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Dermal Institute – Divisione tricologica

MISSION

La nostra azienda si pone l’obiettivo di essere un punto di riferimento in


relazione al corretto rapporto con la propria pelle e ai propri capelli. La pelle
e i capelli sono un organo vitale dal punto di vista fisiologico,
importantissimo perché ci rimanda alla nostra immagine, comunica con noi
e con gli altri, manifesta all’esterno ciò che avviene all’interno sotto il profilo
psico-fisico. Prendersene cura, educare le persone a un corretto rapporto,
migliorarne l’aspetto riducendo gli inestetismi, aiutare le persone a
mantenerla in salute è la nostra

NOZIONI GENERALI

Parte Prima

ANATOMIA E FISIOLOGIA DELLACUTE E DEL CAPELLO

 Brevi cenni di chimica

• PH della pelle
• Aminoacidi e proteine
• Ormoni
• Enzimi

 Anatomia e fisiologia della cute

• Caratteristiche macroscopiche
• Caratteristiche microscopiche
Epidermide, derma, ipoderma
Cheratinizzazione, melanogenesi, vascolarizzazione, innervazione Annessi cutanei
Ghiandole sudoripare eccrine e apocrine
Apparato pilo-sebaceo Riepilogo delle
funzioni della cute:
Barriera meccanica, fisica, chimica, microbica
Termoregolazione
Funzione sensoriale

 Descrizione anatomica del pelo

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• Struttura del pelo
• Tipi di peli
• Ciclo del pelo : fasi Anagen, Catagen, Telogen

 Capelli: caratteristiche fisiologiche

• Colore, lunghezza, diametro, numero, velocita di crescita, aspettoInfluenza degli


ormoni sull'apparato pilo-sebaceo

Parte Prima

ANATOMIA E FISIOLOGIA
DELLA CUTE E DEL CAPELLO
BREVI CENNI DI CHIMICA
PH DELLA PELLE
AMINOACIDI E PROTEINE
ORMONI
ENZIMI

IL PH DELLA PELLE
II grado di acidità di una sostanza è indicato dal pH, un valore che va da 0 a 14 e in
base al quale una sostanza si definisce acida se pH < 7, neutra se pH = 7 , basica se
pH > 7 (Es : acqua distillata pH = 7; succo di limone pH = 2,3; succo gastrico pH = 2;
sangue pH = 7,4).

La pelle ha un pH che può variare da 4 a 6 quindi, in condizioni normali, rimane


sempre leggermente acida e ciò aiuta a contenere entro limiti accettabili lo
sviluppo di microorganismi patogeni (=capaci di provocare malattie). La pelle ha,
inoltre, la capacita di mantenere costante il suo pH anche quando entra in contatto
con sostanze molto acide o molto alcaline, poiché riesce in parte a neutralizzarne
l'effetto.

AMINOACIPI E PROTEINE

I capelli sono costituiti principalmente da proteine. Tutte le proteine sono


composte da 20 aminoacidi standard, cosi chiamati perchè presentano un gruppo
acido e uno basico legati allo stesso atomo di carbonio. Gli aminoacidi hanno la
capacita di legarsi gli uni agli altri (acido con base) per formare delle catene lineari
più o meno lunghe; un aminoacido di grande importanza nella struttura delle
proteine è la cisteina: esso può mettere in connessione catene separate o formare
legami crociati all'interno della stessa catena tramite gruppi contenenti zolfo. Una
volta formata la catena, le forze attrattive tra gli atomi fanno si che essa si disponga
secondo una struttura tridimensionale specifica.

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LA CHERATINA è la principale proteina che compone gli strati epidermici
cheratinizzati, le unghie e i capelli.

GLI ORMONI

Gli esseri viventi coordinano le loro attività ad ogni livello della loro organizzazione per
mezzo di complicati sistemi di segnalazione chimica: i segnali tra le cellule sono trasmessi
tramite messaggeri chimici noti come ormoni e con impulsi elettrochimici trasmessi dal
sistema nervoso.
Gli ormoni vengono classificati in base alla distanza a cui agiscono:

• gli ormoni autocrini agiscono sulla stessa cellula che li ha rilasciati;

• gli ormoni paracrini agiscono solo sulle cellule vicine a quella che li ha
rilasciati;

• gli ormoni endocrini agiscono su cellule anche molto


distanti dal sito di rilascio (insulina e adrenalina, ad
esempio, sono prodotti e poi rilasciati nel sistema
circolatorio da ghiandole endocrine specializzate).

II sistema endocrino umano produce una grande varietà di ormoni che permettono al
corpo di:
• mantenere livelli stabili delle varie sostanze (ad esempio insulina e
glucagone contribuiscono a mantenere costante il livello di zuccheri nel
sangue sia dopo mangiato che a digiuno);

• rispondere agli stimoli esterni (ad esempio la preparazione per la lotta


o la fuga generata da adrenalina e noradrenalina);

• seguire vari programmi ciclici e di sviluppo (gli ormoni sessuali regolano


il differenziamento, la maturazione sessuale, il ciclo mestruale e la
gravidanza, inoltre influiscono sulla crescita e sulla caduta dei capelli).

