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Riccardo Grossoni & Emanuele Rossi  3A scienze applicate  

   

Verifica degli urti elastici ed anelastici 


LUOGO: 
Laboratorio di fisica - Liceo Leonardo da Vinci, Gallarate. 
SCOPO​: 
Verificare sperimentalmente gli urti anelastici ed elastici. 
 
MATERIALE UTILIZZATO​: 
- 2 carrellini non semoventi di massa 50 grammi;  
- respingente; 
- guida metallica;  
- plastilina; 
 
PREMESSA TEORICA​: 
Quantità di moto: viene indicata con ​p​, è il prodotto ottenuto dalla velocità​ v​ di un corpo e dalla la sua massa ​m​: 
p​ =​ mv 
 
La seconda legge della dinamica, ovvero: 
F​ =​ ma 
 
si può scrivere anche in termini di variazione della quantità di moto.  
supponendo che la massa del corpo non cambi e poiché l'accelerazione è la variazione della velocità nel tempo, la 
seconda legge della dinamica si può scrivere in questo modo: 
 
F​ =​ m (Δv / Δt) ​=​ Δ(mv) / Δt ​=​ Δp / Δt 
 
Legge  di  conservazione  della  quantità  di  moto:Nel caso in cui un corpo non sia sottoposto ad alcuna forza (F = 0), 
o  sia sottoposto ad una serie di forze la cui risultante è nulla, la seconda legge della dinamica scritta in termini di 
quantità  di  moto  esprime  la  legge  di  conservazione  della  quantità di moto che dice che la quantità di moto di un 
corpo sottoposto a forze di risultante nulla è costante nel tempo. 
Sistema  isolato:  definendo  che  in  un  sistema  la  quantità  di  moto totale è pari alla somma delle quantità di moto 
dei  singoli  corpi  che  lo  compongono  la  quantità  di  moto  totale  del  sistema  rimane  costante  e  il  sistema  è 
chiamato isolato. 
Solo in un sistema isolato si ha la conservazione della quantità di moto. 
 
Un  urto  è  un'interazione  che  avviene  su  tempi  molto  più  brevi  di  quelli  caratteristici  dei  fenomeni  fisici.  Esso  è 
una collisione che avviene tra due o più corpi rigidi nello spazio. 
Esistono tre tipi di urto: 
 
Urti  completamente  elastici:  sono  gli  urti  durante i quali si conserva l'energia meccanica totale del sistema ed in 
particolare l'energia cinetica. Si conservano la forza viva e la quantità di moto; 
Urti  completamente  anelastici:  sono  gli  urti  in  cui  l'energia  meccanica  totale  non  si  conserva;  i  corpi,  dopo  la 
collisione,  restano  a  contatto  e  possono  essere  considerati  come  un  unico  corpo  ed  essi  viaggiano con la stessa 
velocità. I due corpi, dopo l'urto, hanno un'energia pari a zero; si conserva solo la quantità di moto. 
Parzialmente  anelastici: si conserva solo la quantità di moto e i due corpi dopo l'urto hanno un'energia ridotta, ma 
comunque maggiore di zero. 
 
 
Negli urti anelastici, come riportato sopra, la quantità di moto si conserva. Perciò: 
p​TOT​ iniziale​ ​=​ p​TOT​ finale 
 
Indicando con 1 e 2 i carrellini abbiamo che: 
p​1 iniziale​ + p​2 iniziale​ ​= ​p​1 finale​ + p​2 finale 
 
Dato che la quantità di moto è uguale alla massa per la velocità, la formula può essere scritta come: 
m​1​ * v​1​i + m​2​ * v​2​i​ =​ m​1​ * v​1​f + m​2​ * v​2​f 
 
Per gli urti elastici invece va utilizzato un sistema, visto che i due carrellini dopo l'urto non si uniscono 
hanno due velocità finali distinte che non possono essere calcolate con una sola equazione. La prima equazione è 
quella della conservazione della quantità di moto: 
m​1​ * v​1​i + m​2​ + v​2​i ​=​ m​1​ * v​1​f + m​2​ * v​2​f 
 
La seconda è quella della conservazione dell'energia: 
Eci + Epi​ = ​Ecf + Epf 
 
Visto che i due carrellini si trovano alla stessa altezza, le energie potenziali si possono eliminare. Perciò: 
Eci​ = ​Ecf  
 
Indicando con 1 e 2 i carrellini abbiamo che: 
Ec​1​ ​iniziale​ + Ec​2​ ​iniziale​ ​= ​Ec​1​ ​finale​ + Ec​2​ ​finale 
 
Dato che l'energia cinetica è uguale ad un mezzo della massa per il quadrato della velocità, la formula può essere 
scritta come: 
½ m​1​ * (v​1​i)​2​ + ½ m​2​ * (v​2​i)​2​ ​=​ ½ m​1​ * (v​1​f)​2 ​+ ½ m​2​ * (v​2​f)​2 
 
Elidendo ½ da entrambi i membri, l'equazione diventa: 
m​1​ * (v​1​i)​2​ + m​2​ * (v​2​i)​2​ = ​m​1​ * (v​1​f)​2​ + m​2​ * (v​2​f)​2 
 
Da notare come, dopo aver eliminato ½, rimane solo mv2, ovvero la forza viva che, come disse Leibniz, si 
conserva. 
 
