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SETTIMANALE DI POLITICA CULTURA ECONOMIA N.

50 ANNO LXV 8 DICEMBRE 2019


DOMENICA 2,50 EURO L’ESPRESSO + LA REPUBBLICA
IN ITALIA ABBINAMENTO OBBLIGATORIO ALLA DOMENICA GLI ALTRI GIORNI SOLO L’ESPRESSO 3 EURO
Poste Italiane s.p.a.sped.in A.P.-D.L.353/03 (conv.in legge 27/02/04 n.46) art.1comma 1-DCB Roma - Austria - Belgio - Francia - Germania - Grecia - Lussemburgo - Portogallo - Principato di Monaco - Slovenia - Spagna € 5,50 - C.T. Sfr. 6,60 - Svizzera Sfr. 6,80 - Olanda € 5,90 - Inghilterra £ 4,70

ESCLUSIVO

IO SONO LOBBY
Da At&t a Exxon. Da Big Tobacco a Huawei. Fino a Scientology.
Inchiesta sulle relazioni pericolose di Giorgia Meloni.
In Europa, negli Usa e in Italia. Tra inanziamenti e fondazioni
Altan

8 dicembre 2019 3
Sommario
numero 50 - 8 dicembre 2019

50
72
Editoriale
79
Il tempo delle sorprese Marco Damilano 10 Opinioni
88
Rubriche
Altan 3 La parola 7
Prima Pagina Makkox 8 Taglio alto 25
I soldi di Giorgia Federico Marconi e Giovanni Tizian 14 Serra 27 Bookmarks 77
Longobardi è la sua Bestia Mauro Munafò 22 Saviano 45 Ho visto cose 92
Romanzo provinciale Emiliano Fittipaldi e Giovanni Tizian 28 Valli 98 L’incompetente 92
Il ras di Italia Viva inisce sotto l’elefantino Gianfrancesco Turano 32 Scritti al buio 93
I Cinque Stelle arroccati nella scatola di tonno Susanna Turco 36 Noi e voi 95
Lettera aperta alle Sardine Andrea Segre 38
Suicidio assistito, dopo la Consulta i tempi sono maturi Filomena Gallo 40 COPERTINA
Chiedere. All’ininito Giuseppe Genna 42 Illustrazione di
L’uomo del Conte ha detto ni Vittorio Malagutti e Gloria Riva 46 Valentina Vinci
E il senatore si prese pure la masseria vista mare (di guai) Gloria Riva 48
Jihad con la svastica colloquio con Ali Soufan di Francesca Mannocchi 50
Dopo la strage, un altro Iran Luciana Borsatti 54
Storia di Masih, che si tolse il velo e divenne femminista Cinzia Sciuto 58

Idee

42
Addio museo colloquio con Melania Mazzucco e Vincenzo Trione di S. Minardi 60
Verità nero su bianco Leonardo Clausi 68
Questa vita è una distopia Stefano Vastano 72

Storie
1969-2019 Mezzo secolo di utopie Carlo Gubitosa e Giuseppe Lo Bocchiaro 79
Dalla sala operatoria ai barconi che affondano Marialaura Iazzetti 84
Quella divisa negata da un blitz in Parlamento Fabio Salamida 88

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8 dicembre 2019 5
La parola

divisivo
“Divisivo: che crea divisioni
o contrapposizioni, impedendo di preservare
e negherebbe una tale deduzione. Eppure lì
si arriva. Perché sostenere che ricordare le
o di raggiungere un’unità di punti di vittime dello sterminio nazista degli ebrei
vista e di intenti” (Treccani). Il sindaco senza ricordare vittime di altri totalitarismi
di Predappio qualche settimana fa aveva e ideologie sarebbe “divisivo”, oltre a essere
considerato divisiva l’iniziativa di inanziare insensato (in questo modo non si ricorda
il viaggio di uno studente ad Auschwitz. Il più nulla, perché c’è sempre qualcos’altro da
comune di Schio di recente ha riiutato di ricordare), presuppone che il nostro Paese
installare pietre di inciampo in memoria sia diviso in due parti che si sentono legate
dei suoi cittadini deportati ad Auschwitz l’una al fascismo e al nazional-socialismo,
considerando la proposta anch’essa divisiva. l’altra al comunismo, e dunque ricordare gli
Quale unità avrebbero incrinato la visita ad orrori degli uni e degli altri deve procedere
Auschwitz e le pietre di inciampo? Qualcuno sempre di pari passo per non urtare le
si sarebbe sentito ofeso da un ricordo di sensibilità di nessuno. Un puro delirio.
amore e pietà per le vittime e condanna per Figlio di meccanismi pavloviani azionati
i carneici? A Predappio e a Schio forse si da un’incultura che si sta difondendo e
ritiene che esista una parte che si richiama ai che non è più in grado di riconoscere la
carneici, che questo richiamo sia legittimo diferenza tra il bene e il male e fa strame di
e che non si debba ofendere questa parte. quei fragili e imperfetti conini tra ciò che
Già, perché a rigor di logica è questa la è accettabile e ciò che non lo è, che dalla
conclusione alla quale si giunge rilettendo Seconda guerra mondiale in poi, con fatica,
su quelle decisioni. Naturalmente chi le tra riconoscimenti tardivi e ipocrisie
ha assunte naviga in un brodo di pensiero non sempre facili da superare, abbiamo
confuso, banalizzante e vuoto di conoscenza cercato di costruire.
SOFIA VENTURA

8 dicembre 2019 7
Cronache da fuori

8 8 dicembre 2019
4
Makkox

8 dicembre 2019 9
Marco Damilano

Il tempo d
LE DIVISIONI TRA PD E M5S, LA tri casi, come quello di Matteo Renzi, la
pubblicazione di carte e documenti scate-
na la reazione furiosa del leader, eppure è
DEBOLEZZA DI CONTE, LA TENUTA DELLA interesse pubblico la trasparenza dei com-
portamenti anche privati di un governante
LEGA. NULLA DI QUANTO ACCADUTO o aspirante tale, al di là delle indagini giu-
diziarie, un cultore della democrazia ame-
IN QUESTI MESI ERA IMPREVEDIBILE ricana come il senatore di Italia Viva do-
vrebbe saperlo bene.
IN ESTATE. TRANNE IL RITORNO DELLE Il caso del partito di Giorgia Meloni va di-
stinto dagli altri: è tutto lecito e registrato,

PIAZZE CHE CHIEDONO PIÙ POLITICA


l’inchiesta giornalistica di Giovanni Ti-
zian e di Federico Marconi ricostruisce il
reticolo di inanziamenti e di rapporti che
fanno da sfondo alla irresistibile ascesa di
Giorgia Meloni, il personaggio politico del

I
salotti romani di Matteo Salvini. momento, ormai quotata al dieci per cento
La casa di Matteo Renzi e la fon- nei sondaggi. Con questo lavoro usciamo
dazione Open. Le lobby che i- dal folclore che la circonda e che la leader
nanziano il gruppo parlamenta- di Fratelli d’Italia cavalca con abilità e la
re europeo dei Conservatori e ri- prendiamo sul serio, come la professioni-
formisti (Ecr) di cui fanno parte i sta della politica che sta riuscendo nell’im-
Fratelli d’Italia di Giorgia Melo- presa di resuscitare la destra già di Giorgio
ni. È un’inchiesta a puntate, Almirante e di Gianfranco Fini, con l’oriz-
quella che sta conducendo L’Espresso nelle zonte di un ruolo di primo piano nel gover-
ultime settimane, tra i nuovi partiti, quelli no. Ma prendere sul serio la crescita di
che hanno governato il Paese negli ultimi Giorgia Meloni signiica anche raccontare
anni e quelli che si candidano a farlo nei le relazioni internazionali, le lobby che
prossimi. Tra loro, il Movimento 5 Stelle hanno (legittimamente) messo gli occhi
(ne parla Susanna Turco a pagina 36) che addosso a un partito ancora disponibile e
come partito nuovo è rapidamente sbiadi- che scommettono su di lei. Nessun appog-
to e come partito di governo non è mai na- gio è gratuito, soprattutto in politica.
to. Con un conlitto di interessi alla base di Per questo parlare di inanziamento alla
tutto, una società privata, la Casaleggio politica, ai partiti e ai leader signiica rac-
associati, che guida il Movimento, ne gesti- contare il reperimento dei fondi, il fund
sce la piattaforma su cui gli iscritti prendo- raising, certo, ma non solo. Vuol dire svela-
no le decisioni più importanti, considerata re le frequentazioni, le amicizie, gli inte-
intoccabile dagli eletti. ressi, gli intrecci tra pubblico e privato, da
In alcuni casi, come quello della Lega di sempre al riparo dai rilettori mediatici,
Matteo Salvini, le inchieste giornalistiche lontani dalle esigenze di trasparenza ripe-
precedono quelle della magistratura. In al- tute come un mantra nei convegni e nei

10 8 dicembre 2019
Editoriale

elle sorprese

talk show. Qualcosa, dunque, che non fa Giuseppe Conte, mascherato da rimborsi elettorali, invece
parte di inchieste giudiziarie, di cui è ne- 55 anni, presidente ci hanno riconsegnato a un sistema opaco.
cessario aspettare le conclusioni. del Consiglio dal Dove non si comprendono certe carriere
1 giugno 2018: ino
In gioco c’è la politica, la democrazia, lad- mirabolanti, le leadership potenti, inafon-
al 4 settembre scorso
dove il meccanismo si è inceppato: il fun- ha guidato il governo
dabili e invece fragilissime, i sistemi di po-
zionamento delle istituzioni, la selezione con l’alleanza tra tere cresciuti all’ombra di partiti che al
di quella che ci ostiniamo a chiamare clas- M5S e Lega, oggi la contrario agonizzano per mancanza di di-
Foto: F. Fotia / Agf

se dirigente, il ruolo di rappresentanza dei coalizione comprende battito interno, di meritocrazia e anche di
partiti. I nuovi protagonisti promettevano oltre ai grillini, fondi che sorreggano chi non è ricco di fa-
trasparenza e rendiconti capillari, dopo la il Pd, Italia Viva miglia oppure chi non è letteralmente cre-
ine del inanziamento pubblico dei partiti e Liberi e Uguali ato dal nulla, ovvero dalla piattaforma

8 dicembre 2019 11
e dalla fondazione, e al nulla è destinato
a tornare.
Non è questione che riguarda solo i leader
e i loro cerchi magici, sempre più ristretti.
Ci avviamo a concludere l’anno 2019 con
qualche dato rassicurante sulla disoccu-
pazione che scenderà secondo l’Istat sotto
il dieci per cento, ma con un tasso di cre-
scita sconfortante, un lebile zero virgola.
E con i principali dossier di politica indu-
striale ancora aperti: ai casi di Ilva e di Ali-
talia, mal gestiti ai tavoli della politica da
molti anni, si aggiunge il piano di Unicre-
dit con il taglio di più di cinquemila dipen-
denti e una pioggia di miliardi per gli azio-
nisti, di qui al 2023.
L’ultima foto del governo Conte è quella
della paralisi di maggioranza, divisa sul
fondo Salva-Stati e sul blocco della prescri-
zione, come dire Europa e giustizia. Una
crisi strisciante, plasticamente ritratta du-
rante la seduta delle due Camere del primo
dicembre, con il presidente del Consiglio
costretto a difendersi nelle aule parlamen-
tari dagli attacchi della coppia di sfonda-
mento Salvini-Meloni, ma anche dal gelo
del capo politico che è stato costretto per
due volte a indicarlo come premier, al suo
posto. «Il clima è cambiato da agosto», lo
aspettava befardo nell’aula del Senato il Milano, domenica all’opposizione nel Parlamento europeo.
capo della Lega. Non siamo ancora alla ri- 1 dicembre, la Oggi la maggioranza giallorossa trema
manifestazione delle
vincita del 20 agosto, quando Conte estras- sulla costruzione europea, il Mes si è tra-
Sardine. Doveva tenersi
se gli artigli e impartì in diretta televisiva nella vicina piazza
sformato per Di Maio nella grande occa-
allo smarrito ministro dell’Interno una le- Mercanti, ma è stata sione per ribadire che lui si sente più vicino
zione di diritto costituzionale e una repri- spostata per l’afluenza ai Borghi e ai Bagnai, eurofobici doc, piut-
menda politica, il momento clou dell’anno oltre ogni previsione: tosto che al ministro dell’Economia Ro-
politico, ma in questi mesi sono progressi- circa 25 mila persone, berto Gualtieri o allo stesso presidente del
vamente venuti a mancare i presupposti sotto una pioggia Consiglio. È partito sull’Europa, il governo
della svolta estiva. La possibilità che l’in- scrosciante Conte due, e sull’Europa si è impantanato.
contro in Parlamento del Pd con il Movi- Il terzo presupposto, o obiettivo, del pas-
mento 5 Stelle diventasse una vera allean- saggio di maggioranza di tre mesi fa, era
za politica e non, come ha detto ruvida- la speranza di rinchiudere il partito di
mente il maestro di Nicola Zingaretti Gof- Matteo Salvini nei recinti di origine. Il re-
fredo Bettini, «una scappatella domenicale
per uno svago occasionale»: eppure lui era
stato tra i principali sostenitori dell’opera- PARLARE DI FINANZIAMENTO
zione. Nelle ultime settimane i promessi
alleati manifestano la disamistade su tut-
to, è un amore che non è sbocciato e ora
ALLA POLITICA SIGNIFICA SVELARE
appassisce tra i veleni. Il secondo presup-
posto, più forte di tutto, era il collante
LE AMICIZIE E GLI INTERESSI
chiamato Europa. Sembrò cambiare, M5S,
quando votò per la nuova presidente della DEI NUOVI LEADER. UNA QUESTIONE
Commissione Ue Ursula von der Leyen,
con la Lega che invece restava isolata CHE RIGUARDA LA DEMOCRAZIA
12 8 dicembre 2019
Editoriale
aspetta che arrivino come conseguenza
del dissolvimento della maggioranza. Il
calo del sipario, come ha scritto in un twe-
et Pierluigi Castagnetti, amico del presi-
dente della Repubblica Sergio Mattarella e
per anni vicino all’ultimo segretario della
Dc Mino Martinazzoli. In pochi se ne sono
accorti, ma quella di Castagnetti è una ci-
tazione quasi testuale: fu Martinazzoli, da
capogruppo alla Camera nel 1987, a di-
chiarare conclusa la legislatura. Meglio
andare alle elezioni, spiegò nell’aula di
Montecitorio anche ai suoi deputati rilut-
tanti, perché «se la commedia già medio-
cre è diventata intollerabile e rischiosa,
conviene calare il sipario».
Oggi si possono ripetere le stesse parole.
Poco o nulla di quanto avvenuto in questi
tre mesi sul palcoscenico della politica può
essere considerato imprevedibile ad ago-
sto. Era tutto o quasi prevedibile, invece,
salvo forse l’inesorabilità con cui i prota-
gonisti hanno continuato a recitare la loro
parte in questo copione scadente.
Ora, però, è il tempo delle sorprese. Una di
queste è il movimento delle Sardine, sbu-
cato quasi come uno scherzo in un mo-
mento grigio, iglio in realtà di una lenta
incubazione in un pezzo di società italiana
cinto geograico: risospingere la Lega al che è privo di punti di riferimento e che
Nord. Il recinto ideologico: la destra pura, chiedeva nuove forme di partecipazione
modello Marine Le Pen, neppure siorata per farsi sentire. Il movimento è già chia-
in Francia da centristi, moderati e repub- mato alla prima prova di maturità. Dopo la
blicani, tenuta fuori dal governo anche grande manifestazione del 14 dicembre a
dell’ultima delle regioni da un cordone sa- LE NOSTRE INCHIESTE Roma dovrà decidere se assumere la consi-
nitario che per decenni ha visto uniti gol- Dall’alto, le ultime tre stenza di un soggetto politico o restare allo
listi e socialisti. Il recinto culturale: una copertine dell’Espresso: stato attuale, uno stimolo esterno ai parti-
destra che sa parlare soltanto di paura quella di due settimane ti, come furono i girotondi. Già da ora,
dell’immigrazione. Il guaio è che nella fa con l’inchiesta della però, si può dire che c’è un grande ritorno
trappola e nei recinti sono initi i partiti Procura di Roma sui sulla scena, la richiesta di politica.
che avrebbero dovuto rappresentare l’al- rapporti tra Salvini In questo momento più che mai, non può
ternativa al salvinismo. Anzi, per il Pd so- e i costruttori della essere invece una sorpresa l’impegno
Capitale; quella della
no a rischio anche i fronti più solidi, a co- dell’Espresso. Il minimo che si possa chie-
settimana scorsa su
minciare dalla regione rossa per eccellen- Renzi e il prestito da
dere al giornalismo di inchiesta e di quali-
za, l’Emilia Romagna. Mentre nelle ultime un imprenditore per tà è di continuare a fare il proprio lavoro,
settimane, senza organizzare conferenze acquistare casa; quella non smettere di esercitare il controllo e la
programmatiche, Salvini ha fatto sparire attuale, sulle lobby vicine critica, senza paura di sidare l’impopola-
dal tavolo le polemiche sull’immigrazio- a Giorgia Meloni e sui rità, senza temere il branco della rete aiz-
ne, un sistema mediatico distratto l’ha inanziatori di Fratelli zato da chi ha mezzi potenti per farlo, da
Foto: Claudia Greco / AGF

seguito nella sua agenda e si è disinteres- d’Italia chi ha una morale a intermittenza, severa
sato della odissea della Alan Kurdi appro- con i nemici e indulgente con gli amici.
data a Messina il 3 dicembre. Tutto questo è l’opposto dell’autonomia di
Conclusione: Salvini non ha più la necessi- pensiero e dell’indipendenza di giudizio,
tà di dare la spallata al governo Conte, non parole che non appartengono a una moda
chiede la crisi o le elezioni anticipate, o a una stagione. Q

8 dicembre 2019 13
Esclusivo

14 8 dicembre 2019
Prima Pagina

I SOLDI DI
GIORGIA
L’ULTRADESTRA USA. I PALAZZINARI ROMANI.
E I LOBBISTI DI MULTINAZIONALI IN EUROPA:
DA EXXON A HUAWEI. INCHIESTA SUI SEGRETI
FINANZIARI DEL PARTITO DELLA MELONI. IN ASCESA
DI FEDERICO MARCONI E GIOVANNI TIZIAN
Esclusivo

L
ei è Giorgia, madre, italia-
na, cristiana. Ma soprat-
tutto è la leader di Fratelli
d’Italia, partito che viag-
gia  verso la soglia del 10
per cento dei consensi. E
nei sondaggi più recenti ri-
sulta la seconda leader più
gradita dagli italiani: col
40 per cento ha superato di tre punti Mat-
teo Salvini. È vero che Meloni strizza l’oc-
chio al capitano sovranista, ma alla Russia
di Putin preferisce la grande famiglia dei
conservatori britannici e dei repubblica-
ni americani:  era sul palco  del  Conserva-
tive Political Action Conference, l’evento
più prestigioso del mondo conservatore, il
primo marzo 2019 a Washington, alla pre-
senza di Donald Trump. Il volto razionale
del populismo di destra, l’ha deinita Steve
Bannon, l’ex stratega del presidente ameri-
cano. La macchina messa in piedi da Fra-
telli d’Italia,  però, costa:  l’ultimo bilancio
indica spese  per 2,3 milioni, un milione
in più dell’anno  precedente.  E proprio se-
guendo i soldi aiorano le contraddizioni
dei Fratelli d’Italia. O piuttosto dei fratelli
di lobby. I lobbisti, cioè, commensali degli
eurodeputati di Giorgia Meloni alle cene
di gala nella tanto vituperata Bruxelles. I
nazionalisti italiani si muovono con sciol-
tezza in Belgio, nel ventre dell’Unione. Qui
frequentano i salotti giusti,  si siedono  al (62) nell’emiciclo. E tra i più ricchi per sov-
tavolo con le multinazionali, in barba  al venzioni dell’Europarlamento, ma  anche
“Prima gli italiani”.  I  Fratelli d’Italia con per le donazioni private, che arrivano dalla
in testa la loro leader hanno persino dato galassia  degli ultraconservatori  a stelle e
vita a una fondazione e a un partito a Char- strisce. La morfologia del potere che so-
leroi, 60 chilometri a Sud di Bruxelles. Al- stiene Fratelli d’Italia muta però a Roma.
meno sulla carta, perché all’indirizzo c’è Assume la forma dei principi del mattone
in realtà l’abitazione di un architetto belga. della Capitale, di storiche fondazioni che
Giorgia in Europa ha scelto come sherpa custodiscono la storia della destra sociale
navigati berlusconiani, che l’hanno intro- e concludono ottimi afari immobiliari, di
dotta nell’Ecr, acronimo del gruppo parla- think tank ed enfant prodige del sovrani-
mentare European  Conservatives and  Re- smo, in società con  grand commis di Sta-
formists. Il quinto per numero di membri to e, di nuovo, lobbisti. 
Insomma, il  lato nascosto del partito di
Giorgia Meloni è distante dalla propaganda
UNA CENA DI RELAZIONI A sui bisogni degli italiani che non arrivano a
ine mese. E stride con lo storytelling popu-
BRUXELLES. ACCANTO AI FRATELLI lista inciso al primo punto del programma
di Fratelli d’Italia: «La capitale dell’Europa
D’ITALIA C’È BIG TOBACCO, non può più essere Bruxelles, capitale dei
lobbisti, ma Roma o Atene dove è nata la ci-

IL COLOSSO AT&T E SCIENTOLOGY


viltà europea».  Così senza darne risalto
pubblico, alcuni dei suoi colonnelli di stan-

16 8 dicembre 2019
Prima Pagina

IL GALA DINNER CON GLI AMICI


Sotto: l’hotel di Bruxelles dove si è svolta
la cena coi lobbisti delle multinazionali.
Un evento organizzato il 12 novembre
dall’Ecr, il gruppo dell’Europarlamento
di cui fa parte Fratelli d’Italia. A sinistra:
Meloni tra i fan dopo un comizio

za a Bruxelles si ritroveranno a cena con parlamentare di Fratelli d’Italia nonché


lobbisti, multinazionali,  banchieri.  Da qui membro dell’uicio di presidenza di
inizia il viaggio de L’Espresso nei segreti i- Ecr. E Fred Roeder, lobbista e presidente di
nanziari di Giorgia e i suoi fratelli d’Italia. Consumer Choice Center, associazione col-
legata ai colossi del tabacco e all’ultradestra
INSTA ’E INCHIESTE
Foto: Christian Mantuano / OneShot; pag. 14-15: Christian Mantuano / OneShot

A CENA CON LE LOBBY statunitense. Il politico italiano e il lobbista


Un nuovo format per
L’hotel Renaissance è tra i più chic della città, americano sono attovagliati allo stesso tavo-
raccontare ai lettori le
a pochi passi dai palazzi delle istituzioni inchieste giornalistiche
lo, il numero 1. Negli altri sedici, i posti sono
dell’Unione. La hall è curata e sfarzosa. A si- de L’Espresso. Per la assegnati ad ambasciatori, lobbisti dell’indu-
nistra della reception c’è un corridoio stretto prima volta il giornalismo stria, esponenti di think tank americani e as-
che porta a una sala riservata. Si aitta per investigativo sbarca sul sociazioni, come Conindustria. Nell’elenco,-
eventi e ha un’entrata sul retro. La sera del 12 social network Instagram, di cui L’Espresso ha preso visione, compaio-
novembre è prenotata per una cena di gala a sul proilo no più di 160 nomi. Non manca nessuno dei
inviti  dell’European Conservatives and Re- @espressosettimanale grandi brand della globalizzazione:  giganti
formists, di cui fanno parte i cinque deputati Si comincia con Giorgia della telefonia come  Huawei, del petrolio
di Fratelli d’Italia eletti alle elezioni di mag- Meloni e il suo partito. qual è Exxon, e del mondo bancario. Ci sono
Video, infograiche,
gio. I primi ospiti arrivano alle 19.30, per l’a- persino due responsabili di Scientology, tra
documenti inediti e i
peritivo  di benvenuto.  Atmosfera  convivia- giornalisti del settimanale.
questi Ivan Arjona Pelado, presidente euro-
le,  utile a  rinsaldare relazioni con i rappre- Un approfondimento peo dell’organizzazione religiosa, che ha se-
sentanti del potere inanziario ed economico di qualità dedicato ai dotto molti vip di Hollywood. Contattato, ha
che frequentano i palazzi della capitale d’Eu- nostri follower, che confermato la sua partecipazione, ma deini-
ropa. Tra gli speaker della serata ci sono Car- potranno interagire sulla sce Scientology “apolitica”.  Il party autunna-
lo Fidanza, ex  Fronte della gioventù, euro- piattaforma e commentare le ricalca il riuscitissimo  “Summer gala

8 dicembre 2019 17
Esclusivo

dinner”, allestito  a giugno scorso da DA ROMA A WASHINGTON: CHI LA FINANZIA


Ecr nel suggestivo Château de Grand-Bigard, Lo schema dei inanziamenti che alimentano Fratelli
maniero del XII secolo non troppo distante d’Italia, l’eurogruppo dei Conservatori (Ecr, di cui fa parte
da Bruxelles. Il costo per partecipare a FdI) e la fondazione New Direction connessa a Ecr
quell’evento era di 210 euro, con la possibilità
di versare una “sponsorship” all’Ecr. Quanto
hanno pagato, invece, gli invitati dell’ultimo FRATELLI D’ITALIA
gala dinner a novembre? «Non hanno paga- Donazioni Fratelli d’Italia
to», ha risposto l’Ecr, «per il summer gala, Dati in Euro
Mezzaroma
invece, hanno versato un contributo soltanto RE.GE.IM. Spa 1.500
i deputati per sostenere le spese dell’organiz- Santarelli
zazione, come il pagamento dei voli». Anche Co.Gen.San. Spa 5.000
la cena del 12 novembre, dunque, è stata of- Armellini Immobiliare Parco dei Tigli
ferta dal gruppo parlamentare agli ospiti. + Fin.Ge. Srl + Lemon Green Srl
Una spesa notevole visto il numero atteso di + Moreno Estate Srl 20.000
Daniel Hager (marito della deputata Ylenja
partecipanti. Tra gli invitati troviamo rappre- Lucaselli e manager di un’importante
sentanti di multinazionali e società che han- multinazionale americana) + H.C. Consulting
no versato contributi sostanziosi negli ultimi (di proprietà di Hager) 110.000
anni  ai  conservatori.  Per esempio At&T,  il Associazione Cacciatori Veneti
colosso texano delle telecomunicazioni quo- 70.000
tato in Borsa, che ha donato 12 mila euro nel Mario Mauro
Partito popolari per l'Italia 10.600
2017 e 13.230 euro l’anno successivo. Il ca-
po di At&T, Randall Stephenson, risulta tra i
Scarpellini TOTALE DONAZIONI FRATELLI D’ITALIA
Milano 90 5.000 1.951.521 750.000
maggiori inanziatori dei repubblicani ame- Navarra da Forza Italia
1.783.360
ricani. In sintonia con Paul Singer, padre del Nacos Navarra Costruzioni 10.000
fondo Elliot Management che ha investito Prudenzi
oltre 3 miliardi proprio in AT&T e che negli P-Tech 10.000
Calò (socio Parnasi)
anni è stato molto generoso con il partito di
+ Sepac + Sofrac 100.000 334.179
Trump. La corporation era presente alla ce- Onorato
na del 12 novembre con Alberto Zilio, diret- 157.150 126.657
Moby 5.000
tore degli afari pubblici in Europa  e lobbi- Parnasi* 65.000
sta di At&T. La società non ha risposto alla Pentapigna 50.000
nostra richiesta di commento. Al tavolo 3 *donazione data ma non in bilancio 2013 2014 2015 2016 2017 2018

PATRIOTA NEL CUORE,


NON NEL PORTAFOGLI
1) Roma 2003, Giorgia Meloni a 26 anni
tra i tricolori. All’epoca dirigente di Azione
Giovani-Alleanza Nazionale, durante
la manifestazione davanti al Colosseo
in favore dell’intervento militare in Iraq

2) Giovane militante, al tempo della


candidatura per guidare i giovani di An,
Azione Giovani. Diventerà presidente
di Ag nel 2004

3) A Montecitorio sui banchi del governo, la


più giovane ministra del governo Berlusconi, 1
nel corso della discussione sul processo breve

18 8 dicembre 2019
Prima Pagina

NEW DIRECTION Donazioni private


Dati in Euro
Lussemburgo
Les Harmonies Economiques 2015 6.000
Austria
Triple-A 2015 2.000
USA
Heritage Foundation 2015 2.000
AT&T 2015 e 2016 e 2017 e 2018 48.967
American Freedom Alliance 2017 1.399,55
Lorenzo Montanari 2017 880,48
Italia
Conservatori e riformisti 2016 e 2017 (Fitto) 34.000
Fratelli d’Italia 2018 e 2019 35.500
ECR Donazioni private Argentina
Dati in Euro
Telecom Argentina 2017 1.683,20
USA
India
The Heritage Foundation 2016 e 2017 17.980
TATA 2017 7.500
Atlas Network 2017 4.442,38
Gran Bretagna
Competitive Enterprise Institute 2017 17.963
British American Tobacco 2018 e 2019 23.524
AT&T 2017 e 2018 25.320 Conservative Campaign Headquarters
Hong Kong 2016 e 2017 24.000
The Lion Rock Institute 2017 4.496,76 Foundation for social and economic thinking
Armenia 2016 e 2017 e 2018 39.478
Armen Arzumanyan 2017 5.940 Institute for policy research 2016 e 2017 22.264
Liechtenstein
Geopolitical Intelligence Herrengasse 2017 12.000 FINANZIAMENTI DAL PARLAMENTO EUROPEO ECR/ND
4.422.345
Pakistan ECR
HBL Habibson Bank Ltd 2017 5.908 ND 2.568.211
Austria
Triple-A Group 2017 e 2018 28.000 2.152.780
Ursula Schaeff 2017 e 2018 28.000 2.531.661
Johennes Oberrauch 2017 12.000
1.951.521
Hans Georg Mustafa 2017 12.000 1.742.404
Ingrid Schier 2018 18.000 1.503.964 1.412.218 1.529.434
Eva Maria Berger 2018 18.000 Dati in Euro 1.099.899
Peter Takacs 2018 18.000 (*previsioni)
2015 2016 2017 2018* 2019*

4) Roma 2018,
segretaria di
Fratelli d’Italia.
Nella foto durante
le consultazioni
di aprile 2018.
Con lei i colonnelli
del partito Guido
2 Crosetto e Fabio
Rampelli

3
Foto: Agf (4), Shutterstock (4)

8 dicembre 2019 19
Esclusivo Prima Pagina

con Zilio c’era Rafaele Fitto,  già berlusco- 1980.  Sui conservatori europei,  Herita-
niano di ferro, oggi europarlamentare di Fra- ge  ha  scommesso  20 mila euro. Un piccolo
telli d’Italia. Fitto è il regista dell’entrata del contributo a New Direction è arrivato anche
partito di Giorgia Meloni nel movimento dei dall’American Freedom Alliance: “I difensori
conservatori europei, di cui è peraltro co-pre- della libertà”, si deiniscono sul sito web, con-
sidente.  L’ex ministro di Berlusconi  ha  un tro quelle che loro ritengono fantasiose teo-
ruolo di peso  anche nella  fondazione dei rie sul cambiamento climatico e l’islamizza-
conservatori, fondata nel 2009 dalla lady di zione dell’Occidente. L’Afa nel 2009 ha accol-
ferro del neoliberismo, Margaret hatcher. to come un eroe Geert Wilders, il leader
dell’estrema destra olandese che ha coniato
EURO AMERICANI il termine “Eurabia” e considera la religione
Fitto, infatti, è  vicepresidente di  New  Di- musulmana al pari del nazismo. Il fondatore,
rection, costola strategica dell’Ecr per convo- Avi Davis era portato in palmo di mano da
gliare inanziamenti. La fondazione ha in- Steve Bannon, l’ex stratega di Trump. Lascia-
cassato più di 840 mila euro dal 2015 a oggi. ta la Casa Bianca ha una sola ossessione: for-
Tra i versamenti più sostanziosi spicca  di RAFFAELE FITTO mare i nuovi “gladiatori” del sovranismo eu-
nuovo At&T con 48 mila euro. A seguire c’è Ex ministro di ropeo. Bannon nel 2018 è stato ospite di
British American Tobacco, terzo gruppo al Berlusconi, passato a Atreju, festa annuale di Fratelli d’Italia. Gior-
Fratelli d’Italia, oggi
mondo per produzione di sigarette: 23 mila gia Meloni, del resto, non ha mai nascosto
è eurodeputato. È il
euro negli ultimi due anni. Un rapporto soli- regista dell’entrata del
l’amicizia con il politico dell’alt right ameri-
do quello tra i conservatori europei della Me- partito di Meloni nel cana. All’Afa si aggiunge poi Atlas, che ha do-
loni e le industrie delle sigarette. Alla cena di eurogruppo Ecr di cui nato direttamente a Ecr, organizzazione no
gala, infatti, era stato invitato anche un lobbi- è co-presidente proit, più simile a un vero e proprio gruppo
Foto: S. D’Alessandro/Getty Images, Agf (3)

sta della Japan Tobacco, che però a L’Espres- di pressione, legata sempre agli ultraconser-
so ha risposto di aver partecipato solo alla vatori Usa. Del network Atlas fa parte Consu-
cena di giugno dell’Ecr e di non aver fatto al- mer Choice Center, il think tank presieduto
cuna donazione. Chi sicuramente ha donato da Roder, commensale di Carlo Fidanza alla
a New Direction e a Ecr è un insieme di fon- cena di gala del 12 novembre. Un contributo
dazioni americane che fanno capo al mondo di 35 mila euro è arrivato alla fondazione an-
ultraconservatore dei Repubblicani, in parti- che da Fratelli d’Italia, che ha favorito così il
colare all’ala destra del Tea Party. C’è per suo ingresso nella casa dei conservatori eu-
esempio he Heritage Foundation, think ropei.  Ci sono poi i contributi pubblici del
tank che ha ispirato la politica di Reagan nel Parlamento europeo ricevuti da New Di-

