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antichità

Corsica
ari
B ale
Minorca
Maiorca Sardegna

Malta

Sotto sotto...
L’ipogeo di Hal Saflieni
a Malta, santuario
(poi necropoli) scavato
nel 2.500 a. C. Strutture
analoghe accomunano
alcune isole del
Mediterraneo Occidentale
(nella cartina).

Imponenti
costruzioni
in pietra si
ritrovano, simili,
a Malta, in
Sardegna e alle

I giganti del
Baleari. Chi le
edificò?
E perché?

MEDITERRANEO

T
anto tempo fa il Mediterraneo Oc- solo in seguito, era stato il centro propulso-
cidentale era abitato da... giganti! re di una cultura megalitica (dal greco me-
Forse erano favoriti degli dèi, for- ga líthois, “grandi pietre”) che nel corso di
se solo uomini appartenenti a una tre millenni, dal 4000 al 1000 a. C., avreb-
civiltà misteriosa, che utilizzava forme pri- be attecchito anche in Sardegna e Corsica
mitive di scrittura ma disegnava con perizia e nelle Baleari, a Minorca e Maiorca. Sul-
e costruiva edifici e altari facendo scivolare, la direttrice sud-nord si sarebbero sposta-
gli uni sugli altri, blocchi di roccia pesanti te idee, merci e genti, diffondendo il verbo
anche venti tonnellate. dei “giganti” in un’area molto vasta e riem-
Quando, nell’Ottocento, gli archeologi piendo le isole di costruzioni simili tra lo-
iniziarono a portare alla luce, a Malta, i più ro, nella forma e nella funzione.
antichi templi d’Occidente, intuirono subi- Costruttori. Gli abitanti di Malta eres-
to il valore della scoperta ma, non sapendo sero i loro edifici di culto in tre fasi. Intorno
spiegare come potessero essere stati realiz- al 3600 a. C. apparve Gantija (che vuol dire
zati, lasciarono che la realtà si fondesse col proprio “gigante”) sull’isolotto di Gozo; do-
mito dei giganti aiutati dal cielo. In verità po tre secoli fu la volta di Ta’ Hagrat, Mgarr
l’isola mediterranea, lo si sarebbe capito e Skorba; tra il 3000 e il 2500 a. C. Tarxien,

