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2 Minutes

What to see in town! | ART CITY Bologna


2020
Una selezione di mostre ospitate in fondazioni, musei, istituzioni e bellissimi palazzi storici da
vedere a Bologna durante Arte Fiera! Le "irrinunciabili", secondo ATPdiary

Gennaio 13, 2020


Guendalina Piselli

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Cally Spooner DRAG DRAG SOLO, 2016 Single channel projection on suspended transparent room dividing screen, without sound 11’ 20”
Commissioned by the Centre d’Art Contemporain Genève for the 2016 edition of the Biennale de l’Image en Mouvement Exhibition view,
Biennale of Moving Image, Centre d’Art Contemporain Genève, Geneva (2016) Photo: Annick Wetter Courtesy of the artist, gb agency, Paris and
ZERO…, Milan

Mentre nei padiglioni della fiera Simone Menegoi guida, per il secondo anno, l’edizione di Arte Fiera, in città il
programma collaterale di eventi ART CITY Bologna porterà mostre, installazioni e performance. Un programma
ricco e variegato che ancora una volta si pone come obiettivo quello di rappresentare la varietà delle pratiche
artistiche contemporanee nel contesto urbano.
L’edizione 2020 in programma dal 17 al 26 gennaio si distingue sicuramente dalle precedenti per una maggiore
attenzione alla pratica di artiste donne da Damage | Control dell’artista e filmaker finlandese Mika Taanila negli
spazi del Padiglione de l’Esprit Nouveau a 3 Body Configurations Claude Cahun, VALIE EXPORT, Ottonella Mocellin
allestista alla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna passando per il progetto installativo e performativi di
Sissi dal titolo Vestimenti nei sotterranei di Palazzo Bentivoglio e i disegni di Silvia Costa alla Biblioteca delle Donne.
Appuntamenti che mettono in luce anche la seconda caratteristica di questa rassegna culturale: il confronto
generazionale fra artisti emergenti e artisti già affermati. Un aspetto visibile anche nella collettiva
AGAINandAGAINandAGAINand curata da Lorenzo Balbi negli ampi ambienti della Sala delle Ciminiere del MAMbo
con opere di sette artisti diversi per provenienza e generazione, e la prima retrospettiva in un’istituzione italiana
per Antoni Muntadas a Villa delle Rose. L’attenzione per il linguaggio pittorico, che emerge tra i padiglioni della
Fiera con la sezione Pittura XXI, si sviluppa anche tra le strade e le sedi del centro città con Le realtà ordinarie
mostra a cura di Davide Ferri (successore dello stesso Menegoi) a Palazzo De’ Toschi.

Un programma di mostre che si arricchisce di ulteriori appuntamenti in occasione del weekend di apertura di Arte
Fiera (24 – 26 gennaio) e dell’ART CITY White Night del 25 gennaio. Da questo ricco e caleidoscopio calendario di
eventi artistici la redazione di ATPdiary ha selezionato, come d’abitudine, gli imperdibili.

Il programma completo della rassegna di ART CITY Bologna

MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna


AGAINandAGAINandAGAINand
Ed Atkins, Luca Francesconi, Apostolos Georgiou, Ragnar Kjartansson, Susan Philipsz, Cally Spooner, Apichatpong
Weerasethakul.
23 gennaio – 3 maggio 2020

Il loop, la ripetizione e la ciclicità sono al centro della mostra curata da Lorenzo Balbi in apertura alla stagione
espositiva 2020 del MAMbo. Ad indagare questi temi, riconsiderando l’idea stessa di temporalità lineare, sono sette
artisti – Ed Atkins, Luca Francesconi, Apostolos Georgiou, Ragnar Kjartansson, Susan Philipsz, Cally Spooner,
Apichatpong Weerasethakul – provenienti da differenti parti del mondo la cui ricerca dimostra come oggi anche
l’arte riletta sul tempo e sulle forme di conoscenza e di potere che da questo si sviluppano. Attraverso la
performance, il video, la scultura, la pittura, la fotografia e l’installazione, la collettiva si sviluppa in un percorso
espositivo composto da ambienti immersi che affrontano il tema della temporalità attraverso tre diversi approcci:
sociologico, filosofico e religioso, ecologico.
Antoni Muntadas Mirar Ver Percibir, 2009 Veduta di allestimento presso Galería Joan Prats Arco XVIII, Feria Internacional de Arte Contemporáneo,
Madrid, Spain 2009

