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La mappa

Come orientarsi
La “Sezione Giovani” è organizzata in tre tappe:

Non dire: “Sono giovane”...


Io sono con te.
Ger 1,7-8

Su di lui si poserà
lo Spirito del Signore
Is 11,2

Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia,


pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà,
mitezza, dominio di sé
Gal 5,22

Inoltre due schede iniziali “1a” e “1b” contengono rispettivamente:

Materiale Extra - Idee per un percorso


con la descrizione del materiale integrativo presente sul cd-rom

Materiale Extra – Veglie e incontri di preghiera


con le specifiche del materiale reperibile sul cd-rom per organizzare incontri
di preghiera, veglie e attività di catechesi specifiche per i cresimandi.
Consigli pratici

◦ Partire dall’esperienza
Partiamo da ciò che i giovani vivono e sperimentano, dalle loro domande e dai loro
interessi per “far guardare” loro le cose da un punto di vista diverso e viverle in un modo
nuovo.
Ci sono due tipi di esperienze: quelle vissute singolarmente dai giovani (la scuola, gli
affetti, i rapporti con gli amici o con gli adulti...) e quelle che possono essere fatte insieme
(una settimana di vita comune, un impegno di servizio preso in oratorio, una gita, un film
visto insieme, un campo di lavoro...).
Dentro ad ognuno di questi vissuti c'è sempre un mondo che si apre.
◦ Illuminare il vissuto
Leggiamo insieme quello che si vive e che si è vissuto, facciamo parlare l’esperienza che ha
già in sè qualcosa da insegnare o dalla quale possono emergere delle domande.
Il ruolo dell'educatore è far venire alla luce ciò che potrebbe restare in ombra e aprire
prospettive nuove, far scoprire nuove illuminazioni, avviare verso nuovi percorsi, far
risuonare parole nuove, stimolare pensieri e accendere i cuori.

◦ Cogliere tutte le occasioni


“Il bello della diretta è l’imprevedibile” affermano attori e presentatori in teatro e alla TV.
Seguiamo il loro consiglio, non serve applicare sempre alla lettera il percorso ma è
fondamentale saper cogliere le occasioni che non si possono e non si devono lasciar cadere,
in base al gruppo di giovani che si ha di fronte e che si impara volta per volta a conoscere.

Mappa concettuale del percorso

Le tabelle che seguono presentano, in sintesi, il percorso con il numero della scheda, l’argomento

che tratta, l’attività, i riferimenti biblici e gli obiettivi educativi, in modo tale che l’educatore

possa orientarsi e scegliere l’itinerario che ritiene migliore per il suo gruppo.

Per progettare il percorso vi consigliamo di consultare questa tabella; per ogni area vi sono più

schede-proposta, potete leggere l’attività e scegliere la scheda che intendete proporre.

Sul cd trovate tutto il materiale realizzato per la scheda associata, immagini e video

utili all’esperienza, documenti stampabili necessari all’incontro o utili per la

preparazione dell’educatore.
 
 
Area  Scheda  Attività  Obiettivi  Riferimento 
biblico 

Scheda 1a  Idee per un percorso 
Materiale 
extra  Scheda 1b  Veglie e incontri di preghiera 

Un  gioco/attività  per  entrare  nel  tema  e  sintonizzarsi 


Scheda 2  Comunic(am)are  insieme  ai  giovani  sulla  difficoltà  dell’annuncio 
evangelico. 

Punti di vista  Riflettere  sull’importanza  delle  domande  della  vita,  sui 


Scheda 3  e punti di  contesti  in  cui  emergono  e  sulle  vie  idonee  da 
domanda  intraprendere. 

Non dire:   Nella  vita  le  domande  ci  accompagnano  insieme  al 


“Sono giovane”  Scheda 4  Alla ricerca di…  desiderio  di  raggiungere  verità  e  felicità.  Ma  come  Ger 1,7‐9 
muoversi in questa ricerca? 
…Io sono con te 

Si può vivere senza fidarsi di qualcuno?  
La fiducia è:  
‐ in Dio (e nel suo immenso amore); 
‐ negli altri (scoprendo in chi la riponiamo); 
La fiducia 
Scheda 5  ‐ in  me  (nella  mia  storia,  nella  mia  famiglia,  nel  mio 
necessaria  presente  che  mi  vede  partecipe  anche  in  questo 
gruppo). 
La fiducia è anche in uno Spirito Santo che ci illumina ed 
accompagna. 

Invitare  i  giovani  a  scoprire  il  senso  e  il  significato 


Scheda 6  I magnifici 7 
profondo dei doni dello Spirito Santo.  

Comprendere  e  riflettere  sul  dono  della  Sapienza  e 


Scheda 7  “So, se gusto” 
viverlo con atteggiamenti e gesti nella quotidianità. 

Su di lui  
“Leggo dentro  Riflettere  con  il  proprio  gruppo  sui  doni  del  consiglio  e 
si poserà   Scheda 8 
per decidere”  dell’intelletto. 
lo Spirito del 
Is 
Signore  11,1‐10 
‐  …come bere  Riflettere sul dono della fortezza: capire di cosa si tratta e 
Scheda 9  un bicchier  comprendere quando tale dono entra in gioco nella vita 
I 7 doni dello  d’acqua  di ogni giorno. 
Spirito Santo 
 
Riflettere con i giovani sul dono della Scienza.  
L’amore per le creature deriva dall’amore per il Creatore. 
Per  questa  ragione,  la  Scienza  rispetta  la  natura, 
Scheda 10  La giusta misura  comprende  gli  altri  e  con  essi  cammina  verso  la  felicità, 
verso l’Amore che è alla base di ogni amore. Questo è il 
vero  "scienziato":  colui  che  migliora  la  sua  vita  e  quella 
degli altri. 
 
Conoscere un nuovo volto di Dio: non un Dio che giudica, 
Pietà e timore…  
Scheda 11  ma  che  è  presente  e  condivide  tutti  gli  aspetti  della 
di Dio?!  nostra vita. 

“Perché tu sia 
Scheda 12  Scoprire qual è il vero frutto della pace e della gioia. 
felice” 

Riflettere  sull’importanza  di  investire  sui  nostri  talenti 


Scheda 13  Gente di talento 
per mettere in circolo la Benevolenza e la Bontà. 

Offrire  ai  giovani  un’occasione  di  approfondimento  e 


Ma quanta  riflessione sul significato e sul valore della pazienza, della 
Scheda 14 
 pazienza?!?  fedeltà  e  della  mitezza  nell’equilibrio  delicato  delle 
Il frutto dello 
relazioni, sia con se stessi che con gli altri. 
Spirito invece è 
amore, gioia, pace,  Gal 5,22 
pazienza, 
benevolenza,  L’approdo naturale di un cammino di fede è la capacità di 
bontà, fedeltà,  armonizzarsi,  scegliendo  un  percorso  di  coerenza 
mitezza,   Volere ciò che  interiore. 
Scheda 15 
si deve essere  Riflettere  sul  valore  dell’attesa,  come  esperienza  di 
dominio di sé 
autocontrollo in funzione della soddisfazione, attraverso 
  l’ascolto della testimonianza di un membro dell’ACAT. 
‐ 
I 9 frutti dello 
Spirito Santo  Approfondire  il  tema  dell’Amore,  che  racchiude  in  sé  il 
senso di tutta l’opera di Dio e ne è contemporaneamente 
Scheda 16  ClaunAmiamo  origine e finalità. 
Esperienza/attività  in  collaborazione  con  FriulClaun,  da 
concordare con l’Ufficio di Pastorale Giovanile. 

La  religiosità  è  una  dimensione  fondamentale  della 


personalità,  non  un  accessorio.  Non  possiamo 
prescindere  dal  bisogno  di  spiritualità  e  crescita  nella 
Scheda 17  “Prendi il largo!”  Fede:  cogliere  questa  necessità  ci  rende  completi,  più  Lc 5,4 
veri, più autentici. 
Ci  rende  più  forti  nell’intraprendere  “il  Viaggio”  della 
Vita. 

 
Materiale Extra - Idee per un percorso
Abbiamo raccolto sul cd-rom materiale utile a comporre il vostro itinerario in Parrocchia.
Qui di seguito trovate la descrizione del materiale disponibile, unitamente a qualche consiglio sul suo utilizzo.

“Pinocchio, uno di noi”: itinerario spirituale sulla fiaba di Collodi


Descrizione Come usarlo? Consigli pratici
La fiaba di Pinocchio affronta i temi dell’identità • COL SUSSIDIO: integrazione all’attività 4 della Nelle slides: le scritte in arancione sono citazioni del libro. Le frasi
dell’uomo e della sua esigenza innata di sentirsi figlio. scheda de “intelletto e consiglio”. in nero sono commenti, attualizzazioni.
Attraverso il power point reperibile sul cd, che segue • CON I GIOVANI: incontro (lungo) di almeno Materiale necessario: power point e videoproiettore.
passo passo la vicenda di Collodi, si può affrontare il un’ora e mezza oppure due incontri brevi con il
delicato dinamismo tra il desiderio di libertà e il bisogno gruppo di giovani.
di appartenenza, tipico di ogni esperienza umana. • CON I GENITORI: incontro per riflettere sul tema
della paternità, del rapporto genitore-figlio e della
necessità di riavvicinarsi al Padre, riscoprendosi
figli.

Al cinema per “scoprire” i Frutti dello Spirito


Descrizione Come usarlo? Consigli pratici
9 film per approfondire i frutti dello Spirito Santo. Si possono utilizzare modalità diverse: vedere il film e Sul cd-rom è presente un documento per approfondire l’utilizzo dei
Titoli dei film proposti: “The freedom writers”, “Caterina discuterne in un incontro successivo tramite una serie di film come strumento per la catechesi.
va in città”, “Will Hunting”, “Cielo d’ottobre”, “Basilicata domande aperte, oppure stimolare commenti alla visione
coast to coast”, puntata “La mia farfalla” dal telefilm attraverso una serie di immagini del film stesso che pos-
“Scrubs”, puntata “Sul filo dell’errore” dal telefilm “Dott. sono far riflettere sui contenuti proposti, o anche trascri-
House”, “The blind side, “Erin Brockovic”. vere frasi “chiave” della storia e su queste rilanciare ana-
logie con storie personali, …..

1a
Materiale Extra - Veglie e incontri di preghiera
Veglia penitenziale

Documento in formato word con una traccia/schema per una veglia penitenziale strutturata in quattro momenti: alla base dell’incontro c’è il Vangelo di Matteo (2,1-12) che viene proposto
in quattro momenti, accompagnati da riflessioni ed immagini. Un power point è già pronto con delle immagini da proiettare durante le riflessioni.
Culmine e conclusione della veglia è il sacramento della riconciliazione, al termine del quale vengono proposti due momenti: un ringraziamento e un passaggio conclusivo della veglia.

Adorazione eucaristica - 40 ore

Schema per un’adorazione eucaristica durante la Settimana Santa. Lo schema è già pronto per essere stampato ed utilizzato con il gruppo di giovani cresimandi. Ad accompagnare
l’adorazione, oltre ad una serie di riflessioni, troviamo le letture dei profeti, testimonianza di coloro che nella vita hanno saputo cogliere responsabilmente il progetto di Dio nella storia.

Catechesi, ritiri e incontri di preghiera in vista della Confermazione

Un insieme di materiale utile per creare incontri di preghiera e riflessione in vista della celebrazione conclusiva del percorso.
Catechesi sui segni della Confermazione e sullo Spirito Santo, incontro di preghiera in preparazione alla Cresima, invocazione allo Spirito Santo, mini-ritiro sullo Spirito Santo, preghiera
con i segni della Cresima e schema per un incontro di preghiera genitori-padrini.

