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SCOPRIRE E CAPIRE IL MONDO 328

22 GENNAIO 2020
FEBBRAIO 2020
€ 3,90 IN ITALIA
Mensile: Austria, Belgio, Francia, Lussemburgo, Portogallo (cont.), Spagna € 7,00 / MC, Côte d’Azur € 7,10 / Canada CAD 12,00 / Germania € 10,00 / Svizzera Chf 8,90 – C.T. Chf 8,40 / USA $ 12,00. Poste Italiane / Spedizione in A.P. D.L. 353-03 art. 1, Comma 1 / Verona CMP

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E ANIMA LA
COPERTINA!

ALIENI
ESISTONO E SONO SOTTO DI NOI
MILIARDI DI MICROSCOPICI ESSERI SI NASCONDONO NELLE
VISCERE INFERNALI DELLA TERRA. STUDIARLI CI AIUTA ANCHE
A CAPIRE COME POTREBBE ESSERE LA VITA SU ALTRI PIANETI

VISTO DA LASSÙ COMPORTAMENTO MICROCHIRURGIA DANNI COLLATERALI


LA GIORNATA TIPO CORRUZIONE: ABBIAMO IN SALA OPERATORIA CHE COSA CONTENGONO
DELL’ASTRONAUTA TUTTI UN PREZZO? PRIMA DI NASCERE LE DROGHE DI OGGI
UN PROGETTO DI

DAL 12.04 100 GLOBI


AL 21.06 PER UN FUTURO
2020
MILANO SOSTENIBILE

L’EVENTO PIÙ ATTESO PER CHI HA A CUORE IL PIANETA


100 artisti interpretano un futuro sostenibile
in un’esposizione d’Arte e Design open air

IN COLLABORAZIONE CON MEDIA PARTNER

CON IL PATROCINIO DI PARTNER ISTITUZIONALI

FONDAZIONE
PER LO SVILUPPO
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328 FEBBRAIO 2020 www.focus.it

Scoprire
e capire
il mondo

12
PRISMA

19
Le aurore...
suonano.
12 Prisma sonoro Ecco perché Allergia alle
arachidi? Ora si

15 Le scarpe in numeri studia un vaccino

16 Spazio
18 Piccola fisica
20 Deformazioni
21 Il gioco dei perché
28 Cogli l’etimo

dossier Vita sotterranea


30 CACCIATORI DI ALIENI
Sotto i nostri piedi, nelle profondità della terra e
sotto i mari, si cela un mondo immenso, popolato da
un’enorme quantità di organismi tutti da scoprire.
30 Nelle
viscere
della Terra

36 L’INFERNALE MONDO DI SOTTO


Misteriosi alieni popolano gli ambienti estremi.
Batteri, vermi e l’ultimo dominio della vita, gli Archea,
cambiano l’ecologia del Pianeta.

42 ANCHE LAGGIÙ C’È IL CARBONIO


I flussi di questo elemento regolano la vita e il clima.
E sottoterra si produce CO2.

44 UNA GIORNATA SPAZIALE


missioni

In orbita tutto è diverso per l’assenza di peso, ma si


mangia, si dorme, si lavora... Come i comuni mortali.

53 DENTRO LE DROGHE
società

53
Siamo entrati nel Laboratorio di analisi sugli

Le analisi sulle droghe


stupefacenti dei Carabinieri. Per capire che cosa c’è
nelle “sostanze” in commercio. E qual è il loro effetto.

58 SE NON CI FOSSE LA RUOTA...


tecnologia oggi in commercio
Ecco quante cose non avremmo potuto fare. sequestrate dai Carabinieri
In copertina: Spl/Agf elaborazione di Daniele Gay; Nasa; Getty (3); Ipa. Focus | 3
64 VOLERE VOLARE
animali 64 Le foto da tutto il
mondo del premio
dedicato ai volatili

Pellicani in decollo, aironi in posa, pulcini ai primi


passi. Gli scatti di un premio dedicato agli uccelli.

72 SCHERMA AD ALTA DEFINIZIONE


scienza sportiva

Continua il viaggio di Focus negli allenamenti dei


campioni: Mara Navarria, mondiale di spada 2018.

80 IQUANDO
storia

NEMICI
I VINCITORI ARRUOLARONO

Nel Dopoguerra, russi e americani si contesero i


migliori scienziati e ingegneri di Hitler.

86 UN TESORO CHIAMATO ZAFFERANO


alimentazione

116
Per capire la spezia più preziosa in assoluto abbiamo
trascorso una giornata dove viene coltivata.
Vestiti fatti
90 CHIRURGIE MICRO PER PAZIENTI MICRO
medicina
con materiali
La miniaturizzazione ha reso possibili interventi finora
impensabili, ancora prima (o subito dopo) la nascita. di scarto: la nuova moda
96 COME FUNZIONA IL MARE
natura

Un grande “nastro trasportatore” collega gli oceani 120 AMAZON IN NUMERI


cifrario economico

della Terra. Con effetti sul clima e sulla nostra vita. Il 15 luglio 1995 la libreria online creata da Jeff Bezos
vende il primo libro. In 25 anni è diventata un impero.

100 CON IL MONDO SULLA TESTA


usi e costumi

Una mostra di cappelli, al Musée des Confluences 122 ABBIAMO TUTTI UN PREZZO?
comportamento

di Lione, racconta popoli e culture lontane. Probabilmente no. E cedere alle lusinghe della
corruzione dipende da tanti fattori. Uno è il potere.

110 DATA MOVIE


cinema

Come fare un film di successo? Ormai lo si chiede 128 COSA HO CAPITO DELL’ANIMO UMANO
intervista

anche all’intelligenza artificiale. E c’è perfino chi ha Il mondo è pieno di guerre, ma per Richard
affidato la regia a un software. Ma il risultato... Wrangham è niente rispetto al passato. Perché
l’uomo ha già eliminato i più cattivi della sua specie.

116 QUEST’ABITO È UN FUNGO


tecnologia

Materiali che non inquinano, o destinati a diventare 134 IL COLORE DEL CANDORE
arte

rifiuti, si trasformano in vestiti. Ecco la nuova tendenza Sembra neutro, ma il bianco può dire molto. Basta
(ecologica e tecnologica) del fashion. guardare alcune opere di Leonardo.

RUBRICHE
7 L’oblò
106 Domande & Risposte
106
Quale fu la

126 Tipi italiani prima città


sovrappopolata?

132 A confronto
139 MyFocus
144 Cartellone Ci trovi anche su:
150 Giochi
4 | Focus
Il nostro giornale non
è soltanto sulla carta. 1 LA NOSTRA “VETRINA”
animazione

Scopri come la copertina di Focus prende vita.


Con la realtà aumentata
alcune pagine... si 11 INDOVINA CHI VIENE A PRANZO
webcam

Telecamere puntate su uno strano “ristorante”.


animano. Ecco come
funziona e che cosa 12 IL RUMORE DELLE AURORE
audio

I colpi e i crepitii che si possono udire nel


trovi in questo numero. corso di questi spettacolari fenomeni del cielo.

19 COME LA CODA DI UN PESCE


video

Un generatore ispirato agli animali marini.


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Vai sul tuo store
(App Store o Google Play)
22 ALTALENA DA BRIVIDO
video

Così si dondola appesi a una mongolfiera.


e cerca la app gratuita Focus
Realtà Aumentata; scaricala
e aprila. Se l’avevi già fatto
per i numeri scorsi, basta
50 LA NOSTRA CASA IN ORBITA
modello 3D

Guarda la Iss da tutti i punti di vista.


aggiornarla.

54 LOTTA ALLE DROGHE


video

Le analisi nel Laboratorio dei Carabinieri.


INQUADRA LA PAGINA
Dove trovi l’immagine qui a
fianco, c’è un contenuto in realtà
INQUADRA
LA PAGINA
CON LA
67 VOLATILI DA SOGNO
gallery

Gli scatti di un premio dedicato agli uccelli.


APP
aumentata: video, foto a 360°, INFO A PAGINA 5
test, modelli 3D e tanto altro.
Inquadra la pagina con la app,
che attiva la fotocamera di
87 LA SPEZIA PREZIOSA
video

La lavorazione dello zafferano a Navelli (Aq).


smartphone o tablet. E goditi
lo spettacolo (più a destra, i
contenuti di questo numero). 97 CREATURE STRAORDINARIE
video

Il biologo Ferdinando Boero racconta


a Focus i super poteri delle meduse.

DA SAPERE
100 TANTO DI CAPPELLO
gallery

Copricapi da tutti i continenti.


• La app ti mostra i contenuti in realtà aumentata
di Focus in edicola. Per vedere quelli dei numeri
precedenti, seleziona il numero nel menu della
app, in alto a sinistra sullo schermo. 113 SCENEGGIATURA... INUMANA
video

Sunspring, il corto scritto da una IA.


• Per vedere alcuni contenuti può essere
necessario che sia attiva una costante
connessione dati cellulare o quella di una rete
Wi-Fi. Inoltre, la rivista deve essere abbastanza
122 HAI ANCHE TU UN PREZZO?
test

Scopri se sei incorruttibile o se ti lasci tentare.


illuminata.

127 IL BARBAGIANNI
• La nostra app è ottimizzata per molti device. timelapse
Tuttavia, dato che richiede smartphone con
prestazioni relativamente elevate, potrebbe non Guarda come è stato realizzato il disegno.
funzionare perfettamente su alcuni modelli.

Focus | 5
IL CIBO
IN FORMATO EXTRA.
ana: rp o
g ia u m stro co
Fi s iolo na i l n o
funzio
come b o?
e l a ci
in ba s
cibo:
s a c ’è nel rati
Che c o
i n e , c a rb o i d
prote
li p i d i , e aggi
unte.
s t a n z
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sa: m a ngi
La spe gliere cosa
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come
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sa l u te
Ci bo e l e ,
a id e a
l a d i et i fa sil m iti .
d e e
le m o
gia:
o e p s i co l o entari
Ci b i s t u r b i a li m
e, d
piacer dini .
c a t t iv e a b itu
e

casa: n ù di
Fuori l i e r e dal m e
sceg d.
come a r e f a s t fo o
nti , b
ristora
one:
l a e i st r u z i
Scuo ni
fe s sio
le pro
a ni .
di dom

SE LO SAI, HAI UN EXTRA IN PIÙ.


L’OBLÒ

COME È FATTO
UN ALIENO
D imenticate il dito di E.T. che indica il cielo mentre
dice: «Telefono, casa». O le note musicali con cui
parliamo agli extraterrestri in Incontri ravvicinati del terzo
di Raffaele Leone

tipo. Dimenticate il gigante di ferro dell’omonimo cartone


animato e quello di Ultimatum alla Terra, curiosa e pacifista
pellicola di fantascienza del 1951 che ho da poco rivisto.
A i colleghi ho chiesto: quindi quegli esseri laggiù
sono i progenitori della vita? Mi è stato risposto:
«Probabilmente anche loro si sono evoluti, rimanendo lì
I veri alieni presumo non somiglino ad alcuno di quelli dov’erano o addirittura andando ancora più in profondità.
rappresentati nei film appena citati. E, probabilmente, non Certamente sono più simili alle origini di quanto non lo
riuscirebbero a decifrare le placche fissate cinquant’anni fa siamo noi». Due mondi, uno di sopra e uno di sotto (a pag.
sulle sonde Pioneer che stanno vagando nel buio, fuori dal 30), paralleli ma in un certo senso incompatibili. Le forme
Sistema solare. In quelle placche sono raffigurati un uomo di vita che ci sono in superficie morirebbero nel mondo di
e una donna nudi, con alcune indicazioni per identificare il sotto, come quei microrganismi morirebbero quassù. Molti
pianeta dove vivono e da cui sono partite le sonde. Sai mai di essi sopravvivono a pressioni e temperature elevatissime,
che qualcuno volesse venirci a trovare... si nutrono di sostanze per noi letali: metano, ferro, zolfo,
idrogeno, e alcuni, a quanto pare, di radiazioni di uranio.

M a provate a mettere quei disegni sotto al naso di un


Picrophilus torridus. Al massimo potrebbe cercarvi
sostanze nutrienti di suo interesse. Oltretutto, per mettergli L e ultime ricerche ci offrono nuove informazioni e un
quadro più dettagliato di quel mondo che sta risultando
le placche sotto al naso dovreste prima trovargli il naso, vastissimo (pag. 36). Pensate, alcuni studiosi calcolano che
che temo non abbia viste le ridotte misure del batterio in il peso di tutti i microrganismi “estremofili” superi quello
questione. Lo dico perché è molto probabile che i “marziani” degli oceani. In copertina li ho chiamati alieni perché il loro
abbiano più le sue sembianze che quelle del fantastico habitat infernale è più simile a quello di altri pianeti che alla
pupazzo di Spielberg costruito da Carlo Rambaldi. Per superficie terrestre. E in riunione di redazione ho alzato di
trovarli non dobbiamo percorrere distanze interplanetarie nuovo il dito come si fa a scuola: qualcuno ha mai provato
o interstellari: basta scavare in profondità. Il nostro a vedere se questi esseri potrebbero sopravvivere su Marte
Picrophilus, per esempio, vive a migliaia di metri sotto di noi. o su Venere? Dopo una verifica, mi è stato risposto che sì,
qualcuno ci ha provato. Scienziati tedeschi, in particolare,

N essuno sa quando e che cosa fece accendere la vita, ma


quella vita partì quasi certamente in luoghi per noi
umani invivibili. In verità l’intero Pianeta doveva essere
hanno simulato possibili ambienti extraterrestri, con
gas, minerali e temperature estreme. I nostri batteri non
ce l’hanno fatta. Sono sopravvissuti ad alcune singole
allora un luogo per noi invivibile. Nei fondali di un qualche condizioni, non all’insieme di combinazioni.
brodo primordiale si formarono esseri microscopici
che proliferarono per centinaia di milioni di anni, si
differenziarono, presero a evolversi, salirono in superficie,
lasciarono l’acqua, alcuni cominciarono a volare, altri a
M a quante sono le combinazioni possibili tra gli elementi
dell’universo che sono uguali ovunque? Vi par credibile
che in quell’infinito laboratorio chimico e fisico, tra centinaia
spostarsi sulle zampe, altri ancora misero foglie e radici. Si di miliardi di galassie e di sistemi solari, la formula magica
stava compiendo la colonizzazione animale e vegetale della della vita si sia realizzata soltanto qui? A me no. Anche se,
superficie terrestre. Ci fu, però, anche chi rimase a uno stato nell’attesa, mi godo E.T.
primordiale. Il Picrophilus è uno dei tanti. raffaele.leone@mondadori.it

LEGGETE E MOLTIPLICATEVI
Arrotolate una copia di Focus, fatene un cannocchiale e guardateci dentro. Davanti a voi appariranno animali, tecnologie, ricercatori,
medici e le tante scommesse che l’essere umano intraprende; in basso i fondali marini o il nocciolo rovente della Terra; se poi lo usere-
te come telescopio vedrete Marte, le stelle e lo spazio profondo; come microscopio vi mostrerà molecole, batteri, virus e medicine.
La straordinarietà di un giornale scientifico è questa: ti porta ovunque. Eppure la lettura è un’abitudine che tendiamo a perdere, convin-
ti di poterci tenere aggiornati con tre righe di notizie su un cellulare, col passaparola o con i social. Non basta. Non basta a chi vuol
davvero sapere, osservare, capire, ragionare. E non basta a noi che vogliamo raccontarvi il sapere e raccontarvelo bene. Focus ha nu-
meri da primato, ma vogliamo crescere ancora per offrirvi di più. Per questo rinnoviamo l’offerta di un abbonamento biennale al prezzo
(già scontato) di un anno (29,90 euro). Nel 2019 è stata un successo, confidiamo in voi anche in questo neonato 2020. E se l’abbona-
mento lo avete già, regalatelo. Un regalo che apre gli occhi e la mente non ha prezzo.

Focus | 7
PRISMA DI TUTTO
UN PO’
Haseeb Randhawa e Ken Miller

8 | Focus
NATURA

Parassita horror
A prima vista, quella nella foto
potrebbe sembrare una scultura di
neon, un po’ come la grande struttura
di Lucio Fontana conservata al Museo
del Novecento di Milano. Invece no. È
una cosa decisamente schifosa, che
pare uscita da un film fanta-horror: un
parassita tipo Alien, che si sviluppa
dentro la sua vittima. Il “vermone” qui a
sinistra infatti si annida, arrotolato, nel
corpo dell’ospite. E ne controlla la
mente: l’obiettivo è portare la vittima a
cadere in acqua, dove annegherà. A
quel punto il parassita può emergere
all’esterno e riprodursi in un ambiente
acquatico, dove la sua progenie può
prosperare... Si tratta di un nematode
della famiglia Mermithidae, che si
trovava nell’insetto che vediamo tagliato
a metà. Tiriamo pure un sospiro di
sollievo: in un film le vittime saremmo
noi, ma nella realtà le prede di questi
parassiti sono insetti, crostacei e ragni.
Ti guido. Come fanno i Mermithidae a
controllare i loro ospiti? Lo ha scoperto
Ryan Herbison, della University of Otago
in Nuova Zelanda. Ha esaminato piccoli
crostacei e Dermatteri: sono gli insetti
chiamati “forbicine” (come quello nella
foto), infettati da nematodi lunghi fino a
26 centimetri. Ha visto che i parassiti
manipolano la sintesi di proteine
coinvolte nella produzione di energia e
nel movimento: questo può spiegare
perché gli insetti infettati sono molto più
attivi. Herbison ipotizza che, diventando
iperattivi e muovendosi in modo
erratico, abbiano più possibilità di finire
in acqua. Inoltre, appaiono “sregolate”
anche proteine coinvolte nei circuiti
neuronali: forse i parassiti riescono così
a manipolare gli insetti, magari facendo
loro perdere la paura dell’acqua. La
ricerca è un tassello in più per capire le
tecniche di “controllo”, esercitate da
vari parassiti. Un esempio? Il
Toxoplasma gondii, il microrganismo
che causa la toxoplasmosi, fa sì che i
ratti non temano l’odore di urina di
gatto ma ne siano persino attratti: così
finiscono mangiati e il parassita infetta
anche i felini, in cui si riproduce. (G.C.)

Focus | 9
PRISMA

IL CARO ESTINTO
Se le mascotte “traslocano”
I l Minnesota ha scelto la strolaga maggiore, il cui tipico “lamento”
echeggia nei laghi dello Stato, nel Nord degli Usa. La Georgia invece
ha voluto come simbolo il mimo rossiccio; Iowa e New Jersey, il
cardellino d’America. Come questi, anche gli altri Stati degli Usa hanno
PALEONTOLOGIA
designato ufficialmente il loro “uccello nazionale”. Peccato che ora
anche nella scelta dei simboli si debba fare i conti con il riscaldamento
globale. Una ricerca della National Audubon Society (Usa) ha infatti Dentature
evidenziato che il territorio statunitense raggiunto da questi uccelli
cambierà, nei prossimi anni, a causa del riscaldamento e di altri fattori preistoriche
legati al cambiamento climatico.
Simboli. E vari Stati potrebbero essere abbandonati dai loro uccelli-
simbolo (tra cui quelli nelle foto), almeno in una stagione, in uno scenario L a Fatina dei denti, ai tempi dei
dinosauri, avrebbe speso un
patrimonio. Mentre noi umani
con un aumento di temperatura di 3 °C dai livelli preindustriali. Il Minnesota
potrebbe non avere più le condizioni ideali per le strolaghe maggiori, che cambiamo un solo “set” nella vita, i
migrano lì per nidificare in estate e dovrebbero invece spostarsi più a nord. dinosauri sostituivano i loro denti in
Varie specie, nella bella stagione, potrebbero non occupare più gli Stati di continuazione (come accade a molti
cui sono le mascotte. E il tetraone dal collare potrebbe abbandonare sia animali, dagli squali ai coccodrilli).
l’areale estivo sia quello invernale, in Pennsylvania. (G.C.) Rimpiazzi. Michael D’Emic, della
Adelphi University (Usa), ha calcolato
ogni quanti giorni avveniva, in media,
Getty Images

il ricambio di un dente nei carnivori


Majungasaurus, Ceratosaurus e
Allosaurus. Il “turnover” più frequente
Tammy Wolfe/Alamy/Ipa

era in Majungasaurus crenatissimus: i


suoi denti erano sostituiti ogni 56
giorni. D’Emic pensa che avesse
bisogno di continui rimpiazzi, perché
GEORGIA MINNESOTA rompeva le ossa delle prede. Un
Mimo rossiccio Strolaga maggiore record tra i carnivori analizzati nello
studio e in precedenza (per il
Tyrannosaurus rex erano stati
Ivan Kuzmin/Alamy/Ipa

calcolati 777 giorni). Ma non rispetto


agli erbivori, che usuravano i loro
denti mangiando grandi quantità di
piante: Diplodocus rimpiazzava
Rick & Nora Bowers/Alamy/Ipa

ciascun dente ogni 35 giorni. (G.C.)

OGNI QUANTI GIORNI


I DINOSAURI
CAMBIAVANO I DENTI

35 56
CALIFORNIA NEW HAMPSHIRE
Quaglia della California Carpodaco purpureo

Diplodocus Majungasaurus
Ivan Kuzmin/Alamy/Ipa
Steve Oehlenschlager/Alamy/Ipa

62 104
(erbivoro) (carnivoro)

Camarasaurus Allosaurus

107 777
(erbivoro) (carnivoro)

PENNSYLVANIA NEW JERSEY, IOWA


Tetraone dal collare Cardellino d’America Ceratosaurus Tyrannosaurus
(carnivoro) (carnivoro)

10 | Focus
WEBCAM
UN RISTORANTE
PER CLIENTI
In inverno, sistemare cibo per gli uccelli dei
LETTERATURA ALATI (E NON
SOLO)

Molière scrisse nostri giardini (semi, arachidi, palle di grasso,


ma niente pane) può fornire loro risorse
INQUADRA

davvero
LA PAGINA
CON LA
preziose. E a noi dà la possibilità di osservarli. APP

le sue opere
INFO A PAGINA 5

Se non potete farlo dal vivo, il Cornell Lab of


Ornithology di Ithaca (Usa) ha sistemato una
webcam sulle mangiatoie: guardate in diretta...
M olière, vissuto tra il 1622 e il
1673, era allo stesso tempo
attore, regista e autore delle sue
chi viene a pranzo, con la realtà aumentata.
commedie, rappresentate anche alla
corte di Luigi XIV, il Re Sole. Per
questo, in passato alcuni studiosi
avevano insinuato il dubbio che non
fosse lui il vero autore delle sue
opere, troppo argute per essere
state scritte da un semplice “guitto”.
Parole. La mano dietro capolavori
come Il malato immaginario o
L’avaro, secondo alcuni, sarebbe
stata quella del contemporaneo
Corneille, anch’egli scrittore. Ora,
uno studio dell’Università di Parigi
sulla frequenza di alcune parole
(soprattutto congiunzioni e articoli)
all’interno dei suoi testi, confrontati
con quelli di altri autori dell’epoca,
toglie ogni dubbio: tutte le opere di
Molière sono... di Molière. (R.P.)
Alamy/Ipa

MEDICINA

Neuroni
stampati in 3D
STORIA

La guerra è una cosa da donne


L a stampa 3D trova sempre nuove
applicazioni nella medicina. Oggi, il
panorama si arricchisce di un passo F are la guerra è “da maschi”? Quando
si tratta di teste coronate di sicuro
erano più libere di occuparsi di politica
estera e di decidere dei conflitti, anche
importante: la stampa con neuroni. no: per secoli le regine si sono grazie alle alleanze matrimoniali.
Un lavoro congiunto tra Sapienza dimostrate molto più bellicose dei re. Lo Attacchi. Quando invece il potere
Università di Roma e Istituto Italiano di sostengono due studiosi della Chicago supremo spettava a un maschio che
Tecnologia ha portato infatti alla University, che hanno esaminato 193 non delegava responsabilità statali alla
realizzazione di una sorta di inchiostro regni europei succedutisi dal 1480 al moglie, il sovrano tendeva a evitare
biologico fatto con neuroni corticali 1913, riscontrando un +39% di conflitti imprese a rischio. E se la regina era
umani derivati da cellule staminali, armati quando a occupare il trono era single? Crescevano comunque le
grazie al quale è stato possibile una donna. Secondo lo studio, la contese: lo status della sovrana

IV
stampare parti di tessuto cerebrale. differenza non si dovrebbe al carattere incrementava gli attacchi da parte di altri
Per lo studio. Quest’ultimo ha del sovrano, ma alla “divisione del Stati, cui un Paese retto da una donna
proprietà molecolari, morfologiche e lavoro” praticata dalle regine: lasciata al “sola” appariva più vulnerabile (sopra:
funzionali tipiche delle reti neuronali e marito la gestione dello Stato, esse Maria Tudor, “la sanguinaria”). (E.V.)
potrà essere utilizzato per lo studio e il
trattamento di malattie

secolo a.C.
del sistema
nervoso. (G.R.)

L’epoca in cui il virus del morbillo


(derivato da un virus del bestiame)
avrebbe cominciato a contagiare
l’uomo, secondo un nuovo studio.

Focus | 11
PRISMA SONORO

QUEI SUONI DAL CIELO


L’aurora boreale è uno show di forme luminose che si
muovono nel cielo (come queste, in Norvegia), nel silenzio
della notte nordica. Ma a volte questo effetto speciale della
natura ha anche... il sonoro. Lo potete ascoltare con la nostra
realtà aumentata: lo ha registrato Unto Laine, dell’Università
Aalto, in Finlandia. I suoni sono di due tipi: «Il primo è un
singolo colpo, il secondo è un crepitio», ci spiega Laine. Lo
studioso è riuscito a “catturarli” solo pochi anni fa, dopo molti
sforzi. Già, perché l’aurora polare dovrebbe essere silenziosa:
eventuali rumori, uditi in effetti da vari osservatori (tra cui chi
scrive), sono stati attribuiti a suggestione o a vibrazioni al
suolo. Il fenomeno luminoso si origina infatti a oltre 80 km di
altitudine, in un ovale attorno ai Poli, dove le particelle cariche
provenienti dal Sole arrivano a colpire l’ossigeno e l’azoto
dell’atmosfera, che emettono luce. Uno spettacolo solo per
gli occhi, dunque. Ma allora come si possono creare suoni
udibili a terra? «Abbiamo calcolato che i rumori, registrati con
tre microfoni al suolo, provengono da 70-100 metri di altezza.
Lì, in sere limpide e senza vento, si può creare un fenomeno
di inversione termica. Uno strato d’aria calda risale dal suolo
e forma un “tappo” dove si accumulano cariche elettriche:
negative da una parte, positive dall’altra. Un cambiamento
nelle condizioni attorno allo strato può così scatenare
scariche elettriche: sono queste l’origine del rumore», ipotizza
Laine. Quale sarebbe il legame con le luci polari? «Le
particelle del vento solare: danno il fenomeno visivo
dell’aurora e simultaneamente causano quei cambiamenti
che provocano le scariche, e quindi i suoni». (G.C.)
Getty Images
AUDIO
ASCOLTA
I RUMORI
DELL’AURORA
POLARE

INQUADRA
LA PAGINA
CON LA
APP
INFO A PAGINA 5

Audio: Unto Laine,


Università Aalto
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LA POSTAZIONE DI STUDIO E GIOCO:
gli effetti sul benessere dei ragazzi

La chiave del benessere della schiena è la possibilità di cambiare liberamente


la propria posizione sulla sedia; è quindi sempre preferibile non cercare di
mantenere per ore la stessa posizione, ma modificarla spesso.

La vita di oggi è sempre più sedentaria, e anche


i ragazzi ormai passano molte ore seduti a
leggere, disegnare, giocare e soprattutto a fare
i compiti.

È quindi importante scegliere con attenzione


una sedia adatta per la loro scrivania.

Sul mercato ci sono diversi tipi di sedie


ergonomiche, con differenti caratteristiche, ma
la cosa più importante è scegliere una sedia che
consenta il movimento naturale del corpo, senza
costringere in una posizione statica, ma che al
contrario permetta di cambiare posizione,
garantendo sempre il corretto supporto.

Una postazione di studio/gioco ergonomica


e versatile può quindi essere di grande aiuto
Varier Variable
ai bambini ed ai ragazzi, sia per contrastare i
danni causati da una cattiva postura, sia per Dal 1979 l’icona della seduta di
aumentare l’efficienza durante le ore di studio. benessere.

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“PIANELLE”,

9.300
L’ETÀ DELLA PIÙ VECCHIA SCARPA IN ASSOLUTO: UN SCARPE A

1923
SANDALO DI CORTECCIA TROVATO IN OREGON (USA). SUOLA ALTA
POPOLARI TRA

cm
’400 E ’600,

anni
SOPRATTUTTO
A VENEZIA

L’ANNO IN CUI UN
CALZATURIFICIO DI
VIGEVANO LANCIÒ
SUL MERCATO LE
PRIME SCARPE CON
IL TACCO A SPILLO

Focus | 15
a cura di Gianluca Ranzini

PRISMA FACCIAMO SPAZIO


http://exoplanet.eu/
Elenco e info di tutti
i pianeti extrasolari

STELLE A SINGHIOZZO
L a maggior parte (circa l’80%) delle stelle nella regione
centrale della Via Lattea (foto sotto) si è formata nella
prima epoca di storia della nostra galassia, tra 13,5 e 8
miliardi di anni fa. Perché allora vi era molto materiale (gas e
polveri) a disposizione, che poi si è appunto aggregato in
stelle. In seguito, c’è stata una lunghissima fase di quiete.

Nasa Goddard/Maven/Svs/Greg Shirah


Che però, rivela un recente articolo su Nature Astronomy,
si è interrotta improvvisamente un miliardo di anni fa,
quando c’è stata una nuova, intensissima fase di formazione
stellare. Non si sa ancora da cosa sia stata innescata, ma
è stato uno degli eventi più energetici della vita della Via
Lattea, e ha causato oltre 100mila esplosioni di supernova.

Eso/Nogueras-Lara et al.

ATMOSFERE

Tira vento su Marte


PER RIACCENDERE IL CIELO
Q uella che vedete sopra, è la prima mappa
completa dei venti nell’alta atmosfera di un
pianeta al di fuori della Terra. Si tratta di Marte,
la cui circolazione atmosferica è stata rilevata
grazie ai dati di tre anni di osservazioni del
I l comune di Asiago si è aggiudicato un finanziamento
europeo di circa 1 milione di euro con il progetto
SkyScape. «La finalità è quella di rendere l’altopiano un
satellite Maven (Mars Atmosphere and Volatile posto più buio, così da avere una migliore visione del cielo
EvolutioN mission) della Nasa. notturno, per gli astronomi e soprattutto per i tanti turisti
Dalle prime analisi, risulta che gli schemi di che qui possono ancora vedere la Via Lattea», spiega Lina
circolazione dei venti marziani sono più Tomasella dell’Inaf di Padova. Per farlo, sono previste
semplici di quelli dei venti terrestri ma mostrano attività di sensibilizzazione sul risparmio energetico e
una notevole variabilità nel breve periodo, oltre l’inquinamento luminoso, e più in generale sulla tutela
a una marcata correlazione con la topografia dell’ambiente. All’Osservatorio di Asiago, situato a cima
sottostante; in pratica, tendono a seguire le alte Ekar, ci sono il telescopio Copernico (182 cm), il più grande
montagne e le profonde valli sulla superficie del sul suolo italiano, e il telescopio Galileo da 122 cm (foto).
pianeta rosso.
La mappa, come detto, non si riferisce ai venti
INAF

al suolo ma a quelli ad alta quota, tra 140 e 240


km di altezza. Si tratta del “confine” da cui
Marte perde continuamente una parte della
propria atmosfera, erosa dal vento solare, che
si disperde nello spazio esterno.
Nel disegno sopra, le linee azzurre mostrano la
direzione generale dei venti, i punti bianchi il
percorso della sonda mentre li mappava e le
lineette rosse la velocità e la direzione dei venti
a livello locale.

16 | Focus
300
milioni
L’8 dicembre, la cometa 2I/Borisov è
passata alla minima distanza dal Sole.
I TEATRI DELLE STELLE
In collaborazione
È la prima cometa scoperta che arriva
di km
con PLANit
da fuori del Sistema solare. Ora
(www.planetari.org)

tornerà nello spazio interstellare. PLANETARIO


DI CAMERINO
Comunicazioni interplanetarie Inaugurato lo scorso 27 settembre,
il Planetario del Museo delle Scienze
Come si riesce a inviare istruzioni e a ricevere dati dalle sonde che dell’Università di Camerino è allestito
viaggiano per il Sistema solare? Per molte di esse ci pensa il Deep Space in una tensostruttura nel chiostro del
Network, una rete di antenne paraboliche della Nasa distribuita nel mondo convento di San Domenico, che prima
in modo da poter “ascoltare” in ogni momento in qualsiasi direzione dello del sisma del 2016 ospitava la sede
spazio. Al momento le antenne si trovano in tre luoghi, mentre una quarto è del Museo. Realizzato grazie alla
in allestimento. La rete è gestita dal Jet Propulsion Laboratory della Nasa. collaborazione con l’Associazione
Altre reti simili sono gestite da Russia, Cina, India, Giappone e dall’Esa. Nemesis, ha un diametro di 6,5 m e
può ospitare 40 persone. Accanto vi
1 Goldstone (Usa): nel deserto del Mojave, in California. Ospita 5 grandi è uno spazio utilizzato per le attività
antenne, la maggiore di 70 metri. Comunicano con 30 sonde alla volta. didattiche del Museo, in attesa che
2 Madrid (Spagna): a Robledo de Chavela. Vi sono cinque parabole, una da quest’ultimo torni accessibile. Un
70 metri di diametro e quattro da 34. Seguì, tra le altre, la sonda Voyager 2. segnale importante che la cultura va
3 Canberra (Australia Orientale): vi sono quattro antenne, una da 70 e tre avanti. Info: https://sma.unicam.it
da 34 metri. Da qui si seguivano i moduli lunari delle missioni Apollo.
4 New Norcia (Australia Occidentale): in costruzione. Operativa nel 2024.

Area Com. Unicam


Sonda
interplanetaria
Antenna
ricevente

2
1 Madrid
(Spagna)

Goldstone Canberra
(Australia)
(California) 4
3 C’È ANTIMATERIA
New Norcia
(Australia) NELLE VICINANZE
DELLA TERRA?
Sì. Anzi, ci sono più positroni (cioè
elettroni con carica positiva) di
quanti ci si aspetterebbe. E le
responsabili sembra siano stelle

Lo spazzino delle orbite pulsar vicine, cioè stelle di neutroni


che ruotano rapidissimamente su
se stesse. Lo suggerisce un
L’Agenzia Spaziale Europea ha commissionato recente studio pubblicato su
la prima missione di “pulizia spaziale”. Physical Review, in cui è stato
CleanSpace-1 dovrà rimuovere una parte analizzato l’alone di raggi gamma
attorno a Geminga, una pulsar
inutilizzata di un razzo Vega, che si trova a circa distante circa 800 anni luce. I raggi
700 km di altezza dal 2013. La sonda-spazzino gamma si possono “scomporre” in
verrà realizzata da un consorzio di aziende che fa coppie elettrone-positrone. E i

capo alla startup svizzera ClearSpace.


positroni, sfuggendo, possono
arrivare fino al nostro Pianeta.
La missione è al momento prevista per il 2025.

Focus | 17
PRISMA
Getty Images

PICCOLA FISICA I nverno, è tempo di palle di neve. Per i bambini e non solo, diciamola tutta. Ma
anche in una divertente battaglia all’ultimo fiocco entra in gioco la fisica, che ci può

La scienza spiegare quali sono le condizioni migliori per costruire una palla di neve (o, per i meno
belligeranti, anche un pupazzo: il principio di compattazione è lo stesso). Innanzitutto,

della perfetta qual è il meccanismo grazie a cui riusciamo a fabbricare i nostri “proiettili”? Quando
creiamo una palla, usiamo le nostre mani per applicare pressione: questo fa sì che

palla di neve un po’ della neve che abbiamo tra le mani passi allo stato liquido rapidamente.
Funziona perché l’acqua ha una caratteristica peculiare: è meno densa allo stato
solido (neve o ghiaccio) che allo stato liquido, dunque cercando di comprimere la
neve una parte di essa si liquefa (diventa cioè più densa e occupa meno spazio).
A che cosa serve quell’acqua? Quando togliamo le mani, l’acqua congela di nuovo
e il ghiaccio così formato “trattiene” i fiocchi – prima debolmente collegati – in una
bella sfera compatta.
Coi fiocchi. La fisica però ci spiega anche perché non sempre il trucco funziona
bene: la ricetta per una palla perfetta ha a che fare con la temperatura e con la qualità
della neve. Per prima cosa, la temperatura non deve essere troppo bassa. Quando è
attorno allo zero, i fiocchi di neve possono anche essere circondati da un po’ d’acqua
allo stato liquido che ci semplifica il lavoro, e aiuta le nostre mani a saldare il tutto. Ma
se i gradi sotto zero sono troppi, quello strato di liquido tende a essere assente, la
neve è secca e farinosa. E la pressione necessaria a fondere un po’ di neve è
maggiore di quella che le mani possono sviluppare. Ecco perché, se fa davvero molto
freddo, la palla si sbriciola tra le mani anche se si prova a compattarla. (N.N.)

18 | Focus
ANIMALI

L’incredibile
solidarietà
tra pipistrelli VIDEO
GUARDA COME
S i chiamano vampiri, ma di maligno
non hanno proprio nulla. Anzi:
questi pipistrelli sono noti agli zoologi
FUNZIONA IL
GENERATORE
SUBACQUEO
per essere tra i mammiferi più INQUADRA
collaborativi in assoluto verso i propri LA PAGINA
CON LA
simili. Ora, uno studio condotto APP

Eel Energy
INFO A PAGINA 5
dall’Università dell’Ohio (Usa) rivela
fino a che punto.
Pasto. Simon Ripperger e Gerard
Carter hanno osservato alcune decine COME NATURA INSEGNA
di pipistrelli in cattività. Alcuni di essi
venivano tenuti in una gabbia più
piccola, a digiuno. E invariabilmente
Il generatore a coda di pesce
qualche femmina, spesso non
imparentata con i “prigionieri”, si
avvicinava a essi per nutrirli rigurgitando
I l movimento sinuoso è quello dell’ala di una manta o, visto di profilo, ricorda il
corpo di un’anguilla mentre nuota. In realtà, si tratta di un generatore in grado
di trasformare in energia i movimenti delle masse d’acqua in profondità: il suo
il pasto. Dopo 22 mesi alcuni esemplari “motore” è una superficie oscillante che può produrre, in un giorno, fino a 500
sono stati liberati. Gli scienziati, grazie a chilowattora (il necessario per una famiglia di 4 persone per due mesi). Il moto
sensori posti sul dorso dei pipistrelli ondulatorio della membrana è provocato dalla pressione del fluido in
(foto sotto) che rilevavano la vicinanza movimento, che diventa elettricità grazie a un meccanismo elettromeccanico.
con gli altri, hanno verificato che gli Simulazioni. Lo ha realizzato la startup francese Eel Energy, dopo un attento
individui che avevano “fatto amicizia” studio di simulazioni sui flussi creati sott’acqua per rendere l’apparecchio più
in cattività continuavano a frequentarsi efficiente, portato a termine grazie alle piattaforme multimediali messe a
anche in natura. (R.P.) disposizione da Dassault Systèmes, società specializzata in progettazione a 3D.
Può funzionare in mare, grazie alle correnti di marea che si creano vicino alla
costa, oppure sfruttare lo scorrere dei fiumi. «Un prototipo che occupa un tratto
di circa 3 km è già in funzione in un canale dell’Alta Francia», dice Franck Sylvain,

2
amministratore delegato di Eel Energy. «E sono già stati individuati altri tre siti per
collocare i primi impianti definitivi». (R.P.)

I battiti del cuore, al minuto, della


balenottera azzurra, l’animale più grande
Sherri and Brock Fenton

del mondo: è il minimo, misurato in una


balena in immersione. In superficie, arriva
invece a un massimo di 37 battiti al minuto.

MEDICINA

Un vaccino contro l’allergia alle arachidi


P er molte famiglie sarebbe davvero la
soluzione ideale: niente più pasti
preparati a parte, addio a particolari
(topi) che erano stati modificati in laboratorio
in modo da risultare allergici alle arachidi,
e si è dimostrato efficace. Si tratta di un
attenzioni nei ristoranti ecc... L’allergia alle virus manipolato dai ricercatori in modo
arachidi, tra quelle alimentari, è in effetti una da contenere alcune proteine delle
delle più serie ed è diffusa: riguarda circa un arachidi: agirebbe sul sistema immunitario
adulto su 200 e un bambino su 50. in modo da impedirgli di scatenare una
Virus. Per questo, all’Università reazione allergica. Ora stanno per partire le
dell’Australia del Sud è allo studio un sperimentazioni in vitro su cellule umane,
Shutterstock

vaccino che potrebbe risolvere il problema. poi sarà provato su un piccolo campione di
È già stato sperimentato su modelli animali allergici veri e propri. (R.P.)

