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«Voli, alleanze e lungo raggio. Ecco il piano di Ryanair per Alitalia»27 gennaio 2017
Intervista a Michael O’Leary, ad di Ryanair. «La compagnia italiana non può competere con noi sul
mercato italiano, guardi agli Usa». Gli accordi con Aer Lingus e Norwegian. di Leonard Berberi -

Il primato rafforzato in Italia, l’attacco al colosso Lufthansa in Germania, la sfida continua ad


easyJet sul nostro mercato, gli accordi per i voli di lungo raggio, la mano tesa ad Alitalia. Tanti
dossier aperti per Michael O’Leary, l’amministratore delegato di Ryanair, la low cost irlandese che
nel 2016 ha trasportato 116,8 milioni di passeggeri in Europa, battendo così tutti. Soltanto in Italia,
sostiene O’Leary, «abbiamo fatto volare 36 milioni di viaggiatori». Numeri che aumenteranno. A
Milano Malpensa il vettore lancia altre sette rotte: Alicante, Eindhoven, Katowice, Lamezia,
Liverpool, Palermo, Valencia. Secondo il database di Flightglobal le rotte Malpensa-
Valencia/Alicante sono servite già da Vueling, mentre quelle per Palermo e Lamezia Terme sono
operate da easyJet e Meridiana.
Sempre più Italia per Ryanair, dunque. La compagnia irlandese non nasconde l’interesse per lo
scalo di Linate (dove opera easyJet). «Ci sono alcuni slot liberi — raccontano da Dublino —, ma
ad orari davvero improponibili per noi». E Alitalia? «Al loro amministratore delegato, Cramer Ball,
ho detto: perdete soldi, noi possiamo darvi una mano sui voli nazionali — risponde O’Leary —.
Quegli aerei in più che dovreste tenere a terra li potreste utilizzare per collegarvi con le città
europee». In tutto questo vanno avanti i lavori per i voli intercontinentali low cost: «I nostri tecnici
stanno lavorando con quelli di Aer Lingus e Norwegian Air Shuttle per fare comunicare i sistemi di
prenotazione delle compagnie. Una volta risolto, spero ad aprile o maggio, si può partire», prevede
a margine della presentazione delle sette nuove rotte da Malpensa.
Quando partirete con Aer Lingus e Norwegian chi avrà la responsabilità sui disagi, a partire dai
bagagli smarriti?
«Il vettore che opera il volo di lungo raggio».
Quindi voi vendete soltanto il posto a sedere...
«Sì, a 40-50 euro, andata e ritorno. Mentre per lo stesso tratto Alitalia pagherebbe 100-120 euro».
Ecco, capitolo Alitalia…
«Il suo futuro è il lungo raggio. Non potrà mai guadagnarci in un mercato come quello italiano dove
ci siamo noi e non potrà nemmeno operare anche come una low cost sia perché i sindacati
diranno no, sia perché non riusciranno a offrire tariffe,come le nostre, a 9,99 euro. Roma, poi, ha
questo accordo folle con Air France firmato anni fa: ai francesi non gliene frega niente degli italiani.
Il vettore tricolore deve guardare agli Usa non solo perché qui ci sono attrazioni turistiche uniche,
ma anche perché oltre Atlantico ci sono tanti emigrati».
Però lì c’è l’accordo con Delta Air Lines...
«Il marchio “Italia” è fortissimo negli Usa, non ha senso affidarsi a Delta per vendere i biglietti
perché nemmeno agli americani importa qualcosa. Alitalia deve portare molti più statunitensi qui e
non mostrare loro soltanto Roma o Venezia, ma anche altre città che potrebbero raggiungere con i
nostri aerei. I turisti vogliono andare pure nel Nord Italia o in Sicilia, zone dove noi voliamo».
Prendiamo un volo intercontinentale di 500 euro, andata a ritorno: quanto si prenderebbe Ryanair?
«Il 10%, perché il volo con noi costerebbe appunto 40-50 euro. Avrebbe senso per Alitalia,
avrebbe senso per noi. Per questo penso dovremmo lavorare insieme e possiamo farlo così
Alitalia si riprende da questa situazione. Come vede noi un piano ce l’abbiamo. Gli azionisti di
Alitalia sembra di no».
Ma come funzionerebbe questo accordo per i voli low cost di lungo raggio?
«La filosofia è molto semplice: noi diamo accesso alla nostra piattaforma di prenotazione, per
esempio, ad Alitalia così loro possono acquistare il volo da Lamezia a Roma operato da noi.
Trovano tariffe a 9,99 euro? Bene, a noi daranno quella cifra».
E se trovano i biglietti a 99 euro?
«Allora sarà quella la somma che dovranno corrispondere alla nostra compagnia».
Facciamo un esempio pratico...
«Se prendiamo un New York-Lamezia il biglietto è tutto Alitalia: il passeggero viaggia su un
velivolo con la livrea tricolore fino alla Capitale. Una volta a Roma andrà a prendere il volo Ryanair
per la Calabria. Al ritorno: noi lo portiamo a Fiumicino. Da lì il passeggero sale sul volo Alitalia
verso gli Usa».
Su Ryanair non c’è la Business Class...
«Ma è una classe che ormai sta sparendo nei voli di collegamento in Nord America e in Europa. Le
persone non la considerano per viaggi che durano un’ora, ma solo per il lungo raggio. Oggi uno
non sprecherebbe mai più soldi per la Business nel corto raggio. A cosa gli serve? A bere lo
champagne alle 7 del mattino?».
Il mercato tedesco si sta rivelando difficile per voi?
«Non direi. La Germania è anzi un mercato incredibile. Con tutte le opportunità che offre è il Paese
perfetto per il modello di business di Ryanair: c’è una compagnia tradizionale, Lufthansa, con
tariffe alte e una low cost, Air Berlin, che cade a pezzi e che viene assorbita dalla prima. Noi ci
espanderemo in Germania».
Perché vuole portare Lufthansa in tribunale per aver noleggiato i velivoli da Air Berlin?
«Non è un noleggio, è una pura e semplice acquisizione: la prima compagnia del Paese,
Lufthansa, si è presa la seconda compagnia. Loro dicono: “È un leasing”. Macché. Per questo ci
lamentiamo, e lo facciamo per noi e per il consumatore tedesco che con questo accordo tra
Lufthansa e Air Berlin sarebbe costretto a pagare tariffe più alte».
Non vi interessa l’altra parte di Air Berlin?
«Assolutamente no. Abbiamo una flotta di 363 aerei e altri 305 ordinati. Loro hanno velivoli vecchi
e che consumano pure tanto».

DOMANDE
1. STRUTTURA DEL SETTORE. Puoi descrivere le caratteristiche strutturali del
settore globale del trasporto aereo? Quali sono i principali raggruppamenti
strategici? Quali sono le evoluzioni in atto a livello di settore?
2. STRATEGIE ATTUALI E MODELLO DI BUSINESS. In che cosa differiscono,
attualmente, in estrema sintesi, le strategie e i modelli di business di Ryanair e
di Alitalia?
3. LA PROPOSTA STRATEGICA. Che cosa ne pensi della idea di O’Leary di
instaurare un accordo con Alitalia per i voli low cost di lungo raggio? Quali
sono i fattori di rischio di questa ipotesi? E i presupposti per il suo successo?
4. I CONCORRENTI. Ritieni che l’idea di voli low cost a lungo raggio possa
interessare anche altri operatori del trasporto aereo? Perché?