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Rassegna di musica improvvisata

Promossa da associazione MAI


Direzione artistica a cura di Luigi Vitale
Luoghi: Museo del Cenedese e Villa Croze di Vittorio Veneto
Periodo: Aprile e Settembre (giovedì sera e domenica pomeriggio)

PREMESSA
L’improvvisazione ha influenzato e caratterizzato periodi, stili e forme musicali della musica
classica occidentale. Il canto gregoriano e la polifonia, ad esempio, si svilupparono nelle prime
forme basandosi largamente sull’improvvisazione. Nelle composizioni gregoriane a più voci,
accanto alla melodia di base, scritta e cantata dal tenore, vi è una voce di accompagnamento
non scritta ma interamente improvvisata, a scopo ornamentale. Le diverse voci partono di
solito all’unisono e dopo un percorso di contrappunto improvvisato si riallineano sulle note
finali della melodia.
La scuola organistica del XVII sec. si sviluppò principalmente attraverso le estemporanee
invenzioni degli esecutori; durante il XVII e XVIII sec. l’accompagnamento nell’opera e nella
musica da camera era generalmente lasciato all’improvvisazione sopra una sequenza di basso
numerato a sua volta derivato dal contrappunto improvvisato.
Nelle diverse forme musicali del periodo Barocco ritroviamo tracce d’improvvisazione in
materia di abbellimenti che talvolta venivano riportati in partitura, ma più frequentemente
erano frutto di un’aggiunta durante un’esecuzione, i passaggi degli italiani, gli agréments dei
francesi, le graces degli inglesi e le glosas degli spagnoli.
Come afferma Lionel Salter, la musica com’era scritta a quell’epoca costituiva una specie di
aiuto per la memoria. Rappresentava soltanto lo scheletro di quello che sarebbe stato
suonato; così che un violinista, ad esempio, si aspettava di dover abbellire quella che era la
sua parte scritta; all’interno di quell’ambito si improvvisava.
Spesso i compositori, fin dall’inizio dell’Ottocento, lasciavano nelle loro partiture momenti
d’improvvisazione. Un esempio ne era la cadenza, una linea melodica incompleta che doveva
essere sviluppata dall’esecutore.
Bach nelle sue partiture per clavicembalo in basso figurato scriveva solo delle serie
numeriche in base alle quali il clavicembalista doveva comporre l’accompagnamento.
Landini, Frescobaldi, Handel, Bach, Shumann, Chopin, Listz, solo per citarne alcuni, sono stati
oltre che grandissimi compositori anche grandissimi improvvisatori. Esistevano delle vere e
proprie gare d’improvvisazione a cui prendevano parte Mozart, Clementi, Scarlatti, Haendel, e
anche Beethoven.
A partire dall’Ottocento la pratica dell’improvvisazione, nella musica classica occidentale
scompare del tutto. Il compositore diventa più esigente, le sue partiture diventano più curate
e precise. In questo modo lo strumentista assume il ruolo di tramite e quindi la sua bravura si
esplica maggiormente nella capacità di eseguire un brano che sia il più fedele possibile alle
intenzioni del compositore.
Il Jazz, fin dai primi anni del Novecento risulta essere la musica occidentale più fortemente
caratterizzata dalla pratica dell’improvvisazione. Dapprima come semplice variazione della
linea melodica, la musica di New Orleans e il Dixieland; poi in maniera più elaborata nella
costruzione di nuove linee melodiche su strutture armoniche complesse come nel bebop; poi
improvvisando su uno/due accordi utilizzando scale o più precisamente modi (frigio, lidio,
ecc), nella musica modale; poi slegandosi del tutto da ogni forma di regolamentazione, la free
improvvisation, o musica non idiomatica.
L’improvvisazione è, e sarà sempre, in continuo e costante mutamento.
LA RASSEGNA
La rassegna di musica improvvisata nasce con l’intento di offrire alla comunità un momento
di aggregazione a valenza culturale, un percorso di scoperta e riscoperta dei musei di Vittorio
Veneto. Tanti sono i giovani che negli ultimi anni seguono e partecipano a queste esperienze
uniche e rare di cui il vicino Friuli e i paesi del Nord Europa ne fanno da promotori con
importanti rassegne e Festival.
I musicisti coinvolti per la prima edizione comprendono veterani del jazz e
dell’improvvisazione nonché giovani talenti che ruotano intorno a questo tipo di musica.
In particolare:
- Zlatko Kaucic: batterista della scena slovena
- Daniele D’Agaro: clarinettista/sassofonista friulano
- Massimo De Mattia: flautista del pordenonese
- Andrea Ruggeri: giovane batterista sardo
- Gabriele Mitelli: giovane trombettista bresciano
- Giovanni Maier: contrabbassista friulano
- Luciano Caruso: sassofonista vittoriese

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