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LEZIONE 6

L’insediamento umano
L’insediamento, modi di abitare
Modi di abitare (rurale / urbano)
Cultura immateriale + Cultura materiale
Accentrato (villaggio), nuclei e sparso
Protezione, sicurezza, individualismo, indipendenza

Elementi influenti:
Fisici: Presenza d’acqua, rilievi,
Società rurale
Gestione delle campagne

«Il più importante elemento espressivo della cultura materiale è senz’altro l’abitazione» [Dagradi, 2003

Case Sparse
Unicellulare
Ad elementi sovrapposti
Ad elementi giustapposti
Ad elementi separati
Casa a corte
Maso, Masseria,
FORME E SEGNI DELL’INSEDIAMENTO RURALE EMILIANO E ROMAGNOLO

Dal villaggio alla città


Villaggio (essenzialmente agricolo)
Borgo (con parte notevole della popolazione non legata alla terra)
Città (con attività extra-agricole)
La città
- è il luogo delle funzioni amministrative e culturali, di scambi e di servizi
- è un nodo di relazioni, un punto di incontro tra uomini e di merci, un crogiolo di
idee e punto di
scambio delle innovazioni
- non è autosufficiente

Progetto di sviluppo (?)

Le funzioni urbane
Economiche
Industria
Commercio
Turismo
Finanza
Sociali
Pubblica amministrazione
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Scuole
Strutture sanitarie
D’irradiamento
Diffusione dei modi di vita, delle innovazioni
Informazione, cultura (teatri, associazioni, media, etc.)
Materiale (connessioni stradali, ferroviarie, aeroportuali, portuali)

Genesi della città


Città spontanee espansione di centri minori
Città fondate espressione di una volontà di un capo o di una comunità

Classificazione OCSE aree urbane


Small urban areas, with a population below 200 000 people;
Medium-sized urban areas, with a population between 200 000
and 500 000;
Metropolitan areas, with a population between 500 000 and 1.5
million;
Large metropolitan areas, with a population of 1.5 million or more.

Evoluzione
Prima generazione (divisione del lavoro, mercato, moneta,
trasporti)
Mesopotamia, Egitto
Polis
Castrum (accampamento), Oppidum (città fortificata),
Forum (Centro politico e commerciale), Urbe

« Mentre i Greci consideravano di aver raggiunto la perfezione con la fondazione di città, preoccupandosi
della loro bellezza, della sicurezza, dei porti e delle risorse naturali del paese,
i Romani pensarono soprattutto a quello che i Greci avevano trascurato:
il pavimentare le strade, l'incanalare le acque, il costruire fogne che potessero evacuare
nel Tevere tutti i rifiuti della città.
Selciarono le vie che percorrevano tutti i territori [conquistati], tagliando colline e
colmando cavità, in modo che i carri potessero raccogliere le mercanzie provenienti dalle
imbarcazioni; le fogne coperte con volte fatte di blocchi uniformi, a volte lasciano il
passaggio a vie percorribili con carri di fieno.
Tanta è poi l'acqua che gli acquedotti portano, da far scorrere interi fiumi attraverso la
città ed i condotti sotterranei, tanto che ogni casa ha cisterne e fontane abbondanti,
grazie soprattutto al gran lavoro e cura di Marco Vipsanio Agrippa, il quale abbellì Roma
anche con molte altre costruzioni. »
(Strabone, Geografia, V, 3,8.)

La pianta della città ideale ellenica


Ippodamo di Mileto probabilmente teorizzò e rese sistematico nella pianificazione di nuove città,
l'applicazione dello schema ortogonale. concezione della struttura a griglia le strade che si intersecano ad
angolo retto, delimitando ordinatamente Isolati residenziali di forma quadrangolare, riferisce

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anche l'aspetto più politico del pensiero di Ippodamo che prefigurava non solo l'ordine urbanistico, m
anche l'ordine sociale di una sorta di città ideale che avrebbe dovuto ospitare al massimo 10.000 abitanti,
divisi in tre classi: artigiani, agricoltori e armati (i difensori) L’agorà (piazza ---> mercato, scambio idee,
funzioni politiche e religiose.

La città romana
(1) Principia (quartier generale) Forum;

(2) Via Praetoria/Decumanus maximus (est-ovest);


(3) Via Principalis/Cardo maximus (nord-sud);
(4) Porta Principalis Dextra;
(5) Porta Praetoria (est);
(6) Porta Principalis Sinistra;
(7) Porta Decumana.

Evoluzione
Seconda generazione (medievale)
Manifesta l’importanza della religione (chiesa madre: duomo o cattedrale)
Affacciata insieme al Palazzo del Comune sulla piazza del Mercato, dalla quale si diramano a raggiera gli assi
stradali che portano alle porte

Evoluzione
Terza generazione (industriale)
Città nei PVS
Città principesche, new town, parchi tematici, etc.

La localizzazione dei servizi e la città

MODELLO DELLE “LOCALITA’ CENTRALI” ( CHRISTALLER )


Approccio: funzionalismo
SCOPO: SPIEGARE LA DISTRIBUZIONE DEI SERVIZI ALLE FAMIGLIE
IPOTESI:
◦ PIANO ISOMORFO
◦ CONCORRENZA PERFETTA
◦ LA DISTANZA CHE LA CLIENTELA E’ DISPOSTA A PERCORRERE E’ CONNESSA AL LIVELLO DEL BENE

Cosa c’è dentro il “terziario”?


Servizi alle famiglie
◦ istruzione, sanità, cultura, tempo libero, divertimento
◦ assistenza domiciliare bambini-anziani
◦ attività commerciali
Servizi alle imprese
◦ di tipo statico: frutto della divisione del lavoro e della specializzazione produttiva
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◦ prima interni alle imprese (terziario implicito)


◦ poi svolti all’esterno (R&D, marketing, servizi finanziari, formazione, ecc.),
◦ di tipo dinamico: de-materializzazione della produzione
◦ servizi di tipo strutturale volti a promuovere l’innovazione tecnologica e gestionale
Pubblica Amministrazione
◦ Government: comune, regione, Stato, ecc.
◦ Governance: partiti politici, sindacati, organizz.coop, assoc.impresa, ecc

Dinamica dell’occupazione nei servizi


automazione spinge al calo occupazione nelle attività fisiche e di produzione
◦ anche nei servizi: trasporti, logistica ecc.
concorrenza tra beni durevoli e servizi alle famiglie
◦ trasporti pubblici vs/ privati
cresce l’occupazione nei servizi alle imprese
◦ esternalizzazione: fare o far fare?
crescono (e si modificano) i servizi alle famiglie*
◦ il ruolo della donna
◦ la struttura della famiglia e della parentela
◦ i differenti costumi sociali: età parto, separazioni, invecchiamento, ecc.
la PA tra spinte all’efficienza e pressione della D di lavoro

Diversi criteri di classificazione delle attività terziarie


N
Criterio merceologico :
Trasporti e comunicazioni
Commercio
Credito e assicurazioni
Servizi per le imprese
.......
Criterio funzionale :
Servizi per le famiglie
Servizi per la collettività
Servizi per le imprese
Attività quaternarie
In base al raggio geografico dell’utenza e alla frequenza con cui si accede
al servizio
I servizi comuni: quelli ai quali accedono con frequenza giornaliera o settimanale
buona parte delle famiglie e delle imprese
I servizi di livello medio: quelli ai quali si accede con frequenza mensile-annuale
I servizi rari: quelli ai quali si ricorre eccezionalmente

Concetti Chiave
Soglia: la distanza corrispondente al numero di utenti minimo necessario affinché i fornitori di beni e servizi
operino in modo da
coprire i costi di vendita o di produzione e ottengano un normale margine di profitto (perimetro di un
bacino d’utenza)
◦ Venditore : N° MINIMO DI CLIENTI NECESSARI PER SVOLGERE L’ATTIVITA’
◦ Cliente : MASSIMA ACCESSIBILITA’
Portata: distanza massima che un utente è disposto a percorrere per accedere ad un bene o servizio
offerto da una località centrale,

