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Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale di Roma Capitale

GARANTE DELLE PERSONE SOTTOPOSTE A MISURE RESTRITTIVE DELLA LIBERTÀ PERSONALE


DI ROMA CAPITALE

RELAZIONE SULLE ATTIVITÀ SVOLTE

DAL 1 LUGLIO 2018


AL 30 GIUGNO 2019

a cura di Gabriella Stramaccioni

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Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale di Roma Capitale

INDICE

1. Il Garante delle persone private della libertà personale di Roma Capitale nel quadro delle recenti
normative
1.1 Poteri, facoltà e garanzie riconosciuti ai Garanti regionali e locali dalla legislazione nazionale
1.2 Il potere di accesso ai luoghi di privazione della libertà
1.3 La ricezione dei reclami
1.4 I colloqui e la corrispondenza

2. Forme e luoghi della privazione della libertà personale. La privazione della libertà per motivi di giustizia
2.1 La situazione della detenzione in Italia e a Roma in sintesi: alcuni dati per inquadrare il fenomeno
2.2 Il sistema della giustizia minorile
2.3 Il Centro di Prima Accoglienza e le comunità per l’esecuzione dei provvedimenti giudiziari a carico dei
minori
2.4 Le Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza Sanitarie
2.5 La privazione della libertà per motivi di polizia, sicurezza e amministrativi
2.6 Le camere di sicurezza
2.7 Il Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Ponte Galeria

3. Attività del Garante nel secondo anno di mandato (dal 1/7/2018 al 30/6/2019)
3.1 L'impegno di Roma Capitale in favore delle persone private della libertà. Progetti di pubblica utilità
3.2 I servizi che Roma Capitale eroga
3.3 Iniziative di sostegno alle persone private della libertà e di sensibilizzazione della cittadinanza
3.4 Contatti e prese in carico

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Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale di Roma Capitale

1. Il Garante delle persone private della libertà personale di Roma Capitale nel quadro delle recenti normative
Con ordinanza della Sindaca Virginia Raggi n. 77 del 1 giugno 2017 è stata nominata la Garante delle persone
private della libertà personale di Roma Capitale, nella persona di Gabriella Stramaccioni.
L’ordinanza fa seguito alla Deliberazione del Consiglio Comunale n. 90 del 14 maggio 2003 con la quale era
stata istituita la figura del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di
Roma ed approvata specifica disciplina regolamentare.
Il Garante, che rimane in carica 5 anni, è chiamato a svolgere i seguenti compiti:
- Promuovere, con contestuali funzioni di osservazione e vigilanza indiretta, l’esercizio dei diritti e
delle opportunità di partecipazione alla vita civile e di fruizione dei servizi comunali da parte delle
persone comunque private della libertà personale ovvero limitate nella libertà di movimento,
domiciliate, residenti o dimoranti nel Comune di Roma con particolare riferimento alla tutela di
alcuni diritti fondamentali, al lavoro, alla formazione, alla cultura, all’assistenza, alla tutela della
salute, allo sport, per quanto nelle attribuzioni e nelle competenze del Comune medesimo, tenendo
altresì conto della loro condizione di restrizione.
- Promuovere iniziative e momenti di sensibilizzazione pubblica sul tema dei diritti umani delle
persone private della libertà personale e della umanizzazione della pena detentiva.
- Attivare le autorità competenti a seguito di possibili segnalazioni che giungano, anche in via
informale, alla sua attenzione e riguardino violazioni di diritti, garanzie e prerogative delle persone
private della libertà personale nonché segnalare il mancato e inadeguato rispetto di tali diritti e
comunicare alle autorità stesse le condizioni dei luoghi di reclusione, con particolare attenzione
all’esercizio dei diritti riconosciuti ma non adeguatamente tutelati.
- Promuovere con le Amministrazioni interessate Protocolli di Intesa utili a poter espletare le sue
funzioni anche attraverso visite ai luoghi di detenzione, come previsto dall’art. 3 lettera e) della Del.
C.C. n. 90/2003.

1.1 Poteri, facoltà e garanzie riconosciute ai Garanti regionali e locali dalla legislazione nazionale
A partire dal 2009, con successivi interventi normativi, il legislatore nazionale ha riconosciuto le funzioni dei
Garanti regionali e locali delle persone private della libertà nell’ambito della privazione della libertà per
motivi di giustizia e, in seguito, anche in altri ambiti della privazione della libertà di competenza statale,
garantendo loro poteri e facoltà necessari all’espletamento delle proprie funzioni e, in particolare, alla
verifica delle condizioni materiali di privazione delle libertà e la comunicazione diretta con le persone che vi
sono costrette.

1.2 Il potere di accesso ai luoghi di privazione della libertà


L’articolo 67, comma 1, lettera 1 bis, della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull’ordinamento
penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà, di seguito Ordinamento
penitenziario), come modificato dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14 (che ha convertito il decreto legge 30
dicembre 2008 n. 207) prevede che i Garanti, al pari di altre autorità, possano visitare senza necessità di

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preventiva autorizzazione gli istituti penitenziari che insistono sul territorio di loro competenza, anche
accompagnati da eventuali collaboratori.
Con la legge di conversione del decreto legge 22 dicembre 2011, n. 11, tale potere di accesso è stato esteso
anche alle camere di sicurezza delle Questure, delle caserme dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della
Polizia Municipale, secondo quanto disposto dall’art. 67 bis dell’Ordinamento penitenziario.
Infine, ai sensi dell’art. 19, comma 3, del decreto legge 17 febbraio 2017 n. 13, come modificato dalla legge
di conversione 13 aprile 2017, n. 46, le disposizioni di cui all’articolo 67 dell’Ordinamento penitenziario si
applicano anche nei Centri di Permanenza per il rimpatrio degli stranieri presenti sul territorio nazionale privi
di titolo di soggiorno e quindi il Garante ha potere di accesso senza necessità di autorizzazione anche in tali
strutture.

1.3 La ricezione dei reclami


L’articolo 35 dell’Ordinamento penitenziario, come modificato dall’art. 3, comma 1, lett. a) del Decreto Legge
23 dicembre 2013, n. 146, individua nel Garante nazionale e nei Garanti regionali e territoriali dei diritti dei
detenuti una tipologia di autorità a cui i detenuti e gli internati possono rivolgere “istanze o reclami, orali o
scritti, anche in busta chiusa”.