È importante sottolineare che, anche se quasi tutte le cellule dell'organismo possono


essere esposte ad uno stesso ormone, risponderanno alla sua azione solo le cellule dotate
di un recettore specifico per quell'ormone.

GLI ENZIMI

Da uno specifico ormone se ne possono produrre molti altri tramite trasformazioni


chimiche che, per la maggior parte, sono favorite da molecole dette enzimi. Un esempio
di questo processo è la trasformazione del testosterone in diidrotestosterone, ormone
molto attivo nei confronti del capello; tale trasformazione avviene ad opera dell'enzima
5-ct-reduttasi. Gli enzimi riconoscono la sostanza che deve essere trasformata e
reagiscono specificatamente con quella grazie ad un meccanismo detto "chiave e
serratura", in cui I'enzima è la serratura e la sostanza è la chiave.

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Gli enzimi intervengono in moltissime reazioni metaboliche e devono le loro
caratteristiche all'associazione con piccole molecole dette cofattori.

I cofattori possono essere ioni metallici come lo zinco (da qui l'importanza dei sali
minerali, la cui carenza genera un indebolimento generale anche se la loro quantità
nell'organismo è minima) oppure molecole organiche note come coenzimi. Molti
organismi non sono in grado di sintetizzare alcune parti dei cofattori e quindi devono
ottenere queste sostanze dalla dieta: queste sostanze sono chiamate vitamine e la loro
assenza causa malattie da denutrizione quali la pellagra e lo scorbuto.

Anatomia e fisiologia della cute

Caratteristiche macroscopiche

CARATTERISTICHE MACROSCOPICHE DELLA CUTE

La cute è l'organo che ricopre la superficie esterna del corpo umano. In un soggetto di
media statura, presenta una superficie
di 1,6-1,85 m2, uno spessore di 0,5-6 mm e un peso di circa 4 kg.
La cute presenta pieghe, solchi, creste e orifizi alla sua superficie.
Le pieghe possono essere permanenti (come le pieghe articolari) o temporanee (come le
pieghe muscolari).
Le creste sono ben visibili al palmo delle mani e ai polpastrelli, sotto forma di rilievi sottili e
paralleli separati da piccoli solchi. In altre zone i solchi delineano delle forme
approssimativamente romboidali, congiungendo tra loro piccole depressioni puntiformi,
gli orifizi dei follicoli piliferi. Gli orifizi corrispondono anche allo sbocco delle ghiandole
sudoripare eccrine.
II colore della cute varia a seconda della razza di appartenenza e della costituzione
individuale e dipende dal suo contenuto in pigmenti (melanina e caroteni di origine
dietetica) nelle cellule dell'epidermide e dall'emoglobina presente nei vasi sanguigni del
derma.
Anatomia e fisiologia della cute
Caratteristiche microscopiche
EPIDERMIDE, DERMA, IPODERMA

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CARATTERISTICHE MICROSCOPICHE
La cute è formata da tre strati principali:
EPIDERMIDE
DERMA
IPODERMA

L'epidermide è lo strato a contatto con l'ambiente esterno. Da essa originano le


ghiandole sudoripare e i follicoli piliferi (annessi cutanei).
II derma è uno strato intermedio di sostegno contenente gli annessi cutanei, i vasi
sanguigni e le terminazioni nervose. Esso è separato dall'epidermide da una sottile
membrana, la membrana basale.
II sottocutaneo o ipoderma è lo strato più profondo, è composto da tessuto adiposo
(adipociti) e può variare in spessore nelle diverse sedi corporee (0.5-2 cm).

EPIDERMIDE
L'epidermide è un epitelio pavimentoso stratificato, il cui spessore varia nelle diverse
aree corporee; e minimo alle palpebre (0,04 mm) e massimo alle superfici paimo-plantari
(1,6 mm).
L'epidermide è costituita da 4 tipi di cellule:
 CHERATINOCITI
 CELLULE DI LANGERHANS
 MELANOCITI
 CELLULE DI MERKEL

I CHERATINOCITI sono le cellule numericamente più rappresentate dell'epidermide; essi


sono responsabili della produzione di una importante proteina: la CHERATINA.
Originati nello strato più profondo dell'epidermide, i cheratinociti sono soggetti ad un
processo di maturazione che comporta il loro progressive spostamento verso la
superficie. Al processo di maturazione si associano variazioni di conformazione delle
singole cellule. Queste variazioni di aspetto sono alla base della suddivisione in strati

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dell'epidermide.
L'epidermide è, infatti, suddivisa in cinque strati, che, dal più profondo al più superficiale,
sono definiti:
1° - STRATO BASALE O GERMINATIVO
2° - STRATO MALPIGHIANO 0 SPINOSO
3° - STRATO GRANULOSO
4° - STRATO LUCIDO (presente solo sulla superficie palmare e plantare)
5° - STRATO CORNEO

