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Direttore: Franco Docchio

Vicedirettori: Alfredo Cigada, Pasquale


Daponte
Redazione: F. Attivissimo, S. Baglio, M.
Cati, L. Malgaroli, M. Mortarino, R. Mugno,
C. Pollio, L. Scalise

L'unica rivista italiana interamente dedicata alle Misure, alle Prove e ai Controlli Qualità
Anno: XIV N. 4 Gennaio 2013
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COMMENTI ALLE NORME IN EVIDENZA


AFFIDABILITÁ &
LA 17025: Non conformità, azioni correttive, azioni preventive, reclami e miglioramento - Parte TECNOLOGIE 2013: crescita
quinta degli espositori e nuovo
di Nicola Dell'Arena ndellarena@hotmail.it padiglione
Il passato non si cambia...il
RIASSUNTO
futuro si! È questo lo slogan della
Prosegue con successo l’ampia e interessante serie di commenti di Nicola Dell’Arena alla norma UNI CEI EN ISO/IEC
manifestazione italiana dedicata a
17025. I temi trattati sono: La struttura della documentazione (n.4/2000); Controllo dei documenti e delle registrazioni
Metodi, Strumenti e Tecnologie per
(n.1/2001 e n.2/2001); Rapporto tra cliente e laboratorio (n.3/2001 e n.4/2001); Approvvigionamento e subappalto
l'Innovazione Competitiva, in
(n.3/2002 e n.1/2003); Metodi di prova e taratura (n.4/2003, n.2/2004 e n.3/2004); Il Controllo dei dati (n.1/2005);
programma a Torino - 17/18 aprile
Gestione delle Apparecchiature (n.3/2005, n.4/2005, n.3/2006, n.3/2006, n.4/2006, n.1/2007 e n.3/2007); Luogo di
2013
lavoro e condizioni ambientali (n.3/2007, n.2/2008 e n.,3/2008); il Campionamento (n.4/2008 e n.1/2009); Manipolazione
degli oggetti (n.4/2009 e n.2/2010), Assicurazione della qualità parte 1.a (n.4/2010); Assicurazione della qualità parte 2.a Vai all'articolo completo
(n.1/2011); Assicurazione della qualità parte 3.a (n.2/2011). Non conformità, azioni correttive, ecc. parte 1.a (n.4/2011),
parte 2.a (n.1/2012), parte 3.a (n.2/2012), parte 4.a (n.3/2012).

