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Elementi di metodologia

cap1 paragrafo 1.1


Questoni epistemologiche: questioni che riguardano la conoscenza scientifica.
La conoscenza scientifica può essere paragonata ad un edificio di tre piani, o tre livelli.
1. Il primo livello, quello delle fondamenta; piano epistemologico o teorico

fondativo. Nel fare scienza, ci chiediamo “come” sappiamo, L’epistemologia,


disciplina di tipo filosofico, occupandosi della conoscenza da il nome a questo piano.
Epistemologia si occupa della conoscenza scientifica. Episteme (conoscenza certa) vs doxa (opinioni)
Questo piano è occupato da domande che riguardano l’esistenza della realtà, o se sia possibile
conoscere la realtà, ammesso che esista. Questo è un problema molto antico, trattato già da
tanti filosofi come per esempio Platone con il “mito della caverna” ecc

Nel caso delle scienze sociali però, il problema da affrontare è la sostanziale identità trà:
SOGGETTO CONOSCENTE E OGGETTO CONOSCIUTO. A differenza di quanto avviene nelle
scienze esatte o scienze naturali, nelle scienze sociali ci si pone il problema che chi conosce e
ciò che viene conosciuto sono della sessa natura. Esempio del geologo che per analizzare una pietra può
tagliarla, immergerla in varie sostanze chimiche, lasciarla cadere da una certa altezza. Lo stesso non accade per il
sociologo i cui ogetti di studio sono le persone e le relazioni fra queste.

2. Il secondo piano possiamo definirlo, piano teorico interpretativo.


Quì troviamo le teorie (le interpretazioni), sul mondo fisico e sociale. Cioe le spiegazioni su
come esso funzioni. (es. Teorie sociologiche)
Cos’è una teoria? <<La teoria è un insieme di proposizioni organicamente connesse, che si pongono ad un
elevato livello di astrazione e generalizzazione rispetto alla realtà empirica, le quali sono derivate da regolarità
empiriche e dalle quali possono essere derivate delle previsioni empiriche.>>
Una teoria è fatta di frasi, di affermazione (le proposizioni), che dicono qualcosa sul mondo,
fisico o sociale, che ci circonda; su come sia fatto o su come esso funzioni.
Queste frasi perché possano funzionare devono essere collegate tra loro in modo organico,
cioè non si devono contraddire fra di loro, devono riferirsi allo stesso oggetto ecc...
Le teorie si possono poi applicare a numerose situazioni e coprono la maggior parte dei
fenomeni che le riguardano perche sono astratte e generali. Infine le teorie si appoggiano a (e
sono leggittimate da) fatti empirici (empirico= ricerca che basa le conclusioni sull’osservazione
diretta o indiretta di fatti. Osservare in base all’esperienza. Ciò che può essere dimostrato
sperimentalmente.) fatti empirici che si riscontrano con una certa regolarità. Regolarità per
mezzo della quale possiamo arrivare a formulare delle previsioni.
Es. Grazie al fatto che vediamo ogni giorno il sole sorgere possiamo prevedere che anche domani il sole
sorgerà.
Elementi di metodologia
Che cos’è un’ipotesi? <<Un’ipotesi è una proposizione che implica una relazione tra 2 o più concetti , che si
collocano ad un livello di astrazione e generalità inferiore sirpetto ad una teoria e che permette una traduzione
della teoria in termini empiricamente controllabili>>

Es. Mettiamo in relazione il concetto di status socio-economico e di consumo culturale; creando una relazione
logica, potremmo ipotizare che all’aumentare dello status socio economico, aumentano di conseguenza anche
i consumi culturali. Questa è un ipotesi.
Le ipotesi sono meno astratte delle teorie. Sono più concrete e quindi maggiormente
controllabili empiricamente. Tuttavia hanno un campo di applicazione più limitato. Ecco
perchè è necessario mettere insieme più ipotesi per formare una teoria.
Le ipotesi hanno un carattere provvisorio. Ipotetico cpme dice la parola stessa.
 Ipotesi generali: campo di applicazione più ampio
 Ipotesi specifiche: campo di pplicazione più ristretto