Gli strati della pelle

verso I'interno abbiamo


I") STRATO CORNEO
2") STRATO LUCIDO
3") STRATO GRANULOSO
4")STRATO MALPIGHIANO o SPINOSO
5") STRATO BASALE o GERMINATIVO

Lo STRATO BASALE: è il più


profondo dell'epidermide ed è
responsabile della continua
produzione di cheratinociti. Le cellule dello strato basale
sono disposte su un unica fila, hanno forma cubica o
cilindrica, aderiscono tra loro tramite sistemi di
giunzione chiamati desmosomi e aderiscono alla sottostante
membrana basale, che le separa dal derma, tramite emidesmosomi.
Le cellule dello strato basale contengono granuli di melanina e piccole quantità di
tonofibrilie, proteine filamentose che rappresentano i precursori della cheratina. Tra i
cheratinociti dello strato basale si trovano anche altri tipi di cellule, i MELANOCITI.
STRATO SPINOSO: è formato da cheratinociti di forma poliedrica in profondità e
progressivamente appiattita verso la parte più superficiale. I cheratinociti sono in
reciproco contatto attraverso un sistema di ponti intercellulari che appaiono come
prolungamenti spinosi (cui lo strato spinoso deve il proprio nome), formati da piccole
proiezioni superficiali che terminano nei desmosomi. Le cellule di questo strato
contengono molte tonofibrilie.

STRATO GRANULOSO: è formato da cellule contenenti granuli (granuli di cheratoialina)


composti da proteine ricche in aminoacidi contenenti zolfo (come la cisteina).
Contengono anche molti tonofibrilie e piccole formazioni rotondeggianti dette corpi
iamellari o cheratinosomi o corpi di Odland.
I cheratinosomi contengono lipidi (sfingolipidi, fosfolipidi, colesterolo) ed enzimi che
favoriscono la trasformazione degli sfingolipidi a ceramidi e dei fosfolipidi ad acidi grassi
liberi. Questi lipidi vengono riversati all'esterno della cellula quando i cheratinociti dello
strato granuloso muoiono. Raggiunti gli spazi extracellulari, i lipidi (principalmente
ceramidi, colesterolo e acidi grassi liberi) formano strutture multilamellari che
concorrono in maniera sostanziale alla formazione della barriera cutanea. Infatti, oltre a
cementare tra loro le lamelle di cheratina, i lipidi rendono la superficie cutanea
relativamente idrorepellente (impermeabile all'acqua) e prevengono I'evaporazione di
acqua dagli strati sottostanti, garantendo cosi un corretto grado di idratazione
dell'epidermide. Un deficit di tali lipidi non potrà se non tradursi in un difetto
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della funzione di barriera dell'epidermide.
Sia i solventi sia i detergenti danneggiano la barriera cornea provocando una riduzione
dei lipidi epidermici superficiali che sarà seguita da una immediata secrezione di corpi
lamellari. La cute è in grado di ricostruire i lipidi intercellulari in 24-48 ore.
Durante il processo di maturazione, il contenuto delle cellule è progressivamente
sostituito da tonofibrille strettamente addensate e da granuli di cheratoialina, mentre il
nucleo si dissolve fino a scomparire (morte ceilulare); le tonofibrille e il contenuto dei
granuli di cheratoialina (la fillagrina), combinandosi tra loro, formano la cheratina dello
strato comeo: si completa così il processo di CHERATINIZZAZIONE.

Lo STRATO CORNEO è il prodotto finale della cheratinizzazione. Dopo la morte del


cheratinocita all'interno del quale è stata prodotta, la cheratina è deposta sulla superficie
deH'epidermide; la cheratina riproduce la forma della cellula all'interno della quale si è
formata, assumendo cosi I'aspetto di una lamella. Le lamelle superficiali di cheratina
formano le squame.

TURNOVER EPITELIALE
La cheratina di superficie viene continuamente perduta a causa del normale attrito di
superficie, dei lavaggi, spazzolature, ecc.
Essa deve essere perciò continuamente rimpiazzata dallo strato granuloso, il quale a sua
volta viene ripopolato da cellule provenienti dallo strato spinoso. Queste derivano dalla
proliferazione delle cellule del sottostante strato basale. II tempo necessario ad una
cellula basale per arrivare alio strato comeo e in media di 28 giorni.

I MELANOCITI hanno la funzione di produrre melanina, principale responsabile della


pigmentazione della pelle e dei peli; essi difendono la cute dal danno indotto dai raggi
solari. Sono localizzati tra i cheratinociti dello strata basale, a contatto con la membrane
basale. La loro densita varia nelle diverse sedi corporee: è massima al viso e minima al
tronco. Essi contengono caratteristici granuli (melanosomi) all'interno dei quali si
produce melanina. La melanina si forma a partire dalla tirosina, la quale viene convertita
in DOPA (diidrossifenilalanina) daH'enzima tirosinasi; la DOPA viene poi convertita in
melanina.
Vi sono due tipi fondamentali di melanina:

 la eumelanina, responsabile del colore nero-bruno,


 la feomelanina, responsabile del colore giallo-rosso.