5) Nel 2014,
presenta il simbolo 7
per le elezioni
europee

6) A Roma con
Matteo Salvini, a
piazza San Giovanni

7) La corsa a sindaco
5 della Capitale, 2016

8 dicembre 2019 21
Esclusivo

rection: inora ha goduto in media di 1,2 ni europee di maggio 2019 - la leader di Fra-
milioni ogni anno, per il 2019 la previsione è telli d’Italia fonda a Bruxelles l’associazio-
di 1,7 milioni. Giorgia Meloni, grazie a Rafa- ne, secondo le norme previste dall’Euro-
ele Fitto, è salita sul cavallo giusto. Anche parlamento per la costituzione dei partiti e
perché è d’oro: nel 2017 il gruppo Ecr ha in- per l’accesso ai inanziamenti. Segretario
cassato 1,44 milioni di sovvenzioni dal Parla- di Aen è Carlo Fidanza, allora senatore di
mento. Che, stando ai dati uiciali dell’Auto- Fratelli d’Italia, mentre il tesoriere è Fran-
rità che si occupa di monitorare questi lus- cesco Lollobrigida, deputato e cognato di
si, potrebbe versare altri 7 milioni per gli anni Meloni. L’Alliance ha anche una fondazio-
2018 e 2019. Ecr si piazza così tra il terzo e ne, stando a quanto riportano i documenti
quarto posto per soldi pubblici ricevuti. E lo ottenuti dall’Espresso, la Foundation pour
strapotere dei burocrati dell’Unione? In que- l’Europe des Nations, presieduta da Marco
sto caso nulla da eccepire. Scurria, cognato di Fabio Rampelli (mae-
stro  politico  di Giorgia)  ex eurodeputato di
I FANTASMI DI CHARLEROI Fratelli d’Italia, oggi  professore alla Link
Rue des Alliés è una via poco traicata di ANGIOLA ARMELLINI Campus di Vincenzo Scotti, l’università lega-
Immobiliarista romana,
Roux, sobborgo residenziale di Charleroi, a ta al Movimento 5 Stelle inita al centro delle
in passato nel mirino
un’ora di macchina da Bruxelles. Al civico nu- della inanza per una
cronache per il Russiagate. Anche la fonda-
mero 15, in un ediicio in cortina rossa di due maxi evasione iscale. zione ha indicato come sede Rue des Alliés, a
piani, dovrebbe esserci, carte alle mano,  la Ha sostenuto Giorgia Roux. Sul citofono, tuttavia, non ci sono indi-
seconda “casa” di Giorgia Meloni, l’Alliance Meloni con 20 mila cazioni di partiti e fondazioni. Figura solo il
pour l’Europe des Nations (L’Espresso ne ha euro alle ultime nome di un architetto belga, Jean-Pierre Do-
dato conto con Vittorio Malagutti e Andrea comunali di Roma oms. Ma al citofono non risponde nessuno ed
Palladino a ottobre dell’anno scorso). Il 18 lu- è  impossibile sapere se all’interno ci siano
glio del 2018 – a meno di un anno alle elezio- degli uici. L’esistenza dell’associazione e

LONGOBARDI
della Meloni hanno ottenuto solo su Facebook poco meno di
4 milioni di interazioni. Per fare un paragone: Di Maio non
raggiunge i due milioni, Conte sta sotto il milione e Renzi e

È LA SUA BESTIA
Zingaretti sono assai più indietro (rispettivamente 650mila e
260 mila). L’engagement è il parametro più importante quando
si parla di social: si tratta della somma di tutti i like, commenti
e condivisioni che i contenuti prodotti da una pagina generano.
Un dato più rilevante rispetto al semplice numero di “mi piace”
DI MAURO MUNAFÒ che un proilo accumula nel tempo e che ormai è considerato
poco indicativo. Se infatti nella classiica dei like Meloni è solo
Matteo Salvini e la sua “bestia” hanno segnato la strada. sesta tra i politici italiani, guardando al tasso di coinvolgimento
Giorgia Meloni è stata la più diligente nel seguirla. Il successo sale ino in seconda posizione dietro all’irraggiungibile (per
del leader della Lega sui social network è infatti da almeno ora) Salvini, che può contare su 12 milioni di interazioni nel
due anni il modello di riferimento per la fondatrice di Fratelli mese. Le cose vanno anche meglio su Instagram, dove Meloni
d’Italia che, anche grazie a Facebook e soci, sta aumentando accumula 2 milioni di interazioni nell’ultimo mese (quattro
le sue percentuali di consenso nel Paese arrivando alla soglia volte quelle di Di Maio e otto volte quelle di Renzi) ed è
della doppia cifra. Elezione dopo elezione, sondaggio dopo cresciuta nell’ultimo anno del 140 per cento.
sondaggio. Dietro il boom digitale di Giorgia Meloni c’è Tommaso
I numeri parlano chiaro: dietro Salvini, che è il politico Longobardi, responsabile dei suoi social network dal 2018.
europeo più seguito su Facebook (il social network più usato Romano di ventotto anni, una breve esperienza nell’esercito
e più importante per raggiungere gli elettori, soprattutto in e laurea in psicologia, è considerato uno dei golden boy
Italia), Giorgia Meloni è ormai stabilmente la seconda bocca di della nuova destra oltre ad essere uno dei più importanti
fuoco ed ha nel corso degli ultimi mesi distanziato la squadra inluencer d’area online. Le sue pagine Facebook personali
e i principali esponenti del Movimento 5 Stelle, ino a qualche contano in totale oltre 700 mila fan, a cui vanno aggiunti gli
tempo fa gli unici che potevano contendere il dominio delle utenti raggiunti attraverso pagine amiche con cui collabora.
reti di condivisione al leghista. Una su tutte la pagina satirica, di orientamento sovranista
Negli ultimi trenta giorni i post, le foto, i video e i messaggi e molto apprezzata anche in area leghista, “Figli di Putin”

22 8 dicembre 2019
Prima Pagina

della fondazione non risultano nemmeno mento  igura l’Associazione Nazionale Pro-
nell’apposito spazio delle note al bilancio duttori Armi e Munizioni, il cui presidente è
2018 pubblicate da Fratelli d’Italia. «Non c’e- Stefano Fiocchi, a capo della Fiocchi Muni-
ra bisogno di scriverlo in quel documento, le zioni di Lecco. Stessa azienda in cui è cre-
due associazioni non avevano nessun rap- sciuto Pietro, il prescelto di Giorgia Meloni.
porto economico con noi», è la risposta ui- Un settore vasto, le armi. Che riguarda an-
ciale del partito, che aggiunge: «Sono in cor- che i cacciatori. Anche loro fedeli a Giorgia. Il
so le pratiche per chiuderle».  9 maggio 2018, due mesi dopo le elezioni po-
litiche, Fratelli d’Italia ha ricevuto un bonii-
FRATELLI D’ARMI co di 70mila euro dall’Associazione Cacciato-
Quando la Brexit sarà compiuta, Giorgia Me- ri Veneti. E di questa generosità Giorgia deve
loni avrà il suo sesto eurodeputato. Consoli- probabilmente ringraziare proprio il futuro
derà così la seconda posizione per numero di eurodeputato Berlato, punto di riferimento
parlamentari nell’Ecr, dietro ai polacchi del per il mondo venatorio del Nord Est.
PiS, partito di ultradestra al governo a Varsa-
via. A volare nella capitale europea sarà Ser- LUCA PARNASI I PALAZZINARI
Il costruttore indagato
gio Berlato, strenuo difensore della lobby del- Dalla polvere da sparo al mattone, fonte ine-
per corruzione ha
le armi. Un compagno di banco perfetto per versato 50 mila euro a
sauribile di denari. Solo tra il 2016 e il 2018
Pietro Fiocchi, anche lui eletto con Fratelli Fratelli d’Italia prima Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia hanno rice-
d’Italia. Fiocchi, il cui nome è nella lista degli delle politiche del vuto dai più noti costruttori romani circa 180
invitati alla cena del 12 novembre, è nel bo- 2018. Altri 90 mila mila euro di donazioni. «Si tratta di erogazio-
ard dell’omonima multinazionale delle ar- euro sono arrivatii da ni liberali da parte di società che non avevano
mi. E rischia di dover gestire un rapporto che società a lui vicine alcuna criticità giudiziaria da noi conosciu-
puzza di conlitto di interessi. Infatti, nell’e- ta», è la risposta del partito ricevuta dall’E-
lenco dei lobbisti accreditati all’Europarla- spresso. Negli elenchi uiciali ci sono tutti:

che conta 600mila follower e ne condivide spesso i “meme” comune che invece è molto chiaro sulle pagine di Giorgia: la
e i contenuti. Grazie a questo pubblico, Longobardi può sinistra e gli immigrati.
anche testare l’eficacia di alcuni messaggi che poi vengono Oltre ai messaggi “mainstream” ci sono poi quelli riferiti a
trasportati sui canali della Meloni. Nel suo curriculum c’è una nicchia da conquistare. Dal marzo 2019 Meloni ha speso
anche un anno di lavoro presso la Casaleggio Associati, la 40mila euro in messaggi sponsorizzati su Facebook, indirizzati
società che ha costruito la comunicazione del Movimento 5 a gruppi speciici grazie agli strumenti forniti dal social
Stelle, con cui ha collaborato tra il 2015 e il 2016 prima di network (il cosiddetto micro-targeting): spot su detrazioni a
passare a SocialCom, agenzia tra le più importanti quando si favore delle mamme indirizzate solo al pubblico femminile,
parla di comunicazione politica digitale. slogan contro la maia per il pubblico di Campania e Sicilia,
Foto: U. Pizzi / Giacominofoto / Fotogramma, S.Lore / NurPhoto via Getty Images

messaggi a favore delle forze armate diretti agli agenti dei


Il piano per sdoganare l’immagine di Giorgia Meloni su un vari corpi. E anche la recente apertura di un proilo uficiale
pubblico più ampio rispetto ai tradizionali bacini della destra su Vk.com, clone russo di Facebook molto frequentato dalle
ricorda quello messo in piedi da Luca Morisi con Matteo frange estreme della destra bannate di recente dal social di
Salvini: una costante esposizione di scene di vita familiare e Zuckerberg, può essere intesa come una strategia per parlare
momenti privati, intervallati da messaggi prettamente politici alle nicchie afini.
e slogan. Nello scorso mese i contenuti più virali partiti dalla Una struttura ormai ben oliata che però non manca di
pagina della Meloni sono stati non a caso le scene di vita prendere qualche toppa. Sull’onda del successo virale del
familiare con la iglia e il gatto, una lunga serie di selie in video “Io sono Giorgia, sono una madre”, subito cavalcato
cui la leader di Fratelli d’Italia sorride ed esulta per qualcosa anche dalla propaganda meloniana, la leader dei Fratelli
(i risultati in Umbria, i sondaggi, l’esito di un dibattito d’Italia ha pensato di sbarcare anche su TikTok, il social usato
televisivo) e i ripetuti attacchi alla capitana Carola Rackete o dai giovanissimi per condividere brevi video con balletti.
alle “sardine”. Già, il nemico da identiicare per galvanizzare Anche qui Meloni ha voluto imitare l’esempio di Salvini,
la base è un punto chiave della strategia digitale. Parlando appena arrivato su questo nuovo terreno: ma stavolta è andata
dei deludenti risultati sul web di Pd e Forza Italia, Longobardi male. Dopo aver accumulato appena 250 fan nei primi giorni
commentava in un’intervista a TermometroPolitico che questi su TikTok, il proilo uficiale al momento risulta non più
partiti «non sono riusciti a identiicare un nemico comune raggiungibile, e i link diffusi sugli altri canali social di Meloni
eficace che unisse il loro potenziale elettorato». Un nemico per raggiungerlo sono stati fatti sparire in fretta e furia. Q

8 dicembre 2019 23
Esclusivo

Angiola Armellini,  immobiliarista  già in- mattone, di certo tra i maggiori benefattori di
dagata, nel 2014, per una maxi evasione isca- Fdi c’è Daniel Hager, rampollo di una famiglia
le, con 20 mila euro, versati tramite quattro azionista di una potente multinazionale ame-
società nel 2016 quando cioè era nota la sua ricana: la Southern wine &spirits, colosso del-
disavventura giudiziaria; Sergio Scarpellini, la distribuzione del vino da 16 miliardi di fat-
palazzinaro deceduto l’anno scorso, coinvol- turato, da poco entrata nel mercato canadese
to nello scandalo della casa dell’ex braccio della cannabis legalizzata. Hager è il marito di
destro di Virginia Raggi, Rafaele Marra; i co- Ylenja Lucaselli, neo meloniana, eletta alla
struttori Santarelli;  un’azienda del grup- Camera, che non ha badato a spese per soste-
po Mezzaroma; le imprese del gruppo Navar- nere il partito: generosissima con i suoi 90 mi-
ra, attivissime negli appalti pubblici che han- la euro, che sommati a quelli del marito fanno
no versato 25 mila euro; inine l’immancabile 200 mila euro. La coppia d’oro a stelle e strisce
Luca Parnasi, l’imprenditore del mattone che dei fratelli d’Italia.
voleva realizzare il nuovo stadio della Roma,
poi travolto da  un’inchiesta giudizia- CARLO FIDANZA LA SEDE È UN AFFARE
ria per corruzione e per inanziamento illeci- Eurodeputato di Fratelli Ma i soldi non sono l’unico patrimonio di
to. Oltreché a fondazioni e associazioni legate d’Italia. Era alla cena Giorgia Meloni. Per questo Fratelli d’Italia ha
a Pd e Lega, ha donato anche a Fratelli d’Italia, del 12 novembre a promosso la nascita della Rete delle fonda-
Bruxelles insieme a
sezione Roma-Lazio, che ha percepito 50 mi- zioni e dei centri studi “non conformi”,  per
lobbisti di importanti
la euro dalla stessa società,  l’Immobiliare multinazionali.
difendere la sacralità della vita e combattere
Pentapigna,  con cui Parnasi ha foraggiato In passato ospite le derive gender. Di questa rete, due sono le
Carroccio e Dem. L’Espresso ha  ottenuto  la della festa organizzata fondazioni più legate al partito. Una è la Fon-
ricevuta di quel versamento datato 1 marzo dai neofascisti dazione Alleanza Nazionale, che nasce nel
2018. Per il partito tutto regolare: «I docu- di Lealta e Azione 2012 per tutelare il patrimonio, ideale e im-
menti sono stati consegnati, su richiesta, alla mobiliare, dell’ex Msi. Presidente è Giuseppe
Corte dei Conti». Tuttavia l’erogazione non Valentino, ex parlamentare missino. Insieme
risulta negli elenchi uiciali della tesoreria di a lui tanti altri che per anni hanno militato
Montecitorio alla quale vanno comunicate le per la iamma tricolore: da Ignazio La Russa
donazioni entro tre mesi dall’accredito: alla a Italo Bocchino, da Maurizio Gasparri a
voce “Fratelli d’Italia Roma-Lazio” non c’è la Gianni Alemanno. Manca lei, Giorgia Meloni,
Pentapigna di Parnasi. Al contrario troviamo che nel 2015 dopo una battaglia interna alla
due società e due nomi che ci riportano sem- fondazione riuscì ad accaparrarsi la iamma
pre al costruttore romano e che in tutto han- tricolore, simbolo di Msi e An, prima di di-
no versato 100 mila euro. Finanziamenti regi- mettersi da consigliera.
strati il 20 giugno 2018. Le due aziende sono Nel patrimonio immobiliare degli ex missi-
Sofrac Group e Sepac, che hanno elargito ni igura l’appartamento di via della Scrofa,
complessivamente 60 mila euro. Due aziende 39, a due passi da Camera e Senato, dove Fra-
riconducibili a Maurizio e Prospero Calò, che telli d’Italia ha da poco trasferito il suo quar-
a loro volta hanno versato 20 mila a testa. En- tier generale. Un altro indirizzo denso di sto-
trambi consiglieri ino al 2017 di Parsitalia, ria: sede del Msi di Almirante e poi di Allean-
società del gruppo Parnasi. E soci in un’ azien- za Nazionale con Gianfranco Fini. Poi c’è un
da di cui l’azionista di maggioranza è proprio altro luogo identitario dell’ex Msi, in via Otta-
la Pentapigna del costruttore. Insomma, dal viano, 9. A pochi passi da lì nel 1975 è stato
palazzinaro  e  dall’area imprenditoriale ucciso lo studente greco Mikis Mantakas e
che gli ruota attorno, sono arrivati sui conti per questo ha avuto sempre una centralità
di Fratelli d’Italia la bellezza di 150 mila eu- nella topograia della destra romana. Dopo
ro. Durante la campagna elettorale del 2016 lo scioglimento di An era stata occupata dal
per le comunali, Giorgia Meloni avrebbe do- Movimento Sociale Europeo ino a quando,
vuto partecipare a una cena organizzata nel 2015 non è stato minacciato lo sfratto. Fu
Foto: A. Casasoli / FotoA3

dall’associazione leghista Più voci alla pre- forte la mobilitazione di tutti i camerati ro-
senza dell’immarcescibile Parnasi.  Almeno mani per evitare che la sede si trasformasse
questo è quello che sosteneva il tesoriere del- in un locale commerciale. Interviene allora la
la Lega, Giulio Centemero, nella chat con il Fondazione An, che a inizio luglio 2018 com-
costruttore. Fratelli d’Italia, però, smentisce pra l’immobile da Pasquale ed Eleonora Ro-
questa circostanza. Seppure non c’entri col mualdi. Un ottimo afare. Per 174 metri qua-

24 8 dicembre 2019
Prima Pagina

drati a pochi passi da San Pietro, gli ex missi- che ha sede proprio al domicilio che fu della
ni hanno speso solo 50 mila euro: 288 euro al Colleoni. Quello di via Paisiello non è l’unico
metro quadro in una zona in cui anche per lascito della contessa camerata ad An. Ce n’è
un box le quotazioni sono assai più alte. Da stato un altro ben più noto, poi venduto: era al
quando è stato acquistato però «non è più 14 di Boulevard Princesse Charlotte, a Monte-
frequentato come un tempo», racconta la carlo. È stata la celebre casa di Fini a Monte-
portiera. Pasquale Romualdi non è parente carlo. Era stata ceduta nel 2008 dagli ex missi-
di Pino, uno dei camerati fondatori del Movi- ni per 330 mila euro a una società ofshore di
mento sociale italiano insieme a Giorgio Al- proprietà di Giancarlo Tulliani, fratello di Eli-
mirante. È un’immobiliarista romano che ha sabetta, moglie di Fini. Società che poi lo ri-
perso la battaglia con i militanti morosi. E ha vende per 1 milione e 360 mila euro a un’altra
permesso alla fondazione di chiudere un ofshore, di proprietà di Francesco Corallo, ex
buon afare. «Siamo stati costretti, non si è re delle slot machine legali, rinviato a giudizio
trovata una situazione migliore in 45 anni», a giugno per associazione a delinquere, pecu-
spiega Romualdi a L’Espresso, «L’apparta- lato, riciclaggio ed evasione iscale, e anche
mento era occupato da persone non facil- per la casa di Montecarlo.
mente gestibili. Siamo stati espropriati di Nella lista delle fondazioni d’area c’è poi la
quel bene molto tempo fa». Giuseppe Tatarella. A capo Francesco Giu-
Oltre allo stabile di via Ottaviano, ce n’è an- bilei, ’92, fondatore di Nazione Futura. Or-
che un terzo, sempre nel cuore di Roma. È al ganizza eventi in giro per l’Italia, a cui par-
civico 40 di via Paisiello, a due passi da Villa tecipa  anche l’uomo di Steve Bannon,
Borghese, polmone verde della Capitale. È Benjamin Harnwell. Giubilei  ha per soci
stato donato ad Alleanza nazionale dalla con- d’afari anche grand commis di Stato buoni
tessa Anna Maria Colleoni, una «camerata per tutte le stagioni. Ne “Il periscopio delle
vera», dice di lei chi la conosceva bene: alla idee”, una piccola casa editrice, con lui tro-
sua morte, nel 1999, tutto il suo patrimonio viamo: Carlo Malinconico, sottosegretario
inì al partito allora guidato Gianfranco Fini. alla presidenza con Monti; Pino Pisicchio,
Da allora l’appartamento nel centro di Roma ex Dc, che rimpiange «i tempi di De Mita e
ha avuto più inquilini: l’ultimo “legale” è stato Andreotti»; Andrea Monorchio,  già ragio-
La Destra di Francesco Storace, poi è stato oc- niere generale dello Stato; inine, Luigi Ti-
cupato dai neofascisti di Forza Nuova dell’ex velli, che intercettato in un’inchiesta sui
terrorista nero Roberto Fiore. Sul citofono c’è fondi al teatro Eliseo si deiniva «il Fausto
ancora la sigla F.N. e la scritta Futura Vis, srl Coppi del lobbying». Altro che popolo so-
riconducibile alla famiglia di Roberto Fiore vrano. n

TAGLIO ALTO MAURO BIANI

8 dicembre 2019 25
Satira Preventiva Michele Serra

Va a Londra soltanto
chi non ha pidocchi
Si chiariscono le procedure per entrare nel Regno Unito dopo la Brexit.
Il visto sarà di 56 pagine, da compilare a mano con un notaio presente

I
n vista delle imminenti ele- guerla da quella Grande. A chi gli ha nomica subita da parte dell’Ue, sarà
zioni politiche, Boris Johnson fatto osservare che il nazionalismo, di venti sterline al giorno. Cifra tutto
ha ribadito le posizioni in qui oltre a rendere bugiardi, rende anche sommato modesta considerando che
espresse a proposito dei rap- cretini, Lord Forger ha risposto con il a Londra ci puoi comprare, al massi-
porti tra Gran Bretagna e Unio- tradizionale humour inglese: «Ades- mo, un cartoccio di patatine fritte.
ne Europea. Il punto fondamentale, so vengo lì e ti spacco la faccia».
in linea con il pensiero sovranista, La City. Ovviamente, la City rimar-
è che l’Unione Europea deve andar- Le condizioni. Nonostante l’otti- rà porto franco per le operazioni i-
sene dalla Gran Bretagna, non vice- mismo del premier, continuano a nanziarie di tutto il pianeta. «A dif-
versa, e dunque non si dovrà più dire non essere chiare le condizioni post- ferenza delle persone, che puzzano
Brexit, ma Uexit. In seguito a questo Uexit. I cittadini europei, al loro sbar- moltissimo soprattutto se vengono
principio, di puro buon senso, di qui co all’aeroporto di Londra, dovranno dalle zone della Francia dove si pro-
in poi Gb non è afatto tenuta a spie- raparsi a zero per le terapie antipi- duce formaggio, il denaro, come è
gare la rava e la fava (the turnip and docchio, come sostiene l’ala dura noto, non puzza mai», ha spiegato
the broad bean, a cura del traduttore dei conservatori, o per entrare sarà un portavoce, che preferisce restare
automatico). Tocca chiaramente a suiciente dichiararsi anglicani e anonimo, della Gangsta Bank, una
Ue spiegare cosa diavolo intende fa- dimostrare di conoscere le prime tre delle banche d’afari più in voga nel-
re per portare a compimento Uexit e squadre in classiica nella Premier la Londra che conta. Naturalmente,
levarsi inalmente di torno, assumen- League, come chiedono i moderati? resteranno in vigore le severe norme
dosi ogni onere legale, politico, eco- E i cittadini britannici, scendendo in di controllo di sempre: nel caso che
nomico del suo distacco da Gb. Europa, potranno portare il casco co- i capitali in transito siano frutto di
loniale come bagaglio a mano ripo- traico di droga, vendita d’organi,
Cenni storici. Secondo gli studi sto- nendolo nelle apposite cappelliere, o tratta delle bianche, rapine in banca,
rico-geograici di Lord Matthew For- dovranno tenerlo in testa per tutto il vendita di bombe atomiche al merca-
ger, uno dei grandi ispiratori dell’an- viaggio, cantando canzoni patriotti- to nero, basta indicare, nell’apposito
tieuropeismo inglese, amico perso- che? cedolino, la casella corrispondente.
nale di Boris Johnson, l’estensione
della Gran Bretagna è molto maggio- Il visto. C’è accordo sul visto di in- I laburisti. È molto faticoso essere
re di quella dell’Europa. In un’acce- gresso in Inghilterra, che sarà di cin- al tempo stesso europeisti e contro
sa discussione presso il prestigioso quantasei pagine e dovrà essere com- l’Europa delle banche, come tenta
Darts Club, l’esclusivo circolo delle pilato al momento dello sbarco in di fare Jeremy Corbyn. Per spiegare
freccette dove l’aristocrazia inglese presenza di un notaio che il visitatore meglio all’opinione pubblica come
si riunisce ino dai tempi dei Plan- straniero dovrà portarsi da casa per dovrebbe essere un’Europa virtuosa,
tageneti, Lord Forger ha dimostrato non gravare sulla spesa pubblica bri- solidale e di sinistra, Corbyn ha co-
la sua tesi rimisurando in chilometri tannica. Il visitatore dovrà dichiarare struito nei ritagli di tempo un model-
quadrati l’Europa continentale, e in il suo peso in libbre e dimostrare di lino di Europa in bottiglia, fatta con
Illustrazione: Ivan Canu

pollici quadrati le isole britanniche, saper compiere, davanti al doganie- i iammiferi, che non ha particolare
che con questo sistema sono risulta- re, un passo lungo esattamente una utilità politica ma verrà esposta nelle
te molto più grandi. Forger sostiene yard, tenendo la sinistra. La tassa di vetrine di Harrod’s in occasione del-
anche che l’Europa si chiamava anti- soggiorno, allo scopo di risarcire la lo shopping natalizio, per la gioia dei
camente Piccola Bretagna per distin- Gran Bretagna della spoliazione eco- bambini. Q

8 dicembre 2019 27
La guerra di Renzi

ROMANZO PRO

L’EX PREMIER REAGISCE CONTRO LE INCHIESTE ANCORA


IN CORSO. MA È POSSIBILE OGGI RICOSTRUIRE LA FORTUNA
DI UN GRUPPO DI POTERE ARRIVATO DALLE CAMPAGNE
TOSCANE. ASCESA E CADUTA, COME IN UN RACCONTO
DI EMILIANO FITTIPALDI E GIOVANNI TIZIAN
ILLUSTRAZIONE DI EMANUELE FUCECCHI

28 8 dicembre 2019
VINCIALE

P
er capire come mai Mat- di Rignano sull’Arno. Da Maria Elena Boschi
teo Renzi, l’enfant prodi- che chiedeva all’ad di Unicredit di comprare
ge della politica italiana Banca Etruria al presidente Alberto Bianchi
capace di portare solo incassatore di consulenze per conto di Consip
cinque anni fa il Pd oltre e dei Gavio, ino al sussurratore Marco Carrai
il 40 per cento, è diventa- e a Luca Lotti detto “il Lampadina”, imputato
to il leader più divisivo e a Roma e intercettato con Luca Palamara. Le
detestato d’Italia basta vicende del Giglio magico sono metafora del
guardare la fotograia del comitato direttivo “rise and fall” della falange venuta dalla pro-
della Fondazione Open. vincia. Dopo aver preso il Palazzo grazie alla
Nell’organismo compaiono tutti i luogote- forza carismatica del capo, si è trasformata
nenti del renzismo. Che raccontano, con le nell’immaginario da banda di coraggiosi rot-
loro storie e i loro inciampi, i motivi reali della tamatori a gruppo di sodali intenti – più che
crisi politica in cui s’è avvitato l’ex fenomeno al bene pubblico – ai propri interessi.

8 dicembre 2019 29
La guerra di Renzi

«Non sono un traichino!», si giustiicò


Renzi a Matrix due anni fa, mostrando il suo
estratto conto da 15 mila euro, per dimostrare
che con la politica non s’era arricchito. «Open
è la fondazione più trasparente del mondo, i
magistrati di Firenze che stanno indagando
sulle donazioni vogliono solo colpire Matteo e
il suo nuovo partito», ripetono oggi gli onore-
voli di Italia Viva, che temono il declino politi-
co del senatore di Scandicci. La scorsa setti-
mana ha visto la iducia crollare, secondo
l’ultimo sondaggio Ipsos che misura il con-
senso personale dei leader, a un misero 10 per
cento, dietro pure a Silvio Berlusconi.
«Non c’è nessun reato», urlano fan e canto-
ri di Matteo. Che indicano giornalisti, i magi-
strati, poteri forti e nemici assortiti come i re-
sponsabili veri del complotto. Unici untori
della “sindrome di Malaussène” che avrebbe
infettato Renzi e i suoi uomini, diventati in-
giustamente capri espiatori di ogni male del
mondo come accade al protagonista dei ro-
manzi di Daniel Pennac.

TUTTO CASA E DENARI nanziaria che Bankitalia deinisce «anoma-


Se pure è vero che Matteo si è fatto parecchi la»? Ha sorpreso il fatto che l’ex premier sia
avversari, che i grillini e la Bestia di Matteo riuscito a restituire il prestito dopo cinque
Salvini hanno usato i social e le fake news mesi grazie ai soldi ottenuti dal manager delle
contro di lui come una clava, causa primaria star tv Lucio Presta: attraverso una sua so-
della decadenza di Renzi non sono impro- cietà ha liquidato il leader (per il documenta-
babili cospirazioni. Né presunti reati ancora rio “Firenze secondo me” uscito su Discovery
non dimostrati. Piuttosto gli errori e i com- lo scorso dicembre con il 2 per cento di share)
portamenti del capo e dei devoti hanno al- con quasi mezzo milione di euro. Una somma
lontanato le simpatie e i favori degli elettori. che appare agli esperti fuori mercato.
L’Espresso la scorsa settimana ha rivelato Renzi non ama fare autocritica. Ma il con-
la vicenda del prestito da 700 mila euro che senso rischia di crollare anche a causa di no-
Renzi ha ottenuto dalla famiglia Maestrelli. tizie che, seppur prive di rilevanza giudizia-
Denaro che, come ricostruito dagli investiga- ria, sono dense di convenienza etica. Come
tori dell’antiriciclaggio di Banca d’Italia, è ar- quella per esempio del “tarifario” per interlo-
rivato da una società dell’amico Riccardo spe- quire con il rottamatore: in una mail di Bian-
cializzato nell’ortofrutta (nominato in Cassa chi pubblicata da Repubblica si legge che in-
Depositi e Prestiti Immobiliare nel 2015), e vestendo «100 mila euro per cinque anni»
che è stata schermata dietro il conto corrente imprenditori e manager potevano parlare
della madre Anna Picchioni. direttamente con l’ex premier o, in subordi-
Al di là dei fascicoli giudiziari, è opportuno ne, con Carrai e Bianchi. Per non parlare de-
che un politico di primo piano compri una vil- gli efetti mediatici delle donazioni a favore di
la da 1,3 milioni di euro con un’operazione i- Open efettuate da impresari (come Gian-

POLTRONE D’ORO, PARCELLE MILIONARIE, PRESTITI DA


IMPRENDITORI, FAVORI RECIPROCI: GIUNTI AL POTERE,
I ROTTAMATORI SI SONO PREOCCUPATI DI BLINDARLO
30 8 dicembre 2019
Prima Pagina

Giglio in dal principio, è indagato per traico


di inluenze illecite e inanziamento ai partiti.
La rilevanza penale è tutta da confermare, ma
di certo il presidente di Open fu piazzato co-
me fedelissimo nel cda Enel. Ed è un fatto che
lo stesso Bianchi abbia ottenuto da Consip,
anche quando era amministrata da un uomo
messo dal governo Renzi, consulenze per
centinaia di migliaia di euro. È acclarato che
Bianchi abbia incassato dal Gruppo Toto, sul
suo conto corrente personale, parte del com-
penso avuto dal suo studio legale per risolvere
un contenzioso milionario tra Toto e Auto-
strade per l’Italia. Dei 750 mila euro ricevuti
dagli imprenditori, quasi subito 400 mila sono
stati inviati ad Open al Comitato referendario
“Basta un sì”.
Anche Marco Carrai, amico intimo di Renzi
da quand’erano ragazzi, è l’esempio perfetto
di un’ambizione irrefrenabile. Il gemello diver-
so dell’ex presidente del Consiglio, una sorta
di Gianni Letta in miniatura nato a Greve in
Chianti 45 anni fa, è da sempre l’uomo del Gi-
glio adibito ai rapporti con le lobby fulminate
franco Librandi, che ha girato 800 mila euro, Da sinistra: l’avvocato sulla via del renzismo.
e l’ex grande fratello Mattia Mor, che ha detto Alberto Bianchi, Dell’ipotesi di inanziamento illecito ipotiz-
di non ricordare la cifra esatta boniicata) in- ex presidente della zata per lui dai pm di Firenze per adesso inte-
seriti poi nelle liste elettorali per la Camera fondazione Open; ressa poco o nulla. Né Renzi né Carrai posso-
dei Deputati. Francesco Bonifazi, no però negare che Marchino, ex segretario di
ex tesoriere del Pd
Renzi ai tempi della Provincia di Firenze e
e presidente della
DALLA COMPETENZA ALLA FEDELTÀ fondazione Eyu; Maria
membro del direttivo di Open, negli anni sia
«Renzi aveva il dovere di scegliere le persone Elena Boschi; Luca riuscito ad ottenere incarichi di prestigio in
più brave d’Italia, non le più fedeli di Rigna- Lotti alcune partecipate pubbliche nella renzianis-
no. C’è certamente in lui una confusione tra sima Toscana. Manager a Firenze Parcheggi,
paese e Paese», spiegava Ezio Mauro ai tempi poi Presidente degli Aeroporti di Firenze, nel
dello scandalo Consip, quando si scoprì che il 2015 è stato sponsorizzato dalla presidenza
babbo Tiziano Renzi (condannato in un altro del Consiglio per una poltrona a Palazzo Chi-
procedimento qualche mese fa in primo gra- gi. Nientemeno che per il delicatissimo com-
do a un anno e nove mesi di carcere per false pito di responsabile della cyber security. Cur-
fatture) era accusato di aver fatto pressioni riculum insuiciente, si disse, mancando al
per condizionare le gare della grande stazio- nostro anche una laurea. Presto si scoprì pure
ne appaltante dello Stato. che Carrai, già inito sui giornali per aver pre-
Ecco: è stato lo spread tra annunci roboanti stato gratuitamente la sua casa iorentina
sulla meritocrazia e una selezione della classe all’allora sindaco, qualche mese prima aveva
dirigente fondata quasi esclusivamente sulla fondato la Cys4, una spa che avrebbe potuto
fedeltà e su interessi particolari, molto più mirare ai futuri appalti banditi dal governo
delle inchieste giudiziarie, il detonatore dello dopo la creazione, voluta da Renzi, di un nu-
scontento che sta afossando Matteo. Insieme cleo per la sicurezza cibernetica.
Foto: A.Casasoli / FotoA3, Agf (3)

a mosse e giravolte politiche spericolate (gli A causa delle polemiche, la candidatura


ammiccamenti con Denis Verdini, la nascita tramontò. Come insegna Jacques de La Palis-
del Conte bis, una scissione con il Pd ancora se, non sarebbe stato più logico e deontologi-
dolorosa) e a un groviglio di boniici e afari co puntare su un esperto in sicurezza prove-
degno di una merchant bank. niente dalle nostre forze dell’ordine, piuttosto
Prendiamo la vicenda di Alberto Bianchi. che sul vecchio compagno di tante partite a
Avvocato di Pistoia, vera testa pensante del Risiko in pieno conlitto d’interessi?

