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18/06/13 SPAZIO DEGLI STATI: IL PUNTO DI SVOLTA......

FRITJOF CAPRA
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SPAZIO DEGLI STATI

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domenica 14 aprile 2013 5

IL PUNTO DI SVOLTA......FRITJOF CAPRA


Dalla rete
IL PUNTO DI SVOLTA......FRITJOF CAPRA Orizzonte48
PRODUTTIVITA', FALSO MITO
DELLA CONCORRENZA
PERFETTA E TRASMISSIONE
DELLE "CONOSCENZE"
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Il punto di svolta è il secondo saggio pubblicato da Fritjof Capra. Scritto durante la crisi Rossano Ercolini il 19 giugno alla
economica e sociale dei primi anni 1980, il libro vuole tracciare un parallelo tra la crisi della conferenza della FAO
fisica nei primi anni del XX secolo, e l'incapacità delle società contemporanee di far fronte a 2 giorni fa
problemi di portata sistemica e globale come quelli economici ed ecologici. In questo
senso, Il punto di svolta prosegue l'analisi iniziata dal precedente Il Tao della fisica. DOMANI DOMANI
Succede a Procida
Nell'analisi vengono esaminate le fondamenta della cultura occidentale, basate 3 giorni fa
sul meccanicismo e sulla visione cartesiana, derivate dalle teorie di Locke, Descartes
e Bacone, le quali portano alla stessa fisica classica. Federalismo
La tesi del libro è che, come la fisica ha dovuto abbandonare la visione riduzionista per
13 giugno 2013
indagare l'infinitamente piccolo e l'infinitamente grande (teoria dei quanti e relatività), lo
5 giorni fa
stesso dovrebbero fare medicina, biologia, sociologia ed economia. Nel libro è presente una
L'età del disordine
chiara denuncia alle posizioni dello stile di vita occidentale, che non rispettano né le Il declino
persone né le convenzioni sociali, ma incentrano il loro interesse egoisticamente sul

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18/06/13 SPAZIO DEGLI STATI: IL PUNTO DI SVOLTA......FRITJOF CAPRA
singolo, sia come produttore, sia come consumatore. La critica di Capra non si rivolge 1 settimana fa
esclusivamente al capitalismo, ma anche al marxismo ed al socialismo.
Home - Ass. dei Comuni
Pur datato, il libro anticipa in effetti alcuni mutamenti di paradigma, nel senso di Kuhn, poi Virtuosi
effettivamente verificatisi: nelle scienze cognitive, con la visione diunità mente-corpo; nelle Smog: UE da un nuovo
scienze biologiche, con il crollo dell'assioma genetico che asserisce "un gene, una avvertimento all'Italia
proteina"; nelle scienze sociali ed economiche, con l'incapacità di prevedere crisi e tracolli, 4 mesi fa
come la bolla del 2001 o la crisi petrolifera iniziata nel 2005, con il greggio che sale oltre i 70
dollari al barile per rimanervi, quando solo nel 2003 si parlava ancora del prezzo troppo Home || Prima pagina - Claudio
basso del petrolio. Borghi Aquilini
Anche se a volte Capra parteggia per la visione sistemica e olistica, tuttavia afferma
immediatamente che il suo scopo non è ribaltare le idee comuni, ma integrare le
conoscenze derivate dal riduzionismo con quelle derivanti dalle relazioni tra le varie parti. LINK CONSIGLIATI
http://www.ecodellarete.net/
http://gennaro.zezza.it/
http://www.sulleregole.it/
paolobarnard.info/home.php
http://lorettanapoleoni.net/italiano/
http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.
it/
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Fritjof Capra (Vienna, 1º febbraio 1939) è un fisico e saggista austriaco. Fisico e teorico Con la tecnología de Traductor de Google
▼ 2013 (42)
dei sistemi è saggista di fama internazionale. Diventato famoso con Il Tao della fisica,
del 1975, tradotto in italiano nel 1982 (Adelphi) ha visto la sua fama aumentare con la ► giugno (2)
ristampa del 1989. Si è occupato anche di sviluppo sostenibile,ecologia e teoria della
Informazi
► maggio (6)
complessità. Così egli ha descritto la sua intuizione della realtà spirituale: oni
« Cinque anni fa ebbi una magnifica esperienza che mi avviò sulla strada che doveva condurmi a
▼ aprile (11)
scrivere questo libro. In un pomeriggio di fine estate, seduto in riva all’oceano, osservavo il moto
personali La
delle onde e sentivo il ritmo del mio respiro, quando all’improvviso ebbi la consapevolezza che credibilit
tutto intorno a me prendeva parte a una gigantesca danza cosmica. […] Sedendo su quella à del
spiaggia, le mie esperienze precedenti presero vita; «vidi» scendere dallo spazio esterno partito
cascate di energia, nelle quali si creavano e si distruggevano particelle con ritmi pulsanti; «vidi» unico
gli atomi degli elementi e quelli del mio corpo partecipare a quella danza cosmica di energia; dell'euro
Franco Di
percepii il suo ritmo e ne «sentii» la musica: e in quel momento seppi che questa era la danza al gove...
di Śiva, il Dio dei Danzatori adorato dagli Indù. » Costanzo
LA
(Il Tao della fisica, Adelphi, 1993, pp. 11-12 ) Visualizza il mio BUON
Fonte:.wikipedia.orgFritjof_Capra profilo completo A
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APRILE
1945