La melanina, attraverso lunghe propaggini (dendriti) dei melanociti che si spingono tra i
cheratinociti, viene "ceduta" ai cheratinociti dello strata basale e spinoso. In queste
cellule si colloca preferenzialmente sopra il nucleo, esercitando cosi la propria funzione di
protezione contro le radiazioni solari.
Fattori ereditari condizionano le variazioni razziali e individuali della pigmentazione
cutanea. II diverso grado di pigmentazione della cute nelle varie razze non dipende da un
diverso numero di melanociti, ma dalle caratteristiche dei melanosomi, in particolare
dalle loro dimensioni, dal loro numero e dalla loro distribuzione. Nei soggetti bianchi i
melanosomi sono piccoli, poco numerosi e raggruppati, mentre nei soggetti di razza nera
sono grandi, numerosi e distribuiti singolarmente.

CELLULE DI LANGERHANS

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Sono cellule localizzate sopra lo strato basale e provviste di prolungamenti. Hanno
funzione di difesa contro sostanze estranee all'organismo.

CELLULE Dl MERKEL
Sono cellule con funzione sensoriale, localizzate nello strato basale e coinvolte nella
trasmissione delle sensazioni tattili.

GIUNZIONE DERMOEPIDERMICA (MEMBRANA BASALE)


È la zona in cui epidermide e derma si saldano ed è organizzata in modo da minimizzare il
rischio di distacco dermoepidermico ad opera di forze di strappamento. Infatti, le cellule
dello strato basale sono intimamente connesse alla membrana basale tramite compiessi
sistemi, chiamati emidesmosomi.
Un sistema di papille dermiche, cioè di protrusioni del derma verso 1'epidermide, rende
la cute più resistente alle forze esterne.

DERMA
II derma ha la funzione di garantire il sostegno meccanico all'epidermide; al suo interno si
trovano gli annessi cutanei (ghiandole sudoripare e follicoli piliferi). II suo spessore varia
da 0,3 mm alle palpebre a 4 mm al dorso e alle cosce.
Si distinguono, secondo la profondità:
il derma papillare o superficiale (subito sotto 1'epidermide)
il derma reticolare o profondo (tra il derma papillare e il tessuto adiposo sottocutaneo).
II derma è composto da:
1. cellule, chiamate fibroblasti
2. matrice extracellulare, contenente acqua e le sostanze prodotte dai fibroblasti: i
glicosaminoglicani (GAG) e le proteine fibrillar! (collagene ed elastina).
I GAG sono glucidi di grandi dimensioni, con la capacita di legare è trattenere molecole di
acqua. Ciò consente di mantenere l'architettura del tessuto rendendolo resistente alle
forze di compressione.
Un importante GAG che si trova nella cute è I'acido ialuronico.
Le fibre collagene sono costituite da proteine unite insieme a formare lunghi filamenti;
esse rendono i tessuti resistenti alla estensione meccanica. Le fibre elastiche
conferiscono elasticità e permettono ai tessuti di riassestarsi dopo stiramento.
Nel derma papillare le fibre elastiche e collagene sono sottili, i fibroblasti numerosi.
Nel derma reticolare si trovano grandi fasci di fibre collagene disposte parallelamente alla
superficie cutanea e una rete di grosse fibre elastiche; il numero di fibroblasti e inferiore
rispetto al derma papillare.
II derma contiene anche vasi sanguigni (che portano nutrimento e ossigeno alle cellule),
vasi linfatici (che rimuovono i liquidi extracellulari) e terminazioni nervose.
I VASI SANGUIGNI
Vasi arteriosi, contenenti sangue ricco di ossigeno e nutrimento per le cellule, si
dispongono a rete parallelamente alla superficie cutanea (tra ipoderma e derma),
costituendo il plesso arterioso profondo. Da questo partono rami discendenti per gli
annessi cutanei e rami ascendenti (di calibro minore) che attraversano verticalmente il
derma, costituendo un secondo plesso (disposto sempre parallelamente alla superficie
cutanea) tra derma medio e superficiale (plesso arterioso superficiale). Dal plesso
superficiale partono rami discendenti per gli annessi cutanei e rami ascendenti cui fanno
seguito vasi capillari che irrorano le papille dermiche. A livello delle papille dermiche

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inizia il sistema venoso, ricco di sangue carico di material! di scarto del metabolismo
cellulare, che, a ritroso, segue lo stesso tragitto del sistema arterioso (plesso venoso
superficiale plesso venoso profondo).

I VASI LINFATICI
Le prime strutture della circolazione linfatica si riscontrano in corrispondenza dell'apice
delle papille dermiche. I capillari linfatici danno origine ai collettori linfatici, i quali
formando un plesso superficiale e un plesso profondo da cui partono i vasi linfatici che
raggiungono i linfonodi, piccole formazioni rotondeggianti in grado di "filtrare" e
depurare il liquido linfatico.