3. Il terzo piano, piano tecnico metodologico.


Qui la scienza si occupa dei modi pratici attraverso i quali è possibile conoscere il
mondo.
Si cercano le prove empiriche delle teorie sul mondo formulate nel piano precedente.
Infatti non esiste scienza senza prove.
Perche è difficile raccogliere dati empirici per una scienza sociale?
1. Nelle scienze sociali soggetto conoscente e oggetto conosciuto non sono separati, anzi
interagiscono intensamente. È difficile infatti essere ricercatori obiettivi. Entrano in gioco
valori, simpatie/antipatie, emozioni
2. Le scienze sociali hanno a che fare con concetti non direttamente osservabili e/o
misurabili. Non si può misurare la quantità di razzismo o la religiosità o il livello di felicità
Per questi due punti, molti sociologi hanno rinunciato alla fase empirica del lavoro scientifico.
Per questo esiste il pregiudizio di non-scientificità, che accompagna la sociologia.
Elementi di metodologia
CONCETTI DI: METODO, TECNICA, STRUMENTO E METODOLOGIA
MATRIOSCA... tutti collegati tra loro.
 Il metodo è una sequenza generale di azioni, finalizzate al raggiungimento di un
obiettivo conoscitivo. Si pensi al “metodo scientifico” di Galileo, basato sull’esperimento

 La tecnica è una procedura operativa che compone il metodo, è una sequenza di


operazioni che fanno raggiungere un risultato. Un metodo può richiedere una o più
tecniche insieme.

 Lo strumento è il mezzo che consente al ricercatore di raccogliere dati empirici


(questionario scheda di rilevazione, griglia di osservaione: sono tutti strumenti)

 La metodologia è una riflessione complessiva, un ragionamento sul metodo. Lo studio


dei metodi valuta anche i vantaggi e gli svantaggi di metodi, tecniche e strumenti di
raccolta e nalisi dei dti empirici.

Paragrafo 1.2
La prospettiva della scienza: il paradigma
Thomas Kuhn, la struttura delle rivoluzioni scientifiche.
La nozione di paradigma, spiega come fuziona il lavoro degli scieniati.
Il paradigma è una guida che orienta il lavoro dello scenziato. In particolare esso è una
prospettiva teorica, condivisa da una comunità di scienziati, che definisce la rilevanza dei fatti
sociali, fornisce le ipotesi interpretative, orienta le tecniche della ricerca empirica.

Kuhn sostiene che per fare scienza bisogna adottare un certo punto di vista. La prospettiva
scelta è solo una delle tante possibili e per questo può accadere che cambiamdo il punto di
vista, le cose ci appaiano in modo diverso, e così cambiamo anche i risultati della ricerca.
Non si riesce così a cogliere la realtà in assoluto.
A volte la scelta di una prospettiva è dettata dal rispetti di certi canoni.
Infatti il paradigma è codiviso da una comunità. E spesso chi non condivide il paradigma
comune viene etichettato come ciarlatano, eretico... (Galileo Galilei)
La comunità scientifica esercita un controllo serrato dei suoi membri. Il paradigma suggerisce
agli scienziati, infatti, anche le cose di cui si dovrebberpo occupare: la rilevanza dei fatti sociali.
Elementi di metodologia
La letteratura scientifica e la comunità che l’ha prodotta determinano implicitamente cosa sia
importante studiare e cosa no.
Le ipotesi interpretative e gli orientamenti sulle tecniche.
Un paradigma imponendoci un certo punto di vista, ci vincola ad ipotizzare il funionamento del
mondo in un certo modo coerentemente con quella prospettiva. Questo determina anche il
tipo di tecniche che potremo usare

I paradigmi non sono eterni. Capita che il paradigma collassi lasciando il posto ad una nuova
prospettiva. Questo determina una rivoluzione (rivoluzione Copernicana). A fasi di scienza
normale si alternano fasi di rivoluzione attraverso un percorso fatto di collasi ed esplosioni.

Nelle scienze sociali, a contrario di quanto accade nelle scienze esatte, convivono pù
paradigmi. Cosa che non viene considerata positivamente, ma anzi determina una devolezza
che non fa giungere la materia nella fase della maturità.