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INCHIESTA A NAPOLI

Il parere d’un giovane poeta


STELIOMARIA MARTINI
Esistono degli editori a Napoli, ma è amiche e conoscenti. È una delle Ho letto la frase addolorata di Del
chiaro che nessuno di noi ha mai pochissime cose che noi abbiamo Pezzo, in cui dichiara che non basta la
avuto rapporti con essi, i quali, per pubblicato e, riviste a parte, non c’è buona volontà di coloro che operano
altro, non credo vadano più in là di stato altro. E come io vado dicendo in Napoli per risolvere la catastrofica
un’attività assai limitata. tutte le volte che mi si interroga su situazione locale ma non mi sento di
Le case editrici locali lavorano più questo punto, in realtà a Napoli ( condividerla del tutto. Del Pezzo è
che altro a edizioni universitarie, a magari per la pittura la situazione è ormai molto che vive lontano da
testi di professori universitari e non già un po’ migliore) per quel che Napoli e non so fino a che punto sia al
sono interessabili alla nostra attività. riguarda la letteratura, non vorrei corrente di come si sia evoluta la
Nella critica, poi, si registrano dei sembrare presuntuoso se dico di non situazione: so però che lo stesso Del
casi di elefanti della cultura gior- conoscere altre persone che si Pezzo si appoggia anche alla galleria
nalistica locale, per i quali tutto va occupino in senso moderno di romanzi « Il Centro », che pure è una galleria
bene; bene va allo stesso modo l’ul- o di poesie, perché effettivamente non napoletana! Quindi vede? Il fatto che
timo best-seller come va bene il vo- ne conosco, perché ci muoviamo, anzi ormai ci siano delle gallerie disposte
lumetto di versi di un’educanda; su mi muovo, in un clima assolutamente a prendere in considerazione questi
queste basi è chiaro che non si può diverso, anzi, in opposizione a quello pittori, attesta una notevole
parlare di attività critica seria a Na- della cultura ufficiale locale. maturazione della situazione, rispetto
poli. Questa attività critica natural- Eppure l’amicizia e la concordia tra al tempo in cui Del Pezzo è andato via.
mente fa capo a uno dei due quotidiani me e altre persone che si muovono nel Anche per ciò che riguarda la lettera-
della città ed è tutto... Anche qualche mio stesso clima, esiste. Sono amico di tura la situazione potrebbe maturare.
altra nuova rivista di Napoli dà un Spatola, di Baie strini, di Sanguineti, Non vedo perché non dovrebbe.
troppo scarso margine alla poesia. che però non sono napoletani. Intanto ciò può verificarsi mediante le
C’è una totale sordità, anzi palese Tuttavia non sono andato via perché opere di autori d’avanguardia, diffuse
ostilità, da parte dell’ambiente let- spero, conto che Napoli finalmente si dagli editori su scala nazionale. È
terario ufficiale, che si manifesta ad- risvegli. È augurabile un risveglio ed certo che questo produce il suo effetto
dirittura nel boicottaggio diretto, anche, forse, prevedibile. Infatti un anche a Napoli; di riflesso quindi,
spicciolo, verso qualunque attività ed certo interesse, un certo fermento si va dovrebbe esserci una risposta del
iniziativa che a Napoli sorga. In tal creando, non si può negarlo, ed anche pubblico che potrebbe benissimo
senso è tipico il caso della Libreria questo, se vogliamo, lo si può sommarsi all’azione che andiamo
Guida, che dall’anno scorso a questa ascrivere a merito dell’azione che il conducendo noi. Inoltre noi non
parte sta organizzando conferenze Gruppo ’58 e il sottoscritto hanno sappiamo quali sono stati e sono i
tenute da nomi noti nel campo condotto, prima sulla rivista lettori delle nostre riviste. Potrebbero
dell’avanguardia, di queste cose, il Documento-Sud, attualmente su esserci dei giovani che magari non si
maggiore quotidiano della città non Linea-Sud, oltre alla parentesi nei sono ancora fatti a- vanti e che
dà nemmeno notizia, tenendo cosi un miei quaderni, fatti in collaborazione potrebbero benissimo
atteggiamento tipicamente mafioso. con Villa e Diacono, e che sono usciti
Disgraziatamente libri non ne ab- proprio tra la fine della pubblicazione
biamo mai dovuti presentare per il di Documento- Sud e l’inizio della
semplice fatto che non ne abbiamo mai nuova rivista, Linea-Sud. C’è stata
pubblicati. Un paio di anni fa c'è stata infatti una storia letteraria
una mia plaquette, « Schemi », uscita continuativa che, non si è mai
alla macchia, spedita privatamente, interrotta, dal ’58, cioè dalla nascita
personalmente da me a persone di Documento-Sud.
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farsi avanti da un momento all’altro. mancando il terreno sotto i piedi, se fatto, e qual è l’atteggiamento degli
C’è ormai un certo interesse. Questo ciò provocherà la discussione vio- ambienti ufficiali nei confronti di
lo si può misurare dalla curiosità con lenta, lo scontro che porti ad una questi temi. Ma guardi che, a costo di
cui sono seguite le manifestazioni alla revisione di posizioni, o, quanto meno, passare per immodesto, non posso che
libreria Guida, tanto per fare un ad un esame di coscienza che, sotto rispondere che gli unici esempi di ac-
