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Edizioni Simone - Vol.

40/1 Compendio di Organizzazione aziendale


Capitolo 1 L’azienda

Sommario  1. Il sistema aziendale. - 2. L’equilibrio d’azienda e i fattori aziendali. - 3.


L’equilibrio nel breve e lungo periodo e il rischio nell’economia dell’impresa.
- 4. Le possibili forme giuridiche dell’impresa. La scelta del tipo di società.

1. Il Sistema aziendale

A) Azienda e impresa
L’azienda è un’organizzazione costituita da persone e beni che, attraverso una serie
coordianata di operazioni, mira al conseguimento di un determinato fine economico
o ad assicurare un servizio.
Nel lessico aziendalistico i termini impresa ed azienda sono utilizzati come sinonimi
(spesso però il termine impresa viene riferito in senso stretto alle aziende di produzione).
La moderna concezione sistemica considera l’azienda come un sistema di forze economiche or-
ganizzate per lo svolgimento di un processo di produzione tramite il quale il soggetto economico
aziendale trae utilità e, con esso, traggono beneficio tutti gli operatori che con l’azienda sono in
contatto.

Le aziende sono formate da persone, procedure, tecnologie, relazioni, energie, cono-


scenze; sono caratterizzate da legami interni fra tali elementi ed esterni fra l’azienda
e l’ambiente che la circonda.
L’insieme coordinato di tali elementi costituisce un sistema, ossia un insieme di ele-
menti interrelati e interagenti in un contesto dinamico, ciascuno dei quali svolge una
determinata funzione per il raggiungimento dello scopo comune.
L’economia aziendale studia il ciclo di vita e le condizioni di equilibrio dell’azienda attraverso
l’osservazione dei fenomeni economici delle aziende singole e dei loro aggregati: Il «sistema
azienda» produce beni per soddisfare i bisogni umani ed è volto alla realizzazione degli obiettivi
del soggetto economico.
La concezione sistemica consente l’individuazione dei sottosistemi che compongono il sistema
principale. In tale ottica è possibile individuare:
— il sottosistema finanziario, riferito alle operazioni di scambio con terze economie e avente
come oggetto le variazioni del denaro, dei crediti e dei debiti di finanziamento e di funziona-
mento;
— il sottosistema economico, in un’ampia accezione, si riferisce alle operazioni riguardanti il
processo tecnico produttivo e i relativi costi e ricavi. Riguarda, inoltre, le variazioni del capitale
netto aziendale.
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Il sistema organizzato non è isolato, ma si trova ad operare in un determinato ambiente, in relazione


con altri sistemi organizzati.

L’azienda è un sistema sociale aperto, fortemente influenzato dall’ambiente esterno


nel quale opera: basti pensare che le risorse materiali ed umane di cui l’azienda ha
bisogno provengono dall’ambiente esterno, mentre i prodotti o i servizi da essa ottenuti
vengono ceduti all’esterno.
Il rapporto fra gli elementi interni e quelli esterni deve essere flessibile. Gli input sono
gli elementi dell’ambiente che entrano nel sistema e che possono essere rappresentati
da materie prime, risorse finanziarie, forza lavoro, informazioni ecc.; il sistema utilizza
gli input per produrre gli output, cioè i beni ed i servizi prodotti, da cedere all’ambiente,
le innovazioni tecnologiche, i mutamenti della struttura sociale, le influenze sui rapporti
di potere, l’impatto ecologico ed i modelli culturali. In un sistema così strutturato, se
varia un elemento interno si mette in moto un meccanismo di regolamentazione che
consente al sistema stesso di ritrovare il suo equilibrio dinamico; se un nuovo input
viene acquisito dal sistema, questo si deve adattare in modo da riportare l’equilibrio
interno. Ciò comporta una modifica anche degli output.

