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Goofynomics
L’economia esiste perché esiste lo scambio, ogni scambio presuppone l’esistenza di due parti, con interessi
contrapposti: l’acquirente vuole spendere di meno, il venditore vuole guadagnare di più. Molte analisi
dimenticano questo dato essenziale. Per contribuire a una lettura più equilibrata della realtà abbiamo aperto
questo blog, ispirato al noto pensiero di Pippo: “è strano come una discesa vista dal basso somigli a una
salita”. Una verità semplice, ma dalle applicazioni non banali...

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mercoledì 15 ottobre 2014

Lettori fissi

Le lezione di oggi: la bilancia dei pagamenti


La bilancia dei pagamenti è un documento contabile che registra i flussi monetari originati
dalle transazioni fra i residenti in un paese (la reporting country) e i residenti all'estero. Il
documento ufficiale di riferimento per la sua compilazione e interpretazione è la VI edizione
del Balance of payments manual del Fondo Monetario Internazionale.

Principi contabili
La bilancia dei pagamenti si basa sul principio della partita doppia. Ogni operazione dà
luogo a due registrazioni, una a debito e l'altra a credito, in modo tale che il totale a
@AlbertoBagnai
pareggio (il cosiddetto "saldo contabile") sia sempre nullo.

Naturalmente il saldo contabile non è quello economico. Esempio: in conto è poter pagare Tweets by ​@AlbertoBagnai
le importazioni perché hai ricavato abbastanza dalle tue esportazioni, un ben altro conto è
farlo con soldi presi in prestito. In entrambi i casi hai due operazioni che contabilmente si Alberto Bagnai
annullano, ma nel secondo caso sei nei guai dal punto di vista economico (e questo spero @AlbertoBagnai

sia chiaro). Siensces?


https://twitter.com/ElBuscadero/status/1
Altro principio: siccome la bilancia dei pagamenti è un documento di cassa, i flussi monetari 199079016730447873
generati dalle diverse operazioni vengono registrati con segno più se la valuta entra nel
paese, e con segno meno se esce.
45m

Notate che la valuta entra se esporti merci o se importi capitali (cioè se un non residente
Alberto Bagnai
presta soldi a un residente), mentre esce se importi merci o esporti capitali (cioè se un
@AlbertoBagnai
residente presta soldi a un non residente).
Il bis.
Ne deriva la non intuitiva conseguenza che un segno positivo nei movimenti di capitali
significa che il paese si sta indebitando (stanno entrando soldi che dovranno essere
restituiti, perché sono solo prestati, non guadagnati - come sarebbe se gli stessi soldi
entrassero a fronte dell'esportazione di merci).

Sezioni e saldi
La bilancia dei pagamenti è divisa in sezioni, individuate dalla natura delle operazioni
registrate.

La summa divisio è in quattro:

1. partite correnti: registrano i movimenti di merci e servizi, i pagamenti di redditi (da


lavoro e da capitale) ai non residenti, e i trasferiment unilaterali correnti;
46m
2. conto capitale: registrano le operazioni relative a immobilizzazioni immateriali
Embed View on Twitter
(brevetti, royalties) e i trasferimenti in conto capitale;
3. conto finanziario: registra i movimenti (importazioni e esportazioni, cioè afflussi e
deflussi) di capitali
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4. errori e omissioni: self explanatory.
Cerca

Nota: il conto capitale non riporta i movimenti di capitali (li riporta il conto finanziario). Gli
Archivio blog
errori e omissioni sono inevitabili perché le fonti dei dati sono diverse (es.: per importazioni
e esportazioni statistiche doganali, per movimenti di capitali le statistiche bancarie). ► 2019 (41)
► 2018 (81)
Le due sezioni più importanti sono la prima (partite correnti) che ci dice se e quanto il
paese dipende da merci, fattori di produzione o trasferimenti esteri, e la terza (conto ► 2017 (231)
finanziario) che ci dice come il paese finanzia il suo eventuale squilibrio negativo o
► 2016 (279)
positivo nella relazione con gli altri paesi (more on this later).
► 2015 (352)
In ognuna di queste sezioni sono riportate voci a debito e a credito. La somma algebrica di ▼ 2014 (455)
crediti (entrate di valuta) e debito (uscite di valuta) fornisce un saldo: saldo delle partite ► dicembre (32)
correnti, saldo del conto capitale, ecc. La somma dei saldi è per definizione zero (come ci
► novembre (25)
siamo detti sopra). Ovviamente, se i conti non tornano gli errori ed omissioni ci mettono una
pezza. ▼ ottobre (41)
I cechi hanno visto giusto
Un primo esempio: qua sotto vi riporto i quattro saldi principali della bilancia dei pagamenti La malvagità del banale
italiana dal 2004 al 2013, insieme con la loro somma algebrica, che, come vedete, non è
L'abbondanza frugare
esattamente zero (ma quasi) solo a causa di errori di arrotondamento delle singole poste:
La Scandinavia come fa...
Allarmi! Allarmi!
Appello di un economista
Trecientoquaranta
La staffetta del debito (2) (a stix77)
La staffetta del debito
Comunicazzioni di servizzio
Piccolo manuale di logica eurista
(la fonte è questa, i dati sono in milioni di euro). (altro addendum)...
Salvare il mondo...
Ne consegue che se rappresento da una parte il saldo delle partite correnti, e dall'altro la
somma dei saldi rimanenti (dei quali è magna pars il conto finanziario, come vedete), il La domanda
grafico avrà questa forma "a specchio": Umiltà, vanità e modestia for
dummies
La Grecia, ovvero la desinenza in
"buoni"
Le lezione di oggi: la bilancia dei
pagamenti
Goofy3: l'ospite misterioso
Goofy3: Il riscatto dell'Italia fra
ideologia e po...
Sappia la sinistra ciò che fa la sinistra
Goofy3: Lippi
IDE: quelli che "l'euro ci protegge"...
Goofy3: Giacché
Agli ortotteri
QED 41: Deposuit (im)potentes...
che è quella che riscontrate nella Figura 7 del Tramonto dell'euro, del quale questo grafico è
un aggiornamento. Diciamo che in linea di principio un paese sano ha un saldo delle partite Goofy3: alloggi
correnti non "troppo" in deficit, dove "troppo" deve essere qualificato in termini scientifici Comunicazione di servizio: Alavanos
(cosa non agevole). Il deficit delle partite correnti indica infatti che il paese: a #goofy3
Il nuovo filosofo di Treviri
1) o importa troppe merci rispetto a quelle che esporta (quindi escono più soldi di quanti ne
Note a margine del fascismo del
entrino); 2000 (da Celso)
2) o remunera fattori non residenti (capitale e lavoro) in misura maggiore di quanto i suoi
fattori residenti vengano remunerati dall'estero (quindi come sopra). La comédie piddine
Me lo traducete?
Insomma: un saldo delle partite correnti persistentemente negativo, o su una tendenza Che dite, sto esagerando?
negativa (come quello italiano dal 1996 al 2011) indica una crescente dipendenza del paese
La posta in gioco
dalle merci e/o dai capitali (o, in misura minore, dai lavoratori) esteri. Una situazione che
non può perdurare, ma ci torniamo. Buonsensonomics
Debito e guerra
Alla fine di questo tunnel c'è una crisi di bilancia dei pagamenti, come la nostra nel 2011,
S. Firenze
che nei dati normalmente vedremo come brusco cambio di segno (reversal) nel saldo delle
partite correnti. È un fenomeno del quale mi sono occupato fin dall'inizio della mia carriera Comunicazione di servizio:
Faccialibro
scientifica (il che spiega perché sul tema dica meno lievi imprecisioni di molti illustrissimi
colleghi), e che potete osservare benissimo nel grafico qui sopra: fra 2011 e 2013 il saldo "Che gli dico alla vecchietta?"
delle partite correnti (linea blu) torna bruscamente positivo. Il più grande successo della neuro
Dio c'è! (6)
Analisi delle partite correnti
Goofy3
La centralità del saldo delle partite correnti come indicatore per valutare il grado di salute di
un paese è stata riconosciuta dagli economisti applicati prima ancora che da quelli teorici Nunc dimittis
ed è ormai data per assodata. Un una economia globalizzata il saldo delle partite correnti è
► settembre (44)
senza dubbio la prima variabile da osservare se si vuole prevedere cosa accadrà a un
paese, e in questo blog lo abbiamo dimostrato svariate volte, ad esempio prevedendo nel ► agosto (53)
2012 quello che tanti altri hanno previsto nel 2014 (cioè dopo): le difficoltà della Francia. La ► luglio (35)
previsione si basava esclusivamente sull'osservazione del saldo delle partite correnti. ► giugno (28)
► maggio (38)
Chi da grande volesse fare l'economista ha quindi interesse a fare attenzione.
► aprile (44)
Le partite correnti si compongono, a loro volta, di quattro sezioni principali: ► marzo (47)
► febbraio (40)
1) il saldo merci;
2) il saldo servizi; ► gennaio (28)
3) il saldo redditi; ► 2013 (266)
4) il saldo trasferimenti correnti.
► 2012 (280)