8 dicembre 2019 31
La guerra di Renzi

«Carrai è indagato per concorso esterno quando Carrai e soci hanno quadruplicato il
in inanziamento illecito, una fattispecie in- fatturato e aumentato l’utile di 30 volte.
credibile», è l’appassionata difesa di Renzi La trasparenza di cui vanno orgogliosi i
qualche giorno fa. Ma non è solo questione di renziani vacilla peraltro dopo la lettura di al-
blitz e perquisizioni della inanza per entrare cune mail che Marchino spedì all’ex ad di Uni-
nei segreti di Open. A sollevare interrogativi credit Ghizzoni. «Ciao Federico», ha scritto il
di opportunità politica è anche la rete di so- consigliere di Open al banchiere nel 2015.
cietà che Carrai ha costruito in Lussemburgo. «Solo per dirti che su Etruria mi è stato chie-
O pure i contorni non ancora chiariti del «pre- sto di sollecitarti, se possibile e nel rispetto
stito infruttifero» da 20 mila euro, svelato da dei ruoli, per una risposta». A che titolo Carrai
L’Espresso, che l’amico ha girato a Renzi ad interloquiva con il capo di una delle più gran-
aprile 2018. Senza dimenticare alcune curiose di banche del Paese su Etruria, l’istituto in cui
coincidenze: il boom dell’azienda di consu- lavorava il papà di Maria Elena Boschi? «Ero
lenza Cmc Labs avvenuto tra il 2013 e il 2015, solo consulente di un cliente privato interes-

INTANTO A CATANIA IL RAS DI ITALIA VIVA FINISCE


DI GIANFRANCESCO TURANO
Non esiste soltanto il Giglio magico. Il debuttante si piazza al primo posto Claudio Sammartino è prefetto di Catania
A Catania c’è il Liotro magico. Sotto in lista con 12.567 preferenze da dall’ottobre 2018 dopo essere stato
l’elefantino simbolo della città etnea la aggiungere come cemento alla giunta di prefetto a Taranto durante l’emergenza
politica, i dirigenti dello Stato, il potere centrosinistra di Rosario Crocetta. Ilva del 2012 (arresti e sequestro
imprenditoriale e gli amici degli amici Nel 2017, nonostante la vittoria del dell’impianto) e poi a Reggio Calabria.
convivono come in nessun altro luogo centrodestra con Nello Musumeci, i L’arrivo dello zio nella città del liotro
della Sicilia. L’enfant prodige di questo voti di Sammartino diventano 32.492 ha portato bene al nipote che ad aprile
sistema che mette insieme sanità per scendere di colpo a quota 16 mila 2019 è stato archiviato dall’accusa di
pubblica e privata, ospedali e centri nemmeno cinque mesi dopo, alle brogli alla casa di cura Maria Regina,
commerciali, si chiama Luca Rosario politiche del 4 marzo 2018. Invece mentre per tutti gli altri otto indagati la
Sammartino. Il leader dei renziani di Sammartino, va in Senato la sua Procura ha chiesto il rinvio a giudizio.
nell’isola ha solo 34 anni ma ha già una compagna di avventura, Valeria Sudano, Ma anche il nipote ha portato bene a
lunga esperienza, tanta fede in padre nipote di Domenico, altra vecchia volpe uno zio, in questo caso allo zio materno
Pio e relazioni che non sigurano con della Dc e parlamentare Ccd per due Giuseppe Sciacca. Commercialista di
quelle del quartetto Renzi-Lotti-Carrai- legislature. 51 anni, piccolo azionista di Igea banca,
Bianchi. Nel suo uficio politico si fa Appena smaltita la delusione elettorale, l’istituto specializzato nella gestione dei
la ila come ai vecchi tempi, con gli ad aprile 2018 arriva la prima grana crediti sanitari nato dalle ceneri della
elettori che chiedono un aiuto e lui che giudiziaria con l’accusa di brogli al Popolare dell’Etna, Sciacca è il manager
ha una parola di speranza per tutti. A seggio della clinica Maria Regina di di riferimento per il gruppo Humanitas, il
volte, è una parola di troppo, almeno Sant’Agata li Battiati, nella cintura nord colosso della sanità con sede principale
secondo la Procura che lo ha messo di Catania dove è più forte l’inluenza a Rozzano (Milano) controllato dalla
sotto inchiesta per corruzione elettorale del giovane politico renziano. Anche Techint (gruppo Rocca).
secondo lo schema più classico: qui lo schema è da Prima Repubblica: Proprio in queste settimane l’Humanitas
promozioni, assunzioni, trasferimenti in pressioni sui malati in cambio di sta completando a Misterbianco uno
cambio di voti. preferenze. dei più grandi investimenti del settore
Il debutto di Sammartino risale alle Ma le decine di migliaia di voti ottenuti in Sicilia con un centro oncologico
regionali del 2012 quando Lino Leanza, in un percorso così breve dicono ancora d’avanguardia di oltre duecento posti
navigato ex democristiano, si vede poco del blocco di potere, non solo letto che costerà 80 milioni di euro al
sfrecciare davanti il giovanotto che, a locale, che appoggia Sammartino. Figlio privato
testimonianza della sua devozione e di un odontoiatra, Riccardo, fondatore e 30 milioni l’anno alla Regione
del suo secondo nome di battesimo, della clinica-laboratorio Dentasam, il siciliana.
porta all’anulare un piccolo rosario. consigliere regionale ha zii importanti. L’apertura era prevista nel 2015, poi

32 8 dicembre 2019
Prima Pagina

sato a Banca del Vecchio, controllata da Etru-


ria. Renzi non sapeva niente, e se in quella
banca c’era il padre della Boschi a me non in-
teressava nulla. Non sono un politico e non
appartengo a nessun partito».

LA QUESTIONE MORALE
Se Unicredit, un mese dopo la mail suddetta,
sottoscrisse con un’altra società di Carrai un
contratto per “proilare” al meglio i big data
dell’istituto (una srl nata due mesi prima;
Unicredit possiede Ubis, una delle più grandi
realtà europee di information management),
la Boschi ha provocato un terremoto poli-

SOTTO L’ELEFANTINO Piazza del Duomo a Catania

nel 2019, ma l’inaugurazione effettiva accoglieranno la nuova struttura. il catanese Claudio Fava, attacca il
dovrebbe avvenire nei primi mesi Dopo il voto regionale di novembre, collega emergente dicendo che Gaetano
dell’anno prossimo, a segnalare una Sammartino esordisce come consigliere. Leone, fratello di Lorenzo fedelissimo
battaglia dura di cui Sammartino e La sua lista, capeggiata da Leanza, di Sammartino e presidente della
famiglia - la madre di Luca è direttore diventa un rissoso alleato della giunta municipalità del Librino, è uomo del
sanitario del vecchio oncologico Crocetta. Durante la lunga malattia di clan Santapaola. Anche il vicesindaco di
Humanitas (39 milioni di euro di ricavi) - Leanza, che morirà a maggio 2015, Misterbianco Carmelo Santapaola, alleato
sono stati protagonisti. Sammartino si avvicina a Davide di Sammartino e proprietario del centro
L’idea del superospedale privato in Faraone, plenipotenziario regionale scommesse l’Orso bianco, inisce sotto
convenzione inizia a concretizzarsi del Pd. Alla prima Leopolda siciliana inchiesta dopo una serie di dichiarazioni
nell’ottobre del 2010 quando una (febbraio 2015) il iglio dell’odontoiatra di pentiti che lo dicono a disposizione
nuova controllata dell’Humanitas si schiera con Renzi, trionfatore delle della cosca più potente di Catania.
viene costituita e afidata a Giuseppe europee del 2014 e presidente del Sammartino non rinnega i suoi compagni
Sciacca. In quel tempo guida la Consiglio in carica. di strada e alla ine del 2018 è fra quelli
Regione un medico catanese, Raffaele L’onda lunga del potere democrat al che festeggiano l’elezione di Faraone a
Lombardo, che mostra un atteggiamento suo apogeo si traduce nel decreto del segretario regionale del Pd. La gioia dura
ambivalente verso il progetto. In teoria, 2 dicembre 2016, quando l’assessore poco perché le modalità del voto sono
si dice sostenitore della sanità pubblica alla salute è Baldo Gucciardi, che dà contestate e a ine luglio del 2019, Luca
e sottolinea che non lontano dall’area l’ok deinitivo all’opera. Ma sul sistema Zingaretti, segretario del partito da tre
di Misterbianco c’è il nuovo presidio Catania e i suoi protagonisti poco amanti mesi, destituisce Faraone rimpiazzandolo
Garibaldi di Nesima e il San Marco del della ribalta si allungano ombre. A con un commissario, Alberto Losacco.
quartiere Librino. In pratica, durante febbraio 2016 è stato arrestato Giuseppe Da lì in avanti la storia è nota: crisi
la sua giunta viene emanato il decreto Virlinzi, uno dei quattro fratelli che di governo, esecutivo giallorosso e
1294 del 29 giugno 2012, un mese dominano il business delle costruzioni, scissione fra i democrat. Faraone diventa
prima delle dimissioni anticipate di per avere corrotto un giudice della capogruppo di Italia Viva in Senato.
Lombardo per l’accusa di concorso commissione tributaria. Virlinzi è uno Sammartino lo segue dall’assemblea
esterno in associazione maiosa oggi degli azionisti di Igea banca, dove ha una palermitana di palazzo dei Normanni.
pendente in appello dopo un’assoluzione piccola partecipazione anche Sciacca Nessun complottismo renziano, però,
annullata dalla Cassazione. che in passato è stato sindaco di una di fronte al nuovo avviso di garanzia
Sempre a luglio del 2012, il comune società (Ediltop) del costruttore. del primo dicembre. «Sono sereno», ha
Foto: Agf

di Misterbianco approva la variazione Più di recente il numero uno della dichiarato. Proprio come deve fare un
di destinazione dei terreni agricoli che commissione regionale antimaia, politico esperto. Q

8 dicembre 2019 33
Prima Pagina La guerra di Renzi

tico chiedendo allo stesso Ghizzoni (come la guida di una procura dove lui è imputato, e
scoprì Ferruccio de Bortoli) se era ipotizzabi- di come danneggiare il pm anticorruzione
le un’acquisizione o un intervento per aiutare che l’ha rinviato a processo (Paolo Ielo), non
la banca dove lavorava il padre. Una richiesta aiuta la sua immagine. E quella del gruppo di
in pieno conlitto di interessi: a che titolo un potere a cui è appartenuto ino a tre mesi fa.
ministro non competente in materia provava La crisi di legittimazione di Renzi dipende
a salvare la banca così cara alla famiglia? dai troppi interrogativi a cui il senatore non
Nulla di illecito, ma politicamente discuti- vuole, o non può rispondere. Sulla caparra
bile. Sappiamo, ancora, che Francesco Boni- della villa di Firenze e il prestito del inanzia-
fazi è indagato dai magistrati romani per i 150 tore della fondazione Open, sulle azioni dei
mila euro che la Fondazione Eyu, di cui il ren- fedelissimi, o sull’opportunità di avere tra i
ziano tesoriere del Pd era numero uno, ha ri- inanziatori di Open Alfredo Romeo, Vittorio
cevuto nel 2018 da società riferibili al costrut- Farina (ex socio di Luigi Bisignani) oppure
Tiziano Renzi,
tore Luca Parnasi. Nella stessa inchiesta è il padre di Matteo
altri imprenditori che, come scrivono gli in-
coinvolto Giulio Centemero, il tesoriere della vestigatori della Uif «spesso sono coinvolti in
Lega di Matteo Salvini. Ora, eventuali reati an- vicende giudiziarie legate ad illeciti di natura
dranno veriicati dai giudici. Ma è possibile iscale-inanziaria».
che il maxi-importo sia stato giustiicato da E poi c’è quel groviglio di relazioni e busi-
Eyu come contropartita per uno studio di po- ness di protagonisti che si muovono in pro-
che pagine intitolato “Case: il rapporto degli vincia che gira intorno al cerchio magico.
italiani con il concetto di proprietà”? Si può Come Andrea Bacci, amico di Maestrelli e
essere più trasparenti di così? vicinissimo a Piero Amara, passando per Pa-
Anche per l’ultimo petalo del Giglio che se- trizio Donnini e il re degli outlet Luigi Dago-
deva nel consiglio direttivo della Open deve stino, ex socio di Tiziano Renzi. Tutti impli-
valere il principio di innocenza. Luca Lotti è cati in scandali assortiti.
imputato per favoreggiamento nel ilone «In merito alle perquisizioni su Open vor-
d’inchiesta sulla fuga di notizie del caso Con- rei chiedere scusa non a Davide, ma a sua
sip. Ha sempre respinto con vigore ogni ac- moglie Anna, perché hanno svegliato lei.
cusa, e in dibattimento non sarà facile dimo- Vorrei chiedere scusa anche a tutti gli altri
strare per i magistrati romani che fu lui a ri- amici e imprenditori» svegliati all’alba dalla
velare l’esistenza dell’inchiesta dei carabi- inanza, ha detto Renzi qualche giorno fa ap-
nieri del Noe all’allora ad di Consip Luigi plaudito dai suoi fan. Un gesto galante, che
Marroni. Così come è probabile che la carta ha colpito i sostenitori .
di credito di Open in sua dotazione sia stata Renzi ha però dimenticato un dettaglio:
usata solo per pochi rimborsi spese legate al- l’amico inanziere Serra, attraverso la sua
la sua attività nel board. Lotti, che è rimasto holding Algebris, come svelato da Repubbli-
nel Pd, è stato però travolto dalle intercetta- ca, a ine 2018 avrebbe girato all’ex premier
zioni della procura di Perugia e del Gico della circa 100 mila euro per tre conferenze tenu-
Gdf, che ha ascoltato le sue conversazioni te tra Roma e Londra. Un mazzo di iori era
con l’amico pm Luca Palamara e il ras di Ma- davvero il minimo: anche grazie a presta-
gistratura indipendente Cosimo Ferri, eletto zioni di questo tipo Renzi, che nel 2017 di-
deputato con il Pd e da poco passato a Italia chiarava 29 mila euro, nel 2018 e 2019 sio-
Viva. Colloqui imbarazzanti che avevano al rerà e supererà il milione di euro di entrate.
centro le nomine dei più delicati uici giudi- Non male per il rottamatore di Rignano, che
ziari d’Italia, a partire da Roma. Lotti non ri- appena due anni fa ostentava davanti alle
sulta ad ora aver commesso reati, tuttavia un telecamere il suo conto corrente con soli 15
parlamentare che discetta di chi piazzare al- mila euro. Q

IL PRESIDENTE DI OPEN, CHE RACCOGLIEVA DENARI


Foto: Massimo Sestini

PER LA CORRENTE, FU MESSO DA MATTEO NEL CDA DI


ENEL. E PRENDEVA RICCHE CONSULENZE DA CONSIP
34 8 dicembre 2019
Governo / Cinque Stelle in crisi

ARROCCATI
NELLA SCATOLA
DI TONNO
I SONDAGGI A PRECIPIZIO.
LA BASE SPARITA. E ORA
DI MAIO TIENE INSIEME IL M5S
SOLO COL TERRORE
DI SUSANNA TURCO

E
allora veniteci a conta- l’unico a essere seduto in quell’angolo di
re». Alle 17 e 17 di lune- Aula, circondato dal vuoto dei posti asse-
dì 2 dicembre, assiso al gnati agli altri Cinque Stelle.
suo posto nell’Aula del Contarli, in ogni caso, non sarebbe una
Senato e sprezzante del buona idea. Il deserto, fuori dal Palazzo, è
pericolo come al solito, persino maggiore. Sterminato. C’è infatti
il grillino Alberto Airo- un singolare paradosso in atto ormai da
la risponde a petto in oltre un anno: nati nelle piazze, i grillini
avanti al collega Matteo Salvini, leader hanno perso la base, soprattutto in alcu-
della Lega, che proprio in quel momen- ne zone sono diventati tutti eletti, o co-
to al microfono ha urlato che «mancano munque classe dirigente. Insomma,stan-
sessanta parlamentari della maggioran- no ormai solo in Parlamento. Intenti -
za». M5S (ma anche Pd, Italia Viva, Leu) dalla riforma del Mef al futuro dell’Ilva,
assenti nella fondamentale informativa dal numero dei parlamentari al blocco
del premier Giuseppe Conte sulla rifor- della prescrizione - a fare e disfare, ri-
ma del Meccanismo europeo di stabilità mandare, dilazionare, paralizzare, oppu-
(Mes). Veniteci a contare, dice coraggioso re tagliare, far saltare, smontare. Come
Airola. Peccato che il senatore piemonte- delle Penelopi o dei troll della democra-
se - trasigurato dal Palazzo, sembra or- zia. Con uno stile interdittivo che sembra
mai un cugino di Gianni Cuperlo - risalti inalizzato al caos ma che comunque or-
come una anomalia sui velluti color co- mai viene gestito là dentro. Nella scato-
rallo delle poltrone senatoriali: è infatti letta di tonno dove i grillini dicevano di

36 8 dicembre 2019
Prima Pagina
ca faccia gradita a Conte, ma ugualmente
per tutto il tempo non lo guarda e com-
pulsa carte; ecco Gianmauro Dell’Olio,
commercialista di Bari, che segue l’inte-
ro dibattito tenendosi iccati nelle orec-
chie gli auricolari bianchi con jack inseri-
to al computer portatile (forse la tradu-
zione? Un corso d’inglese? Mistero). E
così avanti, con rari picchi d’entusiasmo
partecipativo, i parlamentari Cinque Stel-
le. Duecentosedici alla Camera e cento-
quattro al Senato, per un totale di 320:
come ai tempi d’oro in cui presero il 34
per cento (marzo 2018, politiche), ma
avendo ormai collezionato da allora una
sequela terriicante di sconitte. E per-
centuali da brivido. A partire già dal 2018
e per tutto il 2019: 7 per cento in Friuli,
10,4 in Val d’Aosta, 19,7 in Abruzzo, 9,7 in
Sardegna (dove pure avevano siorato il
40 per cento solo 10 mesi prima), 13,6 in
Piemonte, 7,4 in Umbria – l’ultimo tracol-
lo, in attesa di Calabria ed Emilia-Roma-
gna. Compreso il 17 per cento delle Euro-
pee di maggio, in pratica, nell’ultimo an-
no e mezzo i Cinque Stelle hanno sfonda-
to il 20 due sole volte: in Basilicata col
20,3 per cento nel marzo 2019 (contro il
44 per cento alle politiche dell’anno pri-
ma) e in Molise, nel peraltro ormai lonta-
nissimo aprile 2018 (31,6 per cento).
Questa innegabile rovina rende eica-
cissimo il metodo applicato da Federico
voler entrare per buttare fuori tutti gli Luigi Di Maio, 33 anni, D’Incà, oggi ministro dei Rapporti col
altri, e dove invece hanno inito per as- ministro degli Esteri Parlamento, per tenere in ordine le demo-
serragliarsi loro. Per tanti motivi. Perché e capo politico del tivate truppe grilline che ormai trovano
Movimento 5 Stelle
86 parlamentari su 320 sono alla seconda complicato persino eleggere un capo-
legislatura, i cosiddetti «morti viventi», e gruppo (impresa ad esempio negli ultimi
quindi se si sciolgono le Camere per la re- tre mesi impossibile, alla Camera). Un
gola grillina non potrebbero più tornare. metodo che, sulla scorta dell’andreottia-
Perché i sondaggi dicono che i voti per i no «governare con la crisi», si potrebbe
Cinque Stelle sono dimezzati (e dunque ribattezzare così: «governare col terro-
lo sarebbero anche i parlamentari). Per- re». Come gustosamente raccontato dal
ché, alla ine, a tutto ci si afeziona, a tut- Foglio, infatti, a fronte di problemi con
to si fa l’abitudine, e dunque nel pieno di l’alleato Pd, D’Incà è solito inchiodare
una delle sedute cruciali della legislatura così, a quattro a quattro, i perplessi, i ri-
ecco Paola Taverna che conversa amabile ottosi, gli indecisi, gli scettici. Sventolan-
con l’ex ministra Roberta Pinotti, ormai do i sondaggi: «In che collegio siete stati
alleata di maggioranza; ecco la pr geno- eletti? Di voi quattro, se andassimo a vo-
Foto: A. Casasoli / FotoA3

vese Elena Botto che si fa recapitare dai tare, forse ne tornerebbe qui uno solo». In
commessi una busta bianca con la gran- media, e considerate anche le ultime rile-
de «S» di «Senato», dalla quale estrae al- vazioni uiciali sulle intenzioni di voto, i
legra il tablet con caricatore che aveva Cinque Stelle sono oggi sul 17 per cento.
lasciato chissà dove; ecco l’avellinese Ugo La metà del marzo 2018. Dunque il ragio-
Grassi, docente di diritto, che pare l’uni- namento risulta assai persuasivo. E

8 dicembre 2019 37
Governo / Cinque Stelle in crisi

tutti ilano dritti. Camminando a ilo sta e più appetibile per il vasto elettorato
del baratro. salviniano - lasciando a Conte (e Casali-
Vale persino per il capo politico, Luigi no) il ruolo pseudo-montiano di amico
Di Maio, che - lo dicono anche i muri - mi- del Pd, considerato mortifero.
naccia variamente la crisi, ma farà di tut- La sua posizione non è davvero in forse
to per non realizzarla. Non subito, non neanche alla guida politica del Movimen-
volontariamente. Al momento infatti le to, come dimostra l’aver egli osato citare
sirene di Matteo Salvini sono un richia- in un suo post Gianroberto Casaleggio,
mo troppo forte per le truppe grilline: fa- divinità laica dei Cinque Stelle: «Se cita il
cendo i conti sulla situazione attuale, il padre, signiica che è d’accordo col i-
capo leghista, che oggi ha circa 180 parla- glio», è l’esegesi degli esperti. Mancano,
mentari, potrebbe garantire la rielezione del resto, alternative credibili all’interno
non solo agli uscenti, ma anche a 100-150 del Movimento: persino il non entusiasta
transfughi. E infatti il ministro degli Rocco Casalino, 47
Beppe Grillo deinisce tutti i suoi possi-
Esteri, che alla Farnesina (dicono dalla anni, portavoce di bili oppositori dei «rompiscatole», so-
Farnesina) non c’è mai, si sta già rialline- Giuseppe Conte, stanzialmente inutili. Mancano anche
ando, anche grazie al «fratello» Alessan- favorevole al governo competitor esterni: i inora deludenti ri-
dro Di Battista, su una posizione sovrani- col Partito democratico sultati dell’alleanza col Pd non raforza-

Lettera aperta alle Sardine


di Andrea Segre

L e piazze piene di persone che si riuniscono per


difendere i diritti e contrastare l’odio sono un segnale
nuovo e importante, non c’è alcun dubbio.
Credo sia però importante in questo momento portare in
quelle pizze contenuti e proposte perché tutto ciò provi a
provocazione.
Io credo che la crescita di Salvini sia stata fortemente aiutata
negli ultimi anni dalle politiche di accoglienza.
Credo infatti che queste politiche abbiano distratto troppa
parte della società civile antirazzista dalla capacità di
diventare anche un laboratorio di rinnovamento politico. individuare le responsabilità più profonde delle ingiustizie
In questa chiave ho deciso di scrivere questa lettera aperta. che vivono i migranti forzati (viaggiatori non autorizzati,
preferisco deinirli)
Il tema migrazioni è senza dubbio il perno di quanto sta Ci siamo divisi tra chi li vuole accogliere e chi li vuole
accadendo dentro e fuori queste piazze. La deriva autoritaria respingere, tra chi li vuole salvare e chi li vuole abbandonare
e xenofoba della Lega di Salvini è la preoccupazione che ha (o peggio). Questa divisione ci ha portati a credere che il
portato migliaia di cittadini a riempire le piazze di Sardine. nemico dei diritti sia chi vuole respingere e il paladino
Questa deriva fa spavento e inquieta, perché risveglia istinti della civiltà sia chi vuole accogliere. Abbiamo alzato
pericolosi che minano alla base lo Stato di diritto costruito a lo scontro, portando corpi a salvare corpi e sidando
fatica dal dopo guerra in poi. isicamente le chiusure dei porti. Ma facendo questo ci siamo
Ma credo sia un errore assai grave non capire quali profondamente distratti e soprattutto abbiamo portato
condizioni reali, materiali abbiano in tanta parte della cittadinanza a cercare in questo scontro un
questi anni aiutato una crescita così leader pronto a innalzarlo ino alle massime conseguenze,
impetuosa del consenso a Salvini; non ossia l’attacco alle basi costituzionali della convivenza civile.
possiamo imputare la sua crescita Tutto questo va fermato, non solo contrastando il leader di
solo a ignoranze o sempliicazioni, quella deriva, ma anche avendo il coraggio di dire che non è
sarebbe miope e anche ofensivo. l’accoglienza l’alternativa all’odio.
Ovviamente i ragionamenti a questo L’accoglienza, come il salvataggio, come l’aiuto umanitario
proposito possono essere tanti, ma hanno schiacciato i migranti al ruolo di vittime passive e
credo ce ne sia uno basilare più tantissimi di loro sono stati abbandonati in luoghi inutili e
importante di altri. impreparati diventando simboli materiali utili al consenso
Per proporlo parto da una salviniano: “li vedi gli africani che ciondolano in giro senza

38 8 dicembre 2019
Prima Pagina

no certo l’altro possibile successore, Giu- line: stando agli ultimi dati Anpal, hanno
seppe Conte - con sommo scorno del suo trovato un posto 18 mila persone su circa
più forte puntello, Rocco Casalino. 700 mila percettori del reddito, cioè il 2,5
Si continuerà dunque così per un altro per cento del totale).
po’. Il dibattito animato da una succes- In mezzo a questi successi, resta anco-
sione di problemi apparentemente irri- ra un punto interrogativo sugli efetti del
solvibili, le liste, l’attesa per il voto di taglio dei parlamentari, approvato dei-
Emilia-Romagna e Calabria, l’ennesimo nitivamente a metà ottobre. Anche nel
schianto. E dentro il Movimento, la co- caso in cui non ci fossero le irme per in-
struzione dell’emozionante cabina di re- dire il referendum, infatti, la legge en-
gia con la scelta dei famosi 12 «facilitato- trerà in vigore il 12 gennaio, ma potrà es-
ri». Una spassosa invenzione, equivalente sere applicata solo sessanta giorni dopo,
politico dei navigator del reddito di citta- cioè a partire dal 12 marzo (vanno ridise-
dinanza: igure chiamate a realizzare Alessandro Di Battista,
gnati i collegi elettorali). Dunque le Ca-
l’impossibile. Sempliicare e luidiicare i 41 anni, punto di mere non potranno essere sciolte prima
meccanismi grillini sembra in efetti più riferimento della di quella data. Sempre che si voglia vota-
diicile che trovare lavoro ai disoccupati. fazione più sovranista re con le nuove regole e rinunciando a 345
(Giusto per dire cosa è delle riforme gril- del Movimento 5 Stelle parlamentari, sia chiaro. Q

far niente? Quelli li paghiamo noi.” Questa la base del


consenso salviniano. Città per città, quartiere per quartiere.
Da Nord a Sud, in tantissimo Sud.
Abbiamo il coraggio di dirlo: sì è vero, molti ragazzi africani
sono stati abbandonati a non far nulla. Perché l’errore è
stato “accoglierli”, ridurli a soggetti beneiciari di progetti
che non volevano e non chiedevano. Per poi ovviamente
abbandonarli, lasciarli vagare ancora di più nei meandri
fangosi dell’economia nera e illegale.
Questa storia deve cambiare, se no Salvini o chi per lui sarà
inarrestabile.
Deve cambiare a mio avviso facendo tre cose:
/ Getty Images, M. Cinquetti / NurPhoto via Getty Images, R. De Luca / AGF

- Aprendo vie regolari di viaggio a chi cerca lavoro, studio,


dignità ed è disposto a farlo in modo controllato, come è
normale per tutti noi migranti liberi (viaggiatori autorizzati). Manifestazione delle Sardine a Milano
- Finanziando politiche di integrazione e welfare sociale,
economico e culturale che difendano diritti di cittadini e decenni a contare barche e cadaveri e a dare loro il macabro
lavoratori di qualsiasi provenienza etnica (italiani inclusi). peso elettorale che hanno tanto a destra quanto a sinistra.
- Garantendo accoglienza seria e professionale a chi davvero Mi auguro che il Movimento delle Sardine abbia la voglia
ne ha bisogno, e non obbligando tutti a chiederla, anche se di liberare idee e proposte per uscire dall’inutile dicotomia
non vorrebbero. tra “accoglienza” e “respingimento” e per invitare i cittadini
a immaginare un mondo più libero e giusto dove tutti i
Questa direzione sarebbe una novità radicale, contraria soggetti stranieri o autoctoni abbiano diritti e doveri comuni
tanto a Salvini quanto alla stragrande maggioranza delle e condivisibili.
forze di governo europee, più o meno democratiche e anti- Per questo invito concretamente le Sardine a partecipare al
sovraniste, che continuano a sostenere politiche di chiusura laboratorio del Forum Per cambiare l’ordine delle cose, un
e discriminazione del diritto di mobilità, concedendo piccoli coordinamento libero e plurale di tante realtà territoriali che
e farraginosi pertugi al diritto d’asilo, applicato per spirito si stanno chiedendo come far crescere proposte concrete di
Xxxxxx

umanitario, ma con grande timore. radicale cambiamento delle politiche migratorie europee, in
Masiello

Contrastare l’odio della Lega e dei suoi alleati è insuiciente qui causa di tante violenze e violazioni, ed anche in fondo
Xxxxx

se non immaginiamo anche una svolta vera e profonda delle vero sostegno all’afermarsi dell’odio della Lega e degli altri
Foto: A.

