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Gli effetti della musicoterapia, sul paziente ospedalizzato,

analizzati tramite scala di valutazione del dolore e


dell’ansia (Revisione del precedente elaborato del 2004)

Gruppo di lavoro: Canè Claudia (infermiera Sala Operatoria Blocco 2 tel. 051 6364781)
Giovannini Francesco (infermiere Cardiologia Donne tel. 051 6364467)
Rimondi Nadia (Ostetrica Medicina dell’Età Prenatale tel. 0516364338)

Introduzione

Musicoterapia è un termine che deriva dalla fusione di due concetti: da un lato la Musica, dall’altro
il Curare. Si tratta, quindi, di una disciplina di carattere preventivo e terapeutico-riabilitativo che
utilizza l’espressione musicale (in quanto forma di comunicazione non-verbale) come strumento per
intervenire sulla sofferenza e il disagio.

“La musicoterapia è l’uso della musica per la realizzazione di fini terapeutici: il ristabilimento, il
mantenimento e il miglioramento della salute fisica e mentale”
(Associazione Nazionale per la Musicoterapia – NAMT).

Sin dall'antichità si hanno notizie sull'utilizzo della musica per fini terapeutici; ma soprattutto nella
seconda metà del ventesimo secolo si è ampiamente sviluppato l’interesse verso la musica come
terapia complementare. Oggi finalmente ci sono maggiori conoscenze in quest'ambito e questo
risultato è anche frutto dell’apporto di studi EVIDENCE BASED.

Obiettivo

Il nostro gruppo ha voluto, partendo da un lavoro precedente, aggiornarlo analizzando criticamente


tutti gli studi successivi riguardanti l’utilizzo della musico- terapia in ambito ospedaliero.
L’elaborato precedente, partendo dalla revisione sistematica del Joanna Briggs Institute del 2001 ed
analizzando gli articoli successivi fino al 2004, ha evidenziato benefici sia sulla riduzione del livello
d’ansia che sul dolore, differenti a seconda del tipo di paziente, ma pur sempre presenti.
Abbiamo trovato fosse interessante verificarne l’applicabilità e l’efficacia nella nostra realtà
assistenziale quotidiana, in quanto la musica è una terapia non farmacologia, economica, non
invasiva e priva di effetti collaterali.

Quanto la musico-terapia è efficace come terapia?


Si può realmente applicare nel nostro ambito operativo?

PICO

• P = PAZIENTE OSPEDALIZZATO
• I = MUSICOTERAPIA
• C = GRUPPO DI CONTROLLO AL QUALE NON E’ APPLICATA LA
MUSICOTERAPIA
• O = DIMINUZIONE DEL DOLORE E DELL’ANSIA ANALIZZATI TRAMITE
SCALE DI VALUTAZIONE

Materiali e Metodi

STRATEGIA DELLA RICERCA

La ricerca è stata effettuata utilizzando internet, prevalentemente sulle pagine EBN del Centro Studi
del Servizio Infermieristico del Policlinico S. Orsola-Malpighi, consultando le seguenti Banche
Dati:

COCHRANE (Banca Dati per le Revisioni Sistematiche)


PUB MED, CINAHL, EMBASE (Banche Dati Generali)

Nella ricerca sono state utilizzate Parole Chiave combinate in modo diverso:
MUSIC THERAPY,
PAIN,
PAIN MEASUREMENT,
ANXIETY,
TEST ANXIETY SCALE,
ANXIETY SCALE.

KEY WORDS

Su Cochrane: “music therapy AND pain”;


“music therapy AND anxiety”
“music therapy AND pain AND anxiety scale”

Su Pub Med: “MusicTherapy”[MeSH] AND (“Test Anxiety Scale”[MeSH] OR “Pain


Measurement”[MeSH])

Su Cinahl: “MusicTherapy” AND (“Test Anxiety Scale” OR “Pain Measurement”)

Su Embase: (“music therapy”/exp OR “music therapy”) AND ((“test anxiety scale”/exp OR


“test anxiety scale”) OR (“pain measurement”/exp OR “pain measurement”)

CRITERI DI SELEZIONE

Sono stati presi in considerazione gli articoli dal 2004 ad oggi, forniti di abstract, in lingua inglese,
con full text, pertinenti al tema della ricerca, riguardanti i pazienti ospedalizzati e non i pazienti che
effettuavano esami ambulatoriali.

