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Fanghi e Servizio Idrico Integrato

Franco Fogacci
Direttore Acqua Hera S.p.A.
Premessa

Ogni volta che usiamo l’acqua diamo origine a uno scarico che
deve essere trattato prima di essere immesso nuovamente
nell’ambiente.

Il trattamento di depurazione genera due prodotti: l’acqua


depurata e i fanghi.

1 A.E. 10-30 kg SS/anno

Non può esserci depurazione senza produzione di fanghi


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Produzione

Produzione Italia (tal quale): 3,1 milioni ton/anno

Produzioni 2015, ISPRA 2017 3


Destino

Discarica

Agricoltura

Tratt. biologico
Compostaggio
e simili Anno rif. 2016, ISPRA 2018

Tratt.
Incen. Chi-Fi

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Produrre rifiuti può essere virtuoso
La produzione di fanghi può essere considerata indicatore dell’effettiva depurazione degli scarichi.
Territori e Gestori SII "virtuosi" - assenza procedure d'infrazione, depurazione estesa agli agglomerati minori – sono
infatti quelli che in proporzione si trovano a gestire più fanghi di depurazione.

Produzione specifica di fanghi urbani


[ton/milione di abitanti residenti]
Produzioni 2015, ISPRA 2017

Valore medio
Italia
50.658

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Prospettive di produzione

La produzione di fanghi è sicuramente destinata ad aumentare nei prossimi anni per l’adeguamento delle
reti di collettamento e dei depuratori necessari a:
superare le infrazioni comunitarie relative agli agglomerati maggiori (≥ 2.000 AE)
conseguire gli obiettivi fissati dalle norme regionali per gli agglomerati minori (200÷2000 AE e < 200 AE)

Stime:
+ 40-50% su base nazionale, (da circa 3,1 a circa 4,5 Mton/anno)
6-7 volte la produzione attuale in alcune regioni dove oggi i
fanghi sono prodotti in misura inferiore rispetto agli abitanti
residenti

Fonte: Utilitalia, Gestione dei fanghi di depurazione - Position paper, 2018

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La gestione fanghi nella RQTI

Indirizzi chiari verso:


Minimizzazione della
produzione di fanghi
all'origine ed
efficientamento della
disidratazione
Smaltimento in
discarica come
extrema ratio

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Da: AEEGSI, Regolazione della Qualità Tecnica del Servizio Idrico Integrato, 27/12/2017
Criticità connesse al recupero agronomico
Art. 127 del D.Lgs. 152/2006
Ferma restando la disciplina di cui al decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 99 (*), i fanghi derivanti dal trattamento delle
acque reflue sono sottoposti alla disciplina dei rifiuti, ove applicabile e alla fine del complessivo processo di trattamento
effettuato nell'impianto di depurazione. I fanghi devono essere riutilizzati ogni qualvolta il loro reimpiego risulti
appropriato.
(*) Il D.Lgs. 99/1992 disciplina l'utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura

La norma indica il reimpiego come opzione privilegiata.


Il riempiego d'elezione è quello in agricoltura (in via diretta o indiretta).
Tale possibilità è legata alle caratteristiche qualitative del fango rispetto
alle quali il Gestore SII ha possibilità d'intervento limitate.

Il Gestore SII si trova a gestire questa rilevante criticità:


non potrà mai garantire a priori che il fango prodotto da un dato impianto abbia sempre
caratteristiche idonee al recupero agronomico
deve avere sempre disponibile almeno una possibilità di recupero o smaltimento. 8
Una gestione turbolenta
La gestione dei fanghi - specialmente per quanto riguarda il recupero agronomico - è spesso destabilizzata da
modifiche del quadro normativo e/o da interpretazioni giurisprudenziali.
Le persistenti incertezze complicano la programmazione degli investimenti e l'acquisizione di servizi di terzi.

14/08/2018

14/10/2018

25/07/2018

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Alternative e NIMBY
Il ricorso alla discarica deve inevitabilmente ridursi.

I trattamenti termici dei fanghi sono spesso osteggiati dai cittadini e talvolta
dalle P.A.

In molti casi la soluzione di emergenza (talvolta a tempo indeterminato)


diventa lo smaltimento all'estero con costi irragionevoli, rilevati impatti
ambientali, pessima immagine Paese.

Occorre superare la situazione esistente con interventi normativi che da un lato


garantiscano tutela dell’ambiente e della salute, dall’altro consentano una corretta
gestione dei fanghi che non debba quotidianamente confrontarsi con atteggiamenti
indotti dalla cosiddetta sindrome NIMBY (Non In My Back Yard).
Occorrono norme chiare che non lascino spazi interpretativi né alle Autorità competenti
al rilascio delle autorizzazioni né alle Autorità di controllo.

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In sintesi
La gestione dei fanghi di depurazione è una delle voci più onerose del servizio idrico
integrato, con una incidenza variabile tra il 15% e il 40% dei costi di gestione
dell’impianto di depurazione con conseguente incidenza sulla tariffa SII a carico del
cittadino.
La produzione dei fanghi in Italia è destinata ad aumentare a seguito dell’adeguamento
delle reti di collettamento e dei depuratori per:
• adeguamento degli agglomerati maggiori (≥ 2.000 AE) per il superamento delle
infrazioni comunitarie
• adeguamento degli agglomerati minori (200÷2000 AE e < 200 AE) secondo norme
regionali
La gestione fanghi non si improvvisa: trattamenti e filiere di smaltimento e/o recupero
richiedono programmazione e stabilità.

Serve una strategia industriale 11


Punti chiave per un approccio industriale

1. Ricorso alla centralizzazione del trattamento in tutte le situazioni


che richiederebbero interventi puntuali di adeguamento delle linee fanghi.
2. Uso di filiere alternative in funzione di dimensione e tipo di impianti, qualità dei fanghi prodotti.
3. Adozione di tecnologie per la massimizzazione del recupero di biogas (upgradabile a biometano).
4. Adozione di tecnologie per la riduzione dei fanghi da smaltire.
Upgrade/efficientamento dei sistemi di disidratazione.
5. Realizzazione di impianti di essiccamento e di successivo incenerimento per tutti i fanghi aventi caratteristiche non
stabilmente idonee al recupero agronomico. Valutazione della possibilità di co-incenerimento negli impianti di
smaltimento dei rifiuti urbani (capacità residua, prossimità).
6. Miglioramento sotto il profilo chimico, igienico-sanitario e della stabilizzazione biologica della qualità dei fanghi che
hanno caratteristiche usualmente idonee per il recupero agronomico.
7. Valutazione della possibilità di produzione on-site di prodotti per l'agricoltura (end-of-waste: ammendante
compostato, biosolfato etc).
8. Ottimizzazione della logistica di trattamento per valorizzare i siti/impianti disponibili e minimizzare i costi di trasporto.
9. In prospettiva: verifica per gli impianti di taglia elevata della possibilità/convenienza di recupero di prodotti in ottica
economia circolare (struvite, solfato di ammonio, fosforo, biocarburanti, bioplastiche, bio-carbone, cellulosa). 12
Grazie per la vostra attenzione

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