1.4 I colloqui e la corrispondenza


Al di fuori delle interlocuzioni durante le visite svolte sulla base dell’art. 67 ordinamento penitenziario i
colloqui personali e lo scambio di corrispondenza sono gli strumenti attraverso cui il Garante può venire a
contatto diretto con i detenuti e gli internati, raccogliere informazioni e fornire diretta assistenza a chi la
richiede. L’art. 18 dell’ordinamento penitenziario, come modificato dall’art. 12 bis, comma 1, lett. a ) del
Decreto Legge 30 dicembre 2008, n. 207, prevede che il Garante possa svolgere colloqui con i singoli
detenuti o internati anche al fine di compiere atti giuridici. Sulla base della disciplina generale dei colloqui dei
detenuti e degli internati, questi si svolgono in appositi locali sotto il controllo a vista e non auditivo del
personale di Polizia (art. 18, comma 2, ordinamento penitenziario). La circolare 01/02/2010 del Capo del
Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha stabilito che i collaboratori del Garante che accedano
agli istituti penitenziari sulla base degli artt. 17 (Partecipazione della comunità esterna all’azione rieducativa)
e 78 (Assistenti volontari) dell’ordinamento penitenziario fruiscano delle stesse prerogative riconosciute al
Garante in materia di colloqui, purché la loro collaborazione sia di natura stabile e organica e non
meramente occasionale.
Infine, ai sensi dell’art. 18 ter, comma 2, combinato con il successivo art. 35 dell’Ordinamento penitenziario,
la corrispondenza epistolare e telegrafica indirizzata al Garante non può essere soggetta a limitazioni, a visto
di controllo o alla verifica del contenuto delle buste.

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2. Forme e luoghi della privazione della libertà personale. La privazione della libertà per motivi di giustizia

2.1 La situazione della detenzione in Italia e a Roma in sintesi: alcuni dati per inquadrare il fenomeno
La tutela dei diritti delle persone detenute passa attraverso una corretta e precisa rappresentazione del
fenomeno, tanto più perché si tratta di soggetti posti in una situazione di particolare vulnerabilità. È cioè
importante conoscere il numero dei reclusi, le rispettive caratteristiche socio-lavorative, giuridiche e
demografiche.
Secondo dati aggiornati al 30 giugno 2019 forniti dal Ministero della Giustizia1 la popolazione detenuta
complessiva in Italia è pari a 60.522 persone, 57.890 uomini e 2.632 donne. Al 31 dicembre 2017 il numero
complessivo di detenuti era di 57.608. Quasi il 34% è composto da detenuti stranieri, che in valore assoluto
sono 20.224.
I posti letto sono 50.511 per una popolazione che supera le 60.000 persone e che genera un tasso di
affollamento ufficiale che sfiora il 120%; solo 20 anni fa i detenuti erano circa la metà degli attuali2.

Dopo un picco di popolazione carceraria raggiunto nel 2010 (quasi 70mila unità), fatto questo che ha portato
l’Italia anche ad essere condannata in sede internazionale dalla Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte
EDU) per trattamenti disumani legati al sovraffollamento, alcuni interventi legislativi hanno portato ad una
decrescita nei numeri fino al 2016. In seguito vi è stato un nuovo aumento.
Se si mettono a confronto il numero di detenuti per carcere ed i posti letto disponibili emerge un quadro
allarmante, non solo per il Paese, ma anche per il Lazio, regione che per numero di detenuti è la terza dopo
Lombardia e Campania, con una capienza regolamentare pari a 5.258 unità e 6.484 presenze effettive
(ultimo dato al 30 giugno 2019).
Giusto per avere un’idea del fenomeno, si pensi che Rebibbia Nuovo Complesso ospita oltre 400 reclusi in
più rispetto alla sua capienza e a Regina Coeli lo scarto è di 381 unità3.

Il tasso di affollamento, calcolato come percentuale di detenuti presenti sulla capienza regolamentare, del
sistema penitenziario regionale per adulti era, a fine 2017, del 118,6%. Nei primi tre mesi dei 2018 tale tasso
è ulteriormente salito al 120%, ponendo il Lazio in una situazione critica. Attualmente siamo al 124,8%.
Questo accade perché la popolazione penitenziaria del Lazio è in costante crescita e tale situazione finisce
con riproporre i problemi di inadeguatezza delle risorse umane, strutturali e finanziarie a disposizione
dell’intero sistema che provoca, soprattutto nelle persone più fragili e più povere, ulteriore afflizione.
L’attuale situazione a Roma, 30/7/2019 e per tutti e 5 gli Istituti, vede 3.358 persone detenute, come
rappresentato in dettaglio nelle seguenti tabelle4.
Tipologia di detenuti presente nella Casa Circondariale Femminile di Roma Rebibbia
dati al 30/7/2019
AS 18
Comuni 312
Comuni-Art 21 16
Comuni-semilibero 2
Zeta 6
Totale 354

1
Fonte: Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria - Ufficio del Capo del Dipartimento - Sezione Statistica
2
Cfr: Associazione Antigone, XV rapporto sulle condizioni di detenzione. Numeri della popolazione detenuta.
3
Ibidem.
4
Fonte: Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria

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Tipologia di detenuti presente nella Casa Circondariale N.C. Roma Rebibbia


dati al 30/7/2019
41 bis 45
AS 3 127
Collaboratori 7
Comuni 1.256
Comuni art 21 4
Min Psic 111/5 2
Oss Psic 112 1
Riprov sociale 81
Sicurezza pass 61
Transex 18
Totale 1.602

Tipologia dei detenuti presenti nella Casa di Reclusione di Roma Rebibbia


dati al 30/7/2019
Collaboratori 37
Comuni 244
Comuni art 21 20
Totale 301

Tipologia dei detenuti presenti nella Terza Casa Circondariale di Roma Rebibbia
dati al 30/7/2019
Semilibero 48
Icatt 32
Totale 80

Tipologia dei detenuti presenti nella Casa Circondariale di Roma Regina Coeli
dati al 30/7/2019
AS 2
Comuni 903
INT CCC PROVV 6
Oss Psic 112 2
Riprov Sociale 71
Sicurezza Pass 37
Totale 1.021

Il quadro d'insieme della popolazione carceraria laziale deve essere integrato poi tenendo conto dei reclusi di
origine straniera. Nel totale degli istituti della Regione, al 31/12/2017, la percentuale di questi ultimi era
leggermente più alta che sul territorio nazionale (39,9% invece di 34,3%), ma in alcuni istituti (Viterbo, Roma
Regina Coeli, Civitavecchia e Rieti) è anche superiore al 50%.
Attualmente gli stranieri reclusi in Italia sono 20.224 (dato al 30/6/2019) e quelli presenti nel Lazio sono
2.515, 2.337 uomini e 178 donne.
Dei 6.484 detenuti presenti nei 14 istituti laziali, alla data del 30/6/2019, 4.057 sono condannati in via
definitiva, 1.097 sono in attesa di 1° giudizio, 1.313 condannati non definitivi e 17 in altra posizione. I
condannati definitivi sono il 62,5% del totale, mentre a livello nazionale sono quasi il 68%.

