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Settimanale di Preghiera Domenica 2 Febbraio 2020 - IV Tempo Ordinario anno XXII N° 927

Non di solo Pane


Apostolato
della preghiera
Gesù è la novità e il compimento
Nel tempio Gesù viene incontro a noi e noi andiamo incontro a
lui. Contempliamo l’incontro con il vecchio Simeone, che rappre-
Febbraio senta l’attesa fedele di Israele e l’esultanza del cuore per il compi-
mento delle antiche promesse. Ammiriamo l’incontro con
Primo Venerdì 07/02 l’anziana profetessa Anna, che, nel vedere il Bambino, esulta di
gioia e loda Dio. Simeone e Anna sono l’attesa e la profezia, Gesù
è la novità e il compimento: Egli si presenta a noi come la perenne
sorpresa di Dio. Possiamo vedere in questo l’inizio della vita con-
sacrata. I consacrati e le consacrate sono chiamati innanzitutto ad
essere uomini e donne dell’incontro. La vocazione, infatti non
prende le mosse da un nostro progetto pensato “a tavolino”, ma
da una grazia del Signore che ci raggiunge, attraverso un incontro
che cambia la vita.
Papa Francesco

Offerta quotidiana to Santo che ha guidato Gesù sia la mia guida e la


Cuore divino di Gesù, mia forza oggi, affinchè io possa essere testimone
del tuo amore. Con Maria, la madre del Signore e
io ti offro per mezzo
della Chiesa, prego specialmente per le intenzioni
del Cuore Immacolato di Maria, che il Santo Padre raccomanda alla preghiera di
Madre della Chiesa, tutti i fedeli in questo mese.
in unione al Sacrificio eucaristico,
le preghiere, le azioni,
le gioie e le sofferenze Intenzione affidata dal Papa
di questo giorno, Per l'evangelizzazione
in riparazione dei peccati, Preghiamo affinchè il clamore dei fratelli migranti,
caduti nelle mani di trafficanti senza scrupoli, si
per la salvezza di tutti gli uomini,
ascoltato e considerato.
nella grazia dello Spirito Santo,
e dai Vescovi
a gloria del divin Padre. Perché il dono della vita, in ogni sua fase, sia
accolto, tutelato e servito con gioioso stupore e
santo rispetto.
Intenzioni mese di Febbraio
Intenzioni del Vescovo Pierantonio
Dio, nostro Padre, io ti offro tutta la mia giornata. Ti Perché i giovani, per grazia di Dio, diano compi-
offro le mie preghiere, i pensieri, le parole, le azioni, mento al loro desiderio di vita, conoscano sempre
le gioie e le sofferenze in unione con il cuore del tuo più il volto amorevole di Cristo, camminino nella
Figlio Gesù Cristo, che continua a offrirsi luce della fede e infondino al mondo la speranza.
nell’Eucaristia per la salvezza del mondo. Lo Spiri-

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 927 pagina 2


Santi del giorno: Santa Caterina de' Ricci Vergi-
ne; beato Andrea Carlo Ferrari, cardinale

“Alla sera della nostra vita saremo giudicati


sull’amore.” (S. Giovanni della Croce)
Domenica
Febbraio
Presentazione del Signore
2
TO

Presentazione del Signore


Parola di Dio
La scena della Presentazione di Gesù al Tempio contiene un ca-
in briciole
rattere "epico": in essa le generazioni s'incontrano e tutto espri-
me la grandezza del messaggio portato dal Figlio di Dio in mez-
zo agli uomini. Un gesto storico che trascende la storia e illumina
La luce di Cristo entra nel il cuore del tempo degli uomini. In questo frammento di Vange-
cuore di chi l’accoglie lo, insomma, scorgiamo le vette verso cui è chiamato ogni bat-
Pagina curata da Don Luciano V. M. tezzato e comprendiamo il vero senso della santità cristiana: sa-
Così dice il Signore Dio: “Ecco, io mande- per condurre e offrire a Dio il mondo. E, proprio come fu per la
rò un mio messaggero a preparare la via
davanti a me…..” Presentazione del Signore, anche la via della santità è fatta d'im-
(Ml 3,1-4) pegno, di ossequio alla tradizione ma anche di novità, di stravol-
gimento radicale dell'esistenza. Vivere così significa esprimere la
trascendenza e quindi diventare testimoni in grado di affascinare
Il tempio è il luogo nel quale la
presenza di Dio si manifesta in e "convertire": perché il Vangelo non è solo "mito" è eroicità vis-
maniera del tutto particolare; suta nel quotidiano.
per questo l’ingresso in esso è
segno di una presenza e di una
comunione diretta con Dio. La
Vangelo Lc 2.22-40
tradizione profetica d’Israele
aveva annunciato l’avvento di Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale,
un misterioso personaggio che secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino
avrebbe preparato il popolo a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella
santo all’incontro con Dio del legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signo-
Sinai. Oggi si commemora il re» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani
giorno nel quale un’umile cop- colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme
pia di sposi realizza questa c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava
profezia. Giuseppe e Maria ci la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito
fanno capire che la luce di Cri- Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte sen-
sto entra nel cuore di chi l’ ac- za prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si
coglie, anche se spesso arriva recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù
in modalità diverse rispetto a per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo
quello che noi attenderemmo. accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
L’importante è avere il cuore «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
attento e disponibile; quando vada in pace, secondo la tua parola,
ciò avviene, la visita di Dio perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
nella nostra vita trasforma tut- preparata da te davanti a tutti i popoli:
to in luce. luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele».