Limiti su Cochrane:
title, abstract or keywords

Limiti su Pub Med:


added to PubMed in the last 5 years, only items with abstracts, published in the last 5 years, R C T,
Humans.
Limiti su Cinahl:
only items with abstracts, published in the last 3 years.

Limiti su Embase:
[humans] [abstracts]/ [2004-2007]
Risultati

QUESITO: ESISTONO EVIDENZE SCENTIFICHE RIGUARDANTI LA DIMINUIZIONE DEL


DOLORE E DELL’ANSIA RISCONTRABILI TRAMITE TEST DI VALUTAZIONE,
MEDIANTE L’ UTILIZZO DI MUSICO-TERAPIA IN PAZIENTI OSPEDALIZZATI?
Banca Dati Parole chiave Numero Numero Descrizione Articolo e
e [MeSH] documenti documenti Link
trovati selezionati
Cochrane Library “music therapy AND 2 1 Music for pain relief
pain” REVIEW (1 non MS Cepeda, DB Carr, J
selezionato Lau, H Alvarez
Limiti: perché poco Year: 2006
title, abstract or pertinente)
keywords
“music therapy AND 3 0
anxiety” (1 non
selezionato
Limiti: perché poco
title, abstract or pertinente;
keywords 2 non
selezionati
perché del
2003)
PubMed "MusicTherapy"[MeSH] 23 3 McCaffrey R, Locsin R.
AND ("Test Anxiety ( 20 non The effect of music on
Scale"[MeSH] OR "Pain selezionati per: pain and acute
Measurement"[MeSH]) mancanza full confusion in older
text, non adults undergoing hip
pertinenti, and knee surgery
Limits: perché Holist Nurs Pract. 2006
added to PubMed in the antecedenti al Sep-Oct;20(5):218-24;
last 5 years, 2004) quiz 225-6.
only items with PMID: 16974175
abstracts, published in [PubMed - indexed for
the last 5 years, MEDLINE]
R C T,
Humans. Good M, Anderson GC,
Ahn S, Cong X,
Stanton-Hicks M.
Relaxation and music
reduce pain following
intestinal surgery
Res Nurs Health. 2005
Jun;28(3):240-51.
PMID: 15884029
[PubMed - indexed for
MEDLINE]

Voss JA, Good M,


Yates B, Baun MM,
Thompson A, Hertzog
M.
Sedative music
reduces anxiety and
pain during chair rest
after open-heart
surgery
Pain. 2004 Nov;112(1-
2):197-203.
PMID: 15494201
[PubMed - indexed for
MEDLINE]

Cinahl "MusicTherapy" AND 17 1 Effectiveness of music


("Test Anxiety Scale" SYSTEMATIC on pain experience: a
OR "Pain REVIEW systematic review.
Measurement") Somrarnyart M;
Sukonthasarn A;
Sucamvang K;
Limits: Wonghongkul T
only items with YEAR:2007 Jan-Mar
abstracts, published in
the last 3 years.
Embase ('music therapy'/exp OR 26 1 selezionato The therapeutic effects
'music therapy') AND 22 of music in children
(('test anxiety scale'/exp Non selezionati following cardiac
OR 'test anxiety scale') in quanto surgery
OR ('pain Precedenti Hatem T.P., Lira P.I.C.,
measurement'/exp OR alla revisione Mattos S.S.
'pain measurement') sistematica di J.
Cochrane del Pediatr. 2006 82:3 (186-
Limiti : [humans] gennaio 2006 192) EMBASE
[abstracts]/ [2004-2007] 1
non selezionati
perchè già
presenti in
MedLine
2
non selezionati
perché titolo
Non pertinente