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Fritjof Capra : il punto di svolta L'ATTUA
ht t p://www.frit jofcapra.net / LE
FASE
Sint esi dei capit oli più salient i dell'illuminant e saggio di Frit jof Capra "il punt o POLITI
di svolt a", che asserisce la necessit à di una connessione t ra t ut t i i campi delle CA?
scienze
UNA
FASE
COSTIT
UENTE.
Capitolo 1. ....
All’inizio degli ultimi due decenni del nostro secolo ci troviamo in uno stato di crisi
profonda a livello mondiale. È una crisi intellettuale, morale e spirituale. Sintomi IL
della crisi, indicatori di trasformazione culturale. PUNTO
1) abbiamo accumulato ordigni nucleari e armi a discapito dei servizi sanitari. DI
Le armi nucleari non aumentano la nostra sicurezza ma solo la probabilità di SVOLT
una distruzione globale; A......FR
2) Inquinamento che comporta disastro ecologico: inquinamento dell’aria, ITJOF
dell’acqua e del cibo che mangiamo, non colpisce solo gli essere umani ma CAPRA
sconvolge anche sistemi ecologici : intossicazione chimica è diventato un
Globalizzaz
rischio costante della nostra vita;
ione
3) Disgregazione sociale; crimini, incidenti, alcolismo, abuso di farmaci,
aumento di bambini con difficoltà di apprendimento e disturbi del
della
Povertà..
comportamento;
...
4) Al deterioramento del nostro ambiente si accompagna un aumento dei
problemi sanitari degli individui: malattie croniche e degenerative definite Terroristi
malattie croniche della civiltà, malattie cardiache, cancro, depressione, dell'inflaz
schizofrenia; ione......
5) Anomalie economiche: inflazione, disoccupazione, distribuzione ingiusta
della ricchezza. Ecco il
leader di
La dinamica che sottende tutti questi problemi è la stessa: sono problemi 500
sistemici, ossia interconnessi e interdipendenti. La nostra è una crisi culturale o milioni di
impasse concettuale che potrà essere risolta solo modificando la struttura della Europei..
rete stessa. .CHI
Questi problemi sistemici non possono essere risolti singolarmente: bisogna DIA...
adottare un angolo visuale il più possibile ampio e operare verso la
Ischia...cris
trasformazione.
i
economi
L’idea di un ritmo universale fondamentale è stata espressa da numerosi filosofi
ca...amic
moderni, come ad esempio Toynbee.
izia...soli
Secondo Toynbee la genesi di una civiltà consiste in una transizione da una
darietà...
condizione statica a una condizione dinamica: il modello principale nella genesi
.
di una civiltà è visto come un modello di interazione che egli chiama “sfida-e-
risposta”: una sfida da parte dell’ambiente naturale o sociale provoca in una CIPRO-
società una risposta creativa che induce la società a entrare nel processo di NTI AL
incivilimento. La civiltà continua a crescere fino a superare l’equilibrio e a DISAST
raggiungere uno squilibrio per eccesso che si presenta come una nuova sfida. Il RO
modello iniziale si ripete in fasi di crescita successive. DELL'E
Tre transizioni dal vecchio al nuovo paradigma: UROZO
- declino del patriarcato; NA.....
- declino dell’età dei combustibili fossili;
- mutamento del paradigma vecchio: fede nel metodo scientifico come unico ► marzo (6)
approccio valido alla conoscenza, visione dell’universo come sistema
meccanico composto da parti elementari e materiali, la visione della vita ► febbraio
nella società come lotta competitiva per l’esistenza e la fede in un progresso (8)
materiale illimitato da conseguirsi attraverso una crescita economica e
► gennaio
tecnologica.
(9)
La crisi presente non è una crisi di individui, di governi o di istituzioni sociali, ma è
una transizione di dimensioni planetarie. Come individui, come società, come civiltà
► 2012 (47)
e come ecosistema planetario stiamo raggiungendo il punto di svolta.