Focus | 19
PRISMA

DISTURBATRICE
Dafni, una luna di Saturno
ampia solo 8 km, con la sua
gravità produce onde nelle
particelle di cui sono composti
gli anelli del pianeta.
Nasa/Jpl-Caltech/Space Science Institute

DEFORMAZIONI
L’avanzamento di un oggetto celeste e quello di due aerei producono
turbolenze che si manifestano in modi diversi. Ma in entrambi i casi
sono un “disturbo”: nell’aria e nelle particelle degli anelli di Saturno.

PARALLELISMI
Due aerei supersonici in
formazione producono le
onde d’urto riprese in questa
foto ottenute con una tecnica
detta “strioscopia”.
Nasa

20 | Focus
di Lorenzo D. Mariani

PRISMA

IL GIOCO
DEI PERCHÉ
La catena di cause ed effetti
porta a curiose conclusioni.

Perché i granai del Far West sono rossi?


Perché i pionieri americani dipingevano le costruzioni in
legno per proteggerle dalle intemperie. E la pittura rossa era
quella che costava di meno.

Perché quella pittura era così economica?


Perché era a base di ocra rossa, uno dei pigmenti
naturali più abbondanti sulla Terra, derivato dall’ematite,
un minerale composto per la maggior parte da ossido
ferrico. Gli agricoltori non avevano nessun problema a
procurarsela. Poi fabbricavano una pittura artigianale
aggiungendola a una mistura a base di latte, calce e
colla (ottenuta a partire dagli scarti di macelleria, come le
corna e le ossa dei bovini).

Perché l’ocra rossa è così abbondante?


Perché la Terra contiene moltissimo ferro. Il suo nucleo ne
è composto all’89% e la crosta al 6%. Combinato con l’ossigeno
(che costituisce il 46% della crosta terrestre), forma l’ossido ferrico,
di colore rosso. Alla fine del XIX secolo, il chimico e geologo statunitense
Frank W. Clarke calcolò che gli ossidi di ferro rappresentano il 2,6% di tutte le
rocce della Terra.

Perché c’è tanto ferro sulla Terra?


Perché, al momento della formazione del Sistema solare, gli elementi più pesanti come il
ferro e il nickel si sono aggregati per formare i pianeti rocciosi, come Marte e la Terra.

E perché ce n’è tanto nell’Universo?


Subito dopo il Big Bang, 13,8 miliardi di anni fa, esistevano solo gli elementi più leggeri
(idrogeno e un po’ di elio). Gli altri elementi chimici, fino al ferro, si sono formati all’interno delle
stelle grazie alle reazioni di fusione nucleare che avvengono nei loro nuclei. Ma quando alcune
stelle muoiono, esplodono, rilasciando nello spazio gli elementi che hanno formato:
dall’ossigeno al carbonio, dal silicio al ferro. Questi nuovi elementi vanno quindi ad arricchire le
nubi interstellari, come quella da cui ha preso vita il nostro Sistema solare.

Quindi... i granai del Far West sono rossi


perché alcune stelle muoiono esplodendo.

Focus | 21
PRISMA

VIDEO
L’ALTALENA DA
BRIVIDO APPESA
A UNA
MONGOLFIERA

INQUADRA
LA PAGINA
CON LA
APP
INFO A PAGINA 5
GUARDA COME DONDOLO
Se dondolarsi forte sopra un’altalena è già un’esperienza esaltante, immaginate cosa
avrà provato, in scala, Marco Fürst, l’atleta austriaco qui fotografato mentre oscilla
nel vuoto a qualche centinaio di metri di altezza, attaccato con due corde a una
mongolfiera (dopo essersi lanciato da un’altra) e seduto su un’asse di legno uguale a
quella del parco giochi. Il progetto sportivo, chiamato “Megaswing” (super altalena),
è stato realizzato dal Red Bull Skydive Team nel 2016, ma ha acquistato oggi una
nuova popolarità perché questo scatto, opera di Philip Platzer, anch’esso austriaco,
è tra i premiati del Red Bull Illume 2019, un concorso internazionale di fotografia
dedicato allo sport e all’avventura. Catturare questa immagine non è stato semplice:
per riuscirci Platzer ha montato la sua Nikon D4S su un monopode (in pratica, un
bastone) che ha calato più in basso possibile dal cesto della mongolfiera da cui poi si
Philip Platzer/Red Bull Illume

è lanciato Fürst, e ha usato una coppia di radio trigger, sistema che permette di
collocare il flash in una posizione diversa rispetto alla macchina. (I.C.)

Focus | 23
4
PRISMA

domande
L’INVENZIONE DELL’ARTE
In Indonesia trovate pitture che risalirebbero a 44mila
anni fa. Intervista all’antropologo Francesco D’Errico.
di Marco Ferrari

U n gruppo di ricercatori australiani ha recentemente pubblicato sulla rivista Nature un articolo sullo studio e la
datazione alcune pitture rupestri scoperte nel 2017 sull’isola di Sulawesi. Le opere raffigurano animali (alcuni
maiali e un piccolo bufalo indonesiano, l’anoa) insieme a 8 minuscole figure umane che stanno dando loro la caccia.
La datazione fa risalire queste opere a 43.900 anni fa; queste raffigurazioni sono dunque precedenti alle più antiche
opere dell’uomo moderno scoperte in Europa. Per chiarire l’importanza di questo ritrovamento abbiamo intervistato
Francesco D’Errico, antropologo italiano, direttore della ricerca del CNRS presso l’Università di Bordeaux in Francia
ed esperto delle origini del comportamento nell’uomo moderno e nei suoi antenati.

1
che questi artisti fossero
La scoperta di uomini anatomicamente
queste pitture moderni, anche se non sono
rupestri mette stati ritrovati resti umani e di
in discussione Dna antico a confermare
questa ipotesi. Se si
l’origine “europea” considera la forte presenza di
dell’arte? geni denisoviani (6-8%) nelle
Mettono certamente in popolazioni attuali di questa
discussione l’idea di certi regione, è molto probabile
studiosi tedeschi secondo i che questi artisti fossero sì
Adam Brumm

quali comportamenti uomini moderni, ma con un


simbolici complessi patrimonio genetico
(semplificando: la nascita fortemente influenzato da
dell’arte, ndr) si sarebbero accoppiamenti con i
sviluppati per la prima volta portato alla sua elaborazione: non Denisoviani.
nel Sud della Germania 42.000 anni fa o sappiamo quando è iniziato, quante

4
migliaia di anni è durato o se abbia avuto
che la Grotta Chauvet (in Francia)
sarebbe la grotta dipinta più antica al una o più origini. Tuttavia, per rispondere Quali erano le
mondo. Tuttavia certe pitture in tre grotte alla domanda, è plausibile ipotizzare che i motivazioni di queste
spagnole sono ora datate a 63.000 anni primi tentativi di arte siano nati in Africa: rappresentazioni?
e sarebbero dunque l’opera di le prime incisioni astratte si incontrano in Le motivazioni che spinsero le
neanderthaliani (i nostri cugini europei). siti africani vecchi di 100.000-70.000 popolazioni antiche alla produzione di
Se questo risultato fosse confermato da anni. E attualmente le pitture più antiche questo tipo di arte hanno sempre una
scoperte future, la vecchia Europa sono appunto quelle di tre grotte in forte dimensione simbolica. Le
avrebbe ancora le pitture più antiche al Spagna, datate con lo stesso metodo motivazioni utilitarie, se esistono, hanno
mondo. usato a Sulawesi, a circa 63.000 anni. un’incidenza secondaria.

2
Una di queste include un’impronta di Per esempio le figure che sembrano
Si può pensare che mano: siamo quindi quasi nel figurativo. metà umane e metà animali (definite dagli

3
l’arte si sia sviluppata antropologi teriantrope, appunto uomini-
in Africa in tempi più È stato suggerito che animali, ndr) sono di piccola taglia ed è

antichi, prima dell’uscita gli autori delle pitture difficile stabilire dove finisce lo stile

dell’uomo dalla sua culla? appena scoperte siano dell’artista o la volontà di rappresentare le
realtà. Se si tratta effettivamente di
Una cosa è chiara: l’arte rupestre che si è stati i nostri cugini teriantropi, ipotesi peraltro da verificare
sviluppata 40.000 anni fa in Europa e in asiatici, gli uomini di con future scoperte, la cosa non sarebbe
Asia contemporamente è molto Denisova. scioccante, vista l’importanza che queste
complessa, non soltanto tecnicamente. Gli autori del ritrovamento nella caverna figurazioni hanno in alcune tradizioni
Molto meno chiaro è il processo che ha indonesiana considerano come un fatto artistiche e simboliche preistoriche.

24 | Focus
SCIENZA
M anipolare atomi e virus usando un raggio laser: gli scienziati lo fanno da tempo. Ora,

Così si
grazie all’Università di tecnologia di Vienna (Austria), questa pratica si può attuare
non solo nel vuoto o in liquidi trasparenti, ma anche in aria. Aumentando così le possibilità

manipolano
di manipolare campioni biologici, soprattutto virus e batteri.
Pinzette. La metodologia, detta “pinzette ottiche”, è illustrata su Nature photonics.

i virus
Prima si invia un raggio di luce verso la particella, registrando come riflette le onde in aria;

10
l’operazione viene ripetuta subito dopo, per misurare come si muove. Infine, con un nuovo
metodo sviluppato da Michael Horodynski, si calcola quale forma d’onda può attraversare
l’aria e colpire la particella in modo da farla ruotare, spostare o trattenere. Un primo test
con le microonde ha funzionato. Ora l’obiettivo è farlo con la luce visibile. (V.T.)

Il tempo in cui concentrare


i pasti del giorno: aiuta a
ridurre il grasso e abbassare
ORE pressione e colesterolo in chi
soffre di sindrome metabolica
(una combinazione di fattori,
tra cui il sovrappeso, che
predispone a malattie).

TECNOLOGIA
Shutterstock

Inuit a caccia
con l’app
L egare le conoscenze tradizionali
delle popolazioni Inuit alla
tecnologia è lo scopo di un’app per
smartphone chiamata Siku (il nome
deriva dalla parola che in lingua
inuktitut – la lingua degli Inuit –
indica il ghiaccio marino). Consente
agli utenti di scambiarsi osservazioni
su condizioni pericolose,
documentare gli avvistamenti di
animali selvatici e scambiarsi storie
SICUREZZA di caccia. Sarà usata soprattutto dai

No, i portelloni degli aerei cacciatori alla ricerca di cibo: elenca


le abitudini di circa 80 specie

non si possono aprire in volo artiche.


Gli utenti possono pubblicare le
osservazioni di individui o di gruppi;

P er chi ha paura di volare è uno degli


incubi peggiori: il portellone che si
spalanca, risucchiando i passeggeri nel
le leggi della fisica. L’altezza di crociera
degli aerei di linea è tra i 9.000 e i
13.000 metri. A quelle altitudini, la
possono segnalare tracce, nidi e
tane; nonché comunicare altri aspetti
degli animali osservati come
gelido vuoto esterno. Benché ogni tanto pressione atmosferica è così scarsa e l’habitat, la dieta, le condizioni del
la cronaca riporti di persone, spesso l’ossigeno è così rarefatto che nessun corpo e altri dettagli rari o insoliti.
ubriache, che scatenano il panico in essere umano potrebbe sopravvivere Clima. Siku fornisce informazioni
cabina avventandosi sul maniglione nel più di un minuto. Per questo motivo le sulle condizioni meteorologiche e sul
tentativo di aprirlo, nella realtà cabine degli aerei sono pressurizzate, e ghiaccio marino, anche attraverso le
l’eventualità che una simile operazione la pressione interna è molto più alta di immagini satellitari. Secondo gli
riesca è pari a zero. quella esterna al velivolo. Alle altezze sviluppatori, potrebbe anche
Blocco. La prima ragione per cui è maggiori, la differenza è di circa 55.158 consentire di seguire e segnalare le
impossibile aprirli in volo è che i newton per metro quadro, che è lo variazioni climatiche immediate e
portelloni hanno “la sicura”, come gli stesso che dire: il peso di 5.500 kg future nella regione. È stata
sportelli delle auto. Può sbloccarli solo il applicati per ogni metro quadro. Il realizzata dalla Arctic Eider Society,
pilota, con un comando che darà solo portellone è sigillato da questo peso. organizzazione benefica di
dopo l’atterraggio e a velivolo fermo. Ma Come lo sarebbe il tappo sul fondo di Sanikiluaq, nel Nunavut, la regione
in aiuto degli ansiosi ci sono soprattutto una immensa vasca da bagno. (I.C.) più a nord del Canada. (M.Fe.)

Focus | 25
PRISMA
Scoperte 143 nuove
linee di Nazca in Perù

E questo
disegno è stato
scoperto da un
algoritmo!

1 0 2m

N ell’arida piana di Nazca, in Perù,


nota per i giganteschi geoglifi
realizzati sul terreno da un popolo
cui un guerriero alto 5 metri che in
precedenza non aveva notato nessuno:
questa è la prima scoperta archeologica
lungo 30 metri che divora due uomini.
3 Il sacerdote. C’è pure un sacerdote,
o essere soprannaturale con due volti,
antenato degli Inca, il gruppo fatta in autonomia da un computer. alto 8 metri: sembra far parte delle
dell’antropologo giapponese Masato Le linee di Nazca sono state realizzate immagini più antiche, realizzate fra il 500
Sakai, della Yamagata University, ha rimuovendo i sassi dal terreno, così da a.C. e il 100 d.C. Le immagini più grandi
individuato negli ultimi anni 143 nuove scoprire la sabbia sottostante, più chiara. risalgono soprattutto al 3-500 d.C.
immagini, dopo aver esaminato migliaia Gli archeologi le dividono in due classi: 4 Felino. Questo geoglifo di 12 metri
di foto aeree ad alta risoluzione, quelle di tipo A (disegnate nella pianura e potrebbe essere un gatto o un giaguaro.
scandagliato il terreno con il laser e fatto lunghe anche centinaia di metri) e quelle 5 Il mostro. Infine, questa strana figura
centinaia di sopralluoghi. Prima se ne di tipo B (più antiche e piccole, spesso umanoide con braccia serpentine illustra
conoscevano solo una quarantina. sui fianchi delle colline). Il guerriero bene la difficoltà di interpretare i disegni.
1 Guerriero. Sakai si è avvalso anche scoperto dall’IA è di tipo B. Per quelli lineari si è pensato a calendari
del sistema di intelligenza artificiale (IA) 2 Serpente a due teste. I disegni astronomici, indicazioni di sorgenti
Watson di Ibm, che è stato “istruito” con rappresentano spesso figure d’acqua o vie cerimoniali. Invece le figure
le figure già note in modo da individuarne geometriche, piante, uomini e animali. Le forse erano indicazioni geografiche,
altre. L’IA ne ha segnalate 200 (che in nuove sono particolarmente misteriose. invocazioni agli dèi per la pioggia o
parte devono essere ancora verificate), tra Per esempio, c’è un serpente a due teste rappresentazioni di costellazioni. (A.S.)

26 | Focus
Focus | 27
Yamagata University (10)

5
4
3
PRISMA

COGLI
L’ETIMO
Dove nascono
i termini
scientifici
Humayma J.P. Oleson

L a saga di Star Wars ha molti fan.


Anche tra gli scienziati,
evidentemente, che si sono ispirati ai
GIOCHI personaggi per dare il nome a

Il primo pezzo di scacchi (forse)


diverse specie. Qualche esempio?
Yoda purpurata, un animale marino
(enteropneusta), ha una testa con

È noto come gli scacchi siano un gioco molto antico. La conferma della loro strutture che ricordano le orecchie
età potrebbe venire da un frammento di pietra dalla forma strana, ritrovato del maestro Jedi; non è verdognolo,
sotto un’antica importante stazione commerciale in Giordania chiamata però, ma color porpora.
Humayma. Il sito è stato frequentato a lungo, tanto che comprende un forte Fossili. Il nero coleottero
romano, chiese bizantine, moschee islamiche primitive e diverse tombe in pietra Agathidium vaderi è una delle varie
risalenti al primo secolo. Proprio da lì passava un’antica strada romana che creature “dedicate” a Darth Vader,
attraversava il Medio Oriente, dove oltre al passaggio di merci si intrecciavano mentre a Chewbacca si ispirano la
prolifici scambi culturali. falena Wockia chewbacca (grossa e
Lungo percorso. Il pezzetto di roccia, che ha una base e due protrusioni “pelosa”) e il coleottero Trigonopterus
(vedi foto), risale a 1.300 anni fa e potrebbe essere quello che ai giorni nostri è chewbacca (con zampe che
chiamato torre. Il responsabile della ricerca, John Oleson della University of sembrano irsute). E una specie di
Victoria (Canada), pensa che gli scacchi, inventati probabilmente in India circa trilobite, estinta, è stata chiamata
1.500 anni fa, si siano spostati verso ovest lungo un’antica rotta commerciale che semplicemente Han solo. (G.C.)
collegava l’India al Medio Oriente, fino ad arrivare in Giordania. (M.Fe.)

SOCIALITÀ
I lemuri intelligenti
Biosphoto/Agf

hanno più appeal


I lemuri più brillanti hanno un maggior successo in

15
società. Non sono sempre aggressività o forza i fattori
che portano gli animali alla cima della piramide sociale.
Un esperimento dell’Università di Cork, in Irlanda,
apparso su Current Biology, ha offerto ad alcuni lemuri
dalla coda ad anelli (Lemur catta) una scatola contenente
un chicco d’uva: per prenderlo era necessario tirare un
cassetto. Gli individui che “risolvevano” il problema nel
I generi di lemuri tempo minore, mentre altri osservavano, erano anche
viventi in quelli con i quali gli altri aumentavano le interazioni
Madagascar sociali, fino a diventare il centro di interesse nel gruppo.
L’effetto è anche inverso, perché i lemuri al centro delle
relazioni sociali maggiori erano più pronti a imparare,
dopo aver visto altri animali risolvere il problema. (M.Fe.)

28 | Focus
FOSSILI

L’orecchio dei mammiferi


U na delle caratteristiche che distinguono i mammiferi da altri
animali è l’orecchio interno: solo noi e i nostri parenti
abbiamo tre ossicini (martello, incudine e staffa) che permettono
un udito sopraffino. Derivano da ossi che nei nostri antenati erano
nella mandibola. Paleontologi cinesi e statunitensi hanno
scoperto, in un fossile di 123 milioni di anni del mammifero
Origolestes lii, un ossicino lievemente staccato dalla mandibola.
Momento cruciale. Gli studiosi sono certi che questa scoperta
mostri il “momento evolutivo” in cui alcuni ossicini si sono staccati
dagli altri della mandibola, dividendo le funzioni dell’udito da
quelle della masticazione. Fangyuan Mao, del Museo Americano
di Storia Naturale e dell’Accademia cinese delle scienze, pensa
che «questo sia uno dei fattori che hanno contribuito al successo
Getty Images/MedicalRF.com

dei mammiferi». La catena di ossicini ha infatti permesso ai


mammiferi di avere un udito migliore dei loro antenati rettili, in
particolare alle frequenze più elevate, e quindi di sopravvivere
meglio in un mondo, quello del Triassico, a quel tempo già
dominato dai dinosauri. (M.Fe.)

CIBO

Non sprecare è divertente


C ombattere lo spreco del cibo è un dovere,
e facendo sistema riesce meglio. Questa è
la filosofia alla base di “Too Good To Go”, app
tipologie di cibi, vicini alla scadenza, o che
comunque non potrebbero tornare sugli scaffali.
È sorprendente (non si sa bene cosa si stia
nata in Danimarca nel 2015 e arrivata in Italia da comprando fino al ritiro), fa risparmiare (il valore
qualche mese. Come funziona? Si scarica la del contenuto della Magic Box è molto maggiore
app, si cercano i punti vendita nella propria zona del suo costo), e ai punti vendita permette di
che aderiscono e si compra una “Magic Box”, a conquistare nuovi clienti e guadagnare qualcosa
un prezzo che non supera i 6 euro. su merce che butterebbero. Non è tutto: ogni

35
Sorpresa. Il giorno dopo la si va a ritirare nella Magic Box fa evitare l’immissione di 2 kg di CO2.
finestra temporale indicata. Nella Magic Box, a In Italia ci sono 530mila utenti, oltre 2mila punti
seconda del negozio scelto, ci saranno diverse vendita in 20 città e i numeri crescono. (G.R.)

La solitudine
restringe la mente
U n team di ricercatori ha sottoposto a scansione il cervello dei nove
membri di una missione scientifica in una remota base dell’Antartide,
prima della loro partenza e poi al ritorno, dopo 14 mesi. Il risultato è stato
che in tutti i casi alcune aree del cervello si erano ridotte
di volume; in particolare il giro dentato (ristretto dal 4
al 10%), che è una parte dell’ippocampo, una

I milioni di utenti attivi


struttura connessa con l’apprendimento e la
memoria, e che è una delle poche parti del
sui social media ogni mese cervello che continua a produrre neuroni anche

in Italia. Ciascuno di essi in età adulta. La ricerca è stata condotta su un


Getty Images

campione molto ridotto, ma presenta notevoli


vi trascorre 2 ore al analogie con quanto rilevato nei roditori, sul
giorno, delle 6 che passa cervello dei quali l’isolamento produce analoghe
conseguenze. (G.R.)
quotidianamente in Rete

Focus | 29
dossier

Sotto i nostri
piedi, nelle
profondità della
terra e sotto i
mari, si cela un
mondo immenso,
popolato
da un’enorme
quantità
di organismi
tutti da scoprire.
di Nicola Nosengo

Cacciatori
30 | Focus
vita sotterranea

C ’ è un mondo nascosto,
nel nostro Pianeta, un
ecosistema che al pari di
giungle, oceani e savane
è uno dei più ricchi e variegati. Eppure non lo
vedrete mai in nessun documentario; perché
è sempre immerso nel buio. A confronto, la
Fossa delle Marianne è un resort con tutte le
comodità. Questo protagonista indiscusso
della vita della nostra Terra è la terra stessa,
ma non quella in superficie: per raggiungerlo
bisogna inoltrarsi a diversi chilometri di pro-
fondità, sotto i nostri piedi e sotto il fondo de-
gli oceani. È un ambiente di dura roccia,
schiacciata da pressioni elevatissime, spesso
rovente, eppure brulicante di vita. Un mondo
che i ricercatori del consorzio internazionale
Deep Carbon Observatory (Dco) hanno co-
minciato a portare alla luce.

SUB TRIVELLA
Una nave
dell’International
Ocean Discovery
Program (Iodp) si
appresta a immergere
una trivella per lo studio
di un massiccio
sottomarino (Atlantis)
nell’oceano Atlantico.

di alieni
Images courtesy of Ecord/Iodp
dossier
OGNI AMBIENTE
HA LE SUE TECNICHE
Per studiare gli organismi che
vivono sottoterra, gli scienziati
devono analizzare molti ambienti
diversi. I principali sono: le
piattaforme continentali (dove si
trovano rocce anche molto
profonde e antiche), i sedimenti
marini, le dorsali oceaniche (dove
le rocce calde del mantello
Scansione dei fondali per
entrano in contatto con l’acqua mezzo di droni sottomarini
del mare), le fosse (dove i fondali
marini sprofondano sotto i
continenti) e le catene di vulcani
(archi) che tipicamente si formano
sulle piattaforme continentali di
fronte alle fosse. Alle osservazioni
terrestri, poi, si aggiungono quelle Monitoraggio dei
dei satelliti artificiali. vulcani e delle
loro emissioni

ARCO VULCANICO

FOSSA
OCEANO

LAGO
CRATERICO
CAMERA
MAGMATICA

ZONA DI SUBDUZIONE
FUSIONE E
Osservazione dei gas di DEIDRATAZIONE
origine vulcanica DELLE ROCCE
(tra cui anidride carbonica)

PICCOLI E “LOW COST”


AFP/Getty Images

DAL PROFONDO Nello scendere con la fantasia nel profondo del


A destra, uno Pianeta, Jules Verne, nel suo Viaggio al Centro
scienziato mostra un
campione prelevato della Terra, aveva immaginato esseri preistorici e
dalla nave nipponica vermi giganti. Niente di più sbagliato. Gli abitan-
Chikyu, che effettua ti delle profondità sono molto più semplici: sono
perforazioni per lo più batteri o archea (v. secondo articolo del
oceaniche a
profondità estreme. dossier), i due grandi gruppi in cui si dividono i
procarioti, cioè organismi formati da una sola cel-
lula, senza nemmeno un nucleo circondato da una
membrana. È il design più basilare e low cost per
Stefano Carrara

un essere vivente, ma anche il più robusto, visto


che resiste a pressioni elevatissime e a temperatu-
re fino a 120 °C.

32 | Focus
vita sotterranea

Perforazione e carotaggio Raccolta e analisi di


dei fondali oceanici minerali in superficie

Perforazione della crosta


terrestre continentale

ROCCE ESPOSTE

DORSALE OCEANICA

PIATTAFORMA
CONTINENTALE

Miniere di diamanti
(vengono studiate le
inclusioni presenti
nei cristalli)

Illustrazioni Stefano Carrara


Prelievo di
acqua in
profondità
(ecosistemi
isolati)

I ricercatori li hanno trovati fino a 5 km sotto la


superficie terrestre (mentre il record di profondità
assoluto resta quello della Fossa delle Marianne, a
-11 km). Si ipotizza che, messi assieme, tutti quegli
organismi occupino circa 2 miliardi di chilometri
cubi, quasi il doppio degli oceani e pesino centinaia
di volte la massa di tutti gli esseri umani presenti

Il volume di tutti gli organismi


sul Pianeta. Sono anche straordinariamente va-
riegati: «Siamo di fronte a una Galápagos sotter-

che vivono sottoterra è quasi


ranea», commenta Donato Giovannelli dell’Uni-
versità di Napoli, uno dei ricercatori coinvolti. La

il doppio di quello degli oceani


diversità genetica degli organismi sotterranei è
infatti paragonabile, se non superiore, a quella che
si trova sulla superficie.
dossier
Ci sono microorganismi che
cose sono cambiate nell’ultimo decennio. «Il Dco
ha finanziato scavi dall’Oman alla Finlandia fino

si nutrono di roccia. E sono così


al Sudafrica», racconta Karen Lloyd dell’Universi-
tà del Tennessee a Knoxville (Usa), fra le più attive

lenti che sembrano minerali


esploratrici della biosfera profonda. «Sono anche
migliorate le tecnologie per preservare i campioni
da ogni possibile contaminazione con microorga-
nismi superficiali, che altererebbero i risultati». Il
Aveva quindi ragione l’astronomo austriaco Tho- resto lo ha fatto la genomica, sempre più accessi-
mas Gold, quando nel 1992 suggerì, per primo, quel- bile ed economica.
la che a tanti sembrò una pazzia: anche in assenza
di luce, il calore fornito dai fluidi che circolano nel- TANTE DOMANDE
la crosta terrestre insieme con l’energia chimica Mettendo assieme dieci anni di studi e analisi
immagazzinata nelle rocce bastano ad alimentare su oltre 1.700 campioni da varie parti del globo,
la vita, almeno fino a quando la temperatura non i diversi gruppi hanno ottenuto una prima bozza
NAVE DA RECORD diventa troppo alta. Gold calcolava che là sotto ci di censimento degli abitanti del sottosuolo, in co-
La Chikyu, le cui fosse una “profonda, calda biosfera”. «Quell’artico- stante aggiornamento. I numeri fanno effetto, ma
trivelle hanno lo fece molto parlare, ma per almeno un decennio le domande senza risposta ne fanno ancora di più:
raggiunto il punto più
basso (3,25 km) sotto
la ricerca non andò avanti», spiega Giovannelli. da dove vengono? Sono “normali” organismi su-
un fondale oceanico. «Mancavano fondi per affrontare le campagne di perficiali scesi sottocoperta o, al contrario, la vita
Sono progettate per scavo e tecnologie per analizzare i risultati». Le terrestre ha avuto origine laggiù, per poi risalire
arrivare fino a 7 km. in superficie? «La verità è che non abbiamo cer-
tezze, e le due cose non si escludono», chiarisce
AFP/Getty Images

Lloyd. Ci sono sicuramente batteri che vengono


dall’alto, come dimostra la genomica. Per esem-
pio, quelli trovati in alcuni giacimenti di carbone
sono geneticamente imparentati con quelli che
abitano le foreste. Evidentemente, sono i discen-
denti dei microrganismi che abitavano gli alberi,
e generazione dopo generazione hanno resistito a
tutti i passaggi che li hanno trasformati in carbo-
ne. «Ma altre popolazioni non assomigliano affat-
to a quelle che si trovano in superficie», enfatizza
Lloyd. «La situazione è un po’ diversa sotto gli
oceani, dove una parte dei microorganismi sono
sicuramente scesi verso il basso con l’acqua»,
continua Giovannelli. Inoltre i sedimenti marini
hanno un ricambio molto più veloce, non sono
mai più vecchi di qualche centinaio di migliaia di
anni. Invece sotto la superficie emersa abbiamo
sedimenti vecchi di centinaia di milioni di anni,
eppure troviamo microorganismi che sembrano
essere lì da sempre. Il mistero della loro origi-
LA TRIVELLA DEGLI OCEANI ne è complicato dal fatto che, per quanto la vita
sotterranea abbia una grande varietà genetica – i
Ci hanno provato in tutti i modi i ricercatori giapponesi dell’Institute for ricercatori calcolano che il 70% o più delle specie
Marine-Earth Exploration and Engineering a bordo della nave Chikyu (foto); di batteri e archea presenti sul Pianeta vivano nel
ma la missione di trivellare un pozzo profondo 5.200 metri sul fondo sottosuolo, e siano per lo più ancora da scoprire
dell’oceano, al largo della costa giapponese meridionale, preparata per 10 –, sembra distribuita in modo uniforme, proprio
anni, è stata dichiarata fallita lo scorso maggio. Doveva essere il pozzo più come prevedeva Gold. «C’è una sorprenden-
profondo mai scavato nella crosta oceanica, battendo il precedente record te quantità di materiale genetico condiviso tra
della stessa Chikyu di 2.900 metri. E avrebbe consentito di studiare il punto specie che abbiamo raccolto a grandi distanze,
in cui la placca delle Filippine scivola sotto quella Eurasiatica, causando in continenti diversi», spiega Cara Magnabosco,
devastanti terremoti che si ripetono ogni 100/150 anni. La trivella è riuscita biologa della Simons Foundation.
ad arrivare a 3.250 metri; ma da lì in poi le cose si sono fatte sempre più
complicate: la sonda smuoveva rocce frantumate e fango che DIGERIRE LA ROCCIA
continuavano a cadere dalle pareti sul fondo del pozzo, vanificando ogni Nel complesso, il mix di specie che si trova sotto
centimetro scavato. Non è bastato rinforzare le pareti del pozzo con un l’America Settentrionale è più o meno lo stesso
tubo di acciaio, e nemmeno un tentativo in extremis di scavare una che si trova in Europa oppure in Asia, e questo è
diramazione poco più in là, in cerca di roccia più solida. A fine maggio il piuttosto strano se pensiamo a quanto sono di-
team ha dovuto gettare la spugna, e ora spera di ottenere nuovi verse, da noi in superficie, la fauna e la flora dei
finanziamenti dal governo giapponese. diversi continenti.

34 | Focus
vita sotterranea

Image courtesy of Luc Riolon/Jamstec


L’altra grande questione è di cosa si nutrano. La
vita sulla Terra si basa, per come siamo abituati
a concepirla, sulla luce solare. Le piante la usano
per procurarsi energia attraverso la fotosintesi, e
tutti gli altri, dai funghi ai batteri fino ai mammi-
feri, mangiano le piante... Ma là sotto? In realtà,
ricorda Giovannelli, esiste un terzo tipo di meta-
bolismo, oltre a quello delle piante (autotrofo) e
degli animali (eterotrofo). È la litotrofia, con cui
alcuni batteri o archea riescono a estrarre energia
da composti dello zolfo, del ferro o di altri metalli e
a utilizzarla per riattivare chimicamente le mole-
cole di anidride carbonica. «È una strategia mol-
to diffusa negli ambienti estremi, anche in quelli
superficiali», ricorda Giovannelli, «ed è probabil-
mente quella più utilizzata in profondità».
Non l’unica. C’è anche la decomposizione di altri
batteri che a un certo punto gettano la spugna: un
po’ di cannibalismo insomma. Di sicuro si tratta di
una dieta che costringe a un metabolismo molto
lento: la vita sotterranea deve sfruttare al meglio
quel po’ di energia che si trova ogni tanto, e aspet-
tare pazientemente che ne arrivi ancora. Le anali-
si genetiche ci dicono che i tempi di replicazione
di quei microorganismi sono di anni, decenni,
in qualche caso addirittura secoli e millenni. «È
biologia, ma con i tempi della geologia», sintetiz-
za Giovannelli. Questi risultati mettono in crisi
la nostra stessa concezione della vita, in quanto
molti di quegli organismi ci sembrano inerti sem-
plicemente perché si sviluppano così lentamente.
Anche le tecniche dei biologi si rivelano inade-
guate: «Siamo abituati a studiare i microorgani-
smi facendoli replicare in vitro, ma come si fa per
batteri che si dividono una volta ogni 10 anni?»,
commenta lo scienziato.

SOTTO LA SUPERFICIE MARZIANA


Ogni tanto quei batteri diventano cibo per qual-
cosa di più grande, che magari non ci si aspette-
rebbe di trovare lì. A oltre un chilometro e mezzo
di profondità sotto una miniera in Sudafrica, per
esempio, gli scienziati hanno rinvenuto alcuni
nematodi, vermi lunghi pochi millimetri che si
PRELIEVO
trovano anche in superficie (v. seconda parte del mostrato che il processo di subduzione libera CO₂, MARINO
dossier). Sapere di più su quell’ecosistema pro- letteralmente “spremuta” fuori dalle rocce a causa Carotaggio di un
fondo è importante: se è così sviluppato, potreb- di temperatura e pressione; ma una parte di que- fondale oceanico
be influenzare il bilancio di carbonio del Pianeta, sto gas non arriva mai in atmosfera, né sprofonda al largo della
costa nipponica: è
che è alla base delle previsioni sul riscaldamento nel mantello (lo strato più interno), perché viene arrivato fino a una
globale. Quanta CO₂ producono questi abitanti assorbita da alcuni microorganismi. Infatti in quel profondità di 2,5
del sottosuolo? Quanto rimane imprigionato e mondo sotterraneo si produce CO₂ e ci si nutre di km (e 60 °C di
quanto arriva in superficie? Nessuno lo sa e nes- CO₂. Questo costringe a rivedere i modelli climati- temperatura).
sun modello climatico oggi lo prende in consi- ci e quelli geologici. Giovannelli si spinge a dire che
derazione. anche negli altri pianeti dovremmo cercare la vita
Giovannelli e Lloyd hanno pubblicato ad aprile in profondità: «Prendiamo Marte», dice. «Sulla sua
uno studio condotto nei pressi di un vulcano in superficie, i raggi Uv del Sole impediscono la vita;
Costarica in una zona di subduzione, dove cioè ma il suo sottosuolo non è molto più inospitale di
una zolla tettonica scivola sotto all’altra. «Le aree quello terrestre».
di subduzione mettono in comunicazione super- Scavare per cercarla, però, non è facile. Per ora
ficie e profondità del Pianeta, portando verso il ci possiamo accontentare dell’universo da esplo-
basso masse che poi in parte tornano fuori con le rare sotto i nostri piedi, un enorme “continente”
eruzioni», spiega Giovannelli. Il suo team ha di- che abbiamo appena iniziato a scalfire.

Focus | 35
dossier
Sulfurihydrogenibium yellowstonense, Batteri.
Image courtesy of Hiroyuki Imachi/Jamstec

Sorgenti vulcaniche calde.

Methanobacterium, Archea.
Profondità marine.
Spl/Agf

Misteriosi alieni popolano


gli ambienti estremi. Batteri,
vermi e l’ultimo dominio
della vita, gli Archea, cambiano
Tom Murphy/University of Illinois

l’ecologia
di Firma Firmona
del Pianeta.
Methanosarcina, Archea. di Marco Ferrari
Stomaco degli animali.
Science Photo Library/Agf

MICROZOO
Alcuni esempi di specie
presenti in ambienti con
condizioni al limite della
vita. Appartengono a tre
domini dei viventi:
Eucarioti, Batteri e
Archea. Di ognuno
sono indicati dominio
e ambiente di vita.

Lepidonotopodium piscesae, Eucarioti.


Camini idrotermali marini.
Spl/Agf

Halobacillus, Batteri. Metanocaldococcus, Archea.


Laghi ipersalati. Camini idrotermali marini.
vita sotteranea

Halicephalobus mephisto, Eucarioti.


Rocce sotterranee.

L’infernale
MONDO
Image courtesy of Gaetan Borgonie
DI SOTTO
Spl/Agf
Deep Carbon Observatory

Geogemma barossii, Archea.