Il saldo merci vi immaginate tutti cos'è: se importo petrolio, pago, esce valuta, registrazione ► 2011 (20)
con segno meno. Se esporto una Ferrari, mi pagano, entra valuta, registrazione con segno
più. Se il saldo è negativo vuol dire che non sono in grado di produrre beni che interessino Follow by Email
all'estero, oppure che per qualche altro motivo il rapporto qualità/prezzo dei miei beni viene
percepito come poco conveniente dagli acquirenti esteri, oppure (anche) che la mia Email address... Submit
economia dipende in modo cruciale da materie prime o tecnologie estere (incorporate in
macchinari che importo). Tutte cose non molto incoraggianti.
Visualizzazioni totali

Il saldo servizi comprende voci non trascurabili, come ad esempio il turismo. Se vado
all'estero e pago un albergo, quello è turismo passivo: in pratica, un italiano "importa" il 39,743,709
servizio dell'albergo estero e lo paga, facendo uscire soldi dal paese. Ovviamente se il
turista estero viene in Italia (e non si capisce perché dovrebbe farlo, visto che con l'euro ...dal 27 novembre 2014
sopravvalutato gli conviene andare altrove), quando paga l'albergo quello per il nostro
paese è turismo attivo: stiamo "esportando" al turista estero il servizio di alloggio, e entrano
soldi. Altri servizi rilevanti sono quelli di trasporto (noli marittimi), quelli finanziari
(commissioni su operazioni di investimento finanziario cross border), ecc.

Il saldo redditi è una delle voci più importanti per capire se un paese sta bene o male. Esso
esprime i cosiddetti redditi netti dall'estero, ovvero la differenza fra:

1) i redditi che affluiscono nel paese per i servizi prestati all'estero dai fattori produttivi
(capitale e lavoro) residenti;
2) i redditi che defluiscono dal paese per i servizi prestati nel paese dai fattori produttivi
(capitale e lavoro) non residenti.

Esempio: se un italiano compra un bond statunitense viene esportato un capitale italiano


negli Usa (segno meno nel conto finanziario), ma il pagamento di interessi costituisce una
remunerazione del capitale italiano, e quindi un reddito da capitale attivo nelle partite
correnti.

Altro esempio: se un tedesco compra un'azienda italiana, viene importato un capitale


tedesco in Italia (segno più nel conto finanziario), ma i profitti e dividendi che vengono
rimpatriati in Germania costituiscono una remunerazione del capitale tedesco, e quindi un
...dal 7 novembre 2012
reddito da capitale passivo nelle partite correnti (soldi che escono).

In questo secondo caso, i redditi che escono dal paese sono redditi prodotti nel paese (e
quindi rientrano nel prodotto interno lordo), ma guadagnati da non residenti (e quindi non
rientrano nel prodotto nazionale lordo). Ne consegue che se un paese è fortemente
indebitato con l'estero, normalmente il suo prodotto nazionale sarà inferiore al suo prodotto
interno, perché una parte dei redditi prodotti nel paese andrà a remunerare i capitali prestati
dai non residenti agli operatori economici residenti.

Vi ricordo che:

PNL = PIL + RNE

e quindi se RNE (redditi netti dall'estero) è pesantemente negativo, allora PNL (prodotto
nazionale lordo) sarà inferiore a PIL (prodotto interno lordo). Esempio:

95 = 100 - 5

I RNE sono per lo più redditi da capitale. I redditi da lavoro riguardano una quantità
relativamente ridotta di lavoratori che operano all'estero: quelli che conservano la residenza
nei rispettivi paesi di origine. Gli emigrati, invece, indipendentemente da quale sia il loro
passaporto, sono considerati residenti nel paese in cui lavorano. Di conseguenza, le loro
rimesse (i soldi che la domestica manda nelle Filippine o in Ucraina) sono registrate nella
voce "trasferimenti correnti" (e nel caso in questione sono negativi). L'Italia ha finanziato la
sua industrializzazione (che richiedeva l'importazione di tecnologie e materie prime) in Goofynomics by Alberto Bagnai is licensed
buona parte con le rimesse dei suoi emigranti a inizio secolo. under a Creative Commons Attribuzione -
Non commerciale - Non opere derivate 3.0
Tornando a giorni più recenti, vi faccio vedere il dettaglio dei saldi negli ultimi anni: Unported License.
Notate che il progressivo slittamento del saldo totale (current account), corretto a partire dal
2011, è stato causato da movimenti piuttosto diversificati delle componenti. Un particolare,
nel 2008 e 2009 si è avuto un aggravio del saldo reddito (Income), già negativo dal 2007,
mentre nel 2010 è andato a picco il saldo merci (Goods). Questo secondo fenomeno ha
motivi che intuiamo: il crollo della domanda aggregata mondiale, ad esempio. Il primo
fenomeno, cioè l'esplosione degli interessi corrisposti all'estero, è riconducibile al
peggioramento della situazione finanziaria estera dell'Italia, che ci avviava sulla via di una
crisi di bilancia dei pagamenti, che è quella situazione nella quale i mercati finanziari
capiscono che gli stai chiedendo soldi per pagari gli interessi sui debiti che hai già contratto,
e ti chiudono il rubinetto (come avevo anticipato su lavoce.info).

Può essere interessante osservare questi saldi in prospettiva storica. Lo facciamo con un
grafico:

Due fenomeni sono macroscopici (anche se uno è nascosto). Il progressivo deterioramento


del saldo commerciale dal momento dell'aggancio con l'Ecu a una parità sopravvalutata
attorno a 1940 lire per Ecu (che poi sarebbero diventati i famosi 1936,27 del cambio
"irrevocabile" con l'euro), che avvenne nel 1996, e la sua bruschissima correzione a partire
dal 2011, secondo il meccanismo che ho spiegato qui (distruzione della domanda interna,
cioè dei redditi delle vostre famiglie, per ridurre le importazioni a fronte di esportazioni
compresse dal calo della domanda mondiale e dal cambio sopravvalutato).

Il secondo fenomeno macroscopico (ma riservato agli occhi del professionista) è il tonfo
della linea verde (redditi) a partire dal 2007. Quello indicava che ci saremmo trovati in una
crisi di bilancia dei pagamenti, e, come vedete dal link al mio articolo del luglio 2011 su
lavoce.info, credo di essere purtroppo l'unico economista italiano che se ne era accorto (ma
se qualche collega mi dimostra che c'era anche lui mi fa veramente un favore, e prego i
miei lettori di indicarmi eventuali contributi che mi fossero sfuggiti).

Analisi del saldo finanziario


Anche il saldo finanziario ha delle componenti, che vi elenco:

1) investimenti diretti;
2) investimenti di portafoglio;
3) derivati finanziari;
4) altri investimenti;
5) riserve ufficiali.

Gli investimenti diretti esteri sono acquisto di pacchetti azionari o di quote di società estere
volti ad acquisirne il controllo (M&A, merger and acquisitions), o investimenti effettuati per
impiantare all'estero una nuova attività produttiva (greenfield, prato verde). Anche qui, se
comprano un'azienda italiana, il segno è positivo (soldino entrare), se un italiano compra
un'azienda estera il segno è negativo (soldino uscire), ma al di là delle ricadute economiche
in senso lato (occupazionale, di trasferimento di tecnologie, di posizionamento sul mercato)
nel primo caso il patrimonio italiano diminuisce (gli italiani hanno un'azienda in meno, il
resto del mondo un'azienda in più), nel secondo casa aumenta (per motivi uguali e contrari).

Nota: secondo il manuale del FMI, nel caso di società quotate è investimenti diretto
l'acquisto di un pacchetto azionario superiore al 10% del totale.

Gli investimenti di portafoglio e in derivati finanziari sono quelli fatti per motivi di gestione
della liquidità (compro un'azione della IBM perché penso che mi renda, non perché voglio
"scalare" l'IBM), o di copertura dal rischio finanziario.

Gli "altri investimenti" comprendono crediti/debiti commerciali, e altre voci minori.

Le riserve ufficiali registrano la variazione dello stock di valute di riserva, cioè di valute
generalmente accettate per il regolamento degli scambi internazionali detenute dalla Banca
centrale del paese di riferimento (generalmente dollari, euro, sterline e yen; fra un po' yuan).

Nota che anche qui l'apparenza inganna. Il paese accumula crediti finanziari quando il
segno del flusso finanziario è negativo. Questo significa che per capire se il paese sta
accumulando o decumulando dollaretti, bisogna cambiare segno alla variazione delle
riserve (lo vediamo sotto).

Intanto, vi do il dettaglio degli ultimi anni:

Potrete verificare che il saldo del conto finanziario è la somma algebrica dei suoi sottosaldi,
e notate l'ovvio fatto che se il saldo complessivo (nel 2004: 13,659) è positivo, questo non è
necessariamente un buon segno, perché significa che il resto del mondo ci sta prestando
soldi (soldino entrare, segno più), il che da un lato è positivo (vuol dire che si fidano di noi),
ma dall'altro è negativo (vuol dire che prima o poi dovremo ridarglieli).

La restituzione si è avuta grazie ai governi Monti, Monti bis e Monti ter a partire dal 2011.
Vedete che nel 2013 il saldo complessivo è diventato negativo, a riprova del fatto che
dall'Italia stanno uscendo somme in conto finanziario, per ripagare i debiti precedentemente
contratti (cosa doverosa, s'intende: ma magari sarebbe stato meglio pensarci prima).

Ora entro nel merito della relazione fra saldo delle partite correnti, conto finanziario e
variazione delle riserve. Guardiamo ad esempio come andavano le cose negli anni '90:

Dopo il riallineamento del cambio nel 1992/1993 il saldo delle partite correnti era decollato
(per motivi che, se non sono chiari, verranno chiariti in una delle prossime lezioni). Al
surplus delle partite correnti corrispondeva, per l'Italia, una accumulazione di crediti verso
l'estero (un saldo finanziario negativo di 13,811 nel 1994, indicante che dall'Italia uscivano
lire per acquisire attività finanziarie estere: azioni, obbligazioni, ecc.). Una parte di questi
crediti era dato da attività di riserva. Nel 1994, ad esempio, le riserve ufficiali crebbero di
1778 milioni di euro. Dice: ma il segno è negativo. Sì, perché per convenzione un aumento
di asset finanziari si registra col segno meno. Immaginate che siano le lirette che la Banca
d'Italia spendeva oer avere in cambio i dollaroni: il segno è meno, ma nelle casse della
Banca d'Italia si impilano i dollaroni.