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Il problema non è solo regionale, come dimostrano i dati della Tabella 9 che segue5. Un numero
considerevole di individui è recluso sebbene in attesa di giudizio definitivo. Si tratta quindi di persone che
formalmente sono ancora innocenti, fino alla prova del contrario. Infatti, ad esempio, sono 9.589, ovvero il
15,84% del totale dei 60.522 detenuti, i reclusi in attesa di primo giudizio. Considerando tutte le differenti
posizioni giuridiche ad eccezione dei condannati definitivi, possiamo dire che il totale di chi versa nella
situazione di essere ristretto senza sentenza è almeno superiore al 30% della popolazione complessiva.

Facendo poi un raffronto con l’Europa, se è vero che in Italia come nell’UE cala il numero dei reati commessi,
anche quelli più gravi come gli omicidi, la popolazione carceraria è in aumento sia rispetto agli anni
precedenti, sia rispetto all’ultimo decennio.
Una delle cause che sono alla base di questo fenomeno deriva dal fatto che molti detenuti sono tali perché
arrestati per violazione del Testo Unico sulle droghe: circa un terzo del totale.
A spingere al rialzo la quota di detenuti ci sono anche gli stranieri, quasi il 34% del totale. Questo non solo
perché l’Italia è un Paese di immigrazione, ma soprattutto perché mancano dei percorsi lavorativi lineari che
agevolino l’immissione degli stranieri entro circuiti di legalità.
Interessante è poi il quadro che emerge per quanto riguarda i condannati definitivi per durata della pena
inflitta, come risulta dalla successiva Tabella 10. A ben guardare anche qui abbiamo delle differenze con
l’Europa. Ad esempio è più alta in Italia la quota di persone condannate all’ergastolo (4,32% del totale)
rispetto alla media UE (3,5%). Le pene comprese tra i 10 e i 20 anni riguardano poi quasi il 17% dei detenuti
con condanna definitiva: la media dei paesi europei è dell’11%. Anche la percentuale di chi sconta pene che
vanno da 5 a 10 anni è più alta in Italia rispetto all’UE. Quindi è un falso credo quello per cui in Italia le pene
inflitte siano lievi rispetto agli altri paesi.

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Le tabelle che seguono sono tratte da fonti del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria - Ufficio del Capo del
Dipartimento - Sezione Statistica

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Un dato che non può non essere considerato è il grado di istruzione e la posizione lavorativa. Per quanto
riguarda il primo aspetto, tenuto conto del dato complessivo che riguarda tutte le regioni, ovvero 60.522
persone, emerge che il maggior numero di reati perseguiti si colloca tra chi è in possesso del diploma di
scuola media inferiore (19.366) e chi ha solo la licenza elementare (6.506), sebbene sia alto il numero dei
non rilevati (26.614), come riepilogato nella successiva Tabella 5.

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In linea con questi dati spicca il fatto che tenendo conto della condizione lavorativa il numero di detenuti
disoccupati sia considerevolmente alto (9.411), cui si devono sommare quelli in cerca di occupazione (510) e
che ad esempio il numero di detenuti occupati è meno della metà rispetto a questi: 4.065. Anche in questo
caso i “non rilevati” sono elevatissimi: 45.006, come riportato nella successiva Tabella 6.

L’analisi condotta dal Ministero ha poi diviso la popolazione detenuta e occupata in ragione del ramo di
attività: i dati riguardano esclusivamente i detenuti occupati ovvero coloro che hanno comunque comunicato
il ramo di attività di loro appartenenza. Il 30,9% di essi veniva dall’industria, il 28,5% dal commercio, il 19,2%
dai servizi ed il 16,7% dall’agricoltura. L’1,1% dalla Pubblica Amministrazione.
Per chiudere questa prima disamina generale sulla popolazione detenuta, possiamo citare la seguente
Tabella 2 con i dati del Ministero sulle classi di età dei reclusi, divisi per regione di detenzione e classi di età:

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Per quanto riguarda gli stranieri reclusi, questi sono 20.224, di cui 19.279 uomini e 945 donne. Prima di tutto
occorre vedere da dove vengono gli stranieri presenti nelle carceri italiane: in valore assoluto la comunità più
numerosa è quella marocchina, con 3.774 reclusi, seguita poi da quella tunisina che ne ha 2.033.
Contrariamente a quello che comunemente viene percepito dall’opinione pubblica, rispetto al totale della
popolazione straniera detenuta è relativamente basso il numero dei provenienti dall’Europa orientale, ad
eccezione dell’Albania, che ha 2.516 nazionali in stato di restrizione (Tabella 13).

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Parlare di stranieri significa anche sfatare alcuni preconcetti. In primis che al crescere degli immigrati cresca il
numero dei reati. Negli ultimi 15 anni il numero degli stranieri si è quadruplicato, ma non è cresciuta
altrettanto la popolazione straniera detenuta in prigione6.

Interessante è poi analizzare il rapporto tra grado di istruzione e stato di restrizione. Anche in questo caso la
percentuale di detenuti è complessivamente più elevata tra chi ha uno scarso livello di studio (licenza media
inferiore e scuola elementare), mentre è bassissimo il numero di detenuti che hanno un diploma di scuola
professionale (0,88% sul totale degli stranieri) (Tabella 5).

Confrontando poi i dati relativi alla condizione lavorativa si conferma il fatto che i disoccupati reclusi
(14,33%) sono notevolmente di più degli occupati (2,77%), anche se i “non rilevati” coprono l’81,18% del
totale (Tabella 6).

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Cfr: Associazione Antigone, XV rapporto sulle condizioni di detenzione. Numeri della popolazione detenuta

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Per quel che riguarda la posizione giuridica in riferimento ai soli stranieri, 12.940 sono i condannati definitivi;
3.500 sono in attesa di primo giudizio (17,31% rispetto al totale degli stranieri, ma il 37% ca. del totale dei
detenuti in attesa del primo giudizio (Tabella 9).

