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Se non ci sei dentro non lo puoi capire", quanto � vero.

Il divertimento di fare
una bella trasferta, di andare allo stadio non l'ho trovato pi� in nessun'altra
cosa nella vita. Forse � anche triste, speravo non fosse cos�. Rifletto e
razionalmente concludo che dovrebbe essere diversamente, che ci dovrebbero essere
cose pi� importanti e pi� emozionanti nella vita di una persona che andare a vedere
il calcio, ma questa � la realt� oggi. Non che non esistano cose belle e divertenti
al di fuori dello stadio, da una serata con gli amici, ad un concerto, dal fare
politica al praticare sport, dal passare una giornata al mare al farsi una bella
scopata. Ma niente � come lo stadio, in tutto questo qualcosa manca. Manca il
gruppo, manca lo stare vicino ad altre 50.000 persone che provano quello che provi
tu, manca l'abbraccio con uno sconosciuto che in quel momento � il tuo migliore
amico, manca la ribellione ad una societ� ingiusta e opprimente, mancano rispetto,
fratellanza, onore, valori che nella vita normale non esistono, manca la voce che
unita ad altre mille si fa coro, manca il rischiare la propria integrit� fisica (e
qualche volta la vita) per qualcosa, manca lo sfidare pioggia e freddo per non
rinunciare ad un emozione, manca la sofferenza l'attesa e infine l'esplosione di
gioia, mancano le amicizie "particolari", manca la Roma che unisce tutti sotto due
colori, infine manca un grande scrittore per raccontare tutto quello che sento
dentro e proprio non riesco a spiegare.
� come se tutte le cose pi� belle della vita, che prese singolarmente non sono
eccezionali si concentrassero in uno stadio, dando vita a qualcosa di unico e
irripetibile. All'inizio ho frequentato lo stadio da assiduo, poi me ne sono
gradualmente distaccato, un po' per scelta un po' per forza ma in questo periodo di
assenza nulla mi ha divertito come lo stadio. La mia vita da persona normale mi ha
deluso, piatta, monotona, ripetitiva, la societ� che troviamo fuori una curva
spesso � priva di valori, vile, individualista. Non mi sono mai rispecchiato nella
mia quotidianit� da italiano medio trovando interessante sempre pi� solamente la
mia vita contromano, libera da mode e perbenismi, fatta di "eccessi".
Ma ora che gli stadi stanno morendo osservo il mondo che mi circonda e mi accorgo
che le valvole di sfogo della societ� sono diventate altre, ma sono malate. C'� chi
si ubriaca e si droga tutti i venerd� e i sabato sera danneggiando solo se stesso,
senza riuscire a divertirsi senza essere alterato. Chi va con la comitiva in
discoteca solo per menare i primi che capitano. Chi diventa miope a forza di
passare intere giornate davanti ad uno schermo saltando da un videogioco, ad una
serie tv, ad un aggiornamento dai social network.
Dopo un periodo nel mondo dei "normali" torno ad avere bisogno di stadio,
rendendomi conto che da li traevo l'energia per la vita di tutti i giorni, macabra
e desolante. Se non ci sei dentro, non lo puoi capire".