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3 - Novembre 2018

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Struttura e contenuti della documentazione

BETWEEN CALIBRATION AND METROLOGICAL TRACEABILITY


The metrological traceability is one of the most essential properties required to a
measurement result. To achieve it, periodic calibration of the measurement
instrument must be performed. But this is not enough. This third part covers
structure and content of the documents used to define and support the
metrological confirmation process, as a whole. Then, practical examples are given
on how to evaluate uncertainty in using different kinds of instruments, according
to the considered usage and the confirmation operations done.

RIASSUNTO
La riferibilità metrologica è uno dei requisiti più importanti richiesti al risultato di
una misura. Per ottenerla è necessario effettuare, periodicamente, la taratura dello
strumento di misura che la esegue. Ma non basta.
In questa terza parte approfondiremo in primo luogo la struttura e i contenuti della (Cartaceo.aspx?idrelps=459)
documentazione utilizzata per definire e supportare il processo di conferma
metrologica nel suo insieme. Cercheremo, quindi, anche per mezzo di alcuni
esempi, di fornire indicazioni pratiche su come valutare l'incertezza d'uso delle
diverse categorie di strumenti in funzione dell'utilizzo previsto e delle operazioni di DIVENTA INSERZIONISTA
conferma effettuate.
LA DOCUMENTAZIONE Compila il form
La documentazione è in primo luogo un elemento indispensabile per poter (Telematico.aspx?
dimostrare la correttezza dell'attività svolta per tutte le realtà sottoposte a un idrelps=461)
regime di controllo della qualità. La definizione delle modalità operative in
procedure (o istruzioni tecniche) è, d'altro canto, necessaria al fine di assicurare la
coerenza interna tra le operazioni effettuate e conseguentemente dimostrare la
riferibilità delle misure effettuate.
Nello schema di Fig. 1 sono riportate le procedure che coinvolgono lo strumento di
misura, il certificato di taratura e le reciproche interazioni. È una struttura per ovvie
ragioni puramente indicativa, ma utile per poter individuare tutti gli elementi che ISCRIVITI ALLA
possono incidere sulla riferibilità delle misure effettuate.
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La Redazione

Direttore: Alessandro Ferrero


Vicedirettore/i: Alfredo Cigada,
Pasquale Daponte
Redazione: Bruno Andò,
Pasquale Arpaia, Loredana Cristaldi,
Zaccaria Del Prete, Nicola Giaquinto,
Michele Lanna, Luciano Malgaroli,
Massimo Mortarino, Rosalba Mugno,
Claudio Narduzzi, Carmelo Pollio,
Lorenzo Scalise, Bernardo Tellini,
Gaetano Vacca, Emanuele Zappa

Nello schema sono riportate le procedure che riguardano la conferma metrologica


dello strumento di misura e la procedura che definisce come lo stesso strumento Powered by
viene impiegato. Naturalmente lo strumento può essere utilizzato in diversi modi e
possono essere definite più procedure che ne prevedano la presenza, anche con
differenti modalità d'impiego. Se lo strumento è utilizzato come campione per
tarare altri strumenti, la procedura di utilizzo corrisponde a una procedura di
taratura.
Gli elementi essenziali per la conferma metrologica dello strumento sono riportati (https://www.atenainfo.eu)
nella cosiddetta 'Procedura di gestione dello strumento'.
A essa si affianca un'altra procedura, che definisce le modalità con cui sono
effettuate le operazioni che devono essere eseguite sullo strumento al fine di
mantenere e controllare le sue caratteristiche metrologiche. Questa procedura
non comprende le operazioni la cui esecuzione è prevista ogni qualvolta si utilizza
lo strumento che, se effettuate, sono riportate nelle modalità d'impiego definite
nella procedura di utilizzo dello strumento. Peraltro la procedura potrebbe non
essere presente in quanto non tutti gli strumenti richiedono l'esecuzione di tali
operazioni. Viceversa, se presente, è necessario controllare che i limiti di
accettazione previsti per le verifiche intermedie e per il controllo del trasporto
siano coerenti con l'incertezza d'uso dello strumento.
L'altra procedura chiave è quella (o quelle) che definisce come si utilizza lo
strumento e riporta come valutare l'incertezza delle misure da esso effettuate
(informazione necessaria per poter assicurare la riferibilità della misura stessa). La
coerenza delle informazioni contenute in questa procedura con quelle riportate
nella procedura di gestione dello strumento è essenziale.
La procedura di utilizzo dello strumento deve, in primo luogo, definire il campo di
misura e le modalità di impiego previste.
Nelle modalità di impiego possono confluire numerose diverse informazioni, quali:

- esecuzione di operazioni preliminari di autoregolazione e autocontrollo dello


strumento;
- impostazioni da compiere sullo strumento (ad esempio, impostazione dei filtri di
frequenza o della velocità di lettura negli strumenti di misura elettronici
complessi);
- configurazione di utilizzo (ad esempio, nei resistori di alto valore impiego a due o
a tre terminali);
- informazioni riguardanti il processo di misura (ad esempio, tempi di
stabilizzazione prima del rilevamento delle indicazioni);
- modalità di trattamento dei dati grezzi per ottenere il risultato di misura.

