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io me la cavo con i droni

manuale pratico
per i tecnici che vogliono avvicinarsi al mondo dei droni

Dalla fotografia da drone


alla topografia di tutti i giorni
POSSEDERLO
PERCHÉ

ORA
Cari lettori, e dai, caviamocela
anche questa volta ….
Sono alla scrittura dell’ottavo volumetto della serie “Io me la cavo”
(Ehi, che dite, a dieci festeggiamo insieme? ), ma credetemi non
mi sento vecchio o stanco del lavoro, anzi, proprio queste nuove
tecnologie, che un po’ ci fanno rimettere in gioco, mi hanno dato
quella spinta per individuare sempre nuove opportunità che, in questo
periodo poco felice per la professione del topografo, mancano da altre parti.

Dai rimettiamoci in “gioco”


Si, perché pilotare un aeromobile ci fa tornare bambini e con la voglia di giocare ci tornerà la voglia di vincere,
di affrontare nuove sfide, di rischiare, sbagliare e ricominciare.

L’abbiamo già fatto all’inizio della professione,


possiamo rifarlo
Sicuramente questo volumetto non ha le pretese di essere esaustivo di una materia così ampia,
nè scientificamente perfetto, ma credetemi ci ho messo tutta la mia esperienza per dare la possibilità, a chi si
vuole avvicinare a questa nuova avventura, di avere le idee chiare su cosa davvero può essere utile per il lavoro
che deve intraprendere.

Ora è il momento di lanciarsi in questa nuova


avventura professionale, dai decolliamo insieme!

I cinque “perché farlo adesso”:

1
Perché se stai leggendo questo volumetto hai già deciso di farlo
Stai solo aspettando di avere chiare le idee e non essere confuso da chi dice molte cose solo
per vendere…

2
Per essere ancora una volta il primo della tua zona.
E’ importante essere scelti per quello che sappiamo fare con la nostra professionalità
e strumentazione, non perché costiamo 50 € in meno di altri!

3
Distinguersi per non estinguersi …
Si, oggi ci sono molti professionisti simili che realizzano servizi simili ad un costo simile …
È chiaro che il cliente ne approfitta e sceglie chi costa di meno, quindi DISTINGUIAMOCI

4
Per trovare i clienti che non hai!
Spesso sento dire che i clienti oggi non solo vogliono pagare poco, ma è dura anche farsi
pagare, è vero! Allora perché non provare a trovare nuova clientela che magari è pronta
a pagare per lavori professionali e specialistici che altri non fanno?

Per sentirti ancora una volta protagonista!

5
SI, non correre più dietro al lavoro, alla ricerca di nuovi incarichi, a star dietro al cliente
o a questo o quel funzionario di un determinato ufficio…
Eseguire lavori specialistici con robot volanti ancora non è per tutti e tu potresti essere di
nuovo protagonista in delle attività in cui saranno gli altri a cercarti, per la tua professionalità,
conoscenza e risoluzione dei loro problemi.

Ma non dimenticare che il lavoro lo fai tu, la tua testa,


la tua professionalità, non l’attrezzatura che utilizzi.
Se mi permettete da “topografo” mi viene da rappresentare i diversi tipi di APR (Aeromobili a Pilotaggio
RemotoSecosìcisipensi
chiamanoil non DRONI ) con
deiunatuoi clienti
analogia ti dàchel’ oggi comunemente utilizziamo:
agli strumenti

MULTIROTORE
ALA FISSA O
GPS = Ala fissa - Stazione Totale = Multirotore
Quando leggerai la pagina seguente illustrerò i motivi di questa similitudine.

ALA FISSA

CONTRO PRO

Ridotta capacità di carico Copertura di grandi estensioni


La modalità di volo, la velocità raggiungibile e la
Praticamente è un piccolo aereo in polipropilene espanso
quindi molto leggero e di conseguenza riesce a propulsione con un solo motore da alimentare fanno
portare in aria fotocamere non pesanti e quindi con si che con una sola missione si possano sorvolare
produzione di immagini non ad altissima definizione.estensioni di diversi ettari
Autonomia di volo superiore ai multirotori
Decollo e atterraggio in orizzontale La forma planante, la necessità che le batterie
Come gli aerei, hanno necessità di uno spazio (come alimentino un solo motore, il modesto peso del
una pista) per decollare e prendere quota e per mezzo e del carico che porta, concorrono a far sì
atterrare. L’atterraggio avviene sulla pancia del che il tempo della missione sia di gran lunga
veicolo stesso che non ha carrello con ruote superiore a quella di un multirotore.
Ottimi risultati per applicazioni fotogram-
Impossibilità di stazionare in overing metriche
Essendo di fatto un piccolo aereo durante il volo Di fatto, come già scritto, si tratta di un piccolo
deve mantenere una certa velocità per non aeroplano, che più si somiglia come struttura e volo
cadere, quindi sorvola la zona decisa, magari con agli aeromobili impiegati per la fotogrammetria
grandi virate, ma non si può fermare per scattare classica e quindi più votato ad essa.
una foto o girare un video in una zona precisa in Ridotta manutenzione
cui vogliamo porre la nostra attenzione. Solo un motore, poco peso, poca meccanica nelle ali,
quindi pochi interventi di manutenzione ordinaria.