Discussione

DESCRIZIONE ARTICOLI COCHRANE

L’USO DELLA MUSICA PER IL SOLLIEVO DAL DOLORE

La musica non dovrebbe essere considerata un trattamento di prima linea per ridurre il dolore,
infatti l’ efficacia dei benefici è relativamente bassa.
Questo trattamento offre alcuni vantaggi : basso costo, facilità della misurazione, assenza di effetti
collaterali.
Questa revisione sistematica ha incluso 51 studi che hanno coinvolto 3663 soggetti.
Gli autori della revisione hanno riscontrato come la musica abbia prodotto una riduzione del dolore
ed un abbassamento delle richieste di morfina o di altri analgesici., inoltre di come sia aumentato il
numero dei pazienti che hanno segnalato almeno una riduzione del dolore del 50%.
Tuttavia, poichè la grandezza di questi effetti positivi è ridotta, l'utilizzo della musica nella pratica
clinica è ancora poco chiaro.

Background
La domanda posta dai ricercatori intendeva stabilire quale fosse l’efficacia della musica per il
trattamento del dolore, in quanto non ancora chiaramente stabilita da studi precedenti.

Obiettivi
L’obiettivo dei ricercatori era valutare l’ effetto della musica sul dolore acuto, cronico o
oncologico, sulla riduzione del dolore e sulla richiesta di farmaci analgesici da parte dei soggetti
trattati.

Strategia di ricerca
Sono state utilizzate le seguenti banche dati: The Cochrane Library, MEDLINE, EMBASE,
PsycINFO, LILACS ed altri riferimenti su documenti recuperati. Non vi era limitazione di lingua.

Criteri di selezione
Sono stati scelti RCT che hanno valutato l’effetto della musica su qualsiasi tipo di dolore in
bambini o adulti. Sono stati esclusi RCT che riportavano i risultati di altre terapie complementari
differenti dalla musico terapia.

Raccolta di dati ed analisi


I dati sono stati estratti da due autori di revisioni indipendenti. Sono state calcolate la differenza
media dei livelli di intensità di dolore, la percentuale dei pazienti con riduzione del dolore almeno
del 50% e la richiesta di oppiacei.
Per quanto riguarda il trattamento analgesico sono stati utilizzati farmaci oppiacei o equivalenti
della morfina.
Per comprendere meglio l'eterogeneità degli studi, sono stati valutati separatamente quelli
riguardanti il dolore acuto, cronico, oncologico, del travaglio, procedurale, gli studi sugli adulti,
quelli sui bambini, così come gli studi in cui i pazienti hanno scelto il tipo di musica.

Risultati
Cinquantuno studi che includono 1867 soggetti esposti alla musica (gruppo di intervento) e 1796
soggetti(gruppo di controllo) che hanno risposto ai test di verifica dell'inclusione.
In 31 studi che hanno valutato l'intensità media del dolore, era presente una grande varietà
dell'effetto della musica, indicante un'eterogeneicità statistica (I2 = 85.3%).
Dopo il raggruppamento degli studi secondo il tipo di dolore, questa eterogeneicità è rimasta , con
l'eccezione degli studi che hanno valutato il dolore postoperatorio acuto.
In questo ultimo gruppo, i pazienti esposti alla musica hanno avuto una riduzione dell’ intensità del
dolore di 0.5 unità (su una scala da zero a dieci) rispetto ai soggetti non esposti (ci di 95%: -0.9 - -
0.2).
Gli studi che hanno permesso ai pazienti di scegliere il tipo di musica non hanno rivelato
significativi benefici dall’ uso della stessa, infatti l’ intensità è diminuita solo di 0.2 unità (95%Cl -
0.7 -0.2).
Quattro studi che consideravano pazienti con almeno una riduzione del dolore del 50%, hanno
stabilito che i soggetti esposti alla musica avevano il 70% di probabilità in più di avere sollievo dal
dolore rispetto ai soggetti non esposti .(95% CI: 1.21 to 2.37). NNT = 5 (95% CI: 4 to 13)
Tre studi hanno valutato la richiesta di oppiacei nelle 2 ore successive all’intervento; i soggetti
esposti alla musica hanno richiesto 1.0 mg in meno di morfina (18.4%) rispetto ai soggetti non
esposti. (ci di 95%: -2.0 - -0.2)
Cinque studi hanno valutato le richieste farmacologiche 24 ore dopo l’intervento: il gruppo della
musica ha richiesto 5.7 mg (15.4%) in meno di morfina rispetto al gruppo non esposto (ci di 95%: -
8.8 - -2.6).
Cinque studi hanno valutato le richieste farmacologiche durante le procedure dolorose ed hanno
mostrato che tendenzialmente il gruppo della musica ha effettuato minori richieste farmacologiche
rispetto al gruppo di controllo (- 0.7 mg, ci di 95%: -1.8 - 0.4).