L’alternativa a questa concezione è quella marxista del materialismo dialettico o


storico, e del darwinismo sociale che pone troppo l’accento sul conflitto e sulla lotta
per la sopravvivenza dei più adatti, che per Capra non sono indispensabili, dato che
la transizione e la rinascita culturale posso essere armoniose e pacifiche.

Capra si serve dello schema di riferimento dell’ I Ching, che è alla base del pensiero
cinese, che implica la nozione dei due poli archetipi, yin e yang, che sarebbero alla
base del ritmo fondamentale dell’universo. I filosofi cinesi videro nella realtà, la cui

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essenza ultima chiamarono Tao (via) un processo di flusso e mutamento continuo.
L’aspetto essenziale dell’universo è il mutamento, che è una tendenza naturale
innata in tutte le cose; l’universo è impegnato in un moto e in una attività incessanti,
in un processo cosmico: Tao, la via. Tutte le manifestazione del Tao sono generate
dall’interazione dinamica dei due poli archetipi. L’ordine naturale è un ordine di
equilibrio dinamico tra yin e yang. Quel che è buon non è yin o yang, ma l’equilibrio
dinamico fra i due; quel che è cattivo o dannoso lo squilibrio. Lo yin fu associato al
femminile, lo yang al maschile: la personalità di ciascun individuo, maschio o
femmina non è un’entità statica ma un fenomeno dinamico risultante dall’interazione
di elementi maschili e femminili. Questa concezione è in contrasto con quella della
nostra cultura patriarcale, la quale ha stabilito un ordine rigido nel quale tutti gli
uomini dovrebbero essere maschili, e tutte le donne femminili: ha deformato il
significato di tali termini assegnando agli uomini ruoli dominanti e i privilegi sociali.

Yin: femminile, intuitivo, sintetico,attività ecologica,integrativo,cooperativo,


conservativo;
Yang: maschile, razionale, analitico,attività egocentrica, autoassertivo, competitivo,
dissipativo.
La nostra società ha favorito lo yang a scapito dello yin, la conoscenza razionale a
scapito di quella intuitiva, la scienza rispetto alla religione, la competizione rispetto
alla cooperazione: questo orientamento è sostenuto dal sistema patriarcale e ha
condotto ad uno squilibrio che è alle radici della crisi corrente. Lo sfruttamento della
natura è andato di pari passo con lo sfruttamento delle donne: dai tempi più antichi
la natura era considerata come una madre generosa e nutrice o come una femmina
selvaggia e incontrollabile. Sotto il patriarcato l’immagine della madre benevola
mutò in passività e l’immagine della donna selvaggia diede origine all’idea che
dovesse essere dominata. Le donne furono ritratte come passive e subordinate :
affinità tra femminismo e ecologia.