1b
Comunic(am)are
OBIETTIVO: questa attività è un gioco. Si tratta di un momento ludico adatto MATERIALE:
ad “aprire” l’anno, ad entrare in sintonia con i ragazzi e con i principali proble- due bicchieri di plastica, due piatti di plastica, due rotoli di carta igienica “finiti”,
mi che verranno affrontati. due bottiglie di plastica tagliate a metà, due tazzine di caffè di plastica, allega-
In che termini è possibile parlare di Dio, quali sono i linguaggi efficaci e con- to A -due fogli promemoria-, allegato B -carte progetto-.
temporaneamente corretti per lasciare un piccolo seme nel cuore delle perso-
ne? La Bibbia è disseminata di messaggi poco creduti, di profezie non ascol-
tate o di uomini che non capiscono il vero messaggio profetico.
CD:
• allegato A -due fogli
TEMPO: un incontro. • promemoria-, allegato B -carte progetto-.

DESCRIZIONE ATTIVITÀ

Il gruppo viene suddiviso in due squadre. Entrambe sceglieranno il proprio architetto. Entrambi gli architetti staranno seduti dallo stesso lato del tavolo. I lavoratori, ovvero il
resto della squadra, sederanno dal lato opposto a quello degli architetti. Ogni squadra riceverà un set di materiali da costruzione (1 piatto, 1 bicchiere, 1 carta igienica “finita”, 1
tazzina di caffè, 1 parte superiore della bottiglia, 1 parte inferiore della bottiglia). Mischiate le carte progetto (allegato B), formando un mazzo coperto, e mettetele in modo che
siano raggiungibili da entrambi gli architetti.
Ogni architetto ora prende un foglio con il promemoria dei comandi (allegato A) e lo posizionerà fra se ed i propri lavoratori, in modo che tutti i giocatori possano leggere le i-
struzioni sul foglio.
Ogni architetto pesca una carta dal mazzo. Mentre l'architetto guarda la carta evitando di mostrarla agli altri, i lavoratori di ogni squadra organizzano i propri materiali come
meglio credono.
Al via dell’animatore gli Architetti, simultaneamente, provano a spiegare ai loro Lavoratori, come devono essere posizionati i Materiali per creare il progetto di costruzione raffi-
gurato sulla carta. È permesso utilizzare soltanto le poche parole ed i gesti raffigurati sui fogli promemoria. Non è permesso usare parole o altri gesti. Per spiegare ad i propri
Lavoratori la posizione corretta dei Materiali da costruzione, gli Architetti devono usare solamente il linguaggio dell'età della pietra. Se l'Architetto pronuncia una parola
dell'età della pietra una sola volta, vuole indicare la prima azione presente nella lista alla destra della parola dell’età della pietra; se pronuncia una parola dell'età della pietra
due volte, vuole indicare la seconda azione presente nella lista. Ad esempio: MANUNGU significa “Metti Avanti ”. MANUNGU MANUNGU significa “Metti Indietro”. Questi ordini
di piazzamento devono essere combinati con i movimenti del corpo che indicano i diversi pezzi, in modo che i lavoratori possano capire quale Materiale devono posizionare. I
Lavoratori cercano di interpretare gli ordini del loro Architetto e di piazzare i Materiali nella posizione indicatagli.
Il primo architetto che vede realizzato il proprio progetto griderà “aaargh tet” e vincerà la prima manche. Le manche successive possono essere giocate da architetti diversi.

2
Non dire: “Sono giovane”...
Io sono con te.
Ger 1,7-8
PARLIAMONE INSIEME
- quali sono oggi i linguaggi più efficaci per comunicare? (Facebook, sms, confronto a quattrocchi, e-mail, lettera cartacea, piccione viaggiatore).
- vi è mai capitato di essere fraintesi utilizzando uno di questi mezzi?
- quali sono i vantaggi e gli svantaggi di una comunicazione “scritta” (ad esempio quella di Facebook)? Quali quelli di una comunicazione diretta?
- sarebbe stato più facile giocare a questo gioco se aveste potuto scrivere, disegnare o aggiungere foto?

Comunicare è uno degli esercizi più difficili che l’essere umano affronta per sconfiggere il rischio del proprio egoismo. Spesso per una comunicazione efficace è necessario prima capire
cosa vogliamo comunicare e come. È inevitabile che il “cosa” ed il “come” influenzino il messaggio, soprattutto quando si tenta di parlare un’altra lingua, quella dell’Amore. Come si ama
oggi? Al cristiano adulto si pone di fronte un grosso problema di Evangelizzazione, egli deve capire cosa vuole dire, ma soprattutto riflettere su come riesce a dirlo, per potersi migliorare ed
essere un profeta credibile e creduto.
Punti di vista e punti di domanda
OBIETTIVO: riflettere sull’importanza delle domande della vita, sui contesti in MATERIALE: cartellone da gioco, carte “Punti esclamativi”, 4 mazzi di carte
cui nascono e sul modo di affrontarle. “Punti di domanda”, tessere “Punti Vita” e pedine (tutto già pronto per la stam-
pa e reperibile sul cd). Un dado a sei facce.

TEMPO: un’ora / un’ora e mezza. CD: materiale da stampare ed assemblare per il gioco. Regolamento. Docu-
mento con riflessioni e riletture del gioco.

DESCRIZIONE ATTIVITÀ

L’attività consiste in una partita ad un particolare gioco da tavolo, alla quale seguirà una discussione in gruppo. Naturalmente l’educatore dovrà aver stampato e preparato pri-
ma dell’inizio dell’incontro il materiale per il gioco: il cartellone si compone di 4 stampe a colori formato A4, mentre le carte sono da stampare e ritagliare.
Consigliamo di creare 4 squadre e, nei limiti del possibile, di lasciare ai giovani la scelta su come dividersi in squadra (non è indispensabile avere squadre con lo stesso nume-
ro di persone).
Il gioco termina dopo un tot numero di turni di lancio di dadi: per poter giocare una partita sufficientemente valida, suggeriamo un numero minimo di 15 turni (vale a dire che
ogni squadra tirerà complessivamente 15 volte il dado, salvo salti di turno).
Sul tabellone sono rappresentati 4 contesti di vita: c’è il quadrante delle Relazioni, quello della Spiritualità, quello dello Studio/Lavoro e quello del Tempo libero. In ognuno tro-
viamo diversi percorsi con dei bivi e dei sentieri da compiere a scelta; inoltre per ciascuna area c’è uno specifico mazzo di carte “Punti di domanda”. Scopo del gioco è di racco-
gliere più “Punti vita”, conquistabili transitando su specifiche caselle o per altri metodi descritti nel regolamento.
I ragazzi apprenderanno dal regolamento che stamperete tutto ciò che serve per giocare. C’è solo una regola, non scritta in quel documento, che rivelerete solo al termine del
gioco: tutte le carte Punti di domanda accumulate alla fine verranno convertite in Punti Vita, con una proporzione 1:3 (tre Punti Vita per ogni carta Punto di domanda)!!
Alla fine quindi è probabile che il vincitore sia il gruppo che aveva collezionato più carte “Punti di domanda”.

3
Non dire: “Sono giovane”...
Io sono con te.
Ger 1,7-8
PARLIAMONE INSIEME PREGHIAMO INSIEME
Il gioco si presta a diverse riletture e riflessioni; nel file “Spunti di riflessione.doc” Ci sono domande su di me e su di Te, che vorrei farti, o Signore.
ve ne elenchiamo diverse. In sintesi, diciamo che nella vita, un po’ per gli eventi Domande che non risolverò solo con la ragione che mi hai donato.
che ci capitano (incontri, imprevisti, crisi, novità, malattie, fortune, etc…) e un po’ Domande che si nutriranno della tua Parola.
per le strade che decidiamo di percorrere, sono molte le domande in cui possia- Domande che porterò nelle mie preghiere.
mo imbatterci. Queste domande, anche quelle più strane, profonde, “esistenziali”, Domande che troveranno luce nel tuo Amore.
ci offrono una possibilità in più per rileggere la nostra esistenza, capire meglio chi
siamo, metterci in ascolto di Colui che ci ha creati e che ci conosce. Come ci Dal Salmo 8:
sono sentieri e contesti che favoriscono e alimentano queste domande, ce ne
sono altri che tendono ad assopire le coscienze e a farci dimenticare la loro esi- “Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita,
stenza. la luna e le stelle che tu hai fissate,
• Quali sono le domande più profonde per le quali vorrei avere una risposta? che cosa è l’uomo perché te ne ricordi
Quali le domande che vorrei porre a Dio? e il figlio dell’uomo perché te ne curi?
• In che occasione mi sono venute in mente? Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli,
Ritengo importante confrontarmi con gli altri su di esse? di gloria e di onore lo hai coronato
Un cammino come quello parrocchiale (di cresima, post-cresima o dell’intera gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
comunità) è uno dei modi per approfondire queste domande e cercare insieme (…) O Signore, nostro Dio,
delle risposte. Allora potrebbe esser questa una conclusione dell’incontro: perché quanto è grande il tuo nome su tutta la terra”.
vieni qui, in questo gruppo, in questo percorso? “Perché qui insieme possiamo
sviscerare delle domande che forse altrove non si prendono spesso in considera-
zione”, può essere una risposta.
Alla ricerca di...
OBIETTIVO: nella vita le domande ci accompagnano insieme al desiderio di
MATERIALE: fogli di carta.
raggiungere verità e felicità. Ma come muoversi in questa ricer-
ca? Attraverso l’attività si permette ad ogni membro del gruppo
di esprimersi, individualmente, su alcuni elementi fondamentali
della ricerca e di dialogare poi con gli altri elementi del gruppo. TEMPO: un’ora.

DESCRIZIONE ATTIVITÀ
Far disegnare ai ragazzi su un foglio bianco un veliero e aggiungere di volta in volta, disegnandoli, gli altri elementi che compongono il veliero. Il veliero rappresenta il viaggio
della ricerca da compiere, gli altri elementi indicano i punti di forza per compiere la ricerca. Gli elementi da aggiungere possono essere qualità del carattere, persone, cose che
hanno valore simbolico, ideali, valori, frasi famose mescolando così la fantasia alla realtà. Si possono aggiungere altri elementi che fanno parte del veliero.
• Gli ormeggi: sciogliere gli ormeggi significa partire, lasciare o abbandonare… che cosa? È anche andare verso una meta, cercare un approdo per scoprire… che cosa?
• Le provviste: quale preparazione necessaria? Di che cosa abbiamo maggior bisogno?
• Le carte di navigazione: quali sono i nostri punti di riferimento i nostri fari le nostre boe, le nostre stelle? Sulla mappa indichiamo la meta.
• I mezzi di comunicazione: radio, telefono, internet, computer: con chi restare in relazione? Per quali motivi?
• L’equipaggio: con chi fare gruppo? Che cosa desideriamo? I ruoli sono gli stessi?
• L’ancora: che cosa, nella nostra vita, è elemento “convincente”, solido, durevole?
• Le vele: che cosa ispira e muove la nostra esistenza? Quando c’è “bonaccia”, come e che cosa è?
• Il salvagente in caso di pericolo: a chi chiedere consiglio, aiuto, appoggio? Accanto a chi desideriamo ritrovarci per essere rassicurati, confortati?
• I pericoli della navigazione: iceberg galleggianti, tempeste. Che cosa possiamo temere, di che cosa diffidiamo, di chi, di che cosa abbiamo paura?

4
Non dire: “Sono giovane”...
Io sono con te.
Ger 1,7-8
PREGHIAMO INSIEME
Rif. Daniele 13, 1-54
Si narra la storia di Susanna e va considerata come la parabola del giusto innocente. Susanna ha scelto la condanna (provvisoria) degli uomini tenendo fede a Dio. È un' inno-
cente vittima della burocrazia, alla quale il popolo crede; ma è salvata dal Signore per mezzo di un giusto: la voce del giovane profeta Daniele. Tale racconto vuole insegnare ai
perseguitati a non temere la calunnia e i processi ingiusti e a ricercare sempre la verità e la giustizia. Il profeta Daniele offre gli strumenti per compiere la ricerca con saggezza
e fede.