LE TERMINAZIONI NERVOSE
Sono strutture specializzate a:
 registrare sensazioni come il tatto, il caldo, il freddo, il dolore
 regolare la quantità (flusso) di sangue che arriva alla cute
 inviare segnali per la regolazione dell'attività degli annessi cutanei.

IPODERMA
È composto da cellule adipose, gli adipociti. L'adipocita è una cellula rotondeggiante il cui
contenuto e ricco di lipidi, soprattutto trigliceridi. Gli adipociti si aggregano a formare lobi
e lobuli adiposi, separati fra loro da setti connettivali, all'interno dei quali scorrono vasi
sanguigni e linfatici.
II sottocutaneo agisce da isolante termico, riserva energetica e ammortizzatore di traumi.

Anatomia e fisiologia della cute

Caratteristiche microscopiche:

ANNESSI CUTANEI
Ghiandole sudoripare eccrine e apocrife

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Le ghiandole sudoripare eccrine
si trovano ovunque sulla pelle, ma sono particolarmente numerose
sulla fronte, sul cuoio capelluto, alle ascelle, al palmo delle mani e
alla pianta dei piedi.
Sono introflessioni tubulari dell'epidermide e si spingono fino alla
parte profonda del derma o fino alla parte superficiale del
sottocutaneo.
La parte secernente (parte che produce attivamente il secreto), che
si presenta come un tubo avvolto a gomitolo, comunica con
I'esterno attraverso un dotto escretore (parte che veicola
passivamente il secreto all'esterno della ghiandola).
Le ghiandole sudoripare eccrine producono il sudore, una soluzione
acquosa, limpida, incolore, con pH = 5 -7.5, contenente sodio, cloro,
magnesio, potassio, calcio, urea, acido lattico, acido urico, acido
piruvico, ammoniaca, acido citrico, aminoacidi, vitamine idrosolubili.
II sudore si mescola al sebo formando il film idro-lipidico di
superficie. La sua componente acquosa idrata lo strato corneo,
diluisce sostanze nocive e partecipa (per la presenza di acido lattico) alla difesa
antimicrobica. La produzione del sudore eccrino è controllata dal sistema nervoso ed è
stimolata dall’aumento di temperatura ambientale (funzione termoregolatrice) e dalle
emozioni.

Ghiandole sudoripare apocrife

Si trovano solo in determinate zone della superficie cutanea (ascelle, areole mammarie,
area periombelicale, genitali). Presentano una forma simile alle
ghiandole sudoripare eccrine, ma a differenza di queste ultime il
loro dotto escretore si apre nel follicolo pilo-sebaceo.

A partire dalla pubertà, producono il sudore apocrino, un liquido


lattiginoso, il cui odore caratteristico dipende dalla produzione
di sostanze volatili da parte della flora batterica di superficie.

La funzione del sudore apocrino non è nota. Ghiandole simili nei


mammiferi servono come fonte di odori per la delimitazione del
territorio e l'attrazione sessuale.

Caratteristiche microscopiche:

ANNESSI CUTANEI

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L'apparato Pilo-Sebaceo

L'apparato pilo-sebaceo comprende:


 il pelo vero e proprio,
 le sue guaine (che insieme al pelo costituiscono il follicolo pilifero),
 la ghiandola sebacea,
 il muscolo erettore del pelo.

II follicolo pilifero, formato dal pelo e dalle sue guaine, si presenta come una formazione
cilindrica inserita obliquamente nella cute.
II follicolo pilifero può essere suddiviso in tre parti:
 il segmento inferiore (la parte al di sotto del punto di inserzione del
muscolo erettore del pelo),
 l'istmo (la parte compresa tra il punto di inserzione del muscolo erettore
del pelo e il dotto sebaceo)
 l'infundibulo (I'introflessione dell'epidermide che si porta dall'ostio
follicolare allo sbocco del dotto sebaceo).

II pelo può anche essere suddiviso in:


 radice corrispondente alla parte inclusa nello spessore della cute,
 fusto, la parte visibile all'esterno.
II pelo prende origine da una piccola formazione ovoidale, collocata nel derma profondo
o nel tessuto sottocutaneo e chiamata bulbo
II bulbo è formato da cellule epiteliali che si moltiplicano (cellule della matrice) dando
origine a cellule figlie destinate a spostarsi progressivamente verso la superficie
dell'epidermide, producendo cheratina al loro interno.
In questo modo avviene la formazione del pelo. Oltre alle cellule epiteliali, nel bulbo sono
presenti numerosi melanociti che, con i loro lunghi prolungamenti, cedono granuli di
melanina alle cellule epiteliali della corticale del pelo. II bulbo presenta una piccola cavità
aperta in basso; in questa piccola cavità si trova la papilla del pelo, zona ricca di vasi
capillari che portano ossigeno e nutrimento alle cellule della matrice.
Dalle cellule del bulbo si forma anche una guaina che ricopre parte della radice e che è

