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Fabietti – Cultura e società

Lezione 1 – Origine degli studi antropologici

Una definizione generale

L’antropologia è lo studio di idee e comportamenti espressi da esseri umani in tempi e luoghi diversi.

1. Origini dell’antropologia

Tra Erodoto (V sec. a.C.) e l’Umanesimo (XV-XVI sec.) matura lentamente una riflessione sui costumi e le
idee dei popoli “non europei”.

2. Sviluppi dell’antropologia culturale

L’Illuminismo (XVIII secolo) afferma il carattere unitario del genere umano dal punto di vista fisico e
intellettuale.

Il primo progetto antropologico “moderno” è della Société des Observateurs de l’homme (Parigi, 1799-
1805). Si trattava di uno studio comparato delle lingue e dei costumi dei popoli “esotici” finalizzato al
miglioramento della società.

3. Espansione coloniale e studio dei popoli “altri”

L’antropologia, progressivamente, affina anche i suoi metodi: dagli studi “a tavolino” alla “ricerca sul
campo”. Di seguito alcune importanti figure di riferimento nel periodo 1860-1920:

 Edward B. Tylor (1832-1917): la prospettiva evoluzionista. Primitive culture (1871).

Le forme sociali e culturali più “semplici” precedono nel tempo quelle più “complesse”

 I popoli “semplici” di oggi sono i rappresentanti di fasi storiche trascorse.

Il progetto evoluzionista è infatti in grado di ricostruire una “storia” del progresso umano.

 Gli indici di crescita materiale e tecnologica sono l’unico criterio oggettivo di misurazione del
progresso. Tali indici sono estesi ai costumi e alle istituzioni dei popoli.

Questa prospettiva può avere importanti conseguenze dal punto di vista dell’ideologia.

 Lewis H. Morgan (1818-1883): studia gli Irochesi e il loro “strano modo” di chiamare i parenti (il
fratello del padre è “padre”; il figlio del fratello è “figlio/a”, la sorella della madre è “madre”, …).
Per quanto strano si tratta di un modo coerente di stabilire relazioni. È un sistema razionale
(sistema terminologico di parentela).

 Franz Boas (1856-1942): lo studio delle singole società e culture è più importante della ricostruzione
della loro “evoluzione”.
 Bronislaw K. Malinowski (1884-1942): la nuova metodologia della ricerca sul campo e lo studio
“funzionalista” delle società e delle culture.

Le società sono entità “integrate”, le cui parti svolgono delle funzioni. Le società “primitive” hanno
norme codificate solo oralmente e il loro funzionamento va studiato sul campo.

4. Conclusioni

L’antropologia non è una prospettiva solamente occidentale. Anche i popoli “semplici” hanno elaborato
antropologie che sono complesse visioni dell’essere umano. Esse hanno però una dimensione “locale”.

 L’antropologia moderna compara le visioni locali per riflettere su somiglianze e differenze. Sua
caratteristica è di non essere legata alla dimensione locale ma di aspirare a una riflessione
globale sull’umanità (prospettiva olistica).