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I SIMBOLI:

Partiamo dalla base, uno schema elettronico è un insieme di simboli elettronici collegati fra di loro con
una linea che simbolizza un collegamento effettuato con un qualsiasi conduttore (filo, cavo, filamento di
rame…).
Ecco qui una breve lista dove illustro i vari simboli con una breve descrizione:
Sorgente di corrente continua

Questo simbolo rappresenta un alimentatore di corrente continua, idealmente fornisce una tensione
costante con qualsiasi carico. Accompagnato a questo simbolo c’è sempre un valore espresso in volt.
Un altro modo per indicare un alimentatore è questo:

Pila o batteria di accumulatori:

Questo simbolo rappresenta una pila o una batteria di accumulatori. Anche accento a questo simbolo si
trova o un voltaggio o una descrizione della batteria. La linea più sottile e lunga rappresenta il polo
positivo, mentre, la linea più grossa e corta, rappresenta il polo negativo.
Sorgente di corrente alternata

Questo simbolo rappresenta una sorgente di corrente alternata, quella che si trova tipicamente in casa
(i 220 volt per capirci). Accompagnato a questo simbolo c’è il suo valore espresso in Vac
Sorgente di corrente costante:

Questo simbolo rappresenta una sorgente di corrente costante. A differenza della sorgente di corrente
continua, questo simbolo si riferisce ad un dispositivo che fornisce sempre un certo valore di corrente
(per esempio 500mA) a qualsiasi carico (il valore della tensione è determinato dal valore della
resistenza nel circuito). Il valore di questo simbolo viene espresso in amper (A o mA)
Diodo semplice:

Questo simbolo rappresenta un classico diodo al silicio, da non confondere questo simbolo con il diodo
LED:

O dal diodo zener:

O anche dal diodo Schottky:

Quindi attenzione a quando si vede un diodo in un circuito! Questi 4 tipi di diodi hanno effetti
completamente diversi tra loro!
Resistenza:

Questo simbolo rappresenta semplicemente una resistenza generica. Il valore di questa resistenza è
espresso in ohm (Ω).
Resistenza variabile:

Questo simbolo rappresenta una resistenza variabile, una di quelle resistenze che permettono di
cambiare il loro valore in uscita al secondo pin. Come sopra viene espresso il suo valore in ohm.
Condensatore:

Questi simboli rappresentano i condensatori. Il primo rappresenta un condensatore non polarizzato, il


secondo un condensatore polarizzato, infine il terzo, rappresenta un condensatore variabile. Il valore
che viene dichiarato è indicato in microfarad (uF), nanofarad (nF) o picofarad (pF)
Induttore:
Questo simbolo rappresenta un induttore o un avvolgimento di un filo smaltato. Di solito questo simbolo
viene accompagnato dal valore in microhenry (uH) o con il numero di avvolgimenti (turn).
In caso questo induttore ha un “core” di un materiale ferromagnetico viene rappresentato così:

Riferimento a massa (GND):

Questo simbolo indica un riferimento di riferimento, in teoria questo potenziale è uguale a 0, in realtà
può assumere vari valori. In caso non si ha un terminale GND in una batteria, si prende come
riferimento il terminale negativo.
Transistor BJT:

Questo simbolo rappresenta un transistor BJT, se la freccia del transistor punta verso il pin
dell’emettitore è un transistor NPN, sennò è un transistor PNP, tipo questo:

Transistor MOSFET:

Questi simboli rappresentano i transistor MOSFET, se la freccia punta al GATE (G), è un transistor di
tipo N, in caso contrario, è un transistor di tipo P.
Amplificatore operazionale:
Questo simbolo rappresenta un amplificatore operazionale. Nei circuiti più sensibili vengono anche
mostrati i pin per modificare l’offset.
Porte logiche:

Questi simboli rappresentano le porte logiche, partendo dall’alto a sinistra: AND, BUFFER, NAND,
NOT, OR, BUFFER CON INGRESSO NEGATO, NOR, NOT CON TRIGGER DI SCHMITT, EX-OR,
NAND CON TRIGGER DI SCHMITT, EX-NOR, AND CON INGRESSI NEGATI.
Circuito integrato:

Questo simbolo rappresenta un circuito integrato, il numero dei pin che vediamo dipende da dispositivo
a dispositivo, ad esempio, se avessimo un ne555, vedremmo 8 pin.
Ora proviamo a leggere un semplice schema elettronico:
La prima cosa da chiarire sono i punti verdi più marcati: se si vedono 2 linee che si intersecano ma non
hanno quel punto, vuol dire che quei 2 fili non sono collegati tra di loro, mentre, se il punto è presente
all’intersezione, vuol dire che quei 2 fili sono collegati insieme (esempio il pin 6, è collegato col pin 2
ma non col pin 7).
Chiarita questa cosa partiamo!
-Vcc è collegato a 3 cose: un polo della resistenza R2, al pin 4 e al pin 8 del ne555 (sarebbero 4 le cose
collegate a Vcc perchè ci sarebbe anche l’alimentazione del 4017)
-l’altro polo della resistenza R2 è collegato al pin 7 del ne555 e ad un polo della resistenza R1
-l’altro polo della resistenza R1 è collegato ad un polo positivo del condensatore C1 e al pin 2 del
ne555, collegato a sua volta al pin 6 con un conduttre
-il pin 1 del ne555 è collegato a massa
-il pin 5 del ne555 è collegato ad un polo del condensatore da 100nF
-l’altro pin del condensatore precedentemente citato è collegato a massa
-il pin 3 del ne555 è collegato al pin 14 del 4017
-il pin 12 del 4017 è collegato ad un polo di una resistenza da 10kohm
-l’altro polo della resistenza precedentemente citata è collegato a massa
-il pin 3 del 4017 è collegato all’anodo del LED6, a sua volta collegato a massa
-il pin 2 del 4017 è collegato all’anodo di un diodo, a sua volta collegato all’anodo del LED5, collegato
a massa
-il pin 4 del 4017 è collegato all’anodo di un diodo, a sua volta collegato all’anodo del LED4, collegato
a massa
-il pin 7 del 4017 è collegato all’anodo di un diodo, a sua volta collegato all’anodo del LED3, collegato
a massa
-il pin 10 del 4017 è collegato all’anodo di un diodo, a sua volta collegato all’anodo del LED2,
collegato a massa
-il pin 1 del 4017 è collegato all’anodo del LED1, a sua volta collegato a massa
-il pin 5 del 4017 è collegato all’anodo di un diodo, a sua volta collegato all’anodo del LED2, collegato
a massa
-il pin 6 del 4017 è collegato all’anodo di un diodo, a sua volta collegato all’anodo del LED3, collegato
a massa
-il pin 9 del 4017 è collegato all’anodo di un diodo, a sua volta collegato all’anodo del LED4, collegato
a massa
-il pin 11 del 4017 è collegato all’anodo di un diodo, a sua volta collegato all’anodo del LED5,
collegato a massa
Questo era uno schema semplice, ma leggere uno schema più complesso non è molto diverso da leggere
questo schema! Basta solo immaginarsi che la linea che connette le cose sia un filo, i punti siano delle
giunzioni tra 2 o più fili e basta sapere come funziona l’eventuale chip se si vuole analizzare più a fondo
il circuito.
Abbiamo visto i simboli più usati e sappiamo come leggere uno schema elettronico… bene, ora
passiamo a spiegare cosa è la breadboard, come è fatta e come si fa ad usarla.

Eccovi la breadboard, un pezzo di plastica con un sacco di fori; questi fori, anche se non si vede, sono
collegati tra di loro in questo modo:
Le 2 file più esterne (quelle con i simboli + e -, i segmenti A e D) sono collegati in orizzontale;
Le altre file sono collegate in verticale con 2 sezioni separate da un gap per mettere i circuiti integrati (i
segmenti B e C);
Esempio ancora più concreto:

Facciamo che dobbiamo realizzare questo circuito su una breadboard:


-colleghiamo il polo positivo della batteria con un filo alla seconda ed all’ultima riga
-colleghiamo il polo negativo della batteria con un filo alla prima ed alla penultima riga
-mettiamo il chip tra il blocco B ed il blocco C, quel gap serve apposta per quello
-colleghiamo il pin 1 alla prima riga (quella dove c’è connesso il polo negativo della batteria
-colleghiamo il pin 5 alla penultima riga con un condensatore da 100nf
-colleghiamo il pin 4 alla seconda riga
-colleghiamo il pin 8 all’ultima riga
-colleghiamo il pin 7 all’ultima riga con una resistenza da 100kohm
-colleghiamo il pin 6 al pin 7 con una resistenza da 100kohm
-colleghiamo il pin 2 al pin 6 con un filo
-colleghiamo il pin 2 alla prima riga con un condensatore da 1nF
-colleghiamo il pin 3 ad una colonna vuota con il polo positivo di un condensatore da 10uF rivolto
verso il pin (occhio alla polarità!)
-colleghiamo un pin di un buzzer al polo negativo del condensatore precedentemente citato
-colleghiamo l’altro pin led buzzer al collettore di un transistor NPN
-colleghiamo l’emettitore del transistor precedentemente citato alla prima o alla penultima fila
(scegliamo la più vicina)
-colleghiamo la base del transistor ad una colonna vuota con una resistenza da 10kohm
-colleghiamo un’estremità di un filo alla seconda o all’ultima riga, l’altra estremità la lasciamo
scollegata intanto
-colleghiamo l’altra estremità della resistenza da 10kohm con un filo, l’altra estremità la lasciamo
scollegata
Perfetto! Ora basta mettere le due estremità dei fili nel punto dove vogliamo rilevare la presenza
dell’acqua stando attenti a non coprire la parte esposta dei fili.
Come vedete è molto semplice anche costruire un circuito su una breadboard!!!
Concludo il post con una curiosità… avete visto come si scrive breadboard? se conoscete l’inglese
avrete già notato che è la composizione di 2 parole: pane e tavoletta… tradotto in italiano “tagliere”
insomma! Ebbene, prima che queste basi per la prototipazione di circuiti furono inventati, gli ingegneri
elettronici usavano i taglieri e dei chiodi per creare semplici circuiti con resistenze, induttanze,
condensatori e diodi.

Ora che sapete come leggere un circuito elettronico, provate a mettere a frutto queste conoscenze!
Comprate un piccolo kit elettronico e provate a fare qualche circuito che trovate online! L’elettronica è
complessa, si, ma è divertente 😀 .
Al prossimo post.