politiche migratorie; altrimenti ci troveremo ancora per sovranismi xenofobi. Q

8 dicembre 2019 39
Prima Pagina Diritti civili

di FILOMENA GALLO

Tempi maturi
per il suicidio assistito

È
possibile per un malato di costituzionalità sollevato dalla interviene in materia di scelte al-
accedere al suicidio assi- Corte di Assise di Milano, nel giu- la ine della vita. Adesso tocca al
stito in Italia? Con la sen- dizio che vedeva Marco Cappato Parlamento intervenire con una
tenza 242/2019 la Corte imputato per l’aiuto alla morte vo- legge che però non potrà restrin-
Costituzionale ha risposto che in lontaria di Fabiano Antoniani. gere quanto issato dalla Consulta.
alcuni casi è possibile. Non è in- Nell’attesa che le Camere discutano,
fatti più punibile chi aiuta un ma- A settembre 2018 la Consulta un prossimo appuntamento è per il
lato che abbia autonomamente e aveva utilizzato la formula della 5 febbraio prossimo a Massa per l’ul-
liberamente deciso di porre ine dichiarazione di incostituziona- tima udienza del processo a Marco
alla propria vita e che sia: «1) una lità «accertata ma non dichiara- Cappato e Mina Welby che hanno
persona tenuta in vita da tratta- ta» rinviando l’udienza di 11 mesi aiutano Davide Trentini, un mala-
menti di sostegno vitale, 2) afetta fornendo al Parlamento il tempo to che - con patologia irreversibile,
da patologia irreversibile, 3) fonte di intervenire. Nell’ordinanza del fonte di soferenze insopportabili e
di soferenze isiche o psicologiche 2018, si legge che il divieto assolu- nel pieno della capacità di autode-
intollerabili, ma 4) pienamente ca- to dell’articolo 580 cp: «inisce […] terminarsi- non era attaccato a una
pace di prendere decisioni libere per limitare la libertà di autodeter- macchina. Il caso di Trentini po-
e consapevoli». Queste condizioni minazione del malato nella scelta trebbe non essere ricompreso nella
devono essere state «veriicate da delle terapie, comprese quelle ina- deinizione della Consulta.Se il legi-
una struttura pubblica del servizio lizzate a liberarlo dalle soferenze, slatore non sarà intervenuto saran-
sanitario nazionale, previo parere scaturente dagli artt. 2, 13 e 32, se- no di nuovo i giudici a decidere.
del comitato etico territorialmente condo comma, Cost., imponendogli
competente». in ultima analisi un’unica modali- Dalla vicenda di Piergiorgio Welby
tà per congedarsi dalla vita, senza (2006) in poi, solo grazie alle per-
La Consulta, con una sentenza di che tale limitazione possa ritenersi sone che hanno reso pubbliche le
incostituzionalità immediatamen- preordinata alla tutela di altro in- proprie drammatiche storie, si so-
te applicativa con efetto di legge, teresse costituzionalmente apprez- no suscitate rilessioni e riforme si-
ha riscritto il perimetro dell’ar- zabile, con conseguente lesione stematicamente scansate dalla po-
ticolo 580 del Codice penale che del principio della dignità umana, litica. In tutti i sondaggi gli italiani
prevede una pena da 5 a 12 anni oltre che dei principi di ragionevo- chiedono di voler essere liberi di
per istigazione e aiuto al suicidio. lezza e di uguaglianza in rapporto scegliere. Lo scorso ottobre i giudi-
Il reato rimane per l’istigazione e alle diverse condizioni soggettive». ci hanno ampliato le possibilità di
per quei casi di aiuto materiale che esercizio di questa libertà: adesso
non rientrano nelle condizioni del- La chiusura di questa vicenda è compito della politica codiicare
la sentenza. ha una portata storica e per la pri- l’autodeterminazione individuale
La decisione risponde all’incidente ma volta la Corte Costituzionale ino alla ine della vita.
Dal 2013 alla Camera giace una pro-
posta di legge d’iniziativa popolare
LA CONSULTA HA APERTO per la legalizzazione dell’eutanasia,
promossa dall’associazione Luca
LA STRADA. ADESSO Coscioni e sottoscritta da oltre 67
mila persone per regolamentare la

PERÒ TOCCA ALLA POLITICA


ine della vita, i tempi sono maturi
per approvarla. Q

40 8 dicembre 2019
L’intervento

CHIEDERE. ALL’INFINITO DI GIUSEPPE GENNA

I
l 18 marzo 2006 lo scrittore Peter Handke si recò a pensiero, prima che dei contenuti del pensiero stesso. Sono
Požarevac, città serba, in occasione dei funerali di qui convocati, esattamente come ai giorni di Pasolini o a
Slobodan Miloševic e pronunciò un breve discor- quelli paradossalmente più silenti e pavidi di Handke, i poli-
so. Le violentissime polemiche a cui fu sottoposto tici, i giornalisti, gli intellettuali, i preti, le donne, i morenti, i
lo scrittore austriaco sono giunte a investirlo ino lavoratori, chi chiede diritti di genere, di scolarizzazione, tut-
a oggi, dopo il conferimento del Nobel per la lette- ti gli indigenti - un ordine non casuale, ma reso più accetta-
ratura. Ci sarebbe da chiedersi se chi polemizza bile a favore dei timori del presente. Procedere per domande,
sulla sua supposta presa di posizione sia andato porre domande, sbalzare il valore del punto di domanda. Se i
realmente a leggersi il testo del discorso efettuato in occa- vangeli sono, anche, il regesto di tutte le domande possibili,
sione di quelle esequie o, in alternativa, le note stesse che c’è una concessione da fare a chi pretende di interpretare
Handke pubblicò qualche tempo dopo, sull’edizione tede- apostolati nella società: porre domande. Eccone alcune, non
sca di Focus. Vi si leggono queste parole: «La necessità prin- a carico e non a difesa.
cipale che mi ha spinto a recarmi sulla tomba di Miloševic Perché avete smesso di chiedere cosa sia davvero la morte,
era quella di essere testimone. Né testimone a carico né te- cosa sia davvero l’amore, e pretendete di legiferare sulla mor-
stimone a difesa. Ormai, non voler essere testimone a carico te e sull’amore? Quando sarò nella fase estrema e incurabile,
signiica essere testimone a difesa? “Senza alcuno dubbio”, cosa chiederò io? Come si esercita il potere eticamente, con
per riprendere una delle espressioni principali del linguag- il coraggio di andare ino in fondo? L’ignavia è tradire se stes-
gio dominante». si, e noi stiamo davvero evitando di tradire noi stessi? Da
Handke consegna in questo punto, a tutti noi, un compito quando avete perduto il grammo di utopia e di sogno, intor-
vertiginoso: non enunciare una verità, ma essere testimoni no a cui si formulavano le azioni? Il potere corrompe? Dio
non a carico e non a difesa. È, in pratica, il mandato che co- salva? La sopravvivenza è messa a rischio qui e ora? Perché
stringe la nostra contemporaneità a una veriica dei poteri, Pier Paolo Pasolini parlava di fatti e nomi storici, mentre io
a partire da quello che si incarica di parlare il linguaggio do- formulo domande di altro genere? Ho forse in mente di esse-
minante. re Pasolini? Se devo proprio essere una porzione di ilosofo
Si tratta di perforare nella direzione che Pier Paolo Pasolini in meno e una percentuale di storico in più, posso chiedere
indicò nel settembre 1974 su un organo che parlava e parla il cosa facesse a Roma in ottobre la direttrice della Cia, Gina
linguaggio dominante, ovvero la testata più letta del Paese, il Haspel? Perché esistono un Russiagate che coinvolge il pre-
Corriere della Sera, quando a proposito della possibilità di mier Conte e un altro Russiagate che coinvolge l’ex ministro
golpe enunciò di sapere, non avendo le prove e nemmeno gli Salvini? Quando abbiamo assistito a una così conclamata
indizi. «Io so»: inizia così quell’intervento. Se il nostro pre- attività da parte dei servizi segreti nelle faccende dei governi
sente è un tempo più evoluto o devoluto di quello in cui par- mondiali (da Trump a Putin all’Italia) negli anni passati? Gli
lava Pasolini, è possibile adottare uno spostamento ulteriore stati si erigono su un fondamento più opaco, che viene eti-
e non enunciare di sapere, ma nemmeno denunciare di non chettato come “stato profondo”, capace di persistere al di là
sapere - si tratta, semplicemente, di chiedere. Il punto di do- dei governi e delle amministrazioni democraticamente elet-
manda è l’inizio e la ine del tempo, sempre, e costituisce il ti? L’organizzazione Gladio è esaurita? Il “lodo Moro” è anco-
momento sintattico più spirituale dell’intera organizzazio- ra attivo nel paese? Quando l’ex sottosegretario alla presi-
ne dei linguaggi. Servono strappi rispetto a se denza del consiglio, il leghista Giancarlo Giorget-
stessi, strappi di libertà pura, irriverenza che può ti, dichiara all’Huington di «non avere curato le
tramutarsi in una condanna sociale o in una re- relazioni internazionali, trascurando dati fonda-
stituzione in forma di risposta alla domanda che mentali della politica», si riferisce a interessi
si è lanciata. Il testimone non a carico e non a di- americani? Russi? Cinesi? Chi ricorda il ruolo
scolpa equivale a un avvocato, non dell’accusa e dell’inviato dal dipartimento di stato Usa durante
non della difesa. il caso Moro, Steve Pieczenik, che straparlava di
È forse in questo punto, letteralmente al calor intelligence americana, sovietica, vaticana? Oggi
bianco, che si rende notabile la mutazione del la spia è umana? Lo “spy power” è “psy power”?
ruolo di chi deve tornare a occuparsi anzitutto del Siamo entrati nell’era dello “sharp power”, in cui

42 8 dicembre 2019
Prima Pagina

Pier Paolo Pasolini (5 marzo 1922 – 2 novembre 1975)

la guerra alle democrazie si fa cyber, oppure viviamo in epo- co né cattolico? I massimi rappresentanti sono apostolici?
ca di controllo mentale di massa? La massa è suiciente o i Per quale efettiva debolezza delle forze parlamentari il pre-
big data ci dicono che da ora in poi si ha a che fare con una decessore dell’attuale presidente della Repubblica fu rielet-
super massa? La crisi è locale? Nazionale? Continentale? to al di fuori di ogni protocollo? Il predecessore dell’attuale
Planetaria? La Tangentopoli italiana fu scontro tra magi- ponteice si è dimesso davvero perché troppo anziano e de-
stratura e classe politica? Csm nello scandalo e classe politi- bole, oppure perché forte spiritualmente? Perché questo
ca in stallo o in repentina mutazione conigurano una crisi tempo non comprende a fondo che si è dimesso un pontei-
di sistema come nel 1992? Perché a Palermo il 30 ottobre, su ce e ciò non era mai accaduto, il che segna irrevocabilmente
un muro in salita Santa Caterina, sono apparsi manifesti ef- il nostro presente? L’Italia non si rivolta, quando esistono
igiati con Giovanni Falcone e Paolo Borsellino croceissi, tutte le ragioni per una vasta ribellione come in altre nazio-
irmati Al Fayeth, che pare una versione araba di La Fayette, ni, perché il popolo è passivo? Perché è rimbecillito dalla tv
protagonista della rivoluzione americana e di quella france- prima e dal digitale poi? Il fatto di non scendere in piazza è
se? Dove si colloca la nostra nazione sul piano internazio- esso stesso la via italiana alla rivoluzione? Cosa è un popo-
nale? L’Italia ha irmato davvero in solitaria i protocolli del- lo? La Costituzione è da cambiare perché, se si va nelle
la Nuova Via della Seta? Perché Mark Zuckerberg, proprie- aziende, si incontrano esigenze nuove? Non è che all’inter-
tario di Facebook, ritiene che la moneta sia un’unità di in- no della carta costituzionale ci sono tutti gli elementi per
formazione e sta cercando una divisa elettronica per il suo interpretare e dare gli strumenti a qualunque nuovo tem-
network? Perché non riesce a realizzarla? Cosa dice di que- po? Perché la repubblica italiana è fondata sul lavoro e non,
sto il progressismo? E il progressismo italiano? Esiste il pro- per esempio, sul futuro o su coloro che verranno? In quale
gressismo italiano? Cosa pensa dell’economia il progressi- senso una democrazia è fondata su un valore? Che cosa è a
smo italiano, nel caso esistesse? L’economia è fondata sulla oggi un fondamento? Andare a fondo signiica afondare o
concorrenza o sulla cooperazione? Che cosa si pensa che raggiungere profondità? L’impossibile è possibile? Si può
debba fare lo stato? A oggi serve una dottrina dello stato o è continuare all’ininito a chiedere? Chi risponderà? Saremo
un vecchio arnese da buttare? Chi oggi è un apostolo né lai- prima o poi servi inutili? È servito a qualcosa chiedere? n

Foto: Vittorio La Verde / AGF

PERCHÉ LEGIFERARE SU MORTE E AMORE SENZA


SAPERE COSA SONO DAVVERO? OGGI OCCORRE
PROCEDERE PER DOMANDE, COME PASOLINI
8 dicembre 2019 43
L’antitaliano Roberto Saviano

Anche sul buonsenso


Salvini non ha senso
L’ex ministro si aggrappa a quella parola per assolvere i suoi porti chiusi.
Una menzogna che rovescia il concetto stesso di pratica ragionevolezza

P
erché ormai dinanzi alla avessero dato la loro disponibilità ad ac- raggiungere il Nord Europa. Spesso si
menzogna, anche la più tron- cogliere i migranti. Il 21 novembre scor- tratta di imbarcazioni piccole, con centi-
ia, sembriamo aver perso la so, il Tribunale dei Ministri ha disposto naia di persone a bordo, che dovrebbero
speranza di smentirla? Presto l’archiviazione del procedimento pena- circumnavigare l’Europa in condizioni
detto: una bugia fa in tempo le nei confronti di Matteo Salvini, ma meteorologiche spesso avverse. E que-
a viaggiare per mezzo mondo, mentre Salvini mente quando dice che il prov- sto per Salvini sarebbe il BUONSENSO?
la verità si sta ancora mettendo le scar- vedimento gli ha dato ragione. Questo
pe. L’adagio di Mark Twain, scritto per provvedimento, infatti, non aferma che Su una cosa le convenzioni e i trattati
insinuare le colpe della stampa, è oggi Salvini ha fatto bene a lasciare in mare sono chiari: bisogna salvare i naufraghi
proclamato a sintesi della fenomenolo- l’imbarcazione della Ong Sea Eye con i e portarli nel porto vicino più sicuro.
gia del web. Il maestro senza rivali della migranti e a chiudere i porti: il provve- Punto. Il provvedimento non vuol dire,
capacità di far girare per mezzo mondo dimento aferma che l’assenza di norme dunque, che bisogna sbarcare in nord
in un battibaleno le sue menzogne è chiare applicabili alla vicenda non con- Europa, ma che sono necessari accordi
Matteo Salvini, che qualche giorno fa ha sente di individuare precisi obblighi di tra Stati (nel caso della Alan Kurdi, tra
pubblicato sui social un post molto bre- legge violati dagli indagati. Quindi il Tri- la Germania e l’Italia). Ma se questi ac-
ve: «I giudici ci danno ragione sulle Ong, bunale dei Ministri ha archiviato il pro- cordi mancano, cosa si fa? Si lasciano le
non ditelo a PD, Carole e carolanti vari! cedimento su Salvini perché mancano le persone in mare inché non si raggiunge
L’Italia rialza la testa, è solo BUONSEN- norme, mentre Salvini ha fatto passare un accordo? Sarebbe questo il BUON-
SO!» Segue bandiera dell’Italia. quest’archiviazione come «i giudici mi SENSO di Salvini?
hanno dato ragione». No! Quello che ha
Salvini ha usato, ancora una volta, i detto Salvini è una bugia, una manipo- Ma c’è dell’altro, perché in mare non
suoi social per dare a chi lo segue infor- lazione. ci sono solo le navi delle Ong, che sono
mazioni sbagliate, incomplete e, soprat- lì per salvare e per testimoniare ciò che
tutto, false. Impossibile spiegare perché Il provvedimento, in cui sarebbe stato accade, ma anche pescherecci e navi
quello che dice Salvini è falso in sole due riprodotto integralmente il paragrafo di commerciali: anche a loro il diritto del
righe, come fa lui. Non solo la menzogna un precedente documento che travisa la mare impone di prestare soccorso. Co-
è più veloce, ma anche più breve: possie- Convenzione di Amburgo del 1979, sta- sa faranno se il BUONSENSO vuole che
de quindi tutti i vantaggi tecnici per vin- bilisce che la responsabilità di assegnare debbano aspettare che ci siano accordi
cere sul mercato dei consumi. Alla men- un porto sicuro spetterebbe allo Stato di tra Stati prima di poter sbarcare il loro
zogna bastano pochissime parole; se in- primo contatto, che si identiica (inter- carico umano insieme alle merci che
vece vuoi spiegare cosa accade davvero, preto alla lettera) con lo Stato bandiera stavano trasportando? Le Ong sono sta-
di parole ne servono molte di più e serve della nave che ha provveduto al salva- te e sono tanto importanti perché pattu-
l’attenzione di chi ti legge o ti ascolta. taggio. Quindi, nel caso della Alan Kurdi, gliano il mare e salvano vite, consenten-
la Germania. A una prima lettura super- do anche a chi in mare lavora di poter
Lo scorso aprile la Alan Kurdi, nave del- iciale, potrebbe sembrare che le imbar- continuare a lavorare. Il BUONSENSO
la Ong tedesca Sea Eye, aveva soccorso cazioni delle Ong tedesche, olandesi o di Salvini è condannare alla deriva centi-
Illustrazione: Ivan Canu

nel Mediterraneo 65 migranti e per 11 spagnole, debbano raggiungere la Ger- naia di persone, ma sarete d’accordo con
giorni è stata bloccata in mare, in assen- mania, l’Olanda o la Spagna per sbar- me - spero - che non può esserci alcuna
za di un Place of Safety in cui sbarcare, care i migranti. Ora, tutti abbiamo pre- esitazione sul da farsi quando in mare e
nonostante quattro paesi (Germania, sente quale sarebbe il tragitto che quelle ci si imbatte in persone che rischiano di
Francia, Portogallo e Lussemburgo) imbarcazioni dovrebbero percorrere per annegare. Q

8 dicembre 2019 45
Governo / All’ombra di Palazzo Chigi

L’UOMO DEL CONTE


HA DETTO NI
FEDELISSIMO DEL PREMIER E CON MOLTI INTERESSI A
TARANTO. FORSE TROPPI. IL SOTTOSEGRETARIO TURCO
FRONTEGGIA LA CRISI ILVA. MA NON SA COME GESTIRLA
DI VITTORIO MALAGUTTI E GLORIA RIVA

L
a modestia, almeno a parole, non gli fa di- ti di politica economica. Ecco Turco, quindi, che agli occhi
fetto. A metà settembre, nella sua prima del premier incaricato aveva anche la non secondaria quali-
intervista da sottosegretario alla presiden- tà di essere diicilmente incasellabile in una delle numerose
za del Consiglio, Mario Turco raccontò di fazioni in cui si divide la truppa dei parlamentari pentastel-
aver pensato a «uno scherzo», quando lati. In altre parole, il senatore tarantino sembrava il candi-
Giuseppe Conte gli telefonò per annun- dato ideale per un incarico a diretto riporto del presidente
ciargli la nomina. Da qualche settimana, del Consiglio, un collaboratore da cui era lecito attendersi
però, l’esibito understatement dell’esor- dedizione assoluta. La sua igura ricorda quella dello stesso
diente al governo ha lasciato il posto a un attivismo mediati- Conte. Un tecnico estraneo alla politica, ma di provata com-
co da politico di prima ila, tra dichiarazioni ai giornali, note petenza in campo giuridico ed economico, che passati i cin-
uiciali e interventi sui social. Ha imparato in fretta, Turco. quant’anni risponde alla chiamata dei Cinque stelle e si trova
Solo due anni fa era un anonimo commercialista pugliese. all’improvviso proiettato al governo.
Un ricercatore universitario a digiuno di politica e di partiti. Di certo a Palazzo Chigi non si era mai visto, neppure ai
Adesso gioca da pivot nella squadra di Conte a palazzo Chigi tempi del leghista bocconiano Giancarlo Giorgetti, un sotto-
e come sottosegretario alla presidenza del Consiglio segue in segretario con un mandato così ampio in materia di investi-
prima persona le partite più complicate, a cominciare dall’Il- menti pubblici, di programmazione e sviluppo della politica
va. La rapidissima ascesa del professore, come ama farsi economica. Secondo quanto recita il decreto di nomina,
chiamare, è partita proprio dalla città dell’acciaieria, dove il spetta per esempio a Turco il coordinamento di “speciiche
suo nome è ancora al centro di una ragnatela di afari e di iniziative volte a fronteggiare situazioni straordinarie di crisi
rapporti. Arruolato dai Cinque stelle poche settimane prima in ambiti territoriali locali”, un ruolo che gli attribuisce an-
delle elezioni, Turco è sbarcato in Senato grazie al trionfo che la facoltà di partecipare a tutti i tavoli istituzionali dove
grillino a Taranto e ben presto il futuro sottosegretario si è si discutono gli interventi nelle aree del Paese in diicoltà. In
conquistato quella fama da secchione appassionato di bilan- cima alla lista delle emergenze c’è l’Ilva. E allora non sembra
ci che ha messo le ali alla sua carriera. Tre mesi fa, infatti, un caso che Conte abbia aidato una delega speciica per
durante la faticosa trattativa per la formazione del nuovo seguire la complessa vicenda proprio a Turco, nato e cresciu-
esecutivo, Conte era alla ricerca di un esperto di numeri e di to a Taranto. «È un incentivo alla paralisi economica», ha
inanza, un tecnico in grado di afrontare i dossier più delica- tagliato corto di recente il sottosegretario parlando del polo

46 8 dicembre 2019
Prima Pagina

Ragazzi si tuffano da
un molo abbandonato.
Sotto: Mario Turco

tivi proiettati in un futuro indeinito. Un piano gradualista


che inisce per scontentare tutti: gli ambientalisti che pre-
tendono lo stop immediato all’impianto e anche i sindacati
preoccupati per la sorte di migliaia di posti di lavoro. Turco
si barcamena. Da mesi ormai fa la spola tra Roma e Taranto
per gettare acqua sul fuoco delle polemiche e illustrare ai
suoi concittadini nuovi futuribili scenari di sviluppo a base
di «infrastrutture, cantieristica navale, una piattaforma logi-
stica dell’agroalimentare».
Il sottosegretario gioca in casa e sa bene come muoversi.
Nel suo passato non ci sono meet up grillini, nessuna parte-
cipazione militante alle storiche battaglie dei Cinque Stelle.
In compenso, quando Luigi Di Maio diede via libera alla sua
candidatura, l’aspirante senatore, forte di un brillante curri-
culum accademico, era già ben inserito negli ambienti che
siderurgico. Pollice verso anche sulla multinazionale Arce- contano della sua città. Di lunga data, per esempio sono i
Foto: C. Mantuano / OneShot, P. Scavuzzo / AGF

lor-Mittal, che avrebbe a suo tempo comprato lo stabilimen- rapporti con Luigi Sportelli, imprenditore collezionista di
to pugliese solo per evitare che «venisse rilevato dai suoi poltrone che è approdato al vertice della Camera di com-
concorrenti». Una posizione tranchant che si fa più sfumata mercio locale dopo avere a lungo presieduto Conindustria
quando dalle dichiarazioni di principio si passa ai program- Taranto. Non pare un caso, allora, che Turco sia stato chia-
mi concreti. Del resto, l’anno scorso, i Cinque stelle hanno mato nel collegio sindacale di alcune società in qualche mo-
fatto man bassa di voti proprio predicando la chiusura degli do riconducibili a Sportelli. L’elenco comprende la Oda, hol-
impianti. E, appena eletto, anche Turco chiedeva «un nuovo ding di famiglia dell’imprenditore, e la controllata Sincron,
contratto di programma che puntasse alla riconversione attiva nella produzione di software, ma ci sono anche azien-
economica dell’area di Taranto». Adesso che il senatore pu- de a capitale pubblico come Agrimed e Distripark, entrambe
gliese è approdato al governo, le promesse del recente passa- partecipate dalla Camera di commercio. Il neo senatore gril-
to hanno in qui partorito niente più che un elenco di obiet- lino non ha rinunciato a questi incarichi neppure dopo

8 dicembre 2019 47
Governo / All’ombra di Palazzo Chigi

l’elezione in Parlamento. Così, una volta al governo, si è


trovato a promuovere interventi che coinvolgevano enti in
cui era personalmente coinvolto. È il caso delle già citate
Agrimed e Distripark, che nei piani del governo avrebbero
dovuto dare impulso a nuove attività destinate in prospetti-
E IL SENATORE SI PRESE
va ad attutire le ricadute negative sulla città di un eventuale Il porto ionico di Saturo è un incanto.
ridimensionamento dell’Ilva. In realtà, entrambe sono rima- Lo avevano capito gli spartani, che nel
ste inattive, ma con amministratori e sindaci per anni rego- settimo secolo avanti Cristo, costruirono
larmente retribuiti. qui un tempio alla ninfa Satyrion, oggi
Agrimed aveva come mission la gestione di progetti di perno del parco archeologico. Poco sopra,
sviluppo in campo agricolo. Distripark invece era nata or- su un balcone naturale che poggia su
mai una ventina di anni fa per gestire un centro logistico grotte di tufo, è sorta una domus romana,
collegato al porto. I fondi pubblici destinati a inanziare l’i- ricca di capitelli, stanze a volta, marmi,
niziativa, circa 12 milioni, sono però bloccati per motivi maestosa con il suo parco abbellito da un
burocratici. Proprio Turco, in veste di rappresentante del corso d’acqua termale e un canneto che
governo, ha annunciato che le due società verranno quanto circonda la vista al mare. Un posto magico.
prima dotate delle risorse necessarie per mettersi inal- O stregato. Perché la villa, ribattezzata
mente in moto. Nel frattempo, il 28 ottobre, lo stesso Turco masseria Galeota, trasformata in lussuoso
ha lasciato il collegio sindacale di Agrimed, mentre compa- ristorante per cerimonie, bazzicata da
re ancora nell’organo di controllo contabile di Distripark. star internazionali nelle sere d’estate, è
Una banale dimenticanza? Può darsi. oggi al centro di una guerra giudiziaria al
«Mi sono dimesso da tutti gli incarichi professionali appe- tribunale di Taranto. Lo stesso tribunale su
na nominato sottosegretario», ha dichiarato Turco a L’E- cui i Cinque stelle hanno presentando tre
spresso. Di certo la vicenda delle due società a capitale pub- diverse interrogazioni parlamentari - due nel
blico conferma che a marzo dell’anno scorso il futuro senato- 2016, una nel 2018 - per far luce su «un
re grillino, a dispetto del rinnovamento predicato dai Cinque allarmante quadro: ci sarebbero 750 case
Stelle, era un professionista già ben introdotto nelle stanze all’asta e cittadini che lamentano procedure
del potere locale. Ottime anche le sue entrature a palazzo di anomale, non legittime», scrivevano i grillini.
giustizia, dove la cognata di Turco è giudice civile. Il fratello A gennaio di quest’anno il senatore
Angelo invece è notaio. In qualità di commercialista, il sotto- grillino Mario Turco, proprio a Taranto, si
segretario ha ricevuto numerosi incarichi di curatore falli- è aggiudicato all’asta la bella masseria
mentare. Fa capo a lui anche una partecipazione del 22 per Galeota, che si trova nel comune di
cento nella società di famiglia Terus, che a Taranto gestisce Leporano, per soli 375mila euro, battendo
l’agenzia di assicurazioni della compagnia francese Axa. I ge- l’ex proprietario, Enzo Papa, che per
nitori del senatore, confermano i documenti catastali, pos- l’acquisto e la ristrutturazione del palazzo
siedono un ingente patrimonio immobiliare: almeno una aveva investito oltre un milione di euro,
decina di appartamenti in palazzi del centro di Taranto, a cui indebitandosi al punto da non riuscire
va aggiunta una villa al mare nella stessa località balneare a a saldare il conto con la banca. Papa
pochi chilometri dalla città dove anche i due igli Mario e An- aveva poi ritrovato la forza economica
gelo possiedono una casa. per ricomprarselo all’asta, il ristorante.
Sul piano professionale l’ascesa di Turco è passata anche Tuttavia il senatore Turco lo ha battuto
attraverso l’esperienza di docente all’università del Salen- ancor prima che le buste venissero aperte,
to, ramo inanza aziendale, con la qualiica di professore perché l’offerta di Papa si è persa nell’etere
aggregato, cioè un ricercatore al quale vengono aidati an- della procedura telematica. Le presunte
che compiti di insegnamento. Quello del senatore taranti- irregolarità di quell’assegnazione hanno
no è quindi un incarico a tempo, che non presuppone la spinto l’ex proprietario ad avviare una
partecipazione a un concorso nazionale, come per i profes- battaglia legale che dura da undici mesi:
sori associati e per quelli ordinari. Nella banca dati del mi- «Non mi do pace. I Cinquestelle li ho votati
nistero dell’Istruzione, al nome del sottosegretario corri- anch’io e mi hanno portato via tutto», dice
sponde la qualiica di ricercatore. Una questione di titoli, l’imprenditore. Turco che fa? Tira dritto,
certo, ma anche di sostanza. Dal marzo dell’anno scorso neppure ipotizza che qualcosa possa essere
infatti, da quando è diventato un politico a tempo pieno, andato storto, s’intesta il bene. Di più:
Turco non può più essere considerato professore aggrega- denuncia per stalking Papa, accusato di
to, al contrario di quanto si legge nel suo curriculum pub- averlo gettato in uno stato d’ansia.
blicato in rete sul sito del governo. n

48 8 dicembre 2019
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PURE LA MASSERIA VISTA MARE (DI GUAI)


Ora sarà la procura di Potenza a
stabilire la regolarità dell’asta. Che
c’entra il tribunale lucano? C’entra
perché lo scorso 24 maggio è stata
fatta una denuncia contro il giudice
Andrea Paiano, colui che ha assegnato
la masseria a Turco, e per competenza
è proprio la procura di Potenza a
dover indagare su di lui. A presentare
l’esposto è stata Vincenza Celano,
la compagna di Papa, colei che ha
presentato l’offerta per ricomprarsi la
masseria. Qui la vicenda si complica,
perché nonostante nella denuncia venga
indicato il nome del magistrato, Andrea La masseria Galeota di Leporano, aggiudicata dal tribunale al sottosegretario Mario Turco
Paiano appunto, insieme a quello
dell’avvocato delegato alla vendita, al Servizio di assistenza del portale qualcosa da festeggiare nel portarmi
Tonia Macripò, e all’architetto Francesco vendite telematiche del ministero via la masseria, dove lavoravo e vivevo»,
Sante, la Procura iscrive le notizie di della Giustizia per sapere di chi fosse racconta Papa, sfrattato il 29 aprile.
reato nel registro contro ignoti: come l’altra caparra. Di Kanapa, ovviamente. Si oppone di nuovo: dice che alla sua
se non fosse possibile identiicare colui L’offerta inale era stata scartata società Agorà, che aveva in afitto la
che è stato accusato di abuso d’uficio, perché il nome del ile era errato. Colpa gestione della masseria, non era stata
falsa perizia e falso in atto pubblico. Ed dell’avvocato Maselli, che però nel testo notiicata l’esecuzione. Ma il senatore
è solo l’ennesima stranezza di un puzzle poi non pervenuto al tribunale, si era Turco resiste e a metà luglio il giudice
che conta un sacco di tessere storte. già auto-assolta «da ogni responsabilità rigetta il ricorso.
Riavvolgiamo il nastro, per raccontarle, in ordine a possibili problemi connessi In seguito alla prima denuncia di Papa,
queste stramberie. al mancato ricevimento della busta il 26 settembre la Guardia di inanza
Nel 2002 Papa acquista per 300 telematica». In passato, però, al di Taranto ha consegnato un fascicolo
mila euro la masseria, fa un mutuo da tribunale di Larino, nel Molise, era di 130 pagine di indagine al pubblico
200 mila euro per la ristrutturazione, successo che un’offerta in prima battuta ministero di Taranto, Antonio Natale.
ma nel 2009 gli affari tracollano. Nel esclusa per un errore di nomina del ile, Il quale nel giro di poche ore chiede
2012 la banca pignora la masseria, che fosse riammessa dal giudice. l’archiviazione, ma solo parziale. Per
viene messa all’incanto. Dopo alcune A Taranto va diversamente: la Celano fa quanto riguarda le accuse al giudice
aste andate deserte, a gennaio 2019 ricorso, ma il giudice lo respinge perché Paiano, infatti, il pm invia il dossier
il prezzo scende a 375mila euro e non vi sarebbe stata una seria possibilità alla procura di Potenza, dove già
arrivano due offerte: quella di Turco di conseguire un prezzo superiore con pendeva un procedimento contro lo
e un’altra della Celano, che mette sul una nuova vendita. «Falso», replica stesso magistrato. La denuncia però,
piatto 375.300 euro attraverso la propria Anna Maria Caramia, il nuovo avvocato sorprendentemente, inisce nel registro
società Kanapa. Tuttavia l’avvocato di di Papa, che fa notare come «nella delle indagini contro ignoti. «Sono
quest’ultima, Stefania Maselli, inserisce busta di Kanapa ci fosse l’indicazione escamotage frequenti. Chiederemo
la proposta d’acquisto nel portale del al rilancio ino a 800 mila euro». Ciò al sostituto procuratore di iscrivere il
tribunale con un nome non valido. nonostante il 3 aprile il giudice Paiano procedimento nel giusto registro, il
Due giorni dopo, il 17 gennaio, Tonia aggiudica a Turco la masseria, dove modello 21, cioè a carico di persone
Macripò, delegata dal tribunale alla lo stesso giorno si presentano due note», promette l’avvocato Caramia,
vendita, aprendo il portale dell’asta trova carabinieri, il funzionario dell’istituto che da anni lotta contro il sistema delle
i due boniici delle caparre ma una sola vendite giudiziarie e Grazia Peluso, cioè aste immobiliari di Taranto. Prima lo
offerta, quella di Turco. la mamma di Mario Turco, assistita da faceva al ianco dei grillini. Oggi contro
Macripò aggiudica quindi il bene al un legale. «La Peluso è arrivata con un un grillino.
senatore e solo successivamente scrive cabaret di pasticcini, come se ci fosse G.R.