Sorgenti calde sottomarine.
dossier

Woods Hole Oceanographic Institution

C
Marum-Center for Marine Environmental Sciences, University of Bremen
arl Woese era un tipo ostina-
to. Lo scienziato statunitense
era convinto che il mondo in-
visibile contenesse molta più
biodiversità di quanto si credeva. Per decenni, la
sua insistenza non diede risultati. Ma, pian piano,
le prove si accumularono e alla fine Woese ebbe
ragione. Nell’immensa massa di quelli classificati
come “batteri” c’erano esseri ben diversi da quel-
li conosciuti. Woese li chiamò archebatteri. «Si-
curamente c’è stata una divergenza, a livello di
evoluzione, tra questi e i batteri», dice Francesca
Mapelli, ricercatrice al DeFENS (Dipartimento di
Scienze per gli alimenti, la nutrizione e l’ambien- cellulari, i ribosomi, sono differenti, e diversa è
CALDO PROFONDO
te) dell’Università degli Studi di Milano. anche la parete che protegge la cellula. Questo ha In alto a sinistra, un
convinto ad assegnare una classificazione tutta camino idrotermale.
NUOVO DOMINIO DELLA VITA loro, e all’inizio del secolo il nome archebatteri fu In alto, la sorgente
Il prefisso archè (viene dal greco e significa prin- cambiato in Archaea. calda nota come
Grand Prismatic Pool
cipio, origine), però, non tragga in inganno. Rocco Fu l’atto finale della nascita del sistema a “tre a Yellowstone, nel
Mancinelli, astrobiologo della Nasa, spiega: «Si domini” della vita, chiamati, scientificamente, Wyoming (Usa).
ritiene che questi organismi siano più recenti dei Bacteria, Eukaryota e Archaea (in italiano Batte- Qui sopra: tappeti
di batteri a 730 m
batteri». Al microscopio non sono molto diversi ri, Eucarioti e Archea, vedi riquadro nella pagina di profondità
dai batteri “classici”; per esempio, proprio come accanto). I primi li conosciamo, i secondi sono le nel Mare Arabico.
questi, non hanno un nucleo. Ma alcuni organelli specie più complesse, dalle spugne agli uccelli
all’uomo. Gli Archea sono gli ultimi arrivati. «Con

Secondo alcuni indizi,


l’avvento delle nuove tecnologie di sequenzia-
mento del Dna ambientale, si è scoperto che gli

le specie che vivono


Archaea sono molto diffusi», aggiunge Beatrice
Cobucci Ponzano, ricercatrice dell’Istituto di bio-

in ambienti estremi
scienze e biorisorse del Cnr, a Napoli. Vivono nel
suolo, nel mare, nelle risaie, nello stomaco degli

possono spiegare
animali e nelle cavità orali: in luoghi cioè dove tro-
viamo anche batteri ed eucarioti.

l’origine della vita


Come ha fatto questa enorme massa di nuove
specie a sfuggire all’occhio degli scienziati? Quel-

38 | Focus
vita sotterranea

LONTANI PARENTI
Sappiamo dove collocare gli esseri viventi più noti, Batteri ed
Eucarioti, ma per alcune specie appena scoperte è stata creata
una nuova casella. I microbiologi dividono adesso il nuovo
dominio Archea in alcuni gruppi principali, indicati nello schema
qui sotto dalle linee gialle. Insieme alle caratteristiche che li
differenziano dai batteri, questi microoganismi hanno un segreto
che potrebbe aiutarci a capire da dove veniamo. L’analisi del
loro Dna ha svelato infatti che parti del loro patrimonio genetico
sono simili al nostro. Ciò significa che la linea evolutiva che ha
portato, dopo miliardi di anni, ad abeti, zebre, funghi e uomo ha
le sue radici in questi microorganismi. In particolare, in un
gruppo dall’appellativo di Asgard Archaea. Asgard è il regno
degli dèi della mitologia nordica: il curioso nome deriva dal fatto
che i primi archea di questo tipo furono trovati in un camino
idrotermale chiamato “castello di Loki” (il dio dell’inganno). Un
nome mitico per specie misteriose.
ASGARD
Shutterstock

Comprende gli EUKARIA


Archea parenti più
prossimi degli Gli organismi più
Eucarioti, come complessi e più
Lokiarchaeota, grandi, con la
li che vivono in ambienti “normali” erano difficili TACK cellula dotata di
Thorarchaeota,
da scoprire, confusi con i batteri più noti. Ma al- Heimdallarchaeota nucleo, come
Gruppi di Archea
tri, forse i più interessanti, sono rimasti nascosti che comprendono i e Odinarchaeota. artropodi,
vertebrati e
in luoghi inospitali, e dimostrano che la vita sulla Crenarchaeota, molluschi.
Terra ha pochissimi limiti. Molti vivono negli ul- estremofili e
organismi marini, e
timi luoghi che un uomo sceglierebbe per viverci: i Thaumarchaeota, EURIARCHAEOTA
troppo caldi, o freddi, troppo acidi o basici, sala- parte del ciclo Il gruppo più
tissimi o a pressioni enormi. Sono nelle profon- dell’azoto. grande degli
dità degli oceani, in laghi acidi, addirittura tra gli Archea. Ci sono
specie che
interstizi delle rocce nelle miniere, a chilometri di producono metano,
profondità (vedi primo articolo del dossier). Que- BACTERIA alcuni estremofili
sti ambienti sono definiti estremi; e i loro abitan- I microorganismi
e anche organismi
marini.
ti sono chiamati estremofili. «La loro scoperta ha noti da più tempo,
ampliato enormemente la nostra comprensione che popolano tutti DPANN
dei limiti della vita», afferma Cobucci Ponzano. gli ambienti. Sono
Una classificazione
fondamentali
nell’ecologia del che raggruppa
L’INFERNO SULLA TERRA Pianeta, e alcuni diversi Archea
con metabolismi
Gli ambienti estremi sono un mondo parallelo, sono patogeni.
differenti. Alcune
alieno rispetto a quello che conosciamo. L’ecolo- forme, come i
gia di questi angoli infernali è semplice e non Nanoarchaeota,
sono molto piccole.
troppo differente da quella di un bosco. Ma sono
gli abitanti a essere strani: fanno parte della cosid-
detta “materia oscura microbica”, affascinante
ma difficile da studiare. Simile – forse – a ciò che non dev’essere l’ideale. E i ricercatori cercano
le sonde troveranno un giorno su altri pianeti del di capire come fanno. Per esempio, che sistemi
Sistema Solare. hanno per prosperare in stagni bollenti generati
Come hanno fatto batteri e archea (e anche dai vulcani, come quelli che punteggiano il par-
qualche eucariota) ad adattarsi a luoghi più simi- co di Yellowstone? A temperatura elevata, fino
li a Marte (o a Encelado, la luna di Saturno) che a ben oltre i 100 °C, spiega Cobucci Ponzano: «le
alla Terra? In realtà, le risorse che permettono biomolecole, come gli enzimi, di solito vengono
ai microscopici abitanti di vivere ci sono. Le spe- denaturate e perdono la loro funzione». Eppure
cie hanno una grandissima varietà di metaboli- l’archeon (singolare di archea) Pyrolobus fumarii
smi, per estrarre energia da una moltitudine di è capace di crescere a 113 °C, ed è stato trovato
sostanze, dall’idrogeno ai composti dello zolfo, vicino a scarichi dei giacimenti di petrolio, ricchi
o da piccole molecole organiche, come il meta- di idrocarburi e a temperature elevatissime. L’ar-
no o l’ammoniaca (come facciamo noi col cibo). cheon Geogemma barossii, dal canto suo, vive sul
Certo, anche se c’è del cibo, vivere in una minie- fondo del mare e prospera a temperature di 121
ra profonda chilometri (o in una pozza acida) °C. Sembra però che il detentore del record sia

Focus | 39
Vita sotterranea
dossier
Methanopyrus kandleri: resiste a 122 °C. Sono tut- nità, grazie al fatto di riempire la sostanza all’in-
ti chiamati ipertermofili. Il loro trucco? «I lipidi terno delle cellule con molecole organiche che
della membrana contengono più acidi grassi satu- impediscono al sale di entrare.
ri. Ciò consente loro di crescere a temperature più Tra le specie estremofile più complesse, cioè gli
elevate», spiega Cobucci Ponzano. eucarioti, c’è anche una mosca, Ephydra hians, le
Un altro ambiente eccezionale è quello in cui il cui larve vivono nelle acque ipersalate del lago
MINIERE VIVENTI pH è ai limiti. La scala del pH va da 0 (estremamen- Mono, in California. A proposito di eucarioti,
Una miniera d’oro te acido) a 14 (estremo della basicità). Picrophilus nelle profondità di alcune miniere, oltre a tipici
in Sudafrica. torridus, della sorgente calda di Noboribetsu, in batteri e archea, qualche anno fa è stato scoperto
In ambienti simili,
a oltre 2 chilometri
Giappone, è tra gli archea “acidofili”. Può crescere anche un minuscolo nematode, un verme lungo
di profondità, fino a pH 0,06. Altri sono in grado di popolare aree 0,05 millimetri. È Halicephalobus mephisto: la sua
sono stati trovati ricche di zolfo in regioni vulcanicamente attive e scoperta, in un pozzo della miniera d’oro di Bea-
frammenti di Dna depositi di metalli, come i sistemi di drenaggio trix in Sudafrica a 1,3 km sotto la superficie, è stata
batterico, in un
ecosistema isolato delle miniere o le melme acide. Alcuni esempi riportata dalla rivista Nature. Si nutre di batteri
da 2 miliardi di anni. “minerari”. Alcuni di questi organismi resistono
anche a più di una condizione al limite. Per esem-
pio, in ambienti saturi di sale nelle profondità
marine o all’interno delle rocce calde. Uno dei
campioni di quest’ultima “specialità” è l’arche-
on Halobacterium salinarum. Può sopravvivere
a essiccazione, radiazioni, alte concentrazioni di
metalli, pressione elevata e radiazioni Uv.

ECOLOGIA PROFONDA
Anche i camini idrotermali marini contengono
un’elevata concentrazione salina e hanno un pH
da acido ad alcalino (pH 5-8,5), oltre ovviamen-
te a una pressione elevatissima, visto che sono a
chilometri di profondità. È l’habitat dei barofili,
che vivono a pressioni di 40 megapascal (circa
4 chili per millimetro quadrato). I biologi erano
certi che avrebbero trovato archea e batteri in
questi ambienti. Ma che ci fossero anche animali
più complessi è stata una sorpresa. In questo mi-
nuscolo ecosistema, infatti, vive ad esempio Lepi-
donotopodium piscesae, un polichete: è un verme,
Reuters/Contrasto

parente alla lontana dei lombrichi. Abita a 2.500-


3.000 metri sotto la superficie dell’oceano Pacifi-
co e si ciba di batteri che si nutrono direttamente
dei minerali presenti. Secondo Cobucci Ponzano,

La ricerca dei limiti dei


«stiamo appena iniziando a comprendere le intri-
cate relazioni tra i diversi organismi che popolano

viventi sulla Terra aiuterà lo


i camini idrotermali, le loro interazioni con l’am-
biente e l’impatto sul sistema terrestre».

studio della vita nello spazio


Un’immensa massa di batteri e archea, di vermi
e altri microrganismi che vive nelle profondità
non può non avere influenza sull’ecologia dell’in-
tero Pianeta. In particolare: «Sono importanti per
sono specie molte studiate, come Saccharolobus il ciclo del carbonio, per esempio, perché molti
solfataricus e Sulfolobus acidocaldarius (i nomi archea sono metanogeni», spiega Mapelli: come
sono rivelatori, fra l’altro si tratta dei primi archea sottoprodotto del loro metabolismo in ambienti
a essere stati scoperti in un ambiente estremo, a senza ossigeno, producono cioè metano (CH₄) ap-
Yellowstone). Gli acidofili, infatti, «hanno svilup- punto un composto del carbonio. Quelli in am-
pato meccanismi per pompare i protoni (le parti- bienti come le rocce profonde, «pur essendo ca-
celle subatomiche che provocano l’acidità) fuori paci do colonizzare ambienti estremi, hanno un
dalla cellula e mantenersi a pH quasi neutro», metabolismo lento e la loro influenza si sente solo
conclude Cobucci Ponzano. in tempi geologici», conclude Mapelli. Non pos-
siamo così affidarci alla materia oscura biologica
SALE E RADIAZIONI per risolvere il nostro problema più pressante,
Anche l’eccessiva presenza di sale è una delle con- l’eccesso di CO₂ in atmosfera. Per questo, il futuro
dizioni più ostili alla vita: eppure esistono archea della Terra è nelle nostre mani. Mentre batteri e
e batteri “alofili”, resistenti cioè all’altissima sali- archea senz’altro ci sopravviveranno.

40 | Focus
PERCHÉ NON CI SONO
ANIMALI CON TRE ZAMPE?

PER CHI AMA FARSI SEMPRE TANTE DOMANDE.


Quali sono le paure più strane? I buoni propositi servono a qualcosa? 
Si può ipnotizzare una rana? Perché dovremmo appiattire i rigatoni?
Le risposte a queste e a molte altre domande le trovi solo nel nuovo numero
di Focus D&R. 250 domande e risposte sui fatti più incredibili e curiosi,
per soddisfare sempre la tua voglia di sapere.
dossier
Anche laggiù 1,6

c’è il ciclo
del carbonio ATMOSFERA
750

I flussi di questo
elemento regolano
la vita e il clima.
E anche sottoterra
si produce CO₂
di Nicola Nosengo

S
50

ORGANISMI
egui i soldi (“Follow the money”) MARINI
3
dice una frase resa famosa dal
film Tutti gli uomini del Presi-
dente (1976), che certamente è
vera per chiarirsi le idee in molte circostanze. Se
vogliamo capire il nostro Pianeta, la frase giusta è
“follow the carbon”, segui il carbonio. Quarto ele-
mento più comune nell’universo, è alla base delle
molecole della vita: Dna, Rna, proteine, zuccheri
e tutto ciò di cui sono fatte le cellule. In coppia con
l’idrogeno, forma i combustibili fossili da cui tra-
iamo energia. Bruciandoli, produciamo gas a base
di carbonio che alterano il clima. Sapere quanto
carbonio c’è sulla Terra e come circola, allora, è parte “sommersa” di cui sappiamo molto meno.
indispensabile per prevedere come clima ed eco- Per cominciare, un po’ del carbonio delle biomas-
sistemi cambieranno in futuro. È proprio questo se finisce nei sedimenti oceanici e nel suolo, dove
l’obiettivo del Deep Carbon Observatory, di cui in milioni di anni diventa carbone, petrolio o gas.
parliano nel primo articolo del dossier. La principale porta di comunicazione tra ciclo
superficiale e ciclo profondo sono però le zone di
GIÙ NEL MANTELLO subduzione, fratture nella crosta oceanica in cui ATOMI IN
Per il ciclo del carbonio, la metafora dell’iceberg una placca tettonica scivola sotto l’altra. Lì, parte MOVIMENTO
Nel disegno in alto, il
vale al contrario. La parte più grande è “sopra”, del carbonio nei sedimenti viene convogliato ver- ciclo del carbonio
circa 200 miliardi di tonnellate che vengono so il basso su una specie di nastro trasportatore. tradizionale. Nei
scambiati ogni anno tra atmosfera, terra e oceani. La maggior parte rimane tra la crosta e la parte cerchi sono indicati i
“depositi” di questo
Nell’aria, il carbonio si trova soprattutto sotto for- superiore del mantello, mentre una frazione più atomo in miliardi di
ma di CO₂ e di metano. Sulla terraferma, le piante piccola scende fino a 600 km di profondità o più. tonnellate (Gt), e con
assorbono CO₂ e la usano per la fotosintesi, pro- Alla fine, una buona parte torna fuori con i fumi le frecce i flussi
(in Gt all’anno). Nel
ducendo zuccheri e tutto il resto, che poi diventa di vulcani, geyser e solfatare. Ma quantificare riquadro a destra, la
cibo per gli animali. Questi ultimi respirando ri- questi flussi, e capire se sono in equilibrio, è diffi- parte “sommersa”
mandano carbonio nell’atmosfera. Grosso modo cile. Alcuni studi mostrano per esempio che nelle (e meno nota).
lo stesso succede negli oceani. Il sistema sarebbe zone di subduzione una parte del carbonio viene
in sostanziale equilibro se non ci fossimo noi a fal- bloccata a metà strada dai microorganismi. In
sare i conti, mandando in atmosfera un sovrappiù queste pagine abbiamo sintetizzato in forma gra-
di CO₂. Ma il ciclo del carbonio ha anche quella fica queste informazioni. Buona lettura.

42 | Focus
vita sotterranea

60

60 90

5,5
121,3

COMBUSTIBILI
FOSSILI E
PRODUZIONE
DI CEMENTO
VEGETAZIONE 4.000
610

Illustrazioni Stefano Carrara; fonti: Nasa Earth Observatory e Deep Carbon Observatory (https://deepcarbon.net/dco/deep-carbon-science)
SUOLO
1.580

92

100
SUPERFICIE
OCEANO
40 1.020 FLUSSI
ATTRAVERSO
I MINERALI
DOVE VIVONO
GLI “ALIENI”
91,6 TERRESTRI
6 CARBONIO
ORGANICO
NELL’ACQUA 4
<700
PROFONDITÀ
6 OCEANO
38.100

SEDIMENTI 0,2
150

2 ROCCE E VULCANI
1 Questa è la parte “nascosta” del ciclo, che
7 coinvolge le rocce e gli organismi che le
abitano. Ha dimensioni più ridotte (flussi e
depositi si misurano in milioni di tonnellate,
5 o Mt, invece che in miliardi) ed è meno nota.
1 Degassamento diffuso (almeno 4-12 Mt
all’anno). 2 Vulcani ad arco, tipici delle zone di
6 subduzione, dove una placca scivola sotto
l’altra (18-43 Mt/anno). 3 Rocce solide (fino a

3
47 Mt). 4 Flusso verso il mantello (fino a 52
Mt/anno). 5 Flusso dalla zona di subduzione
verso l’alto (14-66 Mt/anno). 6 Crosta
4 oceanica e sedimenti (40-100 Mt/anno).
7 Dorsale oceanica (10-90 Mt/anno).

Focus | 43
missioni

In orbita tutto
è reso diverso
dall’assenza di peso,
ma si mangia, si
dorme, si lavora e si
va in bagno. Come
i comuni mortali.
Ecco come passa
la giornata un
astronauta sulla
Stazione Spaziale
Internazionale.
di Ismaele Morabito

Una giornata
spaziale
Esa

44 | Focus
ALL’ESTERNO
Una delle
passeggiate spaziali
di Luca Parmitano
per aggiustare un
rivelatore di raggi
cosmici installato
all’esterno della Iss.
Queste attività sono
svolte da astronauti
con uno specifico
addestramento.
“ I l tempo è relativo, il suo unico valore è
dato da ciò che facciamo mentre sta
passando”, diceva Albert Einstein. C’è
un luogo piuttosto vicino a noi (circa
400 km) in cui, se possibile, rispetto alle nostre
comuni giornate divise tra lavoro, famiglia e ma-
gari sano sport, il tempo è ancora più relativo e
allo stesso tempo più importante. Stiamo par-
lando della Stazione Spaziale Internazionale,
comandata in questi mesi dall’italiano Luca Par-
mitano. Al suo interno, gli astronauti conducono
una vita molto regolare, che comprende i neces-
sari accorgimenti per evitare i danni fisici che
possono presentarsi in assenza di peso. Tenendo
presente, però, che in un giorno terrestre la Sta-
zione completa 16 orbite attorno alla Terra, e che
quindi il Sole sorge e tramonta per altrettante
volte nel corso delle 24 ore.

La sveglia. Palestra con i colleghi. L’angolo del bagno.


La giornata tipo prevede la sveglia Aperta la cuccetta, inizia il rito dei La toilette è proprio accanto ad Ared,
alle 5:50 (ora di Greenwich, quella saluti tra colleghi, e qualcuno prima di ma il rumore del potente aspiratore
ufficiale sulla Iss). Il risveglio prelude fare colazione sceglie di svolgere una che evita che qualche rifiuto galleggi
a un programma che durerà circa dieci sessione di pesi. Nello spazio si può fare nell’aria, unito alla musica che
ore; tranne il week-end, in cui si lavora palestra grazie a un attrezzo multiuso: accompagna l’allenamento, isola chi
“solo” cinque ore. Alle 6:00, ancora il suo nome è Advanced Resistive la utilizza, eliminando l’imbarazzo
intorpiditi dal sonno, gli astronauti Exercise Device (Ared), ed è formato da di possibili rumori. C’è un fatto
sciolgono le braccia rimaste conserte un braccio meccanico che è possibile ormai di dominio pubblico: i liquidi
tutta la notte e cercano con le mani le muovere su più assi. Inoltre è dotato di prodotti sono riciclati e resi puri
due cerniere ai lati del sacco a pelo nel una pedana su cui è fissato un sedile. al 99,99%, e sono riutilizzati come
quale hanno dormito, e che è agganciato L’esercizio fisico è fondamentale, per acqua potabile. Uscendo dal “bagno”,
a una parete per non fluttuare. Nella evitare le complicazioni muscolari nella parte opposta della parete sono
cuccetta, oltre che dormire, possono dettate dall’assenza di gravità, che attaccati i comuni oggetti da toilette:
ascoltare musica e mettersi in contatto tende ad atrofizzare i muscoli, e i lamette, deodorante, uno specchio.
con i propri cari sulla Terra. Gli problemi di osteoporosi dovuti alla Gli astronauti dispongono anche
ambienti del riposo sono ventilati, carenza di vitamina D, conseguente di uno shampoo e di un dentifricio
altrimenti gli astronauti rischierebbero all’impossibilità di stare all’aria aperta. commestibile, per risparmiare acqua.
di svegliarsi senza ossigeno a causa Per questa ragione, gli astronauti della I rifiuti liquidi, come detto, sono
della bolla di anidride carbonica che Iss si allenano con Ared almeno un’ora trasferiti al sistema di recupero,
si creerebbe se non ci fosse ricambio al giorno, utilizzandolo in 3 modalità. mentre quelli solidi vengono
d’aria. Il primo gesto, automatico, La prima consiste nel sedersi sul immagazzinati in un contenitore
è quello di attivare il computer seggiolino, impugnare con due mani d’alluminio e poi “scaricati” fuori
(sempre connesso con i parametri il braccio meccanico e sollevarlo, per bordo. Si disintegreranno per attrito
della Stazione) per leggere il “Daily fare pesi. Se l’obiettivo sono cosce e con l’atmosfera. Le docce non ci sono.
Summary”, che il controllo missione di glutei, basta invece rimanere seduti sul Ci si lava con spugne e fazzoletti
Houston ha trasmesso durante la notte: seggiolino, fissare il braccio meccanico umidi, spruzzandosi addosso limitate
in questo messaggio sono contenute alla parete e spingerlo con le gambe. Per quantità d’acqua.
tutte le ultime informazioni riguardanti schiena, tricipiti e addominali, bisogna
le operazioni da eseguire nella giornata accedere alla barra corta, una sorta di
che è appena iniziata. manubrio legato a un cavo ancorato
sulla pedana.
LA GIORNATA TIPO

05:50-6:30 06:30-06:50 06:50-07:40 07:40-07:55 07:55-10:20 10:20-11:45 11:45-13:00 13:05-14:00


risveglio verifiche tecniche colazione riunione esperimenti esercizi fisici esperimenti pranzo

46 | Focus
Es a
COMPITI FATICOSI...
Qui a sinistra, Serena
Auñón-Chancellor, medico
di formazione, è di turno
per... la pulizia del bagno
nel modulo Tranquillity.
Sulla Iss, tutti devono fare
tutto. Più a sinistra, Chris
Cassidy si allena con
l’attrezzo Ared, nello
stesso modulo.

a (3)
Nas
... E QUOTIDIANI
Sopra, Andrew
Morgan taglia i
capelli al collega
russo Alexander
Skvortsov. A sinistra,
Michael Fincke e
Andrew Feustel si
concedono uno
snack per colazione,
poco prima di
Colazione saporita. iniziare una attività
Alle 7:00 è il momento di preparare la extraveicolare.
colazione. Pancake di farina d’avena
con cannella e uvetta, e un caffè, rap-
presentano il menù preferito dal nostro
astronauta Luca Parmitano, che dal 2
ottobre scorso è il comandante (primo
italiano a ricoprire questo ruolo) della
Stazione. L’equipaggio mangia alimen-
ti congelati, refrigerati o in scatola, e
poiché il gusto nello spazio diviene più GLI ESPERIMENTI DI LUCA
limitato, sono molto graditi i cibi pic-
canti. Le bevande invece sono fornite Durante la sua permanenza sulla Iss, Luca Parmitano sta
sotto forma di polvere disidratata, me- svolgendo vari esperimenti, utili tra l’altro per le future missioni
scolata con acqua prima del consumo, e verso la Luna e Marte, incentrati su test fisiologici, robotica,
bevute con una cannuccia. biologia e altro. Analog-1 prevedeva, per esempio, il controllo di
un rover a distanza, mosso sui paesaggi di Lanzarote, molto
simili a quelli lunari. Negli esperimenti Grip e Grasp, invece,
sfruttando un casco per la realtà virtuale, Parmitano ha realizzato

Fino a 10 anni fa, alcuni test per studiare il modo in cui il cervello impara a
manipolare gli oggetti nello spazio. Xenogriss coinvolge alcuni

l’accesso a Internet girini per capire se e come le condizioni spaziali di microgravità


influenzino i processi di accrescimento e rigenerazione. Acoustic

sulla Iss era molto Diagnostic invece cercherà di capire, tramite un confronto tra
prima, dopo e durante la missione, se l’udito degli astronauti sia

limitato. Nel 2010 è influenzato dalla microgravità e dal rumore a bordo. Tra gli
esperimenti sulla scienza della vita figura anche NutrIss, dedicato

arrivato Twitter e oggi a comprendere come le missioni di lunga durata influenzino la


composizione corporea (per esempio in termini di massa magra e

c’è una connessione massa grassa). Amyloid Aggregation, infine, mira a capire se
l’accumulo di peptidi, caratteristica di alcune patologie come

a 600 Megabit l’Alzheimer, possa rappresentare un rischio per gli astronauti.

14:00-16:15 16:15-17:15 17:15-18:15 18:15-19:15 19:15-19:30 19:30-20:30 20:30-21:30 21:30-06:00


esperimenti esercizi fisici attività varie verifiche fine riunione cena preparazione sonno sonno
giornata

Focus | 47
STIVA E LABORATORIO
A sinistra, il modulo Leonardo,

Nasa (3)
utilizzato per lo stivaggio di ricambi,
cibo ecc. Sotto, Jessica Meir e
Christina Koch al lavoro alla robotic
workstation nel modulo Destiny.

Esa (3)
Al lavoro! Pranzo e attività
Le attività scientifiche iniziano verso le pomeridiane.
8:00, seguendo una scaletta definita nei La pausa pranzo inizia alle 13:05 e dura
minimi particolari in cui si alternano circa un’ora. Spesso, però, i membri
allenamenti e riposo ai tanti esperimen- dell’equipaggio non mangiano tutti
10 $ AL SECONDO ti scientifici e alla manutenzione della
Stazione. A volte c’è spazio per qualche
insieme per via dei vari impegni perso-
nali. E difficilmente possono concedersi
Il valore dato al tempo, da parte attimo di divertimento: per esempio un riposino pomeridiano, perché si
degli astronauti, è dettato anche lo scorso agosto, quando Parmitano, in devono svolgere, tra le altre cose, anche
dal costo che ha ogni singolo versione DJ spaziale, per la prima volta altre due ore di attività fisica con diversi
istante. Partendo dai 150 milioni di nella storia ha trasmesso musica a una macchinari. Il più semplice di tutti è
dollari complessivi di una missione discoteca su una nave da crociera a Ibi- la cyclette, al cui sellino, come è facile
di sei mesi, si scopre che la za e fatto ballare centinaia di persone, immaginare, è necessario essere legati.
giornata di un singolo astronauta rimarcando il concetto di quanto la mu- Un altro dispositivo specifico è un tapis
costa più di 800mila dollari al sica sia un mezzo di unione universale. roulant con cavi elasticizzati da legare
giorno, circa 10 dollari al secondo. Parte del lavoro vede impegnati gli in vita che simulano una trazione gravi-
Questa cifra racchiude varie voci: astronauti in compiti straordinari, tazionale, in modo che l’astronauta pos-
dal volo alla parte logistica, come le attività extraveicolari (Eva). sa rimanere inchiodato con i piedi sulla
compreso lo smaltimento di 6 kg al Quelle svolte nell’attuale Expedition 61 superficie e correre usando la stessa
giorno di materiale consumato, tra sono state particolarmente rilevanti, pressione che riceverebbe sulla Terra.
cibo e igiene personale, il che come la storica prima tutta al femmi- Lo sport è fondamentale anche perché
moltiplicato per 180 giorni fa poco nile dello scorso autunno o come le nello spazio si tende a soffrire di alta
più di una tonnellata a persona. numerose uscite svolte da Parmitano pressione e si riscontrano variazioni
I costi includono il training fisico e insieme al collega americano Andrew nella gittata del cuore che, per mancan-
tecnico, indispensabile per la Morgan, servite a riconfigurare l’Ams za di gravità, pompa il sangue per lo più
missione. Per tutti questi motivi, il (“Alpha Magnetic Spectrometer”), il nella parte superiore del corpo. Ecco
tempo sulla Iss è davvero prezioso, “cacciatore” di antimateria e materia perché spesso gli astronauti in missione
e quindi il programma degli oscura posto all’esterno della Iss, che sembrano gonfi al petto e al volto.
astronauti viene deciso ogni giorno non era stato progettato per riparazioni
a tavolino sulla Terra, in modo che in orbita.
sulla Iss non venga sprecato
nemmeno un secondo.

48 | Focus
PREPARATIVI
Qui accanto, Luca
Parmitano condivide
una cena leggera con i
suoi compagni
di missione.
Più a sinistra, Andrew
Morgan controlla gli
strumenti che
serviranno per l’attività
extraveicolare che
svolgerà con
Parmitano.

La sera si avvicina.
Le attività pomeridiane terminano
alle 19:30 con una cena in compagnia.
In seguito si svolge il briefing di fine
giornata e di preparazione alla successi-
va. In genere, l’ora del sonno arriva alle
21:30, anche se non è inusuale trovare
qualcuno sveglio anche più tardi, perché
preferisce togliere tempo al riposo per
mettersi in contatto con i propri cari e
rispondere ai tanti messaggi sui social,
pubblicare foto e articoli sugli esperi-
menti svolti o, più semplicemente, per
godersi un po’ della vista della Terra da
circa 400 km di altezza “affacciandosi”
dalla Cupola della Stazione, un privile-
gio unico al quale è quasi impossibile
rinunciare.

In media, ciascun
astronauta dedica
tre ore al giorno
agli esercizi fisici,
per limitare i ATTENZIONE ALLA SALUTE

problemi dovuti
Qui sopra, il giapponese Koichi Wakata
nel suo sacco-letto. Gli astronauti
faticano a riposare: in media dormono

all’assenza di peso circa 6 ore. Subito sopra, Steve Swanson


esegue su se stesso un test della vista.

Focus | 49
LA ISS IN SINTESI
L’assemblaggio della Stazione Spaziale Internazionale
(Iss) è iniziato con il lancio del modulo Zarja il 20
novembre del 1998. Nel 2011 si può dire che la
costruzione fosse terminata, anche se alcune piccole
parti sono state aggiunte più di recente. La Iss è
grande più o meno come un campo da calcio e pesa
circa 420 tonnellate. Lo spazio in cui vivono e lavorano
gli astronauti è di circa 400 metri cubi.
Dal 2 novembre del 2000 è permanentemente abitata
da equipaggi che si alternano ogni sei mesi circa, e
complessivamente è stata visitata da oltre 200
astronauti (a destra, Luca Parmitano in un selfie

Esa
scattato all’esterno della Iss). (G.R.)

Sopravvivenza. Questo Passaggio. Abitabile. Questo


modulo è la “casa” dei Comparto di è l’equivalente, per
cosmonauti russi. trasferimento. Ha europei e americani, del
Possono dormire (in due), anche un portello modulo Zvezda. Contiene
mangiare, andare alla per uscire sistemi di supporto vitale,
toilette, fare esercizi con all’esterno, ma è impianti per produrre
una cyclette. C’è un stato usato solo ossigeno e riciclare
sistema per recuperare una volta. l’acqua. Ci sono anche gli
acqua dall’umidità attrezzi per gli esercizi
dell’aria e un altro per (come Ared) e la toilette. A
produrre ossigeno da questo modulo è
respirare. Qui si trovano attaccata la Cupola, con
anche i computer grandi finestre che
principali russi per il guardano all’esterno.
controllo della Iss.

PROGRESS ZVEZDA SM ZARJA

MODELLO 3D
ALTRI SEGRETI Navetta. Le Il primo. È stato il primo

Per costruire la Iss


DELLA STAZIONE Progress sono modulo della Iss a essere
SPAZIALE... IN navette cargo russe lanciato, nel 1998. Oggi è
TRE DIMENSIONI

sono stati necessari


che riforniscono utilizzato principalmente
periodicamente la come magazzino. Anche
INQUADRA Stazione Spaziale. se è stato costruito da

circa 35 lanci tra


LA PAGINA
CON LA Ciascuna può una azienda russa, è
APP portare fino a 2.400 proprietà degli Usa.
INFO A PAGINA 5

Space Shuttle e razzi


kg di cibo, acqua, Ospita anche un sistema
ossigeno, pezzi di per il filtraggio e il
ricambio ecc. ricircolo dell’aria.

Sojuz e Proton
56
METRI

50 | Focus
Oltre ai moduli
descritti nel
disegno sotto, la
Iss è composta da
una intelaiatura
su cui sono fissati
anche i pannelli
solari e altre
componenti.
I pannelli
producono tra
75 e 90 kW di
energia.

Connessione. Sol Levante. Modulo


Modulo di sviluppato dalla Jaxa,
trasferimento che l’agenzia spaziale
collega la parte giapponese. È il più
russa e quella grande, ed è
americana della Iss. KIBO (MODULO composto da diverse
TRANQUILLITY È anche la zona in GIAPPONESE) parti. Viene utilizzato
(NODO 3) cui tutti gli astronauti soprattutto per
possono pranzare ospitare esperimenti,
insieme. anche all’esterno.

Multiuso. Connette
i moduli americani a
quello giapponese.
Al suo interno vi sono
sistemi per la
produzione della
corrente e di gestione
UNITY DESTINY HARMONY dati. E 4 cuccette per
(NODO 1) (LABORATORIO USA) (NODO 2) l’equipaggio. Qui si
aggancia la capsula
Dragon di SpaceX.

QUEST
Laboratorio. Questa è la Esperimenti. È il
(CAMERA DI
zona dove si conducono maggiore contributo
COMPENSAZIONE)
gli esperimenti americani, della Agenzia Spaziale
racchiusi in rack, cioè in Europea alla Iss.
contenitori di dimensioni Come Harmony e
standard. Ha anche una COLUMBUS Tranquillity è stato
finestra ampia circa (LABORATORIO costruito in Italia. Si
Si esce. È il modulo mezzo metro con un EUROPEO) tratta di un laboratorio
da cui si esce per le vetro di alta qualità, da che ospita 10 rack per
attività extraveicolari. cui gli astronauti esperimenti, 5 europei
È diviso in due parti: possono realizzare video e 5 americani, su
la prima è il deposito e foto della Terra. fisiologia, fisica dei
delle tute spaziali, la fluidi, biologia ecc.
seconda l’area
pressurizzata da cui
si esce all’esterno.
Nasa
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società

LE DROGHE

Siamo entrati nel Laboratorio di analisi sugli


stupefacenti dei Carabinieri. Per capire che cosa c’è
nelle “sostanze” in commercio attualmente.
E qual è il loro effetto su chi le utilizza.
Andrea Tabaro

di Raffaella Procenzano
GASCROMATOGRAFO
L’appuntato scelto
Simonluca Salvatori
mostra i campioni pronti
e già inseriti nel
gascromatografo, che li
analizza in sequenza,
uno dopo l’altro.

VIDEO
GUARDA COME
AVVENGONO LE
ANALISI DEI
CARABINIERI

INQUADRA
LA PAGINA
CON LA
APP
INFO A PAGINA 5

Andrea Tabaro
Il laboratorio analizza fino a 3.000 campioni
l’anno di sostanze stupefacenti e anabolizzanti

L’
per conto di 8 diverse procure lombarde

apparecchio ci mette tre minuti e mezzo mato a testimoniare, se il giudice o la difesa lo richiedono. Può
per scovarle. Ed eccole lì, le molecole di succedere quando l’analisi riguarda nuove droghe sintetiche e le
cocaina, evidentissime: il rivelatore le parti del processo non hanno chiaro di che si tratta».
ha separate da tutto il resto. Quello che
si vede sul monitor è un picco su un grafico, come se un ence- CON L’ANTI-VERMI
falogramma piatto avesse avuto un improvviso sussulto. L’al- Il Laboratorio milanese dei Carabinieri è dunque un ottimo pun-
tezza e l’area di quel picco dà in automatico la concentrazione to di osservazione per scoprire che cosa, in questo momento, è
di coca all’interno del campione: più il picco è grande, più la in circolazione sul “mercato” e soprattutto capire nel dettaglio il
sostanza è pura. contenuto delle sostanze che sempre più persone, specialmente
ragazzi, consumano (vedi dati a destra). Spesso senza sapere con
PROVE A CARICO precisione che cosa siano e quali effetti possano dare. «In questi
Il “campione” è una bustina di polvere bianca, una dose pronta ultimi anni sono cambiate molte cose: i derivati della cannabis,
all’uso sequestrata a uno spacciatore in zona Navigli. Nel La- marijuana e hashish, sono diventati molto più potenti, anche il
boratorio di analisi delle sostanze stupefacenti (L.A.S.S.) dei doppio di quello che erano solo 5 anni fa, e 4-6 volte tanto rispet-
Carabinieri che si trova nella caserma Montebello di Milano, di to all’“erba” in circolazione negli anni ’70», dice il maresciallo
campioni come questo se ne esaminano fino a 3.000 all’anno e i Dario Montinaro, responsabile del Laboratorio. «Al contrario,
risultati vengono inviati a 8 procure lombarde. «Dobbiamo ana- eroina e cocaina in circolazione sono sempre meno pure. La
lizzare tutto quello che viene sequestrato dai colleghi che fanno coca si trova spesso tagliata al 20-30%. L’eroina anche all’80%.
le indagini: marijuana, hashish, cocaina, eroina, anfetamine e al- Le dosi, oltre allo stupefacente, contengono quindi altissime
tre sostanze in circolazione nella Lombardia Occidentale. Non quantità di sostanze di tutti i tipi: anestetici come la lidocaina,
appena il giudice convalida il sequestro, noi ne preleviamo una antidepressivi come la nortriptilina, antidolorifici come la fena-
piccolissima quantità (pochi grammi) che ci serve per le analisi e cetina. Nella cocaina si trova spesso il tetramisolo, che in realtà è
restituiamo subito agli investigatori il resto», spiega il maggiore un vermicida per uso veterinario, ma che evita le ulcerazioni alla
Christian Marchetti, che coordina l’attività del Laboratorio. «La mucosa del naso». Per non avere narici arrossate o fuoriuscite di
relazione che contiene il risultato delle analisi viene poi inviata sangue dal naso “da cocainomane”, quindi, il prezzo da pagare è
al Comando e alla procura competente, in modo che al momento dunque sniffare un po’ di anti-vermi per i cani.
del processo diventi una prova a carico dell’accusato. In qualche Anche altri componenti dei “tagli” hanno in realtà una fun-
caso chi dei nostri esperti ha compilato la relazione viene chia- zione: da quando per esempio all’eroina viene aggiunta la

54 | Focus
LE DROGHE OGGI “SUL MERCATO”
DIFFUSIONE CONSUMO DANNI ALL’ORGANISMO

32,7%
UN USO ABITUALE DELLA SOSTANZA PROVOCA:
CANNABIS

60%
• Dipendenza
• Sindrome amotivazionale (apatia)
DEL DEGLI ITALIANI • Rischio di sviluppo di disturbi mentali in
MERCATO TRA I 15 E I 64 ANNI L’HA soggetti vulnerabili
La comune “erba da spinello” può arrivare a una PROVATA ALMENO UNA • Se l’assunzione inizia durante l’adolescenza, la
percentuale del 25% di Thc (il principio attivo) e l’hashish
può sfiorare il 40%; dando effetti allucinogeni simili a
VOLTA NELLA VITA cannabis può ridurre le capacità di
quelli dell’Lsd, specie se in combinazione con gli alcolici. elaborazione, di apprendimento e la memoria

COCAINA
6,9 • Aumento della tolleranza (per avere effetti

27%
% bisogna assumerne di più)
• Decadimento delle condizioni fisiche e
DEL DEGLI ITALIANI psicologiche (irritabilità, disturbi dell’umore,
MERCATO TRA 15 E 64 ANNI L’HA irrequietezza psicomotoria e paranoia)
È sempre più diffusa, anche tra i minorenni. Negli ultimi PROVATA, ALMENO UNA
mesi, le dosi pronte all’uso sono poco pure: sono VOLTA NELLA VITA
tagliate anche al 20-30%. I tagli più comuni sono la
caffeina e alcuni tipi di antidepressivi.

EROINA
69.900
• Sintomi di astinenza molto intensi e prolungati

4%
nel tempo
• Infezione dei vasi sanguigni e delle valvole
DEL ITALIANI SONO IN cardiache
MERCATO TERAPIA SOSTITUTIVA • Gravi malattie infettive per scambi di siringhe
Le dosi per lo spaccio “da strada” contengono meno
PER DIPENDENZA DA • Malattie renali ed epatiche
principio attivo rispetto agli anni scorsi e più caffeina e OPPIOIDI (SOPRATTUTTO • Forte dipendenza
paracetamolo. EROINA)

KETAMINA
2,4%
• Compromissione permanente delle funzioni

3%
cognitive

DEL
MERCATO
K DEGLI ITALIANI
• Sviluppo di psicosi acute
• Arresto cardiaco e respiratorio, ictus ed infarto
TRA 15 E 64 ANNI • Grave dipendenza
Il suo consumo è in aumento, forse perché dà un forte effetto
psichedelico ma di breve durata. Visto che è estremamente
L’HA PROVATA ALMENO • Incidenti e comportamenti rischiosi
pericoloso assumerla alla guida, viene avvolta in carta a UNA VOLTA NELLA VITA
quadretti per non essere confusa con l’ecstasy.