Testimoni
Statuette votive
stilizzate (alcune con
idoli animali) al Museo
archeologico dell’isola
di Gozo (Malta).
I templi megalitici erano il luogo di ritrovo della popolazione
nelle occasioni solenni: riti propiziatori, offerte alle divinità,
solstizi ed Hagar Qim e Mnajdra. Poi, da quel momen- a. C.) ma non bellicosi. Raffiguravano la lo-
to e per i 500 anni a venire, l’isola incredi- ro divinità principale, la Dea Madre, come
equinozi bilmente si spopolò. Qualcuno ha avanzato una Venere bene in carne, simbolo della fer-
l’ipotesi della catastrofe naturale. Uno tsu- tilità, in accordo con la forma arrotondata
nami, forse un’epidemia. Di sicuro – concor- dei templi che, visti dall’alto, ricordano il
dano gli studiosi – lo spopolamento non fu ventre, il seno e i glutei femminili.
dovuto a guerre o scontri tribali. «Nei siti di I luoghi sacri erano usati, oltre che per i ri-
questo periodo non si trovano mai fortifica- ti, come calendari di pietra, grazie agli alli-
zioni, ma solo fossati e recinti per gli ani- neamenti delle loro architetture con alcuni
Mare aperto mali. E le uniche armi rinvenute sono archi corpi celesti. Una funzione che si nota con
L’isola di Filfola vista e lance per la caccia» spiega Reuben Grima, chiarezza a Mnajdra. In occasione dei due
dal tempio di Mnajdra
responsabile per i siti preistorici dell’agen- equinozi, il 20 marzo e il 22 settembre, i rag-
(Malta). L’edificio, del
zia statale Heritage Malta. gi del Sole passano attraverso la porta prin-
III millennio a. C., è più
antico di Stonehenge, è Gli indigeni, tutti pastori o agricoltori, cipale del sito e vanno a illuminare il corri-
interamente costruito erano molto operosi ed evoluti rispetto ai lo- doio attorno al quale la struttura si svilup-
con muri a secco e forse ro “coetanei” (la piramide di Cheope sarebbe pa. Il giorno del solstizio d’estate (21 giugno)
aveva anche funzioni di stata realizzata “solo” nel 2500, Stonehenge i raggi colpiscono il margine del blocco me-
calendario stagionale. nel 2300 e i palazzi minoici di Creta nel 1800 galitico posto alla sinistra dell’entrata, col-
legando con un’unica lingua di luce le ca-
mere esterne con quelle più interne; men-
Misteri Le parole-chiave
tre in occasione del solstizio d’inverno (21
Sotto, una “ruota solare”
trovata ad Hagar Qim
dei Megalitici
dicembre) lo stesso effetto si verifica sul (Malta) e (a destra) una ▶ Allée couverte Tomba
corrispondente blocco alla destra del var- pietra incisa con un segno megalitica che si sviluppa in
co d’ingresso. enigmatico, forse un un corridoio coperto.
tempio stilizzato. ▶ Dolmen (dal bretone
Scambi. Qualche secolo dopo la costruzio-
taol maen, “tavola di pietra”).
ne dei primi templi, nel Neolitico Medio e Struttura megalitica a
Recente (v. schema a pag. xx), Malta entrò in camera, di pianta rettangola-
contatto con la Sardegna. «In quell’epoca si re o poligonale.
svilupparono la cultura di Bonu Ighinu, in ▶ Domus de janas Letteral-
mente “casa delle fate”,
Sardegna, e di Skorba, a Malta» dice Giu-
indica le tombe preistoriche
seppa Tanda, docente di Preistoria e proto- sarde scavate nella roccia,
storia all’Università di Cagliari. «La zo- spesso articolate in numerosi
na tirrenica cominciò a essere inte- ambienti comunicanti.
ressata dalla circolazione di quella ▶ Ipogeo Architettura
sotterranea, grotticella
ceramica che diventerà un tratto
artificiale.
distintivo dell’arte di entrambe le ▶ Megalitico Si dice di
isole». Anche in Sardegna si cesel- un’opera muraria fatta con
larono statuine della Dea Madre, in grandi lastre montate a sec-
osso o in pietra. E cominciarono ad apparire me spesso accade in archeologia, arrivano co, cioè senza l’uso di malta.
▶ Menhir (dal bretone maen
monumenti e siti funerari giganteschi. dal mondo dei morti.
hir,“pietra lunga”). Monolite
Fu, quella, l’età dei viaggi pionieristici e Cari estinti. Intorno al 3300 a. C. i riti fu- di forma allungata, conficca-
dei grandi spostamenti. Non sappiamo con nebri erano evoluti e si svolgevano in am- to verticalmente nel terreno
che tipo di imbarcazioni, ma il mare veniva bienti accoglienti, decorati con motivi via e avente funzione sacrale o
solcato in tutte le direzioni. «Secondo la teo- via più complessi. In Sardegna si deponeva- funeraria. In Sardegna è detto
anche pèrda fitta.
ria dello studioso menorchino Luis Planta- no i defunti nelle cosiddette domus de janas,
▶ Naveta Tomba megalitica
namor, gruppi maltesi costretti ad abban- ripari scavati nella roccia a mo’ di camere a forma di nave rovesciata,
donare l’isola, verso il 2000 a. C., si sarebbe- funerarie. Quella di Montessu, nel Basso tipica dell’isola di Minorca.
ro fermati in Sardegna e poi a Minorca» con- Sulcis (Sardegna meridionale), è una delle ▶ Nuraghe Torre in pietra di
tinua la studiosa. Prova di questo sarebbe la più famose. Ha complessivamente una qua- forma tronco-conica, caratte-
ristica della Sardegna.
comparsa, nelle Baleari, dei “recinti sacri” rantina di ambienti ed è affacciata su uno
▶ Ossidiana Vetro vulcanico,
con all’interno le taulas (due pietroni mes- splendido anfiteatro naturale. A Malta, in- di colore grigio o nero, utiliz-
si uno sopra l’altro a formare una T) che per vece, si scendeva sotto terra, fino a dieci zato nell’antichità per fabbri-
l’aspetto tondeggiante ricordano proprio i metri di profondità. L’ipogeo di Hal Saflieni care armi e strumenti.
templi megalitici maltesi. Prima di allora si sviluppa addirittura su tre livelli. In en- ▶ Talaiot Costruzione mega-
litica di forma tronco-conica
Minorca non sembra fosse stata interessata trambi i luoghi ricorrono disegni di spirali.
caratteristica delle Baleari,
da questo tipo di architettura. Malta e Sar- Forse il simbolo dell’infinito, della vita ol- molto simile ai nuraghi sardi.
degna, invece, la svilupparono in parallelo, tre la morte. O forse un messaggio del qua- ▶ Taula (“tavola” in catalano).
fin dai tempi più antichi. E le conferme, co- le non capiremo mai il senso. Monumento megalitico a T
costituito da un pilastro ver-
ticale e da una lastra di pietra
Capolavoro posta orizzontalmente sopra.
▶ Tholos Pseudocupola for-
La celebre “Venere mata da file concentriche di
dormiente” di Malta, pietre sempre più aggettanti
una Dea Madre verso il centro.
reclinata trovata ▶ Tomba dei giganti Monu-
nell’ipogeo mento funerario collettivo,
di Hal Saflieni. tipico della Sardegna proto-
storica, costituito da grosse
lastre di pietra conficcate a
semicerchio nel terreno.
▶ Trilite Struttura formata
da due grosse pietre verticali
unite da una terza pietra oriz-
zontale, posta ad architrave
sulle due precedenti.


