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ANNUARIO

DELLA

E DELLE

1IISSIONI

VOLUJVIE ljVll-LVIII
NUO\A SEIUE XLI-XLII (1979-80)

R O :\I A
"L'EIUIA" DI BHETSCI !NEIDEH
193 6
ANNUABIO
DELLA

SCUOLA ARCHEOLOGICA DI ATENE

E DELLE

ITALIANE I:\ ORIENTE


S O\l 1':1 A HI O DEL VOLU ME

D. LEVI fl furno 111111011·.u r/11 rusruo rii !! or;hi!I


Trir1drt Png, 7

V. 1.u\ I{ os , ffouhùt Triur/a 11. /leloào11e prelimin11rr sui sr1uui del ffJì8
(' ff}lf} l) +n
:\I. FOLLI 1m1 l'rm·riste alir11e11t!!ri 1·eui'.l!!li d!! 111111 !'.!/8!1 t!1inoil'o uri lluuhio.
Trirtdo (Orda)

U. B. L. C()('COL1:-;1 Ttw.·i 1:11r/Jn11.izzrde del l'alaz.w mi-

811 alr-uni reperti 08.•:ri umani ddl11 !ho/o.e; di /\ami/ari 187

F. Pn11Tr1m.A Frrw111wnti di pithoi 11 decorr1zùmr i111prrssr1 ria Fest!Ìs ln7

A. V1LL\ I 'ua sfr1/11ettu arr·r1in1 d11 f'erar:hor"

:\I. L ..\IOJ{J{l('()'.'IE l'usi deliri rnllezione A fmri 217

.I /r:1111i ritmtti rfi rtrì rtnloninianrr d111!0. (lrl'l'ÙI

:\I. L. :\lo1mwoxE H11slino IJronzeo di Uetrr 3Gl

L. VLAI> Bo1:n1•:1.u
rfupo 11u resta uro

(i. :\lo LISA N L - .I spett i pale or; r!!fi n: delle i;;crizim1 i lo tine di A lcn e 421

A. D1 VITA [ terre111oli o Oorfina in ctrì rnmr1nu e prolo-b-izr1nlino.


I 'na noto.

Atti: della 8r:110/a JY?!J-1!J80 (A. Dr VrTA) 4Al


V.Lt\ l(f OXl:XOJ,'.X\-'

·u111:!1//l,),\'li//1!;)1./ (},l_ljl/IJIU! w/J ,J.i))ji l!.U/NSd}! (!J.l.\"O.!.!do

,Jjllii/J_111:111u /!è! ,)j/Ul.Zl!d _Il!;! IJ/j'i/! 'UZZl)J /JJjdWOJlif•' J!Ul!!f li.\'.\'"]JOJ! i!//è!J! :!./d/l!CI 1wnq /1 /!ci
« OJè)(/Ij odlll;J) » jllR ) FJ/! J Il r uf!n _lfl!:/./),\'U _11p11b 1.nfj di/)(}.) 'o.1:!jll_I .1.1d _1.1·mr11 !.jD:uufi
1nw.1· '0!1111,J/ oruul n i.IOJll!jJ:u _IP oI.!Hlllll!'{./ :ud1u:J,1· l!f! opu1J.11w111 ':11f.1 w11110.i. :uJ, ·(g51'1JI
'I IT.'CI :J tii'{if 'II Xrf) ml111n1.1· 1u .Jj11,J111;1m11n 011u.1· ,Jtf.! .111;! _up :J 1J.n111q11d _w mli ,!1(1 :11u1110.1
/c!J! 0111:)1u_tJ.\'.!JlnLJI! op:uu .J.mp 07111od n.1.1· _1.1• 0111!1! os.10.1.<· l!J!lij! :J.117.wd IJ 070,· :nj.J (·1· mt
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IL FOHNO MINOICO DA VASAIO DI I-IAGHIA TRIADA

:\ell'ìnverno clel Ulìi) ì c1rntodì agli scavi di H. Triada a Creta tagliarono um1
eanaletta per ìl d.etiusso delle acq11c alle spalle, cioè ;1 Est, rlella loro casetta di cu-
stodia (?'Jì.±xsw•J), che sovrasta le rovine del Palazzo minoico (chianmto general-
mente «Villa ]{cale», perehò eonsidcrato la dimora estiva dei signori cli Festbs), cioè
;1 mezza eosta Hulle 1wrnlici della collina, subito dietro a un filare di pini sorgenti
1ircsso alla moderna recinzione delle rovine antiche. La canaletta scendeva dal piaz-
zale dì sosta delle mitomobili in direzione dPlla grnrnle e famosa tholos. Dietro al
9•1ì,'1.xstr)'J notavano tn1cce di bruciato e zolle d.i colaticcio di forno, a super-
ficie verdastra lucida: consi<lcnwano queste zolle conw scorie di rame. e, ritenendo di
trovarsi sopra a nn forno fusorio, ne avvertivano le autorità archeologiche.
Su invito dell'Eforo, dPcidl'mrno pertanto di <'seguire una rapida esplornzione
dcll'an·a nella earnpag1m di studio a Fc,,tòs dd l \Jìti. La parte essenziale dcll'csplora-
i':Ìonc è stata portata a termine dai dli(' assistiti nei primi giorni dal dott. Fi-
lippo Carine i, nella settimana dal (i alr I I settem hrc. Iniziata l'opera con soli ;3 operai,
il loro numero era arrivato a \l alla fine <li essa, tutti i luvori eRsernlo cscguiti sotto
l<t wrveglianza e con l'aiuto <lcl crn;todc della Scuola, :\lanoli Papadospyridakìs. Un
saggio di complcta1])(mto e (li eontrollo <lt>llo scavo è stato eseguito rwll'anno seguente,
dal 23 al 2i agosto. La pianta e le sl·zioni sono all'arch. Frnnco Tomascllo. e
le fotografie (lurnnte lo sc<n-o alla prof. Laviosa e a .-;cavo ultimato al fotografo dcl
Gabinetto Fotogrnfìco :\azionale }lario Quarcsinm.
Aprendo il saggio dove il taglio della l'analetta avPva messo allo scoiwrto quello
che ci l' Sl"nbrato il resto di im muricciolo. ci siamo subito imbattuti in tracce cli bru-
ciato e di terreno pressato, e imnwdiatamentc al di sotto in uno strato di colaticcio
vcrdnstro. Il terreno era tutto pieno di cocci, in grnn parte framnwnti.di ceramica mi-
noica ncopalazialc, ma trn essi ;1bbiamo raccolti anche due slrntclia troncoconici quasi
interi: molti frmnrnenti appartengono decisamente a vasi deformati, uno, per esem-
pio, eon I ':1ns1.t <listorta e appiccfrata contro la parete, un altro col fondo ammaccato,
e via dil·cndo: si trattava evidentemente dì scarti <li fabbrica, che ci hanno assicu-
rato di trovarci proprio di fronte a un forno <hL vasaio.
'I'idc forno (fig. I) si è rivelato come ìl più grnnde e - malgrado i danni apport11ti
d;il taglio della canaletta recente e probabilmente da qualche parziale distruzione
antica il meglio conservato di tutti quanti finora rinvenuti a Creta. Ì'; appoggiato
al declivio della collina, la qunfo scende sensibilmente da Est a Ovest e pì ù lievemente
da fìud ;1 Nord. li forno ncll'irrnieme presenta, una. forma semi-ellissoidale allungata,
8 DORO LViVl ·- <'LELIA IA\'JOSA

F1r:. l - H. THL\DA - \'gn\ ..rA IJJèL vo11:--:o ll\"IL\>:TJ•: 1,0 sc,\\'O (IL\ R1:D-Ov1•;sT).

o si osten(k in d.irezione l\ord-Sud, con la fornace clw doveva contenere il nmtcriale


di comlnrntione, nella metà .-mUc1tlrionale, e il forno dovo si doveva trovare reschàra
su cui posavano ì vasi da, cuocerc, verso Sud. (v. la pianta e le sezioni, tav. J). La
lunghezza totale, dnll'ingrcsso alla faccia esterna di un muretto che vedremo chiudere
il forno a :'ìml, raggiunge quasi i !J m, e, aggiungendo una sporgenzn a Nord nel muro
di contenimento <Hldossato alle pendici della. collin11 .sul lato est, si arriva a m I 0,50.
Qnello che distingne inoltrn questo forno da tutti gli nlil'i è l'enorrno quantità di ar-
gilla votrificntn a wperfi.cie verdastra, che non solo s'è ritrnvata in zolle di argilln con
una faccia a grosF:a incrnst'1zione verdastrn, e anche in goc:cc sciolte,
spiovute dalla volt;1 o cblle pareti al momento del massimo risc11l(brncnto della for-
nace per una eotitmt di va.si - frammenti e gocce numerose soprattutto iwl settore
della, fornace vicino ai pilastri del forno , rn11 anche ha rivestito di uno o più strati
vitrei i pilastri reggenti l'm;chàra, i canali che li di vi dono e tratti dello pareti di tutto
il forno.
Malgrado i su ricordati danni, c:hc hanno asportnto soprattutto buona parte del
lido ovest delle sue strutture, la ricostruzione che diamo di tutto l'edificio nella pianta
e nelle sezioni è, si può dire, assolutamente sicura. L'ambiente di cottun1 dei vasi è
percorso da cinque lunghi canali in salita cla Xord verso Sud, che avevano serYito per
l'imrnisHione dell'aria. bollente dnlla fornace, e forse anche, verso il loro fondo, da sfia-
tatoi, cioò per l'effluvio dci fumi di combustione. Il loro termine rnericlionale è segnato
JL FOH1'0 :lll:iOJCO ]lA L\SAIO Il! HAGHIA TRTAllA

da un muricciolo (fig. 2) assi1i irrcgol<tre, eostruito con pietre di media. grnndozza in-
lrarnezz;itc con s;issolini, d.cllo sp;:.,.,son) d.i m 0,5ii. Lu. :oua. lunglwzzn totale doveva.
cc;Rcrc di <'Ìrca i> ni. di cui s'è eonsctTato solo il tratto est per poco più di :l m.
alto all'ce<t·rnmità <·st Ili OJJO prohabilnwnte l'altezza originale ma ;sempre meno
('OHseryato, e bi altezza \'H dunque d<>cwcscmtdo gradualmcnt<', ven;o OvP,;t.
I. ('.in 1uo canali erano c•<mtcnut.i frn le quattro partizioni inkrnc e i due muri c;.;ter-
ni di (']iinsurn dd forno :l). Le partizioni interne da tm'alt(•z;m rnininrn n :-ìud
prnhahilnwutc circa al livello (lella base dcl nrnriccinolo soprn dciicriHo orc.-;covmw
in profon<lith e sull'c,strcmità nonl fornrnv;mo d.ei cospicui piloni n faccin verticale piana,
tutti .su un bns;rnwnto n:rticalc continuo, con la h;wc a. circa m O.Gi> sotto
al pin110 dci l'anali, base sotto all<t qua.le a s1m voltn. comincia i11Bcn.sibilmente la curv:t
della. co1wa della fomacc antistmito (fìg. 4).
Le 1mrtizìoni interne .sono di <livcr.so spessore, le due lat.nralì più grosso e lo due
centrali più ;sottili. Le due esterne avevano lo .spc\c;son: di m OJiO, ma si rn·rnscntano
un po' più grrn-;sc per le incrostazioni di argilla vetrificata. Conservati nella. loro in··
tcgrìth sohnwntc il primo c;;malc n Est o b prima partizione (fig. 4). Il pi-
lone dw forma l'r;strmnitii suttcnt.rionalc <lclla primn partizione grossa si urge por
l'altezza di rn 0,80 .:iopra al fondo delle due rnumloUo ai suoi lati (flg. 2). Che questa
si<L Li.ltcz7,a originalo ci è as.sicurn.t.o dall;c superficie perfetta nwnt.e piaw1 di argilla
vutrilìrmta uhe si stendo wlla sua sommità, come del rcs1,o uc copre interamente an-
E I (':\'.\'AL! DELLA (',\\JEIL\ J)[ ('O'l'Tlr!L\ !>El \

Fu:. 4 - H. rpHL-\D ..\ 'VEDl''I'A ]),\ Sl'J): T'JU}IO }'f_A:\'O J CASALI l'ILA J LOHO ::\1CHJ
lH 1N FOXDO S"C'lj J.lAHGI:NE DESTltU IL Ji_;ST',
LL FOJlNO :\UNOlCO DA VASA[() PI HAGHIA TRJADA 11

Fw. G J--l. rrHfA-PA fL PILO.'."'T<; EST F.HA I ('_A:.'\,-\LI LATJ'JIL\_LJ: SOPHA A


TALE, FOHSE i·x RESTO DELLiESnL\RA ('i) (DA i-:cJ>-OVEST)

che i fianchi (fig. 5). Dell'altro grosso pilone, quello occirfontale, non si conserva che
un piccolo fratto. IJa questo lnto però si distinguono bene i mnttoni crudi che <we-
vano fornito il materiale di. costnnione delle partizioni stesse e dcl loro basamento
iniziante\ la conca della fonrncc. Notiamo come i mattoni crudi possono essere r•ollo-
c<1ti sia per facciatu sia per taglio; o su questo lato occidentale vediamo pure (flgg. (i.
7) la più cospicua incrostazione di sgocciolat11re vitree che scendono <.1 rivolctti e
bastoncelli verso il fondo della. conca stessa. Pub darsi però che i mnttoni crudi simw
l'tati usa.ti solament:e per ];e parte più alta delle partizioni, quella verso i pi Ioni soprn
11lla. conca; infatti nella parte nrnridiomde della prima partizione orientale vediamo
(fìg. 4) essersi messo a nudo dello la.stro e dci blocchetti di piet-ra, rivcstit,i di uno
strato cli intonac;o, qm1le vedremo essere la struttura (folle pareti delh1 fornace; ma
non è escluso che non si tratti di una fodera di lastrine sovrapposte al nucleo delh1
strut.tura sempre in mattoni crudi.
La medesima invetriatura venl<Lstra si è posat<1 egualmente sul fondo e le pa-
reti dei canali. A foclern di questi ea1rnli abbi11mo osservato, sotto all'invetriatura,
più strati scrvrapposti di into1rnco, per escmpio nel cannle orientalo meglio conservato
d11e strati nella parte alta, e più in giù verso la sommità del pilastro, a contatto col
filaretto di pietre messe allo scoperto, come pure verso il muretto orientale di conte-
nimento del forno, tre strati.
H. TtU/U),\ T!L\TTO IYF:LLA SOTTO ,\L DI _'.\TATTO">:! CHt DI SOS'l'J<>
'.\.E:'\-TF: J PILO'.'\!E I {:\'.\ALI !>l<:LLA l'A\U:lL\ PI ('OTTl'HA (DA _'\°-nHD-0\'}:ST).

F()H.'\;'{), [l,\
[il IL FORNO .\lll\OICO DA VASAIO DI HAOHIA TRIAIL\

H. THL\llA PAJtZIALE CA.'.\IEHA PI f'()l_ :v1,,\T'J'()°'."{J


->lli::L CA:-.;AL.E l<;ST.

Di questi canali, larghi 11na venbrrn di cm. in alto. e a fornm arcuatn. abbiamo
dctt.o si è conservato internrnento solo quello più orientale. Sul fondo di q1ws1o, Vffso
Xonl, giacevano ancora, nol posto di cacl.ub1, quattro nmttoni crudi (figg. 4 e 8), ca-
(luti per ritto e forse da un tratto di rmrnte, col fondo ancora immnn;o nell'argi Ila sciolt•1
e nelle invc1riaturc, dci quali pertanto non abbiamo potuto prendere che dli(' 1nis11rn,
la lunghezza di :n -:rn cm e lo spessore di l 2 cm. Qua e là si riscontrnno inoltre dci
resti di nmHoni frammentari. :\la la larghezza dei mattoni visibile sulla fncciata dei
supporti è di 1-:oli ern :rn, e Io spessore sempre di I 2. Tn realtà in tutta l'architcttnra
minoica Ycdiamo usati d<•Ì rnattoni crudi di grurnlczze divcnw, non rnla.n1entc divcrnc
ncllP differenti località nm anclw in differenti parti di nn mcCÌPsimo edificio: misure
dci mattoni che non hanno niente· a che fare col piede minoico rn;ato per le dinwn·
sioni ddlo .-arie parti degli edifici, piede che, se<·ondo gli. di ,J. \Y. Urnharn,
sembra di cm :rn,:rn 1 . Per esempio a :\lnllia, don; s'è fatto il massimo 11so di
qncsto materiale [H'r intere e grandi co,struzioni, in qualche sPttorn la. lunghc7,za si
aggira attorno ai ;)() ('.rn e la larghezza della fronte fra i :n o i :rn cm, nm lo
è (li soli H-10 cm. A F<>stòs, dove invece l'uso <lei nwttoni nu<li. ò ac;sai scan;o, limi-

1
Y. T!ie /lafa1·r,· oJ <"'refe::, l!ìfin, p. "·'"'· r· pp. XI- l\Jìl, p. 7-l e noi:a
-Xli: ere Hlli'hC' .f. \\'. :-l!L\W, in AnJllUIJ'/O,
14 DORO LEVI -· CLELIA LAVIOSA [8]

tato a partizioni o a muretti secondari, le misure prese negli scavi antichi sPmbrano
indicare um1 lunghezza massima di 48 cm, mentre la larghezza varia fra i 24 e i 80 cm
e lo spPswrn da 9 a l2. Anche nel lmlazzo di Zakro la larghezza è 11ssai spesso d.i

Fiu. !l PHO\TVISORlO D_EL St::PI!OSTO SOPIL\_ ALLO SHOC'f'o DEL


l'llL\IO CASAl,]<i J<:ST VliiRSO LA FOFtNACE.

cm, In lunghezza varia arrivando flno a ben Gfi cm, e lo speswre è m genere
di 10 cm, ma talora arriva fino ai cm. Nello case cli questa località si riscon-
trano anche dei mnttoni non rettm1golari bensì qm1lirnti, di :38 cm di lato per lo spes-
sore di Hl cm 1 •

: Per qunnto 1-ig-uanln la grandc"'za <foi n1nttoni diverse Joeal.iUt eret1»si v. SHAW, op. cit., p. 2:31 ss.
[Il] IL FORNO ::>UNOICO DA VASAIO DI HAGHIA TRIADA 15

Dei duo muri esterni cli contenimento di questa parte del forno <lestim1b1 alla
eoLtura dd V<.tsi non si ò corrncrvato che quello orientale, o fonm anzi solo la F<Ua so··
struzionc, corrnistcntc di un singolo Hl<tn• d.i hu;!.rine, o talora blocchetti di d.inwnsionì
un po' maggiori, questi formanti quasi l'intero spessore dcl nrnrctto, ptm) questo di
<·irca rn O/ìO, rrwntro per il resto varie pidruzze e erano acc<rntatc per
mnrc tale spcssorn. In qualche punto delle lastrine sono state strappate o sono cadute,
o un nunwro maggiore ne ò nmncnnte nella continuazion<) dcl muretto a Kord, verso
il settore (lulla fornace, tratto di cni parlcremo fra poco. Anche il suo angolo sml, a
cont;ltto col so1n«t descritto nrnro meridionale, ò smussato, e non rinrnngono sul posto
che alcuni ciottoli. :\fa q1wsto rnuretto non si addossa din,ttarncnte ;d declivio d.C'lb1
('ollina; alle smè s1mllc è ritagliato ancora nno strntto corridoio, col pavimento for-
nmto da grossi ciottoloni, frnrnrnisti a scaglie e lastrine di pietra, e anche <Ml alcuni
pezzi di pithoi. Questo pas1mggio, piutt(rnto chP per un poco ;c;;ddo supporto dcl muro,
don·va S('rvirn quale corridoio per il cammino degli operai quando c·s;;i, dopo ogni
cott 11ra d.i vasi, dovevano rimuovPrc la volta della struttura e poi rifarne unn nuova.
Andw wpra ai n>sti ([el rnuricciuolo e in questo corridoio si sono rìnvc>nuh vari cocci,
sem prc d.i ()t8, ueopalmdalc.
:-:ull'estremità settentrionale dcl camde est, al dì là dei mattoni cacllltÌ. vc(liamo
rwllu fìgg. 4, 5, 8, \J che B'cni conservata, sopra alla terrn molle, mm fa8cc1ta di

H. 'I11l!AJ),\ \TEDt'TA DELLA FOJC'\A{'_E IL\ ()\-J<>.:;T: Sl'L \L\RCl:'.'\E J>ESTH.O l PILO:\"l
SJ!Jl'AH.A.::'\Tl I CASALI: " Sl:!'.\'JST!L\_ ALLA FO!-L'\ACI-G..
IG DORO LlffI r:LRLTA Iu\\'IOSA II O]

argilla indurita e con la facl:ia inforior(• coperta (fai consueto strato di invctriaturn
venle; 1nm sw1 estn•mità pos;tva circa sopra alla facciata superiore del primo grosso
pilone poco lungi dal suo spigolo. Abbiamo conservato (e sostt>Huto <la prirwipio eon
una tanila di legno) que;.;ta fascetta, die abbiamo suggerito rappn•,;cntare il n•sto
dell"esehhrn, sull;1 qwtle don•vmto posare i vasi da cuoeere, che in origirw don•1•a
dw1q11e estr:nderni s11 tutto q1wsto settore dcl forno l'(l (•ssen: 11,t.tr;1vcrsahi d.a fori 1wr
il passaggio dell"aria c-ahh provPnientn dalla fornace.
Q11csbi. di fornm semi-c·l!ittiea (iig. IO). consisU•va in due muri arcuati a Est. (> a
Ovest, Beparati dall'ingresso aperto nel (·entro sul lato nord. (> l·ouscn·ato in (:Oll-
cl.izioni assai disul'te t11tto i[ muro (•st JWI' un'altl·zza totalP d.i oltre 2 m. :\'l'Ila nwtù
ktlpl•rion· l: ;dio scop(·rto la strntt11ra n1uniria, consistentt· <•onw id Holito in
quPsto gprn•n• di t'llitici <lì pietn• di gnmdezze din•r,;c, irrcgolarn1<·nte e in1-
p1i.state con krra, due o tre blocelwtti o lastrine fun1ia.nclo lo SjH'sson• d<d 11111r<>, muro
del qual(• rltllHJllC' sono on.i in vista tre o quattro fiLHdti SOl'l'<l]Jposti. L?L stn11t11nt
lli pietre em tutta fotlerata d.i uno spesw intonaco cli argilla, qual<> ,,j (> co11H•rvato
infatti nella ìnferion•. Il rnmo posa1•;1 stil kouskonms natl!rnle, e sino ditlln bitSf•
palesa l!na leggera <•u rva tu rn, l'lw si a('.(>(·ntua rwtp\·ol nwnte 1wl la parte su pt•rion·.
indicando dunque !"inizio della eupola d.i copertura della fornai'.P. Xd trntto pii1 llH'-
ridionale del muro l'intO'Hl<'O che ancora ne ricopre la p.nrte inferiore con:owrTa <lt11·

F'1c. 11 H. T1t1AJJA
[l lJ IL JWRNO MINOICO DA VASAIO DI HAG!llA TRlADA 17

FI(:. 12 H. Tnr.1.n.<1
FOHXAC'.E. I PILO'.\'-l ]<; 1 «A>:ALl Pl':LLA CA:\LEILA 01 C'OTTl-IL\ DEl A STXJ:-ìTJ-L\. lL PHOLl-,:-..;{;,\-
.\JE:\TO n1•:L :\Il-HO :E.-.:T DEL FOH'.\iO AL DI FCOHT (DA ;\"on.n)_

strati wvrapposti di invntriah1rn verde, e la spalmaturn d.i un nnovo Rtrato di in-


tonaco soprn all'invetriatura del primo. L ·invdriat1tra manca nPlla parte settentrio-
nale dPl muro.
Della pan'.tc ovest non s1 ('Onscrva in tutto il suo spcssorn che il primo tratto
vcrno ringrcsso dcll;1 fonUH'.P, nwntrc più in là In canaletta nwrkrna ne ha strnpp<lto
tutta la stia cortina estcnm lasciando sussistere soltanto un filare della pietre della
cortina interna, fìlarn che ;uriva qm1si fino alln fac(•ia dei piloni clw tl•.rmÌlrnno a Nud
In fornace (efr. la fig. I). L;i, faccia interna cli questo lato di muro conserva il wo
rivestimento di intonaco per uno spessore anche nrnggiorc che non il muro est (1ìg. 11 ).
L·ingrm-:.so ò leggermente strombato, psscmlo largo rn 0,7i) in alto e 0,80 in lmsso.
dove, a m I, l O sotto alla sua sornmitù, si cmrncrvn 1;1 mm soglia ccmsi!-!kntc in un
ampio lm:trono collocato per obliquo, c·ioò in discesa, fonnantc uno scivolo e venm h
c:onca della fornace (fìgg. 11 e 14 ). ll fondo (klla conca, pressoché orizzontale, si in-
contra a un livello lcggenncnte più bn;,;so dell'estremità (lPlla soglia.
Nello sniotarnento dei materiali di riempimento della fornac(' ei siamo imbattuti,
sin dalla superficie' in pietre, talora bruciate dal fuoco, in frammenti di argilla con
un lato invetriato, nelle già ricordate gocce di invetriatura, in numerosi frnrnrncnt.j di
mattoni crudi, provenienti con tutta verisimi1Llianz;1 dai piloni rovinati, e possibil-
18 Demo I.EVI (JLgLIA LA V IOSA [l 2]

mente qualcuno anehe da quafohe parte della volta. Inoltre si sono estratti, in mezzo
a terra bit1nci1Rtn1 molto compntta, nurrwrosi frmnrnenti cernrnici, abbondanti soprat-

11'10. l.L DEL :\It:no E.'-''1' AL !)[ I"l:O!U ALLA 1•'01{.:"'ACE; :;q:L
".\IAltUl:\J•i Sl.N"ISTJtO,, LA (i[L\_!)f>.'A'l'A Dr AL PASSAUUIU Sl'LJ/'F:S'l'EH.'.'-:0 I>'EL :\H:-rto :EST DliiL
F<>Jt'CO (DA Xo1t1>).

tut.to in superficie nm altri anche fin verso il foudo. Per lo più sono tutti brnciati,
molti fra essi deformati o ammaccati non già per effetto cli incendi ma verisimilrnente
gettati via quali scarti di fabbrica, qualcuno - come un intero skuteli (fig. 20)
[ l 3] IL FOltNO AUNOICO TlA VASAIO TlI HAGHTA TRIADA l!l

inci.1stratì m1cora in una zolla di argilla invetriata. La maggior parte dei frammentì
eeramici in qualche maniera databili appartiene con tutta certezza all'età neopala-
zialn. :Xotevole è la quantità degli skutdin, per Ia maggior parte dalla forma rigida-
mente troncoconica caratteristicn appunto dell'età neopalazialc, ma alcuni, talora
più larghi e più bassi, con parPti leggermente ricurve: quantità di skutelia che fa
supporre che essi non siano tutti prodotti del forno per il mercato, ma che abbiano
servito anche da bicchieri per dissetare gli operai oppressi dalla torrirla tem1wratura
dnl rnateriitlc in com lrnstionc.
11 fond.o ti.ella conca ern ritagliato nel lcouskou.rrrn naturale, che in più rmnti nppa-
riva rossastro per l'effetto dcl fuoco; sopni ad esso posava un alto strato di cenere.
Dietro all:1 faccia dcl muro est della fonia.cc contimrn il muro di conte-
nimento lungo b pendice della collina che abbiamo descritto all'esterno della camen1
di cottura dci v<1si. Dietro alla fornace qncsto muro perb si incun-a (tig. I 2) scgucndo
ln curva dcl muro della fornace. Per un primo trntto al cli qua ddla fronte dci pilastri
il filare di pietre dcl muro (\stato quasi complct11mentc asportato, lascianclo solo qual-
che lnstrina qua e là, ma se ne distinguono chiaramente le sostruzioni. La sommità
del muro in origine cnt perii al medesimo livello di del muro del forno. Pro-
seguendo vcrno Nord il muro si approfondisce col discendere di questo edificio arri-
vando dunque con la sua base circa <il livello della soglia della fornace e del piano
dnlh.1 sua conca (fìg. I :J). Il termine del muro prosegue notevolmente (di CIJ'ca
2 m) al di li:t (L,ll'inizio <Lella cmi.ca clclh1 forrmce, e, cr<>Sl'cndo in altezza, palesa una
strutturn scrnpre più e accurata, ('Oi filari di blocchi di dimensioni abbastanza
cospicue disposti in serie, più o meno n'golarmentc orizzontali, blocchi hittavia infrn-
nwzzati con sassolini e tmTa. Tra la nord lkl muro e !;1 testata dcl muro est
della fornace sono intercalati dci grossi blocchi o lastroni, che formano una ripida
grndinatn, di almeno tre gradini (fig. 14): anche qui si trntt.a prob;1bilrnm1te di un
p:tssaggio, wl quale potevano salire gli operai per rifare la cupoln della fornace dopo
ogni wo crollo o s1m rimozione.
R verisimile che b copertura elci forno fosse costituita (corn'è disegnata nella
ricrn-;truzione grnfica dell'edifìcio da parte dcl dott. Vnroufakis, fìg. :rn) da d.uc parti
scparntP, una per ln camern di combustione e t111.;1 per quella di cottura dci vasi, di-
sposte su due altezze diven;p in coneordanza con le diverse altezze delle ba.si dni loro
muri laterali, queste a loro volta causate dal declivio dcl colle. Difficilmente sarebbe
m1pponibile unn volta unica per un edificio così vasto, che abbiamo visto raggiunger<'
la lunghezza di quasi O m, non essendosi riscontrat.i alcuni resti di supporti per po-
t.Prla reggere né soprn ai piloni né altrove: inoltre in tal caso la copertura della camera
di combustione risulterebbe eccessivamente :Lita, inutilmente e forse anzi con danno
per In diffirnione dell'aria calda nei canali. Comunque <mche le due rmrti del forno
sono troppo ampie per poter immagi1mrc, supportate dalle fragili strutture dci muri
laterali a pietruzze piccole o irregolarmente disposte, delle coperture sia pure a cal-
lotta bas:sa costruite tutte con pietre simili. più prob;Lbile che fossero
costituite fornc nella parte bassa con mattoni crudi, ma nella rmrte cPntrale almeno
con un incannucciato di ramoscelli e frnsc:hc spalmlttn di argilla.
Fin. 14 - H. TttiAllA

}'le. l[) l-1. 'f.RL\_DA L/AcClOTTOL\_TO .-\LLA l•'UHXA_c1i;; A SI:SISTHA


IL DEL :\ll'!{O FOHXO, E LA U!tAUl:'.\ATA ,\_f) ESSO ,,\"j_)j)(),S.5'1\TA (!L\
On:s-r).
[ 15] IL FOKNO :\!INOICO DA YASAIO DI HAGHTA TH.IADA :Zl

:\elio spazio irntistanJc alla soglia e ai muri della fornncc <'ra steso una specie
di acciottolato piano, al livello medesimo dctrorlo esterno della soglia, fatto di ciot·
toli <> scaglie di pietra infra menati a terra (fìgg. 14-1 ii): pia.no di calpestìo atto a de·
[JO,sitan' i nmteriali dr·stina.ti a esser<' poi grnd.ualmPntc \'Prsati nella forrnwc per la.
ccm1hu.sti<>nc. Anclw affesterno dcl forno su questo lato nonl, specialtncnte ai piedi
rlcll'alto muro Pst, ,s'ò continua.i.o a. rinvenire frammenti cornmit·.i, palcslmti i medt··
sirni c<1rattcri e i medesimi motivi decorativi, peculiari dcll'ctà ncopalaziale, qtrnli
quelli rinvenuti nell'interno dell'edificio. Cli stessi frnrnnH·nti si wno riscontrati a.nclw
in 1m Haggio da noi eseguito sotto al pavimento di ciottoli.
A <'irea 60 rn verno 8ud-Clvest del forno, già vcrno 1'<1gorà micenea, affiorn un
muro, e di fianco nella collina la tcrTn ò tutta bn1cinta, facendo 1wnsarn che
anche in qud punto vi fosse un sceondo forno: cosicché su questo declivio della collina
sO\Tastantc il Palazzo<> la città si potrnblw essere in,,tallato il q1mrtìcrc dci vasai. In
maniera simile citeremo fra poco due forni abbinati nell'anm dcl Palazzo di Cnosso,
o di altri inverisimili quartieri di Y<Mmi fuori di Creta.

/,o r·eram in1

Passando alle abhonda.ntì cerarniehe trovatc nel nostro se<wo, ne offri<uno 1m


csatll"i<·ntc cmnpionario nelle figg. I 0-:32.
Già in al.cuni pezzi HCPlti frn, tutti quelli raccolti. nello strato superficiale, (h rn O
a O,flO, esteso su tutta l'arca del forno e intorno ad essa. (fig. Ui), notiamo lo decora-
zioni caratt.cristichc dell'età nr;o1mh1zialc.
\'è fra tali frarnmeuti 1111 piPdc di rozzn marmittn tripod;1.ta, mm gn1Rsa ansa n
nastro di 1.n·occa o anfora con irnpostatura superiore dcl Yaso, uno skntcli
troncoconico 1<1 cui parctP presPnta due nette scanal<iturc, un pczui <li ni.00 ('OH dc·
corazionc cordonata, col cordone in rilievo a ditate impn·ssc, e di.w pezzi con r<'sti di
spirnli IH're .-;ul fondo giallino scabro dcll'i11g11bhia.tura, spirali gro><SP o più sottili. Poco
più sotto, 1wllo .-;tmto dr1 m O,iiO a O,!lG (fìg. 17), troviamo un pezzo di brocca od
anfora conscn·;mtr; il collo ;i. labbro ribattuto e l'ansa., questa a grns,_,o nastro, impo-
stata sotto al labbro e schiacciata all'impostatur·a. infrl'iorn sulla spnlla., vaso Hcmpn•
di argilla impura e <'On rnzza ing11bhiatu-
ra: vicirw è il fondo di \lll vaso eilirnlrico.
ra.stn•rrnllo il fondo piatto, ehe pre-
senta Jll'ofonde wlc;\l.un• dd tornio ncll'in-
tr·.rno. lluc slrntl·lin sono della. forma tl"<m·
coconica <'onsucta, nm uno coll'orlo leg-
gcrnwnte ri<"urvo verso !"interno. Tn· pr>zzi
sono scarti di fabbriea, di forme irrego·
lari e colore griµ:iast l'o, bnH:inechiati; uno
presenta. inoltr<' una lcggcrn. invdriat11rn
:,;u Ila supcrffric.
:\ati1ralrnento non tutti i frarnrncnti H. TH!All.\
1
\JJ('l lL\{'('()l,Tl SOPlL\ L r\KViA IY.EL Fnn-..;o
rinvenuti essere attribuiti con tut- (tLI m O .I 0,iJOì.
22 DORO LFJVI CLELIA LA VIOSA [16]

ta sicurezza alla fine dell'età palaziale: non v'è da soprernlersi se qualcuno potrebbe
appartenere anche a quella protopalaziale: soprattutto qualcuno di quelli superficiali,
che possono essere rotolati dall'alto luogo la china del colle, o qtrnlclw altro più in

Fra. lì 1-L 'I'wADA }'f{._A'.\J'.\HD.:\TI CE(L_.-\_'.\{ICl H_.ACCOLTI SOl'!LA t_,'Alt:EA DEL FOIC\0 (DA Tll. 0,[)0
A 0,\lrì ).

basso, che può essere stato introdotto nelln fornace con le palate di combustibile.
Così malgrado la sua argilla fine rosata, per la forum e la decorazione, va d;1tata
[ 17] IL FORNO DA VASAIO lH HAGHL\ TIUADA

nel Tanlo-Xlinoieo In parte su1icriore di 11rn1 brocchetta o anforetia che vediamo in alto
nella fìg. 18, con largo eolio f<\Canalato, R11ll'orlo l'atiacco di un.ansa a grosso nastro
e sul fianco l'accenno di una linguetta. :-iul eolio (\ dipinta, una riga ondulata sopra
una fas(:ia orizzont<de, in brunastra, molto dilanita, sull'ingubhi;itura crema
levigata. :-iottili striature del tornio si notano nell'interno del vaw. Proviene, come
gli alti-i rwzzi di que;.;ta 1ignra, da uno strato supedìeiak di 1m'area in cui abbiamo
eseguito un snggio, subito a Xonl del forno. Fra gli altri pezzi, alcuni sempre con
re.sti d.i archi e spirali, ve ne è uno di un grosso vaso con un tratto (li hcccmccio
cho si di parte <JlHlsi Vl'rticalmcnt+' da Psso.

Il. TH!AllA CEHA:Vll<'I I:-;\·. 2():)-2(-)H).

La maggior parto d('i franmrnnti è stata raccolta nahmdrnonto nella conca della
fornace, s1wci;èlmPntc pre,c;w alla meglio con.,crvata paretn est. Quelli di maggiore in-
U'n'sso sono stati inventariati. Così nella fìg. 1!J nbbiamo tre pezzi cli piatti, i due
in alto originariamm1te tripodati, eioò con segni di attacchi (li piedi sulla >3llJJCrficio
inforiorn, il terzo invece di un semplice vassoio (!nv. H. Tr. 2Gi3-2G3). Tutti sono di
argilla piuttosto rozza, bruno-nma in superficie, nrn col nucleo interno grigiastro, il
primo coperto di un·ingnbbiatura crema, con l'orlo ricurvo piut.tosto a.lto (cm :3,8),
il secondo a orlo semplice che in un punto presenta un bottoncino, con ingubbiatura
marrone (' su1mrficic largmncntc scrostata. Il terzo, trovato a m O,ur; dal piano dci
canali, ha i<1 pnrctc svasata e rorlo appiattito; l'inguhbi;it11n1 ò (lcl n1cdosimo colore
rnarrone-ros;1to dc\l 'argilla (alt. cm il, l ). Tre skut.olia (lnv. 2Gti-:2f)8 ), in argilla rosata-
giallina piuttosto fine con ingubbiatura dcl rnodcsimo coloro, hanno la eonwcta sa-
gonrn rigidamPntc troncoconica, altezze che variano da c:rn 4 a ii,l e il diametro della
lia.se da cm 4 a. G. ?\cl centro v'è lln copcrchietto (Inv. :2(i\)) su1rnriormento e;wo e
fornito di mrn presina cilinclric;1. L'argilla fine, rosat;1, consorv;1 resti di vernice mar-
rone-rossastra. Manca quasi tutto l'orlo (' un tratto della presirm (alt. mnssima con-
24 norw LEYl - CLELIA LA\'IOS·t [l 8]

servata cm 2,G, dìam. 4,8), X(•lla tìg. 20 ab-


biamo uno slrnteli (lnx. 28:3), troncoconi-
co ma. tutto deformato, probabilmente
scarto dì fabbrica, e cenwntato entro una
massa dc:ll'itrgilla eon im·etria tura grigia-
stra ;1 sf\1 ma tllf'{' n•rdìiw; l'eceessi va cot-
tura ha alterato e annerito la st1perfìeìe
dello skutelì (alt. cm 2,H-:l,:l, diam. :l, 1).
H. TnL\li.\ Vicino(• l'ansa cilindrica di un vaw, forse
un;t hnH:ca, anch'essa in nwzzo alk scoriP I)
soprn ad altri frammenti dì vasi brnc:iati.
Xclln fig. 2 l ò rnccolt:> llll grt1ppo di frarnnH:nti rin\·t·nuti 1wlla fornace davanti
alla facr:iata dì mattoni crt1di sorTcggcnte i canali. Nella prima fib abbiamo llll frnm-
mento di olla rozza it orlo ribattuto e tre fn1m rrwnti di tazzine, uno con t1n rPsto di
dt>eonvzionc in vernice li1·1mo-rossiccia s11ll'ing11hbia.tura, eremt1 con un disco l' llll altro
segno, un ,Litro con 1m n•sto di anRettit e il tnrzo con l'ansa intera, eon l'impoBtatura
supcrion' i<llll'mlo e qt1ella infcrion: sd1iacei11ta sulla parete, Xclle altre due file sono
frnmnwnti con resti dellP r:orrnuete spimli; 1wlla fila inforiorP a sinistra inn:c<' un frMll-
mcnto di vaso, in argilla gntnulosa e a parete qtrasi vertie;1lr:, ha una decorn.ziorw,

Fru, 21 FIL\:\I:\UG'.\Tf c:_E!-tA:\IICI DALLA FOJ{>."A('E, SOTTO _IL ,-.;01uu•:1;-


I T'11,();-.,: I E ·1 {',\'.':'AL!.

in verniec rn:-;so-brnnastra s11l"1 scadente ing11bbiatt1ra crema, a nastri (forse resti di


tentacoli di polipo!). Cirn;1 nel mccksimo punto, a 111 0,(i;) dal piano dei canali, sollo
stati trov11ti i q11attro frammenti della, fìg. 22, fra i qua.lì notìiuno il pezzo di un
gnJsso pithos, in rozz11 argilla verdiccia, ornato a cordonat111'e ondulate e striate. In
alto a sinistra ò un pezzetto di coppa, a orlo ribat.tuto verno .!'<•sterno, e intentanwntt>
[l !lJ IL F()!{>:O :lllKOJ<'O IJA VASAIO Il! TIUAllA 2ii

FI<i. FnA'.\J\I.EXTf <'.EJL\:\JH'.l I>.-\!,1,A Fr<:. 2:-; «1<:1L\\Itc1 JL\<ToLTI


IL\<'<'OLTI .-\ CTIH',\ "\!. ().(-);) SOTTO IL Cli{(',\ AL \TlSPESDlO L!YELLO _IJJ (){ DELLA
PlA'.'O D_El ('.-\:'\'ALI, 22.

tutta vcrniciakt. Dalla nwdcsi1rnt profonditA provengono ugualmente i framrrwnti


della. fig. 23, che per altro sono in massima parte rest,i di ,.;carti di fabbrica o bruciati.
Assieme a vari colli lmssi e scannlati di brocche' o anfore, a. un paio cl.i pezzi di anse
e d.i beccucci, v'è il r<òst.o di un fondo di forma simile a quella dei « pots-idleurs i>.