Conclusioni
Ascoltare musica riduce i livelli di intensità del dolore e la richiesta di farmaci oppiacei, purtroppo
le dimensioni di questi benefici sono ridotte, quindi l’importanza clinica è ancora poco chiara.

DESCRIZIONE ARTICOLI PUBMED

RILASSAMENTO E MUSICA RIDUCONO IL DOLORE DOPO LA CHIRURGIA


INTESTINALE

Background
Il dolore nei pazienti sottoposti a chirurgia intestinale è un problema di notevole rilevanza; questo
studio prende in considerazione la significativa riduzione del dolore post-operatorio nei pazienti
appartenenti ai tre gruppi di intervento (rilassamento, musica e combinazione delle due) rispetto al
gruppo di controllo (trattati in modo tradizionale).

Metodo
167 pazienti ospedalizzati (M=43 +13) sono stati assegnati in modo randomizzato a uno dei tre
gruppi di intervento o a quello di controllo.
La sensazione del dolore ed il distress sono stati misurati attraverso Scala Analogica Visuale
(VAS) durante la deambulazione ed il riposo nel 1° e 2° giorno post operatorio.

Risultati
Le analisi statistiche mostrano una considerevole riduzione del dolore (16-40% ) nei post-test dei
gruppi di intervento, rispetto a quelli del gruppo di controllo in entrambi i giorni post-operatori, sia
in fase di riposo che durante la deambulazione (p = .024-.001).
Questi interventi sono raccomandati, insieme al trattamento con analgesici, per ridurre il dolore
post-operatorio senza produrre effetti collaterali aggiuntivi.

Conclusioni
Lo studio si basa su un quesito correttamente formulato, è un RCT, la randomizzazione è stata
eseguita correttamente, è presente l’intention to treat.
Il tipo di intervento in quanto tale non permette la cecità né da parte degli operatori né dei pazienti..
Il follow up non è completo perché c’è una perdita superiore al 20 %.
Questo studio dimostra l’efficacia della musica come terapia complementare nella riduzione del
dolore post-operatorio ma non specifica di quanto si riduce.

LA “SEDATIVE MUSIC” RIDUCE L'ANSIA ED IL DOLORE DURANTE IL RIPOSO SULLA


SEDIA DOPO INTERVENTO CHIRURGICO A CUORE APERTO.

Background
Scopo di questo studio è analizzare l’effetto di tre interventi di assistenza infermieristica : “sedative
music” (si intende una musica lenta con 60-80 battiti al minuto, melodica, strumentale con sonorità
jazz, con arpa, flauto, pianoforte) , riposo programmato o il trattamento tradizionale (riposo
sulla sedia) dopo un intervento di chirurgia a cuore aperto.