L’arte è la prova dei contatti fra i
Megalitici: statuette simili si trovano
alle Baleari e I contatti tra le due culture erano intensi,
e la Sardegna, al centro del Mediterraneo
nel mare Egeo occidentale, ne fu favorita. «L’ossidiana,
molto abbondante sull’isola, veniva scam-
biata in un territorio decisamente ampio,
che andava dall’Italia centro-settentrionale
al Meridione francese, dalla Catalogna alle
Baleari» aggiunge Giuseppa Tanda. Grazie
a queste relazioni commerciali tra i popoli
nacque quella che gli studiosi chiamano la
“koiné mediterranea”, una sorta di Comuni-
tà economica europea della preistoria.
Snodo occidentale. Con il cambio di mil-
lennio cambiò anche lo scenario. A caval-
lo tra il XXI e il XX secolo a. C. i dominato-
ri dei mercati divennero lo stagno e il bron-
zo, che arrivavano dal nord della penisola
iberica, dalla Bretagna e dall’Europa cen-
trale. Fu fisiologico, dunque, che diventas-
se Minorca il nodo di smistamento privile-
Testa di legno
Una rarissima testa in
giato di questi metalli. La società menor- Architetture ardite
china andò strutturandosi. Prima c’erano La sala ipostila (cioè con la
legno rinvenuta a
solo commercianti e agricoltori, ora comin- volta retta da colonne) di un
Minorca e scolpita fra
il 1200 e il 1100 a. C. ciarono a emergere le élite. A nobili e guer- edificio talaiotico a Torre
rieri vennero riconosciuti diritti “per nasci- d’en Gaumes (Minorca), forse
ta”. In vari punti del territorio isolano furo- un magazzino o una stalla.
no eretti i loro sepolcri di famiglia, che so-
migliano, nella forma, a barche rovesciate. co, secolo più secolo meno (gli storici non
Sono così alti da svettare sui villaggi circo- riescono ancora oggi a mettersi d’accordo),
stanti. Tecnicamente non si tratta di edifi- nacquero anche i recinti delle taulas, il pun-
ci megalitici ma “ciclopici”, perché inve- to di collegamento più immediato col me-
ce che con lastroni sono fatti con pietre galitismo maltese. Grazie ai numerosi resti
di dimensioni più limitate, anche se di animali domestici (per lo più ovini e bo-
l’effetto è lo stesso. Incutono timo- vini) ritrovati in terra, vicino a buche anne-
re, credenze, speranze. I “giganti” rite dal fumo, gli archeologi hanno potuto
erano arrivati anche lì. capire quale fosse la funzione di questi luo-
«Le navetas funerarias le abbiamo ghi. Le ceneri raccontano di sacrifici anima-
solo noi» dice con orgoglio Juan Si- li e banchetti rituali conditi da abbondanti
món Gornés Hachero, docente di libagioni. Tutto si svolgeva in occasione di
Preistoria alla Universitat de les Il- pratiche magiche e di divinazione da com-
les Balears. «Sono tombe collettive piersi in sincrono con i cicli agrari. Ancora
costruite in aperta campagna, do- riti della fertilità, dunque, e sempre in tem-
ve venivano inumati i membri del- pli circolari. Solo un caso?
le famiglie più importanti, per ge- Ripopolata. Passano i secoli, e si arri-
nerazioni. Il loro uso intensivo è at- va alla seconda metà del II millennio a. C.:
testato almeno fino all’850 a. C. e in Malta si ripopola. Vi migrarono genti pro-
alcuni casi fino al 600 a.C.». Questi venienti, forse, dall’Italia Meridionale. Una
monumenti furono realizzati da gen- volta a destinazione fondarono un villaggio
ti proto-talaiotiche, cioè i precursori dei fortificato, munito anche di una torre, di
Talaioti, la civiltà più importante che ab- nome Borg in-Nadur, affacciato sull’odier-
bia abitato Minorca prima dell’arrivo di Fe- na St. George’s Bay. Niente di strano, a que-
nici e Romani. Nello stesso momento stori- sto punto, che anche a Minorca spuntassero