MDMA (ECSTASY)
2,7 • Dipendenza

3%
% • Lesioni cerebrali e gravi deficit cognitivi
(il cosiddetto brain on fire)
DEL DEGLI ITALIANI • Ipertermia, collasso e morte
MERCATO TRA 15 E 64 ANNI
È sempre molto usata dai giovani, che se la procurano L’HA PROVATA ALMENO
soprattutto nei locali notturni, ma rimane una delle
droghe più tossiche in circolazione.
UNA VOLTA NELLA VITA

200
METANFETAMINA • Esaurimento fisico

2%
• Forte dipendenza e tolleranza (bisogno di
assumerne sempre di più)
DEL I SEQUESTRI IN ITALIA • Problemi cardiaci e ictus
MERCATO NEL 2018 (MOLTO MENO • Infezioni, malnutrizione, morte
È impiegata soprattutto dalle comunità cinesi e filippine RISPETTO AD ALTRI
per resistere allo stress e alla fatica. Qualche volta si
trova anche nei locali notturni.
PAESI EUROPEI)

? 55
NPS (NUOVE SOSTANZE I danni alla salute non sono tutti noti. I
PSICOATTIVE)

1%
cannabinoidi sintetici e i catinoni sono però
sospettati di provocare psicosi. Altri effetti:
• Tachicardia, ipertensione, alterazione della
DEL LE NPS REGISTRATE
PER LA PRIMA VOLTA percezione e dell’umore
MERCATO
IN EUROPA NEL 2018 • Ansia, crisi di panico, cefalea, allucinazioni
Anche se – in volume – le nuove droghe sintetiche sono le
meno sequestrate, si tratta delle sostanze più pericolose (IN TOTALE LE NUOVE • Grave agitazione psicomotoria e aggressività
in assoluto, responsabili del 20% dei casi di overdose. SOSTANZE SONO 730) • Gravi danni cerebrali, cardiaci e polmonari

(Fonti: dati ricavati dai sequestri a Milano e in Lombardia Occidentale da parte dei Carabinieri e dai rilevamenti dell’Osservatorio europeo sulle droghe; effetti sulla salute a cura di Marica Orioli)

Focus | 55
caffeina, che è un eccitante e contrasta l’effetto rilassante degli
oppiacei, sono diminuite di molto le vittime di overdose perché
è più difficile che si arrivi alla depressione respiratoria e quindi
alla morte. «Trafficanti e spacciatori non hanno alcun vantaggio
a perdere consumatori, non solo perché ovviamente avrebbe-
ro un acquirente in meno, ma soprattutto perché attirerebbero
un’intensificazione delle indagini delle forze dell’ordine. E se
possono evitarlo aggiungendo un ingrediente, lo fanno», chiosa
Montinaro

RETE EUROPEA
Per scindere questi cocktail e scoprirne tutti i componenti, gli
esperti del L.A.S.S. utilizzano un apparecchio dal nome compli-
cato: è un gascromatografo interfacciato con uno spettrometro
di massa. Riesce a separare i vari tipi di molecole che si trovano
nei preparati stupefacenti, a seconda del tempo che impiegano
per attraversare, misti a elio, un tubicino lungo circa 30 metri
che si trova all’interno dell’apparecchio. Poiché di ogni sostanza
nota si conosce il tempo che ci mette ad arrivare al rivelatore che
si trova in fondo al tubicino, l’apparecchio riconosce la molecola
e le dà un nome, oltre che misurarne la quantità. «Il problema
arriva quando una molecola non è già nota, ma succede rara-
mente. Anche se all’estero (Cina, Canada e alcuni Paesi europei)
esistono laboratori clandestini che sfornano continuamente
nuove sostanze», fa notare l’appuntato scel-

Qui gli aspiratori sono sempre


to Simonluca Salvatori, che lavora con Mon-
tinaro. Il Laboratorio dei Carabinieri, come

accesi, così i vapori delle sostanze


tutti gli altri (ospedalieri e non) autorizzati
a questo tipo di analisi sono infatti connessi

non si concentrano nell’aria


con la “libreria” gestita dal Centro europeo
per l’allerta sulle droghe. Si tratta di un data-
base aggiornato praticamente in tempo rea-
le: ogni volta che viene sequestrata una nuo-
va sostanza riconosciuta dopo l’analisi chimica come sostanza Germania viene anche usato come stupefacente o per tagliare
psicoattiva, questa viene inserita in elenco, in modo che diventi l’eroina, e per questo ha provocato parecchie vittime (per esem-
illegale e che i laboratori di tutta Europa possano confrontarne pio il cantante Prince). «I consumatori pensano di assumere
la molecola con quelle che analizzano. Visto che l’Italia non è un eroina, ma il fentanil è almeno 100 volte più potente. La morte
Paese produttore di nuove droghe, ma un ricevente, di solito le per overdose diventa quindi molto comune. È talmente perico-
sostanze in circolazione nella Penisola sono state già identifica- loso che negli Usa sono finiti in ospedale alcuni poliziotti solo
te in un altro Paese europeo e quindi sono presenti nel database. per averlo toccato senza guanti o inalato senza volerlo», raccon-
ta Marchetti. In Italia questo “taglio” dell’eroina non è ancora
TROPPO POTENTE arrivato nelle piazze, ma negli ultimi 2 anni ha fatto ugualmente
Ma ci sono delle eccezioni. Due, clamorose, hanno riguardato due vittime, entrambe in Lombardia. Due uomini che se lo erano
due diversi derivati del fentanil, un farmaco molto potente uti- procurato online, su siti del Dark Web, la parte di Internet in cui
lizzato in anestesia e per le cure palliative. In Nord America e in si entra solo con appositi browser. «Ci siamo occupati del caso
più recente, avvenuto nel giugno del 2018: abbiamo analizzato
diverse polveri e farmaci trovati a casa della vittima, deceduta
con la siringa ancora infilata nel braccio. Di sicuro non sapeva
UN MERCATO CHE di essersi iniettato un fentanile oppure aveva sbagliato la dose»,
NON CONOSCE CRISI spiega Montinaro. «Uno dei campioni analizzati ci aveva dato
un picco che non corrispondeva a nessuna sostanza nota all’ap-
Che di droga in circolazione ce ne sia sempre di più lo parecchio ma poi, scaricando l’aggiornamento della libreria
dimostrano anche i dati dell’Osservatorio europeo sulle europea delle sostanze, lo abbiamo identificato come furanil-
dipendenze: nel 2018 si è registrato, per esempio, un fentanile. E abbiamo segnalato la presenza in Italia di questa
incremento dei consumatori di cocaina in molti Paesi, tra molecola all’Osservatorio europeo sulle droghe».
cui l’Italia. E lo stesso vale per i derivati della cannabis, le Dell’altro caso, avvenuto circa un anno prima, si era invece oc-
anfetamine, e perfino per la “vecchia” eroina, più facile cupato il Laboratorio di Tossicologia forense dell’Università di
da assumere visto che ora viene anche fumata oltre che Milano, che al contrario di quello dei Carabinieri oltre alle so-
iniettata. Un dato confermato dalle analisi che in molte stanze stupefacenti analizza anche campioni biologici (capelli,
grandi città europee vengono effettuate sulle acque sangue, urine) alla ricerca dei residui di droghe e alcol. «Anche
reflue: è un po’ come se si facesse l’esame delle urine a noi abbiamo trattato una vittima di overdose; era un tossicodi-
tutta la popolazione, con il risultato che, di anno in anno, pendente che probabilmente si era procurato la sostanza via
nelle fogne si trovano sempre più residui di droga. Web, acquistandola come eroina “tradizionale”. Analizzando il

56 | Focus
PICCOLISSIME QUANTITÀ
1 Il maresciallo Dario Montinaro mostra sul video il
“picco” dato dalla presenza di cocaina nel campione
analizzato in quel momento dall’apparecchio.
2 Sotto, un pezzettino di hashish appena prelevato
da una “partita” sequestrata viene pesato prima di
essere sottoposto ad analisi.
3 Le provette che contengono i campioni “disciolti”
al loro interno e pronte per l’analisi.
4 Salvatori e Montinaro durante l’intervista. Sullo
sfondo, si vede bene uno degli aspiratori che evita
che si diffondano nell’ambiente i vapori delle sostanze.

Andrea Tabaro (4)


2
3

contenuto di una bustina di polvere trovata a fianco del cadave- ta per la prima volta, può sfuggire alle analisi e circolare libera-
re, i nostri strumenti ci hanno subito rivelato che si trattava di mente, perché non ancora inserita tra le sostanze illegali. Ma di
una sostanza ignota. Dopo vari approfondimenti abbiamo de- queste sostanze, a volte vendute perfino come incensi o fertiliz-
dotto che si trattasse di un derivato del fentanile, ma di un tipo zanti con la scritta “non per uso umano” che rende più difficili i
non circolante in Italia. Abbiamo studiato la struttura chimica controlli, spesso non si conoscono gli effetti sul cervello o su altri
dei frammenti della molecola, che si formano all’interno dello organi. Così, in caso di ricovero per overdose i medici non sanno
spettrometro di massa, e siamo risaliti alla struttura dell’ocfen- che fare», sottolinea Marica Orioli.
tanil, un derivato sconosciuto nel nostro Paese ma rilevato in Tra i più pericolosi, e molto diffusi tra i giovanissimi, ci sono
un paio di casi in Belgio e in Olanda, di potenza pari a 200 volte i cosiddetti cannabinoidi sintetici (spice, k2 ecc...): «Sono mo-
quella dell’eroina», racconta Marica Orioli, che dirige il Labora- lecole simili negli effetti ai principi attivi della cannabis, come
torio milanese di Tossicologia forense. il Thc. Vengono spruzzate sotto forma di goccioline finissime
su materiale vegetale di diverso tipo (a volte sulla marijuana
MOLTO PIÙ RISCHIOSE stessa) per poi essere fumate, o inalate nelle sigarette elettro-
La vera sfida degli inquirenti e dei tossicologi oggi non sono le niche. Sono fortemente sospettate di essere la causa dell’au-
droghe tradizionali (anfetamine comprese), anche se è vero che mento di accessi al pronto soccorso, che si è avuto in questi
le sostanze in circolazione sono sempre più potenti e sempre più ultimi anni, per attacchi di psicosi tra persone (soprattutto
diffuse. La sfida sono i prodotti di sintesi che “escono sul merca- giovani) che non avevano mai avuto questo tipo di disturbo. Si
to” in continuazione. «In Cina e in altri Paesi i laboratori clan- tratta infatti di sostanze dagli effetti imprevedibili sul cervel-
destini ne sintetizzano una nuova alla settimana, effettuando lo», conclude la tossicologa. Con conseguenze devastanti, per-
piccole modifiche chimiche alle sostanze note. All’inizio, finché ché se dalla dipendenza ci si può disintossicare, da una psicosi
la molecola che contiene il principio attivo non viene identifica- di solito non si guarisce.

Focus | 57
Se
tecnologia
Una delle più radicali
invenzioni umane ha
rivoluzionato trasporti
e tecnologia ed è in molti
più oggetti di quanto si
possa immaginare. di Marco Ferrari

non ci fosse
la ruota...
Ecco quante cose non
avremmo potuto fare
58 | Focus
PIETRA ANTICA
Una ruota in pietra,
rappresentazione
simbolica di
uno strumento
nascosto in mille
tecnologie umane.
Senza di esso, le
civiltà sarebbero del
tutto diverse.

Getty Images
USO PRIMITIVO

Q
I primi utilizzi della ruota
non furono per il trasporto,
ma come base dei torni per
la lavorazione dell’argilla.
Il suo movimento ispirò
forse tutti gli altri usi.

uando arrivarono in Perù, i conquistadores


spagnoli sorpresero gli abitanti dell’Impero
inca con molte novità. Il cavallo prima di tut-
to, poi le armature, la loro ferocia e i carri su
ruote. Ruote che gli originari abitanti delle alte valli andine
conoscevano, ma che non avevano mai usato per il trasporto.
Le uniche ruote erano attaccate alle zampe di animali di cera-
mica, che sembrerebbero giocattoli per bambini. Anche senza
le ruote, però, l’Impero inca si estendeva dalla Colombia all’Ar-
gentina Settentrionale. Sarebbe quindi possibile il progresso
senza la ruota? Come vivremmo ai giorni nostri se non fosse
mai stata inventata?
«La ruota è un oggetto particolare, porta immediatamente a
pensare alla bicicletta o all’automobile, ma è molto più diffu-
sa di quello che si pensi», dice Marco Iezzi, Curatore dei Tra-
sporti al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia di Milano. «Per
esempio, un’esigenza fondamentale come quella dei pozzi per
l’acqua non può essere soddisfatta appieno senza una puleggia
Getty Images

che aiuti a sollevare il secchio». Al di là delle ruote per i mezzi


di trasporto, ci sono anche quelle negli ingranaggi, nelle tur-
bine, nei motori (anche quelli a reazione). Immaginare come
potrebbe essere una civiltà avanzata senza alcun tipo di ruota
è piuttosto complicato. Ma non impossibile. stato qualcuno che trainasse i veicoli dotati di questa, fa no-
tare Richard Bulliet, storico e autore di The Wheel, Inventions
UN’INVENZIONE “RECENTE” and Reinventions (Columbia University Press, 2016). La com-
Le civiltà prive di ruote infatti sono esistite, non erano arretra- binazione “animali che trainano e ruote che rotolano” è stata
te e neppure così lontane nel tempo. Basta guardare alla Storia, fondamentale. «Se però gli unici animali domestici fossero
afferma l’archeologa statunitense Kris Hirst: «Le Americhe fu- stati maiali, pecore, capre, galline, la ruota avrebbe contribu-
rono colonizzate almeno a partire da 20.000 anni fa, senza la ito ben poco alla storia dei trasporti. A meno di non utilizzare
ruota. E anche il mondo intero fu esplorato prima che la ruota altri uomini come schiavi, la ruota ha una sua utilità soltanto se
e l’asse fossero inventati: sicuramente la maggior parte dei con- associata agli animali da tiro», spiega Bulliet. Tanto che alcuni
tinenti furono abitati molto prima della scoperta della ruota». spiegano l’assenza di ruote nelle civiltà precolombiane proprio
Il cerchio che rotola fu inventato infatti relativamente tar- con la mancanza di animali in grado di trainare i carri.
di; secondo la maggior parte degli studiosi, non prima di 5.500
anni fa. Non per trasportare qualcosa, ma per modellare l’argil- FACCIAMONE A MENO
la: il tornio da vasaio, che sfruttava un movimento circolare, fu Fin qui, la Storia. Veniamo invece a uno scenario alternativo di
il primo esempio di ruota utilizzata dall’uomo. Mosso da mani un mondo senza ruote: i trasporti sarebbero molto più faticosi
o piedi, rese possibile la fabbricazione rapida di contenitori in e parecchio più lenti. Gli unici metodi per trasportare carichi
forme precise. Da quell’idea che qualcosa potesse muoversi in pesanti sarebbero le slitte o gli animali da soma: cavalli, cam-
cerchio, il passo è stato, relativamente, breve: collegare una melli, buoi, asini e muli, insieme ai bufali, sarebbero l’unica for-
ruota a un asse permise di muovere pesi molto superiori con za per trascinare carichi. Nelle zone più a nord, nella neve, si
maggiore facilità. utilizzerebbero i cani. Probabilmente l’altra forza utilizzabile
Già circa 3.500 anni fa, ruote a raggi contribuivano a sposta- sarebbe quella dell’uomo, sotto forma di operai addetti al trai-
menti e contatti frequenti tra i popoli, soprattutto attraverso no delle slitte. O, molto più facilmente, di schiavi. Una società
le steppe eurasiatiche. Ma la ruota sarebbe stata praticamente senza ruote sarebbe una società essenzialmente schiavista.
un’invenzione inutile, almeno per i trasporti, se non ci fosse Pur con tutti gli animali e gli schiavi a disposizione, senza
l’aumento di velocità ed efficienza delle

L’invenzione della ruota fu così ruote molte zone all’interno dei conti-
nenti più aridi sarebbero meno popolate

complessa che forse accadde solo delle coste. La lentezza e le difficoltà ne-
gli scambi avrebbe portato anche a mag-

una volta, in una regione precisa giori differenze tra i popoli, più o meno
profonde, com’è avvenuto per esempio

60 | Focus
Getty Images

SULL’ACQUA
Senza carri e altri mezzi a ruote,
i trasporti di merci e persone
potrebbero avvenire solo
attraverso l’acqua. Per questo le
coste sarebbero più popolate.

nelle praterie del Nord America, dove le tribù dei nativi ave-
LENTI E SICURI
vano pochi contatti tra loro. Guarda caso in luoghi dove non I trasporti in molte parti del
c’era la ruota e dove il cavallo venne introdotto soltanto grazie mondo si avvalgono ancora
all’arrivo degli spagnoli all’inizio del Sedicesimo secolo. di animali da soma, come
La stragrande maggioranza degli uomini abiterebbe così vici- cammelli, asini o lama.
no alle coste e lungo i fiumi. I corsi d’acqua e i mari sarebbero le
autostrade di questo mondo senza ruote, l’unico sistema effi-
ciente per spostare persone e merci. Gli esempi non mancano,
spiega Hirst: «La maggior parte delle popolazioni del Sud-est
asiatico forse conosceva la ruota, ma per lo più si spostava
lungo i fiumi». In assenza di corsi d’acqua naturali avremmo
realizzato un intricato sistema alternativo di canali per colle-
Shutterstock

gare le comunità più lontane. Il tutto costruito senza l’aiuto


di tecnologie complesse e avanzate, simili a quelle che hanno
permesso imprese come il Canale di Suez o quello di Panama,
e basate comunque... sulla ruota. Ci saremmo affidati solo a
strumenti rudimentali. E nelle regioni in cui i fiumi non sono
lunghi e navigabili oppure è difficile costruire canali artificiali, RUOTE E NATURA
come nell’Italia Centrale e Meridionale, la mancanza di ruote Una delle domande che spesso si fanno gli evoluzionisti è
si sarebbe fatta sentire. “Perché in natura non esistono piante o animali con le
ruote?”. Le risposte sono molte: prima di tutto la necessità,
SENZA TEMPO per una parte “esterna” all’organismo, di essere comunque
Anche la Storia sarebbe stata diversa: l’Impero romano, per collegata al corpo con nervi, vasi sanguigni e tendini. Una
esempio, basò molto del suo successo sui rapidi trasferimen- ruota naturale non potrebbe esserlo, proprio perché gira
ti di truppe da una parte all’altra del territorio. Senza ruote e continuamente. C’è anche chi fa notare che delle “ruote
carri, il controllo delle popolazioni lontane sarebbe stato più umane” necessiterebbero di una superficie livellata per
complicato. In compenso i grandi popoli navigatori, come i Vi- funzionare al meglio. Sono ben pochi gli ambienti sulla Terra
chinghi e i Fenici, avrebbero forse esteso il loro dominio ancora con una superficie adatta a essere percorsi da animali con
di più, grazie alla loro perizia nella navigazione. Avrebbero co- ruote. L’unica soluzione sarebbe una specie in cui l’intero
munque fatto a meno di molte tecnologie basate sul concetto corpo è a forma di ruota. I rotolacampo (i cespugli dei film
di ruota. Come l’astrolabio, un antico strumento per localiz- western), e alcuni ragni hanno questa struttura.

Focus | 61
Senza la ruota gli scambi tra civiltà lontane sarebbero
difficili. Vivremmo in un Pianeta meno globalizzato
zare o calcolare la posizione di Sole, Luna, pianeti e stelle; de- NIENTE VENTESIMO PIANO
gli orologi, i cui meccanismi sono fatti di ruote; e soprattutto Se anche senza ruote gli spostamenti sarebbero ancora fattibili,
del cronometro marino, inventato dall’inglese John Harrison ancorché lenti, costruire abitazioni molto alte sarebbe presso-
nel Diciottesimo secolo: era alla base del preciso calcolo del- ché impossibile. Forse si arriverebbe a tre, quattro piani, «ma
la longitudine e divenne uno strumento indispensabile per la scordiamoci i grattacieli», dice deciso Iezzi. Senza le puleg-
navigazione su lunghe distanze della flotta imperiale inglese. ge che moltiplicano la forza, non è possibile sollevare carichi
«Probabilmente misureremmo il passare del tempo con le can- pesanti. E conclude: «La ruota la viviamo tutti i giorni nel tra-
dele che bruciano», dice Iezzi , o con le clessidre. sporto orizzontale, ma il fascino più grande è nel movimento
La Rivoluzione industriale dell’Ottocento non ci sarebbe verticale». Gru e ascensori sono elementi tecnologici che stra-
stata. La maggior parte dei meccanismi raffinati che vennero volgono il nostro ambiente. Senza un ascensore, mai e poi mai
alla luce in quel periodo di notevole sviluppo tecnologico sono ci porteremmo le bottiglie di acqua a casa; sarebbero troppo pe-
basati su ruote, o sul concetto di ruota: nei primissimi motori a santi. Dimenticate anche l’energia elettrica, perché le turbine
vapore che servivano per estrarre l’acqua dalle miniere c’erano necessarie per produrla non ci sarebbero: in fondo sono enormi
meccanismi a ruote. Anzi, tutti i motori, da quelli a vapore a ruote. E, se pure l’elettricità fosse stata scoperta, per produr-
quelli a scoppio e a quelli elettrici, si basano su qualcosa che re il “succo” della civiltà odierna (l’energia) si ricadrebbe nella
ruota. «Anche tutte le prime imbarcazioni a motore avevano necessità di usare animali domestici o schiavi. Ciò significa che
delle pale a ruota per aiutarle nei momenti di bonaccia», affer- cavalli e buoi, indispensabili per trainare per esempio le slitte,
ma Iezzi. Senza ruote, infine, niente trasporti aerei come li co- sarebbero onnipresenti anche nelle città. Con conseguenze im-
nosciamo: l’elica, infatti, non è altro che una ruota che si avvita maginabili per quanto riguarda gli escrementi.
nel vento spostando gli aerei. L’unico mezzo di trasporto aereo «Dopo aver finito il mio libro, mi sono reso conto che molti
sarebbe potuto essere la mongolfiera, che però va dove la porta “sistemi rotanti” furono cruciali per l’industria e hanno avuto
il vento. E Iezzi conclude, «se io togliessi tutta la propulsione un forte impatto per lo sviluppo», spiega Richard Bulliet. «An-
a elica, in tutti i mezzi, compresi i motori a reazione, otterrei che se», conclude sarcastico, «molte delle conseguenze non
solo le spinte eoliche». sono state positive per l’ambiente».

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animali

ABITO DA NOZZE
Un pellicano riccio sul
lago Kerkini, in
Grecia: in una delle
rare occasioni in cui
il lago è gelato,
la fotografa Caron
Steele lo ha
immortalato mentre
correva sul ghiaccio
per decollare.
Il sacchetto sotto
il becco, nel periodo
riproduttivo, è
arancione intenso.
Lo scatto ha vinto
il Bird Photographer
of the Year, premio di
cui vediamo altre foto
in queste pagine.
Caron Steele/Bird Photographer of the Year
Pellicani in
decollo, aironi
in posa, pulcini
ai primi passi.
Sono gli scatti
di un premio
fotografico
dedicato
al mondo
degli uccelli.
di Giovanna Camardo

Volere
volare
Alejandro Prieto Rojas

CUCÙ!
Questo ritratto di sula piediazzurri, di
Alejandro Prieto Rojas, dà un’insolita
prospettiva del suo becco conico: per
pescare, questo uccello del Pacifico si
tuffa piegando le ali indietro, arrivando
in mare come una freccia a oltre 90
km/h. Il suo nome si deve alle zampe, di
un azzurro intenso. Il maschio le mette
in mostra, per attrarre la partner.

BIANCO SU BIANCO
Sembra una stampa
giapponese, questa foto
di Bence Máté. Voleva
ritrarre gli eleganti aironi
bianchi maggiori su uno
sfondo del loro stesso
colore. Ci è riuscito
nel parco nazionale
Kiskunság, in Ungheria,
innevato. Questi aironi si
Bence Máté/Bird Photographer of the Year

riescono a osservare
facilmente anche in Italia,
mentre sono in caccia
di pesci, anfibi e piccoli
mammiferi in zone umide
e sulle rive dei fiumi.

66 | Focus
GALLERY
GUARDA ALTRE
STRAORDINARIE
IMMAGINI DEL
MONDO ALATO
Alcuni uccelli si esibiscono in INQUADRA

danze per impressionare


LA PAGINA
CON LA
APP

la partner. La sula piediazzurri per


INFO A PAGINA 5

esempio solleva le zampe palmate


di color azzurro intenso
Fare foto o solo birdwatching è una
passione per molti. Il record? In un anno,
l’olandese Arjan Dwarshuis ha osservato
6.852 specie di uccelli in 40 Paesi

BALLO DI GRUPPO
Usciti dalle acque dell’Atlantico,
i tre pinguini Papua camminano su
Joshua Galicki/Bird Photographer of the Year

una spiaggia delle Falkland (Uk),


in posa perfetta per l’obiettivo di
Joshua Galicki. Questi pinguini
sono tra i più grandi: sono alti fino
a 90 cm. Costruiscono nidi con
pietre e sulla “proprietà” dei
ciottoli possono scattare dispute.
FUORI DALL’UOVO

Theresa Pitter/Bird Photographer of the Year


Theresa Pitter ha
colto i primi passi di
un pulcino di casarca
australiana. Questi
anatidi, che vivono
nei laghi di Australia
e Tasmania,
depongono da 8 a 15
uova, covate per una
trentina di giorni.
Si nutrono di vegetali
e invertebrati, che
trovano nelle acque
più basse o in
praterie e pascoli.

IN GARA
Nel mondo ci sono circa 10.700
specie di uccelli (più o meno il
doppio di noi mammiferi, che
siamo 5.450). Sono di tutti i colori
e di tutte le taglie: dai 6 cm del
colibrì di Elena ai 2,8 metri di
altezza dello struzzo.
A loro – e ai fotografi
professionisti e semplici
appassionati di birdwatching che
li ritraggono – è dedicato il
premio fotografico Bird
Photographer of the Year,
organizzato nel Regno Unito.
In queste pagine, alcuni degli
scatti che hanno ricevuto premi e
menzioni, nelle diverse categorie.
Nell’edizione del 2019 sono state
sottoposte ai giudici 13.500
immagini, da 63 Paesi. E da
fotografi di tutte le età, che hanno
ritratto gli animali in angoli remoti
della Terra, ma anche tra case e
giardini: una categoria del premio
è dedicata proprio agli abitanti
alati dell’ambiente urbano.

Focus | 69
TI SEGUO DA VICINO, COSÌ MANGIO
Un rinoceronte bianco meridionale mangia
tranquillo, in una riserva in Botswana, mentre
un airone guardabuoi fa la posta agli insetti
William Steel/Bird Photographer of the Year

che escono dall’erba, disturbati. Questo


uccello caccia stando vicino ai grandi erbivori
e spesso ai bovini al pascolo: si pensa che la
sua diffusione in tutto il mondo, nell’ultimo
secolo, sia dovuta all’espansione degli
allevamenti. La foto è di William Steel.
Gli aironi
guardabuoi
mangiano
i parassiti dei
grossi erbivori
e proprio per
“ripulire” il
bestiame furono
introdotti alle
Hawaii. Ma ora
sono troppi e
depredano i nidi
di uccelli locali
scienza sportiva
Scherma
e famiglia Il training
in piscina
tra il Friuli evita i traumi
e la Liguria e perfeziona
i movimenti

Mara Navarria in
allenamento in

In vista delle
palestra (a sinistra)
e in piscina
(a destra). L’atleta,

Olimpiadi,
che ha vinto il titolo
mondiale di spada
nel 2018, fa parte
del Centro Sportivo
Esercito. Vive e si continua il
viaggio di Focus
allena a Rapallo, in
Liguria, seguita dal
Maestro Roberto
Cirillo e dal marito
Andrea Lo Coco, negli allenamenti
dei campioni.
preparatore fisico.

Ecco quello di
Mara Navarria,
campionessa
mondiale di
spada nel 2018.
di Giorgio Terruzzi
foto di Niccolò Cambi per Focus
Niccolò Cambi/Massimo Sestini

Scherma
ad alta definizione
Focus | 73
Si esercita spesso in piscina, ha una
laurea in scienze motorie, un figlio di

N
6 anni ed è attiva sui social network,
dove si definisce una #mammaatleta
on è una semplice questione di energia mento dipendeva da una disposizione mentale. Credo sia sem-
fisica. Mara Navarria è forte e vispa den- pre così. E penso che ogni difficoltà, ogni esperienza generi una
tro, è una che non sta mai ferma mental- maturazione, una nuova visione e, se possibile, un progresso».
mente. Pretende e fa di tutto per ottenere, In qualche modo, il passaggio da un momento critico per rag-
raggiungere, migliorare. È nata a Udine (18 luglio 1985), ha giungere un risultato felice pare una cifra ricorrente. Poche ore
cominciato con la scherma da bambina, giusto per muoversi un dopo la morte improvvisa del suo maestro (6 dicembre 2015), il
po’, ed è diventata un fenomeno della spada: titolo mondiale e russo Oleg Puzanov con il quale si allenava a Roma, Mara vinse
Coppa del Mondo vinti nel 2018; sette bronzi tra competizioni in Coppa del Mondo a Doha. Una tappa che ha cambiato la sua
iridate, europee e Universiadi nelle gare a squadre. In mezzo, vita: «Decisi di affidarmi al Maestro Roberto Cirillo, un grande
un matrimonio, con Andrea Lo Coco che la segue come primo insegnante, una persona speciale che avrebbe potuto seguir-
consigliere e preparatore fisico; un figlio, Samuele, di sei anni, mi con particolare attenzione. Così, ci trasferimmo a Rapallo,
una laurea in scienze motorie, la decisione di cominciare il per- dove Cirillo lavora da molto tempo. Qui ho trovato una nuova
corso che dovrà portarla nei prossimi tre anni a diventare dimensione armonica. Giro con la mia Vespa nera, Samuele
istruttrice di scherma, la creazione dell’hashtag #mammaatle- va a scuola e gioca a tennis, Andrea si trova bene in Liguria».
ta che vale come una sorta di insegna ostentata con orgoglio: Il tutto rimanendo un’atleta del Centro Sportivo Esercito e
«È un po’ la mia natura. Cerco di analizzare ciò che accade at- mantenendo rapporti saldissimi con la sua terra: Mara torna
torno e dentro me stessa, di capire e di reagire. Così come cerco in Friuli regolarmente, e la regione Friuli-Venezia Giulia la so-
stimolazioni continue durante la preparazione per trovare stiene nell’attività agonistica.
nuovi entusiasmi, eliminare la noia». L’atleta è ai vertici del ranking mondiale. Ma per partecipare
ai Giochi di Tokyo serve la qualificazione della squadra (sogno
CON LA SQUADRA che in occasione delle Olimpiadi di Rio del 2016 sfumò per un
«Desideravamo un figlio e la maternità mi ha gratificata ma ha soffio), un iter che si concluderà in aprile. Ma perché ha deciso
anche generato qualche problema perché poco dopo la nascita di dedicarsi alla spada e non al fioretto o alla sciabola? «Perché
di Samuele non riuscivo ad allattarlo come avrei voluto», con- ogni parte del corpo può essere toccata. E questo riduce il po-
tinua l’atleta. «Ero un po’ depressa, pensavo di stare lontana tere dei giudici. Credo di aver deciso quando ero all’inizio: più
dalla scherma per un bel po’, invece è accaduto tutto molto in chiarezza, maggiore libertà, meno sudditanze». Ecco, appunto:
fretta, ho ripreso a tirare e mi sono accorta che anche l’allatta- vispa e forte. Nel carattere, nei riflessi, nelle gambe. Alé.

Il valore
di un
gesto in
apnea
La preparazione di
Mara Navarria
comprende frequenti
sedute in piscina
dove, utilizzando
pesi da sub,
riproduce in apnea i
movimenti degli
assalti in pedana.
L’immersione
accentua la
precisione dei gesti.

Per stare
sott’acqua
è necessario
indossare
pesi da sub

74 | Focus
Occorrono
velocità,
forza,
intelligenza
Il lavoro in pedana
si basa sul
bilanciamento tra
irruenza e forza fisica.
Mara Navarria possiede
entrambe le doti,
e anche razionalità.
Obiettivo primario:
gestire le risorse
energetiche per
competizioni che
possono arrivare
a durare anche
quattordici ore.

Analisi e tecnica
R oberto Cirillo è un signore, in tutti i
sensi. Sta in pedana, avanza e
indietreggia di fronte a Mara Navarria. La
un’attività mentale rilevante, soprattutto
quando occorre ribaltare il destino di un
assalto. Con Mara funziona, e sono
ferma, la corregge, la guida con una sempre sorpreso di quanto sia ampio il
grazia delicatissima, un filo di voce. È margine di miglioramento che lei offre.
stato atleta, arbitro internazionale, è il Questo sport ricorda gli scacchi. Se non
faro del Club Scherma Rapallo: «Con sei presente con la testa, la partita
Mara stiamo compiendo un viaggio finisce in fretta ed è perduta».
particolare caratterizzato dalla sua Sott’acqua. Il programma di lavoro di
fisicità, dalla sua forza esplosiva. Con lei Mara Navarria prevede ogni settimana
cerchiamo di compensare l’irruenza e quattro lezioni individuali, con 3-4 assalti
l’aggressività agonistica con la in pedana. In aggiunta, 3-4 sedute di
razionalità, magari migliorando la allenamento a secco per migliorare forza,
gestione delle energie, riducendo ciò che resistenza e velocità, e due allenamenti
può portarla a strafare. Il che passa in piscina coordinati da Andrea Lo Coco,
anche attraverso un’osservazione preparatore fisico e marito di Mara:
costante della postura, della «L’apnea viene utilizzata per la
coordinazione, dei movimenti dei piedi, respirazione sott’acqua attraverso l’uso
della scioltezza. Guardo e poi intervengo del diaframma, per fasi dinamiche con o
secondo una cultura che ho sviluppato senza pinne, per riprodurre un assalto sul
anche come arbitro, osservando una fondo della vasca utilizzando i pesi.
quantità enorme di atleti e atlete di alto Questi esercizi potenziano fisicamente e,
livello. Di fronte a una scherma soprattutto, migliorano la forza mentale,
impositiva, cerco una visione più ampia, la fluidità. Mara è davvero in compagnia
una duttilità e la disponibilità di Mara ad di se stessa e la densità acquatica
accogliere punti di vista diversi da quelli permette di verificare con maggiore
che appartengono alla sua prima natura. esattezza un movimento imperfetto. In
Si tratta di badare alle sensazioni: aggiunta, evita gli impatti, dunque gli
piuttosto che far capire perché si esegue infortuni. La preparazione in palestra si
un movimento, mi interessa come lo si basa su esercizi specifici per sviluppare
esegue. Magari ripetendo un gesto a potenza senza compromettere l’agilità;
occhi chiusi per amplificare la percezione sull’equilibrio e sui riflessi».
di sé. La spada è il vero duello. Chi tocca Per farlo servono attrezzi appositi, come
per primo vince. Ma una competizione un’asse instabile posta su un cilindro,
dura anche 14 ore e il rischio di perdere e luci che si accendono a sorpresa in
la concentrazione è enorme. Dunque, punti diversi da colpire in sequenza al
lavoriamo per mantenere attiva la pari di opportunità da cogliere durante
massima attenzione e questo comporta un assalto (v. foto nelle prossime pagine).

Focus | 75
Un bottone Ogni spada, in una lega particolare di acciaio,
segnala il pesa al massimo 770 grammi ed è lunga 110

colpo a
cm. La lama (sotto), a sezione triangolare, è
scavata per permettere l’elettrificazione; la
buon segno punta è tonda e ha una sorta di bottone che
segnala la stoccata.

Si chiama
“coccia” la
semisfera
che protegge
la mano

9 minuti e Le competizioni di spada si sviluppano


15 stoccate per gironi all’italiana. Ci sono tre tempi

per ogni
di tre minuti ciascuno per ogni scontro
diretto al meglio delle 15 stoccate.
assalto Nella spada si “tocca” di sola punta.

76 | Focus
Come A differenza del fioretto o della sciabola, nella
i duelli spada non esiste diritto di priorità. Se le atlete

di una partono all’attacco insieme e portano


entrambe la stoccata, viene dato un punto a
volta testa. Per questo la spada riproduce le
condizioni di un vero duello.

Equilibrio Andrea Lo Coco guida gli allenamenti in palestra:


e riflessi il potenziamento fisico (foto a sinistra) si alterna

messi alla
ad assalti estremizzati in condizione di precario
equilibrio (foto a destra). Per i riflessi viene
prova utilizzato un pannello a led che si illuminano a
sorpresa, da “toccare” in sequenza (sotto).
O N AT I
ABB PERSU B I TO

A N N O
IN R E G A L O
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storia

QUANDO
I VINCITORI
ARRUOLARONO
I NEMICI All’inizio del Dopoguerra, russi e americani
si contesero i migliori scienziati e ingegneri
tedeschi. Il razzo che portò l’uomo sulla luna
lo progettò un ex ufficiale delle SS.
di Riccardo Michelucci


S u ordine dell’Alto Comando dell’Armata Rossa sie-
te chiamato a prestare la vostra opera per conto
dell’Unione Sovietica. Partirete immediatamente
con la famiglia al completo. Ci incaricheremo di
trasportarvi mobili ed effetti personali al nuovo domicilio. Il vo-
stro soggiorno russo non supererà i cinque anni”. Sono le quattro
del mattino del 22 ottobre 1946 quando le truppe sovietiche e le
squadre speciali del Nkvd fanno irruzione in centinaia di case a
di concentrare lo sforzo bellico del Dopoguerra su un program-
ma di missili e di superaerei, realizzato in Russia con materiale
proveniente dalla Germania.
Qualche mese prima, gruppi di passeggeri clandestini erano
sbarcati negli Stati Uniti nascosti nelle stive delle navi e poi av-
viati in gran segreto verso il Maryland, il Texas e il Nuovo Messi-
co, dov’erano stati rinchiusi in campi speciali. Si trattava, anche
in questo caso, di specialisti tedeschi di spicco.
Berlino, Lipsia, Dessau e in altre località della Germania Orien- Rapiti o sedotti da allettanti promesse, per libera scelta oppure
tale. La breve comunicazione viene tradotta in tedesco e non costretti, quasi tutti i grandi scienziati del Terzo Reich presero
ammette obiezioni: nel giro di poche ore, circa quattromila in quegli anni la via dell’esilio. Si dispersero ai quattro angoli del-
scienziati, ingegneri e tecnici specializzati tedeschi sono carica- la Terra: dalle steppe del Kazakistan sovietico alle città texane,
ti con le loro famiglie su novantadue treni speciali diretti verso dalle piccole città della Gran Bretagna ai laboratori dell’esercito
la Russia. Qualcuno cerca di protestare, di chiedere spiegazioni con sede a Parigi o in Argentina.
ma è tutto inutile: gli ordini sono formali, i soldati impassibili.
La gigantesca operazione che si svolse quel giorno, sotto il co- CACCIA AI CERVELLI
mando del generale sovietico Ivan Serov, sottrasse alcuni dei mi- Stati Uniti e Unione Sovietica non attesero neanche la defini-
gliori cervelli alle principali aziende tedesche dell’epoca. Tra essi tiva sconfitta della Germania per mettersi a caccia dei migliori
c’erano figure di spicco legate alla ricerca sulla bomba atomica cervelli tedeschi e utilizzarono ogni mezzo possibile per scova-
come Helmut Gröttrup e il noto progettista di motori per aereo re, inseguire e rapire quegli scienziati e quei ricercatori ritenuti
Ferdinand Brandner. Arrivati a destinazione, furono tutti siste- indispensabili per la futura corsa al primato mondiale. «Poco
mati in comodi alloggi e messi al lavoro in laboratori sontuosi e importava che tra gli scienziati tedeschi ci fossero anche molti
attrezzati con apparecchi ad alta tecnologia. Mosca aveva deciso sostenitori convinti del regime hitleriano, che si erano mac-

80 | Focus
RAZZO LUNARE
Il presidente Usa
John F. Kennedy e
il vicepresidente
Lyndon Johnson
visitano il Marshall
The Life Images Collection/Getty Images

Space Center
(Alabama) nel 1962.
Sono guidati dallo
scienziato e
ingegnere tedesco
Wernher von Braun
(al centro): il suo
team aveva appena
messo a punto il
razzo Saturno C-1.
Akg Images/Mondadori Portfolio

TECNOLOGIA
E GLORIA
Adolf Hitler in visita al
Salone dell’auto di
Berlino, nel 1935.
La grande industria,
la tecnologia e la
scienza tedesche
erano all’epoca tra
le più sviluppate
al mondo: soprattutto
su questi primati si
fondavano la potenza
militare e la volontà
di conquista del
Terzo Reich.
Science Photo Library/Agf

Mario De Biasi/ Mondadori Portfolio

Ullstein bild/Getty Images


COMPETENZE
Sopra: ingegneri
missilistici tedeschi a
Fort Bliss, in Texas,
nel 1946. Questi e
centinaia di altri
esperti erano stati
reclutati dagli Usa per
l’operazione “Paper
clip”, con l’obiettivo
di sfruttare a fondo
le competenze
sviluppate dai nazisti.