Signore, noi ti ringraziamo perché ci offri la tua Parola, essa ci permette di scoprire il significato della vita, la bellezza delle cose che hai posto accanto a noi, ci offre le indica-
zioni per un cammino sicuro, diventando luce ai nostri passi.
Signore, tu lo sai che noi siamo deboli, scopriamo la bellezza della tua Parola, ma ci viene voglia di rincorrere altre parole.
Per questo abbiamo bisogno, non solo che tu ci parli, ma anche che tu ci prenda per mano, ci dia il coraggio di seguire le tue vie anche se non sempre ci fanno piacere.
Siamo convinti che per noi è bello obbedirti fa che abbiamo la forza di farlo. Cammina sempre al nostro fianco perché possiamo avere un passo sicuro degno di un figlio tuo.
Signore aiutaci ad avere un cuore che ama la tua Parola perché anche la nostra mente sappia desiderare ciò che ritiene bene per noi, grazie per il sostegno che ci dai.
La fiducia necessaria
OBIETTIVO: si può vivere senza fidarsi di qualcuno? La fiducia è: in Dio (e nel MATERIALE: filo bianco da cucito lungo circa 2 m., una benda per ogni ra-
suo immenso amore); negli altri (scoprire in chi la riponiamo) e gazzo, sacchettino di lavanda profumato, fotocopia del brano 1
in me (nella mia storia, nella mia famiglia, nel mio presente che Re 19,16.19-21.
mi vede anche in questo gruppo). La fiducia è anche nello Spiri-
to Santo che ci illumina ed accompagna. Con questa attività
cercheremo il significato del "fidarsi di qualcuno". Quali sono le TEMPO: un’ora.
emozioni che sentiamo dentro di noi? Come superare la diffi-
denza? Quali sono le paure nelle relazioni con gli altri?

DESCRIZIONE ATTIVITÀ
I ragazzi si dividono a coppie: un ragazzo viene bendato. L'altro diventa la sua "guida". Si pongono seduti l'uno di fronte all'altro. Il filo di circa 2 m. di lunghezza viene legato ai
mignoli della mano destra di entrambi. Il filo non si deve rompere e deve essere sempre teso. Il ragazzo bendato deve lasciarsi guidare dall'altro che in mano tiene anche un
sacchettino di lavanda profumata. Il percorso è libero, ed inizia nel momento in cui la "guida" è pronta ad alzarsi in piedi. L'importante è "non ingarbugliarsi". Dopo tre minuti
circa ci si scambia di ruolo. Le emozioni e le sensazioni che si hanno durante il percorso vengono riportate nel gruppo. La paura che il filo si strappi, il timore che l'altro ti faccia
inciampare... la paura iniziale del "fidarsi" dell'altro. Si sentirà anche il profumo di lavanda che servirà per guidare il compagno. Non si userà il tatto o la vista ma l’olfatto. Dio
esiste ed è in mezzo a noi anche se non si vede o non si sente. Gli occhi e gli orecchi per vederlo e sentirlo sono nel cuore di ciascuno.

5
Non dire: “Sono giovane”...
Io sono con te.
Ger 1,7-8
PREGHIAMO INSIEME
Lettura del brano 1 Re 19,16.19-21. Eliseo, figlio di un uomo benestante, non appena riceve la chiamata, abbandona la vita "normale". E' stato bello il gesto del mantello lan-
ciato da Elia sulle spalle di Eliseo (nell'Antico Israele, il gesto di gettare il mantello sulle spalle di un altro, era equivalente alla presa di possesso e la relativa acquisizione di un
diritto. Qui è una investitura per il ministero profetico): fiducia in un altro, protezione, dono, rinuncia a quello che si possiede per darlo ad altri, generosità, cambio di vita.

Ricevi, o Padre, le nostre paure e trasformale in fiducia...


Ricevi la nostra sofferenza e trasformala in crescita..
Ricevi le nostre crisi e trasformale in maturità...
Ricevi le nostre lacrime e trasformale in preghiera..
Ricevi il nostro scoraggiamento e trasformalo in fede..
Ricevi la nostra solitudine e trasformala in contemplazione..
Ricevi le nostre attese e trasformale in speranza..
Ricevi la mia ira e trasformala in dono gioioso e fermo della mia persona..
Ricevi i miei complessi e trasformali nella gloria e nell'onore di cui mi hai coronato..
Ricevi il mio corpo te lo dono con una vita casta..
Ricevi la mia mente te la dono scrutando le tue meraviglie..
Ricevi i miei sensi te li dono custodendoli..
Ricevi il mio spirito te lo dono incondizionatamente con fiducia totale, abbandono totale...
prendi la mia vita alla Tua Amorosa presenza
perché sia guidata unicamente dal vento del Tuo Spirito,
fa di me quello che ti piace... perché Tu sei mio Padre!
I magnifici 7
OBIETTIVO: invitare i giovani a scoprire il senso e il significato profondo dei MATERIALE: una benda per gli occhi, una corda o catena, una coperta,
doni dello Spirito Santo. scotch, una matita per gli occhi, una scatola, carta da regalo,

CD: introduzione sui sette doni per l’animatore, catechesi di approfondimento sui
TEMPO: un’ora. sette doni dello Spirito Santo di Giovanni Paolo II, puzzle da stampare e conse-
gnare ai giovani.

SUGGERIMENTI: per questa attività è necessaria la compresenza di due animatori o, qualora non fosse possibile, di un animatore e una persona di supporto che i giovani
conoscono. Entrambi gli animatori devono comprendere a fondo il significato dell’attività e dei suoi contenuti e pertanto si suggerisce di sperimentarla sepa-
ratamente prima di proporla ai giovani. Inoltre per la preparazione dell’attività è necessario che gli animatori si trovino almeno una quindicina di minuti prima
di incontrare il gruppo.

DESCRIZIONE ATTIVITÀ
Gli animatori avranno nell’attività due ruoli diversi che devono essere pertanto preventivamente decisi. Il primo ha il compito di condurre le riflessioni che man mano si svilupperanno avendo
quindi padronanza dell’argomento e del fine cui tendere.
L’altro invece sarà un attore che personifica sette limiti umani da cui i giovani dovranno liberarlo. Tali limiti sono:
• l’invidia, ossia la tristezza che si prova per il bene altrui, percepito come male per se stessi. 
→ Sul volto dell’animatore “attore” verrà disegnata una smorfia di sconforto e disprezzo con la matita per gli occhi.
• L’ira, ossia la rabbia e il desiderio insieme di vendetta che accecano l’uomo. 
→ L’animatore sarà bendato.
• L’avarizia come incapacità di condividere e spendere ciò che ci appartiene per donarlo a favore del bene e della felicità altrui. 
→ L’animatore avrà le mani legate dietro la schiena con una corda o lo scotch.
• La gola, intesa come abbandono ed esagerazione nel soddisfacimento dei propri bisogni primari.
  → L’animatore si troverà legato a una sedia, simbolo di ciò che lo costringe a restare a “terra”.
• La lussuria, come sfrenata rincorsa all’appagamento del proprio piacere, per cui l’altro diventa solo un oggetto, uno strumento da usare e poi buttare. 
→ L’animatore avrà il corpo legato da una catena o una corda che rappresenta l’incapacità di mettersi in relazione con l’altro e la chiusura permanente su di sé.
• L’accidia, cioè il lasciarsi andare al torpore dell’animo, una stanchezza spirituale che genera immobilità nei rapporti, primo fra tutti con Dio. 
→ L’animatore sarà avvolto da una coperta.
• La superbia, il sentirsi superiori agli altri, al di sopra di tutto e di tutti.
  → L’animatore si posizionerà in “alto”, per esempio sopra il tavolo.
Prima che inizi l’incontro, l’animatore-attore si preparerà secondo le indicazioni suggerite, in modo che i giovani entrando nella stanza lo vedano come descritto.
Inoltre dovranno essere stampati i puzzle che si trovano nel cd, uno per ciascun giovane. Se si preferisce i puzzle possono essere anche incollati ad un cartoncino abbastanza spesso e ritagliati.
...continua

Su di lui si poserà
lo Spirito del Signore
Is 11,2 6
...continua
Questi puzzle verranno messi all’interno di una scatola, avvolta con carta da regalo e chiusa con un lucchetto. La scatola potrà essere posizionata sul tavolo affianco all’animatore-attore, il quale
terrà con sé la chiave del lucchetto.
L’animatore che conduce spiegherà loro che la persona che stanno vedendo deve essere liberata da tutti i vincoli che la opprimono, elencandoli uno ad uno per maggiore chiarezza. La liberazione
avverrà solo se essi riusciranno a individuare e capire il significato di ciascun limite e ne sapranno dare una soluzione. Come premio finale l’attore liberato consegnerà loro la chiave per aprire il
pacco regalo.
In questo gioco i giovani potranno rivolgere delle domande direttamente all’animatore-attore circa la sua condizione e quanto gli è accaduto.
Chiaramente l’attore dovrà cercare di non fornire risposte dirette ma condurre i giovani a capire che, per esempio, la cecità è causata da un desiderio di vendetta, raccontando un episodio, anche
inventato. Quando riusciranno a stabilire che è l’ira a rendere l’uomo cieco, dovranno suggerire atteggiamenti per non cedere a questa tentazione e ritrovare uno sguardo pulito.
Questo ragionamento dovrebbe portare a scoprire il senso e il significato dei doni dello Spirito.
• La pietà guarisce dall’invidia perché è l’amore fraterno che rende l’uomo proteso a perseguire il bene dell’altro. 
• La scienza genera mansuetudine, frutto di una comprensione profonda. L’ira spesso deriva dall’impossibilità di capire le cose e di dare loro il giusto peso. 
• Il consiglio interviene nelle scelte morali per guidarle e indirizzarle nel perseguimento del bene. Genera la liberalità che guarisce dall’avarizia che invece, legando le mani, non permette
all’uomo di agire in modo propositivo. 
• L’intelletto porta l’uomo a leggere “dentro” le cose, per coglierne l’intimo sapore e la bellezza profonda. La “gola” è un approccio superficiale e prevede il consumo fine a se stesso delle cose. 
• La sapienza permette di percepire il sapore di Dio in tutto ciò che viviamo e vediamo, elevando l’uomo in una tensione verso l’infinito in cui però trova appagamento. La lussuria è una sete che
non si placa. 
• La fortezza è quel vigore e quella dinamicità che fanno sentire l’uomo vivo e attivo e gli consente di fare e costruire, soprattutto nelle relazioni. Libera pertanto l’uomo dal torpore dell’accidia.
• Il timor di Dio genera umiltà che fa intuire all’uomo che la prospettiva di chi si pone a servizio dell’altro e non superbamente sopra l’altro, è senza dubbio quella vincente. Siamo tutti figli di Dio e
nessuno può dirsi superiore ad un altro, proprio perché tutti infinitamente amati dallo stesso Padre.

PREGHIAMO INSIEME
Al momento della liberazione dell’animatore-attore si invita i giovani ad aprire il pacco regalo a loro destinato. Il puzzle rappresenta una sintesi sul significato dei sette doni dello Spirito e può rima-
nere a loro come promemoria per non dimenticare che il Signore non ci lascia mai sprovvisti di risorse. A conclusione delle riflessioni emerse si può recitare l’invocazione allo Spirito Santo.

Vieni, Santo Spirito, Nella fatica, riposo,


manda a noi dal cielo nella calura, riparo, Lava ciò che è sordido, Dona ai tuoi fedeli
un raggio della tua luce. nel pianto, conforto. bagna ciò che è arido, che solo in te confidano
sana ciò che sanguina. i tuoi santi doni.
Vieni, padre dei poveri, O luce beatissima,
vieni, datore dei doni, invadi nell'intimo Piega ciò che è rigido,
vieni, luce dei cuori. il cuore dei tuoi fedeli. scalda ciò che è gelido, Dona virtù e premio,
drizza ciò ch'è sviato. dona morte santa,
Consolatore perfetto, Senza la tua forza, dona gioia eterna.
ospite dolce dell'anima, nulla è nell'uomo,
dolcissimo sollievo. nulla senza colpa.
“So, se gusto”
OBIETTIVO: comprendere e riflettere sul dono della Sapienza e viverlo con MATERIALE: fotocopie scheda di lavoro, lettore CD per ascolto, eventuale
atteggiamenti e gesti nella quotidianità. Dvd cartone animato “Ratatouille.”

