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14/2/2020 Aria di crisi nel governo. Ok Cdm a riforma processo, Iv diserta. Conte contro Renzi: «Deve chiarire.

iarire. Sfiducia a Bonafede? Trarrei le …

Aria di crisi nel governo. Ok Cdm a riforma processo, Iv


diserta. Conte contro Renzi: «Deve chiarire. Sfiducia a
Bonafede? Trarrei le conseguenze»
Conte: «Mi dispiace che non ci sia stata Iv. Per una forza politica è sempre una
sconfitta decidere deliberatamente di non sedersi a un tavolo importante come il
Cdm»
di Andrea Carli

Renzi dice no al lodo Conte bis sulla prescrizione ma il resto della


maggioranza tira dritto. In occasione del Consiglio dei ministri che si è tenuto in
serata M5S, Pd e Leu hanno approvato il ddl sul processo penale con all’interno il
cosiddetto “Conte bis”. Si consuma così, nella sostanza, lo strappo con l’altra forza
politica di maggioranza, Italia Viva, contraria all’intesa raggiunta nei giorni scorsi
dagli altri alleati di governo.

«Mi dispiace che non ci sia stata Iv. Per una forza politica è sempre una
sconfitta decidere deliberatamente di non sedersi a un tavolo importante come il
Cdm». Lo dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi
dopo l'ok del Cdm al ddl sulla riforma del processo penale.
«E' chiaro che Iv deve chiarire non solo a me ma anche al Paese che cosa intende fare.
Nella consapevolezza che se vogliono far correre questo Paese devono essere
disponibili a non fare sgambetti». Quanto al ministro della Giustizia messo nel mirino
dai renziani, «se mai ci fosse la mozione di sfiducia di Iv nei confronti di Bonafede il
sottoscritto, per assicurare credibilità alla politica, ne trarrà tutte le conseguenze».

Una giornata di tensioni


Questo il riassunto di una giornata vissuta sul filo delle forti tensioni tra alleati: a
poche ore dall’inizio della riunione del Governo a Palazzo Chigi, Renzi decide di
mettersi di traverso e avverte: alla riunione del Governo Italia Viva non parteciperà. La
sedia delle due ministre espressione di Italia Viva, Bellanova e Bonetti, rimarrà vuota.
Un chiarimento che arriva al termine di una giornata sull’ottovolante, che vede i
deputati renziani votare ancora con l’opposizione un emendamento al decreto
Milleproroghe. Insomma, strappi su strappi.

Nel ddl sulla riforma del processo penale l’intesa sulla


prescrizione
Risultato: il Consiglio dei ministri inizia con un’ora di ritardo, pochi minuti dopo le
nove. Alla riunione, come annunciato dall’ex presidente del Consiglio, non sono
presenti le ministre di Italia Viva. L’esecutivo comincia con l’approvare il decreto
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14/2/2020 Aria di crisi nel governo. Ok Cdm a riforma processo, Iv diserta. Conte contro Renzi: «Deve chiarire. Sfiducia a Bonafede? Trarrei le …

Olimpiadi di Milano-Cortina e Atp Finals di Torino. Ma a tenere banco è il nodo


prescrizione. Conte e i ministri devono individuare lo strumento normativo più adatto
per dare seguito all’intesa cosiddetta “lodo Conte bis”: se una proposta di legge
parlamentare o un emendamento. Si tratta di decidere se andare avanti con l’accordo
raggiunto sulla prescrizione, o se rimandare. Alla fine il presidente del Consiglio
Giuseppe Conte, i Cinque Stelle, il Pd e Leu decidono di andare avanti. Via libera al
lodo Conte bis, ovvero l’accordo sulla prescrizione raggiunto da M5S, Pd e Leu sulla
base dell’ultimo vertice sulla giustizia a Palazzo Chigi. Accordo che quindi viene
recepito dal disegno di legge sulla riforma del processo penale. Ciò non esclude che
l’articolo riguardante il lodo Conte bis possa essere poi stralciato e trasformato o in un
emendamento alla proposta di legge Costa o in una diversa proposta di legge. La linea
di Italia Viva non è presa in considerazione. Il governo ora traballa.