Tutte queste informazioni devono essere tenute in conto nella procedura di


gestione dello strumento per definire il campo di misura in cui può essere
impiegato e la relativa incertezza d'uso.
L'altro collegamento forte tra le due procedure è costituito dall'incertezza d'uso. Il
suo valore (o l'insieme di valori) valutato nella procedura di gestione dev'essere
analogo all'incertezza associata al suo impiego nella specifica procedura che lo
prevede. Questo è un anello essenziale del processo logico: la componente
d'incertezza, la cui validità è verificata tramite l'elaborazione dei risultati contenuti
nel certificato di taratura e mantenuta sotto controllo con le altre operazioni di
conferma metrologica, è la stessa che viene poi utilizzata per la valutazione
dell'incertezza delle misure effettuate con lo strumento.
La Fig. 1 considera anche il certificato di taratura dello strumento, pur non essendo
quest'ultimo una procedura in senso stretto. Ciò consente di evidenziare il fatto
che il certificato deve possedere certi requisiti per poter essere coerente con le
procedure e quindi consentire al processo di assicurare correttamente la riferibilità
delle misure effettuate.
I requisiti a cui deve rispondere il certificato devono essere riportati in modo
esplicito nella documentazione dell'utilizzatore. In particolare, le modalità di
taratura dello strumento devono essere analoghe a quelle previste quando lo
strumento è utilizzato per eseguire misure, i punti di misura devono coprire tutto il
campo di misura previsto e le incertezze di taratura devono essere in grado di
supportare l'incertezza d'uso prevista per lo strumento.

COME VALUTARE L'INCERTEZZA DOVUTA ALLO STRUMENTO DI MISURA?


QUALCHE ESEMPIO
Per poter valutare l'incertezza d'uso è essenziale conoscere il comportamento
dello strumento, al fine di definire un modello in grado di rappresentare le possibili
variazioni sui valori misurati o sull'errore al cambiare delle sue condizioni di utilizzo
(punto di misura, tempo, temperatura ambientale, ecc..) e quindi individuare
conseguentemente le componenti di incertezza significative che incidono sul
valore ricavato da una misura da esso effettuata e stimarne il valore.
Non è sempre semplice ottenere informazioni valide e significative sulle effettive
caratteristiche metrologiche di uno strumento di misura (deriva nel tempo,
coefficiente di temperatura, linearità, effetto della frequenza, ecc…).
Le sorgenti a cui possiamo attingere per ottenere queste informazioni sono diverse
e cambiano da situazione a situazione. Un esempio è dato dai seguenti punti:

- informazioni (specifiche) fornite dal costruttore;


- valori contenuti nei certificati di taratura dello strumento;
- dati provenienti da attività sperimentali effettuate sullo strumento;
- struttura e materiali utilizzati per la costruzione dell'apparato (può essere il caso
degli strumenti di tipo elettromeccanico);
- comportamento e caratteristiche di strumenti analoghi o simili.

Comporre le informazioni disponibili per valutare le caratteristiche metrologiche è


un lavoro che può risultare delicato e complesso, ma una loro attenta valutazione
è essenziale al fine di assicurare una corretta riferibilità alle misure effettuate.
Per semplicità di utilizzo si assegna all'incertezza d'uso un unico valore, valido in
qualsiasi momento tra una taratura e quella successiva. Essa viene, quindi,
valutata nel caso peggiore, ovvero tenendo conto del massimo valore che può
assumere la componente di incertezza dovuta alla deriva nel tempo.
Un elemento essenziale da tenere in conto è che il modo di valutare l'incertezza si
modifica in considerazione delle modalità con cui opera lo strumento e sono
trattati i risultati di misura ottenuti. In quest'ottica possiamo suddividere gli
strumenti di misura in tre categorie, che necessitano di approcci differenti:

1) campione materiale che genera il valore di una grandezza;


2) strumento che opera in un campo di misura;
3) strumento di tipo elettronico che opera in molti campi di misura.

