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Specie pioniere

Dopo un’eruzione, quando la lava si è raffreddata e


consolidata, il substrato appare completamente
privo di vegetazione e di humus; eppure oggi,
osservando l’Etna non si può̀ fare a meno di
posare lo sguardo sulle tante aree ricoperte da
vegetazione rigogliosa, associazioni di macchia
mediterranea e formazioni forestali.

Viene allora la curiosità̀ di chiedersi in che modo


luoghi pressoché́ aridi e privi di vegetazione
possano trasformarsi in ecosistemi complessi e
diversificati.

La risposta è in un fenomeno naturale, noto come


“successione ecologica”. Tutti gli ecosistemi sono
in continua trasformazione: le comunità̀ animali e
vegetali si susseguono nel tempo adattandosi alle
condizioni ambientali che nel tempo si modificano;
alcune specie scompaiono e al loro posto se ne
insediano altre.

Gli organismi in grado di avviare il processo di colonizzazione, riuscendo, nel caso di un


vulcano, a colonizzare le inospitali lave sono generalmente poco evoluti, molto resistenti e
capaci di esercitare un’azione modificatrice sul substrato, rendendolo più̀ adatto ad altre
specie, che progressivamente si insediano ed a loro volta determinano ulteriori modificazioni
ambientali.

Grazie alle loro capacità di adattamento, i primi colonizzatori sono definiti “specie pioniere”, e
sono rappresentati principalmente da licheni e muschi.

Dopo un’eruzione, le specie pioniere iniziano la colonizzazione dello strato lavico e formano
un substrato organico su cui cominciano a svilupparsi dapprima le felci e le graminacee più̀
semplici, le quali a loro volta producono la materia organica necessaria alla colonizzazione del
suolo da parte di arbusti ed altre piante con apparato radicale ben sviluppato.

Le lave delle eruzioni più̀ recenti sono


diffusamente colonizzate dai licheni, capaci
di insediarsi sulla roccia nuda e di disgregarla
mediante degli essudati acidi.

al lichene si affiancano specie pioniere


arbustive che a loro volta preparano il terreno
per l’instaurarsi dei tipici ginestreti, costituiti
da Ginestra odorosa (Spartium junceum),
Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius) e
Ginestra dell’Etna (Genista aetnensis), che
con i loro caratteristici fiori giallo intenso
conferiscono ai versanti dell’Etna un aspetto
ben noto al turista.