Mercati di acquisizione
Forza Lavoro Materie prime
Risorse finanziarie Fonti di energia
Tecnologia

Ambiente impresa Territorio


Sociale - culturale Ambiente - fisico

Beni Servizi

Mercati di sbocco

L’ambiente è l’insieme delle condizioni e dei fenomeni esterni all’azienda, che ne


influenzano significativamente la struttura e la dinamica.
L’azienda, come sistema dinamico aperto, ha scambi sia con l’ambiente sociale, cioè
l’insieme dei soggetti non collegati direttamente all’azienda, sia con l’ambiente ope-
rativo, vale a dire il complesso degli elementi collegati direttamente all’azienda (come
le relazioni con sindacati, concorrenti, banche, fornitori etc.).
L’azienda ha bisogno di continui scambi di informazioni che generano apprendimen-
to continuo, considerato oggi un elemento indispensabile per creare una vera spinta
innovativa.
Le aziende si sviluppano nel corso del tempo se riescono a stimolare le preferenze dei
consumatori più di quanto possano fare altre aziende similari concorrenti e, quindi,
L’azienda
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ad ottenere un vantaggio competitivo che le farà vivere a lungo sul mercato. Per poter
mantenere ed accrescere il vantaggio competitivo rispetto alle imprese concorrenti,
occorre sapersi adattare in tempi stretti all’ambiente circostante, essere flessibili ai
cambiamenti che provengono dall’esterno, essere tempestivi nel trasformare le cono-
scenze in innovazioni. Nello specifico ciascuna azienda per mantenere un vantaggio
competitivo deve tenere conto dello schema di Porter anche detto modello delle cinque
forze (cfr. cap. 6, par. 12):

Mercati di acquisizione
dei fattori produttivi

Fornitori

Forza contrattuale Minaccia di prodotti


dei fornitori /servizi sostitutivi
Prodotti/servizi
Concorrenti
Impresa sostitutivi
Nuove strategie
delle imprese Forza contrattuale
già esistenti e dei clienti
minacce di nuo-
ve entranti
Clienti

Mercati di sbocco

B) L’azienda nel diritto


Il codice civile definisce l’imprenditore e l’azienda ma non l’impresa, la cui nozione
è, comunque, facilmente desumibile da quella di imprenditore.
Secondo l’art. 2082 del codice civile, «è imprenditore chi esercita professionalmente
un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o
di servizi».
Secondo l’art. 2555 del codice civile, «l’azienda è il complesso dei beni organizzati
dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa».
Di conseguenza l’impresa può essere definita come l’attività economica diretta alla
produzione o allo scambio di beni o di servizi che un soggetto, detto imprenditore,
esercita professionalmente mediante un complesso di beni organizzati in funzione di
tale attività.
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C) La classificazione delle aziende


Le aziende si distinguono anzitutto in base allo scopo che si prefiggono e al processo
posto in essere per il suo raggiungimento. Si configura, in tal modo, la distinzione tra:
— azienda di produzione (o impresa), che, tramite un processo tecnico-produttivo,
persegue in via diretta lo scopo del profitto;
— azienda di erogazione, che, mediante lo svolgimento di un processo di consumo,
persegue lo scopo del soddisfacimento diretto dei bisogni dei soggetti a essa col-
legati.

Come possono essere classificate a loro volta le aziende di erogazione?


Le aziende di erogazione sono a loro volta distinte in:
a) corporazioni, intese come insieme di persone che forniscono beni per il raggiungimento di uno scopo
(prevale l’elemento personale);
b) fondazioni, intese come insieme di ricchezze i cui redditi servono allo svolgimento di una determinata
attività (prevale l’elemento patrimoniale).

Secondo la natura del soggetto giuridico d’azienda, della forma giuridica, del luogo di
attività e del grado di dipendenza, si hanno, rispettivamente, ulteriori distinzioni tra:
— azienda privata o pubblica, se il soggetto giuridico che la regge e governa è un
ente privato o pubblico;
— azienda individuale o collettiva, se retta da un’unica persona o da una società;
— azienda divisa e indivisa, a seconda se vi siano altre unità dislocate in luoghi
diversi (succursali, filiali, agenzie), o se la sede è unica e l’attività si svolge in un
solo centro;
— azienda dipendente e indipendente, se agisce in base a direttive impartite da
un’altra azienda o se opera in maniera autonoma.
L’azienda
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Criteri di classificazione
e tipologie