H. T!UA!L\ Fr-L:\'.\J'.\JE'.'\TI ('l';IL\-:\JH'l IL·\('('OLTI LA P.-\HErr•:r:: J".:ST l>:ELLA \:"OHXAC'.E.

Sempre dalla fornaee, lungo la 1mrcte est e di fronte ai pilastri, provengono i


frammenti della fig. 24, RHÌ qtmli, oltre ai consueti archi e rnrntri orizzontali, vcdiarno
due pezzi eon larghe fasce di vernicP, assai cvanid.a. Dei tre pezzi di anse, il primo
in a.It.o a sinistra e 1'11ltimo in basso a (lcstra, attaccano: l'nnsa Rporgcva sopra all'orlo,
rivolto leggermcmte all'infuori, di un'ollctta a r:c;,;tello. Estonu11ncnte, come tutta la
superficie esterna d.cll'olla, era verniciata in bruno-chiaro sull'ingubbiatura crema;
2G DORO LEVI CLELIA LAVIOSA [20]

l'argilla dd vnso è rm.;a e assai fine. Il primo franuncnto <lella Sf'COIHla fila è il fondo
circolare di un piccolo vasetto, fondo ripieno di argilla contenente paglia. Xella ripu-
litura finale della parete est., (Pseguita nel I !l77) verno il fondo della fornace si sono
rinvenuti i frammenti dell;c tig. 2ii. Oltre a un collo di 1Jroeci1 a occhioni, con trntto
<lella parete aderente, e a un secondo collo, col labbro sgretolato, di un grosso e nnzo
vaso panciuto corrnervante l'ansa, impostat<1 su esw e srtlla sp<tlla, vitso tutto verni-
ciato come l'interno del collo in colore rnssiccio, nell'ultima fl111 a destrn vediamo un
altrn pezzo di collo cilinclrico, separato dn un anello in rilievo dal corpo di un vaso
glohui<1re; oltre alb.1 vernice nera che copriva tutta la superficie estenrn come l'in-
terna di questo collo, sotto L1m:llo in rilievo v·è uiu1 fascetta in eolore rosso-vino.
Assieme a un secondo pezzo di pithos a eordonatura ondulatn e piatta, simile a quel-
lo <lellit fig. 22, notiamo un frammento d.i pithos con due eordonature 1mrnllelc sepn-
rate da un solco, tagliate da prnfondc incisioni trnsversali. Di due frnmmenti di pi-
tharnkia uno, n pi1retc assai grossa, aveva un largo laJibro appiattito ribattuto verso
l'interno; l'altro, a parete più sottile, presenta invece uno stretto labbro ribattuto
verso l'esterno. Entrnmhi sotto l'orlo lrnnno una corclonaturn a soldii imprm;si pii\
o nrnno prommziatì. Un fondo rotondo di vasetto intPrnamente conserva la spirale
lasciata <lai tornio. li frammento a d<·strn della seconda fìln deve essere stnto mala-
mente schiacciato da un incendio, ed lm urm parete irregolarmente appiattita e tutt11
la superficie bruciacchiata; tuttiwin resti della decorazione in verniee nern
ad archi e a lunghe fogliette.

H. TntAl>A ('EH:\\llCt JL\('('OL'l'I Al P1J<:n1 oJ<:LL-\ l'AHET.E :Es'T

Invece presso al moncone della p;trefo ovest, non lungi ditll'ingresso della for-
rwce, sono stati rinvenuti i frammenti della fig. :!G. Vi segnaliamo un basso collo
>warn1lato di brocca, con orlo ribattuto est,c;rnarnente, e tratto della sua spalln, un
26 - H'. r_rJ-{L\D,-\ ...,. F'fL\\IJ\n;>:Tr CEHA'\HCI "HACCOLTT Ll 1,,\ PAHE'T.B J):ELL.\ FOH:..:A«:E
\"EHSO

FJU. :27
28 DORO LlèVI ·- CI,KLTA LAVIOS,\ L221

H. TH!Af>A ('_EIL\:\I!Cl lL\(TOLTJ !>_EL JU<-:LL-\


('A:\JEIC-\ PI t'iVl_"l'l"1LA DF',f \'ASI.

pezzo di anfora bilobat.a con la HW1 ans11, e un'altra groRsa ans<L simile, nonché un
altro pez,zo di pitlmrnki con la cordonatum subito sotto al grosso orlo tondeggiante,
e il resto di una conlonaturn, questa inveco probabilmente presso 11! fondo di un altro
pitharaki: tntta cerarnica rozza e granulosa, in alcuni casi con resti di wvmpposta
inguhbiatun1 gialliccia; un fondo dì vaso rozzo troncoconico, esternamente verniciato
di nero, colore nssai dilavato, e un pezzo di scarto cli fabbric>t, tutto contorto e bru-
ciato a superficie scabra e granulosa.
Nella fig. 27 abbiamo due pezzi che provengono dalla ripulitura del primo canale
est, e cioè il frammento, primo a sinistra, di un fine vaso panciuto con ingubbinturn
cremn all'esterno, P alto labbro qw1si verticale verniciato in color bruno, nonché l'ul-
timo frnmmento a destra con la decorazione ad ampia spirale. Il frnmrnent.o col resto
di una. broccm a occhioni proviene dalln fornace, Rubito piedi dd primo pilastro
est, mentre più intcnrnmente nelln fon111ce presso alla parete est è stato trovato il
frammento alla sua destra., cioè il tratto d'orlo appiattito di un ampio e rozzo vaso,
che presenta esternamente una sporgenz<t ad anello e una ast>ai più grossa sporgenza
[23] IL FO!tNO M.INOICO DA VASAIO UI HAGHIA TIUADA 2!)

a bulbo nell'interno; l'orlo era dipinto in bruno, e sotto correva una lasga fascia la-
sciatn snll'ingnhbiatura crema. (j]j altri frammenti, decorati a Rpirnli, lince arcuate e
fogliette, sono sporadici.
Dalla lmse dd muretto cli contenimento est, all'esterno della fornace, provengono
i frmnmcnti delh tig. 28, qmtsi tutti decorati a spirali o linee curve trn nastri oriz-
zontali, in vcrnict1 rossiccia. Uno è un becco a prmtc di o1la, e uno di un fondo pintto
piuttosto strdto, con un trattino del rialzo della 1mrnte, intcrnamcn,t{J con diRchctti
in rilievo, internamente cd esternamente tutto verniciato di nero. Ual prolungamento
verso Nord del medesimo muro provengono i frammenti della fig. 2!ì. Accanto a un
pezzo di pitharnki con orlo ribattuto esternamente subito sopra aJla cordonaturn ve-
diamo il fondo di un vi1so <1 piedistallo troncoconico sPparn.to da nn anello in rilic'VO
dall'inizio del corpo che reca rest,f di elementi dipinti nerastri sul\'ingubbintura crn-
ma. Il terzo framment,o è l'ansa cordonatn e ben profilata di nn va.so, che sotto alla
imprmtatura inforiore schiacciat,H dell'ansa iniziava una rapida cnrva,tura: nell'in-
terno restano le profonde solcature d.Pl tornio. Dopo tre altri frnrnn1m1ti di ;111se va
segnalato il fondo, quasi piatto, di un v:1so in argilla rozza piena cli impurità; men-
tre la faccia inferiore era tutta vorniciata in nero, su quella stqwriore 11.otiamo come
delle fogliette t,riangolari, in coloro rossiccio, sparse nel campo. A dcstrn nella second:t
fila è il resto di un beccuccio. A sinistra nella terza tiln ù nn frnrnrncnto con resti di

«EJL\:\llC'l lL\{'l'OLTl J'H.ESSO L-\ lL\SE DEL :\!l'HO :E:-.:.T ALL . .E:-3T:E"f\-'\O PEL
FOR:S-0.
30 DORO LEVI ·- LAVIOSA f24]

una spirale e di una fascia verticale, sopra a mm fascia orizzontale, e 11 destra il


resto cli un collo eon un trntto di parete anerente, e un grnsso anello in rilievo trn
collo e corpo. Ancora più a X onl, sul lato est del proseguimento del nrnro di con-
teninwuto c:he terrni11a arl altn testata, nel l 977 si sono rnccolti i SE'Ì frammenti nella
parte superiore dPlla fìg. :rn: ROHO tre ;urnctte infrre e il frarnnwnto di mm quarb1, un
mezzo slrnkli e un triltto di parete di un vaso a spigolo.

F1c. tf. rr1uADA f-'.\, .-\LTO, JL\CCOLTI A _EST E :xonD-}:sT DELLA 'l'lGSTAT,\
\TClH! J1;ST ALL'EST)!::H..-\:0 DI<.:!, f'.\ lL-\:-:iSO !)ALL:;\('{'ICJT'f<)LATO
D:EL1/1 '.\'(lH_Es;-;o AT.T.,\ FOR'.'\ACE:, ST!tATO

I sei frnnnnenti nella pnrte iHferiore delln medesima fotografia, pm·c raccolti nel
1 fl77, giacevano sopra J'aceiottolnto presso l'ingresso delta fornace. il resto
di un o pitharnki con larga cordonaturn tagliata dn incisio11i oblique, e un
[2fi] IL FORNO J\IIXOTCO DA VASAIO DI HA<UITA 'l'HL\TJA 31

orlo di vasetto minore, con dne incisioni orizzontali sotto l'orlo l.cggerrncntc nprn--
gato verso l'esterno; un pezzetto di beccuccio, un pezzo dì olla, con orlo ribattuto
orizzontalment,e verso l 'csterno, e una presina a linguetta tagliata rla quattro inci-
sioni orizzontali. La maggior parte dei fmmmenti reca tracce di vernieiatnrn nera-
stra. Precedentemcnt<\ sopra il medesimo acciottolato, s'erano raccolti i l:; fram-
menti <folln fig. :i 1, in gran imrte <lecora,ti a spirali in vernice nera e brurnH·ossiccia.

F1c. l 'F'HA:\I:\LE'NTI DAl.J:/ACCJOTTOLATO DJ{;LL'.l.'.\(;J-U<]SSO ALL-'\ FOH>:A<':J<:, STH.ATO


S\1Pfl!UOJU1.

Alcuni frammenti sono orli di v11si, per lo più col labbro appe1rn ripiegnto, sotto il
quale in un caso invccl' drllc spirali vediamo degli archi paralleli; in lm ;tltro caso
la fitta e sottile spirale è separata, mediante una larga fascia dipinta, dal labbro a
t,riplicc costolatura. Delle dm: anseUe riprodotte mm è 11 duplico cordicella, l'altra
presenta una profonda solcatura centrale. 11 primo frmnmento a sinistn1 è dì un vnso
che si rostringev11 e ingrossava verso il fondo, decorato con una fascin ondulata so-
pra tre fasce orizzontali. Un frammento lm il resto dì un ramoscello con fogliette
partonH dallo stelo, e un ultimo una decorazione ad angoli molteplici o zig-zag con-
tenenti angoli sottili.
Infine, dal saggio finale eseguito sotto l'acciottol11to (l'ingresso della fornace
provengono i frammenti della fìg. 32. Nella prima fila vediamo un pezzo cli labbro
con orlo ribattuto esternamente, tutto verniciato, rla eui estcnrnrnente si dipartono
degli archi; un pezzo di fondo piatto, intm-ri.arnenfr vc'rnidato, un frnmrncuto con un
occhione in rililwo da una brocca, a occhioni, o un beccuccio a ponte' di olletta con trat-
DORO LE\'1 CLELIA LAVIOSA [2GJ

H. TIUAOA i"ILA.'.\l:\'IE.'\TI CEHA-:\IlC1 lL\('.('<)LTl SOTTO -!,-A('ClO'l"f'OLATO n'ISC:ftJ<:SS(l


Al,L_A_ .F(l!t,'.S"A(;E.

to del corpo e dell'orlo ribattuto. Nella seconda fila è un frammento con mm presina
triangolare, un altro pezzo di piatto con bass;1 parete oblicpm, un frnrnmento deco-
rato a fogliette partenti da uno stdo orizzontale, un pezzo cli ansetta a nastro. In
basso v'è un fondo di « pot-i1-fieurs 11 con anello schiaccinto sulla base e parete legger-
mente concava, e un .frammento di grosso e rozzo vaso esternamente decorato con
due larghe fasce di vernice nentstrn che si incontrano ad angolo netto. Non si può
dunque notare nlcuna differenza cli età o di qualità trn i frammenti sottostanti
l'acciottolato e quelli sovrapposti ad esso.

Abbiamo detto che l'incrostazione su fante parti del nostro eclifìeio di uno strato
verdiccio solido e il ritrovamento inoltre anche di gocce e di zolle di simile materi>de
verdastro, ritcnut.o da principio come scorie di rame, ci aveva suggerito all'inizio
dello scavo di trovarci di fronte a un forno fusorio. In seguito ptìr altro le analisi
chimiche cli questo materù.de da parte cli esperti hanno condotto alla conclusione che
si tratta sempre dello strato scorificato di colore verdastro che trasmla normalmente
l'argilla stessa quando sottoposta a forte calore. nel nostro caso dunque a successive
cotture del forno surriscaldato. In appendice pubblichiamo i risultati delle analisi di
[27J 1.L FOI:.NO MINOICO DA VASAIO DI HAGHIA TIUADA 33

M. Fornasori, vrofossore di geochimica all'Univcrnità di Homa, c dcl doH. Ci. ,T. Va-
roufakis di Atene. Identica opinione f. stata espressa da un gruppo di studiosi del
Dipartimento di geochimica dell'Cnivcrnità di Edimlrnrgo, guidati dal prof. .H. }lcKcr-
ret 3 , dal prof. ,J. D. ,\I uhly dd \Iuseo dell 'lJ nivernitA di Filadelfìa., e da altri studiosi
di chimica e metallurgia.

Frn. :3:; H. TB.IAJ)A nr CHAFT('A Dl•"}I, VOHNO 1)[ -H. rrrtL\DA


(CL .T.

Questi studiosi già escludono che 11n;1 fornace così ampia potesse nsserc usat.a
per la fusione di metallì. Infatti pN tale fusione, in Egitto e in tutto l'Oriente, tro-
viamo sempre dci forni a semplice conm1 scavata nel terreno (cfr. fìg. :.l4) o mag;Lri
talora dei pozzetti cilindrici, c non solo nell'età preistorica, rn;1 anche, per es., nel caso
delle miniere di Salomone. Per il mondo crctese-micrn1eo abbiamo gli esempi dci forni
recentemente scoperti a Kition di Cipro 4 , che sono appm1to dci pozzetti cilindrici dcl
diametro di circa 70 cm, entro al terreno scavato nn po' più ampiamente attorno 11lla
loro hocc11, sotto nlla quale si 11pre un largo canale ricurvo che dalla superficie del
terreno immetteva nel forno la corrente d'ari;1 per il ravvivmncnto del fuoco, corrente
per la quale erano usati elci mantici (cfr. fig. :14 ). I forni da vasaio, che passiamo orn

:i A rclwcorncl rif' ,'-,'/ nd /es o/ A nn"cnl Orcek anrl C:rcfa,n da pnrlt'- scavatore \'. /(ition:
l\ilns, Fi('ld Hq>ort l Hìl, pulihlir'ato dal D!parti1n1•ntn 1fyrrna-eon nnd Phoenil'ian Oisr·o1·eries in. C7JJ1nts,
di Geofisica. ddl'l "ni\·c-r:,,;ith di Edi1nhurgo . Londra I HìO, p. 1:2 ss. Ec;si appiu·h:ngono n.1 XIII
.J. Cfr. fìnor/l. solo Hn U-C('CllllO di questi ultimi forni a. C.
34 DORO LEVI - CLELIA LA VIOSA [28]

e Ruc,ì e,
F-URNl\C.t

Fin. H. '111lIADA T1Po sc11E;\L\TICU lH Ft:soIU(> 01 '.\lETALLl (U. ,T. \'AllOUFAKTs).


[29] IL !<'ORNO MINOICO DA VASAIO DI HAGHIA TIUADA

ad elencare, si dividono invece in due principali cntegoric: quelli ;1, riverbero, nei
quali i vasi, posanti su una grntieola (cschàra), trnvcrsata da m.imcrosi fori, vengono
cotti (fa una corrente d'arfa bollente clw passa sotto l'cschàra, proveniente da mm
fonrncc alla carnera di cothll'a, fornace nella quale avviene l'accC'nsionc dcl
combu,,tibilc; e la categoria di quelli a fooco diretto, (pwsio accpso irnmelÌiatarncnk
sotto i vasi da cuocere, vasi anche in questo caso in genere posanti su un'cschà,ni.
forata.
Forno il più simile al nostro 5 è un forno rcc<'ntmnente rinvenuto a Zakro, benché
notevolmente piì1 piecolo e assai danneggiato da, costruzioni sovrapp(mtesi ad esso•.
Il for.n.o è sihmto nell'angolo di uno spnzioso ambiente rettnngolarc chiamato X, ehe
si aprìvn a Xord sulla« ,,;trad;1 del mare». Anc:he questo eonscrva la ramera di com-
bustione semi-elliRsoidale, d.alla qunJe Ri dipartono vm·w Nord, in lieve ascesa, quattro
canali (eccessivamente restaurati) elw l'Autore suggoriseo fm;sero ìn origine addirit-
tur;1 tu ho lari e dinwzzati dalle costruzioni più tarde. La C'amera dj com bust.ionC' si
approfondisce lcggcrrncnte verso 1;1 sua npertura sul Iato sud, cho conteneva, assieme
a frnmmenti ceramici, fn1mmenti di mattoni crudi e anche <1ui molta argilla sciolta
da csfii, ciò dw fa supporre clw le pareti, che si incurvano leggermente alla hnse, si
ergessero ;1 formare una cupola in questo materiale. Anche qui le p<1reti conservano
cpm e là i resti della spalmatura di argilla brnciata. L'ingresw della fornace' non ern
perb colloe;1to nel centro della co;;truzionc ma leggermente di fomco, ingresw dcl
quak si è conservato anehc un lastTOJle della soglia, mentre un secondo lastrone è
stato trovato a poca distanza fuori dalla fonmce, s11ggercndo che l'ingresso stesso
fosse bloccnto a ogni nuova corn lrnstfouc. L;1 datazione del forno è offerta d;1 nume-
rosi frarmnen1 i rinvenuti ,:ml fondo dclln forna.cc, e databili al 1\'J:\J III A, cioè ancora
in età protopahtzi;1lc, mentre uno strato superiore di frammenti ceramici, sottostante
subito ai ruderi <klle sovrapposte struttmc più tarde, è data1io alla faso trnnsizio-
nale tn1 il protopalazialc e il neopalazinle (MM III B-T.i\J I A).
Gli clementi. che hanno indotto lo scavato1T ad affermare che si tratta sicurn-
mento cli un forno fusorio sono poche chiazze di invetrintura con chiaro tracce di zolfo
disciolto rimaste aderenti a un tratto della parete sinisfra della camera di combustione,
resti di invetriatura, dichiarati scorie cli rame, di cui per altro non è stnta nuii fatta
un'analisi chimica 7 . Inoltre d1t circ1t il centro dell'arco della fornace si diparto un
canaletto profondo, con la base e le pareti tutfo intornwate o superiormente coperto
eon !astro di pietra, che snrcbhe servito per lo scorrimento del metallo ottenuto nelln
fusione. Ulì scarsi resti di due nìcchictte ai laJi dcl canaletto potrebbero aver servito
per il trasporto ivi dci rneipienti col rncti.dlo fuso e il versamento di quest,i nelle ma-
trici degli i':trumC'nti od oggetti che se ne voleva ricavare. Ove si ritenga la costru··
zione ·- come noi la riteniamo - un forno da yasaio, l'uso di questo canaktto rimane
incerto: forse era unn pi (;cola apertura supplPtiva per lo sfiatamento dci fumi della

Ili di•i forni minoici o n1icorwi sono r'lurnol. Sympnsùun (( The Relatùxrl8 between Cyprus nn<l
Tate dn H, . .\L C(lol\, /fr. ,<..,'('h. Ath., L\'I, l!rnJ, p. ("' Crete, nt. 2000-:;oo B. C.!), Nicosia UlìH, p. 105 ss., fìg.
IL DAY,\HAS, '--'?Z· -'Er;:; .. lHt:{, p. l!ìs, 4 n tin·\-. X, 2 o x·I-XIL
6 Y. N". P1"\T<r:...; in p. l;JO;..;s. e 1-nv. 7 Il Prof'. JlcKerrcì afferma clie il forno di Zakro
11}'2; llla i-'Oprn.H111to i!Jirl. p. fif!. I, tn.v. pr;; ....:('J1ta fo identiche carattcristid1r) di qudlo di_ l-J.
uggi11ntiì-H !_B' e t.n\'V, 20H-ì0; (( dn ('-Ui1·rc Trìndn 1·d ;,. fJllindi induhhianH'nto forno da vasai/).
de l'flc dc Chypre cn Crète 1;, in Act8 of the lnte-rna.t. Ar-
36 DORO LEVI CLELIA LAVIOSA

forrmce, oppure una spia per il controllo della combustione nella fornace e il grado
di calore che qucstn rnggiungcva.
Prima dello scavo del Platon a Zakro si considerava come unico reHto di un
forno fusorio un tratto della carnera di combustione, con un inizio della parete rÌ··
curva, rinvenuto dal Pernier sul Piazzale orirmtafo durante gli antichi seavi di Festòs.
Qiwsta identificazione è nmntenuta dalla Banti nella pubblicnzione del Il volume di
l<'estòs, e veniva ripetuta da gran runrwro d.i studiosi, senza però tener conto che il
Pernier stesso, pochi anni dopo la scoperta, avev« rinunziato alla sua prima afferma-
zione, o aveva considerato i ruderi come un resto di forno lln vasaio 8 . 11 Platon al
contrnrio, por la somiglim1zn delle loro strutture con quella di Zakro, recentemente
s'è indotto a considerare forni fusori 1<t maggior parte di quelli trovati precedente-
mente a Creta e finora sempre considerati eonw forni da V<tsaio, por es. i tre forni
di Cnosso, di cui diremo tra poco, quelli da noi recentemente messi in luce a Fcstbs,
quello di V<1thypetro, nonché quello che è soggetto del presente studio H
Simile al nostro, ma più piccolo, a quanto sembrn dalla sua sommaria
e <LSS'..ti mal conservato, è il forno rinvenuto nel I ()57 da l\L S. Hood 10 sul limito sud-
est del Palazzo di Cnosso, cioè subito a Nord della «Casa sud-est», da alcuni mate-
riali in esso trovati datato alla fine dell'età palaziale. Esso scm lJrn avesse solamente
quattro cmmli, tutti rivestiti di <trgilla, bruciata, sulle eui estremità per<i si ineontrn
un muretto più i1lto della sommità dei canali: cib che co11.fornrn l'uso dei canali non
già per aere<tzionc, rna per il passaggio dell'aria bollente dalb fornace, e forse anche
eome sfiatatoi dci fumi prodotti dalla cotturn dci v11si. Ai piedi dei canali anche qui
v'è la carnera di combustione, notevolmente profonda, con la sua apertura nel centro
pt>r l'introduzione del cornlmstihilc. In essa lo scafl1tore ha trovato una massa di un
rnateriale <ì simile 11 pietrn » (ma che più prolmbilmente sarà stato di argilla eruda
indurita dal fuoco) con la superfieie vitrea binnco-az7,urrina, il ehe gli ha fatto pen-
sare che il forno servisse per la produzione di fa'ience. S. Alexiou u suggerisco che si
trntti anche in queHto caso di un forno per metalli.
Ancora più simile al nostro, benché di dimensioni minori, è il più grande dei due
forni accostati rinvenuti da P. \Vnrrcn nei suoi recentissimi scavi subito <1 Ovest del
Museo Strntigrnfico di Cnosso u Questo ha eome il nostro cinque canali per il passag-
gio dell'aria calda, lunghi m 1,56, tutti stuccati e separnti da muretti di partizione
pure intorntcati sulla superficie. Essi ascendono verso Nord dalla fornace di combu-
stione, e id loro termino posano su un alto muretto a filari regolari di pietre di media
grandezza. Nella carnera di combustione, aperta nel centro dal suo ingresso per l'in-
troduzione del eornbustihilo, in uno strato superiore giaeevano pietre e intonaco della
volta crollata, in un secondo strato, in mezzo a spessa cenere, franunenti ceramici,
specialmente skutelia e vasi da cucina rna anche frammenti cli una fine olla con bec-

K L. iu Jlon. Ant. Xl\", 1904, voi. :rnu Hnll. ('orr. ilei!. LXX\"l!, UJ;)t( p. ,-;s •• lig. 12;
(' fig. 21; J{ J>ataz::o minoico d·i Festòs I'LATli'.\, Ac!s cit., p. 10,) e ta\c. X, l. Jlood cita an-
JL Ul;)l_, p. :!10 s,;.: PLATON in .·lcl1-1 eit., p. lOG, t.av. d1t· alcuni n·;-;ti poco lonta11i t'!w ;-;clllhra.110 npparLt•-
X, Jna al t'Olltrario Pi.:it:\JE!{, in /.'end. LintPi. IH'n' a 11n ;-weondo .. 111alarnt>11t:t• u
X\'l, l!IO/, p. :!H:L inai più acc:ura.tarnente di·;-;critto.
11
9 Acts ('.il., p. 10;) ss. .llcJÌ-t-:r,criLt:ç. Inddion IHG4-, p. l81.
10 Arch. lteporl8 for lrJ;/ì', p. 2.J e iig. fi/J a p. Hl; l ì ,1rch. Heporls Jor 1!J7S-7!J, p. :li' e fig. 4}{,
[:3 I] IL FOgN() :ULNO!CO DA VASAIO DI HAGHTA TRIADA :n

cuccw a ponte, mentre lo stnito più ba.sso prn costituito (fa Rola cenere di legno hru-
ci11to. Il forno più piccolo, subito accostato ad esso, aveva solamente tre eamdi 13 •
Assai gramb, ma apparentemente di diversa composizione, smn bra essere stato
il forno collocato sul margine est della fattoria di Vnthypetro appart<,ncntc al TM 1 A,
peraltro assni mal ridotto, non completamente smwato, e sc<irnamente dcserit.to e il-
lustrato H Aveva bensì cinque canali per l'affhrnso ckl calore, larghi :30 cm e profondi
17, <ldla lunghezza di circa 4,20 m, distanti 4G cm l"uno dall'a.ltro; crnno tutti rive·
stiti cli argilla hruciatn, e inchrni entro murettti <li pietre di piccola e media grandezza
anche questi intonacati, canali in leggera discesa vcrno Est. 1\In non v·ò alcun accenno
a una ci1nHffa di combustione, bensì a. un lungo canale est,erno, corrente ntJorno al
lato ovest o conservato per la lunghezzn di circa m 8Ji0, canale aperto della larghezza
di 50 cm e della profondità di 85 cm: la descrizione ci rnrnrncnt;1 dunque piuttosto
uno dei forni cli Milcto, di cui diremo tra poco.
Egunlmento ricorda due piccoli forni da pithoi di Milcto, e come questi appar-
tiene all'età micenea, il forno di Achladia nel territorio di i:Mia u F: infatti co-
stituito dal111 sola camcrn di cottura dei vasi, con la base del muro circolare e
l'inizio di una parete ricurva, cioè l'inizio dell'originale tholos, conservante chiare
tracce di fuoco, carnera che era fornita di una bmichina tuti/attorno aJle pareti, dove
si sarebbero collocati i vasi da cuocere. 11 muro circohuo si apriva però sul Iato nord
di un breve corridoio dal quale si introduceva nel forno il combustibile. 1\ln se vi sì
int.rod11eev;1 il combustibile il corridoio d'apertura sembra troppo corto per farvi af-
fluire I'a rin ca.Ida per urrn cottura di va.si a ri vcrbero: ò più probabile quindi che
sull;1 banchina ai piedi dello fJ<Hl'ti posassero le estremità di un'cschàra, sulla qimlo
si collocavano i vasi e sotto la qu11le bruciavn il fuoco, come osserveremo in vari al-
tri forni micenei. Como questi anche il forno di Achladia è di piccole dimensioni, non
soqmssarnlo, cmncra di cottura e corridoio cornpresì, i 2 m 1 ".
Simile smnbrn essere il forno scavato recentemente da K. Davarns a Palaikm:tro,
e di prossima. pubblicazione nell'Annuario dclh1 8cuoh1 Brit.annica cli Atene. puro di
forrm1 circolan\, scavato nelh1 roccia, ed egualmente fornito di una bauchiw.1 lungo
tutta la base del\;1 parete, che è la sola conservata.
Il forno venuto in luce durante il nm;;tro nuovo ciclo di scnvi a .Festòs i 7 appar-

l:J J,o 8('Hxntor(' JllÌ ha ",..;prck:-;o -vrn'balnwntt' la va.1.;;i ('-·. urnbìent.I Z I -/'.A (' Z nella piantH Jig. J a p. 2:q).
viglia elio TlPi forni ,..;"(> tl'o\'ato rnatiTia!P non pilt tardn 1)1'1 1-;pc·ondo forno, ,.;i1w1Jo sull'estrnnitù 1-1ct,tPntrlonnk
dPJ T:'ll I B. nwritrn J'cdif-i('io in ('llÌ PT'<llHl ('Ontnnuti d('11·;,..,tnll;_tzione agri<'oln, :.::.i eotL'-'<"I'V<'J'chhe la t'nnwra. di
re:-'-iitnì dell!_, eeraniidw tlPl T,\l II: 1rwra\·iglia ('ÌH: nnn cornh11.<::t.iono, chP ::-;i pr('senta cotnc unn r.;1_•n1plicP i:1n1pin
<'ondividinrno nnì che nhhinrno MnrnprP nnga1o P lo t'O!H'ft (v. tav. I J ;{ (5). lirnitatn dn. pid-r('.
farninn 1>rnssiuwn1cnte piìi :-;i8t-.P1nn1icanicnt.<' una rovinata sulla nwtù di uno dni Inti lunghi. doq' sHJ't'blw
nvtta "wpnrazione tra qn('stc due fasi del TJL stntn il 8UO ingrpr.;sn, cd entro b quale lastre
!-l f-ì. ìn Jfp'.XZ7t%?:. JH;);), p. :110 e di piet-ra fonnC'rehhcro una s1wcio dì focolai'('. L11. terra
del pa,·inwnto dnlla conca corno lo pintr<:
15 PL.\TO;.;, ihid. p. fi"1ii e piant.n tìg. 2il. Prano t 11tte ln·rn·late. In un arnliicnto a::.;sai lontano dalla
Hì :Son in cc)nsid1_•ra,.-,irnH:, pnrdiò dd tuti--n conc;l {Ì, nella pianta. fig. J), dc'i va::.;i in argilla amrnor-
itl<'erti. i d1w supposti forni di Z:c,i11 nel 1PJTitorio di Hitia, 1iidita entro n un tino (:'Ix) sarebbero 1·'1ati preparnti
v. PLATos, ihid. J!l.S(), pp. Il pri1110 sar('J1lw [,-j JWT CkAcre trasportati alla cottura. nel supposto forno.
h"st.irnoninto p,o!ament<' dalla. prn1.-P11za di una quantitil 17 Annuario, XLHI-XLIY, p. ;L)l :-;s.,
di cncei in 11110 strato di, ce1wrr', ('Jltrn alcuni piccoli fìgg. 40 e -'Ci, o pianta, tav. IV: f"cslòs e la civiltrì -mi-
fUnhirnti quadrati. clw erano in coinunicnziono t'on lo noir·a T. p. ;{:?7 H., fìgg. 4\H- o ;)J0-1 l, plant(:i allo ta ...-Y.
strato infnriorc dì un arnhinnto più Yac>to, puro CjlH'.'-'to B \\'o S.
co1mn di <'1•rarn1chf'. che sarel>bo stato il lahorntorìo d»i
DOI{(J LEVI CL!èLlA LA VI OSA [:l2]

tiene nel complesso alla medesirmr categoria cli forni a riverbero che stiarno studimulo.
interessmi.tc perchè Jt, 1mreti, e soprattutto quella norcl, della campru di cottura clei
vasi, si consln'v>1no per urm notevole nltezza e present>uw ben visibile la c11rvatur11
rh•ll'inizio della cupoh. Ifa solamente tre canali per l'immissione rlcl ealore e due pila-
stri (livimiri tra essi, questi non già rettilind ma a forma di fava. Ln camera di cotLur11
<li fonrm t.ondeggiante, al solito a pareti fatte con pietre, ahb<Cstanza regolltrrnente
alli11e11te, piuttosto sottili.
Da queste si dipmt.e V('l'BO Nud, con uno spigolo ben prommziato, la fornace di
forma ellissoidale. 1l basamento, sorreggente i pilastri e scendente al piano della for-
nace, di 11rgilla o rnattoni crudi, era a.ssai mal conservato. Dell'eschitrn, c:h<' eviclcnte-
nwnte pmmvn sopra ai due pihstri, non s'è trovata trnccia. La costruzione t' in forte
pendenza, con un clisliYello tli oltrn :l rn (LLlb1 sommitit consern1ta dcl muro nord della
camera di cottura tino all'(•strnmità sud dell11 fornace, anchP questa assai rnvinata e
quindi non palesante la sua apertura. Qtwsta apertura, e h park terminale della for-
mwe, hanno tlistrntto una porzione del lastricato della rampn cldla l l fase prntopnla-
zinle, ascendente dal Piazzale inferiore LXX al Pinzzale occidentale J (rampa clte si
stendeva alla profonditlt di m 2, t:l dalla Hommità clt:l muro nord del for110), rnggiun-
gendo e intaccarnlo pure um1 porzione tlella rampa della l fase. Il muro est della for-
naec ha inoltre intaccnto e r.irnosso parte dd muro ovest della strnda clw dal Piazzale
occidentale si dirigeva verno Nord. La lunglwzza di questo forno, dal stto nrnro set-
tentriormle al ris\TCJlto tlella fonrnee dove sì doveva trovan' l'ingresso di questa, rag-
giunge circa m G,50. Anche le pn.ret.i e il fondo della forn;we erano tutti rivestiti di
intonaco, spalnmto ripetutamente perché iu più punti ne abbiamo trovato due strati
sovrnpptmti, intonaco che sul fondo della fornace ha p<1ksato el1iare trncce del fuoco
che lo lur annerito. J sopra descritti ed altri element.i ci hanno pcrrnPsso tli rfat.are con
sicurezza ln nostra costruzione nell'etit neopalnziale.
Nempre con la medesinm disposizio1w dei soprn elencati forni a riverbero, ma ap-
partenentP orn11ci ;dl'etit micenea ('L\1 lll B) - a quanto risulta lLd quartiere in cui è
incluso, non essendosi trovak> in esso alcun resto eeramico è il forno di Ntylos, nel
territorio di Apokoronos, in provincia rlella Canea e a Nrnl cfoll'antiea Aptcrn rn. È
questo assai importante, perché è l'unico forno pnc-l'llenico dte conservava al suo posto
un buon tratto tlella sua esehàrn. È ri rnasto in rPlati vmnente buone l'ondizioni sola-
mente il settore per la eot.turn dei vnsi, cli forma semi-eireolarc, pri nJ del muro cli
fondo nord perché il forno da questo lato poggiiwa contrn la 1mwte tli uno rkgli edifici
clel quartiere. \'erso Nud il terreno formav;.t nn gradino, sul cui piano inferiore doveva
trov;1rsi la fornaee, che è andata perduta iwr la sovrapposizione di edifici più tardi
come per la consunzio11p c<.rns1rb1 dalle intPmperir· e dai lavori agricoli. La cnmcm di
cotturn dei vasi era costituita da quaHro mtH'ctti, i dm• later1di, lli limito rlella GOstru-
zione, arcuati, i duo ct>ntrnli qua.si rettilinei, fonnanti tre canali per l'afflusso cldl'arin
rli riscald11mento. Il muro occidentale è ben const•rvato, quello orientale nHnwo per
oltre una metà. L1 larghezza di tlltto l'edificio n1ggiungcva. solo m 2,:lO. L'altczz11
massima dci ruderi è di eirc11 m 0,70, e non si conserva neanche l'inizio della coper-
tura a volta. I c<U1t1li, naturalmente in nsc:cs<e, 11blmsta11za JH'onunziat>1, verso Nord,

rn l{. l>AVAHAs, in 'lii<p. Hl'ia, p. 75 ss,. pi<-tnta iìg. 1, o U1xv.


[B:J] IL FORNO MINOICO DA VASAIO DI HAGHIA TlUADA :39

arrivavano alfa profondità nu1ssima di m 0,150. I muri esterni e più spessi, cioè larghi
rn O,i50, ernno costituiti da lastrine di pietra e pietn1zze, impastate con argilla; egual-
mente di pietre e argilla era costituita l'eschàra, che portava, <L piccola distanza l'uno
dnll«dtro, <lei fori del diam. di I i5-20 cm. L'interno di tutti i muri e il fondo dei canali
mm;tra.no l'intonaco che li ricopriva, fortemente bruciato. Si conserva il tratto del-
l'eschàra ricoprente il canale dritto fra i due muretti sottili e rettilinei, tratto che
presenta tre fori; del resto ddl'eschàra non si conserva che un trattino fra la parte
centrnle e il muro arcuato esterno ovest, sul fondo della costruzione aderente all'edi-
fido cui il forno si nppoggiava 19 .
Lo scavatore suppone che i canali potevano attirare anche entn> alla cnmcra di
cottura e sotto all'eschàra il fuoco acceso col com bnstibile della fornace, cosicché
avremmo in questo c;1so un forno non esclusivamente a riYcrbero mn anche a diretta,
cottura dei Yasi. Dato il rcilttivarncnk piccolo spessore dcll'cschàra, su essa potevano
pos;ne, disposti in maniera da lasciarp libern la circolazione dell'aria calda, vasi piccoli
e anche pitharnki;1, nm non pitlwi pesanti.
Un forno, appartenente anc,h'esw alla nostra cat,ogoria a riverbero di aria cnlcb
attraverso canali di afHusw ;Llh1 camera di cottura, coperta cb un eschàra, ma di
una struUurn notevolmente diversa da quelli finorn esaminati, si può additare in una
colonia micenea, cl' Asia minore, precisamente ::\1 ilcto, entro un quartiere che si può
chi11marn il «ceramico» della città, forno dalle sue ceramiche attribuito al primo pe-
riodo tardo-miceneo della citt.à (probnbilmcntc T::\l 1 U B) 20 Qui la camera di cotturn
dei vasi, di forma ellissoidale, con ben sei canali divisi da cinque pilastri entro i suoi
muri di recinzione, sem hm essere complctmncntc staccata- da una piccola, fornace ton-
deggiante, situaJa sull'angolo nord-ovest di essa. Un lunghissimo condotto, costeg-
giante rnsternamente tutti i lati nord ed est delln carnera di cottura, condurrebbe ad
essa, da mui, apertura sull'angolo sml-est, l'aria calda. Parte di questo forno è
<melata distrutta o una fontmm s'è installata sul 8\lO settore sud-ovest. ll cmmle cli
conduth.u.«1 dell'aria cm costruito con una duplice serie di pietre poste: per ritto sul
lato interno e una singola serie su quello esterno. La carnera di cottura dei vaHi misura
sui lati lunghi circa rn :3,r;o, corn1ircn(lendo i canali circa :l,80. La costruzione (]el forno
di cotturn è in mattoni crudi, i qtmli wllc pa.rcti e sulla superficie dei pilastri, wi quali
doveva posa.rP l'eschàra, prcsentnono l'invetriatura prodotta clal calore, in co-
lore rosso··bruno o rosso, mentre l'interno dci mattoni, contcn.Pnti paglia e snssolini,
è di colore grigiastro. Sopra la c1tmcra di cottura e sopra l'eschàrn che doveva
posare sui pilastri e coprire i canali, è rrntumlnwntc supponibile la copertura a volta.
H.imanenclo a Milcto, riconliamo subito, accanto al forno testé descritto (deno-
minato e) nel qwu'tierc e <tppartencnti a]l<1 medesima età, i due più ehiari
esempi di forni a fuoco dir()tto, cioè sottostante n,ì vasi da cuocere. Sono dei piccoli
forni per pithoi, uno (b) situato accanto al forno grande, e l'altro (a) a una nolPvole
Sono q nesti delle piccole strutture ll i forma ovale, con l'asse rmtggiorc lungo

l\ì Trn- i forni dell"<,tit c\a-,.;c-:ica 11nleo (-.,, lH'r l'Hnirnìru" Clu-8sù'a, I t:, noma l IHi I, p. l l n, taY. L 1-ig. 2.
hìle eon:-<cryazione dell'intera uno dei 0 forni, ::!Il\'. C. \,\'gH'KERTc lsto-nhuler .H-iUcilHri!fen \111, U);)/,
di cui 4 rotondi (' 1 a P ron:Rcia, dnl quartiere dei Yasai p. 112 piantn ;) e flg. la p. }();J. tavv. 24,2 n 2fi;
di Lo<'ri Epizdìri; scrnhrano nppiwtmwro al IV··TIT a. C.: \V. Sc'ìllEH1:-.'·o. LX-X, I p. 12 s .• pianta.
v. L, L!S8t ìn Alti del \'TI ConurcsHo 1ntern. di .·trclwnl. !{Pi!agi: 2, o ta·vv. 2A,
40 DORO LEVI - CLELIA LA VIOSA [ :l4J

circ:1 1 m, costruiti ciascuno con 8 mattoni posti ritto, mattoni che misurnno
34 cm di larghezza, 4G di altezza e 8-() di spessore. Un'apertura triangolare per l'in-
troduzione dcl combustibile è situata in entrambi (ma conservata bene solo in uno
dci due) sul lato ovest: era costituita di due mattoni accostati in nito per il vertice,
mentre i due cunei vuoti fra questi m11ttoni e quelli posti per ritto forma,nt.i le imreti
del forno erano riempiti di frnmrnenti cli altri mattoni, di terrn e pietruzze . .Nel cen-
tro della costruzione ovale si trova il pilastro, o banchina di formn irregolare, 11lta
20-30 cm, con la superficie superiore pi11na sulla quale doveva posare probabilmente
(piuttosto che non direttnmente il pithos da cuocere), l'eschàra, sulla qunle
essere collocato solamente un singolo pithos. Naturalmente la volta ad alveare è man-
cante, perché doveva essere nsportata dopo ogni cotturn per l'estrazione del pithos.
Entrnrubo le costruzioni, di fattura piutt.osto scadente, sembrano aver durato solo
pochi anni, da quanto risulta per le successive distruzioni dei ruderi degli edifici adia-
oen ti.
Forse apparteneva a questa categorin anche un forno di Fostcìs, rinvenuto nei
reeenti scavi, situato sull'estremità ovest del settore settentrionale del quartiere di
Chàlara: ma la sua conservazione, a cai1s11 delle sovrnstrutt.ure posteriori, non per-
mette cli ft1rcene un'idea precisa 21 . Invece alla medesima categoria dei piccoli forni
a fuoco diretto sembrano appartenere i forni finora rinvenuti nel Peloponneso 22 , tra
i quali pochi sono ricostruibili per il loro discreto stato di conservazione, mentre vari
altri elencati nelle liste dei forni sono puramente ipotetici.
Assai simili :t quelli di ?llileto è, per esempio, il forno di Pylos 2a, con la differenza
che in esso il bancone per sostenere l'(\schiua è situato sul fondo della cnrnern di cottura
dei vasi. La parte inferiore di quest<1, a noi conservata, era smwata nd terreno vergine
(per la profondità di nlmeno lii-20 cm). •D; di fornm ovale, delle dimensioni di m 1,48
X 1,35, con le pareti tutt'attorno formate da mattoni crudi posti per ritto (della lar-
ghezza di circa rn 0,52, la lunghezza cli O,ilO e lo spessore di 0,10); egualmente fode-
rato di rnattoni crudi era l'ingresso eolloeato circa a .Nord, in questo caso 11011 trian-
golare ma a cam1le dalle pareti parnllele, della h1rglrnzza di rn 0,58, formanti un an-
golo alle estremità verso h1 camera cli cotturn; ma fra i mattoni formanti angolo e la
camern v'è un breve intervallo libero, forse per infilarvi una porta o chiusura dopo
l'introduzione del combustibile. li bancone, opposto ;Lll'ingresso, costrnito con nmt-
t.oni crudi posti per piatto, è lungo m 1,13 e spesso O,:lO; ma Ldtezza originale doveva
essere maggiore del tratto conservatoci, onde lasciar posto s11fticiente per il fuoco
sotto l'eschàra che esso evidentemente sorreggeva. Questa naturalmente è andata
perduta, come tutta la vo!Ut >1 cupola. Entni al forno s'è rinvenuto un centinaio di
frnmmen.ti eernmici, che sembrn d11tarlo a un momento i11izi1de del miceneo.
Dalla descrizione, non molto csnurientc nelle citazioni fìnorn offerteci, sembra
essere stato simile al forno di Borbati, questo di forma rotonda, puw col pilastro ap-
poggiato sul fondo dell;1 ea1ncra di cotturn o di fronte all'apertura, volta verso Nord-

H :1n-nu.ario, XLV-XLVJ, l\Hiì-GX, 71 pianta :.l:.l Cfr. nota. G.


n assono.rnotrla ta\'V, A e B. C'fr. In piantn- in ·!.'J Tlu? flalnf'e of Se8lor ot f'ylos, Ilf, p. I!) H., figg'. 4-1-
Pestòs e la ciri/t!Ì minoù:a [, tav. LL, tL Sud d(•i \'Hlli 421 <' pii:tnt.\;, li,!..q,r. Cfr, anelw ,[m . . Jl!ur. Arch.,
ellonisLlci i o /.:. LX 1 v·, 1 HOO, p. J;>;>, ta\/. 4U,Sl.
[851 IL FORNO MINOICO DA VASAIO DI HAGHIA 'l'lUADA 41

Est, per l'introduzione del combustibile, apertura che sembra essere stata un c11nale.
Forse il pilastro maggiore nel centro del forno ern tìanchegginto da due pilastri minori.
La. costruzione, in nrntt.oni crudi, era per Ia massima parte interrata.
Simili ai precedenti, ma m.olto rovim1t.i, dovevano essere anche i due forni di
Asine, di pianta ov11le, con la periferia a muretti cli piccole pietre internamente into-
nacati, probabilmente col fuoco acceso, attraverso un'apertura, subito soUo la
eschàra. ln uno i resti delln volta sono crollati nell'interno del forno 24 .
Qualche elemento un po' differente dai precedenti presenta il forno di 'I'irinto,
che tuttnvia era anch'esso a cottura dirett<1. Q.ui infatti ad Ovest della camcrn di cot-
tura ern sciwnto un pozzo, della Inrghezza di m 1,20, col fondo rinforz11to da uno
stn1to di schegge cli pietra. In questo clovev<1 essere raccolto il combustibile, e forse
anche essere bruciato, ma non una corrente' d'aria calcia ma il fuoco stesso poteva
propagarsi di qui a un lungo cmrnle, 11pcrto sotto alreschàra, questa collocata a rn 0,80
più in alto del fondo dcl pozzo vicino. Della canv1T'a di cottun1, che raggiungcv11 la
lunghczzn massima di l m, si era conservatn solo la metà delle pareti arcw1tl\ che in
origine si elevavano ovviarnent,e a cupoh1, pareti al solito fatte di pietruzze a super-
ficie inton11cat11 e fortemente hruci1Lta <1<11 fuoco. Dnlla parte opposta al pozzo sopra
ricordato era praticato un altro taglio, probabilmente per 111 collocazione dci vasi
prodotti dal forno, entro a.l qua.le tnglio infatti si sono trovati i fondi di due pithoi.
Tutta la Clmtruziono ora inm1ssata profondamente nel terreno circostante.
Poco plmsiamo d.irc di un piccolo forno di .l\licene, di forma pressoché qun-
drata, a. causa la sw1 cattiva conservazione, con un intero lato, quello occidentale,
distrutto da una tombn sovrapposta. La sua larghew,a era di m I ,20 X l, l O, con la
apertura per \'immissione del fuoco situab1 sul fato nord dove s'è trovato appunto
un bnco, profondo m 0,70 pieno di terra e cenere. Su due lati della camcrn di cottura
vi erano due banchine sulle quaJi doveva pcrnnre l'eschànt, banchine fatte di pietruzze
111 origine probabilmente tutte intonacate"''.