Villa delle Rose


Antoni Muntadas. Muntadas. Interconnessioni
18 gennaio – 22 marzo 2020

La prima personale in un’istituzionale italiana per Antoni Muntadas, considerato tra i pionieri della Media Art. La
mostra, curata da Cecilia Guida e Lorenzo Balbi, ripercorre trasversalmente il lavoro dell’artista dai primi anni
Settanta ad oggi, mettendone in luce i temi della sua pratica artistica quali arte, scienze sociali, sistemi di
comunicazione e le loro reciproche interconnessioni. Nella settecentesca Villa delle Rose, attraverso oltre 20
progetti realizzati con differenti media, Muntadas esplora la globalizzazione, il capitalismo transnazionale, la
nozione di dispositivo, la relazione pubblico/privato, i rapporti tra monumenti e memoria, le “microfisiche” del
potere, l’interrogazione dell’archivio, i processi della traduzione, la circolazione delle informazioni, l’immaginario
politico veicolato dai media.
Mika Taanila Tongue Film still dalla serie Film Reader, 2017 Courtesy l’artista e Balzer Projects,
Ginevra

Padiglione de l’Esprit Nouveau


Mika Taanila. Damage | Control
24 gennaio – 22 marzo 2020

Il “Damage Control” è un concetto nato in campo militare e oggi utilizzato anche in ambito medico per indicare il
processo di limitazione dei danni causati da un’azione o da un sbaglio. Un approccio all’errore standardizzato oggi
dalla natura ambivalente delle innovazioni tecnologiche che hanno portato l’umanità a vivere in una perenne
condizione di allerta. Le opere multimediali dell’artista e filmmaker finlandese Mika Taanila ne indagano le forme
esplorando, attraverso le continue trasformazioni dell’immagine in movimento, il significato storico e culturale di
utopie passate che sono diventate archeologia del futuro come le Futuro House degli anni Sessanta e Settanta, e
gli scenari futuri della condizione umana. La mostra, curata da Lorenza Pignatti, raccoglie le opere realizzate
nell’ultimo decennio, nelle quali storia del cinema e della musica elettronica si mescolano, e la nuova serie Family
Film del 2019.

Riccardo Benassi – Morestalgia

Stazione ferroviaria Bologna Centrale, Hall Alta Velocità (piano -4)


Riccardo Benassi. Morestalgia
24 – 27 gennaio 2020

“Morestalgia” è un neologismo creato da Riccardo Benassi per aggiornare il significato del sentimento della
nostalgia in relazione ai nuovi modelli e stili di vita che cambiamenti tecnologici quali il web e i nuovi mezzi di
trasporto hanno introdotto nella contemporaneità. In questo contesto lo spazio sotterraneo della Hall Alta
Velocità della stazione di Bologna, punto nevralogico della città e di un nuovo modo di viaggiare, ospita Morestalgia,
a cura di Xing, un ambiente composto che ha come cuore pulsante uno schermo led penetrabile dal corpo umano e
nel quale testo, suono e oggetti si uniscono e si mescolano. Un’opera multimediale e polisensoriale, un oggetto di
iper-design, con il quale Benassi continua il proprio percorso di ricerca sul tema del display nel contesto abitativo,
urbanistico, infrastrutturale e comportamentale.