FASI DEL PROCESSO


Le fasi del processo per risolvere una non conformità (tecnica e di sistema) sono, a livello di
macro fasi, le seguenti:
1) rilevazione (identificazione secondo la norma),
2) analisi delle cause;
3) selezione dell’azione correttiva da attuare;
4) attuazione dell’azione correttiva; 5) verifica dell’azione attuata.
Il Responsabile della
Alcune fasi sono riportate nel punto 4.9, altre sono riportate nel punto 4.11, con un intreccio Metrologia in azienda: ruolo
strano. Tutto il paragrafo 4.11 è un seguito del 4.9, per cui tutto quello che è detto da adesso e competenze
in poi, deve essere applicato e collegato anche punto al 4.9. 23 aprile 2013 - Santarcangelo
di Romagna (RN), presso Vici &
C. S.r.l.
ANALISI DELLE CAUSE L’obiettivo del seminario organizzato
Al paragrafo 4.11.2 la norma prescrive che “le procedure per le azioni correttive devono partire da un’indagine per dal CMM CLUB è quello di fornire una
determinare l’origine della/e causa/e del problema”. Su questo paragrafo si riparla di procedure al plurale e, secondo panoramica sul tema che, seppur
me, il normatore confonde tra procedura come documento e procedura come un insieme di attività da svolgere. Inoltre, generale, abbia un’attenzione
per la prima volta, parla di problema senza che ci sia una definizione in tutte le norme sul sistema qualità. particolare al Responsabile di Sala
La versione inglese utilizza il termine “problem” e il vocabolario non mi ha aiutato a capire di più il suo significato. Allora Metrologica prevalentemente
ho chiesto aiuto allo Zingarelli il quale porta due spiegazioni, utilizzabili per le non conformità. La prima “ogni ordine di dimensionale
difficoltà, la cui soluzione implica la possibilità di un’alternativa” e la seconda “questione complicata, situazione difficile da Vai all'articolo completo
affrontare e da risolvere”. Nella mia lunga esperienza (sia come valutatore sia come responsabile della qualità d’impianti
nucleari complessi) ho sempre trovato che a ogni non conformità corrispondeva una sola soluzione, e per lo più
anche semplice. Raramente ho trovato che si poteva rispondere con due soluzioni. Una soluzione difficile da affrontare
non mi è mai capitata, e se può capitare, si riferisce ad attività tecniche.
Una classificazione di massima delle non conformità gestionali si può suddividere nelle seguenti quattro: mancanza di
procedure tecniche o gestionali; non completa corrispondenza del Manuale della Qualità alla norma ISO 17025; non
completa corrispondenza di una procedura alle norme tecniche o di sistema; mancata o errata applicazione della
procedura tecnica o gestionale. Per un laboratorio accreditato le prime tre, si risolvono alla prima visita di valutazione da
parte di ACCREDIA: in caso contrario non si ottiene l’accreditamento e la soluzione è quasi sempre unica e semplice.
Durante la vita del laboratorio resta la quarta, e tutto ciò che può accadere, è di sempre di facile soluzione.
L’analisi delle cause deve essere eseguita da personale competente e preparato: è necessario scendere in tutti i dettagli, INDICE ALTRI NUMERI
analizzare anche le potenziali non conformità (come dice la nota della norma), valutare l’importanza della non conformità, Anno 20 - N. 1 - Maggio 2018
per giungere a prendere una decisione. L’analisi della causa può essere semplice o complessa, e dipende dal grado di Anno 18 - N. 4 - Gennaio 2017
gravità della non conformità e dalla conoscenza del personale su cosa si sia verificato; a volte può essere richiesto Anno 18 - N. 3 - Ottobre 2016
l’intervento di personale esterno (rottura di una parte importante di una apparecchiatura) se quello interno non fosse in Anno 18 - N. 2 - Luglio 2016
grado di trovare la soluzione. Anno 18 - N. 1 - Aprile 2016
Sull’argomento il laboratorio deve indicare nel Manuale della Qualità e nella procedura gestionale il coordinatore delle Anno XVII - N. 4 - Gennaio 2016
analisi delle cause (generalmente il Capo Laboratorio per quelle tecniche e il Responsabile della qualità per quelle di Anno XVII - N. 3 - Ottobre 2015
sistema). Quest’ultima è un passo fondamentale per prendere una decisione sulle azioni da attuare. Anno XVII - N. 2 - Luglio 2015
La norma su questo punto porta la seguente nota con tre commi: “l’analisi della causa è la chiave e talvolta è la parte più Anno XVII - N. 1 - Maggio 2015
difficile nella procedura delle azioni correttive. Spesso l’origine della causa non è evidente; ne deriva la necessità di Anno XVI - N. 4 - Gennaio 2015
procedere a un’analisi rigorosa di tutte le potenziali cause del problema. Le potenziali cause potrebbero comprendere i Anno XVI - N. 3 - Ottobre 2014
requisiti del cliente, il campionamento, le specifiche concernenti il campionamento, i materiali di consumo o le Anno XVI - N. 2 - Luglio 2014
apparecchiature e relativa taratura”. Il primo e secondo comma sono corretti (a parte il fatto che bisogni sostituire spesso Anno XVI - N. 1 - Aprile 2014
con rare) ma pleonastici: a mio parere non c’era bisogno di riportarli. Anno XV - N. 4 - Febbraio 2014