Piccoli forni a cupola, sempre a fooco diretto a diffcrenz11 di quellì egiziani


di forma cilindrica scmbn1n.o csscrn stati conosciuti in l\fosopotarnia fin da.ll'inizio
del iv rnillcnnio 11. C. Nel millennio seguente a. :\lari, sull'estremo limite occidentale
della :Vlcwpota.mia, si sono rinvenuti forni anche 1tssai grnnd.i, rotondi, ov<Lli, cllis-
soid<tli allungati (quello rotondo del diam. di ben rn B,7 5), ma cli strutture dcl tutto
clivern(' d;1i nostri, e il cui funzionamento non è stato detcrrninato. Tornando in Gre-
ci11, un cscrnpbro, ricostituito por come un piccolo forno a cupola e sempre a
fuoco diretto, snrehbe quello di Olinto, da.tato ncll<t tarda età neolitica. Delle sue
strutture non s'è trov;1to niente sopra al pii1no di posa dei vasi (anche <prnsto assai
mal ridoHo da.gli edicifi più t.nrdi sovrnpposhsi), piano che porò non sarebbe dello
usuale hpo a csehàra con numerosi fori, ma tutto completo e int>orrotto solo da un

24 V. A. \\'. in Are h. i:rtositò L, I n:n' p. 42 S"l. Pt•r i dno forni d_i Asino v. O. Fnùn1:-r o A. \Y. PEnsso:N,
fìgg. 21-22, ri<u;,"'-1111to a p. 200; .Ju)trh., Anz., LIII, U'J38, Asine, l!l:18, p. {)7 (' fìg. ()(). La posiziono di
p. ;).):J, fìg. 11; A. in !Jericht l'l fnlern<Lf. uno dci due(, indicata rwlla fig . .S:J. entro il vano X_XXIX_,
l\onqress fiir 1lrchacol., Hl'rlino in;{(), p. 2HH In., in z;, l)or il forno rli Tìri11to v. H. l">rt,-\Gl"::-.;noi-tFF, Ath.
Arkeol. For;;minynr J!);J2, p. (-;,....:,, f-ìf!g. H-10; In., in Jf iU. X XX I I I, I!) I :J, p. :3;rn ss. e figg. (fotografia. s
A lii del 1° C'onyre-8so 1 nlerrwziorwle J[ ìce-neo, J{.oma 1 Htl8, piantai. Fcr q1l(\Ho di .\lic('JlO v. L PAL\DT\llTHlOF,
IP p. 4H. p. G2a s., fìg. ia.
42 DO.RO LlWl CLELIA LAVIOSA

largo foro ccmtrale; sotto ad esso si aceendeva .il fuoco che, oltre all'apertura per l'in-
troduzione del comlmstibile, era provvisto di alcuni canali (•sterni per i m nwttcrvi
l'aria onde alimentare, o regola.re t>Vent11alrrwnte chiudendo qualcuno di (,ssi, il fuoco
mPclesimo 2 n.
In eone] usione il forno tli li. Triada rappresenbl l'esemplare più perfetto e nwglio
conservato di un tipo cli forni da v11saio, c;cr·atteriRtfoo etl (•vi<lenkmentc; i.tHsai diffuso
a Crnta d11n111te [\;poca. minoica, e probabilmente, in forme più o meno a[lparentnt·e,
dumntu quella micenea: esso infatti, pi Ll che ogni altrn, ci permette di comprPmlt;rc,
si può dire quasi in ogni dettaglio, lt' str11ttun; e il funzionmnento di qtiestu genPrP di
montuneuti pn•istoriei. Passando all't•poca post-mietmea inn•ce, la struttura (ki for-
ni ovviamente mantenendo alcuni degli ek,menti dell"età precedente earn hia
nei suoi tratti essenziali: com'è dimcmtrato dall 'ef\elll plare rin venuto nei n·ccnti scn vi
a Festòs stessa, entro all'ambiente Cl del truartiere prntogeornetrico-geornetrieo si-
tuato a Nud dei Palazzi minoici primitivi 27 .

Demo LEVI CLELIA LA \'IOSA

in (;fr. H. 1-{onni·;s, '/'echnoLuyy in lite Aru:ient H'or!d, 27 A ìl.llIUtrio, XX.X\" -XXX\' L I !Lì7-i)8, p. :2tì9 ss.,
1070, p. :rJss .. flg. :JI. ,S'yria, XX. 1n:rn. p. l"i, t<1\·. X. fìgg. llH- lOG. Di forma aneora più di.-;trurzi11ta da qudlo
I; A. rAltHoT, Areldofuuù11rn de .l/(1!';, II, Pa- rniuoìclw i':ono i dw· forni protogeotn(•tri1:I di Argo:
rigi l Hi"i4-, p. 2:H1 ss .. fig. 2Ml c>s .. Ui \-. L. f-1_,',n:anrf ions rit !Ju/l. Curr. lidi., LXXXI, HH/ì, p. fi77 u fìg.
Olynthus, I, pp. l :2-18. f-ìgg. J 0-1 S. LXXXJ1L p. 7Hs, iig. 'l--1.
[:37] LL .FOHNO DA Vc\SA IO Jlf HAGHIA 'l'!UADA

"'l 1wl1:.si di J[. F'or11aseri, professore di Cicochimù'.11 1111' ( .' ni>1·erni/1ì di Roma « La
Sr1picn311. '>

Illustre Collcgn,

Dil't.ro sna riuhie ..,t;1 ho sottopost,o ad 11leuni i materiali da Lei pn·levati ùa


11n forno scopcrto negli sca.vi ili li. Triad11.
I materiali in csanw erano costituiti da alcnni frarnnwnti di laterizio ai qnali
adcriv;c uno slsato scorificnto di colore verdastro e da numerose « sgocciolaturn »puro
di colore nmlastro, alcune rlclle quali cornpletanwntc Vl)trificate.
Ad. un primo esame il menzionato color verdastro poteva suggerire la lH'Csenza
di composti di rame.
L'esame acr·.nrato macro e rnicro:-<copico non lrn rivelnto la presenza di particelle
mctalliclw o di minerali metallici.
stata effottuatn l'anali:.;i chimica sia sul l<iLerizio indenne sia sulla parte scorifi-
cata e ,c;1tllc sgoc(:iola.turc. Nono dati determinati il ferro totale, il ferro hivaJr,ntc (fer-
roso) e il ramo.
l risultati sono i seguenti:

Lati.,.,rìzio indo11r10 parto scnrifieata 0µ.:(>ecioJ.a,t11ro

Fvrrn {otn le (cornc Fo 2 0a) n,(t) (}o H,7 l_ <:.;) U,--1-H (?o
Ferro f('rt (eoinn o,·1n °() 1,()8 °;-i :l,40 ';,;,
H. <llll.O :l;J PJHll 38 ppm :rn ppm

]lai dati riportati si può dcdnrrc:

a) il i<1terizio indenne, la pnrtc ,;coriflm1ta o lo sgocciol<1turc contengono ap-


prossirm1tìva,mcnto li1 sksHa percentuale di ferro totale.

li) il ferro ferroso (cioè ridotto) si trova nella parte scorificata. e nelle sgoccio-
laturn in pcrccnbmlo 1rniggiorc rispctt.o id laterizio irnlenne.

r) il rame si trova. nei tre e<.1mpioni in rprnntit.it molto piccolo e non signifì-
eativiwicnto diVl'.n1e, al livello d.i concentrazione l!l cm si pub nonnalrncnto trovare
in un materiale <Hgilloso (più o mono cotto).

d) la. r'.o]ornzione verde cho appare nello RCOric e nelle sgocciola.ture ò dovuta
alla rilluziono (lcl forro da. Fc+++ ;t, Fu++) operata da.i gas di cornln1stiono clw hanno
dotonninato la fusione parziale o totale dol laterizio con cni era costruito il forno,

Con i più distinti e cordùtli saluti.

JVIARIO FoRNASERI
44 DORO LEVI CLIDLIA LA VI OSA [:lSJ

A l'PENIHCm 2

Tnuestiualion on ihe fnnuu:e of A uhia Triada-C'rcte of the l 5th cenhry n.C.

The fornace under investigation belongs to the Uith eentury H. C., ancl was
discovered at tlw ìrnll lrnown :\linoan center of Aghia Triacfa. lts design is ver)· si-
milar to thc•se found at Phaistos arnl Zakro; as far as tlwìr actual ftmction is con-
cenwd at th;it n•nwte time it lot of discussion has lwen ntiscd bdwenn ùrchaPologists.
ProfosBor N. Pia ton, for example, bdieves tltnt furnaces sirni.la1· to that of Aghin
Triad<t sliould ha ve lwen used for nl('tallurgieal pm1ioses. His main argument is that
pottery f11n1aees, rnan,\· of whiclt lmvc lwen disl'ovt•rnl aml stuclil'd. so far, sho\1· ;1
diffon,at lksign. However, careful exarnination of a.Il the cxisting rnatcri<ll fonnd at
the Aghia Triada fornace lrns not prnn•d the !'xistencc of any m<'tal, or slag; these
materials arp ahntys prc·sent eithl:r in the lwarth, or on the working foce of tlw n'-
frnetory lining, or scMten:ll around the fornace. l<:ven, if every piece of them liad
been rcmon·d or lost in thc long run of their history, yet some of them would han:
been. stuck on the vitrified surface of the numerous briclrn, fornHl in, :md. arot11Hl tlie
snid funmcn, m: a rewlt of sonw clu:mical cornbination betwlol'll tlw slag ami the
lining cmnponents, BPsi(lcs, no erucibles or tools, such as tongs and lmrnmcrs lrnn'
been discovc:red. On tlw other haud the l>xistence of fìve Inrge nnd relatin:l)· dPep
furrows (see clrawing of plate l) which lmd belm origi11all,\' chnraC'tl'l'Ìzed by arehne-
ologists as tuyun•s does nut justi{y the vic\r tl111t the Naid insta!lation eonstitutes a
snwltiug, or a crnl:ible furnace. At that early time, snwlting furnau·s \1·ere of tlw
bowl type \rith rnw, or possibly two tuyNes 11·ltich conn:y<'ll fon,ecl air i11to the
hearth by llJ('itrts of bellows (fig. il+); eruciblc: funwu;s lmd t.he simple stn1ctt1re
of iig. il4 bclow.
All the itbove facts led the wrikr of the TH't>seut, report to agn>e with profe;.:wr
D. Lev.i, ami assume tlrnt tlw Aghia Triada funmce would ltave been rnthcr a potkry
tlrnn a metallurgica! one. It is <dso wurth notiug that many brokcn potteries lmve
been founcl arouncl, mlll iuside this fttrnace, a. fact 11·hich strengt!tens the latter <tH-
snmption.
On the basis of the clrnwing of plate I its originai HtrueturP would lmvc lwen
roughly similar tu that shown in lig. :l:l. As Ct1ll be seen. lwat. prolluccd in tlw eom-
bustion dmmbcr by a strong clmrcrn1l lirn woulcl hiwe becn eonvc,\·cd by gmws to
the rnnin foruacP through tlw relativcly farge arnl dccp gas fiiies (sec fìg. I and 2).
Thc nccPssary co111bustion air woulcl have bcen s11ppliell most prolwbly by rneans of
one ur more bellows through holcs of the front \n.tll, ;lS ìs suggc>skd in skcteh of fig.
:rn. The pottcril's, now, ,1·ould han; been Htmuling on a pcrfornted grate wlwse
exisfrnee Jrns been suggested hy }H'ofessor Levi. At the e11cl of each firi11g c:ycle, an-
eient pottern should han: tìrst Id. the furnnce to cool, then tlicy would bre11k do11·11
pa.rt of a side, or of the lmck \1·all or tbc roof, in orcler to l'llitble tlwm to remove tlw
bakecl pottc•ries. The wall or tlte roof cottld be aftenntrds restored, once n uew Het.
1L FORl\O J\lINOlCO DA VASAIO lJI H AGTUA TIUAUA 45

of vmms would have bccn plnced insido tlrn fornace. As far ns Uw cxhaust gases
are concerncd, thoy oould escape l'ithcr through n c:ornmon ehinmcy, or inclivillually
from tlrn rear end of each ga.s flue or through tlrn cracks of a light pscudo-rouf.

CiunncAL ExAMINATION

'J'o carry out. chcrnical arn1lyscs, a.nd verify thc abovc statcd argumcnts wc sc-
leckd sampks corrcsponcling to thrce disti net, grou1rn:
I) Small inr1i1·idual pieccs, callcd othcrwisc kars, or droplets (due to thcir
shapc), sho11ld have lrnen prod1wed by thc dripping of tlrn sernimolt{'ll surfaee of the
briclrn in contact with the hot bare flarnc. Simìlar rnrnpl<•s wcrc cut off from bricks
whose working side possec:sed, for the rnme rcasons, a dark grey or grccn, and v1-
trifìcd nppe<wance wìth some « tcars » on thcm, c1rnìly <1dachml by scrnpping.

2) Bricks with a dark grey, sometimcs smoky, lrnt not glassy wrfacc, and

:1) Brìoks whose ap1wanmce inclic;ltcs tlmt they wcrnM lw ve not hecn inilucnc-
ed by hea.t or thc action of bare fiame, due to thcir position in thc linìng.

The ta.hle below gives the results of the chemÌ<«.tl anal)·sìs of threc wch rcpre-
sentative sa.rnples:

(( rroar)} Imwr pnrt of a brick


Uruv nnd
8n1l1plcs: or wil li rnddìc;h
pi0eo
Droplnt npponrn11co

o• 0/ o
i O () o

Si0 2 68.40 GG.70 Gi.20


Al,0 3 12,80 l :uo i:uio
M.è:O 4.40 :u;o L4i5
Ca O L\Hl LGS 0.60
Fo,O, il.50 G.00 8.\lO
Ti0 2 l.05 0.85 0.iJO
K 20 3.07 2.:10 2.47
Na 2 0 I .:l5 l.5fi l.7 ;;
Loss of ignitlon l.20 4.20 4.00
Cn !Oppm :rnppm 70ppm

The relativcly high alkali contcnt (KzO and NAl)) explains thc tcndcnc:y of
the lining exposcd to the hot eombustìon zone to softcn a nel cyen clrip; tho latter
lrns caused the creation of thc a.bove mentioncd «team», or droplets m1d it 1vas, the-
reforc, wrong to consider thcm as bcing imrt of a mctallurgical slag. BPsidcs, tlw pre-
sence of the iron oxides (Fe 20 2 ) and lime (CaO) should ha.ve contributed also in low-
4u DORO LIEVI - CL.ITILIA LAVIOSA [401

ering mueh more the melting point of the brieks. llowe1·cr, their eontc:Ht· in silica
(Si0 2 ), alumina (Al/) 2 ) a.nd titanin (Ti0 2 ) loolrn quite satisfactory, and shows clearly
thc gn)at ability of ancicnt tt>chnicians to choose tlw right materiai to rnake their
refractory hricks. In addition, this proves tlrnt they a ÙN'P lmowlndge,
al1ll a 1•<tst experience in tlw field of rnaking pottcry furnnces.
b'imdly, copper exists only in t.rnccs, 1md cmrntitute;o; an impurity of t]w raw ma-
teria! usecl to rnake tlw briclrn. Tlw absence of thiH elemcnt hm; heen vcrifì(•d ;es well
by othm· rcsearch workcrs who .lutd exaniirwd a nurn ber of similar bricks of thc Aghb1
Trindn furnace.
All the abov(' facts strengtlwn, tlwrefore, the assurnption th11t tbe said furuaco
had not been a metallurgica!, but rnther a pottcry funiace.

Girnmrn VAHOUFAKIS

A lcnowledgements

[ \vish to tluu1k J>roft-\ssur I)oru Lnvi for giving nH: t.he opporta11it,y to study o[ d1P
l\linonu ftu·1u1ce.s.
rrhanks are rdso due to X. Plnt-.on, \vhost\ it1fon11atio1tM and vic\\CS, tJ1ough so dif-
fPrcIIt-- frorn tlt<' <ìho\'e a lot.. to arri\·c firwlly at sorrH' \'Cl',}'" condusions.
J \\'ish n!so to Lhank )J:r. Coorgn llapNiadis, '.:\In-eh. Jù1g., for Jiis in tho n•.eo11-
strueLion of tlH: :--;a.id funineP, and N. \riolotiK, as wcll, for his vt:r·y _nien p!HJtos nnd slidcs of
tho early fnrnnecs r·eforrnd in thio nprwmlix.

G. V.

ADDENDUM

.Nello more della p11bhlicazione è uscit.;t urn1 provvisoria descrizione da parte di


P. \Var-rPn, in Archaeol. Reporls fr!r ],978-80, p. 75 ss., fìgg. G-14, dci forni, wpra
ricordati, da lui scoperti nell'a.n'a del ,\lusco :Stratigrafico di Cnosso. In seguito al
trovamento di 1mo strnterello di poi vere bianca sul fondo della fornace dei suoi forni
egli arriva 111111 conclusione che essi, come il nostro e tutti qudli cretesi di simile strnt-
hira, sono dPile semplici calcare, create p<'r ottenere fine polvere di calce, elemcnt.o
Pssenziale dell'intonaco bim1eo sul qu11le erano applicati gli affn:Rchi minoici. :Secondo
me tale conci usione è da es eludersi. Conosciamo innumerevoli ealeare antiche e rno-
tlenw, che 110.11 sono che delle fosse, scavate semplicemente nel terreno, di contorni
vari, ma sempre ehiusi in sé stessi, entro ai qtrnli doveva r:sscfft: eontenuto il vioh:nto
fuoco atto a trasfornrnre (foi pezzi di calcare o di marmo ili calce. ] lunghi canali di
aereazionc non servirebbero che a dispcrden:, invece di concentrare, il calore. }!11 sui
pilorù clivisori de.i canali erano stese certamente cle!Ie gratieole, sulle crnali dovevano
posare i vasi, graticole di eui abbiamo rieorclato essersi trovato nel forno di Stylos
[HJ IL l<'OHNO :\llNOl<'O IJA VASAIO DI HAGHIA TRTAIJA

un pezzo ancora in posto, fornito dei fori attravcrno ai quali pas1mn1 il calore circo-
lante attorno ai vasi me(lcsirni; e VC'risimilmcntc un pezzo di simile graticola C'ra
conservato anche nel nostro foruo di H. Trinda. La rmlvere bianca rinvenuta sul
fondo delle fornaci pnò ('gualmente essere stata prodotta scmpliccmt>ntc da blocchetti
di C'.;dcmrc dei muri della fornace rne(lcsinm, casualnwntc caduti in essa e soggetti all<t
violenta azione dcl fuoco. I vasi e frammenti cli v<tsi trovati nei forni di Cnosso non
sono cl1111q1w ('<Hluti entro a calcare, ma confonncrd)bcro piuttosto la
pr«sm1za sul luogo di un quartiPre di vasai.

Dono L1,;v1
DORO CLELIA LA YIOSA TAY. I

SEZIONE A 8

SE-; ONE C0
SEZIONE E-F

TAV. I H. TRIADA l•\)l{'J'{() l).A_ y .,, SAIO:


• PT A_:S'l'A E SEZIONI.
HAGl-IIA THIAT)A, TI:
HELAZIONE PRELIJ\HNARE SUI SAGGI DEL 1978 e 1979

A_ffonrza,111-r11(> 1:l }'Jt:<::con,r::-.-


dr:1-&tro 1:l nostro ,yri,eello,
drove 'Un atti-rno d'un.sia
colnunxr. il rosso dc1: 7xl-1J·i1nent?'. 1
un u I t-irn,o, ah.1:rnè, troppo lirnpo
per essere vissuto
senza co-nseuu.en.ze.

Le ricerche <Ml HaghhL Tri<uht, la cui riprcrm 1 era stata yo]nL1 dal Dir:ottorc della
Scuola prof. A. Di Vita, oontimrnto negli anni Ul78 o 1D71l2, 8eoondo il
nut giii. mcNso n ptrnto insieme con lui. Si è proferito rimanere ancora noll'an1bito

1 :Per i pri1ni ri;:;ultntì \'{'di V. L.\ H.O-'-i.\, La ri;trc81/_ dei '.'.il;onL al!Ì\'Ya dell'Istituto Ccntrnle dcl Rer..;tfluro i:U H,o-
lct1.-'0'1'1'. ad J!rr:;hiu Trirufo.; prclim/'!111rc ,q11: _::rr:;uì in apertura (dnl 10 al l 7 luglio) o in chiusura di
de-l l.'Jì7, in /1ruu1urir;, ·1,V, IH"ì7, pp. 2il7-:J-1.2 (apprc1:1so (dal 2;) 2 sctt(•rnhrc} ei si ò potuti
citato come l_,_\ :nos,\). anelio della sig.na- Binnca FoHsan,
2 La carnpa.gna 1D78 si S\'o! rn- dall' l J nllioq1 dello :::-;tvsso Per un breve pr:,riodo (dn.l '.{I
agoi-iLO, 1nnntrr: i lavori di cd lH'..:dio nl (i agosto) lHt prcst.nto inoltro 1n. snn
sono conLlnunLi !ìno al ;; _Allo ':Wavo hnnno zlo1w ln Bcntrico 1\ngcdi riol Centro di J\.eoti1nro di
pnrtccipatr) lo a.llie,,-e dcHn. :-::uuula dott. J\f. 1\nhinictta Firen·;:;c;
Hizzo o tn·eh. Si!Ynnn ?:cnntollo. Ln prirna hn éiegnito. \'on ienza fef'ìtia.
nisicino con 1o .scTivuntn, Ì 1avori sul terreno flno nl J ,n. e"''"''""""· l D7\) ha o.v11to luogo dn.l H luglio al I G
ugosto, n1cntrc in un secondo rnnnicnto (dn! :!O nl :Z() ngosto, nu.1. Ja,-oro di sìstc1nnziono o di. ÌllY('Jlt.ario sl ò
ngo.(.;'to) hn co!laboruto nlln. ,.;lstnnaziono dd rnah:riak, protrn tto fino al 4 f'>nttern hru. Allo scnvo hanno preso
L'ard1, Zcnn_J,pJ1o hn curato., fìnn n1 '.l ac:oé-'.tO, 1n docu- parto (fino al 4 ngni:-ìto), :sotto la dello scri-
mcnt11;r.in110 graf-iea scnYo: a,],_,; si devono, in par1 i- \'t_,nte, le nlJicyj; della Smwla dott. Costnnza Lentini
eoJnn', il rilcninwnto d(·I c..:n1·cllo e ik! q1nì x, y o le e dotL \In.gd11 CinHt, oltre allo I:-d:rnìnnl-c di and1nologia.
S('7ioni A-;\'. JLB', C-C', D-D', E-E', h Tornn1nRo dnJI"l"'ni\'t'l'Sitù di Napoli. La
staht poi ci<11tinnatn. dal gconL Biagio nwtrin n I1: c..:1'1;ioni sono sh1tc (; . .-;cguìte dal
topografo delrL:-;t-Jt.uto di Arf'lwologìa dcll'l.-niv1'r;-;iiù di :-;nlrncwi che si(\ ttattenuto w1 I !aghia
Catania, il quale ìw n, dal dunitn dello scnyo. Dol dci
nl ng:osto .. :-rn1: la i>lnnirndxin g1'rn:ndn, lu paio i! :c;ig. <:iulìn.110 Tordi, dc-[ C(•ntro di Hc,.::.tn.uro di
F-F"' o(; . (; . o ln riprc!--:H. i ruu·ordi finaìi, dello altro renZ('. il q1111ll: lia fotto p:-irto dcll<l- .\Iissinne dal 4
sozi()ni (k1 c<H.L'.:.!;io. Egli innHre 11ggiorn11to !n pian.in al :rn Tl dis«gnntore prof. 8n1Yo l-tnsf'ìo,
ed il nuovo rili('\'O gPrwralu della z01w nando a Fcsi\Ì!--: dnl 12 al 1tgosLo, ha escguil-(1
nrchnologi('n sito, in senla 1 ::>OO (fig. l); pPr ij\Wsto rn_111wro'"i profili (' inotivì dolla ccrrunica rin-
nltìuin si (... a-v,-;dc-:o d('llll enl!ahorn:;;ione dctenninantP \'lonntn, 1wlle J-ìnora svolte, (è(_l ha approntato
del gcoin. Ci11s('jlJlC Fusn('('hia C'nrlo Cn,nnn- unn scTÌ\' di nkunl deì quali vengono qui pn'-
fogl ia, dd I. l: f'tleio Tccniuu Eral'iale Centralo di i scntati. La dO('l!llicntazi(lllP fotografica fiHalc d<'Jlo
q1wli hanno effctlunto con le loro nt>pnrcechinturc, un vo, o quasi tuttn k foto <lf'i sono dovute. per
{'1)ntrol10 1kl!a dislo,·11zionc delle c..:trutturc. Ln1 dotL Da. cntra.rnl)i gli_ nnnL rd \Iario Quarcsirnn, dcll'l 'fìì{'io
nìcla :\lo111w('hi, nllicva d(·lln ScHola, si ò t-rat.tcnntn a ('.Vllh'alo do] Cntalogo I\orna, il qtwlo coniìn11a orwai_
Fe!--:b'is dnl 20 luu_·!i11 nl ng·osto: in tnle pu·irnlo. Pltrc ad da un decennio ln- .snn preziosa collahrH'fl?,ionn alk atti
elnbornro i ri,,;tdt1;i] di un ;-..;110 di l--iCHYO a Cortina, Yii-<\ della Scuola. Per la starnpu ili n.kunu nostre foto-
Ila eollnl1orn1o n.l e nlln dPi 1n1ttf'" _'..!Tnfi". 1111. prcBtnto i11ollre- ln. .'>lift opcl'a ll sig. (;Hdttno
rìali di Lliu_:chin. Trìnda, Il rc;-,;trniro ò stnto <:urato (dal Dc Francisci, fotografo dcll"'Jslitnto di _,\rehenlogia <kl-
! \_l HL;·osto nl 2 sctiornhro} dalla sig,1u1 ])aniola Berna- l't. uiv(:rsìL':t di Ctttlinia. Insostituibile as,si::;tonto di r..;cavo
[3] HAGHIA TRIADA, II ti 1

doll'anm già scavata, por acquisire rnto\·i dati stratigrafici e cronologici ehe contri-
buissero a. colmare lo nmnoroso lammc nella storia del sito.
L saggi dcl l \J77 sotto h1 villa o dietro la stoà avevano infatti dimostrato la ne·
ecssità di un<L pÌLl prcc:isa datazione dello strutturo rnonmncntali, come punto di ri·
forirnonto por lo fasi m·lmnisticho dcl contro: rindagino nel c. d. villaggio si presenta
infatti fra lo più complesso non soltanto per la rnoltcplicità dello fasi o la scarnczza
dci dati di c;cavo a, rrm anche per la pratica impossibilità di rintracciare bumrn parte
dci rinnmìrm>nti dcseritti 1 • Ai problemi rclati,·i agli edifici monumentali e all'abi-
tato ò da aggiungere quello dci montuncntì anteriori all'età ncopalazialc, rimasti
ancora sfoeati nonostante i numcro:-;ì saggi in profondità eseguiti. durante i primi scavi.
Prescindendo dai dati della necropoli'\ avevamo potuto segnalare soltanto un
gruppo di materiali :\[\I sc<1vati clalla Banti nel I D;JS, in un saggio wtto il sacello 0 :
attntvcrno le indieazioni delle quote di rim·enimcnto si ìndovìnant una nmt e propria
stratigrafia che valeva la pena di vcrifìrnrc. Cno scavo nell'anm dcl sacello avrebbe
d'altro canto permesso di riesaminare il problema della cronologia cli questo singolare
edificio, già fatto oggetto cLi studio da parto della stessa studiosa, in seguito alla ri-
presa dol rn:rn 7 • Immediatamente ad OveNt del sacello erano inoltre in luce i vani
di una casa dì orientamento cliverno, per la quale la recente pubblieazione fornisce
solo degli accenni 8 •
Qned.e consi.derazioni d hanno Rpinto <L dedicare la cnmpagtrn del ID78 quasi
oseltrninuncntc all'esplorazione dell'arca attorno e dentro al sacello, area indic:at;1
in 8lll'ÌO progrcssÌnl rispetto all'anno JH'CCodcmtc come saggio V. l la nn·i dcl l\J7D
sono !'lati im·ccn rivolti ad mrn prim.a indagine rwl villaggio, a cominciare dalla fascia
fra la fronte della ;;toà e le Gaso più ad Oriente, presw il c. d. Bastiono (Saggi VI e
Vll). Per motivi contingenti ò stato infine ripreso hrenm1ontc lo scavo nell'area dello
« Ampliamcrnto S.O. »dcl saggio III n: le piogge dell'im·erno Hl77·78 avevano infatti
pnffor:ato lo smottamento dcl tcrrono e il riempimento clclla larga trincea di fonda-
zione, t<1gliata nel ko1rnkouras por lit mcs:m in opcr<1 clella stoà.

Riforìamo anzitutto di questa riprcs<l nel saggw III. Lo sgorn bcro dolb terra,
pronmiontc: dagli strati c.orrispondcmti a quelli I-VI delle sezioni A-Ho C-V del l!J77 10 ,

O ::>iato ancora una \·oltn :\Lanoli cu- prognnnmata cJl dTet-tnnta ncll'inv<'rno del l 080 una
stode de!ln /\Wopnra di ri('ogniziono s!,'--<h'rna.tica dci pnn·i;nionti dn.i
ingTnta. si dc,-c, ln ri11scita dcll(' dw' r'anipn;.z;I\(_', clw non Y<'('<>l1i s1·nvi l' cons('r\'ati al :\Iuseo dì Irnklion.
snn'IJhc s1 ata t id t a\·ia :::;cnza il pcrfdto necordo -) \"cdi l{. P.\HlBE'.\l. h'iccrche ne( 8epofrrcfo (/!: /la-uhùi
o lo spirito di mdcniiea (;ollaboraz:iorw con i eollc<,.\hi n·- Tr/o,tfrt J>hocsto\', in J[rJfL anl., Xl V, l H04, col.
sponc;nhili ddl'Ef'nria di fraklion. :\Ilo i, il dPhlto n In G/7 :-;gg.; E. :-;·n;FA;.;-1-L. BA'<'l'I, /,n qrawle lmnhri a lito*
rJ('llJl(Ht'('JJ:r,n. l:)c' di !laq!iiri Trim1a, in Annuruin, XUl-XlV, 1u::w-
:i 1·011f1·nnti110, JH'I' il JH'l'Ì(1do T,\l !, lu 11oie n:-:;,...,_\'11- ;) I. p. l'-1-1
zinli ('()Jl(J'tllli°C nel 1'P('('!lt1' F. IJ_\LHlll':HH·E. (; L.\ l\o:->.\, p. :312 ;.;µ:g. :\on è ::-;iato po:-;sihilc rin-
\,_ lla;;hia Trio,fa nel JJO'in1lo trr.rdo·'{Hllri:.:iale, in 1-nl('('!Hn' il LH('('\\Ìno Banti relativo i:i.l dcl l!);-i8;
!11n1Iarin, LV, !\lii, p. :2:{Hsgg (npprGè'èiO eitnto ('OttFì h Ìll\'('<·n eon:-wn·nto presso !a Scuola dc.i lavorì
B,\:\Tl). l'or:hc i11dica·1,loni si rl('avnno arH'hc dni taccuini efTd.t tinti iwl
Halll!H'n, ('W·dodiii ora nclL·\r('hivlo :-;uwla; lo 7 L. LL\:\'T!, I 1'.11lti min1>/l'i e greci di /{aqhia, '!'rùrdn

na.rtn ::-:ono inY('('C divi:-m fra q1_1l'siJ) ,-\_rc11i'-·io e (r:rct11), in Annw1rir1, -:\. S. UI-V, p. 28 "-gg.;
l'omonimo frn1do ulln Bililiotc-ca. \'nt icana: cogliamo E,\n., ìn Le Arti, .Ll, l pp. 2H;J-2t\G.
l'occnsioiw rin,::.:;nt·;;iarc \Ione; . . J. H.u,Ysc-wliacrt, di('
Cl' 1w f;wìlitù in ogni ;nodo la consultazione. L.\ HosA, p. a1D S,!!g.
1 Parnlldarnentl' allo studio dci tnncniui sia{a 10 lYi, fìgg.
52 \' ! :\C EXZO LA ROSA [4]

/;

Frn. 2 SM:ow UL u: HTH (li; li: KYL1X HTH lìHl: KYL!X .HTH Hl:'!; d: ASFO!tA HT!{
I :ìJ IL\GHIA THL\llA, U

(/,.

F1<;, :i S,\()(;j() I LI. rt: LA <:JL\'.'OJHJ THl'.'<CE.\ [lJ S!Ll:<«,l\IE'.'<TO, J:<Tl'CH.\\TE'.'<TE LTBEJLIT.\. llPl'O
T L\\"{)]\l PEL 1H7K: i\ lL '.\l!'HO Pl FO:\"l>O PJ<:LLA STO,\. f)A 'Nn1_.:_n. !)_A'LL'_-\-LTO. h: JJ, J>!tOJ;!
C::A:'\IF:\TO PEL >Jl'HO :'\OHO DEL C<J>. BAST!O.:'\J<;, ALLA Fl:'\E IH;;.LLO J)A ?\-O_Hn.

ha permesso di recuperare nna grande quantità. di frammenti di nrni già parzinlnwntc


intcgrn1i. Si ò cod quasi completata la park s1qwriorc dcl pithos 1-ITB. lll, con il ino-
tiYo dcl polipo su i due lati 11 (fìg. 2 r1) e si ò potuto ricornpmTe anche un largo tra.Ho
dcl corpo di un' a.n fora decorata con motivo analogo, in parto già recupcrn t a n \'<UIG
profondità all'intenw dello ,,;trato VI 12 (flg. 2 d). Quasi per intero ò stilla rico-
struita, da fnunmenh tutti raecolti nella terra di c\rollo, la kylix 1ITR 20ii (fig. 2
con sornplico inguhbiatura chiara stralueida. Della parte superiore di un 'altra (HTH.
I fill) erano inn,co noti a.lcuni tratti, dai livelli wperiori dello strato V.I: ìl m1ovo
rncupm·o uonscntc ora la ricostruzimrn dcl motin), con fiori ,,;tilinati alternati ad
archetti concentrici e rosette di punti, in Ycrnico rnarrono-ro,,;s:rntnt sul fondo chiaro
dralncìdo (fìg. 2 b). Himossa la terra di crollo, si potò profilare anche in questo set-
tore dcli'« Allnrg11monto S. O.» la parete H'rticale ricavata nel kouskourns, limite
della grande trincea di sbancamento. 11 taglio, all'incontro con quello rneridìona.fo,
girava. rwttarncnte verso Ovest, fino a raggiungere la distanza di poco più cli I m
dal muro dì fondo della stoà (Hg, <la.). Lo sem·o vero e proprio interoR:;Ò una fa:;cia
di larghezza variabile, da 0,85 rn (<1 Xord) a 0,15 n1 (a Sud), a partìro da qnota

11 LA Ho,-.:.\, p. :)2.8, f-ì.g. ()()a. L'alt. nHt88., dopo il marrone q1H1 o là ostiida.tn .
rcstnuro, \, di n1 iJ d!nrn. di rn 0,50. Ootto il JlTR 20;). Alt-. ui_ass. 1n n,:rn. Franuuenti contrasso.
niotivo ccni.rnlo, con -i tentacoli tìpiea stilì:u.azicino gunti con -e nolle sezioni LA JlosA, fig:g. 20 o 27.
n.ù oudo, 1 re fas(;o oriz1,nniali 1 sempre in
YINCKNZO LA ROSA [6J

4,60 m, cioè quasi dalla sommità dello strato VfL li colore e la consistenza del
terreno, la presenza di ossa e carboni, la qllnntità e q1mlità dei frnrnmcnti, permet-
tcrno cli conformare le osservazioni già fatte 73 . Nelh1 pianb1 schematic<t (fìg. 4) è ben

lj:J H.TR 102

HTR lÙI

o 05 2

SACCHO I [l, J>LAXL\JETRTA SCf-ll'.::vlATICA. r\".'\COLO s._g. PELI A T!-tL'\'CEA _J_)_[ SIL\.'.\'CA''.\'J"F.:'."i'l'O,
CON J:\DlCAZJ:OXE DEf IUTltOVAJI.D:'.'\TI.

\·isibile il contorno dctinitini della trincea, la linea di terra nella sistemazione finale
del saggio, il termine del nmro di prolungamento nord del lmstione (fig. 3 b), seguito
per una lunghezza di m l,:Ji5 dal pietrone d'angolo. Tra i uuovi rinveninienti, segnati
in planimetria, la coppa biansata a caloth1 HTR l 01 (fìg. i5 a), un paio di « coppe di

t 3 LA Hos,\, p. 3:Vi. Sianw ora V('nuti a eonns('nnzu dei corso di :·d:ampn in li'mho('(trhon). Ln, datazione non
risu!Lati dullo analisi dù'.tt,uate ,sul e<ltupionn dello strato ;, corn:ttn 1i {I :L-}0 u, C.) si adn t t.crubbo molto beuo a.i
\CJl (lvJ, p. :.i:n, nota dalltt 1':. Cortesi dell'Isti- sist1_onii eronologici in uso pi:1· il T:\l 111.; quella <( cor-
tuto di Geochiiot1.·n di Horna La Sn plf<11za, retta i) (_l(H\U :i::: i.IU). risultet'ubbe in\'en1'
cJ10 vivauitoute rlngca1.ian10 per averet•li uo1nunicnti (in alta.
171 HAOHlA TRIA UA, II

d e
Fm. il i'lA<:<:io HL a: COPPA HL\NSATA HTH 101; b: "COPPA n1 CHA\lPA(::>E" HTH 102; e: ,, COI'·
PA Il! CHA\!PAUNE ,, HTH JO:l: d: \'ASO·COLATOIO HTI{ H:l; e: mwccA HTH Ili. DALLO STI<ATO v1r.

champagne» frammentarie (HTR l 02 e HTR l 03) (fig. 5 b-c), uno skouteli tronco-
conico su base appern1 sagomata (.HTlt 104). Diversi fnunmenti harn10 permesso di
reìntegrnre vasi già noti: è il caso della tazza, HTR 73 1 4, con decorazione a festoncini
e motivi spiraloidi; del porta-braci cuoriforme HTR 71 15 , del vaso-colatoio HTrt
8:3 16 (fig. 5 rl), con larga ansa sormont,ante a cordone schiacciato; delh1 brocca in ar-
gilla giallo-verdina HTR 97, con ansa verticale a cordone impostata fra orlo e spalla 17
(fig. 5 e). Si poté ricostruire inoltre un vasto tratto di piccola pentola trip()(htta, lar-
gamente annerita dal fuoco, a corpo globulare schiacciato e con due anse orizzon-
tali (HTR 25;5).
All<1 fine fu messo in luce, su tutta l'area, il piano orizzontale del kouskouras, la
cm profondità variava in questo settore da 5,19 m a - 5,27 m (fig. ;{a).

Il c. d. sacello, a S. E. del piazzale superiore, era stato scavato negli anni l Il I O


e Hll I, come si ricavn dalle concise note dei tnccuini Halbherr. Fin dal primo accenno
verme segnalata, «al livello del supposto pavimento» 18 , la scoperta di « c:ilinclri C<LVÌ

i.i LA Ro;.;A, p. fig. 47 1'.. 1; Loc. cit., Alt. crn 20,8.