Esaminiamo ora questi tre casi, evidenziando le differenze e illustrandole con un


esempio su un tipo di strumento, in modo da fornire indicazioni su come si possa
valutare praticamente l'incertezza d'uso e quali operazioni possano essere messe
in atto per assicurare che tale valutazione si mantenga nel tempo e in tutto il
campo di utilizzo previsto.
Descriverò in primo luogo l'approccio 'canonico' e quindi fornirò delle indicazioni
su come semplificare le operazioni nelle situazioni in cui non fosse necessario
ottenere la migliore accuratezza. Data la mia personale esperienza professionale,
limiterò gli esempi al campo delle misure elettriche, ma sono sicuro che il lettore
saprà estendere quanto proposto ad altri campi.

CAMPIONE MATERIALE CHE GENERA IL VALORE DI UNA GRANDEZZA


In questo caso, la taratura ci fornirà il valore della grandezza generata dal
campione. Tale valore potrà quindi essere utilizzato per correggere il risultato di
misura o per verificare che il campione rientri entro limiti prefissati. Trattandosi di
un campione materiale, difficilmente sarà possibile effettuare una sua regolazione.

ESEMPIO 1 – RESISTORE CAMPIONE


Nel caso in cui il resistore sia utilizzato come strumento campione in un
laboratorio di taratura, l'obbiettivo che generalmente si pone l'utilizzatore è quello
di ottenere la massima accuratezza possibile nell'utilizzo dell'apparato. Per
ottenere questo risultato si assegna al resistore il valore di resistenza ricavato
dall'ultimo certificato di taratura e non il valore nominale.
Se sul certificato compaiono diversi valori di resistenza in corrispondenza di
differenti correnti di misura, si può utilizzare quello a più bassa corrente come
valore assegnato al resistore, mentre gli altri valori servono a stimare/controllare il
valore della componente di incertezza dovuta al passaggio della corrente.
Ciò premesso, le componenti di incertezza da tenere in conto per la valutazione
dell'incertezza d'uso di un resistore campione utilizzato in corrente continua
saranno:

a) incertezza di taratura;
b) deriva del valore di resistenza nel tempo tra una taratura e la successiva;
c) effetto del riscaldamento provocato dal passaggio di corrente;
d) effetto della possibile differenza di temperatura ambientale tra la fase di
taratura e di impiego;
e) ripetibilità delle resistenze di contatto (solo per bassi valori di resistenza
utilizzati a due terminali).
La componente di incertezza a) consiste, ovviamente, nell'incertezza associata al
valore di resistenza che sarà assegnato al resistore, incertezza che è riportata nel
certificato di taratura.
Il valore della componente di incertezza b) può essere ricavato dalla
documentazione fornita dal costruttore o stimata sulla base dei risultati riportati
sui certificati di taratura.
Per poter percorre questa seconda opzione è necessario conoscere in modo
significativo la storia dell'apparato (disporre, ad esempio, dei risultati di almeno 4-5
tarature annuali) e verificarne che la variazione di resistenza dovuta alla deriva del
resistore sia prevedibile.
La componente di incertezza c) può essere significativa ed è quindi da valutare con
attenzione. È necessario, in primo luogo, definire quali sono le correnti di misura
che potranno essere applicate al resistore.
Purtroppo per un laboratorio di taratura è difficile a priori conoscere tali correnti,
dato che in genere non si può prevedere quali saranno le apparecchiature che
dovranno essere tarate, a meno che il laboratorio non svolga la sua funzione solo
su un parco di strumenti ben conosciuto (es. quello aziendale).
È quindi necessario definire il campo di misura in cui il resistore potrà operare,
ovvero la corrente massima che potrà essere applicata in modo che l'alterazione
prodotta dal passaggio di corrente non superi il valore stimato della
corrispondente componente d'incertezza tenuta in conto nella valutazione
dell'incertezza d'uso.
Se l'effetto del passaggio della corrente è rilevante, può essere conveniente
valutare due diverse incertezze d'uso, ipotizzando due differenti correnti massime
applicate, una di valore relativamente basso (in modo da ottenere una migliore
accuratezza per le misure effettuate in questo campo) e una con l'effettiva
massima corrente, che potrà essere applicata al resistore.
La componente di incertezza d) dovrebbe essere, tipicamente, alquanto
contenuta, dato che in genere la temperatura di riferimento, sia per il laboratorio
che effettua la taratura sia per quello che lo utilizza, dovrebbe essere di 23 °C. Se
però il coefficiente di temperatura del resistore è significativo e/o la temperatura
ambiente dell'utilizzatore differisce in modo significativo dalla temperatura a cui è
stata effettuata la taratura, la componente può non essere trascurabile.
Per quanto riguarda la componente e) bisogna tenere presente che i resistori
campione di basso valore, tipicamente utilizzati nei laboratori di taratura, sono a
quattro terminali. Il problema può nascere nel caso in cui sia necessario tarare uno
strumento che supporta solo la configurazione a due terminali. In queste
situazioni, se si vuole procedere ugualmente alla taratura, è necessario stimare
tramite prove sperimentali la variazione del valore del resistore dalla
configurazione a quattro terminali a quella a due terminali e valutare la relativa
componente di incertezza.
Nella documentazione che descrive le operazioni di conferma da effettuare, oltre
alla stima dell'incertezza d'uso, si dovrebbero riportare:

A. i punti di misura da considerare nella taratura, ovvero con quale/i valori di


corrente, l'incertezza da assicurare nella taratura, il tempo di stabilizzazione dopo
l'applicazione della corrente di misura e con quale configurazione;
B. modalità di esame del certificato di taratura. Oltre al controllo dell'esecuzione
della taratura secondo le modalità precedentemente definite, esse dovrebbero
comprendere la verifica della stabilità nel tempo (variazione del valore resistivo dal
certificato precedente) e, se significativo, l'effetto del passaggio della corrente
(variazione del valore ricavato a diverse correnti), in modo da confermare i valori
delle rispettive componenti d'incertezza ipotizzate nell'incertezza d'uso;
C. operazioni effettuate al fine di verificare che il resistore non cambi nel tempo il
suo valore in modo incontrollato. Data la tipologia dell'apparato (resistenza
generata fisicamente) tali controlli possono essere abbastanza distanziati nel
tempo, ma una verifica intermedia ogni 6 mesi e un controllo dell'effetto del
trasporto è bene che siano previsti.

Nella documentazione che definisce come viene utilizzato il resistore campione dovrebbe
essere, invece, riportato il valore di corrente a cui può essere impiegato e la configurazione
di misura da adottare. Se il resistore è stato tarato solo in corrente continua, dovrebbero
essere previsti controlli al fine di verificare che non siano presenti componenti alternate
significative nella corrente applicata.

Approccio semplificato
Se il resistore campione è utilizzato per controllare, in una linea di produzione, il
corretto funzionamento di apparati, il suo impiego si traduce, in genere, in una
prova con un risultato del tipo passa/non passa. Conseguentemente non è, in
genere, necessaria un'elevata accuratezza, mentre è rilevante assicurare la
massima semplicità di utilizzo anche da parte di personale non particolarmente
formato.
Per ottenere tale obbiettivo è possibile utilizzare il valore nominale del resistore e
non il valore determinato in fase di taratura. Ciò comporta l'individuazione di un
limite di accettazione entro cui dev'essere compreso lo scarto tra il valore
nominale e il valore ottenuto dalla taratura. In questo caso l'incertezza d'uso potrà
essere stimata aggiungendo la componente dovuta all'utilizzo del limite di
accettazione (componente d'incertezza con distribuzione rettangolare) alle
componenti precedentemente elencate. Questo fatto può comportare un
aumento rilevante dell'incertezza d'uso rispetto a quanto si otterrebbe con
l'approccio descritto precedentemente ma, in genere, ciò è accettabile in ambiti
industriali.
Per quanto riguarda la documentazione, anche se in linea di massima, rimangono
valide le considerazioni già svolte, è possibile semplificare la struttura della
documentazione e i meccanismi implementati, per esempio non prevedendo
verifiche intermedie e/o verifiche del trasporto, a meno che l'utilizzo del resistore
non sia particolarmente stressante dal punto di vista meccanico, elettrico o
termico.

LA PROSSIMA PARTE
Nella prossima parte del testo (quarta e ultima) approfondiremo le problematiche
relative alla valutazione dell'incertezza d'uso per le altre due categorie di
strumenti.
Con l'esempio 2 esamineremo il caso degli strumenti che operano in un campo di
misura e con l'esempio 3 analizzeremo come trattare gli strumenti che sono in
grado di effettuare misure in diverse grandezze e in molti campi di misura.

L'AUTORE
Giuseppe La Paglia attualmente svolge la funzione di ispettore
tecnico e di sistema per il Dipartimento laboratori di taratura di
ACCREDIA. Dal 1972 al 2015 ha operato all'interno dell'Istituto
Elettrotecnico Nazionale Galileo Ferraris e quindi nell'INRIM nel
gruppo Metrologia Elettrica e nella struttura per l'accreditamento
dei laboratori di taratura (SIT).

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