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Pioggia che feconda la terra meditazione di Don Luciano - Parroco di Bovegno

Oggi la Chiesa è in festa nel ri- e avrà con lui un bellissimo col- tutte le genti, cioè tutti gli uomi-
cordo della presentazione del loquio dove gli dirà: «In verità, in ni di ogni tempo, etnia e cultura.
Signore al Tempio: è la festa di verità ti dico, se uno non rinasce Tutti. Nessuno escluso. Sotto la
un incontro. Oggi l’anziano Si- dall'alto, non può vedere il regno fioca luce di una lampada del
meone, uomo giusto e pio, in- di Dio». Simeone, nonostante grande Tempio di Gerusalemme
contra il piccolo Gesù, l’Antico l’età avanzata, rinasce a vita nuo- si svela il mistero di Dio, viene
Testamento incontra il Nuovo va, vede realizzarsi, nell’ordinaria tolto il velo di ogni profezia, di
Testamento, l’antica legge una semplicità di un bambino, il so- ogni oracolo, di ogni piccola
nuova legge, l’attesa incontra il gno di Dio, le sue promesse, il “virgola” degli antichi rotoli. E’
suo compimento, la radice di suo progetto di salvezza univer- dentro questa prospettiva che
Iesse un nuovo germoglio. Le sale che va ben oltre gli angusti tutta la vita di Gesù, che ogni
braccia protese del vecchio Si- confini del popolo ebraico. Giu- sua parola, ogni suo gesto e tutto
meone sembrano il ventre ormai seppe e Maria salgono al tempio ciò che si riferisce alla sua perso-
sterile di una donna; il bimbo con il piccolo Gesù per adem- na è LUCE. Così, insieme alla
Gesù che comincia a stringere a piere alla legge di Mosè. Tra le legge e ai profeti si svela anche la
se è la pioggia che feconda la braccia del vecchio Simeone, che nostra vocazione: quella di di-
terra, il sole che illumina la tenue ben rappresentano tutta la legge ventare Luce che brilla
oscurità dei cieli stellati della Pa- e i profeti, misteriosamente, den- nell’oscurità. Il Cristiano è chia-
lestina. Molti anni dopo, durante tro una trama di circostanze e di mato a illuminare “in Gesù sole
la notte, Gesù incontrerà un al- segni, questo bambino, fragile di giustizia” quanti stanno nelle
tro uomo giusto, un certo Nico- come tutti i piccoli d’uomo, si tenebre.
demo, che viene per interrogarlo rivela come luce che illumina don Luciano

Contemplo: Saremo giudicati dalla carità


Preghiamo la
Parola

Su cosa saremo giudicati? Con nostro orizzonte. Tu dici con


Chi mi farà riposare in quale criterio possiamo valutare franchezza che un giorno torne-
te, chi ti farà venire nel
mio cuore a inebriarlo? la nostra vita? Quali atteggia- rai nella gloria e allora apparirà
Allora dimenticherei i menti, quali comportamenti ci con chiarezza l’esistenza riuscita
miei mali, e il mio uni-
co bene abbraccerei: danno la certezza di essere sulla e quella vana.
te. Ecco, le orecchie giusta strada? Saremo giudicati dalla carità.
del mio cuore stanno Oggi, Signore Gesù, noi faccia- Perché ogni soccorso, ogni pic-
davanti alla tua bocca,
Signore. Aprile e di’ mo fatica a paralare di giudizio. colo gesto di benevolenza e di
all’anima mia: la sal- Adduciamo come scusa il ri- consolazione a un fratello o a
vezza tua io sono. Rin-
correndo questa voce schio di ridurre Dio a un giudi- una sorella è come l’avessimo
io ti raggiungerò, e tu ce impietoso e di generare paura compiuto per te, nei tuoi con-
non celarmi il tuo vol- più che amore. Ma forse siamo fronti.
to. (Sant’Agostino, Le
confessioni, I, 54,5) proprio noi a temere qualcosa (Gesù il Figlio, pp.30-31)
che vorremmo cancellare dal

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 927 pagina 4


Santi del giorno: Sant'Oscar (Ansgario), vescovo;
beata Maria Elena Stollenwerk, religiosa.

“Abbiate pazienza con tutti, ma soprattutto con


voi stessi”. (S. Francesco di Sales)
Lunedì
Febbraio
3
4^ settimana Tempo Ordinario