La consapevolezza ecologica solo quando combineremo la nostra conoscenza


razionale con un’intuizione del carattere non lineare del nostro ambiente. Il nostro
progresso fino a questo momento è stato un’evoluzione unilaterale, ma dobbiamo
spostare l’asse verso l’interrelazione e l’interdipendenza di tutti i fenomeni, verso la
teoria dei sistemi secondo cui organismi viventi, società ed ecosistemi sono sistemi. I
sistemi sono a multilivelli, ciascuno è costituito da sottosistemi: molecole, organelli,
cellule, tessuti, organi, apparati, uomini e donne, famiglie, tribù, società, nazioni.
Questi sub sistemi che sono sia totalità sia parti sono detti oloni: ciascun olone ha
due tendenze opposte: una tendenza integrativa funzionare come parte di un tutto
maggiore (yin) e una tendenza auto assertiva a preservare la propria autonomia
intellettuale (yang). In un sistema sano c’è equilibrio dinamico fra interazione e auto
asserzione.
Stiamo assistendo ora d un’inversione della marea, della fluttuazione tra yin e yang,
allo sviluppo di una controcultura o cultura nascente: punto di svolta.

Dalle teorie di Newton, Cartesio e Bacone, si pensava che la macchina cosmica fosse
composta di parti elementari; si credeva perciò di poter sempre comprendere i
fenomeni complessi riducendoli ai loro componenti elementari e ricercando i
meccanismi mediante i quali interagivano: riduzionismo, spesso identificato con il
metodo scientifico. Le concezioni meccanicistiche e riduzionisti che della fisica
classica sono accettate come la descrizione corretta della realtà. Capra assegna alla
fisica un ruolo importante nella trasformazione della società: la fisica moderna può
dimostrare alle altre scienze che il pensiero scientifico non deve essere
necessariamente riduzioni stico e meccanicistico e che anche concezioni olistiche
(mondo come tutto indivisibile e armonico) ed ecologico sono scientificamente
corrette. In fisica il paradigma meccanicistico dovette essere abbandonato al livello
del molto piccolo (fisica atomica e subatomica) e del molto grande (astrofisica e
cosmologia).

Le scienza naturali, anche le scienza umane e sociali devono fare come la fisica:
trascendere i modelli classici, andar oltre l’approccio meccanicistico e riduzioni stico
e sviluppare concezioni olistiche ed ecologiche.
La scienza moderna è pervenuta a rendersi conto che tutte le teorie scientifiche sono
solo approssimazioni alla vera natura della realtà e che ogni teoria è valida solo per
un certo ambito di fenomeni.

Capitolo 4.
In biologia la visione dominante è quella cartesiana che considera gli organismi
viventi come macchine costruite con parti separate e secondo la quale tutti gli aspetti
degli organismi viventi possono essere compresi riducendoli ai loro componenti

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minimi e studiando i meccanismi mediante i quali tali componenti interagiscono tra
di loro.
Secondo Dubos i biologi si trovano a loro agio soprattutto quando la cosa che stanno
studiando non è più viva. I problemi che i biologi non sono in grado di risolvere oggi,
in conseguenza della frammentazione del loro approccio sembrano essere tutti
connessi alla funzione dei sistemi viventi come totalità e alle loro interazioni con il
loro ambiente. Quando gli scienziati riducono un tutto integrale ad una serie di
componenti fondamentali – cellule, geni, o particelle elementari- e tentano di
spiegare tutti i fenomeni in funzioni di questi elementi, perdono la capacità di
comprendere le attività che coordinano l’intero sistema. Ad esempio, i biologi
conoscono l’alfabeto del codice genetico, ma non hanno quasi nessuna idea della
sua sintassi. Nella neurobiologia il sistema nervoso è il sistema olistico per
eccellenza le cui attività integrative non possono essere intese riducendole a
meccanismi molecolari. Per risolvere questi problemi occorre un nuovo paradigma
che trascenda la visione cartesiana.