1 '" I\'i, fìg. 4ì h. 18 Taccuino ddl'll aprite 1910, pp. 22-2:-L Il pusi-
Hi Loc. <·it. Alt.. con anAa. cm 21,2, tnonto sernbrava costituito da quella che gli operai chln-
M.M.Ib

M.M. Il

\ t±i:;QJ M. M. mb .. r. M. I a

T. M. I b

'- Post T. M. I b
E

T. M. m A2(?)

\
. . Muri saggio Banti

\ .

o 1 2 3
I I
/3 SA-/mer-/

F1c;,. G 8Aco10 V. A.nEA lYE;-;-..·Tno E ATT01c·...;;o AL PLA:\'.r\1ETH1A S('HE\L\TlCA. CO'!\' rxnH'AZTO:>:E nF,.;LLE VAH.lE FAST co.-.:THr'rT1vE.
l 9] HAGHIA TRIADA, Il

di terracotta» insieme eon «frammenti di anse serpentine » ed «una lucerna a forma


di piatto fondo in terracotta» rn Subito dopo 20 , l'edificio fu riconosciuto posteriore,
per motivi di livello c per diversità di orientamento, a que!Ia costruzione ora nota
come «Casa Est», giudicat11 della stessa efa della villa 21 : lo si assegnò dunque, ipo·
teticamente, al TM III 22 . Con la ripresa, nel luglio del 1911, si ritenne che il pavì·
mento della costruzione fosse « molto più in basso del livello sctwato l'anno passnto » 23 ;
tre altri vasi cilindrici vennero ricordati anche a proposito di questo nuovo livello 24 ,
mentre il ripiano del banco apparve «tutto coperto di scntellia capovolte, alcune
anche doppie, l'una nell'ctltra » 25 • Per la destinnzione, giusta l'opinione dello Stefani,
si pensò ad un tempio; per la cronologia venne ora decisamente afferrnata « l' epoea
del II Palazzo», ehe volPva significare per Halbherr l'età TM III o micenea 26 • Sem·
brerebbe verisimile, da. questi accenni, che la costruzione presentasse almeno due
livelli p;1vimentali, e ehe entrambi fossero caratterizzltti dalla presenza di v;1si a tubo;
col momento più recente dovrebbero stare in rapporto i numerosi skoutelia segnalati
sopra il bancone.
Riprendendo lo scavo parecchio dopo, la Banti accetta. - con l'aggiunt11 di parti-
colari signifiea.tivi - l'esistenza di due pavimenti. Al superiore, quello descritto l' 11
aprile 1910, sarebbero da riferire esattamente tre vasi cilindrici, insieme con la. lu·
cerna 21 : tale numero, unillunente al fondo di un quarto, era st,ato invece ricordato
da Halbherr per il livello più basso (quello del 21 luglio UH l ). Per questo pavimento
inferiore, la Banti ritiene, diversamente, di poter precisare che fosse in t,erra battuta,
che scendessP cli 7·15 em rispetto al più recente, e che i materiali fra i due «dal
neolitico al tardo minoico III », potessern « esserv1s1 riuniti anche recentemen·
te» 28 . Di questi ultimi dati, se non erriamo, soltm1to la menzione del «fondo di
un vaso di terracotta a tubo cilindrico» 29 , risalirebbe ai taccuini Halhherr. Il saggio
Banti del Hi· 17 e 19·20 giugno I n:rn portò, come è noto, alla scoperta di un pavimento
aneorn più antico, di stucco dipinto con la scena marina a polipo e delfini, tosto
staccato ed ancora praticamente inedito L'esame del suo taccuino permette alcune
considerazioni e raffronti col testo pubblicato, di non poco interesse per fissare i mo·
menti cronologici dell'edificio. Il pavimento eon scena marina risulta a 5. I 4 cm da

rnavnno '' tarrnzzu ». ottenuta con stucco sabbia o quest'anno n<1l qunrtiern dell'agorà. Cn quarto o i_! foudo
nwglio con calco e sassolini (tacC'uino dcl 12-li) aprile, di esso si trova in lìnPa, fuori dPlla lmi-:e ccrnontaria •1.
p. 27}. Pnrtroppo TH'.andie di qu(•.sti Yasi esisto t.rac<',ia. al .\Ji.1.
19 t:na notazione sueccsi:ÙYa, scnipre nel taccuino dnl- !:<CO di lrnklion.
2 '1 Taccuino dd !uglìo 1q l J, p. 5ì.
1'1 l aprllc e di rnauo dcll'HaJbhcrr, JH'f•ci.sa "eercarla
in )lw:wo >l. La noMtra ricogniziorw d1•ll'inYPJ'no 1 B80 26 lù. {\ L'e.difìPio ò perfotta1nento orientato. ll tra

non ha ayuto a! riguardo r:sito pnsitin>. nionto d 'og'..!i è quasi perfctta.1nento frnll'a.ssn dd 111Nle--
20 Taccuino del 12-1:5 aprile l!HO, p. 27. :-:imo. Lo St.nfani pensa nd un tempio.. L'edificio dP\'C
21 BA'.'ITJ, p. sgg. esscrn (k•ll'epnca dPI II Palazzo. fl muro a cortina nord
22 Lo 8('1-l\'Htoro ri<'on.lnsa aoeho una quantitù di mostra sopra le prinw di pictn' il po:->to dcl trave
frarumenti di '3tuc,eo bianco ('- dipinto; i{ lo fode.- (in part<>. si YE.·dono anehe le truece del lllPdei:'iirno
rn.va i niuri. qualche· p('zzo è ancora <:vlcr<·nle ad essi nizzHt·e) sopra il qua.le sono ln scrin ('OtJHE.'l'vate .. , ».
tnnto nella <'t'lla quanto nel pronao >l. NP! taccuino dei giol'ni maggio dnl l!ll 1 (p. 92ì.
23 Taccui110 del 21 luglio JHll, p. iHL n proposito di ('OJlfronti con ultri a tuho, il nostro
2·1 fYÌ. <{Tra le e il lJanco un pezzo di eonglonie- edificio vi('ll(' ;;;onz'alt:ro dnfinito ( sacello Ll\J n I I).
1

27
rato dì n.strnki e pi<·coli .sas.c;;i ccrnentario ( ?) (si ,·cdrù.} Annuario lH4l-4:1 cit.. p. :Hl.
(si t.ratt.a dcl 1naterialc di caduta f'hc occupava gran 28 Ivi, p. note :1-4.
prtrtp (fol paYimPnto) nd quale conie :·rn baso sono eon- 29 Lor. n:t.

ficcnti trr· di quei val:>i a colonnetta, couw quelli giù tro- 30 h·i. p. 28 \'e.di ora H11tTSCIJ.Ìn A m. Jour11.
vati qui l'anno pussato c<l o.-Hri tre va.si nello sca.Yo di .Arrh., 84. 1980, p. 4;);{ sgg.
58 VINCENZO LA ROSA 1101
quello precedente, che viene però ritenuto al momento dello scavo, e forse prima
dello studio delle carte Halbherr, l'unico fino ad allora noto :n Su questo nuovo pavi-
mento, in ogni caso, stavano ancora tre fondi di vaso a tubo a2 , del tipo cioè ripetuta-
mente segnalato dal primo scavatore nei livelli superiori. Invece di trnrre le dovute
eonelusioni, b Banti, esposte le varie opinioni su quel tipo d.i vaso, scelse per g;li
esemplari del sacello una cronologia alta, così da farne «i più nntichi vasi a tubo
trovi1ti a Creta» n Nell'edizione dcl I !l4 I-4:3 viene ricordato un solo saggio sotto il
pavimento, senza la specificazione dell'aren, e con l'indicazione di« due muri a piccole
pietre, l'uno pcrpcnd.icolare all'altro e di orientazione diversa da quella dell't,difieio
sovrastank », ad una profondità di ca. 0,i)() rn; i materiali avrebtwrn dato. «come
epoca post quern per la cost!'uzionc del santuario il tardo minoico I » '14 . Dalla lettura
del taccuino sembra invece logico pensare che i saggi sotto il pavimento fossero stati
diversi; uno di essi viene considerato uno scarico «con cocci soprattutto :VI:\!, ma
anche MT e micenei»; in una delle buche, poi, alla quot.n di -- 0,50 rn, era già il tel'-
rcno vergine 35 . Nelle pagine successive, dì riepilogo e revisione del materiale, sono
elencati i frammenti «trovati nello strato al di sotto del pavimento dipinto, dove
detto pavim. era rovinato»: si tratta praticamente dei rinveninwnti citati alla p. il7
del bvoro a stampa, con la sola significativa omissione della «parte superiore di un
cilindro con anse in t.c. grezza come quelli dav. ;11 banco I>, simile dunque, quanto
meno, ai materiali trovati sopra al pavimento con scena marina, se non ;1gli esern plari
dci livelli superiori ricordati da Halbherr. Ennesimo elemento di perplessità è rnppre-
Rent.ato da uno schizzo che abbiamo cercato di riprodurre fedelmente, inglobandolo
nella pianta di fìg. 6: i due muri segnati non risultano perpendicolari fra di lorn, e
non dovrebbero essere pertanto, anche per questo, iclentific11bili con quelli ricordati
nella pubblicazione 3 ". verisimile, infine, che approfondimenti siano stati effettuati
anche dopo lo stacco del pavimento, proprio nell'area sigill;1ta dal medesimo. In tal
senso interpreteremmo l'indicazione, sempre contenuta nel taccuino, «sotto al pav.
dipinto conservato con pesci », seguita dal ricordo di frammenti « tutti MM ». Hotto
il tratto di stucco attaccato alla parete sud 37 viene invece ricordat.o un sigillo lii stea-
tite verde, frammenti cli tazzine delle «forme della fine del palazzo festio » ed altro
materiale grezzo indefinibile.
Le numerose incertezze, data anche l'impossibilità cli riesaminare ì materiali,
appaiono praticamente irrisolvibili. Prescindendo pure dalla tipologia e dalla pi1111ta

31 Banti dd I() giugno 1 . «:\d mi_a eauo qui co111pld.ame11tt• uelrango[o \\'. Sopratutto
profondità di ern :.i-1-1 dal IH'PCPd(•nte tro- w: tro\'U molti 11cll'11.ngolo :-;.I':. [r; b110ua })arte tazzirw
viamo un sc·eo1Hlo fHl\·inH'nto molto rovinùto in stucco., 1). fraw1u. 1:: uno scarieo eou coc'.l'.i soprat.t. Jf.\l, 11ta and1P
32 Anr11uirirJ eit., p. fìg. In. JIT e rnieenci. Xon ho trovato ou:gntto intero,
3 3 Lou. cit. Sul tipo di \·a:-om. \'edi ora C. CAnon,1,.:s, dunque ò searico. :-\ m 0,f>O troviamo il \-crgìn1_' e
Clay rl'Hbes ·in Jiinoan Uet1:yion, in ffEr::p::xyµSv'.X T(;i) fo e<:s8are lo :::;eavo P rieoprirP il.
Kp-r;Tr;)Jjyixo'J , :\ i}Ti')·'Xt I ;-iono qw:Kt(• le so!r> 11ot11zi0Hi s11ì livdli sottostanti il
I, p. Hgg. pa\'irnento inferiore.
34 AnnuarÙì cit .. pp. :Jll La didasctt.lia dt>llo sehizzo eosi reeìtn: « Largli. de!

35 « Lunndl, I H giugno. Fo seavarP ndla parte nord JHtfft'.tto it piette piecoJt. n1 O,liO. ComiHeinsa subito Rotto-
dove il pavina'nlo rnanf'H, CriRostotno lavora nell'anf{olo il pa,:, c"rn·n for,,;e (:lii :2 di terra, l o 2 filari di piPtl'O 1>.
S.E. per seavarr- un punto sotto l'antico pavirnf'nto, dove L'indieaziottc delle inlsure complessive uon la8cia d'al-
appaiono \'itsi (' fr. di va:-;i_ tro ea.nlo dubbio :-;ulla idr;utiffoazionc t•on l'area. dentro
2(1 giugno. :-;j seaya a E. e N. appare un muretto io il sa.edln.
direzione N :.). Fr<.tn1inf·nt.i di YHJ\i nella fossa, .S. rnan- 'J 7 Annua.rio 1941-4:l eit., p. :Ja {b), fig. 18.
I

I
I
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HAGHIA TRIADA -1973


Saggio V nell arca e intorno al Sacello T. M'.

/.-
legendn:
/ !
r s:::1cco b tan co

/ stucco
\
Ftu. 7
II I I HAGHIA TRIA DA, li

dell'edificio, sembra tuttavia probabile che la forma dcl vaso a tubo <tbbia accompa-
gm1to le varie fasi di vita del monumento, dall'cpocn dcl primitivo impianto (cfr.
csemplan' sotto il pavimento affrescato), fino alla distruzione ultinrn (cfr. esemplari
Halbherr associati con la lucerna). l sondaggi sotto il pavimento, inoltre, accanto a
materiale in netta prevalenza Ml\1, documentano sparute presenze di frammenti mi-
cenei e TM I. La Banti non ritenne opportuno soffermare l'attenzione su queste due
categorie di dati e si limitò a supporre l'esistenza di vari momenti che secondo lo
schema. tipo risultante dall'indagine fino ad allora condotta ad Hnghia Triada non
potevano essere nitro che Tl\1 l e miceneo. «La ricostruzione » dcl sacello «sulle an-
tiche fondamenta », deducibile dai materiali e dai pavimenti, spinse la studiosa a
cercarne conferma anche nella diversità della tecnica costruttiva nelle pareti 38 e per-
sino nella pianta, con un tentativo di distinzione fra sncello propriamente detto e
vestibolo 3 !'. Che le cose non dovessero risultare del tutto perspicue alla stessa Banti
è dimostrato forse dal nuovo saggio che ella effettuò quasi vent'anni dopo: di t.al0
saggio siamo riusciti a recuperare, come già segnalato, soltanto una cass<1 di fn1m-
menti conservata nl museo stn1tigrafieo di Festòs. Le indicazioni nutografo sui car-
tellini 40 testimonierebbero, all'interno del sacello, strutture mura.rie e pavimenti in
stucco riferibili, in base ai materiali, ai v1ui momenti dell'età protopalaziale. L'inda-
gine sarebbe st+1ta estes<t anche al « vestibolo del santuario », con frammenti «poco
significativi perché 111 terra era scarsissima sul kouskouras » (materiali J\lM T b-l\LM Ill,
un trntto di piccolo pithos verosimilmente TM I), e «all'esterno del muro N. nello
scavare le fondamenta» (con frammenti MJ\l e qualche TM 1).
Convinti della necessità di verificare quanto meno la strntigrafia, pur consci del
grave rischio di una generale manomissione, decidemmo così di scavare quasi tutta
l'area all'interno del vero e proprio sacello (fig. 7), risparmiando solo una fascia al-
l'angolo N. O., larga 0,50 m ca. Il piano di calpestio cadeva a O, 12 m rispetto alla
sommità del blocco rialzato fra le due soglie (fìg. 8), che fu assunta, come zero. Sotto
uno straterello di terra setacciata, spesso ti-7 cm, chiaramente di riporto, si mise in
luce un livello di pict.re di varia grandezzn, che costituivano il riempimento moderno
(figg. !l- l O). Soltanto lungo il tratto centrale dell'estremità ovest, una lingua trinn-
golarn di pilochorna misto a ghfaietta conservava, a 0,40 rn. ca., una sottile linea
di stucco bianco nppena ricurva, forse di passaggio fra un rivestimento parietale cd
un piano di pavimento (fig. 8). Il riempimento di pietr0 terminava a 0,55 m; al
(li sotto, la terra, ancorn in pa.rte rimossa, era di colore chiaro e con vari ciottolini,
assieme n diversi framment,ì MJ\1. Frammenti e ciottolini manca,vano invece lungo la
fascia nord (per una larghezza di m O, 86), dove la terra era n<:>ttamente biancastra,
quasi pressata. Nel livello sotto le pietre furono profìlati due muri perpendicolari fra
di loro, diversamcnt,e orientati rispetto al sncello, ma non identificabili con quelli
indicati nello schizzo Banti 41 . Erano costituiti da piccole pi0tre irregolari e rivestiti
all'interno di stucco rosso molto mal ridotto: il tratto ovest, lnngo m l ,85 e con 111
sola faccia interna (sommità a - 0,60 m) si addossava al banco di kouskoura.s; quello

38 _h·i, pfi. :_l8-:{U. in IL\;.<TI, p. 2:{!;, (rPstì di stn1tt11n• antPrÌori alla ,-il-
39 lvi, pp. :{0-31 e soprattutto p. ln <kntro il (' :-'<inl-1111rio 1l).
40 LA J{nsA, pp. :n2.:ll4-. l·n ,-;ignifku.tivo t';- 41 Yr'<li :-:;opra, p. :)8, tlg. H.
-F1u. s- - SAtiG10 ·v. Y_Fan·T_.s (;_I,1'.'\J<:J-tALE, ,,\ H .-\\-o. f'.\ P1u\10 PL-\'.\'O, L,\ P:\HET1·: 1>1 Fo:'\oo DEL :-:;A-
clèLLo. lh J<>T.

F.!C. H l{Ui::\-Il'l:\-LE'.\'TO l>l Pl'ETH! 13 Sl;-.l'l'E:\J:\TO !'.': ;-.IE(;I'! F1u. IO Lo ;-.;TES:-<1 HIE:\ll'l.\'IE'.\'TO DI
Tll ,\LL1\ l-tl'.'IJOZ!()'.';! 1: J>:\\'L\'!Fi>:-TO F,\- Ll \:(l() L.\ DA DALL'ALTO.
Sl'I>. DA x·oHn-E:-rt\ !lALL-_\LTlì.
)2 DEI VANI X E i:), CON .DE[ 1-llTROYAi\ll!:::STL
VINCENZO LA ROSA ll4]

sud (sommit.à a -·- 0,40 m) aveva invece uno spessore medio di 0,50 m, ma si con·
fondeva, ad Est, con le sottofondazioni della parete meridionale del sncello. I due
muri determinavano l'angolo S.O. del vnno :x (figg. 7 e 11), che si perdeva sotto il
bnncone e che risultnva delimitato i1 Xord dn un semplice taglio nel kouskouras (11I1·
ch'esso rivestito di stucco rosso). Già all'interno dell'ambiente i rnateriali sembravano
decisamente omogenei, con netta prevalenza di cernmica .\BI I b (anche /)(Jrnacle e
à la barbofrne). Attaccato alla parete ovest stava lo skouteli HTJ{ !OH (n. I cli fìg. 12)
(fig. 13 b), con base sagomata a mano; notevole :1nchc un fondo di vaso dcl ti po Ka·
rnares rustico, con un curioso stampo di doppio elemento a reticolo (HTR 179). Il
livello O,GO e-· 0,70 mera, con ogni probabilità, l'ultimo fra quelli raggiunti,
almeno parzialmente, dal saggio Banti. L'approfond.imento fino nl vergine ern stato
invece realizzato su quasi tutta l'area nord, subito fuori del vano :x, con ln sola ecce·
zione di una fascia (di O,GO rn) attigua 111 bancone'12 . Xella sezione B-B' (tig, 14b) è
possibile infatti osservare che lo strato di riempimento termina dirett>uncnte su quello
sterile di asprochoma. Che la fascia adiacente al bancone fosse stata risparmiata, è
dimostrato anche dal fatto che vi si mise in luce, 11 quota ·- 0,71 m, un piano pavi·
mentale di stucco rosso, certo in rapporto col vano :x, mancante tuttavi<t nel settore
centro-occidentale (figg. 11 e 14 e). possibile dunque che proprio n questo livello
si fosse arrestata la Banti. Un secondo piwirnento, su tutta J'nrea dell'ambientP x,
sempre in stucco rosso ma molto mal ridotto, si rinvenne a quota 0,8G/O,!JO m.
Allo strato di riempimento o di distruzione fra i due, con terra sempre di colore chiaro,
argillosa, frammista n ciottoli e ricca di cocci, vnnno riferiti gli skoutelin HTR 110
e 111 (nn. 3 e 5 di fig. 12; fig. I:3 a, e), entrambi con base sngomnta a mano; le teste
di rhyton taurino HTit 112 e 11 :J (nn. 2 e 4 di fig. 12), con decorazione a triangolo
bianco su fondo nero (fig. l :J n, q; g, l); una simile, con sovraddipinture in bi>mco e
in rosso-vino illeggibili ( HTH 115; fìg. l 3 j, p); un pnio di punteruoli d'osso ( H TH
116 e 117). Subito fuori del vano e ad un livello superiore (- 0,57 rn), stava invece
una quarta protome t:1urirm (HTH 114; fig. 13 h, 'In) con triangolo bianeo sulla fronte,
limitato da solchi incisi. Proprio nel tratto sigillato fra i due pavirnent,i (il V I, nella
sezione C-C' di fig. 14 e) 43 , rccupcrnmrno lo skouteli ad alta parete HTR l 27 (n. I O
cli fig. 12; fig. I B d), parzialmente ripreso a mano nella parte inferiore, e quello mi-
niaturistico HTR 11 H (fig. I :3 r), superiormente con fascia bruna e tre coppie di festoni
bianchi, assegnabile, come gli altri, al MM I b. Tale cronologia risulta confermata
anche dai frammenti (fig. I 3, r-8), alcuni ancora nella tradizione MM J a dello stile
di Pntrikiès. La costruzione del vano (o più esattamente il momento della sua prima
distruzione) va dunque collocata all'inizio dell'età protopalaziale. Più clifiieile risulta
ln determinazione cronologica dei momenti successivi, a cominciare dal pavimento
in st.ucco di quota -- O, 71 rn; si ricordi, fra l'altro, che la fascia sicuramente non sca·
vata era troppo ristretta per poterne trarre conclusioni di un certo peso. Nella metà
est dell'ambiente, nlla sezione C-C' (fig. 14 e), in rapporto con il pavimento Ruperiore
risultn lo strato V, di terra chiara, ghiaiosa, rieca di cocci e con qualche osso, dello

42 NPlla lq?;cnda di fìg. 7 aJ1bia1no convnn'!,ionalnwnto vergine-.


liruitato alla fascia a nord di cx l'tH(:a dpj saggi Banti. per 13 Dì quello fu htsciato w1 di 2.0 x_
indù•are che r;ulo quella f11 interanwnt1:• scavata fino al cm.
[L>I HAGHIA TRIADA, lI

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Frc:. 1:; 11.c: s1;rH·TELL\ HT!' l lO. 10!1, 111. !:?I. I !B: Ì· /J: PIWTO.\IE ·L\'''""·' HTI{ I];) f!, [; ['J{O'J'O'.\l!i;
1--!TJ-i l l'.j; /i, n1: PJ\OT(DTE: TAi.I-!J'.\,\ lf'rH 114; 1:, (): Pl-{OTO:\IF- rn f'A><h ('?) I-rrH l lS n, q; P!UJ'J'() \1E
TA,.HlC'A !-!TI{ I I:?; r. s: FH."l\IEC'TI C'l<'l':LT!. DAL \ A'>O a. TIL\'>'>E il, 111 (FASCIA AD O. n f'.,,l..:.SO} J<:l> i, O
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f)4 VINCENZO LA ROSA [! G]

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HTR 12!l. DALL'AHK\ PEL \',\:"<) 'i..

spessore cli G 8 cm: in esso. frammenti dcl 1DT I b si associavano già ad altri del
,\L:\l Il, con tratti di grandi lampade o bracieri, e nu rnerosi fondi <li skoutclin sagorrn1ti
a ma.no (soltanto tre erano invece ric<ffati al tornio). Appare d.unque probabile che
;1nche il pavimento suirnriore debba essere collocato nel JL:\l I b e che lo strato y·
sopra di esso rappresenti, oltre che il rnomcnto della srn1 distnizionc, pnrc quello della
frequentazione successiva. lrnme<liatarncntc al di soprn (strato !\·, sempre ncll;1 se-
zione C-C') la terra era di colore grigio-cenere, con qualclw ciottulino: la sornmitil, a
quota 0,55 m, coincideva c:on ];1 base del riempimento <li piC'trn nwdl'rno. Tra i
materiali, in genere non molto significativi, ricordiamo ap1w1u1 lo skoutcli semiovoide
i1d alta p<.irete HTR 1;37 (n. ì di fìg. 12; fìg. 15 b) e la lucernina o ciotolina frammen
taria, con resti di beccuccio sulrorlo, HTH l ilG (n. 8 tli fig. 12; fig. l ,3 o). Lo str,ito
III, distinguibile su quasi tutto h1ngolo S. E. dcl vano x, era il più spesso dclh1 se-
quem:a (l 8-25 cm), con terra di cmlore ocrn chiiuo, rniRta a residui ciotto-
lini e numerosi cocci (anch'esc;i poco c;uattcristici) riforibili forne all'età :\L\l Ul: ri-
cordiamo qui la parte inferiore di una ciotolina a calotta (HTR lì(), n. !J di fìg. 12),
un ampio skoutcli a eorpo semiovoidc (IITH J:20, n. 12 di fìg. 12: fìg. I;) rf), e mm
seconda ciotulina frarnmcnta-
rin su base sagomata (HTH
126, IL 0 di fig. 12; fig. I;")
Di nessun elcnrnnto crono-
logico disponiamo infine per
gli stra ternl li fl e I, nota ti
rnltanto al taglio del lmnrn-
ne, nella fascia il I I era
pi llttosto una luntc di ter-
ra grigio-chiara, larga ea.
O,BO m in direzione i\
con uno spessore massimo d.i
ì cm; il I, cli terra rossic-
cia, era spesso invece dn :l
a ì cm.
Nella fascia subito a Sud
dcl vano x, e fino al muro I() ;-\HEA ,\ Xonn DEL VA:>.:o x. FA.'.'-:<'J,\ ADIACE:'\Tl{;
Al. B.-\'\;('():\!<:. PAH.ZlAL\lE"'"TE E LA P1\TFHA HTI{. 107.
del sacc!Jo, la situazione en1 DA 8r·n-0vE>:T.
(j(j VI XC E'.\ZO LA HOSA I 181

a /;

('

F11:. 17 Il: l'L\'l"l'El.L() l'!tO"<COCO"<IC'O HTR IOS; 1,, l'AT!•:IL\ HTR 107; I', d: l'IA'l''i'E!.LO 'l'IW"<<'O·
C'O"<H'<> HTH Hltl; e: l"l<A\DIENTl 01 n1w1·c11w1TE. IlALL'A!U.A .\ '\01w D1•;1 \'AXC• "·

identica per gli strati 1-1 \'; al di sotto sta va invece un li vello di terra che, pur di
colore sirnilc> a qtwlla dcl \-,era probabilmente in rapporto con due; vm:chette di stucco
bianco, di forma quasi rettangolare ma a contorno stonclato, che si perdevano sotto
il taglio del bnncone. Larghe rispettivamente 15 e 2ii cm ca., avevano il piano di
base a 0,70 /0,7 5 rn, in leggero pendio da X. a S., e con l'attacco di pareti verticali
(fig. l l ). Tali vaschette, che si <tprivano <t filo con il lato sud del vano u., quasi al
livello del pavimento superiore, potrebbero essere forne riferite al primo momento
di vita dell'ambiente e costituire i resti di qualche rlo11l11paki rirnvato nella parete.
Larg<tment.e rimanc'ggiata si presentò invece, come già detto, la fascia a ::\orci
dell'ambiente a.: scavata in genere fino alla quota di 0,50 rn (vedi sezioni A-A',
B-B', C-C', figg. 14 a-e), era stata successivamente colmata con uno strato di pietre
da --- m, e con semplice terra fino al piano cli calpestio (figg. 14 a e IG). Sotto
il riempimento era già lo strato di prekouskouras sterile, da noi convenzimmlrnente
portato a quota -- 0,70 m. Solo un tratto di 0,70 X 1,60 rn, attiguo all'angolo X.E.,
risultò integro, a partire prnticamente (bl piede del bancoone (sez. B-B', fig. l4 b).
Potemmo così distinguervi due st,rnti: il superiore corrispondeva, come livello, al
rn e parzialmente 111 rr dell'area dentro il vano; l'inferiore era invece da identifica.re,
I I H] HAGHIA TlUAllA, JJ (j/

più che con lo strato V del pavimento di quota 0,71 m, con il VI fra i due piani
p<1VÌmentali (sez. C-C', fig. 14 e). Due pietre irregolari sovrapposte, proprio a filo con
il rivestimento di stucco, costituivano i miseri resti della parete scttent rionale di x
(fig. 11 ); le fondazioni del muro nord del sacello. sia alrinterno che all'esterno, pog-
_gi<1w1110 sul banco roceioso adegua-
tamente livellato (scz. C-C'). Il kou-
skouras, preceduto da uno strate-
rello sterile, scendeva, per il resto,
da X orcl 11 Sud, passm1do da 0.42
a. -- O, 70 rn. ;\lolto ricco di fram-
menti si rivelò, in quest';u·ea, lo stra-
to sopra il vergine, nel quale si re-
cuperarono anche tre vasi interi: il
basso piattello HTH l 08 (n. I ;3 di
fig. 12: fig. 17 n), di argilla rossicci11
non depnn1ta, su base appenn mal- Saggio V· Sez.HH'

formata, ed un altro ad altn 1m- Fm. l 8


rete troncoconica. scheggiato i1l-
l'orlo e decorato all'interno con due
festoni in vernice rmuTom' (HTH IOG, n. 16 di fig. 12; fig. 17 c-d) 44 . So-
pra di questo, a mo' di coperchio (sez. B-B' e C-C', fig. 14 b-c), stava capovolta
una curiosa patera (HTR 107, n. I-i di fig. 12: fig. 17 b), intenrnmonte verniciata di
nero, munita soltanto per meno della metà del giro - di lmsso orlo e
smaltato di bianeo. Tra i frammenti, diversi ornno ancora nella tradizione H. Onou-
phrios e Patrikiès: degni di nota apparvero i resti di tre brocchette verosimilmente
askoidi del tipo Kmnares rustico: l'mrn con sulla spalla i consueti motivi curvilinei;
un'altra, sempre con fascé' curvilinee che delimitano srmzi triangolari, con tre mi-
nuscolo fogliette <Ll centro; la terza, con un motivo meno consueto n peltn, riempito
da due archetti verticali contigui, incrociati da un trattino orizzontale (fig. 17 e). I
materiali citati, tutti agevolmente assegnabili all'inizio lfoll'età palazialc, forne resti
del corredo di nn vm10 attiguo, costituiscono dunque mm conferma alla cronologia
proposta per l'ambiente 'l..
Qualche osservazione interessante, sempre nell'area dentro il sacello, potè farsi
in seguito alla pulizia della stretta fascia fra il v11110 x e h.1 soglin (sez. H-H', fig. 18).
Il blocco meridionale, alto 2G cm, risultò liscii1t.o soltanto nel tratto wpcriore (D-1 O cm),
mentre nella parte più bassa, clw poggiav<1 direttamente sul kouskouras, erano ben
visibili i segni della lavorazione. Lo stesso dettaglio si ritrovav;1 nella lastra di soglia
(alta m 0,20), sop;1rata dal vergine mediante uno straterello di 3-4 cm cli terra. A quota
···O, I O/O, 12, dove finiva la levigatura, era dunque sicuramente sistemato il pavimento
eon l'affresco marino. ad Est della wglia fu ricontrollata l'esistenza dello strato
di riporto (fino a 0,22/0,24 m), creato in seguito allo stacco del pavimento ed ai
rimaneggiamenti successivi. Fra questo livello ed il vergine rimanevano ancora tracce

·B Puntuale i\ i! confronto con uno d('i duP pin.tiPlli llosA. p. :314, tìg. 21 h).
rinn:nuti dalla Hant.i proprio ,-;opra i! kouskouraf3 (LA
()8 VINCENZO LA ROSA [201

Frn. IH PARTlC'OLAltE DELI/AXGOLO DEL VAXO (J.. (r:-; ALTO, A l>S.) DI Ql!.F:L! ..O N() DI (3.
PRI!\10 PIA'.'\O, LA SUD Dlt:L SACJ<;LLO. ])A DALL'ALTO.

di un unico strato cli terra chiara, spesso in media 0,20 rn, rimosso in parte per la
messa in opern delle soglie: la sua base coincideva, a quota - 0,40/0,4cl m, con la già
citata linea di stucco bianco 45 , che dovevn rappresentare 1'11ttaeco di un pavimento.
II colore della terrn e la relazione di livello, in mancanza di clementi più precisi, con-
sigliano di mettere in rapporto quest'unico strato ddla sez. H-H' con il fll della C-C'
(fig. 14 e). La linea di stucco, conservata per un trntto cli almeno 1 m, e all'incirca
parallela alla pnrete ovest di Cl., sarebbe l'unico indizio cli costruzione posteriore a
quel vano, ma precedente al sacello. Non è possibile precirnrne il rapporto con i muri
segnalati e distrutti dalla Banti 46 , poco più ad Est, né quello con un allineamento su
un solo filare di piccole pietre (lungh. m 0,70 ca.) (fig. 19), che sembra tagliato dalla
soglia del sacello.
Altre strutture, più facilmente riconoscibili, vennero in luce in questo angolo
S. O., subito a Sud del vano a.. Con il prosieguo dello scavo si riuscì infatti a profilare
l'estremità nord-occidentide di un secondo ambiente (indicato come i cui mun
mal si distinguevano, in qualche trntto, dalle irregolari pietre di fondazione della

45
\'cdi sopra. p. t>H.
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1211 !L\UJJL\ THL\JJA, Il (i\)

sovnrntante parl'I<' nwridionall' dcl sac<'llo. Il lato on:sL qw1si allineato con qn<'llo
di Y., l'ra c<mS''rvato per tn' tìlari (alt. n1 OA:!): <h,lla par<'l<' nord, che si confornleva
con quella meridionale d.i x, era ben iu vista, per 1m fratto di oltre I m, wltanto la

VE!H'T/\ {;E"'.'\J\IL\l.E DELL,-\ 1 .\ Sl-Jl j)_\<;!, \ F!'.'\E :-;('_\\'(). l'Hl:\lO J>L\'.\'O.


LA (( PL\T'!'.-\FOIL\L\ )I ,\lEJ-tlJ)IO::"ALE E IL -1)_\

faccia wd. I due tronchi di murn t<'rmiuavano a quota 0,(i! 0,(i:l m con un pavi·
mento di stucco bianco (s<'Z. D-lr fig. :W e), che si 1wnkva sotto la parnt<: <kl sa·
cello (tiµ:. I !l). Lo strato appariva rnanonwsso fino ;i!Ja sommitù <kllP struttun': nella
terra frn queste l' il pavinwnto. i fr;1m111e11ti <'1'<1llo relativanwntc scarsi e non molto
70 [22]

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!•'IU. 22 a: c10·1·ou'<A HTH 14\1; /;: l'l'l'llAH.AIU '"'""'l'f'.ltIS'I'!('O H'J'I{ li:l: e: <'IO'l'OLIXA HTH lìiì:
d: SKOC'l'El.l l-ITH lil2: e: 'l'EUWI'<A HTI{ liìiì; /-lii: 'l'AZZl'<E HTH lì4, !tifi, liili, 157, 120. D.\l.
\c..\:'{() [:).
HAGHlA TRIADA, 11 71

significativi, qualcuno certamente MM II. Il livello dello stucco corrispornleva a quello


di passaggio fra gli strati IV e V della scz. C-C' (fig. 14 t): il momento di distruzione
del vano potcw1 quindi coincidere con quello di accumulo dello strato IV.
Per seguire la continuazione dell'ambiente si ritenne opportuno indagare la fa-
scia esterna, a Sud dcl sacello (<1mpiezza m O,DO ca.), sbancata dai primi senvatori
fino a quota O, I O m, anche per permettere il drenaggio delle acque attorno all'edi-
ficio. Il piano di campagna, al limite sud della nuova trincea, variava invece da 2,30
m (ad Est) a O,fiO m; l'interro wperiore (sez. F-F' di fig. 20 d), interessato dalle
melici degli alti pini, tcrmimwa rispettivmnente a quota O,GO m e O,Ofi rn, rag-
gi ungendo ad Ovest lo stesso li vello del filare di fondazione del sacello.
Appena sotto il piano di calpestio si mise in luce la del muro sud
del vano spesso m 0,50 ca., a pietre di medin grandezza irregolarmente sbozzate
e tenute insié'me con zeppe e fango (hmgh. mass. complessiva m 2, l fi). li fìlarn su-
periore giaceva in uno strato di tcrrn rnmTone-grigi11stra che, in pendio da Est ad
Ovest, scendeva nell'arca dcl vano da --- O,Ofi m a - 0,3fi m e terminava con una
linea di terrn rossiccia, spess;1 ad Ovest 3-4 cm (sez. F-F', fig. 20 d). li terreno sotto-
stante, di colore chiaro e di consistenza argillcrna, misto a residui calcarei, con qunlche
osso e frustulo di carbone, seguitava senza apprezzi1bili V<Hiazioni fino al piede del
muro (a 0,8fi m). L'unico elemento notevole, che determinava prob11bilmentc una
differenza di strato, era costituito da una linea di pietre, le quali da 0,40 m giun-
gevano in q11alche tratto fino a - O,Gfi m. possibile che fosso proprio questo lo strato
di distruzione del pavimento dentro il sacello (a 0,61 m), pavimento del quale non
rimaneva, qui alcuna traccia. Un livello di stucco bianco, molto mal ridotto, fu
invece rinvenuto a quota - 0,80 rn, soprattutto all'angolo N. O. e all'estremità sud.
Con tale pavimento ern sicuramente in rapporto un braciere di impasto in frammenti,
che sporgeva per metà dalla parete sud del vano: segno dunque che il limite occi-
dentale dell'ambienLc era stato diverso in un momento più antico (sez. D-D',
fig. 20 e).
Dalln linea di tcrrn rossiccia di quota - 0,35 m fin sotto il crollo cli pietre i mate-
riali, molto omogenei, suggerirono una datazione al nlM II. Iticordfamo diversi skou-
telia a corpo semiovoide su base sagomata (HTR lfi2, n. fi4 cli fig. 12; fìg. 22 d), eio-
toline con corpo a caJotta (HTR 14D, n. 5:3 cli fig. 12 ed HTR l7D; fìg. 22a,c), pa-
reechic tazzine carenate sia acrome che verniciate di nero (HTR l 20, fig. 22 d; HTR
l(i,5, fig. 22 h: HTR l(i8, fig. 22f), insieme con altre di tipo troncoconico (HTR 174,
fig. 22 []). C'erano ancorn una teierirnL ad ocarella di tradizione più antica (HTR lfifi,
IL 4 7 di fig. 12 e fig. 22 e), ccl un pitbarnki miniaturistico con tre ansette verticali,

decornto sul fondo nero con coppie di foglie bianche contrapposte e con resti di una
fascin arnncione alla base del collo (HTI:t 173, fig. 22 b). Delln più bella produzione
Kamares era la tazza campanata HTR lfi(i (n. 48 di fig. 12 e fig. 22 i), a corpo costo-
lato, decorata con una serie di archetti e fogliette in bianco ed arancione, quasi com-
pletamente evanidi: la tav. A ne riproduce un acquerello, nel quale si è tentata la
ricostruzione dei toni originari. Analogo ripristino è stato effettuato per la tazzina
a corpo cilindrico svasato HTR 1 fi7 (fig. 22 Z e tav. A), nella quale si distingue ap-
pena un motivo ad arboscello bianco, che campeggia sul fondo nero del vaso.
n pavimento di stucco bianco a quota - 0,80 rn si arrestava in prossimità di
72 VINCENZO LA ROSA f 24]

un muretto N. E:.-S. O. che. conservato per tre filari. si perdeva sotto il limite sud
della trincea (alt. mass. rn O,ii8: lungh. mass. m O,iiO: largh. media m OA0d),4ii: som-
mità a quota --- 0.2:{ rn) (sez. b'-F', fig. 20 rl): all'incirca parallelo alla parete ovest di('..

F1c. 2:1 --- IL RE'P':I'ORE EST DEL rj E LA (( PlA'l'TAFOlt:\lA •) :\1E!UOJO'.'\ALJ<:. A S'.'\ , LA J>ARE'l'fi1 St'D
llli'L SAC'F.LLo. DA :\01rn-Ov1-:sT.

(fìg. 23), potrebbe forse costituire quel che resta dcl limite orientale del vano per la
fase MM II, rappresentata dal crollo di pietre. Questo muretto sembrava aver rovi-
nìlt.o il preesistente pavimento di quota -- 0,80 m, eol quale era invece in rapporto
il bnwiere di impasto sotto la parete ovest, unico eltm1ento di datazione per questo
livello: il materiale :\L\1 11 dello strato superiore cli crollo giungeva infatti, in qualche
tratto, fin sopra lo stucco bianco. 11 braciere, caratteristico della I fase prutopalaziale
12:'5J HAGHIA TIUADA, Il

del Levi, è presente già nel primo momento di essa (MM I b) '17 . Come livello corri-
spondente, per il rmvirnento di quota 0,80 m in potremmo quindi pensare a
quello di stucco rosw di --- - O. 7 I dello stn1to V nel v;1no x. ritenuto un rifacimento
i1Irinterno dcl l.L\l I b.
Sotto il livello di quota - 0,80 rn, in quest:area a Su(l del sacello, si rinvenne
un altro pavimento di stucco rosso a --- 0,87 m, che corrispondeva esatta.mente <L
quello inforiore dcll'attigno vano x. Con t.alc piano più lmsso era in rapporto un mu-
retto di un unico filare (nJt.. m O, 14) che, sulla sola faccia ovest, costituiva con ogni
probabilità il limite orient11le di nel suo momento più antico. Poiché tale limite
apparn quasi parallelo al muro ovest, certo posteriore, bisogna 11mmettere che la prima
parete oceidentale avesse press'a poco lo stesso andamento della wceessiva. Appare
infine significativo che la tecnica costruttiva di questo muretto est (con una sola facc:i;1
irregolare, addossata al vergine mediante pietre e ciottoli), ricordi da vicino quella
del lato ovnst di o:: diventa dunque plausibile ammettere che gli ambienti o: e fa-
originarianientc park di tm\mica l'asa: è probabile inoltre, se è lecito prohm-
garc fino all'arca di 'X l'allineamento est (li che anche le dimensioni non fossero molto
dissimili. Lo s1ratcrcllo di 7-1 O cm, tra i due li velli di stucco bianco e ro;,;so nel vano
(sez. D-D' cd F F', fìg. 20 c-rl), scavato ;;olt;rnto dove non si era consmvato il pavi-
mento superiore, restituì, fra i pochissimi cocci, un frammento di braciere (lo stesso
ìncastrnto sotto il muro ovP.stl ), un orlo di piattello acromo, un tratto di skouteli
con fondo ripreso a mano: questi scarni clementi riportano ancora al l\IM [h. È evi-
dente in ogni caso che il piano pavirncnt11l() non ha qui risparmiato. come invece nel
vano x, lo strato della frequentazione nntcriorn: S<.tlvo ad a.rnmct.tere che tale fre-
quentazione avesse, nei due ambienti, ca.rattere e consistenza diversi. Un piccolo
saggio in profondità, nel tratto ovest, mise presto in luce il (a O,\JO/
O,!J2 m ), con cocci quasi inesistenti e non significativi: segno questo che i vani x e
costituivano il primo impianto nell'area indagata.
La possibilità cli documentare una casa protopala.zialc con almeno tre momenti
di vita, l'esistenza di altre strutture al di sopra di essa. (linea di stucco a quota 0,40 rn
dentro il sncello, muri e rmvimenti segnalati dalla Banti ntc.) ci eonvinsero a conti-
nuare l'esplorazione della fascia a Sud dell'edificio, parnllelmnente alle indagini lungo
le sue fondazioni. Con successivi allargamenti si giunse così ad allinearsi, nell'area ad
OvPst di con la faccia occidentale dcl e.d. vestibolo (larghezza X.-S. variante da
m ::l,80 ad Est a m ::l,::lO ad Ovest) e si misero in luce i resti di altri due vani, in-
dicati come y e ò (lig. 24); di quest'ultimo fu poi ricnrcata con sncc:esHo la parete
noni neiranm sotto il vestibolo. l n seguito, per completare lo scnvo, si decise di rag-
giungere le strutture già in luce ad Ovest del sacello, cioè quel gruppo di vani A-H,
addossa.ti alla strada lastricata ed a Sud della «Casa Est»": si poté così recuperare
un nuovo vano, contrassegnato in successione come l, che alla stregua di D era stato
tagliato per la messa in opera dcl vestibolo.
La zona subito nd Ovest di occupata come vedremo dall'ambiente y (fig. 25),
presentiwa superiormente un dosso di riporto, di spessore variabile (quota. massima

47 ('fr. L. "\lf<;!{(';\NDO, lu1·e,rne, hrar·icri d1: ,,-,, p. a:{ .<:;gg.


