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Arte

13/04/19
Tintoretto (già iniziato) pittore manierista, ma per quanto riguarda la pittura religiosa non
asseconda la pittura toscana o emiliana con bizzarria dell'artista. Riporta il misticismo che
deve scaturire innumerevoli fedele quando guarda un'opera religiosa, Tintoretto è intriso di
spiritualità.

L'ultima cena di Tintoretto e il miracolo della marna.


L'ultima cena: gli artisti sceglievano il momento della transustanziazione. Giuda viene posto
dall'altro lato del tavolo e viene rappresentato come gli ebrei con la loro veste. Il tavolo viene
rappresentato scorciato con un punto di vista alto. Il luogo in cui Singapore a collocare la
scena, le travi e gli inservienti si muovono e portano le vivande? La donna regge alzata con
uova, c'è un gatto che si protende in avanti, servizio con frutta, sembra di essere in
un'osteria veneziana. È un voler attualizzare il messaggio cristiano nella contemporaneità
mostrando come Dio si manifesta costantemente nel mondo e il messaggio sia imperituro
nel tempo. La lumeggiatura nelle aureole, concentrazioni di luce che creano un'aura attorno
ai vari apostoli. Non c'è un chiaroscuro ma una pennellata di bianco, come il tardo Tiziano.
Aura più intensa per l'attività di Cristo. Lampada ad olio che è un'ulteriore Bronte di luce
artificiale. Gli angeli per quanto erano eterie avevano sempre la loro corporeità. Figure
impalpabili che si rivelano con luce artificiale quasi fossero figure di cristallo, modo molto
originale di rappresentare.

PAOLO VERONESE
Vero nome è Paolo Caliari, nasce a Verona, s'informa in questa città influenzato dall'arte di
Mantegna, per quanto riguarda l'uso virtuosistico della prospettiva e del disegno. Altro
elemento significativo è l'abbandono della pittura tonale per la pittura timbrica di matrice
toscana: ci sono due tipi di pittura timbrica: il rosso Tiziano e il blu Veronesi. Il pittore
veneziano arricchisce la sua tavolozza n maniera impressionante. Veronese approfondisce il
rapporto con la complementarietà dei colori, associa ai prima prima i secondari. Lui non sa
che ogni colore ha un suo alone che è il suo complementare. Ogni colore ha un'onda
specifica, attorna al quale si accosta un'aura che è il suo complementare e i due colori si
accentuano a vicenda, loro non sanno che ci sono le onde, ma ne percepiscono l'effetto.

Apparato di affreschi relativi a Villa Barbara Masèr


Differenza tra la progettazione di Veronese e quella di Palladio, che con lo sviluppo
orizzontale si armonizza al paesaggio - perfetta simbiosi. Paesaggio bucolico di matrice
virgiliana. Anche l'interno si apre illusoriamente al paesaggio circostante. Tropeloeil,
quadraturismi, quinte architettoniche, il primo stile amplia illusoriamente lo spazio.
Zoccolature con marmi pregiati, colonne, ghiera di arco fittissima, nicchie con figure di
musicanti fittissime, più complesso rispetto al quadraturismo, è un apparato complesso. In
alto ci sono degli stucchi.
Il tema fondamentale del ciclo di affreschi è l'armonia del divino inteso come olimpo nelle
figure delle divinità e della divina sapienza, gli dei dell'Olimpo nelle volte, figure che si
muovono nello spazio terreno che sono i componenti della famiglia barbaro. Due donne, una
è la nutrice con un cagnolino sul davanzale, l'altra è Giustiniana Giustiniani, moglie di
Marcantonio Barbaro, il bambino è uno dei figli di Giustiniana Gustiniani. L'artista mostra la
sua bravura nel realizzare tutto prospetticamente, balaustra vista dal basso, colonne tortili e
apparato architettonico, personaggi visti dal sott'in su, comunicano nei vari punti.
Complementarietà, azzurro con aranciato, verde con il rosato. La porta è finta, la bambina
che si affaccia dalla porta è finta. A sinistra in pianta ci sono i vecchi padroni e a destra è
visitabile.