NOBEL NAZISTA
A lato, 1937: Hitler
consegna il Premio
nazionale per l’arte e
la scienza ad Alfred
Rosenberg (alla sua
destra), condannato
poi a Norimberga per
crimini contro
l’umanità. Più a
sinistra, von Braun in
ufficio alla Nasa.

chiati di crimini di guerra come esperimenti sugli esseri umani ta sorveglianza e in attesa di future chiamate. Chi arrivava sul
o sfruttamento del lavoro forzato», sostiene lo storico israelia- suolo statunitense sarebbe andato invece a far parte di un’élite
no Michael Bar-Zohar, autore di Caccia agli scienziati nazisti scientifica di prim’ordine. L’operazione fu coordinata dalla Cia e
(1944-1960): «Alla fine della guerra erano tra i primi al mondo proseguì fino ai primi anni ’70, facendo arrivare negli Stati Uniti
in alcuni settori e agli occhi degli Stati Maggiori erano diventa- circa duemila specialisti tedeschi che furono impiegati in vari
ti un imprescindibile strumento di potenza. In cambio dei loro ambiti di ricerca. Nella gran parte dei casi si chiusero entrambi
servigi scientifici sia i russi sia gli statunitensi non avrebbero esi- gli occhi sulla loro adesione al regime nazista in nome della sicu-
tato a chiudere un occhio sul loro passato». Ma poiché una parte rezza nazionale. La logica spietata della Guerra fredda e i timori
della popolazione americana non apprezzava l’idea di avvalersi nei confronti dell’Unione Sovietica fecero superare ben presto
del contributo di ex nazisti, gli uomini del Pentagono offrirono ogni scrupolo, imponendo una sorta di “patto con il demonio”.
all’opinione pubblica una versione edulcorata del programma,
spiegando che sarebbe arrivato soltanto un piccolo gruppo di MISSILI E DEPORTATI
ricercatori e studiosi che non si era macchiato di alcun crimine Tra i settori che si avvalsero maggiormente delle preziose com-
di guerra. Furono organizzati appositi eventi pubblici per pro- petenze degli ingegneri tedeschi vi furono quello aeronautico e
muovere la convinzione che tutti gli scienziati tedeschi arrivati missilistico, quello elettronico (sistemi di guida, radar e satelli-
negli Stati Uniti fossero brave persone. ti), quello medico (armi biologiche e chimiche, medicina dello
In realtà, l’operazione segreta denominata “Paper clip” (graf- spazio) e quello della fisica.
fetta), lanciata dagli Stati Uniti nella primavera del 1945, era La figura-simbolo di questo “riciclaggio di cervelli” fu senza
finalizzata a sfruttare in modo intensivo il know-how sviluppa- dubbio il barone Wernher von Braun. Brillantissimo scienziato
to durante il nazismo. Molti esperti, arruolati in massa, furono nonché alto ufficiale delle SS, von Braun progettò i famigerati
evacuati e concentrati in aree sottoposte al diretto controllo missili V2, che dopo aver fatto strage di civili nei bombardamen-
statunitense. Altri rimasero confinati in zone speciali, a stret- ti di Londra diventarono il prototipo dei missili della Guerra

82 | Focus
Al pubblico americano gli
scienziati tedeschi furono
presentati quasi come
eroi, estranei al nazismo
fredda. Per produrli, migliaia di deportati del lager di Mittelbau-
Dora erano stati costretti a lavorare in condizioni disumane nel-
le fabbriche segrete del Terzo Reich. Al termine del conflitto, von
Braun si consegnò insieme ai suoi collaboratori all’esercito ame-
ricano e iniziò a lavorare nel programma missilistico del governo
di Washington. In seguito divenne cittadino statunitense e fu as-
sunto dalla Nasa. Il lavoro negli Stati Uniti lo consacrò definiti-
vamente come il padre della missilistica moderna, “il Cristoforo
Colombo del cosmo” (come lo definì il settimanale tedesco Der
Spiegel). Il suo capolavoro fu la progettazione del famoso raz-
zo Saturn V, che nel 1969 portò la missione Apollo sulla Luna.
Poco prima di morire fu anche insignito della National Medal
of Science, la massima onorificenza scientifica degli Stati Uniti.
Ma oltre a von Braun vi furono altri casi assai emblematici del

Erich Lessing/Album/Mondadori Portfolio


“patto col diavolo” con l’élite della scienza nazista. Quello di Otto
Ambros, per esempio, un fedelissimo del Führer che inventò i
gas letali utilizzati dai nazisti sperimentandoli nei laboratori di
Auschwitz su cavie umane. Dopo essere stato condannato per
crimini contro l’umanità al processo di Norimberga, nel 1951
Ambros fu scarcerato e inviato a lavorare negli Stati Uniti per
l’azienda chimica W.R. Grace e poi per il Dipartimento dell’ener-
gia del governo statunitense. Un altro caso è quello del medico
Theodor Benzinger, anch’egli in organico al Terzo Reich. Arre-
stato e imprigionato a Norimberga (fu uno degli imputati del
processo ai dottori), fu poi rilasciato per andare a lavorare negli LO SCIENZIATO CHE SERVÌ
Stati Uniti, dove diresse importanti centri di ricerca, divenendo TRE DITTATORI
famoso per l’invenzione del termometro auricolare. Anche in
questi casi, l’opinione pubblica fu accuratamente disinformata Solo un opportunista spregiudicato come il fisico
per prevenirne l’indignazione. Manfred von Ardenne (1907-1997, si intravede in basso
a sinistra nella foto) poteva riuscire a destreggiarsi fra
CORSA ALL’ATOMICA alcuni dei più temibili regimi totalitari del XX secolo
«Alcuni di questi scienziati avrebbero dato un contributo fonda- lavorando per Hitler, per Stalin e infine per il tiranno
mentale a imprese passate alla storia, dal lancio in orbita dello della Germania Est, Walter Ulbricht. Figlio di un ufficiale
Sputnik da parte dei russi al progetto Manhattan per la costru- prussiano, von Ardenne era una sorta di Guglielmo
zione della bomba usata a Hiroshima», dice ancora Bar-Zohar. Marconi tedesco, un inventore che aveva all’attivo
La corsa all’atomica da parte di Washington e di Mosca si avvalse centinaia di brevetti, tra cui quello per il primo
in modo particolare della ricerca svolta in Germania prima della amplificatore a banda larga. Dopo aver contribuito alla
caduta di Hitler. Tra il maggio e il giugno del 1945 dieci scienzia- creazione dei sistemi radio della Germania hitleriana,
ti tedeschi che avevano lavorato al programma nucleare nazista nel 1945 fu costretto a lasciare il suo istituto di ricerca
furono catturati dai servizi segreti alleati e tenuti per sei mesi in alla periferia di Berlino e venne spedito in Russia con i
isolamento nella tenuta di Farm Hall, nei pressi di Cambridge. suoi collaboratori, dove rimase per dieci anni,
Era la fase conclusiva del conflitto, che sarebbe culminata nel lavorando al programma atomico sovietico. In un
lancio delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Nel grup- laboratorio a Sukhumi (Georgia), coordinò un team di
po c’erano due premi Nobel per la fisica, Werner Heisenberg e un centinaio di scienziati e tecnici che sviluppò il
Max von Laue, e un fresco Nobel per la chimica, Otto Hahn, lo processo di separazione degli isotopi per ottenere
scopritore della fissione nucleare. Quella che in codice fu chia- esplosivi nucleari. Le sue ricerche ebbero successo e
mata “Operazione Epsilon” aveva l’obiettivo di impedire che gli valsero importanti onorificenze (fu decorato più volte
quei cervelli finissero in mano ai russi e di scoprire quanto vicino con il premio Stalin) e nel 1955 fece ritorno con tutti gli
alla costruzione della bomba atomica fossero i tedeschi. Ma an- onori in Germania Est, accolto come un eroe dal regime
che i sovietici catturarono validissimi scienziati in quel campo, di Ulbricht. Nel suo nuovo istituto di sperimentazione
come Manfred von Ardenne (vedi riquadro), i fisici Nikolaus Ri- con sede a Dresda svolse per altri quarant’anni
ehl e Peter Adolf Thiessen, il chimico Max Volmer e Max Ste- importanti ricerche nei campi della fisica,
enbeck, esperto del processo di separazione degli isotopi. E li dell’elettronica e della cura del cancro.
misero tutti al servizio dell’industria nucleare di Stalin.

Focus | 83
30mila
visite è l’interesse suscitato dal sito
www.osservatorioterapieavanzate.it
in meno di un anno di presenza on line

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S
ostituire geni malati con quelli sani,
correggere errori nel DNA, utilizzare
L’Italia ha le sue
cellule staminali... Hai già sentito queste eccellenze
espressioni? Succede perché le nuove
terapie fanno passi da gigante
e assistiamo a una vera e propria
rivoluzione nel campo della biomedicina,
I l ruolo dell’Italia è riconosciuto
in tutto il mondo, vediamo tre esempi.
Terapia genica: il team di Luigi Naldini,
che apre nuovi orizzonti e soprattutto speranze Direttore Istituto Telethon
per l’Umanità. Stiamo passando dai farmaci basati San Raffaele per la Terapia Genica,
sulla chimica a quelli avanzati basati su cellule ha messo a punto una terapia
e geni. Per questo nasce in Italia il sito di informazione per bambini con una grave e rara
Osservatorio Terapie Avanzate che racconta in modo immunodeficienza, che rischiano
semplice questi temi complessi. Terapia genica: tratta di morire nei primi mesi di vita anche
una patologia inserendo una copia corretta del gene per un semplice raffreddore.
difettoso. Editing genomico: corregge gli errori Medicina rigenerativa: con Michele
genetici all’interno del DNA. Terapia cellulare: ripara De Luca, Direttore del Centro
organi e tessuti danneggiati. CAR-T: “armano” per la Medicina Rigenerativa “Stefano
il sistema immunitario contro i tumori. Le informazioni Ferrari” Università di Modena e Reggio
sono presentate in maniera esplicativa e chiara, Emilia, si è sviluppato un trattamento
scientificamente corretta, rigorosamente senza fake basato su cellule staminali epiteliali
news. Il team vanta un comitato scientifico di grande per le gravi ustioni della cornea.
rilievo, come osserva Francesca Ceradini, direttore CAR-T: si lavora su terapie in cui
scientifico di Osservatorio Terapie Avanzate. Infatti le cellule del sistema immunitario
il sito, lanciato da meno di un anno, conta decine vengono istruite per attaccare
di migliaia di utenti e 400 parole chiave concentrate le cellule tumorali di leucemie,
nelle prime due pagine di ricerca. Mettilo tra i preferiti linfomi e tumori solidi.
e tienilo d’occhio: presto ci sarà la possibilità
di scegliere e sarà meglio essere informati!

2000 visitatori per l’installazione immersiva

S
piegare a parole come funzionano
le Terapie Avanzate non è semplice.
Per questo sul sito trovi molto materiale
multimediale, come foto e video. Per questo
circa 2000 persone hanno seguito le varie attività
presentate a Focus Live 2019, in particolare
l’installazione immersiva “360° Gene Therapy
Experience”, che illustra con un video 7K a 360°
come funziona la terapia genica. Particolarmente
emozionanti, nel corso dell’evento che ha segnato
una tappa importante nella storia della divulgazione
scientifica, le testimonianze dei pazienti.
alimentazione

Per capire come mai


questa spezia è la più
preziosa in assoluto basta
passare una giornata nei
campi, raccoglierla e
parlare con chi la coltiva.
Noi lo abbiamo fatto.

ZAFFE
Un tesoro chiamato
di Raffaella Procenzano

86 | Focus
CROCHI
I pistilli (i tre
filamenti rossi
presenti in ogni
corolla) vengono
estratti dal fiore
nello stesso
giorno in cui
avviene la
raccolta. Anche
l’essiccazione va
fatta in giornata.

Giada Paolucci
VIDEO
DA NAVELLI, LE
CURIOSITÀ SULLA
LAVORAZIONE DI
QUESTA SPEZIA

INQUADRA
LA PAGINA
CON LA
APP

RANO
INFO A PAGINA 5

Focus | 87
75 I PISTILLI CHE
OCCORRONO PER
500 G DI RISOTTO
bulbi si producono 100 grammi di zafferano, per un valore (al
consumatore finale) di 2.400 euro se in pistilli interi o di 2.660
euro se la spezia viene ridotta in polvere e messa in bustine mo-
nodose. Ovvero 26,60 euro al grammo (tanto per fare un para-
gone, l’oro attualmente è quotato intorno ai 42 euro). Si tratta
di una delle coltivazioni più redditizie: ogni metro quadro di
terreno coltivato a Crocus sativus, infatti, frutta all’agricoltore
fino a 13 euro. I bulbi sono così preziosi che se qualcuno, per
varie ragioni, deve smettere di coltivare zafferano, il Consorzio
li ricompra, perché non vadano perduti o, peggio ancora, riven-
Davide Sabatini

duti in altre regioni d’Italia o addirittura in altri Paesi.

TRAPIANTO E FIORITURA
Oggi, lo zafferano dell’Aquila viene coltivato su un’estensione
di pochi ettari, sull’altipiano di Navelli, secondo un rigidissi-
mo disciplinare (vale a dire un insieme di istruzioni che i pro-
duttori devono seguire) che serve a tutelarne l’aroma: è infatti
particolarmente ricco di picocrocina, la molecola che gli dà il
sapore, e di safranale, che gli dà il tipico odore, ma anche di alfa-
crocina, il carotenoide che colora di giallo intenso i piatti. «Ne
è molto più ricco di tante altre varietà sul mercato proprio per-
ché lo raccogliamo quando i fiori sono ancora chiusi. Inoltre,
i nostri campi non vengono irrigati, anche se in questo modo
otterremmo molti più fiori, in cui però le molecole aromatiche

C
sarebbero ben più diluite», prosegue D’Innocenzo. La raccolta
è infatti solo il punto di arrivo di una coltivazione che inizia in
primavera (con l’aratura) e prosegue rivoltando continuamen-
te la terra perché non si formino erbacce, visto che non si pos-
sono usare pesticidi. In estate, infine, i bulbi vengono prelevati
dal campo che li ha visti fiorire l’anno precedente e piantati nel
ome dicono gli agricoltori, “la terra è in bas- campo pronto per accoglierli. A questo punto non si fa più nulla
so”. E nel caso dello zafferano è particolar- e si aspetta la fioritura dei crochi, che di solito avviene nella
mente vero: le piantine (i crochi) sono alte seconda metà di ottobre, e che dura 15-20 giorni al massimo.
appena una quindicina di centimetri. La Poi i bulbi restano lì, in attesa di essere spostati di nuovo.
preziosissima spezia (gli stigmi del pistillo) si trova nei fiori,
che vanno raccolti uno a uno, delicatamente, con la punta del- MESTIERE DI FAMIGLIA
le dita, piegando parecchio schiena o ginocchia e rimanendo Ecco perché per la raccolta c’è poco tempo: poche ore al gior-
nella scomoda posizione quel tanto che basta per staccarli fa- no per non far aprire le corolle per pochi giorni l’anno. Inutile
cendo molta attenzione a non strappare via tutto, per poi pas- dire che, anche se gli appezzamenti di terreno coltivati a zaffe-
sare alla piantina adiacente. Un lavoro lento e faticoso, che ho rano sono sempre piuttosto piccoli, per questo tipo di coltura
provato in prima persona, e che deve essere terminato prima occorrono molte persone (per un chilo di prodotto occorrono
che il Sole sia alto e le corolle si aprano, perché la luce degrada circa 500 ore di lavoro). «Ogni famiglia chiama a raccolta zii e
le molecole a cui si deve l’odore e il sapore dello zafferano. cugini, e chi non fa l’agricoltore a tempo pieno, prende le ferie
proprio in questo periodo», sottolinea D’Innocenzo. Anche
TESORETTO DI BULBI perché il “raccolto” di ogni giornata va essiccato prima di sera:
Il luogo della mia raccolta è Civitaretenga, frazione di Navelli, i fiori vengono privati degli stimmi con delicatezza, ancora una
in provincia dell’Aquila. È la “patria” dello zafferano: qui in- volta uno a uno... ma almeno questa fase della lavorazione av-
fatti, nel Tredicesimo secolo, arrivarono dalla Spagna i primi viene in casa, comodamente seduti su una sedia. Bisogna fare
bulbi di Crocus sativus, pianta originaria dell’Isola di Creta e attenzione, sfogliando il fiore, a tenere intatto il pistillo: la par-
già nota agli Assiri sia per le proprietà coloranti, sia per l’aroma te più chiara in fondo a ogni “filo” rosso è proprio quella che
dei suoi pistilli. «E si può dire che i nostri bulbi, su per giù, siano contiene più aromi.
ancora quelli», racconta Massimiliano D’Innocenzo, presiden- Dopodiché avviene l’essiccazione, sopra a una brace costitui-
te del Consorzio per la tutela dello zafferano dell’Aquila Dop. ta da legna di mandorlo, di faggio o di quercia. Altre specie, so-
La pianta dello zafferano è infatti frutto di numerose selezioni prattutto quelle resinose (pino o abete), altererebbero il sapo-
naturali cominciate già nell’Età del bronzo e con gli incroci è re dello zafferano. Dopo una mezz’ora, il prodotto è pronto (è
divenuta sterile, il che vuol dire che non può
riprodursi senza l’aiuto dell’uomo. Nella

I fiori portati a Navelli nel 1230


pratica, il Crocus sativus riesce a passare da
un anno a quello successivo semplicemente

furono i primi in Italia. Da quella


perché ne vengono conservati i bulbi, che a
ogni stagione fanno “getti” nuovi e produco-

stirpe deriva lo zafferano odierno


no nuove piantine. Un “tesoretto” di impor-
tanza non indifferente: per ogni quintale di

88 | Focus
diventato leggerissimo: essiccato, perde circa il 70% in peso).
Potrebbe essere anche impiegato subito, ma viene consegnato
al Consorzio che si occupa di tritarlo e imbustarlo o, in alterna-
tiva, metterlo nei vasetti di pistilli interi pronti per la vendita.
Prima però il raccolto di ogni produttore deve essere analizza-
50-60 SONO I BULBI
PER OGNI
METRO QUADRO
IN UN CAMPO DI ZAFFERANO
to, per capire se contiene abbastanza molecole aromatiche per
poter ottenere il marchio Dop e quindi poter approfittare del
confezionamento del Consorzio. Il contenuto di crocina deve
essere maggiore del 6% e quello di safranale del 4%.

PRODOTTO DI NICCHIA
Oggi, i coltivatori di zafferano dell’Aquila (uno dei 3 italiani
marchiati Dop insieme a quello sardo e a quello di San Gimigna-
no, in Toscana) sono circa 80 e nel 2019 sono riusciti a produrre
22 chili di zafferano. Troppo poco per entrare nelle grandi ca-
tene di supermercati: «I nostri acquirenti sono soprattutto ri-
storatori oppure punti vendita non troppo lontani dalla nostra
provincia, o ancora negozi di prodotti tipici italiani che si tro-
vano in Italia o all’estero», spiega D’Innocenzo. Ma per il pro-
dotto è ugualmente una grande vittoria: negli anni Settanta la
coltivazione era quasi scomparsa e la possibilità di riunire gli
eventuali produttori in una cooperativa supportata da un Con-
sorzio che si occupa di far analizzare il contenuto organolettico
dello zafferano per poi confezionarlo ha, di fatto, salvato le va-
rietà italiane di questa spezia. Attualmente, infatti, il 90% del-
lo zafferano mondiale viene dall’Iran o dalla Spagna, dove vie-
ne coltivato su campi molti estesi e dove viene raccolto per

Davide Sabatini
tutta la giornata, anche dopo che il fiore si è aperto. Viene quin-
di essiccato da apposite macchine, perdendo inevitabilmente
parte del suo contenuto in safranale. «Per conservare l’odore e
il sapore di certi piatti, la produzione dello zafferano deve per
forza restare artigianale», conclude D’Innocenzo. «È il limite
dello zafferano italiano, specialmente del nostro qui a Navelli,
ma è anche la sua forza». 250 SONO I FIORI CHE
OCCORRONO PER
1 G DI ZAFFERANO

ANCORA CHIUSI
Valentino Di Marzio,
presidente della
cooperativa di
produttori di zafferano
di Navelli, raccoglie i
fiori ancora in bocciolo
nel suo campo. A
destra, la “sfioratura”
(i pistilli vengono tolti
dal fiore). Sopra, un
croco con i tre pistilli.
Giada Paolucci

15 MILA EURO IL
PREZZO PAGATO
AI PRODUTTORI
DI NAVELLI PER UN CHILO
DI ZAFFERANO ESSICCATO
(AL PUBBLICO, DOPO
IL CONFEZIONAMENTO,
IL PREZZO È 24 EURO AL
GRAMMO NEL CASO DEI
Davide Sabatini

PISTILLI INTERI, 26,60 EURO


NEL CASO DELLA POLVERE)

Focus | 89
medicina

SOTTO ESAME
Ecografia di un
feto a poche
settimane dalla
nascita. È uno
degli esami
più importanti
per consentire
un intervento
chirurgico in utero.
La miniaturizzazione delle attrezzature e il
miglioramento delle diagnosi prenatali hanno
reso possibili interventi finora impensabili,
ancora prima (o subito dopo) la nascita.
di Chiara Palmerini

Chirurgie
micro per pazienti
micro

G iulio fa uno sbadiglio dietro l’altro, gira di


lato la testa come fanno i neonati prima di
addormentarsi. La mamma Eleonora è se-
duta su una sedia di fianco alla culla di pla-
stica: lo accarezza ma, da quando è nato (ventitré giorni fa),
non l’ha ancora preso in braccio. A poche ore di vita, Giulio è
stato operato, e ha ancora i tubicini del drenaggio che impe-
discono gli abbracci. Gli esami durante la gravidanza avevano
fatto nascere il forte sospetto di una malformazione all’esofa-
go, e di una anomalia al cuore, spesso associata al primo difet-
to. Per questo, di Giulio si sono occupate due équipe di chirur-
ghi, quella dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, e
dell’Ospedale Pediatrico Apuano di Massa, dove Giulio è nato,
che è il centro di riferimento per la cardiochirurgia pediatrica
in Toscana. Le cose sono andate meglio del previsto visto che
intervenire sul cuore non è stato necessario: alla fine Giulio
“se l’è cavata” con un’operazione all’esofago, di cui gli è rima-
sto un taglietto su un fianco, e un soggiorno, per il suo primo
mese di vita, nella terapia intensiva neonatale dell’ospedale
Getty Images

fiorentino, dove l’ho trovato in un giorno del novembre scor-


so, quando ho visitato il reparto.

Focus | 91
Oggi si riescono a operare bambini che
hanno più di un’anomalia e che,
fino a pochi anni fa, non arrivavano
nemmeno alla sala operatoria

SOTTO I FERRI GIÀ PRIMA DI NASCERE


Quello della chirurgia sui neonati è uno dei settori più delicati
della medicina moderna: si tratta di mettere sotto i ferri i pa-
zienti più piccoli al mondo, per età e per dimensioni. E di farlo
non per “togliere”, come spesso capita nella chirurgia dell’a-
dulto, ma per ricostruire organi o tessuti difettosi che dovran-
no poi durare per tutta una vita. È un campo in cui negli ultimi
anni si sono susseguiti grandi novità e piccoli cambiamenti, in
OCCHI AL VIDEO
gran parte sconosciuti al di fuori della cerchia ristretta degli
Nicola Persico
addetti ai lavori e dei genitori che, per sorte, si trovano di colpo durante un
a dover affrontare la prospettiva di un intervento chirurgico intervento in utero
sul loro bambino appena nato. O addirittura non ancora nato. nella clinica
Mangiagalli di
Oltre ai neonati (vale a dire i bambini fino a 28 giorni di vita), in Milano. Per
alcuni centri specializzati si operano ormai diverse anomalie manovrare i ferri
e malformazioni quando il piccolo è ancora nella pancia della guarda il monitor
che gli trasmette
mamma: è la cosiddetta chirurgia fetale. le immagini di una
Il difetto per cui è stato operato Giulio, che capita circa una microtelecamera
volta ogni tremila nascite, in termini tecnici, si chiama “atresia posta in utero.
dell’esofago”: il primo tratto del tubo digerente, invece di esse-
re collegato allo stomaco come dovrebbe, è interrotto. «Con il
successo nel trattamento di difetti congeniti gravi come que-
sto, la nostra specialità ha avuto piena autonomia e riconosci-
mento rispetto alla chirurgia generale», spiega Bruno Noccioli,
primario della chirurgia neonatale del
Meyer. «L’atresia si corregge chirurgi-
camente fin dagli anni Cinquanta, ma
la mortalità era alta, più del 30 per
cento, mentre oggi non supera l’uno
per cento». Intervenendo attraverso il
torace, il chirurgo deve ricongiungere
150SUI FETI CHE VENGONO
ESEGUITI IN ITALIA
CIRCA L’ANNO
SONO GLI
INTERVENTI
mesi al quale, alcune settimane fa, al
Gaslini di Genova hanno ricostruito
le cavità cardiache. Oggi si tende in
molti casi a operare ancora prima,
subito, senza aspettare mesi come
i due segmenti dell’esofago, e chiudere si faceva fino a non molto tempo fa.
la via di comunicazione anomala che Un’altra novità della chirurgia neo-
spesso si è invece formata con la trachea, in modo che il bambi- natale è l’utilizzo delle tecniche mininvasive, che permettono
no possa mangiare. A volte, come nel caso di Giulio, ci si riesce di effettuare solo piccoli tagli da cui “infilare” telecamere, luci
subito; altre volte la distanza che separa i monconi da riattac- e bisturi. Sono spesso le uniche accettabili, come nel caso di al-
care è tale che l’intervento va fatto in più fasi. cune operazioni che riguardano i feti, eppure ci è voluto molto
tempo perché si diffondessero. «Si tratta di una chirurgia “per
GLI STRUMENTI GIUSTI, FINALMENTE pochi”, e quindi i numeri non consentivano all’industria di re-
«Il cambiamento che forse più ha inciso sul nostro lavoro ne- alizzare la strumentazione adatta», spiega Sebastiano Caccia-
gli ultimi anni è la possibilità di diagnosticare molti difetti già guerra, direttore della chirurgia pediatrica dell’ospedale Arnas
nell’utero, mentre prima ce ne accorgevamo solo dopo la na- Garibaldi di Catania. Ma non è solo questo. «C’è il problema
scita», osserva Noccioli raccontando l’evoluzione del suo lavo- dell’addestramento dei chirurghi, che possono vedere pochi
ro negli anni. «Poi è migliorata l’anestesia, la tecnologia delle casi. E c’è la difficoltà oggettiva del gesto chirurgico in spazi
sale operatorie, i mezzi chirurgici per fare le suture... anche le che nel neonato possono essere di pochi centimetri quadrati».
terapie intensive neonatali sono recenti: basti pensare che i
primi ventilatori per far respirare i neonati risalgono agli anni UN RIMEDIO PRECOCE
Ottanta. In sostanza, oggi riusciamo a operare bambini con più Un altro traguardo che lascia a bocca aperta è quello degli inter-
difetti associati tra loro, quelli che una volta non arrivavano venti sui bambini ancora nel pancione. L’anno scorso, l’équipe
neppure alla sala operatoria». Insieme all’atresia dell’esofago, di Nicola Persico al Policlinico di Milano, uno dei pochi centri
le altre malformazioni di cui si devono più spesso occupare i italiani di chirurgia fetale, ha eseguito la “prima” europea di
chirurghi neonatali riguardano l’intestino, il polmone, le vie una tecnica per trattare nel feto la spina bifida, un difetto con-
urinarie. Ma anche il cuore, come nel caso del bambino di 21 genito che deriva dalla mancata chiusura di alcune vertebre

92 | Focus
Roberto Caccuri/Contrasto
COME SI INTERVIENE SULLA SPINA BIFIDA
La spina bifida è un difetto congenito in Lo standard delle cure fino a non molto praticata l’anestesia con una puntura.
cui le vertebre e i tessuti che circondano tempo fa era un intervento chirurgico Parte del liquido amniotico viene rimosso
il midollo spinale non si chiudono in subito dopo la nascita. Oggi si può e sostituito da anidride carbonica, per
modo corretto. Nei casi più gravi, il intervenire con metodi mininvasivi già nel una migliore visione ed esecuzione della
midollo spinale fuoriesce dall’apertura feto. Si interviene di solito tra la 19esima procedura. (3) Poi si incide la pelle nel
(1), e il tessuto nervoso viene e la 26esima settimana di gestazione, in punto in cui il midollo si estroflette.
danneggiato provocando al bambino anestesia generale. (4) Il chirurgo ripara il difetto, ricucendo i
varie forme di disabilità: problemi di (2) Attraverso piccoli fori, vengono tessuti e l’apertura. L’intervento dura
deambulazione, incontinenza urinaria e inseriti nell’utero una telecamera e gli circa 5 ore. Al termine della gravidanza, è
fecale e idrocefalo. strumenti chirurgici. Al feto viene possibile il parto naturale.

1 2 3 4
Illustrazioni di Stefano Carrara

Focus | 93
Ogni volta che il vantaggio per il
bambino è superiore al rischio per la
mamma, si sceglie di operare in utero
durante lo sviluppo, da cui può fuoriuscire il midollo, e quindi
i nervi. A seconda della gravità della lesione, il bambino avrà
difficoltà a camminare o sarà costretto in sedia a rotelle, oltre
ad avere problemi come l’incontinenza.
Già vent’anni fa, alcuni chirurghi negli Stati Uniti hanno idea­
to un intervento per aprire l’utero della mamma e operare il
bambino con l’idea che, quando il difetto è particolarmente
grave, anticipare la riparazione a prima della nascita provochi NATO DI NUOVO
meno danni al midollo. Il problema è che questa operazione è Spesso, anche
invasiva per la mamma, poiché l’incisione praticata sull’utero dopo complessi
interventi subiti
per poter operare il feto espone la donna a maggiori rischi, so­ prima della
prattutto nelle gravidanze successive. Per questo, il team del nascita, il
Policlinico ha scelto di procedere solo quando è stato possibile bambino può
utilizzare una tecnica, messa a punto in Brasile, che prevede di essere partorito in
modo naturale, e
operare senza aprire l’utero, introducendo tramite tre o quat­ avere una prima
tro piccoli fori nel pancione della mamma gli strumenti della infanzia uguale a
chirurgia mininvasiva: telecamera e ferri chirurgici miniatu­ quella di tutti gli
altri neonati.
rizzati. Cinque bambini sono stati finora operati così. «Va sot­
tolineato che sia l’intervento dopo la nascita sia quello in utero
non sono una “cura” definitiva per la
spina bifida, ma si spera che riesca­
no a ridurre la disabilità, a permet­
tere a questi bambini di camminare
autonomamente», tiene a precisa­
re Persico. E non è un dettaglio da
3 MILLIMETRI
È IL DIAMETRO
DEGLI STRUMENTI
IMPIEGATI NEGLI
INTERVENTI PRENASCITA

COSÌ SI OPERA, NEL PANCIONE, L’ERNIA DIAFRAMMATICA


L’ernia diaframmatica consiste in (1) Una sonda su cui è montata una polmoni contrastando la pressione dei
un’anomalia nella formazione del telecamera viene inserita attraverso un visceri. (3) Il palloncino viene poi
diaframma (giallo nel disegno sotto), il foro di 3-4 millimetri nella pancia e gonfiato con un soluzione salina e
muscolo che separa l’addome dal nell’utero della mamma fino a posizionato sotto le corde vocali.
torace: i visceri risalgono, occupando lo raggiungere il feto. Prima della nascita, a circa 34 settimane,
spazio riservato ai polmoni, che non Attraverso la sonda, manovrata dal con la procedura inversa, il palloncino
riescono a svilupparsi. Nei casi più gravi chirurgo in modo da infilarsi nella bocca viene rimosso, per evitare che con il
si può scegliere di intervenire durante la del bambino, un palloncino viene primo respiro il bambino soffochi. Dopo
gravidanza per migliorare le capacità posizionato nella trachea (2): serve a far la nascita, si procede all’intervento
respiratorie del bambino: l’intervento sì che i fluidi presenti nelle vie aeree chirurgico al diaframma per la
viene eseguito verso la 28a settimana. durante la vita uterina “tengano gonfi” i riparazione del difetto vero e proprio.

1 2 3
Illustrazioni di Stefano Carrara

94 | Focus
E IN FUTURO, LA TERAPIA
GENICA PRENATALE
L’anno scorso, negli Stati Uniti, una bambina di nome
Elianna ha ricevuto un trapianto di midollo osseo prima di
nascere. Era il primo paziente di uno studio clinico condotto
all’ospedale pediatrico dell’Università della California a San
Francisco per provare a trattare, nella speranza di migliori
risultati, l’alfa talassemia maggiore, una malattia del sangue
ereditaria che causa una forma molto grave di anemia.
Oltre alle operazioni per riparare malformazioni, infatti, la
chirurgia fetale si sta oggi indirizzando a trattare le malattie
con terapie a base di cellule staminali o addirittura con la
terapia genica. L’idea è che il sistema immunitario non
ancora sviluppato del feto renda più semplice
somministrare cellule estranee per curare alcune malattie,
in particolare quelle immunitarie o del sangue. In Europa e
negli Stati Uniti si stanno organizzando diversi studi clinici,
tra mille difficoltà. «Si tratta di coinvolgere in
sperimentazioni mediche donne sane, per di più durante la
gravidanza», osserva Cecilia Götherström, ricercatrice al
Karolinska Institutet in Svezia, che conduce queste
ricerche. «Per questo le autorità sanitarie sono riluttanti, e
bisogna avere ragioni molto forti per procedere». Dopo anni
di preparazione è al via in Inghilterra, Olanda, Svezia e
Germania una sperimentazione per trattare con la
somministrazione di cellule staminali l’osteogenesi
imperfetta, una malattia congenita in cui le ossa non si
Getty Images

formano in modo corretto: i bambini che ne sono colpiti


vanno incontro a decine di fratture l’anno, tanto che spesso
sono ridotti in sedia a rotelle già nei primi anni di vita.
«Sotto guida ecografica, le cellule verranno iniettate al
bambino attraverso il cordone ombelicale, un po’ come
avviene già con le trasfusioni», spiega Götherström.
poco, perché in questo campo innovazioni mediche e convin- La terapia genica prima della nascita potrebbe essere la
zioni personali hanno entrambe un peso enorme sulle scelte. soluzione anche per situazioni che non sono affatto rare,
«Di solito si scelgono le procedure sul feto quando il vantaggio per esempio la crescita ridotta del feto, cui non arriva
per il bambino è superiore ai rischi per la mamma», osserva abbastanza sangue e nutrimento per un malfunzionamento
Ernesto Leva, responsabile del reparto di chirurgia pediatrica della placenta. Al momento non ci sono cure, e l’unica
al Policlinico di Milano. «Ma è un bilancio molto delicato». possibilità è spingere la gravidanza fino a dove si può. Un
gruppo di ricercatori guidato da Anna David dello University
College di Londra sta lavorando a una terapia che mira a far
DIAGNOSI SEMPRE PIÙ PRECOCE arrivare nella pancia un virus “caricato” con un gene che
Il trattamento dell’ernia diaframmatica, un foro nel muscolo promuove la crescita dei vasi sanguigni, nella speranza che
che separa l’addome dal torace attraverso cui i visceri risalgo- possa aiutare la placenta a funzionare meglio.
no fino a comprimere i polmoni del feto durante la gravidanza,
è un esempio di come si debba agire sul filo del rasoio, da un
punto di vista medico ed etico. La prima scelta che si presenta questo pone una complicazione aggiuntiva: essendo condizio-
a medici e genitori è “se” agire, e quando farlo: prima o dopo ni rare non è detto che i ginecologi vi si siano mai imbattuti
la nascita. L’intervento fatto nell’utero è tanto delicato quanto prima, oppure che abbiano a disposizione le conoscenze più
emozionante perfino da vedere riprodotto in un video “tecni- aggiornate sui trattamenti da offrire alle mamme. Può capitare
co”: la sonda sottile su cui è montata una telecamera penetra che il medico, in buona fede, faccia intendere che c’è ben poco
nella pancia della mamma, e poi nella bocca del feto, fino a inse- da fare o che, al contrario, sottovaluti il problema. A Ilaria, che
rire nella trachea un palloncino, che viene gonfiato. Questo ac- dalla Puglia è arrivata a Firenze per partorire e far operare la
corgimento serve a trattenere nei polmoni i liquidi che vi si for- sua bambina di ernia diaframmatica, avevano detto che Greta,
mano naturalmente, in modo che si sviluppino correttamente poi nata prematura a 26 settimane, avrebbe “solo” dovuto fare
e contrastino la pressione esercitata dai visceri. La delicatezza un intervento verso i tre-sei mesi. «Capita spesso che i genito-
dell’intervento sta nel fatto che, con una tempistica perfetta, ri mi chiedano: “lei che cosa farebbe al posto nostro?”», dice
il palloncino deve poi essere rimosso prima della nascita, per Persico. «Ma è una domanda a cui non posso rispondere. Quel-
evitare che ai primi respiri il bambino soffochi. lo che cerco di fare è dare tutte le informazioni e, una volta ca-
Problemi come la spina bifida o l’ernia diaframmatica emer- pito per quale scelta propendono i genitori, accompagnare la
gono spesso con gli esami di routine durante la gravidanza, e loro decisione. Qualunque sia».

Focus | 95
U
natura

Un grande “nastro n solo pianeta, nell’universo conosciuto,


ospita uno stato della materia che non

trasportatore” collega trova riscontri altrove: lo stato vivente. La


materia resta viva per poco tempo, poi

gli oceani della Terra. Con “passa di stato” (muore) e riprende vita, generazione dopo ge-
nerazione. Succede alla nostra specie e a tutte le altre, da mi-

effetti sul clima liardi di anni. La materia vive grazie all’acqua: copre il 71% del
Pianeta. E l’oceano, con una profondità media di 3.500 metri, è

e sulla nostra vita. un volume “pieno di vita” che non si ferma mai. L’acqua evapo-
ra dagli oceani e diventa nuvole, poi torna giù come pioggia,
scorre verso il mare attraverso i fiumi, e sparge vita ovunque

mare
di Ferdinando Boero* arrivi. Ai Poli e sulle alte vette, l’acqua diventa solida e si forma

Come funziona
il

TUTTO TORNA
Il ciclo dell’acqua
è vitale per
il “sistema Terra”.
Parte dall’oceano:
l’acqua evapora e
diventa nuvole,
per poi ricadere
Getty Images

come pioggia e
tornare al mare
attraverso i fiumi.

96 | Focus
il ghiaccio. Insomma, l’acqua degli oceani, muovendosi e cam- no Atlantico e porta vita dove la luce non arriva, giunge in An-
biando di stato, genera le condizioni che permettono la vita. tartide e si unisce all’acqua densa del Polo Sud, l’altro motore
freddo. L’acqua fredda gira in profondità attorno al continente
MILLE ANNI PER FARE UN GIRO COMPLETO antartico, va verso l’oceano Pacifico e l’Indiano, e torna in su-
Tutto ha inizio ai Poli, detti anche motori freddi. Quando l’ac- perficie di nuovo verso l’Antartide, girando attorno a essa con
qua marina gela, perde i suoi sali. Il sale rilasciato nella for- una corrente parallela a quella profonda, per poi tornare in
mazione del ghiaccio (fatto di acqua dolce) resta nell’acqua su- Atlantico e risalire verso il Polo Nord. La Corrente del Golfo,
perficiale. Quest’acqua salata e fredda è molto densa, dunque che dal Golfo del Messico arriva fino al Polo e mitiga il clima
affonda: si innesca così il motore delle correnti (v. riquadro dell’Europa Settentrionale, è solo un pezzo del sistema circo-
nelle pagine successive). latorio oceanico: poi l’acqua si raffredda e torna verso gli abissi,
L’acqua polare fredda, salata e ricca di ossigeno, scende verso arrivando al Polo Sud, fa il giro del Pacifico e torna in Atlanti-
le grandi profondità marine e come un fiume attraversa l’ocea- co. Un’unica grande corrente, il grande nastro trasportatore

VIDEO
FERDINANDO
BOERO PARLA DEI
SUPER POTERI
DELLE MEDUSE

INQUADRA
LA PAGINA
CON LA
APP
INFO A PAGINA 5
MOSAICO
La banchisa artica:
quando il ghiaccio
marino si forma,
“perde” sali. Ciò
rende l’acqua
superficiale più
salata, oltre che
fredda, quindi
più densa.
Perciò affonda.
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oceanico, connette dunque tutti gli oceani e li fa diventare uno. in eccesso fa cambiare il clima e le temperature si innalzano.
Si calcola che una molecola d’acqua ci metta mille anni per fare In un sistema dove è tutto collegato, le conseguenze si vedono
il giro completo del Pianeta. anche sugli oceani e sulle correnti che li percorrono. L’atmo-
Abbiamo imparato questi movimenti dell’acqua poco per vol- sfera più calda non fa gelare l’acqua dei Poli, il ghiaccio marino
ta, corrente per corrente. E quest’acqua che “gira”, poi evapora è sempre meno esteso. Anzi, in più si sciolgono i ghiacciai. Per
e forma le nuvole. Il clima oceanico genera il clima atmosferico, esempio, dalla fusione della calotta che ricopre la Groenlandia
e ne è a sua volta influenzato: tutto è collegato, in un sistema di si è riversata nell’oceano Artico una grande quantità di acqua
ecosistemi, in un gioco di continui cambiamenti di stato. Noi priva di sali, meno densa dell’acqua sottostante. Il rischio: se le
pensiamo che gli organismi che vivono fuori dagli oceani (noi, acque del Nord diventano troppo “dolci” possono non essere
per esempio) siano indipendenti dall’acqua, ma è sempre l’o- abbastanza dense per inabissarsi. Invece di acqua salata e fred-
ceano che ci fa vivere. Tendiamo a dimenticarlo perché siamo da che affonda, si forma acqua dolce e fredda che galleggia, va
animali terrestri, ma lo vediamo sempre: basta guardare in cie- incontro alla Corrente del Golfo e la ferma, impedendole di mi-
lo, perché quelle nuvole che ci danno vita attraverso la pioggia tigare il clima in Europa. Se la Corrente del Golfo non arriva al
sono oceano. Polo e quindi non si raffredda diventando ghiaccio, e se il ghiac-
cio invece di formarsi si scioglie, ecco che il motore freddo che
MENO BANCHISA, MENO GHIACCIAI innesca la grande corrente oceanica che tutto connette viene
E tutto è collegato, a più livelli. Gli ecosistemi sono dinamici manomesso. E se quel meccanismo si inceppa, le conseguen-
e cambiano continuamente. La vita cambia con loro, con una ze vanno oltre gli oceani. Cambia anche il clima atmosferico,
reazione a catena in cui ogni cambiamento degli ecosistemi i fenomeni diventano sempre più estremi e imprevedibili, e le
genera altri mutamenti. Si estinguono le specie e se ne forma- condizioni degli ecosistemi cambiano.
no altre, e queste cambiano i sistemi che le tengono in vita. Di Siamo noi la specie di grande successo che sta cambiando il
solito perché li consumano e li usurano, determinando così clima più rapidamente del normale, consumando risorse per
la propria condanna: chi usa più di quello che si rinnova con nutrirci, muoverci, scaldarci e rinfrescarci. Il riscaldamento
i processi naturali perde il “sostegno” della natura e le nuove globale altera il funzionamento degli oceani, e questo innesca
condizioni porteranno la materia vivente verso altri stati, che altri cambiamenti. Come se non bastasse, riversiamo i nostri
noi chiamiamo specie, fino a quando anche queste saranno so- rifiuti negli oceani e, con la pesca industriale, li depauperiamo.
stituite da altre. La scienza ci dà conoscenze inoppugnabili su quali siano i ri-
Le specie che oggi vivono sul Pianeta, compresi noi, discen- schi che corriamo con questo comportamento. Siamo abba-
dono da altre oramai estinte. Per prosperare abbiamo tagliato stanza intelligenti da averlo capito. Sarà nostra responsabilità
le foreste che producevano ossigeno e sequestravano anidride cercare di cambiare i nostri sistemi di produzione e consumo.
carbonica nel legno, e le abbiamo sostituite con l’agricoltura. Se non saremo abbastanza intelligenti… la materia cambierà di
Poi abbiamo estratto i combustibili fossili e li abbiamo bru- stato, e altre specie ci sostituiranno, come è sempre stato.
ciati per produrre energia, immettendo anidride carbonica
nell’atmosfera. L’impatto era minimo quando eravamo qual- * Ferdinando Boero è un biologo marino di: Università di Napoli
che milione, ma ora siamo sette miliardi. L’anidride carbonica Federico II, CNR-IAS, Stazione Zoologica Anton Dohrn.