MULTIROTORE

CONTRO PRO

Autonomia di volo limitata Maggiore capacità di carico


Tanti motori… Tanti motori…
tanto consumo di batterie. Penso che la proporzione Più peso supportato! La conformazione della
sia logica ma a questo si deve anche aggiungere la macchina con più eliche permette di sollevare pesi
potenza erogata da ciascun motore per portare in notevoli e con molta stabilità
volo il proprio peso che il carico accessorio della Decollo e Atterraggio verticale
fotocamera e del gimbal che permette di orientare Può partire anche dal terrazzo di casa tua
e stabilizzare la stessa. perché ha bisogno di pochi metri quadri per decollo
e atterraggio e atterra sui i suoi piedi e non sulla
Maggiore manutenzione pancia
Tanti motori… Possibile overing
Tanta meccanica, quindi un po’ di manutenzione in Come un elicottero lo puoi fare stazionare in un
più rispetto ad un ala fissa che utilizza come punto preciso in aria, scattare foto e video di punti
propulsione un solo motore. specifici
Possibilità d’impego variegate
Poco spazio per descriverle…
Leggi la pagina seguente dedicata all’argomento

Ora è più chiara l’analogia con Stazione Totale e GPS?


Secondo me, il multirotore è più duttile, si può utilizzare per diversi tipi di lavoro, praticamente lo uso per il
piccolo lavoro e per il grande lavoro, per fotogrammetria ma non solo, di fatto come la stazione totale che mi
permette di fare dal catasto alla topografia di precisione, per piccoli e grossi rilievi, praticamente lo strumento
di ogni giorno. Mentre l’Ala fissa è simile al GPS perché innanzitutto l’abbiamo acquistata dopo della stazione
totale che non abbiamo abbandonato, è economicamente conveniente solo per realizzare determinati lavori
di grandi dimensioni e dove il GPS non arriva o non lavora possiamo sempre utilizzare la stazione totale.
Le attività che ci fanno
guadagnare di più

LE ATTIVITÀ
POSSIBILI
Bhe credetemi, quando io mi sono avvicinato all’argomento sapevo
che l’utilizzo era davvero variegato, ma non potevo immaginare
(ora cominci a capire perché il mio software si chiama IMMAGINA ? )
quanti ne avrei scoperti a mano a mano che utilizzavo il mezzo. Ma sai qual
è il bello? Che me li suggerivano i possibili clienti, infatti quando vado per

si
delle missioni si avvicinano i curiosi e mi chiedono ..”ma con quel coso si
potrebbe ….?
”E la mia risposta sapete qual è?

Topografia - Fotogrammetria -
Perizie - Frane - Verifica avanzamento
lavori - Ispezioni fotovoltaici -
Gestione cantieri - Archeologia -
Video - Foto - Progettazione
stradale - Monitoraggio viabilità -
Soccorso - Misure incidenti stradali
- Edilizia - Cave e discariche

Incendi - Ricerca dispersi - Operazioni di polizia -


Rilievo statue e monumenti - Inquinamento -
Ispezioni - Riconfinamenti - Abusivismo edilizio -
Monitoraggio dell’agricoltura - Verifica tetti -
Costruzione e monitoraggio linee elettriche - Trasporto di
medicinali - Investigazioni - Agricoltura di
precisione - Video e spot dei propri lavori eseguiti
- Monitoraggio erosione coste discariche e
scarichi abusivi - Termografia - Valutazione dissesto
idrogeologico - Perizie assicurative

e per quello che stai pensando proprio adesso la risposta è


si
Ma la fotocamera quanto
è importante?
Tantissimo

FOTOCAMERA
Negli ultimi anni, come molti di voi sanno, mi sono dedicato molto lavoro dipende molto dalla qualità delle foto e quindi dalla
a questa innovativa attività per la professione di noi topografi. fotocamera ed obbiettivo utilizzato.

LA
Come spesso succede all’inizio, e direi ancora oggi, c’è molta
confusione, si sente dire di tutto, spesso la fanno da padrone i
venditori a cui noi ci rivolgiamo per conoscere e poter valutare i
A cosa dobbiamo stare attenti?
nostri acquisti. Tra le tante cose ascoltate l’imprecisione maggiore
a me è sembrata quella relativa alla fotocamera che si utilizzerà. Deformazione obiettivo
Infatti quando un tecnico si avvicina a questo mondo per prima
cosa valuta, o gli viene fatto valutare, le qualità Avere delle foto deformate ai bordi è come se noi in campo
dell’APR, le sue performance, il tipo, ecc. avessimo il miglior GPS o Stazione Totale, ma al momento
di battere il punto non terremmo l’asta in bolla, quindi il punto
acquisito è preciso ma il riferimento a terra è da un’altra parte
ERRORE!
Prima va valutata la FOTOCAMERA meditate topografi ….
Il risultato del nostro rilievo, l’accuratezza, la precisione in
planimetria e quota, la definizione del modello, il numero di punti Risoluzione in pixel
su cui possiamo tener conto secondo le tolleranze necessarie ed
insomma la bontà di tutti gli elaborati finali dipende quasi Potremmo dire, per semplificare, che ogni pixel della foto si
esclusivamente dalle foto scattate quindi dalla fotocamera trasforma in un punto battuto a terra. Quindi meno pixel più
e dall’obbiettivo che utilizzeremo. punti diradati o necessità di volare basso per avere più
Molti di voi sanno che io sono uno sfegatato appassionato definizione. Una fotocamera molto definita ci permette di avere
fotoamatore (vedi foto presenti nei software topoprogram ) buone precisioni anche se voliamo alti in modo da coprire con
e quindi potrei esagerare l’affermazione precedente per la mia unico volo grandi estensioni.
passione, invece vi dico che proprio perché conoscitore della
fotografia mi sento di riaffermare con forza che il risultato del

Indicazioni per la scelta


ACTIONCAM piccolo peso con qualità scarsa
La loro scelta è dettata del peso esiguo e quindi hanno necessità di un piccolo APR per il loro
trasporto. Queste macchine sono nate per fare video e non foto! E la qualità degli obbiettivi è
davvero scadente tanto che deformano enormemente le foto ai bordi fino ad arrivare a delle
foto quasi fisheye (occhio di pesce).