Metodo
Sono stati presi in considerazione 61 pazienti adulti (M=63+13; 64% maschi) sottoposti ad
intervento chirurgico a cuore aperto. Questi pazienti sono stati assegnati in modo randomizzato a
ricevere 30 minuti di “sedative music”, riposo programmato o trattamento tradizionale durante il
riposo sulla sedia.
Il livello di ansia, la sensazione di dolore e il distress sono stati misurati con scale analogiche
visuali all’inizio del riposo sulla sedia ( pre-test) e dopo 30 minuti (post-test).

Risultati
I risultati delle analisi dei pre e post-test hanno evidenziato una significativa diminuzione dell’ansia,
della sensazione di dolore e del distress nel gruppo della “sedative music” e nel gruppo di riposo
programmato, P<0.001-0.015; mentre nel gruppo con trattamento tradizionale, non vi è stata una
differenza significativa.
Inoltre, l’analisi ha evidenziato una significativa diminuzione dell’ansia, della sensazione di dolore
e del distress nel gruppo sottoposto a “sedative music” rispetto al gruppo con riposo programmato o
a quello con trattamento tradizionale (P<0.001-0.006).
Quindi, in questo RCT, la “sedative music” è risultata più efficace rispetto al riposo programmato
ed al trattamento tradizionale e per questo motivo dovrebbe esserne consigliato l’uso come
coadiuvante ai farmaci.
Conclusioni
In questo studio la randomizzazione dei pazienti analizzati avviene in modo corretto, manca la
cecità dovuta al tipo di trattamento stesso.
Gli analisti dell’outcome erano ciechi rispetto alla randomizzazione ma non è chiaro se lo erano
sulla raccolta dati ( non è specificato se sono sempre gli stessi a raccogliere i dati e ad analizzarli).
In base all’analisi dei dati è significativa la riduzione dell’ansia, del dolore e del distress nel gruppo
sottoposto a musica .
L’uso della “sedative music” nelle attività riabilitative è comunque coadiuvante al trattamento
farmacologico .

L’EFFETTO DELLA MUSICA SUL DOLORE E SULLA CONFUSIONE ACUTA IN ADULTI


ANZIANI SOTTOPOSTI A INTERVENTO D’ANCA E GINOCCHIO

Background
Lo stato confusionale ed il dolore post-operatorio possono incidere negativamente sulla lunghezza
della degenza e sulla capacità di deambulazione .
Lo scopo di questo studio è esaminare gli effetti dell’ ascolto della musica sul dolore e sullo stato
confusionale dopo intervento chirurgico di anca e ginocchio in pazienti adulti anziani attraverso la
valutazione della capacità di deambulare e la soddisfazione del paziente stesso rispetto al
trattamento ricevuto.

Metodo
Lo studio è un RCT ; gruppo sperimentale e gruppo di controllo sono omogenei per un totale di
124 partecipanti di età dai 65 anni in su (M=75.67; SD=6.1), tutti sottoposti a intervento chirurgico
elettivo d’anca e ginocchio, orientati e vigili, capaci di ascoltare musica; solo due pazienti non
hanno terminato lo studio per complicanze cardiovascolari..
I partecipanti sono stati assegnati al gruppo sperimentale o a quello di controllo basandosi
semplicemente sulla disponibilità della stanza.
Quelli del gruppo di controllo ricevevano le cure post-operatorie standard, mentre il gruppo
sperimentale in più aveva a disposizione un lettore CD che suonava automaticamente 4 volte al
giorno.
Per valutare il dolore post-operatorio sono state utilizzate due scale: una scala da 1 a 10 ( 1 nessun
dolore,10 massimo dolore che il paziente percepisce) utilizzata dagli infermieri ogni 8 ore dopo l’
intervento; il secondo metodo era la valutazione dell’ utilizzo degli antidolorifici nell’ immediato
post operatorio e nel primo giorno dopo l’ intervento.
Il numero di episodi di confusione acuta è stato ottenuto dai ricercatori attraverso le note riportate
sulla documentazione infermieristica, mentre la capacità di deambulazione è stata ottenuta da quelle
riportate dai fisioterapisti.
I ricercatori,due settimane dopo l’intervento, hanno sottoposto i pazienti a test di soddisfazione,
tramite chiamate telefoniche,con una scala di valutazione da 1 a 10 (con 10 il massimo livello di
soddisfazione).