Secondo Secondo Secondo


il fine la divisione la natura giuridica

Individuali
Aziende Aziende
indivise private

Collettive

Aziende
di erogazione
Aziende Aziende
divise pubbliche

Settore primario

Aziende
di produzione
Settore secondario

Settore terziario

Settore terziario
avanzato

Inoltre, in base alla fonte da cui provengono i beni costituenti il patrimonio dell’azienda distinguia-
mo: aziende domestiche, domestico-patrimoniali e patrimoniali, se la fonte è rispettivamente
il lavoro di persone, il lavoro e il patrimonio o solo il patrimonio.

D) I sistemi cibernetici e il feedback


I sistemi cibernetici sono costituiti da strutture che si autoregolano al fine di adeguarsi
a determinati standard di funzionamento o a determinati obiettivi ritenuti ottimali.
Anche l’azienda può essere considerata un sistema cibernetico in quanto struttura e
regola le proprie attività in funzione del grado di raggiungimento di obiettivi prefissati.
Il meccanismo che regola il funzionamento dei sistemi cibernetici, e quindi anche del
sistema aziendale, è il meccanismo di feedback. Esso evidenzia i risultati ottenuti dalla
dinamica delle attività del sistema attraverso un insieme di informazioni che permettono
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di regolarne il funzionamento, in coerenza con gli obiettivi del sistema stesso.


Il feedback costituisce un sistema continuo di monitoraggio e ritorno delle informa-
zioni che, esteso a tutte le attività dell’azienda, ha lo scopo di indirizzare chi ne ha la
responsabilità ad intraprendere eventuali azioni di miglioramento o correttive.
Il circuito può essere schematizzato nel seguente modo:

S i ste m
ad
e ll

e
de
cisi
oni
Sistema informativo

feed-back

Sis
te ma
ell d
e

op
era
zioni

Il meccanismo evidenzia un anello di retroazione centrato sul ruolo dell’informa-


zione (information feedback system). Il comportamento del sistema è tenuto sotto
controllo confrontando i dati (quantitativi e/o qualitativi) relativi alle sue prestazioni
con gli standard predefiniti che il sistema deve rispettare. Se esiste uno scostamento
rispetto allo standard, l’informazione relativa attiverà gli opportuni interventi affinché
il comportamento del sistema torni nell’ambito di quanto programmato.

2. L’equilibrio d’azienda e i fattori aziendali

A) Come funziona l’impresa


L’impresa è un sistema integrato con il mercato, dove opera attraverso:
— un processo di acquisizione di fattori produttivi (input) dal mercato di approvvi-
gionamento, in relazione ai quali sostiene dei costi misurati dall’esborso monetario;
L’azienda
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— un processo di trasformazione economica tramite la combinazione dei fattori stessi
(gestione interna);
— un processo di collocamento dei beni economici prodotti (output) sul mercato di
sbocco, in relazione al quale si registrano dei ricavi misurati dall’ingresso di moneta.

Contesto

Fattori
produttivi
Processo di
input trasformazione output
persone tecniche
tecnologie

Ambiente Mercato

I fattori produttivi possono essere a breve ciclo di utilizzo (cd. elementi del capitale
circolante), e a lungo ciclo di utilizzo (cd. elementi del capitale fisso).

B) L’equilibrio aziendale
La teoria sistemica pone come obiettivo ultimo dell’azienda il raggiungimento di risul-
tati ottimali di operatività sia in relazione alle condizioni generali del sistema azienda,
sia in riferimento alle singole aree gestionali.
In particolare l’equilibrio può essere riferito:
— al settore economico, in cui vengono posti in relazione costi e ricavi;
— al settore patrimoniale, in cui vengono poste in relazione le attività e le passività;
— al settore finanziario, in cui vengono poste in relazione le entrate e le uscite finanziarie;
— al settore monetario, che esprime una condizione di continuità riferita al flusso delle risorse
monetarie.