Altro stereotipo da smentire è altresì quello relativo ai dati sui reati commessi e sulle pene da scontare. Al 31
marzo 2019 gli stranieri sono l’1,4% del totale dei detenuti in carcere per associazione a delinquere di
stampo mafioso. Ma soprattutto costituiscono l’8,59% dei detenuti che sono in carcere per violazione della

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legge sulle armi. È questo un dato importante che ci fa comprendere come compiano reati meno a rischio
per l’incolumità fisica delle vittime. Sono inoltre il 31,1% del totale dei detenuti che hanno commesso delitti
contro la persona. Viceversa costituiscono il 37,4% dei detenuti in carcere per violazione della legge sugli
stupefacenti7.
Un quadro ancora più attuale sui reclusi stranieri per durata della pena ce lo danno i dati forniti dal Ministero
della Giustizia per cui si evince che la maggior concentrazione delle condanne è situata nella fascia da 2 a 3
anni (16,16%) e da 3 a 4 anni (14,95%) (Tabella 10).
I detenuti stranieri sono condannati a pene significativamente più basse rispetto agli italiani, anche in
conseguenza della difficoltà di accedere a misure alternative al carcere, come la sospensione condizionale
della pena o altre misure alternative da conseguire in fase di cognizione o di esecuzione.

2.2 Il sistema della giustizia minorile.


Come è noto il sistema penale minorile è in gran parte decarcerizzato. Ciò nonostante permane una quota di
minori e giovani adulti che hanno compiuto il reato ascritto in età minore che sono trattenuti in esecuzione
penale o in attesa di giudizio presso l’Istituto Penale Minorile di Casal del Marmo.
Alla data del 28 febbraio 2018 risultavano complessivamente 1.387 persone prese in carico dagli uffici del
servizio sociale per i minorenni di Roma, di cui 910 giovani adulti, per una percentuale del 65,6% sul totale, il
19% di ragazze e il 35% di stranieri8.
Nell’Istituto Penale Minorile di Casal del Marmo, alla data del 28 febbraio 2018, risultavano presenti 62
persone in gran parte stranieri (40) e giovani adulti (33). Le ragazze erano 12, tutte di nazionalità straniera.

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Cfr: Associazione Antigone, xv rapporto sulle condizioni di detenzione. Numeri della popolazione detenuta
8
Fonte : Ufficio Giustizia Minorile

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I dati attualmente disponibili ci dicono che nel 2017 abbiamo avuto 201 ingressi, a fronte dei 262 del 2016 e
che il tasso di ingressi degli stranieri è sempre più alto rispetto agli Italiani.

2.3 Il Centro di Prima Accoglienza e le comunità per l’esecuzione dei provvedimenti giudiziari a carico dei
minori
I minorenni in stato di arresto, fermo o accompagnamento all’udienza di convalida, che deve avere luogo
entro il termine tassativo di 96 ore, sono ospitati nel Centro di Prima Accoglienza. I minori che hanno fatto
ingresso nel CPA di Roma nel 2017 sono stati 309 (di cui 210 stranieri e 99 italiani), le minorenni 103 (6
italiane e 97 straniere). Il 2017 risulta l’anno in cui si è registrato il minor numero di ingressi nel CPA
dell’intero periodo considerato.

2.4 Le Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza Sanitarie


Si tratta dei “REMS” strutture rivolte alle persone giudicate non imputabili perché incapaci di intendere e di
volere al momento del fatto, ma socialmente pericolose, per le quali è previsto l’internamento a fini
riabilitativi in apposite strutture del servizio sanitario nazionale.
Nel territorio della Regione Lazio attualmente sono attive cinque REMS per una capacità di accoglienza di 85
posti (74 uomini e 11 donne). Al 19 febbraio 2018 risultavano ospitate nelle REMS del Lazio 81 persone. Dalla
loro apertura (aprile 2015) al 28/2/.2017 sono stati 107 (di cui 92 maschi e 15 donne) i pazienti che sono tati
dimessi dalle REMS della Regione Lazio9.

2.5 La privazione della libertà per motivi di polizia, sicurezza e amministrativi


Sotto la responsabilità del Ministero dell’Interno e delle Forze di Polizia è eseguita la privazione della libertà
delle persone in stato di fermo o per irregolarità nel titolo di soggiorno, laddove si tratti di persona di
cittadinanza non italiana.

2.6 Le camere di sicurezza


Secondo il censimento svolto dal Garante nazionale delle persone private della libertà in occasione della
relazione presentata al Parlamento nel territorio della Regione Lazio sono attive 152 camere di sicurezza, 44
presso le strutture della Polizia di Stato, 108 presso quelle dell’Arma dei Carabinieri (non vi è il dato specifico
relativo a Roma).

2.7 Il Centro di permanenza per il rimpatrio di Ponte Galeria


Sul territorio corrispondente al Municipio XI di Roma Capitale, in località Ponte Galeria, insiste, da circa 20
anni, una struttura finalizzata alla “detenzione amministrativa” di persone immigrate irregolarmente,
destinate all’espulsione (o al respingimento) in attesa dell’esecuzione del provvedimento, ma anche rom
sgomberati dai campi, immigrati che vivono in Italia da anni e devono aggiornare o regolarizzare i documenti.

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Fonte: Relazione 2018 agli organi regionali sull'attività svolta e sui risultati ottenuti ai sensi dell'art 7 L.R. 31/2003 del
Garante dei diritti dei detenuti del Lazio