TO

Il Santo del Giorno: san Biagio


Parola di Dio Nei 14 santi ausiliatori, di cui fa parte anche san Biagio,
in briciole scorgiamo la saggezza della “pedagogia di Dio”, che ci in-
segna ad affidarci e a fidarci perché spesso dai nostri ma-
lanni, sia fisici che spirituali, non ne usciamo da soli. Essi
sono quindi i santi della “compagnia di Dio”, che ci aiuta-
L’incrollabile fede in Dio
di Davide no a scorgere la sua presenza nella vita quotidiana, segnata
Pagina curata da Don Luciano V. M. anche da piccoli grandi mali. Al santo martire, vescovo di
“...forse il Signore guarderà la mia afflizio- Sebaste tra il III e il IV secolo, è affidata la protezione dai
ne e mi renderà il bene in cambio della mali della gola, perché la tradizione gli attribuisce la guari-
maledizione di oggi....” gione miracolosa di un ragazzo o di un giovane al quale si
(2 Sam 15,13-14,30;16,5-13a) era conficcata una lisca di pesce proprio in gola. Secondo
l'agiografia Biagio era un medico, divenuto poi vescovo;
Conosciamo bene Davide
venne arrestato, torturato e ucciso nel 316 durante una
guerriero valoroso, a volte an-
che impulsivo, spregiudicato, persecuzione scoppiata nel contesto di alcuni contrasti tra
comunque dotato di una gran- gli imperatori Costantino e Licinio.
de forza che non lo fa arresta-
re di fronte al più temibile ne- Vangelo Mc 5,1-20
mico. Qui lo troviamo mite e
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero all'altra riva del mare,
dimesso di fronte a chi lo in- nel paese dei Gerasèni. Sceso dalla barca, subito dai sepolcri gli venne
sulta e arriva persino a gettare incontro un uomo posseduto da uno spirito impuro. Costui aveva la
sassi contro di lui e il suo se- sua dimora fra le tombe e nessuno riusciva a tenerlo legato, neanche
guito. Il cammino di Davide, con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma
scalzo come i prigionieri di aveva spezzato le catene e spaccato i ceppi, e nessuno riusciva più a
guerra, in pianto e con il capo domarlo. Continuamente, notte e giorno, fra le tombe e sui monti, gri-
coperto è come il cammino del dava e si percuoteva con pietre. Visto Gesù da lontano, accorse, gli si
penitente che confida nella gettò ai piedi e, urlando a gran voce, disse: «Che vuoi da me, Gesù,
misericordia di Dio e questa Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentar-
sola desidera a discapito del mi!». Gli diceva infatti: «Esci, spirito impuro, da quest'uomo!». E gli
proprio onore e della propria domandò: «Qual è il tuo nome?». «Il mio nome è Legione – gli rispose
– perché siamo in molti». E lo scongiurava con insistenza perché non
posizione da difendere. La
li cacciasse fuori dal paese. C'era là, sul monte, una numerosa mandria
complessità e la grandezza di di porci al pascolo. E lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, per-
Davide non si fondano sulle ché entriamo in essi». Glielo permise. E gli spiriti impuri, dopo essere
virtù umane o sui suoi difetti, usciti, entrarono nei porci e la mandria si precipitò giù dalla rupe nel
ma sulla incrollabile fede in mare; erano circa duemila e affogarono nel mare. Mentre risaliva nella
Dio al quale rimane legato co- barca, colui che era stato indemoniato lo supplicava di poter restare
me un figlio a un padre pieno con lui. Non glielo permise, ma gli disse: «Va' nella tua casa, dai tuoi,
di amore, nonostante le sue annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avu-
debolezze e il suo peccato. to per te». Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli quel-
lo che Gesù aveva fatto per lui e tutti erano meravigliati.

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 927 pagina 5


Anche tra sassi e pietre nascono i fiori... meditazione di don Luciano

Disperazione. Con questo l’accusatore per eccellenza, lontana, di un volto dolce


termine possiamo descri- presenta il suo conto: un e luminoso, di una carezza
vere il dra mma peso che schiaccia la co- tenue e delicata. Ecco si
dell’indemoniato che Gesù scienza sotto il velo della avvicina il Signore della
incontra nella regione dei tristezza, nel sepolcro di vita e anche i demoni, che
Gerasèni. un rimorso che toglie il attanagliano il cuore degli
Una spelonca come rifu- respiro alla gioia di vivere. uomini, tremano, si ingi-
gio, il tintinnio delle cate- E vagando da un sepolcro nocchiano, supplicano:
ne, litania che ricorda il all’altro, ci si abbruttisce, si «Mandaci da quei porci, perché
male compiuto, parale consuma l’oscuro godi- entriamo in essi». E mentre
sconnesse che soffocano il mento del male altrui, se- la mandria precipita nel
dramma interiore di una gno di una presenza mal- mare del nulla, l’uomo vie-
vita legata per sempre ad vagia che ci allontana da ne rivestito con gli abiti di
un passato che si impadro- noi stessi, da Dio, dai fra- una rinnovata dignità, con
nisce e imprigiona il pre- telli. Ma anche tra i sassi e il sigillo della figliolanza
sente, togliendogli ogni le pietre, sull’orlo dei pre- divina, coi calzari che lo
anelito di vita. cipizi più profondi nasco- liberano dai ceppi della
L’ombra di un tradimento, no i fiori, sboccia il colore schiavitù. Ora per la Deca-
l’i nn oc en za p erduta, tenue della speranza, spira poli un uomo proclama le
l’infedeltà non voluta ma la brezza lieve della nostal- meraviglie che Dio ha o-
tante volte ricercata . Sata- gia. Desiderio di cose che perato nella sua vita.
na, l ’i nga nnat ore , hanno il sapore di una casa don Luciano

Contemplo:
Preghiamo la Tu che sei acqua viva
Parola

Come potremo attraversare le viva, e ti chiederemo di darci,


Signore Gesù tu con i
tuoi miracoli ci dai lande desolate dell’odio, le step- giorno dopo giorno, la tua ac-
sempre messaggi rassi-
curanti e consolanti. pe dell’ingratitudine, i deserti qua che zampilla limpida e fre-
Oggi ci dici che dob- dell’incomprensione? Come po- sca, la tua acqua che spegne la
biamo sentirci sicuri
nelle tue mani, perché tremo vincere la tristezza e sete che ci attraversa, la tua ac-
tu davvero ci proteggi l’arsura che si insinua nelle pie- qua che permette di affrontare
dal male, da ogni male.
La tua volontà è sem- ghe riposte nel nostro animo le torride temperature, le zone
pre e solo una volontà quando tutto sembra desolazio- più difficili, i conflitti più lace-
di bene per ciascuno
di noi. Fa’ che quando ne, lotta spietata, concorrenza ranti.
viviamo momenti dif- terribile, quando non si rispar- Nei deserti della vita solo tu ci
ficili, non ci perdiamo
mai d’animo ma ricor- miano i colpi per raggiungere i sei ristoro.
riamo fiduciosi a te. (Il mistero di Dio, p. 36)
Amen! propri interessi?
Verremo a te, tu che sei acqua

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 927 pagina 6


Santi del giorno: Sant’Eutichio, martire; san
Gilberto di Sempringham, sacerdote .