Le condizioni di equilibrio sono determinate dall’interagire di un insieme di elementi


riconducibili essenzialmente a quattro raggruppamenti:
— il fattore capitale, comprendente le risorse finanziarie a vario titolo investite
nell’azienda;
— il fattore energie umane, relativo al capitale umano operante nell’azienda;
— il fattore organizzativo, che attiene all’insieme dei rapporti di interazione tra il
capitale tecnico-economico e il capitale umano;
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— il fattore ambiente, che riguarda l’interazione tra i mercati, progresso tecnologico


e istituzioni.

C) Le diverse tipologie di risorse


L’azienda è un sistema dinamico aperto che si avvale di fattori produttivi:
— materiali, vale a dire persone, tecnologie, materiali, capitali etc. (risorse hard);
— immateriali, come ad esempio cultura, competenze, know-how etc. (risorse soft).
Tali fattori produttivi sono acquisiti dall’impresa tramite le risorse finanziarie.
L’impresa, avendo a disposizione delle risorse finanziarie proprie (capitale proprio o
netto, o di rischio) e di terzi (capitale di credito = debiti di funzionamento + debiti di
finanziamento), le impiega sostenendo dei costi nell’acquisizione dei fattori produttivi
che, opportunamente combinati nel processo produttivo, consentono di ottenere beni
e servizi dalla cui vendita deriva il conseguimento dei ricavi; dal confronto tra costi e
ricavi trae origine il reddito, positivo (utile) o negativo (perdita), che va a remunerare
il capitale di rischio impiegato.
Le esigenze di finanziamento non possono essere soddisfatte ricorrendo esclusivamente
al capitale di credito, ma occorre che l’impresa sia in grado di produrre al suo interno
una parte consistente delle risorse finanziarie.
Il profitto rappresenta quindi uno strumento per perseguire le ipotesi di sviluppo aziendale.
Massimizzare il profitto (in determinate condizioni) significa massimizzare il valore attuale dell’im-
presa cioè la somma dei flussi di cassa netti futuri dell’impresa in ogni periodo, attualizzata al
costo del capitale per l’azienda.

3. L’equilibrio nel breve e lungo periodo e il rischio nell’economia


dell’impresa
Uno degli obiettivi dell’impresa è accrescere il vantaggio rispetto ai concorrenti. La
strategia è la ricerca deliberata di un piano di azione che sia in grado di determinare
il vantaggio competitivo di un’azienda. La determinazione della strategia può essere
fondata su obiettivi molteplici, ma è importante determinare un obiettivo primario
(qualità, prezzo, livello di servizio, avanzamento tecnologico etc.).
L’impresa è un centro di interessi variegati: ad esempio, gli azionisti di maggioranza (capitale di coman-
do) possono prediligere una politica di potenziamento di lungo periodo con scarsa distribuzione di utili.
Tale interesse potrebbe essere in contrasto con quello di un socio di minoranza, che preferirebbe una
elevata distribuzione di dividendi ad una politica di investimenti a medio termine, anche a rischio di un
peggioramento delle posizioni aziendali nel lungo periodo. Vi può essere, in altre parole, conflittualità
di interessi tra i vari stakeholder e cioè tra gli interlocutori aziendali che sono portatori di interessi e
attese a volte contrastanti (azionisti di maggioranza e di minoranza, dipendenti, manager, creditori etc.).

L’interesse comune di questi soggetti è però rappresentato dalla sopravvivenza


dell’azienda, per cui è richiesto un margine di profitto di lungo periodo in grado di
L’azienda
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coprire il costo del capitale. Il fine della strategia è, quindi, l’incremento della reddi-
tività dell’impresa nel lungo periodo.

