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Tempi dispari è la sezione del blog dedicata al mondo dei tempi dispari.

Da questa
pagina è possibile accedere direttamente a composizioni e piccoli studi, di vari livelli di
difficoltà, sia per pianoforte che per piccoli ensemble. Prima di parlare di questi tempi
musicali è d’uopo fare un’introduzione all’argomento. Nella pratica musicale per tempi
dispari si intendono tutti quei tempi che hanno una scansione ritmica eccezionale (nella
divisione e/o nella suddivisione), i più “famosi” sono il 7/8, il 5/4 ecc. Bisogna fare molta
attenzione a non confondere i tempi dispari (comunemente chiamati) con i tempi
composti; divisibili per tre

• il 3/4 è un tempo ternario


• il 6/8 è un tempo composto, binario con suddivisione ternaria
• il 9/8 è un tempo composto, ternario con suddivisione ternaria

Non bisogna pensare ad un tempo dispari quando il numeratore della frazione è un


numero dispari. Detto ciò, i tempi comunemente definiti dispari (nella tradizione musicale
colta essi vengono definiti misti o irregolari) sono sempre più in uso, in modo particolare
nella musica moderna; progressive, pop, jazz e derivati. Nel percorso di studio
tradizionale, purtroppo, questi tempi non vengono quasi mai studiati. Solo i batteristi e i
percussionisti li affrontano in maniera più o meno approfondita; dipende però dalle scelte
didattiche del proprio maestro.

I tempi dispari dovrebbero accompagnare sin dall’inizio il percorso didattico dell’allievo;


attraverso brani di livello di difficoltà adeguata alle proprie capacità tecniche. Nei brani
moderni si può avere sia un tempo fisso (livello semplice), che una sequenza ritmica
(livello avanzato). Per tempo fisso si intendono quei tempi in cui l’indicazione di misura (ad
esempio 5/8) è uguale per tutta la durata del brano. Per sequenza ritmica si intendono un
insieme di più misure aventi lo stesso beat (denominatore della frazione) ma con una
scansione metrica differente per ogni battuta; 3/4 + 4/4 + 5/4 + 2/4. Sommando tutti
questi beat avremmo un 14/4 che però dal punto di vista metrico non ci darebbe gli stessi
accenti della sequenza ritmica di cui sopra. Ciò per dire che quando si trovano indicazioni
metriche ci si deve attenere scrupolosamente, altrimenti si corre il rischio di modificare
grossolanamente il ritmo del brano. Negli esempi, i quarti (nei primi due) gli ottavi (nei
successivi) sono volutamente scritti in corrispondenza visiva, ciò al fine di favorirne la
comprensione.
5/4 + 3/4 metricamente è diverso da un ipotetico 8/4 (qualcuno potrebbe addirittura
interpretarlo cone un 4/4 + 4/4). Nel primo esempio il 5/4 è pensato come un 3/4 + 2/4
mentre nel secondo esempio il 5/4 è pensato come un 2/4 + 3/4. Si noti come in
entrambe i casi gli accenti (con l’ipotetico 8/4) non corrispondono.

PRIMO  ESEMPIO  
 

 
 

 
 
SECONDO  ESEMPIO  

 
5/8 + 4/8 metricamente è diverso da un 9/8, infatti mentre il 9/8 è un tempo regolare
ternario, ovvero un 3 suddiviso, il 5 + 4 ha tutta un’altra accentazione metrica. Nel primo
esempio il 5/8 è pensato come un 3/8 + 2/8 mentre nel secondo esempio il 5/8 è pensato
come un 2/8 + 3/8. Si noti come in entrambe i casi gli accenti non corrispondono.

PRIMO  ESEMPIO  

 
 
SECONDO  ESEMPIO  

 
Si faccia molta attenzione a non confondere un tempo dispari con un troncamento
metrico, dovuto nella maggior parte dei casi all’andamento della melodia piuttosto che a
scelte musicali del compositore. Attenzione anche a non confondere il contrattempo e la
sincope con i tempi dispari; si tratta di spostamenti temporanei di accenti.

N.B.: nella tradizione musicale colta, la definizione tempi dispari non è quasi mai utilizzata.
I tempi musicali sono divisi nelle due categorie:

tempi regolari (semplici e composti)


tempi irregolari o misti

Suggerisco di ascoltare alcuni brani recenti, di grande successo e scritti su tempi dispari. Si
noti principalmente quanto questi brani siano musicali e scorrevoli dal punto di vista
ritmico.

TAKE FIVE 5/4 PAUL DESMONF

MONEY 7/4 PINK FLOYD


SEVEN DAYS 5/8 STING