Fesths (Scav-i in Antnwrio, IB"i'J- '18 pp.
F10. 24 VJ<:nuTA (rfi-::NEltALE nEr VANl 0 (rx _P1u:v10 PL\'.'\o) E ·y. A ns., IL Lt·;-..;uo '.\1c1to E-(); A s>: ..
LI<: f''O:\'.DAZIOI'\'l scn \-ESTIBOL\ì. 'l)A

F1c. 2f> -- VEtH'TA D_EL co:".'. AL ('E'.'<TilO fL DI TE;-uc-\. f;...; P1u'.\10 1·rA-
'.\'o, LA PARETE SL'D l)A :\"01u)-I1:sT, DALr:ALTO.
[27] HAGIUA 'rlrJADA, Il 75

0,20 m, minirrn.1 0,45 m), sistemaJo prolmbilment.c insieme eon i pmi. L'inizio
vero e proprio della seqncnzn era. costituito dn un crollo di pietre, che da sotto l'hu-
mus giungeva fino <1 ----- 0,25 m, più rarefatto nella fascia ovest, eon terra di colore
marron(' e frnmrncuh rcl;Llivamonte numerosi di vaTia cronologia (fino al TJI III)
(strato r nella S('Z. E-E', figg. 20 /J o 2()). Tra le pietre di quest.o crollo e Bubito sot.to
vcniva. s11ccc::;sivamente profila.tu un tratto di muro I<;-O che fu ;_dia tine seguito per
4,80 rn (largh. media rn 0,70) (tig. 24): nella solita tecnica, a pietre di nrndin grnn-
dezza ap1wna. sbozzate frammiste a zeppe o fango, conservato per uno o due filari,
S('guiv;1 il pendio dPl colle da Est ad Ovest (sommità da 0,21 a - 0,77 m). Il
limite orientale si perdeva sotto l'nrca non scavata; ad Occidente si concltHlcva in-
vece con un gnJsw blocco irregolarmente allungato (m O,GO X 0,25), resto di una,
struttura qtmsi ortogonale o allesso ammornata (fig. 24): forse troppo lungo per co-
stituire ln rmrcte di. un spmplice vnno, senz'nltro divergente rispetto all'allincnrnento
del sacc!Io, rappresentava la piii superficiale dello strutturo d;1 noi messe in luce. li
crollo di pietre dello strato T (sez. E-E', fig. 20 b) potrebbe indicare, piuttosto che il
livello di nbhandono del lungo muro E-0, quello di distruzione dd sacello: anche se
è dcl tutto perduto l'elevato dl'l c.(l. vestibolo, e se è stato rimosso da.i primi scava-
tori il crollo della. fa:-wia attigw1 alle fondazioni dell'edificio. I pochi frammenti micenei
raccolti (qualcuno di vaso a tubo?) non permettono purtroppo di proporrn una cro-
nologia precisa por il momento del crollo.
Certamente in rapporto con il muro E:-0 era invece lo stratn TI, elio ne sovra-
st:wa appena 1<1 sommità e giung(wa fino a 0,50/0,GO m, con terra più compntta,
mista ancora a qualcltP pictTa isolata: rnpprcsentava quindi il krminus ad qtwm per
la sua distruzione. L;1 ceramica (MXI di tutto lo epoche con qualche T Xl l), costituisco
tutt<wia, anclw in questo caso, soltant.o m1 punto di ri fcrinwnto: clcrncnti utili per l<1
cronologia dcl muro possono ricavami, come vedremo, dall;1 sua sovn1pposiziono nlla
parete doi vani y o (ì, oltre che al lato est' dcll'«mbil'Ilt,(' I, attraverso il grosso
blocco d'angolo già ricordato. Alla intcrprct.aziorw d.i questi llati è lasciata, fra l'altro,
la possibilità di chiarire il rapporto dol lungo muro E-O con il sacello.
Lo strato successivo (I LJ), con terra sempre .molto compntta, di colore pitt chiaro,
frmnmista a numerose pietre, scenclcva fino a 1,00 rn ca. Dentro di esso emno si-
t,uate le tre strut.t.ure murarie che costituiscono le pareti superntiti del vano y; la set-
tentriorrn.lc cm sta.la probabilnwntc distrutta per la messa in opera <kl ::;acdlo (fìg. 25).
Il muro est. (wrnmità a --- rn) si presentava come u1rn sorta di rÌVl'stinrnnto delli1
parete ovest di (scz. F-F', fig. 20 d); cmu;crvat.o 1wr qnat.tro filnri, giungeva fino a
0,80/0,85 m e presenta\'a nel tratto nord ltna specie lii stipite, forno di un ;uma-
dietto, il cui fondo poteva essere costituito dalla parntc riadoperata di (fìg. 25).
L'a.llincanwnt.o del lato est fu seguito al dj lit del lungo muro E-0, che ad si so-
vrnpponeva: è evidente dunque che .la casa alla quale a11partcncva il vano y si esten-
deva verso 1:-lnd. Il lungo muro E-O poggiava. pure sulla. parete sud dell'ambiente
(sommità a --- O,il3 m), (livergento rispC'tto ad esso, consnrvata per due fllari e con
zeppe di fondazione H('I tr<Ltto ovest. Il la.t.o occidentale, che risulterà. alla fine impo-
stato sul vergine, presentava, al livPLlo dello strato TU, un rìfacinwnto quasi in corri-
spondenza. della parde est dello stesso vano (scz. F-F' di fìg. 20 d e fig. 25).
Al momento di distruzione dell'ambi.ente sono da riferire, con ogni probabilità,
LA ROSA [28]

11'1u. 2G --- \',A>o ",'· P.\HTlt'OLAltE llEt E F1c. :27 \'_\>:U -,-, U-t\.t:Pl'J JH \',\SI D_ELLo s'J'ltA'l'O 11 I.
ST!tL"TTl !{!·1 ALL,,-\'.\'.{;(_)[,{) N() (t'F!L SEZ. L'.': "l'lll.\10 PL\:\O. 1',A BllOC('!-LETTA YU:'\L\'!'t:1u.STIC.-\ H_'l'l{,
f)A '.\01w.1•:sT. 12;-;: AL ('.!•;'.'\'i'HO, L
1
.-\}] i'IO SKOl "!'ELf l--!'l' I{ ] :{B. I )A (JVEST.

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I I/ h
.F'rn. 2H - sKot:TELL\ 1--l'T'H I:S:), (': BIUJcCttE'L"L\ :\Il:'\L\Tt-iuscric.\ Ll'Clt 12ti; j:
HTll _l(Hi; u: H'['l{, lì: -\\lPlO Sh:Ot:T_F:Ll H_'{'l{, l),\L
[29] HAGHIA TRIADA, U 77

un grnppo di piccoli vasi rinvenuti sotto le pietre (verso la base dello strato IJl), a
partire da quot11 0,85 m (fìg. 27). grano soprnttutto skoutclia, di forma più o
meno rigidamente troncoconica (HTlt 130, HTH l :H, HTH l :32, HTH 13:3, HTH 231,
rispettivarn(mte nn. 18, 24-, 2;3, 21, l 9 di fìg. 20; fìg. 28 li, e, d, a, g); un solo escm-
plan\ a profilo semiovoide, presenhwa rnst.i di vernice rossiccia sia alrinterno che
all'esterno (HTR I :rn, n. 17 di fig. 2!) e fìg. 28 h).Recuperammo inoltre una brocclwtta
miniaturistica di forma ovoidale, priva dcl collo e dell'ansa (HTR 125, IL 20 di
fig. 2\J e fìg. 28 e) e<l una coppa frammentaria in vernice marrone-rossastra (HTR J(j(j,
ri. 2G di fig. 2\J), decorata sul fondo chinro dnll'argìlla con tmo sciatto motivo di foglie
o tratti cwcanti (fìg. 28/). Tra i frammenti, non molto numerosi, alcuni minuscoli
erano del tipo « rippled ». Gli clementi in nostro possesso, meglio precisati da quelli
dell'analogo livello del vano ò consigliano perciò di porre la distruzione di y nel
rnonwuto iniziale delrefa tard.ominoica. e forniscono un preciso terrninus post quern
per la sistemazione del lungo rnuro E-0,

Fm. 2!1

La terra dello strato IV (scz. E-E' di fìg. 20 b) cambiava nettamente di colore e


consistenza: biancastra, molto dura. e quasi priva di pietre, si an·estava ;1 quota
--- l ,:{0 rn sopra un livello di pilor·homa. prrssoché sterilo. Con tale strato era verosi-
milmente in rapporto mm terza struttura sul lato sud, parzialmente sottopost;1 alla
precedente (fìg. 2G), con il hlocco orientale (a 0,8;'5 m) m1c:orn in vista dentro il
livello superiore; era conservata in genere per duo filari e terminava a (ruota -- - 1,:315
rn. Il muro occidentale, ora in tecnica piì1 regolare o a blocchi più grossi, si sovmppo-
neva ;1nch'esso, in parte, alla struttura inferiore dcl lato sud (fig. :30); qtwsta parete
ovest, ripresa come abbia.mo visto nelln fase successiva, può essere sicuramente ri-
ferita al momento più antico del vano (rappresentato dallo strato IV). TI limite sud

4g Vedi sotto, p. 8L
7H nNC!BNZO LA ROSA [:30]

F1c. ;{f 0.LLETTA co>: BEt'<:l'('(']() \ l't)'\-


·n: HTI{ 121. IL\ 1, \ """ ••••

Fio. - \TA'.:'\o A'.':"noLo st:o-ovBsT, co:--; s,'ot.- Frc. :i2 sKot-TELI 1-lTH
LETTA HTH 12 t' 1na,Lo STHATO IV. DA ); rnw. Jl):{; /J: ('OPPA LCCIDA'l'A ALLA lf'J'I(
Hi4. DAL \"Aè<O '(·

pot,rehbe invece essere costituito dalla parete superiore, che avrc•bbe riadoperato
forse, come banchina, la struttura di livello più basso: sembra infatti improbabile
che quest'ultinrn potesse costituirn il vero e proprio muro meridionale, dal momento
che la parete ovest vi si sovrappone. S(• si seartasse quest'ipotesi, bisognerdJbe sup-
pone dd tutto scomparso il limite sud del livello pi1't antico: si può invl'ce certanwnte
escludere, per motivi di livello (sez. F-F' di fig. 20 d), che il muro est fosse rap1n·e-
sentato dalla parete già descritta per la fase più recente. Che lo strato I\. documenti
il rnonHmto di distruzione clell'mnbil:nte più antico, anziché un semplice livello di
frequentazione, è dimostrato non solo dall'esistenza del muro ovPst e ddla pm.;sibile
banchina sud, ma anche dal rinvenimento di nn'olletta con beccuccio a ponte•, rico-
struibile quasi per intero, sistemata all'incrocio fra le due struttun• (fig. :Hl). di
un tipo on11i1i avanzato, con le anse quasi verticali, e con una dl'corazione forse a
semplici fasce in bianco e in rosso quasi completamente evanida (HTH 121, IL 2U
di fig. 29 e fig. :H); si pub pertanto ritencn: <lei momento d.i pasimggio fra il proto e il
neopnlaziale. Associato ad essa era un minuscolo skouteli frnrmrwntario (HTR I fiil,
IL 27 di fig. 2H e fig. a), in argilla rosa-scuro e tutto verniciato .in bruno; i pochi
cocci, non molto significativi, sern bravano in prevalenza de.Ila fine del \ll\L
l 81] HAOHIA TRIADA, U 79

Lo strato successivo era costituito da terrn argillosa di colore scuro, quasi sterile,
tranne lungo la fnccia dcl muro ovest, che scernleva tino a -- 1,70/1,75 m con un filare
d.i fondazione appena aggettante, sistcmnto a sna volta Hl! rozze pietre isolate. Giun-
geva tino a questo 1u10vo strato, od era quindi più antico rispetto alla fase prece-
dente, anche il muro bnnchinn del lato sud (fo10 a l,40/!JiO rn). Di questo
lin>Jlo ;;terilc, evìd('Jlte in entrambe le sC'zioni E-E' cd F-F' (fìg. 20 /J, d) fn lasciato
un largo tratto alrangolo S. E. del vano. già da quota -- l,:Hl m; il koirnkoura.s fu
raggiunto solo lungo il muro ovest a 1,78/1 ,80 m. Dci pochi frnrnmenti qui rin-
venuti (fino a 1,70 rn), alcuni erano certamente }Dl l b cd :\I:i\l ll; quelli d.a
1,70 rn <l - - l,80 m, proprio della trincea di fondazione, risultarono dcl tutto in-
gniflcanh. È possibile perciò che il muro ovest. debba riferirsi al MM 11 e ehc fosse

Vu;. :;:; DEL VAXO ò. ,:-\L Cl'JNTH.O, ca,1 ....;1 VIL\1-tl f)f FO"S'DAZro::-;E
J)EL -,j,\TO sl-1) J)Ef, ,-1;:;sT1BOLO. I)A

dunque contemporaneo alla parete ovest di con la quale risult<1 esath1mente alli-
neat.o:'.altri arn bi enti erano allorn. sistcmatiì n terrazze lungo il pnnclio 'della. collina,
facenti p<utc dello stesso quartiere se non dcl.la medesima l rifacimenti sllcccs-
sivi, nel caso del vano y, non <wevano purtroppo risrmrrniato alcun resto del corredo
pavimenta.le più mitico.
80 VINCENZO LA ROSA [32]

Per il muro meridionale inferiore, qualche elemento cronologico può essere for-
nito dai materiali dentro uno stratcrello cli tena (spesso l 2 cm ca.), conservato pro-
1irio sotto il grosso piet,ronc all'angolo 8. K (sez. E-E', fig. 20 b): raccogliemmo qui
diversi cocci del J\IJ[ I b (anche barnacle e di tradizione Patrikiès), frammenti di
teiere, fondi di skoutelia sagomati a mano, ed un largo tratto <lì coppa con ingubbin-
tnra crema lucid11ta 1blla stecca, ancora dello stile di H. Onouphricm (HTR I G4,
fig. B2 b). All'indicwz.ione dei materiali sembra inoltre corTiRpondere un esatto orien-
rnento con la pi1rete ovest del vano cx, già attribuito 'tll'inizio dell'età prntopala.zialc.
Pur essendo fondato a livello pii'1 alto, questo muro meridionale ern dunque anteriore
a quello ovest, che del resto vi si sovrapponen1 in parte. L:1 sitiiazione stratigrafica
nel vano o (per quel che riguard11 il prolungamento del muro sud in esame), semhre-
rd.>be esdudere, come vedremo, urm sua ripresn nel :\ll\l ll. Qtwsta pnrete meri(lionale
di y è comunque sufficiente per amnwttere che anche l'area ad Ovest di fosso occu-
pnta da nbitazioni già nel l\Il\1 I b.
Il vano o (fig. 38), subito ad Ovest del precedente, aveva. in comune con esso la
parete est; qnella sud era costituita dal prolungamento del lato corrispondente, con
uno hiatus di ca. O,GO rn proprio all'incrocio eol divisorio y-ò: eonservata su due filari
(alt. mass. m 0,50), seguiv11 il pendio del terreno (sommità variante d11 0,il:l a
- 1,02 m) (sez. F-F', fìg. 20 d). Del lato ovest restavano probabilmente i filari infe-
riori, riadoperati e risistemati nel muro est del vano I; la parete nord fu rintracciata
nell'area del vestibolo (lungh. n1 4 ci1.; alt. media m 0,70; largh. mass. m 0,80), con
la sola faccia interna accostata direttamente al vergine (sez. G-G', fìg. 20 a). La lar-
ghezza rnedi11 del vano risultb rn 2,GO in direzione N-S e m B,10 in quella E-O; gli
angoli N. E. e N. O. erano stati verosimilmente distrutti per la costruzione del sacello.
Nella zona di quello N. K si rip1 lì nn breve tratto del battuto di calce e ciottolini
(a quota - 0,08 m), già messo in luce dai primi sc1waJori e considerato il livello
pavimentale del vestibolo, i cui filari di fondazione ci apparvero variamente scon-
nessi ed in parte consolidati di recente. All'interno del vano continuava, per un tratto
eomplessivo di m 3,80, il muro inferiore sud notato in y: ma nell'are;1 (li questa strut-
tura (largh. media m 0,55; alt. mass. rn. 0,40; sommità, ad Est, a quota - l,59 m)
rìsultav>t di molto divergente rispetto alla parete sud e al divisorio y-ò. Diversità di
orientamento presentava inolke - sempre rispetto al limite meridionale il lungo
muro superficiale i<>O, ad esso sovrappostosi (aggetto minimo, in y, m 0,10; mas-
simo, in ò, rn O,HO).
La stratigrafia all'interno del vano risulta dalla s0z. G-G' (fig. 20 a) e parzial-
mente da quella F-F' (fig. 20 d), nelle quali i livelli sono indieati con la stessa sim-
bologia 50 . L'humus, di colore marrone scuro (strato I), scendeva sensibilmente da
Est ad Ovest (sommità variante da 0,05 a 0,50 m); 1'1 fascia adiacente al muro
del sacello (largh. m 0,80) ern stata sbancata anche qui (fino a --- 0,70 m) per assi-
curare il drenaggio delle acque. Alla metà cirea dell'a.inbiente (sez. G-G'), lo 8trato
superficiale terminava a quota -- O,G0/0,70 m; a 8ud del lnngo muro E-O giungeva

!'iO Il rnceordo grullco si ò potuto nbbast.nnza agevol- fìeienternento Quando possihilo, il rar-cordo
rnente realizzare nelle tre sezioni dr·ll'11rea. n Sud del sa- stato esteso anoho allo altre sezioni.
collo (D-D\ 1"-F;, che presentano un quadro snf-
[381 ITAC:llTA TBIAllA. Il SI

lfJV('CC <L O,!J;) m. m<>ntrc nell'nn•n del ve.'itìholo era stnto complctnincntc rimoRso.
Lo Rtruto lJ. con terra di colore più chiaro, contcnP\·a nn <'rollo <lì pietre. particolar-
mente fitto nelln fascia accnnto al .'ia.('c]lo (fìµ:. :l.J.)· dentro il v«Htiholo riwltani in-

F'1c. V,\"'\"O 0. CHOLLO f)f FIJ,:T!lE nl':L1,o _FJc. :);) \',-\:'\O 0. ('I-tOLLO l>l DELT,()
sTruTo Jl (cvn. R1<:z. c;.n'). n.1 Ec<T. STH,\To !JI («FJL SE'.-':. ( i-<i'). J')A Xou.P-Ov1G-;T,

voce meno compatto e più spesso, così da. far .c;upporTc una situazione Rtratigrnfica
leggcnrwnto divcrnn. Il hmgo muro E-O gia('<•va dentro questo :-<Irato II, ehe ne rap·
prnscntn peri nnto il mornento della distrnzimw e cklLibl1i111dono. Se le pietre di
crollo presso il sacello costituisc:ono i n\sU delln rovina di q11cll'edilì\'io, ;1ppa1·c allora,
veri.simile che il lungo nrnro E-O e qrn:Rta parte dd vestibolo siano Btati abbandonati
contemporaneamente. Tra i frani menti, non molto n11nwrosi, for.'iC Noi tanto un paio
potevano (\Sse1·e T 1\l 1 Il; generica (\ aneli o l'indicnziorw fomitn dallo ,,;]w11kli HTH.
144 (n. 2\l di lìg. 2H), leggermente malfonnato. La cronologia dello ,strato TT rima1rn
dmiquc piuttosto vnga: l'clcrncnto più significativo per la dntazione delle strutture
è costit.uito, i1rn·lw in q1rnsto caso, dalla lorn sovrnpposizionc al vano T. Lo strato Hl,
con terrn s<>mpre di colore chiarn e limitnto n,lla. zona sud elci v<rno, crn cara.ttPrizzato
da un .secondo crollo di pictn> più irrogola.ri, che sccn<kvn !ìno a I ,:?.G m, ricoprendo
il filare supPrioro dcl muro mNidiorrnlc dcl vnno (fig. :35). Ncss1ma apprezzabile diffo.
rc'nza .si coglic,·a ìnvP('C <kntro il V«stiholo, dove il crollo sotto il piano di calpestio
si arre.sta.va a quota l, I;; m. Ancora div<'rsa era, la, situazionu a R1nl dcl hmgo muro
E-0: lo strato n ({, saggi<tto sporaclicnnwn1(' fino a .-. I ,.J.;) lll, rapprcNcntava l<l frc-
q11untazio1w ad c.'iso anteriore. Tl liYcllo 111, nella fascia mcrìclionalo cli 3, dcv<' esscn•.
c<msidcm1to invece quello della distruzione e dcll'ablmndono clcll'ambienh', nonché
il prolmbilc piano di calpestio nel rnonwnto di vita elci lnngo muro E-O. Tl nrnJcriak,
pinttosto oHwgenco, pcnncltt• (li '\sscgrnulo all'inizio clcll'eth tardominoic<i: oltre ai
soliti skoutclìa di forma troncoconica (HTR l iL) c HTR I il't, nn. :12 o :rn di fìg. 2!J
a f;

rl

e f

FIG. ;)() ·- (/. e: SK01:Tl':LIA H"JR I :liJ, 1:)4,, 14 l; d : DI !'OT··A·I:'LE!'l<S HTI{ ill.4 (.\I LNrt);
e: 'J'AZZA l!TH 12:l; /: nl RHYTOK HTR 1!)7; g: FHAM:>rnNTt CON 1rnconAzro:sr•: lf !UP·

r.LED n, VBROSL\ULl\UC::STE DI l)AL VANU


[:35] HAGHIA TRIADA, II

e fig. :rn a-b; HTR 141, n. 8G di fìg. 29 e fìg. 8G e; HTR 188, 11. 80 di fìg. 29; 1-ITR
145), c'erano molti frnmmenti dipinti con i motivi carntteri:<tici ad onde, spirnli, ;1
tremolo, p con q11aldrn sovrnrlrlipint11rn in bianco. Degni d.i nota, trat.t.i dclln
parte Ru1rnriorc di un « pot-à-fteurs » (HTH 814, fig. ::!G d), decorato ccm fregio cli
spirali.
I,o strato JV, riscontrato su tutta l'arca d.el vano, crn costituito da terra ancora.
di coloro chiaro, più compattn, con ciott.olìni e ghiaietta, frammisti n molti e minuti
frammenti. Era in leggero pendio da Nord n flurl, con base variante <la l ,:3i5 a
--- l ,4f) m: mentre si aecostavit nettamente al muro nord rbl vano, si perdeva invece
sotto il piPde di quello sud, in qualche tratto per uno spr,ssorn di ca. I,-; cm, come
è possibile' co1mta.t;1rn in sez. F-F' (fig. 20 d). Dn questa si rilcvn ancho che la,
dello strnto è fitata in prntica condizionata clalla sommii;à del rnnro mcridiorrnlc infe-
riore, e che lo stesso strato IV si nccosta alla. faccia orientale tfol murn ovest, ri-
presa. nella costruzione dell'attiguo ambiente I. Poiché risulta difficile irnrnaginan'
un abbassnrncnto del terreno fino <t I fi cm proprio in prossimità dr,] mnro sud cli ò,
bisogna ammettere che la sitimzionc originaria dcl vano sia document.at-<1 dalle sole
pareti nord ed ovest, e che i frnmrrwnti dello strnto IV indichino il momento della
primn fase di vita d.cll'mnbicntc 51, piuttosto che quello della cost.ruzionc. L'attuale
muro sud sarebbe stato clunqne sistemato non molto dopo, forse in concomitanza
con un imrnlz<11nento dcl piano pavimentale. T materiali dello strato IV non erano
molto diversi da quelli dPI superiore: sembrava solo più abbondante la ccnunica del
J,ipo « ripplc<l », escmplifìcati1 chlla tazzina HTR 128 (n. :34 di fìg. 29 e fig. 8() e), con
i frnmmcnti sparsi nel rnggio di 50 cm, snbito soHo il crollo di pietre. Significativi
anche i resti di un rhyton a corpo globulare (H'J'R, 197, fig. 8G.f e fav. A), recupe-
rati sia dentro cho fuori il vestibolo: en1 decorato in bruno con nn fregio di 1ubo-
seelli verticali sulla spalla e sovrnddipinturn in bi<Lnco snl collo. Nella zona nord sta-
vano ancora. divPrsi fn1mmenti delln part.P inforiore cli un'olletta. « rippled », dipinta
anche con motivo ad on.do (fig. 8() u). Gli esempi acldoi,ti dirnost.rano conw non sia
possibile ipot.izz;ue uno smuto cronologico smrnibile fra i materiali del TlT e IV strat.o:
i due momenti di vita del vano, qui coglibili più distinb1menfo che in y, andrebbero
dunque colloc;1ti fra la fine dell'età mediominoica e l'inizio di quella. tanlominoiea
(MM TH b-T:VI I a). La distruzione del primo momento sarebbe meglio conservatn
nell'area dentro il vestibolo; quelln del secondo, documentata soltnnto a. Snd, sarebbe
stata da,1moggìa.ta,, nell<t fascia set.tentrionale, dalla messa in openi. delle fond>1zionì
del sacello.
Tra i livelli lTI e IV di sez. F-F' (fig. 20 d), in eorrispomlenza d.cllo hiatus alla
parete sud di y p ò, è possibile distinguere uno strato n
r a, cost.ituito (fa llll vero e
proprio riempimento di coeciame. All'interno di esso, il fondo di un grosso v;1so (an-
fora?) apparve ìncastrnto, a quota -- 0,IJ8 m, wtt.o una delle pietre del muro sm[
di ò (fig. 37). Lo scarico giungeva in basso fino al pierle della stessa parete, adaginn-
dosi dirPttamente sul vergine. Trn i materiali, solo qualche framnwnt.o ern 'I' l\T l
(in rapporto con la messa in opern del muro), la maggior pnrte l\L\l (diversi :\L\l 11

151 ut.ilo rìconlnre 0he ne1la zona fÌpntro il YC::'itiboio pressatn, da far pensare q11nsi ad_ un liYcllo pavirnontnlc·.
ln terra nl!n baso d\'-llo stntto rv apparve nettamente
84 VINCENZO LA ROSA 1:rn1
p alcuni }L\I [ b, vcrno l;1 lmst:). Lo strnto Ili 11 docunwnht dt1n<p1e !asituaziom,ant1;-
rio1·r• alla custntzimw tltd vano iì.

1''1<:. :n '! 1 lL\'l'TO l>FH F1c. :is l!Tlt !U,!12:c: T.\Z·


J<: (), CO:\ HL\Tl'.N c\"LLA -PAHT:TJ<.: SCD, l'.\' Zl:\A H'!'B 172;
FlL\:\1:\!}1_'\'['_-\IUA
'.'IJCHo DIVISOHIO. DA Xnitn. 1{: S\((WTl:t.1 l!Tll I<!. llAL VA'<() lì.

All'interno di iì la seqtwnztt terrnirnwa, a Nord, Ruhito sotto lo strnto IV, con un


livello cli pn:kouslrnuras sterile, seguito fino a 1,r;o n1, elw all'estenw dell'nmhit;rdt·
riRaliva a 0,80 m. Ne!li1 fìtsein sud la h•rrn, sempre tli colore chiaro, assunH·va in-
vece couRistt;uv1 farinosa, con piccole pietre e frttm11wn(i nou 111olto 1rn11w1·osi. Lo
strato sc<•ml1•va fìn f.:otto il piede del muro più basso, arresta.rulosi orizzontalnwnte
11 l,9G m, wpra il livPllo del VPrginP. La ristrettezza de11'11rea ed il pnwario stato
di corrnervazione dd muro inferiore nel tratto ovest, resero poco agevole J,1 colloca-
zione stratigrafica cli questa struttura: i materiali raccolti poswmo infatti riforirRi
sin alh fase di impianto che a, q1wlla <li distruzione. ColpiRee, tt"t i frammenti, l'assPnzn
di ceramica MM I rr a; erano ÌllY!'C(' llllllWl'OSl qu(•lli del ;\L\l I r, l'Ollktnponuwi ad
uno dei momenti di vitn dci v;mi E' y. Proprio alla, sommitit dello strato, rwlb zonn
ovl:st, stavano i piccoli skoutdia a corpo serniovoide HTH. e HTI{ 142 (fig. :rn a, b);
poeo più Rotto, accostato alla faceia srnl del muro inferiore, raccogliemmo lo skouteli
frammentario HTR 140 (1L :li) di fìg. 29): qrn1si alla stessa quota, ma a Nonl dd
moro, un quarto skoutdi sempre a corpo sPmiovoide su base ap]H'Ha profilata. (HTH
17 l, fig. :rn d) ed un largo tratto di tazzina cart•tmta vernieiata di nero, tipiea del
M.Vl Ir (HTH 172, Jig. ;rn e). Diversi frammenti erano di stile J(arnares, sia fine clw
rustieo, alcuni /)({n1.acle e 1ì la lmrbothie. Forne soltanto negli Lt!timi 10 cm di tPrrn
i rnaterinli pote\'illlO appartenere Psclush'arnentl' al }!SI 1 h: a tale JH'riodo converrà
dunqtw far risalire, anch(' d(•ntro il vauo ò, fa cronologia (li qllesto nlllro più basso.
IJAGHIA TRIADA, II

Con lo scavo dell'ambiente ò potev11 dirsi compiuta l'esplorazione della fascia


subito a Sud dcl sacello. Ad Ovest d.cll'cdifieio erano invece già in luce un gruppo
di vani, contrassegnati da A ad H '"; di quello più a, Sud (E), non era, profìlato il
limite meridionale, dato per distnit.t.<J 53 • Ci parve allora opportuno, per ricongiun-
gerei all'area smwat«i,, completare il sondaggio fino all'incontro eon i vnni E e D,
qnestiultimo accostato all'angolo N. O. del sacello, parzialmente al di sotto di esso.
Fu così possibile recup<"rare !'IL!nbientc I (fìg. :Hl), di fonrn1 quadrangolare, largo
m 3,()0 in direzione N-R e m :3 mt. sul lato sud, con porta di accesso sia verso D che
E. La parete nord era in comune col vano D (lungh. m 1,90; largh. mPdia m O,i50/
O,GO; alt. mass. m I ,i52; largh. porta rn 0,8i'ì) e si perdeva sotto il limite' occidentale
del vestibolo. Quella ovest, in comune con E nel tratto nord (largh. porta m 0,85),
continuava, poi per 2,!JO m (largh. m O,i50; alt. mass., all'esterno, m 0,48), con la ti-
pica tecnica nPopalazialc a blocchi irregolarniente trapezoidali completati all'interno
dn piccole pietre e zeppe. La parete sud, ne!l11 stess11 tecnicn P conservata su un solo
filare per m 2,:3fi (largh. rn O,GO) presentava nella metà est tma bella HOglia trape-
zoidale a quota -- I, I O m (dimens. mass. m l, l O X O, 70): a ds. conservava Ja, linea
del battPflte e la mwità per il cnrdine (diam. m 0,05), con evidenti segni delle sol-
cature prodotte <bi girare della porta.
Le tre pareti finora descritte erano esatt.11nHmte orientate fra di loro, e così pure
un muro N-S che eOITevn quasi alla metà del vano, dividendolo in due stretti corri-
doi. Esso (lungo rn I ,80, largo m 0,;30 e alto <ti mass. m l ,20) continuava u Sud con
un lastrone spezzato al centro (a quota 1,2() m; dimens. 1n J, l O X O,IJO), che co-
stituiva UTHL seconda, soglii1 appena più bassa, accostata ortogmrnlmente alla prima;
a Nord si arrestava invece a m 0,65 dnlia pnrete settentrionale, determinando uno
stretto passaggio fra i due corridoi, sottolineato da una piccola soglia con incavo
semicircolare al centro del lato est (a quota - l ,!J2 m; dimens. m 0,48 X 0,:32) (vedi
oltre, fig. 4 7). Il limite est, ehn cadeva quasi tntto sotto il sacclllo, era costituito
da un tratto dì muro lungo m 1,4.0 e brgo m 0,60, che risulta divergente da qneUo
ovesL A questo limite est è invece ortogonale un muretto r;;-O (lungo m 0,80, largo
m 0,40, alto al mass. rn O,i55) ehe, quasi allineato con la faccia esterna del muro sud
del vestibolo, si accostava a.J divisorio N-S del vano. Davanti alla soglia principale
risulta in tal modo determinato un pimwrottolo q1mdrangolare che immetteva ad
Ovest, nttrnverso la soglia spezzata di quota l ,2(J rn, nella metà occidentale del-
l'ambiente e ehe conduceva a Nord, verosimilmente attraverso una scala lignea si-
stemata nella metà orientale, al piano superiore della casa; al sottoscala si aeeedeva
infine attrnverso la piccola soglia sistemata 11 Nord, in corrispondenza del muro di-
visorio. All'angolo R. O. due grossi h1stroni (a. quota - l ,i52 rn) creavano una sorta
di grndino largo quanto il corridoio ovest e tenevano incastrata mrn gmLrno, di pietra
a vasea conica, stondata ed apiei1ta in basso, profonda rn 0,4i5 (dfarn. sup. rn 0,32).
Con la identificuzione anche della parete sud del vano T;; 54 (lungh. m :3,GO; largh.
rn 0,60; alt. mass., su due filari, m 0,4i5), in tecnica simile a quella ovest di I (fìg. 40),

52 BA:STT. pp. tigg. 18() e UH. fn recnpora.to uno skontnli con boccuccio di
1:1a cit. o bot-toncini in funzione di anso (l-ITR 124,
:.t 4 Proprio rn:_•ll'aroa del muro, subito sotto il piano di u. dol taccuino di ::wavo).
[:Hl] HAGHIA TRIADA, II 87

41 \ 1 A"'.\O I. CHOLLO DI s1:u1To SOTTO F1u. 4-2 YA>:o T. AREA nEi. PLl>:P:HOTToLo A>:TI·
JL _PIANO j)f CALPJ;:'.STJO, T)_\ '0\'l':ST. ! ,\ AL Lf\'ELLO L'\'"FEHJOH"E. l).\

V-A.SO J. 1\ SX., IL S:J:<:TTORrn OVEST CO::\' lL CHOLLO IH PLE:TH.}J A - - 1,/;)


lt8;.) :\I; A J)S,, II,, 80TTOSCAl<-<;\.-DJS_p]•}XSA CO.X l V.-\SI l:Y SlTL-. _[)_A SUD.
88 VTNOElNZO LA ROSA [40)

risultarono perspicui i limiti del complesso a S. O. della «Casa Est» con ingresso
da Sud, attraverso la soglia del nuovo ambiente 1. Del gruppo di vani già noti attri·
buiremmo alla nostra casa certamente G, C, E, D, I; piuttosto dubbia appare invece
la situazione per gli ambienti A, B, F, H, che occupano la stretta fascia fra la nostrn
e la «Casa Est.»"": è possibile infatti che siano i resti più antichi, in qualche caso
orientati in maniera diversa, forse riadoperati successivamente. i<; anzi significativo
come i due muri all'angolo S. E. di I che, divergenti dagli ;dtri avrebbero detenni-
nato la fonna trapezoidale dell'ambiente, risultino prntic.arnentc orient:1ti proprio
con la struttura est del vano H e con quella ovest del corridoio 5 a '' 7 , a lorn volta
di orientamento di verso rispetto agli altri muri della «Casa Est» e della nostra. An-
che nel vano I, insomma, potrebbero essersi conservati i resti di un momento più
antico che, <tdattatisi sul precedente ò, sarebbero stati inglobati nella pianta di una
nuova casa. Per q ucst'ultima, ignoriamo l'andamento dcl tratto settentrionale della
rmrnte est di I; non saremmo tuttavia alieni dal credere che il vestibolo più tardo
avesse ricoperto soltanto l'estremo limite est dell'ambiente.
Lo scavo all'interno di I, dopo la rimozione del livello superficiale, fu condotto
distintamente nei tre settori delimitati didle strutture messe in lucc: il pianerottolo
davanti all'ìngresw, il corridoio ovest cd il sottoscala est. Lo strato superiore, comune
ai tre, ern costituito da un crollo di pietre affioranti subito sotto il pif1110 lli calpestio
(fìg. 41 ), particolnrmcnte numerose nella metà est (fino a ---- 1,40 rn ), con terrn di
colore marrone scuro e pochi frammenti, insignificanti (fra di essi, larga Jlarte di
uno skouteli rigidamente troncoconico, HTit 145). La presenza, nel crollo, di grossi
blocchi squadrati, lascia supporre si trattasse della rovina dei filari di fondazione
dcl vestibolo.
Nell'area del pianerottolo S. E. (rn 0,80 X O,llO) si giunse, con tagli Rt1cecss1v1
e senza una vera e propria sequenza stratigrafica, fino al livello del vergine (a quota
-- 2,00 rn) medi:rnte la rimozione di alcune pietre (fig. 42): (pielle sotto fa soglia
esterna fong(>vano probabilmente da sottofondazione (sez. F- F', fìg. 20 d). Il muro
est raggiungeva un'altezza di m 0,70, tenninando poco sopra il banco roccioso; i
fìlari sotto la soglia interna di J,2G m, si ad11giavano invece direttamente sul kou-
skouras (alt. nmss., insieme con la soglia, m 0,72). 1 frammenti erano molto scarsi
e non significativi (qualcuno certamente TM I) fino a l,IJO m; assenti,
nel taglio su bit.o sopra il li vello sterile.
Ncanclw lo scavo del corridoio ovest fu prodigo di indicazioni. Asportato il crollo
superflciale e profilata la gmana col suo gradino, si rimossero a van li \·e Ili di verse
pietre, addossate soprattutto ai muri, probabilrnent,e i resti della loro rovina. Parti-
colarmente fitto risultò il crollo da l,75 a --1,85 m (fig. 4:1): soltanto al taglio
di I,!)()/ 2,00 rn la terra, in genere di eolo re ehinro, mostravn chiazze rossicce do-
vute, come vedremo nella descrizione del sottoscala, all'incendio finale. Xcssuna
trnccia fu rinvenuta del pavimento; la assoluta mancanza di materiali è giwitificata

55 BAN'J'I, p. 279 sgg. 'N"c:,;;sun ritrovanwnto era finora noto por il gruppo di
56 11ppe11a il ca.;.;o di ricordare cho l'J:ToJbherr axeva ambienti C:, C, E, D Beavati nel ruarzo del 1910 --- elrn
ritenuto il cmnplesso dci vani pro- abbiatno proposto di rttlribnire ad uu 'unica eaRt1.
topalazialo. l rin\'r:ni1nent.i noi vaui A ed F (BANTf, p. 2Ho) 5 7 BAN'l'l, figg. 180 e 191.
indusciPro inve('l' la Bant,i ad assegnarlo ah\;tà della villa.
.. · .. ·.

Frn. 45 PLA:\UUJ'l:lUA Sl:llK\lATlCA rmr \•AsI I E Il, CON TNDlCAZfO:\J<i [}}}]:


HO VINCENZO LA ROSA [42)

invece dalla funzione di corridoio: dei pochi frnmmenti, spesso non significativi, al·
e uni possono essere l1t trib ui ti al T;\1 I.
li vano sottoscala, dopo la rimozione dcl crollo di pietre fino a I, 70 rn, palesò
subito il suo carntterc di dispensa-magazzino, con i vasi ancora in situ e pieni di
denato (fig. 44). Immediat<Lrncnte sotto le pietre, la terra assumeva il tipico colore
nissttstro, a trntti cinerino, detenninat,o da un incendio; abbondanti tracce cli fttuco
fu possibile rilevare anche stilla ceramica. Questi vasi, che appnrivano nettamente
schiacciati, dovevano poggiare su un li vello di terrn battuta (a (jUObL 2,02 /2,05 rn),
sopra il q1mle avevano lasciaJ,o le impronte delle basi. Un'olla pit,Jwide con beccuccio
a ponte, due anse a cordone impostate sulla spalla <'d un'ansetta verticale opposta
al beccuc:c:io, era decorata nella parte superiore con qHattro grandi spirnli in vernice
marrone chiara (fl TH, 182, 11. :rn di fig. 45 e fig. 4G a): conteneva, per circa % della
strn capienza, fichi carbonizzati "8 • Proprio accanto, giaceva un piccolo pithos con due
Mrne orizzontali a cordone e due verticali più piccole, orrrnt,o da uua semplice fascia.
ondulata in vernice bnina (HTR 22:l, n. iHl di fig. 45 e fig. 4G rn). Dentro di esso,
oltre allo skouteli HTH, 154 (tig. 46 i) era sistemato uno stamnos 11cromo con orlo
s11gon111to e due 11nse a cordone sulla spalla (HTJt 177, n. 41 di fig. 45 e iig. 4G e),
nel quale furono raccolti numerosi semi ca,rbonizzati; assieme ad esso, sempre dentro
il pithos HT.R 182, verme recuperato un coperchio-piattollo, con presa a lingua sistc·
nmta all'interno presso il fondo, le cui d.imonsioni ben si arlnttano alh1 bocca dello
stamnos (HTR IG7, iig. 4G e). Un secondo piccolo pithos, rinvenuto proprio al limite
della fondazione ovest del vestibolo ( HTH ID:?, IL 40 di fig. 4tì), con sei minuscole
a,nse fra collo e spalla e due maggiori sopn1 di essa,, conservava all'interno il piano
cli appoggio per il coperchio e cuntmwva anch'esso resti cli semi carbonizzati: ern
decorato in vernice marrone chiara con quattro grandi spirali o con un piccolo giglio
a doppia volut11 e appendice triangolare, di8posto orizzontalmente fra due di eRso
(fìg. 4ti I). Non potevuuo mancare gli skoutdia, in genen' di forma troncoconicn ( HTH.
178, lL 42 di fig. 45 e fig. 4G g; HTR 140, n. 4i3 di lig. 45; HT.R 151, n. 3il di fig. 45
e fig. 4G h), <.mdie di notevoli dimensioni (HTn 160, n. 49 di fig. 4G e iìg. 4G d);
c:'era inoltre tm bocctdetto acromo nel ben noto sclwrna pirifonrw (HTI:l.. 15i3, n. 50
di fìg. 4D e tig. 4() e). Di tl.ne grossi v;i,sì presso la piccola soglii1 (nn. 44 e 45 di fig. 45)
crn conservata soltanto la. parte inferiore; di Lmit brocchetta a corpo ovoid;de si po-
terono reintograrn il collo, l'ansa, tratti della spall;1 e il fondo (llTR 224); quasi
intero fu in \'e ce ricostruì tl1 llll' olletta con beccuccio a ponte ( H TR 19 I, lig. 4G b)
decorata sulla sp;dla in vernice nero-bruna con fest.oneini ondulati.
[ materiali soprn descritti permettono di fiksarc: al momento finale do! '1':\I 1 la
distruzione del complesso e costituiscono un preciso terrninus post quem per la co-
struziom' dd vestibolo del Racello. Sarà utile inoltre ricordare clw i vasi del nostro
wttoscala trovano confronti fra quelli recuperat.i sui pavimenti dellit villa, (•Clll b
la quale la nostra « dei fichi» (v;.mi G, D, F3, C, I), sembra in qualche modo
orientata.