Cena in casa e Levi, 1573


Muore a Venezia, sepolto nella chiesa di San Sebastiano, Tintoretto Santa Maria degli orti?
E Tiziano dei frati
Realizzato per monastero di San Giovanni e Paolo, viene incriminato di eresia per questo
quadro.
Titolo dato successivamente alla condanna, l'opera nasce come un'ultima cena. Nello
sfondo c'è una. Città dalle forme classiche d'invenzione, intravediamo la figura di Cristo.
Vediamo servitori soldati scimmiette, pappagallino, che non hanno niente a che fare con
l'ultima cena. Ci sono alcune scene che fanno riflettere i frati domenicani, è Pietro che
spezza l'agnello, che dovrebbe essere spezzato da cristo. Un servitore presenta fuoriuscita
di sangue dal naso e un fazzoletto sporco di sangue. I frati domenicani posero sotto
processo Veronesi. Veronesi si giustifica in modo che sembra ingenuo ma conforme al suo
stile, il tema sacro è uno spunto per dare risalto alla sua bravura individualità e fantasia.
Mentre Tintoretto è intriso di spiritualità, Veronese è più profano, c'è anche il pappagallo
simbolo di lussuria, sembra un banchetto di patrizi veneziani.

18/05/19
Gianlorenzo Bernini, Michelangelo del barocco. Incarna ancora l'uomo del rinascimento,
specializzato in tutti gli ambiti
Francesco Borromini: artista che si specializza in un ambito, architettura.

Gianlorenzo Bernini
Gianlorenzo Bernini nasce a Napoli, figlio d'arte. Io padre stava realizzando opere per conto
della famiglia Borbone quando il figlio nacque. Poi Bernini si trasferisce a Roma e lavorerà
per molti papi fino ad Urbano VIII. Vuole incarnare a pieno lo spirito del barocco: teatralità e
dinamismo. Rielabora la natura con un apparato scenografico che è di impatto per
l'osservatore. L'inganno ti fa cogliere elementi molto vicini alla realtà che poi sono solo
costruzioni artificiose.
Rappresentazione della capra Amaltea con Zeus e un piccolo fauno​.
Quest'opera giovanile di Bernini rappresenta compositivamente un gruppo scultoreo: Zeus e
la capra Amaltea, i tre soggetti si armonizzano tradì loro e si relazionano con la capra e
fanno emergere il lato del nutrimento della capra. Trattamento delle superfici in maniera
differente: lana, pelle e crine resi in maniera differente. Da bambino imparò la tecnica di
lavorazione del marmo e ciò gli consentì di concentrarsi su questo aspetto.

Il ratto di Proserpina
Rapita dal dio degli inferi are, e trascinata con sé nell'ade. È barocca, viene rappresentato il
momento in cui si svolge l'azione, l'opera è caratterizzata da una grande teatralità. Nella
realtà un rapimento non sarebbe rappresentato in maniera così raffinata. C'è una conquista
dello spazio, c'è una torsione del busti. Fino al allora le sculture erano chiuse e non si
relazionavano con l’osservatore. La fanciulla appoggia la mano sulla tempia di ade e allunga
l’occhio. La mano che si appoggia sulle cosce di Proserpina, l'autore riesce a rendere la
morbidezza dell'incarnato, il virtuosismo raggiunge livelli di grandi intensità. Il realismo viene
edulcorato con forme così teatrali. I capelli si muovono in modo teatrale. Rappresenta anche
le lacrime di Proserpina.

Apollo e Dafne
Episodio tratto dalle metamorfosi di ovidio. L'azione è determinata da una metamorfosi. La
fanciulla chiede alle divinità di non essere presepe delle voluttà di Apollo e la trasformano in
un albero di alloro. In questa rappresentazione possiamo dire che alcuni elementi del
classicismo vengono rispettati. C'è una cura classicista nel rendere i soggetti , ma poi
vediamo una grande libertà nel disporre i corpi nello spazio. Ci dà l'idea che il soggetto fluttui
nell'aria. È un blocco unico, e ci sono delle parti non finite che hanno una valenza
espressiva. Apollo mette una mano nel cingerla e attirarla a sé. Vediamo lo sgomento nel
volto di Apollo, che si aspetta di toccare la pelle morbida invece si ritrova la ruvida corteccia.
L'ultimo urlo disperato di darne e il vedersi trasformata in questo elemento vegetale. L'opera
esprime nella sua teatralità e dinamismo il barocco. Quest'opera di apprezza andando alle
spalle e girando poi attorno, perché da dietro non vedi ancora gli effetti della trasformazione,
poi muovendoti vedi gli effetti della trasformazione fino alle mani già trasformate in rametti di
alloro. È interessante il gioco di trasformazione dell'opera, è pratico il modo di come la
percepisco e come si trasforma.

