Sei sulla pagina 1di 10

Stefano Bonometti

Apprendere nei contesti di lavoro


Prospettive pedagogiche per la consulenza
formativa

eum
ISBN 978 88 6056 102 2
©2008 eum edizioni università di macerata
vicolo Tornabuoni, 58 - 62100 Macerata
info.ceum@unimc.it
http://ceum.unimc.it

Stampa:
stampalibri.it - Edizioni SIMPLE
via Trento, 14 - 62100 Macerata
info@stampalibri.it
www.stampalibri.it

Distribuzione e vendita:
BDL
Corso della Repubblica italiana, 9 - 62100 Macerata
bottegadellibro@bdl.it
Indice

9 Premessa
13 Il lavoro nella prospettiva della pedagogia sociale
13 1.1 La sfida pedagogica
31 1.2 Il lavoro e lo sviluppo professionale come oggetto della
pedagogia sociale
35 1.3 L’evoluzione del rapporto tra formazione e lavoro
57 1.4 Per una pedagogia del lavoro
61 Le caratteristiche del lavoro nell’epoca post-moderna
62 2.1 Finalità e operatività nel lavoro
65 2.2 Orientamenti sociali e culturali emergenti
69 2.3 La trasformazione della dimensione di comunità
82 2.4 Il cambiamento dei significati del lavoro
84 2.5 Il processo di individualizzazione e la riflessività
87 2.6 La professionalità come patrimonio culturale e sociale
89 2.7 I cambiamenti oggettivi e soggettivi del lavoro
96 2.8 Il lavoro come bene sociale e relazionale
107 Società della conoscenza e learning society
107 3.1 L’orizzonte di riferimento
111 3.2 La learning society
120 3.3 La domanda di formazione continua
138 3.4 Pedagogia e formazione permanente
143 Learning environment e formazione continua
143 4.1 Coordinate pedagogiche del Learning Environment
146 4.2 Activity Theory
149 4.3 Situated Learning di J. Lave e E. Wenger
154 4.4 Expansive Learning Theory di Y. Engeström
171 4.5 L’Expansive and restrictive learning environment di A.
Fuller e L. Unwin
179 La consulenza formativa
179 5.1 Sostenere i processi di cambiamento, apprendimento e
promozione culturale
181 5.2 Criteri pedagogici per la consulenza formativa
187 5.3 La consulenza formativa come progetto multipro-
spettico
194 5.4 Una metodologia per la consulenza formativa
211 Conclusioni
215 Bibliografia
227 Indice dei nomi
A Marica,
Giacomo, Maddalena e Pierpaolo
Premessa

La consulenza formativa è una modalità di intervento volta a fa-


vorire e sostenere i processi di apprendimento attivati nell’ambito
professionale e si inserisce nell’alveo della riflessione pedagogica ap-
plicata al mondo del lavoro.
Negli ultimi decenni, la realtà lavorativa ha vissuto profonde tra-
sformazioni, tecnologiche, organizzative, relazionali, che hanno
cambiato il significato stesso del lavoro, mettendo in luce la stretta
connessione fra realizzazione della persona, esperienza professionale,
contesto organizzativo e comunità di vita. In particolare, emerge
come l’esperienza professionale partecipi attivamente, anche se non
esclusivamente, al compimento della persona e, nel suo svolgersi,
promuova l’elaborazione di strumenti, modelli di riferimento, stili di
comportamento e valori che alimentano ed evolvono l’orizzonte cul-
turale.
Ogni persona, nella sua intrinseca educabilità e tensione al cam-
biamento, ha in sé la possibilità di contribuire alla crescita culturale
del proprio contesto di lavoro, nonché della società stessa, attraverso
l’avvaloramento dell’esperienza professionale. Questo ambito speci-
fico di riflessione pedagogica apre l’opportunità di prefigurare pos-
sibili percorsi formativi tesi allo sviluppo delle competenze stretta-
mente coerenti con l’esperienza dei lavoratori coinvolti nel contesto
organizzativo di riferimento.
La proposta di perseguire un’attività formativa centrata sulla
consulenza permette di focalizzare maggiormente l’attenzione sulle
richieste espresse dagli interlocutori, sui bisogni manifestati dalla
pratica professionale e sulle risorse possedute dai partecipanti, decli-
nando su di essi lo sviluppo del percorso formativo. L’attività di
consulenza formativa avrà premura di sollecitare il riconoscimento
10 PREMESSA