8 dicembre 2019 49
Terrore globale

JIHAD
IL SUPREMATISMO BIANCO FA PIÙ MORTI DEL
TERRORISMO ISLAMISTA. E DOVREMMO TRATTARLO
ALLO STESSO MODO. PAROLA DI ESPERTO
CON LA
SVASTICA
COLLOQUIO CON ALI SOUFAN DI FRANCESCA MANNOCCHI
50 8 dicembre 2019
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L
o scorso 10 settembre, un A sinistra: l’ex agente dio e che solo la violenza possa fermare gli
giorno prima dell’anniver- speciale antiterrorismo “invasori”. Gli jihadisti, identiicano i nemi-
sario dell’attentato contro dell’Fbi, Ali Soufan. ci nell’Occidente che cerca di distruggere
le torri gemelle Ali Soufan, È considerato uno l’Islam mentre gli estremisti suprematisti
dei massimi esperti
ex agente speciale che ha bianchi temono il multiculturalismo, l’im-
mondiali di terrorismo
investigato casi di terro- migrazione che porterebbe a quella che de-
rismo internazionale alta- iniscono l«islamizzazione» della società.
mente sensibili e complessi, tra cui i bom- La violenza diventa così mezzo della “guer-
bardamenti e l’attacco alla Uss Cole, oltre ra ideale” che conducono ma anche model-
agli eventi legati proprio all’11 settembre, lo per reclutare altri sostenitori. E inisce
ha parlato alla House Committee on Home- per generare identità. La minaccia alla pro-
land Security (Comitato della Camera sulla pria identità che questi gruppi percepisco-
Sicurezza Interna). no li rende uno lo specchio dell’altro».
Il tema del suo intervento sulle minacce I combattenti di cui parlate sono estre-
legate al terrorismo globale non era focaliz- misti di destra, suprematisti bianchi che
zato solo sullo stato dei gruppi jihadisti, ma viaggiano in Ucraina seguendo un per-
sull’evoluzione del suprematismo bianco. corso che ha delle analogie con il movi-
Dice Soufan nel suo intervento: «Non è so- mento dei combattenti jihadisti in Siria.
lo il terrorismo jihadista a minacciare gli «L’Ucraina è per i suprematisti proprio
Stati Uniti. […] I suprematisti bianchi so- quello che la Siria è stata negli anni recen-
no stati responsabili di tre volte più morti ti per gli jihadisti. E svolge la funzione che
negli Stati Uniti rispetto agli islamisti. […] prima ha assolto l’Afghanistan. L’Ucraina
Da Pittsburgh a Poway, da El Paso a Char- ha un efetto galvanizzante, è un luogo di
lottesville, l’estremismo suprematista af- reclutamento, addestramento, combatti-
ligge regolarmente gli Stati Uniti, e questa mento e inanziamento e i suprematisti vi
minaccia non ha una natura solo locale si recano per combattere sia su lato russo
ma sta manifestando le sue caratteristiche che su quello ucraino. La maggior parte dei
transnazionali». foreign ighters in Ucraina proviene dalle
Proprio in settembre, la sua organizzazio- regioni più prossime, Bielorussia, Germa-
ne, il Soufan Center, che si occupa di fornire nia, Georgia. Non è diverso da quello che
risorse, ricerche e analisi legate a problemi abbiamo vissuto con l’Isis. Uno dei gruppi
di sicurezza globale e minacce emergenti di destinazione è il Battaglione Azov, una
ha pubblicato un report dal titolo: “L’ascesa forza ilo ucraina che ha reclutato attiva-
transnazionale del violento movimento su- mente combattenti stranieri, motivati da
prematista bianco”. una ideologia neonazista. A dimostrazione
Secondo lo studio, più di 17 mila persone del carattere transnazionale della minac-
provenienti da 50 Paesi, compresi gli Stati cia, proprio il Battaglione Azov ha relazioni
Uniti, hanno viaggiato in Ucraina negli ul- con i membri della divisione Atomwafen,
timi anni per combattere sia per le forze e non i sostenitori statunitensi di he Rise
pro-ucraine che per quelle russe. Above Movement (Ram), gruppo descritto
Nel vostro rapporto afermate che esi- dall’Fbi come “organizzazione estremista
stono similitudini tra il suprematismo suprematista bianca” basata nel Sud della
bianco e gli jihadisti? California».
«Se osserviamo come si sta sviluppando il Anche le parole usate dai gruppi supre-
suprematismo bianco notiamo parallelismi matisti raccontano una prossimità con i
con l’evoluzione dei gruppi jihadisti nella gruppi jihadisti...
Foto: H. Retamal / AFP via Getty Images

seconda metà degli anni Ottanta e l’inizio «Sì, i gruppi suprematisti stanno anche mu-
degli anni Novanta: come gli jihadisti, i su- tuando una narrazione del mondo dai mo-
prematisti bianchi giustiicano l’uso della vimenti jihadisti. Un’organizzazione basata
violenza come autodifesa intrinsecamen- negli Stati Uniti ha adottato, come nome
te necessaria a combattere la violenza de- per una piattaforma social che collega vari
gli avversari. Entrambi i gruppi utilizzano elementi di estrema destra, il nome he Ba-
spesso metafore nei loro scritti propagan- se, la base. La base era il nome selezionato
distici che rilettono la convinzione che le da Osama bin Laden per il suo gruppo: tra-
società cui appartengono siano sotto asse- dotto in arabo è, appunto, Al Qaeda. La

8 dicembre 2019 51
Terrore globale

propaganda serve a esporre la propria


ideologia e ad avvicinare nuovi sostenito-
ri. Per gli jihadisti sono i video di martirio
e decapitazione, per i suprematisti bianchi
è lo streaming degli attacchi, come nel caso
di Christchurch, l’attacco in Nuova Zelan-
da. Prima della carneicina l’attentatore
pubblicò un lungo manifesto di 74 pagine
in cui aveva razionalizzato il suo massacro
come una protesta contro la “sostituzione
etnica”, cioè l’idea che i musulmani stesse-
ro cercando di cancellare la cultura bianca
europea. Difendeva l’idea di combattere la
sua “guerra santa” per puriicare la società,
esattamente come gli jihadisti. Questi ma-
nifesti, le dirette, l’esaltazione della vio-
lenza, l’uso in generale delle piattaforme
internet come strumento di difusione del
messaggio, servono ad avvicinare le parti
più vulnerabili della società».
Nel rapporto sostenete che «giocare sul-
le paure per monetizzare l’odio e la di- LONDRA e molto con la nostra percezione del peri-
scordia è un grande afare». Quali sono Polizia scientiica colo che questi gruppi rappresentano. Ma
i principali modi di inanziamento del inglese al lavoro dopo dobbiamo cominciare a relazionarci diver-
suprematismo bianco? l’attentato di matrice samente con questa minaccia. Lo scorso
«Non essendo considerati gruppi terro- jihadista sul London 30 ottobre il direttore dell’Fbi Christopher
bridge che ha provocato
ristici i suprematisti bianchi hanno modi Wray ha detto al Congresso che i neonazi-
due morti il 30
trasparenti e legali di inanziamento. Sia novembre scorso
sti americani pesano sempre di più a livello
il crowdfunding che le criptovalute sono internazionale e ha afermato che gli estre-
un metodo difuso di inanziamento per i misti siano motivati da ragioni razziali e
gruppi suprematisti. Molti hanno sfruttato confermato i reclutamenti on line e i viaggi
le piattaforme social per creare contenuti di addestramento.

Foto: J. King / PA Images via Getty Images, C. Court / Getty Images, J. Swensen/Getty Images, Ansa
e cercare inanziamenti attraverso sistemi Recentemente l’Fbi ha arrestato, in Kansas,
di pagamento che facilitano le transazioni un soldato con l’accusa di condividere le
peer-to-peer (P2p). Non è possibile quanti- istruzioni di fabbricazione di bombe su Fa-
icare con precisione la portata del potere cebook. Ha dichiarato in Tribunale di esse-
inanziario dei gruppi suprematisti ma pos- re stato guidato da un ex soldato dell’eser-
siamo ritenere che sia molto signiicativa e cito che era andato a combattere a ianco
che essi abbiano potuto avvalersi di dona- di un gruppo estremista in Ucraina, Craig
tori che condividono la loro ideologia». Lang, un ex soldato dell’esercito statuni-
Come ricordava, il suprematismo bian- tense che nel 2016 si sarebbe unito a Right
co è responsabile di più morti in Ame- Sector, un gruppo paramilitare nazionali-
rica che gli attacchi terroristici di ma- sta ucraino di estrema destra, impegnato
trice jihadista dopo l’11 Settembre. Per nella lotta contro i separatisti russi. È solo
anni, l’Fbi ha generalmente descritto gli una delle conferme della minaccia terrori-
estremisti violenti di destra o come “raz- stica interna».
zisti” o come “terrorismo domestico”, e In un recente articolo che ha scritto per
gli estremisti violenti ispirati da gruppi il New York Times sostiene che dal 2001
militanti islamici come al Qaeda e lo un lungo elenco di persone sia stato in-
Stato islamico come “terrorismo inter- criminato con l’accusa di sostenere ma-
nazionale”. terialmente gruppi terroristici vicini ad
«Sfortunatamente l’America non ha tratta- Al Qaeda, ma che per il terrorismo in-
to per lungo tempo il suprematismo bian- terno le accuse di sostegno economico,
co come ha trattato la minaccia dei gruppi materiale sono impossibili perché - lei
jihadisti. Ha molto a che fare con la politica scrive - «non esiste un meccanismo per

52 8 dicembre 2019
Prima Pagina

designare gruppi terroristici domestici Laden Al Qaeda fosse pronta alla transizio-
in quanto tali e le accuse di terrorismo ne, il tentativo era esattamente attraverso
interno sono più diicili da dimostrare Hamza bin Laden, il iglio prediletto di Osa-
e comportano sanzioni inadeguate alla ma. Per l’Isis è tutto diverso, molti numeri
gravità del reato». due dell’organizzazione sono stati uccisi, e
«Sì, anche l’attentatore di Oklahoma City, molti sostenitori non sanno nemmeno chi
Timothy McVeigh, il caso più grave di terro- sia il nuovo Califo, non sanno il vero nome,
rismo domestico nella storia della nazione, non conoscono il suo volto. Isis tornerà a
non è stato accusato di alcun reato di ter- CHRISTCHURCH operare con modalità insurrezionali, forse
Un bambino getta dei
rorismo. Quello che auspichiamo è che l’F- i gruppi, Isis e al Qaeda, si avvicineranno
iori per ricordare le 50
bi segua il modello inglese, sulla scia dell’ vittime della strage
o si coordineranno, come stanno facendo
MI5, rispettando le libertà costituzionali compiuta da Brenton nel Sahel».
ma aggiornando la legislazione post 11 set- Tarrant nella moschea Molto è cambiato nel nord est della Si-
tembre per equiparare i gruppi terroristici di Christchurch in ria negli ultimi mesi, l’ofensiva turca in
locali e quelli stranieri. Solo così le forze Nuova Zelanda Rojava, e la decisione di Istanbul di co-
dell’ordine potranno monitorare adeguata- minciare a deportare i foreign ighters e
mente i gruppi e fornire prove ai pubblici le loro famiglie. Cosa si aspetta?
ministeri». «Stiamo chiedendo a gran voce ai governi
In questi mesi abbiamo assistito alla occidentali di deinire una linea, abbiamo
presunta morte di Hamza Bin Laden e visto cosa è accaduto dopo l’Afghanistan,
alla morte di Abu Bakr al Baghdadi. Co- molti Paesi non volevano accettare indietro
sa rappresenta la morte di Baghdadi per i propri cittadini che avevano combattuto.
Isis e in cosa è diversa dalla morte di Osa- Non dobbiamo e non possiamo ripetere i
ma Bin Laden per le sorti di Al Qaeda? medesimi errori. Allora il mondo si accorse
«Dal punto di vista dell’ideologia, questi PITTSBURGH in ritardo di avere un problema con il reclu-
Un ragazzino con due
gruppi non si esauriscono con la morte del poliziotti del Public
tamento del fondamentalismo islamico, se
leader, non dobbiamo confondere la morte memorial service per ne accorse l’11 settembre. È un fenomeno
del capo con la ine del messaggio. In pas- ricordare le vittime già visto, ed è esattamente ciò cui stiamo
sato la morte di Bin Laden ha dimostrato di dell’attentato alla assistendo con i foreign ighter e le loro fa-
avere raforzato Al Qaeda anziché indebo- sinagoga di Pittsburgh miglie nel nord est della Siria e in Iraq. Se
lirla. E non perché Zawhahiri sia un leader il 27 ottobre del 2018 non capiamo come fare, chi debba essere
migliore di lui, ma perché gli eventi in Siria processato, chi vada aiutato con progetti
e in Iraq hanno dato al gruppo un’oppor- di deradicalizzazione vedremo un ilm già
tunità di raforzare il proprio messaggio, visto. Tenere i bambini in questi campi pro-
il reclutamento e l’azione. E soprattutto di fughi signiica alimentare inesorabilmente
raccogliere il vantaggio che i disordini e i la possibilità che siano terreno fertile di un
vuoti politici hanno dato ai fondamentali- reclutamento futuro. Io credo che il siste-
smi. Pensare di aver sconitto - attraverso ma giudiziario dei Paesi europei sia solido
la morte del leader - i fattori che contribui- abbastanza per poter far fronte al proble-
scono allo sviluppo e alla difusione di una ma, se ci voltiamo dall’altra parte, senza po-
ideologia è pura illusione. HALLE tenziare il sistema giuridico o i percorsi di
Polizia di guardia
Negli ultimi vent’anni le politiche antiter- deradicalizzazione, passerà del tempo, i de-
all’esterno della
rorismo si sono rivelate un boomerang. Se sinagoga di Halle,
tenuti usciranno di prigione - qualcuno di
non facciamo attenzione ai complessivi in Germania, dove loro è già fuggito - e immaginate cosa signi-
aspetti geopolitici del gruppo rischiamo il 9 ottobre scorso icherà quando saranno sparsi per il mon-
di non riuscire a prevedere cosa accadrà. sono state uccise do, cercando un altro luogo che uniichi il
Penso che al momento della morte di Bin due persone loro messaggio, e cercheranno di colpire i
loro governi, i Paesi da cui provengono e
che li hanno riiutati, le loro comunità di
I GRUPPI DI ESTREMA DESTRA origine. Abbiamo l’opportunità di trovare
una soluzione ora e i governi europei non
possono abdicare questa responsabilità
VIOLENTA E RAZZISTA POSSONO verso i propri cittadini. Soprattutto sulla
riabilitazione dei bambini. Non farlo signi-
FINANZIARSI IN MODO LEGALE ica alimentare i problemi del futuro. Q

8 dicembre 2019 53
Medio Oriente

DOPO LA STRAGE,

Vista sulla parte settentrionale di Teheran dal ponte Tabiat

54 8 dicembre 2019
Prima Pagina

UN ALTRO IRAN
SEI GIORNI DI PROTESTE,
OLTRE 200 MORTI,
7 MILA ARRESTI. POI IL
SILENZIO. MA IL PAESE
DEGLI AYATOLLAH NON
SARÀ PIÙ LO STESSO
DI LUCIANA BORSATTI DA TEHERAN
foto di LINDA DORIGO

A
lmeno sei giorni di proteste, cinque di
oscuramento di internet, notizie e video
di violenze e uccisioni di manifestanti po-
stati con diicoltà sui social e rilanciati
da media mai teneri con la Repubblica
Islamica, cifre e comunicazioni uiciali
che tardano ad arrivare, e quando lo fanno smentiscono
o ridimensionano quando già si percepiva come una pe-
sante cappa di tragedia calata sull’Iran. E dunque la pri-
ma domanda che sorge è: ma l’Iran sarà mai più lo stes-
so? Potrà esserlo, alla ine della tragica conta dei morti
che Amnesty International ha portato in sette giorni da
143 a oltre 200, mentre un deputato della Commissione
parlamentare per la Sicurezza nazionale ha parlato di 7
mila arresti in tutto il Paese?
Certo l’Iran non sarà più lo stesso per i familiari delle
vittime, quale ne sia il numero efettivo; né per coloro la
cui vita resterà segnata dal carcere o da una condanna; o
per chi ha assistito attonito agli spari di agenti in divisa e
in borghese contro manifestanti disarmati, ha visto ban-
che distrutte (oltre 700 secondo stime uiciali) e pompe
di benzina incendiate, ha raccontato di misteriosi iguri
mascherati e armati di mazze il cui solo scopo era distrug-
gere senza nemmeno urlare uno slogan.
Ma da dove è cominciata questa crisi, tanto grave da

8 dicembre 2019 55
Medio Oriente

far imporre quell’inedito oscuramente totale di inter-


net reso possibile sì dall’avvenuta creazione di un autar-
chico web nazionale, ma certo favorito anche dalla chiu-
sura di qualunque canale inanziario con l’estero, efetto
delle più pesanti sanzioni Usa nella storia della Repubbli-
ca Islamica?
Se il malcontento covava da tempo tra gli strati sociali
impoveriti dalle sanzioni, ma anche da cronici problemi
strutturali dell’economia, la miccia è stata l’annuncio,
nella notte di giovedì 14 novembre e dunque in pieno we-
ekend, che il prezzo della benzina sarebbe aumentato del
50% per i primi 60 litri al mese, e del 300% per i successivi.
Le autorità non ritenevano infatti più compatibile con i
conti dello stato sussidi che facevano pagare solo una de-
cina di centesimi di euro per un litro di benzina a chiun-
que, che guidasse una Maserati tra le ricche residenze del
nord di Teheran oppure solo una vecchia utilitaria di
marca francese per arrotondare i guadagni come tassista
improvvisato grazie a Snapp, la Uber locale. Ma bisognava
anche fermare il contrabbando di benzina all’estero e ri-
durre gli eccessi del consumo interno. Il denaro rispar-
miato sarebbe subito stato trasferito in forma di sussidi
diretti a milioni di iraniani bisognosi.
A prendere la decisione non il Parlamento, dove non so-
no mancate proteste per l’esautoramento, ma un comita-
to economico in cui siedono il presidente della stessa As-
semblea, Ali Lariani, il capo dell’esecutivo Hassan Rouha-
ni e il capo della magistratura Ebrahim Raisi. Un comita-
to ristretto, ma rappresentativo dei tre poteri dello stato,
sebbene solo i primi due siano organi elettivi (in un com-
plesso ordinamento costituzionale che aida però al non
elettivo Consiglio dei Guardiani l’approvazione delle can-
Una donna cammina all’esterno del mausoleo
didature ) e il terzo invece emanazione della Guida supre-
dedicato all’ayatollah Khomeini
ma. Sulla opportunità e le modalità dell’annuncio di tale
decisione le critiche e dietrologie si sprecano – anche se
intanto il ministro del Petrolio è fra i tre a rischio di impe-
achment in Parlamento, mentre un quarto ha già dato le ni di barili al giorno a meno di 500 mila. Tanto che è legit-
dimissioni . timo chiedersi in quale misura le sanzioni Usa, tese a
Ma non è tanto questo il punto. Il punto è che l’improv- colpire anche chi in Europa continui a fare afari con l’I-
viso rincaro è stato la goccia che ha fatto traboccare un ran, abbiano appunto determinato quest’ultima ondata
vaso già colmo e per due ordini di motivi. Primo, un’eco- di proteste. E quali siano anche le responsabilità dell’Eu-
nomia strozzata dalla corruzione e dai potentati oligar- ropa, che non è ancora riuscita ad afrancarsi dalle san-
chici delle Fondazioni religiose e di tanti esponenti dei zioni secondarie che le hanno legato le mani, fallendo i-
Pasdaran (le Guardie della rivoluzione fondate nel 1979 nora nel rendere operativa la società Instex, stratagemma
come corpo militare) prestati all’imprenditoria; secondo, per consentire l’interscambio varato da Francia, Gran
gli efetti delle durissime sanzioni imposte dalla Casa Bretagna e Germania (cui si sono appena aggiunti altri sei
Bianca dopo l’uscita unilaterale dall’accordo sul nucleare paesi Ue) . E quanto, inine, la politica di “massima pres-
dal presidente Trump - il quale puntualmente non ha fat- sione” sull’Iran della Casa Bianca abbia contribuito ad
to mancare la sua solidarietà ai manifestanti. Un concor- erodere il consenso interno verso la cosiddetta ala ‘mode-
so di cause che ha fatto precipitare di oltre 9 punti, nelle rata’ della dirigenza iraniana, quella di Rouhani e del suo
previsioni del Fondo monetario internazionale, le pro- ministro degli Esteri Javad Zarif, che sull’accordo con
spettive di crescita dell’economia iraniana, che solo tre l’Occidente avevano scommesso, nonostante le resisten-
anni fa si preparava a massicci investimenti europei e an- ze degli ultraconservatori, e quella scommessa hanno
che italiani. Ma in cui un ruolo cruciale è certo stato svol- perso. Venendo così travolti dalla rabbia difusa verso tut-
to dal crollo dell’export del petrolio, passato da 2,8 milio- to l’establishment che si sprigionava nelle strade di un

56 8 dicembre 2019
Prima Pagina

una «guerra mondiale a pieno titolo contro il sistema», in-


gaggiata da Israele, Usa e Arabia Saudita. E condotta, sem-
pre nella lettura uiciale, da agenti iniltrati della Cia e dei
Mojahedin del Popolo (Mko), determinati oppositori della
Repubblica Islamica, alleati dell’Iraq nella guerra degli an-
ni Ottanta e ora capaci di una grande inluenza sia in Euro-
pa che negli Stati Uniti.
Reazioni da scontro frontale, dunque, ma presto mitiga-
te: con Rouhani ad auspicare la libertà per gli arrestati in-
nocenti e a ofrire nuovi negoziati con le potenze del 5+1,
ma solo a sanzioni Usa rimosse. Sul fronte opposto parlano
i video e le testimonianze raccolte dai media occidentali. E
che raccontano non solo di giovani disoccupati colpiti da
agenti in uniforme e in borghese, ma anche di veri e propri
eccidi, come quello che sarebbe avvenuto a Mahshahr, città
a maggioranza araba nella regione di conine del Khuze-
stan. Qui membri dei Pasdaran avrebbero ucciso in un
campo, secondo le testimonianze raccolte dal New York
Times ma poi ridimensionate da fonti uiciali, da 40 a 100
manifestanti, quasi tutti giovani e disarmati. Una sorte la
loro, che potrebbe assumere un’ulteriore inquietante va-
lenza se si dovesse associare a rivendicazioni etniche se
non separatistiche. Ma che intanto conferma come alcune
aree periferiche ed economicamente marginali siano state
quelle a maggior concentrazione di vittime, come appunto
il Khuzestan e le regioni curde. Mentre tra le vittime - per le
quali in vari casi i familiari avrebbero dovuto pagare la re-
stituzione della salma e celebrare in modo riservato i fune-
rali - ve ne sono alcune che acquistano un volto se non un’i-
conica identità. Come nel caso di Pouya Bakhtiari, un 27en-
ne ucciso a Karaj, non distante da Teheran, mentre parteci-
pava alle manifestazioni insieme alla madre e alla sorella.
«Ho combattuto per cinque anni per respingere il nemico
dalla patria» durante la guerra Iran-Iraq, ha raccontato il
padre a Radio Farda - e ora hanno ucciso mio iglio solo
perché protestava contro gli aumenti della benzina». «Mio
centinaio di città del Paese. iglio amava la poesia persiana e la storia dell’Iran - ha ag-
Specularmente, la reazione alle proteste ha ridotto al mi- giunto - e nel frattempo progettava di emigrare in Canada».
nimo anche le diferenze tra il fronte di Rouhani e quello Quasi il ritratto di una intera generazione, quello di Pouya:
che si riconosce nella Guida Ali Khamenei, meno carisma- amore per la patria e per quella poesia tanto difusa anche
tico erede della carica del fondatore della Repubblica Isla- fra i giovani, e insieme la consapevolezza che non vi è futu-
mica Ruhollah Khomeini. E dunque, da parte uiciale, le ro se non all’estero. Pouya potrebbe ora diventare un’icona
proteste sono state considerate “atti” di mercenari ” e “tep- grazie anche al coraggio di un padre che ne parla al mondo
pisti” da ben due anni al soldo degli Usa, secondo quanto rivendicando il suo passato di combattente. Dei caduti e
dichiarato il 27 novembre da Rouhani, secondo il quale la dei veterani di quella guerra la Repubblica Islamica ha fatto
repressione è stata «una grande vittoria nazionale contro martiri ed eroi, come può ora ucciderne i igli?
le superpotenze». Toni simili a quelli usati da Khamenei, Contro quanto accaduto da quel venerdì nero anche il
secondo cui una «grande cospirazione» guidata dagli Usa è mondo del cinema si è mobilitato per i manifestanti uccisi
stata sventata dai Basiji, corpo dei volontari dei Pasdaran, e in difesa dei diritti, con una petizione irmata da registi
i cui vertici avevano da parte loro deinito le manifestazioni internazionalmente noti come Ashgar Fahradi, Jafar Pa-

UN’ECONOMIA STROZZATA DA SANZIONI E CORRUZIONE.


E LA REPRESSIONE HA CANCELLATO I RIFORMISTI
8 dicembre 2019 57
Medio Oriente

nahi e Rakhshan Bani Etemad. distinguo. Quanto alla commissione parlamentare di in-
E per Azadeh Pourzand, ricercatrice nel campo dei diritti chiesta invocata nel parlamento iraniano da alcuni parla-
umani basata a Washington - e che questa settimana sarà mentari, come la riformista Parvaneh Salahshouri, per la
in Italia con Amnesty International - le ultime proteste ricercatrice «non avrebbe l’indipendenza necessaria per
hanno portato a ridurre le divisioni interne all’élite dirigen- rimanere oggettiva», mentre sarebbe urgente piuttosto «un
te ino ad condivisa politica di «massima repressione». Pa- comitato di esperti indipendenti» delle Nazioni Unite. Dif-
role dure quelle di Azadeh Pourzand, iglia di un giornalista icile immaginare, per chi conosca il senso di orgoglio na-
dissidente che si suicidò nel 2011 mentre era agli arresti zionale che guida la dirigenza iraniana, che una condizione
domiciliari - che sembrano chiudere ad ogni possibilità di del genere possa essere accettata.

STORIA DI MASIH, CHE SI TOLSE


IL VELO E DIVENNE FEMMINISTA
DI CINZIA SCIUTO
«Le donne in Iran sono ormai fuori parole: «Ogni volta che corro libera e i
controllo. Il regime non riesce a fermare miei capelli danzano nel vento mi viene
le loro proteste neanche con i numerosi in mente che vengo da un paese in cui
arresti. Per questo hanno cambiato da trent’anni quegli stessi capelli sono
strategia e hanno arrestato mio fratello: ostaggio della Repubblica islamica».
pensano di mettere a tacere le donne Nel giro di pochi giorni il post riceve
iraniane, mettendo a tacere me. Ma 14mila like, 741 condivisioni, più
hanno sbagliato i loro calcoli». Masih di 500 commenti. Decide allora di
Alinejad ha la voce ferma di chi sa di pubblicare poco dopo un’altra foto, conosciuta al regime. Prima di essere
vivere un momento storico cruciale e sempre senza velo, scattata qualche di fatto costretta a lasciare l’Iran,
di non poter mollare proprio adesso. anno prima ma questa volta in Iran: «Se è stata per diversi anni giornalista
Neanche dopo che hanno arrestato uno vivi in un posto dove non ti è concesso parlamentare. Un mestiere che in un
dei fratelli, due anni più di lei, che in fare praticamente nulla, impari presto regime come quello iraniano non è
da quando erano bambini ha sostenuto a prenderteli i tuoi spazi di libertà, una facile. Masih si presenta al suo primo
le piccole e grandi battaglie di libertà libertà sempre clandestina». Nasce così colloquio di lavoro senza neanche il
della sorella. «Ma Ali non è un attivista, la campagna “My stealthy freedom”, la diploma: pochi mesi prima dell’esame
la sua unica colpa è essere mio fratello mia libertà clandestina, appunto: una inale era stata arrestata per aver scritto
e per questo, da cittadina statunitense, pagina Facebook dalla quale Masih e distribuito un volantino considerato
citerò in giudizio negli Usa la Repubblica invita le donne iraniane a inviare foto antigovernativo. Trascorre circa un mese
islamica», aggiunge. e video dei loro più o meno piccoli in prigione, quasi sempre bendata,
Il regime degli ayatollah non tollera momenti di libertà segreta. In cinque costretta a scrivere e riscrivere decine
questa donna che cinque anni fa si settimane la pagina raggiunge 500mila di volte una “confessione”. È in cella
è ritrovata quasi per caso a diventare fan (oggi ha superato il milione) e viene quando scopre di essere incinta:
un’attivista contro l’obbligo del velo. È invasa da foto di donne iraniane senza «Come lo dico ai miei genitori?», è il
bastata una foto scattata per le strade velo. Nel 2017 il salto dal virtuale al primo pensiero. Ed è proprio quella
di Londra, dove Masih Alinejad, nata in reale, dai social alle strade di Teheran gravidanza a salvarla: dopo circa un
un piccolo villaggio nel nord dell’Iran e di tutto l’Iran. Masih lancia i “White mese, viene inalmente portata davanti
due anni prima della Rivoluzione che Wednesdays”, i mercoledì bianchi, a un giudice che la condanna a 5 anni
ha portato al potere Khomeini, si era invitando le donne iraniane a uscire per di prigione e 74 frustate, ma la pena
trasferita nel 2009. Una foto che la strada senza velo o vestite di bianco. viene sospesa e Masih torna libera. Con
ritrae con i capelli al vento. Masih Masih Alinejad, che oggi vive a New un bimbo in grembo e una macchia
pubblica l’immagine sul suo proilo York sotto protezione per le numerose sulla fedina penale. Poco dopo sposa
Facebook commentandola con queste minacce di morte ricevute, era già il padre del bambino: un compagno di

58 8 dicembre 2019
Prima Pagina

Ma che dal 15 novembre a oggi qualcosa si sia inevitabil- nella diplomazia come unico strumento per non consegna-
mente spezzato, anche per chi ha creduto nella dirigenza re l’Iran agli ultraconservatori e ai guerrafondai, ma la feri-
moderata di Rouhani come nell’unico ponte realisticamen- ta ormai è troppo aperta. Prima di tutto, ora l’Europa deve
te possibile tra l’Iran e il mondo, lo conferma una professio- chiedere chiarezza sui diritti umani, con una commissione
nista quarantenne iraniana che preferisce non essere iden- di osservatori internazionali».
tiicata. «Rouhani e Zarif mi sembravano gli unici interlo- «Le elezioni parlamentari di febbraio? Dopo quanto è ac-
cutori possibili - racconta - ma ora hanno commesso erro- caduto - conclude - in pochi andranno a votare. Forse le
ri terribili, hanno superato tutti i limiti. Nessun governo ha elezioni non ci saranno proprio, ci sarà un colpo di stato
tradito le nostre speranze come il loro. Ho sempre creduto militare prima». Q

stesso piccolo villaggio dove sono nati


i loro sei igli. E ora che uno dei igli è
stato arrestato ed è detenuto da ine
settembre nel famigerato carcere di Evin
implorano Masih di smetterla con la sua
attività politica: «Se accade qualcosa a
tuo fratello è colpa tua», le ha urlato la
madre al telefono. Ma lei non cede: «È
la strategia del regime. Vogliono farmi
sentire in colpa per l’arresto di mio
fratello. Ma la mia famiglia non è solo
Da sinistra: Masih a 6 anni con il fratello Ali; quella di sangue. La mia famiglia è Saba
nella cucina della sua casa iraniana senza Kordafshari, 20 anni, condannata a 24
velo, con il fratello Ali e due sorelle; il suo anni di carcere. È Yasaman Aryani, che
ultimo giormo da cronista al Parlamento ha 23 anni ed è stata condannata a 16
anni di carcere insieme alla madre. La
mia famiglia sono le decine di donne che
scuola, inito anche lui in prigione per sulla corruzione di diversi parlamentari, oggi si trovano nelle carceri iraniane solo
le stesse ragioni. Poco dopo le nozze, le viene deinitivamente ritirato per aver rivendicato un loro diritto».
la famiglia si trasferisce a Teheran, ma l’accredito stampa per il parlamento. Il ricatto morale è il ilo rosso della
il matrimonio non dura a lungo e per Masih continua comunque a scrivere vita di Masih. Quando vede alcune
Masih inizia un periodo molto duro: non di politica, ino al giorno che cambia la politiche occidentali indossare il velo
è facile la vita in Iran per una giovane sua vita per sempre. Mancano poche durante le loro visite in Iran va su tutte
donna sola, divorziata, con un iglio settimane dalle elezioni presidenziali le furie: «Non si rendono conto queste
(la cui custodia era stata afidata al del 2009 che vedranno la conferma donne che indossare il velo senza
padre) e addirittura con un trascorso in di Ahmadinejad. Masih, che si trova batter ciglio signiica legittimare una
prigione. Ma Masih non si dà per vinta a Londra per studiare inglese, rientra legge discriminatoria contro la quale
e decide di rispondere a un annuncio di a Teheran per seguire le elezioni. le donne in Iran protestano rischiando
un quotidiano riformista, Hambastegi, in Appena mette piede in Iran le viene la galera? Così facendo non solo non
cerca di giornalisti. In pochi anni diventa però ritirato il passaporto, che le verrà mostrano solidarietà con chi rivendica
una delle croniste politiche di punta. restituito pochi giorni dopo solo dietro quelle stesse libertà di cui loro nei loro
Si fa notare in da subito per i suoi l’assicurazione che avrebbe lasciato il paesi godono, ma non fanno altro che
articoli di denuncia. E per le sue scarpe paese subito, e per sempre. Masih non rafforzare il regime che ci opprime.
rosse indossate sotto un abbigliamento ha scelta. Si trasferisce a Londra, dove La storia le giudicherà». Quando le
per il resto perfettamente conforme continua a seguire le vicende iraniane. chiedo se ha paura, risponde: «Adesso
alle imposizioni del regime, che le E si toglie il velo. Un gesto per nulla che le donne iraniane hanno trovato il
costano una sospensione di 3 mesi. facile, neanche per una come Masih. coraggio di rivendicare i propri diritti
Ma i guai veri arrivano dopo le elezioni «Avevo paura che le immagini di me non posso certo abbandonarle. Il vero
del 2004. La nuova assemblea è molto senza velo raggiungessero i miei genitori nemico della Repubblica islamica non è
più conservatrice della precedente, e e li facessero vergognare di me». Una l’America, ma le donne iraniane con la
la vita per Masih diventa sempre più paura più che fondata. I genitori di loro disobbedienza civile. La prossima
dificile. Finché, in seguito a uno scoop Masih vivono ancora a Ghomikola, lo rivoluzione sarà femminista». Q