Il David
Il David di Bernini è molto diverso rispetto al David di Donatello e al david di michelangelo. È
prima del lancio, ma lui sta ha ruotando. Nel imprimere la forza alla fionda nel lancio
accentua un muscolo rispetto all'altro, e con la bocca morde la parte inferiore. Secondo i
rinascimentali la bellezza si coglieva nella stasi, rappresentazione del divino. I sentimenti
iniziano ad albergare nei personaggi del barocco, si accentua questo effetto. Gambe
divaricate, elemento spiraliforme è dinamico, la testa è particolare perché rappresenta
l'autoritratto di Bernini e ci rimanda alle feste leonine, di un leone.

Durante il papato di Alessandro III non ricevette tante committenze, cadde un po' in rovina.

Roma, chiesa di Santa Maria della Vittoria, cappella gentilizia della famiglia Cornaro.
Tarsia marmorea in cui ci sono degli scheletri, ultima cena con sfondo dorato con
lapislazzuli, paliotto (lastra davanti all'altare). Due palchetti laterali dove si affacciano sette
cardinali della famiglia Cornaro, l'ottavo personaggio è il padre del cardinale Federico
Cornaro. Tema: estasi di Santa Teresa d'Avila, che scrive i suoi diari in cui narra le visioni
del divino. Questo è il periodo in cui molti santi hanno visioni mistiche. L'idea di mostrare i
componenti della famiglia Cornaro in palchetti ci dà l'idea della scena teatrale, come se si
affacciano a teatro.
Soggetto principale: santa Teresa e l'angelo sovrastati da raggera in bronzo dorato che
piove dall'alto, manifestazione del divino. C'è una finestra con schermatura infetto giallo,
sembra giorno. Nuvola di marmo sospesa, idea della sospensione, mano di Santa Teresa in
abbandono. Veste che dà l'idea dell'agitazione. Bocca semiaperta dà l'idea dell'estasi.
L'angelo le dca una freccia e sembra un cupido, non un angelo tratto dalle rappresentazioni
cristiane, sembra che stia sorridendo e maliziosamente lascia il dardo d'amore.
Nell'immagine abbandonata di Santa Teresa la visione trascendente sembra una
rielaborazione di un abbandono non di un estasi divina ma di una sorta di orgasmo.

Piazza Navona, fontana


Piazza Navona, gruppo scultoreo laterale, scene di tritoni e nereidi. Fontana principale,
fontana dei fiumi, sorregge un obelisco di origine egiziana che viene riutilizzato per il centro
della piazza, viene detto da una struttura in travertino, bianco un po' sporco, pietra con toni
un po' più scuri e porosi. L'artista genera una forma rocciosa artificiosa, vedi l'obelisco che si
erge e poi il vuoto, la parte centrale è vuota. Rappresentazioni dei fiumi: Nilo, Tevere,
Danubio, Indo. Aneddoto: il Nilo, di fronte alla visione di quell'architettura si copre, inorridito.
Il Nilo in realtà ha la benda sul volto perché le sue sorgenti erano misteriose. Anche nel
movimento dell'acqua si percepisce il dinamismo anche con il rumore dell'acqua.

Piazza San Pietro


Ciborio​ (elemento gotico), struttura che sovrasta l'altare. Viene utilizzato un materiale nobile,
il bronzo, colonne tortili che si ispirano a Salomone, nell'antica basilica costantiniana,
capitelli corinzieggianti, frange con delle mappe ad imitare i tendaggi (in bronzo, è pesante e
rigida ma l'artista vuole farcela percepire leggera. Volute che ci portano verso la sfera e il
crocifisso. Definire questa struttura una scultura è un azzardo, meglio un elemento
architettonico. Bisognava mantenere le caratteristiche scultoree, ma a dimensione
architettonica, dorature che riportano alla pittura. L'inganno sta nel fatto che è pesantissima
ma tu devi percepire che sia leggera.