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oppure, dal punto di vista del venditore, il raggio dell’area di mercato più grande all’interno della quale egli
sarà in grado di
attrarre i consumatori
◦ Venditore : N° MASSIMO DI CLIENTI CHE SI POSSONO SODDISFARE
◦ Cliente : LIMITE DELLA ACCESSIBILITA’
PREZZO EFFETTIVO = COSTO BENE + COSTO TRASPORTO
RANGO: LIVELLO DEL SERVIZIO
GERARCHIA: ORDINE DEI CENTRI SECONDO IL RANGO
I SERVIZI SI POSSONO “ORDINARE” SECONDO IL RANGO E IL TIPO DI FREQUENTAZIONE

Diversi criteri di classificazione delle attività terziarie


Le attività terziarie tendono a distribuirsi sul territorio secondo una logica gerarchica
Centri che posseggono un elevato numero di attività del settore quaternario o i servizi del
terziario superiore più specializzati e strategici (es. New York, Parigi …)
Centri provvisti di un terziario comune (centri con meno di 3.000 abitanti)
L’organizzazione gerarchica di un centro non corrisponde alla quantità di popolazione residente, ma alle
funzioni terziarie di diverso livello che vi si esercitano

Il punto in cui la quantità domandata diventa pari a zero (nel piano zero)
individua la "portata" del servizio, ossia il limite massimo oltre il quale non ci
sarà domanda del bene da parte dei consumatori.
◦ Ad esempio nelle aree di estrema periferia e lontananza dal centro il prezzo del bene inclusivo dei costi di
trasporto diventa proibitivo o poco competitivo rispetto ai beni sostituti.
Nell'analisi geoeconomica del mercato non esiste un prezzo unico per una merce ma infiniti prezzi pari ai
punti del raggio originato dal luogo centrale fino allafrontiera della portata del servizio.

Il Modello delle “località centrali” di Christaller


(1933)
Oggetto: L’organizzazione spaziale degli insediamenti nella Germania Meridionale
Risultato:
Spiegare la distribuzione geografica dei centri in funzione dell’offerta di servizi alla
popolazione del territorio circostante
Il modello si fonda su alcune ipotesi semplificatrici :
Lo spazio è isotropico ed isomorfo, il costo degli spostamenti è proporzionale alla
distanza fisica ed è a carico del
consumatore; il territorio è uniformemente pianeggiante;
Vi è una distribuzione omogenea della popolazione e del potere d’acquisto (stesso
reddito), la loro domanda di beni e servizi
è uguale;
Tutte le zone di questa ipotetica pianura debbono essere servite da una località centrale che
provvede alla fornitura di beni, servizi e
funzioni amministrative a beneficio del territorio circostante;
Gli agenti economici hanno un comportamento razionale:
- I consumatori cercano di ridurre il più possibile le spese di trasporto acquistando
prodotti/servizi nella località centrale più vicina;
- I fornitori cercano di massimizzare i profitti localizzandosi sul territorio in modo tale da disporre
del mercato più vasto possibile ponendosi, quindi, alla maggiore distanza possibile l’uno dall’altro.

Il Modello delle “località centrali” di Christaller (1933)


Teoricamente ogni Località centrale dispone di un’area commerciale di forma circolare ….. ma “spazi vuoti”
non serviti.
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La tendenza nella distribuzione/fornitura dei vari servizi sarà, secondo Christaller, quella di coprire il
mercato il più possibile tanto che le varie aree di mercato finiranno con il sovrapporsi e con lo partirsi
‘equamente’ gli spazi residui..

Il Modello delle “località centrali” di Christaller (1933)


….. di fatto, la distribuzione delle Località centrali si presenta come un susseguirsi di coni di domanda di
forma esagonale, Le Località Centrali che riescono ad erogare un numero di servizi maggiori vengono
definite come Centralità di rango superiore (il rango di un servizio è direttamente proporzionale alla sua
portata). > Maggiore è il rango migliore sarà la posizione della centralità nella scala gerarchica delle
relazioni urbane
Ogni Centro produce il bene relativo al suo livello gerarchico e tutti i beni di ordine inferiore;
Per ciascun Centro di ordine superiore esistono, a cascata, una pluralità di centri di ordine inferire, fino a
raggiungere le agglomerazioni di livello più basso

LOCALITA’ CENTRALE
E AD ESSA SI RIVOLGERA’ LA CLIENTELA DEI CENTRI VICINI CHE ESSENDO DOTATI DI UNA OFFERTA MENO
QUALIFICATA SONO DI RANGO INFERIORE
SI DICE ALLORA CHE LA SUA POSIZIONE NELLA SCALA GERARCHICA E’ N° 1 (CITTA’ PRIMATE)
IN OGNI AMBITO TERRITORIALE (REGIONE) E’ COSI’ POSSIBILE INDIVIDUARE LA GERARCHIA URBANA E
PERCIO’ VERIFICARE SE VI E’ UNA ADEGUATA OFFERTA DI SERVIZI (“COPERTURA URBANA”).

Le critiche al Modello di Christaller


Non è applicabile a tutti gli insediamenti perché prende in considerazione solo i centri di servizio e non
tiene conto del ruolo sociale di altre attività come l’industria manifatturiera e l’agricoltura
Non è realistico, là dove rappresenta i centri distribuiti in modo geograficamente equilibrato
Non tiene conto delle differenze rurali e storiche dei territori, né dell’evoluzione e delle trasformazioni
socio-economiche
Non è realistica l’assunzione che consumatori e fornitori abbiamo un comportamento sempre razionale
Non vengono considerati i fenomeni di agglomerazione ed urbanizzazione che, attraverso processi
cumulativi di crescita, hanno accelerato lo sviluppo di determinati centri, a scapito di altri
Lösch (1940) e Isard (1956) riprendono il modello di Christaller perfezionandolo

Le Teorie della Diffusione


Hudson (1969) cercò di spiegare il modello di insediamento della Iowa orientale nel periodo 1860-1960, con
l’obiettivo principale di combinare le teorie della diffusione con quella delle località centrali
Hudson individuò tre fasi di diffusione degli insediamenti
1. la colonizzazione: dispersione degli insediamenti nel nuovo territorio
2. l’espansione: la crescita della densità della popolazione crea nuclei di insediamento e genera una
pressione sull’ambiente fisico e sociale
3. la competizione: conferisce regolarità al modello di insediamento
Egli dimostrò che gli insediamenti crescevano con una certa regolarità, soprattutto in quelle parti del
mondo dove la distribuzione non è regolata da pianificazione esterna.

Strutture urbane: evoluzione dei rapporti centro-periferia


Città industriale - dominazione
◦ poli di sviluppo > centri di crescita
◦ attività motrici, legami intersettoriali
◦ centro > periferia
54Silvia Grandi ©

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Città commerciale - gerarchia


– località centrale
– dimensione del servizio offerto
– Periferia > centro

LEZIONE 7

La sviluppo una definizione sfuggente nell’era dell’incertezza

significati che cambiano a seconda del contesto culturale di riferimento e delle idee politiche
evoca un’aspirazione dell’uomo verso qualcosa di maggiormente desiderabile rispetto al tempo di
riferimento
dibattito sempre aperto ed in continua evoluzione
concezione sostanzialmente filosofica, politica e relativa
potrebbe non esserci una definizione corretta di sviluppo o di “sviluppato” per un’area del mondo
(Hodder,2000)
la rappresentazione dell’immagine della società, delle sue traiettorie evolutive, sia desiderate idealmente
sia effettivamente percorse.
Lo sviluppo quindi, nell’accezione moderna ispirata al lavoro di Karl Polanyi, The Great Trasformation,
implica un cambiamento della società intenzionale in linea con degli obiettivi espliciti (Hettne, 2009).