8 dicembre 2019 59
I dialoghi dell’Espresso

60 8 dicembre 2019
Idee

A D D I O

museo
Opere imponenti, interminabili,
incontenibili. Plurali nei linguaggi.
E pronte a dissolversi.
La sida dell’arte contemporanea
è reinventare il caos del mondo
colloquio con Melania Mazzucco e Vincenzo Trione
di Sabina Minardi
illustrazione di Antonio Pronostico
I dialoghi dell’Espresso

S i chiama Tal R. È un
artista danese deciso a difendere il suo la-
voro dal paradosso di un mercato che go-
verna l’arte, la crea e la distrugge: letteral-
mente. Un suo dipinto, opera su tela ven-
duta in una prestigiosa galleria londinese a
centomila euro, è sul punto di essere fatto
a pezzi per decorare il quadrante di qual-
che centinaia di orologi. «L’abbiamo rego-
larmente pagato», si difendono gli acqui-
renti, proprietari di un brand di orologeria:
«Ora ne facciamo quello che ci pare».
C’era una volta il museo: contenitore d’ope-
re che i reduci dai grand tour cominciaro-
no ad allestire verso la metà del Settecento
per proteggere i loro stupefacenti acquisti.
E c’è oggi il museo, scatola di tesori misco-
nosciuti che per risplendere deve aidarsi
alla promessa di un’esperienza sempre
nuova e sempre più emozionante.
«La verità è che l’arte contemporanea og-
gi non è fatta per entrare in un museo»,
provoca, ma fornisce le prove, Vincenzo Melania Mazzucco e Vincenzo tare la sua famiglia, i suoi amori, gli stati
Trione, professore di Arte e media e di Sto- Trione dialogano a partire dal d’animo, i riferimenti intenzionali e quelli
saggio “L’opera interminabile”
ria dell’arte contemporanea all’università meno consapevoli, ho cercato di costruire
Iulm di Milano, e autore de “L’opera inter- una genealogia».
minabile” (Einaudi): «Un museo vuole tra- Il risultato è un museo che non c’è, eppu-
sformare le opere in oggetti fuori dal tem- re che visiti stanza per stanza: all’ingres-
po, distanti, intoccabili. Le opere d’arte so trovi Anselm Kiefer, a seguire William
contemporanea sono anti-museali. Opere Kentridge, Mimmo Paladino e Nanni Ba-
che esigono tempi lunghissimi di realizza- lestrini, poi Christian Boltanski in compa-
zione, come enormi piramidi, che però poi gnia di Sophie Calle. E Peter Greenaway,
non possono entrare in un ediicio. Com- Matthew Barney, Damien Hirst, Orhan Pa-
plesse, debordanti, imponenti, queste ope- muk, Philippe Parreno, Hermann Nitsch,
re realizzano la profezia di André Malraux: Björk, Es Devlin, inine Alejandro Gonzál-
di un museo senza mura». es Iñárritu, della cui opera non resta nien-
Il suo libro è una mappa delle opere d’arte
del ventunesimo secolo, non raggruppate
però secondo criteri tradizionali, ma sul il
Da Hirst a Boltanski, da Greenaway a
rouge di alcune tendenze comuni: «un cor-
po a corpo con alcune opere», lo deinisce, Parreno, da Björk a Iñárritu l’arte di oggi
«trattate, come sosteneva Ágnes Heller, al
pari di individui: con la loro personalità, le esprime il riiuto dei generi tradizionali
loro storie. Esattamente come quando ti
misuri con una persona e provi a raccon- e la commistione di linguaggi diversi
62 8 dicembre 2019
Idee

quadro”. Come si guarda un’opera d’arte


contemporanea, mi sono detto. Forse non
esiste l’arte, esistono gli artisti, e un’opera
d’arte di Björk o di Kiefer nasconde una
interessantissima stratiicazione di riferi-
menti estremamente eterogenea. Di recen-
GIRO DELL’ARTE
te, lo scrittore Julian Barnes intervistato IN QUINDICI NOMI
da La Repubblica ha detto, riferendosi a
Damien Hirst e a Kuntz, che l’arte contem-
poranea non richiede un secondo sguar-
do. Io, invece, sono convinto che questa
arte abbia bisogno proprio di un secondo
sguardo perché non è solo shock, ma ha in
sé un sistema di riferimenti che vanno mol-
to oltre. L’artista è condannato a restare
una specie di errore biologico rispetto alla
propria opera: lui muore ma l’opera d’arte
ha l’ambizione di rimanere, inseguendo
l’immortalità. Ma lo fa provando a essere
dentro il tempo, e a dissolversi. La diicol-
tà di cogliere l’arte oggi è il suo muoversi
nella direzione opposta a ciò che vorrebbe
un museo tradizionale. L’aspetto che acco-
muna tutte le opere è che non ci sarà mai “L’opera interminabile” di
alcun museo che le potrà accogliere». Vincenzo Trione (Einaudi,
Melania Mazzucco: «Oggi da una parte ci pp. 587, € 40) racconta
sono quelli che lamentano che il museo è l’arte del 21° secolo
morto e che prevalgano gli eventi dove ti ri- attraverso una selezione di
trovi magari trascinato da folle smisurate quindici artisti, diversissimi
senza avere il tempo di guardare, dall’altra tra di loro ma con la stessa
però se ragioniamo sulla issità del museo idea di un’arte creatrice di
ne avvertiamo la sua caducità paradossa- opere-mondo: monumentali,
te, se non un’installazione che ribadisce il le: nel momento in cui si cristallizza una plurali, ambiziose, ma
concetto: e se il futuro dell’arte fosse pro- collezione, che invece è stata creata in un anche dificili da contenere
prio la smaterializzazione? preciso momento storico, si assassinano le in un museo. Impossibili da
Di sparizione, di linguaggi diversi che si opere stesse: ne perdi la dinamicità, che è il riallestire. E tuttavia capaci
mescolano - cinema, documentario, foto- nucleo dell’arte contemporanea. Ciò che io di reinventare il mondo
graia, realtà virtuale - e di opere totali, in trovo inquietante nel museo è che le opere
forma d’arte o di scrittura, Trione discute siano accostate secondo criteri del tutto
con Melania Mazzucco, scrittrice dalla estrinsechi: individuare scuole, generi è
spiccata attenzione alla Storia dell’arte, un altro modo per ucciderle. Non ho una
dai romanzi e saggi dedicati al pittore formazione critica e mi pongo così dinanzi
veneziano Tintoretto (“La lunga attesa all’opera: la guardo e cerco di capire cosa
dell’angelo”) sino al suo recentissimo libro, voglia dire a me, oggi. E mi piace andare in
“L’architettrice” (tutti editi da Einaudi), giro più per gallerie che per musei, perché
sulla vita di Plautilla nella Roma barocca. lì le opere sono messe insieme da un indivi-
I musei come puri luoghi di conserva- duo che inscrive la sua stessa biograia nel-
Foto: A. Serranò - Agf per L’Espresso

zione sono in crisi. Ma anche verso i la collezione. Gli unici musei possibili per
musei palcoscenici di esperienze deboli me sono questi: quelli nei quali c’è qualcu-
cresce l’insoferenza. Dove si rintraccia no che fa delle scelte e mette in relazione
l’arte destinata a restare? opere diverse facendole dialogare. Aggiun-
Vincenzo Trione: «Mentre cominciavo go che secondo me la cosa più interessante
ad allestire la mia Kunsthalle impossibi- dell’arte contemporanea è la rottura dei
le, ho ritrovato un testo storico di Matteo generi e la commistione dei linguaggi. Lo
Marangoni, intitolato “Come si guarda un sento in letteratura, e mi trovo sempre

8 dicembre 2019 63
I dialoghi dell’Espresso

a disagio quando qualcuno cerca di


classiicare i miei libri in base al genere: ro- rapporto con Tintoretto è stato scandito
manzi, o saggi, senza tenere conto dell’ar- da tanti passaggi ma è un progetto di una
senale teorico che sta loro dietro. Questo vita intera: prima sono usciti il romanzo e
vale ancora di più per l’arte, considerato
che un artista oggi può lavorare con video
DA TINTORETTO la biograia, già di per sé due forme di nar-
razione diverse; poi il racconto si è sposta-
o con materie diverse che vanno dalla pla- A KENTRIDGE to su una grande mostra realizzata a Ro-
stica al cemento alla sabbia». ma. Ma abbiamo anche immaginato pas-
Materiali, riferimenti culturali diversi, seggiate veneziane e un reading alla Bien-
ma anche momenti privati e inzione si nale di Venezia. L’anno scorso è arrivato il
mescolano nel “Museo dell’innocenza” documentario, destinato a un visitatore
di Orhan Pamuk. che non ha mai visto Tintoretto, il che ha
Trione: «Concordo: oggi la rivoluzione in richiesto un approccio ancora diverso. E
atto è il tentativo è di portare vari linguag- moltissimi sono stati i progetti con i musei
gi all’interno di un’unica opera. E Pamuk nei quali si trovano opere di Tintoretto».
rappresenta l’esperienza di uno scrittore Trione: «Questa molteplicità di espressio-
che ha pensato, dal 1982 ino al 2008 quan- ni ci riporta agli artisti di oggi, che hanno
do viene pubblicato “Il museo dell’inno- in comune il fatto di non realizzare più
cenza”, a un unico progetto che comprende opere da cornice. Le loro sono tutte opere
un romanzo, un museo, un catalogo e poi non instagrammabili. Come un romanzo
un ilm, per di più senza che il soggetto sia che non riesci a sintetizzare, e che non può
adattato da altri. Un museo con oggetti re- avere un punto di vista privilegiato, ma
ali di personaggi immaginari, che diventa tantissimi punti di vista, tutti parziali, del-
anche un catalogo. Ma ci sono altri artisti la stessa identità».
con una forte tensione letteraria: Nanni Mazzucco: «Mi ha sempre colpito l’osses-
Balestrini, con il progetto “Tristanoil”, sione dei tiranni di possedere opere d’arte,
che nasce nel 1965 e inisce nel 2013, una da Napoleone a Hitler. Il museo è potere.
vita! Sophie Calle che, di fatto, come dice Ma se queste opere non possono entrare in
Enrique Vila-Matas è, prima di tutto una un museo, per l’artista è una forma assolu-
scrittrice. O Kentridge che riadatta “Il na- ta di libertà».
so” di Gogol, Paladino che fa un’operazione Trione. «E anche una sida al mercato.
simile con Cervantes... In loro c’è una tra- Queste opere non possono essere acqui-
duzione intersemiotica unica». state se non per brandelli. Né si possono
Anche in letteratura si ragiona di cros- restaurare. Gli artisti contemporanei ti
smedialità. E non solo per sottolineare raccontano l’indiferenza al linguaggio di
una storia o per allungare la vita di un Melania Mazzucco cui si servono. Sophie Calle, per esempio,
libro. In futuro ci saranno creatori di ha vinto il Premio Strega dice: «Ogni lavoro mi detta il suo linguag-
nel 2003 con il romanzo gio». Questo è un aspetto che colpisce, spe-
mondi, più che scrittori puri, autori in
“Vita” (Einaudi). cie in opposizione al Novecento, costruito
grado di destreggiarsi tra forme espres-
Il suo ultimo libro è
sive diverse, per creare complessi uni- sul mito della speciicità dei linguaggi».
“L’architettrice”, dedicato
versi immaginari: Alessandro Baricco Mazzucco. «È un tema che anche molti
alla riscoperta dell’artista
lo sostiene apertamente. scrittori avvertono. In efetti, è il tipo di
del Seicento Plautilla.
Mazzucco: «Nel modo che ho io di con- opera che ti chiede una forma, una lingua,
cepire la scrittura, già in partenza coesi- Vincenzo Trione insegna un lessico, un’architettura, e tutto questo
Arte e media e Storia
stono linguaggi diversi, perché un libro è parte dall’interno dell’opera, mai dall’e-
dell’arte contemporanea
l’intersezione di una storia con l’arte, con sterno. Se scrivo un libro di non iction è
all’Università IULM di
la visione di una città, con la ricerca della perché quella storia può essere raccontata
Milano, dove è Preside della
forma migliore... Certi progetti, poi, non li solo in quel modo. Questa libertà che gli
Facoltà di Arti e turismo.
senti mai terminati, come se l’opera fosse artisti si prendono deve riguardare anche
Il suo libro precedente si
semplicemente un passaggio, un punto gli scrittori, perché non restino imprigio-
intitolava “Contro le mostre”
fermo perché decidi di separarti di una nati nei generi. Anche a costo di rischiare
(Einaudi, con Tomaso
versione che in quel momento ha una sua l’irriconoscibilità. Un’etica creativa deve
Montanari).
initezza, ma di un’opera in progress: non guidare le scelte. La scrittura ha bisogno
a caso le ristampe di opere nate venti an- di purezza e indipendenza dal mercato».
ni prima sono sempre afascinanti. Il mio Se le opere sono interminabili, non

64 8 dicembre 2019
Idee

di fronte alla sua opera, una condizione di


empatia con i migranti. Cosa resta di quel
lavoro? Nulla. Se non un’esperienza irripe-
tibile e individuale».
Se l’opera si realizza in un dialogo indi-
viduale con l’artista, come si costruisce
un’epica contemporanea?
Trione: «In realtà, la vocazione epica re-
sta, e molti autori, in letteratura, la espri-
mono in opere-mondo. Romanzi ambi-
ziosi, monumentali, dettati dal desiderio
di dominare una realtà sfuggente: potrei
citare Don De Lillo, Bolaño, Murakami o
Auster. Nell’arte è un’epica fatta di miglia-
ia di frammenti, mille dettagli, i soli che
puoi salvare. Parti di totalità infrante e, al
tempo stesso, totalità in sé. Di recente mi
è capitato di imbattermi in un articolo di
Umberto Eco uscito sull’Espresso nel 1998,
sull’arte del ventunesimo secolo. Eco ribal-
tava il concetto di opera aperta. Diceva:
l’opera aperta è un’opera che ha un inizio
e una ine. L’arte del ventunesimo secolo
sarà arte-lusso, nella quale puoi entrare
e uscire quando vuoi. Quell’idea di Eco è
stata veramente anticipatrice di ciò che sta
succedendo oggi: la possibilità di entrare e
uscire da un’opera, con libertà di linguag-
gi. E per tutta la vita: penso a Nanni Bale-
strini, al suo progetto letterario che diven-
ta dialogo con i computer, si apre al cine-
ma, alla pittura, alla scultura, e nell’arco di
cinquant’anni».
Anche uno scrittore, in fondo, raccon-
ta sempre la stessa ossessione: “L’unica
contenibili in un museo, si dissolvono Oggetti dal Museo storia”, scrive Julian Barnes.
Foto: A. Serranò - Agf per L’Espresso (2), Y. Kaymaz - Anadolu Agency / GettyImages

appena realizzate: cosa le salva dalla dell’innocenza” di Pamuk, a Mazzucco: «Sì. Anche se questa è spesso
Istanbul, in mostra a Londra
smemoratezza? la giustiicazione di chi si accontenta di
Trione. «La sida è proprio questa. Chi fare il logo di se stesso. Però, naturalmen-
fa critica dell’arte contemporanea deve te, un’opera è inevitabilmente un lavoro
cercare di trattenere frammenti da un su un insieme di materiali identici, com-
naufragio, attraverso video o installazio- binati diversamente. Mi interessa molto
ni. Le parti le puoi salvare, il tutto no. Un l’intenzione di questa arte di far provare
lavoro che secondo me apre davvero verso un’esperienza. Vale anche per un libro: se
il ventunesimo secolo è quello di Iñárritu, non cambia il modo di guardare le cose,
“Carne y Arena”, che richiede una fruizio-
ne individuale, è vietato portare con sé il
cellulare, è un’opera della quale non esiste
documentazione video, ognuno va a veder-
«È molto più facile far comprendere ai
la e percepisce cose diverse, è un lavoro
fortemente politico e drammatico perché ragazzi Kiefer che un artista classico.
è il racconto di migranti che stanno at-
traversando il conine tra Messico e Stati Ribaltiamo i programmi. Se non vogliamo
Uniti. Iñárritu si serve della realtà virtuale
per far vivere, in quei minuti in cui siamo allontanarli dall’arte e dalla lettura»
8 dicembre 2019 65
Idee I dialoghi dell’Espresso

che ho scoperto in Germania da studen-


tessa, nel corso dei miei viaggi in interrail.
Devo in generale la scoperta dell’arte con-
temporanea alla Germania, perché i musei
erano gratuiti, e questo signiica avere la
possibilità di vedere qualcosa, uscire e ri-
tornare. Una città come Roma ha moltis-
sime meraviglie inaccessibili, e tutto ciò
che sta dentro i musei non ci appartiene,
non le viviamo, non le conosciamo. Kiefer
l’ho amato di colpo, senza sapere niente di
lui prima. Come Tintoretto: è stato amo-
re immediato, e la sua ricerca, il fuoco, la
profondità, la relazione con la poesia con-
tinuano ad agire in me».
Trione: «Anche per me è stato Anselm
Kiefer la rivelazione del contemporaneo!
Lo ricordo perfettamente: era il 1988, sta-
vo facendo un viaggio con i miei genitori
se non cambia un po’ il lettore, non ha Un momento di “The Nose” con a New York. Al Moma vidi una mostra su
alcun senso». le scene animate di William di lui, e rimasi incantato dinanzi alle sue
La percezione dell’arte contemporanea Kentridge ad Aix-en-Provence stratiicazioni materiche...».
è che sia una forma espressiva partico- Mazzucco: «Probabilmente è più facile
larmente diicile da comprendere. che questo accada con l’arte che con la
Trione: «L’opera d’arte si presta sempre a letteratura: per scegliere un libro devi co-
una doppia lettura. Il problema è aiutare a minciare a leggerlo, l’arte puoi attraversar-
capire, e spesso la critica anziché sempli- la e imbatterti in qualcosa che ti interessa.
icare crea nuvole di parole che rendono Ma io credo che dovremmo tutti rilettere
ancora più incomprensibile il contempo- su come rendere più accessibile l’arte e la
raneo». lettura ai ragazzi. Oggi a scuola rovescerei
Mazzucco. «Ogni opera può richiedere gli insegnamenti: non farei leggere il Tre-
grande ermeneutica. Però una vera opera cento, distantissimo dagli studenti per la
ti parla subito. Anche se non ne sai niente. lingua, per la forma, per la metrica, ma
Prendi “Il cretto” di Burri a Gibellina. Puoi partirei dal Novecento, dagli scrittori con-
anche ignorarne la storia, però ti fa sentire temporanei. E a 18 anni proporrei lo studio
soggiogato. Guardi “I tuoi capelli di cene- della letteratura delle origini. Prima non
re” di Kiefer, senza sapere niente di Celan, riesci a penetrare in quelle pagine, e que-
però senti la forza dell’opera. Dopodiché sto ti disamora per sempre dalla lettura.
più sai e più apprezzi, ma questo vale sem- La cronologia ci uccide. Anche in arte: è
pre, e per tutto». più diicile far capire Tintoretto che Kie-
Trione: «La critica ha una responsabilità fer a un quattordicenne. La didattica nel-
etica enorme verso il pubblico. Ha smesso la cultura, e la reversibilità del tempo nei
di far comprendere una serie di nessi, di programmi sono side sulla quali dovrem-
fare da ponte tra chi guarda e l’opera. Ha mo ragionare di più per non separarci dal-
iniziato a parlare di sé stessa, di scienza, le nuove generazioni».
antropologia, ilosoia, e ha perso senso». Trione: «Per questo trovo importante ri-
Mazzucco. «Una delle cose che mi colpi- assumere il ventunesimo secolo non attra-
Foto: G. Julien - Afp / GettyImages

sce sempre delle biennali d’arte è la bassa verso i movimenti, le tendenze, le genera-
età dei visitatori rispetto ai musei tradizio- zioni, ma in base alle ossessione di questi
nali. L’arte contemporanea parla in modo nostri contemporanei. L’opera in copertina
così forte che un ragazzo anche per caso del libro, “L’uomo che misura le nuvole” di
può fare un incontro che lo indirizzerà per Ian Fabre, sintetizza l’idea: c’è un uomo
il resto della sua vita». che sta provando a misurare l’immisura-
A voi è capitato? bile, il presente, sfuggente come le nuvole.
Mazzucco: «Io ho una passione per Kiefer Ai ragazzi, parlerei di questi artisti». Q

66 8 dicembre 2019
Contro il razzismo

Verità
NERO SU BIANCO
68 8 dicembre 2019
Idee
Prima un libro sul sessismo. Ora un saggio-denuncia
sul ritorno del nazionalismo etnico.
L’angloindiana Angela Saini mette sotto accusa
la politica, la scienza, la religione senza memoria
di Leonardo Clausi illustrazioni di Irene Rinaldi

I
n italiano, la razza è soprattutto Inglese di origine indiana, crescendo a
un pesce: eppure i razzisti che Londra, Saini il razzismo l’ha subito in
proliferano sul pianerottolo e in prima persona. “Superior” è un’indignata
parlamento non sono pescatori, e fredda disamina delle nefandezze in-
tantomeno ittiologi. Ebbene, do- litte dagli europei e nordamericani sui
vrebbero leggere Angela Saini. popoli “altri” - africani, asiatici, sudame-
Una che parla come scrive: in to- ricani. Ci spiega che siamo tutti migranti,
no limpido, articolato e fermo; che spie- e che senza certe porcherie scritte da teste
ga, non divulga. Saini dirige e presenta occhialute e pettinate, forse non subirem-
documentari per la Bbc, collabora con i mo il vuoto galoppante di quelle tatuate e
maggiori quotidiani e riviste britanniche, rasate. Purtroppo, andrebbe adottato co-
ha vinto svariati premi giornalistici, ha al me testo scolastico.
suo attivo tre libri. Gli ultimi due compon- Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
gono un dittico che distrugge l’idea della «Soprattutto la politica globale, che
supremazia maschile bianca. “Inferiori”, nell’ultimo decennio è profondamente
accolto con entusiasmo, smonta le tesi cambiata. L’ascesa del nazionalismo etni-
“scientiiche” sulla presunta inferiorità co, religioso, del populismo. Tutto questo
femminile (è uscito in Italia per Harper coincide con un nuovo ceppo di determi-
Collins). Ma siamo nella sua casa londine- nismo genetico che pare non essersene
se per parlare di “Superior - he Return of mai andato, benché sappiamo che i geni
Race Science”: il suo ultimo, inquietante sono molto più complessi di quanto si pen-
viaggio nel bio-razzismo che, raggiunta si. Eppure pensiamo ancora in maniera
la distanza temporale “di sicurezza” da molto semplicistica. Questa combinazio-
Auschwitz, è riemerso dalla cloaca ideolo- ne tossica l’abbiamo già vista nella storia,
gica otto-novecentesca attraverso l’euge- particolarmente all’inizio del XX secolo in
netica. Sovente invocata per issare “dif- idee che confondevano biologia con nazio-
ferenze” qualitative fra gli uomini, guarda nalità, etnia, senso di appartenenza per
caso tra i bianchi dominatori e i dominati utilizzarle politicamente. Sta succedendo
non bianchi. Dall’invenzione del concetto di nuovo».
di razza nel Settecento, passando per lo La scienza moderna si proponeva come
“zoo umano” all’Esposizione Coloniale di alternativa prima alla religione, e poi
Parigi del 1907 (che conteneva villaggi in- alle grandi narrazioni. E ora che anche
teri completi di “indigeni” a far mostra di il post-moderno è morto e sepolto?
sé al gelo), arriva al razzismo, conclamato «Abbiamo la memoria corta. Molti non
e tollerato, del Nobel padre del Dna James conoscono la storia, soprattutto fra gli
Watson. Scoperchia il verminaio interna- scienziati: anche per questo, invecchian-
zionale parascientiico che dagli anni Ses- do, certe idee riemergono senza che ci
santa a oggi secerne il proprio pus su rivi- s’interroghi sulle loro conseguenze mo-
ste e newsletter inizialmente sotterranee rali. Viviamo nell’epoca della post-verità
e ora di nuovo visibili grazie soprattutto e siamo sempre più sensibili e nervosi ri-
alla rete. guardo i fatti. Per questo ci rivolgiamo

8 dicembre 2019 69
Contro il razzismo

alla scienza, la crediamo oggettiva,


un mondo di fatti incontrovertibili: deve «Molte nazioni si sono costruite su miti
darci le risposte che il mondo non sa dar-
ci. Dimentichiamo che sebbene la scien- sanguinosi. Ma ora la gente comincia
za sia un ottimo modo di comprendere il
mondo e l’universo, non è perfetta, è fatta
da esseri umani inluenzati da culture e
a capirlo. E i movimenti per la giustizia
dalle politiche delle società in cui vivono.
Non è infallibile allo stesso modo in cui lo
sono in crescita in tutto il mondo»
sono gli esseri umani. Gli scienziati non
sono diventati magicamente più ogget- dea che i cinesi si siano sviluppati indi-
tivi di quanto non fossero in passato e le pendentemente, che non erano il prodotto
idee scientiiche possono essere sfruttate della migrazione dall’Africa come il resto
esattamente come prima. Non dovremmo dell’umanità. Credono di essersi evolu-
considerare la scienza come la fonte dei ti da un’altra, precedente forma di homo
fatti perfetti». erectus che esisteva in Cina già milioni di
Come si può arginare questo potere ac- anni fa. Gli stati-nazione sono ovviamente
cumulato da una scienza così, consa- anch’essi dei costrutti sociali, esattamen-
pevolmente o meno, ideologizzata? te come le razze. Ma hanno bisogno di
«Con il giornalismo scientiico. Una cosa miti, altrimenti restano semplici territori
incresciosa degli ultimi decenni è che è geograici».
stato marginalizzato, soprattutto con la Sarà perché l’egemonia globale dell’oc-
difusione di internet. Gli scienziati ci si cidente è in declino e il capitalismo
rivolgono direttamente attraverso i social funziona meglio presso gli ex dominati
media o i blog, gli uici stampa delle uni- che gli ex dominatori?
versità ne pubblicano i comunicati quasi «Ho l’impressione che una delle ragioni
del tutto interamente, senza lavorarci. per cui assistiamo a questo tumulto nel
Chi li tiene d’occhio? Per me la scienza mondo e al ritorno del nazionalismo etni-
Angela Saini, inglese di origine
deve essere controllata come la politica, indiana, laureata a Oxford, è
co è perché quelle idee degli stati nazione
come l’impresa, come tutto il resto. C’è giornalista scientiica per la Bbc come narrative stanno collassando. Gli
bisogno di un sistema di pesi e contrappe- Usa sono costruiti su un’idea di eccezio-
si ed è quello che cerco di fare. “Superior” nalismo europeo. Come sarebbe stato al-
parla di come mettere la scienza di fronte trimenti possibile giustiicare la creazione
alle proprie responsabilità». di uno stato costruito su tanto omicidio?
Gli europei cercano di giustiicare bio- E lo stesso vale per l’Australia. Sono na-
logicamente il proprio predominio sto- zioni costruite su miti sanguinosi, eppure
rico, soprattutto ora che lo stanno per- abbracciano questi grandi valori di uma-
dendo. Altre culture avrebbero fatto lo nità universale e di libertà. Quando le
stesso? persone si avvedono di queste contraddi-
«Certamente. Non penso ci sia nulla di zioni grazie ai social media e alla rete, di-
necessario nella cultura europea che ne ventano più consapevoli della storia, ed è
renda uniche le dinamiche. Ogni volta che per questo che ora nel mondo ci sono così
un gruppo di persone ha potere su un al- tanti movimenti per la giustizia. Ovunque
tro, gradualmente comincia inquadrarlo sta diventando sempre più diicile man-
come naturale e non come il prodotto di tenere questi miti nazionali, a maggior
circostanze storiche e sociali. E questo ragione in Gran Bretagna, un paese dove
gli conferisce forza, perché se è storico, l’immigrazione è andata crescendo e dove
sociale o culturale lo puoi cambiare e sov- ci si sente a disagio perché non sa più cosa
vertire. Ma non se è naturale, che è poi signiichi essere britannici. La scelta è ba-
l’idea dietro la supremazia bianca. Se è sarsi sulla cittadinanza o sull’etnia».
l’essere bianchi a dare potere alle perso- Come spiega la vendita massiccia di
ne, io non potrò mai rivendicarlo, come questi test genetici che promettono di
nessuno che non sia bianco. Lo vediamo farti “scoprire” le tue lontane origini?
non solo in Europa e negli Usa, ma anche «È una commercializzazione dell’identi-
in Cina, dove certi scienziati vendono l’i- tà. Nel passato remoto di troppi l’identità

70 8 dicembre 2019
Idee

è minata alla base, per questo si cercano Nel libro ricorre James Watson, l’illu-
nuovi modi di riafermarla: i geni sono un stre genetista premio Nobel scopritore
modo di farlo, soprattutto negli Stati Uniti del Dna che è anche un illustre razzista.
e in Canada, dove ci sono così tanti immi- «Ho intervistato ottimi genetisti che si
grati e discendenti di persone sradicate considerano antirazzisti, persone morali e
violentemente dalla propria terra. Questi obiettive che gli hanno permesso di espri-
test sono l’unico modo che credono di ave- mere quelle opinioni e organizzavano fe-
re per riappropriarsene. La prima tragedia ste per lui. È stato celebrato, ha mantenu-
è stata vedersi recidere le proprie radici, to il suo ruolo così a lungo. È solo da poco
soprattutto per gli afroamericani: strap- che si è detto basta, è abbastanza. È stato
pati dalla propria cultura, ammucchiati felicemente tollerato dai molti che il razzi-
alla rinfusa come schiavi e poi, qualche smo non lo subivano. Era facile per dei ge-
centinaio di anni dopo, ecco questi test netisti bianchi dire a James Watson: «Hai
che promettono di restituirti almeno in fatto davvero un buon lavoro, chiuderò un
parte quello che ti è stato tolto. Ma non ti occhio sul razzismo». Questo relativismo
restituiranno mai la tua cultura, è questa è la ragione per cui la scienza si è voltata
la cosa tragica. Alla base c’è anche il so- dall’altra parte. La ragione per cui non
gno americano, un miraggio per i migran- c’è diversità etnica nella scienza è perché
ti in tutto il mondo. Viviamo in società alcuni possono sopportare gente come
intrinsecamente diseguali. Per questo c’è James Watson e altri no. C’è una specie
bisogno di qualcosa che “causi” la dise- di velo, l’idea immaginaria che la politica
guaglianza, qualcosa di profondamente sia separata dalla scienza, che uno possa
innato che la determini, che faccia di noi essere un razzista virulento e che questo
ciò che siamo. Che, per esempio, faccia non abbia alcun efetto sulla sua ricerca».
ammalare gli americani neri più dei bian- Eppure quello che in Occidente è un
chi, o che determini la scarsità di docenti costrutto culturale a scopo di dominio
neri o asiatici nelle università britanniche, lo è altrettanto in società come quella
o delle donne in certe posizioni. E che gli indiana.
dica che è colpa loro». «L’India è un perfetto esempio d’interse-
Discipline come l’archeologia e l’an- zione fra classe e “razza,” perché la casta è
tropologia sono nate all’inizio per giu- tutte e due le cose. Sono gruppi di persone
stiicare la sottomissione dell’altro da raccolte secondo nascita e trattate social-
parte dell’occidente, poi per redimerla. mente in modo diverso sempre secondo
Ma ora è l’eugenetica a svolgere questo nascita. Non è veramente né l’una né l’al-
ruolo narrativo. Che ine ha fatto l’og- tra, ma la tua situazione economica ne
gettività scientiica, o meglio, è mai co- dipende pienamente. Fuori della propria
minciata? casta non c’è mobilità sociale. La “razza”
«Almeno nelle prime due c’è stato un di- è un tentativo di “biologizzare” la classe».
battito, una rilessione sui profondi erro- In questo senso il dominio coloniale
ri compiuti. Sono stati tramandati miti e della Gran Bretagna, che se non ha in-
ideologie tremende nel nome dell’archeo- ventato le classi, le ha di certo codiica-
logia e dell’antropologia, ma almeno ci si te, è stata pioggia sul bagnato.
è rilettuto sopra e si è cercato di correg- «Vero. Le caste in India sono oggi più ri-
gerli, il dibattito è ancora aperto. Ma non gide che mai. Non sappiamo datarlo nel
vedo succedere lo stesso nella genetica. Al passato, ma gli storici concordano sul fat-
massimo si riconosce che l’eugenetica era to che il sistema fu rinforzato dagli inglesi
sfuggita di mano, ma ora che gli eugeneti- per meglio dominare il paese. Ad esem-
sti sono genetisti tutto va bene, sappiamo pio, la famiglia di mio padre appartiene a
Foto: S. Hibbert - Shutterstock

quello che stiamo facendo, siamo obbiet- una casta “marziale” che per generazioni
tivi. È matematica, è biologia, i margini ha sempre intrapreso la carriera militare
di errore sono banditi. Non è vero, sono nell’esercito britannico. Quello era il loro
soggette all’errore come qualsiasi altro ruolo nella società. E quando il sistema di
campo. La scienza deve iniziare lo stesso caste indiano si è fuso con quello di classe
processo di autoanalisi e rilessione di ar- britannico è nato un mostro col quale ab-
cheologia e antropologia». biamo a che fare ancora oggi». Q