I Poli sono i motori freddi di


una grande corrente globale. E se
a causa dei cambiamenti climatici
questo meccanismo si inceppa...

98 | Focus
GOLFO

SISTEMA CONNESSO
La Corrente del Golfo è una
corrente calda e veloce: costeggia
LA MAPPA DEI FLUSSI
l’America del Nord e va verso
Il grande nastro l’Europa Settentrionale, mentre un
trasportatore oceanico, Tra le acque del Pianeta scorre senza sosta il
altro ramo devia verso l’Africa.
in una “visione” “grande nastro trasportatore oceanico”: è un
del globo centrata RITORNO sistema chiamato circolazione termoalina. Il
sull’Antartide, che Un flusso superficiale, da
mostra la connessione termine fa riferimento alla temperatura (termo-) e
oceano Indiano e Antartide,
tra gli oceani. torna in Atlantico.
alla salinità (-alina), due fattori che determinano
la densità dell’acqua. L’acqua salata e fredda è
Corrente più densa e quindi tende ad affondare. Quella
superficiale
calda invece si espande (e la sua densità
Corrente
profonda diminuisce). Nel mare Glaciale Artico, uno dei
motori di questa circolazione globale, una grande
Oceano
Atlantico massa d’acqua fredda e salata si inabissa e si
muove nell’oceano Atlantico in profondità; va
verso sud, mentre a nord il passaggio verso il
Pacifico è bloccato dai bassi fondali dello stretto
di Bering. Arrivata a sud dell’America, la corrente
profonda non può passare nel Pacifico in quel
punto per la presenza di un più basso fondale e
Oceano quindi “gira” verso est. Circolando attorno
Indiano
all’Antartide, la corrente viene “ributtata” a nord
Antartide
in due punti: un ramo devia verso l’oceano
Indiano, l’altro verso il Pacifico. In queste due
aree, i flussi profondi si riscaldano, riemergono e
tornano verso l’Atlantico come correnti
Oceano superficiali e calde. E in superficie il motore delle
Pacifico correnti è il vento. Nell’ultimo tratto l’acqua riceve
una spinta dalla potente Corrente del Golfo, che
si origina nel Golfo del Messico, e va verso nord,
dove ricomincerà il ciclo.
Questo sistema di flussi è un fondamentale
PACIFICO mezzo di trasporto del calore, dalle aree tropicali
Nel Pacifico arriva una a quelle polari, oltre che di gas e nutrienti. E ha
corrente profonda e una un effetto di regolazione del clima. Alcuni
ANTARTIDE STUDIO
superficiale si muove verso scienziati ritengono, per esempio, che un cambio
l’oceano Indiano, dove si Un sistema di È in corso un
unisce con altri flussi risaliti correnti gira progetto per nella circolazione nell’Atlantico si sia verificato in
dalle profondità. attorno misurare circolazione corrispondenza dell’ultima era glaciale.
all’Antartide, in e scambi in queste
senso orario: acque: l’Osnap
muove enormi (Overturning in the
quantità Subpolar North STRUMENTI
d’acqua. Atlantic Program). In giallo, le
PUNTO CHIAVE attrezzature usate
Le correnti (fredde e nel progetto Osnap:
profonde in blu; calde per esempio,
e superficiali in rosso) strumenti ancorati
nell’Atlantico sul fondo per
Settentrionale, attorno Groenlandia misurare
alla Groenlandia. le correnti
Islanda oceaniche.
Spl/Agf
usi e costumi

GALLERY
GUARDA LE FOTO
DI TANTI ALTRI
INCREDIBILI
CAPPELLI

INQUADRA
LA PAGINA
CON LA
APP
INFO A PAGINA 5

America del Sud


UNA CUFFIA PER IL MITO
■ XX secolo
■ Brasile, popolo Kayapó Mekrãgnoti
■ Piume di ara, di aquila e di airone bianco
compongono questa preziosa cuffia: viene
ancora oggi utilizzata per rappresentare il
mito secondo cui due eroi combattono con
una feroce aquila gigante e vincono.

REVERSIBILE
■ XX secolo
■ Brasile, popoli Kayapó e Karajà
■ Piume coloratissime ricoprono questa
cuffia cerimoniale: sono di ara, di hocco
maggiore e di... gallina. Il retino interno,
composto in fibre vegetali, è reversibile per
proteggere le piume.

100 | Focus
Una mostra di cappelli, al
Musée des Confluences
di Lione, racconta di
popoli e culture
lontani e straordinari.
di Isabella Cioni - foto di Pierre-Olivier Deschamps

CON IL
MONDO
SULLA
TESTA

Oceania
COLEOTTERI E VIRILITÀ BERRETTO IMPERIALE
■ Fine del XX secolo ■ XX secolo
■ Papua Nuova Guinea, popolo Kuam ■ Papua Nuova Guinea, popolo Gunantuna
■ Carapaci di coleotteri, piume, pelliccia e ■ Questo strano cappello a forma di razza,
perfino pezzi di zanzariera compongono fatto di tessuto, carta e conchiglie, imita i
questo copricapo, simbolo di virilità. Lo berretti della marina imperiale tedesca: dal
indossano gli uomini e i ragazzi iniziati per 1884 e fino alla Prima guerra mondiale la
la festa di Smy, dedicata alla fertilità. Germania colonizzò parte di queste terre.

Focus | 101
La collezione, raccolta
da un privato, di più di
500 cappelli, tutti di
origine extraeuropea,
sarà in mostra fino
al 15 marzo

Africa
ESCLUSIVA REALE FESTE MASCHERATE
■ Seconda metà del XX secolo ■ XX secolo
■ Repubblica Democratica del Congo, ■ Nigeria, popolo Yoruba
popolo Kuba ■ Tessuto, legno, metallo e persino
■ Questa cuffia era parte di un costume, plastica compongono questo copricapo
indossato solo dai sovrani, che poteva che è anche una maschera. Veniva
pesare più di 80 kg. La conchiglia al centro indossata per le festività Egungun, legate
rappresentava il potere e l’autorità. alla reverenza per gli antenati.

102 | Focus
PROTEZIONE
■ XX secolo
■ Senegal e Guinea, popolo Bassari
■ Composta di corteccia, fibre vegetali e
lana, questa maschera detta “lukuta” viene
indossata nelle cerimonie di iniziazione
maschile e in altre feste: rappresenta infatti
la tutela e la trasmissione dei riti.

SPIRITO VUDU ANIMO SELVAGGIO


■ XX secolo ■ XX secolo
■ Benin, popolo Fon ■ Uganda, popolo Gisu
■ Questo largo cappello ricoperto di ■ La pelliccia di scimmia che orna questo
amuleti, tra cui il cranio di un cercopiteco cappello, indossato dai giovani maschi nel
mona, è indossato dagli adepti dello spirito giorno della loro circoncisione,
vudu Legba, il messaggero che ha anche il rappresenta l’animo selvaggio che accetta
potere di proteggere, guarire e nutrire. la violenza dell’iniziazione senza paura.

Focus | 103
In questi copricapi
si possono leggere
la storia, le credenze
e perfino gli affetti privati
di chi li ha indossati
Asia
CUFFIA MONASTICA A CORTE
■ XX secolo ■ XX secolo
■ Mongolia, Tibet, Nepal, Bhutan ■ Giappone
■ Questo copricapo in lana e cotone è ■ Il copricapo eboshi (in giapponese il suo
indossato dai monaci buddisti dell’ordine primo ideogramma significa “corvo”, per il
Gelukpa (i “virtuosi”), fondato all’inizio colore), ornato di crine o di capelli, ha
del XV secolo. Cinesi e occidentali li hanno origine nel VII secolo: da allora e per secoli
a lungo soprannominati i “berretti gialli”. è stato indossato dai dignitari di corte.

104 | Focus
COME UN RICAMO
■ Inizio XXI secolo
■ India, Bengala Occidentale
■ Scolpito in shola, una sostanza
spugnosa bianca derivata dal legno,
questo delicato copricapo è indossato
dallo sposo durante le nozze induiste.
Di solito viene donato dalla famiglia di lei.

LEGAMI FAMIGLIARI
■ Fine del XX secolo
■ Cina, popolo Hmong (o Miao)
■ Indossati dalle donne della provincia di
Guizhou, questi cappelli rappresentano i
legami famigliari in modo concreto. Sono
composti da ciocche di capelli della
madre, della nonna e della bisnonna.

Focus | 105
a cura di Isabella Cioni

Domande
& RISPOSTE

Epa/Ansa
QUANDO ABBIAMO
IMPARATO A BALLARE?
L a danza è una delle forme di
espressione umana più antiche e
universali. Le prime tracce certe
di muoversi al ritmo di musica, all’inizio
battendo mani e piedi e poi
accompagnandosi con strumenti
imparare a muoversi insieme e cacciare
meglio “in branco”.
Altre teorie attribuiscono infine la
risalgono a ben 17mila anni fa, nel rudimentali come tamburi e flauti, il nascita del ballo all’imitazione dei
Paleolitico: è di quel periodo la pittura mistero è ancora fitto. movimenti degli animali e secondo una
rupestre dello “stregone danzante” Contatto. Secondo alcune teorie il recente ricerca dell’Università di
nella grotta dei Tre Fratelli di Ariège, in ballo è nato come rito magico- Warwick (Uk) forse è andata proprio
Francia, e anche se è difficile esser simbolico: i cacciatori danzavano in così: il modello per i primi balli umani
sicuri che lo sciamano dipinto sulla cerchio per imprigionare gli spiriti potrebbe essere stato un nostro
pietra stia ballando (la figura a braccia maligni e celebrare la cattura della lontano cugino, lo scimpanzé.
alzate potrebbe non essere in preda; lo sciamano danzava con Se finora infatti si pensava che i primati
movimento), la presenza nei paraggi di maschere di animali per propiziare la non danzassero nel senso stretto del
un uomo-bisonte che suona una specie fertilità, per entrare in contatto con le termine, lo psicologo Adriano Lameira,
di flauto fa pensare sia proprio così. forze della natura o per avvenimenti dopo aver osservato decine di video di
Dagli indizi che arrivano da altre grotte speciali come le nascite e le morti. Holly e Bahkahri, due scimpanzé
in Europa, Asia e Africa si è capito che Secondo altre ipotesi il ballo ha avuto femmine che vivono nello zoo di St.
la danza era un’attività comune a tutti i soprattutto un ruolo sociale: si è Louis in Missouri (Usa), si è convinto
popoli primitivi; ma su come ai nostri cominciato a danzare per stabilire un che non è affatto così: «La
antenati preistorici sia venuto il bisogno contatto con gli altri membri della tribù, sincronizzazione fra i loro movimenti

106 | Focus
Ti piacciono le
domande &
PSICHE risposte? Puoi
Conviene trovarne tante
sempre un altre, curiose
piano B? e approfondite,
su Focus D&R.
P are di no. Avere una
strategia alternativa può Il numero 63
infatti ridurre le probabilità di
successo del piano A, cioè del
è in edicola!
progetto principale per
raggiungere un obiettivo.
Lo ha concluso uno studio
sperimentale dell’Università CULTURA
della Pennsylvania.
Successo. «Il solo pensiero di
avere un piano alternativo può
Qual è il film più bello di sempre?
indurre le persone a compiere
meno sforzi per raggiungere
l’obiettivo, riducendo così le
P ossiamo avvicinarci a una risposta a una domanda così soggettiva
pescando in questa rosa ristretta: Le ali della libertà (1994, regia di Frank
Darabont), Quarto potere (1941, Orson Wells), Titanic (1997, James Cameron) e
probabilità di successo», ha Il Signore degli Anelli – Il ritorno del re (2003, Peter Jackson). Questo
spiegato la ricercatrice prestigioso quartetto è infatti composto da pellicole che svettano
Katherine Milkman. Avere un rispettivamente: nel giudizio del pubblico, in quello della critica, negli incassi al
piano B è insomma sempre una botteghino e per numero di premi vinti.
buona idea, ma è bene non Poker d’(inc)assi. Le ali della libertà ha il miglior voto sul più visitato portale
approfondirlo troppo, e invece di cinema del Web, IMDb.com, con una media altissima di 9,3/10 e circa 2,2
concentrare le proprie energie milioni di votanti; Titanic è invece la pellicola che (rapportando i prezzi
nella riuscita del piano A. (P.C.) all’inflazione) ha incassato più di tutte nella storia, per un valore pari a circa 3,9
miliardi di dollari attuali. Quarto potere è stato invece votato come miglior film
di sempre per cinque volte dai critici di tutto il mondo, che ogni decade stilano
non è casuale ma prevedibile, ha una la Sight & Sound Top 50. Infine Il Signore degli Anelli – Il ritorno del re (foto
precisione al centesimo di secondo, sotto) è il film più premiato, con ben 11 Oscar e 4 Golden Globe. Accadde
ciascuna “porta” l’altra a turno in anche a Titanic e Ben Hur (1959, William Wyler) che però non realizzarono la
perfetta armonia, tenendo il ritmo in un prestigiosa tripletta di statuette relative a film, regia e sceneggiatura. (S.V.)
ballo che risulta molto simile a una
conga», dice Lameira.
La danza richiede infatti di andare a
tempo coi movimenti dell’altro e finora
non era mai stata osservata emergere
spontaneamente nei primati. «Le due
scimpanzé coordinano i gesti in quello
che sembra un rituale per alleviare lo
stress e forse l’uomo primitivo ha fatto
lo stesso: ispirandosi alle grandi
scimmie, ha iniziato a ballare per
stabilire legami coi suoi simili e ridurre
così le pressioni della vita quotidiana.
Perciò all’inizio il ballo era
probabilmente un comportamento
“muto” e i suoni di accompagnamento
sono arrivati dopo», osserva Lameira.
L’ipotesi andrà verificata, di certo, però,
Eyevine/Contrasto

dire a qualcuno che balla come uno


scimmione d’ora in poi non si potrà più
considerare un’offesa. (E.M.)

Focus | 107
Domande
& RISPOSTE

Getty Images
STORIA

Quando ci sono stati i primi


problemi di sovrappopolazione in città?
G ià 9.000 anni fa, quando Çatalhöyük, nell’odierna
Turchia, era una “metropoli” neolitica da ottomila
persone, un’enormità per quei tempi, nata in seguito alle
del benessere” come le carie, ma era il sovraffollamento a
complicare la vita: portava a violenze frequenti che spesso
sfociavano in omicidi, le case erano appiccicate l’una all’altra
prime coltivazioni e all’allevamento del bestiame. La città e non certo pulite. «Animali e uomini vivevano assieme e le
aveva già tutti i guai della convivenza in spazi stretti e poco infezioni erano diffusissime», dice Larsen.
organizzati, tanto che Clark Spencer Larsen, antropologo Mistero sociale. E chissà che non sia stata proprio la
della Ohio State University (Usa), analizzando i reperti di 25 sovrappopolazione a far nascere le prime “famiglie di fatto”
anni di scavi ha concluso che «molti problemi delle della storia: a Çatalhöyük infatti chi viveva sotto lo stesso
megalopoli attuali sono gli stessi di allora, solo amplificati». A tetto spesso non aveva legami di sangue, un mistero su cui
Çatalhöyük, per esempio, uno su dieci soffriva di “malattie gli antropologi si stanno tuttora interrogando. (E.M.)

TECNOLOGIA

La realtà virtuale coinvolgerà anche il tatto?


S ì, grazie a un prototipo sviluppato alla Northwestern University (Usa) sarà
possibile coinvolgere nella realtà virtuale anche il tatto, così da ottenere
un’esperienza ancora più “vera” di quella offerta attualmente. La pelle è in effetti
l’organo più grande del nostro corpo e il tatto, grazie ai micro-recettori che la
ricoprono, è il senso che permette al nostro cervello di definire meglio le
caratteristiche del luogo in cui ci troviamo.
Toccarsi. I ricercatori hanno costruito un’interfaccia wireless morbida e flessibile,
che viene appoggiata alla pelle e che comunica con essa e con i suoi micro-
Northwestern University

recettori tramite dei piccoli attuatori (dispositivi capaci di convertire segnali elettrici
in vibrazioni, nella foto) trasmettendo alla persona la sensazione del tatto. Le
applicazioni di questo prototipo sono molteplici, dai videogiochi fino alla possibilità
di “toccare” a distanza una persona cara. (F.D.)

108 | Focus
Getty Images
SPORT

Quanto si può correre


su un tapis roulant?
O ltre 265 km in 24 ore. Il nuovo record di percorrenza
su tapis roulant, menzionato nel Guinness dei
Primati, è stato stabilito nel 2019 da un runner italiano,
Vito Intini, che ha battuto i 264,52 km percorsi nel 2018
dal norvegese Bjorn Tore Kronen Taranger.
Senza spostarsi. Per quanto strano possa sembrare,
la sfida per il record di percorrenza su tapis roulant viene
da tempo presa sul serio da molti atleti in tutto il mondo.
Sebbene quella delle “24 ore” sia la più popolare,
esistono varie discipline. Si parte da 6 ore, per arrivare
fino a corse estreme che durano 30 giorni, comprese le
pause. A un italiano appartiene anche il record per la
durata minima di percorrenza di 1.000 chilometri: nel
2008, Antonio Scaldavilla li ha percorsi in 6 giorni, 7 ore e
38 minuti. Il tutto senza spostarsi di un metro. (P.C.)

CERVELLO

Le donne ricordano
meglio?
P er alcuni aspetti sì. Lo sostiene una ricerca
del Karolinska Institutet di Solna (Svezia),
che ha esaminato 617 studi condotti fra il 1973 e
il 2013 su oltre 1,2 milioni di partecipanti, per
capire come uomini e donne ricordino le
informazioni relative a situazioni vissute in un
determinato arco temporale (memoria episodica).
Diversità. Risultato: i due sessi possono avere
memorie differenti di eventi del passato. Le
donne sarebbero più brave nel ricordare le
conversazioni, i posti in cui hanno lasciato un
oggetto o cosa è successo in un film. E
sembrano migliori anche nel ricordare volti e
sensazioni, per esempio gli odori. Gli uomini
ritengono meglio le informazioni astratte, come i
significati o i dati di navigazione stradale. (R.M.)
DAT
cinema

MOV
Come fare un film di successo?
Ormai lo si chiede anche all’intelligenza
artificiale. Che studia le nostre reazioni
in sala, suggerisce gli aggiustamenti,
consiglia le caratteristiche dei personaggi.
E c’è perfino chi ha affidato regia e
sceneggiatura a un software. Ma il risultato...
di Marco Consoli

110 | Focus
ATA
VIE UNA RIVOLUZIONE
Getty Images

Dopo gli attori riprodotti


digitalmente, arrivano
anche sceneggiature e
regie realizzate da
appositi software.
Il modo di fare cinema
si sta trasformando
rapidamente.
Shutterstock
C he cosa sarebbe accaduto a Star Wars se Al
Pacino avesse accettato il ruolo di Han Solo
poi finito a Harrison Ford? E se al posto di
quest’ultimo per interpretare Indiana Jo-
nes avesse accettato la “prima scelta”, ovvero Tom Selleck? Il
segreto della popolarità di personaggi e dell’incasso dei film
dipende da tanti fattori, alcuni imperscrutabili: Iron Man e
L’incredibile Hulk, usciti nel 2008 all’avvio dell’era dei cinefu-
difendi, muori) atti a rendere credibile lo scontro. Negli effetti
visivi l’evoluzione è stata tale che nei due capitoli finali di Aven-
gers, Infinity War (2018) ed Endgame (2019), il volto del super-
malvagio Thanos è stato ottenuto grazie a un software di deep
learning che ha imparato da solo ad analizzare la recitazione
dell’attore Josh Brolin per poi riprodurne le epressioni facciali.
Di recente però sono state proposte nuove applicazioni: la
startup belga Scriptbook ha adattato l’analisi dei dati alle sce-
metti Marvel, hanno avuto un esito opposto al box office, trion- neggiature, per valutarne, prima di produrre il film, il poten-
fale il primo, deludente il secondo. Merito o colpa della simpa- ziale di mercato. Basta dare in pasto agli algoritmi centinaia di
tia/antipatia dei rispettivi protagonisti, cioè Robert Downey copioni di vecchi film per ricavare le emozioni dominanti sce-
Jr. ed Edward Norton, del tono del film, della differente quan- na per scena, il valore artistico e quello commerciale, il potere
tità di scene d’azione, del regista, dei temi trattati o di che altro? attraente o respingente dei personaggi, e così via. Estraendo
A Hollywood, un gruppo di scienziati in-

Oggi è possibile analizzare


formatici è convinto che l’intelligenza arti-
ficiale, la cosiddetta IA, possa individuare

le espressioni degli spettatori per


la ricetta del successo. Il software messo a
punto dalla Cinelytic di Los Angeles analiz-

capirne le emozioni a ogni scena


za i risultati al botteghino del passato per
identificare gli elementi che hanno deter-
minato un’accoglienza favorevole: gli in-
terpreti, il genere, i temi, il numero di sale al debutto, se i film gli elementi chiave dei film di successo, si ha l’idea di riuscire a
avevano sceneggiatura originale o basata su un libro e così via. seguirne la formula vincente nei nuovi titoli.
E una volta estrapolata la formula vincente la compara con i Se ormai l’IA guida i suggerimenti dei film su piattaforme
progetti in via di definizione, per individuarne il potenziale o come Netflix basandosi sulle nostre scelte precedenti, que-
migliorarne la performance. Un’altra società, l’israeliana Vault sta tecnologia, come abbiamo constatato al recente Mipcom,
AI, è in grado di analizzare un trailer identificandone gli ele- il mercato della tv di Cannes, si è spinta ormai ad analizzare
menti costitutivi, come i personaggi e gli oggetti in scena, l’am- persino le emozioni degli spettatori. «Abbiamo sviluppato al-
bientazione, l’età dei protagonisti e altro ancora, per capire non goritmi di deep learning per capire cosa succede sulle facce del
solo se è efficace, ma anche con quale tipo di pubblico (uomini, pubblico che guarda contenuti di intrattenimento», spiega Xa-
donne, giovani, anziani ecc.). vier Fischer, Ceo della startup francese Datakalab, che lavora
per le più importanti case di produzione di film e serie tv. «Con
COPIONI ESAMINATI DAGLI ALGORITMI l’analisi dei volti ripresi da una telecamera, previo il consenso
L’utilizzo dell’IA nel cinema non è una novità, e il primo campo delle persone coinvolte, l’IA è in grado di stabilire, fotogramma
in cui è stata usata è quello degli effetti speciali. Già nel 2000, per fotogramma, quando gli spettatori sono attenti o distratti,
per le scene di massa de Il signore degli anelli ne era stata uti- perché, per esempio, distolgono lo sguardo. Inoltre, addestrata
lizzata una forma primordiale: le migliaia di soldati che com- a riconoscere le espressioni facciali, può individuare sul volto
battevano sullo schermo erano attori digitali che “avevano im- gioia, sorpresa, tristezza, rabbia, disgusto, paura e disprezzo,
parato” a tenere una serie di comportamenti (avanza, attacca, misurando l’intensità di ciascuna emozione e valutandone le

112 | Focus
VIDEO
PIXEL E ATTORI
Nella pagina a GUARDA
sinistra, Thanos IL FILMATO
degli Avengers, SCRITTO
creato dal volto di DALLA IA
Josh Brolin. Nelle
due immagini qui INQUADRA
accanto, LA PAGINA
CON LA
Sunspring (2016), APP
primo corto scritto INFO A PAGINA 5
per intero da una
intelligenza
artificiale.

Ars Technica (2)

diverse combinazioni». Questo tipo di metodologia è applicato ossessionato l’idea di automatizzare la scrittura di una sto-
alle proiezioni test, da anni effettuate in segreto prima del de- ria», spiega Sharp, «in maniera simile a quanto studiosi come
butto di un film o una serie, per capire come modificare gli stes- Joseph Campbell e Robert McKee hanno fatto teorizzando la
si in base al gradimento di un pubblico selezionato (e domani formula classica di un racconto. E così, nel tentativo di ottenere
potrebbe avvenire con utenti di Netflix). Associando i livelli di una macchina in grado di scrivere le basi di una sceneggiatura,
attenzione ed emozione alle scene che li hanno generati, regista cioè azioni e dialoghi, ho incontrato Ross Goodwin, che aveva
e produttori possono tagliare parti del film o modificarne altre, elaborato un software in grado di comporre poesie».
per esempio perché una sequenza di un horror, che dovrebbe
indurre disgusto e paura, genera in realtà le risate del pubblico. SCENEGGIATURE UN PO’ DELUDENTI
Sulla stessa linea lavora anche la spagnola Sociograph, che Quel programma è stato usato per scrivere Sunspring, film di
all’analisi dei volti accompagna quella dell’attività elettroder- fantascienza dalla trama tanto surreale da sfociare nel nonsen-
mica. «Collegando due sensori alle dita degli spettatori», spiega se. «Il fatto è che all’epoca l’IA era in grado di sfornare frasi di
Daniel Ramos, «possiamo registrare il cambiamento dell’attivi- senso compiuto, cui gli attori potevano infondere profondità
tà elettrica sulla pelle determinato dalle emozioni, esaminando emotiva», spiega Sharp, «ma le stesse risultavano slegate le une
tramite l’IA microreazioni di cui non sono consapevoli neanche dalle altre». Il risultato dunque era un puzzle di frasi dense di
gli spettatori stessi». Le due società combinano poi il responso significato che insieme non creavano un filo logico della tra-
dell’IA con i risultati dei questionari sottoposti a fine proiezione. ma. Il regista però non si è perso d’animo e, dopo un secondo
tentativo, «in cui abbiamo fatto scrivere all’IA un corto (It’s no
CASTING VIRTUALE game, ndr) facendole rielaborare le sceneggiature degli show
Questo tipo di ricerche è ormai così avanzato che si applica non di David Hasselhof», ha alzato il tiro: «Con Zone Out nel 2018
solo ai film già montati, ma anche a scelte determinanti come abbiamo affidato all’IA non solo la scrittura ma anche la regia:
il casting delle pellicole future. «A volte», spiega Ramos, «le so- il software ha analizzato scene di vecchi film liberi da copyright
cietà di produzione ci chiedono di verificare con l’IA il legame e scelto quelle più simili alla sceneggiatura. Inoltre ha preso i
emotivo del pubblico con una serie di attori, per scegliere il più volti degli attori da noi scelti e li ha incollati sui visi degli inter-
idoneo al ruolo, o di un personaggio di una serie tv per decidere preti di quelle pellicole del passato».
se dovrà apparire anche nella stagione successiva». Natural- Anche stavolta il risultato ha deluso le aspettative, ma c’è al-
mente l’efficacia dell’IA è dibattuta, nonostante uno studio del meno un aspetto del film che lascia sbalorditi. «La colonna so-
2016 di Michael T. Lash e Kang Zhao dell’Università dell’Iowa nora è stata composta dall’IA della startup Jukedeck, che ha
abbia dimostrato come il software sia più efficace dell’uomo analizzato le emozioni nella sceneggiatura scritta dal nostro
nel prevedere il successo di un film. «Per esempio», rimarca software, trasformandole in musica». Ora però l’IA usata da
Fischer, «uno dei limiti attuali è che addestrando l’IA con dati Goodwin e Sharp si è evoluta e si prepara a dare sfoggio delle
riferiti al passato è più difficile anticipare possibili trend fu- nuove capacità: «È in grado di scrivere dialoghi lunghi che han-
turi». Così, chi avrebbe potuto presagire che i film basati sui no senso», spiega il regista. Semmai, ciò che Sharp ha scoperto,
fumetti, fallimentari fino al 2000, sarebbero diventati dal 2008 realizzando il corto Bobo and Girlfriend, è come la tecnologia
il genere dominante al box office? analizzando i dati sia in grado di rivelare qualcosa che sfugge
In mezzo agli esperti di algoritmi devoti al marketing, c’è an- all’uomo. «Le abbiamo fatto analizzare decine di film d’azione
che chi vuole misurarne le capacità sul terreno della creatività: del passato per capirne le regole e fargliele applicare. Il risulta-
il regista Oscar Sharp nel 2016 ha realizzato Sunspring, il primo to è stata una delle trame più misogine mai realizzate nella
cortometraggio interamente scritto da una IA. «Mi ha sempre storia del cinema».

Focus | 113
in edicola

In edicola dal 28 dicembre

Mondo
In edicola dal 22 gennaio In edicola dal 6 dicembre

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Le ultime novità
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del palinsesto
del canale
televisivo (al
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digitale terrestre).

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vulcani”: un agile prontuario per Tv arriva l’attesissima seconda stagione
conoscere tutto dei vulcani italiani. di “Le furie della natura”.

114 | Focus
Storia

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Focus | 115
tecnologia

ICLO
RIC
Quest’abito
è un fungo
MycoTex
DALLE IFE

Getty Images
I funghi (la parte
che mangiamo)
sono soltanto
una porzione
dell’organismo del
fungo, formato
da ramificazioni
sotterranee, le ife.
Da queste ultime
si può ricavare
un tessuto.

IVO
EAT
CR
Materiali che
non inquinano,
o destinati a
diventare rifiuti,
L’ abbigliamento è tra i settori produttivi
che inquinano di più. Vale soprattutto
per il cosiddetto “fast fashion”, che si
consuma nel giro di una stagione: le
classiche magliette che si mettono due volte e via. E l’impatto
sull’ambiente è consistente: secondo le stime della Ellen Ma-
cArthur Foundation, ente che promuove l’economia zero-
sprechi, 98 milioni di tonnellate di risorse non rinnovabili ven-

si trasformano gono consumate ogni anno per produrre abbigliamento (vedi


riquadro al termine del servizio).

in abiti. Ecco la FATTI DI LATTE

nuova tendenza Qualcosa però sta cambiando: i consumatori sono sempre più
attenti a quello che acquistano e, di conseguenza, molti produt-

(ecologica e tori cominciano a essere sensibili a questo tema. Da una par-


te si sta espandendo il mercato dell’abbigliamento di seconda

tecnologica) mano, che è la faccia sostenibile del settore (e che, secondo le


previsioni, raddoppierà il proprio valore in termini di acquisti

del fashion. nei prossimi 5 anni) e dall’altra si diffonde “l’upcycling” (il ri-
utilizzo di oggetti e materiali, altrimenti destinati a diventare
rifiuti, cambiando però la loro funzione originaria). Ma non ba-
di Valentina Tafuri sta: c’è già chi propone abiti e accessori che siano, sin dalla loro
origine, quanto più possibile eco-friendly. Ecco quindi nascere,
dalla ricerca applicata al settore fashion, materiali e tessuti de-
rivati dal riciclo di scarti sia organici sia sintetici o addirittura
“costruiti” in laboratorio in modo da non inquinare affatto.
Uno di questi è la fibra di latte. Un’azienda italiana, la Due-
dilatte, ha messo a punto un processo di produzione basato
su tecniche di bioingegneria applicate al tessile per creare un
filato ricavato in gran parte dall’utilizzo degli scarti del latte.

Focus | 117
Produrre una T-shirt richiede
Il tessuto deriva dalla caseina, la tipica pro-
teina del latte, che viene prima trasforma-

2.500 litri di acqua. Con le nuove


ta in polvere e poi filata per realizzare una
fibra tessile completamente naturale ed

eco-tecnologie bastano pochi litri


ecologica. Con un altro vantaggio: questa la-
vorazione riduce di oltre il 50% il consumo
di acqua rispetto ad altre produzioni simili.
E per realizzare una T-shirt bastano, indi-
cativamente, solo 6 litri di latte esausto. «Il filato e il tessuto e sulla salute molto inferiore rispetto al mastice, anche se sono
sono attualmente in produzione», dice Antonella Bellina, fon- decisamente più costose», aggiunge Baldi. «Per usarle occorre
datrice di Duedilatte, «e la commercializzazione è prevista nel adattare i macchinari ma si tratta di un investimento economi-
2020». Il costo? «Pari a quello di una buona seta o di un buon camente sostenibile per gran parte delle aziende».
cachemire». In realtà, diverse case di abbigliamento hanno
cominciato, da qualche anno, a utilizzare il latte per ricavarne TESSUTO VIVO
filati, che però di solito vengono mescolati ad altre fibre. La produzione di zero rifiuti è l’obiettivo anche del MycoTEX,
un materiale completamente biodegradabile ed ecologico de-
ZERO SCARTI rivato dal micelio, il “corpo” dei funghi, vale a dire quell’intrec-
Ridurre gli scarti e i residui di lavorazione da smaltire è infatti cio sottilissimo di cellule, le ife, che si trova sottoterra e che
una delle vie per contenere l’impatto ambientale del fashion. Il si estende per molti metri quadri (ciò che noi comunemente
processo che consente di ricavare la fibra dal latte scaduto o in chiamiamo fungo, che emerge dal terreno e che spesso racco-
eccedenza, per esempio, può sottrarre una piccola parte degli gliamo e mettiamo nel piatto, è in realtà solo l’organo sessuale
oltre 30 milioni di litri di latte annui destinati allo smaltimento del fungo). Prodotto interamente in laboratorio, questo “tes-
in Italia, l’equivalente di 120 piscine olimpioniche! suto” consente di ridurre l’uso di acqua del 99,5% e dà un altro
Nella stessa ottica di riduzione della produzione di rifiuti at- vantaggio: se a un certo punto l’abito passa di moda, basta sem-
traverso il riutilizzo di materiali, usati o difettati, quindi desti- plicemente sotterrarlo per fare da concime alle piante, senza
nati al macero, rientra l’attività della Ecodream, un esempio inquinare e senza generare altri rifiuti da smaltire. Inoltre,
della cosiddetta economia circolare (un metodo di produzione trattandosi di un filato ricavato da un essere vivente, a un capo
e commercio che minimizza gli scarti). Per realizzare borse e di abbigliamento realizzato con questo particolare materiale
zaini riescono a riutilizzare 2.200 kg di materiale all’anno tra si potrebbero aggiungere elementi, come le maniche, o lo si
residui di pellame, rimanenze di tessuto e di pelle sintetica, potrebbe allungare facendo crescere altri miceli, magari per
sacchi di juta e camere d’aria usate. Anche il materiale che uti- adattarne lo stile al cambiamento della moda.
lizzano per dare rigidità al prodotto è ricavato tra il 60 e il 100% Aniela Hoitink, fondatrice dell’olandese Neffa, che ha effet-
dal riciclo degli scarti di pelli conciate. «Riusciamo a produrre tuato la ricerca su questo e altri nuovi materiali, ha calcolato
in questo modo perché nel nostro settore, la pelletteria, pos- che basterebbero appena 12 litri di acqua per realizzare una T-
siamo cambiare i materiali di partenza senza dover sostituire
le macchine che impieghiamo», spiega Alessio Baldi, il fon-
datore dell’azienda. «Produrre in modo più eco-friendly non
DALLE GOMME
è dunque più costoso che produrre in modo tradizionale». La
Sotto, una
fase della lavorazione che ha l’impatto ambientale maggiore è Gumshoe: ha la
quella dell’incollaggio dei materiali: la colla tradizionalmente suola fabbricata
usata in pelletteria è il mastice, sostanza estremamente inqui- a partire dai
chewing gum (a
nante per l’ambiente e dannosa per la salute. «Molti la usano destra) raccolti
ancora. Ma ci sono aziende, come la nostra, che sono passate sui marciapiedi di
alle colle a base acquosa, che hanno un impatto sull’ambiente Amsterdam.

Getty Images

hewing gum
è un c
sta scarpa
Que

118 | Focus
on esiste
antalone n
op
Quest

SOLO DIGITALE
Carlings propone capi
(immagine più a sinistra) che
possono essere sovrapposti a
foto vere (al centro) per avere
montaggi come quello a lato.

shirt in MycoTEX contro i 2.500 necessari per produrne una butilene, un tipo di gomma sintetica, che la rende modellabile.
di cotone. «Al momento siamo ancora in una fase di ricerca e Un chilo di chewing gum recuperati sulle strade di Amsterdam,
sviluppo, fatta eccezione per alcuni capi che sono stati creati dove vengono prodotte queste sneaker con l’anima verde, basta
a scopo dimostrativo», chiarisce Hoitink. «Abbiamo program­ a fabbricare le suole in gomma per 4 paia di scarpe.
mato una piccola produzione a breve ma ci vorranno ancora un E se volessimo arricchire continuamente il guardaroba senza
paio di anni prima di poter passare a produzioni su vasta scala. nuovi abiti? In un mondo sempre più virtuale, fatto di selfie e di
Di conseguenza, fino a quel momento, non possiamo definire i social, sta nascendo anche l’abbigliamento virtuale. Per produr­
costi, né quelli produttivi né quelli al consumatore finale». re questo genere di capi basta solo l’elettricità consumata dai
computer utilizzati per creare e consegnare digitalmente, via
L’ABITO VIRTUALE posta elettronica, il pantalone o la felpa scelti. E poi? L’immagi­
In quanto a costo, non sono esattamente economiche le Gum­ ne digitale può essere postata sui social, per far ammirare a tut­
shoe (intorno ai 200€ il paio), sneaker che hanno la suola re­ ti il proprio “nuovo look”. Sembra un’esagerazione, ma c’è chi ci
alizzata con i chewing gum raccolti per strada. Sarà perché ri­ crede davvero: l’azienda norvegese Carlings, ispirandosi al vide­
muovere i chewing gum appiccicati sui marciapiedi è costoso ogioco Tekken, ha già realizzato la prima collezione di questo
(si parla di 150 milioni di sterline spesi nel solo Regno Unito tipo. Scegli l’abito, invii una tua foto e grazie al lavoro dei sarti­
per questo tipo di pulizie). In ogni caso, grazie a questo “riu­ designer 3D, l’abito ti verrà “cucito addosso”. Ma attenzione, i
so”, la gomma da masticare, da rifiuto antiestetico e invasivo, prezzi sono reali e non proprio bassi: 20 € a capo. Anche i gran­
secondo solo ai mozziconi di sigaretta, si trasforma in materia di marchi ci stanno pensando, si presume a prezzi non troppo
prima di produzione: contiene infatti un polimero, il poliiso­ distanti rispetto a quelli dei vestiti reali.

INSOSTENIBILI
VESTITI
Perché il mondo dell’abbigliamento
Shutterstock

sta insistendo molto sulla svolta


eco-sostenibile? Perché fino a oggi è

d’aria
stata la seconda industria più

e r a inquinante al mondo (la prima è quella

è una cam del petrolio), stima la Ellen MacArthur

zaino
Foundation. I 100 miliardi di capi di

Questo EX RUOTE
abbigliamento prodotti ogni anno
generano il 10% di tutte le emissioni
L’azienda italiana di di CO2. Secondo i dati della Banca
pelletteria Ecodream
trasforma vari materiali mondiale, il 20% dell’inquinamento
(di solito scarti di pelle delle acque è dovuto ai processi di
o di tessuti, ma anche coloritura dei tessuti. E anche il
camere d’aria usate) in
borse o zaini come consumo di energia è altissimo: per
questo nella foto. una singola T-shirt ci vogliono 25,3
kilowatt di elettricità. E non è tutta
colpa delle fibre artificiali. Anche il
cotone inquina tantissimo: ogni ettaro
di terreno ha bisogno di circa 1
chilogrammo di pesticidi.