“La gioia risiede nell’imtimo dell’anima, si può


possederla tanto in una oscura prigione, quanto in uno
splendido palazzo”. (S.Teresa di Lisieux)
Martedì
Febbraio
4
4^ settimana Tempo Ordinario

TO

Il Santo del giorno:san Giuseppe da Leonessa


Parola di Dio Nato a Leonessa, nel Reatino, l'8 gennaio 1556, Eufranio
in briciole Desideri rimase orfano da piccolo e a 16 anni entrò nel
convento dei cappuccini di Assisi: a 17 anni pronunciò i
voti e prese il nome di Giuseppe. Ordinato sacerdote nel
1580 si dedicò alla predicazione. Ma il suo sogno era la
Una misericordia colma di missione, sogno che si avverò quando, a 31 anni, venne
mandato a Costantinopoli dove i vescovi cattolici erano
pietà
stati allontanati e i fedeli rimasti erano emarginati: a costo-
Pagina curata da Don Luciano V. M.
ro i cappuccini davano assistenza. Ma Giuseppe si spinse
“...il re è desolato a causa del figlio ” oltre, cercò di parlare al sultano Murad III, provò a pene-
(2Sam 18,9- trare nel suo palazzo ma venne arrestato. Dopo essere sta-
10.14b.21a24-25a.30-32;19,1-3) to legato a una trave sotto la quale ardeva un fuoco per tre
Assalonne, benché teneramen- giorni, venne espulso dal Paese. Tornò in Italia e riprese a
te amato da Davide, costituisce fare il predicatore. In ogni paese che attraversava lasciava
per lui un pericolo e una mi- un segno indelebile: a tal punto che nacquero molte con-
fraternite intitolate al suo nome. Morì ad Amatrice il 4
naccia, vista la sua ribellione e
febbraio 1612 a seguito di una dolorosa malattia. È stato
l’imminente scontro bellico tra proclamato santo da Benedetto XIV nel 1746.
l’esercito del re e quello dello
stesso figlio. Davide fa di tutto
per risparmiargli la vita, ma il
comandate Ioab, che teme per Vangelo Mc 5,21-43: “La tua fede ti ha salvata”.
la sicurezza e l’incolumità del
Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno. Or una
re, decide di uccidere il giova-
donna, che da dodici anni era affetta da emorragia e ave-
ne, finendolo al cuore con tre va molto sofferto per opera di molti medici, spendendo
frecce, lì dove era rimasto im- tutti i suoi averi senza nessun vantaggio, anzi peggioran-
pigliato fra i rami del terebinto. do, udito parlare di Gesù, venne tra la folla, alle sue spal-
Il temperamento complesso di le, e gli toccò il mantello. Diceva infatti: “Se riuscirò an-
Davide, che viene a conoscen- che solo a toccare il suo mantello, sarò guarita”. E
za della morte del figlio, anco- all’istante le si fermò il flusso di sangue, e sentì nel suo
ra una volta ci stupisce; si corpo che era stata guarita da quel male. Ma subito Ge-
chiude nel pianto e nel dolore sù, avvertita la potenza che era uscita da lui, si voltò alla
fino a esclamare: “Fossi morto folla dicendo: “Chi mi ha toccato il mantello?”. I disce-
io al posto tuo!”. E’ l’amore poli gli dissero: “Tu vedi la folla che ti si stringe attorno
del padre verso il figlio che e dici: Chi mi ha toccato?”. Egli intanto guardava intor-
non viene scalfito dal male o no, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna
dal rancore; un amore che non impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto,
esulta in una giustizia che ha venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Gesù
nel suo orizzonte la vendetta, rispose: “Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii
ma che sa piangere di una mi- guarita dal tuo male.”
sericordia colma di pietà.

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 927 pagina 7


“Che anch’io continui ad aver fede...” pagina curata don Luciano

Gesù vede la folla che gli cordia di colui che è ve-


sta attorno, ma non en- nuto a salvare chi è per-
tra in contatto con lui, e duto. Chi ha toccato Ge-
avverte, per la potenza sù? La fede! “Figlia, la
che è uscita da lui, che tua fede ti ha salvata”: la
qualcuno l’ha toccato. fiducia incondizionata
Chi l’ha toccato? Una nella parola di Gesù, e
domanda posta a voce nella su potenza.
Si può semplicemente alta, oltre le obiezioni dei Che anch’io non tema la
stare tra la folla che ri- discepoli, domanda im- resistenza e la derisione
conosce Gesù, lo segue e portante per quella don- della folla, ma continui
gli si stringe attorno. La na e per me, un appello ad aver fede!
folla anonima mossa dal- ad uscire dal nascondi-
le motivazioni più dispa- mento, carico di dolore e
rate: curiosità, conve- di vergogna, verso lo
nienza, necessità…. sguardo carico di miseri-

Preghiamo la Contemplo:
Parola
Misericordia e pace
Guidami, luce amabile,
tra l'oscurità che mi Tu fai cose nuove: per questo tere di morte sul tuo Figlio.
avvolge. Guidami in-
nanzi, oscura è la notte, restiamo davanti a te pieni di Per questo restiamo meravigliati
lontano sono da casa.
Dove mi condurrai? stupore. Non sei come ti immaginavamo.
Non te lo chiedo, o Si attendevano il Dio forte e po- Non operi secondo i nostri cri-
Signore! So che la tua
potenza m'ha conserva- tente, e tu ci hai visitati nella teri. Ci obblighi a purificare le
to al sicuro da tanto
tempo, e so che ora mi carne umana. Si aspettavano il nostre attese e i nostri desideri.
condurrai ancora, sia
pure attraverso rocce e Dio giudice, che non lascia pas- Fai molto di più di quello che
precipizi, sia pure attra-
verso montagne e de- sare neanche la più piccola col- chiedevamo, ma agisci anche
serti sino a quando sarà
finita la notte. Non è pa, e tu sei venuto a offrire mi- diversamente, con criteri nuovi,
sempre stato così: non
ho sempre pregato per- sericordia e pace. Cercavano il con un cuore compassionevole.
ché tu mi guidassi! Ho Dio che castiga e ripristina ordi- (Dio di Gesù, pp.14-15)
amato scegliere da me il
sentiero, ma ora tu gui- ne e giustizia, e tu hai lasciato
dami!
(John Henry Newman) che il male scaricasse il suo po-

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 927 pagina 8


Santi del giorno: Sant'Avito, vescovo; beata Elisa-
betta Canori Mora, madre di famiglia.