Capitolo 5.
La biologia è sempre andata di pari passo con la medicina e quindi la visione
meccanicistica della vita ha influenzato anche la medicina. L’influenza del
paradigma cartesiano sul pensiero medico produsse il cosiddetto modello biomedico
che costituisce la fondazione concettuale della moderna medicina scientifica,
secondo la quale il corpo umano è una macchina che può essere analizzata
scomponendola nelle sue parti; la malattia è vista come il cattivo funzionamento dei
meccanismi biologici che vengono studiati dal punto di vista della biologia cellulare
e molecolare. Il ruolo del medico consiste nell’intervenire per correggere il cattivo
funzionamento di un meccanismo specifico (corpo = macchina; malattia = guasto
della macchina, medico = colui che deve riparare la macchina). Una persona sana è
come un orologio ben costruito in condizioni meccaniche perfette, una persona
malata come un orologio le cui parti non funzionano nel modo appropriato. La
malattia deve essere invece considerata un disturbo dell’intera persona, che
coinvolge non solo il corpo del paziente, ma anche la mente. Concentrandosi su
frammenti del corpo sempre più piccoli la medicina moderna perde spesso di vista il
paziente come essere umano e riducendo la salute ad un funzionamento meccanico
non è più in grado di occuparsi del fenomeno della guarigione. La ragione per cui la
scienza biomedica ignora il fenomeno della guarigione è che esso non può essere
compreso in termini riduzionistici, perché esso implica l’interazione complessa tra
aspetti fisico, psicologico, sociale e ambientale della condizione umana.
Il concetto ampio (olistico) di salute di cui avremo bisogno per la nostra
trasformazione culturale è che la salute è uno stato di completo benessere fisico,
mentale e sociale e non semplicemente l’assenza di malattia o di infermità. Questo
concetto olistico è esistito fino a che la filosofia di Cartesio ha operato una divisione
tra anima e corpo e ha condotto i medici a concentrarsi alla macchina del corpo
trascurando aspetti psicologici, ambientali e sociali della malattia: si è sviluppato
così lo scientismo medico, che non riconosce l’arte di guarire della medicina
popolare.
Benché la medicina abbia contribuito all’eliminazione di certe malattie non ha però
necessariamente restituito la salute: nella concezione olistica dell’infermità, la
malattia fisica è solo una di varie manifestazioni di uno squilibrio di base
dell’organismo.
La guarigione è esclusa dalla scienza medica poiché i ricercatori si limitano ad uno
schema che non consente loro di occuparsi in modo significativo dell’interazione
corpo, mente, ambiente. Per la guarigione è rilevante anche lo stato psicologico e la
tranquillità mentale e la fiducia nella guarigione del paziente.
La spaccatura cartesiana tra mente e corpo ha portato ad una separazione tra
psicologia e medicina che ha rallentato l’individuazione di molte malattie, ad
esempio di quelle connesse allo stress.
Il sintomo è il tentativo dell’organismo di guarirsi: il modello biomedico interferisce
con questo processo di guarigione spontanea sopprimendo i sintomi. La vera terapia
consisterebbe nell’intensificare l’attenzione al sintomo per completare il processo di
guarigione. La terapia medica corrente si fonda invece sul principio dell’intervento
medico, cioè sul fare affidamento su forza esterne per la guarigione senza prendere
in considerazione il potenziale di auto guarigione del paziente.
Il modello biomedico tende a escludere problemi filosofici ed esistenziali come la
morte, la malattia è vista come un nemico che deve essere vinto, si riduce ad un
guasto meccanico e la terapia a una manipolazione tecnica: approccio
ingegneristico alla salute; fa un uso ingiustificato della tecnologia avanzata in
medicina che deumanizza la pratica medica; considera la malattia come la
conseguenza di un attacco dall’esterno anziché un cedimento all’interno
dell’organismo.