COMPATTE qualità media e peso accettabile


Molto utilizzate soprattutto negli APR ad ALA FISSA.
Negli ultimi anni hanno raggiunto definizione in pixel e qualità elevate tali da garantire dei
discreti risultati. Il loro punto debole è l’obiettivo spesso di scarsa qualità per contenere i costi
e retrattile allo spegnimento. Questo provoca una mai esatta distanza focale dal sensore che
influisce in fase di calcolo fotogrammetrico.

MIRRORLESS ottimo compromesso tra qualità e peso


Praticamente hanno le caratteristiche hardware e software di una REFLEX ma non hanno
specchio per l’inquadratura e utilizzano il display posteriore e/o un telemetro laterale. Conser-
vano delle reflex la possibilità di cambiare obiettivo e solitamente montano obbiettivi di grande
qualità zoom o fissi.

INTEGRATE NELL’APR a mio avviso il miglior compromesso


È il modo più semplice di operare. Infatti non è necessario conoscere e saper usare una fotoca-
mera particolare, ma di solito le APP che controllano l’APR impostano automaticamente il tutto
secondo l’uso e quello che si vuole ottenere.

REFLEX la migliore qualità ma peso eccessivo


Quelle che utilizzano i professionisti ed i fotoamatori. Anche qui la scelta e la qualità sono
variegate. La loro qualità eccellente è garantita più dagli obbiettivi intercambiabili che possono
montare piuttosto che dal numero di pixel. Certo la migliore scelta per fotogrammetria da APR
ma hanno bisogno di mezzo molto potente e costoso per portarle su

OBBIETTIVI zoom e fissi


Per fotogrammetria da APR sono consigliabili dei grandangolari che da una parte coprono più territorio ma
dall’altra potrebbero deformare l’immagine.
Le ale fisse o gli auto costruiti montano di solito fotocamere con degli zoom non di grande qualità. Per
questi motivi è meglio avere una fotocamera e obbiettivo di qualità dedicateall’APR.

Quindi scegli prima la fotocamera e poi l’APR che la trasporta


Spunti per un acquisto oculato
Spesso amici, topografi, colleghi, frequentatori del mio
blog www.pinomangione.info/blog , partner (come piace
definirli e trattarli) mi rivolgono la fatidica domanda:

Secondo te quale
strumento topografico
dovrei acquistare?
La mia risposta, da qualche anno a questa parte
è la seguente:

ACQUISTO
OCULATO
• Da un venditore simpatico
e disponibile Potrei adesso rispondere la stessa cosa anche per
l’acquisto di un SAPR (Sistema Aeromobile a
• Che abbia un centro assistenza Pilotaggio Remoto), ma trattandosi di una cosa
più vicino possibile a te nuova cerco di specificare meglio alcune qualità
• Con una qualità di poco superiore a mio avviso, e per la mia esperienza, sicuramente
necessarie.
alle tue esigenze attuali
• E solo come ultima condizione il costo Trattandosi di un sistema completo di hardware,
che sia adeguato alla tua organizzazione software di pilotaggio e controllo remoto,
ma che sia anche un piccolo rischio che software di restituzione, ecc. nella pagina seguente
illustrerò i miei spunti.
ti invogli a cercare sempre nuovo Desidero in ogni caso che sarai sempre tu a
lavoro e nuovi clienti. decidere e la tua testa e la tua professionalità
contano sicuramente più di qualsiasi consiglio,
quindi …

Leggi, rifletti, ripensa e poi agisci


secondo il tuo istinto senza
incertezze

HARDWARE SOFTWARE
Sulla parte dura, i pezzi di
ferro o simili è molto
importante indagare sul
centro di manutenzione e
assistenza. Come tutte le
cose meccaniche anche gli
APR hanno necessità di
manutenzione, o, speriamo
mai, in caso di incidenti un
cambio di pezzi e ricollaudo
del tutto.

