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Simón Bolívar

Introduzione: Nacque a Caracas il 24 Luglio 1783. Fu un militare e


politico venezuelano, fondatore delle repubbliche della Gran Colombia (oggi
Panamá, Ecuador, Colombia, Venezuela e Nord del Perú) e anche fondatore
della Bolivia. Fu riconosciuto come Libertador nel 1813 e le sue idee diedero
luogo alla corrente ideologica detta bolivarianismo.

Educazione: Sulla sua educazione possiamo dire che Bolívar non fu u n


alunno eccellente, ma ebbe una relazione stretta con Simón Rodríguez, ch e fu
il suo maestro, a cui diede il nome di "Il Socrate di Caracas" e il "filosofo
cosmopolita", e questo uomo influí molto nei suoi ideali rivoluzionari: dopo la
morte della sua moglie Teresa, Bolívar viaggió a Parigi e s’ incontró con il suo
antico maestro che fece che il libertador canalizzi la sua disperazione per la
morte di sua moglie nella politica, e cosí Simón gli giura liberare la sua patria.

Anche ha ricevuto instruzione di tipo militare che cominció nel 1797, hai
16/17 anni nel Battaglione della Milizia Bianca delle Valli dell'Aragua, dove
studió fisica, aritmetica, topografia, ecc.

Inserimento nella politica: Nel frattempo si sono formate due parti ben
differenziate a seguito di dibattiti politici e instabilità internazionale: quella dei
realisti, che volevano continuare sotto la diretta dipendenza del monarca
spagnolo, guidata da Juan de Casas; e quello dei patrioti, sosten itori della
costituzione di un Consiglio di Governo in piena autonomia. Quindi, quando
Bolivar tornò a Caracas, trovò una città immersa in un ambiente di grandi
turbolenze sociali e politiche.

Bolívar tentó di convincere amici e familiari di lottare per l’ indipendenza,


ma siccome le notizie su Napoleone arrivavano sen za dettaglio e in ritardo, non
gli poteva convincere di fare la rivoluzione, fin quando arrivó la notizia che
Napoleone aveva preso il territorio spagnolo. Da questo avvenimento
sorgero due parti:

• Quella di Bolívar per dichiarare l’ Independenza


• Quella formata da altri criollos, leali a Fernando VII

Nel 1809, fu inviato come capitano di Venezuela e gobernatore di


Caracas Vicente Emparan, che fu accusato di essere partidario dei francesi e
quindi di confondere la popolazione, e fu formata la Commissione conservatrice
per i diritti di Fernando VII che lo constrinse ad abbandonare il carico nel 1810,
e, approfittando la mancanza di un rappresentante del re, si diede inizio alla
lotta independentistica.
Independenza: Dopo molti anni di lotte, La Gran Colombia fu formata
nel 1819, della quale Bolívar fu il primo presidente, e comprese l’ attuale
Venezuela, Ecuador e Colombia, e posteriormente l’ unione del Panama nel
1821.

Anche nel 1826, grazie alle anteriori rivolte indigene guidate da Tupac
Amaru II, Tupac Katari e Tomás Katari, Bolivar diede alla Bolivia l’ indipendenza
e la loro prima Constituzione, e diventó il primo presidente di essa, carico in cui
é rimasto fino a 5 mesi dopo.

Morte: e morí esattamente 4 anni dopo rinunciare alla presidenza della


Bolivia, il 17 Dicembre 1830.

Copertina della Domenica del Corriere

Questa é una famosa copertina della Domenica del Corriere, della


edizione che festeggiava il Centenario dell’ Unificazione dell’ Italia. In essa si
possono apprezzare i 4 artefici di questo successo: Vittorio Emanuele II,
Giuseppe Mazzini, Camillo Benso conte di Cavour e Giuseppe Garibaldi. Dell’
ultimo abbiamo giá parlato quindi parleró degli altri 3.

Giuseppe Mazzini: Fu il maggior interprete della corrente democratica


risorgimentale. Alla base dei suoi ideali c’ era la libertá come ideale supremo.
Mazzini esprimeva che la vera protagonista del progresso storico é sempre
stata la nazione, e il nazionalismo mazziniano era di forte carattere etico-
religioso e romantico (cioé, la rivoluzione é mossa dai sentimenti patriotici e
dalla religione, ma una religione di carattere civile, cioé una forza morale che
supera i singoli individui e il conflitto tra le classi). Infatti, il suo pensiero si
riassume con la frase “Dio e popolo”.

Vittorio Emmanuele II di Savoia: É stato l’ ultimo re della Sardegna e il


primo re d’ Italia dal 1861 fino alla morte nel 1878. È ricordato tutt'oggi con
l'appellativo di "Re galantuomo" per aver mantenuto in vigore lo Statuto
Albertino, che fu la Constituzione vigente nel regno della Sardegna dal 1848,
mantenuta da lui nel regno d’ Italia. Lui fu quello che ufficialmente ha diretto la
lotta per l’ indipendenza mentre Garibaldi faceva principalmente moti
rivoluzionari. Fu aiutato dal presidente del Consiglio Camillo Benso, conte di
Cavour...
Camillo Benso: ...che fu ministro del Regno della Sardegna con
Emmanuele come re, che anche lo ha eletto per avere lo stesso carico nel
regno d’ Italia. Sosteneva delle idee liberali, il progresso civile ed economico,
l'anticlericalismo (che promosse l’ esclusione della Chiesa negli affari sociali),
dei movimenti nazionali e dell'espansionismo del Regno di Sardegna ai danni
dell'Austria e degli stati italiani preunitari. Morí nel 1861 ai 51 anni.

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