Chi soffre e tace, grida: col grido della pazienza”.


(S. Caterina da Siena)
Mercoledì
Febbraio
5
4^ settimana Tempo Ordinario

TO

Il Santo del Giorno: sant’Agata


Parola di Dio La fede ci rende belli perché dona la luce di Dio, un ba-
in briciole gliore che anche gli occhi del mondo sanno riconoscere,
ma che non sempre accettano. Fu la bellezza di sant'A-
gata ad affascinare il proconsole di Catania, Quinziano,
che imbastì un processo contro di lei sperando che la
Le mani del Signore custodi- giovane abbandonasse il Vangelo per cadere tra le sue
scono con amore e misericor- braccia. Una bramosia alla quale la giovane, nata nei pri-
dia la nostra vita mi decenni del III secolo a Catania in una famiglia nobi-
Pagina curata da Don Luciano V. M. le di fede cristiana, non cedette. Quando aveva 15 anni,
“...ebbene, cadiamo nelle mani del Signore infatti, Agata aveva scelto di donarsi al Dio di Gesù Cri-
perché la sua misericordia è gran- sto e il suo vescovo accettò di imporle il velo rosso delle
de….” (2Sam 24,2.9-17)
vergini consacrate. Arrestata nel 251 fu processata e or-
C’è sempre la tentazione di fi- ribilmente torturata dopo aver rifiutato di rinnegare la
darci delle nostre forze, facen- propria fede e aver resistito ai tentativi di seduzione da
doci sicuri di numeri, quantità parte di Quinziano. Morì dopo essere stata gettata in
che rafforzano il nostro senso cella agonizzante.
di potere, escludendo la potenza
amorevole di Dio. Troppe volte
facciamo coincidere il benessere Vangelo Mc 6,1-6: “E molti,
e il successo con ciò che possia- ascoltando, rimanevano stupi-
mo contare con soddisfazione; ti”
e si arriva a contare di tutto: dai
soldi accumulati alle persone In quel tempo, Gesù venne
che abbiamo a “nostra” disposi- nella sua patria e i suoi disce-
zione. Davide capisce l’errore poli lo seguirono. Giunto il
compiuto e cerca di rimettersi sabato, si mise a insegnare
nelle mani del Signore, le uniche
che con forza e senza inganno nella sinagoga. E molti, ascol-
alcuno possono guidare la sua tando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono
vita e la storia di alleanza con il queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i
suo popolo. Capisce che è me- prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il
glio cadere nelle mani del Crea-
tore, piuttosto che in quelle de- falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di
gli uomini. E’ meglio confidare Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?».
in Dio piuttosto che nella po- Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un
tenza e nei potenti. Perché le
mani del Signore sono quelle
profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi pa-
che ci hanno creato con amore renti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio,
e con altrettanto amore e mise- ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravi-
ricordia custodiscono come gliava della loro incredulità. Gesù percorreva i villaggi d'intor-
nessuno la nostra vita, nono-
stante la nostra fragilità, anzi
no, insegnando.
proprio a causa di quest’ultima.

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 927 pagina 9


Tenere il cuore aperto alla novità del Signore a cura di don Luciano

Ma se a destare stupore è presumiamo di sapere


qualcosa o qualcuno di degli altri e di noi stessi
già conosciuto, allora la si cristallizza in un giudi-
precomprensione e il zio che blocca il fiorire
pregiudizio rischiano di di una novità buona.
soffocare la meraviglia e Anche quello che credia-
di declassare la novità mo di sapere su Dio a
nei binari del già cono- volte diventa un freno
Lo stupore è il sintomo sciuto e scontato. per la sua grazia.
della grandezza Lo stupore allora si tra- Signore, aiutaci a tenere
dell’uomo, è il principio sforma in scandalo, osta- il cuore umile e aperto
della domanda e della colo per sé e per l’altro: alla tua perenne novità.!
ricerca, l’inizio del sapere “E Gesù non potè ope-
che dovrebbe diventare rare nessun prodigio”….
sapienza. Quante volte ciò che

Contemplo:
Sai attendere i tempi lunghi
Preghiamo la
Parola Tu vieni accanto a coloro che stra ferita sanguina di meno, che
soffrono e offri la tua presen- tu stai guarendo la nostra vita.
Da una preghiera za…..Come un amico che si sie- Si, tu vieni per guarire ma senza
ebraica
de accanto e resta nel silen- gesti magici: preferisci il contat-
Io credo nel Sole zio…...Come un compagno di to rischioso con questa nostra
anche quando non viaggio che fa strada insieme umanità dolente. Si, tu offri mi-
brilla.
Io credo senza proferire parola. sericordia, ma senza fretta: sai
nell’Amore anche Solo dopo un po’ noi ci accor- attendere i tempi lunghi del no-
quando non lo sen-
giamo che stai portando insieme stro cuore malato.
to.
Io credo in Dio an- a noi quei pesi che ci fanno tan- (Dio di Gesù, pp.16-17)
che quando tace. to soffrire. Solo dopo un po’
sentiamo che il nostro fardello è
diventato più leggero, che la no-

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 927 pagina 10


Santi del giorno: San Guarino di Palestrina,
vescovo-San Francesco Spinelli, sacerdote .