Risultati
I risultati dello studio indicano una riduzione significativa dello stato confusionale, del dolore
(riduzione del numero di antidolorifici) e un miglioramento della deambulazione con i più alti
punteggi di soddisfazione nei pazienti adulti che hanno ascoltato la musica.

Conclusioni
In questo RCT la randomizzazione non è stata effettuata in maniera corretta in quanto i pazienti non
sono stati assegnati al trattamento ma in base alla disponibilità della stanza.,da qui la possibilità di
condizionare l’ assegnazione ad un gruppo rispetto all’ altro.
Non c’è notizia di una lista di assegnazione; non è dichiarata l’ intention to treat, manca la cecità di
operatori e di pazienti (legata al tipo di trattamento).
Non è chiaro il protocollo di trattamento farmacologico utilizzato in quanto non viene definita la
dose e il numero di somministrazioni del farmaco, quindi la valutazione della riduzione del dolore
può essere stabilita in modo preciso.
I criteri di validità interna non sono rispettati.

DESCRIZIONE ARTICOLI CINAHL

L’EFFETTO DELLA MUSICOTERAPIA SULLA PERCEZIONE E MANIFESTAZIONE DEL


DOLORE E DELL’ANSIA DEI PAZIENTI E LA LORO SODDISFAZIONE

Una revisione della letteratura corrente ha concluso che la musica potrebbe dare benefici riducendo
il dolore in diverse situazioni, particolarmente nelle pratiche invasive minori .
La riduzione della somministrazione di oppioidi,dei livelli d’ansia e dei tempi di esecuzione delle
procedure sono state dimostrate in pazienti sottoposti a colonscopia.
Mentre , vista la limitazione delle ricerche disponibili, non è dimostrato in altre aree medico
chirurgiche.
Nonostante vi sia ancora un numero limitato di studi a supporto di tale pratica, l’articolo conclude
invitando all’uso della musica in quanto ‘terapia’ a basso costo, facilmente somministrabile,priva di
effetti collaterali e che può aumentare il livello di soddisfazione del paziente.

Nell’analisi di tale articolo abbiamo riscontrato la presenza di PUBLICATIONS BIAS :


- non viene citata tra le banche dati generali utilizzate EMBASE;
- non vengono segnalate nella strategia di ricerca le parole chiavi usate nelle diverse banche dati;
- non è dichiarato se vengano presi in considerazione studi non pubblicati.

Analizzando questo studio possiamo affermare che non risponde a criteri di adeguatezza tali da
essere preso seriamente in considerazione.

DESCRIZIONE ARTICOLI EMBASE

GLI EFFETTI TERAPEUTICI DELLA MUSICA NEI BAMBINI SOTTOPOSTI A


INTERVENTI DI CHIRURGIA CARDIACA

Background
Oggetto dello studio è indagare sull'effetto della musica in aggiunta alle cure standard su bambini
ricoverati in un'unità di terapia intensiva cardiologica dopo chirurgia cardiaca.

Metodi
È un RCT in cui i soggetti della ricerca sono 84 bambini, di età compresa tra un giorno di vita e i
sedici anni, studiati nelle prime 24 ore dopo l’intervento cardiaco.
Un gruppo veniva sottoposto a sessioni di 30 minuti di musicoterapia ( musica classica ) ed
all’inizio e alla fine della sessione venivano registrati: frequenza cardiaca , pressione sanguigna,
pressione sanguigna media, ritmo respiratorio, temperatura e saturazione dell'ossigeno, in più la
mimica facciale per il dolore.
L’altro gruppo era sottoposto a cure standard senza ascolto di musica con monitoraggio degli stessi
parametri.