nei lavoratori delle loro modalità di agire e delle competenze posse-


dute, valorizzando la riflessività sull’esperienza e attivando
l’elaborazione di nuove pratiche professionali, stili comportamentali,
valori e norme, da cui l’organizzazione nel suo complesso trarrà in-
centivo per una propria crescita culturale e organizzativa.
Le riflessioni sviluppate nei capitoli seguenti mirano a portare un
contributo nel solco tracciato dalla pedagogia del lavoro, ricono-
scendo all’esperienza professionale un valore educativo che supera la
dimensione dello sviluppo individuale di competenze, per contribui-
re, in modo attivo, alla progressiva umanizzazione dei contesti di la-
voro e alla crescita culturale della società stessa.
Nel primo capitolo sono stati percorsi i passi salienti che rivelano
la dimensione del lavoro quale oggetto della riflessione pedagogica,
passando attraverso le differenti modalità di porsi del rapporto
formazione/lavoro nelle epoche precedenti fino ad oggi. Ne emerge
un progressivo riposizionamento del lavoro rispetto alle dimensioni
di vita dell’uomo. L’esperienza professionale diviene un’opportunità
di compimento del proprio progetto di vita, affiancata, come emerge
dalle dinamiche della società post-moderna, da ulteriori esperienze
in cui è possibile esprimere le proprie risorse e potenzialità. Il lavoro
assume valore educativo sia come opportunità di formazione della
persona (apprendistato, tirocinio, praticantato) sia in quanto attività
stessa che promuove una trasformazione culturale a partire da un
progredire umano e sociale nei contesti di lavoro.
I rilevanti mutamenti avvenuti nel mondo del lavoro divengono
oggetto di riflessione nel secondo capitolo, al fine di comprendere le
convergenze fra le caratteristiche educative della persona e il suo agi-
re nel contesto professionale. In particolare, viene messa in luce la
dimensione relazionale dell’esperienza lavorativa, articolando le di-
verse modalità di partecipazione secondo una logica di comunità.
Ciò rimanda ad una aggregazione secondo le definizioni: “cosmopo-
liti affermati”, “lavoratori q.b. (quanto basta)” e “dinamici media-
ni”. Nella società attuale, la professionalità diviene vero e proprio
patrimonio culturale e sociale da far crescere e ridistribuire in termi-
ni di benessere sociale tramite corretti “investimenti”. Il lavoro è
sempre, quindi, un bene sociale e relazionale, come elemento attivo
di realizzazione della persona e di crescita della società.
PREMESSA 11

Il terzo capitolo, dato l’estendersi dei contesti in cui si attivano le


esperienze formative, invita a trasformare il paradigma educativo,
secondo la prospettiva definita lifelong e lifewide learning. Le oppor-
tunità di formazione/apprendimento e la riflessione pedagogica su di
esse, non possono più essere contenute in un unico periodo di vita
(infanzia – adolescenza - giovinezza) o circoscritte in un limitato
contesto educativo (scuola - famiglia). Sempre più si estende il pe-
riodo di vita e si moltiplicano i luoghi in cui la persona necessita e
richiede formazione. Nella società della conoscenza, la formazione,
si declina, quindi, nell’intero arco della vita, divenendo educazione
permanente e moltiplicando i destinatari ai quali far riferimento
tramite coerenti proposte formative. L’educazione degli adulti, nel
contesto professionale, assume una propria rilevanza educativa, av-
valorando esperienze formative a diverso grado di formalità e di cer-
tificazione di competenze. Infatti, la riflessione pedagogica è sempre
più interessata a comprendere le dinamiche di formazione e appren-
dimento informali in cui il gruppo, il contesto d’esperienza e il me-
todo riflessivo divengono risorse indispensabili del processo di svi-
luppo personale e organizzativo.
La riflessione inerente il quarto capitolo prende le mosse dal pa-
radigma della lifelong e lifewide learning e conduce verso la propo-
sta teorica di una formazione centrata sul valore del contesto profes-
sionale. Esso è inteso come un ambito di esperienza umana e tecni-
co-operativa, che diviene “ambiente” principale per favorire
l’apprendimento. A tal fine la proposta in oggetto, si avvale del sup-
porto teorico del modello dell’Apprendimento Situato proposto da J.
Lave e E. Wenger e dell’approccio denominato Expansive Learning
Theory presentato da Y. Engeström relativo ai processi di appren-
dimento nell’ambito del lavoro. All’interno di questo quadro di rife-
rimento, in cui l’Action Learning è un ulteriore punto di riferimento,
vengono individuati alcuni criteri fondamentali per la consulenza
formativa tesa a costruire relazioni educative, partendo dall’evento
critico. Tale relazione è composta dal consulente, dal partecipante e
dal contesto di lavoro che assume un ruolo rilevante per il raggiun-
gimento dei traguardi formativi e per i cambiamenti organizzativi
auspicati.
Infine, nell’ultimo capitolo, alla luce del percorso svolto, viene
presentata una specifica proposta metodologica per l’attuazione di
12 PREMESSA

interventi di consulenza formativa all’interno dei contesti professio-


nali. A riguardo, sono messi in correlazione alcuni criteri guida, fra i
quali l’emersione dei bisogni/problemi, l’attivazione di processi ri-
flessivi e interpretativi, l’elaborazione di progetti di intervento e
l’applicazione delle nuove pratiche nei contesti di lavoro.
Le indicazioni metodologiche provano a individuare un punto di
equilibrio fra la centralità dell’esperienza pratica e il procedere rifles-
sivo e interpretativo, attivando una circolarità virtuosa (in termini
filosofici, ermeneutica) che favorisce la crescita culturale,
l’incremento di competenze e la definizione di buone pratiche.