“L’amore se c’è opera, se non opera non c’è”.


(S.Gregorio Magno)
Giovedì
Febbraio
6
4^ settimana Tempo Ordinario

TO

Il santo del giorno: San Paolo Miki e compagni


Parola di Dio
San Paolo Miki è un seme piantato nel cuore della
in briciole Chiesa giapponese e un segno delle dimensioni entro
cui si colloca il cammino della fede: missione e testi-
monianza. La vita di questo martire, infatti, si svolse
nel solco dell’eredità di san Francesco Saverio, missio-
Seguire la legge del Si- nario che fu padre della Chiesa in Giappone. Miki,
gnore poi, fu chiamato a versare il proprio sangue, come te-
Pagina curata da Don Luciano V. M. stimone di quel Vangelo di cui si era fatto portatore
“ I giorni di Davide si erano avvicinati nella sua cultura. Nato a Kyoto nel 1556, a 22 anni era
alla morte. ….” novizio gesuita, primo religioso cattolico giapponese.
(Re 2,1-4.10-12) Da sacerdote fu un instancabile predicatore e percorse
senza sosta il Paese, all’inizio senza ostacoli da parte
La giornata terrena del re Da- dello Shogun, capo militare e politico del Paese. Ma
vide si conclude. Persona di poi la tolleranza si trasformò in persecuzione e Paolo
grandi qualità, ma anche dalla Miki venne arrestato nel 1596: venne ucciso poche
personalità complessa e per settimane dopo con 26 compagni.
certi versi tenebrosa, egli affida
il regno a Salomone. Tra tutte
le raccomandazioni che poteva
fargli, la più importante risulta
una sola: seguire la legge del Vangelo Mc 6,7-13: “Chiamò a se
Signore per riuscire in ogni i dodici”.
progetto a favore suo e del po-
polo. Questo è un grande inse- In quel tempo, Gesù chiamò a sé
gnamento anche per noi. i Dodici e prese a mandarli a due
Quando vogliamo riuscire in a due e dava loro potere sugli spi-
un progetto o intraprendere riti impuri. E ordinò loro di non
una nuova strada, forse do- prendere per il viaggio nient’altro
vremmo chiederci anzitutto se che un bastone: né pane, né sac-
questo ci aiuterà a obbedire a ca, né denaro nella cintura; ma di
Dio e alla sua Parola, o se piut- calzare sandali e di non portare
tosto ce ne allontanerà. Infatti, due tuniche. E diceva loro: «Dovunque entriate in una
spesso, anche se il mondo ci casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qual-
promette riuscite sicure e suc- che luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, anda-
cesso certo, dobbiamo fare tevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testi-
attenzione: mettere da parte la monianza per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la
legge di Dio può provocare la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano
più grande sconfitta della no- con olio molti infermi e li guarivano.
stra vita.

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 927 pagina 11


Bastone e sandali meditazione di don Luciano Vitton Mea -Parroco di Bovegno

Non è facile seguire Ge- tutte le certezze fabbrica- scesi pendii risaliti, fre-
sù, percorrere la sua stes- te con “mani d’uomo”; sche acque bevute ai bor-
sa strada, interpretare la strumento necessario per di di una semplice fonte;
vita così, come l’ha con- ripulire l’angusto sentiero volti incontrati, drammi
cepita Lui. Il cristiano della nostra vita pieno di vissuti che costruiscono
non deve e non può ap- rovi che ben rappresenta- nel cuore i lineamenti di
poggiarsi sui potenti mez- no il nostro e l’altrui pec- un uomo nuovo. Stupen-
zi usati dagli uomini; deve cato. da avventura vissuta con
accontentarsi di un basto- I sandali che ci ricordano un bastone e un paio di
ne e di un paio di sandali. la strada, i polverosi sen- sandali; ecco all’orizzonte
Simboli semplici per e- tieri, i crocicchi lontani; un piccolo bivio, i ruderi
sprimere tutto il contenu- luoghi d’incontro, vene di una vecchia santella: un
to di un’esistenza. dove scorrono e si consu- povero mi attende. È il
Il bastone indica la fede, mano le gioie e le soffe- tuo dolce volto Signore
l'unica ancora per gli ami- renze umane. Beato ba- della vita, Dio della stra-
ci di Gesù, sostegno indi- stone, semplici sandali. da.
spensabile nei momenti Quanti ricordi mi legano don Luciano
difficili, quando crollano a voi: valli percorse, sco-

Preghiamo la
Parola Contemplo:
Vieni, Signore, nella Bisognosi di senso
preghiera della tua chie-
sa che ti chiama! Vieni, Dentro di noi hai messo il tuo accade. Il tuo soffio creatore ha
nel grido dell'oppresso
che domanda giustizia! soffio creatore: IL tuo alito di messo dentro di noi desideri
Vieni, nella fame del
disgraziato che sta mo- vita percorre le nostre membra. smisurati che tu solo puoi col-
rendo! Vieni nello sfor-
zo dell'uomo verso la Per questo ci troviamo a vivere mare.
città felice! Vieni, nella
decadenza del peccatore un’avventura più grande di noi. E quando tradiamo la natura
che vuol rivivere! Vieni, Perché noi non siamo solo degli profonda della nostra vita,
nella parola di coloro
che proclamano la buo- organismi che hanno bisogno di quando ci troviamo a essere av-
na notizia! Vieni, nella
carità di coloro che si mangiare e di bere, di dormire. vizziti e secchi come piante inu-
prendono cura dei pro-
pri fratelli! Vieni, nel Noi abbiamo bisogni più gran- tili, solo il tuo soffio creatore
mistero della tua incar-
nazione. Vieni, nell'eu- di: bisogno di amore, di tenerez- riporta vitalità alla nostra esi-
caristia in cui annuncia- za, di compagnia, di amicizia, di stenza.
mo il tuo ritorno! Vieni,
nel soffio del tuo Spirito sostegno, di conforto. Bisogno (Il mistero di Dio, pp. 37-38)
santo!
Joseph Gelineau di senso, bisogno di darci una
ragione per tutto quello che ci

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 927 pagina 12


Santi del Giorno: Beato Pio IX Papa; beata
Anna Maria Adorni, fondatrice.