Il terzo comma (che riporta esempi di aree dove possono verificarsi non conformità) non è esaustivo, e come si può Anno XV - N. 3 - Ottobre 2013
vedere gli esempi sono diversi da quelli riportati nelle altre note. Ribadisco che mettere questi esempi non è proprio Anno XV - N. 2 - Luglio 2013
opportuno. C’è da far notare che i requisiti del cliente, una volta effettuato con scrupolo il riesame del contratto e poi Anno XV - N. 1 - Aprile 2013
accettatolo, non dovrebbero portare a non conformità (anche se qualche volta ciò avviene). Anno XIV - N. 3 Ottobre 2012
Anno XIV - N. 2 Luglio 2012
Anno XIV - N. 1 Aprile 2012
POSIZIONE DI ACCREDIA SUL 4.11.2 Anno XIII - N. 4 Gennaio 2012
Sia per le prove sia per le tarature ACCREDIA non prescrive requisiti aggiuntivi e si ferma al laconico “si applica il Anno XIII - N. 3 Ottobre 2011
requisito di norma”. La scelta di ACCREDIA è corretta, poiché il punto della norma è semplice e facile da capire anche per Anno XIII - N. 2 Luglio 2011
un profano dei sistemi qualità. Anno XIII - N. 1 Aprile 2011
Anno XII - N. 4 Gennaio 2011
Anno XII - N. 3 Ottobre 2010
SELEZIONE ED ATTUAZIONE DELLE AZIONI CORRETTIVE Anno XII - N. 2 Luglio 2010
Il punto 4.11.3 è suddiviso in quattro commi che prescrivono diversi requisiti. Anno XII - N. 1 Maggio 2010
Il primo prescrive che ”quando si rende necessaria un’azione correttiva, il laboratorio deve identificare le azioni correttive Anno XI - N. 3 Dicembre 2009
potenziali”. Il requisito è formulato in maniera strana, ma l’aspetto più importante è che il laboratorio deve identificare Anno XI - N. 2 Novembre 2009
(per me meglio individuare) l’azione correttiva. La stranezza continua con l’aggettivo potenziale. Il laboratorio deve Anno XI - N. 1 Maggio 2009
attuare un’azione vera, non una potenziale. Il secondo comma prescrive che “deve selezionare e attuare le azioni più Anno X - N. 4 Gennaio 2009
verosimili per eliminare i problemi e per prevenirne il ripetersi”. Anche qui è da far notare che l’azione non deve essere Anno X - N. 3 Dicembre 2008
quella verosimile ma quella necessaria. Anno X - N. 2 Luglio 2008
Come si opera per rispondere a questi due requisiti? Alla fine dell’analisi delle cause il Coordinatore fa una proposta (che Anno X - N. 1 Aprile 2008
può comprendere diverse azioni correttive), su cui poi fare la scelta (selezione secondo la norma). La scelta può essere
fatta dal Capo laboratorio (per quelle tecniche) e dal Responsabile della qualità (per quelle di sistema), oppure dal
Direttore Generale, e dipende dalla complessità e dal costo delle azioni da compiere, e dalla complessità
dell’organizzazione e dalle deleghe di responsabilità. La norma non lo dice (il punto 4.9 parla di informare il cliente), ma,
se richiesto nei documenti contrattuali, il cliente può intervenire o addirittura imporre la scelta dell’azione correttiva.
Nella mia lunga esperienza ho sempre trovato che a ogni non conformità corrispondeva una sola soluzione (e per lo più
anche semplice), per cui le due fasi delineate dalla norma diventano una sola con la semplificazione di tutto. Questo
significa che l’analisi delle cause e la scelta possono essere fatte dal Capo Laboratorio o dal Responsabile della qualità
senza l’intervento di altri.
Le azioni da scegliere sono di due tipi: (i) eliminare i problemi e (ii) prevenirne il ripetersi. Per non conformità semplici le
due azioni possono coincidere. Per non conformità gestionali quasi sempre le due azioni coincidono. Per non conformità
gravi a volte le due azioni coincidono. Del resto, nel rispetto del requisito bisogna scegliere le due tipologie di azioni.
Alcune volte le azioni da attuare possono comportare la revisione delle procedure (sia tecnica sia gestionale).
L’attuazione deve essere fatta dal personale tecnico per quelle tecniche (anche con l’aiuto di aziende esterne, come ad
esempio lo smontaggio o l’installazione di una nuova apparecchiatura) mentre per quelle gestionali questo dipende
dall’azione da fare e dall’area in cui si è verificata.

LIVELLO ADEGUATO
Il terzo comma prescrive il requisito “le azioni correttive devono essere di un livello adeguato alla dimensione del
problema e dei relativi rischi”. La norma mi obbliga a rispettare il livello adeguato, anche se tra le due soluzioni ve n’è
una semplice, con poco costo ma che mi risolve adeguatamente la non conformità. A questo punto chi e come valuta il
livello adeguato? La norma non dice nulla, inoltre a mio parere il termine adeguato è sempre ambiguo e indifferente,
per due persone adeguato può avere un valore diverso. La norma non lo dice (meno male) ma per rispettare il requisito il
Laboratorio dovrebbe valutare le conseguenze dei possibili rischi, e in base a tali conseguenze scegliere l’azione
correttiva. Una raccomandazione: è necessario applicare questo requisito, e nel caso della possibilità di scelta
tra due azioni non scegliere a priori quello che costa meno.
La norma non chiede nulla, ma per la filosofia dei sistemi qualità tutto questo terzo comma dev’essere documentato (per
favore non mi picchiate).

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