Sei sulla pagina 1di 3

Relazione di: Giacomo Lorenzon

Laboratorio di chimica del Liceo Scientifico “L. da Vinci” - Gallarate


Lezioni del 11 Aprile 2016

Ossidi e idrossidi di ferro e magnesio


Obiettivi
Ottenere ossido ferroso ( FeO ) e idrossido di magnesio ( Mg(OH)2 ) a partire da
ferro e magnesio.

Premessa teorica
Ossidi
Gli ossidi sono composti binari che contengono sempre ossigeno: si ottengono,
infatti, dall’ossidazione dell’ossigeno su di un altro elemento.
Si possono distinguere due categorie all’interno degli ossidi: gli ossidi basici e
gli ossidi acidi.
Ossidi basici
Gli ossidi basici si ottengono dal legame tra un metallo e l’ossigeno. Tutti i
metalli alcalini e alcalino terrosi hanno un solo numero di ossidazione,
rispettivamente +1 e +2, e formano quindi un ossido ciascuno che ha la
caratteristica di essere sempre basico. I metalli di transizione si comportano
diversamente, possono in alcuni casi formare anche ossidi acidi.
Ossidi acidi
Gli ossidi acidi si ottengono dal legame tra un non metallo e l’ossigeno. In
nomenclatura sono chiamati anche anidridi. Si definiscono come tali solo quegli
ossidi che, reagendo con l’acqua, formano un ossiacido.
Idrossidi
Gli idrossidi sono composti ternari formati da un metallo, ossigeno e un idrogeno.
Si ottengono dalla reazione tra un ossido basico e acqua. La formula è così
composta: metallo, seguito dallo ione gruppo ossidrile tra tonde. Gli idrossidi
disciolti nell’acqua rilasciano il gruppo OH- ed un catione metallico.

L’esperimento si è articolato in due fasi differenti: nella prima abbiamo lavorato


con il magnesio, nella seconda con il ferro.
I fase (magnesio)
Il magnesio, a contatto con una fonte di calore a T molto elevata, per esempio il
becco Bunsen, si ossida con una reazione esotermica sviluppando un’intensa fiamma
bianca secondo la reazione:
2 Mg + O2 ⟶ 2 MgO
Il prodotto della reazione è l’ossido di magnesio, che è basico. Possiamo capire
che la reazione è avvenuta poiché il colore del composto da grigio scuro diventa
bianco.

Questo composto è solubile in acqua, seppur i suoi tempi di reazione sono


abbastanza lenti. Infatti dalla reazione:
Mg2+ + 2 OH- ⟶ Mg(OH)2
si ottiene l’idrossido di sodio. Possiamo capire che la reazione è avvenuta poiché
il composto rende la soluzione basica, quindi con un pH > 8,0, facilmente
misurabile con una cartina tornasole.
II fase (ferro)
La paglietta di ferro, a contatto con la fiamma del becco Bunsen, brucia secondo la
reazione:
2 Fe + O2 ⟶ 2 FeO
Possiamo capire che la reazione è avvenuta, ancora una volta, perché il composto
cambia colore: da grigio metallico diventa. Il prodotto ottenuto è l’ossido ferroso
e non ferrico poiché, altrimenti, il colore tenderebbe più verso il rosso.
Dato che l’ossido ferroso non è solubile in acqua non abbiamo potuto ottenere
l’idrossido.

Descrizione apparato strumentale e reagenti


* Bilancia elettronica (1250 : 0,01)g;
* Pinze;
* Becco Bunsen;
* Indicatore pH;

* Nastro di magnesio;
* Paglietta di ferro;
* Acqua distillata.

Descrizione fasi di lavoro


* Abbiamo afferrato saldamente il nastro di magnesio con le pinze;
* Sotto la cappa, abbiamo avvicinato il nastro di magnesio alla parte esterna della
fiamma del becco Bunsen;
* Abbiamo messo il nastro di magnesio nella capsula di evaporazione fornitaci;
* Abbiamo aggiunto dell’acqua all’interno della capsula;
* Abbiamo atteso circa 15 minuti;
* Abbiamo misurato il pH del liquido contenuto nella capsula con una cartina
tornasole.

* Abbiamo modificato la forma tridimensionale della paglietta di ferro con le mani


in modo da aumentare la superficie esposta;
* Abbiamo posizionato la paglietta di ferro all’interno della capsula di
evaporazione fornitaci;
* Abbiamo massato la capsula contente la paglietta di ferro, annotandone il valore;
* Abbiamo afferrato la paglietta di ferro con le pinze e la abbiamo avvicinata alla
fiamma del becco Bunsen sotto la cappa;
* Abbiamo atteso che la combustione terminasse;
* Abbiamo riposizionato la paglietta di ferro nella capsula e l’abbiamo massata
nuovamente.

Ferro
IMG_20160411_112207.jpg

Screenshot_20160417-133408.png

Screenshot_20160417-133427.png

Screenshot_20160417-133435.png

Screenshot_20160417-133517.png

IMG_20160411_114018.jpg

Magnesio
Screenshot_20160417-133549.png
Screenshot_20160417-133558.png

IMG_20160411_112151.jpg

Elaborazione dei dati


Per provare la trasformazione del ferro in ossido di ferro abbiamo prima misurato
la massa della capsula di evaporazione contenente il ferro. Dopo averlo bruciato
abbiamo ripetuto la misurazione:
m1 = 85,06 g m2 = 85,29 g
Δm è quindi positivo in quanto m2 > m1.

Osservazioni
Abbiamo notato che la massa totale della capsula di evaporazione sommata a quella
della paglietta di ferro è aumentata dopo l’ossidazione di quest’ultima. Questo Δm
> 0 va in apparente contrasto con la legge della conservazione della massa di
Lavoisier.

Conclusioni
Siamo riusciti ad ottenere i composti desiderati a partire da ferro e magnesio.
L’aumento di massa della paglietta è dovuto al fatto che il ferro si è legato ad
altri atomi, in questo caso ad ossigeno.