58 Ne fur(lno contati ul1ucno GO ese1npla:ri .interi. che ne lnt fatto ogg()ttu di un suo studio (in questo stcfiso
pioni <li qu<'st.i, nll'i se1ui contenuti 11eg;li tt! t.ri vasi sono A nnua,rio. J l 7 2). ApprotìUl1uno per rìng1·a1,i11,rla
sta.ti sottoposti ad esnrne dalla prof. :\I. Folliorl, delln, dlrno;-;t-rata.
t,uto di Botttuicu doll'Univorsità di Horn.a La Bllpienza
b

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r/ I lr

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Fw. +G u: OLLA FrT11omp; I!T!{, IH2: h: OLLKl'TA <'ON n1<:rTi:cc10 A l'ONT1<1 llTI{ 101; e: ><TA'1No.s HTH
177 E COPERl'fUCH'fATTViLLO l!Tf{, Uiì; d: SKOFTf<J!,f .HT!t ]i)(); e: BOCCALETTO PflUFUJOJVi HT!{. !ii:l:
/: SKOUTELf IITH. I+ti; (!, h, SKOUTEL,f,\ HTH 178, Iril, !:)•i; l, m l'L('('OLI l'lTHOI H'fH, UJ:Z E :z:z:i. LlAL
\"ANO l,
92 \'l:\('.K:\ZO LA HOl->A [HJ

Coutimw1Hlo al di soJ.to dello strn-


to pavimentale, si mì,se in lue(c, a quo-
ta 2,0:l rn, la sommità di 11n ;dli·
neanwnto '.\. E.-H. O., lungo rn I ,:l3,
che si penfovn sotto il murn nonl d(d
vano: ne rimaneva la sola faccia ovest
(largh. rnass. m 0,00: alt. mass. rn o,:lo),
a pic•trn ben squad!'ate e· al'costa({' c011
;1,cppc' e terra (fig. 47). Il ristrdto sag-
gio fra la pic:cola soglia d.d sut.tosc11la
e: il m1ovo muro potò ('SSl'l'l' apprnfon-
dito fino a . 2,40 m, con molti piccoli
e i otto Ii e frnm nwnti quasi es cd 11si 1· a-
11wnte .\L\I II. Anche L1llìw·anwnto
sotto 1, eerto resto cl.i 1111 rnn bi(•ntc
protopal;u,ìale. lT<L dunque· c•o1ttP111 po·
rntwo all"ultìrno n10niento di 1·iht d<'i
vano [3: con la cost1·uziorn• del1"1111-
bic•nte f l'l'H Ntata forse l:illlll\'IJat;l
ogni trnc·<:ia delle strntture interllll"
d Ìf' ,,,,
I liv('lli ntggiunti rnd nmo ] ta
co11vinscro che l'attig110 ambiente D
Fro. 41 non crn stato ,,;cavato per intero (il
JUA S0'-1"1'0 lL Ll \'.ELLO PA \-1 '.\'UC'\TALE DEL ,'-J(Yl"l'O- piano di t:alr.wslio rimtUH'\'<1 infatti a
(:-.: ]'fU\10 l'L-\XO, LA SOULIA Dl
ACC.MSSO .-\L D,\ ()\'ES'!'. quota I ,;"ii) rn (fig. '.\ell'agosto
dcl J 97B, su I finire della campagim,
pcus11mmo pc•rtauto di ripn•rnlere lm·-
vemcntc l'indagine in quec;t'area. '.\ Pl settore '.\. O. cluH'amlJiPnk appari va n-
cavato 11n recesso cpia,drangobtre, In cm delimituzione doveva aver JH'ovoeato
la chiusura della porta frn D e C. ln que::;to piccolo [()(:<.tic, dn noi irnlicato come I)/ I,
rirnossn la tetTn di riporto, si ritrovò Ptpidamenfo un li vello di Btucco bi;mco (a. quut;'
l,G3 m) che, individuato dai primi scavatori, 11ppariva ktrganwntc cb.mncggiato
(fig. 4!l). Si poté inoltre chiarire la struth1ra dell11 zona H. E. di D /I, coHsNvata wl-
tanto nei filari inferiori, con un bel blocco nngolarn ed una lastm appena ngg«ttante
dal Jlilviment.o di stucco, verosimilrnente in funzio1w di soglia.
Oltre che dal recesso D / 1, una ripres;.1 succec;si va e\ ttcstimoniaLt da 1111 Lra Lto di
muro alla metà otfontal<' del lat,o nord: ;;i accostava infatti ohliq11arnentc: alla pardo
vera e lH'Oprin, interrottn poi d:1ll11 costruzione del ve:stibolo, e da iwi sc>guita per
almeno :i,:w m. Tale parete doveva forne iclentilicarni, ini7,ia,l11wnte, c011 quclkt sud
dci vani ;) e 5 a dell:1 «Casa Est» •rn Per stabilire anzi il n.1.pporto fra quc.st'cdificio
e la iwstrn «Casa dci fichi» ò utile osservare la cmTispondenza l' l'orientanwnto del"

Ml Sotto il livello pavi1nentulo 1':\1] oltre ai fn:un- '\L\I 111.


inenti Ils si recupern.runo .soltanto un paio di cocci BAXTrj> fig. un.
F10. 4B ·· \'A><o IJ, HJèc,;sso
04 VINCENZO LA l10SA (46J

l'angolo ad Est del magazzino f "1, con q11ello interno fra, C e D e con l'esterno frn
I ed E. Le due case fùcevano dunque, prolrnbilmente, parte di un unico pimw edi-
lizio; Ja costntzione della nostra, in ogni caso, sembra, presupporre l'esistenza della
«Casa Est». ln favore di una sistenmziorw di insieme dell'area depone anche il resto
di im cmrnle clw, attrnvc:rso il muro nord di U, si a quello già in luce nel-
l'ambinnte H e costituiva una ulteriore 1n·ovi1 della recenziorità del pavimento di
stucco in D/L
Lo sbùncanrnnto superiore all'iuteruo di D, lungo lo due fasce attigue sud ed est,
fu portato fino a ·--1,70 rn: a questa quota ht terra apparve di colore rossiccio, ri-
chiamando Io testimonianze clell'incenclio nel sottosmLla ddl'ambicnte L Alla ste8sa
profondità fu così rinvenuto, soprattutto nella fascia sud, un nut,rito grnppo di vasi,
egual11wntc iumeriti dal fumo, aneli' essi assegnabili al TM I b (fig. 50 a, b), LI11a
anfora a corpo ovoidale, con collo tagliato obliquamente e due piccole mrne frn questo
e la spalla, ern {kcurnta sul davanti .i.n vernice br1mo-mnrrone con cinque foglie irre-
gobri variamente Hgoeciolate (HTH. 2Dl, n. l di fìg. 45 e fìg. 51 m); accanto ad essa,
pn·sso il muro ovest, giacevano nn grosso skouteli in molti e minuti frammenti (n. 2
di fig. 45), la, parte inforiore cli un n1so >1 corpo ovoiclaJe (HTll 349, 11. 4 di fig. 45),
un bacinetto acromo ad alta pnrete che poté essere ricostruito per intero (HTH il09,
n. il di fig. 45 e fig. fil e) e, sotto di esso, uno skouteli tronc:oeonico (HTR 301, iìg. fil b).
Uu boccale con sgrondo e due bottoncini presso l'orlo aveva resti tli vernice snrm
stil collo P yentrr; (HTR il(H\, n. 5 cli fig. 45 e tig. 51 a). Sempre in questa fasfr1
o\·est, a -- 1,D5 m, presso il murdto sud di D/l, stan.t un ;1ltro skouteli, ancorn del
tipo troncoconico (HTR 272, fig. fil l). Un secondo gruppo cli vasi giaceva accanto
all<.1 parete rucridionale. Particolarmente notevole In parte superiore di urm grossa
hydria ;1 corpo ovoidale ( HTJ{ 320, 11. G di fig, 45 e tig. 5 l n), munita di sgrondo,
deco1·atn in vernice brnno-nutrrone, con tre (?) grnndi spirali correnti. J}i1 molti e
minuti framnwuti si reintegrò quasi c:ompletamento la brocc11 acroma con l>occa tri-
lolJata lITH 27() (n. 7 di fig. 45 e fig. 51 (!) a corpo ovoidale allungato e con ingub-
biatura crema. Di tre skoutelia accostati, d1ie era,no di forma semiovoide ( HTl{ 27:l
e HTH 27G, nn. 10 e 8 di fìg. 4r> l' fig, 5l d,f), ed uno troncoconico, mancante di
un tratto di parete e di orlo (HTT{ 271, n. 9 di Jìg. -Jcil e fig. 51 ·1'.). Nella fac;cin ad
Est dì D /I, capovolti ed isoktti, si raccolsero i resti di altri due skoutelia tnmcoco-
nici (HTR 270 e HTR 27J, nn. Jl e l2 di fig. 45 e fìg. fil h,e). Da vari frammenti
fu possibilt; ricostruire una coppa ad orletto svasr1to, decorata in vernice bnrna con
frpgio di rnn10scdli orizzontali (1:1TR 324, fìg. fi2 h). Jn questo strato pavinwntalc
furnno ancora rccupm'ati diversi frammenti TM l dipinti (fìg. i52 a): un tmtto di
mrna <1 cordone schiacciato, in particolare, recava sovrapplicato uno scl1cmatieo qua-
dnrpede acefalo, decorato in vernice marrone (vedi oltre, fig. 80 e).
Ncll'm·c'a est, subito sotto il piano dr'Ì vasi, si mise in luce il banco di kouskouras.
fl livello del pavimento doniva. essere in rapporto con quello della soglia clw, costi-
tuita d<t divcrnc pietre legak frn di loro (a!L 12/ !5 cm), fu rinvenuta a quota 2,0il m
in COlTÌspondenZ<1 del passaggio fra D ed r. In quest:\ fascia sud, sotto il piano della
b
b'n;_ .50 · \'Aso D. 11: U1n:rpo nl VASI ALL'AsGnLo s1·n·O\'EST (:--::-;. 1-4 1:--: FIG. 4iì), DA EST. b: rmi:r-
PO TH YASf L{_-:-xGo lL :'.\frRO ("'.'\'.'\, H-10 1-;\ F10. 4;)ì DA ::\-()HD.

d e J

FIG . .51 n: BOCCALE IIT1t :l06; b: SKO\JTBLI Jj'fl{ :.l01: BACl:\BTTO H.TH. :lO!l: d, e. Ì:
HTit 27:!, 274, 27:); g: mwccA HTH 270; h, 'I;, l: SKOUTELJA 1-!TR 270, 271, 272; ,.\svoRA ll'J'l:{
2\ll; n: HYDHIA HTH. :l20. DAL VA.SO D.
VlXCEXZO LA ROSA 1+s1
soglia e fino n 2,40 rn, il terreno :apparve molto ricco di ciottol.i, gett<lii prnlmbil-
mente per colmare• il dislivello della roct,ia: in mezzo ad essi enuw ancorn di 1 cr,"i
framnwnti T11 I, con qu;tlclw 1L\l. Giù a 2,21 rn, tuttavia,, proprio sotto
il lllllf'Ptto sud di n /I, si mise in luce un alliuennwnto E-() (!ungh. lll 0/>2) clw si

a b
FJc-. 02 \'-.-\'.\'() :n. U: SC}]L!l'f, O.c\LLO ,:..;TfL\TO lH {;; J>HOF!LO E !>:li:COlL\-
ZIO'i1' ll'l<1LLA ('OPl'A HT!{ :l24,

perdeva al limite crvcst di .D f;:{): alto rn 0,40, poggi:av<t dirett:1menfo si.il kou-
skouras e ccRtituiva fonw il resto di una costruzione pii'! antica. Xon altrettanto ò
possibile d.ire per akmw pietre, pi1't o meno irregularmcmt<• legate, che aggettavano
dal tratto orientale dd muro sud, comunque rilevate e lasc:iak in sihL L'allìuea-
mento di quot11 2,21 m rnppresl:nhwa probabilmente ìl livellolli passaggio fra
lo strnto T.\I T o qunllo }L\l: la cermnica protopalaziale diventava (1ua,si esclusiva a
partire da quota 2,+0 n1 e fìno al konskonm,s (nell'angolo S. O. dPI \'a.no a quota
-- 2, 70 rn ). TA.L frnnrnic·rliarìctà del rnakriah,, la contemporn11<'<1 presenza dei \'ari
rnorncnti ,\L\l consiglìano di vedere in lprnsto strnto un semplice livello di nceum1do
e n•nclono ardua una proposta uronologica per il nrnretto sotto lu pnrde wd di
D / L Tra i frammenti di questi tagli inferi ori ricorclinm o il fondo cli un piceolo pi t hos
a triplice corclonatura, rinvenuto, assieme• alla parte inforion• di 1um lattiera iwrnma,
a - 2,40 rn (fig. ii+); mrn cìotolirrn-skouteli eon eorpo a calotta (HTI{ 2++, fìg. {iD);
un elument.o plnstico a 8dtore di cerchio eon appendice cilindrica inkrm1mentc· eavo
(coda cli un uccello o meth di un'ascia 1) (fìg. DG); un grosso frammento Karnares a
\'erniee nera con decorazione :-:tampigliata a piceoli elementi spirnloirli (fig. D7), cd
altri cocci sempre di tipo Karnares, ]\[\I IL Poco sopra la roccia, i fondi lli skon·
telia erano sia al tornio che sagomati a mano. Anche i livelli sotto Io strato
tale richi<1mano dunque h1 situazione dell'attiguo vano L
Indagini fnture potrarmo infine aprmrare se anche nell'ar.nbhm.te e: lo scavo non
sia stato portato a termine.
Subito a Rud dei vnni E ecl I, per profilan' i muri, fo esplorata mm st:rcttn. faseia
(di O,D0/0,80 m) nella quale ci si limitb 11 rimuovere lo strato superficiale. F11 così
possibile mettere in luce i resti molto mal ridotti di un piano lastricato che risaliva
\',-\SO]),;-\ L-\ SOC:LfA_ FIL\ "J) .h:J> 1; A S);'. i,',\LLl:\EA}fI'.i-:\TO Dl \Il'!tO LA PL-'1. ..
HETE lfEJ, f-U_<X'l<is ...;n 'f)j]. r)_-\ ()\-F:--T, D.-\Lr,'_\J/l'O.

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iHl 11'.Hil® @fù®lìllìltiHi)®®<iHllf>

57
F1u. :'i·I \/_.\"-.;(_)D. _FJL\\1:\-f'E'.'\Tf SOTTO rL LIV.ELLO PA.VL\JE'.'\T,\Ll' (),lJOTA 2,40 :\[, j)_,\_
FHi. tiG CH>TOL!c-;.\ HT!:. 24-L ll.11, v.1:-;o D.
_Fin, ;)H 1iJLJ:i:\J:ENTO .l'LASTl'CO DT IXC};H,TA ((-.:'ODA Dr '! o :U.ETA. DI
ASCIA DAL VAX(} D.
Frn. 37 \loT1vo PEC'OlLIT!VO nr FHAC\DJKc-;To ::VlM TI, cox STA,lPJGJ,rATURC. DAL VAXO D.
\l8 VINCENZO LA HOSA [ii O]

lungo il pendio del colle <.melw attraverso bassi grndini, ottenuti con lastr(' più
gro:;me e sistemati ad intervalli irregolari (fìg. 58): uno, a quota 1,72 m ern prnprio
all'angolo 8. O. di E (fìg. 40), un altro (a l ,-J-5 m) quasi in ('.<.HTÌspondcmm dello
spigolo fm E ed J, un terzo 1,07 m) diwanti alla soglia estenm di quest'ultimo

FIU, ;)K A.BEA A V;\.);[ .L Ò, "(·


SACELLO, CO.); n,i:.::., !CESTI TH LA:--lTJUCATO.
DA OvES'r-Sun/OvEsT,

vano, un quarto (<L O,!ll m) in lineii con l'estremità del lungo muro E.-0. 8cmlH'f'-
rcbbe ovvio che questo lastricato rappresent.assc la continuazio.nc d.clli1 rnmpa ascen-
dente• la quale, attraverso la grande scalirmta, collegava il pinzzale inforion' l' la villa
con la sommità delln collina: già seguita dagli scavatori tino al vano G, può l'0scrn
ora prolungata alnwno fino all'ingresso prirn:ip:de delln « ( 'asa dei tichi ». Lo snwo
soprn il lastricato non diede alcuna indieazione stratigra.fìca, n eausa anche tlt>lln
scarsezza clell'iuterro; l'humus di colore scuro, con cocci di tutte lo epoche,
infatti fluo al pinno delle lastre. L'unieo riferimento resta (pfrrnlì la distruzioHc dci
va.ni della nostra casa, ai q1m1i questa strnda (con unico piano edilizio') scm bra adat-
tami. Appare anzi vNisimìlP pens!tn' dw le lastre messe in luce costituis0cro, piii che
la vera e prnpria se([(, ska(b[c (da collocare appena a 8ud !), la sistPmaziorn: (lclh
ristretta area cli raecordo fra quPsta ecl i nlllri della casa, a sorniglii1nzn ili quanto
già accertato presso l'angolo 8. O. del vano G.
·-
-
Il>
E

o
J ()() VINC[NZO LA ROSA [52]

P:irzial 1m·ntc di verna poteva essere in veer; la situazion<' a Sud del lungo rn uro
E-O (fig. 2.J.ì, dove !'a.rea scava.t.n varia.va in arnpi(•zza da rn 0,90 n ni 1,20. L'im1>1·cs·

sionn elw I(· pietre anche qui rim·('llllte costituissero il prost('_guo del lastricato. ri-
sulta a prillla vista eontrndd.ctta rlalbi n1<1ggiore irregolnritil degli clr>nwnti usati
(dw in qualdie caso Ri st.enta. :Hl i11terp1·!'1arr; eorne lastre), 1; dallo .sksso <lllOlll<tlo
variarP dnl dislivello. Non va inoltre dinwntic•1to che l'allincnnwnto proprio al limite
e't <folla fasei1l non costituivn un gradino, nm la continw1zione del divisorio wl
qimlc si crn. irnpost<lto il lungo rnuro E-0. Xella sez. E-E' (fig. 20 /J) si vPde che lo
strnto l L di (listruziorw (o ab bandono d.i q uest' ultimo, era siskma to fra il li ve! lo dd -
l"h11m11s e lP pietre: in qiwlln G-G' (tig. 20 a) ò possibile invece osscI'\'M"P mH:lw uno
strato Il rt, riscontrato in 11n trat.to in cui ma.neavano pietrn o lastre'. Sott.o il piede
elci lungo m11ro [,;_()e fino 11 1,20 rn, c'era 11no scarico di c:wci ,\l M, :rnche cli buo1m
epoca, con frnrnmenti Karnares a decorazione dipinb1 e sh.un pigliata· si trntt.nva pro-
llahilmen(.(• dello stesso livello sul quale si era sistom,1to il muro sud di lì "2 , prove-
niNltP di11l1L distrnzimw e lbll'abbanc\0110 del quartiere protopalaziale nhicnto in
questa zona ckl colle.
RPsta ora cfa riforire hrc,vemente dei lavori attorno al!<' fondazioni del sacello,
hvori dai quali avevamo in effetti pn•so le mosse per il saggio \'. Ci sc,mlm'l preli-
minarnwnte opportuno, dopo mm pulizia superficiale, eseguire il riliPvo dcl\'(:dilicio,
conw ci era stato r'onsegnato dai vecchi scavi, compresi i restauri e i ccmsolidamenti.
Rinmndando ad altra Sl:de lo studio della ienografìa, (lcllc: teeniclw eostrnttin' e del-
l'alzato, ci limitimno qui ad alcune osservazioni di scavo, utili per riproporre la cro-
rwlogia cli un monumento così importante. Alla fig. il\l è presentato dunqiw pnr 111
prima volta il rilinvo dettagliato, con higgiunta dei particolari ricavati nel corno del-
l'indagine,
Sui lati nord, sud ed est, riwltù subito chinrn l'esistnnza di riseghe (li fomlazione;
su qiwllo settentrionale, inoltre, il lilarn più basso si seguin1, senza soluzione di con-
tinuità o t.raccp tli rifacimenti, por tutfo, la lunghezza dell'l:dificio: l'idPa. dell'ag\!:iunta
s11e<:Pssiva dnl e. d. vestibolo ci sembrèJ quindi, fin dall'inizio, da l'<'spingm·c• G:<. Questo
filare, ahbash1nza rcgolarm"nte alli1w11to, a pictn: e last.n• di nwdia grarnkzza con-
nesse con zc;ppc\ m1wven1 dall'<rngolo X. E. a quota ·+ 0,20/0,Hi m, eontirnianclo, l'Un
q1wsto siesw livello e uon un aggdto quasi c:ostnnte di 0,2ii/O,:l0 rn, per un tratto
di m I, 7 i) ca., tino all'al li rwnmento eol b11nco1w i nt.erno: riprendeva quindi da quotn
O,O!l m poggiando con unieo hloeeo clirc:ttnmentc; sul vergine (quota m,
Sl'lll}H'P in corrispornlcnza delln linea del bancone) (scz. C-C' di fìg I .J. a e tig. GO u).

In qupsto stesso punto iniziava. uua seconcl:t risPga di fondazione, piì1 elevata (quota
0,07 rn), fatta di blocchi parallelepipedi regolarmente sbozzati, con un aggdto (]i
8 mn, che Regnita va per almeno 7, 7 r; m, cioè ahbondant.enwnte oltre la lin•'a della
soglia. In rapporto con questi filari di fondazione, nd tratto est, poteva eRsere una
piattaforma quasi rettangolare (dimmrn. mass. rn 1,70 x 0,00 rn), di pietre non sboz-
zate, nccost11te fra di loro nwdiante zcppP P terra. Al limite ovest, in corrispondenza
ancora c:ol lmnco int,erno, tn]e piatti\Jorma assumeva l'aqH:t.to cli un vero e prnprio
allineanwnto NO-SE, conservato su dun fìlari (alt.. 0,f>O m) e poggiante diretta-

D2 Vedi sopra., p. 84.


11

60 - a; I FII,.AHI DI JFONDAZfO:'\Iii NOJ.tD DJ!.:I.i SA_\'J<:L1;0 1 CON LA (( J>L-\.'l'TAFO.Rl\TA


NAJ_.1B 11, DA Ov:t:sT; b: IL DI ES'P n1<::.:L DA Non:n; e: Vl{:DlJTA
RA'LE D:F;r.. JN PIANO I VAS-I }) BD I,_ DA OVEST.
102 VINCKNZO LA ROSA [i!4]

mente sul kouskouras (fig. GO a). Allineamento e piattaforma, alla stessa quota dcl
filare cli fondazione, apparivano nettamente accostati ad Psso, tali cioè da presup-
porne l'esistenza.
La terra soprn la piattaforma, in pendio da Est ad Ovest, (il piano di calpestio
variava da 1,50 ma + I,00 m), si rivelò scivolata dall'alto fino a -1- O,G0/0,50 m.
A questa quota apparvero molti ciottoli e piccole pietre, misti a terra di eolore chiaro,
con frnmmenti abbastanza numerosi e di v11rie epoche. Dalfa sommità della piatt:L-
forrna ( 0,25 /0,20 m) a 0,05 m si poterono isolare diversi cocci di Kamares fine
I h e MM II; al limite nord stava inoltre lo skouteli a base sagomata a mano
HTJ{ 128, qw1si integro e con resti di bruciato. Assieme ai m;1teriali Kamares ernno
frammenti TM I, anche decorati con spirali, ed un minuscolo tratto di orlo a super-
ficie smaltata, verosimilmente TM III. Nel taglio inferiore, cb1 --- 0,05 rn al kouskouras,
i cocci ernno invece molto scarsi, qualcuno ancora TM l (anche « rippled »). Quest,e
indicazioni chLl Raggio attorno al1:1 piatktforrnt1 risultarono confermate dalla pulizia
lungo il filare inferiore di fondazione, sempre sul lato nord (trincea lunga m 3,80 e
larga m O,:rn): dei pochi frammenti significativi, alcuni erano certamente TM 1.
Sul Iato ovest, ali 'esterno, si pot.é constatare soltanto che le fondazioni, abha-
stnnza scmrnessc, ma certo in tecniea più. sciatta, erano conservnte per 2 o 3 filnri
e poggiavano direttamente sullo strato di distruzione dei vnni n ed I (fig. GO G). Inol-
tre, l'estremità settentrionale di questo lato si addossava chiaramente al muro nord:
segno questo, forse, della diversa funzione statica rispetto agli altri lati. L'angolo
S. O. si presentò molto rovinato e parzialmente lacunoso (fig. 33): fra la terra smossa
si raccolse qui una graziosa tes1;ina di quadrupede, con ingubbia,tura chiara e resti
di sovradclipintuni in rosso-vino (HTR 118, fig. 13 i, o).
Sul lato sud, il tratto corrispondente al vano 8 era piuttosto irregolare, sin per
le dimensioni che per la disposizione delle pietre, consolidate al momento dei primi
scavi: l'allineamento all'interno del vestibolo, sciatto cd affrett<Lto a pnragone del
corrispondente tratto nord, non farebbe eseludere un parziale rifacimento. Sempre
lungo il lato sud, all'interno del sacello, le fondazioni sfruttavano, con pietre dispm;te
irregolarmente, le strutture murarie dei vani y e S, sistemandosi sui livelli di fre-
quentazione posteriori alla loro rovina. All'esterno si poteva invece seguire una risega
molto regolare (aggetto medio 7 /10 cm; alt. 10/15 cm) che, costituita da, blocchetti
con sommità a 0,05 m, dalla. linea del bancone giungeva, dopo un trnUo di quasi
5 m, ben oltre h1 soglia (fig. 21 ), richiamando il filare superiore del lato nord.
L'ultimo tratto, dalla linea del haneone fin quasi all'angolo, ripiegava verso Sud,
presentando un aggetto sensibilmente maggiore (fino a 22 cm). Per di più, una
seconda piattaforma di pietre, simile a quella nord e con essa quasi ct!lineata s11lh1
faccia ovest, occupava quest'are't, perdendosi sotto il limite meridionale della trin-
cea: conservata su un solo filare (alt. m O,:lO), sfumava sul lì1to est e presentava in-
vece una faccia in corrispondenza con la linea del bancone (a + 0,23 m). Poggiava,
mediante il sottile strato di terra rossiecia già descritto dentro il sacello 64, su un
muretto trasversale NE-SO (sez. C-C', fig. 14), ripulito per una lunghezza massima
di m 0,90 (fig. 28). Quest'ultimo, con un'altezza di m 0,50, continuava sotto la piatta-

1H Vedi sopra, p. 65.


[55] HAGHIA TRIADA, II

for1na e sotto il limite sud dello seavo, poggiando sopra la JliLrete est del vano [3 nella
fase M.MI b, ad essa quasi parallelo. Lo strato omogeneo da O, l5 a --- O,Gi> m, re-
stituì frammenti in preval(mza MM IL È possibile dunque che la nuova struUura
fosse in rapporto con il corrispondente livello di [3. La. brevità del tratto conserv<Lt.o
sconsiglia tuttavia di proporlo come limite est di quel vano e di preforirlo quindi al-
hillineamento anch'esso frammentario, da noi indicato sulla base della con-
gruenzn di orientamenti 65,
A.nche per la piattaforma sud rimangono notevoli dubbi: la somiglianza con
quella nord, nonostante 111 leggera differenza di allinenmento, sarebbe contraddetta
chil fatto che la meridionale sembra come « spezznta » dal filare di fondazione e q1msi
raccordata successivamente eon delle zeppe 66 (fig. 21). Questo dettaglio renderebbe
problematica l'ipotesi ehe le due piattaforme costituissero una sorta cli contrafforte
o di analernma por il pendio del colle, in rapporto con la sistemazione (o con un rifa-
cimento'?) del sacello.
Sul lato est, infine, si delineò un unico filare di pietre, sbozzate soltanto presw
gli angoli, in genere piuttosto irregolare (a quota 0,52/0,i>:{ m), con mrn tecnica
cioè sensibilmente diversa, da quelln impiegata a Nord ed a Sud (fig. GO b).Nel taglio
dal piano di ealpestio a 0,28 rn, raccogliemmo cocci J\11\I, T.:VI I ed un paio di
frammenti di kylix verosimilmente TM III; questi ultimi rappresenterebbero, insieme
con l'unico del Ia,to nord, ht sola testimonianza di tnle età lungo le fondazioni da
noi saggiate: tale indizio va dunque sommato al preciso t.erminus post quem fornit.o
dal corredo pavimentale dei vani D ed I.

Ma è orn tempo di riproporre in via provvisoria i (fati di fa.tto o lo nuove acqui-


sizioni relative all'int,ero saggio V, cominciando proprio dal problorna della cronologia
del Haccllo.
IUtlettendo sui taccuini Halbherr o Ha.nti, notandone alcune discordanze con
la pubblicazione del 1941 67 , abbiamo potut,o conformare che gli scavatori ìtttrilrni-
vano alredificio almeno trn livelli quello a.ffrescato con scena mnrina,
e due superiori in terra battuta, distanti fra di loro ciascuno ( ! ) mm quindicina di
cm. La quota. delle soglie e del battuto all'angolo Sl<; del vestibolo si accorderebbero
dunque solh1nto con il più antico di ossi: l'accesso sarà stnt.o comunque sempre da
da Ovest, attraverso gradini o rampe. Su ognuno dei tre pavimenti stavano quei
vasi cilindrici a tubo che, caratteristici in genere del TM UI, furono invece attribuiti
<falla Banti, nel caso del pavimento con affresco, al TM L Abbiamo inoltre potuto
appura.re che la stessa studiosa, nel taccuino dPl I n:rn, aveva segnalato I' esistenza di
cocci micenei anehe sotto quel pavimento, ricordando fra l'altro <<la. parte superiore
<li un vaso cilindrico con anse in t. c. grezza», omessa nella pnbblicnzionc 68 . Non
poteva., in ogni ca.so, fare 11 meno di ammettere «che la cormnica sul pavimento (sci-
lfret con affresco) non ha, caratteri tali da pcrnwttcrc una cfata.zione » 69 : ciò vuol dire

615 Vedi sopni, p. 7:_L con uno strato di 1nat:.oriaU ri1nescola.t.L


66 I pochi fnurunonti rinvenuti fra di osse non erano G7 Vedi pp. ùi -58.
purtroppo significativi; neHsun elom_ento preciso posso- -0a Vedi sopraf p. nota.
diarno dunque Io. cronologia della, piattafonna, an· tHì i1nnuarù:> ciL. p. vedi sopra., p. fiB.
eh.e perché ad si arrostò lo scavo a 1nr
J l).} L5ffJ

clw 1wss1mo dei vasi pavimentali ern necessariamente del periodo 'L\1 1. La l{ant.i
t1VPVa poi opportimanwnte ricontato In sovrapposizione del sacello alle casr; di qttPsto
ultimo pt;riodo 70 , non triwncLme tuttavia 11; d.Dn1te conseguenzt'. Gli PIPmt>nti già 1wt.i
rendevano dunqw' difficilmente proponibile um1 cronologia neopalaziale, con rico-
struzione (e aggiunta del vestibolo'/) nel T:\L III: la ccrnmiea soprn 1: sotto i pavi-
nwnt.i, e in 1mrt.icolare il tipo tli vaso a tubo, avrebbero più t•orn:ttamcnte autorizznto
tma cL1tazione mie.eiwa, già pt:r il primo impianto tfoll'editicio, con i rifocinwnti da
sistcnrnre nell'arco dd T':\l llL I pochi dati rnccolti dal nostro saggio ci pare raffm-
zino (!lll'8ta convinziom'. Smnbrn ora iH:certato, in base all'ill(lagiiw lungo la fonda-
zione noni, che il c. d. VPstibolo facesse park cll\lla pianta originaria: è inoltre pre-
cisato il momento cli distruzimw th'i vani ll e<l l, cont.empDr;uieo verosìrnilnwntP a
quello tklla e. d.. villa. Qtiesta circostanza Pl'rnwtte di attribuirn maggior fll'W al
dato delb sovmppDsizìone dr>I vestibolo a quegli ambienti e di esdudc,n• che n \-illa
giit distnttta, ;,;i fossu proceduto ali<1 si:st<,mazìorw del nostro t:dì!icio. 11 disc:urno <lì-
ventn piri tlifrìcilP se sì vogliono preuisarn i momenti di vit<t all'int.enw cL:I T.\I I [I.
:\ientP dicono, purtroppo, i tre frnmrnenti micenei rinvenuti lungo le ed
è it[rpe1m più inten,ssante il resto di vaso a tubo recuperato sotto il pavimento. Ui è
parso inveee significativo che, ai nuovi eontrolli effettuati uon lo strumento, il sa-
cPllo risulti ablmstanza regolarmente allineato con un altro imJHlrt,anto etlificio di
età micenea, la c. d. stoà dnvnnti l'abitato, per la qimlc avevamo proposto urm crono-
logia di fondazimw al TM I li A 2 '1. Se accettassimo, come ipot.esi di lavoro, la stessi1
dat11 per il s;wello, potremmo porr<' fh1 tale: ruornento t' il 'J'M 111 B i due succes-
sivi rifacinwnti, proponendo t1uest'ultirno periodo p()r la distrnzione ([<;finitiva 72 •
Veni<1mo adesso <Lllc risultanze dell'imh1gìne sotto il livello del 1mvimento con
affrt;sco, attrn.nmm i saggi Banti del l n:rn e l \lii8. Abhia1no gi.à riferito dell'im po;.;si-
bilità di identificare i ([ue muri ricordati Jl()lla pubblicazione con quelli indicati m•l
taccuino e riportati in fìg. G n: nello schizzo di scavo i duP muri non rist.dtano itf-
fatto ortogonali e mm sono neanche a quota 0,50 rn rfal livello dt;J pavimento 7 ';
uno solo di essi, infine, ò detto a piccole pietre: coincidorcbhc' 80lt.anto l'indicazione
del din,rso ori<·ntanwnto ris1wtto 111 sovrastante sacello. Per qupsto strutture elte
dolJbiamo pcnsan' intt;rnmente demolite non veniva proposta alcuna cronologia,
perché i numerosissimi cocci furono ritenuti «appartenenti non al rmvinwnto tlt'l
vano Rottosta.nte, nm alla terra di riempirrwnto » n :\ella ricustrnzione ili fig. G ttno
dei due muri si sovrapporrebbe parzi;1lmente itl vano [3 ckl MM Il e rìsulkn·hbc
quusi purnlldo nl di viwrio fra y e 3.
P1:r il saggio del IH5N è possibile cfodurre l'esistenza dì un pavimento in stucco
bianco 1; rnsso a - 0,25 m rispt'tto a quello snpffiore n Rapportando qtwst;t pro-

70 l.uc, ilnnnario. ('it., p. :l7, ".\ou (\ elit<t.t'\) la


71 L.\ pp. :i:rn. si liniita:-;:-w H Ulì j!ll\'iolC!J10 () IW H\'c:-;S('
7"- L'itu!ìenzionr: viciw eonfen11atn, dal!c· ri;-;ulbt11·v: del individrwto u!nw1\U tratto. Lo sehizzn CD!l
(p«!' il qua[(· -vPdi sotto p. l 17 e dn cpwlk dusealia (d:t noi intq!;n;lnwut(' nlla uota :W),
lX effettuato del lBSU nd!a ò pr-csent.atn in una pagìua singolu, noti nc:!la
zuni1 doll'ubitaLo. deserizi01w (fri 111-vori.
73 I H41-'1:3 _p. :n: ·vNìi sopra, p. 5\l.
''1 Yetii sopra, p. 58; nottt 3lL
[57] HAGHIA 'l'llIAIJA, II l0f5

foudit;\ al zero 77 , ott,cniamo nna <pwta corTispondcnt+) a 0,40/0,4i3 m; poco


più in alto dP!la striscia di stucco bianco (di p;issaggio frn un rivestimento parietale
ecl un pavimento), por la quale non abbiamo .saput,o proporre clcnwnti cli cronologi;L 78 .
Per il corredo dcl i.mvinrnntu Banti avevamo invece indicato la data del :\L\l Il; al
:\IM 11 e 1.11 avevamo attribuito i frnmrrwnti dcl taglio superiorn "'· Sopra quedo
pa.vimento si snrehbero rinvenute delle strutturn rnurarie 80 , che dobbiamo suppornJ di
1111 solo fi];1re se vogliamo collocark nello spec;sore di 2,3 cm: neanche di que:-;ti muri,
('otnc già detto, abbimno trovato traccia, a meno di non voler pensare n quel breve
e sconnesso a,llineanwnto rinvenuto all'angolo SO 81 .
i-iotto il 1nwinwnto di quota 0.2:3 m andrebbe collocato almeno un livello di
fr<·qucntazione, con materiale che abbiamo ritenuto omogeneamente dcl JU\l 1 b,
fin wprn la roccia 82 • Essa, raggiunta cmi unico taglio, doveva. trovarsi (a giudicare
dallo .,pe:-;,,ore di quelli wpcriori), a 0,:36/0,40 rn, cioò a O/iiJ/O,GO m al
nostro zero: tale condizione ,,i realizzerebbe :-;oJtnnto sulle fasce nonl e sud dentro il
snccllo.
:\ldtcndo ancora insicnw i dati dcl rn:rn e dd I!Jfi8, diflìcilmentc potremmo far
coincidere i. muri del primo saggio con quelli del secondo. anche ammettendo come
giustn la quota di rinvenimento del taccuino (subito sotto il pavimeni:o) e non
quella d<'lh pubblicazione O,fiO rn), troveremmo rispettata soltanto l'indicazione
di UH livello sopra il pavimento di stucco bianco e dcl J !Jii8; non coinciderebbe
invcc·c la cronologia dcl materiale, poco omogeneo e più tardo, quc.llo del l n:rn, ri-
spetto all'alt·ro saggio 81 . da cscludcn' inoltre che questa seconda inda.gine
comportato il semplice npprofondirnento dci livelli della prima, fino alla messa in
luce tli un piano 1mvinwntalo più basso: ln profondità dcl kouslrnuras, deducibile dai
<fati dcl I n;rn, non collim<'rebbe infatti con quella da noi raggiunta nella probabile
ama delle demolite. Bisog1rn im:omma. a.ccont.cmti1rsi, per i 8a.ggi Banti, di
dodurre l'('Ristenza di ambienti protopa\;w;ia]i ciel :\lM 11 e almeuo dello frcqucntn-
7,Ìoni per il :\D[ 1 b e per il :\DI Hl 80 .
Quc.ste indica.,,ioni, pur con la rimozione delle strutton•, con fo. enrenza o la Hcom-
parsa dì altra documcntnziono, pm:sono tutt;wia concordare con le rwstre risult;1nzo.
l mmi dcl I !l:rn erano prnbabilnwnte i più rnccnti: l'allincan1Pnto col d.iviwrio -y-ò e ];1
sovrapposizione nl vano f3 non escludono un ipotetico rifcrinwntn allo li I. dcll<L
scz. C-C' (fig. l 4 !'.), che abbiamo a:;scgnato al MM I IL Con tah• livcllo mettm·ernrno
iu rapporto anche i materiali di qtH•sto periodo rccupcrat.i nol s;1ggio del Ul58. Per il
pavimento di shwco bianco o roRso di quota. - 0,2:3 m si potreblrn proporre una

77 Bfl.sht dedurre. dnl!a scz;. J!.!I' (lì_!.:;, 1$) il li\'cllo del p. nota. 11).
pnvinicnto tmpcrinre, in liac.:c ai n::-;i i di !avornzinnc: sullo B1 \'cdi sopra, p. fì8.
ln"bv di soglia, \quof<J O.lHf0,20 ni): l'fr. nudio c;opra, 82 J.u\ f{O:-)A, P· :JJ:(
p . Hl. \'cdi_ sopra, p. ;');.:i, noto :_L) o :HL
7s soprn, pp. ;)!l u ns. 8 ·1 Annuario J!),iJ.4;i cit-., pp. :n.38; vedi p. 0H.
79 i,,\ Ho_-.:A, pp. ;-; 5 H-iwano dubhìa, rw-r il_ rnsto, la local•zzrtwrno
HO ({,:\('i muri ikl!n. ea:-;a. costruita sul d<_'.i sal..::gi: (\ probahilo cl11', almeno a Iivollo snpcrioro,
o 1os"<o Il (v. L.\ Eu:-.;_\, p, :n:)),] di qunste :-;\rut- tut1a l'arca dentro il ,-.;a,collo sin s1,n.ta i.·splund_,a;
t11n; llotn'llll<TO cs.-wn· (!'t11w, ;\r11t MHilrmnmo alihinino ÌtJ\'(-:co proposto la
fatti come Ình'f')_)rutare- 11 Sul p. G2, nota 42). Nessun elemento nb-
st,ncco 1Jianeo o rosso, vi('ino al niuro per lu loro n_bieazioue all'intorno del
pit\ antica, sotto al niuro obliquo est'> (v. LA Bo:::;A_, sacello.
l OG VINCENZO LA llOSA [58]

corrispondenza cou la nostra line<1 di stucco a 0,:38/0,40 m, che l.tvrehbo allora


rappresentato, nell'area <lei vano 'l., il livello }LVI Il documentato nclJ';tttigno am·
biento [3. Rapportando tuttavi<t quota Banti - 0,25 m alla sez. C-C', llovremmo
riferirla al livello Mi\l Jll, in contrasto cioè con i materiali associabili a quel pavi-
mento: bisognerebbe allora, ammettere che nel Hl58 fosse stato scavato un trntto rii
pavimento }L\l lI localizzabile nell'area 0-XO sotto il sacello, e nel 1 n:rn rinve-
nuti invece muri e livelli di frequentazione MM ILI, di un vano situato nella metà
est e parzialment.e impostato sull'ambient.e più antico, del quale ;wrcbbc rimosso lo
strato di distruzione. Per i materiali sotto il pavirnento di stucco bianco e rosso e
fino al kouskouras (1Ii\1 I b) si potrebbe far riferimento ai due strati dcl vano 'l., o
meglio alla ceramica da noi raccolta subito sopra la roccia, nella fascia a Nord lld-
l'ambiente 86 .
Giungendo ai risultati più significati vi emersi dalle ultime ricerche, constatiamo
in primo luogo che tutte le fasi i\L\l erano rappresentate nei livelli sotto il sacello
(cfr. soz. C-C', iig. 14 e). anzi possibile mettere in luce, per la prima volta ad
H<tghia Trialht, i resti di un q trnrtiere protopala.ziale disposto a. terrazze ed. orient<Lto
col pendio, primo episodio di vit,a in questo tratto del colle. ben document<Ltc
le fasi Jli\11 b (con due paviment.i) ecl i\Dl U (vani e, parziitlmente, ·r), mnntre
restano semplici livelli di per il i\I:\l I 11. La 1mturn ciel terreno e lo
costruzioni successive hanno fatto sì che nell<t terrazza, superiore Hi conservassero gli
strati più antichi (ambienti 'l. e ), danneggiati in vece nei li velli più bassi dei vani y
o lì; hanno anche determirntto l'assenza degli strati intermedi nell'area del sacdlo,
le cui fondazioni si sono impost,nte, tL Nord, clirett.arnente sul kouskotm1s. possibile
dllnque che i cocci T}l 1 segnal<1ti d;1llì1 Bant.i sotto il pavimento con scena. nmriwl
rnpprescutassero il livello di frequentazione coevo ai vani y e lì, rimosso pl:r la co-
struzione del monumentale edificio. I resti dei vani prot.opala.ziali eost,ituìscono <tdcsso
il punto di partenz!L per l'indagine Sll q11eHt'epoca <tncon1 così poco nota nel nostro
centro. Le risultanze dello stra.tigrnfìe sembrerebbero conferm>tre la snccessione degli
Htili ceramici ricavata dallo scavo fostio. In un conksto come il uostro, privo di strnt-
turc «pahziali », risulta tuttavia più problcnmtico che <1 Festòs lo stretto paralleli:m10
prospctta,t,o dal Levi fra distruzioni architPttoniclrn e stili c:eram i ci.
Dal punto di vist.a cronologico, gli strati inferiori cli a e si :mldauo qunsi con ì
materi;tli più recenti clclln necropoli, permettendo di colmare uno hiat.us 1wlla storia
dell'insedimnento. I bei frammenti Kamares ripropongono inoltre il problema delle
officine locali, e soprattutto quello dei rapporti con la coen1 produzi.one fost;ia, così.
nwgnilicamente documentata: forme come la p;1t.ern HTR l 07 (tig. 17 b) o motivi
come qtwllo della tazzina HTR 157 (fig. 22 le tav. A) lnsciano intravvedere e;1rnt.-
t.eri peculiari che meritano di essere approfonditi.
Tra il AUI II I b e il Ti\1 I a i1bbiamo collocato le varie fasi dni vani y e r\ siste-
mati su livelli più antichi. L'orientamento è sempre quello dettato dal pendio dell<l.
eolJirm e tiene conto in qualche C>èso deile strutture d.i età precedente . .li rnoment,o

B6 Vodi ROfH'ft, liì. I piattelli !-lTLt 10() e 108 ril'or- trovtlti dall<L Bantl (L,\ HosA, Hg. ! b-r), t1t11to da fvr
<lano nioltu da coine gih detto, gli esen1pli:tTi ri- pensare a.p11artunessvro ad uu'uniea dqinsi2,Ìouc.
HAGHIA TRIADA, II !Oì

iniziale della casa y·Ò potrebbe coincidere, secondo le indicazioni del saggio I I !lìì 87,
col primo impianto della villa. La nuova «Casa dei fichi >> segna un cambio di orienta-
mento nella sistemazione edilizia dcl quartiere: lo case ad Est della r11mpa lastricata
si adeguano adesso, più o meno esattamente, alla realtà architettonica della vilht e al
relativo sistemn di strade.
Un medesimo incendio coinvolge verosimilmente la « C\rna dei fichi » e il più
imponente degli edifici di Haghia Triada, sul finire dcl TM I b. Cessano così lo testi-
monim1ze di ambienti sul declivio del colle. Cn lungo muro E:-0 si sistema presso
l'angolo :-;1,; dcl vano I, in un momcnt·o in cui non era forse ancora in opera il sacello:
le due strutture sono infatti divergenti, ed il probabile angolo del lungo muro sarebbe
andato rapidmnente ad accosti1rsi al. sacello, dolirnitando uno s1mzio trapezoidale di
non perspicua funzione. ll muro E-0, data anche la sua lunghezza, costituisce forse
il resto cl i una qualche sistenrnzionc pubblica, conrn spalla di um1 strnda o limite di
un n;cint.o.
La zona viene riprePa monumentalmente nella prima parte del TM 11 L con la
costruzione del sacello, il cui orientamento ò diverso da quello dcl quartiere prece-
dente: sarebbe quindi interessante accertarne il rapporto con il c. d. mcgaron e la
stoà del piazza.le wperiore. Nel frattempo, varrà la pena ricordare che con la distru-
zione del sa.celio (in 1111 momento avanzato del T}l IIJ Bi) l'area s<1cra. si sposta nelle
stipi (e nell'altare') dell'attiguo piazzale, dove continuerà nel TM I lT C e in efa pro-
togeometrica, com.e dimostrano le nun}()rose statuine là nwcoltc.
Con qualche sporadico coccio ellenistico, raccolto nello strato suporfìciale a Sud
del sacello, si chiude mestamente la storia del sito.