Sviluppo & Potere


L’approccio allo sviluppo influenza la politica la politica influenza la geografia(Agnew, 2002)
>la geografia politica moderna e la Geopolitica

Sviluppo, Cultura e Geografia Politica


Gli aspetti di cambiamento sociale, economico e ambientale pervasivo integrati tra scala locale e globale,
danno allo sviluppo una dimensione geopolitica e politico economica in quanto le scelte in questo campo
influiscono sugli equilibri tra nazioni e stati (Hettne, 2009).
I soggetti, gli agenti, non sono solo gli Stati ma anche le forze che agiscono dall’alto come le Organizzazioni
Internazionali, dal basso come i regionalismi e dai lati (ad esempio: i fondamentalismi transnazionali o
religiosi e la finanza internazionale), pertanto la cooperazione allo sviluppo in senso lato è un tema centrale
nella costruzione delle relazioni tra territori

Molte questioni relative allo sviluppo, soprattutto riguardanti le componenti socio-politica ed economica,
sono radicate nella concezione e nel riconoscimento o meno delle aggregazioni socio-politiche nel
territorio:
Etnia >la comunità fondata su una stessa lingua e propria cultura materiale e spirituale, cementata da una
coscienza o consapevolezza di formare un’unità originale distinta dagli altri gruppi
Nazione >un popolo aggregato intorno alla volontà di essere o di diventare un soggetto politico autonomo
arteficedella propria storia
Stato >si riferisce a una parte di territorio in cui risiede una porzione di umanità ed in cui agisce una
sovranità organizzatrice

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Stato & Nazione ESEMPI


Nazioni senza Stato
Palestinesi , Curdi, Minoranze
Stati plurinazionali
Regno Unito, Belgio, Spagna, Russia, etc
Stati senza nazione
San Marino, creazione «artificiale» di stati
Nazioni vs nazionalismi*; comunità immaginate;
*idee, dottrine e movimenti che sostengono l'importanza del concetto di identità nazionale e di Nazione,
intesa come collettività ritenuta depositaria di valori tipici e consolidati del patrimonio culturale e spirituale
di un popolo/etnìa, essendo tale patrimonio la risultante di uno specifico percorso storico

Geografia politica moderna & Geopolitica


Gli Stati sono in competizione tra loro per l’acquisizione dello “spazio vitale”
La geografia politica si interessa della distribuzione spaziale dei fenomeni politici e della loro influenza
sui fattori geografici (fondatore Ratzel, 1897)
La geopolitica studia la relazione inversa: cioè l’influenza dei fattori geografici, sia fisici che umani, sulle
analisi, le scelte, le azioni politiche in relazione a quelle degli altri soggetti politici operanti nel medesimo
territorio (fondatore politologo svedese Rudolph Kjellen, 1899)
Il tema dello sviluppo individuato come “le leggi della crescita” si trova già nel 1897 in Politische Geographie
di Friedrich Ratzel(1844-1904).
Ratzel esplicita suggestioni del rapporto tra i temi geografici e quelli che caratterizzano alcune delle
questioni sullo Sviluppo

lo spazio degli Stati cresce al crescere della sua popolazione;


la crescita territoriale è conseguenza dello sviluppo degli altri aspetti
lo stato cresce assorbendo Stati minori
la frontiera non è permanente;
Durante la crescita lo stato assorbe territori politicamente utili;
la spinta a crescere è conseguenza dello sviluppo civile;
la tendenza alla crescita si trasmette da stato a stato
fusioni territoriali possono avvenire tra popoli che perseguono lo stesso processo di crescita
(visione deterministica)

La concezione dello sviluppo

lo sviluppo come conquista,


lo sviluppo come modernizzazione,
lo sviluppo come progresso
lo sviluppo come crescita economica,
lo sviluppo umano,
lo sviluppo sostenibile,
Lo sviluppo alternativo (post-sviluppo; anti-sviluppo; decrescita; etc.)

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EVOLUZIONE STORICA MA ANCHE COESISTENTI


Sviluppo vs Crescita
“crescere” significaaumentare di dimensione, prevalentemente per aggiunta di materia, mentre svilupparsi
sottende l’espansione o la realizzazione della potenzialità di raggiungere una condizione migliore (Vallega,
1994, pp. 10-11).
crescita aumento quantitativo
sviluppo soprattutto un miglioramento qualitativo, accompagnato, eventualmente, anche da un più
modesto o più graduale e duraturo processo di crescita.

L’attenzione alla questione Nord-Sud e ai PVS


La carestia del Biafra del 1968 è stata la prima occasione in cui l’attenzione dei media si è rivolta alla
questione della geografia della fame scatenando un’onda di interventismo umanitario che è un’eredità
duratura.

Sviluppo Umano
“un processo di espansione delle libertà reali godute dagli esseri umani” (Amartya Sen, 1999)
“ l’obiettivo dello sviluppo è espandere le possibilità di scelta delle persone[…] ambente ove le persone
possano godere di un vita lunga, in salute e creativa”(MahbubulHaq, 2009)
“un processo di ampliamento delle possibilità umane che consenta agli individui di godere di una vita lunga
e sana, essere istruiti e avere accesso alle risorse necessarie a un livello di vita dignitoso” nonché di
godere di opportunità politiche(UNDP, 2009)

L’indice di Sviluppo Umano


(ISU) o Human Development Index (HDI nell’acronimo inglese) composto dai seguenti indicatori:
–lo standard di vita, rappresentato da un reddito “decente”, sintetizzato dal prodotto interno lordo (PIL)
pro capite;
–il livello di salute, rappresentato dalla speranza di vita alla nascita;
–la conoscenza, calcolato in base all’indice di alfabetizzazione degli adulti e dal numero effettivo di anni di
studio.

Dichiarazione del millenniodell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite


e relativi obiettivi (MilleniumDevelopment Goals-MDG):
ridurre della povertà (e quindi una più equa distribuzione della ricchezza);
garantire la sicurezza alimentare e la salute;
continuare a diffondere l’educazione primaria nell’infanzia e
rafforzare il ruolo della donna nella società

Oltre al PIL: indicatori di benessere, progresso sociale e felicità


le misure dovrebbero includere una maggiore attenzione alla distribuzione del reddito, ai redditi delle
famiglie e al consumo di beni e servizi fondamentali; settori come la sanità, l'istruzione, l'ambiente, i
cambiamenti climatici e la felicità vengono indicati come componenti dello sviluppo.
un sistema orientato sulla misurazione della produzione ci si dovrebbe spostare verso uno incentrato sul
benessere delle generazioni attuali e future. Inoltre, tra le raccomandazioni viene indicato come sia
necessario spostare l’attenzione verso il reddito ed il consumo in sede di valutazione del benessere
materiale (Stigliz, Sen e Fitoussi, 2009).
Felicità Interna Lorda o FIL (in lingua inglese Gross National Happiness—GNH) -La felicità così intesa va
oltre ad una concezione materiale, è basata su valori spirituali del credo tradizionale, radicata al
patrimonio culturale e all’Heritage della popolazione, così come lo “sviluppo individuale, la sacralità della

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vita, la compassione degli altri, il rispetto per la natura, l'armonia sociale e l'importanza del
compromesso. Lo sviluppo è quindi inteso come un equilibrio tra lo sviluppo economico e la felicità e la
pace, lasciando a quest’ultime la preferenza in caso di conflitto” (Ezechieli, 2003).

Conferenza ONU sull'Ambiente Umano di Stoccolma

L'inizio del percorso culturale e politico relativo allo sviluppo sostenibile


Nasce il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (United Nations Environment Programme-UNEP)
Si afferma l'opportunità di intraprendere azioni tenendo conto non soltanto degli obiettivi di pace e di
sviluppo socio-economico del mondo, per i quali «la protezione ed il miglioramento dell’ambiente è una
questione di capitale importanza», ma anche avendo come «obiettivo imperativo» dell'umanità «difendere
e migliorare l'ambiente per le generazioni presenti e future».