Il costo globale del capitale


Ricordiamo che il costo globale del capitale per una impresa è composto dai costi delle di-
verse forme di finanziamento; a tal fine si può suddividere il capitale globale di un’impresa in:
a) capitale proprio;
b) debiti.
Tale suddivisione è dettata dal fatto che i modi di calcolo del costo di queste diverse forme di
finanziamento del capitale differiscono sostanzialmente. Il costo del capitale è in definitiva una
media ponderata dei diversi tassi per le percentuali di finanziamento. Ad esempio, supponendo
che i debiti hanno una onerosità del 15% mentre il capitale proprio del 10% e considerando le
due imprese Alfa e Beta avremo rispettivamente:

Alfa Beta
Capitale proprio Debiti Capitale proprio Debiti
200 200 100 300

Alfa = (0,15 × 200 + 0,1 × 200)/400 = 12,5%;


Beta = (0,15 × 300 + 0,1 × 100)/400 = 13,75%.

E questo perché la composizione del capitale di Beta utilizza in maggiore misura la fonte di
finanziamento più onerosa (ha, infatti, il 75% di debiti che sconta il 5% in più in termini di
onerosità del capitale).

Il rischio è un elemento collegato ad ogni attività umana, i cui risultati sono accadimenti
futuri rispetto all’azione intrapresa. Ogni decisione economica, infatti, richiede tempo,
ovvero comporta un intervallo temporale tra la scelta e l’ottenimento dei suoi risultati.
Tale condizione di incertezza è tipica dell’attività economica aziendale: un’attività
pianificata e scelta come la più conveniente potrebbe poi non rivelarsi tale. La possi-
bilità che l’attività d’azienda non consegua gli obiettivi o i fini ai quali è volta o che
li possa conseguire in misura sensibilmente diversa, costituisce il rischio d’impresa.
Il rischio d’impresa, in quanto rischio patrimoniale, ricade in gran parte sul capitale proprio di im-
presa e sui redditi conseguiti dal capitale ed è notevolmente accresciuto dagli ingenti investimenti
di lungo periodo richiesti dalle gestioni produttive e da un contesto economico come quello attuale,
fortemente dinamico e, dunque, imprevedibile.

4. Le possibili forme giuridiche dell’impresa. La scelta del tipo di


società

A) Il regime giuridico dell’imprenditore commerciale


Sono imprenditori commerciali coloro che esercitano professionalmente un’attività economica
organizzata al fine della produzione e dello scambio di beni o servizi (art. 2082 c.c.). Le attività
che costituiscono esercizio di impresa commerciale sono: attività industriale, attività intermediaria,
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attività di trasporto, attività bancaria e di assicurazione, altre attività ausiliarie alle precedenti.
Il codice civile ha previsto per gli imprenditori commerciali un sistema di pubblicità legale da attuarsi
mediante il registro delle imprese presso la camera di commercio. L’iscrizione nel registro delle
imprese è obbligatoria e la pubblicità che ne deriva ha di regola natura dichiarativa e non costi-
tutiva. L’efficacia che deriva dall’iscrizione è positiva nel senso che tutti i fatti iscritti nel registro si
presumono conosciuti dai terzi ed è negativa nel senso che l’imprenditore non può opporre ai terzi
i fatti che avrebbero dovuto essere iscritti ma che egli non ha provveduto ad iscrivere.
L’imprenditore deve tenere la seguenti scritture contabili:
— il libro giornale;
— il libro degli inventari;
— le altre scritture contabili richieste dalla natura e dalla dimensione della impresa.