QUINDI SCEGLI QUESTI SERVIZI


e dopo la macchina!
Due tipi di applicazioni per scopi diversi:
Importante è anche la durata del volo che, Pianificazione di volo, Restituzione.
in combinazione dell’obiettivo utilizzato dalla Per entrambi a mio avviso è importante che siano
fotocamera può dare indicazione di quanto territorio in una lingua a noi familiare e che godano di una
si possa rilevare con un unico volo. Abbinato alla durata assistenza e consulenza attiva e disponibile.
sono anche necessarie delle batterie di ricambio che
possano permettere più voli senza necessità di ricarica. Pianificazione: in combinazione con l’hardware
devono permettere molti o meglio infiniti wypoint
Gli APR per volare di più sono costruiti con materiale (punti in cui si accettano comandi come cambia rotta,
molto leggero e di conseguenza alcuni pezzi sono molto scatta foto, ritorna alla base ecc.) e con precisione
sensibili agli urti, vibrazioni ecc. Questi pezzi potrebbero devono determinare il tempo della missione e la
rompersi o stararsi e compromettere le missioni precisione a terra che si può ottenere.
successive. Per evitare ciò è indispensabile che il
mezzo abbia un’ottima cassa di trasporto che lo Restituzione: semplice da utilizzare e con guida
preservi da urti, umidità ecc. Risparmiare su questo in lingua conosciuta. Che possa dare spazio alla
è un vero errore. propria professionalità ottenendo quanto desiderato.
Ed infine, ma molto importante, ha i sistemi di sicurez- Che non si limiti a restituire ortomosaico e nuvola
za previsti dalla normativa ENAC e quindi può essere di punti ma che crei gli elaborati che sono utili,
oggetto di autorizzazione al volo! leggibili ed interpretabili ai committenti dei topografi.
Regole per essere in regola
In un primo momento, gli avventurieri, gli sperimentatori, quelli del “lo voglio ad ogni
costo”, quelli de “ma che vuoi che succeda?”, quelli che “sono tutti abusivi”, ecc...
hanno iniziato questa avventura poco curanti delle regole che ENAC (Ente Nazionale
per l’Aviazione Civile) ha emanato a riguardo dei SAPR (Sistemi Aeromobili
a Pilotaggio Remoto).
A mio avviso le regole vanno rispettate! Si è creata una leggenda intorno dicendo che
sono molto rigide e che difficilmente si possa produrre la documentazione richiesta.
Tutto ingigantito! Stare nelle regole si può ed a mio avviso si DEVE, anche perché
il rischio che si corre e le sanzioni previste sono davvero onerose.
E poi, da topografo a topografo, correresti il rischio di fare un investimento e poi essere
escluso da una gara pubblica, da un grosso lavoro, ecc. solo perché qualcun altro segnala
che tu non sei in regola e lui si?
Per non spaventarti adesso elencherò, in sintesi, quanto previsto dalla normativa e cosa devi fare per essere in regola.
Illustrerò solo quanto previsto per gli APR con peso al decollo inferiore a 25 Kg che sono quelli che ci interessano
per le possibili applicazioni citate prima in questo manuale.

Operazioni specializzate in Zone non critiche Operazioni specializzate in Zone critiche

NORMATIVA
• Tutte quelle non critiche • Aree congestionate
• Aree rurali • Assembramenti di persone

ENAC
• In assenza di assembramenti di persone • Agglomerati urbani
Si può operare solo dopo la dichiarazione dell’operatore con • Infrastrutture sensibili
attestazione dell’osservanza e rispondenza al regolamento e Necessitano di una specifica domanda per ogni operazione
successiva pubblicazione nell’elenco degli operatori autorizzati e si può operare solo dopo autorizzazione ENAC.
sul sito dell’ENAC. www.enac.gov.it

SAPR - Sistema a Pilotaggio Remoto


• L’APR e il suo radiocomando devono avere una targhetta con codice univoco
• Il sistema Avionico del mezzo e il software di pilotaggio remoto devono avere dei sistemi affidabili di verifica quota
di volo e rispetto regole dell’aria
• Deve essere coperto di assicurazione
• Per gli scenari critici alcune osservazioni dipendenti dall’operazione e dal peso del mezzo.

Operazioni con APR di massa massima < 300 g


• Tutte le aree vengono considerate non critiche
• Proibito sorvolo assembramenti persone, cortei, manifestazioni sportive, forme di spettacolo, ecc.

PILOTA Organizzazione (studio tecnico, società, ecc..)


• Deve aver frequentato scuola di volo teorica e pratica con • I proprietari del SAPR devono avere un’organizzazione
ente autorizzato ENAC e aver superato l’esame finale tecnica ed operativa adeguata
• Certificato medico LAPL presso i medici autorizzati a • Ogni organizzazione può avere più piloti muniti della
questo scopo documentazione elencata a sinistra
• L’attestazione di pilota si deve rinnovare ogni 5 anni • Deve possedere e comprendere un manuale di volo
• Durante le operazioni deve essere riconoscibile tramite del mezzo
giubbetto • Utilizzare manuali delle operazioni e procedure
• Deve segnalare a ENAC eventuali incidenti (speriamo mai ) • Dichiarare la tipologia di operazioni
• Documento con l’analisi del rischio

Requisiti del volo a vista


• Massimo 500 m raggio dal pilota
• Ad una altezza massima dal suolo di 150 m
• A non meno di 5 Km di raggio dagli aeroporti
• Sempre di giorno con controllo e contatto visivo da parte del pilota
• Ad almeno 50 m da persone