Silvia Costa, Sono dentro – ArtCity Bologna 2020

Biblioteca Italiana delle Donne / Centro delle Donne di Bologna


Silvia Costa. Sono dentro. L’essere ciò che è chiuso in un tratto
24 – 26 gennaio 2020

La mostra, allestita nella sala principale della biblioteca, sui tavoli di studio e tra gli scaffali, raccoglie e rivela per la
prima volta in Italia i disegni realizzati nell’arco deli ultimi dieci anni dalla regista e performer Silvia Costa. Opere
realizzate dall’artista di notte attraverso una pratica quasi rituale e che rappresentano figure umane dalla
fisionomia on lineare, a tratti irriconoscibile, il cui tratto lineare e sintetico raccoglie le memorie di esperienze
vissute, di incontri avvenuti, di sensazioni provate.
Ann Veronica Janssens Sansevero Veduta dell’installazione presso il Museo Cappella Sansevero, Napoli, 2014 Courtesy l’artista e Galleria
Alfonso Artiaco Photo Marco Ghidelli

Cappella di Santa Maria dei Carcerati, Palazzo Re Enzo


Ann Veronica Janssens
20 gennaio – 20 marzo 2020

Tre specchi circolari creano una visione alterata tra cielo e terra, dando forma ad uno strategico scambio di riflessi
e di luci che alterano l’ambiente dell’antica nicchia di Palazzo Re Enzo. L’intervento site specific di Ann Veronica
Janssens entra in dialogo con l’architettura medievale e con la pittura di David Tremlett che ne adorna il soffito,
trasformando radicalmente la visione, confondendo i dettagli e i naturali percorsi visivi.
Maria Morganti Sedimentazione 2018 N. 6 (Dettaglio), 2018 Olio su tela, cm 18 x 16

Salone Banca di Bologna di Palazzo De’ Toschi


Le realtà ordinarie
Helene Appel, Riccardo Baruzzi, Luca Bertolo, Andrew Grassie, Clive Hodgson, Maria Morganti, Carol Rhodes,
Salvo, Michele Tocca, Patricia Treib, Phoebe Unwin, Rezi van Lankveld.
21 gennaio – 23 febbraio 2020

Raccogliendo le opere di dodici artisti – Helene Appel, Riccardo Baruzzi, Luca Bertolo, Andrew Grassie, Clive
Hodgson, Maria Morganti, Carol Rhodes, Salvo, Michele Tocca, Patricia Treib, Phoebe Unwin, Rezi van Lankveld – Le
realtà ordinarie a cura di Davide Ferri vuole essere un’indagine su alcuni aspetti della pittura del nostro tempo. A
partire da una riflessione sull’idea di rappresentazione dell’ordinario e sul legame della pittura contemporanea con
il genere classico, la mostra raccoglie quadri di genere (o ambigui, frammentari tentativi di aderire al quadro di
genere), e dipinti più ibridi, quando non proprio astratti, che partono da piccole epifanie, dall’osservazione di
fenomeni e accadimenti minimi e quotidiani.

Claude Cahun Self-portrait (reflected image in mirror, checqued Jaket) Autoritratto (imagine riflessa nello specchio, giacca a scacchi) 1928 mm.
118/94 negativo Courtesy Jersey Heritage Collection

Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna


3 Body Configurations
Claude Cahun, VALIE EXPORT, Ottonella Mocellin.
18 gennaio – 18 aprile 2020

Prendendo spunto dall’omonimo progetto di VALIE EXPORT, sviluppato tra il 1972 e il 1982, l’esposizione mette in
luce l’uso dei dispositivi extra artistici del Novecento quali il corpo, la fotografia e la performance. La mostra,
curata da Fabiola Naldi e Maura Pozzati, pone al centro dell’indagine il rapporto tra il corpo dell’artista e lo spazio
pubblico e privato attraverso le opere di Claude Cahun, VALIE EXPORT e Ottonella Mocellin. Le loro fotografie
indagano l’identità in quanto concetto fisico e mentale attraverso una riflessione della propria prassi progettuale i
rapporti fra il corpo dell’artista e lo spazio dell’architettura, della natura e dell’illusione.
Sissi ONme, 2015 Foto da Archivio Addosso 1995 – in progress Bologna, Museo Civico Archeologico, Gipsoteca
Photo Alessandro Trapezio