Focus | 119
cifrario economico

Amazon
in numeri
Il 15 luglio 1995 la libreria online
creata da Jeff Bezos vende il suo
primo libro. In 25 anni Amazon
è diventato un impero: vende 103,9
di tutto e guadagna (soprattutto) miliardi di dollari
Patrimonio di Jeff Bezos,
grazie ai servizi web. il fondatore di Amazon.
È l’uomo più ricco del mondo.
a cura di Truenumbers
36 miliardi di dollari
1.232%
(Valore del 4% delle
azioni di Amazon)
Re La quota ceduta da Jeff Bezos alla ex
1.0 ndim ni moglie MacKenzie Tuttle, dopo il
0 an 0
00 en i 1 3.30 divorzio avvenuto nel 2019. Avevano
dol to del tit ltim 1
olo Amazon negli ualgono fondato Amazon assieme nel 1994.

315
lari
invest e v
iti nel 2009 oggi n
81.840 dollari
Il salario annuo ufficiale di Jeff Bezos
(da 20 anni).
1,6 milioni di dollari
La spesa annua per la sicurezza
personale di Jeff Bezos.
miliardi di $
Il valore stimato del marchio FATTURATO 2006-2018
(IN MILIARDI DI DOLLARI)
141,37

Amazon. È in testa alla classifica Nord America


106,11

Altri Paesi

davanti a Apple. (Fonte: Kantar)


Amazon Web Services
(fornisce servizi di cloud computing)

232,9
79,79

miliardi di $
63,71

Il fatturato di Amazon nel 2018.


50,83

65,87

Nel 2006 superava di poco i 10,5 miliardi.


44,52

54,30
34,81

25
43,98
26,71

35,42

miliardi di $
18,71

33,51
29,94
12,83

26,28

25,66
10,23

Fatturato nel 2017 nei principali Paesi


21,37
8,10
5,69

17,46
15,50

12,22

europei (Germania, Francia, Regno Unito,


11,68
8,94

7,88
6,74
4,84

Spagna e Italia). 2006 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019

120 | Focus
44% La quota di mercato in mano ad Amazon dell’e-commerce mondiale
COMPUTER ED ELETTRONICA DI CONSUMO 25,5%
2 giorni lavorativi
ABBIGLIAMENTO E ACCESSORI 15,4% Il tempo di consegna dichiarato da Amazon per la
spedizione “standard” in Italia.
LIBRI/MUSICA/FILM 11,9%
ARREDAMENTO 9%
GIOCHI 6,7% 2,5 miliardi
SALUTE E BELLEZZA 6,2% I pacchi spediti ogni anno da Amazon in
AUTO E COMPONENTI 3% tutto il mondo, secondo una stima
dell’agenzia di rating Morgan Stanley.
ACCESSORI DA UFFICIO 2,9% Secondo il report, entro il 2022 Amazon
FOOD & BEVERAGE 1,8% supererà le principali società di spedizioni
ALTRO 17,6% del mondo: Fedex e Ups.

24 La media degli ordini ogni anno per gli abbonati Amazon Prime (nel 2018 in Usa)
13 La media degli ordini ogni anno di chi non ha Amazon Prime (sempre nel 2018 in Usa)
135 milioni Abbonati ad Amazon Prime negli Stati Uniti
122,99 42,75
miliardi di dollari miliardi di dollari
Il fatturato in tutto il I ricavi nel 2018
25,66 647.500
20 aerei
2018 del portale realizzati con i servizi
e-commerce di di vendita online per miliardi di dollari
Il giro d’affari di I lavoratori di Amazon
Amazon altre aziende
nel mondo.
Amazon Web Services,
società che offre servizi
I Boeing 767 affittati
di cloud computing da Amazon per
rendere più veloci le
40.000
SU 558MILA
consegne nel Nord I lavoratori di Amazon a
17,22 America. Seattle, la città che ha visto
nascere l’azienda, in
miliardi di dollari
rapporto alla popolazione
Il fatturato dei negozi

COME FA
attiva di tutta la città.
fisici di Amazon
5.000
I SOLDI
LAVORATORI
14,17 E 23 SEDI
miliardi di dollari I numeri della presenza di

AMAZON
Il business dei servizi Amazon in Italia.
che prevedono una
sottoscrizione, come i
film su Amazon Prime
45 .000
I robot presenti nei centri di
smistamento di Amazon in
tutto il mondo.
10,11 100.000
miliardi di dollari
Sotto la voce “altro” Le persone assunte da
Amazon nel mondo da
giugno a settembre 2019.

19,7 9,93% 35.096 dollari


La paga media annua di un
impiegato Amazon in Usa.
milioni di dollari Il Roi (Return Of Investment,
La paga dei
l’indicatore che misura la
redditività) di Amazon alla fine
28.836 dollari
La paga media annua di un
responsabili dei due del terzo trimestre del 2019. impiegato Amazon fuori
business principali dagli Usa.
di Amazon,
Andy Jassy (Amazon 10,37% 93 secondi
Il tempo che
61.372 dollari
Paga media di un impiegato
Web Services) Il Roi di Walmart, alla fine del
terzo trimestre del 2019. intercorre tra la americano.
e Jeff Wilke partenza di un camion
(responsabile La principale catena di
di Amazon e l’altro nel 15 dollari
commerciale supermercati del mondo è La paga minima oraria di un
dunque più redditizia. Regno Unito.
mondiale). dipendente Amazon in Usa.

Focus | 121
comportamento
Getty Images/Cultura RF

TEST
SCOPRI

ABBIAMO TUTTI
SE SEI
INCORRUTTIBILE

PRE
O... CEDEVOLE

INQUADRA
LA PAGINA

UN
CON LA
APP
INFO A PAGINA 5
MAZZETTE
Accettare denaro in cambio di
favori: un comportamento che
ha visto coinvolti politici e
amministratori, ma non solo.
T utti hanno un prezzo? Dipende solo dalla ci-
fra? La scienza non ha una risposta definiti-
va a queste domande. Il motivo: impossibile
riprodurre in laboratorio tutte le variabili
che entrano in gioco in decisioni di questo tipo. Infatti, quando
una persona si trova di fronte a un’opportunità di corruzione,
nella vita reale considera una vasta gamma di fattori: i vantag-
gi sono sufficienti? Vale la pena di correre il rischio? E se venis-
si scoperto? Quali sono le possibili conseguenze? Proverei
vergogna o senso di colpa? Queste variabili non possono essere
simulate: chi partecipa a un esperimento sa che si tratta di un
“gioco” in cui è in ballo solo una piccola quantità di denaro,
senza il rischio di punizioni. Ma le ricerche in questo ambito
sono arrivate a conclusioni interessanti: quando ne hanno l’oc-
casione, con la certezza di non subire conseguenze, molte per-
sone scelgono comportamenti disonesti in cambio di vantaggi;
inoltre, ci sono circostanze e meccanismi psicologici che ren-
dono più facilmente corruttibili.

QUESTIONE DI CIFRE
Chi crede che la tentazione di farsi corrompere vada sempre di
pari passo con l’aumentare dell’offerta sbaglia. Ci sono sì “in-

Probabilmente no. dividui corruttibili” (37% delle persone), che imbrogliano più
l’offerta è alta, ma anche “piccoli peccatori” (17%) che riman-

E cedere alle gono tendenzialmente più onesti quando i potenziali guadagni


aumentano, perché considerano più grave intascarsi cifre con-
sistenti. È emerso da un esperimento dell’Università tedesca
lusinghe della di Coblenza-Landau. Ai partecipanti veniva chiesto di lanciare
un dado, su uno schermo appariva un numero da 1 a 6 e il pre-
corruzione mio in denaro (fino a 105 euro) in caso di corrispondenza tra ri-

dipende da tanti sultato del lancio e numero visualizzato. Ogni volta, dovevano
digitare “Sì” in caso di corrispondenza e “No” se i due numeri

fattori. erano diversi. I ricercatori non conoscevano i risultati dei lanci


ma hanno dedotto gli imbrogli attraverso un calcolo probabi-

Il potere è uno listico. «Alcuni individui hanno chiaramente un prezzo. Altri,


al contrario, sono addirittura scoraggiati da grandi incentivi»,

di questi. hanno commentato gli autori. Che hanno individuato anche


un’altra categoria di persone: i “bugiardi sfacciati” (6%), dispo-
sti a imbrogliare praticamente per qualsiasi somma. Nell’in-
di Margherita Zannoni sieme, se i risultati confortano o meno dipende dal modo in cui
si “guarda il bicchiere”: il 60% delle persone, con criteri diversi,
è disposto a imbrogliare per denaro. Il 40% però non lo farebbe
mai, neppure per alti profitti. Anche se, spiegano i ricercatori,
«è ipotizzabile che alcuni degli individui classificati come one-

ZZO?
sti si sarebbero lasciati corrompere da una quantità di denaro
superiore a quella offerta».

Focus | 123
Non sempre è l’avidità che spinge
alla disonestà: la paura di
perdere quello che abbiamo
è una ragione molto più forte

Getty Images
GUADAGNARE NON È TUTTO sti a correre più rischi per evitare una perdita che per avere
Molti giurerebbero, in buona fede, di rientrare nella categoria un guadagno, perché il disagio per una perdita è maggiore del
degli onesti. Ma immaginate di partecipare a un esperimento piacere per un guadagno analogo. Così è più probabile agire in
in cui anziché vincere del denaro lo si perde. Quanti mettereb- modo corrotto, quindi rischioso, per non perdere qualcosa. Si
bero ancora la mano sul fuoco riguardo alla propria incorrut- pensi, ad esempio, di temere di perdere un lavoro oppure di
tibilità? A testare l’integrità delle persone di fronte a questa avere una grave uscita di denaro. E di avere l’opportunità di
prospettiva hanno pensato due psicologi delle Università di scongiurare questi pericoli con un’azione contraria ai propri
Kassel (Germania) e di Aarhus (Danimarca). Anche in questo principi. In questi casi anche l’incorruttibilità di chi si ritiene
caso si trattava di lanciare dei dadi, nello specifico 3 dadi per del tutto onesto può vacillare.
25 volte: i partecipanti perdevano 10 centesimi di una som-
ma a loro assegnata per ogni lancio in cui non compariva un POTERE E CORRUZIONE
4. Hanno imbrogliato di più (56,4%) rispetto a quando invece Il potere corrompe, non è un luogo comune, e gli studi lo con-
erano posti in condizione di guadagnare 10 centesimi per ogni fermano: chi ha potere vede aumentare esponenzialmente le
4 (29,8%). «Questo prova che si è più disonesti per evitare una occasioni (e di conseguenza la probabilità) di agire in modo di-
perdita che per ottenere un guadagno equivalente», commen- sonesto. Succede anche perché avere potere induce nell’indi-
tano i ricercatori. Il risultato è in linea con quanto avevano viduo una sicurezza eccessiva di sé, una maggiore accettazione
dimostrato lo psicologo Daniel Kahneman, premio Nobel per del rischio e una tendenza a concentrarsi sui profitti.
l’Economia nel 2002, e il suo collega Amos Tversky: si è dispo- Ma è proprio il potere che induce alla corruzione o è “l’animo
corrotto” che ha sete di potere... e quindi prima o poi ci arriva?
Una ricerca dell’Università di Losanna (Svizzera) sembra dar
ragione alla prima ipotesi. I partecipanti sono stati messi alla

QUASI COME... RUBARE? prova con il cosiddetto “gioco del dittatore”: una sola persona
(il dittatore) deve decidere in che modo distribuire del denaro
tra sé e un gruppo di persone (i follower). È emerso che più
Volete vendere la vostra auto: tocca a voi informare follower avevano, più i dittatori erano propensi a favorire se
l’acquirente di ogni difetto oppure a lui chiedere i stessi a svantaggio degli altri.
dettagli? E non dire al barista che vi ha dato troppo A peggiorare le cose, sembra che le persone al comando non
resto è o no come rubare? Per molti la disonestà è avvertano i normali “costi psicologici” della violazione delle
meno grave quando assume la forma di norme sociali, come la vergogna e il senso di colpa. Neppure
un’omissione: così comportamenti “passivi” (come l’onestà di base (che apparterrebbe, come abbiamo detto sopra,
prendere una tangente) sono considerati più al 40% delle persone) ha un effetto protettivo di fronte all’onda
accettabili. Inoltre, a proteggere dai sensi di colpa d’urto rappresentata dal potere: tutti sembrano soccombere ai
vengono in soccorso comuni errori cognitivi. Come il suoi effetti corruttivi. Colpa di quella aumentata fiducia in se
cosiddetto “bias di attribuzione causale”: ci si ritiene stessi che può portare a non rendersi conto di agire in modo
responsabili di azioni virtuose e successi, meno di disonesto. È come se i potenti pensassero: “Poiché sono il mi-
errori o fallimenti, attribuiti più facilmente alle gliore, tutto quello che faccio è sicuramente ben fatto”.
circostanze. Poi ci sono situazioni che fanno l’uomo
ladro. Ad esempio, da una ricerca delle Università NESSUNO MI PUÒ GIUDICARE
Harvard e Columbia (Usa) è risultato che quando ci si D’altra parte, la scelta di agire in modo disonesto è spesso gui-
trova all’estero si è più portati a imbrogliare, come se data da meccanismi inconsapevoli. Molte delle azioni che dan-
fuori dal proprio contesto si disconoscessero più no il via a processi di corruzione sono il frutto di pensieri intu-
facilmente i propri valori. Mentre uno studio itivi, veloci, elaborati inconsciamente. Non sempre si vuole,
dell’Università delle Ande (Colombia) ha rilevato che insomma, comportarsi male. Spesso succede senza che si fac-
un aumento delle risorse pubbliche incrementa la ciano riflessioni sull’onestà della propria scelta. Solo che, da
corruzione, considerata meno grave per quella, si innesca un effetto valanga: a un’azione di dubbia etica
l’abbondanza di denaro. Nella stessa logica, non ma ritenuta ancora ammissibile, ne segue un’altra un pochino
pagare un articolo nel punto vendita di una grande più grave, e così via. Alla fine il corrotto arriva alla “dissolvenza
catena sembra meno grave del farlo in un negozio. etica”, un processo psicologico per il quale le scelte immorali
Mentre i dipendenti che rubano alle proprie aziende divengono accettabili. In pratica, si annullano i parametri per
spesso si autoassolvono dicendo che queste sono definire ciò che è giusto e sbagliato e quindi tutto è lecito. In
assicurate e in grado di recuperare i costi, come più, alla corruzione ci si abitua: col tempo induce sempre mi-
mostra uno studio dell’Università dell’Arkansas (Usa). nor disagio morale. Ecco perché, quando i potenti vengono
colti in fallo, più che colpevoli sembrano... stupiti e offesi.

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formulata da Mondadori Scienza S.p.A.. Puoi recedere entro 14 giorni dalla ricezione del primo numero. Per maggiori informazioni visita www.abbonamenti.it/cgascienza
testo e disegni di Federico Gemma

TIPI
ITALIANI Le schede illustrate degli animali
che possiamo incontrare

IL BARBAGIANNI (Tyto alba)

È il rapace notturno più elegante, grazie al suo candido piumaggio, con una apertura alare che può
sfiorare il metro. È un predatore infallibile, grazie all’udito particolarmente sviluppato e a un volo
silenziosissimo. Può catturare fino a 14 prede al giorno, per la maggior parte piccoli mammiferi,
rivelandosi utilissimo nel controllo dei roditori. Presente ovunque in Italia, è una specie sedentaria;
frequenta sempre lo stesso territorio dove caccia e nidifica. Le coppie rimangono unite per tutta la vita.

IN CAMPAGNA
Caccia (spesso con le
zampe penzoloni) su
terreni incolti e prati, alla
ricerca del minimo
movimento o rumore.

SILENZIO, SI VOLA
La struttura delle penne è
molto elaborata, sfrangiata
in superficie e sui bordi
in modo da attenuare l’attrito
dell’aria, rendendo il volo
incredibilmente silenzioso.

UDITO FINISSIMO PER LA CACCIA


Nel cranio le cavità auricolari sono asimmetriche. Tale asimmetria
permette a un orecchio di percepire il suono appena prima dell’altro.
In questo modo il cervello calcola l’esatta posizione della preda,
anche nascosta nella vegetazione e nella completa oscurità.

126 | Focus
VICINO ALL’UOMO
Si muove di notte o al
crepuscolo; spesso usa vecchi
fienili o casolari per trascorrere
il giorno e nidifica in soffitte
abbandonate e campanili. QUESTO NON MI VA GIÙ
I rapaci notturni rigurgitano le
parti indigeribili delle prede (peli,
crani e ossa) in forma di borre:
quelle del barbagianni sono
oblunghe e scure. Analizzandone
il contenuto, si può studiare
l’alimentazione dell’animale e la
presenza di micromammiferi
come topi, arvicole e toporagni.

PARABOLA INCORPORATA
Il disco facciale a forma di cuore funziona
come una parabola, convogliando le onde
sonore verso i canali auricolari.

TIMELAPSE
GUARDA COME
È STATO
REALIZZATO
IL DISEGNO

INQUADRA
LA PAGINA
CON LA
APP
INFO A PAGINA 5

NEL NIDO
Depongono in media da tre a otto uova che vengono
covate dalla femmina per circa un mese. I pulli vengono
poi nutriti (soprattutto il maschio porta le prede) per quasi
tre mesi, fino alla piena indipendenza.

Focus | 127
intervista
Richard
Wrangham
Che cosa

animo
ho capito
dell’

umano
Il mondo è pieno
di guerre,
ma secondo
lo studioso
R ichard Wrangham è
un paleoantropologo
statunitense, che ha
lavorato per anni sul-
la socialità delle scimmie antropomorfe
e sulla nostra stessa storia. Ha suggerito,
in un libro di qualche anno fa (L’intelli-
genza del fuoco, Bollati Boringhieri), che
è sostanzialmente vero. Prendo ispira-
zione dalla natura (ho lavorato in habi-
tat naturali africani quasi ogni anno dal
1967), ma la mia attenzione è sempre
stata sull’animale umano.
Il suo ultimo libro tratta uno dei grandi
misteri della natura umana, la bontà
verso gli altri. Ci sono molte ipotesi

statunitense è l’invenzione della cottura da parte dei create per spiegarla, da quelle pura-
nostri antenati sia stata una tappa fonda- mente evolutive a quelle motivate dalla

niente rispetto mentale dell’evoluzione umana. cultura. Ci sintetizza le sue analisi?


Nel suo nuovo libro Il paradosso della In primo luogo, tutte le altre ipotesi non

al passato. bontà (Bollati Boringhieri) ipotizza che riescono a spiegare perché la nostra spe-
l’altissima tolleranza che abbiamo verso cie sia poco pronta nell’“aggressione

Perché l’uomo i nostri simili, almeno quelli del nostro reattiva” cioè alle reazioni immediate
“gruppo sociale”, derivi dall’eliminazio- verso aggressioni dei propri simili. La

ha già eliminato ne fisica dei cattivi, dei troppo aggressivi bassa reattività umana mi sembra un
e di coloro che con la violenza cercava- requisito fondamentale per altruismo

i più cattivi della no di accaparrarsi le risorse della tribù. e cooperazione. Darwin ha accennato a
Siamo ancora aggressivi e violenti, ma questo punto. In secondo luogo, molta

sua specie. abbiamo dovuto “limitare” la nostra “bontà” umana è, a mio parere, causata
cattiveria istintiva, soprattutto perché dal nostro essere “di gruppo”. Ci serve
diventava un ostacolo nella gestione di cioè il benessere degli altri membri del
di Marco Ferrari comunità sempre più complesse. Abbia- gruppo (anche se sono estranei).
mo intervistato Wrangham per chieder- Lei sostiene che nei secoli abbiamo
gli come è arrivato a questa conclusione. eliminato i “troppo cattivi”. Perché
Si può dire che tutta la sua vita scienti- lo abbiamo fatto? E che prove ha di
fica sia stata dedicata allo studio dello questa ipotesi?
spirito umano? Io mi baso sulle idee di Christopher
Sembra molto grandioso, ma direi che Boehm, un antropologo americano. So-

128 | Focus
SPIRITO UMANO
Richard
Wrangham,
paleoantropologo
Bram Vanhaeren

di grande fama,
studia da decenni
il comportamento
umano e animale.
stiene che l’eliminazione fisica dei “sog­
getti più cattivi” ha avuto effetti genetici
nel ridurre l’aggressività, togliendo di
mezzo i geni del comportamento trop­
po aggressivo. In questo modo abbiamo
promosso la moralità diretta del gruppo
(come ho detto, Darwin ha accennato a
questa idea). Boehm non esclude, come
possibile causa, un meccanismo evoluti­
vo definito “selezione di gruppo” (un’i­
potesi, su cui non tutti sono d’accordo,
secondo la quale sono i gruppi di anima­
li, come anche le tribù umane, a essere
sottoposti a evoluzione, e non i singoli
Getty Images

individui, ndr). Quindi forse non sono il


solo a discutere un meccanismo basato
sulla selezione individuale che ha porta­
to all’evoluzione della socialità umana.
Non esiste, in realtà, alcuna prova del­
l’idea dell’eliminazione fisica dei cattivi della natura umana, e forse le opportu­ avessero più aggressività reattiva dei Sa­
come modo per ridurre l’aggressività. nità di formulare nuove teorie rivoluzio­ piens. Ciò spiega il fatto che gli arcaici
La mia ipotesi si basa sul ragionamen­ narie in questo campo saranno svanite. vivessero in piccoli gruppi molto disper­
to. Tre punti sono particolarmente im­ Quindi faccio parte di una generazione si. C’è anche qualche indicazione che i
portanti. In primo luogo, nelle società che ha avuto straordinarie opportunità Neanderthal (i più noti tra gli “arcaici”)
su piccola scala (senza polizia, carceri di comprendere l’evoluzione del com­ presentassero alti livelli di consangui­
o autorità tribali), l’eliminazione era il portamento umano. Credo che il quadro neità, suggerendo che gli individui non
meccanismo ultimo per neutralizzare dell’auto­domesticazione, che presento si spostavano troppo da un gruppo all’al­
gli individui eccessivamente violenti. In in Il paradosso della bontà, sia sostan­ tro. Inoltre, non mi aspetto che i geni
secondo luogo, nelle stesse società non zialmente corretto, ma fortunatamente di Neanderthal nei Sapiens siano legati
è nota alcuna misura di difesa sociale, a ciò che “credo” non è importante. L’im­ all’aggressività.
parte appunto l’eliminazione fisica di un portante è che le idee siano verificabili. Qual è la sua opinione su libri come Il
determinato aggressore. In terzo luogo, Poiché la ricerca sulla genetica si sta declino della violenza (Mondadori), in
gli esseri umani sono l’unica specie di muovendo così velocemente, mi aspetto cui l’autore Steven Pinker afferma che
vertebrati in cui gli individui sono in gra­ che entro meno di un decennio l’ipotesi viviamo nel momento più pacifico della
do di imporre e programmare con calma di auto­domesticazione umana sarà sta­ storia umana?
l’eliminazione di un bersaglio predeter­ ta testata. La mia previsione è che l’Ho- Trovo le prove completamente persua­
minato. E si arriva a queste esecuzioni mo sapiens si dimostrerà geneticamente sive. Ma il fatto che le tendenze a lungo
pianificate e organizzate condividendo diverso da Neanderthal e Denisoviani, in termine comportino tutte una riduzione
le intenzioni con altri della tribù, attra­ modo molto simile agli animali domesti­ della violenza non significa che le stesse
verso un linguaggio complesso. ci che sono diversi dai loro antenati sel­ tendenze continueranno. Né che le guer­
Pensa che i suoi studi possano aiutarci vaggi. Alcune prove ci sono già (in questi re sanguinose si siano fermate. Ma nel
a comprendere il nostro mondo e la giorni un gruppo di ricerca italiano ha complesso, e in media, sono sicuro che le
natura umana oggi? scoperto un gene, BAZ1B, che può esse­ persone subiscano meno violenza oggi
Sì: attraverso la continua ricerca in re coinvolto nell’auto­domesticazione che in qualsiasi momento del passato.
paleoantropologia, archeologia, geneti­ della nostra specie, ndr). Questo è un Ha iniziato la sua attività scientifica
ca. Studi comparativi di comportamento esempio di come penso che questo tipo studiando le scimmie. Cosa l’ha spinto
e molto altro ci stanno portando a sco­ di ricerca possa veramente aiutarci a a esaminare queste specie? Aveva già
perte interessanti sui comportamenti comprendere il nostro mondo e la nostra come obiettivo lo studio dell’evoluzione
nella nostra specie. La rivoluzione nel­ natura umana oggi. umana?
la comprensione dell’evoluzione com­ I nostri cugini dunque erano più “ag- Da studente ero attratto dall’uso delle
portamentale iniziò negli anni ’60, un gressivamente reattivi” della nostra società animali per pensare all’evoluzio­
secolo dopo che Darwin pubblicò la sua specie e meno tolleranti l’uno verso ne umana. Inizialmente avevo program­
Origine delle specie e continuerà sicura­ l’altro? Che dire del 2-4% dei geni che mato di studiare le manguste fasciate,
mente a svilupparsi per diversi decenni. abbiamo in comune con Neanderthal? perché sono carnivori sociali diurni,
Al termine di questa fase, avremo una Sì, mi aspetto che gli arcaici (Neander­ come lo sono stati anche gli umani. Poi
comprensione duratura dell’evoluzione thal, Denisoviani e antenati pre­Sapiens) ho scoperto la possibilità di studiare da

130 | Focus
AMICIZIA E STUDIO
Accanto, Richard
Wrangham nel suo
“laboratorio”, un
sito di studio degli
scimpanzé in Africa.
Nella pagina accanto,
4 giovani surma (una
popolazione etiopica)
si decorano con ocra,
gesso e altri minerali.
Crescere insieme è il
primo passo verso la
tolleranza reciproca.

BUONI E CATTIVI
Richard Wrangham ha una lunghissima carriera come etologo e
paleoantropologo. Ha iniziato negli anni Settanta studiando gli
scimpanzé con l’etologo inglese Robert Hinde. Dalle scimmie
antropomorfe è passato al comportamento umano e alle sue origini. In
particolare ha studiato l’origine evolutiva della violenza. Uno dei suoi
primi libri è stato Demonic Males (Maschi demoniaci), in cui afferma
che le civiltà umane hanno sempre avuto comportamenti patriarcali e
che i maschi umani condividono la propensione degli scimpanzé al
dominio. Ha proseguito con un libro sulla cottura dei cibi, L’intelligenza
del fuoco, e con l’attuale Il paradosso della bontà, in cui spiega la sua
teoria sulla relazione tra violenza ed evoluzione.

vicino gli scimpanzé selvatici. sciuta, vissuta in Africa almeno 6-8 mi- specie è cambiato radicalmente. È cam-
Cosa ha ricavato dalle osservazioni sul lioni di anni fa, ndr) fosse molto simile a biato qualcosa nelle comunità di scim-
comportamento degli scimpanzé e dei uno scimpanzé o a un bonobo; e deduco panzé che studia da così tanti anni?
bonobo? Pensa sia corretto usarli co- dall’insolita morfologia e comportamen- Nei 30 anni in cui il nostro team ha stu-
me “modello” del comportamento dei to dei bonobo che essi derivano da un an- diato la comunità di scimpanzé di Kan-
nostri antenati? tenato simile a uno scimpanzé. In breve, yawara nel Kibale National Park (Ugan-
Gli scimpanzé e i bonobo hanno un com- concludo che l’ultimo antenato comune da), sono felice di dire che, almeno lì,
portamento un po’ simile all’uomo delle di scimpanzé, bonobo e umani era molto nulla di importante è cambiato. La co-
origini, in quanto le due specie formano simile a uno scimpanzé. munità di Kanyawara è cresciuta legger-
comunità sociali senza gruppi stabili, in È ancora impegnato con spedizioni mente (da circa 40 a circa 55 individui);
cui i maschi sono “politicamente” attivi scientifiche in Africa per studiare il si sono verificate epidemie occasionali;
e socialmente dominanti sulle femmine. comportamento delle scimmie antro- gli scimpanzé a volte cadono vittime di
Le due specie sembrano simili ma sono pomorfe o ora è interessato solo all’e- trappole metalliche; il clima è diventato
sorprendentemente diverse nel loro voluzione umana? un po’ più caldo e umido (portando a un
comportamento: gli scimpanzé sono Continuo ad andare in Uganda una o due aumento della produzione di frutta per
più violenti e usano di più gli strumenti, volte l’anno a lavorare con le scimmie. Lo gli scimpanzé); e il parco si è trasformato
i bonobo sono più amichevoli anche se studio di una comunità di scimpanzé che in un luogo turistico. Ma rimane, nel
forse meno creativi. Desumo, dalle forti ho iniziato nel 1987 è nel suo quarto de- complesso, ben protetto, e gli scimpanzé
somiglianze morfologiche e genetiche cennio, ottimamente diretto da tre dei in tutte le comunità monitorate (3 comu-
di scimpanzé e bonobo con l’uomo, che miei ex studenti. È un privilegio trascor- nità di ricerca e 2 comunità turistiche)
l’ultimo antenato comune di noi umani, rere qualche settimana lì ogni anno. sembrano mantenere la propria popola-
scimpanzé e bonobo (una specie scono- In questi anni il mondo della nostra zione o crescere.

Focus | 131
a cura di Nicola Ligas e Roberto Graziosi

A CONFRONTO

LE CUFFIE
CHE “AZZERANO”
IL RUMORE
Sony WH-1000XM3 contro Bose NC700

L e cuffie che “cancellano il rumore”


sono l’oggetto del desiderio di chi
ascolta la musica solo a condizione che
modelli migliori, come le Sony WH-
1000XM3 e le Bose NC700 che
abbiamo provato, questa operazione di
Pro e contro. Si diceva delle telefonate,
che sono la seconda “specialità della
casa” per questo tipo di cuffie: vale la
la qualità audio sia al top. Di chi pulizia avviene invece in modo più pena sottolineare che, grazie al sistema
insomma non accetta compromessi mirato ed efficace. Il risultato è di cancellazione del rumore, il suono
nemmeno frequentando ogni giorno un’esperienza pienamente appagante della voce risulterà cristallino anche per
ambienti che, come sottofondo, non sempre, sia quando si ascolta la la persona con cui si sta parlando.
propongono esattamente il meglio per musica sia quando si parla al telefono. Infine, un “neo”: la funzione cancella-
assecondare questo desiderio: pensate E persino quando non si vuole rumori assorbe energia e questo si
allo sferragliare di una metropolitana o ascoltare... nulla: in molti, infatti, usano traduce con una riduzione (a volte
di un tram, al ronzio della cabina di un questo tipo di cuffie semplicemente per sensibile) dell’autonomia delle cuffie. È
aereo o al brusio di un ufficio affollato... aiutarsi a trovare la concentrazione in vero che la funzione è disattivabile, ma
Vi chiedete come si possano cancellare ambienti “ostili”, come può essere se si passa tanto tempo in giro, senza
i rumori in queste situazioni? Oltre che l’open space di un ufficio. In questo una presa di corrente a portata di
sul tradizionale sistema di isolamento caso l’effetto dipende dal tipo di mano, questo finisce per risultare un
passivo (i classici padiglioni che rumore: i ronzii di condizionatori o delle limite di cui è meglio tenere conto.
“sigillano” le orecchie) questi modelli ventole dei computer vengono
potenziati contano anche su un sistema cancellati efficacemente, il vociare dei
attivo: quest’ultimo cattura il rumore colleghi, per dire, un po’ meno. In collaborazione con:
ambientale di fondo grazie a piccoli
microfoni, ne analizza le caratteristiche
acustiche con un microchip e produce
un suono... uguale e contrario, che ne Le Sony hanno un design piuttosto La cancellazione del rumore risulta
SONY WH-1000XM3

classico, nella forma, ma anche nei molto efficace. Soprattutto è


annulla (in realtà, ne riduce) gli effetti. colori (nero e argento-oro). Sono modulabile: grazie all’applicazione
Una pulizia efficace. Con quale estendibili e ripiegabili (utile!) per (disponibile sia per smartphone
risultato? Dipende. Alcune cuffie hanno occupare meno spazio nella Android sia per iPhone), si può
custodia semi-rigida fornita nella regolare l’intensità (20 gradazioni
sistemi che, semplicemente, cancellano confezione. Sono ben “imbottite” sia diverse) e la tipologia, adattandola
le frequenze basse, finendo per sull’archetto sia sui padiglioni: alla “pressione ambientale”.
tagliare, oltre ai rumori di fondo, pure comodo, ma quando fa caldo si Quest’ultima funzione è pensata in
suda un po’. particolare per l’uso in aereo e
una parte dei “suoni buoni”, fornisce ottimi risultati.
compromettendo la qualità audio della 4

musica che si sta ascoltando. Nei
DESIGN EFFICACIA

Con le NC700 Bose ha un po’ osato: La spuntano di un soffio sul


BOSE NC700

il loro design si distingue sia da concorrente (pur validissimo): le


quello dei concorrenti sia da quello Bose “puliscono” il suono in modo
di altri prodotti della casa. Hanno un eccellente. Ma non solo: parlando al
arco unico, non flessibile, né telefono, infatti, isolano bene la

80
estendibile, lungo il quale occorre vostra voce al punto che chi vi
LA PERCENTUALE far scorrere le cuffie nel caso in cui
si voglia regolare la misura: inusuale.
ascolta potrebbe chiedervi se vi
trovate in una stanza chiusa (quando
DI RUMORE DI Sul peso sono imbattibili: appena 10 invece siete in un posto tutt’altro
FONDO (CIRCA) grammi). che silenzioso). La app invece offre
CHE LE CUFFIE MIGLIORI 4
scarse possibilità di regolazione.

RIESCONO A CANCELLARE 5

132 | Focus
BOSE NC700
Sono imbattibili nel “pulire” i suoni dal
rumore ambientale. Hanno due pulsanti per
facilitare l’uso degli assistenti virtuali
(un’altra funzione di questo tipo di cuffie).

SONY WH-1000XM3
Riescono a cancellare il rumore in modo
efficace, mantenendo i suoni corposi e
naturali: due risultati che, talvolta, finiscono
per andare in conflitto tra loro.

Efficace cancellazione del rumore e Ottima l’autonomia delle Sony Con queste cuffie si possono usare Le Sony WH-1000XM3 sono state

SONY WH-1000XM3
ottima qualità audio in ascolto: non WH-1000XM3 che, anche in gli assistenti di Google e di Amazon lanciate a 380 euro. Non proprio
è un risultato scontato, perché per modalità wireless e con (Alexa): potete interpellarli a voce, regalate, ma il prezzo è in linea con
ottenere la prima spesso si rischia di cancellazione attiva, supera le 30 senza toccare lo smartphone, e quello dei modelli di pari fascia.
rinunciare alla seconda. Le Sony ore. Disattivando la cancellazione si ottenere le risposte che avreste dal Cercando bene, però, su siti di
invece suonano bene, con toni bassi toccano anche le 40 ore. Valori telefono; potete farvi leggere gli ecommerce e in negozio, è probabile
belli tondi (ma non “pompati”), e alti notevoli, oltretutto facili da tenere appuntamenti in agenda e gli ultimi che le troviate a meno, tra 250 e 300
ben distinguibili. Qualcosa si perde sotto controllo: premendo un messaggi ricevuti. Peccato ci sia un euro. Ne vale la pena? Dipende da
forse nei toni medi, mentre la semplice pulsante sulle cuffie solo pulsante: dovrete scegliere se quanto è importante, per voi, ciò che
spazialità del suono è buona. Anche saranno loro stesse a dirvi il loro usarlo per “chiamare” l’assistente o offrono. Di sicuro, quel che fanno, lo
su questo aspetto, bene la app. livello di carica. per regolare la cancellazione. fanno benissimo!

4½ 4½ 4 3½

QUALITÀ AUDIO AUTONOMIA ALTRE FUNZIONI PREZZO

Le Bose hanno un suono neutro, Le Bose dopo 20 ore si fermano, c’è Anche con le Bose si può interagire Il prezzo di listino è ancora più
BOSE NC700

forse troppo. L’audio è cristallino, poco da fare. E in questo la con Google Assistant e Amazon salato, 399 euro. Ma essendo più
ma rispetto a quello di Sony manca, cancellazione del rumore incide Alexa (dovrete scegliere voi quale recenti delle Sony, le Bose non
come dire, un po’ di corpo: in certe parecchio: basta farne a meno per dei due usare). Le funzioni sono hanno ancora beneficiato del
situazioni il suono è poco profondo. raggiungere la durata delle Sony. Se sostanzialmente le stesse delle provvidenziale effetto-svalutazione
Il volume è adeguato, alto. Ma la considerate, però, che proprio Sony, ma con un’importante che, col tempo, consente di
potenza da sola non basta ad questa funzione è l’arma vincente differenza: qui i pulsanti sono due, spuntare prezzi migliori (soprattutto
agguantare le Sony, a maggior delle Bose, farne a meno per avere uno per gli assistenti e l’altro per la se si parla di hi-tech). Al momento si
ragione se si considera che, in più automomia diventa un cancellazione del rumore. È molto trovano a 360-370 euro. Una cifra
questo, la app non aiuta in alcun controsenso. Round decisamente a più comodo! giusta? Eccessiva? Vale anche qui il
modo a migliorare le cose. favore dell’avversario. discorso fatto per le Sony.

4 3½ 2½

Focus | 133
arte

IL SANTO
E IL LEONE
San Gerolamo (1480
circa), dipinto su
legno di Leonardo, è
conservato presso il
Granger - Historical
Picture Archive di
New York. L’assenza
di colore trasmette
il senso della
penitenza e del
Ipa
deserto.
The Granger Collection/Archivi Alinari
Potrebbe sembrare neutro, invece il bianco può
dire molto più di qualunque altra tinteggiatura.
Basta guardare alcune opere di Leonardo.

L
« ’
di Vittorio Sgarbi

idea che mi è venuta, in


tempi di neve, è quella
del bianco (il non colo-
re) nella pittura. La
neve è dunque un pretesto (se c’è un qua-
dro con neve va bene, ovviamente) ma
può essere il bianco della luce, di un vol-
to, di un abito, di una stanza». Questo è il
tema che mi ha proposto il direttore Raf-
faele Leone per questo numero di Focus.
Un tema facile. Assoluto, concettuale, il
bianco: non colore. Anche la superficie e
lo spazio, nel disegno e in un secondo
momento nella pittura.
Si parte dal foglio e dalla tela bianchi.
E, da quel vuoto, inizia l’immagine. Ma,
questa volta, ho pensato di stupire chi mi
legge, di pensare al bianco come ciò che
resta da una sottrazione o da una rinun-
cia. Mi sono così venuti in mente i disegni
di panneggi, senza figure, di Leonardo,
oggi esposti al Louvre, una sequenza im-
pressionante di forme plastiche, total-
mente astratte (vedi foto pag. seguenti).

IL SENSO DELL’INCOMPIUTO
Leonardo aveva intuito la potenza for-
LUCE SUL VISO male di quei panneggi che vivono da soli
Al Ritratto di e parlano, più eloquenti di un volto. Così,
Ginevra de’ Benci come lui li ha concepiti, essi lo manife-
(1474-1476 circa)
Leonardo dona stano. Quante volte lo abbiamo avvertito
uno straordinario anche nelle composizioni finite, nelle
chiarore espressivo. pale d’altare, nelle Madonne con il bam-
La tela si trova alla bino di artisti sublimi come Cosmè Tura,
National Gallery of
Art di Washington. Ercole de Roberti, Saturnino Gatti, Cri-
stoforo Scacco, Mantegna. Pensate al

IL COLORE
CANDORE
DEL
Focus | 135
CONTRASTO
L’adorazione dei
Magi, di Leonardo
(1481-1482 circa),
alla Galleria degli
Uffizi di Firenze.
Il biancore
delle figure centrali
esalta la loro
spiritualità.

meraviglioso panneggio del Cristo morto


di Mantegna, eloquente come una scul­
tura classica. Ma qui voglio parlare di un
altro bianco: quello che dà corpo al dise­
gno, e non nel disegno, ma nella pittura.
Penso al primo tempo fiorentino di Leo­
nardo quando, inseguendo un pensiero,
più alto di qualunque rappresentazione
(“la pittura è cosa mentale”), Leonar­
do ci mette davanti a un San Gerolamo
ostentatamente incompiuto. A guardar­
lo con attenzione abbiamo la sensazione
che quel non finito sia una scelta radica­
le. Leonardo non vuole fare di più, non
vuole andare più avanti, contraddice lo
spirito stesso della pittura, disegna su
una tavola. Ecco il sublime disegno del
leone, gattesca sagoma che si agita nel
segno vibrante.