Al di fuori di questi requisiti è necessaria specifica autorizzazione ENAC

Documentazione da presentare ad ENAC per le zone NON CRITICHE


• Programma dell’attività sperimentale
• Schede programma attività sperimentale
• Dichiarazione Riconoscimento SAPR, Consuntivo prove
Attività Sperimentale, Dichiarazione di Rispondenza alle Procedure
• Redazione Manuali (Volo, Operazioni, Criteri per la
determinazione Analisi del Rischio, Programma di
Manutenzione, Configurazione SAPR)
• Registri (Pilot Log Book, Registro delle Operazioni,
APR Technical Log Book, gestione batterie)
• Attestato scuola teorica e pratica per ciascun pilota
• Certificato medico LAPL per ciascun pilota
Il successo di una missione dipende
da come l’hai programmata TU!
Per missione, io intendo, un volo completamente programmato dal decollo all’atterraggio, con il percorso
e la quota da mantenere, dove e quando scattare le foto ecc. Il tutto eseguito in loco in automatico ma
con tutti i criteri di sicurezza e di controllo necessari.
Alcuni dei software “autopilota” per PC e TABLET e SMARTPHONE più utilizzati per programmare una
missione sono:
Software open source per il pilotaggio automatico di elicotteri multi-elica, elicotteri tradizionali, aeromobili
ArduPilot APM ad ala fissa e rover basati su piattaforma hardware Arduino. Supporta i seguenti controller di volo Pixhawk,
Planner PX4 FMU, Arsov AUAV - X2, APM2. Il codice sorgente è sviluppato da una vasta comunità di esperti
appassionati.
DJI Ground Software che supporta i seguenti controller di volo A2, ACE ONE, ACE WAYPOINT, WKM, NAZA-M,
Station NAZA-M V2, Phantom

QGround Software open source basato su PIXHAWK’s Groundstation ed è sviluppato da una community l’home
Control page ufficiale è http://qgroundcontrol.org/.
Mole sono le APP che oggi si usano per gli APR più diffusi e utilizzate. Alcune sono prodotte dalle case co-
App per
struttrici stesse, altre da terze parti. Mi sembra superfluo citarne alcune in quanto in continua evoluzione e
smartphone basta cercare nel proprio store.

Scopi di una missione automatica

LA MISSIONE
PIANIFICARE
Innanzitutto quello di riportare a terra il mezzo in piena sicurezza e tutto intero . Le missioni automatiche
sono sicuramente valide e necessarie per un ottimo lavoro di fotogrammetria è il loro scopo principale e por-
tare a terra delle foto ben fatte ed idonee alla restituzione. Nei modelli più evoluti, registrare anche, in un file di
LOG o nelle informazioni delle foto (EXIF), le coordinate di dove è avvenuto lo scatto. Per ottenere tutto ciò è
necessario che il mezzo realizzi un percorso ben definito, che non sia influenzato dal vento, e che abbia gli spazi
di manovra per decollo, rotta, virate ed atterraggio.

Le prime cose da settare saranno…


• Il tipo di fotocamera utilizzata, ma soprattutto la lunghezza focale dell’obbiettivo.
• La sovrapposizione tra le foto della stessa strisciata (foto durante un’unica direzione) e tra le strisciate,
per ottenere la restituzione fotogrammetrica queste devono essere minimo il 60% e il 30% ma per un
rilievo da APR è consigliabile aumentare queste percentuali anche fino all’80%.
Da queste impostazioni dipenderanno il numero di strisciate necessarie e la quantità di foto da scattare.

I primi passi generali per progettare un’ottima missione sono:


Stabilire HOME e area da rilevare
Nel software di autopilota è possibile visualizzare le mappe in rete, o precedentemente scaricate,
della zona in cui vogliamo effettuare il nostro rilievo e quindi la missione.
E’ necessario verificare con sufficiente precisione la HOME (punto in cui si è deciso che si decollerà)
e l’area di intervento. Per quest’ultima sarà necessario indicare una zona un po’ più ampia per non
rischiare di eseguire la missione e poi avere delle parti mancanti.

Altezza di volo e Strisciate


Deve essere chiaro che l’altezza di volo impostata (che quota non è) è riferita al punto di decollo,
quindi se si imposta 70 metri il mezzo volerà ad una altezza di 70 m rispetto a dove decollerà. Per
questo motivo è indispensabile verificare bene i dislivelli dell’area da sorvolare, che se molto ripida
potrebbe avere più di 70 metri dal punto di decollo.
La quota impostata determinerà anche il numero di strisciate necessarie per coprire (con l’obbiettivo
montato e per la sovrapposizione decisa) la zona precedentemente indicata.

Verifica tempo di volo, sovrapposizione foto


Definita la quota il software calcolerà il percorso che dovrà effettuare ed indicherà il tempo di volo a
cui bisognerà eventualmente aggiungere i tempi di decollo ed atterraggio. ATTENZIONE! state sem-
pre almeno 5 minuti sotto al tempo di volo dichiarato dal costruttore, la prudenza non è mai troppa.
Allo stesso tempo sarà possibile verificare se con il percorso calcolato venga rispettatala la sovrappo-
sizione decisa e la copertura di tutta l’area necessaria.
Verifica puntuale e ritorno al punto di decollo
Tutte le operazioni precedenti vengono realizzate dai software in automatico, ma un occhio da parte
del pilota è sempre necessario. Io suggerisco di guardare le impostazioni della fotocamera, lo spazio
sulla scheda di memorizzazione delle foto e se il punto di partenza e ritorno sono abbastanza liberi e
senza presenza di sabbia che potrebbe andare nei motori.

Esecuzione missione
A verifiche effettuate e deciso il decollo, la missione sarà trasferita sull’APR e lo stesso decollerà.
Durante il volo non guardare solo il mezzo ma controllare spesso sul display:
• Se il percorso impostato è rispettato
• La carica delle batterie
• L’effettivo scatto delle foto con la sovrapposizione prevista.