Ovviamente, dopo la rivalutazione del 1996, le cose cambiano: il saldo delle partite correnti
comincia a decrescere, e dal 1998 cambia segno anche la variazione delle riserve. Con
l'entrata nell'Eurosistema poi le cose cambiano, perché la gestione delle riserve
dell'Eurozona è gestita dall'Eurosistema (del quale parleremo più avanti). L'importante è
che abbiate capito le convenzioni contabili: il caso particolare dell'Eurosistema riguarda solo
18 paesi, gli altri 177 continuano a funzionare come noi funzionavamo prima del 1999,
quindi in un'ottica globale devo insegnarvi anche il funzionamento delle loro bilance dei
pagamenti.

Il saldo complessivo
La variazione delle riserve cambiata di segno viene detta saldo globale (overall
balance) della bilancia dei pagamenti ed è, insieme al saldo delle partite correnti, il
secondo saldo più importante da considerare.

Mi spiego con degli esempi, altrimenti non ci capiamo.

Il paese A è in surplus di partite correnti. Esporta tutti i capitali accumulati, e quindi il suo
saldo globale è in pareggio, il che significa che non c'è né accumulazione né
decumulazione di riserve. Il saldo complessivo della bilancia dei pagamenti quindi è zero.

Il paese B è in surplus di partite correnti. Una parte della valuta che entra viene accumulata
presso la banca centrale sotto forma di riserve e una parte reinvestita all'estero (-5 e -5). Il
saldo complessivo della bilancia dei pagamenti è -(-5)=5, il che indica che le riserve ufficiali
aumentano di 5.

Il paese C è in surplus di partite correnti, ma è così "attraente" che i mercati gli prestano
soldi anche se non ne ha bisogno. Questo ingresso di valuta si traduce in una variazione
delle riserve ufficiali superiore a quella del saldo delle partite correnti. Il saldo complessivo è
-(-15)=15, il che indica che le riserve ufficiali crescono di 15.

Il paese D è in deficit di partite correnti, ma i mercati "credono" in lui e lo finanziano. Non ci


sono variazioni delle riserve.

Il paese E è in deficit delle partite correnti, ma i mercati credono un po' di meno in lui e gli
afflussi di capitali sono solo metà del deficit. L'altra metà la mette la Banca centrale.
Risultato: il saldo complessivo è -5 (cioè lo stock di riserve diminuisce).

Il paese F è in deficit delle partite correnti, ma i mercati non si fidano per niente e quindi
rivogliono indietro i soldi che gli hanno prestato. Risultato: il saldo complessivo è -15 (cioè il
paese decumula riserve per pagare l'eccesso di importazioni e per saldare i debiti
pregressi).

Il paese G è in deficit delle partite correnti, ma nel suo caso i mercati sono entusiasti, lo
amano proprio, e quindi gli prestano 15, più del 10 che gli servirebbe per finanziare il suo
eccesso di importazioni. La conseguenza è che il paese ha un deficit di partite correnti, ma
un surplus di saldo complessivo (le riserve crescono).

Attenzione: il caso G non è paradossale. È quanto accade normalmente a un paese


nella fase espansiva del ciclo di Frenkel, come potrete vedere dalle tavole riportate in
Frenkel e Rapetti 2009.

Alcune autopsie
Può essere interessante dare un'occhiata a quanto è successo in alcuni paesi in crisi
passata, presente o futura. La chiave di lettura più interessante è quella del saldo delle
partite correnti. Un caso particolarmente significativo è quello dell'Irlanda. Vi fornisco il
grafico dal 1994, come per l'Italia. Guardate quanto è diverso:
Aggiungo anche il saldo complessivo (in nero).

A differenza dell'Italia, l'Irlanda ha sperimentato negli anni '90 un progressivo decollo del
proprio saldo commerciale, che si è arrestato nel 2002, per ridursi senza mai passare in
territorio negativo, e poi è ripreso dallo scoppio della crisi in poi.

In Italia il saldo commerciale ha largamente determinato l'andamento di quello complessivo


(ve ne rendete conto confrontando la prima e la seconda figura di questo post). In Irlanda
no: a un saldo commerciale in decollo, corrispondeva un saldo complessivo stabile attorno
allo zero.

Perché?

Perché tanti soldi entravano per l'esportazione di merci, tanti soldi uscivano per
l'esportazione di servizi e redditi da capitale. Le linee rossa e verde (in discesa)
compensavano quindi la crescita della linea blu.

Il motivo, molto semplice, è che la gran parte dei beni così competitivi che l'Irlanda vendeva
all'estero erano prodotti da aziende di proprietà estera (filiali di multinazionali statunitensi o
britanniche), e quindi all'entrata di valuta per esportazioni corrispondeva una uscita di valuta
per remunerare il capitale estero. Per l'Irlanda questo è stato per un po' un gioco a somma
nulla.

Nel 2002 il saldo commerciale (blu) flette un po', ma all'inizio questa flessione è
compensata da una riduzione del deficit del conto servizi. Dal 2004 il costante
peggioramento del saldo redditi, insieme al peggioramento del saldo merci, porta il saldo
complessivo in territorio negativo: l'Irlanda comincia a indebitarsi con l'estero per pagare
all'estero profitti e dividendi sui suoi capitali.

La fine della storia forse la sapete, forse no, ma non è bella. Nel 2008 c'è la crisi Lehmann,
e come in Italia abbiamo anche in Irlanda un current account reversal (rovesciamento del
saldo delle partite correnti), da una posizione debitoria a una creditoria netta. Notate però
che in Italia il saldo redditi è sempre stato abbastanza nella norma. In Irlanda continua a
essere fuori scala, e anzi, durante la crisi è peggiorato un po'.

E ora vediamo come sono andate le cose nel paesi di quelli che si considerano i vincitori.
In Germania, come in Italia, l'andamento delle partite correnti è determinato in larga parte
dal saldo commerciale. Notate che il decollo avviene nel 2000, dopo l'entrata nell'euro (che
per la Germania è una moneta sottovalutata, cioè non riflette l'effettiva forza della sua
economia). Il dettagliuccio interessante è, come al solito, dato dalla linea verde. Quando
decolla il saldo reddito ? Nel 2004. Cosa successe nel 2004? Questo. L'allargamento
dell'Unione Europea a Est, fortissimamente voluto dalla Germania per accedere a un
serbatoio di manodopera qualificata a buon mercato, dove delocalizzare le proprie imprese
(e quindi da usare anche implicitamente come elemento di ricatto nelle relazioni industriali
nazionali).

Ovviamente, se l'azienda si sposta in Polonia o in Slovacchia o dov'è, poi profitti e dividendi


vengono rimpatriati in Germania, il che spiega il take off del saldo redditi.