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Capitolo 6.
Gli psicologi, seguendo Cartesio adottarono la rigorosa divisione tra res cogitans e
res extensa, che rese loro estremamente difficile capire in che modo mente e corpo
interagiscono. Le tre correnti principali del pensiero psicologico dei primi decenni
del XX secolo (strutturalisti, behavioristi e la psicoanalisi) erano fondate non solo sul
paradigma cartesiano ma anche su concetti newtoniani.
Secondo Cartesio anima e corpo apparterrebbero a due regni paralleli ma
fondamentalmente diversi, ciascuno dei quali potrebbe essere studiato senza alcun
riferimento all’altro. Le teorie riduzionisti che e materialistiche dei fenomeni
psicologici suscitarono una forte opposizione in psicologi che avevano una visione
unitaria della natura della coscienza e della percezione così si svilupparono secondo
l’approccio olistico la psicologia della Gestalt e il funzionalismo. La psicologia della
gestalt si fondava sull’assunto che gli organismi viventi non percepiscono le cose
come elementi isolati ma sulla base di gestante ossia di forme, di totalità significative
che presentano qualità assenti nelle loro singole parti. Il funzionalismo stabilì
un’importante connessione tra struttura e funzione e considera la coscienza un
fenomeno dinamico, ne investiga i modi di funzionamento specialmente in relazione
alla vita dell’intero organismo. Il principale esponente del funzionalismo fu James,
che criticava le tendenze atomistiche e meccanicistiche in psicologia e fu un fautore
entusiasta dell’interazione e dell’interdipendenza di mente e corpo.

Durante i primi decenni del secolo il pensiero psicologico fu dominato da due grandi
scuole: il behaviorismo e la psicoanalisi che differivano tra loro nei metodi e nella
concezione della coscienza, aderendo però allo stesso modello newtoniano di realtà:
Il behaviorismo rappresenta il culmine dell’approccio meccanicistico in psicologia, si
fonda su una conoscenza minuziosa della fisiologia umana; i fenomeni manetali
sono ridotti a modelli di comportamento e il comportamento a precessi fisiologici
governati da leggi della fisica e della chimica- psicologia senz’anima. Il fondatore fu
Watson. La sua ambizione fu quella di innalzare lo status della psicologia a scienza
naturale obiettiva e a tale scopo egli aderì il più fedelmente possibile alla
metodologia e ai principi della meccanica newtoniana, esempio eminente di rigore e
obiettività scientifici. L’intero concetto di coscienza quale risultava dall’introspezione
doveva essere escluso dalla psicologia, e tutti i termini affini come mente, pensiero e
sentimento dovevano essere eliminati dalla terminologia psicologica. Nella
concezione behavioristica gli organismi viventi erano macchine complesse che
reagivano a stimoli esterni e questo meccanismo stimolo-risposta era esemplato sulla
fisica newtoniana.
La psicoanalisi fu fondata da Freud a partire non dalla psicologia ma dalla
psichiatria. Freud fu molto impressionato dagli studi di Charcot sull’ipnosi come
trattamento dell’isteria. Egli, con Breuer, sperimentò il metodo della libera
associazione, che consisteva nel porre i pazienti in uno stato di assopimento simile al
sonno e nel farli parlare liberamente dei loro problemi con speciale accento alle
esperienza emotive traumatiche. Freud scoprì l’inconscio, e vide in esso la fonte
essenziale del comportamento, mentre i behavioristi si rifiutarono di riconoscerne
l’esistenza. sottolineò che la nostra consapevolezza cosciente è solo uno strato sottile
che poggia su un vesto regno inconscio, governato da forza pulsionali; sottolineò
l’importanza delle esperienze infantili per lo sviluppo dell’individuo e identificò nella
libido o pulsione sessuale una delle forza psicologiche principali e introdusse la
nozione della sessualità infantile. Un’altra scoperta fu l’interpretazione dei sogni,che
definì la via regia all’inconscio. Formulò una nuova teoria della personalità fondata
su tre strutture distinte dell’apparato psichico: es, io e super-io; scoprì il transfert, cioè
la tendenza dei pazienti a trasferire nell’analista una serie di sentimenti tipici dei
loro rapporti infantili con figure rilevanti della loro infanzia, in particolare con i
genitori.
Il rapporta tra psicoanalisi e fisica classica è caratterizzato da 4 punti che sono la
base della meccanica newtoniana:
1) il concetto di spazio e tempo assoluti; punto di vista topico
2) il concetto di forze fondamentali; pdv dinamico
3) il concetto di leggi fondamentali;pdv economico
4) il concetto di un determinismo rigoroso. pdv genetico
Come Newton fondò lo spazio euclideo assoluto come sistema in cui gli oggetti
materiali sono situati, così Freud fondò lo spazio psicologico come sistema di
riferimento per le strutture dell’apparato mentale (es, io, super-io). Nella descrizione
topica di Freud l’inconscio contiene materiali che sono stati dimenticati o rimossi.
Nelle sue parti più profonde si trova l’Es, un’antietà che è la fonte di profonde
pulsioni, in conflitto con un sistema ben sviluppato di meccanismi inibenti che hanno
sede nel Super-io. L’Io è un’entità fragile situata in posizione intermedia tra questi
due poteri, ed è impegnato in una lotta continua per l’esistenza.