Cosa ho sbagliato?
Infine fatti sempre questa domanda “cosa ho sbagliato?”. Un errore in questa fase ci potrebbe portare
a risultati inaspettati o peggio a dover richiamare l’APR con comandi manuali durante il volo.
LA PRUDENZA NON E’ MAI TROPPA.
Gli elaborati necessari sono riferiti al terreno, quindi
non trascuriamo quanto necessario per non dover
rifare il volo
E si topografi, qualcosina ancora sul terreno sarà necessario farla se vogliamo ottenere le precisioni e le
certezze a cui siamo abituati. Tutti noi, il cliente, ma alcune volte anche il collaudatore abbiamo necessità di
elementi per verificare il nostro lavoro per avere certezze e non cadere in errori che magari ci possono
costare caro.

Check list dell’attrezzatura minima da portare in campo


Portatile o tablet su cui gestire la missione
APR ben protetto con la sua valigia
e collegare la telemetria
Tutti i set di batterie per APR possedute Collegamento portatile ad Internet con cavo
e Caricabatteria da auto o batteria di alimentazione
Radiocomando con batterie ben cariche Giubbetto per riconoscimento pilota
Piastre fotogrammetriche e relativi chiodi
Telo o base per il decollo
di fissaggio
Strumento topografico o GPS per il rilievo dei
Piccolo anemometro per misurare la velocità
punti a terra completo dell’occorrente (treppiedi,
del vento
asta, mappa, eidotipo, ecc.)

Piastre fotogrammetriche
Per ottenere delle misure metriche e precisioni topografiche è necessario sistemare e rilevare nell’aerea
oggetto dell’intervento delle piastre fotogrammetriche. Il numero minimo di piastre suggerite è 5 così dispo-
ste: 4 ai bordi dell’intervento ed una verso il centro. Più piastre si collocano al posto giusto più aumenterà la

OPERAZIONI
precisione in quota, è quindi necessario scegliere la posizione delle stesse con l’esperienza e la maestria del

A TERRA
topografo (visibili bene dall’alto, nei pressi di grandi dislivelli, ecc.).
Il piano di volo dovrà essere progettato in modo che le piastre siano riprese da più foto (minimo 3) con
possibile sovrapposizione verticale ed orizzontale per ottenere i risultati migliori.
Il rilievo delle stesse potrà essere effettuato con qualsiasi strumento topografico e nel sistema di riferimento
richiesto. Durante il calcolo per ottenere le coordinate e quote è necessario verificare la bontà delle misure
da cui dipenderà l’intera restituzione. Questa operazione si può realizzare con il software TABULA t
della TOPOPROGRAM & Service.

Siamo consapevoli che non tutto si vede dall’alto!


Se non siamo nel deserto e vogliamo ottenere il dettaglio e la precisione a cui i topografi sono abituati, dobbiamo
avere chiaro che, dove necessita, è consigliabile quanto ripreso con APR dall’alto con delle misure a terra di particolari
nascosti all’obbiettivo della fotocamera quando scatta dall’alto verso il basso.
D’altronde questo succede per ogni strumento topografico, col GPS non possiamo rilevare dentro una galleria, con la
stazione totale non possiamo misurare se in mezzo c’è un muro, con il livello non possiamo avere planimetria e con
un’unica battuta un dislivello più alto della stadia, ecc. ecc.
Quindi anche il rilievo fotogrammetrico ha necessità di una ricognizione per integrare quanto restituito dall’alto con
misure (anche semplici allineamenti) che completano le parti “buie”. Un esempio classico è la sgrondatura dei fabbri-
cati con tetti sporgenti. Assicurati in ogni caso di avere software che ti permettano di unire i due dati (rilievo APR e
misure a terra).

La HOME per il decollo ed atterraggio deve essere ben scelta per soddisfare
bene il punto di decollo
E’ importante scegliere

i seguenti requisiti minimi:


1. Prossima all’aerea da rilevare in modo che l’APR faccia meno strada possibile per raggiungere
il primo punto della missione considerando anche il ritorno;
2. Agibile facilmente ed idonea allo scopo sicuramente lontana almeno 50 metri da persone
o strade di passaggio;
ed atterraggio

3. Che permetta sempre un contatto visivo con l’APR durante il volo e che non ci siano ostacoli
che possano interrompere la trasmissione della telemetria da cielo a terra
(Es. ripetitori, tralicci di alta tensione, barriere alte come alberi e muri, ecc.);
4. Magari all’ombra per garantire un’ottima visione del monitor, perché se è pur vero che il pilota
deve seguire a vista l’APR un aiuto a mio avviso deve sempre seguire la telemetria con i pa
rametri di volo (quota, velocità, rotta della missione, ecc.) e comunicare al pilota eventuali ano
malie. Quindi tu naso SU, collega naso GIU’

… e quando tutto sembra finito


Non fate il mio stesso errore delle prime missioni: avevo fretta di smontare e tornare in ufficio per verificare quanto
realizzato… con l’esperienza ho imparato che prima di smontare è necessario:
• Verificare la carica delle batterie e appuntare nel registro di volo tutti i dati della missione eseguita
(potete trovare un registro di volo standard sul mio blog www.pinomangione.blog)
• Verificare che le foto siano state scattate, che siano nitide, non mosse e se esiste la sovrapposizione tra le stesse.
• Verificare che siano state registrate le coordinate dello scatto fotografico.