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Si tratta di un Centro di permanenza per i rimpatri, cosi come definito dalla Legge n. 46/2017 di conversione
del D.L. n. 13/2017.
Già nel 2018 la Garante aveva evidenziato come in tale sede le condizioni umane e ambientali rilevate non
rendessero di fatto il centro idoneo ad ospitare persone. La relazione della Garante aveva infatti messo in
luce le pessime condizioni ambientali ed igienico-sanitarie delle persone trattenute nel CPR di Roma.
In particolare la Garante, che accede al CPR mensilmente, ha da sempre evidenziato come le modalità di
gestione del centro, l’inadeguatezza della struttura logistica, che risulta obsoleta e fatiscente, nonché le
pessime condizioni igienico-sanitarie, non consentono un’accoglienza dignitosa delle persone ospitate (bagni
senza porte, caldo asfissiante in estate e freddo rigido in inverno, presenza di numerose zanzare a causa
dell’area paludosa circostante, segnalazioni di ratti che fuoriescono dai bagni turchi, servizi igienici
inadeguati, scarsa manutenzione, ecc.. ), problemi legati alla carenza di mediatori linguistici e culturali.
Una situazione difficile, che inizia già nel 2015, quando Ponte Galeria era un CIE, Centro di identificazione ed
espulsione (2008-2017). Infatti è in quell’anno che avviene la chiusura del reparto maschile a causa di
devastazioni e proteste con gravi atti di autolesionismo.
A seguito di tale provvedimento, sono state detenute nella struttura solo persone di sesso femminile, il cui
numero è variato in media da circa 45 a 90 unità a seconda dei flussi mensili in entrata ed uscita. Di questo
infatti si tratta: le Ospiti del CPR sono di fatto “recluse” e private della libertà personale, senza alcuna
assistenza legale, anche - e nella maggioranza dei casi - in assenza di una condanna penale. Peraltro, le
identificazioni necessarie alla espulsione delle migranti detenute sono molto difficili da effettuare in quanto
le autorità consolari estere sono poco collaborative ed interessate a velocizzare i procedimenti per
riconoscere un loro concittadino, non essendo a loro carico il costo della gestione dell’ospitalità, pertanto la
permanenza delle ospiti è di fatto prorogata sine die anche oltre i termini di legge previsti.
Tutto ciò finisce col ledere i principi costituzionale e sovranazionali posti a tutela dei diritti della persona, tale
situazione ponendosi in contrasto con:
- l’art. 3 della Convenzione Europea a salvaguardia dei diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali
che impone il divieto di trattamenti inumani e degradanti;
- l’art 10 della Costituzione che impone il trattamento dello straniero secondo le norme e i trattati
internazionali;
- la Convenzione Europea del 1987 per la prevenzione della tortura e dei trattamenti inumani e
degradanti; la Raccomandazione 2188/2003 del Parlamento Europeo sul rispetto dei diritti delle
persone sottoposte a misura restrittiva della libertà personale.
È per questo motivo che già una mozione presentata dall’ Assemblea Capitolina il 25/10/2018 chiedeva alla
Sindaca e alla Giunta di avviare una interlocuzione urgente e fattiva con la Prefettura di Roma, con la Regione
Lazio e con gli Organi Parlamentari competenti al fine di:
- individuare celermente una diversa e idonea struttura permanente per l’accoglienza delle persone
destinate al CPR di Roma, al fine di assicurare loro standard minimi igienico-sanitari, nonché vivibilità
degli spazi, fruibilità dei servizi e supporto alla persona in generale, allo scopo di garantire condizioni
di vita dignitose e non alienanti;
- verificare le modalità di gestione dei fondi pubblici destinati a tale struttura.
Del resto ancora in una nota del 13 luglio 2019 la Garante è tornata a sottolineare i punti deboli del sistema
di Ponte Galeria.
Non solo la presenza degli uomini (in media 120 presenze giornaliere che si aggiungono alle 55 donne), ma
anche il mancato avvio dei lavori di riqualificazione del reparto femminile, con i connessi problemi di igiene e
totale mancanza di riservatezza quanto all’espletamento dei più elementari bisogni fisici insopprimibili.

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Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale di Roma Capitale

Nel reparto maschile, dove i lavori di riqualificazione sono stati eseguiti, è l’estrema eterogeneità degli ospiti
a creare problemi, oltreché una carenza di operatori, che comunque si devono occupare anche del reparto
femminile.
Otto operatori in servizio diurno e uno in servizio notturno non sembrano essere un numero ottimale per la
gestione dei servizi di un centro la cui natura è così delicata e tale carenza finisce per produrre disservizi
sull’espletamento delle normali funzioni quotidiane: distribuzione di cibo, medicine e documenti, pulizie,
accoglienza dei nuovi ospiti.
Ed è partendo da questa situazione, conosciuta direttamente “sul campo”, che è stato chiesto al Prefetto di
agire con la massima tempestività ed efficacia.

3) Attività del Garante nel secondo anno di mandato (dal 1/7/2018 al 30/6/2019)

3.1 L'impegno di Roma Capitale in favore delle persone private della libertà. Progetti di pubblica utilità
A Roma è ormai una realtà il progetto soprannominato “Mi Riscatto per Roma”, preso come buona prassi, un
programma attivato tra Roma Capitale ed il Ministero della Giustizia per ospitare i detenuti in espiazione di
pena ed ottenere dei vantaggi in termini di miglioramento del decoro urbano e servizi ai propri cittadini.
L'idea è quella di anticipare un percorso di reinserimento già all'interno delle strutture penitenziarie nella
fase di conclusione della pena, per poi trovarsi formati e idonei al lavoro una volta chiuse tutte le vicende
giudiziarie. Il punto fondamentale della questione è che il lavoro è uno strumento di riscatto sociale perché
svolto attraverso progetti utili alla Città. Non si tratta, infatti, di attività fini a se stesse ma che, al contrario,
contribuiscono ad aumentare l’autostima dei detenuti, dando anche un senso alla pena visto che il lavoro è
causa fondamentale di non recidiva nel reato e concreta attuazione dell’art. 27 della Costituzione.
Il progetto ”Mi riscatto per Roma” è frutto di una iniziale sperimentazione, partita nel 2017, tra Roma
Capitale, il Ministero della Giustizia, in particolare il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria - DAP, il
Tribunale di Sorveglianza di Roma e la Casa Circondariale Rebibbia N.C.
I settori interessati sono stati: la pulizia del verde che ha riguardato attività di sfalcio dell’erba e
manutenzione del verde pubblico, la manutenzione stradale, con annesse opere di rifacimento della
segnaletica orizzontale, pulizia di caditoie e sistemazione di sedi stradali a basso scorrimento.
E' in fase di definizione il nuovo protocollo operativo volto al recupero ed alla valorizzazione del patrimonio
ambientale di aree verdi e per il coinvolgimento delle donne detenute nella casa circondariale di Rebibbia
presso le aziende agricole di Roma Capitale.
Nel 2019 sono state 120 le persone detenute coinvolte nei progetti di pubblica utilità, un numero importante
che fa di Roma la città maggiormente impegnata in questo ambito.
A giugno del 2019, alla presenza di una delegazione formata da alcuni rappresentanti del sistema
penitenziario degli Stati Uniti del Messico e funzionari dell’Ufficio messicano delle Nazioni Unite per la lotta
alla droga e al crimine, si è tenuto un Seminario internazionale “Il rinnovamento penitenziario negli Stati
Uniti del Messico e il progetto ‘Mi riscatto per Roma’”, organizzato dal 3 al 7 giugno dal Dipartimento
dell’Amministrazione Penitenziaria in collaborazione con Roma Capitale.