Nel 1983 viene istituita dall'ONUl aCommissione Mondiale su Sviluppo e Ambiente


presieduta dall'allora premier norvegese Gro Harlem Brundtland, Nel 1987 venne pubblicato il cosiddetto
Rapporto Brundtland «Il nostro futuro comune»
“per sviluppo sostenibile si intende uno sviluppo in grado di assicurare «il soddisfacimento dei bisogni della
generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri”
[Rapporto Brundtland, OurCommon Future, 1987]

Due modi di intenderlo:


Sostenibilità Debole
•Ogni generazione potrebbe quindi degradare gli ambienti a patto di rimpiazzarli con ricchezza capitale
prodotto dall’uomo
Sostenibilità Forte
•È imperativo che la generazione corrente lasci alle future lo stesso insieme di capitale naturale e questo
non può essere sostituito con capitale artificiale prodotto dall’uomo

1992 Summit Mondiale della Terra (RIO)


ha consolidato il principio dello sviluppo sostenibile attraverso la sua formalizzazione negli atti adottati a
conclusione del Vertice:
la Dichiarazione di Rio su Ambiente e Sviluppo,
l’Agenda 21
la Dichiarazione sulla gestione, la conservazione e lo sviluppo sostenibile delle foreste.
Trattati ambientali aperti alla firma a Rio:
la Convenzione sui cambiamenti climatici (entrata in vigore nel 1994 e lo strumento attuativo della
Convenzione è ilProtocollo di Kyoto, che verrà sottoscritto nel 1997
la Convenzione sulla biodiversità (entrata in vigore nel 1993).

Misurare la sostenibilità
livello di cambiamento tollerabile a livello locale (Carrying Capacity) o globale (Ecological Footprint) da esso
generato.
capacità di carico degli ecosistemi può essere definita come la capacità naturale che un ecosistema
possiede di produrre in maniera stabile le risorse necessarie alle specie viventi che lo popolano, senza rischi
per la sopravvivenza.
impronta ecologica misura la “porzione di territorio” (sia essa terra o acqua) di cui una popolazione
necessita per produrre in maniera sostenibile tutte le risorse che consuma e per assorbire i rifiuti.
L’impronta ecologica di qualsiasi popolazione (dal livello individuale fino al livello di città o di nazione) è il

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totale della terra e del mare ecologicamente produttivi occupati esclusivamente per produrre tutte le
risorse consumate e per assimilare i rifiuti generati da una popolazione.
In analogia sono stati sviluppati i concetti di Socio-CulturalCarryingCapacitye diLimits for
AcceptableChange(LAC)per evidenziare la capacità di una comunità di assorbire un cambiamento o il limite
di accettabilità di un cambiamento, ad esempio sotto la pressione dell’attuazione di un intervento di
sviluppo turistico (Mansfelde Jonas, 2006; Mansfeld, 2009).

L’impronta ecologica
Indicatore utilizzato per valutare il consumo umano di risorse naturali rispetto alla capacità della Terra di
rigenerarle.

2002 –Rio+10 Summit Mondiale della Terra a Johannesburg (Sud Africa)


Ha rafforzato il ruolo dell’elemento sociale e dell’inclusione nello sviluppo sostenibile
Riduzione della povertà (Obiettivi del Millennio)
Piano di attuazione
Tuttavia non ha dato gli esiti sperati

2012 –Rio+20 Summit Mondiale della Terra a Rio (Brasile)


Il più grande evento mondiale partecipato anche dal basso
Riconoscimento del ruolo sostanziale della società civile
Presa d’atto del ruolo della Green Economy
Documento “Il futuro che vogliamo” -sette tematiche: lavoro, energia, sostenibilità nelle città, sicurezza
alimentare e agricoltura sostenibile, acqua, oceani, catastrofi naturali.
Prepara le basi per gli obiettivi post 2015
Dagli Obiettivi del Millennio agli Obiettivi ai Sustainable Development Goals(e relativi indicatori)
Tuttavia anche in questo caso non ha dato gli esiti sperati

Altre conferenze & impegni internazionali


il programma d'azione per lo sviluppo sostenibile dei piccoli Stati insulari (Programma d'azione di Barbados)
e la Strategia delle Mauritius per l'ulteriore attuazione del programma di azione per lo sviluppo sostenibile
dei piccoli Stati insulari.
Programma di azione per i paesi meno sviluppati per il decennio 2011-2020 (Programma di Azione di
Istanbul),
il Programma d’azione di Almaty: affrontare le esigenze dei Paesi in via di sviluppo senza sbocco sul mare,
la Dichiarazione politica sui bisogni dello sviluppo in Africa e la nuova collaborazione per lo sviluppo
africano.
la Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite(2000)
il Documento mondiale conclusivo del vertice del 2005,
il Monterrey Consensus della Conferenza Internazionale sul finanziamento per lo sviluppo,
la Dichiarazione di Doha sul finanziamento per lo sviluppo,
il documento finale della riunione plenaria di alto livello dell’Assemblea generale sugli Obiettivi di Sviluppo
del Millennio,
il programma d’azione della Conferenza internazionale su popolazione e sviluppo,
Il programma d’azione della Conferenza internazionale sulla popolazione e sullo sviluppo,
la Dichiarazione e la Piattaforma d’azione di Pechino

Non tutto è sviluppo sostenibile ciò che è verde


Dal 2008, con l'inizio della crisi, questo fenomeno è cresciuto del 1000%.
La domanda di terra vola. Gli investitori cercano dove coltivare cibo per l'esportazione, o semplicemente
per fare profitto. Si assiste al fenomeno di LAND GRABBING.
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Secondo le recenti previsioni fatte dall'International Energy Agency(IEA) sul consumo di biocarburanti, per il
2040 si stima che saranno necessari alla loro sussistenza 100 milioni di ettari agricoli. Ciò si tradurrà in un
aumento del 333% della terra impiegata per la produzione di agro-energie in appena quarant'anni.
Competizione dell’uso del suolo

Le critiche allo sviluppo sostenibile & altre vie per il futuro


Sviluppo contro Crescita
Green washing–«Lavar col Verde»
Correnti post-sviluppiste (Latouche& La decrescita)
Paradigma scientifico-tecnologico
Paradigma economico-finanziario

la cassetta degli attrezzi


Analisi, Valutazioni, Life CycleAssesment,
Normative, Controlli
Incentivi & schemi PPP («chi inquina paga»)
Etichettature, Certificazioni, Bilanci di sostenibilità
Educazione & Informazione
Programmi e progetti dedicati
Ricerca & Sviluppo
Consapevolezza & Moralsuasion
È un modo di pensare

Cooperazione Internazionale allo sviluppo: principi, attori e metodi


Gli obiettivi futuri dei donatori(L’agenda di Roma, 2003):
Armonizzazione
◦Semplificazione
◦Condivisione delle informazioni
◦Programmi congiunti
Allineamento
◦Alle priorità dei paesi beneficiari
◦Adattamento agli usi dei sistemi locali
Più ownership dei paesi in via di sviluppo
◦SVILUPPO ENDOGENO VS ESOGENOUS BOTTOM-UP (dal basso verso l’alto) VS TOP-DOWN (dall’alto verso
il basso)

Attori
Recipients(“riceventi” o “recettori” o “beneficiari”)

Donors (Donatori):
Organizzazioni Bilaterali
Istituzioninazionali(Ministreri, Agenzie)
Istituzioni Regionali e locali
Multilateral Organisations (Organizzazioni Multilaterali):
Sistema Nazioni Unite
Banche di Sviluppo
Altri
Non-Governative Actors (ONG)
Società civile e ONG
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Fondazioni Private(es: Gates’ Foundation)


Altri:
DAC –Development Assistance Committee (OCSE)
Networks

Le ONG
Hanno assunto una rilevanza centrale soprattutto a partire dagli anni Novanta sono le NGO-Non
Governamental Organisationo ONG-Organizzazioni Non Governative.
Queste sono organizzazioni legalmente costituite, create da persone fisiche o giuridiche di natura privata,
quindi senza partecipazione o forme di rappresentanza di qualsiasi governo +ONG internazionale «qualsiasi
organizzazione internazionale che non è fondata con un trattato internazionale»(UN)
In base alla scala territoriale di riferimento si possono identificare le ONG, nazionali e locali (o community-
based)
ONG operativa-scopo primario progettazione e realizzazione di progetti di sviluppo,
ONG d’opinione(AdvocacyONG)-difendere e portare avanti cause specifiche

Organizzazione delle Nazioni Unite,ONU


La più estesa organizzazione internazionale, comprendendo la quasi totalità degli Stati del pianeta
(192membri)
La sede principale è New York e il Segretario Generale è BanKi-Moon.
Nata tra il 1944 e il 1945. Ne gettarono le basi le potenze anti-naziste(Unione Sovietica, Regno Unito, Stati
Uniti,e Cina).
Sistema delle Nazioni Unite (org.Nate sulla base dell’ONU: esempi UNDP, UNIDO, UNEP, FAO, etc.)