“La vita del corpo è l’anima, ma la vita


dell’anima è Dio”. (Sant ‘Agostino)
Venerdì
Febbraio
7
4^ settimana Tempo Ordinario

TO

Il Santo del Giorno: san Riccardo


Parola di Dio
La vita dell'uomo si compie in cammino: la sua intera esistenza è un
in briciole percorso alla ricerca dell'infinito e la meta sta proprio nel mettersi
sulla strada. Così la morte di san Riccardo, avvenuta a Lucca mentre
da pellegrino si trovava sulla via verso le tombe degli Apostolia Ro-
ma, non è il fallimento di un intento, ma il compimento di un per-
Dio ci ama sempre corso. La tradizione gli attribuisce il titolo di re, anche se probabil-
Pagina curata da don Luciano mente era solo di famiglia nobile, originario del Wessex. Ciò che è
certo è che Riccardo fu il padre di tre santi: Villibaldo, poi vescovo
“...Il Signore perdonò i suoi peccati, innal- di Eichstatt, Vunibaldo, abate di Heidenheim, e Valburga. Con i pri-
zò la sua potenza per sempre, gli concesse
un’alleanza regale e un trono di gloria in mi due Riccardo partì in pellegrinaggio verso Roma nel 720, attra-
Israele….” versando la manica, risalendo la Senna fino a Rouen e visitando poi
(Sir 47.2-13 (NV) (gr47.2-11)
molti santuari francesi. Il suo cammino però teminò a Lucca nel
722.
Il libro del Siracide ci presenta
la vicenda di Davide con toni
lirici e trionfali, pur senza na-
scondere il fatto che egli fu
anche un peccatore, e che
spesso disobbedì al Signore. Vangelo Mc 6,14-29
Ma Dio non ritira la sua mise- In quel tempo, il re Erode sentì parlare di Gesù, perché il suo no-
ricordia e la sua fedeltà da nes- me era diventato famoso. Si diceva: «Giovanni il Battista è risorto
suno, anche se questi diventa dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi». Altri invece
infedele e si ribella alla sua leg- dicevano: «È Elìa». Altri ancora dicevano: «È un profeta, come
uno dei profeti». Ma Erode, al sentirne parlare, diceva: «Quel Gio-
ge. Questo per noi è davvero vanni che io ho fatto decapitare, è risorto!». Proprio Erode, infatti,
confortante: l’amore di Dio aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione
non si guadagna, non si merita a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l'aveva
e non si compra con le nostre sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere
buone azioni. Dio ci ama sem- con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e
pre ed è sempre al nostro fian- voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Gio-
co. Piuttosto, il vero peccato è vanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell'a-
quando noi ci allontaniamo da scoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.
Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo comple-
lui e non vogliamo che diventi anno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli
parte della nostra esistenza. In ufficiali dell'esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della
tale caso ci escludiamo da que- stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora
sta relazione di amicizia e di il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò».
amore. Quando camminiamo E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse
con Gesù, facciamo grandi co- anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che
se, perché la sua bontà miseri- cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Bat-
cordiosa si manifesta chiara- tista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo:
«Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il
mente attraverso la nostra po- Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei
vertà. commensali non volle opporle un rifiuto.

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 927 pagina 13


Potere e lussuria a cura di don Luciano Vitton Mea -Parroco di Bovegno

Il timore del re Erode gi. Giustizia è il modo lo. Anzi, proprio il suo
(un sovrano tutt'altro giusto di rapportarsi a se tendere a queste catego-
che encomiabile!) non è stessi, a Dio, al prossi- rie essenziali del tempo
un sentimento di paura mo. Santità è vivere in e dell'eternità fanno di
ma piuttosto di quell'am- profondità il rispetto e lui quell'esemplare uma-
mirazione per una perso- l'amore riconoscente per no che dà gloria a Dio e
na che avverte tanto su- Dio che ci ha regalato attiva la stima degli uo-
periore a lui. Nella vita l'esistenza e, in Cristo mini. Anche gente di
di Erode gioca la prepo- Gesù, l'ha riscattata dal dubbia qualità etica, che
tenza di due passioni: vero male che è il pecca- occupa a volte, come
quella del potere e quel- to. L'uomo giusto e Santo Erode, posti di prestigio
la della lussuria, mentre è umile, percependo il in società, avverte il se-
in Giovanni splendono suo limite, ma non è rat- greto fascino di chi è
giustizia e santità. Ecco, trappito dentro forme ed giusto e santo.
sono proprio queste due espressioni di un'umanità
qualità della vita che in- priva di coraggio e di
terpellano il cristiano di slancio verso tutto ciò
sempre, anche noi, og- che è vero buono e bel-

Contemplo:
Preghiamo la
Parola Forza che non umilia

Signore Dio nostro, Strana forza, la tua, o Dio! For- gliendo.