Se qualcosa di quanto elencato è andata storta, eseguite un altro volo con un altro set di batterie.
Spunti e caratteristiche per un software
di restituzione fotogrammetrica
Oggi senza software è impensabile sostituire una serie di foto fatte da SAPR. I vecchi restitutori analitici
ed analogici non sono più usati per questi processi e per le piccole zone rilevabili con un APR.

Alcune cose che devi sapere subito …


• Devi possedere un PC abbastanza potente. Direi che le configurazioni minime sono
un multiprocessore (almeno 4 CPU) a 64 bit con minimo 8 Gb di RAM.
• I tempi di elaborazione possono essere lunghi (anche diverse ore) e dipendono, oltre che
dal software e dall’hardware utilizzati, dal numero di foto e dalla loro definizione in pixel.

I passaggi principali da effettuare in detti software sono:


Caricamento immagini e coordinate della posizione di scatto a
Ricerca dei punti caratteristici per ogni immagine b
Calcolo dei punti omologhi che permettono l’orientamento delle coppie di foto c
Individuazione di tutte le foto che contengono i punti di coordinate note e inserimento delle stesse d
Calcolo rigoroso tramite le coordinate inserite con restituzione dei risultati e SQM e
Calcolo dell’ortomosaico georeferito secondo le coordinate dei punti a terra f
Generazione della nuvola di punti in tre dimensioni g
Esportazioni e stampe h
Ed adesso dovresti avere un software che ti permetta anche di fare topografia e non solo
cartografia e modelli 2D e 3D , puoi provare IMMAGINA della TOPOPROGRAM i
(le caratteristiche su www.dronetopoprogram.it)

SOFTWARE

Coordinate del centro di scatto delle foto


Possederle è sempre meglio! Infatti:
• I tempi di elaborazione della prima fase (collegamento delle immagini attraverso i punti
Alcuni spunti sui passaggi precedenti

caratteristici) si riducono sensibilmente


• La prima restituzione è già metrica. Non possiamo sapere con quale precisione che dipende dal GPS
utilizzato e da altri fattori, ma sicuramente molto vicino alla realtà. Questo farà si che anche con
pochi punti a terra la qualità finale sarà ottima.
dettati dall’esperienza

Punti noti a terra


Dando per scontato che le coordinate calcolate siano esatte è sempre consigliabile sistemarli ben
distribuiti in tutta l’area e con attenzione ai dislivelli.
Buona norma del topografo è anche rilevare dei punti spia (control point) che non si passeranno come
noti al calcolo, ma si utilizzeranno come verifica dei risultati una volta restituito il tutto.
Di fatto è necessario verificare coordinate e quota di questi punti sui modelli 2D e 3D e verificare
che ritornino nei limiti delle tolleranze ammesse a quelle rilevate in campo.

Zona dell’intervento
Se possibile, delimitate la zona dell’intervento e fate in modo che il software restituisca solo quella zona.
Avere dei luoghi non necessari al nostro lavoro appesantisce l’elaborazione e tutte le successive fasi di
restituzione.

Densità della nuvola di punti


Presi dall’entusiasmo siamo tentati ad esagerare…
Con buone fotocamere ed ottimi software riusciamo ad avere anche un punto ogni centimetro ma ci
servono davvero? Se esageriamo con la densità della nuvola potremmo avere anche centinaia di milioni di
punti da gestire per gli elaborati finali, questo non sempre è un bene e rallenta tutte le fasi successive e
di visualizzazione.
Tutti noi sappiamo che nel nostro lavoro il troppo è come il niente, e poi parliamoci chiaro, facendo un
classico rilievo con stazione totale o GPS cureresti così tale dettaglio?
Io penso che una discreta definizione, dipendente dall’estensione, sia il giusto compromesso per ottenere
un lavoro di qualità e fruizione del dato in fase di elaborazione o esportazione per il cliente.

Infine, non dimenticare, che la tua scelta


di topografo è migliore di qualsiasi automatismo.
Il prodotto finale, gli elaborati da consegnare al cliente
Ma dimmi la verità ti è mai capitato un cliente che ti chiedesse “avrei necessità di una nuvola di punti
tridimensionale e colorata con densità media 3 cm” ? a me NO!
Spesso dimentichiamo, da bravi tecnici appassionati di topografia, che il risultato finale del nostro lavoro non
sono gli elaborati precisi e ben fatti, ma l’incasso della fattura che produca utili.

E per emettere la fattura (primo passo per poi farcela pagare ) normalmente il nostro cliente che sia un
privato, un altro tecnico, una impresa o un ente, ci chiede degli elaborati e file che lui possa interpretare,
lavorare e utilizzare per i propri scopi.

Gli elaborati più frequentemente richiesti sono:


• Punti di coordinate e quota nota
• Particolari caratteristici del posto debitamente georeferiti e dimensionati come strade e loro particolari,
pozzetti e caditoie, tralicci e pali, recinzioni, colture diverse, scarpate, ecc.
• Curve di livello
• Profili e sezioni
• Calcolo di volumi

Una immagine fotografica derivata dall’unione delle diverse foto scattate dall’alto che
Ortofotomosaico

rappresenta la zona rilevata. Essa è georeferita secondo le coordinate inserite durante


il calcolo ed in scala, ma sempre una foto in due dimensioni.
Sicuramente elaborato d’effetto, bello da vedere ma poco utilizzabile se non come sfondo
ad altri elaborati e per misure bidimensionali (si potrebbero ottenere anche le quote ma
per fare questo si necessita di software specifici che normalmente il nostro cliente non
possiede).
Un insieme di punti (quasi sempre diversi milioni di punti) che rappresentano il territorio
rilevato. Per ciascuno di essi si conosce coordinate, quota e il colore corrispondente
Nuvola di punti

nell’ortomosaico. Praticamente un modello tridimensionale del terreno a punti che


è possibile visionare da qualsiasi punto di vista e valutarne planimetria e altimetria.
A dir poco suggestivo e molti clienti rimangono a bocca aperta quando lo vedono, ma
appena la chiudono la prima domanda che ci fanno è: “ma io come posso utilizzare
questi dati?”