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L’aspetto dinamico della psicoanalisi, come quello della fisica newtoniana consiste
nel descrivere in che modo gli oggetti materiali interagiscono tra di loro: le forze
attive sono dette pulsioni, le forze reattive sono dette difese. Altre coppie di forze :
libido e destrudo, eros e thanatos, una orientata verso la vita l’altra verso la morte,
che come nella dinamica newtoniana si presentano sempre in coppie di direzione
opposta.
[ la teoria dell’origine della nevrosi fu formulata in base al modello idraulico: le
cause primarie dell’isteria furono identificate come situazioni traumatiche
nell’infanzia del paziente che generano un’energia che se trattenuta o frenata
continua a cercare uno sfogo finchè non trova un’espressione attraverso vari “canali”
nevrotici. La terapia consiste nel richiamare alla memoria il trauma in condizioni ch
e consento uno scarica dell’energia rimasta senza sfogo. Poi Freud abbandonò il
modello idraulico perché i sintomi dei pazienti non derivano da processi patologici
isolati ma sono conseguenze del mosaico complessivo di tutta la loro vita. Secondo
questa nuova concezione, le radici della nervosi si trovano in tendenze pulsionali
prevalentemente sessuali che erano inaccettabili e venivano rimosse da forze
psichiche che le convertivano in sintomi nevrotici. ]
Freud attribuì grande importanza all’aspetto quantitativo o “economico” della
psicoanalisi.
L’approccio genetico della psicoanalisi consiste nel ricondurre i sintomi e il
comportamento del paziente a fasi di sviluppo anteriori lungo una catena lineare di
rapporti di causa-effetto.

La divisione cartesiana di mente e materia si riflette nella pratica psicoanalitica nella


concentrazione esclusiva sui processi mentali: la psicoterapia trascura il corpo come
la terapia medica trascura la mante. Come il modello newtoniano anche il modello
freudiano è estremamente utile per occuparsi di alcuni aspetti, ma è limitante se
applicato alla totalità della realtà fisica o mentale.