noi si speri nella co-
pertura delle tue ali, e za effettiva che non ha bisogno Tu sei forza, una forza benevo-
tu proteggi noi, sor- di fare sfoggio di sé, che si eser- la, la forza dell’amore che ignora
reggi noi. Tu ci sor-
reggerai, ci sorregge- cita attraverso i deboli, le perso- le tecniche per conquistare la
rai da piccoli, e anco- ne fragili e quelle rispettose gente, che non si affida ai son-
ra canuti ci sorregge-
rai. La nostra fermez- dell’altrui libertà. daggi per guidare le masse, che
za, quando è in te, Forza che non umilia, che non raggiunge i cuori nel modo più
allora è fermezza;
obbliga, che non vuole domina- semplice, più povero e disar-
quando è in noi, è
infermità. Il nostro re, che realizza i progetti non mante. Forza che trascina con la
bene vive sempre comandando, ma servendo; non convinzione, che fa diventare
accanto a te.
(Sant’Agostino, Le Con- mettendo a tacere, ma dando la eroi anche i deboli.
fessioni, IV,16,31)
parola; non castigando e pun- (Il mistero di Dio, pp. 39-40)

gendo, ma perdonando e acco-

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 927 pagina 14


I santi del giorno: Sant'Onorato di Milano,
vescovo; santa Giuseppina Bakhita, vergine.

La bontà vince sempre, essa ha un culto segreto anche


nei cuori più freddi, più solitari, più lontani. (Don Orione)
Sabato
Febbraio
8
4^ settimana Tempo Ordinario

TO

Santo del giorno: san Girolamo Emiliani


Parola di Dio
È spesso nel buio delle nostre stesse prigioni che è pos-
in briciole sibile ritrovare la luce vera: là dove sperimentiamo l'ab-
bandono del mondo improvvisamente ci sentiamo ama-
ti e sollevati sopra le ferite e i limiti della nostra esisten-
Vangelo Mc 6,30-34: “ Sceso za. Così fu per san Girolamo Emiliani (o Miani), fonda-
dalla barca, egli vide una gran tore della Congregazione dei Chierici Regolari di Soma-
folla, ebbe compassione di lo- sca, conosciuti più semplicemente come Padri Soma-
ro”.
schi. Nato a Venezia nel 1486, nel 1509 aveva intrapre-
In quel tempo, gli apostoli si so la carriera militare, ma nel 1511 fu imprigionato a
riunirono attorno a Gesù e gli Castelnuovo di Quero dai soldati della Lega di Cambrai.
riferirono tutto quello che ave- Quell'esperienza lo segnò per sempre: tornò a Venezia e
vano fatto e quello che aveva- fino al 1527 mantenne il suo ruolo pubblico, ma poi,
no insegnato. Ed egli disse lo- davanti al diffondersi di carestia e peste decise di pren-
ro: «Venite in disparte, voi soli, dersi cura dei poveri e dei malati, anche vendendo i pro-
in un luogo deserto, e riposate- pri beni. Tra il 1531 e il 1534 diede vita alla sua congre-
vi un po'». Erano infatti molti gazione, che venne istituita a Somasca, tra Bergamo e
quelli che andavano e veniva- Lecco. Morì di peste nel 1537.
no e non avevano neanche il
tempo di mangiare. Allora an-
darono con la barca verso un
luogo deserto, in disparte.
Molti però li videro partire e Medita
capirono, e da tutte le città ac-
corsero là a piedi e li precedet- Gesù fin dall’inizio ha coinvolto gli uomini nella sua mis-
tero. Sceso dalla barca, egli sione, chiamando alcuni tra quelli che incontrava perché
vide una grande folla, ebbe stessero con lui e poi andassero a moltiplicare il suo an-
compassione di loro, perché nuncio e la sua forza di liberazione e pace per gli uomini
erano come pecore che non oppressi dal male.
hanno pastore, e si mise a inse-
gnare loro molte cose. Il tempo della missione, però, ha bisogno del tempo tra-
scorso in ascolto del divino maestro, così come il divino
maestro è in ascolto del Padre che lo ha mandato, sem-
pre.
Possiamo dare solo ciò che abbiamo ricevuto e non si può
continuare a dare se non continuando ad attingere dalla
sorgente.
Dall’ascolto di Gesù nasca e rinasca in noi la capacità di
compassione, vera espressione di un’umanità compiuta.

Non di solo pane Tempo Ordinario - Numero 927 pagina 15


Non di solo Pane SOS
Non di Solo Pane
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Si comunica ai lettori di Non di Solo Pane che chi ha intenzione di fare
un’offerta a titolo di contributo spese stampa non deve più usare il prece-
dente bollettino postale, bensì recarsi presso gli Uffici Postali con la propria
carta d’identità e il codice fiscale (tessera sanitaria)ed eseguire il versamen-
to su POSTEPAY N. 5333171080666908 con la causale “contributo spese
stampa Non di Solo Pane”. (il costo di tale operazione è pari a 1 euro).

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versamento su POSTEPAY
N.5333171080666908
con la causale “contributo spese
stampa Non di Solo Pane”.
2 febbraio 2020 - 4^ domenica Tempo Ordinario -

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Settimanale di preghiera per la famiglia

Coordinatrice Anno XXII - n. 926


Fiorella Elmetti Domenica 26 gennaio 2020
Anno A - Anno XXII - N° 927

Redazione Chiuso il 18/01/2020


don Luciano Vitton Mea, Numero copie 1350
don Carlo Moro, don Fabio Marini,
Stampato in proprio
don Diego Facchetti, Fiorella Elmetti,
Tiziana Guerini, Cristina Sabatti e Marina Tanfoglio

Grafica e stampa
don Luciano Vitton Mea

Ideato da
don Luciano Vitton Mea

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