Scopi e Principi della Nazioni Unite


1.mantenere la pace e la sicurezza internazionale;
2.promuovere la soluzione delle controversie internazionali e risolvere pacificamente le situazioni che
potrebbero portare ad una rottura della pace;
3.sviluppare relazioni amichevoli tra le nazioni sulla base del rispetto del principio di uguaglianza tra gli Stati
e l'autodeterminazione dei popoli;
4.promuovere la cooperazione economica e sociale;
5.promuovere il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali a vantaggio di tutti gli individui;
6.promuovere il disarmo e la disciplina degli armamenti;
7.promuovere il rispetto per il diritto internazionale e incoraggiarne lo sviluppo progressivo e la sua
codificazione.

Le organizzazioni di Bretton Woods


La Conferenza di Bretton Wood si tenne nel 1944 (delegati di 44 nazioni delle nazioni alleate. Si preparò:
la politica monetaria e finanziaria (presentati il piano White e Keynes, prevalse il primo; dollaro agganciato
al valore dell’oro gold Exchange standard–finì nel 1971)

le basi per il GATT (Accordo generale sulle tariffe e sul commercio internazionale)

Decisione di istituire:
Banca Mondiale
Fondo Monetario Internazionale
WTO –Organizzazione Mondiale per il Commercio (1995)

13
14

OECD (OCSE)
Nacque per gestire il Piano Marshall, poi convertita negli anni ‘60 come forum dei governi
democratici volta a svolgere studi economici per i paesi membri.
Questi sono i paesi sviluppati aventi in comune un sistema di governo di tipo democratico ed un'economia
di mercato.
L'organizzazione svolge prevalentemente un ruolo di assemblea consultiva che consente un'occasione di
confronto delle esperienze politiche, per la risoluzione dei problemi comuni, l'identificazione di pratiche
commerciali ed il coordinamento delle politiche locali ed internazionali dei paesi membri.
Membri: Australia, Austria, Belgium, Canada, the Czech Republic, Denmark, Finland, France,
Germany, Greece, Hungary, Iceland, Ireland, Italy, Japan, Korea, Luxembourg, Mexico, the
Netherlands, New Zealand, Norway, Poland, Portugal, the Slovak Republic, Spain, Sweden,
Switzerland, Turkey, the United Kingdom and the United States. Recenti: Israele, Cile, Estonia e
Slovenia

La cooperazione allo sviluppo in italia: governativa e decentrata


QUADRO EVOLUTIVO ITALIANO
Alcune tappe evolutive
◦Le leggi sulla Somalia
◦La collaborazione tecnica con i PVS (1962)
◦La legge “Pedini” sul volontariato
◦Legge per la “Cooperazione tecnica con i PVS” (1971)
◦Legge “Ossola” (1977) Crediti finanziari per la cooperazione internazionale
◦Cooperazione allo sviluppo (L.38/1979), nascita del DIPCO
◦Intervento straordinario, il FAI (L.73/85)

QUADRO EVOLUTIVO ITALIANO


La L. 49/1987 -La cooperazione allo sviluppo è
◦“parte integrante della politica estera dell’Italia e persegue obiettivi di solidarietà tra i popoli e di piena
realizzazione dei diritti fondamentali dell’uomo, ispirandosi ai principi sanciti dall’ONU e dalle convenzioni
CEE-ACP
◦“finalizzata al soddisfacimento dei bisogni primari ed in primo luogo alla salvaguardia della vita umana […]
alla autosufficienza alimentare, alla valorizzazione delle risorse umane, alla conservazione del patrimonio
ambientale, all’attuazione ed al consolidamento dei processi di sviluppo endogeno ed alla crescita
economica, sociale e culturale dei PVS […] al miglioramento della condizione femminile, dell’infanzia ed al
sostegno della promozione della donna”

Attori e Ruoli operativi


Donatori /Finanziatori
Paesi riceventi
Programme manager
Project manager

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15

Expert
Evaluator

COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO ATTUALE


Comprende attività pubbliche e private impostate ed attuate nei modi previsti dalla legge e collocate
prioritariamente in programmi plurisettoriali concordati in appositi incontri intergovernativi con i paesi
beneficiari su base pluriennale e secondo criteri di concentrazione geografica
Inclusi sono gli interventi straordinari destinati a fronteggiare eventi di calamità, situazione di denutrizione
e carenze igienico sanitarie che minacciano la sopravvivenza di popolazioni (“EMERGENZA”).
I finanziamenti non possono essere usati direttamente o indirettamente per finanziare attività di carattere
militare

Programma e Progetto

Un progetto è un insieme non divisibile di operazioni da realizzare in tempi definiti e con risorse prestabilite
che produce flussi durevoli di benefici a favore di un definito destinatario
Un programma è un’insieme di progetti tra loro coordinati

LA COOPERAZIONE DECENTRATA
"L'azione di cooperazione allo sviluppo svolta dalle Autonomie locali italiane, singolarmente o in consorzio
fra loro, anche con il concorso delle espressioni della società civile organizzata del territoriodi relativa
competenza amministrativa, attuata in rapporto di partenariato prioritariamente con omologhe istituzioni
dei PVS favorendo la partecipazione attiva delle diverse componenti rappresentative della società civile dei
paesi partner nel processo decisionale finalizzato allo sviluppo sostenibile del loro territorio."

(Linee di indirizzo e modalità attuative -D.G.C.S. del M.A.E.; marzo 2000)

SOGGETTI DELLA COOPERAZIONE DECENTRATA


M.A.E.
Autonomie locali(Regioni,Provincie autonome, Enti Locali)
U.E.
Amministrazioni locali
Associazioni del settore privato con interessi locali
Sindacati e Cooperative
Chiese e ONG

La cooperazione a scala europea


Sviluppo nell’UE
Nell’ambito delle politiche europee il tema dello sviluppo è ricorsivo e ingrediente fondamentale del
progetto politico dell’Europa.
Significatosi declina in varie sfumature in base agli ambiti tematici, geografiche settoriali di riferimento.
Nella strategia Europa 2020
si auspica una “Crescita intelligente, sostenibile e inclusiva”
uno slogan che rappresenta emblematicamente la sintesi della mediazione politica tra le linee teoriche di
sviluppo quella tecno-economica, quella sostenibile e umana.

La cooperazione UE
Anche la parola cooperazione presenta di fatto significati variabili, soprattutto in relazione a confini interni
o esterni. In particolare la cooperazione dell’UE può essere classificata in tre categorie principali e due
15
16

posizioni intermedie in base alla “vicinanza” ai processi di europeizzazione o ai confini dell’Europa:


–cooperazione interna, essenzialmente basata sulla declinazione delle politiche di coesione socio-
economica, sviluppo tecnologico e tutela ambientale, tra cui la cooperazione territoriale europea
rappresenta l’esempio più significativo in termini geografici;
–cooperazione esterna allo sviluppo che l’UE intrattiene con paesi terzi in via di sviluppo;
–cooperazione con i paesi in accessione, volta all’acquisizione dell’aquis comunitarie dei paesi che hanno
siglato gli accordi di pre-accessione e accessione all’UE e la cooperazione con i paesi vicini non in
accessione, ma comunque confinanti per via terrestre o marittima con l’Unione e in cui questa esercita o
vorrebbe tendere ad aver un’influenza geopolitica forte.