TEMPO: un incontro di 2 ore CD: Testo canzone ”Ho visto un posto che mi piace si chiama Mondo”, model-
lo scheda di lavoro per ogni singolo componente del gruppo, recensione
su cartone animato Ratatouille.

DESCRIZIONE ATTIVITÀ
Proponi al gruppo un prima fase di riflessione sul significato di sapienza, puoi aiutarti con la scheda che trovi nel CD. In questo incontro faremo riferimento al verbo latino sape-
re che allude al gusto delle cose, sapio = io gusto, ossia “sapienza” è sinonimo di sapore, il sapore di Dio. Tutti istintivamente cerchiamo il sapore della vita, e tanti più sapori la
vita ci dà, più ci piace. Lo Spirito Santo con il dono della sapienza a poco a poco ci comunica il gusto di Dio.
Un modo simpatico per introdurre l’argomento “assaporare” è quello di proporre alcuni spezzoni del cartone animato Ratatouille. Esso si presta ,infatti alla riflessione su come
spesso siamo distratti nei confronti della realtà che ci circonda, su come avidamente consumiamo.
Potete proporre anche l’ascolto della canzone”Ho visto un posto che mi piace si chiama Mondo ” di Cesare Cremonini.
Invitate i giovani a fare un elenco delle cose del Mondo che gli piacciono e quali invece vorrebbero cambiare. Individuate assieme a loro gli atteggiamenti quotidiani necessari
per migliorarci come persone e per migliorare il Mondo.

Su di lui si poserà
lo Spirito del Signore
Is 11,2 7
PARLIAMONE INSIEME
Il cristiano è una persona attiva. L’incontro con Cristo e l’ascolto della Parola trasformano e formano la vita di ciascuno a 360°. Tutto viene coinvolto da Cristo, tutta la vita, dal cen-
tro alla periferia. Anzi, soprattutto la periferia, le “periferie” della nostra esistenza, quelle che faremo volentieri a meno di vedere e che facciamo di tutto per nascondere. La buona
Notizia del Vangelo parte soprattutto da questi “luoghi” illuminandoli. Ed è proprio imparando a riconoscere le periferie del nostro cuore che riusciamo ad accorgerci delle periferie
che ci stanno intorno. Dio, posando lo sguardo sulle nostre periferie, non si preoccupa solo di portarle alla luce, ma le lavora come fa il vasaio e le trasforma, facendo emergere il
bene, la vita buona a cui siamo chiamati. Ecco allora, che anche noi, quando sentiamo che la Parola ci ha lasciato qualcosa dentro, non siamo capaci di rimanere con le mani in
mano. Ma ci diamo da fare, ci diamo una mossa, ci alziamo e ci mettiamo in cammino. In una parola, ci assumiamo un impegno. Un impegno verso ciò che ci circonda, verso le
persone che abbiamo vicine, verso i poveri, verso chi ci chiede aiuto, verso chi condivide con noi i semplici passi della vita di ogni giorno: la scuola, il lavoro, l’amicizia, l’amore, la
parrocchia, il gruppo … Un impegno che, se assunto con umiltà, sincerità, gratitudine, convinzione e fedeltà, allora può diventare una piccola luce che brilla. Perché attraverso la
nostra vita potremmo condividere con chi ci sta attorno quella luce che il Signore ci ha donato. L’augurio, per ciascuno, è di svegliarsi al mattino e, anche se fuori e una grigia e fred-
da giornata d’inverno, aprire le finestre del cuore ed esclamare: «M’illumino d’impegno».

PREGHIAMO INSIEME
Mentre leggete il Vangelo date ai giovani un po’ di sale

Dal Vangelo secondo Matteo 5, 13-16 «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null'altro serve che ad essere gettato
via e calpestato dagli uomini. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma
sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al
vostro Padre che è nei cieli».
“Leggere dentro per decidere”
OBIETTIVO: Riflettere con i ragazzi: MATERIALE: (tutto presente sul cd) stampa di stereogrammi ed immagini;
- sul dono dell’INTELLETTO (dal latino “intus legere” = leggere dentro, in pro- stampa del “puzzle enigmistico”.
fondità), luce che illumina il nostro sguardo sulla realtà e lo rende più profon- Per attività n° 4: eventuale ed opzionale powerpoint di approfondimento con la
do. Per renderci capaci di fare unità in mezzo alla frammentazione e confusio- favola di Pinocchio.
ne del tempo, per farci entrare nel mistero di Dio. Perciò è un dono per: riflet-
tere, meditare, contemplare, andare in profondità.
- sul dono del CONSIGLIO (dal latino “consulere” = decidere), che ci aiuta a CD: stereogrammi, immagini, puzzle enigmistico, letture, descrizione appro-
tenere sempre presente quello che Dio vuole da noi, a prendere la giusta dire- fondita delle quattro attività.
zione e decisione sul da farsi. È’ il dono che non ci permette di restare sempre
allo stesso punto. Ci sprona a dare di più, a fare il meglio. Esso è dato al cri-
stiano per illuminare la coscienza nelle scelte morali, che la vita di ogni giorno TEMPO: un incontro di un’ora
gli impone.

DESCRIZIONE ATTIVITÀ
Attività 1: Appendere alle pareti dei stereogrammi (immagini che viste da distanze diverse non sono comprensibili o fanno vedere oggetti diversi) che i ragazzi dovranno
“svelare”, cercando di capire il contenuto di ciascuno. Eventuali variazioni: un fiore, una foglia.. al microscopio oppure osservazione astronomica con telescopi..
Obiettivo: Leggere in profondità ciò che ci circonda, il nostro quotidiano, la nostra vita. Siamo in grado di provare stupore?

Attività 2: Trovare la parola nascosta nel puzzle enigmistico


Obiettivo: intuire che la presenza di Gesù va sempre cercata e riconosciuta: come in mezzo a tante lettere è nascosta una frase, così nella vita di ogni giorno si nasconde la
silenziosa ma amorevole presenza di Dio.

Attività 3: Lettura della storia “Il ricamo di Dio”: non è facile capire il progetto che Dio ha su ognuno di noi, ma è sempre un progetto bellissimo.
Obiettivo: aiutare i ragazzi a capire che non è facile scoprire il progetto di Dio, ma è possibile.

Attività 4: Utilizzare la storia di Pinocchio per discutere le scelte che il burattino-bambino si trova a dover fare.
E’ possibile vedere il film, solo alcuni spezzoni oppure “recuperare” la storia un po’ a memoria vista la notorietà del romanzo.
In gruppo si possono discutere nel dettaglio i personaggi (Lucignolo, il grillo parlante, la fata turchina, mangiafuoco, il gatto e la volpe, la balena, …) cosa questi possono rap-
presentare, le opzioni che ha Pinocchio e le scelte che fa… in base a cosa sceglie? Cosa o chi segue? Quali sono i personaggi positivi e quali i negativi? Chi vuole il suo bene?
Si accorge del bene che lo circonda?
..le scelte per il bene non sono sempre le più comode e piacevoli, ma…

Su di lui si poserà
lo Spirito del Signore
Is 11,2 8
PARLIAMONE INSIEME
Ci vuole INTELLIGENZA
* I proverbi a volte non hanno fortuna. Uno, in particolare: “Non fidarti dell'apparenza”. Oggi va di moda proprio il contrario. Molti si lanciano nella corsa, anche affannosa e costosa, per sem-
brare più belli, più ricchi, più giovani, piuttosto che essere veri. Tutto per far colpo. Per apparire, appunto. Meglio se in televisione, con cui saziare la propria fame di successo. Poco importa
se la vernice nasconda la ruggine degli anni, il vuoto di valori, la superficialità.
* E dire che basterebbe un po' di intelligenza per capire che il troppo fumo nasconde la mancanza dell'arrosto (tanto per citare un altro proverbio). Ma per arrivare a questo bisogna
“guardare dentro” se stessi, un'operazione che pochi vogliono fare perché costa sincerità e richiede umiltà.
* L'INTELLETTO è il dono dello Spirito Santo che fa riconoscere la presenza di Dio nei diversi episodi della giornata. Non si ferma al look ma da importanza a ciò che è dentro. La persona
intelligente non da peso all'apparenza, ai pettegolezzi, alla banalità. Cerca la verità nelle persone e nelle parole che ascolta e dice.
* Il dono dell'intelletto o dell'intelligenza deve fare i conti con diversi nemici, dai nomi conosciuti: pettegolezzo, apparenza, banalità, superficialità, non farsi problemi e domande. Si dimostra-
no potenti perché più facili da seguire che andare oltre la facciata e scendere al cuore delle cose e dei problemi.
IMPEGNO: allenati a far funzionare il cervello contando fino a 30 prima di dare un giudizio affrettato o diffondere un pettegolezzo. Quando ti trovi davanti a chi diffonde pregiudizi e cattiverie,
non cadere nella sua trappola e chiedi di coinvolgere i diretti interessati. Scoprirai che la verità è sempre al di là di come la si fa apparire.
… alcune domande per riflettere: Quanto conta per te l’aspetto? E quello degli altri? Ti fermi all’esteriorità? - Sei capace di andare oltre le apparenze? - Sei attento agli altri? - Fai attenzione
ai fatti che avvengono, a te stesso, agli altri? - Pensi mai: come si comporterebbe Gesù in questa situazione? - Cosa significa guardare l’altro, la mia vita, il mondo che mi circonda con gli
occhi di Dio? Sai farlo?
Un CONSIGLIO dall’alto
* Consigli dei genitori, dei nonni, degli esperti, dei professori, degli allenatori, dei catechisti, degli amici. Consigli per gli acquisti, consigli per tutti i gusti e le tasche. Gratuiti o interessati. Intel-
ligenti o banali. Buoni o cattivi. Dicono che cosa fare, dove andare, come comportarsi, che cosa comperare.
* Si ascoltano più volentieri i suggerimenti che fanno comodo e piacciono, come gli annunci pubblicitari. Molto meno quelli che richiedono impegno e coerenza, come fare i compiti, non dire
parolacce, rispettare le cose dei compagni.
* C'è un sistema per distinguere un consiglio furbo da uno sballato: capire se parte da una persona che parla per il nostro bene vero oppure no. Più esso viene dal cuore e più è di qualità.
* Ascoltare i consigli di Dio non è facile. Lui parla in mille modi: i fatti della vita, le persone, gli errori, la coscienza, il Vangelo...
* Diversamente da quanto pensiamo, Dio non si impone come farebbe un comandante, ma si “propone”. Conviene ascoltarlo, perché parla unicamente “per il nostro bene”, sempre.
* Il CONSIGLIO è il primo dono dello Spirito Santo. Nella Bibbia indica il “progetto” di Dio su ogni persona. Questo “regalo” aiuta a conoscere ciò che Lui si aspetta da ognuno. Ci facilita la
vita mettendoci accanto persone di sua fiducia (genitori, catechisti, amici, sacerdoti...) che indicano la strada giusta da seguire.
… alcune domande per riflettere: Sappiamo sempre cosa dobbiamo fare? Abbiamo bisogno di ricevere consigli? - Da chi li accettiamo? Perché? - Ci siamo mai pentiti per aver seguito un
consiglio? Da chi lo avevamo ricevuto? Perché gli avevamo creduto? - In base a cosa prendi decisioni? Pensi prima a te o al bene di tutti? - Che posto ha Gesù nelle tue scelte? - Gli chiedi
consiglio raccogliendoti in preghiera?
.. un consiglio per te… Ogni mattina chiedo allo Spirito santo di aiutarmi con il dono del Consiglio a prendere le decisioni migliori in ogni particolare situazione.