ESECUZIONE DELL’ESPERIENZA E DATI​: 
L'esperienza  si  divide  in  tre  parti:  nella  prima  si  misura  la  velocità  finale  dei  carrellini  semoventi  dopo  un  urto 
completamente  anelastico  e  in  tre  casi  differenti,  nella  seconda  parte  la  velocità  sarà  ricavata  in  seguito  ad un 
urto  completamente  elastico  e  in  due  casi  differenti  e  nella  terza  parte  misuriamo la velocità finale a seguito di 
un urto parzialmente anelastico. 
 
URTO COMPLETAMENTE ANELASTICO​ : 
Attuato grazie a della plastilina sul bordo dei carrellini.  
 
PRIMO CASO: 
I due carrellini hanno la stessa massa e velocità iniziali uguali ed opposte. Quindi:  
 
m​1​ = m; 
m​2​ = m; 
v​1​i = v; 
v​2​i = -v; 
 
sostituendo i valori appena elencati nell'equazione di conservazione di quantità di moto otteniamo: 
 
m​1​ * v​1​i + m​2​ + v​2​i = m​1​ * v​1​f + m​2​ * v​2​f 
m * v + m * v = m * vf + m * vf 
mv – mv = 2mvf 
2mvf = 0 
vf = 0; 
 
facendo scontrare i due carrellini a velocità pressochè uguali abbiamo notato che i due carrellini si fermano 
attaccati. 
 
SECONDO CASO: 
I due carrellini hanno massa uguale, ma uno è fermo. Quindi: 
 
m​1​ = m; 
m​2​ = m; 
v​1​i = v; 
v​2​i = 0; 
 
come prima sostituiamo i valori ricavati nell'equazione di conservazione di quantità di moto: 
 
m​1​ * v​1​i + m​2​ + v​2​i = m​1​ * v​1​f + m​2​ * v​2​f 
m * v + m * 0 = m * vf + m * vf 
mv + 0 = 2mvf 
2mvf = mv 
2vf = v 
vf = v/2 
 
 
Nella  verifica  qualitativa,  abbiamo  notato  che,  dopo  l'urto,  i  due  carrellini  rimanevano  uniti  e  si  muovevano  più 
lentamente  nella  direzione  che  aveva  inizialmente  il  carrellino  in moto; questo avviene perché il primo carrellino 
ha trasferito metà della sua quantità di moto all'altro. 
 
TERZO CASO: 
I due carrellini hanno massa uno il doppio dell'altro e velocità uguali ed opposte. Quindi: 
 
m​1​ = 2m; 
m​2​ = m; 
v​1​i = v; 
v​2​i = -v; 
 
 
sostituendo i valori appena elencati nell'equazione di conservazione di quantità di moto otteniamo: 
 
m​1​ * v​1​i + m​2​ + v​2​i = m​1​ * v​1​f + m​2​ * v​2​f 
2m * v + m * (-v) = 2m * vf + m * vf 
2mv – mv = 3mvf 
3mvf = mv 
3vf = v 
vf = v/3 
Facendo urtare i due carrellini con velocità pressochè uguali, rimanevano uniti dopo l’ urto e si muovevano molto 
più lentamente mantenendo direzione che aveva il carrellino con massa maggiore. 
 
URTO COMPLETAMENTE ELASTICO: 
 
PRIMO CASO: 
I due carrellini hanno la stessa massa e velocità iniziali uguali ed opposte. Quindi: 
 
m​1​ = m; 
m​2​ = m; 
v​1​i = v; 
v​2​i = -v; 
 
Si  sostituiscono  i  valori  appena  elencati  nel  sistema  formato  dalle  due  equazioni,  quella  di  conservazione  della 
quantità di moto e quella di conservazione della forza viva: 
 


mv + m(-v) = mv​1​f + mv​2​f 
mv2 + m(-v)2 = mv​1​f2 + mv​2​f2 
Sostituendo x a v​1​f e y a v​2​f otteniamo: 


0 = x + y 
2v2 = x2 + y2 


y = -x 
2v2 = x2 + x2 


y = -x 
2v2 = 2x2 


y = -x 
x = ± v = v​1​f 
 
 
Le soluzioni della x sono due, perciò avremo: 
 

{  { 
v​1​f = +v  v​1​f = -v 
v​2​f = -v  v​2​f = +v 
 
Il  primo  sistema  presenta  la  situazione  di  partenza,  senza  urto  avvenuto,  mentre  il  secondo  sistema  presenta la 
situazione  finale,  con  urto  avvenuto.  durante  la  prova abbiamo notato che, facendo urtare i carrellini tra loro con 
velocità simili, dopo l'urto invertivano la direzione mantenendo all’incirca la stessa velocità. 
 