Palazzo Bentivoglio
Sissi. Vestimenti
21 gennaio – 19 aprile 2020

Il corpo, declinato nei suoi modi di vivere e abitare il mondo o nei suoi elementi singoli, è da sempre al centro della
pratica artistica di Sissi. Un tema affrontato e indagato dall’artista bolognese attraverso la performance, la
scultura, il video, la fotografica, ma anche attraverso il disegno e la pittura, linguaggi diversi che molto spessi si
sono mescolati. E’ il caso di Vestimenti, la mostra curata da Antonio Grulli, che raccoglie un’ampia selezione di
scultUre-abito, indumenti talvolta indossabili realizzati con i più svariati materiali e che l’artista ha sempre inteso e
pResentato cOme vere e proprie sculture. Ad un anno dalla sua apertura al pubblico Palazzo Bentivoglio accoglie,
in un allestimento pensato ad hoc dall’artista stessa, un corpus di lavori capaci capace di raccontare vent’anni di
carriere di approfondire uno degli elementi cardine della poetica.

Silvia Camporesi Il Paese sommerso #1, 2019 inkjet print su Canson Photorag paper montata su dibond Cm 60 x 80 Courtesy the artists and z2o
Sara Zanin Gallery

Museo Civico Medioevale


TRACCE
Ibrahim Ahmed, Evgeny Antufiev, Silvia Camporesi, Kaarina Kaikkonen, Giovanni Kronenberg, Beatrice Pediconi,
Nazzarena Poli Maramotti.
23 gennaio – 22 marzo 2020

Le opere di sette artisti si inseriscono, per assonanza o scarto visivo, nelle sale del museo tra artefatti medioevali e
rinascimentali, tra frammenti di antiche mura, lapidari e sarcofagi. La storia e il suo patrimonio custodito dal Museo
Medioevale di Bologna diventano traccia e indizio per nuove possibilità, nuove visioni. Ad accomunare le opere in
mostra, con la curatela di Marina Dacci, è il tema comune della traccia indagata attraverso diversi approcci e
direzioni: architettonico-naturalistico, storico, sociale e relazionale.
Stefano Arienti, Rete arancio, 2019, stampa digitale su microciniglia, cm 135 x 182; courtesy l’artista

Palazzo Vizzani
Filigrana
Stefano Arienti, Pierpaolo Campanini, Maurizio Mercuri.
24 gennaio – 7 marzo 2020

La mostra, a cura di Fulvio Chimento, pone in dialogo opere per la maggior parte inedite di Stefano Arienti,
Pierpaolo Campanini e Maurizio Mercuri. La filigrana, alla quale rimanda il titolo dell’esposizione, è un’antica tecnica
di impressione visibile su carta solo in trasparenza o in controluce. Rimando alla preziosità e alla sapienza del
processo di elaborazione artistica, questo processo indica simbolicamente l’anima dell’opera d’arte che può
manifestarsi o rimanere quieta, in attesa di un atto critico in grado di ridestarla.
Joseph Beuys

SCULPTURAL TRAINING
MTN Museo Temporaneo Navile

JOSEPH BEUYS | DOMENICO BRANCALE | DANIELE D’ACQUISTO | NICCOLÒ MORGAN GANDOLFI ALBERTO
SCODRO | MARCELLO TEDESCO | MOE YOSHIDA

L’idea di indagare una concezione di scultura in termini più ampi e complessi di quelli che la semplice produzione di
un manufatto tridimensionale presuppone è alla base di questo primo progetto espositivo che mtn propone per il
2020.
Quella di allargare i confini tradizionalmente intesi dell’opera d’arte e della sua funzione nella società, è uno dei
centri di interessi di mtn, insieme alla messa a punto di una nuova idea di museo d’arte contemporanea. La
necessità di volere uscire dal campo specialistico dell’arte per intrecciarla all’intero percorso evolutivo della società
è il primo parametro con cui gli artisti della mostra “Sculptural Training” si sono confrontati, sviluppando
quanto Joseph Beuys, a sua volta ispirato dal pensiero antroposofico di Rudolf Steiner, negli anni 70 poneva come
base della cosiddetta scultura sociale. (estratto dal CS)

OPENING: 24 gennaio ore 18, ore 19 performance di Domenico Brancale; ore 20 performance di Moe Yoshida

« Fare breccia nel tempo | TRACES al Museo Civico Medievale


di Bologna Ducato Prize, al via il bando per la seconda edizione. »

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