Se dalla Terra potessimo esportare su Marte questa sarebbe un'indubbia vittoria. Siccome
non è possibile, questo squilibrio, che le autorità tedesche perseguono perché ritengono
che l'invecchiamento della loro popolazione imponga loro di accumulare crediti verso
l'estero (soldi da spendere quando in Germania a lavorare saranno in pochi, e a prender la
pensione in tanti), si risolverà in una catastrofe anche per la Germania stessa, che in effetti
sta segando il ramo sul quale è seduta, come da me preconizzato solo tre anni fa (ma molti
non ci sono ancora arrivati).

Allego, per le vostre esercitazioni, altri graficucci che potrebbero interessarvi. Hanno la
stessa struttura, ma riguardano paesi diversi (i casi francese e spagnolo sono stati descritti
qui). Have fun...
E questo che paese è (senza barare)?

And the winner is: Vince il Mundellino d'oro iluvatar85.

Pubblicato da Alberto Bagnai a 18:23

59 commenti:
gianfranco compagnon 15 ottobre 2014 18:31

Wunderbar prof lo mandi ad alesina,giavazzi e monti

Rispondi

Risposte

Alessandro Ale 15 ottobre 2014 21:20

Monti quei grafici li conosce benissimo. Forse addirittura li sa a memoria.


Ce lo hanno mandato apposta, appunto per "riequilibrare" (in modalità cambio
fisso) il grafico riferito al nostro paese.
Anche gli altri pigs hanno avuto il loro Monti.

Rispondi

occhiodifalco 15 ottobre 2014 18:46


accidenti prof...un giorno di ritardo...l'avrei stampata, ristudiata ed esposta al prof.
Giovannini...

la butto lì ovviamente: l'ultimo grafico e' la Finlandia?

Rispondi

Risposte

Anonimo 15 ottobre 2014 20:56

Cifre troppo importanti per essere la Finlandia.


Leggermente più piccoli della Germania, forte importatore di beni, esportatore
di servizi, forte deflusso dei redditi... UK.

Michele Bonicelli 15 ottobre 2014 21:38

mi hai dato uno spunto con la storia dei servizi, ma la Francia è il paese più
visitato (credo 3 o 4 volte più di UK)... quindi per me è Francia.
Un saluto

Roberto Boschi 15 ottobre 2014 22:12

UK senza alcun dubbio, sia per gli importi che per la dinamica. Notate il leggero
miglioramento di merci e CA totale grazie alla svalutazione della £ post Lehman
(da 0,65 a 0,95 vs €).
Ma come, si chiederanno molti, come mai una svalutazione così forte ha avuto
un effetto così debole e transitorio? Allora anche noi in caso di euro exit
potremmo fare la stessa fine?
Certo che può succedere anche a noi! più si rimane nella gabbia dell'€ più si
corre questo rischio.
UK ha beneficiato pochissimo della svalutazione perché la sua capacità di
produrre beni era, già nel 2008, molto, ma molto compromessa. Il peso
dell'industria sul PIL britannico si era progressivamente ridotto anno dopo anno
ed era molto contenuto (oggi è ancora peggiorato): che beni posso esportare,
grazie ad una svalutazione, se non ne produco (quasi) più? Ergo leggero
miglioramento e poi, complice anche una politica fiscale e monetaria anticiclica
(loro hanno fatto e fanno deficit spendig molto significativo e la BoE ha messo
in piedi, in 4 anni, almeno 2 operazioni di Quantitative Easing) , di nuovo
peggioramento per il crescere della domanda interna e con essa dell'import di
beni.
Noi siamo (ed eravamo ancora di più) in una situazione molto, molto differente:
forte peso dell'industria e posizioni significative nel manifatturiero. Per questo
una svalutazione per noi significherebbe un deciso e molto più duraturo
miglioramento del CA e, via export, del PIL. Ma c'è un però: ogni giorno che
passa perdiamo pezzi di industria. Ne abbiamo perso oltre il 25% dal 2008. Se
andiamo avanti così ben poca ne resterà ed allora faremo la fine dell' UK
senza, purtroppo, avere dai servizi finanziari il beneficio che loro hanno (grazie
alla piazza di Londra).

occhiodifalco 15 ottobre 2014 22:17

Per fortuna mi definisco occhio di falco...non avevo visto bene i valori in campo
:) concordo con UK anche se avrei preferito un grafico di un paese
dell'eurozona, altrimenti non ne comprendo appieno il nesso.

Rispondi

Fulvio Zappa 15 ottobre 2014 19:33

USA?

Rispondi

Edward-san 15 ottobre 2014 20:09

1) Scommetto che il paese dell'indovinello inizia con 'F', ma ci sono solo due paesi con
quella lettera, e penso che entrambi navigano sulla stessa ... barca.

2) Non credo a questa storia della giustificazione "accumulo crediti per invecchiamento",
finché non mi viene mostrato qualche caso del passato, in cui un paese aveva più spese
per pensioni che redditi da lavori e si era salvato dai 'crediti' accumulati nel tempo...

Rispondi

Orazio Cavezza 15 ottobre 2014 20:28

Io ero indeciso fra finlandia e olanda. Scelgo olanda. Hovintoqualcheccosa?


Rispondi

Risposte

Paolo Corrado 15 ottobre 2014 22:38

L'olanda mi sembra che sia in Surplus.

UK o F

Rispondi

johnny doe 15 ottobre 2014 20:30

Thanks....

Rispondi

Raphael Raduzzi 15 ottobre 2014 20:31

La France.

Rispondi

Gianluca Pasqualini 15 ottobre 2014 21:00

L'ultimo grafico mi ricorda la Francia...

Rispondi

Marco Barocchi 15 ottobre 2014 21:37

vista l'entità delle cifre in gioco, il fatto che è un grande importatore, che il saldo servizi è
nettamente positivo (forse a causa di una moneta più debole che agevola il turismo
dall'eurozona) e che il saldo dei redditi è positivo (diverse filiali di multinazionali in giro per
il mondo) direi USA

Rispondi

Emilio Pica 15 ottobre 2014 21:39

I cugini transalpini? l'olanda no, cifre spropositate...indebitarsi per un terzo del pil...

Rispondi

akamar 15 ottobre 2014 21:47

che sia il regno unito?

Rispondi

Risposte

Anderson Silva 15 ottobre 2014 22:32

Sì, anch'io dico il Regno Unito.


E siccome il Professore dice che:

"La centralità del saldo delle partite correnti come indicatore per valutare il
grado di salute di un paese è stata riconosciuta dagli economisti applicati prima
ancora che da quelli teorici ed è ormai data per assodata. Un una economia
globalizzata il saldo delle partite correnti è senza dubbio la prima variabile da
osservare se si vuole prevedere cosa accadrà a un paese, e in questo blog lo
abbiamo dimostrato svariate volte ... "

Mi verrebbe da concludere che gli inglesi stiano peggio di noi, che invece
abbiamo riportato le partite correnti su un saldo positivo.