PREGHIAMO INSIEME Un consiglio


Ho pensato tante volte, Signore, che tu fossi duro d'orecchie.
T’invoco… Vieni, Santo Spirito, raggiungimi col dono dell'Intelletto.
Ti ho spedito centinaia di preghiere e non ho ricevuto risposta.
Fammi capire che la cellulite non è un'onta; che è meglio mettere in mostra il cervel-
Questa volta cambio tattica. Non voglio nulla. Non ti chiedo di farmi interrogare solo
lo che la pelle.
ciò che ho studiato, di vincere la partita a tutti i costi, e neppure che mia madre mi
Fa' che non confonda la statura con la levatura; che non giudichi le persone dalla
regali un nuovo telefonino. Oggi faccio sciopero, me ne sto in silenzio. Vediamo che
piega dei pantaloni.
cosa mi consigli. Se faccio silenzio forse capirò che non ricevevo tue notizie e comu-
Dammi «Intelligenza» per ricordarmi che l'apparire non è decisivo: se bastasse l'ap-
nicazioni perché ero sintonizzato su programmi diversi dai tuoi. Che stupido!
parire, la rosa dovrebbe fare la minestra meglio del cavolo.
Allora da oggi, Signore, ti chiedo due orecchie come delle antenne che captano ogni
Ma, soprattutto, dammi «Intelletto» per ricordarmi che quando Tu prendi le misure di
tuo segnale e un cuore a connessione veloce per non farmi più sfuggire un tuo con-
un uomo metti il metro attorno al cuore, non attorno alla vita.
siglio e non sentirmi così più solo a decidere il bene da fare e le stupidaggini da evi-
tare.
...come bere un bicchier d’acqua
OBIETTIVO: Riflettere sul dono della fortezza: capire di cosa si tratta e com- MATERIALE: Una bottiglietta d’acqua, un computer (meglio se con proiettore
prendere quando tale dono entra in gioco nella vita di ogni giorno. e audio), fogli di carta.

TEMPO: un’ora. CD: Presentazione PowerPoint “Fortezza.pps”.

DESCRIZIONE ATTIVITÀ
1. Per aprire l’incontro e introdurre il tema suggeriamo un piccolo gioco (tempo 5 minuti): un componente del gruppo dovrà bere un’intera bottiglietta di acqua. I suoi com-
pagni avranno il compito di farlo ridere, senza però toccare fisicamente il volontario (quindi niente solletico o spinte). Perché questo gioco? Il suo scopo è duplice:
“scaldare” il gruppo, catalizzando l’attenzione sul catechista-animatore e introdurre il tema della fortezza, qui vista come “resistenza” alle spinte della massa.
2. Chiedere al volontario come si è sentito (anche qui circa 5 minuti): al di là del clima giocoso, è stato bello avere tutti quanti contro di te? Cosa ti ha spinto a concludere/
non concludere il tuo compito? Ti senti felice/non felice per aver vinto/perso la sfida?
3. Visualizzare la presentazione in Power Point.
4. Leggere il brano di riferimento (già parzialmente presente nella presentazione): Rm 8, 35-39
5. I ragazzi riflettono in modo personale (circa 20 minuti), disperdendosi fisicamente in uno spazio ampio (a seconda della disponibilità dei locali del catechismo).
L’intento è quello di favorire una riflessione personale, senza distrazioni provenienti dagli altri compagni di catechismo. Si può seguire la traccia seguente:
a. Ti è mai capitato di “cedere” alle pretese di qualcun altro, anche se non ritenevi giuste le sue motivazioni? Ripensa ad alcuni episodi.
b. Come ti sei sentito quando hai ceduto? Cosa hai provato?
c. Ti è mai capitato invece di riuscire a “resistere”, anche se in minoranza rispetto al resto del gruppo?
d. In questo caso, come ti sei sentito?
e. “Niente e nessuno ci potrà strappare dall’amore di Dio”… Come hai visto nel filmato, anche ai nostri giorni c’è gente che si fa insultare o giunge perfino a dare
la vita per amore di Dio. Pensa che nel solo 2010 ci sono stati ben 23 operatori pastorali martirizzati in giro per il mondo (parliamo solo di missionari, e di casi
“eclatanti”, senza contare tutti gli “altri”). Possibile che siano tutti pazzi? Cosa significa per te questa frase di San Paolo (nella tua vita di ogni giorno)?
6. Condivisone e raccolta di quanto i ragazzi hanno prodotto nelle riflessioni personali (altri 20 minuti circa).

Su di lui si poserà
lo Spirito del Signore
Is 11,2 9
PARLIAMONE INSIEME
La fortezza è uno dei sette doni dello Spirito Santo. Questo dono mira alla crescita del cristiano, in particolare nella capacità di fare il bene e combattere il male con continuità, nonostante la
fragilità della sua volontà umana.
Dobbiamo tuttavia distinguere la fortezza naturale dalla fortezza infusa da Dio: la prima è una forza tipica del carattere delle persone, adatta ad affrontare le “normali” difficoltà della vita. La
fortezza di Dio invece è adatta ad affrontare le difficoltà del cammino di fede: non si tratta quindi di una forza finalizzata ad obiettivi umani, ma di una forza di cui ciascuno ha bisogno per
portare a compimento la (spesso difficile) volontà che Dio ha su di lui. Senza questa fortezza “infusa” da Dio, si cadrebbe spesso preda delle difficoltà che, agli occhi delle sole forze umane,
possono sembrare insormontabili (si pensi alla vita dei santi, o alle storie dei vari martiri).
Nella Bibbia più volte viene a galla la straordinaria forza di alcuni personaggi: si pensi a Mosè, il quale durante la traversata nel deserto è stato vittima di numerosissimi attacchi da parte del
suo popolo e della sua stessa famiglia (anche Aronne e Maria, fratelli di Mosè, dubitarono fortemente nel loro congiunto). Quale forza sovrumana doveva accompagnare Mosè in quel diffici-
lissimo viaggio, se non una forza infusa da Dio?
Gesù, nel Nuovo Testamento, completa il quadro sulla fortezza divina: quando infatti dice “sarete condotti davanti a re e governatori per causa mia […] non preoccupatevi di cosa dovrete
dire: non sarete voi a parlare, ma lo Spirito del Padre vostro che parla in voi”, Gesù non si riferisce alla sola forza soggettiva della fede, ma ad un intervento tempestivo e concreto dello Spi-
rito Santo.
In definitiva, il dono della fortezza perfeziona una qualità che già tutti quanti possediamo, ossia la volontà. Specialmente in questi tempi di “accomodamento” e del “lasciarsi andare”, gli sfor-
zi e la forza di volontà umana spesso non sono sufficienti. C’è bisogno di riscoprire qualcosa che forse già abbiamo: la forza derivante dallo Spirito Santo.
E se ci manca questa forza? Diventiamo persone assuefatte alle cose scontate: “si è sempre fatto così”, “sono abituato a fare in questo modo”. Inoltre c’è il rischio di sopravvalutare il nostro
valore agli occhi degli altri, sentendoci “fuori dal coro” se facciamo qualcosa che va contro alla massa: siamo cioè preda del conformismo, del “non assumersi le proprie responsabilità”, del
“non scegliere”.

PREGHIAMO INSIEME
Signore Gesù, vigile sulla mia strada,
tu che hai detto “vi mando come agnelli in mezzo ai lupi”
aiutami a non dimenticare mai
che nelle strade e negli incroci della mia giornata
non esiste alcun dosso
che non possa essere superato seguendo le tue indicazioni.

E Tu, Spirito di fortezza,


non lasciare mai che i miei occhi,
le mie mani, i miei pensieri
si distraggano dalla guida sicura
e perdano di vista strada verso cui già sono diretto.

Sii il mio navigatore, la mia cartina stradale,


tieni salde le mie mani sul volante della mia vita,
affinché non faccia mai inversione di marcia,
imboccando strade senza uscita,
strade che mi allontanano da te.
La giusta misura
OBIETTIVO: riflettere con i ragazzi sul dono della Scienza che nella Bibbia è MATERIALE: testi biblici e non, video e canzoni.
sinonimo di conoscenza e di amore totale verso Dio. Se conosci Dio vedi le
persone e le cose in relazione a Lui. L’amore per le creature deriva dall’amore
per il Creatore. Per questa ragione rispetta la natura, comprende gli altri e con
essi cammina verso la felicità, verso l’Amore che è alla base di ogni amore. CD:
Questo è il vero "scienziato" che migliora la sua vita e quella degli altri. • Video della canzone “Meraviglioso” nella versione dei Negramaro
• Video “Esiste un Creatore?”
• Spezzone del film “A beautiful mind”
TEMPO: un’ora. • Testo “Laudato Sii”
• Frasi di celebri scienziati
• Approfondimenti delle tematiche trattate

DESCRIZIONE ATTIVITÀ
L’attività si basa essenzialmente sulla discussione in gruppo partendo da alcuni testi biblici e non o utilizzando alcuni video e canzoni. Vengono fatte quattro proposte che pos-
sono essere scelte in base alla tipologia del gruppo di ragazzi e alla loro età. In particolare la quarta proposta è indirizzata per un gruppo post-cresima.

PARLIAMONE INSIEME
Grazie al dono della Scienza - scrive S. Tommaso - l'uomo non stima le creature più di quello che valgono e non pone in esse, ma in Dio, il fine della propria vita. Sappiamo che
l'uomo contemporaneo, proprio in virtù dello sviluppo delle scienze, è particolarmente esposto alla tentazione di dare un'interpretazione naturalistica del mondo: davanti alla
multiforme ricchezza delle cose, alla loro complessità, varietà e bellezza, egli corre il rischio di assolutizzarle e quasi divinizzarle fino a farne lo scopo supremo della stessa sua
vita. Ciò avviene soprattutto quando si tratta delle ricchezze, del piacere, del potere, che appunto si possono trarre dalle cose materiali. Sono questi i principali idoli, dinanzi ai
quali il mondo troppo spesso si prostra.
Il dono della Scienza insegna a fare ringraziamento e offerta di ogni cosa creata perché ci è stata data per aiutarci nel cammino verso Dio. La Scienza suggerisce un ordinato e
illuminato distacco dalle creature per entrare in armonia e in profonda comunione con esse e assaporarne tutta la bellezza come riflesso della bellezza di Dio.

Su di lui si poserà
lo Spirito del Signore
Is 11,2 10
RIFLETTIAMO INSIEME
Vi proponiamo diverse opzioni di riflessione:
OPZIONE 1: Scoprire, attraverso il dono della Scienza, la presenza di Dio Creatore nelle meraviglie della creazione e i limiti dell’uomo davanti a Dio.
OPZIONE 2: Dall’illuminazione che porta a vedere Dio nel creato e nelle creature nasce la lode e il ringraziamento.
OPZIONE 3: Altra pista di riflessione potrebbe essere un’analisi del rapporto scienza – fede. Le meraviglie del nostro universo sono una coincidenza cosmica o il risultato di un disegno divi-
no?
OPZIONE 4: Questa opzione è adatta a un gruppo di post-cresima. Si analizza le conseguenze di un abuso della scienza quando questa è staccata dalla Scienza quale dono dello Spirito
Santo.