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La più antica?
La Naveta d’es Tudons a
Minorca: è del 1400 a. C.
circa ed è tra i pochi
edifici ancora in piedi di
quell’epoca (anche se fu
restaurata nel XX secolo).

come funghi edifici molto simili, i talaiots, e come centri di culto. L’aspetto militare è
in Sardegna i nuraghi. «I primi edifici in for- invece più evidente in Sardegna, in ragio-
ma di torre furono costruiti a Minorca nel ne delle terrazze d’avvistamento e delle nic-
1100 a. C. (anche se la cronologia più diffu- chie di guardia presenti nel nuraghe Santu
sa li colloca al 1400 a. C., ndr) ma il picco si Antine di Torralba e nel Su Nuraxi di Baru-
raggiunse tra il 900 e l’850 a. C.» dice Gornés mini, per esempio. Ma i Sardi non temeva-
Hachero. I talaiots avevano una copertura no attacchi dal mare, tutt’al più aggressioni
piatta, spesso sostenuta da una colonna in- interne. A quel tempo sull’isola esistevano
terna, i nuraghi avevano invece una coper- tante piccole confederazioni che sgomitava-
tura ogivale, a tholos, in grado cioè di auto- no per guadagnare spazio a danno dei vicini
sostenersi. Eccezion fatta per questa diffe- e l’opzione delle armi era l’unica percorribi- Internazionale
renza architettonica, le funzioni erano pra- le. Del resto, quale fosse il mondo degli uo-
Bronzetto di Torre d’en
ticamente le stesse. Ma quali? «In realtà gli
Salort (Minorca): il toro
scavi archeologici non hanno risolto la que- è un animale ricorrente
relle» riprende l’archeologo menorchino. nelle civiltà mediterranee:
«Possiamo dire che avevano una funzione era venerato anche a
sociale, perché mostrano un grande sforzo Malta e in Sardegna.
collettivo. Però non insisterei sulla natura
militare di questi edifici. Li definirei sem-
plicemente dei “marcatori del territorio”».
Magari non erano proprio dei fortini, ma
servivano comunque a dissuadere eventua-
li nemici. Alcuni studiosi sono convinti che
fossero utilizzati anche come luoghi di riu-
nione o deposito di cibo e oggetti, persino