esempio concreto. Le conferenze di sotto, finirà pure col produrre qualche coglimento fecondo di questi temi, mi
Sanguinea, di Eco, o di qualche altro cosa, tanto meglio. pare che siano riscontrabili nel-
di cui mi sfugge il nome, sono state Si tratta in sostanza di dare inizio ad l’azione che abbiamo svolta noi con le
seguite con un grande interesse, ed una reazione a catena; l’unica cosa nostre pubblicazioni e riviste.
hanno uno straordinario afflusso di della quale Napoli avrebbe bisogno: Ecco, benissimo. Per esempio, è tipico
pubblico. Un altro esperimento verrà di esami di coscienza a catena. In il caso di quel viaggio, che Sanguinei
fatto il tredici marzo, in occasione, genere, una volta importate a Napoli, chiamò quasi un pellegrinaggio,
appunto, della mostra a Napoli della le novità, possono essere della compito nel '53 da Biasi e da Colucci,
poesia visiva, qui trasportata da profondità che si vuole, a un certo pittori napoletani, a Milano, dove
Firenze. punto si banalizzano, proprio per ebbero degli incontri con Enrico Baj e
Non abbiamo cominciato subito a far certe peculiarità del carattere i nucleari di allora. Questo incontro fu
leggere dei poeti perché naturalmente napoletano. Ora è certo che l’esame di fecondissimo di conseguenze, perché
avevamo coscienza della sordità coscienza può portare a una rigorosa portò ad una totale revisione dei modi
dell’ambiente, e anche perché, se gli verifica dell’autenticità di posizioni e della pittura da parte di alcuni giovani
stessi pittori, per i quali pure (data la di idee; verifica che, comunque, può amici di Biasi e portò poi, dopo alcuni
presenza di un’accademia) esisteva un nascere dal semplice confronto, anche anni, alla formazione del Gruppo ’58.
ambiente quanto meno sensibile ai fatto dall’esterno, con altre posizioni; All’incirca la stessa cosa, ad e-
problemi della pittura, non si anche se in tal caso non sarebbero i sempio, si può dire per la letteratura:
provavano ad esibirsi a Napoli, campioni della disonestà mentale a lo scambio, il commercio con le
figurarsi quel che poteva fare la trarne beneficio. Parlo di disonestà in riviste, ad esempio, milanesi, « Il gesto
poesia. quanto credo che per far bene il », «Azimut» e già il «Verri », che
A questo punto vorrei riprendere un proprio mestiere bisogna essere allora era stampato da Pao- lazzi, e il
accenno fatto altrove, lo non credo almeno aggiornati e pratici dei nuovi pubblicato alla macchia « Laborintus
che l’Accademia di Belle Arti, a mezzi di ricerca. Un richiamo alla » di Sanguineti, furono un poco una
Napoli, abbia svolto o svolga una responsabilità, alla serietà della rivelazione per me stesso, che già
funzione più importante di quella di ricerca mi sembra doveroso. Quella allora conoscevo bene Eliot e Pound.
altre accademie. È un fatto, però, che banalizzazione di cui parlavo è dovuta Solo che questi autori mi sembravano
da quell’accademia escono delle proprio alla faciloneria con cui molto lontani, non dalla mia
persone intellettualmente curiose, vengono affrontate le cose, sensibilità, ma remoti
stimolate intellettualmente. Non credo all’improvvisazione, al pigliarle sotto geograficamente e quindi, come mi
che ciò sia dovuto all’opera dei gamba. Non so, ripeto, quanto sia vero pareva, anche nel tempo. Per questo la
professori, anzi questo lo si può questo nell’indole, in generale, dei loro lettura non dico che mi lasciasse
escludere; al più si possono eccettuare napoletani. Non so, e non è una ipotesi allora indifferente, ma in ogni caso
alcuni dei professori più giovani. Ma che prendo in considerazione con non mi stimolò come mi stimolò la
è certo che, a Napoli, escono da molto piacere; so solamente che lettura delle poesie sparse di
quell’ambiente le persone meglio imparare a fare il proprio mestiere Sanguineti, che allora prese a
preparate ad interessarsi ai problemi con serietà e con responsabilità è collaborare anche con noi.
della cultura di avanguardia o della l’unico toccasana, se di toccasana si Non so che consistenza potrebbe as-
cultura moderna tout-court, a può parlare in queste cose. sumere un discorso che ipotechi un
differenza di ciò che invece accade Naturalmente. Ma questo solo per futuro, sia pure prossimo. Solo che è
nelle facoltà umanistiche dell’Uni- citare un esempio. Potremmo ri- chiaro che gli esempi che ho portato
versità. Mi trovo perciò in una posi- prendere uno ad uno tutti i temi cari fino adesso potrebbero già essere
zione di rottura: rottura per me si- all’avanguardia di questi ultimi anni, indicativi di ciò che potrebbe ancora
gnifica la dimostrazione che si può e si cosi come l’avanguardia si è venuta succedere... (int.).
deve andare avanti malgrado i re- sviluppando in Italia, e passarli uno Ecco, le dico una cosa: penso ad un
sponsabili della vecchia situazione, ad uno in rassegna e vedere secondo articolo di Diacono che comparirà
anzi, senza di loro. Se costoro avran- quali modalità, ad esempio, questi
no, ma c’è da dubitarne, tanta sen- temi potrebbero essere recepiti dalla
sibilità da accorgersi che vien loro cultura napoletana e che cosa si è