PREGHIAMO INSIEME Spirito Santo, tu sei dispensatore di doni. O Signore, nostro Dio,
Donami la scienza. come splende la tua grandezza su tutta la terra!
Spirito Santo, tu sei fuoco. Donami la scienza vera, Contemplo il cielo, il mare, i monti;
Il fuoco è luce che rassicura quella che fa capire la vita osservo e ammiro tutte le creature.
e permette agli occhi di distinguere al di là del due più due fa quattro, Signore, sei grande.
ciò che è bello da ciò che è brutto, al di là di quello che si può Se poi guardo l’uomo che hai creato a tua immagine
ciò che è utile da ciò che è dannoso, vedere, toccare, misurare. non riesco a trattenere la gioia.
ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, Donami la scienza Signore, nostro Dio,
ciò che è buono da ciò che è cattivo. che va al di là dei calcoli, ci hai fatto poco meno di Te:
Spirito Santo, donami la tua luce, quella del «c’è più gioia nel dare intelligenti e capaci di amare.
perché io sappia trovare sempre, che nel ricevere»; Ci hai messo in grado di dare voce agli uccelli,
in ogni pensiero, in ogni azione, in ogni gesto, quella del «è stato detto: ama gli amici, alle piante, alle stelle, a tutte le tue creature.
ciò che è bello, utile, giusto, buono, ma io vi dico: ama anche i nemici». Ci hai dato il potere di trasformare il mondo
anche quando intorno a me Fammi essere uno scienziato con la scienza e con l’ arte.
è prepotente e arrogante il buio del vero, del buono, del bello. Se poi entro in me stesso, mi sento crescere
della falsità, della cattiveria, della volgarità. Amen. nel corpo e nello spirito.
Ascolto in me la tua opera creatrice
e non riesco a trattenere la gioia:
Signore Dio, sei grande.
Pietà e timore… di Dio?!
OBIETTIVO: Conoscere un nuovo volto di Dio: non un Dio che giudica, ma MATERIALE: carta e penna. Immagini su Cd.
che è presente e condivide tutti gli aspetti della vita di ognuno di noi. In questo
nuovo volto è più facile trovare il giusto significato dei doni della pietà e del
timore di Dio.

TEMPO: un’ora circa. CD: brano da leggere per l’animatore – approfondimenti.

DESCRIZIONE ATTIVITÀ
A piccoli gruppi provare a descrivere le varie caratteristiche dell’immagine di Dio che gli “adulti” ci hanno fornito: partendo da Adamo ed Eva, passando per le immagini della
pittura cristiana, pensando anche al Dio del catechismo di quando eravate piccoli.
Che caratteristiche aveva?
Che immagine vi siete fatti?

ORA COSTRUIAMO L’IDENTIKIT ( nota per l’animatore: qui possono essere utili gli spunti di Joan – vedi CD)

Voi come sentite Dio, come immaginate Dio:


che caratteristiche possiede
sono simili a quelle prima analizzate
qual è la caratteristica per voi fondamentale

Alla fine ecco una descrizione più vicina a quella dei ragazzi. In questo contesto il dono della pietà e del timore di Dio possono essere compresi non solo con la mente ma an-
che con il cuore.

SUGGERIMENTI:
A volte ci è stata presentata un’immagine di Dio un po’ falsata, forse frutto di credenze sbagliate e magari non del tutto adeguata alla realtà che stiamo vivendo. Quante volte,
anche nella Bibbia (soprattutto nel vecchio testamento), nelle varie rappresentazioni pittoriche o scultoree, ci viene presentato il Dio “con il dito alzato” pronto a giudicare e pu-
nire. Quante volte, quando eravamo bambini i nostri nonni ci dicevano: “guarda che se fai i capricci Dio si arrabbia”. Il questo contesto le parole PIETA’ e TIMOR DI DIO assu-
mono un significato che non sempre riflette la sua vera realtà.

Su di lui si poserà
lo Spirito del Signore
Is 11,2 11
PARLIAMONE INSIEME
E’ fondamentale che l’animatore legga l’articolo nel Cd: Le maschere di Dio: destino e castigo per capire il senso dell’attività. Solo quando i ragazzi avranno trovato un immagine di Dio
che doni l’oro l’esperienza della bontà, della condivisione. Solo quando avranno compreso il significato di Dio Padre, una presenza vera significativa, potranno comprendere ed apprezzare il
dono della
pietà intesa come: l’amore intenso e affettuoso del figlio verso il padre. E’ il dono che rende la fede piena di fiducia verso Dio e la priva di ogni paura, perché Egli è un Padre buono,
comprensivo, misericordioso, sempre pronto al perdono, non un giudice severo e inflessibile, un poliziotto intransigente, un “Giove” armato di fulmine che distribuisce malattie e
disgrazie.
e del timor di Dio inteso come: tremore che si prova per l’emozione davanti a qualcosa o a qualcuno grande e bello. E’ la trepidazione che ci invade davanti ad un quadro meraviglioso,
a un paesaggio stupendo, a una musica che affascina, a un gesto di bontà o di coraggio che lascia a bocca aperta. Il timore di Dio è rimanere a bocca aperta e con le gambe tre-
molanti davanti a qualcosa o a qualcuno che ci stupisce per la sua grandezza e la sua bellezza.

PREGHIAMO INSIEME
Ora che hai apprezzato il vero significato di questi doni, ringraziamo insieme il Signore

Grazie Signore, Tu
Ti fidi di me,
della mia disponibilità,
di ciò che sono,
del mio “sì”.
Manda il Tuo Spirito
perché non ho il coraggio di risponderti
e la mia disponibilità ha il respiro corto.
Solo Tu puoi sostenere la mia risposta
con decisioni definitive,
là dove Tu vorrai
anche sino al dono totale di me.
Amen
“Perché tu sia felice”
OBIETTIVO: MATERIALE: carta, penne, pennarelli, forbici, riviste e quotidiani, sei grandi
Scoprire qual è il vero frutto della pace e della gioia. cartelloni bianchi.

TEMPO: un’ora, un’ora e mezza circa. CD: Materiale per le riflessione e piccolo “vademecum” da donare ai ragazzi
alla fine dell’incontro.

DESCRIZIONE ATTIVITÀ
L’animatore appenderà ad una parete della stanza dell’incontro tre cartelloni bianchi grandi, li intitolerà:
LA SOCIETA’, GLI ADULTI, IL MIO ANIMATORE.. Farà così anche su una seconda parete. Poi consegnerà ad ogni ragazzo due fogli A4 intitolati IO.
1. Divisi in piccoli gruppi i ragazzi trovano tutte le immagini, frasi, parole, situazioni utili per descrivere la PACE che LA SOCIETA’, GLI ADULTI, IL MIO ANIMATORE pro-
pongono, definiscono.
2. Stessa cosa per quanto riguarda LA GIOIA
3. Ora il lavoro diventa individuale: ogni ragazzo scriverà nei suoi fogli A4 la SUA, PERSONALE definizione di PACE e di GIOIA. Con elementi, caratteristiche del tutto
personali.

SUGGERIMENTI:
Si fa presto a parlare di gioia o di pace. Tutti ci vorrebbero felici e gioiosi, tutti dicono di lavorare per la pace .. in famiglia, nel gruppo di amici, nella scuola, nella società .. nel
mondo. Ma di che gioia o di che pace si parla? Com’è fatta la gioia che gli altri ci propongono, com’è fatta la pace che gli altri ci propongono .. Sono veramente frutti dello spiri-
to?

Il frutto dello Spirito invece è amore,


gioia, pace, pazienza, benevolenza,
bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé
Gal 5,22
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PARLIAMONE INSIEME
Lo scopo è quello di far riflettere i ragazzi sui vari elementi che possono comporre la vera gioia, la vera pace; far notare loro come il futile e il temporaneo non sono fonte di gioia duratura. Il
vero obiettivo, il vero dono dello spirito è la pace del cuore!
Come dice il Cardinale Carla Maria Martini:
La gioia e la pace sono due frutti del cuore. Il termine gioia compare 39 volte nel Nuovo Testamento, ed è un atteggiamento primordiale difficile da definire. Si potrebbe dire che la gioia è
l’atteggiamento che rende tutto più facile, che rende più facile farsi dono, che rende gli altri più contenti.
Accanto alla gioia, è la pace un’altro dei grandi frutti dello Spirito. Il suo contrario è la guerra, l’ansia, l’inquietudine, l’angoscia. Perciò potremmo definire la pace come l’atteggiamento che ci
difende da questi atteggiamenti negativi, che domina sulla guerra, sull’ansia, sull’inquietudine, sull’angoscia. La pace è anche quella sensazione di essere a casa propria, sentirsi familiari
con l’ambiente in cui si vive, dentro le relazioni che si vivono. Essere a casa con gli altri, attraverso rapporti ordinati, costruttivi, semplificando le cose e la vita, smussando gli angoli e gli
spigoli, mitigando i conflitti.

L’animatore ha a disposizione nel CD materiali di varia natura da poter consegnare ai ragazzi per aiutarli a riflettere.
Alla fine del lavoro di gruppo è bene farsi spiegare dai ragazzi il perché di determinate immagini, parole situazioni scelte fino poi ad arrivare al condividere ogni definizione di gioia o pace.
Nella parte del cartellone che riguarda l’animatore, egli stesso fornirà la sua visione, definizione di pace e gioia.
N.B. se il lavoro dovesse risultare troppo lungo per un solo incontro si prevedono 2 incontri, uno per ciascun frutto dello spirito.

PREGHIAMO INSIEME
Credo in te, Signore, credo nel tuo amore,
nella tua forza, che sostiene il mondo.
Credo nel tuo sorriso, che fa splendere il cielo
e nel tuo canto, che mi dà gioia.
Credo in te Signore, credo nella tua pace,
nella tua vita, che fa bella la terra.
Nella tua luce che rischiara la notte,
sicura guida nel mio cammino.
Credo in te, Signore, credo che tu mi ami,
che mi sostieni, che mi doni il perdono,
che tu mi guidi per le strade del mondo,
che mi darai la tua vita.

Alla fine dell’incontro ai ragazzi verrà consegnato “La pace nel cuore” (vedi cd)
Gente di talento
OBIETTIVO: Riflettere con i ragazzi sulla Benevolenza e Bontà quali frutti MATERIALE: Testi biblici e non, canzone.
dello Spirito Santo in noi e sul grado di presenza di questi frutti nella nostra
vita. Solo in questo modo potremo analizzare quanto siamo sotto il controllo
dell’azione dello Spirito Santo e quanto invece viviamo in modo egoistico la
nostra esistenza. CD: Canzone “Metti in circolo il tuo amore” di Ligabue e spunti per la riflessio-
ne.
Approfondimento: “Si può ancora essere buoni?”
TEMPO: un’ora.
Spiegazione più approfondita di Benevolenza e Bontà.

DESCRIZIONE ATTIVITÀ
L’attività si basa essenzialmente sulla discussione in gruppo partendo dalle definizioni dei frutti dello Spirito Santo BONTÀ e BENEVOLENZA.
Vengono inoltre proposte una riflessione partendo dalla canzone “Metti in circolo il tuo amore” legata al vangelo matteano dei talenti (Mt 25,16-30) oppure un’analisi delle quali-
tà e degli atteggiamenti concreti nella vita quotidiana che nascono dall’essere “buoni” e che si trova nella scheda di approfondimento nel CD.

PARLIAMONE INSIEME
La Benevolenza (volere-bene), è la disposizione d’animo favorevole e affettuosa verso qualcuno; è stima e simpatia che si manifesta con un rapporto cordiale e gentile. In que-
sto aspetto del frutto dello Spirito includiamo anche la capacità di dialogo, il tatto, il trovare i pregi nelle persone (Ef 4,32; Col 3,12).
La Bontà è la qualità di chi vuole bene al prossimo e lo manifesta praticamente. Bontà è pertanto la capacità di fare del bene, e spesso risulta in una attività faticosa (2Tes 3,13;
Gal 6,9-10; Rm 12,17) ma, per il vero credente, inevitabile (Gc 4,17)
Benevolenza e Bontà sono due aspetti del frutto dello Spirito strettamente connessi: l’uno si riferisce all’azione esteriore della bontà, compreso il dialogare e l’accostarsi alle
persone, l’altro a quella che rende il cristiano amabile, cioè alle sua azioni concrete e operose.

