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Patrizia Giambi / Alessandra Andrini / Daniela Manzolli

patrizia giambi

DENTRO DI ME

Nel tempo attuale, caratterizzato da uno stato di leggerezza e fluidità, di continua mutazione, di nomadismo, anche la condizione esistenziale
assume un senso di continua e mutevole incertezza. Patrizia Giambi non si discosta da questa modalità di sentire e di vivere la propria
condizione di artista, facendola entrare esplicitamente nel suo lavoro, luogo privilegiato per dar voce al percorso personale e di vita portato
avanti da oltre due decenni.
La casa come emblema di una condizione instabile e precaria, in cui i luoghi si susseguono dalle due parti dell’Oceano Atlantico, in una
miriade di case che raccontano dei frammenti dei suoi incontri, delle situazioni private e non, dei suoi ricordi e delle sue esperienze di arte e
di vita, era già evidente nel lavoro fotografico presentato nella collettiva che ha inaugurato Casa Bianca.

Un percorso artistico, contraddistinto da passaggi, attraversamenti, cambi improvvisi di residenza e di stato, iniziato negli anni Ottanta
assieme a Maurizio Cattelan in quel famoso Palazzo del Diavolo di Forlì, divenuto la fucina e la sua prima “casa d’arte”, e lasciato non senza
dolore alla fine degli anni Novanta. Di questo luogo ci rimangono solo i famosi “strappi” dai muri, esposti nella mostra personale del 2000
allo Studio Ercolani di Bologna, quali testimoni silenziosi e nostalgici, intrisi simbolicamente della sua storia di donna e di artista. La casa come
emblema e icona del suo percorso esistenziale nomadico e instabile, e dell’intreccio tra arte e vita che ha contraddistinto molta della sua
produzione, appare di nuovo in un lavoro del 2006, il video Roly Holy Over, più volte inserito nella rassegna Videoart Yearbook, e da cui sono
tratte le otto fotografie presenti in questa mostra.

Ma l’immaterialità del video e la leggerezza della fotografia, non sembrano sufficienti oggi a Patrizia Giambi. In questa mostra l’artista
accosta a queste opere il nuovo lavoro Dentro di me (2010), che, plasticamente materializzato nel ferro, nell’acciaio e nel fuoco, si pone come
un simbolo apotropaico e protettivo, un totem che porta con sé l’energia pura delle fiamme, in una sorta di rito collettivo che si consuma
all’interno della galleria. Le fiamme divampano sia nella piccola casa-scultura sia nella casa ideale che è dentro di lei, evocando un’energia
interiore capace di opporsi simbolicamente alla distruzione e alla cancellazione del suo vissuto di donna e di artista.

Silvia Grandi

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2 Dentro di Me, 2010, acciaio e fuoco, cm 45x40x50
White Houses in my Life, 2010, stampa fotografica,
due parti, cm 29x21 ciascuna

3
Casa Sospesa, 2006/2010, stampa fotografica, 8 parti, dimensione variabile
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alessandra andrini

Alessandra Andrini

Scrive di sé:
“Il mio lavoro si nutre delle architetture dellla città.
Tento di impossessarmene, di lasciare che sia lo spazio a stimolare un sistema di relazioni all’interno della mia installazione.
Credo che in molti dei miei lavori si possa leggere una tensione ad indagare l’essenza dell’ immagine, della fotografia , del rapporto col
virtuale. A volte l’intento è dichiarato, altrove è proprio mettendo in atto un sistema visivo di estrema vicinanza con la percezione del reale
che cerco un varco che possa generare un secondo livello di pensiero sull'immagine.”

Le immagini di Alessandra Andrini ci portano nel contesto urbano di Potenza. Nel suo intervento di arte pubblica (dicembre 2009/novembre
2010) il grande formato della fotografia si inserisce nel paesaggio vivo, in un gioco di rimandi visivi White hole, il buco bianco sottrae
definitivamente allo sguardo lo spazio dell’intervento, mettendo in crisi il punto di vista.
Nella bidimensionalità del nuovo lavoro proposto in galleria il rapporto si sposta, la fotografia di nuovo sceglie un punto di vista, una
inquadratura, ed è il mezzo stesso a divenire protagonista della nuova esperienza.

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6 White Hole, 2010, 4 stampe lambda cm 70x100
Il MOT, 2003, 2 stampe fotografiche su alluminio, cm 12x18
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daniela manzolli
Le prime cinque note di Magda Olivero
video di Daniela Manzolli

La pratica artistica come ricerca


Affascinata dall’uso dei materiali e delle differenti tecniche che li trasformano facendoli diventare altro, Daniela Manzolli ci svela nei suoi
lavori il processo della creazione dell’opera d’arte.
Ed è questo svelamento che mette in scena anche nel video Le prime cinque note di Magda Olivero, dove non è il prodotto artistico
finale a essere al centro del video, ma la pratica artistica, in questo caso il modo in cui Magda Oliverofamosa soprano, ha trasformato se
stessa e il suo corpo in uno straordinario strumento creatore di musica.
Olivero, una splendida centenaria (è nata nel 1910), è stata una delle grandi protagoniste del periodo d’oro dell’opera, una delle divine,
insieme a Maria Callas e a Renata Tebaldi. Nel video l’artista spiega come ha modellato le sue corde vocali e il suo corpo in uno
strumento musicale, uno strumento umano, prezioso come un violino Stradivari, in grado di produrre incantevole musica. Voce ancora
straordinariamente ricca di estensioni timbriche e armonia che non dimostra l’età della sua padrona, appunto come uno Stradivari. Olivero
dona alla video maker una prova degli esercizi canori fatti per tutta una vita: il canto delle prime cinque note, lei che da sempre è stata
riconosciuta oltre che per la sua voce anche per le capacità tecniche di modellare il suono.
Questo strumento canoro chiamato Magda Olivero smetterà di suonare nel momento in cui la sua padrona e modellatrice deciderà di non
farlo più suonare. E non ve ne sono altre copie diversamente dai prestigiosi violini cremaschi.
Una nota a margine: Olivero fu la straordinaria interprete della Adriana Lecouvrier di Francesco Cilea, opera che ritrae la vita di una
famosissima attrice del settecento amica di Voltaire, un'altra artista.

Katia Baraldi

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Le prime 5 note di Maria Olivero, 2009, DVD, video loop
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1 La cera è persa, 2010, ottone a cera persa, 4 pezzi
0
3 Dimensioni, 2000-2010, trucioli di matita,
dimensioni variabili

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Zola Predosa, 28 novembre 2010