Rispondi

Unknown 15 ottobre 2014 22:52

Vediamo se capisco bene.


La linea nera e' in costante discesa e con la linea verde che nel 2008 cambia tendenza e
va sottozero nel 2013, sembra che si vada verso una correzione.
Non ci dovrebbe pero' essere una inversione brusca come da ciclo di Frenkel perche' il
cambio rimane flessibile.
Roberto Seven
Rispondi

chiaraped 15 ottobre 2014 23:42

Sarà l'eurozona che va a picco..

Rispondi

Paolo Rossi 15 ottobre 2014 23:56

Decisamente e' la Francia, più grande del Italia, più piccola della Germania, forte
sbilanciamento in basso del saldo Merci. (Mica hanno fatto la terapia Monti)

Rispondi

ALBERTO49 16 ottobre 2014 00:02

E' UK;ho barato?

Rispondi

Giorgio D.M. 16 ottobre 2014 00:15

"La variazione delle riserve cambiata di segno viene detta saldo globale (overall balance)
della bilancia dei pagamenti".

Se le riserve sono le riserve ufficiali, cioé quelle della Banca Centrale, la variazione delle
riserve cambiata di segno coincide con il saldo globale perché si assume che tutta la
valuta estera sia consegnata alla Banca Centrale?

Rispondi

ALBERTO49 16 ottobre 2014 00:35

Uk ha:
- saldo merci in progressivo deterioramento; importano molto più di quanto esportino fino
al 2007, poi c' è una inversione tra 2007 e 2009 che vedo di andamento analogo ai servizi,
ma credo legato ad un consolidamento fiscale (tipo Monti);
- saldo servizi positivo ed in crescita; un mare di gente (incluso mio figlio sono emigrati in
UK, e sempre di più;
- saldo redditi positvo ed in crescita costante fino alla crisi,probabilmente perchè s
acquistavano titoli stranieri che rendevano bene e poi in rapido deterioramento per un
fenomeno opposto e perchè si ricorre al finanziamento da estero.

Rispondi

Risposte

ALBERTO49 16 ottobre 2014 08:29

Volevo dire di andamento analogo al saldo income (non servizi), tra 2007 e
2010.

Rispondi

Aurel¡o Sintana 16 ottobre 2014 00:46

Grazie, la sicumera di alcuni commenti mi fa pensare che anche nelle menti piú ignoranti
(nel senso che ignorano, ma si puó rimediare, basta leggere invece di scrivere) ci sia
spazio per la critica all'euro. Si vola :)
http://fabiusmaximus.files.wordpress.com/2014/04/comments-2.jpg

Ps: quello che dice " [...] con la storia dei servizi, ma la Francia è il paese più visitato
(credo 3 o 4 volte più di UK [...] " vince il premio wikipedia.
Nel senso di andare a leggere http://it.wikipedia.org/wiki/Settore_terziario

Rispondi

Grecale 16 ottobre 2014 03:05

La lezione di oggi mi sembra una vera e propria dispensa dedicata ai diversamente


economisti e diversamente italiani, per permettere loro di arrivare al Goofycompleanno con
qualche base....
se " l`orecchino con 'l`economista intorno " leggesse e soprattutto capisse sarebbe gia un
buon inizio, anche se come ospite "tecnico"gli avrei preferito zingy, che a credibilità` e
potenziale capacita` di dialogare su dati oggettivi sta messo leggermente meglio.
Comunque vada il collo della bottiglia si sta stringendo, e il tappo dell`eurodisastro sta per
deflagrare in faccia a tutti coloro che lo stanno nascondendo, mentendo e stendendo
cortine fumogene di ogni tipo..... invasioni di terroristi islamici....miracolose diminuzioni
delle tasse mentre aumentano....i matrimoni gay che sono come il nero, non passano mai
di moda.....fecondazioni eterologhe....l`ebola......certo che con luxuria ad arcore col nano e
governante hanno raggiunto una vetta irraggiungibile anche per renzi....e, fortuna loro, i
disastri ambientali italiani non fanno mai mancare il proprio apporto per rassicurare i
cittadini che, nonostante tutto, c`e`sempre qualcuno che sta peggio di noi e quindi, zitti e a
cuccia.
Aspetto il nuovo libro e i risultati dei modelli economici post eurexit di A/Simmetrie,
consapevole che c`e`un serio economista italiano che sarebbe pronto a guidare un
drappello di economisti/patrioti con le idee chiare sul da farsi per dare inizio ad un nuovo
Risorgimento e, perché`no, ad un nuovo Rinascimento, che dalla rifondazione economica
arrivi a quella culturale, democratica e politica di una nazione che ha voglia e bisogno di
ricostituire la propria identità`, che si sta annacquando nella sporca pozzanghera del fogno
europeo....

Sempre grazie Prof. per tutto quanto fatto sinora ed in futuro!

Antonio

Rispondi

Enrico Pesce 16 ottobre 2014 08:09

Approfitto del titolo "Lezione" per avanzare la domanda del dilettante.


La teoria della bilancia dei pagamenti, qui come negli appunti di macroeconomia, credevo
di averla capita. Però, nei numeri, rimango un po' sorpreso. Mi riferisco al primo excel,
dove sono riportate le componenti nei vari anni per l'Italia. Mi sarei aspettato che gli errori
e omissioni, come fattore correttivo, non dovessero rappresentare una percentuale troppo
alta delle altre voci ma, se leggo bene, possono raggiungere valori assoluti comparabili al
financial account, ad esempio nel 2012, o superiori al current account (2004, 2005).
Come influisce una incertezza così ampia sulla interpretazione dei dati?
Qual'è il senso di una componente di incertezza così ampia? Cosa mi sfugge?

Rispondi

Risposte

effepi 16 ottobre 2014 10:53

Mi associo alla sorpresa riguardo all'incertezza sulla misura delle operazioni


registrate nelle sezioni della bilancia dei pagamenti.

Possibile che siano così alte? Forse non sto capendo la parte 'self
explanatory'? E se invece la sto capendo correttamente, allora vuol dire che chi
tenta di leggere un significato nei movimenti di scala comparabile con quella
degli errori (p.es. la fluttuazione 2008-2009-2010 nel caso dell'Italia) rischia di
ingannarsi, perché potrebbero essere semplicemente dovuti a errori. In effetti
mi sembra che il prof. parli sempre e soltanto di movimenti molto ampi delle
curve.

Inoltre: errori & omissioni nella bilancia dei pagamenti degli altri stati sono dello
stesso ordine di grandezza?