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sulla nostra rivista, dove ad un certo


momento è detto più o meno cosi: che il
peggiore errore che l’avanguardia
potrebbe fare - in quell’articolo si
tratta dell’avanguardia più in generale
- sarebbe quello di aspirare a prendere
il posto che la tradizione detiene
attualmente. Ora io condivido
totalmente questa proposizione; quello
che non auguro all’avanguardia è di
ufficializzarsi, questo è chiaro. Ma
quello che voglio è che non si continui
a muoverci come figure di un video cui
manchi la voce, come è finora avvenuto
a noi napoletani. Anzi io penso che
questo sia proprio il banco di prova
dell’avanguardia in generale: riuscire
a raggiungere la sensibilità del
pubblico, stimolarlo.
Vede, attualmente io sono interessato Lea Vergine, che ha condotto l'inchiesta per Franco Vergine, che ha curato il servizio
alla visione delle cose perché faccio le arti visive e l’architettura di questo fotografico di questa inchiesta.
della poesia visiva, anzi, non ne faccio servizio sulla cultura a Napoli.
più, sono passato addirittura ad un
romanzo visivo. Ma, oltre che in questo
senso, anche in quello che lei dice,
indubbiamente Napoli ha una sua
ricchezza di materia prima. Quindi, a
incominciare dal suo passato remoto e
prossimo, senza scantonare nel
folklore, nella tradizione popolare o nel
vernacolo, ma proprio a livello civile di
una riabilitazione della città fondata pio; già da molti è stato osservato come
sul suo substrato storico, Napoli è un essa conservi un carattere tipicamente indispensabile, ovviamente, e, trat-
terreno fertile in tutti i sensi. Guardi la napoletano. Eppure non indulge mai ad tandosi d’avanguardia, la questione
nostra rivista, per esem- idiotismi di qualunque tipo. Però dico assume un suo sapore di anacronismo.
che ciò non è STELIOMARIA MARTINI

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Il Marcatrè ringrazia gli artisti che hanno partecipato a questa


inchiesta, per il dono che essi hanno fatto delle opere qui riprodotte,
al Museo di Arte Moderna di Torino.

Martini su Castellano

A Castellano, tanto per incominciare, faccio il gran merito di possedere una


intelligenza reale, una sensibilità capace di rivolgersi ai fatti essenziali e
questo è già molto importante, tanto più poi se si pensa all’ambiente in cui
Luca ha agito ed agisce. Tutte le riviste che abbiamo fatto, da Documento-
Sud a Linea-Sud nelle sue varie redazioni e vesti editoriali, sono iniziative
di Castellano. Il Gruppo '58 è iniziativa di Castellano. È chiaro che lo stesso
Quaderno, che pure ho fatto io, ho potuto realizzarlo solo nel clima di una
situazione creata da Castellano.

Programmi di Documento Sud


Questa rivista è la rivista di una setta. Non illudetevi che vi daremo tregua, razza di
pecore. II vostro è un valore quantitativo: siete in troppi: in troppi, ma tutti di specie
ovina.
Noi non siamo le pecore di nessun buon pastore. Abbiamo perennemente sete
nell’illimitato mondo dell’oscuro. Abbiamo perennemente fede nella scoperta.
Vogliamo farla finita col vostro ignobile mondo falsamente gaudioso, con la vostra
strisciante e servile genia, con le vostre città sante delle fedi insulse e delle estetiche
vuote, con il vostro sterile buon senso, con la vostra immacolata pulizia mentale, che
odora di sapone, con la vostra incorreggibile miopia, con la vostra incapacità di
sperare, e - ancor più - con la vostra incapacità di disperare.
Gli artisti da voi amati e vezzeggiati, i vostri artisti, sono gli eredi rachitici di una
ignoranza provinciale che è quasi una tradizione. Le loro opere puzzano come il
pesce andato a male. Questi artisti sono il fieno «a vita» della vostra cattiva critica
locale. Essa vive da parassita sulla cattiva arte, e gli artisti della cattiva arte vivono
parassitariamente di essa: è il più strano fenomeno di « reversibilità di sfruttamento
con reciproco guadagno » che si sia mai visto al mondo, sotto la protezione degli idoli
più equivoci e più idioti di cui l'uomo sia stato vittima fino ad oggi.

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Voi creperete tutti per la sola e unica invidia di non possedere la nostra salute
(novembre 1960)

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