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Secondo alcuni, i nuraghi potevano servire
da torri di guardia. Oppure a indicare il prestigio
dei clan che li mini nuragici lo si capisce dai celebri bron-
zetti (v. foto a destra) che raffigurano capi-
avevano costruiti tribù, guerrieri, arcieri, frombolieri, sacer-
doti e sacerdotesse, pastori e contadini. Era
una società evoluta, verticistica, che aveva
un esercito e non si faceva scrupoli a usar-
lo. I Talaiotici, al contrario, sembra fossero
interessati più ai commerci con l’estero che
alle armi. «Prima che le potenze mediterra-
nee – Fenici, Greci e Romani – si imponesse-
ro, Minorca possedeva già oggetti di cristal-
lo e ceramiche importati dal continente o
dalla zona atlantica» conferma Gornés Ha-
chero. «Abbiamo trovato anche oggetti pro-
venienti dall’area egea, unguentari con so-
stanze esotiche, collari, gioielli. Questo era
il vero snodo mediterraneo delle merci: qui
si trovava di tutto e per tutti i gusti».
Colonizzati. Il tracollo della cultura ta-
laiotica, di quella nuragica e di quella mal-
tese si verificò quando i Fenici sbarcarono
sulle rispettive coste, tra l’VIII e il VII se-
colo a. C. I villaggi vennero abbandonati e
le vecchie economie collassarono. Assedia-
ti dalla povertà, molti iberici si arruolaro-
no come mercenari nelle truppe puniche,
mentre a Malta la Dea Madre cominciò a
essere chiamata col suo nome semitico-
cananeo: Astarte. A lei furono indirizzate
anche invocazioni per iscritto, perché gli
“ospiti” avevano portato in dote l’alfabe-
to. Ma i “giganti” scomparvero, lasciando-
ci solo le loro colossali pietre.  ◉
Marco Merola

Divinità
Una dea femminile
nuragica, realizzata in
marmo: ricorda molto
quelle delle Cicladi
(Grecia, mare Egeo).

Riti lunari
Il tempio ipogeo di Santa
Cristina a Paulilatino
(Or): intorno al 1000
a. C. vi si celebrava forse
un “capodanno lunare”.


Camminamenti
L’interno del complesso
nuragico di Santu Antine
a Torralba (Ss) e due
bronzetti di guerrieri
nuragici (qui e a sinistra).

Così cambiò la civiltà megalitica mediterranea


Neolitico Antico Neolitico Medio Neolitico Recente Età del Rame Età del Bronzo Età del Ferro
6000-4000 a. C. 4ooo-3300 a. C. 3300-2500 a. C. 2500-1800 a. C. 1800-900 a. C. 900 a. C.-100 a. C.

Costruzione Villaggi (Skorba). Ipogeo di Hal Saflieni. Templi di Zebbug. Riutilizzo del complesso Colonizzazione fenicio-
Malta

di villaggi. Primi templi megalitici. Templi megalitici di sacro e funerario di punica.


Si lavora la Costruzione di Gantija. Hagar Qim e Mnajdra. Tarxien. Antichi edifici sacri
ceramica. Statuine della Tempio di Tarxien. Villaggio fortificato maltesi diventano
Dea Madre. Statuine della Dea Madre. di Borg in-Nadur. templi dedicati
alla dea Astarte.

Navetas proto-talaiotiche Talaiots. Contatti con le civiltà


Muraglie megalitiche Villaggi circondati da mura fenicia e greca.
Minorca

megalitiche. Introduzione del culto


Recinti sacri con taulas. del toro.
Presenza di manufatti
in ferro di provenienza
straniera.

Grotte, ripari e Villaggi della cultura Ipogei con corridoi Allées couvertes. Nuraghi. Colonizzazione
Sardegna

villaggi all’aperto. di Bonu Ighinu. megalitici. Statue-menhir. Tombe dei giganti. fenicio-punica.
Si lavora la Circoli di Arzachena. Domus de janas. Pozzi sacri in pietra
ceramica. Statuine della Dea Statuine della Dea Madre. basaltica.
Madre.

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