B) Le società
La società è la forma più diffusa di esercizio collettivo dell’impresa: trattasi, infatti, di un’organiz-
zazione di persone e di beni preordinata e coordinata al raggiungimento di uno scopo produttivo,
mediante l’esercizio in comune di un’attività economica, attuata attraverso determinati conferimenti
che i soci si impegnano a prestare.
Sulla base dell’autonomia patrimoniale, viene tracciata la fondamentale distinzione tra società di
persone (enti non dotati di personalità giuridica e che godono di autonomia patrimoniale imperfetta)
e società di capitali (enti dotati di personalità giuridica e che godono di autonomia patrimoniale
perfetta). Ricordiamo, dal punto di vista pratico, che la dichiarazione di fallimento di una società di
persone comporta automaticamente il fallimento anche dei soci illimitatamente responsabili, cosa
che invece non accade per quanto riguarda le società di capitali.
La società semplice è il tipo più elementare di società. Come tutte le società, essa si costituisce
con l’accordo di tutti i soci e quindi con un contratto detto atto costitutivo. Con la costituzione della
società il socio assume l’obbligo di effettuare i conferimenti, cioè di apportare alla società beni
in natura, denaro, crediti e lavoro. La società semplice, come le altre società di persone, è con-
traddistinta da autonomia patrimoniale imperfetta. La responsabilità dei soci per i debiti sociali è
illimitata, perché i soci rispondono con tutto il loro patrimonio presente e futuro, e solidale, perché
ad ogni socio può essere richiesto il pagamento dell’intero credito a prescindere dall’entità della
sua quota di partecipazione. Nella società semplice l’amministrazione può essere:
— disgiuntiva, quando a ciascun socio spetta l’amministrazione indipendentemente dagli altri
soci;
— congiuntiva, quando gli atti di gestione vengono compiuti da tutti i soci.
Gli amministratori, nella conclusione dei contratti, agiscono in rappresentanza di tutta la società.
La società fa valere la responsabilità degli amministratori con l’azione di responsabilità. I soci
esercitano un’azione di controllo nei confronti della società controllando i rendiconti (e gli altri
documenti contabili), ma anche acquisendo il diritto di percepire gli utili.
La società in nome collettivo è una società di persone in cui tutti i soci rispondono solidalmente
ed illimitatamente per i debiti sociali.
La società in accomandita semplice è una società di persone dove i soci accomandatari rispon-
dono solidalmente ed illimitatamente dei debiti sociali, mentre i soci accomandanti rispondono
limitatamente alla quota di partecipazione conferita. La società in accomandita semplice può
essere amministrata solo da soci che siano accomandatari.
Nella società per azioni per le obbligazioni sociali risponde esclusivamente la società con il suo
patrimonio. Le azioni rappresentano idealmente le quote in cui è suddiviso il capitale sociale e
costituiscono titoli di partecipazione. Si distinguono società per azioni quotate in borsa e non.
L’assemblea degli azionisti esprime la volontà sociale.
L’azienda
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Le società per azioni si costituiscono attraverso la stipulazione dell’atto costitutivo, seguito dall’iscri-
zione presso il registro delle imprese.
L’azione ha una duplice natura, rappresentando da un lato una frazione o quota ideale del capitale
sociale, dall’altro un titolo che attribuisce a chi la possiede la qualità di socio. L’azionista ha diritto
al dividendo che è proporzionale al numero di azioni con diritto di voto possedute. La società per
azioni può emettere anche titoli detti obbligazioni. Le obbligazioni sono titoli di credito normalmente
al portatore che incorporano: il diritto alla restituzione e il diritto al pagamento. I diritti nascenti
dalle obbligazioni sono il diritto al rimborso del capitale, il diritto agli interessi, e il diritto al premio.
Gli organi delle società per azioni sono: l’assemblea degli azionisti, l’amministratore unico o il
consiglio di amministrazione e il collegio sindacale.
L’assemblea può riunirsi in via ordinaria o straordinaria.
Gli amministratori costituiscono l’organo esecutivo della società. L’amministrazione può essere
unica o collegiale. L’assemblea nomina gli amministratori, che hanno il potere di rappresentanza
della società. Tra i doveri degli amministratori vi è quello di adempiere al loro incarico, vigilare
sull’andamento della gestione e impedire il verificarsi di fatti dannosi della gestione. Gli ammini-
stratori hanno responsabilità di tipo civile e penale.

Tipi di società previsti dal codice


Società semplice
di persone Società in nome collettivo
Società in accomandita semplice
a scopo di lucro
Società per azioni
di capitali Società in accomandita per azioni
Società a responsabilità limitata

Società cooperative
a scopo mutualistico
Società di mutua assicurazione

Questionario
  1. Qual è la differenza tra azienda e impresa? (par. 1)
  2. Come possono essere classificate le aziende? (par. 1)
  3. Che cos’è il rischio aziendale? (par. 3)
  4. Quali sono le possibili forme giuridiche dell’impresa? (par. 4)