LEZIONE 8

Rurale
NON URBANO
UOMO NATURA
AGRICOLTURA & ALLEVAMENTO ATTIVITA’ PRIMARIA DELL’UOMO
RITI e CREDENZE
PAESAGGIO RURALEPALINSESTO DELLA STORIA MILLENARIA [Dagradi]

Bibliografia Lucio Gambi


L. Gambi,(1949), L’insediamento umano nella regione della bonifica romagnola,CNR, Bologna Reprint
Bologna 2008
L. Gambi,(1950), La casa rurale nella Romagna, Centro di studio per la geografia etnologica, Firenze.
Reprint Bologna 2011

Il Paesaggio
HUMBOLT SUSCITÒ L’INTERESSE GEOGRAFICO SUL PAESAGGIO PORTANDOLO DAL LINGUAGGIO COMUNE
A SENSO SCIENTIFICO, RIFACENDOSI A CONCETTI ESTETICI LETTERARI E DELLE ARTI FIGURATIVE
RIPORTANDOLI ALL’INDAGINE GEOGRAFICA

Paesaggio –definizione istituzionale


«“Landscape” means an area, as perceived by people, whose character is the result of the action and
interaction of natural and/or human factors»
Possibile traduzione«Zona o territorio, quale viene percepito dagli abitanti del luogo o dai visitatori, il cui
aspetto o carattere derivano dalle azioni di fattori naturali e/o culturali (antropici)»

Per la geografia culturale, gli aggregati di interesse principali sono:


Genere di vita
Regione
Paesaggio

16
17

Il paesaggio per la geografia culturale è:


Finestra attraverso cui è possibile esplorare come possa avere luogo una rappresentazione del territorio
su base semiotica

 L’arena per ragionare sia sul rapporto che lega:


il simbolo con il referente (oggetto, realtà territoriale)
forte contenuto metaforico (il simbolo à qualcosa di vago, incerto che sta al posto di
qualcos’altro
Il simbolo con il significato
i simboli radunati attraverso il discorso che ne fa il soggetto diventano la visione esistenziale che ne
fa il soggetto,
esprime l’emozione, reazioni psichiche ai processi sensoriali

Approccio culturale spiritualista:


«Osservare il paesaggio, non con il distacco oggettivo […] ma con la partecipazione di tutto il patrimonio
culturale, tenendo ben presente che per accostarsi a quel paesaggio è necessario un atteggiamento storico
e spirituale che riporti l’osservatore nel pathos temporale dal quale esso trasse origine e del quale tramanda
le emozioni»
[Andreotti, 1996]

Fondamenti della società rurale


«le società rurali hanno quasi sempre mirato a fondare la sussistenza sull’armonico accostamento di
piante attraverso una precisa ripartizione dei terreni e dei lavori.
I sistemi colturali si ripetono con rigidità per secoli ed entrano nel folclore:
su questi sistemi rurali il contadino modella le opere e i giorni, ad essi collega usanze e pregiudizi.»
[Dagradi, 2003]

Attività possibile
1.Prendere in considerazione uno spazio di cui si abbia una buona conoscenza personale e di farne un
oggetto di indagine
2.Identificare i luoghi rilevanti per la presenza di simboli che rimandano alla relazione con natura, società e
trascendenza
◦Per ogni luogo si identificano i simboli e i significati (valori, narrazioni, credenze, etc) cui essi conducono
testuale, ove si considerano opere (testi letterari, musicali, arti figurative, monografie geografiche, etc.) che
contengano indicazioni al riguardo
◦Livello contestuale
◦Livello, compiendo un’esplorazione del territorio ed eseguendo rilevazioni
3.Elaborare una carta generale dei valori simbolici avendo cura soprattutto della dimensione estetica e

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spirituale del paesaggio


4.Predisporre un testo d commento

LEZIONE 9

Turismo & Modelli Turistici

Obiettivo
Cos’è il turismo?
Evoluzione e perché?
Classificazione (caratteri e motivazioni)
Principali indicatori
arrivi, presenze, spesa
permanenza media (presenza/arrivi)
Modelli principali
Itinerari culturali
L’immagine dei luoghi

Breve storia del turismo


ORIGINI
Otium romano
Villeggiatura
Pellegrinaggi
Grand Tour
Turismo Termale
Disponibilità di un surplus di tempo libero e di denaro
turismo di massa (‘900)

Cos’è il turismo
Definizione dell’Organizzazione
Mondiale del Turismo Turismo
spostamento con permanenza oltre alle 24 ore
Escursionismo permanenza minore delle 24 ore

Tipologie Principali TURISMO


PROPRIO: • per svago, ricreazione, divertimento (diporto) o per motivi di ordine culturale (es: vacanza,

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sport ricreativo, shopping, festival culturali..) TURISMO


IMPROPRIO: per altre ragioni (es: Affari, Lavoro, Salute, Studio, etc.)

Elementi fondamentali
SPOSTAMENTO:
◦ Origine –Destinazione
◦ Collegamento - Viaggio (Percorso/Itinerario)
Indicatori statistici più comuni:
Arrivi (italiani e stranieri)
◦Presenze (= n di pernottamenti)
◦Permanenza media (Presenza / Arrivi)

Turismi
“ LOVE OF VARIETY ”
THE TOURIST SAT IS FACT ION INCREASES WITH THE VARI ETY OF LOCAL GOODS. AS
A CONSEQUENCE, THE DEMAND FOR ACCOMMODATION AND THE SHARE OF
BUDGET SPENT IN THE DESTINATION BOTH INCREASE WITH THE RICHNESS OF IT S
VARI ETY.
THI SIMPL IES THAT “CENTRAL PLANNER ” HAS TO:
Increase the variety of local goods and services (i.e., by favouring the development of local
firms, or merging in districts – the STL in the Italian case)
Support the preservation and the availability of natural resources
Support in raising funds to finance its activity (taxation of the extra-profits of the firms)

Modelli turistici
Mettono in evidenza alcuni aspetti del turismo
Modelli di circolazione
Modelli di distanza
Modelli di mobilità
Modelli di origine e destinazione
Modelli strutturali
Modelli di evoluzione
Ciclo di vita di una località turistica
Modelli reticolari & sistemici

Modello di Campbell
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descrive diverse modalità di movimento a partire


da un centro urbano.
I viaggiatori vengono raggruppati in diverse classi di
individui:
- ricreativi (fulcro: l’attività ricreativa in sé)
- vacanzieri (interesse sul viaggio e tappe)
- vacanzieri-ricreativi (base ed escursioni)

Modello di Thurot
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Fase 1 – Scoperta del luogo


◦ turismo ricco, pochi alberghi di classe alta
Fase 2 – Espansione del flusso turistico
◦ turismo medio-alto, alberghi di classe medio-alta
Fase 3 – Perdita dell’originalità
◦ turismo di massa, alberghi budget e low cost

Modello di Plog - Psicografico

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Destinazione Turistica
Destinazioni Monosemiche(Parco Naturale, La Mecca, Isola Maldive)
Destinazioni Polisemiche (Gerusalemme, Los Angeles)

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Destinazione turistica: definizioni


Might be a single district, a big city or a small town, a rural, mountain or a coastal area, clearly
shaped
(Davidson and Maitland, 1997)
A set of products, services, natural and artificial attractions able to draw tourists to a specific place
(Leiper, 1995; Martini, 2001; Pechlaner, 2000)
A package of tourism facilities and services, which like any other consumer product, is composed
of a number of
multi-dimensional attributes
(Hu and Ritchie,1993)
An amalgam of tourism products, offering an integrated experience to consumers
(Buhalis, 2000)
A supply system correlated with a specific area
(Tamma, 2002; Brunetti, 2002)
A particular type of district, sharing some of the features of industrial districts (positive externalities
on costs)
and of cultural districts (positive externality on quality).
◦ (Dallari, 2005; Candela e Figini, 2009)