Capitolo 9.
La visione sistemica della vita è una nuova visione della realtà che si fonda sulla
interrelazione e interdipendenza di tutti i fenomeni, fisici, biologici, psicologici,
sociali e culturali. Considera il mondo in termini di rapporti e di integrazioni; i sistemi
sono totalità integrate e dinamiche le cui proprietà non possono essere ridotte a
quelle di unità minori.
La descrizione riduzionistica può essere utile e in alcuni casi necessaria: è però
pericolosa quando viene assunta come una spiegazione completa: riduzionismo e
olismo sono approcci complementari.
Differenze essenziali tra un organismo e una macchina:
1) le macchine vengono costruite, gli organismi crescono;
2) le macchine sono montante in modo preciso e prestabilito, gli organismi
rivelano un alto grado di flessibilità e plasticità interne;
3) le macchine funzionano secondo catene lineari di causa-effetto, il
funzionamento degli organismi è guidato da modelli ciclici di flusso di
informazione;
4) Le macchine o sistemi isolati non hanno bisogno di interagire con l’ambiente
per restare funzionanti mentre gli organismi sì (metabolismo);
La caratteristica principale degli organismi è l’autorganizzazione ( l’ordine, la
struttura e la funzione di un organismo non sono imposti dall’ambiente ma sono
stabiliti dal sistema stesso) e si articola in auto rinnovamento (capacità dei sistemi
viventi di riciclare e rinnovare di continuo i proprio componenti conservano
l’integrità della struttura complessiva) e auto trascendenza (capacità di superare
creativamente confini fisici e mentali nei processi di apprendimento, sviluppo ed
evoluzione); altra caratteristica dei sistemi autorganizzantesi è la stabilità che non
deve essere confusa con l’equilibrio (che è statico): essa consiste nel mantenere la
stessa struttura nonostante i continui mutamenti e sostituzioni dei suoi componenti, e
può essere detta omeostasi.
La maggior parte degli organismi si integrano armonicamente nel loro ambiente e
alcuni di essi lo riplasmano. (ad esempio i polipi dei coralli sono minuscoli organismi
multicellulari che si uniscono fra loro per formare grandi colonie e massicci scheletri
calcarei e sono un ecosistema perché ospitano innumerevoli batteri, piante e
animali: questo fenomeno è noto come simbiosi).
I rapporti fra i vari livelli di sistemi possono essere rappresentati in un albero
sistemico: come in un albero reale c’è interconnessione tra tutti i livelli e ciascuno
comunica con il suo ambiente totale.

Il pianeta non solo pullula di vita ma sembra essere un organismo vivente : tutta la
materia vivente forma un sistema complesso che ha tutte le forme caratteristiche

lospaziodeglistati.blogspot.it/2013/04/il-punto-di-svoltafritjof-capra.html 7/9
18/06/13 SPAZIO DEGLI STATI: IL PUNTO DI SVOLTA......FRITJOF CAPRA
dell’autorganizzazione; la terra è un sistema vivo, non solo funziona come un
organismo ma pare sia realmente un organismo: Gaia, un essere vivente planetario.

La caratteristica fondamentale dell’evoluzione non è l’adattamento ma la


creatività:se fosse stata l’adattamento, sarebbe difficile spiegare perché l’evoluzione
è andata oltre il livello delle alghe azzurre, che sono perfettamente adattate al loro
ambiente. L’evoluzione è un processo aperto senza un fine prestabilito. La teoria
darwiniana pone l’accento solo sull’evoluzione dell’organismo, mentre la teoria dei
sistemi pone l’accento sulla coevoluzione di organismo più ambiente.
Noi possiamo modificare il nostro comportamento cambiando i nostri valori e
atteggiamenti per riacquistare quella spiritualità e quella consapevolezza ecologica
che abbiamo perduto. Nella futura elaborazione della nuova visione del mondo
olistica, è probabile che la nozione di ritmo sia destinata a svolgere un ruolo
fondamentale. Tutta la realtà che ci circonda è una danza ritmica continua.

Fonte
Pubblicato da Franco Di Costanzo a 04:00
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