Renzi alza i toni del confronto all’interno della maggioranza. In un


intervento su Rete 4 alla trasmissione “Dritto e rovescio”, l’ex premier commenta
l’ipotesi di tornare al voto. «Questo lo decide il presidente della Repubblica - dice -. È
chiaro che c’è anche questa possibilità». Per il ministro dell’Economia Roberto
Gualtieri l’ipotesi che Renzi provochi una crisi di Governo «sarebbe irrazionale e
quindi non accadrà».

Telefonata Conte-Mattarella
Ma la tensione è palpabile. Conte sarebbe pronto ad andare avanti, lavorando a una
maggioranza senza Iv, anche con il sostegno di un drappello di responsabili in Senato.
A quanto si apprende in ambienti parlamentari, il premier ha avuto in giornata un
colloquio telefonico con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Carfagna: noi mai disposti a sostenere Governo


Mara Carfagna chiude all’ipotesi di fare da stampella all’esecutivo. «Non potremmo
mai, assolutamente, sostenere un governo con Conte presidente del Consiglio, Di
Maio agli esteri e Bonafede alla Giustizia, con tutto il rispetto per le persone». Così
risponde a Piazza Pulita su La7 sull’ipotesi di prendere il posto dei renziani in
maggioranza con una parte dei parlamentari azzurri.

Renzi a Conte, se vuoi altra maggioranza ti aiuto


Renzi preme sul presidente del Consiglio. «Presidente Conte, la palla tocca a te. Noi
non abbiamo aperto la crisi, non facciamo polemiche», afferma su Facebook, in un
intervento che precede il Consiglio dei ministri. «Tu - aggiunge - puoi cambiare
maggioranza, presidente del Consiglio. Sai come farlo, perchè lo hai già fatto. Se noi
siamo opposizione, voi non avete la maggioranza. Non puoi dire che siamo

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opposizione maleducata: se vuoi cambiare maggioranza fallo, ti daremo una mano».


«Dovendo fare il presidente del Consiglio - continua il leader di Iv - ho guardato non
ai sondaggi, ma agli interessi del Paese. Suggerisco a tutti di smettere di dare fastidio
a Italia viva. Lo dico al presidente del Consiglio - conclude Renzi -, lo dico agli altri: se
si vuole lavorare diamoci da fare. Se qualcuno vuole staccare la spina lo faccia
prendendosi la responsabilità».

Conte: opposizione «maleducata e aggressiva»


Parole chiare, che però non giungono alla controparte come una novità. L’ipotesi di
un’assenza delle ministre di Italia Viva Bellanova e Bonetti in Cdm comincia infatti a
circolare già nella tarda mattinata, ancora prima che il leader decida di intervenire
per confermarla. Tanto che il capo del Governo nel pomeriggio, a margine di un
incontro all’Ucid, decide che è giunto il momento di rompere il silenzio dopo giorni di
prove di forza con l’alleato. Conte interviene per sottolineare che «il non sedersi al
tavolo quando si ha un incarico istituzionale non sarebbe un fatto da trascurare, lo
riterrei ingiustificabile». «Credo - osserva ancora - che Iv debba darci un
chiarimento, non al sottoscritto ma agli italiani». Il capo del Governo fa riferimento a
un modo di fare opposizione da parte di Italia Viva «maleducata e aggressiva. Qui i
ricatti non sono accettati, così come penso di non farne io. Non si può pensare di
votare un provvedimento con le opposizioni. Da parte mia - conclude il presidente del
Consiglio - Iv è più che rispettata, se facessimo l’elenco delle misure approvate, quelle
targate da loro sarebbero anche in vantaggio. Il clima non può essere questo, serve
uno spirito costruttivo e mettere da parte gli smarcamenti. Io siedo sempre al tavolo e
ascolto tutti».