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detta guaina epiteliale interna. Essa è formata da diversi strati di cellule: lo strato più
interno, chiamato cuticola della guaina epiteliale interna, è costituito da cellule appiattite
e sovrapposte disposte come tegole rivolte verso il basso. Queste cellule si incastrano
con quelle della cuticola del pelo, fissando saldamente la radice del pelo nel follicolo. Più
esternamente si trovano lo strato di Huxley e lo strato di Henle.
La guaina epiteliale interna scompare all'altezza dello sbocco della ghiandola sebacea; a
questo livello, infatti, le cellule che la costituiscono si mescolano con il sebo e vengono
allontanate con esso.
Attorno alla guaina epiteliale interna e al resto della radice si trova una guaina epiteliale
esterna, che, simile a un dito di guanto, scende dall'epidermide fino a raggiungere e ad
avvolgere il bulbo. La guaina epiteliale esterna può essere suddivisa in tre parti:
1. la parte corrispondente all'infundibulo, dove è rivestita da un
epitelio simile all'epidermide;
2. la parte corrispondente all'istmo, dove la guaina epiteliale esterna
(particolarmente in corrispondenza del punto di inserzione del muscolo erettore
del pelo) forma un piccolo rigonfiamento; questo rigonfiamento, chiamato bulge, è
stato recentemente individuato come sede di cellule germinative del follicolo
pilifero;
3. la parte corrispondente al segmento inferiore, che circonda il bulbo, ed e
formata da 1-2 file di cellule epiteliali originate dalla matrice.
La guaina connettivale è formata da più strati di collageno con fibre disposte
longitudinalmente e circolarmente ed è separata dalla componente epiteliale da una
membrana basale.
La densità dei follicoli piliferi varia nelle diverse aree corporee; è massima al volto (460-
1600/cm2), minima agli arti inferiori (507cm2), intermedia al cuoio capelluto, dove si
stima siano presenti da 200 a 400 follicoli/cm2. Questo valore è destinato tuttavia a
ridursi con l'età.

GHIANDOLA SEBACEA

È una ghiandola acinosa provvista di un dotto escretore che si apre nel follicolo pilifero.
Ghiandole sebacee sono presenti su tutta la superficie cutanea, eccettuate le superfici
palmo-plantari, Le loro dimensioni sono maggiori al volto e in regione presternale.
L'attività delle ghiandole sebacee inizia alla pubertà ed è stimolata dagli ormoni
androgeni. La loro secrezione (sebo) ricca di grassi (trigliceridi, cere, acidi grassi liberi,
squalene) raggiunge la superficie della cute attraverso il canale pilo-sebaceo (spazio
presente tra il pelo e la guaina epiteliale esterna) e si mescola al sudore formando il film
idro-lipidico di superficie. È questo una miscela di acqua e grassi che mantiene morbido
ed elastico lo strato corneo, rende la cute impermeabile, garantendone il giusto grado di
idratazione, e la difende dalle aggressioni dei microrganismi (soprattutto batteri e
funghi).
Muscolo erettore del pelo
È formato da un fascetto di sottili cellule muscolari disposte obliquamente nell'angolo
ottuso formato dal pelo con la superficie cutanea; il muscolo è inserito sulla guaina
epiteliale esterna in profondità e si orienta verso la parte superficiale del derma. La sua
contrazione, stimolata dal freddo e dalle emozioni, provoca la verticalizzazione del pelo

Fisiologia della cute


Elastica, comprimibile e distensibile, la cute assume un ruolo fondamentale nella

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protezione dell'organismo dall'ambiente esterno. Ad essa vengono riconosciute varie
funzioni:

 BARRIERA

• PROTEZIONE MECCANICA: strato corneo, fibre collagene, fibre elastiche, GAG,


tessuto adiposo.
• PROTEZIONE VERSO AGENTI FISICI (raggi UV, corrente elettrica)
• PROTEZIONE VERSO AGENTI CHIMICI: strato corneo, melanociti, film
idrolipidico.
• PROTEZIONE VERSO AGENTI MICROBICI: film idrolipidico, basso grado di
idratazione del corneo, cellule del sistema immunitario.

 TERMOREGOLAZIONE: perdita di acqua transepidermica, sudorazione,


regolazione del flusso sanguigno

 SENSORIALE: sensibilità tattile, termica, dolorifica

Descrizione anatomica del pelo

Struttura del pelo


 Cuticola
 Corticale
 Midollare

STRUTTURA DEL PELO


II pelo e formato da cellule epiteliali cheratinizzate in cui il nucleo è scomparso. Le cellule
epiteliali si dispongono a formare tre strati che dalla periferia verso il centro sono:
 la cuticola del pelo,
 la corticale del pelo,
 la midollare del pelo.
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La cuticola è formata da 5-7 strati di cellule appiattite e sovrapposte come tegole rivolte
verso l'estremità distale del pelo; tali cellule si incastrano fra quelle della cuticola della
guaina epiteliale interna, fissando saldamente il pelo nel follicolo.

La corticale è lo strato più spesso (85-90% del pelo), formato da cellule allungate e
disposte nel senso della lunghezza del pelo; queste cellule sono ricche di cheratina e
contengono granuli di melanina.