Luca Cellai 16 ottobre 2014 14:45

Si tratta (se non sbaglio) di errori di arrotondamento di qualche decina di


miliardi di euro.

Rispetto al PIL gli errori sono quindi dell'ordine di qualche 'permille'.

A naso direi che si tratta in larga parte di contrabbando & fughe di capitali.

Stefano Pepino 16 ottobre 2014 14:49

Avvedrtenza: parere poco qualificato

Beh, visto che la somma deve far 0 e che "errori e omissioni" non possono
evidentemente essere computati in modo preciso e corretto, mi sa che sono
stimati per differenza.
Ad esempio, io prelevo contanti e li porto in Svizzera o li metto in cassaforte, o
acquisto una casa che poi cambia di valore.
Se sale di valore tutto il patrimonio immobilare è una bella botta!

Enrico Pesce 16 ottobre 2014 15:47

@ effepi
Puoi guardare le fonti dei dati citate dal Prof. Ci sono casi di errori
percentualmente inferiori e casi simili a quello italiano. Un po' di tutto e anche
grandi variazioni da anno a anno.

@Luca
Non cambia molto. Poichè portano a zero artificialmente la somma algebrica
dei valori che stiamo considerando e analizzando, mi aspettavo che rispetto a
quelli avrebbero dovuto avere poca influenza e non rispetto ad altro. Il valore di
errore è importante rispetto a quello che stai stimando, non in assoluto.

@ Stefano
Si, stimati per differenza, lo dice la spiegazione... ma la perplessità rimane. Non
potendo sapere, ovviamente, dove sia l'errore, se nella stima di un termine o
dell'altro, il fatto che sia di valore comparabile agli altri termini mi fa dubitare
della validità dei valori a essi attribuiti. Ma forse c'è qualcosa che non ho capito.

Rispondi

ALBERTO49 16 ottobre 2014 08:49

Mi associo al grazie e dico anche che il Prof. oltre che PRE-DITTIVO è un grande
divulgatore (anche se non capiamo quasi un cazzo, perchè siamo tosti di comprendonio,
parlo per me soprattutto). Essere Pre-dittivo, è cosa complicata, magari geniale!

Rispondi

stix77 16 ottobre 2014 09:34

grazie prof della spiegazione.


ora per nasce un domandone. come mai qualcuno utilizza i saldi target2 per vedere gli
spostamenti di capitale? che peso dobbiamo dare ai saldi target2?

Rispondi

Paolo Corrado 16 ottobre 2014 09:56

Bill Black: EU Austerity Witch Doctors Attack Each Other

Italy has been forced by German demands for austerity into a third recession in six years,
with France likely to experience the same fate. Even Germany has stagnated and could
fall into recession. Instead of the four horsemen of the apocalypse, the three horses that
make up a troika consist of the European Central Bank (ECB), the International Monetary
Fund (IMF), and the European Commission (EC). The troika combined to force the entire
eurozone to inflict austerity in response to the Great Recession.

http://www.nakedcapitalism.com/2014/10/bill-black-eu-austerity-witch-doctors-attack.html

Bisognerebbe mandare l'articolo a Repubblica.

Rispondi

walter wal 16 ottobre 2014 10:20

c'est la douce France n'est pas?

Rispondi

Stefano Pepino 16 ottobre 2014 14:02

Dal mio punto di vista di non addetto molto interessante.


Il fatto però è che è passato da qui un mio amico (forse meglio conoscente...) il quale ha
detto: "ehi! Ma la linea blu, l'impennata del saldo merci, dimostra che ha ragione Monti, e
che l'Austerity funziona!". Naturalmente non capisce niente. Già, però, mi domando: che
gli devo rispondere?

Rispondi

Risposte

Alberto Bagnai 16 ottobre 2014 17:33

Ma sei un troll? Ma quale blog segui? Certo non questo!

Rispondi

Atzanteotl 16 ottobre 2014 14:38

Credo che il grafico misterioso riguardi l'eurozona.

Rispondi
Risposte

Atzanteotl 16 ottobre 2014 21:41

E invece no... è il Regno Unito, i valori sono troppo bassi per essere tutta
l'eurozona

Rispondi

Simone 16 ottobre 2014 15:19

L'ultimo paese qual'è? La Francia?

Rispondi

Jacopo Foggi 16 ottobre 2014 17:13

sono gli USA minchia! l'unico paese che pur importando a manetta ha un saldo positivo
del conto reddito!

Rispondi

Francesco Canepa 16 ottobre 2014 17:32

Semplicemente: grazie.
Io dico Spagna: deficit commerciale, tanto turismo, saldo redditi compromesso e riserve
centrali a puxxane!

Rispondi

Risposte

Aurel¡o Sintana 17 ottobre 2014 00:05

Ma grazie a te!
Quando hai finito di darti pacche sulle spalle, prova a studiare un po' di
macroeconomia, o almeno lascia perdere la bareceonomia: il turismo é una
parte MINIMA dei servizi, cosí come le puxxane (non dico che non ci siano, ma
...).
Anche per te un bel premio wikipedia. Cioé la lettura di questo:
http://it.wikipedia.org/wiki/Settore_terziario

Ps: se tu avessi letto il testo, fino alla fine, avresti visto che qualcun altro aveva
dato la risposta giusta (iluvatar85) e se leggi i commenti altrui, ne troverai molti
di tuoi pari, quindi ...
http://fabiusmaximus.files.wordpress.com/2014/04/comments-2.jpg

Alberto Bagnai 17 ottobre 2014 07:09

Certo che ne ho visti di imbecilli cafoni supponenti, ma uno come te è


veramente da record. E se invece di venire a dare lezioncine nel mio blog
dicendo agli altri di leggere Wikipedia ti leggessi i link che metto nel post? Che
dici, sarebbe una buona idea, pezzo di fesso? Caro il mio idiota, la definizione
di servizi di Wikipedia non c'entra nulla, e faresti meglio a non servirtene,
perché Wikipedia Italia sta all'economia come Topolino alla fisica nucleare (mai
visto una voce più sciatta; quattro banalità da aziendalista). Quello che non hai
capito, tu, ed è sintomatico di che persona sei (poi vado a vedere i tuoi
commenti passati) è che qui stiamo parlando di scambi con l'estero, mentre il
settore servizi è in larga parte composto da non tradables (mai provato a
prendere un'autostrada tedesca per andare da Monticchiello alla Sgurgola
Marsicana, genio di questo paio?). Quindi quale sia la composizione dei servizi
in termini di creazione di valore aggiunto che confluisce nel Pil nazionale non
ha alcuna (ALCUNA, capisci? Tu diresti nessuna perché sei diversamente
alfabetizzato, te lo spiego così capisci) relazione con quali siano i servizi che
influiscono sul saldo della bilancia dei pagamenti. Questi ultimi sono quelli
commerciabili, e quindi principalmente quelli di trasporto, comunicazione,
turismo, ecc.