ELABORATI

E allora cosa fare?


Ancora una volta dobbiamo essere NOI a trasformare i dati ottenuti da aerofotogrammetria con SAPR in
dati che il cliente possa utilizzare con i suoi mezzi consueti.

Sicuramente è necessario essere consapevoli dei canoni classici della topografia


Le quote devono essere riferite al terreno
E’ il DTM (Modello digitale del terreno) che dobbiamo produrre non il DSM (Modello digitale della
superficie). L’ortomosaico e la nuvola rappresentano quanto ripreso dall’alto, quindi i tetti delle case, a
la vegetazione a terra, ecc. Il tuo sistema deve darti la possibilità di ottenere le quote del terreno perché
è quello che serve al nostro cliente.
Necessità di linee di discontinuità
Per realizzare in seguito perfettamente curve di livello, profili, sezioni e calcoli di volumi veritieri, è necessario
individuare e indicare i cambi repentini di pendenza del terreno con delle linee di discontinuità che dovranno b
essere prese in considerazione al momento della costruzione del DTM.
Rappresentazione dei particolari caratteristici
E’ necessario individuare e rappresentare con perizia tutti i particolari presenti sul posto ed utili al nostro
cliente. Non deve trovarli lui sulla nuvola o sull’ortomosaico, dobbiamo farlo NOI e rappresentarli con c
i simboli classici della cartografia in modo che siano facilmente individuabili e categorizzati.
Quello che dall’alto non si vede
Non tutto si potrà vedere dall’alto, allora è necessario incrementare con delle misure a terra, anche semplici
allineamenti ed aggiungere quanto emerso a quanto presente già nel lavoro fotogrammetrico, georeferendo il d
tutto in planimetria e quota.

Ma soprattutto non devi dimenticare …


Che sei TU il topografo, sei TU colui che conosce le vere esigenze del cliente, di TE si fida chi a TE si rivolge,
che la tua testa non sarà MAI sostituibile da uno strumento topografico, da un mezzo, da un software, sono
le tue emozioni, la passione che metti nel tuo lavoro, l’amore con cui realizzi gli elaborati che fanno si che
quel determinato lavoro sia ben fatto o no.
Sei TU il professionista, non dimenticarlo e vanne fiero!

Fai di ogni tuo lavoro il tuo capolavoro


e la tua vita professionale sarà serena
Quanto entusiasmo stai mettendo
nella tua professione?
I risultati che otteniamo non sono dati esclusivamente dal modo in cui lavoriamo, dalla
clientela che abbiamo, dal mercato in espansione o in crisi, da quanto siamo compresi,
dal numero di concorrenti, dalla professionalità nostra ed altrui, ecc.
I risultati che noi otteniamo sono dati essenzialmente dalla passione che mettiamo nel fare
le cose. Si perché la passione è coinvolgente, è contagiosa, fa fare le scelte giuste, ci dà
la forza di riprovare quando sbagliamo e di farci un regalo quando facciamo una cosa bella,
insomma è il motore del nostro successo.
Voglio dedicare questo volumetto della serie “Io me la
cavo” ai miei validissimi collaboratori.
Sono per me fonte inesauribile di idee, stimoli,
incitamento al miglioramento, comprensione e voglia
di fare. Certo capita anche qualche volta di mandarci a
quel paese, ma poi tutto passa nel giro di pochi minuti
e siamo pronti a vivere insieme la magnifica avventura
chiamata TOPOPROGRAM.

Spesso penso a loro e alle loro famiglie, penso che senza


di loro molte cose realizzate non sarebbero state possibili
e penso anche che saranno il futuro e che sapranno
far vivere in eterno questo mio sogno realizzato.
Grazie, vi voglio bene.

Se vuoi migliorare quello che sei …


devi aumentare quello che sai …

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re
topografia da DRONE

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pinomangione - Giuseppe Mangione è nato, vive e lavora in Calabria, a Gioia Tauro. www.pinomangione.info/blog
Si definisce “Geometra con gli stivali”.
Sin da giovanissimo, prima ancora di terminare gli studi, si dedica alla pratica della professione, interessandosi da subito di topografia,
cartografia, fotogrammetria e catasto, e con una certa predisposizione verso le apparecchiature elettroniche e la programmazione,
questa passione è ora il suo lavoro essendo adesso amministratore della TOPOPROGRAM & Service e della TST s.r.l..
Curioso ed attento osservatore di tutto ciò che lo circonda, è particolarmente attento ai giovani ed alla loro formazione,
alla quale ha contribuito, essendo istruttore e docente in diversi corsi tecnici e di management aziendale.
Attualmente è presidente dell’AGIT (Associazione Geometri Italiani Topografi).
Una delle sue passioni: la fotografia.