Sistema Turistico locale


un contesto turistico omogeneo o integrato, comprendente ambiti territoriali appartenenti anche
a regioni diverse, caratterizzato dall'offerta integrata di beni culturali, ambientali e di attrazioni
turistiche, compresi i prodotti tipici dell'agricoltura e dell'artigianato locale, o dalla presenza
diffusa di imprese turistiche singole o associate"
(L. 29 marzo 2001 n.135, "Riforma della legislazione nazionale del turismo)

Itinerari turistici & culturali


“Quando si va verso
un obiettivo, è molto
importante prestare
attenzione al
cammino. E’ il
cammino che ci
insegna sempre la
maniera migliore di
arrivare, e ci
arricchisce mentre lo
percorriamo”
Paulo Coelho
“Il Cammino di
Santiago” ( 2001)

Itinerari perché?
Riscoperta dei valori territoriali secondari
L’articolazione e la riqualificazione dei prodotti turistici
Diversificare i prodotti turistici
Strumento per le politiche di dispersione o concentrazione dei turisti (ad esempio negli ecosistemi fragili)
Rafforzare l’elemento didattico
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Rinnovare l’offerta
Arricchire la visita con l’esperienza ed emozioni
….

Pianificazione dei Trasporti & Classificazione di viaggi


I viaggi Home Based si classificano secondo lo scopo
◦ Viaggi per lavoro
◦ Viaggi per studio (scuola)
◦ Viaggi per acquisti
◦ Viaggi per attività sociali e ricreative
◦ Viaggi per altri motivi (salute, burocrazia, etc.)
Periodo
◦ Viaggi effettuati nei periodi di punta
◦ Viaggi effettuati nei periodi non di punta
Tipologia del viaggiatore
◦ Livello del reddito
◦ Possesso d’auto
◦ Dimensione della struttura della famiglia
Ortuzar e Willumsen, 1990

La rete stradale
Schema a rete del percorso (grafo)
Dato un percorso stradale esso si può semplificare come un sistema a rete (network) formato da archi (strade)
e nodi (incontro di due o più strade).

Itinerario
un percorso geografico,
un percorso matematico,
un percorso mentale,
un nuovo prodotto turistico,
un bene culturale

Un itinerario è un processo decisionale


◦ mentale
◦ o automatizzato
che si basa sulla individuazione di elementi
◦ esistenti
◦ o da creare,
può essere perciò il risultato
◦ di un’analisi storica,
◦ di un’analisi tematica,
◦ di un’analisi ambientale/paesaggistica
◦ di un algoritmo di ottimizzazione matematica

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25

◦ di una progettazione ex-novo.

SCALA

• Tras-nazionali
• Trans-regionali
• Regionali

FILO CONDUTTORE

• un tema,
• una tipologia di beni culturali
• elementi legati alla produzione naturale o
Industriale

Itinerario come bene culturale complesso


Un itinerario è un nuovo tipo di bene culturale complesso che collega tra loro dinamicamente beni
culturali diversi od omogenei, creando un nuovo sistema di conoscenze. secondo logiche di turismo
“lento”, consente al viaggiatore di avere uno scambio culturale con i Luoghi e le persone che lì
vivono, in un paesaggio che è culturale ma anche vivente e non cristallizzato e adeguato alle esigenze del
turismo.

L'art. 148 del d.lg. 112/1998 e la smaterializzazione dei beni culturali


tra le attività da ricondurre ai compiti di Valorizzazione dei beni culturali
"l'organizzazione di itinerari culturali, individuati mediante la connessione fra beni culturali e ambientali
diversi".

Itinerario Culturale
Il primo modello di itinerario culturale è quello che segue le tracce di un antico cammino, di una strada
storica che nei secoli ha mantenuto la sua funzione.
◦ Pellegrinaggi
◦ Rotte
◦ Percorsi militari
Ha come obiettivo: la conservazione, la ricerca, la divulgazione, la cooperazione intra e interculturale

Programma Itinerari Culturali


Nel 1987 il Consiglio d’Europa lanciò il Programma
Itinerari Culturali
24 itinerari culturali
Contribuiscono alla visione di una identità europei che supera i confini nazionali e regionali
Mettono in rete i luoghi che nei secoli hanno conservato tracce e testimonianze della storia e della
cultura dei popoli, luoghi da tutelare, recuperare e valorizzare quali occasioni di crescita culturale e di
volano per lo sviluppo economico dei territori e, talvolta, di un Paese.

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Esempi
Il Cammino di Santiago di Compostela;
La Via Mozart;
Il patrimonio Al Andalus;
La Via Anseatica (Hansa);
L’Itinerario dei Vichinghi e dei Normanni;
L’Itinerario di San Martino di Tour;
La Via Francigena;
La Rotta dei Fenici: l’itinerario dell’interculturalità mediterranea.

La Rotta dei Fenici


connessione delle grandi direttrici nautiche che, dal XII secolo a.C. , furono utilizzate dal popolo dei
Fenici quali fondamentali vie di comunicazione commerciali e culturali nel Mediterraneo rete di siti
archeologici, etno- antropologici, culturali, naturali e di scambi culturali tra i popoli e i paesi del
Mediterraneo

La Rotta dei Fenici


obiettivi:
sviluppare una identità ed una immagine comune tra territori del Mediterraneo dalle caratteristiche
analoghe
sviluppare una rete di sistemi culturali e turistici in grado di affrontare la sfida dei mercati internazionali
far crescere le performance in termini di qualità dell’offerta e, come conseguenza, di quantità dei flussi
migliorare le strategie e le politiche territoriali per la fruizione compatibile del patrimonio mediterraneo
accrescere le forme di cooperazione internazionale per lo sviluppo di un prodotto turistico-culturale
mediterraneo di grande evidenza.

Percorso geografico
Il viaggio è il trasferimento da un luogo ad un altro e per estensione implica effettuare
un percorso. L’itinerario è il percorso adottato per lo svolgimento del viaggio o di una visita turistica
CIRCOLAZIONE

Strumenti alla base della progettazione di un


itinerario
Esperienza, Informazioni Culturali
Dati raccolti da indagini e test
Check-list (Liste di controllo) dedicate
Mappe e carte (anche mentali)
Emozioni (attori), sensorialità
Sistemi di supporto alle decisioni informatici
• pacchetti informatici di routing (off-line o web-based)
• sistemi di gestione GIS,
• sistemi GIS integrati con GPS
• altri pacchetti pacchetti informatici “tematici”

Scelta del percorso nella pianificazione dei percorsi automobilistici


urbani
Nel caso traffico automobilistico urbano la scelta è dominata dal

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fattore: tempo (ma % bassa che riescono a raggiungere l’obiettivo!)


Differenti utenti scelgono differenti percorsi quando si spostano tra
la stessa coppia Origine/Destinazione per:
◦ Effetti della congestione
◦ Differenze tra la percezione di che cosa costituisce il percorso migliore

Tuttavia…
per identificare un percorso turistico di successo bisogna tener conto in maniera integrata anche di
elementi:
- organizzativi e gestionali
- economici e finanziari
- socio-culturali e cognitivi
- geopolitici e ambientali

Elementi Principali per la determinazione di un percorso:


ELEMENTI ECONOMICI E FINANZIARI
costo del trasporto
margine operativo dell’attività turistica
reddito dei partecipanti
situazione dei cambi valutari
costi entrate in musei, siti, guide turistiche, etc.
costi hotel e ristorazione
costi assicurativi
eventuali benefit ed offerte degli operatori
…
ELEMENTI ORGANIZZATIVI E GESTIONALI
numero di persone coinvolte
mezzi di trasporto utilizzati
numero di giorni disponibili
orari dei mezzi di trasporto
partnership privilegiate del tour operator
…
ELEMENTI SOCIO-CULTURALI e COGNITIVI
obiettivi personali ed aspettative riposte nella
vacanza/escursione
età
stato di salute
abitudini alimentari
stato familiare (single, coniugato, con figli, etc)
personalità
tipo di vita condotta
livello sociale/culturale
gusti culturali
percezione del paesaggio
sistema sanitario del territorio visitato
disponibilità a pagare
…
ELEMENTI GEOPOLITICI e AMBIENTALI
• stagione dell’anno
• clima
• stabilità politica del luogo
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• distribuzione delle risorse ambientali


• distribuzione delle risorse storiche-culturali
• distribuzione delle risorse ricreative
•…

Sviluppi Tecnologici
Rendering (Sistemi CAD, Cinema 3D)
Viaggi Virtuali
Integrazione tecnologica (Routing, GPS,
telefonia, Realtà aumentata, ….)