Ogni cellula contiene un ammasso di macrofibrille orientate parallelamente alla fibra del
pelo. Le macrofibrille sono composte da microfibrille cementate le une alle altre da una
matrice amorfa ricca di aminoacidi contenenti zolfo. Le microfibrille sono composte da
protofibrille (2 disposte al centra e 9 periferiche); ogni protofibrilla e costituita da coppie
di strutture proteiche conformate ad elica e arrotolate strettamente l’una sull'altra.
L'elasticità dei capelli è una conseguenza della tendenza delle spirali a resistere agli
stiramenti e a ritornare alla conformazione originale quando la forza esterna viene tolta.
La cheratina è ricca di residui di cisteina che formano legami trasversali con le catene
vicine: ciò spiega la resistenza allo stiramento e l'insolubilità di queste molecole. Le
cheratine si differenziano in cheratine "dure" o "molli" a seconda del contenuto di zolfo;
la cheratina dura (peli, unghie) e meno flessibile di quella molle (epidermide) in quanto
I'elevato numero di ponti disolfuro le rende resistenti alle forze che tendono a
deformarle. I ponti disolfuro possono essere rotti con sostanze chiamate mercaptani; un
capello trattato in questo modo può essere ripiegato in un'onda permanente applicando
un agente ossidante che ripristini i ponti disolfuro nella nuova conformazione.

La midollare, presente nei peli terminali, e lo strato più interno; le sue cellule poligonali
contengono poca cheratina.
Negli spazi tra le cellule sono presenti piccole bolle d'aria.

Tipi di peli
 Peli del vello
 Peli terminali
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TIPI DI PELI

I peli variano in spessore e lunghezza secondo la regione corporea. Si possono


distinguere due tipi di peli:
i peli folletto o peli del vello, sottili (diametro< 30 urn), corti (di solito < 2 cm) e
scarsamente pigmentati, privi di midollare, sono presenti su tutta la superficie corporea
ad eccezione del palmo delle mani e della pianta dei piedi. II loro bulbo e collocato in
corrispondenza del derma superficiale o medio.

I peli terminali, spessi (diametro 60-80 |Lim), lunghi, provvisti di pigmento e di midollare,
presentano una lunghezza variabile e dipendente da fattori ereditari. II loro bulbo si
localizza nel derma profondo o nell'ipoderma.

Essi sono presenti:


 al capillizio, alle palpebre e alle sopracciglia.
Questi peli non subiscono I'influenza di ormoni sessuali (eccettuata la parte
centrale del cuoio capelluto) perciò sono anche detti peli non sessuali.

 alle ascelle e ai genitali.


Qui grossi terminali peli compaiono dopo la pubertà sostituendo i peli del vello.
Sono influenzati dalla produzione di ormoni androgeni (ad azione
"mascolinizzante") prodotti dalle ghiandole surrenali sia nel maschio che nella
femmina. Sono detti perciò peli ambosessuali.

 al volto (barba), alle orecchie, al triangolo sovrapubico, al petto e al dorso.


Questi sono peli terminali caratteristici del sesso maschile, influenzati dalla
elevata produzione di ormoni androgeni maschili e sono detti peli sessuali.

Ciclo del pelo:

 Anagen,
 Catagen,
 Telogen

CICLO DEL PELO - Contrariamente ad altre strutture epiteliali in cui la riproduzione


cellulare è regolare e continua e va a rimpiazzare le cellule cornee desquamanti, il pelo
presenta una crescita discontinua, caratterizzata dall'altemarsi di fasi di attività e di
riposo. Si possono distinguere tre fasi:
 anagen (stadio di crescita),
 catagen (stadio di involuzione),
 telogen (stadio di riposo).
Ognuna di queste tre fasi produce variazioni morfologiche sul follicolo pilifero.

ANAGEN
corrisponde alla fase di moltiplicazione delle cellule del bulbo e alla conseguente crescita
del pelo. È la fase più lunga del ciclo del pelo e la sua durata varia a seconda del distretto
cutaneo considerate, condizionando la lunghezza del pelo: di 1-3 mesi per la barba e di 4-
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8 settimane alle sopracciglia. Al cuoio capelluto è di 2-7 anni, tendenzialmente più
prolungato nel sesso femminile e ciò spiega perchè la donna abbia capelli più lunghi. Con
I'età la durata dell'anagen tende a diminuire e i capelli divengono più sottili e corti.

CATAGEN
dura solo 2-3 settimane e corrisponde all'arresto della moltiplicazione delle cellule della
matrice; in seguito all'arresto della moltiplicazione cellulare, la guaina epiteliale interna
scompare, la guaina esterna si assottiglia e si retrae verso la superficie, mentre il bulbo si
allontana dalla papilla dermica superficializzandosi progressivamente, fino ad arrivare
allo stessa altezza del punto di inserzione del muscolo erettore del pelo. La guaina
connettivale, a differenza della papilla dermica, non segue il segmento inferiore nel suo
spostamento verso la superficie cutanea, ma rimane nella sua posizione per tutto il
periodo catagen. Questo è fondamentale perchè il follicolo, alla ripresa di un nuovo
anagen, possa "ritrovare la strada" e ritornare alla sua posizione iniziale. Un danno che
coinvolga la guaina connettivale può compromettere definitivamente la ricrescita del
pelo.
Come conseguenza della cessazione della produzione di melanina, si osserva che solo la
parte superiore del pelo e pigmentata mentre quella inferiore risulta priva di melanina.