Il frutto dello Spirito invece è amore,


gioia, pace, pazienza, benevolenza,
bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé
Gal 5,22
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RIFLETTIAMO INSIEME
L’incontro può partire sicuramente con una spiegazione dei due frutti dello Spirito Santo. Inoltre si può proseguire analizzando quali sono i miei talenti e il metterli in pratica come
sorgente di bontà per altri. Un’altra proposta, soprattutto per i gruppi post cresima dove probabilmente si è già parlato dei frutti dello Spirito Santo, è quella di analizzare gli atteggia-
menti che nascono dall’essere animati dallo Spirito Santo guardano alle situazioni quotidiane e/o alle attività parrocchiali che vedono i ragazzi impegnati.

PREGHIAMO INSIEME e che per ognuna che ne spendiamo a intervenire senza perdere tempo,
ne riceveremo cento volte tanto. con l’olio e il vino per lenire il dolore,
Gesù, tu ci hai rivelato che il Padre Gesù, abbiamo ancora tante monete nascoste, con le garze per fasciare le ferite.
a ciascuno di noi ha affidato tanti tesori inutili perché non messi in commercio. Aiutami a non accontentarmi
monete d’oro da spendere, da far fruttare. Aiutaci a buttarci in buoni affari, del…pronto intervento,
Sono le nostre doti, le nostre capacità, aiutaci a fare buoni investimenti, ma a prendermi a cuore i problemi degli altri
il nostro tempo, la nostra età… fai di noi un buon investimento. Amen. mettendo a disposizione il denaro che ho:
Siamo stati colmati di doni. le mie qualità, il mio tempo, le mie energie.
Spesso, però, facciamo come l’avaro: Gesù, aiutami a diventare «prossimo» Gesù, ricordami sempre
teniamo le monete nascoste Di coloro con i quali vivo, che tu non «hai avuto» fame, ma oggi hai fame;
per paura degli altri, per invidia, per pigrizia. di coloro che incontro, non «hai avuto» sete, ma oggi hai sete;
Quando ci comportiamo così, anche degli sconosciuti e dei lontani, non «eri» forestiero, ma lo sei oggi;
la nostra vita diventa grigia e monotona, ma che sono pur sempre miei fratelli. che non «eri» nudo, malato o i carcere,
senza fantasia, amore e allegria. In famiglia, a scuola, tra gli amici, ma lo sei oggi, accanto a me.
Gesù, aiutaci a spendere le nostre monete! per strada, nel mondo… Gesù, aiutami a diventare «prossimo» di tutti.
Aiutaci a vincere la paura di donarle, c’è sempre qualcuno che ha bisogno di me. Forse non riceverò applausi e riconoscenza,
aiutaci a non cedere alla tentazione Non farmi mai passare oltre, ma sicuramente avrò incontrato te.
di sotterrarle dentro di noi. perché niente è più urgente E, quando mi presenterò davanti a te,
Aiutaci a capire che possono dare frutto di un fratello che soffre. tu mi riconoscerai e mi dirai:
solo se vengono utilizzate per gli altri, Aiutami ad avere compassione, a farmi vicino, «Vieni, benedetto del Padre mio». Amen.
Ma quanta pazienza?!?
OBIETTIVO: Offrire ai giovani un’occasione di approfondimento e riflessione MATERIALE: trave di equilibrio o similare, tappetini o stuoie per ginnastica,
sul significato e sul valore della pazienza, della fedeltà e della mitezza 30-35 canne di bambù della lunghezza di 150 cm circa, strisce di cartoncino
nell’equilibrio delicato delle relazioni, sia con se stessi che con gli altri. colorato larghe 20 cm, scotch, cartellone, penne e pennarelli, stampa della
scheda allegata che si trova nel cd (un foglio per ciascun giovane).

TEMPO: 60-90 minuti CD: Scheda per la riflessione e la preghiera.

DESCRIZIONE ATTIVITÀ
Si invita i giovani a fare una bella corsa; se l’attività si svolge nel parco del Cormor si può utilizzare una parte del percorso. La corsa ha lo scopo di sciogliere tensioni, scaricare
la mente, armonizzare il gruppo e prendere confidenza con il luogo.
Terminata la corsa si può proporre una breve camminata per riprendere fiato e rilassare i muscoli.
Si invita quindi i giovani a salire sulla trave di equilibrio e percorrerla cercando di mantenere l’equilibrio solo con il proprio corpo.
Consegnare a ciascun giovane una canna di bambù e riproporre il medesimo esercizio. I giovani potranno quindi aiutarsi con questo nuovo elemento per garantire un migliore
equilibrio e una maggiore sicurezza. Dovrebbero poter notare questa differenza e l’animatore una volta che tutti avranno completato l’esercizio deve aver cura di chiedere loro
che cosa hanno provato e di confrontare le due esperienze. Se si intende la trave come metafora del percorso di ciascuno, chiedere ai giovani di individuare una qualità perso-
nale (un atteggiamento o un aspetto del proprio carattere…) che garantisce loro maggiore sicurezza e stabilità in quello che vivono o fanno, sia a livello personale che nei rap-
porti. Più semplicemente: cosa mi permette di rimanere in equilibrio? (ad esempio: sono una persona riflessiva, sono prudente, sono socievole e quindi mi relaziono più facil-
mente con gli altri, non temo i confronti e quindi sono aperto alle sfide, sono determinato…etc…). L’animatore consegni quindi due strisce di ugual colore a ciascun giovane che
provvederà ad avvolgere ed attaccare con lo scotch alle due estremità della propria canna di bambù. Il giovane poi scriva sulle due strisce la propria qualità in modo che sia
visibile. I colori delle strisce dovranno essere vivaci, brillanti, chiari, ad esempio: giallo, rosso, rosa, verde chiaro, azzurro, fucsia, arancione, lilla, bianco.
Alla fine si otterrà un gruppo di canne contrassegnate da colori “positivi”, tante quante sono i giovani del gruppo. Preventivamente l’animatore avrà preparato altre coppie di
cartoncino di colore scuro: blu, nero, grigio scuro, marrone, viola, verde scuro..
L’animatore chieda ai giovani di individuare, al contrario di prima, possibili atteggiamenti, modi di essere, condizioni che determinano e producono tensioni, rotture, disarmonie,
sia con se stessi che nelle relazioni con gli altri; ad esempio: voler avere sempre ragione, arrabbiarsi anche per cose di poco conto, essere violenti con le parole o anche con il
corpo, pensare sempre in negativo, la tristezza, l’invidia, l’incomprensione, l’essere precipitosi, la differenza di età che non sempre è vissuta positivamente dal giovane (si pensi
alle tensioni con i genitori o con giovani più grandi o che si credono tali…)…
Applicare con lo scotch le strisce di cartoncino scuro al gruppo di canne rimanenti tra quelle messe a disposizione per l’attività. Scrivere con un pennarello bianco questi nomi o
condizioni sulle strisce in modo che rimangano visibili.

Il frutto dello Spirito invece è amore,


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L’animatore raccolga tutte le canne, sia quelle con colori chiari che quelle con colori scuri e le metta in gruppo in posizione verticale sopra una tappeto di gomma sufficientemente esteso
disponibile nella palestra (si possono accostare anche più tappetini di dimensioni minori). Questo per avere una superficie morbida e abbastanza ampia.
Quindi le rilasci in modo tale che le canne si distribuiscano in modo casuale e caotico sul pavimento. Si ripropone a scala più grande il gioco dello shangai (notoriamente gioco di destrezza e
soprattutto pazienza) dove al posto dei piccoli bastoncini si hanno canne di bambù. A turno i giovani dovranno cercare di liberare “le qualità positive”, ossia le canne con i colori chiari, to-
gliendo tutte le canne ad una ad una senza muovere nessun’altra. Se una canna viene mossa si passa il turno. C’è un’ulteriore condizione: se si vuole prendere una canna “scura” si deve
prima suggerire un atteggiamento o una qualità che possa aiutare a risolvere la tensione o la rottura che quella canna rappresenta. Ad esempio si deve sollevare la canna che rappresenta la
rabbia. Il giovane deve indicare che cosa si può fare o come ci si deve comportare per contenere, limitare la rabbia; ad esempio: contare fino a dieci prima di agire o parlare, oppure allonta-
narsi per un momento, fare una corsa per sfogarsi, cercare di ascoltare prima di parlare… Se dovesse essere la canna che rappresenta ad esempio la differenza di età, potrebbe essere la
fiducia, il saper ascoltare chi è più grande di te o spiegare con calma le proprie ragioni…
La canne con le qualità positive valgono 10 punti, quelle scure 3 punti. Vince chi riesce ad accumulare più punti. L’animatore scelga un criterio per stabilire chi comincia prima.
Il gioco può essere ripetuto più volte a discrezione dell’animatore.

SUGGERIMENTI:
Il filo conduttore di questa attività è la pazienza, atteggiamento fondamentale perché si possa mantenere un equilibrio personale e di relazione con gli altri, la condizione princi-
pale perché ci sia armonia dentro di noi e con gli altri. La pazienza è la capacità di saper aspettare, di investire le proprie e altrui risorse a lungo termine, di resistere alla tenta-
zione di essere precipitosi e di ottenere risposte immediate. Caratteristiche queste che non appartengono molto all’adolescente che per definizione è attraversato da sensazioni
ed emozioni forti e contrastanti, che vorrebbe sempre una risposta pronta, che vive il presente senza pensare troppo al futuro. La pazienza si raggiunge con il tempo perchè il
tempo e l’allenamento sono il suo nutrimento.
Da qui la scelta di ambientare l’attività in una palestra, di proporre una corsa per scaricare le tensioni, la trave di equilibrio perché prima di riuscire ad attraversarla senza cade-
re è necessario provarci più volte e necessita di concentrazione e calma. Bisogna imparare ad avere pazienza con se stessi per poterla avere con gli altri ed è proprio nelle
relazioni che si sperimentano le tensioni maggiori. Anche le migliori qualità, se non ci sono pazienza, mitezza e fiducia, messe insieme possono creare confusione e disarmo-
nie, come le canne di bambù quando vengono lasciate cadere.

PARLIAMONE INSIEME
Visionare la scheda sul CD in cui si propone la lettura di una storia di Bruno Ferrero “L’anello magico” e di un passo tratto dal libro di Qoelet.

PREGHIAMO INSIEME
Visionare la scheda sul CD in cui si propone la lettura di una storia di Bruno Ferrero
“L’anello magico” e di un passo tratto dal libro di Qoelet.
Volere ciò che si deve essere
OBIETTIVO: l’approdo naturale di un cammino di fede è la capacità di armo- MATERIALE: scheda per l’ascolto (vedi sotto).
nizzarsi, scegliendo un percorso di coerenza interiore.
L’autocontrollo è la capacità di dominare selezionare, coordina-
re desideri, attese, pulsioni affinché la propria condotta non pre-
giudichi il raggiungimento della meta considerata altamente CD: Scheda per l’ascolto.
desiderabile per sé.
Ascoltare testimonianze; riflettere sul valore dell’attesa, come
esperienza di autocontrollo in funzione della soddisfazione (che
è ciò che è “buono per noi”). TEMPO: un incontro di un’ora e mezza (+ un secondo incontro di discussione)

DESCRIZIONE ATTIVITÀ
Prendete contatti con una ACAT (associazione Club Alcolisti in Trattamento), associazione molto attiva nel nostro territorio (ci sono l’Acat Udinese, l’Acat Cividalese, l’Acat Co-
droipese, l’Acat Sandanielese, l’Acat Palmarina etc), che riunisce le famiglie delle persone che hanno, o hanno avuto un problema alcolcorellato (su internet è possibile risalire
ai nomi e numeri di telefono dei refenti )
Questa associazione trae i suoi principi dall’approccio ecologico – sociale delineato dal professor Vladimir Hudolin, medico psichiatra dell’ex Jugoslavia: centrale è il concetto di
salute, intesa come incontro del benessere mentale, fisico e sociale; il tutto vissuto nella propria comunità, senza nascondimenti.
Le persone che aderiscono a questi gruppi (club) , oltre ad affrontare un problema di dipendenza, nello specifico da alcol, scelgono di ri – orientare la propria esistenza, accet-
tando i limiti personali e valorizzando il “proprio bene”: la spiritualità è un elemento fondante di questo percorso, poiché il valore della Vita trascende le proprie debolezze .
La famiglia intera percorre questo cammino, condividendone fatiche e successi.
L’autocontrollo diviene un aspetto importante del carattere, da allenare ed accrescere.