Arte & Itinerari


- Arte intesa in senso classico «Patrimonio tangibile»
◦ esempio: Le chiese romaniche dell’Emilia-Romagna
- Performing Art
◦ esempio: London Walks: Jack the Ripper (con attori)
- Itinerario come progetto artistico
◦ Esempio: the Brooklyn Bridge (walk percettivo con artista)

Immagine del territorio e turismo

Territorio e Territorialità
Territorio: il progetto attuato della società che vi si è insediata.
Nasce dalla proiezione dei vari sistemi
◦ culturali (sacralità, miti…)
◦ sociali (gerarchie, rapporti sociali…) ed
◦ economici (bisogni, ricchezze…)
che quella società ha potuto e voluto imprimere sull’ambiente originale o su qualsiasi altro
territorio fatto proprio.
proiezione attiva e azione incisiva
Territorialità: il sistema di valori in esso fissati, quell’insieme di qualità che lo rendono il
territorio atto ad essere utilizzato, gestito e controllato da quella società.
[Lando, 2008]
(NB: Il tema in questa e nelle prossime slide si può approfondire in Lando, 2008 in Sala,
Grandi, Dallari, Turismo e Turismi, Patron Editore, tra i materiali bibliografia per
approfondimenti)

Territorializzazione
Processo di territorializzazione: “un grande processo in virtù del quale lo spazio incorpora valore
antropologico; quest’ultimo non si aggiunge alle proprietà fisiche, ma le assorbe, le rimodella e le
rimette in circolo in forme e con funzioni variamente culturalizzate…
[questo] processo di territorializzazione non va confuso con l’accumulo di artefatti sulla superficie terrestre,
con una generica e lineare crescita del valore antropologico di uno spazio; al contrario dobbiamo tener
presente che esso si risolve in continue ri-configurazioni della complessità da cui in definitiva l’homo
geographicus ricava occasioni, norme o almeno indicazioni per il suo agire”
(Turco, 1988, p.76)

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In altri termini il processo di territorializzazione è legato a tutte quelle procedure mediante le quali una
società fa proprio, organizza e gestisce un ecosistema imprimendovi quei valori che, definendone le qualità,
permettono a quella società di trasformarlo in territorio ed utilizzarlo ai propri fini.

Mappa Mundi & Imago Mundi


La visione del mondo individuale sociale es:
Santi Luoghi Francescani
Eroi Testimonial
(Esponenti della Cultura) ScrittoriParchi Letterari, Testimonial

Processo T-D-R
Ogni società possiede una “specifica razionalità territorializzante” che rappresenta una delle
modalità attraverso cui essa vive e si riproduce
Processo di territorializzazione-deterritorializzazione-riterritorializzazione
(Raffestin, 1988)
l’uomo è “un animale semiologico la cui territorialità è condizionata dai linguaggi, sistemi di
segni e codici” (Raffestin, 1986, p 76)

Turisticità e Turisticizzazione
Processo di turisticizzazione: ad un dato ambiente, fornito di
◦ congrue caratteristiche (spiagge, montagne…) o ad un determinato territorio con proprie articolazioni
(città, paesaggio rurale…),
◦ si attribuiscono precisi valori, simboli e significati che definiscono la turisticità
◦ ed in seguito si fissano o si organizzano delle strutture ricettive tangibili (alberghi, campeggi…).
Il tutto materialmente ed immaterialmente qualifica l’attrattività turistica.
L’aspetto immateriale: turisticità

Turisticità: tutti quei valori, simboli e significati che la società, il turista ed i tour operator attribuiscono al
territorio.
◦ - si riferiscono alla sfera culturale
◦ - è la parte metafisica del turismo
L’attrattività turistica e la turisticità, di un determinato territorio derivano da un preciso processo di
territorializzazione. non sono un “dato” a-priori né un fenomeno intrinseco di una determinata area.

“Lo spazio turistico è innanzitutto: Immagine che si fanno i turisti e che danno gli
organizzatori di vacanze… Immagine complessa, sogno, che compare su manifesti, guide, depliant, dipinti,
libri, film. Immagine ed evocazione che i turisti portano con sé e trasmettono agli altri. Evocazione di odori,
suoni, sensazioni”
(Miossec, 1991, p.15)

“Il significato delle cose ci viene trasmesso ancor prima della loro osservazione o, più esattamente, della
loro presentazione… questa “metafisica” non è nient’altro che natura e la cultura prodotte intorno a
un luogo. Non è nient’altro che la rappresentazione del luogo turistico. Non si tratta mai dunque della
natura e della cultura del luogo reale, ma di una rappresentazione prodotta”
(Raffestin, 1991, p.7).

La scomposizione dell’attrattività turistica


lo statico scenario preesistente comprende i vari caratteri fisici e tangibili dell’area
precedenti alla territorializzazione
◦ proprietà naturali che caratterizzeranno le varie tipologie turistiche (il turismo balneare ha bisogno di
spiagge, quello termale di particolari condizioni presenti nel sottosuolo…),

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◦ le molteplici attività umane legate alla cultura materiale[rappresentate da quegli “accumuli di artefatti”
indispensabili a quasi tutte le tipologie turistiche..
la turisticità: quella “complessa immagine” prodotta da un preciso e fondamentale processo di
territorializzazione, la sola in grado di attribuire ad un territorio quelle caratteristiche meritevoli di
attenzione dalla parte del turista o del tour operator e quindi di definire il suo “valore turistico”.
le strutture ricettive: investimenti immobiliari ed infrastrutturali effettuati solo se quel
determinato territorio può essere considerato turisticamente importante e l’imprenditorialità
qualsiasi luogo può diventare turisticamente importante e ciò non dipende dai dati,
ma dai valori che la turisticità ad essi attribuisce e dall’imprenditorialità

Hardware: tangible factors


Specialisation/diversity (Lynch/Jacobs)
– Situation / public space / accessibility
– Smart cities - a lot to offer

Software: quality of living


Sociological factors (Putnam/Florida)
– Social capital: trust & networks
– Cultural capital: knowledge & highly skilled /educated people

Mindware: image / reputation / DNA


Come percepiamo la città
– L’immagine della città ha conseguenze
– Come le scopriamo: esperienza personale,racconti, TV, You-tube, Fiere, etc.

HERITAGE e IDENTITA’
Identità e fondata sulla memoria (collettiva) condivisa, tracce che gli eventi hanno lasciato nel tempo
(miti?)
Memoria, heritage e potere
Conservazione vs/ Uso
Costruzione dell’identità e heritage mining
Cultura popolare vs cultura tradizionale

Identità?
Zararism, McDisneyfication,
• Cancunism / Balnearizzazione
• COMMODIFICAZIONE
• UNIFORMIZZAZIONE e NON-LUOGHI
• INSOSTENIBILTA’ (sociale, ambientale, economica)

Turismo e lettura geografico


culturale
La lettura del territorio attraverso la chiave culturale evidenzia gli elementi materiali ed immateriali che
costituiscono i fenomeni alla base della motivazione e sugli elementi su cui si fonda l’offerta turistica
postmoderna
Natura
Memoria
Simboli, Riti
Trascendenza (religione, spiritualità,…)

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Società (mito, famiglia, sesso, rito, morte,…)

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