L'impianto e la cupola erano stati realizzati da michelangelo. Bernini crea uno spazio
trapezoidali per con gli spazi che divergono allargandosi verso la facciata, l'ellisse sta al
barocco come il cerchio sta al Rinascimento.4 file di colonne che circolano parallelamente,
sovrastate da grande trabeazione e sculture. simboleggiano braccia per accogliere i fedeli,
le faccio divergere per fare avvicinare la facciata con un inganno prospettico. La facciata
doveva accogliere i fedeli che arrivavano dalle vie del borgo, (incendio di borgo, esistevano
vicoletti che portavano alla basilica di San Pietro.) Mussolini con via della conciliazione tolse
questo effetto a sorpresa.

Francesco Borromini
Nasce a Canton Ticino e si trascorsi scena a Milano dove lavora alla fabbrica del Duomo di
Milano, origine gotica, completata nell'ottocento. Si trasferisce a Roma e la vita insieme a
Maderno nella basilica di San Pietro. Bernini è l'uomo di corte, che diventa il favorito della
classe nobile, Borromini è più burbero e schivo, un po' come Raffaello e Michelangelo.
Borromini riceve committenze da ordini minori, l'ordine dei trinitari.

Chiesa di San Carlino alle quattro fontane


Chiesa di piccole dimensioni dedicata a San Carlo Borromeo. Quattro fontane perceh
l'incrocio davanti alla chiesa e caratterizzata da quattro fontane. Pianta con forma irregolare
con incoccio delle strade. Doveva realizzare chiesa chiostro refettorio e foresteria. Prima
cosa che notiamo e la chiesa costruita su due triangoli equilateri accostati per una faccia,
inscritti in una forma ellittica. Struttura in parti che aggettano e parti che rientrano, concavo
e convesso. Non c'è il rispetto delle proporzioni: colonne che si devono verso l'alto e vanno a
costituire la trabeazione, tema ellittica mistilinea. Quattro nicchie che sono sovrastate da
quattro grandi arconti su cui si appoggia la cupola vera e propria di forma ellittica, intradosso
decorato con lacunari di forma cruciforme, ottagonale ed esagonale che si incastrano. Nella
parte vicino all'imposta i lacunari sono più grandi, nella parte vicino alla lanterna
artificiosamente si rimpiccioliscono. Colonne altissime, arconi verso la cupola ellittica,
accelerazione prospettica, inganno.
Chiostro: è un ottagono irregolare con angoli smussati. Si applica la negazione dell'angolo,
che è pausa, il barocco è dinamico. Lavorando sulla concavità e convessità si crea un
dinamismo continuo, e l'occhio si muove in continuazione.
Altro elemento che rompe la tradizione è il tuscanico, non c'è le Pechino, ma l'abaco
allungato, creando coppie di colonne tuscaniche. Cen una certa liberat, modo spregiudicato
di utilizzare coi ordini architettonici.
Facciata: costituita su due ordini: la facciata è tripartita con due zone concave e una
convessa al centro, si crea una compenetrazione tra interno ed esterno, c'è una continua
continuazione tra i due elementi, facciata sinusoidale, doppi ordini, nicchie che si aprono un
po' ovunque, create solo per fare rientranze. Sopra la convessità viene negata dalla
concavità. È interessante come l'architetto riesca a prendere un materiale rigido e a renderlo
modellabile e morbido.

Santiguo alla Sapienza


Sede storica dell'università. L'intervento di Borromini è sulla chiesa, già iniziata da altri
architetti. In questo chiostro losp spazio esterno entra nell'architettura, che si combina con
due triangoli, che si collegano come in San Carlino al simbolo della Trinità. Due triangoli che
si intersecano e mentre tre vertici generano concavità, gli altri trape generano convessità.
Questa stella la percepiamo anche nella cupola. Paraste corinzie molto alte e aggettanti.
Sembra che l'organismo architettonico respiri, inspirare espirare, si dilata e contrae, sembra
vivente.
Cupola: vediamo parti convesse e concave che c'erano in pianta, le stelle diminuiscono le
dimensioni mano amano che ci si avvicina alla lanterna, accelerazione prospettica.
All'esterno sulla copertura della cupola gradinata con volute che vanno verso la lanterna.
Volute che dalla parte bassa si raccordano alla lanterna, in cui c'è un effetto a spirale,
elemento ad avvitamento che slancia l'apparato della lanterna.