionario del compimento di
un’attività doverosa che dovrebbe essere eseguita entro un termine prefissato e che non ammette
ingiustificati ritardi. Il rifiuto si può configurare anche come tacita ed ingiustificata inerzia.

 - Consumazione: Momento in cui l’atto non viene compiuto.


 - Elemento soggettivo: Dolo generico.