Il problema dell'abitato, delle sue fasi edilizie, delle numerose distruzioni e so-
vrapposizioni, è certa.mente uno dei più difficili fra quelli lasciati aperti (lai vecchi
scavi di Haghia Triada. J,;1 c;ommaridà o la mancanza di schizzi a.degm1ti nei taccuini
Halblrnrr rendono quasi impossibile identificare la m11ggior parte degli ambi on ti de-
scritti, cd attribuire ad es:-;i i pochi nrntori<1li superstiti. L'incertezza. o la ricorrnnza
delle indicazioni per i singoli vani rendo d'altro canto ardua la collazione con le carte
Stefani 88 , ricche di rilievi, schizzi ed osservazioni sulle tecniche e sui livelli, ai qnali
pure lo scavatore spesso rimanda: tali carte costituiscono dunque, in qualch(; caso,
l'unica documentazione, specie dei molti, piccoli saggi di controllo per l'allestimento
della pl<mimetria generale.
La paziente ed ingrata revisione dci t<wcuini cflcttuata dalla Banti avov;1 già
permesso 1·individuaziorrn di tre o quattro ca.se, tutte a Sud del muraglione a denti,
descritte nella recente pubblicazione 89 . Per il tn1tto ;1 Xord invece soltanto ln
pianta Stefani, alle cui fasi la Banti mostravn di non credere molto 90 Era infatti

!:1 7LA HosA. pp. :w2 e maggio lfll4: <{Questo muro 1-mrnbra dovP-S'ii'. Jiniìtnro
fl!! Y. sopra. p. ;) l. nota :>. in principio soltanto il gruppo di «ase {'OPvn poste fra
sr1 BA:\'Tf. PP· 2:rn--2ì8. il muro BtcBso. il Ha:-;tinne e il pìnzzale (klla Sto;\. La
90 "242: Yedi nndw E.\n,, f,',-lqorò di J!ayhia ftlcciatH nord infatti, di <pwsto m11ro, cliP io chiaincrr:i
Tr/urfo : lo in Allf'i<'hit1l Cretes·i, J, Catania di eintn, cof'truita. di,:nrsament<' da qwdla slld, d(H'fY\·a
I n17, p. :;n essere tutta quanta ,-Jsihilc e scoiH-'r'hl. (Juindi le co-
L"opinion(' di Ktef;Lni :-:i ri('a\':-l da un a.pp1mto <kl 20 struzioni ad essa :.-t<ldo:-<satt' a .'.':ord dcb1Jono r11:1•n.':l;;:arìa.-
I 08 VIN CENZO LA ROSA [GO I

sua opinione che il muro a denti costituisse il limite settentrionale del villaggio con-
temporaneo alla villa, e che tutte le costruzioni a Nord di esso fossero quindi da at-
tribuire acl età micenea.
In tale cont,esto lacunoso e problematico 91, prinrn di procedere ad una descrizione
di insieme (che andrà comunque tentata), abbiamo pensato di indagare gli edifici
« mornunenbtli » e più facilmente individuabili: in maniera che la loro pianta e la loro
cronologia, attraverso le relazioni di livelli, sovrapposizioni e orientamenti, \H>ssano
costituire un punto di riferimento per le strutture più frarnme11tarie. Questi tentativi,
che abbisognano cli una notevole dose di fortuna, ritarderanno quindi nlterionnente
kt pubblicazione delle rovine e dei materiali dei vecchi scavi relativi all'età micenea
e alle successi ve: dopo la prima ricognizione delle carte HalblwrT, Ntefani e [fanti,
dopo l'e:mrne e la schedatura elci materiali conservati al Museo di lrnklion, non riu-
sciamo a scorgere soluzione diversa.
I pochi dati certi e alcune considerazioni possibili sulla base della planimetria,
aiuteranno a chiarire i termini dell'approccio al probh•nrn dell'abitato e: rm1cleranno
conto del quadro nel quale cercheremo di inserire il lavoro cli verifica e di controllo.
Il muraglione a denti, che b1glia in senso NE:-NO l'intero villaggio, assegnato
dagli scavlttori al Tl\l l, sembra ccrntituire un dato di rilic:vo nclln storia urbanist:ic;1
dcl sito: prescindendo dalla sua funzione, non avremmo dubbi sul fatto clw deter-
minasse una precisa articolazione del tessuto urbano, eventualmente non solo cro-
nologica. Verisimile appare inoltre che il tratto est del nostro mtll'aglione fosse stato
distrutto ]H'l' il1 sistemazione della c. d. stoà e del suo piazzale, fatto clw avrà certo
comportato una ristrutturazione dell'impianto: per lo spianamento della e.d. agorà
fu per es. distrutta b «Casa delle tre camere dec:apitate » n Nell'accennare allo Sl,avo
di questi vani, In l3anti poneva il problema delle varie fasi edilizie all'intemo del
TM TI I, sostenendo che <Lnche le strutture più basse fossero da riferire all'età mi-
cenea "3 . Per le vicende urlmnistfohe connesse alla costrnzìone della stoà, un riferi-
mento c'ronologico è ora possibile in base ai risultati del :;aggio Il l l ll77, che ha
permesso di collocare nel '!':\I IIT A 2 la messa in opera di quel monumento.
Un esame anche superfìci:Lie della planimetri<1 evidenzia il clivenm orientarrwnto

ll\('l\Li_: vss('l"(' latte quante postPriori. \'p !lP sono a!euni' de! Ll'bete l" per lati l(• grosst> :-;pinP 1·!H· tnontnnu :-;u per
dd L . .'.\I. l, rna la 1ttu1. q.;iot· parti· nppnrtJ'ngono al L.:\I. la ntt11pa. gruppo di eo:-;trnzioni pw'1 <'K:-wn• (L :\l:Z)
Ul. Sarebbe stato n1o!to inter<'ssant<' potc·r S('gulrt> o dc! principio dtd L Jl 111 ngni 1nodo in usato
l'n11di.u1w1tto di tak 1uuru. 111a. i Maggi all'uopo pl'aticuti durantn i! L o 1·in11Hwggiato in qul':-;Lo La
hattl\O dato ri:-;tdtati tH·gati\'i. La direzione del tratto ti•rrag!ia t" p«r la mnggirn· partt' L :\f '.L eo:-;t.n1zio11i
più oc(·ide11ta[(' 1wC<'tl!1<l u ehiud('f'n ttn'area a\'entc forma sono :-;ortr- sul pia110 L \I I f!l'OlJa.lii!11H·t1te pro:-;to dopo
quasi triruigo!a.n·, il ('tti \'erti('\' d(n'<'\'il t·orrispond('l'(' la distr11zinnt• d<'ll'1d1ìtato di qtwst'1·poca {' prl11rn dl'l-
all'angolo X.O. d"l Palazzo ,1, l'edifì('io o del gruppo di ;-;opra (k:·writt.o. Altre
fil \'t•da, l'S .. nel htect1illo I lai hht:rr dd aneora saranno posteriori al 11t<'d1·:-;in,(1. ,\Je111w so110
luglìo liii l, la dt•:·wrizìuiH• dt'! 1'·Wtton• adiaCf'll.tt> alla talnw·ntn i1nbarazza11ti per In fiin.nta d(·l!e
faccia sud dr·l 111t1r::lg·lio1w di spina: {(Tra i! L :\IL epuea duf' t•poeht·' prineipali ('Ile t·liHiituldc; ».
della. casa dcl Lt·lwtn ('Ot1ll·n1po1·aneu al Palazzo, e il ossen'azioni sar1•bh•;ro itt contrast.o eo11 tUlit
LJ1 ll l, t'poca dell'ngor1\ t' dd!a stoù, tutta qtwsta ranipa nota d('! giugt\O J H1-t a pt'npo:-;it.o dt:]Jp ("!ll\sÌdcrazioui
i· stata contìuuai1w11te fal1brieata t' l'if'abhrit'.ata. LP fìnali sul!o s<'il\'O {tace. Hll4, I. p. «Tra il L Jl l
fttbbrit'bt'- stt'SSP ri11ta1wggiatt·, cosiech{· f' il L Jl Ifl c"i• llltl.l. so:-;ta lHdln \·ita di !I. Tria.da,

il dn.rt> ulla pianta ddlo :-;tat.o d(·l quartiPn' in 1111 rno- ro\·ina gen<'ralt· e prineipio di interTanw1ito, od a!rnuuo
rnnnto (fa:-;e) qnal:-:.ia:-;i di 1111 pnriodo i• i1npossibil1:. Ci gli del L .\I l l l sono tutti f'abb1·icati M()pra un
suno resti dPl periodo ('dilizio L .:\1 l; resti di un pt>- ea1npo di ro,·ir1<" faeendo i fo11d1u1wt1ti attr11.uwso lo
riodo postnriol'l' a qw'kto, 111a a1ttPriore alla sto1\ e ai eolmat..: o li ,·ella11do i: sca1·it'.l1!ldo q twste ''·
magazzini souo ()Utdli dnl graudc gruppo di costntzioni fl:.'. B.-\NTt, L'-·luorù di Jl ;.yhia Triada p. 39.
clw hanno per base il so\·rappo:.-:t.o all11 easu 13 Loc. eit.
t(i 1J HAGHlA TRJADA, II I O!l

delle strntturc a Xord e a Sud dcl muraglione a denti, sia al livello superiore che a
quello inforiore: alrintorno di queste aree esiste invece nnn relntivn corrispondenza
fra i muri più antichi e i più recenti. Limitandoci ora al livello snpc>riorc, ci accor-
giamo che nel settore nord si isolano più facilmente nlcunc c11se n pianta regolare,
con ambienti di dinrnnsioni simili: ci riferiamo, per es., alla «Casa delle tre camere
decapitate», alla uostruzione di sei ambienti 11ll'estremità 1\0, da noi indic11ta come
« Esavani »,ai tre attaccati all«rngolo SO di essa, o ai due v;rni poco più ad i':st, iie>rnpre
attigui all'Ernvani. In questa fascia nord, inoltre, le strutture sembrano di andamento
più irrngolare proprio in prossimità del muraglione a denti. Gli edifici dello strato
SllJWriore nella zona sud sono in genern concatenati fra, di loro da una serie di ag-
giunte SllC(:cssive, a quote che si adattano progressivamente al declivio del colle: al-
cun.i nrnri a paramento esterno, con piccoli blocchi regolarmente squadrati e qualche
zeppa, sono stati in tal modo trasformati in pnn,ti interne. Le aggiunte, da, Rud verRo
:\on! o da Ovest verso Est, hanno comportato una progressiva. occupa.zi.one dl\l oet-
torn orientale, fin lfontro l'arca clell "<<agorà», restringendo quella fascia di rispetto
originaria.men.tu )Jl"Cvista per un complesso come la stoà. Prendendo anzi a rifori-
mcnto ln fronte di ess<t, è possibile nota.re che nessuna delle strutture nell'area sud
risulta allineata: appare invece evidente una. generica consonanza con le case pi.ù
regolari, ricordate a X orci, che si traduce in identità di oricnta.nrnnto per i tre vani
all'cstr<'rnità ovest e per la coppia ad essi adiacente: gli altri due edifici, la «Casa
delle trn canwrn decapitate» e l'<< Esavani », leggermente sfal.sat.i rispetto alla stoà,
sono invece esattamente allineati fra di loro. L'esame degli orienta.menti conforma
dunqllc l'importanza, per h1 storia urbanistiea. del centro, elci muraglione a denti p
della c. d. stoù.
Dittici le appare, poi., la. dt>terminazione in piant<1 dell'originario limitP ovest di
quello che gli scavatori chiamnrono il «piazzale dell"agorà ». Nell'area nord, consi-
derando clw la. «Casa delle tre earnm·p decapitate>> doveva e,5scrc distruHa, si po-
trPhbc pensare alla piucte est ed al lungo muro che ln continuava tino
al muraglione a denti_ Tale allineamento proseguiva n Sud con semplici pareti di
cli q1wllc aggiunte in un secondo mornento: 11Ircstrcmità mPl'idionnlc 1;i può
invece isolnrn un'imponente struttura (di rn l :l,HO cn.), che piegava <1<l angolo verso
Ovest correndo quasi parnllela a.J Ba,5tionc, così lfa crPnre un passaggio fn1 la zona
dcl rnegaron e l'agorà: tale funzione sardJbc sottolineata dal listone X-S che lo divide
a mcti1, e soprattutto dalla fogna sotterrnnca che raccogliendo le acque del piazzale
le Rcnrieava alrestrcrnità ovest, presso la «Casa delle sfere fittili» e quella «del
bcte » \H Che il piazzale avesse dunque forma irregolarmente trapezoidale è possibile:
<i.pparc invece certo che, almeno a. Sud, fu parzialmente invaso da nna serie cli am-
bienti ,5ui quali ;LVrerno oecasione di ritornare. Con questo rirnnncgginrnento potrebbe
fornc essere in rapporto la. costrnzione, alla parete nord elci Bastione, di ima scafa che
Hi acldosmva col suo parnpetto al pilastro di angolo della stoà 95 ,

!ll B.\'.;TI, pp. 21);-) ss. 1' 2+7 ,-.::-;. \l;) La prirna nH'nzione di (\..::sa si troni. rn·lla dr:f-wri-
Della. fognu e d('J pa,"<sllgf!ÌO <l ;\ord del Ba,"ltionn zlone fìunh: ddle st:rutt.11r(•. dopo In canipngnn dcl 1
di.··wntc Stt>f'"miì, nnchP r•m1 una siµ:nifìcatiYa ,'wzioPP, nd (tJtCC. I no;;. 11, pp. :l;)-27: :·wttorn " Bnstionn, pìazza!o
t.a(,cuino dcl lfi (' l i llHìgp.:io 1Hl2. ,.--\ccenni ino!tn' nt'l e J)lUI'i di te-rraz.z.e <'COJlerti 11('-l r111ovo seO\"O >)).
iUf'c11ino Ha lh!ll'rr I!! 12, p. !HL
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<n m, g.· "rn< ' ' \ "<'Hm, b. ' ' " " " ' wmc <nn e <N' u.
HAGHIA TRIADA, II 111

Queste, in breve, le considerazioni che condizionarono l'inizio dei lavori all'in-


terno del villaggio. Distinte le zone al di qua e al di là dcl muraglione a denti, si
preferì saggiare quella sud, limitandosi ;11 settore orient:iJe. I vi si disponeva di uno
spazio abbastanza vasto, libero di1 strut;ture, adatto per un'indagine sull'estensione
del piazzale, la datazione dci vani ad esso sovrappostisi, i rapporti con la stoà, la cro-
nologia degli strati anteriori alla sistemazione della c.d. agorà.
I lavori furono preceduti, come ovvio, da uno studio specifico delle carte Halb-
herr-Stefani, dalle quali si poterono ricavare alcuni dati di partenza. L'area, saggiat11
già nelle eampagne iniziali 96 , era stata scavata. sist.r.maticament-e nel I 9 IO. L' H alh-
herr (taccuino dcl 7 /9 aprile) credetfo di distinguervi tre edifici: quello formato dai
vani A e D, un secondo subito a Sud comprendente gli ambienti R e C, e l'ultimo
costituito dai vani E ed F e dallo siJ<1zio quadrangolare eon trnmezzo obliquo, subito
ad Ovest di essi !17 (fig. (i I). Nessuna indim1zione p<Lrticolare veniva datn per gli ultimi
due («da studiarsi col procedere dello scavo«); per il vano A si ricordava invece che
l'interno era «in parte occupato da mm piccola costruzione posteriore », « fatt.1 di
cattivi muricciuoli piantati molto più in alto del pavimento dolreclifìcio antico, che è
certo minoico, vedremo poi di qtrnle periodo ». Aggiungeva inoltre che nel trntto sud
dell'ambiente si erano rinvenuti « parecehi frammenti di stucco dipinto 98 entro la
terra sopra il pavimento», di cui non si era ancora trovato i! livello. Con il prosieguo
dei lavori si constatò il carattere superficiale della struttura interna 99 e si distinse
sotto di un riempimento con frammenti di ccramic11 e di affreschi «corno quelli
del Palnzzo L:\l [ (e forse Il)». X ella metà sud, in particolare, venne profilata !:i
soglia al yano B, c·.on i gradini visibili in planimetria e messo in luce un tratto del
pavimento ml quale stava il vaso a tubo pubblicato dall<L B<inti 100 . I cocci « L:\I l
(e Il I)» rir1YP!ll1ti nel riempimento sotto quel livello e «fino al fondamento della
casa» fecero supporre che «l'origine della cns11 » "fosse contemporanc0 al palazzo e
riusata poi nel L:\I lI I » icn L'unico dato certo, da un punto di vista cronologico,
sembra insomma qu<>llo fornito dal vaso a tubo. da riferire alrultimo momento di
vita dell'ambiente.
Qualche osservazione relativa al vano A, ma sopnittut.to all'attiguo ambiente D,
è contenuta nel taccnino del lfJ14: vi si ricorda il rinvenimento di alcuni pitlwi e si

!.llì Ern stnto esplora1o a li\·1·1!0 supcrfì<·iale anchn il yp]Jo di essa, clH' hn t11t-to l"a.spdto di csw•re il fonda-
nof'lro -qtnn A (Y('di >-mtto. p. I 14) dentro il q11a.lv era nwnl"o ste:-;o:;o rklla pi('coln- cost--rnzinne J).
stnto rinY<'ttuto 1111 grnndP :-::cari<·o di fru.nniwnti di l'-tucco planirndrin Str'fani. i resti rclatìvi. in r•olorc
dipinti (cfr. nntn H8). giallo. sono più frarnrncntari ell!' nello ,schizzo Halhhnrr,
!Jì Le indieazioni rlPi \'ani con leUen: de!l'alfab('to il q11alt: ìndi<'a arwhc un nn!l'o nord dcl tutto a.-;sente nel
sono :-,::tate' introdottn, per <·omoditù. da nnì. <:li i:unhiPrd:i rilim.'o.
B. C. I•: Pd F ;-;01H1 ri:•wuntrahlli alla fig. ()}: ;\ e D ;-;ono 100
Ann1f.<7r·io f'it.. p. :w. fig. 21.
101
in\'cCP ris1H'tiiYam('nt•: a :\onl di B 1' di C. _Il \'Hno A, Ta<'c. dcl 2ti ar1ri!e JH!O, 28. L'H1dhlwrr dovctie
i11o!tn;, ris11!tn <·11riosai11('nte Po11trnssPg1wto, nella pia- nutrln· qualche JH'-rpl1's.sitù faHi ('J'Onoloi:r:idH' <h•!.
nin1C'tri;1 Stefani, co! JL 2;l. l"anihiPntP. conw rù:mlta da un paio di aggiunte cont,rad·
98 Fact'\·nno part-.c "'-'rnsirni!nH'nte dPllo stc:-;so 8l'arico dittorie. L-a prinia. entro «(va hcne) >)

ricordnto nlla notn !)(). « Qtwsti framrnnnti di Hhwco brcrebhe ('Onfennarc qnanto da noi riportato; la se
L :\1 l devono t':-1:-wrc ,c;tnti pn·si da qw=t.lche scarico P conda« Xo, L"'.\I III» rispccehia fnrne un'opinione sue-
portati qua n1whc in epoca L "'.\1 111 pnr alzare e far col- ce»siva.
nrnta dl pa\·irncn1i 1) (tac('. de! apri!c J!)IO. p. 22). ::\(•Ila pianta alJ'interno del Ymio 2fi corrì-
irn Tue<·. l l aprili' l!)JO: 1< La costnrzio1H_' po,:;:tcriore :-;pondentc appunto al nostro aorhientc A -" sono indi-
intPr11a. t\ al tutto .c;uperfìciale. Il .-;uo pavimento pare catn delle strutture T:\1 I (_a.ddirìtt11ra. l'angolo di un
fos:-:e subito sotto la Heri(' di pietre ('OllSt'rvtth•- o al arnbicnte) che non si ritrovano nello Behizzo Halbhorr.
112 VINCENZO LA ROSA [fi4]

conferma, pur con la menzione del riempimento T:U I, la cronologia al TS! [[I 10 2 :
l'innalzamento dell'ingresso lascerebbe addirittura supporre diverse firni edilizie nel-
l'ambito di quest'ultima età 103 ,
Al grnppo di muri ad Ovest di A, nell'<uea elci Piazzale, si riferiscono infine, pro-
babilmente, fogaci accenni per i lavori del 1911 104 , Gna delle sezioni Stefani, cli re-
cente pubblicata, passa proprio attraverso gli ambienti A e n, dando un'idea pn:cisa
della ricostruzione dei livelli fatta dagli scavatori 105 : sotto il piazzale si ossc:rvano
i resti delle strutture più antiche, non scavate forse per intero, alcune wttostanti ai
pilastri cklla c,d, stoit, come è agevolmente controllabile in planimetria,
Anche le carte Stefani, pur senza commento, propongono una ricostruzione delle
varie fasi edilizie all'interno dell'area che stiamo esaminando, subito a Sud dr:I m1m1-
glione 11 denti urn Al primo momento appm,terrebbero i vani A e D (« Crmtrnzioni L}I
LII 11ddossate a sud dcl grande muraglione L}l I ed esistenti al tempo dell'agorà»)
(fig, 62 a): tra« gli ambienti aggiunti immediatamente dopo» sarebbe in primo luogo
il vano ad Ovest di C e succossivmnente lo stesso C: eoncluderdibc la seconda fase il
nostro ambiente B, definito « un'm,ea recinta», in rapporto con la sistemazione clc•lla
scaletta di accesso al va,no A (tig, 62 /J), Xelh1 terza ed ultima fase s11rebbero state
edificate le strutture più vieine al Bastione, fra le quali i nostri ambienti E ed F, ag-
giunti «quando alcune delle precedenti (sòlicet costruzioni) erano giit nbbandonate »
(fig, (i2 e), La progressiva estensione verso Sud avrebbe inoltre determinato lo spost,a-
rnento della sede stradale, che viene supposta pamllela alle strutture, in fwnso E-O
nelle prime due fasi, ed irregolarmente limitata 111 settore S,O, nella terza, Gna pulizia
sistematica potrà forse permettere la verifica dell'ipotesi Stefani, soprattutto pt•r la
fase recente che appare la più problematica 107 , I suoi appunti grafici, in ogni caso,
ripropongono più eloquentenwnte dei taccuini Halbherr il prnblema dei v:Lri rnonwnti
all'interno dell'età micenea, uno di quelli che ei siamo proposti di in(lagare, LTn ultimo
schizzo, del 1914 108 , riguardante l'area fra il v<1110 B e la fronte della stoà, prr•Rcnta

l0 2 Taec. 1!H4, 1. p. 21. Il no::itro ntno (\ probabi!niente i-:lruzionc eh(' nel u1uro st11! 1" tt.ltto di bei li!oc('lti rdtan-
qut·Jlo indica.ro cou il 11. -k quello D sarebbe ('.Oli· goluri ]a.,·orati (pn·o;i proli. da ant(•riori) );,
eol n. :{ (cfr. a.11chp tace. del I Hl l. Jlp. Gì-ti8). ma Taef'. l\)14, l, p. :w: « Più tardi. n1,!!o ...;tl'l:\So
((La canicra lì. non 111ostrn, eo1tw :-;i 1•ra prirna L:\l 111 si i, 1.dzato l'inµTl'.'ìl-:o fJ('r un a\·\·cnut:o 1·lr,nq>1-
detto, dun paYinwnti, uno L .:\I I <' l'altro L .:\1 IIl. Di nwnto del eo1·ti!Pttu 'i.
L .J.l I ci sono probabilme11tc i soli fondi di n1w'o dw 10-l Taec. dcl giugno !Hl I, p. « \·i<1!l· de!!n
pogglauo sulla roecia (' si eStlmdo110 andw sotto ln ea- stoà nmgono in IUt'P nitri inuri, i quali wostrano ebn
rnera 4 (eht_· ora fa('eian10 L .:\l _UIJ. U piano dcl fondo qui\·i case· pri1wl lk!!" gt'<lttdi c:ostruz[(J11i dd-
i10n è pa ...-im_ellto nia roccia. Tutto !'mubicntl' ò riempito l'agorà "·
fiuo alla risega del del muro L.\l _LU diYi- Taec. del t:i-!n gi11g110 lBll, p. 41: 1<>-it1l \·ial(' del-
sorio fra 4 P di uno scarieo di coc<'.ianw minuto L .:\-1 l l'agorà si \'Pngono ora d(·liw•ando dei 111urieeitw!i i q11a!i
(non v l· L\-1 111 fra i molti eo('.Ci uno ::àn- rnof>tnuw ehe q11i\·i t•r;u10 e:-L'W n(·ll'l'poea <1.11tt>rÌurP al-
liili ). La rntp('rfìcit• di questo scarico formava il pavi- l'ngori:t e al suo portit·n ».
delt'tunbiiònte L 11111. tiu (jlH'-St.o 1wl mezzo y'(, 100. BANTI, ULY. I\'.
il pithos adagiatu e l"ehiacciato L }l III. XcH'angolo ton Tace. l H14, pp. l ;');{ J ;);). C: I i schizzi da esso
vi sono i rran11nenti di lllt pithos intt:rauwntc schiaeciato n1ti riprodotti alla tig. sono un riad11tttu1wnto dì
L _ML che fH'Overrù da tm amllÌt'Jtte proct» B. Na!rnc·ri.
dente e sa61 stato riusato. Il fondo di un altro pitlios. 10 7 In qw•sta fruw lo include· a1wlw un trat.ttJ
,";en"'-a dt>eorazìorw sta in sittt all'angolo S.0. Anehe sul del uostro ,, muro cielopieo O\"(•:-;t ,; (\·\·(Il sotto, p. 1:2ll),
JHH'itnento della carner·a -i ei sono i fracnrnenti di un allora in \·i:-;ta :-;otto il \'<l.Ilo E: ta!i-' ui1tro \'Plll\'H l'l'l'ottPa.-
pitho.s sd1ìacciato L \1 IlL rnentL' eonsidernto parallelo a quello interllo dP!!a strut-
Poeo oltrP, alta p. :n. si ripete elH· «la- carnr.ra n. 4 tura rornboidule.
che in principio ci era sembrata L :\l f rioceupata, pare lOH Tace. StPfani 1!)14, p. Jli:L ;\d

ora dr-eìsnml'ntn L .\l lll unehc per il rnat("ria.le da co- a.I disegno (<i .J.luri abba.ttt1ti por !a costruzionP della
I

Ufu' .ff.,,.te
pt-i
r-:-1 a..eu,.,1;
<m,.,J:Ja,.,,J J"fw
[fil Orta. ru1'../11, ..J tAt
l a, ol#,/ br:>dfi ..Ti,
W.i 11; f t;.Jv
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-_F'lG. 62 SCHIZZI, PLANii\'LETRIC:! DAI TACCUJNI RTEFANI, H-:F:LA'J'lVI A_LI_,E VAI-UE Ii'ASI CO.STRUTTIVE
(a, b, e) N.EJ,I/AREA A:'\'TJSTA-:-.tTE IL, PIAZZALE n_E:LLA (:0. D. AGOH,4, A Scn DEf, 'MURA-
GLIONI" A
114 VINCENZO LA ROSA [Gli]

una ricostruzione delle fasi e dci rapporti fra le strutture diversa dalla planimetria ge·
nerale: l'allineamento E-O che si perde sotto il •'>" pilastro (da 8ud) viene legat,o ad
angolo con la parete est di B, mentre in pianta i due muri sono attribuiti, a ragione,
a periodi differenti.
L'autopsia delle rovine ci aveva d'altro canto permesso di cmrntatare che il gruppo
di strutture ad Est di A e B, addossate al muraglione di spina o sottostanti ai pilastri
della stoà, giaeevano a livello più basso rispetto a quello degli ambienti ci tot ti: era
quindi agevole ritenerle posteriori al muraglione ed anteriori sia alla stoà, sia alle
case che occupitrono in parte l'arca del piazzale. Di queste case ci limitammo a pren-
dere in esame i vani A, B, C, D, E, F. Il più antico dei primi quattro appariva l'am·
biente D, il cui scavo aveva restituito il pithos schiacciato sul pavimento: alla parete
est di D si addossava lo stipite della porta di A, mentre al lato sud dello stesso D si
accostava la parete est di C. Gli ambienti A e C prcstipponevano dunque entrambi
l'esistenza del vano D. Il fatto che il muro orienble di Ce D sia esattamente allineato,
e che quello est. di A non risulti invece ad esso parallelo, potrebbe far supporre che
l'ambiente aggiunto per primo fosse stato C, il quale appare inoltre raccordato con le
stanze sistemate ad Ovest, lungo il pendio dcl eolle. Potremmo allora pensare che
oltre all'allargamento da Xord a Sud, ipotizzato dft Stefani, ce ne fosse stato un altro
da Ovest ad Est, cioè verso il pi<1no dell'agorà. L'ambiente B, nettamente irregolare
ali 'angolo SE, lascia supporre dei rifacimenti, in rapporto forse con un c:arn hiamcnto
di funzione: si tratta certo del vano più recente dei qirnttro, che si addossava sia al·
l'angolo di A che al muro orientale di C: si consideri, fra l'altro, che la parete est
originaria riwlta allineata con quella dcl vallo A, mentre il lato sud continua il corri·
spondente di C. I passnggi esistenti fra i vari nmbienti ne testimoniano, per l'ultimo
momento, l'uso contemporaneo e l'appartenenza quindi ad un unico complesso. 8otto
la fascia meridionale del vano B, infine, erano in vista dci rmissi in tecnica «ciclopica»,
che determinavano un allineamento N0-8 E, la struttura più antica per ragioni di
livello.
Difficile da cleterrnirrnrc risultava il rapporto fra i vani A·D e quelli che si
accostavano al lungo muro forse di limite elci piazzale. Nello schizzo Stefani (fig. G2 e)
tale muro ne sostituirebbe uno più antico, parallelo a quello conservato subito ad Ovest;
la spalla occidentale dei vani E ed F veniva poi ricostruita, in pl:mimetria, con un
angolo NO ed un limite settentrionale dell'ambiente I<: non più riscontrabili. È veri-
simile, in ogni caso, che E ed .F fossero i vani più recenti, ma di una casa diversa dalla
precedente. Prolungando ad Ovest, inoltre, il muro nord di E, rimane fra questo ed
i vani B e C uno stretto spazio irregolare, che non crediamo potesse costituire pas·
saggio.
Dell'ambiente E, infine, appariva conservata solo la metà est, ricoperta da un
grosso lastrone vnriamente spezzato 109 , in pendio da Nord a Sud: il tratto ovest ri-
sultava invece scavato in profondità e senza alcun livello paviment,alP.

agorà »1), (·mù si eRprÌtnt>va: {{Si i< :-wguito i! muro A-A' sì alibattò il in uro A-A' e si quelli n . () , _
costruito cont{'mpora1waruC>ntc ai n11tl'i B, O. Il 11u11·0 109 l'na struttura E-O (11. ti di fig. Hl), accostata alla

continua n! di,.;otto del pilastro D i-tppartenent.n pan•tc di E, dà l'i111prt•;-;;-;io1w, in p!anìruetria


al portico ddl'agorù.. A!tol'eh(, fu costruito quest'ultimo Stefa11i. di es;-;ere tutt'uno <·011 la gnl:-:.sa !asrra dt>I \'a110,
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' HAGHIA TKIAilA - 1979
-LEGENDA-
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',, D pavimento con bruciato
-2') ;J;_:_ - -SAGGI VI e VlI-
\\ -·-·· ' --- Area tra la c. d, Stoa· e I 'abitato CJ battuto di calce e
·, -----

Planimet,-ia. genere le O arca non 8CllU&ta

D strutture esistenti

-i{ saggi scavi 1-lalbherr

Fr<'. t\:l SAU(;[ VI ]<; VIL PLA:-;lMETHIA GE:-;FJHAU'..


I G7 J HAGHIA TIUAIJA, f! ll i}

La ncogrnzione delle strutture conformava dunque una pluralità di monrnnti


edilizi, il più antico dci quali cosbtuito dal trntto «ciclopico» sotto B, che
la tecnica di attribuire al TJ\I I. Per i muri wtto i pilastri della stoà poteva
assumersi come tcnnim1s ante qucm il 'L\I I II A 2: pt'l' il momento di dcl
vano A c\m1 infine, riprodotto dalla Banti 110 , il vaso a tubo verosimilmente dcl TM
11 I B.

11- lf'

H.'1G/lf,\ TRLtl)A-/97fl

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(I

Il snggio \'1 (tig. (>:3) fu aperto iwll'area ad Est dcl v<HlO A, anche per verificare la
cronologia di quel gruppo di strutture asscgrmto, in pianta e in sezione m, <LI TNI I.
La trincea, larga m ;J (E-O) x I ,2fl, aven1 il piano cli calpestio a 0,:30/0,40 m ri-
spetto nlla soglia dcl va.no B, che fo assunta come zero IH Lo strato superficiale, fino
a 0,40!0,4fl m (sez. G-G' ed H-H', fig. 04 a, /J), ern d;1 terra marrone
r·hiarn con diversi ciottoli e nrnte.ri;1li di tnttc le epoche (anche un piede a v. n. tardo
classico, un mezzo pew (fa telaio circolare, due min1rncoli cocci inxdriati moderni,
qualche TJ\I II I, oltre a frammenti :VIJ\l e TJ\J I). Degni di nota, più che uno skoutdi
troncoconico frammentario (H TH I !J8), i resti di una coppa ckcornta con fregio di
gigli stilizzati, in vernice marrone su inguhbintura ;1ppena stralucida. (HTR :i:n,
fig. (ifi a). TI secondo strato si poteva seguire, soprattutto ai tagli nord ed est, fino ;1
1, l O/ l, I ii m, con terra di colore più chiaro, <1 tratti ocra e di consistenza argillosa.
Un crollo di pietre a quota 0,80 rn occupava inoltre la fascia occidentale, nwntrc
nn fitto scarico di cocci, press ';1 poco allo stesso livello, forma.va. quasi un piano rn
larghi t.ra.tti della trincen. La situazione era invece divt>rsa all'angolo SE, con terra di
colore scnro e frammenti meno numerosi: non si tardò a riconoscervi il nmt"rialc di
rcinterro di una buca H albherr, anche se la ceramica non differiva d<i quella dcll'nrea

110 \'('di ,.;oprn, p. 111. nota 100, !l,0'/111:ln1,(TOtkì,.;agl.(iYJ


111 B.\>:TI, 1,a\", n·. lll ri:-.q_wHo :d!a dcl ,':'(Wf'JlO (:-;nggio Y).
11 2 J,ii ri,:.:('g1t- di fondazion(' sulit1 e>V';..;,.;ù f><tl'('1P, cm a
/;

F1c. ()[} RAC<HO \'l. a: \'EDl"l'A cE:;-;ER.\LE A :-ì-CA\'O, AL LIVELLO DEL BE:\
\rl8lBILl, ...-\LL.A'.'<COLO N.E.. RE:-.Tl DELL,\ Bl'CA HALBHEHH. DA :\oiU)-()\'EST. /;: Lt:\ll'l'E
IH<]L SACCIO. ('()i\; 1-U•;STI l>l Bl'('A H.-\LBrtf•;\{H DA Nt'D-EST
HAGHIA TRTAIJA, U 11 ì

non rnanonies.c;a (fig. Gi5 a). Hcsti di 111ùiltra buca, arrestatasi anch.essa soprn il ver·
gine, fu possibile isolare pure al taglio nord (sez. H-H', figg. (i4 b e G:J b): si trattiwn
in qtwsto caso di una fossa più irregolare, larga. al nrnssimo m OAO, che scendeva obli-
quamente da Ovest ad :\'on avemmo rirnprcssione si trattasse dello stesso epi·
sodio di saggio: lo se;wo ern probabilmente avvenuto in campagne differenti, senza.
un .opportuna locnlizzazione. J frammenti dell'arca non scavata, in questo secondo strato,
risultarono in netta prevalcnzn TJI I, con qunlchc J\IM: alla fìg. GG b se ne presentano
alcuni dal livello di cocci s.ipra ricordato. Non rnanc<wano, ovvia.mente, i soliti slrnu-
tdia di ti po troncoconico, sia interi che fmmrnontari: tra gli esemplari meglio conser-
vati, HTH l U4 ed HTH I !Vi. Lo strato succe;;sivo, di terra ancorn chiara ma. appena
più cornpatt;1, in leggero prndio da Ovest ad Est, si a.rrest<1v;1 a··- l ,:Vi/ I ,4i5 m, giuu-
gPndo, nella fascia orientale, fin sopra il kouskouras. ad Ovo.st, a c;11rn<1 del-
l'andamento della roccia, fu pcrnsibilP distinguere un quarto livello, con una profondità
massima di -- 1,7\J m. In questi due ultimi strati i frammenti, n10lt,o meno numerosi,
andnvano progres.sivarncnt'; diminuendo (nwno di mm diccina sopra il vergine): nel
LU, cocci TM I si trovavano associnti <L materiale :\BI: nel [\', erano csclu.sivmncnte
di quest"ultima epocn.

o: PHOFILO E flELl;'\ ('OPPA J-rrn b: FIL\:\J;\IJ-i;'.'\TI S('J 1:l/l'I


DALLO 8TIL\TO U.

l'er la interpn'ta7,imw della sequenza, è facile riconoscen1 nello strato I !"accumulo


rnecnte, posteriore a; saggi Halbhcrr, che IP bt1che dì terra scur·n ne risultano
sigillate: rapprc.senta dunque l<t sistnmaziono fìnnle, <.L conclusione lici cielo dei lavori.
Lo strato TI, il più rngguardcvole, costituisce un riPmpinrnnto-colrnata di krn1, pietre
e coccianw quasi esclusiviuncnte T1I I: è st;1to quindi ottenuto con rm1h1!'iali di ri-
st1lta rirovl'nienti da livelli di quell'età. Anche in nwnctui.z<L di fn1rnmcnti micenei,
vien fatto di wpporlo in relazione al c.d. piazzale cd al suo spianamento. Il III, con
cocci più rndi, TJ\l I ed JDI, potrebbe documentare, pur noirassenza di strutture rnu·
raric, il livello di frequcntazione-<1bbandono dell'età neopalazialc. Va ricordnto, in
particolarn, che nella citata sezione m, i muri attribuiti al TM I corrisponde-

tra V, snp1·a nnta l l J.