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Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale di Roma Capitale

3.2 I servizi che Roma Capitale eroga


Roma Capitale eroga numerosi servizi in favore della popolazione detenuta e delle persone sottoposte a
misure alternative alla detenzione ed a misure riparative.
A) Attività di Segretariato Sociale: Il servizio di Segretariato Sociale è attivo all'interno degli istituti
penitenziari di pena di Regina Coeli, Rebibbia Femminile, Rebibbia Penale, Rebibbia Nuovo
Complesso, Rebibbia Terza Casa ed all'esterno presso il dipartimento politiche sociali-direzione
accoglienza ed inclusione. Il servizio offre orientamento, valutazione e accompagnamento
all'inserimento presso i centri di accoglienza per detenuti in convenzione con Roma Capitale.
B) Centro orientamento Lavoro (Col) carcere: dedicato al reinserimento occupazionale dei detenuti ed
ex detenuti. Il Col è presente con i suoi operatori all'interno degli istituti penitenziari ed all'esterno
presso la sede in via dei Lincei.
C) Case di accoglienza in favore della popolazione detenuta: sono attive 4 case di accoglienza per un
totale di 24 posti.
D) Casa di accoglienza per donne detenute con figli minori: è attiva la Casa di Leda con 6 posti per le
donne ed 8 per i minori.
E) Biblioteche interne agli istituti penitenziari: il Servizio Biblioteche di Roma garantisce il
funzionamento delle biblioteche presenti all'interno degli istituti penitenziari con personale di Roma
Capitale.
F) Lavanderia Casa Circondariale Regina Coeli: il servizio è messo a disposizione da Roma Capitale
tramite due macchine lavatrici ed una asciugatrice attraverso la collaborazione lavorativa di due
tirocini formativi provenienti dalla popolazione detenuta dello stesso istituto. Il servizio è rivolto alle
persone ristrette che sono prive di riferimenti familiari.
G) Servizio Ludoteca c/o Casa Circondariale Regina Coeli: spazio protetto rivolto ai bambini che si
trovano in visita al genitore detenuto.
H) Trasporto figli minori di donne detenute a Rebibbia Femminile: servizio di trasporto quotidiano verso
asilo del municipio dei bambini che vivono con le mamme detenute.
I) Servizio di trasporto ogni sabato: servizio di trasporto per attività ricreative a favore dei bambini che
vivono con le mamme detenute.
J) Laboratorio di falegnameria, tappezzeria, pizzeria e sartoria: il laboratorio è rivolto ai ragazzi ed alle
ragazze detenute all'interno dell'istituto minorile di Casal del Marmo.
K) Lavori di pubblica utilità per espiazione della pena e messa alla prova Servizio rivolto alle persone
destinatarie di tali provvedimenti nell'area penale esterna. Il servizio, svolto dal Segretariato Sociale,
si realizza nell'ambito della convenzione stipulata con il Tribunale Ordinario di Roma. Sono attive 37
convenzioni tra il Dipartimento Politiche Sociali ed enti pubblici e privati che prevedono prestazioni
di lavoro a favore di organizzazioni di assistenza sociale o volontariato, per finalità di protezione
civile, per tutela del verde o prevenzione del randagismo e tutte le ulteriori prestazioni pertinenti la
specifica professionalità del condannato.

3.3 Iniziative di sostegno alle persone private della libertà e di sensibilizzazione della cittadinanza
Tutte le attività svolte sono riportate nell’allegato A.

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Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale di Roma Capitale

3.4 Contatti e prese in carico


Tramite gli incontri che la garante effettua frequentemente negli istituti, in totale nel secondo anno di
mandato sono stati effettuati colloqui con almeno 600 persone private della libertà, di cui 257 hanno avuto
necessità di un intervento.
La presa in carico avviene dietro richiesta diretta da parte dei detenuti (generalmente tramite servizio email),
da segnalazioni del Pid, degli educatori e tramite gli incontri che effettuo frequentemente negli istituti.
Tutti i dettagli sono riportati nell’allegato B.

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Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale di Roma Capitale

ATTIVITÀ SVOLTE – ALLEGATO A

Luglio 2018
03: Palazzo di Giustizia: convegno su carcere
04: Intervista Tv Cilena per giardinieri/detenuti
05: Incontro con responsabile Ufficio detenuti Roma Capitale; Cabina di regia Dap/Servizio Giardini
06: Visita Cie Ponte Galeria; Incontro Made in jail Coopculture
07: Rebibbia Penale: colloquio detenuti
09: Incontro con Pid
10: Incontro con trasmissione Report per riprese detenuti sul progetto di pubblica utilità
12: Cabina di regia Dap/Servizio Giardini
13: Lariano: Spettacolo Teatrale Compagnia Stabile Assai
18: Piazza Mancini: Spettacolo teatrale su Paolo Borsellino
19: Regina Coeli: visite reparto infermeria; Incontro con Garante Regionale ed insegnanti Rebibbia;
Cabina di regia Dap/Servizio Giardini; Ostia: Spettacolo teatrale su Paolo Borsellino
20: Rebibbia Penale: visite
23: Incontro con Cooperativa Men at Work
24: Incontro con Amministratori Giudiziari beni sequestrati
25: Incontro con Amministratori Giudiziari beni sequestrati; Campidoglio: incontro con Autostrade S.p.A.
27: Roma: riunione nazionale Garanti delle persone private della libertà
30: Municipio IX: lavoro detenuti

Agosto 2018
01: Rebibbia penale: colloquio detenuti
03: Incontro con giornalista per trasmissione Report
07: Campidoglio: conferenza stampa per progetto Autostrade
13: Rebibbia nuovo complesso: visite
14: Rebibbia femminile: visite
23: Cabina regia Dap/Verde (Servizio Giardini?)
24: Rebibbia: colloquio detenuti
25: Montaggio per docufilm “Prove di libertà”
26: Montaggio per docufilm “Prove di libertà”
27: Montaggio per docufilm “Prove di libertà”
28: Montaggio per docufilm “Prove di libertà”
29: Montaggio per docufilm “Prove di libertà”
30: Montaggio per docufilm “Prove di libertà”

Settembre 2018
03: Montaggio per docufilm “Prove di libertà”
04: Rebibbia femminile: incontro per progetto Diesel; Rebibbia Nuovo Complesso: visite; Giardini Piramide:
visita giardinieri/detenuti
05: Campidoglio: Incontro per Coldiretti; Incontro detenuta
08: Parco della Mistica, Fondazione Arcobaleno
10: Incontro Coldiretti/Rebibbia Femminile; Incontro con cooperativa per progetto Diesel; Incontro con Pid
11: Rebibbia Penale; Incontro con associazione Papillon
13: Colosseo: conferenza stampa Half Marathon Via Pacis; Cabina di regia Dap//Verde (Servizio Giardini);
Rebibbia Penale: colloqui con detenuti
14: Campidoglio: incontro con cooperativa Men at work
15: Rebibbia Nuovo Complesso: visite; Casa Famiglia Borgo Amigò: consegna doni Fondazione Arcobaleno
17: Incontro Commissione Europa - ufficio italiano