TELOGEN
corrisponde alla fase di riposo del ciclo del pelo. La guaina epiteliale esterna avvolge
come un sacchetto la radice del pelo, che assume un tipico aspetto a clava. La fase
telogen ha una durata di 12 settimane al capillizio, mentre è più prolungata in altre zone,
come gli arti inferiori. II pelo cade quando un nuovo pelo, prodotto dal follicolo ritornato
in anagen, ha raggiunto la superficie epidermica.
L'alternarsi delle varie fasi non avviene in maniera sincrona nelle diverse unita follicolari,
ma in maniera indipendente , "a mosaico".

intensa attività
mitOitica: la papilla
sta generando un
nuOvo pelo
Pelo vecchio

Pelo neoformato
ANAGEN
Nascita e fuoriuscita del pelo

Bulbo a forma
di clava

Il capello raggiunge
la sua maturità

TELOGEN CATAGEN
Fase di riposo: caduta del capello Vita del capello fino alla morte

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Il tricogramma è un metodo per lo studio delle alterazioni del ciclo del capello, basato
sull'analisi microscopica delle radici dei capelli; viene eseguito prelevando con uno
strappo 50-100 capelli e osservandoli al microscopio ottico, per calcolare percentuale dei
capelli in anagen e in telogen. Nel tricogramma normale l'80-90% dei capelli e in fase
anagen, mentre il 10-20% dei capelli e in fase telogen, con una minima quantità di capelli
in catagen (meno del 2%).

I capelli: caratteristiche fisiologiche


I CAPELLI: caratteristiche fisiologiche

La caratteristica principale della pelle del cuoio capelluto è la presenza di follicoli piliferi
fittamente stipati e di peli particolarmente lunghi, i capelli. La loro funzione, oltre che
cosmetica, e probabilmente quella di difendere la cute della testa dalle radiazioni solari e,
entro certi limiti, dai traumi.
II colore dei capelli dipende dal numero e dal tipo di melanosomi presenti nella corticale
del capello. La melanina in essi contenuta e prodotta dai melanociti della matrice. Nei
capelli biondi e rossi si formano feomelanine, nei capelli bruni e neri si formano
eumelanine.
Data la minore efficacia schermante della feomelanina sui raggi ultravioletti, i capelli
biondi o rossi sono più sensibili agli effetti lesivi dei raggi solari. L'esposizione al sole
rende il fusto più fragile e tende a schiarire il colore dei capelli, soprattutto se biondi. II
colore dei capelli può variare anche con I'età; infatti, nei biondi e nei rossi tende a scurirsi
nel corso degli anni.
Con l'invecchiamento i capelli tendono a divenire bianchi: dapprima alle tempie, poi al
vertice e quindi all'occipite. Nei capelli bianchi i melanosomi risultano del tutto assenti, a
causa della improvvisa e totale perdita dei melanociti del bulbo.
La lunghezza dei capelli ( che può raggiungere è superare il metro) dipende da fattori
ereditari ed è variabile nei diversi individui
II diametro (60-85 jim) è di solito in relazione al colore dei capelli, essendo
tendenzialmente maggiore nei capelli bruni o neri.
II numero dei capelli presente in ogni individuo varia da 100.000 a 150.000. Le variazioni
dipendono da fattori ereditari e razziali, dall'età e dal colore dei capelli.
II numero dei capelli è infatti maggiore nei bianchi rispetto ai neri e ad alcuni gruppi
asiatici.
Nei soggetti biondi il numero di capelli è superiore (in media 140.000) rispetto agli
individui con capelli bruni (109.000).
La riduzione del numero dei capelli in rapporto all'età dipende, in parte, dalla progressiva
riduzione della densità dei follicoli piliferi. Questo processo inizia, a seconda degli
individui, tra i 30 e i 40 anni e non risparmia nessuno dopo i 50 anni.
La velocità di crescita dei capelli varia nei diversi individui, è maggiore nell'età giovane-
adulta e diminuisce con 1'invecchiamento. Varia da 0,3 a 0,5 mm al giorno, portando a
una crescita di 1-1,5 cm al mese.
La perdita di capelli che si verifica fisiologicamente in un giorno varia da 30 a 60. È
frequente osservare una variazione stagionale nella caduta giornaliera dei capelli, con
una perdita maggiore nei mesi di agosto e settembre e una minore in marzo.
L'aspetto (liscio, ondulato, riccio) dipende da fattori ereditari. Nelle persone con capelli
lisci i follicoli sono quasi verticali, mentre nelle persone con capelli ricci essi sono obliqui
(tanto più obliqui quanto più i capelli sono ricci).

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