8 dicembre 2019 71
Scrittori

QUESTA VITA È UNA

distopia
I
sogni più allucinanti. E le più
precise analisi dei corpi degli Mircea Cartarescu tratteggia mondi senza
insetti. Le apparizioni nottur-
ne. E poesie mescolate a teo- frontiere dominati dalla follia ma anche
remi matematici o a rainate
rilessioni ilosoiche. Sono
fatte così le pagine di Mircea
dalla poesia. Kafkiani com’è la realtà,
Cartarescu, un caleidoscopico viaggio
nei meandri della mente umana in cui
assicura il più famoso autore rumeno
tutto - realtà e follia, poesia e scienza -
si intreccia con tutto. «La letteratura di Stefano Vastano
non è separata dagli altri campi del sa-
pere, la poesia è conoscenza ed è ment, il circo dei premi». E non scher- nell’era digitale e globale, sommersa
ovunque, e come scrittore non posso za afatto questo pimpante scrittore di da ondate di analfabetismo di ritorno
ignorare di vivere nell’era della isica 63 anni quando, issandoci con occhi e sempre più rozzi sovranismi, cosa
quantistica, dice il più famoso scritto- neri come la pece, aggiunge: « Lo scrit- spinge questo testardo scrittore - a cui
re rumeno. Che abbiamo incontrato a tore deve restare un poeta puro, come sono già andati i premi von Rezzori
Berlino, dove Cartarescu ha presenta- quando sei giovane e sogni di scrivere nel 2016 o Formentor e homas Mann
to il suo ultimo romanzo, le 900 furiose non per il pubblico, ma per conoscere l’anno scorso - a sfornare opere così
pagine di “Solenoid”. Non molte ri- te stesso». complesse? «Nel romanzo», precisa,
spetto alla miniera di oltre duemila La storia principale nel magma del «è Bucarest il mio vero alter ego. Nel
pagine di “Orbitor”, la sua immensa suo nuovo romanzo è quella di un gio- libro non risplende mai il cielo su que-
trilogia partita nel 2008 con “L’ala sini- vane docente in una delle più fatiscen- sta città, ma i meandri del mio cranio.
stra”, seguita da “Il Corpo” e chiusa, nel ti scuole di Bucarest, dopo che il suo L’ho modellata come la città più triste
2016, con “Abbacinante”, pubblicata in poema - “Declino” - è stato stroncato del mondo, immersa in una architet-
Italia da Voland nella stupenda tradu- dal più gettonato critico rumeno. È la tura melanconica e per molti aspetti
zione di Bruno Mazzoni. Abbiamo in- biograia rovesciata di Mircea Carta- senza speranza». Nella Bucarest del
contrato l’autore in un hotel sulla rescu, che sin da ragazzo brillava con i 2019 le scuole, i tram e anche il cielo
Chausse Strasse, accanto alla Brecht suoi versi nei circoli letterari di Buca- non stanno esattamente come nelle
Haus, la casa a Berlino-est in cui ha rest (leggere ad esempio il suo grande surreali pagine di “Solenoid”. A 30 an-
vissuto il grande drammaturgo tede- poema “Levante”). Nel romanzo, inve- ni dal crollo del Muro, anche in Roma-
sco. Il dialogo inizia dal premio Nobel: ce, il suo alter ego vaga come un’om- nia le cose sono cambiate profonda-
da anni si vocifera che possa andare a bra per una Bucarest sempre più fo- mente. Ancora oggi a Cartarescu bril-
lui. « Non scrivo per il Nobel«, dice cal- sca, trascrivendo con acribia le umi- lano gli occhi ripensando ai dramma-
mo, «“Solenoid”, anzi, è un pamphlet liazioni, i sogni e le allucinazioni in un tici giorni del dicembre ’89, quelli
contro l’industria culturale, contro la ininito diario-romanzo che mai nes- della Rivoluzione che pose ine alla
letteratura degradata a entertain- suno gli pubblicherà né leggerà. Ma dittatura dei Ceausescu, di Nicolae e

72 8 dicembre 2019
Idee

Lo scrittore Mircea Cartarescu

di sua moglie Elena. « Il 22 dicembre esempio. Oppure seguendo le crona- la storia politica, con i fallimenti di
1989 c’ero anch’io», ricorda commos- che della famiglia Cartarescu per l’ap- tutta una generazione, può essere una
so, «con un altro milione di persone a punto, così come lo scrittore le narra grande liberazione. Alcuni dei sogni
protestare di fronte al Comitato cen- nella sua opera. Chi era quel maligno più intensi, ad esempio, che Cartare-
trale del partito nella piazza che ora si “Conducator” che dal 1969 sofocò i scu riporta nelle sue pagine sono in
chiama della Rivoluzione. La gente si rumeni nel terrore sistematico della realtà i sogni di sua madre. E sono rea-
abbracciava, rideva e piangeva al con- Securitate? « Ceausescu», risponde lo li le estenuanti ile che sua madre fa-
tempo, mai vissuto tanto entusiasmo, scrittore, «non aveva un grammo di ceva per trovare a lui e a suo padre
di sicuro è stato il giorno più bello del- cultura, non era uno Stalin ma una qualcosa da mangiare. «Negli ultimi
la mia vita». Ciò che sino a qualche specie di Maduro. Un cafone che pur- anni del comunismo in Romania face-
mese prima pareva inaudito, la liber- troppo si riteneva il Salvatore della vamo la fame come oggi in Corea del
tà, all’improvviso era realtà, sia per i Romania». Nelle pagine più dramma- Nord. Quando fuori ci sono meno 20
tedeschi dell’est che per i rumeni im- tiche di “Abbacinante”, l’autore descri- gradi, e dentro le case meno 15, capi-
bottigliati in una dittatura ancora più ve come suo padre, che al comunismo sci che la Rivoluzione, dopo tante
asittica dell’ex Ddr. «Sino a qualche ci credeva davvero, reagì in quei giorni umiliazioni, doveva scoppiare. Ho
Foto: H. Schmidt - Dpa - Afp / GettyImages

settimana prima», continua, «non fatali dell’89. « A partire dai suoi 18 scritto “Abbacinante” perché ce l’ave-
avevamo la più pallida speranza che ci anni mio padre, ricorda, fu indottrina- vo a morte con un sistema che mi ha
saremmo mai liberati da quella pri- to nello stalinismo. Ma la scena del rubato infanzia e adolescenza», dice.
gione che era la Romania. Credevamo romanzo in cui, la notte del 22 dicem- Se da questi picchi dell’orrore, dai
che l’Unione Sovietica e il Blocco di bre, lui brucia in lacrime la tessera del decenni di soferenze patite nell’era
Varsavia sarebbero stati eterni». Uno partito è vera: piangeva perché stava del comunismo guardiamo alla situa-
dei più grandi politologi di oggi, Dan bruciando non solo le sue illusioni, zione odierna, la vita nella Romania
Diner, consiglia di leggere i drammi ma tutta la sua vita». La strana mac- del 2019, nonostante gli scandali poli-
del Ventesimo secolo dall’Europa china della letteratura, l’impulso a ri- tici e la corruzione endemica, pare
dell’est, dalle scalinate di Odessa ad scrivere la propria vita e a reinventarsi quasi normale. « Da quando nel

8 dicembre 2019 73
Idee Scrittori

stra vita è distopico. Per questo odio le


frontiere, i conini d’ogni tipo e sono
sempre pronto a scavalcare i limiti del
mio cranio». Il padre spirituale che, da-
gli inizi del Novecento, spinge la lette-
ratura a sconinare dalla realtà è ovvia-
mente il santo poeta che venne da Pra-
ga: Franz Kafka. «Il protagonista del
mio romanzo è simile a Kafka», confer-
ma Cartarescu: «Vuole essere come lui
un genio isolato che scrive per sé stes-
so. Ho un immenso rispetto per Kafka
e per quel Kafka della ilosoia che è
Wittgenstein, entrambi modelli di pu-
rezza. Credo che con “Il castello” Kafka
abbia raggiunto il limite della mente
umana». E quando la letteratura, nella
Un ediicio abbandonato nel centro di Bucarest sua sete di ininito, tocca i suoi limiti
muta in una sorta di religione della po-
2007 è entrata nella Ue la vita in Ro- cratico precedente, Liviu Dragnea, ora esia. Già a Göteberg, nel 2013, in un di-
mania è migliorata», spiega Cartare- in carcere per corruzione, «era il più scorso intitolato “L’ediicio della lette-
scu: «Per me il giorno dell’entrata nella disgustoso maioso e Capo dei capi», ratura”, Cartarescu aveva deinito «un
Ue dovrebbe diventare festa nazionale. va giù duro lui, «i socialdemocratici ru- atto di fede» la prassi della scrittura.
Io in ogni caso sogno più patriottismo meni non sono di sinistra, ma solo avi- «La letteratura è un campo di cono-
europeo». Nella sua torre alla periferia di e corrotti ed è un bene che con Dan- scenza ininito che ti spreme il cervello
di Bucarest, il poeta-insegnante di “So- cila la loro era sia inita». e la tua vita», aggiunge Cartarescu.
lenoid” per sognare si ritrova in camera Se nel Ventunesimo secolo la realtà «Come il credente davanti a Dio, sei de-
da letto un bottone fatato: è connesso politica è così assurda, folle e regressi- voto al tuo testo se sei uno scrittore. La
alla magica energia dei “solenoidi” va, non stupisce che anche nei romanzi mia religione si limita all’atto della
(sparsi come una centrale onirica nei - e non solo in quelli di Cartarescu - le scrittura, ma senza letteratura non riu-
sottofondi di Bucarest), che gli consen- storie siano contorte, dure e distopi- scirei a respirare». Un gioco linguistico
tono di lievitare e far l’amore sospeso in che. « La letteratura abbraccia l’intero senza ine questo dei romanzi e della
aria. Purtroppo né in Romania né nel essere umano e la nostra vita oggi è un poesia che ci ispira, entusiasma e, for-
resto d’Europa i politici hanno a dispo- viaggio sempre più paradossale e in più se, può anche salvarci. Ma che d’altra
sizione pulsanti del genere. Il tetro na- direzioni», insiste lui. Non è un caso se parte ci incatena. Un po’ come l’amore
zionalismo autoritario al potere in Po- in “Solenoid” si raccontano, fra l’altro, che Mircea Cartarescu - che ha tra l’al-
lonia o in Ungheria è connesso invece», anche le biograie e teorie di geni della tro ampiamente trattato il tema dell’er-
nota Cartarescu, «all’inluenza negati- matematica come George Boole o mafroditismo, vedi il suo racconto
va esercitata in tutto l’Est dalla Russia Charles Howard Hinton. E se erano le “Travesti” - nutre per le donne. « Sono
di Putin, tramite la più nera propagan- farfalle, simbolo della cangiante psiche un sincero ammiratore delle donne»,
da e disinformazione». Una potentissi- umana, ad adornare le copertine della dice Mircea alla ine del nostro dialogo,
ma “magia nera”, questa trasmessa trilogia di “Orbitor”, potrebbe essere la «amo il loro non essere maschi. L’uma-
dallo Zar del Cremlino, che come sap- “striscia di Mobius” la matrix dell’inte- nità che le porta spesso ad imporsi sen-
piamo inluenza, e a suon di milioni, ra opera di Cartarescu. za violenza, con la persuasione e il dia-
anche partiti all’ovest come la Lega di «Al fondo delle mie opere traccio logo. Se c’è qualcosa che detesto è l’ag-
Salvini. «Di fatto la Russia di oggi è una striscia di Mobius a segnalare che gressività tipica dei maschi». La radi-
uguale a quella degli ultimi tre secoli. non ci sono muri fra sogni, miti e sape- ce probabilmente di tutto il male che
Nelle memorie di viaggiatori inglesi o re scientiico», spiega: «Tutto nella no- oscura il mondo. n
Foto: M. Cardy - GFettyImages

francesi dell’Ottocento rivediamo la


Russia attuale, sempre con uno zar al
vertice che ora si chiama Putin». «Nel 1989 c’ero anch’io a protestare contro
Intanto, a Bucarest il governo della
socialdemocratica Viorica Dancila è Ceausescu. Ma oggi c’è l’inluenza negativa
caduto. Per lo scrittore non è un trau-
ma, anzi. Già il premier socialdemo- della Russia di Putin, uguale a tre secoli fa»
74 8 dicembre 2019
Bookmarks/i libri
A cura di Sabina Minardi

LA DANZA DELL’ORRORE
Istituzioni che ballano. Caos normativo. Razionalità in crisi. Siamo alla “Demofollia”
BRUNO MANFELLOTTO
Bisognerebbe ringraziare il professor Michele ine della giostra t’accorgi che stai per dare i nu-
Ainis anche per la sua ostinata attenzione alla meri. «Un’onda emotiva sommerge la ragione»
scrittura. Che ha echi sartoriani. Nel senso di e ci fa essere garantisti e manettari, autonomi-
Giovanni Sartori, grande politologo e costitu- sti e centralisti, maggioritari e proporzionalisti.
zionalista, che per primo è sceso dalla cattedra Senza memoria e senza futuro, i politici ballano
per parlare di povera Italia e Grandi Riforme – in tondo «come nella quadriglia». Ma il guaio è
di cui tutti cianciano invano – con brillantezza, che quando il governo, non il Parlamento, detta
fantasia, amara ironia. Armi che usa Ainis, in legge a colpi di decreti, o i giudici colmano i bu-
dal titolo, “Demofollia, La Repubblica dei para- chi della legge (stepchild adoption) a ballare so-
dossi” (La Nave di Teseo). Con la forma dell’an- no le istituzioni. Una pericolosa fuga dalla logi-
tologia-dizionario – alcune analisi pubblicate ca che porta con sé l’abbandono di valori come
dall’“Espresso” e da “Repubblica” integrate, ri- la Costituzione, bibbia laica «bestemmiata o
scritte – Ainis racconta un Paese che si riiuta ignorata o appesa al soitto come un prosciut-
di diventare maturo: «La democrazia italiana è to»: crisi di razionalità, morale e costituzionale.
lunatica come un adolescente implume». De- Proposte per arginare la follia ci sarebbero, co-
mofollia. Con mille esempi: i grillini vogliono non un leader me revocare gli eletti immeritevoli o far pesare l’astensione
ma un Capo? «Un’emicrania tormenta gli italiani. Anzi un nei seggi da assegnare: «Ricette di buon senso, benché lonta-
robusto mal di Capo». Nella vana lotta alla burocrazia spun- ne dal senso comune», conclude Ainis. Che però, per fortuna,
ta il Nucleo della concretezza? «E che farà mai, in concreto, vigila e denuncia. Auguriamoci che continui a farlo.
questo Nucleo della Concretezza? Diicile capirlo, la prosa
della legge è tutt’altro che concreta. Esordisce con un articolo “DEMOFOLLIA. LA REPUBBLICA DEI PARADOSSI”
suddiviso in due commi: il comma 1 a sua volta si divide in 7 Michele Ainis
sottocommi; il sottocomma 2 si iperdivide in tre lettere e alla La nave di Teseo, pp. 222, € 17

La ’ndrangheta non Uber, Deliveroo, Dalle prime


si sceglie, si eredita. e le altre aziende sperimentazioni
Ma anche ciò che della gig economy: anni Settanta alla
pare ineluttabile e se istituissimo riforma Rai e alla
ha vie d’uscita. un fondo sociale sentenza della Corte
La battaglia di un a favore di quei costituzionale del
giudice minorile per lavoratori precari, 1976, il percorso
liberare i ragazzi con oneri a carico iniziato con le
dal circolo della non dei datori ma radio pirata e le
violenza, dell’onore, dell’omertà degli utilizzatori di lavoro? Un fondo prime forme di espressione di libertà
e dai codici delinquenziali che le capace di riequilibrare i diritti fragili antimonopolistica ino alle aziende
famiglie trasmettono per perpetuare dei lavoratori e di migliorare la qualità di oggi. Una storia fatta di nomi, di
l’appartenenza ai clan e gli stessi di un mercato del lavoro ormai diviso persone, e naturalmente di voci. A
reati, è ricostruita in questo libro a metà: da una parte pochi lavoratori partire dall’autore, uno di loro, che
frutto di una lunga esperienza: garantiti, dall’altra una crescente ripercorre gli anni Ottanta, col boom
faticosa, dolorosa, necessaria. Come forza lavoro con pochi diritti. L’analisi delle radio commerciali, ribadendo la
allontanare i ragazzi da quei mondi a di uno dei più attenti studiosi di centralità del mezzo oggi: al tempo
favore di altri, ritagliati sui loro sogni. capitalismo e di globalizzazione. delle tecnologie più soisticate.

“LIBERI DI SCEGLIERE” “SE IL LAVORO SI FA GIG” “RADIO ON”


Roberto Di Bella con Monica Zapelli Colin Crouch Daniele Biacchessi
Rizzoli, pp. 251, € 18 il Mulino, pp. 185, € 13 JacaBook, pp. 282, € 18

8 dicembre 2019 77
1969 - 2019 Mezzo secolo di utopie Storie

I lavoratori che chiedono diritti e dignità.


Gli astronauti che realizzano un sogno
antico come l’essere umano. La cultura hippy che celebra il festival del rock e della pace. Era 50
anni fa. Che cosa è rimasto di quelle speranze? E che cosa hanno lasciato ai ragazzi di oggi? Una
graphic novel, tra passato presente e futuro, irmata da Carlo Gubitosa e Giuseppe Lo Bocchiaro

8 dicembre 2019 79
1969 - 2019 Mezzo secolo di utopie

80 8 dicembre 2019
Storie

8 dicembre 2019 81
1969 - 2019 Mezzo secolo di utopie

82 8 dicembre 2019
Storie

8 dicembre 2019 83
Migranti

LE PERSONE DELLE ONG

Professione salva vite:


dalla sala operatoria
ai barconi che afondano
Jan Ribbeck, chirurgo. Dal 2018 coordina le missioni della Alan Kurdi. Dal
ponte o dal suo studio a Monaco. «In Libia torturano anche i bambini»
di Marialaura Iazzetti

Un gruppo di migranti soccorsi dalla Alan Kurdi e sbarcati a Taranto il 3 novembre scorso

84 8 dicembre 2019
Storie

L
a notte del 4 dicembre scorso
la nave Alan Kurdi - che aveva
salvato dal mare 84 persone,
comprese diverse donne in-
cinte e bambini - è inalmente entrata
nel porto di Messina, mentre al largo
le onde arrivavano a toccare i due me-
tri. L’ultima di tante missioni di sal-
vataggio per questo cargo di 39 metri
costruito nel 1951 e che da due anni è
una delle tre imbarcazioni di Sea Eye,
fondazione umanitaria di Ratisbona,
in Germania. Il nome della nave, Alan
Kurdi, è un omaggio al bambino curdo
di tre anni in fuga dalla guerra siriana
il cui corpicino è stato fotografato su
una spiaggia turca diventando un’ico-
na mondiale del dramma migratorio.
Jan Ribbeck è stremato. Da casa sua,
vicino a Monaco, ha guidato le ope-
razioni di soccorso per più di una
settimana. «Ora sono felice di poter
riposare un po’», dice sforzandosi di
abbozzare un sorriso. Jan ha 55 anni.
Dal 2018 coordina le missioni in ma-
re della Alan Kurdi: «Sono respon-
sabile della formazione dei volonta-
ri, delle condizioni dell’equipaggio,
dell’organizzazione dei soccorsi e
delle relazioni diplomatiche con i va-
ri Paesi». Non è il capitano della nave:
opera da dietro le quinte ricoprendo
un ruolo che nel racconto frenetico
degli sbarchi resta sconosciuto ai
più. Jan è parte di un ingranaggio, di
un sistema, che senza le altre com-
ponenti non potrebbe funzionare. A
lui, però, spetta decidere come por-
tare in salvo le persone avvistate nel
Mediterraneo. «Ho dovuto imparare
a stabilire velocemente che cosa fare.
Devo coordinare i volontari e capire
come recuperare i migranti», spiega.
Non è possibile tentennare. Quando
parla del compito che riveste sull’A-
lan Kurdi, dice di essere la “head of
mission”: la testa dell’operazione.
Pensa per tutti. E fa in modo che non
ci siano complicazioni durante i tra-
Foto: Giuseppe Carotenuto

sbordi.
Per lui, forse, mantenere la calma
pur sapendo di avere una responsa-
bilità enorme è più facile che per gli
altri “Search and rescue men” (come
vengono chiamati in gergo i capi

8 dicembre 2019 85
Storie Migranti

Negli ultimi tre anni l’Alan Kurdi è


riuscita a portare in salvo 15 mila di-
spersi. Durante gli ultimi 6 mesi sono
stati portati a bordo più di 400 mi-
granti. «Li ho guardati negli occhi
uno a uno. Ora non so neanche dove
siano initi», conida Jan. Molti stava-
no fuggendo dai centri di detenzione
libici. «Picchiano e torturano anche i
bambini. Sappiamo tutti cosa succe-
de lì dentro ma non facciamo nulla
per fermare questa situazione», dice
scuotendo il capo. Il suo sguardo è
quello di una persona rassegnata.
Come i tanti volontari che gravita-
no intorno a una Ong e come i tanti
capi missione che per primi si addos-
sano la colpa, morale, di ciò che suc-
Jan Ribbeck a bordo della Alan Kurdi
cede, Jan ha visto decine di persone
perdere la propria vita a causa di un
delle missioni): è un chirurgo e no più frenetici perché si ricevono viaggio intrapreso per cercare una
come tale è abituato ad avere la ma- segnalazioni di barconi in arrivo o via di fuga, una salvezza. «Mi è capi-
no ferma, a prendere decisioni che perché c’è una safe zone da trovare tato di dover lasciare delle persone in
potrebbero drasticamente cambiare per chi è approdato sull’Alan Kurdi. mare perché non potevo prenderle
la vita di tanti. «Per me è normale «Quest’ultima settimana è stata tre- sulla mia imbarcazione. È stata una
salvare vite umane. Lo faccio in menda», confessa. delle cose peggiori che io abbia mai
ospedale per 12 ore al giorno. Lo fac- fatto. Non deve succedere mai più».

Q
cio in mare». Divide la sua vita tra uando chiedi a Jan per quale La voce è rotta. Seguono momenti di
Monaco e il ponte di comando motivo abbia deciso di fare silenzio interminabili. Quella volta,
dell’Alan Kurdi. Alcune missioni Jan questa vita, si prende il suo Jan non è riuscito a portare a termine
le segue dalla nave: «Quest’anno so- tempo per rilettere. Poi ri- il suo compito. La sensazione è simile
no stato via per più di due mesi», sponde con calma: «Ho iniziato come a quella che prova quando un suo pa-
racconta. Altre invece le coordina a medico di bordo, nel 2016. Aiutavo ziente non supera una convalescenza
distanza, da casa sua a Monaco. «Da dove potevo. Rispondevo a un istin- o un’operazione. «Non bisogna ab-
qui, dal mio studio, sono costante- to che per me è naturale: salvare vite bandonare nessuno», sentenzia.
mente in contatto con l’equipaggio. umane. Poi, però, vedendo che cosa Jan lo sa, però, che la sorte di queste
A meno che non accada qualcosa». stava succedendo nel Mediterraneo persone non dipende solo da lui. Di
Come un mese fa, ad esempio: du- mi sono avvicinato sempre di più mezzo c’è la politica, ci sono gli inte-
rante un attacco delle milizie libiche all’aspetto politico della questione». ressi. I “Search and rescue man” si oc-
Jan non ha saputo per ore che cosa Era il 2017, gli sbarchi continuava- cupano principalmente di far in mo-
stesse accadendo alla nave. È rima- no. L’operazione Sophia, che aveva il do che l’operazione di soccorso vada
sto fermo davanti alla sua scrivania compito di contrastare i traicanti di in porto. Ma una volta saliti a bordo i
aspettando che il cellulare squillas- esseri umani, incominciava a vacilla- migranti, inizia la traila per avere un
se di nuovo. re. E gli accordi con la Libia per bloc- luogo dove attraccare. In quei casi,
Quando capitano periodi così, in care le partenze stavano per diventa- come accaduto pochi giorni fa, si
cui la vita da volontario di un’orga- re efettivi. Jan capisce che per salvare aspetta. E si spera. Jan rimane sveglio
nizzazione internazionale e quella da la vita di chi ha di fronte non deve sol- tutta la notte nel suo studio, a Mona-
chirurgo si sovrappongono, Jan tanto curare le sue ferite psichiche e co. Sua moglie lo aspetta a letto.
scompone la sua giornata in due par- isiche. In primis, deve fare in modo «Quando noi non ci siamo. Nessuno
ti: «La mattina vado in ospedale poi che quella persona non anneghi. «Sa- controlla il Mediterraneo. L’Europa
verso ora di cena torno a casa». A quel pevo che organizzando le missioni di non riesce a vedere tutte le navi che
punto si chiude nel suo studio, prende soccorso avrei potuto aiutare molto stanno partendo, tutte le persone che
il cellulare e inizia a chiedere che co- di più. Così ho deciso di diventare un stanno annegando». L’head of mis-
sa stia succedendo a più di 1.600 chi- membro stabile della Sea Eye. Volevo sion sa benissimo che il suo compito
lometri di distanza. Alcuni giorni so- che quelle morti inissero». non è inito. Q

86 8 dicembre 2019
Concorsi a ostacoli

Festa di ine corso alla Scuola allievi agenti di Alessandria

SCUOLA DI POLIZIA

Emanuela, Antonio, Noemi.


Quella divisa negata
da un blitz in Parlamento
La nipote della poliziotta uccisa nella strage di via D’Amelio. Il volontario dei vigili del fuoco. E molti altri,
quasi tutti laureati. Hanno passato con ottimi voti il primo esame per diventare agenti ma sono stati fermati in
corsa da un emendamento voluto dalla Lega che ha abbassato l’età. E ora danno battaglia al Tar

di Fabio Salamida
88 8 dicembre 2019
Storie

E
manuela sogna da sempre la paura, non farsene condizionare. troppo pericoloso e non adatto a una
la divisa di agente della po- Per me questo è il coraggio, altrimen- donna. Non ho esitato neppure un at-
lizia, quell’uniforme per cui ti sarebbe incoscienza». Emanuela timo e ci siamo separati ancor prima
sua zia, di cui porta lo stesso vuole ripercorrere i passi di sua zia e che iniziassi le prove di selezione».
nome, ha perso la vita mentre presta- quelli di suo padre, anche lui poliziot-
va servizio a via D’Amelio il 19 luglio to. E sa già che quella divisa, addosso C’è chi il poliziotto lo farebbe anche
1992. Emanuela è stata a un passo a lei, sarà un po’ più pesante. gratis, come Antonio Maiello, trentu-
dall’indossarla, quella divisa, perché nenne di Afragola: «Da volontario in
è tra i 455 “idonei con riserva” che Antonio Fasci fa l’istruttore di karate Croce Rossa, ti rendi conto di quanto
hanno partecipato al concorso per a Caserta; 27 anni, ha una laurea in sia importante donare un sorriso a
assumere 1.148 allievi agenti del- giurisprudenza: «La passione per chi è in diicoltà, senza badare a nul-
la polizia di Stato, indetto a maggio questa divisa? Nasce molti anni fa, la, né a turni massacranti né alle festi-
2017 e aperto a candidati sia civili quando ogni mattina al mio risveglio vità». Figlio di vigile urbano, Antonio
che militari. Chiamata mai arrivata: vedevo mio padre abbottonare la è un arbitro di calcio a 5 in serie C1.
un emendamento fortemente volu- giacca di ordinanza per andare al la- «Dopo aver aver arbitrato sui campi
to dalla Lega ha cambiato i requisiti voro. La mia è una vocazione, una di calcio, soprattutto quelli di certe
richiesti per accedere al corso di for- spinta inevitabile. E vedermi escluso zone dove i “tifosi” sono le “bande”
mazione e ha messo fuori dalla gra- dalla graduatoria per una mera que- degli amici dei giocatori, ti rendi con-
duatoria Emanuela e tante altre ra- stione di età mi provoca tanta ama- to di quanto sia complicato far rispet-
gazze e ragazzi che come lei avevano rezza». Il padre è commissario di poli- tare le regole. Tra noi, per motivarci
superato le selezioni con ottimi pun- zia. Ha una causa aperta con il Mini- prima delle partite ci diciamo: “siamo
teggi. Tutti loro attendono con idu- stero per un blocco degli scatti di uomini giusti portatori di regole giu-
cia la sentenza deinitiva del Tar del carriera, ma quando vede il iglio per- ste”. E per me entrare in polizia avreb-
Lazio, che però arriverà solo nell’apri- dersi d’animo lo esorta a non mollare: be quello stesso signiicato». Laurea-
le del prossimo anno. Nel frattempo, «Mi sostiene molto nei momenti dii- to in giurisprudenza, Antonio ha fatto
hanno creato una chat su whatsapp cili», racconta Antonio, «non nascon- pratica nello studio di un avvocato
dove si scambiano notizie e informa- do che è dura restare in questo limbo penalista: «Una delle mie aspirazioni
zioni: una piccola e agguerritissima di promesse e di chiacchiere. Dalla era quella di diventare pubblico mini-
comunità, intenzionata ad andare politica arrivano rassicurazioni (a ri- stero. Durante il praticantato, mi so-
ino in fondo. guardo, è stato depositato un emen- no trovato in situazioni in cui si difen-
damento al Senato, ndr), ma al mo- devano dei criminali e in alcuni casi,
La nipote della prima donna agente mento è tutto un “forse”. L’iter giudi- grazie all’ottimo lavoro della difesa,
di scorta nella storia della polizia, ziario sembra darci ragione, purtrop- sono stati assolti. Era contro i miei
medaglia d’oro al valor civile per aver po è lungo e potrebbe durare più di ideali, ma rientra nelle regole».
dato la vita a 24 anni mentre proteg- due anni. A quel punto molti di noi
geva il giudice Paolo Borsellino, ha avranno trenta o trentacinque anni e Gabriele Petrozzi, invece, quando ha
oggi 26 anni: troppi secondo i nuovi saremo ancora più vecchi». fatto il concorso era istruttore di nuo-
requisiti richiesti per vestire la divisa to, ma ha lasciato le piscine in attesa
della zia-eroe: «Mi sento vittima di A Noemi Fedele, iglia di carabiniere, di una chiamata ormai certa che però
un’ingiustizia che va a ledere la per- il concorso in polizia è costato il ma- non è mai arrivata: «Ho totalizzato un
sona nella sua integrità. Non voglio trimonio: 29 anni, addestratore cino- punteggio di 9,5, ma mi sono visto
pensare che in uno stato di diritto il ilo, è laureata in economia aziendale escludere come tanti altri. Sono senza
legislatore possa cambiare le norme e management e vive in provincia di un lavoro e con un’incertezza del fu-
in corso d’opera. Ho iniziato a parte- Taranto: «Da ragazzina, per assecon- turo che penso perseguiti un po’ tutti
cipare alle commemorazioni in onore dare la mia passione per la polizia, noi. Pur essendo tra i più stimati
di mia zia sin da piccola; è da allora mio padre mi portava a visitare le ca- nell’ambiente dove lavoravo, non mi
che vedo la polizia come una grande serme; ogni volta che vedevo una vo- sono fatto rinnovare il contratto e ho
Foto: G. Berengo Gadin - Contrasto

famiglia di cui voglio entrare a far lante mi ci immaginavo dentro. iniziato a fare consegne per un ma-
parte. Quello che è successo ha fatto Quando è uscito il concorso, ho stu- gazzino di tovagliato per ristoranti in
crescere in me la voglia di combatte- diato notte e giorno e ho ottenuto un attesa di partire per il corso». Proprio
re in nome della giustizia». Emanuela risultato più che soddisfacente. Ep- tra gli agenti che frequentano la pale-
è mamma di una bambina di 4 anni e pure mio marito, che porta la divisa stra dove lavorava ha sentito la sua
sa bene che l’uniforme è anche un ri- della marina, mi ha posto un aut aut: vocazione: «Persone allegre e positive
schio, che talvolta indossarla può far non sopportava l’idea di vedermi po- che amano il proprio mestiere mal-
paura: «L’importante è saper gestire liziotta, perché per lui è un mestiere grado le diicoltà. Ascoltando le