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Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale di Roma Capitale

18: Ponte Milvio: visita giardinieri/detenuti; Rebibbia Femminile: omicidio bambini


19: Rebibbia femminile: visita; Incontro Ama -Dap
20: Convegno Biblioteche di Roma
21: Incontro Prap con Ufficio detenuti Roma Capitale
22: Rebibbia femminile: incontro con detenute (mamme con bambini)
24: Rebibbia Femminile: incontro con detenute (mamme con bambini)
25: Rebibbia Femminile: incontro con detenute (mamme con bambini)
26: Giardini Quirinale: visita detenuti giardinieri; Villa Ada: sopralluogo per casa accoglienza mamme
27: Bambin Gesù: funerali bambini Rebibbia; Villa Ada: sopralluogo; Campidoglio: incontro con Assessore
Frongia
28: Rebibbia Penale: saluto direttore Ricca; Rebibbia femminile: visite

Ottobre 2018
03: Protocollo Uepe Miur; Rebibbia femminile (colloqui); Rebibbia penale (colloqui)
04: Villa Pamphili - Report per intervista
05: Auditorium - Conferenza stampa festa del cinema; Circo Massimo - Apertura festa Coldiretti
06: Perugia - Intervento per marcia della pace
07: Circo Massimo - Intervento festa Coldiretti
08: Rebibbia N.C- Corso di formazione; Regina Coeli (colloqui)
09: Rebibbia penale - incontro psicologhe
10: Rebibbia N.C - Alta sicurezza (colloqui)
11: L’Aquila - Convegno Cittadinanzattiva
13: Rebibbia Femminile - Sopralluogo Diesel
14/21: Ottobre Città del Messico - Invito Unodoc (UNODC)
22: Rebibbia Femminile - Proiezione “Prove di libertà”; Maxxy - Proiezione “Prove di libertà”, in occasione
Festa del Cinema
23: Rebibbia N.C. - Formazione
24: Casa di Leda - Intervista Tg Regione; Biblioteca Nazionale - Convegno
25: Consiglio Comunale - Presentazione Relazione Annuale; Teatro Quarticciolo - Spettacolo teatrale
Rebibbia Femminile
26: Assessorato Incontro Pid
30: Associazione a Roma Insieme: Formazione operatori

Novembre 2018
02: Rebibbia Penale (colloqui)
03: Rebibbia N.C. (colloqui)
07: Regina Coeli (colloqui); Incontro Miur
09: Rebibbia N.C. intervista tv messicana per progetto Autostrade; Incontro Cpia 1
10: Rebibbia (colloqui)
12: Dipartimento - Riunione con Pid
14: Incontro con associazione Ossigeno per programmazione lezioni di giornalismo reparto transessuali
14: Cabina di regia Verde - Dap
16: Rebibbia N.C. (colloqui)
19: Rebibbia N.C. Inizio corso giardinaggio; Asl -Riunione per prevenzione suicidi
22: Rebibbia (colloqui)
23: Campidoglio: incontro per progetto Autostrade
25: Campidoglio - Giornata Contro la violenza sulle donne
29: Rebibbia N.C. Formazione; Task Force servizio giardini
30: Dipartimento: Incontro per Casal del Marmo

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Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale di Roma Capitale

Dicembre 2018
01: Palazzo Merulana - Premiazione terzo settore
02: S. Gallicano - Concerto per S.Egidio
04: Rebibbia penale - incontro psicologa
06: Rebibbia Femminile Inaugurazione Lavanderia; Assessorato Lavori Pubblici: incontro per progetto
Autostrade
09: Fiera della Piccola Editoria: presentazione libro
10: Regione Lazio - Incontro per progetto Fondo Europeo su carcere; Visita Cie Ponte Galeria
11: Regione - Convegno organizzato da Garante Regionale
12: Incontro associazione A Roma Insieme; Rebibbia N.C.
13: Campidoglio - Incontro con Assessori Frongia e Baldassarre per Casa di Leda
14: Palazzo Valentini - Incontro con Garante Nazionale; Concerto Paolo De Matheis
17: Rebibbia penale (colloqui)
18: Incontro Dap e Garante Livorno
19: Rebibbia N.C. (colloqui)
20: Rebibbia N.C. Pranzo Torrefazione Caffè Galeotto
21: Rebibbia Penale – Coro; Rebibbia N.C. Proiezione docufilm “Prove di Libertà” con Sindaca di Roma
24: Casal del Marmo
25: Casal del Marmo (Messa)
28: Rebibbia N.C. Tso per detenuto
31: Casal del Marmo: Capodanno con i ragazzi

Gennaio 2019
02: uscita detenuti progetto Autostrade
04: Rebibbia Nuovo Complesso: colloquio detenuti
07: riunione con direzione ufficio detenuti Comune di Roma Capitale
08: riunione Gabinetto del Sindaco per progetto Autostrade
10: riunione per progetto Autostrade
11: Convegno: Tutela della genitorialità in carcere
12: Rebibbia Nuovo Complesso: colloquio detenuti
14: Incontro con maestro Paolo de Matheitis per coro Rebibbia Penale, Riunione per nido di Rebibbia
15: Incontro con Sapienza Università di Roma
16: Incontro Casa Accoglienza in Via Sesto Porzio
18: Rebibbia Nuovo Complesso: colloquio detenuti
21: Sapienza Università di Roma - incontro con Vice Rettore
23: Incontro in Dipartimento con Semi di Libertà
24: Rebibbia nuovo complesso - Laboratorio di scrittura creativa
25: Rebibbia femminile: colloquio detenuti
26: Altraeconomia: Convegno su carcere Asinara
29: Uscita detenuti progetto Autostrade
31: Cabina di regia Servizio Giardini

Febbraio 2019
01: Rieti, Convegno su carcere ed immigrazione
02: Rebibbia Penale: colloquio detenuti
04: Incontro Pid/Dipartimento
06: Incontro in Senato per Convegno su carcere
07: Presentazione libro: La chiave di cioccolata
11: Convegno su scuola e carcere – Cpia 3
14: Riunione Casa di Leda, incontro con dott.ssa Maria Pia Giuffrida per progetto Mediazione

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Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale di Roma Capitale

15: Riunione Casa di Leda; Rebibbia NC: saluto vice direttori


18: Rebibbia Nuovo Complesso: colloquio detenuti
21: Regina Coeli: Inizio laboratorio Cemea
22: Incontro per convegno carcere
25: Rebibbia Terza Casa: incontro con nuova direttrice; incontro Comune per progetto Autostrade
26: Incontro con familiari detenuti
27: Incontro dipartimento con asilo Casa Savoia per Casa di Leda
28: Regina Coeli: colloquio detenuti