Ti sarebbe bastato cliccare sul link e cercarti la voce Travel, poraccio.

Esempio: guardati la Tavola 2 e la Tavola 4 di questo, patetico buzzurro. Poi


torna a chiedere scusa, oppure non tornare che è meglio. Qui siamo per la
qualità totale.

Wikipedia...

Aurel¡o Sintana 17 ottobre 2014 11:32

Capisco che, con molti commenti si perda il filo, ma il problema é identificare


Iservizi con il turismo! Capisco la necessità di approssimare per capire, ma se
fosse cosí, come molti pensano, la germania avrebbe un saldo terribilmente
negativo dei servizi... Un tedesco spende in media 4500$ all'anno in
turismo&viaggi!
A me non interessa cosa compone i servizi, ma per molti é servizi=turismo... e
poi sparano la risposta come fosse un quiz. Ho capito che la ruota della fortuna
é l'anticamera alla presidenza del Consiglio... ma bisogna sapere la risposta
esatta!

Alberto Bagnai 17 ottobre 2014 11:45

Eccomi! Sei sportivo, mi piaci. Allora, civilmente: certo che i servizi non sono
solo il turismo (nel post cito i servizi finanziari, rilevanti per UK, i servizi di
trasporto, rilevanti - fra gli altri - per Germania, ecc.). Per molti paesi, e anche
per l'Italia, come potresti vedere dalle statistiche, il turismo è determinante nel
saldo servizi. Prendi ad esempio Grecia, Spagna, Portogallo. Quindi, per
favore, non essere troppo supponente con gli altri lettori.

Grazie.

Aurel¡o Sintana 17 ottobre 2014 19:50

Va bene, cercherò di trattenermi quando incontro un supponente mio pari.


Comunque, concordo che wikipedia sia peggio di Topolino, ritengo che
l'economia di Pippo sia avvincente e convincente, il problema é che per molti
miei coetanei (30/40 anni)l'economia é quella di P...aperino:
http://m.ebay.it/itm?itemId=250744236508 (chennepenza... no, scherzo, ma se
non ricordo male l'inflazzzzione era una cosa malvagia, in quei fumetti)
Buona serata!

Michele Bonicelli 17 ottobre 2014 19:53

Grazie prof per essere intervenuto.


Ad ogni modo, restando nel tema 'a quale paese si riferisce il grafico?', aveva
pensato alla Francia, ma andando a vedere sembra che, almeno tra il 2002 e
fino al 2004, la Francia abbia avuto un surplus, quindi il grafico non può
esprimere ciò che si è verificato in quel paese.
Considerati i valori non possono essere gli USA. Resta quindi UK, come hanno
indicato in molti.
Un saluto e buon lavoro!

Rispondi

Gianluca Dipierri 16 ottobre 2014 17:52

Ho scambiato il colore dei redditi con quello dei trasferimenti non pubblichi il commento di
prima, nessun dubbio è l'UK

Rispondi

Wendell Gee 16 ottobre 2014 17:56

Una lezione su questo argomento glie l'avevo chiesta tempo fa.


Grazie Prof.

PS: ora però devo studiarla e potrebbero seguire delle domande

Rispondi

Christian 16 ottobre 2014 18:43

Mi perdonerete il commento naif, in considerazione del fatto che i commenti che


mediamente leggo qui mi paiono molto competenti ed informati, ma volendo trarre un
giudizio complessivo dalla situazione delle partite correnti inglese, il Regno Unito non mi
pare affatto messo bene! Lo sbilanciamento negativo mi pare molto pesante. Cosa ne
pensate?

Rispondi

Risposte

Stefano Pepino 17 ottobre 2014 12:35

Per quel che vale.


Sì, hanno un problema (del resto un'economia basata sulla finanza è
strutturalmente delicata...) però lo possono affrontare con molti strumenti utili,
ad esempio la flessibilità del cambio della sterlina..
Christian 18 ottobre 2014 22:10

Sì capisco che questa sia una possibilità importante, ma direi che ne hanno già
usufruito abbondantemente per tamponare la crisi nel 2007-2008, e vedo che la
loro bilancia è ancora pesantemente negativa.
Mi viene la paura che vista la dipendenza dello UK dagli strumenti finanziari,
non se ne troverà facilmente una sponda per cercare di dare peso a nuove
politiche più incentrate sull'economia reale e meno sulla speculazione...

Rispondi

Io 16 ottobre 2014 20:04

Quindi in realtà il Pil davvero non è un buon indicatore dell'andamento economico di un


Paese? Perché la Uk mi pare sia quella che sta viaggiando meglio in Europa come
andamento del PIl, meglio di Polonia e Ungheria.

Rispondi

ALBERTO49 17 ottobre 2014 14:31

SCusi Prof. ma se il saldo income è positivo (dal '98 al 2012) si tratta di deflusso o di
afflusso? Non vedo, nella mia capoccionaggine il cambio di segno nella lectio.

Rispondi

Dario Zeoli 18 ottobre 2014 10:08

Posso sapere quando esce il libro Prof?

Rispondi

Luca Boscolo 19 ottobre 2014 19:16

Ottima lezione. Mi sono ripassato quello che avevo studiato all'universita' di Padova secoli
fa... si lo so, diranno ma chettenefrega sei un ingegnere elettonico, mah ho cercato di
diversificare le conoscenze...q

Questa lezione e' quello che avrei voluto fare io con una dozzina di docent e cioe'i
divulgare online queste informazioni registrando la voce menrre si proiettano delle slides.
Sembra che l'unione europea ti finanzia se hai delle idee... balle.. e' impossibile avere
fondi se non sei in un "certo giro"...e non chiedevamo milioni .. si poteva farlo con pochi
soldi... se pensi che per assurdo si poteva metterlo su youtube editando i filmati con un
software da 100 euro... forse non chiedendo milioni e non eravamo appetibili per chi
voleva mangiare sulle fatiche degli altri...mi fanno ridere quando dicono che l'italia non ha
speso i miliardi di euro a loro destinati perche' non li hanno chiesti...balle.. e' la solita
tecnica per dire che gli italiani sono stupidi..qualcuno ci credera'..avete provato a chiedere
quei famosi fondi? Provate, se si degnano di rispondere troverete un muro di gomma..

Rispondi

BolivarX 19 ottobre 2014 23:58

Guardando l'ultimo grafico e sapendo che si tratta di UK verrebbe da chiedersi cosa


successe nel 1997 di politicamente rilevante.
Questo per esempio: questo c'entra qualcosa?

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