Il frutto dello Spirito invece è amore,


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PARLIAMONE INSIEME
Suggeriamo di svolgere l’attività in due momenti:
1. invitare alcune famiglie ad uno degli incontri dei gruppi, chiedendo loro di narrare la propria storia, spiegando loro quali sono gli obiettivi dell’incontro. Ai ragazzi fornire la sche-
da per l’ascolto da compilare prima di salutarsi.
2. in un secondo incontro si può iniziare leggendo i brani proposti nella sezione “preghiamo insieme” e suscitiamo la discussione chiedendo ai ragazzi di ripensare alle Testimo-
nianze dell’ottica del Percorso di Fede: la fatica dell’accettare le incoerenze, il bisogno di riferire a Dio come ad una Guida sicura, la “prova” come momento di gratificazione
personale…

PREGHIAMO INSIEME

⇒ Vi proponiamo di leggere:
Lc 12,54 – 59 ( crescere nell’interpretare i segni del tempo, che anticipano, preparano a ciò che verrà è segno di capacità di autocontrollo)
1 cor 9, 25-27 (esempi tratti dalla vita sportiva come metafora per la fatica necessaria per perseguire la coerenza)
Eb 5, 11 – 6, 20 (abbiamo bisogno di crescere nell’autocontrollo, sull’esempio di Gesù, sommo sacerdote: abbiamo perciò bisogno anche di incoraggiamento)

⇒ Per i più giovani:


il libretto “Vieni Spirito Santo” ed. Monache Agostiniane , a cure delle monache Agostiniane dell’ Eremo di Lecceto – Siena, propone una visione a fumetti dei frutti e dei doni
dello Spirito Santo, vi riportiamo la riflessione introduttiva riguardo ai Frutti dello Spirito:

“Beato l’uomo che si pare ai Doni dello Spirito far appello al Suo Spirito Intelligente.
e li fa fruttificare” Lui conosce bene i meccanismi dell’amore
Ma un guasto ha fatto saltare E ti rimetterà in sesto
L’equilibrio dell’ Amore. Liberandoti dalla confusione
Il nemico numero 1 di questo equilibrio: Provocata dai tuoi e altrui egoismi.
l’egoismo. E ricomincerai a viaggiare
Che cosa è accaduto? Per le strade del mondo
Hai voluto far da te, pensando solo per te… In mezzo ai tuoi fatelli
E sei andato in 1000 mezzi. Con il cuore leggero
Bel frutto! Bel risultato! Pieno di libertà,
Che cosa puoi fare? di Amore
Non c’è che un rimedio: e di Gioia!
bussare alla porta di chi ti ha costruito,
ClaunAmiamo (con FriulClaun)
OBIETTIVO: MATERIALE:
Riflettere sul tema dell’amore e sull’abbraccio che crea attorno a tutti i Frutti Eventuale materiale utile e/o necessario all’attività verrà concordato assieme
dello Spirito: l’Amore racchiude in sé il senso di tutta l’opera di Dio e ne è con- all’Associazione FriulClaun.
temporaneamente origine e finalità.
TEMPO:
L’attività verrà svolta previo accordo con l’Ufficio di Pastorale Giovanile. Concordabile con l’Ufficio di Pastorale Giovanile.

DESCRIZIONE ATTIVITÀ
Per questa attività la proposta è di contattare l’Ufficio di Pastorale Giovanile (giovani@pgudine.it - 0432-414522) per organizzare, insieme a FriulClaun, un’attività sul tema
dell’amore visto dagli occhi di semplici volontari che portano il sorriso nelle corsie degli ospedali.
Contattando l’Ufficio si potrà creare un’attività ad hoc, concordando una data insieme ai volontari di FriulClaun e alle altre eventuali parrocchie interessate.
[Per coloro che non vogliono o non possono organizzarsi in questa direzione, consigliamo la consultazione del sussidio 2006-2007: “Narrare l’Amore” e le relative schede, per
ideare un’attività differente].

Chi sono i FriulClaun? (tratto dal sito ufficiale)


L’associazione VIP-ViviamoInPositivo-FriulClaun è nata nel 2004 ed è federata con VIP Italia Onlus. Il missionario VIP Claun è colui che ha la missione di far nascere la voglia
di vivere a chi l’ha persa, usando strumenti quali la gioia, la canzone, il sorriso, il gioco, l'amicizia, la danza, il mimo, la magia, la fede e lo fa nelle strade, negli ospedali, in qua-
lunque parte del mondo ci siano persone a cui ricordare che la vita è un'opportunità meravigliosa e che basta un sorriso per operare "il più grande miracolo del mondo". Il loro
motto è «Uniti per crescere (e ridere) insieme»; l’associazione non ha scopo di lucro e ha finalità esclusivamente sociali ed umanitarie.

SUGGERIMENTI:
Per la realizzazione di questa attività è indispensabile contattare l’Ufficio di Pastorale giovanile alcune settimane prima dell’ipotetica data di realizzazione: questo al fine di verifi-
care la disponibilità dei claun, controllare l’eventuale richiesta da parte di altri gruppi parrocchiali, scegliere un luogo idoneo alla messa in opera dell’incontro e accordarsi su
tempi e dettagli dell’esperienza.

Il frutto dello Spirito invece è amore,


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PARLIAMONE INSIEME
L’attività che si può concordare verte su attività o scenette che porteranno i giovani a riflettere sulle varie sfumature che circondano l’universo dell’amore e che riprendono, in sostanza, tutti i
frutti dello Spirito. Non c’è infatti pace, gioia, bontà, benevolenza, pazienza, mansuetudine, fedeltà ed autocontrollo se non c’è amore alla base di tutto.
• La gratuità dell’amore: l’amore come movimento, principio e finalità dei gesti che si possono compiere.
• “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Nel comandamento ricevuto, un grande insegnamento: non vi può essere amore per il prossimo se non c’è amore per sé stessi. Amore inteso
non in senso egoistico, ma secondo l’accezione di colui che comprende che egli stesso è creatura voluta e amata da Dio e che come tale deve aver cura di sé. Da questo scaturisce
anche una riflessione sul servizio: rendersi attivi in parrocchia, in contesti di volontariato e in qualsiasi situazione rivolta al prossimo, sottointende una necessità implicita di aiuto e
sostegno a sé stessi. Spesso, per timore di esser giudicati “non altruisti”, si evita di pensare che l’amore donato agli altri è anche amore rivolto a noi stessi.
• L’amore infinito della croce: Dio per rivelarsi a noi ha scelto di farsi uomo e morire in croce. Non è unicamente il dolore e la passione del calvario a invitarci a riflettere, quanto il fatto
che Gesù avrebbe potuto scappare in qualsiasi momento e invece ha scelto di compiere la volontà del Padre. Spesso ci chiediamo dove sia Dio, perché non si sia rivelato agli uomini
in forma “inequivocabile” (attraverso una dimostrazione scientifica, una formula…): Gesù incontrava le persone e lo si poteva incontrare attraverso segni tangibili del suo amore.
L’amore è l’esperienza più semplice e più forte che l’uomo possa conoscere; la sua negazione, se sperimentata, ci dimostra ancora di più quanto sia vera questa affermazione.

PREGHIAMO INSIEME
Il Signore ha detto qualcosa all’orecchio del sole;
Dio vivente e santo,
ed ecco la guancia del sole infiammarsi di mille colori.
che Ti sei rivelato a noi narrandoTi nelle meraviglie operate dal Tuo amore,
Il Signore ha mormorato qualcosa alla sorgente;
concedici, Ti preghiamo,
ed ecco l’acqua zampillare pura e chiara.
di saper riconoscere nella luce del Tuo Spirito
Il Signore ha sussurrato qualcosa alla rosa:
i segni della Tua bontà e della Tua provvidenza nell’universo intero e nella storia.
ed ecco la rosa arrossire di gioia.
Fa’ che sappiamo accogliere i prodigi della Tua salvezza per noi,
Ma che cosa avrà mai bisbigliato il Signore all’orecchio dell’uomo,
per lasciarci raggiungere, trasformare e sanare
perché egli solo sia capace di amare e di amarlo?
dall’amore crocefisso e risorto del Tuo Figlio,
Ha bisbigliato ... Amore!
unica nostra speranza, sola, vera, nostra teologia!
[di Gialal Ed-din Rumi, poeta persiano]
[Preghiera di don Bruno Forte, Arcivescovo di Chieti-Vasto]
Prendi il largo

OBIETTIVO: la religiosità è una dimensione fondamentale della personalità, MATERIALE: i catechisti e gli animatori preparino, per ognuno dei ragazzi un
non una sovrastruttura, un lusso. brano biblico da donare loro.
Non possiamo prescindere dal bisogno di spiritualità e crescita nella Fede: Ogni ragazzo si procuri una zaino, una sacca.
cogliere questa necessità ci rende completi, più veri, più autentici. Serviranno cartoncini da distribuire per poter essere scritti.
Ci rende più forti nell’intraprendere “il Viaggio” della Vita .
TEMPO: un incontro, possibilmente di sera , dopo cena (perché no, potendo
poi dormire insieme)

DESCRIZIONE ATTIVITÀ
Perché non organizzare un fine settimana fuori casa a chiusura dell’attività dell’anno ?
Potrebbe essere suggestivo incontrarsi intorno ad un fuoco?

Il catechista e/o l’animatore, nei giorni precedenti, dovrà aver pensato per ognuno dei ragazzi un brano della Bibbia da donargli, che sia portatore di un messaggio adeguato
alle caratteristiche del ragazzo stesso (suggerimento: contatta il tuo parroco e coinvolgilo nella scelta dei brani biblici più adatti).
Durante la serata, dopo aver accolto tutti i partecipanti intorno al fuoco con il loro zaino vuoto, si distribuiranno ad ognuno dei foglietti nei quali i ragazzi scriveranno, per tutti i
compagni presenti, un DONO PER IL VIAGGIO (es. A te, Marco, per il tuo viaggio dono un po’ della mia allegria, per sorridere anche nelle difficoltà, firmato Sara)
A turno ognuno farà il giro dentro al cerchio e i compagni porranno nello zaino il biglietto del “Dono per il viaggio” che avranno scritto.
Simbolicamente tutti, alla fine della raccolta dei doni, “partiranno” e si allontaneranno dal cerchio per isolarsi e leggere quando raccolto (per 15 – 20 minuti ). Il tempo servirà
inoltre per meditare sulla Parola donata dai catechisti, alla fine del tempo dedicato, si tornerà in cerchio, si potrà proporre un canto e poi dedicarsi alla condivisione delle emo-
zioni di quanto ricevuto …

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PARLIAMONE INSIEME PREGHIAMO INSIEME

Per “prendere il largo” abbiamo bisogno di prendere consapevolezza dei I Brani scelti dai Catechisti ed Animatori, potranno essere utilizzati per chiu-
nostri bisogni, per attrezzarci affinché la fatica della Strada ci sia lieve… dere il momento del cerchio, prima del saluto e della buonanotte…
La Parola, ricca di evocazioni sul rapporto con Dio e le relazioni umane che
ci aiutano a dare di noi la giusta dimensione (Chi siamo? Quali sono le no-
stre potenzialità e le nostre debolezze?), non “cammineranno” mai al posto
nostro, ma ci saranno di guida e sostegno del nostro cammino verso la pie-
nezza della nostra Vita.