Marzo 2019
01: Teatro Rebibbia Nuovo Complesso
04: Rebibbia Penale: colloquio detenuti
05: Intervista Quattroruote progetto Autostrade
06: Incontro con medico Rebibbia; Incontro con Direttrice Rebibbia femminile
08: Casa delle Donne: presentazione libro Stefania Zanda
09: Presentazione libro Daniele Poto
11: Incontro Pid/Dipartimento
12: Riunione Comune per progetto Autostrade; Riunione Servizio Giardini
13: Incontro con Direttrice Rebibbia femminile
14: Incontro Prap; riunione per impiego detenuti per evento Formula E
15: Rebibbia Nuovo Complesso: colloquio detenuti
21: Regina Coeli: colloquio detenuti
25: Rebibbia Nuovo Complesso: avvio corso giardinieri
26: Campidoglio – delegazione Papa
27: Camera dei Deputati: Relazione Garante nazionale
28: Rebibbia Nuovo Complesso: Corso Giardinieri
29: Rebibbia Nuovo Complesso: Corso Giardinieri

Aprile 2019
01: Incontro con Capo Dipartimento Miur
02: Cabina Regia Lavori Pubblica utilità
03: Rebibbia Nuovo Complesso: colloquio detenuti
05: Rebibbia Femminile; Riunione Ne Vale la Pena
08: Incontro con cooperativa per inserimento detenuti; Rebibbia Femminile - Teatro
10: Rebibbia Nuovo Complesso: colloquio detenuti
11: Rebibbia 3 Casa; Convegno Citta Altraeconomia su Carcere a Roma
12: Regina Coeli - Laboratorio Cemea
13: Rebibbia Nuovo Complesso – partita Atletico Diritti
15: Riunione Dipartimento; Visita con Magistrato Ospedale Pertini, incontro con Pid per detenuto
proveniente da Argentina
16: Appuntamento per inserimento lavorativo detenuti
17: Rebibbia Nuovo Complesso: colloquio detenuti
18: Visita detenuta reparto protetto Rebibbia; Casa delle Donne – presentazione libro
19: Regina Coeli: colloquio detenuti
22: Rebibbia Nuovo Complesso: colloquio detenuti
24: Municipio 9 per documenti detenuto
26: Rebibbia Nuovo Complesso: colloquio detenuti

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Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale di Roma Capitale

Maggio 2019
03: Rebibbia Terza Casa: colloquio detenuti
04: ospedale Pertini (visita)
05: Rebibbia Nuovo Complesso – Vivicittà
06: Casal del Marmo (incontro Direttrice e visita detenuto)
07: Regione Lazio – Relazione Garante Regionale
08: Rebibbia Femminile – Vivicittà
09: Ospedale Pertini (visita detenuta)
10: Regina Coeli: colloquio detenuti
15: Premiazione Isola Solidale
16: Roma Metropolitane - incontro con Segretario Generale
17: Piazza di Siena – pulizia verde con FISE evento Piazza di Siena
18: Milano – Convegno Uisp su attività sportive negli istituti penitenziari
20: Rebibbia Nuovo Complesso: colloquio detenuti
21: Macro – Spettacolo su Regina Coeli (a cura del Pid)
22: Rebibbia Nuovo Complesso – Premio Morrione
24: Dipartimento – incontro con Direttore; Dipartimento – incontro con Pid; Rebibbia Nuovo Complesso
25: Rebibbia Penale – incontro con famiglie
27: Rebibbia Femminile: colloquio detenuti
29: Rebibbia Femminile – Teatro
30: Rebibbia Penale, incontro per lavori pubblica utilità
31: Regina Coeli: colloquio detenuti

Giugno 2019
02: Casal Del Marmo – accoglienza arrivo delegazione Messicana
03: Casal del Marmo – incontro con delegazione Messicana; Rebibbia Nuovo Complesso – incontro con
operatori economici; Rebibbia Nuovo Complesso – cena all’aperto con delegazione messicana e Sindaca
04: L.go Arenula – Pulizia Giardini; Prap : Incontro con Garante Nazionale e Presidente Cassa Ammende
06: Incontro con delegazione Messicana; Rebibbia Nuovo Complesso – Incontro Alta Sicurezza
07: Musei Capitolini – Conferenza Stampa con delegazione Messicana
10: Campidoglio – Incontro con Coni per attività sportive istituti penitenziari
11: Campidoglio – Incontro con Direttrice 3 Casa
12: Sopralluogo Via della Mercede per sede; Dipartimento – incontro con Direttore Zagari; Rebibbia penale –
Corso Asfaltisti; Gabinetto del Sindaco – riunione per aggiornamento lavori pubblica utilità; Palazzo
Merulana: Presentazione Libro Giannelli
14: Sala Campidoglio: Convegno My Life Design
15: Ostia, Regina Pacis – Funerali detenuto g8
18: Gruppi Consigliari – Audizione Commissione Sociale
19: Rebibbia Nuovo Complesso – incontro con Famiglia detenuto morto
20: Viterbo – Consiglio per istituzione Garante Cittadino
21: Regina Coeli – Festa della Musica; Incontro Medico Rebibbia
24: Rebibbia Nuovo Complesso: colloquio detenuti
25: Convegno Camera dei Deputati; Incontro con Direttrice Uepe
26: Rebibbia Nuovo Complesso: colloquio detenuti
27: Rebibbia Nuovo Complesso: colloquio detenuti
28: Rebibbia Nuovo Complesso; Incontro Task Force

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Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale di Roma Capitale

CONTATTI E PRESE IN CARICO – ALLEGATO B


Sono centinaia e centinaia i colloqui che la Garante sostiene all’interno degli Istituti. Tuttavia delle centinaia
di interventi sono, come ricordato sopra, 257 le situazioni prese in carico, tra le quali:
- 125 per progetto Pubblica Utilità
- 40 per motivi di salute
- 25 per certificati e documenti vari
- 21 per richiesta semestre liberazione anticipata
- 20 per miglioramento condizione detentiva
- 6 mamme con bambino
- 5 per accertamento condizione arresto
- 4 per richiesta visita terza persona
- 3 per accoglienza Case Accoglienza Roma Capitale
- 2 per affidamento Casa di Leda
- 2 minori Casal del Marmo
- 1 per trasferimento in Rems
- 1 per uscita da Rems
- 1 per estradizione Filippine
- 1 TSO

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