8 dicembre 2019 89
Concorsi a ostacoli

Una istruttrice di tiro della Polizia durate una lezione nel centro di Nettuno

loro storie ho capito che mi sarei nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, quando ho detto di voler entrare in
trovato in una grande famiglia. Mi di- viene da Corleone, tristemente nota polizia. Eppure ho conosciuto tanti
cevano che ovunque sarei andato frazione palerimitana, dove ha vissu- ragazzi per bene, tante associazioni
avrei trovato persone che mi avrebbe- to per 25 anni prima di trasferirsi in antimaia che hanno lavorato sodo,
ro accolto in una comunità. Per que- provincia di Enna. Qui vive col com- tante persone che non hanno avuto
sto mi sono innamorato dell’idea di pagno, anche lui poliziotto. Ottenuta mai paura di dire che la maia fa schi-
indossare quella divisa. A casa sono l’idoneità, per indossare la divisa ha fo. Quando sei piccola e senti dire che
rimasti tutti stupiti dell’impegno lasciato un lavoro a tempo indeter- hanno sterminato una famiglia per
messo per superare il concorso. Non minato: «Crescere in un posto come una faida, ti cova dentro la rabbia e la
sono mai stato un grande studioso, Corleone ti fa sentire dentro, come voglia di cambiare tutto».
ma in questo caso mi sono dedicato un pugno, il valore di parole come
anima e corpo per riuscirci tanto che giustizia e coraggio. Il coraggio di Arriva dal Piemonte Antonio Federi-
mia madre, quando ha visto il pun- guardare il mondo a testa alta, con gli co Trunio, un posto nel settore mecca-
teggio raggiunto, mi ha detto che ave- occhi di chi non si è lasciato piegare nico dei mezzi pesanti dove ripara gli
va conosciuto un altro iglio, mai vi- dall’illegalità e dalle ingiustizie». La autobus. A 18 anni si iscrive al comando
sto in tutti gli anni passati». divisa, anche per Mirella, è una voca- provinciale dei vigili del fuoco e da allo-
zione: «Crescendo in un ambiente ra guida i camion da volontario: «Nelle
Mirella Occhipinti, 30 anni e una diicile come quello in cui sono nata selezioni interne dei vigili del fuoco non
laurea in tecniche della prevenzione e vissuta, spesso hanno storto il naso sono riuscito a rientrare per poca an-

90 8 dicembre 2019
Storie

Agenti durante la celebrazione di un anniversario della Polizia di Stato

zianità. Poi ho partecipato al concorso dipendenti in cerca di dosi, ndr) non Sono cresciuto in una famiglia umile,
per la polizia totalizzando un ottimo c’erano più, i bambini tornavano a gio- di operai. A casa non vedevano bene
punteggio. Come è andata a inire lo care nei giardini, le famiglie potevano l’idea che lasciassi il lavoro per qualco-
sappiamo: con i nuovi requisiti richiesti camminare tranquille per le strade. È sa di incerto, ma era l’occasione che
ho superato i limiti d’età. Sembra una questo che mi ha fatto ammirare tanto aspettavo da sempre. Il giorno che è
befa: troppo giovane per i pompieri, i poliziotti e desiderare di fare quel la- arrivata la notizia è stato il più bello
troppo vecchio per i poliziotti». voro. Il bando di concorso è stato pub- della mia vita; adesso quella data si-
blicato all’una di notte: alle due già gniica l’inizio di una lunga agonia».
Di Scampia, 27 anni, Antonio Rinaldi stavo compilando la richiesta». Oggi,
ha perso suo padre per una grave ma- Antonio è senza lavoro. «Ho preparato Il sogno, per tutti e 455, resta quello
lattia quando aveva 15 anni e mantie- l’esame lavorando dieci ore di seguito di servire lo Stato, avere un lavoro non
ne la sua famiglia da appena diploma- e rinunciando alle due di pausa per precario, anche se pagato poco, indos-
Foto: V. Coraggio - LaPresse (2)

to: «Tra il 2004 e il 2006, gli anni più uscire prima e andare a casa a studia- sando una divisa per cui darebbero an-
bui della faida tra clan, ho visto coi re. Ho passato sui libri anche i quindici che la vita e non per per apparire in
miei occhi l’impegno costante degli giorni di ferie. Quando sono partito qualche selie o in qualche diretta Fa-
agenti. Dopo qualche anno, le Case per i cinque giorni delle selezioni, al cebook. Altri ragazzi a cui l’Italia sta
dei Pui, la piazza di spaccio più gran- lavoro mi hanno fatto molti problemi, negando un futuro, altri ragazzi da
de d’Europa, erano tornate dei luoghi malgrado fosse nei miei diritti. Così, piangere se decideranno di emigrare
quasi normali, gli “zombie” (i tossico- ottenuta l’idoneità, mi sono licenziato. in posti migliori. Q

8 dicembre 2019 91
Ho visto cose/tv
MA CHE CI FA QUI IANNACONE?
In una tv dove la parola è spesso priva di senso, un programma che sembra alieno
BEATRICE DONDI
«Vola alta, parola, cresci in profondi- za bene e senza male che danzano
tà», scriveva Mario Luzi in un verso intorno alle immagini trasmesse, le
che è tutto un programma. E la tele- avvolgono, entrano ed escono, pas-
visione di Domenico Iannacone l’ha sando da una Vela all’altra, da una
preso in parola, appunto, e il pro- storia a un’altra storia, ino a trasfor-
gramma gliel’ha costruito intorno. mare, almeno per una volta agli oc-
Tornato per amore dei nottambuli chi di chi guarda, la periferia in cen-
sulla terza rete con quattro speciali tro. Perché il nome è la parola che tu
di “Che ci faccio qui”, il giornalista dai a ciò che puoi vedere e toccare.
molisano ha imbracciato la forza dei Anche se lo chiami vuoto. Il vuoto
suoi silenzi per lasciare ancora una delle esistenze che hanno elargito
volta sterminati spazi al dire altrui. bastonate e non carezze, come a Ric-
E ha ricominciato a proporre i suoi racconti, per voci e im- cardo, che piange a ogni ricordo della sua famiglia matri-
magine. Come fossero dolenti canzoni. Questa volta è par- gna, tante illusioni e nessuna certezza, vite ai margini che
tito dalle periferie, Scampia a Napoli e San Basilio a Roma, in genere avrebbero molto da dire ma a cui la parola non
con l’ambizione altissima di restituire un nome alle cose e viene concessa da troppo tempo. Ed è qui che arriva la fac-
alle persone che l’hanno perduto da tempo. A volte recu- cia buona di Iannacone, che guarda senza scrutare, ascolta
perando forze all’apparenza abbandonate, per provare a senza puntualizzare mai, annuisce senza giudizio, regala
ripartire. Come Davide Cerullo, ex camorrista conosciuto autostrade di relazioni ed empatia, sradicando di punto
come Ciaocream, spacciatore, boss, carcerato e massacra- in bianco l’insulso dualismo buoni-buonisti a cui la tele-
to da una vita infame, che proprio dietro le sbarre all’im- visione che generalmente non sa dove andare si aggrappa
provviso trova il suo nome proprio scritto su una pagina neanche fosse l’ultimo ilo dell’equilibrista. Così, per quat-
del Vangelo. E decide di riprenderselo, insieme alla sua in- tro serate quel popolo senza nome e di poche parole, quel
tera esistenza da ricostruire passo dopo passo. Oggi Cerul- popolo abbandonato dai rilettori sotto cui viene messo a
lo è uno scrittore, parla un italiano impeccabile dall’alto forza a seconda degli interessi del momento, inalmente si
della sua quinta elementare e trascina lo spettatore in un accende una luce da solo, si rimpossessa della guida e mo-
lusso di rinascita contagioso, un girotondo di parole sen- stra tutte le sue ferite. Da cui a volte si guarisce. A volte.

L’incompetente LUCA BOTTURA


STADIO davanti ai colleghi in una sorta di Iniliamola nella corrente del
ARENA DIFFUSA patto dell’albumina tra maschi, iume inquinato che attraversa
L’amministratore delegato della in quei consessi dove si gioca questo Paese che non è che non
Lega Calcio, per l’occasione più a chi la fa più lontano ma si abbia bisogno di eroi, li schifa
Lega che Calcio, l’ha spiegato mira comunque nella medesima proprio. E nel quale certe logiche
chiaramente: se negli stadi si direzione, ha spiegato, e forse non familistiche, di difesa dello
sentono i buu razzisti, spegniamo aveva tutti i torti, che l’enormità status quo, dell’impossibilità di
i microfoni. Sembra la versione andava contestualizzata. Che vedersi da fuori, dell’accettare i
alla pummarola del celebre lui ne faceva una questione di propri limiti non già cavillandoli,
motteggio brechtiano («Se i immagine. Di contaminazione da come ammoniva Confucio,
politici non rappresentano più non estendere. Tipo mettere la per superarne gli effetti, per
gli elettori, cambiamo elettori») mascherina antisettica a un corpo migliorarsi, ma esaltandoli,
e forse lo è, anche se il latore pronto per l’inumazione. rivendicandoli, rotolandocisi
dell’affermazione, pronunciata Ma contestualizziamola, sì. dentro, con un vaghissimo senso

92 8 dicembre 2019
Scritti al buio/cinema
SCONFINATO, ASSURDO SULEYMAN
L’ultimo ilm del regista palestinese: una follia bufa, bella e inquietante
FABIO FERZETTI
Se Elia Suleiman fosse francese, ci si e dell’esilio, che racconto in prima
passi il paradosso, sarebbe Jacques persona, nel secolo scorso è stata so-
Tati. Se fosse americano sarebbe Bu- prattutto appannaggio degli ebrei»),
ster Keaton. Se fosse italiano, avreb- non maneggia la denuncia ma un’i-
be qualcosa di Nanni Moretti. Invece ronia sempre più lieve e visivamente
è nato a Nazareth nel 1960 e dal 1996, ammaliante.
anno in cui esordì a Venezia col me- Poliziotti che inseguono ladri volteg-
morabile “Cronaca di una scompar- giando su sibilanti monoruota (puro
sa”, si chiede la stessa cosa ainando Tati, infatti siamo a Parigi); madri di
il suo sguardo impassibile e stupe- famiglia al supermercato col mitra
fatto: che cosa vuol dire essere pale- a tracolla (questa è New York); illu-
stinesi? O meglio: che cosa signiica minati produttori francesi che spie-
chiudere la molteplicità custodita dentro ognuno di noi, gano al regista di non poter inanziare il suo nuovo lavoro
ovunque sia nato, entro i conini di una presunta identità? perché, ohibò, «non è abbastanza palestinese». L’assurdo
Ne “Il Paradiso Probabilmente”, il suo ilm più divertente e non ha conini ma soprattutto non è più percepito come
più disperato, come dice lui stesso, l’attore-regista spinge tale. E inisce per generare meravigliose metafore natura-
la domanda ino alle estreme conseguenze andandosene in li, purché si abbiano occhi per vederle. Scoprendo, in una
giro per il mondo. Nazareth, Parigi, New York. I paesaggi delle scene più belle del ilm, che ogni notte, dietro le am-
cambiano, i capelli iniziano a ingrigire, ma Suleiman resta pie inestre di un atelier di moda, minuscole donne delle
quello di sempre: un testimone muto e attonito della fol- pulizie si afaccendano intorno a enormi schermi luminosi
lia del mondo. Una follia ora bufa ora inquietante, o le due dentro cui avanzano senza ine imperiose fotomodelle. È il
cose insieme. Forse perché mentre la Palestina continua privilegio dell’esule: vedere ciò che non siamo più capaci di
a non (poter) esistere, il mondo intero sembra contagiato vedere. Il privilegio e la condanna. Q
dallo stesso male: militarizzazione, posti di blocco, sradi-
camento, derealizzazione. Anche se questo palestinese er- “IL PARADISO PROBABILMENTE”
rante, che cita Benjamin e Primo Levi («Lo humour non è di Elia Suleiman
riservato agli ebrei, ma di fatto l’esperienza del nomadismo Francia-Germania-Canada-Turchia-Qatar, 97’ aaaac

dell’opportunità riservato solo tutto in nome di una fede, come cazzo si permettono.
a chi sta oltreconine. Così, De veritiera o no, talvolta prezzolati Siamo tutti Nino Manfredi in Pane
Siervo si è detto preoccupato dei da presidenti furbastri, odiano la e cioccolata, con la differenza
cori razzisti perché sennò chissà parte opposta senza una ragione che lì la vessazione era reale, il
all’estero cosa pensano. Così, speciica, festeggiano non già la razzismo era subito, e il gesto
Salvini fa la faccia meno dura solo rete, il successo, ma la caduta dell’ombrello alla rete azzurra, in
quando passa la frontiera. E allora avversaria, non capiscono nulla mezzo ai crucchi attoniti, pareva
tronca, sopisce, rassicura, cerca o quasi di quel che stanno una vendetta onesta, giusta,
di dimostrare agli odiati eurocrati guardando, odiano chi glielo inevitabile. Oggi lo riserviamo ai
che non è come sembra, che certi racconta, violentano il proprio più deboli. Ed è come se in quella
specchietti per le allodole valgono ruolo - la passione - a beneicio di partita avesse vinto la Svizzera, e
solo da noi, ché si sa come siamo un tifo ottuso e vendicativo. Con tutti avessero mostrato il medio al
fatti, ma dove serve il vestito capi stupidi, ignoranti, spesso povero italiano.
buono… pure disonesti. Comunque, quasi Vi sembra forse una scena
Foto: Xxxxx Xxxxxx

Ecco: come siamo fatti? Siamo sempre, incattiviti contro i tizi decente? Ecco: siamo lì.
fatti della stessa materia di cui di colore che si permettono, non E chi può, paga il biglietto per
sono fatti gli stadi. Dove masse sia mai, di guadagnare come i uscire.
passivo-aggressive giustiicano bianchi. Rubano loro il lavoro. Ma GIUDIZIO: CINQUE STELLE

8 dicembre 2019 93
Noi e Voi N. 50
8 DICEMBRE 2019

RAGAZZI DI IERI, RAGAZZI DI DOMANI


RISPONDE STEFANIA ROSSINI [ STEFANIA.ROSSINI@ESPRESSOEDIT.IT ]
Cara Rossini, leggo che l’American Psychological Asso- Caro Bellia, non sono d’accordo nel liquidare così drasti-
ciation ha deinito “Eco anxiety” la paura di cui sofrono i camente i pensieri e l’impegno dei tanti ragazzi che si di-
giovani della generazione Greta, l’ansia di una generazione cono preoccupati per la sorte del pianeta. Sono ingenui?
causata dal timore che gli adulti stiano distruggendo il lo- Forse. Non sono scientiicamente attrezzati? Probabile.
ro mondo. Io mi chiedo quanta parte di questa “ansia” sia Si afacciano adesso alla vita e non hanno né l’esperienza
causata dalla mancanza di quei problemi che la mia gene- né la sicumera dei vecchi soloni. Ma hanno l’entusiasmo,
razione ha dovuto afrontare e che loro non devono. Siamo la voglia di farsi sentire e di costruire una voce comune.
passati dal problema delle scuole serali a quello dell’happy Se l’uso solitario di social network li ha sradicati dalla
hour che per quanto possa essere divertente altrettanto compagnia da muretto, gli ha però dato la possibilità,
non è gratiicante: la gratiicazione si ha quando si rag- impensabile per ogni generazione precedente, di con-
giunge un obiettivo con fatica e impegno. Inoltre mi chiedo nettersi con i coetanei in tutto il mondo. La prima appa-
quanto la solitudine in cui li getta il web, creando loro mi- rizione di massa dei giovanissimi è stata, poco più di un
gliaia di “conoscenze” ma nessuna “amicizia”, possa spin- anno fa, il Never Again, la grande mobilitazione contro
gerli a cercare un gruppo in cui sentirsi vivi e utili. Poi mi l’uso della armi negli Stati Uniti, con leader adolescenti
domando quanti di loro, che acclamano la scienza, si infor- che sidavano la Casa Bianca. Oggi non sono mossi sol-
mino sulle teorie scientiiche tenendo presente che infor- tanto dalla preoccupazione per i cambiamenti climati-
marsi vuol dire conoscere e valutare teorie contrapposte ci se nelle proteste che si difondono un po’ ovunque, da
e seguire la loro continua evoluzione. Ma forse il problema Hong Kong al Cile, i ragazzi sono sempre in prima linea.
non è solo dei giovani, anzi, è soprattutto dei vecchi furbi Dalle rivolte del passato si distinguono per l’assenza di
che hanno capito che “no slogan no party”, perciò scoprono ideologia e l’uso di obiettivi semplici e facili da spiegare.
ogni giorno nuove fonti di problemi, danno loro un nome Non vogliono cambiare il mondo ma migliorare la loro
e ci fanno business. Il problema è che i giovani, disabitua- vita, consapevoli del momento favorevole che fa risuo-
ti dal web a farsi convinzioni proprie, a causa della man- nare più forte la loro voce. In quanto a considerare una
canza di spirito critico indispensabile a saper discernere, generazione afetta da Eco anxiety, mi viene in mente
spirito critico che si forma in antitesi alla realtà mostrata una magistrale osservazione di Immanuel Kant che già
loro dal web e non seguendola, scelgono il loro piferaio nel 1764 scriveva: «C’è un genere di medici, i medici della
preferito e lo seguono come i tifosi seguono una squadra: mente, che pensano di scoprire una nuova malattia ogni
fanatismo irrazionale. Roberto Bellia volta che inventano un nome nuovo». Q

C’È UNA NAZIONALE ITALIANA DI notiziario, i loro volti, le DISOCCUPAZIONE una di fede comunista.
BASKET BICAMPIONE DEL MONDO loro storie, andrebbero LA PRIMA EMERGENZA Non si può negare che nei
Sarebbe cosa buona e raccontate nei particolari, DA AFFRONTARE mezzi di comunicazione il
giusta dare il risalto che queste sono vere “imprese Alcuni giorni fa mi trovavo problema dei migranti trovi
merita all’impresa dei sportive”, altro che le nella sala di attesa del molta attenzione mentre
ragazzi della nostra luccicanti e patinate mio medico. Qualcuno la mancanza di lavoro
squadra nazionale di vicende di campioni, conversava ad alta voce, non registri altrettanto
basket che si è laureata “normodotati”, strapagati altri ascoltavano. Anche io impegno. Non si deve fare
campione del mondo. Il e viziatissimi la cui ascoltavo. “La televisione di ogni erba un fascio ed
fatto che la lucentezza abbaglia e non fa che parlare dei è bene tenere separate
rappresentativa azzurra ricopre le magagne e la migranti. Che bisogna le questioni: una cosa è
fosse composta da corruzione che, a volte, accoglierli. Che bisogna l’immigrazione e un’altra
giocatori affetti dalla viene a galla. Questi aiutarli. Ma a casa mia è la mancanza di lavoro.
sindrome di down ragazzi, che hanno vinto il ho due igli che non Coloro che le mettono
dovrebbe essere un motivo campionato mondiale di lavorano e mio marito è insieme, lo fanno in
in più e non in meno per basket, rappresentano la in cassa integrazione!”. malafede per cavalcare il
esserne orgogliosi e ieri. Vittoria nella sua forma La frase colpisce la mia malcontento. Una parte
Meriterebbero la prima più pura: disinteressata e attenzione e guardo chi di verità però è presente
pagina di tutti i quotidiani trasparente. l’ha pronunciata. Una in questo accostamento.
e l’apertura di ogni Mauro Chiostri donna, una lavoratrice, Mentre l’immigrazione

8 dicembre 2019 95
Senza risposta
[ SENZARISPOSTA@ESPRESSOEDIT.IT ]
DIRETTORE RESPONSABILE: MARCO DAMILANO
VICEDIRETTORI: Lirio Abbate, Alessandro Gilioli
CAPOREDATTORE CENTRALE: Leopoldo Fabiani
HOUSE OF RENZI / 1 UFFICIO CENTRALE: Marco Pacini (caporedattore vicario), Beatrice
In Italia ormai si è completamente persa la bussola Dondi (vicecaporedattore), Sabina Minardi (vicecaporedattore)
REDAZIONE: Federica Bianchi (inviato), Paolo Biondani (inviato),
della moralità. Sto seguendo con interesse questa Emanuele Coen, Angiola Codacci-Pisanelli (caposervizio),
Emiliano Fittipaldi (inviato), Fabrizio Gatti (inviato),
storia sui giornali e purtroppo, ne sto discutendo Vittorio Malagutti (inviato), Mauro Munafò (caposervizio web),
Giovanni Tizian, Gianfrancesco Turano (inviato), Susanna Turco
anche con mio padre. Mi pare assurdo che su una ART DIRECTOR: Stefano Cipolla (caporedattore)
vicenda del genere, la difesa dello stesso Renzi UFFICIO GRAFICO: Catia Caronti (caposervizio, controllo qualità),
Martina Cozzi (caposervizio), Anna Lavezzoli (collaboratore),
e delle persone che perorano la sua causa sia Alessio Melandri (collaboratore)
imperniata solamente sul fatto che sia legale PHOTOEDITOR: Tiziana Faraoni (vicecaporedattore)
RICERCA FOTOGRAFICA: Giorgia Coccia, Mauro Pelella, Elena Turrini
o meno ricevere un prestito. SEGRETERIA DI REDAZIONE: Valeria Esposito (coordinamento)
Sante Calvaresi, Rosangela D’Onofrio, Pietro Giardina (Milano)
Cioè se un Paese arriva a farsi questa domanda OPINIONI: Michele Ainis, Altan, Mauro Biani, Luca Bottura, Massimo
La copertina
davanti ad un Senatore della Repubblica che Cacciari, Lucio Caracciolo, Alessandro De Nicola, Roberto Esposito,
dell’Espresso n. 49 Luciano Floridi, Riccardo Gallo, Bernard Guetta, Piero Ignazi, Sandro
del 1 dicembre 2019 riceve da un soggetto privato 700 mila euro Magister, Makkox, Bruno Manfellotto, Ignazio Marino, Ezio Mauro,
Michela Murgia, Michel Onfray, Soli Ozel, Denise Pardo, Massimo Riva,
siamo davvero un Paese e un popolo alla frutta. Pier Aldo Rovatti, Giorgio Ruffolo, Roberto Saviano, Eugenio Scalfari,
Il punto non può essere che il prestito Michele Serra, Raffaele Simone, Aboubakar Soumahoro, Bernardo Valli,
Gianni Vattimo, Soia Ventura, Luigi Vicinanza, Luigi Zoja
è di un amico e poi è stato restituito, il punto COLLABORATORI: Enrico Maria Albamonte, Laura Antonini, Eleonora
Attolico, Loredana Bartoletti, Giuliano Battiston, Marco Belpoliti,
è che un Senatore non può e non deve accettare soldi in prestito da Alessandra Bianchi, Caterina Bonvicini, Floriana Bulfon, Roberto
nessuno. Nel momento in cui accetta un prestito, si perde l’imparzialità Calabrò, Roberta Carlini, Giuseppe Catozzella, Alessandra Cattoi, Rita
Cirio, Stefano Del Re, Alberto Dentice, Cesare de Seta, Roberto Di Caro,
e l’integrità che il ruolo richiede. Paolo Di Paolo, Giuseppe Fadda, Fabio Ferzetti, Alberto Flores d’Arcais,
Marco Follini, Mario Fortunato, Antonio Funiciello, Letizia Gabaglio,
Massimo Morganti Giuseppe Genna, Wlodek Goldkorn, Enzo Golino, Claudio Lindner,
Alessandro Longo, Alessandra Mammì, Francesca Mannocchi,
Federico Marconi, Luca Molinari, Andrea Muni, Massimiliano Panarari,
HOUSE OF RENZI / 2 Gianni Perrelli, Paola Pilati, Marisa Ranieri Panetta, Mario Ricciardi,
Gigi Riva, Gloria Riva, Stefania Rossini, Paolo Sardi, Caterina Serra,
La cosa singolare è che in area Pd ci sono circa 70 fondazioni, per lo più Francesca Sironi, Leo Sisti, Lorenzo Soria, Elena Testi, Fabio Tibollo,
Luca Turner, Chiara Valentini, Stefano Vastano, Andrea Visconti,
nate per gestire il patrimonio del partito, ma si indaga su una sola, quella Daniele Zendroni, Andrea Zhok
che sostiene chi ne è fuoriuscito. PROGETTO GRAFICO: Stefano Cipolla e Daniele Zendroni
Lettera irmata GEDI GRUPPO EDITORIALE SPA
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
PRESIDENTE: MARCO DE BENEDETTI
HOUSE OF RENZI / 3 VICE PRESIDENTI: John Elkann, Monica Mondardini
Inchieste inappuntabili come sempre. I tifosi del politico di turno ci AMMINISTRATORE DELEGATO: Laura Cioli
CONSIGLIERI: Agar Brugiavini, Giacaranda Maria Caracciolo
vogliono convincere che l’acquisto di una casa non è fatto politico, che di Melito Falck, Elena Ciallie, Alberto Clò, Rodolfo De Benedetti,
Francesco Dini, Silvia Merlo, Luca Paravicini Crespi,
una poltrona per il inanziatore è coincidenza. Io sono dell’avviso che Carlo Perrone, Michael Zaoui
siano elementi per far partire un’indagine. DIRETTORI CENTRALI: Pierangelo Calegari (Produzione
e Sistemi Informativi), Stefano Mignanego (Relazioni Esterne),
Davide Brusadin Roberto Moro (Risorse Umane)
DIVISIONE STAMPA NAZIONALE:
00147 Roma, Via Cristoforo Colombo, 90
DIRETTORE GENERALE: Corrado Corradi
VICEDIRETTORE: Giorgio Martelli
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è sentita e considerata tiene stretto. Chi potrebbe Roma, Tel. 06 84781 (19 linee) - Fax 06 84787220 - 06 84787288.
L’ESPRESSO VIA CRISTOFORO COLOMBO, 90 - 00147 ROMA

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una emergenza, la dare lavoro, non rischia REDAZIONE DI MILANO: Via Nervesa, 21 - 20139 Milano,
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mancanza di lavoro per paura di mandare in Registrazione Tribunale di Roma n. 4822 / 55
è relegata a comune fumo anni di sacriici. Chi Un numero: € 3,00; copie arretrate il doppio
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problema. Eppure la resta fuori dificilmente Tel. 02 574941 - Via Nervesa, 21 - 20139 Milano
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bloccano le assunzioni. a trasformare questa Puntoweb (copertina) - via Variante di Cancelliera snc Ariccia (Rm);
Responsabile trattamento dati (d.lgs.30.06.2003, n.196):
Anche se è da apprezzare solidarietà in impegno per Marco Damilano
la caparbietà di alcuni l’occupazione, qualcosa
Questo giornale è stampato su carta con cellulose, senza cloro gas,
imprenditori che potrebbe cambiare. Da provenienti da foreste controllate e certiicate nel rispetto delle normative
continuano a scommettere soli siamo destinati al ecologiche vigenti.

sul futuro del nostro Paese. fallimento, insieme si Certiicato ADS


Ma non basta. Si stenta a potrebbe aiutare chi non n. 8562 del 18/12/2018
Codice ISSN online 2499-0833
trovare soluzioni adeguate. ha lavoro. N. 50 - ANNO LXV - 8 DICEMBRE 2019
Chi ha un lavoro se lo Vincenzo Salciccia TIRATURA COPIE 298.000

8 dicembre 2019 97
Bernardo Valli Dentro e fuori

Il comunismo cinese
inì con Pierre Cardin
Capii che stava cambiando tutto quando a Nanchino arrivò il grande
couturier. Accolto come un eroe in un Paese che poco prima era maoista

E
ro sul marciapiede, non go mi fermò e mi consegnò le monete che mi trovai pochi giorni dopo alla
lontano dall’albergo, quan- si formò attorno a noi una piccola folla. destra del governatore davanti a una
do qualcuno mi batté sulla E lei col suo comportamento recitato folla eccitata che riempiva il palazzo
spalla. Un tocco non tanto con solennità espresse quel che la Ri- dello Sport. Più che un ospite, come
leggero. Imperioso. Era una voluzione culturale esigeva. All’epoca occidentale, ero una comparsa sulla
ragazza. Tese la mano con tre mone- era apprezzato. Era una prova dell’ub- tribuna d’onore. Il capo di Nanchino
tine nel palmo. Le aveva trovate sul bidienza ai comandamenti di Mao. non mi rivolse neppure una parola,
comodino riordinando la stanza che non uno sguardo. Lo spettacolo ave-
avevo appena lasciato. Aveva un’e- Fino a qualche settimana prima le va come primo attore Pierre Cardin,
spressione severa. Presi le monete, il banconote americane non erano ac- campione del consumismo di lusso
cui valore era di pochi centesimi. Lei cettate sul territorio della Repubbli- internazionale. Il quale, archiviata la
pronunciò qualche parola, delle quali ca popolare. Più che di una sanzione Rivoluzione culturale, era diventato
aferrai soltanto il tono solenne, poi economica si trattava di un atteggia- un eroe, festeggiato dalla Repubblica
se ne andò. Nel suo atteggiamento, mento puritano, in qualche modo popolare come primo importatore di
nell’eccessiva pubblica manifestazio- moralistico. La spiegazione era che, quel lusso un tempo deplorato, inam-
ne di onestà, c’era l’ evidente volontà poiché si combatteva l’imperialismo missibile in Cina. Le stesse ragazze
di esibire il riiuto di quello che poteva americano, non si poteva intascarne che anni prima mi avrebbero rincorso
apparire un compenso, una mancia, la valuta. Ma proprio in quei giorni per restituirmi gli spiccioli dimenticati
sia pure irrisoria, di uno straniero. Il cambiai tranquillamente dollari in sul comodino, erano adesso nello sta-
valore insigniicante delle monete, da albergo. Non erano più “tigri di car- dio dove si festeggiava il couturier cre-
me dimenticate per distrazione, pote- ta”. Era uno dei tanti segnali che le atore ed esportatore di oggetti costosi.
va rendere ridicolo il gesto. Ma conta- cose stavano cambiando. Non sol-
va il principio. tanto sul piano amministrativo. La Pietro Cardin, nato nel trevigiano, a
restaurazione muoveva i primi passi. Sant’Andrea di Barbarana, diventato
All’inizio degli anni Settanta, quan- poi Pierre Cardin, cittadino francese
do si veriicò l’episodio, in Cina la A Nanchino, anni dopo, Mao morto e conquistatore con i suoi prodotti
Grande Rivoluzione culturale era an- da tempo, durante un viaggio di lavo- della Cina post-rivoluzione culturale,
cora in corso. Gli occidentali erano ro in Cina la svolta mi apparve plate- era accolto da un’ovazione che avreb-
una specie umana rara, anzi rarissi- ale. Ebbi l’impressione di assistere, in be fatto fremere di invidia tanti leader
ma, nelle strade delle città cinesi. Se ritardo sugli avvenimenti, a una ceri- politici. Con lui, in quel palasport, era
si imbattevano in uno di loro, spinti monia funebre ritmata come una festa applaudito il consumismo. Lui, Car-
dalla curiosità, centinaia di uomini e popolare: l’allegro funerale della Ri- din, era un pioniere. Nuova arrivata
donne, a volte migliaia nella provincia voluzione culturale. Quel che vidi nel nell’universo del mercato del lusso, la
profonda, li seguivano come se fosse- capoluogo della provincia dello Jang- Cina vi occupa oggi un posto di pri-
ro extraterrestri. su, mi fece ricordare l’episodio delle mo piano. Negli ultimi anni su scala
monetine della cameriera di Pechino. mondiale i cinesi hanno fatto circa il
Illustrazione: Ivan Canu

Nel cuore di Pechino, vicino alla Tie- La Cina era ormai diversa. Volevo in- 25 per cento degli acquisti nel lusso,
nanmen, dove mi trovavo, la curiosità contrare il governatore di Nanchino, superando gli europei, gli americani e
era meno intensa. Incrociare un euro- ma ero sicuro, per esperienza, che la i giapponesi. L’immagine della ragazza
peo o un americano non era un’ ecce- mia richiesta sarebbe stata riiutata. di Pechino con le sue monetine è quel-
zione. Ma quando la ragazza dell’alber- E invece fu accolta. Subito. Al punto la di un’altra epoca. Q

98 8 dicembre 2019
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