Risultati
Cinque pazienti su 84 totali (5.9%) si sono rifiutati di partecipare.
Il tipo più comune di patologia cardiaca trattata era la cianosi congenita da shunt sinistro-destro
(41% nel gruppo sperimentale; 44.4% nel gruppo di controllo).
Dopo l'intervento, fra i due gruppi, le differenze significative sono state osservate tramite scala di
valutazione della mimica facciale sul dolore e tramite parametri oggettivi come frequenza
respiratoria e cardiaca (rispettivamente con un p < 0.001, p = 0.04 e p = 0.02).
E’ stato osservato un effetto benefico della musica sui bambini sottoposti a chirurgia cardiaca nel
periodo postoperatorio, tuttavia sarebbe necessario compiere studi più approfonditi in quest’area.

Conclusioni
Non essendo riusciti a reperire il Full text, in quanto presente in una rivista medica brasiliana
Jornal De Pediatra, ci siamo potuti avvalere solo delle informazioni contenute nell’abstract, che
sembrerebbe rispondere all’analisi critica in modo positivo.
Visto, però, il limite del campione preso in esame concordiamo con l’articolo sulla necessità di
compiere ulteriori studi in quest’area.

CONCLUSIONI

I risultati mostrano come la musica, associata alla terapia tradizionale (come terapia
complementare) produca una riduzione del dolore, dei livelli d’ansia e quindi una diminuzione delle
richieste farmacologiche da parte dei soggetti studiati.
Purtroppo le dimensioni di questi benefici sono ridotte, quindi l’importanza clinica è ancora poco
chiara e richiederebbe ulteriori approfondimenti.
Rispetto ad una eterogeneicità degli studi e dei risultati, quelli riguardanti l’effetto della musica
come terapia complementare sul dolore acuto o post operatorio sono quelli che presentano una
maggior chiarezza e significatività.
Dobbiamo inoltre considerare che l’uso della musica non permette la cecità né da parte
dell’operatore né da parte del soggetto studiato e quindi i risultati ne potrebbero subire influenza.
Per quanto riguarda l’applicabilità sul campo è sicuramente favorita dal fatto che è un intervento a
basso costo, senza effetti collaterali,non invasivo.
Nei nostri ambiti lavorativi abbiamo notato che la musica non viene utilizzata a tutt’oggi come
intervento infermieristico o ostetrico riconosciuto e codificato ma è presente come iniziativa
individuale da parte del paziente stesso.

BIBLIOGRAFIA

MS Cepeda, DB Carr, J Lau, H Alvarez ,


Music for pain relief; Cochrane Library Year: 2006

McCaffrey R, Locsin R.
The effect of music on pain and acute confusion in older adults undergoing hip and knee
surgery, Holist Nurs Pract. 2006 Sep-Oct;20(5):218-24; quiz 225-6.
PMID: 16974175 [PubMed - indexed for MEDLINE]

Good M, Anderson GC, Ahn S, Cong X, Stanton-Hicks M.


Relaxation and music reduce pain following intestinal surgery
Res Nurs Health. 2005 Jun;28(3):240-51.
PMID: 15884029 [PubMed - indexed for MEDLINE]

Voss JA, Good M, Yates B, Baun MM, Thompson A, Hertzog M.


Sedative music reduces anxiety and pain during chair rest after open-heart
surgery
Pain. 2004 Nov;112(1-2):197-203.
PMID: 15494201 [PubMed - indexed for MEDLINE]

Somrarnyart M, Sukonthasarn A, Sucamvang K, Wonghongkul T


Effectiveness of music on pain experience: a systematic review.
Cinahl YEAR:2007 Jan-Mar

Hatem T.P., Lira P.I.C., Mattos S.S.


The therapeutic effects of music in children following cardiac surgery
J. Pediatr. 2006 82:3 (186-192) EMBASE