SECONDO CASO: 
I due carrellini hanno la stessa massa, ma uno è fermo. 
 
m​1​ = m; 
m​2​ = m; 
v​1​i = v; 
v​2​i = 0; 
 
sostituiamo i valori delle velocità iniziali e delle masse nel sistema: 
 


mv + m(0) = mv​1​f + mv​2​f 
mv2 + m(0)2 = mv​1​f2 + mv​2​f2 
Sostituendo x a v​1​f e y a v​2​f otteniamo: 


v = x + y → y = v - x 
v2 = x2 + y2 
 
Sostituendo y a (v – x) nella seconda equazione avremo: 
 
v2 = x2 + (v – x)2; 
v2 = x2 + v2 + x2 – 2vx; 
2x2 – 2vx = 0; 
2x (x – v) = 0; 
x = 0; x = v; 
 
Le soluzioni della x sono due, perciò avremo: 
 

{  { 
v​1​f = 0  v​1​f = v 
v​2​f = v  v​2​f = 0 
 
come  nel  primo caso il primo sistema mostra la situazione di partenza, ciò vuol dire che non si è  verificato l’urto, 
mentre il secondo sistema presenta la situazione finale, con urto avvenuto. 
Durante  la  prova  abbiamo  notato  che,  facendo  urtare  i  carrellini  tra  loro,  dopo  l'urto quello che inizialmente era 
fermo inizia a muoversi nella direzione iniziale del primo carrellino, che ora è fermo, con la stessa velocità. 
 
TERZO CASO: 
I due carrellini hanno massa uno il doppio dell'altro e velocità uguali ed opposte.Quindi: 
 
m​1​ = 2m; 
m​2​ = m; 
v​1​i = v; 
v​2​i = -v; 
 
sostituiamo i valori delle velocità iniziali e delle masse nel sistema: 
 


m​1​v​1​i + m​2​v​2​i = m​1​v​1​f + m​2​v​2​f 
½ m​1​ (v​1​i)​2​ + ½ m​2​ (v​2​i)​2 ​= ½ m​1​ (v​1​f)​2​ + ½ m​2​ (v​2​f)​2 
Sostituendo x a v​1​f e y a v​2​f avremo: 


v=2x+y → y=v-2x 
3x​2​-2vx-2v​2​=0 
 
Le soluzione della x sono due, perciò avremo: 
 

{  { 
v​1​f = v  v​1​f = ​-​1/3v 
v​2​f = -v  v​2​f = 5/3 v 
 
come precedentemente il primo sistema mostra la situazione di partenza, mentre il secondo la velocità finale 
effettiva. 
 
QUARTO CASO: 
Abbiamo fatto partire uno dei due carrellini sulla guida metallica mentre l’altro era fermo e quello che stava 
fermo aveva massa doppia dell’altro. 
 
Mettiamo a sistema le due equazioni: 


m​1​v​1​i + m​2​v​2​i = m​1​v​1​f + m​2​v​2​f 
½ m​1​ (v​1​i)​2​ + ½ m​2​ (v​2​i)​2 ​= ½ m​1​ (v​1​f)​2​ + ½ m​2​ (v​2​f)​2 
Sostituendo x a v​1​f e y a v​2​f avremo: 


-v=2x+y → y=-v-2x 
3x​2​+2vx=0 
 
Le soluzioni della x sono due, perciò avremo: 
 

{  {  v​1​f = -​ ​2/3 v 
v​1​f = 0 

v​2​f = -v   v​2​f = 1/3 v 


 
il primo sistema mostra la situazione iniziale mentre il secondo la velocità effettiva dei carrellini. 
 
QUINTO CASO: 
Abbiamo fatto partire uno dei due carrellini sulla guida metallica mentre l’altro era fermo e quello che si 
muoveva aveva massa doppia dell’altro. 
 
Mettiamo a sistema le due equazioni e le risolviamo. 
 


m​1​v​1​i + m​2​v​2​i = m​1​v​1​f + m​2​v​2​f 

½ m​1​ (v​1​i)​2​ + ½ m​2​ (v​2​i)​2 ​= ½ m​1​ (v​1​f)​2​ + ½ m​2​ (v​2​f)​2 


Sostituendo x a v​1​f e y a v​2​f avremo: 


2v=2x+y → y=2v-2x 
3x​2​-4vx+v​2​=0 
 
Le soluzioni della x sono due, perciò avremo: 
 
{  { 
v​1​f = v  v​1​f = -1/3 v 

v​2​f = 0   v​2​f = 4/3 v 


 
come  in  precedenza  la  prima  soluzione  mostra  la  situazione  iniziale  mentre  la  seconda  soluzione  mostra  la 
velocità effettiva.
 
 
CONCLUSIONI​: 
A  livello  teorico  possiamo  dire  che  l’esperienza  è  riuscita,  però  a  livello  pratico  non  possiamo  dire che dopo gli 
urti  i  carrellini  abbiano  avuto  effettivamente la velocità teorizzata dato che non abbiamo avuto modo di rilevarla, 
inoltre nelle formule non abbiamo tenuto conto dell’attrito.