Zingaretti: bene Conte, reagire a fibrillazioni


I continui altolà di Renzi risultano sempre più indigesti agli alleati di Governo.
Zingaretti si schiera con il premier. «Condivido la forte preoccupazione di Conte. È
una sua prerogativa reagire a fibrillazioni che è giusto a questo punto prendere sul
serio», ha confidato il segretario del Pd in conferenza stampa al Nazareno, dove ha
presentato il Piano per l’Italia . «Non ho elementi per dire che siamo in presenza o
alla vigilia di una crisi, che nessuno ha dichiarato - ha continuato Zingaretti -. Conte
ha richiamato tutti alle proprie responsabilità, è giusto porre domande come quelle
che il premier oggi ha posto, non per distruggere ma per risolvere i problemi. Noi
vogliamo rendere chiaro cosa vogliamo fare per gli italiani, questo è il nostro
metodo», ha concluso il leader Dem. Il vicesegretario dem Andrea Orlando ha
sottolineato che lasciare l’esecutivo «impantanato all’infinito» sulla prescrizione non
è un bene «ma i governi possono cambiare e si può andare a votare».

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Crimi: c’è chi vive di slogan e polemiche e chi lavora


Anche i Cinque Stelle criticano la strategia di Italia Viva. «C’è chi a parole dice di
voler aprire cantieri, e c’è chi li apre davvero - ha scritto su Facebook il capo politico
M5S Vito Crimi senza citare, direttamente, Renzi -. C’è chi per esistere ha bisogno di
polemiche e provocazioni, e c’è chi le polemiche le lascia agli altri, impiegando il
proprio tempo a lavorare, costruire, risolvere problemi, trovare soluzioni. C’è chi a
suon di slogan si vanta di essere dalla parte dei cittadini, e c’è chi lo è realmente, con i
fatti e le azioni concrete».

Quattro strappi da parte di Iv in 24 ore


La decisione delle ministre di Iv di non partecipare al Consiglio dei ministri è la
quarta tappa di un’operazione che ha visto in pochi giorni Italia Viva votare
altrettante volte con l’opposizione e contro la maggioranza della quale fa parte. La
prima, martedì 11 febbraio, nelle commissioni Bilancio e Affari costituzionali della
Camera i deputati di Iv hanno votato con l’opposizione. Alla fine, nonostante i voti dei
renziani, non è passato per appena due voti l’emendamento Magi (+Europa) che di
fatto avrebbe sterilizzato la riforma Bonafede. Il giorno dopo, ancora uno strappo:
non è passato alla Camera il “lodo Annibali”, l’emendamento al decreto
Milleproroghe per rinviare di un anno la riforma Bonafede: con 49 no e 40 sì M5s, Pd
e Leu hanno battuto Iv e le opposizioni.

Non passa l’emendamento al decreto intercettazioni


Oggi, giovedì 13 febbraio, l’ennesimo capitolo. È stato bocciato l’emendamento sulla
prescrizione proposto da Forza Italia al decreto intercettazioni, che é all’esame della
commissione Giustizia del Senato (lunedì è atteso in aula). Ha avuto 12 voti a favore e
12 contrari (il pareggio al Senato equivale a un “no”) e il senatore di Italia Viva
Giuseppe Cucca ha votato insieme all’opposizione.

Autostrade:stop modifiche Iv-FI, resta norma su penali


Il quarto strappo, sempre oggi, 13 febbraio: le Commissioni Affari costituzionali e
Bilancio della Camera hanno bocciato gli identici emendamenti di Iv e FI che
miravano a eliminare dal Milleproroghe l’articolo che prevede nuove regole sulle
concessioni autostradali indicando il percorso da seguire in caso di revoca (nella
transizione la gestione passa ad Anas) e riduce le eventuali penali a carico dello Stato.
La relatrice, Vittoria Baldino (M5s) e il governo avevano espresso parere negativo su
questi emendamenti. Le parole di Renzi che annunciavano l’assenza di Italia Viva al
Consiglio dei ministri non hanno fatto altro che confermare una linea già evidente
nelle mosse parlamentari del partito. Poi la decisione del Consiglio dei ministri di

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andare avanti sulla prescrizione nonostante lo stop di Renzi. Uno strappo che peserà
non poco sulla tenuta del Conte due.

Per approfondire:
● Prescrizione, stop lodo Annibali
● Prescrizione, ecco le posizioni di maggioranza e opposizione

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