SE IL COLORE È VANITÀ
Di grafica tormentata appare il volto sca­
vato, con la stessa ossessiva intensità dei
disegni di Alberto Giacometti. Vorrem­
mo vedere il San Gerolamo compiuto?
Vorremmo immaginarne i colori in quel
deserto assolato e abbacinante in cui il
Santo ha scelto di pentirsi? No. Sentiamo
la pienezza del concetto, di quella peni­
tenza, della sua condizione assoluta, una
esaltazione del bianco contro la vanità
del colore. Leonardo non dipinge, “de­
pinge”. Sottrae al dipinto la sua natura e
lo consegna al biancore del disegno. È un
processo tutto della mente o di rinuncia
alla virtù della mano, che si era applicata
all’Annunciazione, alla Madonna del Ga- conservato al Cabinet des Dessins del del mondo contro la luce di Dio; e in quel
rofano, alla Ginevra de’ Benci. Solo nella Louvre, uno dello sfondo, al Gabinetto bianco si esalta la dimensione spirituale
Madonna Benois il volto della Vergine dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi, dei protagonisti che mal sopporterebbe­
aspirava ad una acromia, a un pallore e vari studi riconducibili alla zuffa di ca­ ro, per quanto sono eloquenti, di essere
di luminosa innocenza, di immacolata valli o alla posizione della Madonna e del colorati. Così, nel disegno, indicano la
grazia. Arrivato al San Gerolamo, Leo­ Bambino. loro natura spirituale. Qual è il processo
nardo ha iniziato un percorso sperimen­ al quale sottopone l’esecuzione pittorica,
talmente senza ritorno e lo conferma il NATURA SPIRITUALE così minuziosa in Botticelli, in Benozzo
secondo capolavoro di questo tempo: Tutto questo è materiale preparatorio e Gozzoli, in Filippino Lippi? Semplice:
L’adorazione dei Magi. però, quando Leonardo si mette davanti Leonardo “depinge”, appunto, rinuncia
Nel 1481 i monaci di San Donato a Sco­ alla grande tavola, non pensa di rianima­ al colore, esalta il contrasto, innalza i va­
peto commissionarono a Leonardo il re con il colore quei disegni, ma li ripete lori del bianco che rendono più incisiva e
dipinto, da consegnare in due anni. Leo­ in un vibrante contrasto tra bianco e nero intensa l’immagine.
nardo studiò la composizione, con vari e mette la figura della Vergine e dei Magi La rinuncia al colore è una scelta, non
disegni preparatori: uno dell’insieme contro il popolo che li circonda, l’ombra una insufficienza o una testimonianza

136 | Focus
Con la mancanza
di colore nelle figure
della Madonna,

Ipa
di Gesù e dei Magi,
Leonardo esalta la
luce di Dio contro
l’ombra del mondo

OSSESSIONI
Sopra, l’intensità nei tratti grafici di
Annette, disegno su carta di Alberto
Giacometti (1954), al Moma di New
York. A destra, il Drappeggio per
figura seduta, di Leonardo: fa parte
di una collezione di 16 disegni simili
conservata al Museo del Louvre.

RIVOLUZIONE
Il Lamento sul
Cristo morto di
Andrea Mantegna
Mondadori Portfolio (3)

(1483-1485 circa)
è considerato uno
dei capolavori
simbolo del
Rinascimento.
Si trova alla
Pinacoteca di
di incompiutezza. Dipingere sarebbe Brera, a Milano.
fingere. “Pinxit” come “Finxit”, secondo
quanto ci suggerisce Vittore Carpaccio.
Leonardo non finge, non riproduce, non
rappresenta: ci mette davanti al pensie-
ro. E il pensiero è bianco, non policromo,
estraneo ai colori del mondo. Il bianco è
luce, il bianco è vita, il bianco è la sua idea
della Vergine.
In fondo ho risposto. In questi capola-
vori di Leonardo, in questa esperienza
radicale, estrema, del disegno, “il bianco
può essere il bianco della luce di un volto,
di un abito, di una stanza”. Bianco è il
pensiero. Bianco il pensiero di Dio.
MY FOCUS
a cura di Raymond Zreick
redazione@focus.it
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instagram.com/focus_ita

Fotografie, segnalazioni, commenti...


Il dialogo con i lettori di Focus

Uno scatto al minuto


Marco Meniero
La Casa Rossa della Riserva Naturale di Daccia
Botrona, a Castiglione della Pescaia (Grosseto):
24 ore di luce in cielo con 1.181 scatti che
mostrano il sentiero del Sole, i due crepuscoli e
la rotazione degli astri attorno al nord celeste.
Un software di fotoritocco ha fatto il resto.

Focus | 139
MY FOCUS Le foto dei lettori

Frédéric Lafitte
L’artropode sulla mela.

STRISCIANTI E VOLANTI

Vite pericolose
Nicola Facca
Un calabrone esce
dalla cella del suo nido.

D ai 28 giorni di una mosca all’anno


circa del calabrone, dai 7-8 mesi
della mantide (se è femmina,
naturalmente, altrimenti può succedere
che non duri tanto...). E per altri
artropodi? C’è quello che vive un anno,
chi fino a sette e chi (forse) anche di
più. Non è così semplice rispondere,
anche perché ne conosciamo circa un
milione di specie, e c’è chi pensa che
siano almeno 10 milioni: ma una cosa è
(quasi) certa, sono i 5/6 di tutte le
specie viventi finora classificate. Infine,
la chiocciola (che è un mollusco) può
vivere fino ai 7 anni.

140 | Focus
Colladet Edoiglia Macro, panoramiche o solo
A tavola, dopo la pioggia.
ravvicinate: gli insetti sembrano
essere i soggetti preferiti nelle
foto dei lettori di Focus
Salvatore Infantino
Ectophasia (una mosca)
su di una foglia, sul fiume
Manghisi (Sicilia).

Andrea Lavorini
Questione di ombre.

Spedisci i tuoi scatti alla redazione


di Focus: vedi su www.focus.it/myfocus l’elenco delle caselle tematiche
e i nostri consigli, e le foto dei lettori su www.focus.it/letuefoto

Focus | 141
MY FOCUS Tutti giornalisti con
Chi l’ha detto che ai giovani non interessa la scienza?
Ecco una selezione degli articoli che hanno vinto l’ultima edizione del
concorso “FocuScuola” con l’Osservatorio Permanente Giovani-Editori.

T ra le varie iniziative di Focus (sul web, nelle città con Focus Live
e in televisione) ce n’è una che ci rende più orgogliosi. È
“FOCUScuola: redazioni di classe”, il progetto nato nel 2011 insieme
all’Osservatorio Permanente Giovani-Editori grazie al quale il nostro
giornale entra in circa 4.000 scuole superiori. L’obiettivo è educare i
ragazzi a un contatto più diretto con l’informazione. Ogni classe che
ha partecipato all’iniziativa ha formato una propria redazione per
realizzare un numero del nostro giornale. Ci sono arrivati migliaia di
Mini Focus e scegliere i tre vincitori è stata un’impresa faticosa ma
allo stesso tempo coinvolgente perché ogni giornale sprizzava
impegno, passione e fantasia. Ecco un estratto dei lavori (con pochi 1 Istituto
Plana” di
“Saluzzo
2 Liceo scientifico
“Tonino Guerra” 3 Azienda formativa
bergamasca di
aggiustamenti). Le informazioni sulla nuova edizione del concorso si Alessandria, classe di Novafeltria (RN), Albino (BG), classe I
trovano a questo indirizzo: bit.ly/FOCUScuola2019-20 III B Scienze Umane. classi III S e IV S. estetica.

Funzionavano veramente gli occhiali a raggi X pubblicizzati sui


giornali per adolescenti negli anni ’60 e ’70?
Tratto dal Mini Focus “Mondo X” realizzato indossava di poter magicamente relativo intimo! Il tutto per pochissime
dalla III B Scienze Umane dell’Istituto di “radiografare” attraverso i vestiti i corpi migliaia di lire, corrispondenti a non più
istruzione superiore “Saluzzo Plana” di
Alessandria, coordinata dai docenti Paola di uomini e donne, soffermandosi di 2 o 3 euro di oggi. I fantascientifici
Pistarini e Fabio Ponzano. soprattutto sulle forme al femminile e sul occhiali a raggi X in realtà erano un vero

C osa sarebbero stati gli anni ’60 e gli


anni ’70 senza quelle inserzioni che,
su fumetti e giornaletti d’avventura per
e proprio inganno (oggi diremmo
“bufala”). La ditta produttrice recapitava
un paio di occhiali-giocattolo in plastica,
gli adolescenti di allora, promettevano con due lenti di cartone con un forellino
miracolosi e… “proibiti” occhiali a raggi al centro nel quale era inserito un
X? I padri cinquantenni di oggi li frammento di plastica rossa:
ricordano molto bene e si divertono a guardandovi attraverso, tutto si tingeva
raccontare ai figli sogni e illusioni di di rosso e nulla più. Ma in questi
quegli anni: era facilissimo imbattersi in appetibili quanto inverosimili dispositivi
pagine pubblicitarie in cui, tra una selva stava tutto il fascino e il brivido del
di prodotti improponibili e inutili, c’erano proibito. Oggi gli occhiali a raggi X sono
anche i mirabolanti occhiali che – grazie Truffa commerciale o prodotto altamente soltanto un curioso cimelio vintage:
ai raggi X di cui si assicurava fossero tecnologico per “spogliare” con un “mitici” oggetti il cui valore sta soltanto
fornite le lenti – garantivano a chi li extrasguardo giovani ed avvenenti fanciulle? nella capacità di far rivivere i ricordi!

La febbre del Pianeta


Afp/Getty Images

Tratto dal Mini Focus “Nuovo gusto: Terra” realizzato dalle classi III S e
IV S del Liceo scientifico “Tonino Guerra” di Novafeltria (RN), coordinate
dalla professoressa Patrizia Ceroni.

C he il nostro Pianeta sia ammalato ormai è evidente e tutti


ne abbiamo sentito quantomeno parlare. Quello che forse
molti trascurano è la reale portata degli eventi che si verificano
ogni giorno: lo scioglimento dei ghiacci, l’innalzamento dei
mari, l’evidente siccità di alcune zone della Terra e le piogge
torrenziali che interessano altre zone sono solo alcune delle
conseguenze che l’uomo sta determinando.
Il surriscaldamento globale ha e avrà effetti sempre più
devastanti sulla vita nel nostro Pianeta, tanto che gli esperti
Secondo gli scienziati, l’Australia è tra i Paesi più esposti ai cambiamenti hanno individuato l’anno 2050 come un punto di non ritorno.
climatici. Gli incendi dei mesi scorsi (nella foto) sono stati causati da
un’ondata di caldo seguita alla primavera (australe) più secca di sempre. Anche il ministro dell’Ambiente ha sottolineato l’imminenza di
questo limite insuperabile, “un limite di cui pentirsi quando il

142 | Focus
Pianeta si pentirà di noi”. Nel 2018 ci sono stati 7 milioni di allarmanti, gli uomini sembrano non interessarsi a questo
morti premature per malattie causate dall’inquinamento problema di cui hanno una percezione lontana, sfumata forse
atmosferico. A queste si aggiungono tutte quelle determinate dall’ignoranza o dal tempo che, tuttavia, si appresta a
da fenomeni atmosferici estremi (uragani, inondazioni, incendi) travolgere, se non loro stessi, quantomeno i loro figli. E io
causati dal surriscaldamento del Pianeta. Un aumento di credo che nessun uomo desideri questo per i propri figli;
0,5 °C farà scomparire il 6% degli insetti e l’8% delle piante, tuttavia, l’inconsapevolezza di molti pare accettare questo
andando ad aggravare ulteriormente questa già catastrofica corso di eventi sottovalutando i rischi di tutto ciò. Il Pianeta ha
catena di causa-effetto. Nonostante questi dati a dir poco la febbre e di febbre si può anche morire.

Lentiggini ed efelidi sono la stessa cosa?


Tratto dal Mini Focus “Amiche per la pelle” solamente nel periodo estivo. Il loro
realizzato dalla classe I di estetica dell’Azienda aspetto può migliorare con l’applicazione
Bergamasca Formazione di Albino (BG),
coordinata dalle docenti Rosella Paganessi, di creme schiarenti e peelings leggeri.
Elena Mutti e Barbara Miatto. Le lentiggini sono chiazze ben definite, a

L entiggini ed efelidi sono entrambe


ipocromie: macchioline cutanee
all’apparenza simili, ma con piccole
superficie liscia o leggermente rilevate, di
colore più scuro rispetto alle efelidi (per
colore e forma ricordano le lenticchie: da
differenze. qui il loro nome). Le lentiggini possono
Le efelidi si formano con l’aumento della manifestarsi in diverse parti del corpo
concentrazione di melanina in alcuni indipendentemente dall’esposizione della
punti dell’epidermide, causato dall’azione pelle alla luce del Sole, ma le esposizioni
dei raggi ultravioletti nelle radiazioni prolungate possono accentuarle e
solari. Queste chiazzette si manifestano renderle più numerose.
fin dalla giovane età e sono molto comuni Possono essere asportate dal

Getty Images
tra le persone con pelli chiare e capelli dermatologo con il laser o la
biondi o rossi e compaiono soprattutto diatermocoagulazione (cioè
nelle zone esposte alla luce. Sono più l’asportazione di piccole parti di tessuto Le lentiggini nascono da un eccesso di
chiare rispetto alle lentiggini e compaiono epidermico). melanociti. Sono più scure delle efelidi.
a cura di Sabina Berra

CARTELLONE APPUNTAMENTI DEL MESE

23

NurPhoto/Getty Images
febbraio
A Oristano, in
Sardegna, si
tiene la Sartiglia,
il Carnevale con
la sfilata di
cavalli.

con la luce, dove gli spettatori possono


MULTIMEDIA entrare e... vedere l’effetto che fa. LIBRI
https://bit.ly/turrellPace
In viaggio con il faraone In cerca di soluzioni
Milano, dal 20 febbraio fino al 2 giugno, Goya e il disegno Martin Rees, Il nostro futuro. Scenari per
a Palazzo Reale, Viaggio oltre le tenebre. Madrid, fino al 16 febbraio, al Museo del l’umanità, Treccani. L’astrofisico e
Tutankhamon Realexperience. Una mostra Prado, Goya. Dibujos. Solo la voluntad me cosmologo inglese (che peraltro è anche
multisensoriale sulla civiltà egizia con sobra. In mostra per la prima volta oltre Astronomo reale dal 1995) racconta i
un’originale descrizione della tomba del 300 disegni originali di Francisco Goya, in cambiamenti ambientali in corso. E sostiene
famoso faraone. occasione del bicentenario del museo. che le soluzioni arriveranno dalla scienza.
www.palazzorealemilano.it www.museodelprado.es

Dentro il ghiacciaio Settant’anni di pittura inglese EVENTI


Lugano, fino al 15 marzo, al Masi, Roma, fino al 23 febbraio, al Chiostro
Towards No Earthly Pole. Omaggio del Bramante, Bacon, Freud, la Scuola di L’Irlanda per il 2020
all’artista svizzero Julian Charrière, tra i Londra. Due giganti della pittura, Francis Galway (Irlanda), dal 1° febbraio sarà
pìù innovativi della sua generazione, con Bacon e Lucian Freud, per la prima volta Capitale Europea della cultura 2020. Gli
un’opera che permette di immergersi nel insieme in una mostra in Italia. Con loro, eventi si terranno anche in tutta l’Irlanda.
paesaggio delle regioni glaciali. anche altri artisti della Scuola di Londra. https://galway2020.ie/en
www.masilugano.ch www.chiostrodelbramante.it
Capitale della cultura
Sculture a spasso Parma, fino al 3 maggio, a Palazzo del
MOSTRE Napoli, fino al 24 febbraio, al Mann, Governatore, Time Machine. Vedere e
Fuga dal museo. In 40 fotomontaggi di sperimentare il tempo. Il cinema e il
Arte e percezione Dario Assisi e Riccardo Maria Cipolla, le tempo. In occasione di Parma Capitale
Londra, dall’11 febbraio al 27 marzo, sculture del Museo Archeologico sono Italiana della Cultura, c’è un ricco
alla Pace Gallery, James Turrell. L’artista ritratte per le strade e le piazze di Napoli. cartellone di eventi per tutto l’anno.
statunitense che “ridisegna” gli ambienti www.museoarcheologiconapoli.i https://bit.ly/PARMA2020

144 | Focus
A tutela del cibo
Italia, il 5 febbraio è la Giornata contro Illusioni ottiche
lo spreco alimentare. In programma tanti
(e non solo)
a Venezia
appuntamenti dedicati al tema.
www.sprecozero.it

La mente umana si può ingannare, e la


SCIENZA mostra Illusions: nothing is as it seems
(Illusioni: niente è come sembra) svela i
Darwin day a Milano meccanismi con cui i nostri sensi (non
Milano, il 12 e 13 febbraio, al Museo di soltanto la vista) possono essere
Storia Naturale, Darwin day. Il mondo ingannati. A Venezia, dal 29 gennaio al
senza. Il ruolo delle estinzioni 4 aprile, nella Science Gallery Venice
nell’evoluzione. Diversi studiosi fanno il presso la Cultural Flow Zone,
punto sulle estinzioni nella storia. dell’Università Ca’ Foscari, saranno
https://bit.ly/mnmdarwin esposte numerose opere d’arte che
giocano proprio con i sensi e il cervello.
3 minuti di scienza

16
A partire da Significant Birds di Nye Parry
Trieste, il 20 febbraio, al Teatro Miela,
FameLab per Trieste 2020 Città europea Fino al che è un’illusione uditiva che fa capire
come un parlato registrato può sembrare
della scienza. Le selezioni della gara un cinguettio degli uccelli. Oppure Cubes
dedicata a giovani ricercatori che hanno il di Jennifer Townley, una scultura in
compito di raccontare in 3 minuti un tema alluminio che dà l’illusione ottica di sei

febbraio
scientifico (Iscrizioni online entro il 12 cubi, quando in realtà il cubo che si vede
febbraio su bit.ly/FameLab_ è soltanto composto da tre forme di
Trieste2020). diamante insieme. L’entrata è gratuita.
Mostra di disegni di https://venice.sciencegallery.com/
Goya, al Prado di Madrid. seasons/illusion
AMBIENTE
Moda ed ecologia
Firenze, fino all’8 marzo, a Palazzo Spini CINEMA
Feroni, Sustainable Thinking. Una mostra
per capire se può esistere una moda che Impressionisti
non danneggi l’ambiente. Dal 10 al 12 febbraio, al cinema, il film
www.ferragamo.com Impressionisti segreti. Manet, Caillebotte,
Monet, Morisot, Cézanne, Sisley, Signac
e i loro capolavori meno noti.
NATURA https://youtu.be/ZKH994O2K7w

Botanica e fantasia Neorealismo


Palma di Maiorca (Spagna), fino all’8 Reggio Emilia, fino al 1° marzo, a
febbraio, al Museu Fundacion Juan Palazzo Da Mosto, Zavattini oltre i confini.
March, Max Ernst: Historia Natural. In Un protagonista della cultura
mostra le 34 stampe della serie Histoire internazionale. Una mostra dedicata a
Naturelle: paesaggi e forme del mondo Cesare Zavattini, lo sceneggiatore del

29
Dal
vegetale e animale. neorealismo italiano che lavorò a quasi
www.march.es tutti film di Vittorio De Sica.
www.palazzomagnani.it

TV Tutto Fellini
Rimini, fino al 15 marzo, a Castel

gennaio
Su Focus Tv, il 6 febbraio, la diretta del Sismondo, Fellini 100 Genio immortale.
rientro di Luca Parmitano dalla Stazione Per il centenario della nascita (20 gennaio
Spaziale Internazionale. Dall’11 febbraio, 1920) nella sede del futuro Museo Fellini,
con due puntate a settimana, Ancient l’Italia dagli anni Venti agli Ottanta del La scultura Columba
Discoveries, sulle scoperte archeologiche. secolo scorso viene raccontata con i film di Roseline de Thelin,
E, dal 13 febbraio, Universo ai raggi X. del regista riminese. fatta con fibre ottiche.
www.mediasetplay.mediaset.it/focus www.mostrafellini100.it

Focus | 145
CARTELLONE

GIAPPONE SUPERSTAR

Nel 2020 sentiremo parlare molto di Giappone.


E non soltanto per le Olimpiadi di Tokyo (24
luglio-9 agosto). Il Paese del Sol Levante sarà

1
protagonista di numerose mostre in giro per l’Italia.
«Il Giappone è una vera fissazione per gli italiani»,
afferma Marco Guglielminotti Trivel, direttore del Mao
(Museo di Arti Orientali di Torino). «Una delle ragioni è la
familiarità che si è creata con i manga: fumetti da leggere e
cartoni animati in tv».

marzo
La conferma sono i 4.000 biglietti venduti soltanto nei 3
giorni del ponte del 1° novembre scorso per Giapponismo.
Venti d’Oriente nell’arte europea, a Rovigo. La mostra è
aperta fino al 26 gennaio, a Palazzo Roverella, e presenta Anche i manga in mostra
opere “a tema Giappone” di Van Gogh, Gauguin, De Nittis, al Mao di Torino.
Degas e Bonnard. A testimonianza della passione per la
cultura giapponese che attraversò l’arte occidentale tra la
metà del XIX e l’inizio del XX secolo, in Francia e in Italia. Impressionisti. Alla Pinacoteca Lingotto a Torino, altre opere
Dello stesso stile, al Mudec di Milano ci sono ben due loro si troveranno in Hokusai, Hiroshige, Hasui. Viaggio nel
mostre: Impressioni d’Oriente. Arte e collezionismo tra Giappone che cambia (fino al 16 febbraio). Al Mao di Torino,
Europa e Giappone affiancata da Quando il Giappone Guerriere dal Sol Levante. La figura della donna guerriera in
scoprì l’Italia. Storie di incontri (1585-1890) che illustra i Giappone prosegue fino al 1° marzo e Kakemono. Cinque
rapporti tra Italia e Giappone. Entrambe fino al 2 febbraio. secoli di pittura giapponese, inizierà il 27 marzo e durerà fino al
Fino al 9 febbraio, al Castello Visconteo a Pavia, i pittori 28 giugno. Il 30 gennaio inaugurerà Terra di Geisha e Samurai
K. Hokusai (1760‐1849), U. Hiroshige (1797‐1858) e a Monza, a Villa Reale, fino al 2 giugno: con opere tra ’300 e il
K. Utamaro (1753‐1806) saranno messi a confronto con gli ’900, e una sala dedicata all’antica arte della scrittura.

Bonaparte, I love Lego. Diorami e opere perché la giornata è soleggiata, e rientra


PER I PIÙ PICCOLI d’arte realizzate con i famosi mattoncini. nella tana, l’inverno durerà altre sei
www.arthemisia.it/it/i-love-lego-roma settimane. Se invece rimane fuori, perché
Imparare con le dita non vede l’ombra, l’inverno finirà prima.
Ancona, fino all’8 marzo, alla Mole Animali strani https://bit.ly/MarmottaFocus
Vanvitelliana, Toccare la bellezza. Maria Jacques Prévert, Storie per bambini
Montessori, Bruno Munari. È possibile poco saggi, Guanda. Un libro con Processioni spettacolari
percepire e apprezzare la bellezza anche personaggi bizzarri: per esempio, uno Catania, dal 3 al 5 febbraio, la Festa di
con il tatto? Alla domanda rispondono in struzzo che mangia i sassolini lasciati da Sant’Agata, legata al martirio della santa
questa mostra per bambini Maria Pollicino. catanese, con una spettacolare
Montessori, il cui modello educativo si processione nelle vie della città.
basa anche sulla mano, da lei considerata tiny.cc/301yhz
“organo dell’intelligenza”, e Bruno Munari, FESTE
artista e designer di oggetti e opere che si Cavalli e Carnevale
potevano toccare “per imparare”. La stagione dei fiori Oristano, dal 23 al 25 febbraio, la
www.museoomero.it A Baguio (Filippine), il 1° febbraio, si Sartiglia è una festa di Carnevale con la
celebra il Panagbenga, un festival con corsa di cavalli. Si tratta di una delle più
A letto con gli orsi sfilate di carri ricoperti di fiori: il nome antiche manifestazioni equestri in Europa.
Trento, il 14 febbraio, al Muse, Nanna al della manifestazione significa “stagione www.sartiglia.info
museo. I bambini da 4 a 12 anni, possono delle fioriture”.
trascorrere la notte a vedere spettacoli e www.panagbengaflowerfestival.com
dormire tra orsi, leoni e dinosauri. Con un FOTOGRAFIA
genitore che li accompagna. Quanto durerà l’inverno?
www.muse.it A Punxsutawney (Usa), il 2 febbraio, è il I guru dello scatto
Giorno della marmotta. La marmotta Phil Torino, fino al 20 maggio, a Camera -
Mattoncini superstar viene fatta uscire dalla sua tana: secondo Centro Italiano per la Fotografia, Memoria
Roma, fino al 19 aprile, a Palazzo la tradizione locale, se vede la sua ombra e passione. Da Capa a Ghirri. Capolavori

146 | Focus
informazioni
DALLE AZIENDE
AITECA MEDIGAS
GAURA WALK
GAURA Walk è l’unico dispositivo portatile in grado di
trasformare la semplice acqua minerale o del rubinetto
in uno efficace strumento di benessere. GAURA Walk,
attraverso un processo di elettrolisi di tre minuti,
utilizzando uno speciale elettrodo di platino, rende
l’idrogeno contenuto nell’acqua immediatamente
disponibile. L’idrogeno molecolare, all’interno dell’organismo, è un efficace antiossidante, contrasta i radicali liberi responsabili dei
processi di invecchiamento e di degenerazione cellulare, ed è totalmente privo di controindicazioni. GAURA Walk ha una capacità
di 300 ml, è ricaricabile con un cavo USB (incluso nella confezione) e non richiede manutenzione, se non il semplice lavaggio delle
sue parti. L’acqua all’idrogeno nascente prodotta non modifica le caratteristiche chimiche ed organolettiche (odore e sapore) ed è
così un antiossidante completamente naturale. Il design estremamente curato e le nove varietà di colore rendono Walk un oggetto
elegante ed utilizzabile in ogni situazione della vita quotidiana (a casa, in ufficio, in palestra, nel tempo libero).

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DA RICEVERE LA TRAVEL CARD
GATTINONI
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soliti cofanetti: chi la regala decide l’importo,
chi la riceve sceglie dove, come e quando utilizzarla.
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12 mesi di tempo per utilizzarla, spaziando
fra week end, viaggi su misura, crociere,
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pensare a importi impegnativi, ci sono
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il viaggio come cooking class in Marocco
o tour con gli architetti negli Emirati.

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Carmi e Henri Cartier-Bresson.
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Anniversari
Istanbul (Turchia), fino al 1° marzo, al Il mondo in treno Compleanni storici
Museo Pera, A road story. 180 anni di Il viaggio Around the World by Rail offre Milano, l’8, il 22 e il 29 febbraio, a Villa
fotografia. Una mostra ripercorre uno l’opportunità di andare in treno in 14 Paesi Necchi Campiglio, Beethovenmania. Una
storico viaggio realizzato nel 1839 dai e oltre 20 città. serie di concerti della Società del
pittori Émile Jean Horace Vernet, Charles www.aroundtheworldtours.com Quartetto per celebrare i 250 anni dalla
Marie Bouton e dal fotografo Goupil- nascita di Beethoven (16 dicembre 1770):
Fesquet. Le foto di allora sono accostate In Russia con lo studioso il primo con Pietro De Maria, a seguire
a quelle scattate oggi da fotografi turchi. Dal 3 al 10 febbraio, con il Fai a Mosca e Andrea Lucchesini e infine Gabriele
www.peramuseum.org San Pietroburgo. Il viaggio vede una guida Carcano.
d’eccezione: Valerio Terraroli, storico www.quartettomilano.it
dell’arte, docente di Critica d’Arte e
STORIA Museologia all’Università di Verona. Germania per Beethoven
https://bit.ly/FocusFai Bonn (Germania), fino al 17 dicembre,
Pompei, la prospera in tutta la città, Scoprire di nuovo
Aarhus (Danimarca), fino al 10 maggio, A caccia di aurore Beethoven. La città che gli ha dato i natali
al Moesgaard Museum, Bound for Finlandia, dal 18 al 22 marzo, Alla celebra il compositore con 700 eventi
disaster-Pompeii and Herculaneum. Più di ricerca delle aurore: scienza e magia delle lungo tutto l’arco dell’anno.
250 reperti da musei e istituzioni italiane luci del Nord. Un viaggio nella Lapponia www.bthvn2020.de/en/
GIOCHI
Gira la pagina
in orizzontale,
CruciFocus 19 ORIZZONTALE ti apparirà
Sull’Appennino ne sono rimasti appena 50
esemplari, troppo pochi per garantirne la un’immagine
22 ORIZZONTALE
sopravvivenza, tanto che il Wwf ha lanciato il
progetto 2x50, con l’obiettivo di arrivare a 100 nascosta in tre
dimensioni!
Questo uccello è un esemplari entro il 2050. Sulle Alpi ne sono stati
simbolo delle nostre contati 45, dieci dei quali furono trasportati
montagne, perché vive con successo dalla Slovenia al Parco
solo oltre i 1.800 metri Adamello Brenta una quindicina di anni fa.
di quota e nidifica fino Devono essersi trovati bene, perché hanno
ai 2.800. Per difendersi subito cominciato a riprodursi.
dai predatori ha
sviluppato un singolare
mimetismo: pur
essendo di colore 1 2 3 4 5 6 7 8
grigio-marroncino nella
bella stagione, in
9 10 11 12 13 14
autunno si fa crescere
un piumaggio candido

Shutterstock
come la neve. 15 16 17 18
Una curiosità: è tra i
pochi volatili ad avere
anche le dita delle 19 20 21 37 ORIZZONTALE
zampe coperte di Grazie
piume. all’operazione “San
22 23
Francesco”, che il
24 ORIZZONTALE Wwf lanciò negli
È il più piccolo 24 anni Settanta del
avvoltoio europeo e in secolo scorso
Italia ne rimangono quando questo
25 26 animale era quasi
solo una quindicina di
esemplari. L’anno scomparso, oggi la
scorso, a Matera, sono 27 28 29 30 31 sua popolazione è
state liberate due risalita a circa 1.600
femmine per esemplari.
consentire loro di 32 33 34 35 36 Ad aiutarlo a
iniziare l’istintiva sopravvivere è stato
migrazione in Tunisia, anche il suo buon
37 38 39 40 41
per poi tornare a carattere:
riprodursi in Italia. nonostante
Purtroppo, una delle 42 43 44 45 l’aggressività
due non è riuscita a naturale, tipica dei
varcare i confini predatori, dopo un
nazionali poiché è 46 47 conflitto riesce a
stata abbattuta da un “fare la pace” con i
bracconiere nei cieli di compagni di branco
48 49
Mazara del Vallo (Tp). molto rapidamente.

ORIZZONTALI - 30 Febbraio è quello più corto - 32 sosia - 7 La posta elettronica - 8 Non sa


1 Il primogenito di Noè - 4 L’io di Cice- Associazione Nazionale Subvedenti - 34 leggere né scrivere - 10 Adunanza pe-
rone - 6 Il carico sul basto - 9 Le rigide La sigla dell’Africa Orientale Italiana - 36 riodica - 11 Cortese, beneducato - 12
ali dei coleotteri - 12 Monte dei Paschi Panciotto alla francese - 37 Quello sici- Intimidazioni che impauriscono - 13 Por-
di Siena - 14 La fine del Ramadan - 15 liano è ormai estinto - 39 Il centro di tico a colonne dei templi ellenici - 17
Un genere narrativo poliziesco - 16 Pro- Alcamo - 41 Antica calzatura romana - 42 Così morì Giuda - 18 Amichevole saluto
vincia saudita bagnata dal mar Rosso Porto della Catalogna - 45 Miguel della - 20 Gusto di un vino - 23 Principio di
- 18 Il controspionaggio Usa (sigla) - 19 canzone - 46 La grande attrice Duse - 47 cibernetica - 25 Una tastiera dell’organo
Quello marsicano è a rischio di estinzio- Canta “Amor ti vieta” nella Fedora - 48 - 26 Commento critico di testi - 27 Il
ne - 21 Bagna Strasburgo - 22 Uccello Una Silvia vestale - 49 La città natale di nome di Veltroni - 30 Appellativo per
simbolo della montagna italiana oggi Umberto Eco. nobili inglesi - 31 Il liquore di Dulcamara
molto raro e vulnerabile - 24 Piccolo - 33 Scorre sotto i ponti di Berlino - 35
avvoltoio quasi scomparso nel nostro VERTICALI Il sangue degli dèi - 36 Lo Stato con
Paese - 25 Uno studioso come Pitago- 1 Condimento piccante - 2 L’articolo di capitale Libreville - 38 Un dono dei re
ra - 26 Il comico Brignano (iniz.) - 27 Alamein - 3 La più orientale delle Baleari Magi - 40 Cura le strade statali (sigla) - 43
Mezzo watt - 28 Il fiabesco Babà - 29 - 4 Malattia infettiva della pelle - 5 Rico- Parità farmaceutica su vecchie ricette
Componimento lirico d’origine classica vero per anziani - 6 Sono identiche nei - 44 Fa urlare i tifosi! - 47 Sesta nota.

150 | Focus
Focus | 151
Shutterstock/3Dimka

La tridimensionalità di questo disegno si percepisce quando gli occhi sdoppiano l’immagine che osservano (i cosiddetti occhi storti). Per facilitare questo sdoppiamento fissate
le due iconcine sopra il disegno finché non diventano tre. Tenete gli “occhi storti” e abbassate lo sguardo al disegno grande. Così facendo compare la profondità tridimensionale.
GIOCHI

Catena di parole a tappe


Ricostruisci il giusto ordine della catena, di
cui ti forniamo solo alcuni anelli. L’elenco
delle parole da concatenare è qui sotto in
ordine alfabetico.

BASE SORGENTE
BORSA Fate cantare un
CONTINENTE gallo incrociando
CORALLINA mani e dita in
COSTO questo modo
DITO
Il quadrato
DOPPIO
EGITTO Combinando le
FIUME tre forme, quale
PREZZO degli schemi
GIOCO indicati si può
GUARDIA ottenere?
INDICE

ISOLA
AA
BB
LIVELLO

MASCHERA

MEDICO

M E R CAT O

NERO
SPAZIALE
NILO C D
PALLONE

PASSAGGIO
C D
PEDONALE

PIAGA

SENSO
Sfoglia Focus
SESTO
e scopri in quale
SONDA
ANTIGAS
articolo hai
VITA
già visto questo
particolare
Le soluzioni dei giochi sono a pagina 162

152 | Focus
1 AGENTE SEGRETO
Questa strana formula nasconde una parola straniera di cinque lettere Piantate le tende
che ha a che fare coi gioielli. Quale?
Ogni albero di questo
AB<CDE+FGHI<J<KL=MNO<PQR-STU<VWX+YZ campeggio ha piantata sotto
le sue fronde (in una casella
adiacente in orizzontale o
verticale) una specifica
tenda… ma può dare ombra

2 AGENTE SEGRETO
anche a tende di altri alberi;
le tende non si toccano tra
Decifra questa scritta per scoprire il nome della persona loro, nemmeno in diagonale.
che devi incontrare in missione. I numeri all’esterno indicano
quante tende ci sono in
quella riga o colonna.
ARMONIA ROTONDA ANTICHI BIENNIO INTOPPI
3
0
Non c’è due senza tre 3

Trova in meno di un minuto l’unica figura presente solo due volte. 0


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Tratto da Focus Giochi numero 9

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Focus | 153
SOLUZIONI
I giochi sono a pagina 150

Mondadori Scienza S.p.A. CruciFocus


Via Mondadori, 1 – 20090 Segrate (MI) Avete risolto correttamente il Crucifocus?
Società con unico azionista, soggetta ad attività di direzione
e coordinamento da parte di Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. S E M E G O S O M A
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N N O I R A S IR C I A
A O R S O B R U NO I L L
Direttore Responsabile: Raffaele Leone
P E R N I C E B I AN C A F
Vicedirettore: Gian Mattia Bazzoli E C A P O V A C CA I O A
Ufficio Centrale: Giovanna Camardo (caposervizio), M A T E M A T I CO E B
Isabella Cioni (caporedattore), Emanuela Cruciano (caporedattore), W A A L I O D E M E S E
Andrea Parlangeli (caporedattore), Raffaella Procenzano (caporedattore), A N S A O I A G I L E T
Gianluca Ranzini (vicecaporedattore) L U P O C A C A L I G A
Ufficio Art Director: Luca Maniero (caporedattore), T A R R A G O N A B O S E
Massimo Rivola (caporedattore), Marina Trivellini (caporedattore) E L E O N O R A L O R I S
Ufficio AR: Vittorio Sacchi (caposervizio) R E A A L E S S A N D R I A
Redazione Grafica: Francesca Abbate (vicecaposervizio),
Elena Lecchi, Emanuela Ragusa
Ufficio Fotografico: Paola Brivio (caposervizio), CATENA DI PAROLE
Alessandra Cristiani (caposervizio), Daniela Scibè Sorgente, fiume, Nilo, Egitto, piaga, dito, indice, borsa, vita,
Redazione: Sabina Berra, Marco Ferrari (caposervizio), costo, prezzo, mercato, nero, continente, sesto, senso, doppio,
Margherita Fronte (vicecaposervizio), Roberto Graziosi, gioco, pallone, sonda, spaziale, base, medico, guardia, livello,
passaggio, pedonale, isola, corallina, maschera, antigas.
Fabrizia Sacchetti (caposervizio), Vito Tartamella (caporedattore),
Raymond Zreick (caposervizio)
Segretaria di Redazione: Marzia Vertua
Hanno collaborato a questo numero: Ferdinando Boero, TRIDIMENSIONALE VISTO SU FOCUS
Marco Consoli, Paolo Conti, Fabio Dalmasso. Federico Gemma, Il particolare della foto è a
Giovanni Giudice, Nicola Ligas, Roberto Mammì, Massimo Manzo, Elena pagina 44
Meli, Riccardo Michelucci, Ismaele Morabito, Nicola Nosengo, Chiara
Palmerini, Alex Saragosa, Vittorio Sgarbi, Valentina Tafuri, IL QUADRATO
D
Giorgio Terruzzi, Simone Valtieri, Margherita Zannoni
NON C’È DUE
Abbonamenti: è possibile avere informazioni o sottoscrivere un abbonamento SENZA TRE
tramite: sito web: www.abbonamenti.it/mondadori; email: abbonamenti@
mondadori.it; telefono: dall’Italia tel. 02.7542.9001; dall’estero tel. +39
041.509.90.49. Il servizio abbonati è in funzione dal lunedì al venerdì dalle 9:00
alle 19:00; posta: scrivere all’indirizzo Direct Channel SpA – C/O CMP Brescia PIANTATE LE TENDE
– Via Dalmazia 13, 25126 Brescia (BS). L’abbonamento può avere inizio in
qualsiasi periodo dell’anno. L’eventuale cambio di indirizzo è gratuito: informare
il Servizio Abbonati almeno 20 giorni prima del trasferimento, allegando 3 2
l’etichetta con la quale arriva la rivista.
Servizio collezionisti: Arretrati: I numeri arretrati possono essere richiesti 0 1
direttamente alla propria edicola, al doppio del prezzo di copertina per la copia
semplice e al prezzo di copertina maggiorato di € 4,00 per la copia con allegato 3 1
(Dvd, libro, Cd, gadget). La disponibilità è limitata agli ultimi 18 mesi per le copie
semplici e agli ultimi 6 mesi per le copie con allegato, salvo esaurimento scorte.
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Per informazioni: tel. 045.8884400; fax 045.8884378; email collez@mondadori.it
Stampa: Rotolito Spa Milano. Distribuzione: Press-Di Distribuzione Stampa e
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Focus: Pubblicazione mensile registrata presso il Tribunale di Milano n. 552
del 16/10/92. Tutti i diritti di proprietà letteraria e artistica sono riservati. Tutto il 2 1 1 2 1 2 1 2 1 2 1 1
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Pubblicità: Mediamond S.p.A. - Sede centrale: Palazzo Cellini - Milano Due DA QUALE PIANTA SONO CADUTE?
20090 Segrate (MI) - Tel. 02.21025917 - Email: info.adv@mediamond.it 1 faggio, 2 fico, 3 vite, 4 magnolia, 5 noce, 6 ulivo, 7 quercia.

Accertamento Diffusione Stampa


Certificato n. 8431 del 21/12/2017
Periodico associato alla FIEG
(Federaz. Ital. Editori Giornali)
Autori dei giochi:
Codice ISSN: 1122-3308 Lucio Bigi, Silvano Sorrentino, studiogiochi.

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