NAC-010 VlL DEL :\ll'HO C[('LOPH'O ()_E:\'l'HO iL B. DA
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[71] HAGHJA TJUADA, U l l !)

rcblwro al no,stro sfrato 11.; la linc;J. dì tcrrn segnata ai loro pi<'di, lascia tutt1wia .snp-
porre cho scc11dl·sscro ancorn più in lmsw, cio0 proprio al livello d.cl Il 1 111 . Lo .strato
infPriorc, c;e non era nnch'c,sso un riernpimcnto per la :.;istemazìone <lellc strutture
ncopalazìalì, r<qlprcsPntava ]lÌÙ probabilmente In fr,;qu<'nt.azionc mcdiorninoi<'a. (senza
poHsibilità d.i ulteriorn precisazione).
Lu, pn•,s()nza <lei!<: buche 1-lalbhen ci indw-;so a non allargare la trincea on rivol-
gere \'attenzione all'arca più a Sud, iniziando con la p11lizi;1 <li qup]['allineamento no-
tatu .sotto il vano B: pn:sp co,sì le mosso il ,•mggio \'li che ci tenne oc·nqmti per l'in-
tcr;i, c·;unpagna, cou \'ciiplorazione di tutta l'arpa fra il vano B <J il lmstiorw
(fìg. ()/)'
li nrnro .sotto B, Jl()lla pl;mimctria Sfofani, rìsult,;1 attravcrnare l'intc-1·0 ambiente
(J pcnlm.sì sotto le pnrct.i c;,;t erl ovest. Dal lato dell'attiguo ntno (' non l'si.stcva
tuttavia tnwci11 di quella struttura, che dovemmo iwrniò s11ppotT<' « tagliat<t » per la
cost.n1ziom• dello st;1nzc ,c;ovrn.st.nnti. Indagando I' c'st romìtà ovest lli questo muro
« cielopico » con.c;tata.mmo rapìdamcnto, o con una cmta Horpn·sa, cho picgnva ad. an-
golo Y<'l',SO :-\ud, nrn<liantc un braccio in tecnica, dcl tutto simile, sotto la pareto meri<lio-
nale di B (fig. Gil): avevamo eosì idnnt.ifìca.to, conw <1Hoblrn ehiarito il prosieguo dci
lavori, l'angolo :'\O di una gn.rnde eostrnzionP battezzata nll'ìstantc con gli opcnti
((edificio eic:lopico » ('()\\SPrvata. pcr 9,20 lll in direziono E-O e per almeno I o,:rn tll
in quella X-f:l (tig. (il). Questi filari di fonda.zi01w, nc.ll'anm wt,f,o H, ,si co11sc1-vavano
lì110 a quattro (alL mass. m 1,80) (slJZ. J\,.A', fìg. (il) a): i gnJssi blocchi, appt·nn .sbozzati,

erano tPnuti insieme da numerose zqlpc o si a<lat.tava.no pmfcttarncnto al dr:divio


del lrnuslrnurns; il paramento interno (sp<'RClOl'l' m 0,80/0,\JO) crn l'ost.ituito invece d.a
pictn' più piccole, delle q1mli si ident.ifìcò a fatica l'alliirnamcnto sutto k fondazioni
<h·ll;L rmrl'to sud. di H. Il piede cli tale fondazione (fig. G8; sez. A-A', Jig. (i!) a) lungo
la faccia nord i1rnistcva su gro:.;si blocchi riaclopcrnt,i verosimilmente dal muro ciclo-
pico e vari;wa come q11ota da -- O,GO <t 0,73 m; sulln faecìa sud invcco (scz. B B',
tìg. G\.J /;) ,c;ccndcvn fino a 1,20 rn, con una wrta cli riscg;1 appcn<t sporgente (a
0,00 rn). Più clic d.nlla quota dello fornlnzioni stul 11 \ un'idPn sull'uliirno livello
pavinw11hi.lc d.i B si ricavava nwglio da.lh1 w1nmità del nwrn ci<:lopico (- m),
sicur<HJH'l\(c !l<lll. in vista: 0 allorn pos;.;ibilc che occorn•.s.sc all'iut<Tllo un basso grn.-
dìno per colrnnn' il dislivello dalh sogli.a (0,00 m ).
La pulizia d<'1la. fa.scia 1wrd lungo il muro ciclopico (nrnpiezza m 0,50) rnstituì
frnrnmcnti cli va.i·ilJ epoche, fra cui un fondo di bicchiern ·'li piede a v.n., tardo clas,sico
od ellenistico_ Solo ;dl'c;.;trcmità ovPst, nel higlio wprn la rcwcia, si rwtò <li,sting1wro
uno strato rei a f,i \-anwntc omogeneo, con nmtcriali soprattutto dcl SL\l I Il e qualcho
<'Ol'Cio TSI L Idrntico risultato diedero sia lo stretto saggio f'ra In t.cstakt llcl muro ci-
dopico e 1<1 parete ovest d.i B, dw la pulizia fra hJ zeppe di fomlazionr:: clon·crno
quindi collocnn> già nell'età T:\I I ];i, messa in opera ddla nostra st.rntturn.

1 H 1l rapporto di qunte t\ fneìlnieni(' n•alì:r.7,abile con- f(\HllH ;?,:{:J Jlì (snz. :\ .,\' di n:.:;. \i\) n}. C<l-. ;)() ('!)') Hl
sidenuido che ]a, linui di dni Yani .-\ e B, i11r1icat.n. dì é30pr<.-t del lÌ\'('1ln korn.;;koqras; una sort-a di r!c.;c•cça
nclln- ,,;v:t;. StcfaHL ò n 0,tri/10 1n ri-qwttn al n<)stro H in BÌ rìfe-r:i\·a prol);-:tlJilnwnt"t· a! lìvdlo di fon-
Loro (e-fr. c:;opn1, notn !_ 12). d:viono 11ur l'nu-iguo Y11,110 C', c(•rto antcrioro
u 5 Ln pareto dinoUa.mcntc sul bìonte lì.
tpwlln a ::;quadrati, ::;i i_i,rrestnvn a.

11
120 VISUièNZO LA ROSA L72]

La conti.trnnziotw del muro, tosto nwssa in luce ad Est di .B, poggii1va aneh'ess11
slll kouskouras, con bloec:l1i sbozzati di minori dimensioni dato il livello più alto (lei
lmneo roc(:ioso (murn 11. I nella fig. GI ). Alettai di Pssi avevano taglio irn·golarmr·nte
trapezoidale, nwntre la faccia interna (la!'gh. OJJO rn) L•rn eostitttita da pietn• più
piccole e zeppe, s:'l:otHlo la kcnic11 attr•stabt in larga rnisura per l'età neopalaziale. lTn
allineamento spDrgeatc di ca. O,:rn m dalb fa.cc:ia sud e conservato per ttn tratto di
m I ,HO, 1·app1·es('ntava prolmbilmcntn una piattafornm di fond11zione, da quot11
0,80 m (sez. F-F', lig. 70 e e fig. 7l).
An•ndo iduntifìeato il limite d.i un grnnde l'di!ieio, preferimmo non allarg1u·e lo
scavo 1·orno :\'m·fl, liberando soltant.o una fascia (larga m 0,50), dentro In qua.le
nwtternmo in luce, gii\ subito sotto il piano di calpestio, i resti del cl'ollo del rnu-
ro. Qua.nto ;1i frnn11nent.i, nwntre nd tratto est., a caus<t della. sca"lWzza d.ell'interro,
si poté nwcogliel'C andw un coccio micen('o, ad (h·est (già (lai taglio di O)J;) m) si
recuperarnno soltanto nrnteriali :VL\I, ('Otl quattrn o cinqtte frarrnnenti T:VI I: la stessa
imlìcnzioiw cl'onologica, dunque, proposta per il tratto sotto il vano B.
Più laboriosa risultò l'identifieazimw del lungo brneeio ovest dello stesso ('(lilieio:
muovcmlo dall'angolo SO sott:J B, c:H1tinuava sconwosso 1wi fil11ri stqwriol'i e rifo-
derato con una cortina di piceole pietre - nel tratto fra i v11ni B ed E. Costituiva
quindi, con la faccia ovest già in visti1, il sosh•gno della grnssa lastra pavimentale
dentrn E irn (tig. 72); fo idr.:utilicMD ancorn, con lo sciwo in profondità, 80tto l'am-
biente F (n·cli appresw, lig. 8t>) o prnfilato a Sud di esso, fino all'inerocio col muro di
limite del piazzale miecneo (vedi oltre, fig. ll7): bt tecnica era sempre a grrn;si blocd1i
appena sbozzati e poggianti sul kousko11rns, con pidn• più piccole all'intemo. U11
ulteriore sa.ggio pennise tlì St'gttirlo, sulla. sola faccia on•st, al (li là. del muro di li-
mite; non ne trovammo invece traecia nell'area. a Sud: non doveva infatti essere più
in uso al momento della sistemazione della strada, con fogna sottostante, lungo la
pnrdc nor(l del bnstiorw. Confornrn alla datazione proposta per il briLC(oio sette11trio-
nale V('lUW dalla pulizia sotto un grnsso blocco nel tratto ovest del vano E: fttrono
infatti recuperati diversi frnrmnenti T:VL l anclw llipinti, che costituiscono il tennintts
ad quem per 111 costrnziurw clell'cdifieio. All'estrernìtù sml, dove non fll possibile met-
tere in luce il piede del muro, ci sì an·ide che era stato ricoperto da un fitto scnrico
di pidrn e cocci in netta prevalenz1L T:\l I I I, significati vi per la datazìonf' dd sovrn-
stantc limite del piazza.le.
L'esplorazione dcli'« edificio ciclopico» procedette grndualrnente da Xord vnn;o
Sud con la scoperta. di numerosi muri contrassegnati da, l a 2ì, come risulta 1wlla pla-
nimetria schematica di fig. ()I, nella qtrnle nbbia.rno anche proposto un riepilogo dei
rn omenti cdi Iizi. La scnrsezz11, in q ualelw t.nrtto, dcdl 'interrn, la genen11P uniformità
degli orientanwnti, 111 vicinanza delle 1·arie strutture, non hanno reso sempre' agevole
il riconoscimento dei clivernì momenti; le proposte cronologiche, basate solo stt un
primo esanw dei materiali, costitrtiseono pcrlnnto delle ipotesi rli l<1vorn elw ci ripro-
mettinmo di n•rifiea.n: nl'lln ricostruzione della stori1t del sito.

llG Xdla planirnetria 8tcf11ni Ltlliiwarnvnto ù tesse far angolo <'.on la st,ruttura. sotto ii vano B. \'cdi
por questo, JH''-d>nhilnwntP, egli non si rel:ìe ('.OtltO che po" soprù, .nota. I 07.
122 VINCENZO LA UOSA [74]

La prima partizione dell'edificio sernbrn costituita dal muro n. ;3 che, a rn 2,:rn;


2,85 di dislanz<l, correva qHasi parnllelo al braccio nord: co!lservato per un tratto
di m :l,40, si perdeva ad Ovest wtto il vano E, dove appariva. dalla eo-
stru'.,\ionc d.i un canale (sez. E-E', tig. ìO h); c-ostituito dai wliti grossi blocchi appena
sbo'.,\zati alc:uni oc•eupanti l'intenl larghezza. (in nwllia m O,ìi!) tenuti insienw uon
zqipl' l' fango, poggiava ad E::;t tlirettamente sul kouskotiras e ad On·st su uno strnto
cli tcrrn, in co1Tispondt'fl7,H dci vani E e B (alt. m O,ii5/0,ì5). Sopra quPsto muro si
irnposhwa., quasi ortogonalmente, il tratto IL ti che scompariva a Xonl sotto la pardo
di B (largh. lll 0,8i!/O,\l0) l' proseguivn a Sutl (l;1rgh. rn O,ì0/0,ì5) fino alrangolo con
il n. l 8, poggi;rndo se1n pre s11l vergine. L °cJrientamento, la Homiglianz<t cli tecnica e,
conic vedremo, i tbti strntigrafici autorizzano a ritmwre nu1wstantl: lit sovrappo-
sizione, il lllllro 11. :le la metà nord tli quello n. G siano stati entrambi crntkmporanei ai
bracci lcstl'rni dell\•diticio cidopieo. H.t•sta in tal modo determirmta una eoppia di
ambienti, larghi rn 2,:lO in din•zione X-S: del vano XU può essere precisata anclrn
la lu11gl1ezz1t (m :3,lii), clw rimane invece ignota per quello XE (oltre 4,:lo rn). Un
limite, sul lato est, potrebbe essere in lc:orin Lt.llinem11ento contrassegnato con il 11. ì,
nm non è nffatto ut:rto che si tratti di tlll mttro. l{esto di strnttu1·a in situ può consi-
derami la lastra di cruota 0,2(i m, mentre le altre pietre, diseontiiwe e di grandezza
diffornnte, su bit o wtto il piano di eal pestio e sistemate dirdtnrne.nte st1l lrntrnkot1ras,
potreblwro doct1mu1.tal'P llll sempliue c:rollo o uno scarico.
Trn altre strntture si trovano, tuttavia, in qw"sti1 fascia nord dell°e<lificio, non
;tilineatc' fra di loro, n(, con quelle• giù d<»·<eritll'. Il mt1ro n. :), segnat;o in planinwtria
Stefani (lungh. m 2,20: l<Lrgh. m O,+:i), eonserva.to per tlll solo fllan• (con sommità
;1 - O, I O m), si iurestav;c sotto Lmgolo .?\E del vano J1:, aJ qtial(• deve pcrt.;mto cmrni-
dc:rarsi nntnrion•. li n. +, scon1wsso Hoprattnt.to <td Est, si sovrappom•va ,all°estrernitìL
oriPntaln del 11. :l (lunglt. m I ,(iO; largh. mnss. m 0,50; alt. nmss. m o,:30; sornrnità
11 quota o,:38 m); era tma struttt1rn Rtq.H:dfoinle, ricopc•rta dallo strnto I. di sez. F-.F'

F1c. Eu1F1c10 c1cLo:r•1coi ..rTE ·s.E. FIG. j:j_ .-\!tEA FfL-\_ I ::\!LfU '.'-.::-.;. l ]<i 2,
SCEl/!'f DALLO STJLVl'O [[. AL J,1v:ELLO DELLO ST!b\_To 1l L ])A
Ovi;;s·r.
[7:)] HAGHTA TRIADA, Il 123

(fìg. 70 Il muretto n. 2. infiiw. di andanwnto si appoggi1wa con l'estrcmitit


settentrionale al muro ciclopico nord, tagliando diagonalmm1te quasi tutto l'arnhirn1tc
(sPz. F-F' di fig. 70 I'.: iig. 71 ). Co.stit.uito da un rozzo allincmrn>nto di pietre non
sqwtdrnh• poggianti sn terra, forse la spalla. di qualche carn1k poste-
riore all.'cdificio ciclopico (lnngh. rn :l,2rì: lnrgh. nH'<lia rn 0,20; alt., w. un solo filare,
m O, 12: sornmità a quota o.:n rn).
Dalla. sezione F-F' ò possibile ricostrnirc la sihrn.zione stndigrafìca all'interno
<lcll'1rn1bientc Xl<.:. Uno strntcrello di krrn :-;e\acciata, sicuramente cli riporto (speswre>
cm ii ca.), sccndcv11 fino n 0,2rì/O,:l2 m; seguiva 1m livello cli terra chiarn, con qual-
drn pictm c c:iott.olo, vNo o proprio strato tmpcdìciale (con base a O,il8/0,4H m),
che• ricopriva la sommità dci rnttrì 1m. l e 4 e contc·nnva il mt1rctt.o n. 2: restitnì
frnrnnwnti T,\I Il I A che B), Ti\! T cd ,\IJ\I (fìg. n). Ancora. nl (li soMo, o fino
al kouslrnuras, era un unico riempimento colmata., con fc,rrn di colore
chiaro, clivnrnc piet.re e ciottoli (soprattutto nella fascin nord), qw1lclw osso, re.sii di
c·arlJonc e numerosi frarnrncnti (lìg. 74) Già a.lla. sornrnit,à di questo straJo sta.vano
diversi slwutdia più o meno lactmosi, di tipo t.roncoconieo 117 • Di un'ollctta <kl tipo
con hccct1cciu a ponte, decorata a spirali correnti in bruno sul fond.o c·mnosdo della
argilla si cons('rvavano la.rghi tratti cli orlo e pa.rctc (HTR :i:rn, n. I di fìg. 7r> cr):
di un'nnforctta (I) a corpo allungato, con fasec brune .sull'inguhbintura. crema., restava.
invc•cc la pmtc inferiore (HTR 2ili), n. :1 d.i fìg. 7;) a e fìg. 7G a). Da molti frnmrn(mti
c;i potò ricostrnirn, fino ad nn tratto rklla Rpal1'1, una ollctta sn larg<1 lmsc
i1 disco, dipinta. con spirali brune sul fondo rosa-grigiastro (HTR 2!!4, fig. 7G cl). La
pa.rtp in fori ore di unn h1tticn1 (I) acrorna, con corpo rigonfio sd1iacciato al centro,
pn•scntava abbondanti resti cli brucia.lo sia all'interno cho all'esterno ( H TH :148,
n. 7 di fig. 7;) 'Cna tazza. del tipo troncoconico fivasato, lnrga.mentl' frn.rnmcnta.rin,
avc>n1 una. decorazione in hia.nco su fondo nero, con motivi a rnmo,cclli verticali cl.i
foglie; cont.onvito da punti (H'I'R 2i50, fìg. 7<i r). Orma.i \'Ìcino al kouskouras stava
un pitlmrnki rniniaturistico (HTl{ 201, fìg. 7G 11, tav. A), aru:h«:sso rnn ramosnclli in
bianco qua.si completa.mente evanidi, wl fondo nmrroml-chiaro. l nrnt<•riali erano
<lunqm: T,\J T cd l'Dl (soprattutto ,\! :\! TH): fram nwnti di questa fase appm·ivano
più rn1mcrosi a livello infrriorc, anehe se cocci ncopalaziali si trnva,-;1110 fin sopra il
Ycrginc. Hiwgna infine aggitmgcn' che qualche ìnfìlt.rnzionc TM l Il (fino a 0,(ìO/
O,fii5 Ili) fu notnta soprattutto nd tratto est. La consistcnz;1 del torrcno, la ccrnmica,
k quotr cli rinvcnirncnt.o, ahbastanza. lwnc a. quello clcl II strato nel
snggio VT (.sez. (}-Cl' cd H-H' <li fìg. fì4): l'Ppisodio dclln colmaht non
duncpie esclusivamente in ntpporto con l'cclifìcio ciclopico, alla. cui clist.n17,ion" clt•vco
cl cra.rsi, in ogni ca.so, p1mtcriorc.
Xcll'area dcl vano XO ritrova.mmo un'n-llra buca 1-falbhctT (scz. B-H', flg. ii!l b ),
con terra. scura, pietre e numerosi frnmnwnti (uno invdriat.o mod.crno, '" ca. 0,70 m
cla.I piano cli calpestio); si r·.c;tcndcv<1 quaBÌ tuttn l<i motà nord (m 2,:JO >< 0,80) () Ri

117
llTH. ID'.\, n. 2 di tìg. ì:Srr:; HTR 1ITH. 204, llTH 1nn, n. \l di fig-. '/.Jn n ìig. ìGf. (\il nneont lf_Tft
JL -l di fht. /:)a; !IT!{, 20G. tL (\di /,)no fìg. /()y; l!HL 11. ll di l'n !1ìcchiur·<··,'-'.koutc!i ad orlori ..
HTH 207, fig. ì'l_ì h. l.'no PI'll del tipo a calot.ta. JJTft battuto eru. HTH 1-I I. ii. 5 di fìg. 7:i e fìg. 10 e.
:-{47, S di fig. 72'.i a.. A liYrdlo appena inferiore Bta;nuio
<'

Pio

IL TH IA DA.· 1979

FJG, 7[) a: sci--ni::sIATIC..:-\_ uJ<:L s:En''Ton.:rn N. (). Dl.i::LJ:/1G1nF1f;10 c1cLor1co, C<YN 1x-
DICAzro·:-;;1!:: n:E r LJ: SCJlJl;_;\lA'l'ICA ])J:SL:L 'AJCEiA A n (). DJ<';L:L 1 ETHVlOIO
CICLOPICO, CON J")l<JI
1771 HA<HHA TRIADA, Il

h ('

l
Fin. 76 Enuncrn CH'LOPICO, ),_"\lBIENTJr: X. }J. a: PARTJ0 nr YASO A f'OH"PO A_LLUNGA'ro
(ANF01rn'1"rA ?) HTR 2:;,); li: PITHARAKr llTR 201; e: PRoFrLo E nECOlL\Z!ON'E DEL·
J,A TAZZA T-lTR 2;)(); d: OLLETTA TIPO cos IJEC('{'('('J() A T'O'C'l'E HTit 294;
e, /, f!, h: SK01'TBL!A FITJ{ 217, 200, 20(), 207, DALL<) STJL\TO TIL

rnst;ringcva progressinmrnnk fino al kouskourns (m l ,85 X 0,70) (fig. 77). La faseia


est era. invece occ1qmta da nlcuni massi che dal piede dcl muro n. G (forse <Hrnilio per
le sue fondnzioni 7) giungev<1no soprn la rocci11. A Sud si poté infine nwttcrc in luce la
continuaziorw del muro n. :J, sotto la nord di E; ancorn sotto di essa, a quota
0,:38 rn, si profilò la lastra di copertura. di un mma.lc (largo rn 0,40 /0,45 ed alto
rn 0,28/0,:30; n. 2 rwlla planimetria di fig. GI ), cho riuti]i7,zava prolmhilmonte alcuni
blocchi dcl filai'(' inferiore dcl mnro Il. a (scz. B-B' od E-E' di flgg. (j() b e 70 b; fig. 78)
La spalla ovost era prnticmncnte addossa.ta al muro ciclopico, mentre la copertura.
poggiava in parte sopra di esso. Proprio in corrispondenz<1 della bocca, ad una qnob
notevolmente inforioro 1,:32/1,40 m) erano i resti di un rozzo lastricato (fìg. 77),
che giungeva fin sotto l'area del eanale (sez. B-B', flg. fHJ b), accostato forse al mu.ro
cielopico, In eni faccia interna appnriva in questo tratto abbastanza danneggiata.
Le sezioni }3,]3' od E-E' propongono In stratigrnfìa 11ll'interno del vm10, lungo
la. fasoia non saggiatn negli soavi Hnlbhol'I'. Lo strato di terra ohiara (spe:-;so 0,20 m)
sul quale insiste il muro IL 5, penetra 1mrzialnrnnte wtto la parnto nord del vano E,
arrestandosi a ca. 0,50 rn dnlla la.stra rli coportura dcl cnnalo: pormetfo quindi di con-
Fto. !·:1HF1ctu CU'LUP!Co, :\-, (). (AJU::C\ A D:!'L \'A'.'O H E A Xono DEL :\!l'HO
_;-.,;, ;-)Ì, \':EDl''lc\ c:E':\EIC\LE. ('i)): lL Ft>__'\IJ() !lJ•:l,1..-\ HL(':\ HALllHE!{lL l).-\

/;

_F'rn-. 78 - BCH'C:,\ l">:EL ('_\_':\ALJ< s. 2, SOTTO LA YAHJ<:Tlii }('1u-, '/H - }:1Ht<'lCJ:O ClCLUl'lC'O; A:\l-
so1zo rn:L VA>ro I•:. ->ronn. :i:'\. (). U- SCl•JLTI
DAT,LU S'l !-LATO
1
1 \CFJL sr:z.
h: l<'KA )f\LE);"TT SC1G.J/l'I DALT,O S'l'RA..
HL
[ 7\l] HAGHIA TRIADA, II 127

fermarn che il 11. ;; è iMlkrioro ad 1:-:. I frmnrncnti, rinwscolnti, erano :\L\I, T:\l I e
mìeonci (fig. 70 n). Come nell'ambiente .:\E, lo strato superiore tcrmirnwa. in corri-
(1'.olln wmmità dci muri nn. :J e (i; subito sotto si poterono recuperare,
anche qui, alcuni vasi più o rnm10 frammentari: era questo il livello, sempre di tcrrn
chia.rn, cfw occ111mva per intero lo dei muri nn. :i e G e che, accanto al ca-
rnLlc, ,,,L]iva fino al piede dcl lato nord di E. In qllest'ultimo trnth, <' fino al muro
ciclopico, la t.erra. presentava tuttavia llll aspetto argilloso, avendo prnlmbilnwntP
trattenuto l'acq1rn infìltratasi attravnrso il cmude. Tra i materiali ric1Jnli;rn10, a quota
- O,iiii m, la ixv-tc inferiore di 1m'ollctta '311 base a diHco, con spirali brune sul fondo
giallo-crema (HTR 2!J:J, n. IO di fìg. 7tì a e fig. 80 u); di urm suconda, d;cornta nnehc
cs.'in con spindi (HTR :HH, n. 12 di fig. 7fi a) rPsbva invece soltanto il trntio adia-

('

U- 11

e f I/
"

Fin. 80 EDIFICIO ('lC'LOPICO, A-;\THTENT.E :N". ().


o-: FJlATH,'.\l]JNTAHfA nE_L TIPO
('JO A POi"TE HTR 2n:l; I!: PAHTE Dl J'HOTO>rn TALRlXA HTH. 278; e: AXSA SOJt:\lOXTATA
JJA <11•,\umTEDE HTH 24;'); r/: BOVJJm FHA>nmxTAHJO HTH. 277; e: <'OPPA FJnvrnExTAT<lA HTH
210; /, fl, h, i, l, 1n, 11: SKOCT.ELLA HTR 214, 20'.), 288. 2Ui, 208, 2Iii, 202. lhLLo 'iTRATO TT (CFR.
SBZ. E-E'), TRAXXE h (AREA A Srn ImL VASO C!, e (DAL VAXO D DEL SA<mrn V) E <l (DALLO
STltATO III).
128 VINCENZO LA ROSA [80]

centt> al pi('dc . .\'unH.·1·osi, conw sempre, gli skoutelia: uno a COl'J>O scmiovoitle tutto
\"<'l'nici;tto ([i 1wrn (HTH. 208, fìg. 80 I), un altro J'i(:omposto da molti e rninuti fram-
menti (HTR 28<'-l, tig. 80 h): HTR :!lii, frammPntario (n. !il di fig. 7•ì 11), pn•s(•nbwa
n•sti di sgocciolatun· in vernice rossastn.1 presso rodo (lig. 80 i): HTH. :Z02 (n. l:l di
fig. 7i\ 11 e fig. 8011), (•rn a profilo trnncoeoni(•o: subito accnnto gli stava l'C's'.'lllplare
111ini<thiristic·o HTf{ 20:1 (11. l-1 di fig. 7il 11 e: fig. 80 u). Un secondo, aneli'csso minia-
turistico, fu rnecolto in\·ece aJla base df'llo strato (HTR 214, fig. 80/): 11n nltrn, a
prnfilo troncoconieo, pri \'O di un tratto di imn·te e di mio, giaeeva prnpl'io allo sbocco
del cana.lt: (HTH 2 l il, fig. 80 m). Cna coppa f1amnwntaria, a c·orpo appcwt rigonfio
(HTH :!ID, fig. <'lOe), era dncornta con 1m fn•gio di spirnli Ì.ll ma1TolH' .s11 lwigl'. A
q1wsti mat:•riali T.\l I ernno aswei;1ti framnwnti .\1.\1: lo strntD 11 può quindi esspro
11gen1lnwnt<' identìfleato <·on q11ello del riempinwnto-eolmntn dPscritto md vmto
attiguo.
Il di\•isorio con lo strnto s11ccPssivo l'l'i1 eostituito da ima fitta linlm di cocci che
coinci(k\'a quasi col piede del nrnro n. :J: il livdlo Il [ rnpprPsPnhn1 quimli nn ter-
mintrn post, o ad quc•1n per la stm messa in open1. I fran111wnti Nmto ora. in pn"'<t·
h·11za .\1.\1, con qualche T.\l I (fig. 7!ì /J). l1c•cupe1·mnmo, frn l'altro, la parte) inforioro
di tmn brocchdta miniaturistica n corpo ovoidale (HTR iM<ì) e ima fìgul"Ìna. di bovide
fra.mrnc·nb1ria, eon In giogain nettnniente pronunciatn (!ITR :277, u. I G di fig. 75 o
e fig . .SO d). Questo strMo cli lìvelln,rnento, sNnpl'e di terra c:hiam, :ml qmtle si inrpo·
stava il nrnro 11. :i, terminava a quob1 I .:rn m Ml Est e n 1,42 rn ad Ovest. A
cavallo fra qll(•sto (: l'infrriore sUwano le lastr(: del plac:ostrato gih ricordato. Ai tnglì
pitì bltssi !;1 terra apparve di colore decisamente• liiancastro, eoH qualclw osso l: frnm-
nrnnti molto meno rn11ncrosi, tutti .\l.\1. L'ultimo .strato (Jino a I ,il8 1,(iil rn) do-
cumentava dunque la frcqnentazione anteriore all'edificio cic:lopico. 11 li vello di pre-
kousknuras sterilP fu poi s(•guito flno a 1,82 m (la buca Halbhel'I' era set•sa invece
fino a I, 94 rn ).
Quanto al c:anall' (fìg. 78), fu pussibil« Iìbc:rnrlo /H:r un tratto di 0,70 m: il piano
di base era prolmhilnwnte costituito da un blocco (kl muro n. :J: della coperturn fu-
rono seguite soltanto dli(• lastre. La terra, all'interno, era nwlto ([ura., cli colore chì>HO,
con frustuli cli legno (•;u·bonizzat.o e scarnì frnmrnenti, sia T.\l I che :\1.\1 (nnclw di
lJuon.a epoea). TI collettore, ('m·tamente Ruc:cessini all'edificio c:iclopÌC'o ed anh•rion:
a[ vmw E, r:rn stato aperto nello sfrato dì rir'rnpirnc11to elw (•ol1mwa gli ambienti <li-
strntti: poteva C'RSC'rC' in llW anche nell'età T.\l nr, schbl'lll' Jl(:SSiltl ('O!>c:io di tale>
lHTiodo provenga dal brl'VC: trntto ripulito 118 •
Subito a Sud cl!'l nrno clesc:ritto, il prolungamento del murn n. G, il trntto 11. 18
e lo st(:sRo rnurn n. :i sembravano dcdenninare un altrn ambiente, largo quanto il
vrcce(knfo e lungo m :3,:rn in direzione X·S, c:on la fascia ovest cb1 ricen:a,1·e sotto
E l'd F (lìµ:. <'ll ). 1'-lorprcnde, tuttavia, il cliverno spessore: (0,05/0,70 m) e la parziale
di ffcn•nza di tecnica ddln pardo est rispetto id trntto corrispornlentc: nel nmo a
Kord (eontrassPgnab1, come m11l'o n. G). Ì<: possibile allora clw 1111 ori·
gi1rnrio allinf'anwn!o del vc:rioclo dell'edificio ciclopico sia stnto s11cceNsiv;uncntt• ri-

l lB Snl sito anda1nento o sulla culloca/;;ionc- ttel contc'sto, V('di o!Lre, p. 14.l).
Fm. 81 - Eu1Frc10 CTCLOPICO. A.REA FRA T :mmr xx. :i. G. 18 ED T VAXT E ED F. Vm1cTA <m·
XJ'JRALE, A nxg scAvo. DA 8TCn.

E!)J!'l('JO ('J('LOl'H'O. ;\_!-LEA FHA ·1[\rl"HI


:-.:;-..;. l8En I YA:.;1 FJ{;\:\C\lE"Tl
i Tl JL\LLO STJLITO !I («VR. SEZ. [).])').

(J

Fm. 82 ArtEA F1u. r >1nu :-;:-.:. :;, ll, 18 EI> I vA:-.:1 FrG. 84 11, b: .sKOll'rKLlA HTH 218, 2:!0: r: B!tO<:·
E ED l?. CAlH_:'_L\ DI l'IETHE SOTTO I,,() STJ_{.ATO CHETTA ::\T17'\IATCR!;.;TJCA F!L\-:\J'.\JE:S-TAH:L\ }lT-H 2;")7.
FICIALB. DA NORD. DALLO_STILITO LIT (CYIL SEZ. D-D').
1:30 VINGENZO LA ROSA [S:2]

preso solo nel tratto ;;wl: in tal caso, poiehé il nrnro n. 18 fa angolo con quella strut-
tura, si ignon·n•bbe il limite sud del vm10 più antico un
All'angolo i\ E poggiava direttarrwnte wl kouskourns un grosso bloeeo qua·
drnngolan·, c:on il n. 14. di cui non è chiara la funziouP (dirnens.
111 0,00 >< 0,70: alt. rn 0,45; sommità a quota O,ii'ì rn). al centro di questo
ipotetico ambi(•nk sporgevano invece, clalla parete eRt di E, quattro libri (li lastroni
irrq.ullarnwntc· sovrapJHlsti e sistenrnti ,.;ul ,·eq.!;Ìlll', forse resti di un pilastro (;.dt.
m 1,00; sommità a quota 0,:2() rn). Al lato opposto, dal piede cfol muro tL ti aggd-
tava cli sbieco un blocco pnrnllclcpipc:clo, poggi;mte anch'esso sul banco roccioso, con
all"intonw cliverne pidi·e disposte senz'online.
Lo fitrato superfìeiak (sez. D-D', fig. 70 r/), con frammenti di t.uttc· le cpoclu• e
terra parzialmente (li riporto, scendevi1 fino a 0,2fi/O,il0 m, quota
all'ineirea. al piede del muro IL i5. Il sticePssivo, di colore chiaro, ern caratterizzato da
una eaduta di pietre c:lw lo oc('llP<tn1 per intero, giungendo fino a 0,70/0,70 m, al
livello della sommità dcl blocco n. 14 ((fig. 8:2). Sella rnPtà sud si spingev;1 fìno ;1
li5/:20 cm cLLl lrntrnkoums, già ìn luce a quota O,ili5/0,GO rn (con PVÌ(lenti tagli per
lo scasso cli fondazione dcl muro n. G).I frnmmenti 'L\l lfl, molto rntnH'1'osi nello
Htrato superiore, era.no presenti, seppure in numero ridotto, fino alla ha.se di questo,
assoeinti a mittc•riali T.\I I ecl .\Dl (fig. 8:!). La presenza dci cocci rnic;enei indurTeblw
a co1rnidnrnrP il livello in rnpporto con la siskrnazione dcl piazzalP (('onie gli strati
corrìspon(knti nelle sezz. F-F' e B-B'), piuttosto che con quella cld vano E.
Lo strato inferiore;, tino al vergine, aveva terra matToae-chiaro, con piccolP pietre,
ciottoli e ceramica T.\I I ccl .\l.\l. Tre skoutelii1, ricostrui t.i da vari fn1m nient i, en1.no
tutti dcl tipo troncoconico (HTR 218, n. rn di fig. 7i5 a e fìg. 84 a; HTR ili'ì2, IL 24
<li fìg. 7i5 11; HTH :2:l0, IL 2i5 di flg. ii5 o P fìg. 84 b); llll!t broechettn miniaturistica a
corpo ovoidale (H'r!{ 2t57, fig. 84 e), n1nncante cli un largo tratto cli p<Hctc:, t•ra ven1i-
ciata in mitr-ronP-rossiceio qtrnsi completamente evaniclo. Questo livello più basso
della sez. D-D' (fig. 70 rl) sembrerdibc> corrispondere nl ricmpinwnto eolrnata den-
tro l'edificio <;iclopìco, notato negli arnbienti XE e XO; il blocco IL 14 potrehlw an-
che essere il resto cli una. struttura ankriorP all'edificio.
Degli arn bi enti E ed F, che rnpprcsent:wano le costruzioni più reeenti, fu sag-
giato soltanto il secondo. Dentro di esso si poté seguire, come già !letto, il mu1·0 ci-
dopico ovest, con wmmità a quota 0,2fi rn (fìg. 85). Le pareti nord e sud, conscr-
vak per due o tre filari, ntggiun,gevano un·a1t.czza massima di O,fiO m (st>z. B-B',
fìg. Gfl h), fornendo una precis<L indicazione circa il livello (]e] piano di cnlpestio nel-
l'nn•a circ11stante. Attaccate al lato meridionale, dne lnstn• a quota 0.20 m erano
forse i resti dell'tdtirn•i pnvirnento.
Asportato rapicfamente lo strnto qua'ii sterile di riporto (fino a 0,1:2;0,L) rn) 120
si rinvenrw un livello di ciottolini e terra ehinra (sez. B-13', fig. (j() /;). al quale corri-
spondt•vano ;dcune lastre isolat<', sempre snl lato sud, forn<' di un pavimento più an-
tico. I nrnterinli (fino a 0,02/- 0.():2 m), appartenevano esd11siva.rnente a.I T:\I l U,

ucdia di argilla. f'()sa(a


planirnet.i·ìa schc1natlea di fìp;. (i I, tova iuichc essert-: dì e-tù tarda.
dcl muro n. (_) a fasi dh·orso.
HAGHIA THIATJA. U l :J I

A.1tEA :-:oTTo JL YA;.:o F'. \'EnCTA ,,\ scAYo; .A.T, CE:"TJ-to, IL TH.ATTo DEL-
:\J.Tno ('JCLOPlCC• ()\'.EST. {)_-\

H() .-\JtEA ::-;OTTO IL \',,\?\:() FIO. 87 AHViA SOTTO TL \';\::\O}'. a: COl'J>A JH


:F. J3.J<1STI !lEL (,'A":\AJ,_I<: 1·:'\-FJ;::J-tI(}- FIL\-:\f\1E:STAH!.-\ 1--ITl\ 2nn; h: s.x. ])ALLO
RE ("· 2 FIO. I.il\.
I>! DA Si·n, STBATO V (<'FIL SEZ. B-B').
DALliJAl,TO.
\TNCENZO LA ROSA l8J J

anehe 13. Seguiva uno straterello di te1nt ancorn chinra, con molti e qualche
pietra isolata, in pencbnza. dn X ord Sud (tino <L 0,08 /O, I iì m); i fntrnmcnt;ì erano
sempre in netta prevalenza del 'l':\l Hl (anehe B): si trntt<wa probabilrnente del li-
1·ello cli sistemazione per la messa in opera delle pareti.
Lo strnto suecessini (il l\ nella sez. B-B') era caratterizzato cla aHnwrnsi residui
coalcarei misti a terra cli colore chiarn, o da diverse htstre ;tclcbns;tk nella fascin est.
La lorn pulizia portò alla idC'ntificazione del pi;1110 di bnse di un canale (fig. 8iì), in
pcmdio eia XonJ n Sud (due lastre, ;.t O.On e - - O, l\J rn), qtmsi al livello dulia som-
mità dcl muro n. 18, un bloceo ciel quale ent forse conservato, nella stc'sS>L nw;t, a
quota 0,22 m. Prnprio in eorrisponclen:rn, alla parete sud dell'ambiente, fu facile
isolare il lastrone cli copertunt del cnnale (a quota +- 0,07 rn), per cui si poté rico-
struire un'altezza di 0,2ii n1 c:a. Xon si ritenne opp irtuno s<tggia.re anche l'angolo XE
pc'!' non rimuovere le lastn• superiori, non neeessariamente in rnpporto con lo stes.so
collettore. Lo stra.to l \,in relazione con esso, fu seguito fino a o, 18/0,27 m; eonte-
ll{'Y<L ancora mat«riali in prev;denz<1 T:\I J 11: un frammento cli pitltos con il motini

dcd tentacolo cli polipo, era verosimiltn(•nte del T:\l l l 1 B. Questi eocd si ernno >te·
ccmrnlati 1wlLtrea del canale qw1ndo ern già fuori uso: rappre.mutnno quindi un tPr-
minus post o ad quern per la sua distnizimw.
Xella fascia est lo seavo fu arrestato al livello di chlla fogna; in quulln cen-
trale si poté invece distinguere lo Rtrato V, cli terrn seurn e con qualche pietra isolata;
racchiudeva i ref:t.i del muro c:ìclopic:o ovest, l'Ol'inatu sulla faecia interna. Xello stesso
strato stavano anche le lastre di spalla di un secondo caiwle, largo 0,2iì/O,i30 rn clte,
accostato al muro ciclopico, si pen.leva sotto 1<1 parete• nord dcl vano (fìg. IW), richia-
mando su bit.o la bocca del collettore già descritto sot.to E (n. 2 di fig. 6 I). Delle due
lastre di base conservnto, lit settentrionale era a -- O,ii4 m, l'nltra, clw occupavì1 solo
la metà oyest dcl carmie, a O,f\8 rn. 'l'ali quote fa"dlbero supporre• urm p:nchnza
eia X ord verso Sud: biwgrrn p:,rò a;J;gi ungere che w1p'·a. la pitt ba 1sn ern stato
sistemato, a me c:crto in rnpp:nto con la funz,ìonc (bi collc;tL>rc, un f,md.> cli
vaso, che renderebbe il livello quasi orizzontale'. Consi<Lrnndo p:li ulw il ]Ùt110 di
base ricostruibile per il tratto sotto E risulta a 0,7ii rn, si (Llvrebbe cLclnrrc t!Il
deflusso da Sucl a Xord, vc;rno 1m'a.rea, cioè, sli<n1·at<t c[;dl'angolo del preesistente edi-
ficio ciclopico m. Jn questi krrnini, soltanto un sa.ggio sotto il vano E potrebbe ri-
so! vere l 'incertt>zza.
Limitiamocoi ad osservare, cht un punto di vista strntigrntieo, che i mat.c;ri:di dello
strato \' rappresentano il momento di abbancLmo e cli int.erro per questo canale più
lmsso, forse: in c:oncomitanza con J;i, siRtemazione del piazzale'. l fntmmenti enuw an-
cora in pn·1·alcnza micenei; proprio d<lll'area dl'!la fogna provcnivn un largo tratto
di coppa cli champagne (HTll 2fJO, fig. 87 a), assegnabile probabilmente al T:\l JI [
A2 122 • Insieme con ess<t, urm earatteristiea ansa sormontante• che, ben clocunwntata
md T:\I II I B, è presente tuttavia nella fase Hnafo dd periodo preeedente m (fìg. 87 h),

l:!l a!t.rin1()llti eh('. l'1t!ti1uo :--;te11111 di def!us:-.:o,


trnttu, :-;urn1011tac-:::-w ahnuno L.·\ Ho:-.:,\. p. :::is, lìµ:. -17 h-d,
il sceondo fil<He dd n1uro cie!opieo nord, !1er l:!:l Ba:-.: Li rieon!af'(', S('!!1p1·1·dnilo ,-.;1 ral (J pit't notico
nl'l!'nrea. dcl \·allo H; oppure eou.-;id(·rare i! pliu·osti·ato Ilt'l saggio dldxo ìa il 1·olino f!T!{ s:L r:itato sop1·n
fri:t B t•d E ('OllH' una sisU,rnnziono rapporto eol si- alla p. ;J;-i, tìg. G d.
[85] HAUHIA THlAJlA, II l :rn

Allo RtcRso monwnto riport('rchlrnrn un 1mic1 di frammenti nclL1rcn <Hl Ovest (lei muro
ciclopico; nessuna irnlicaziorn' Rpccifica. forniRec invc•cp il peso globula,rc frairnncntario
l-ITR :i:W, di argilh rossiccia nDn depurata. Ceramica micern·a 1' 1 continuammo a
ran·oglicrc w•llo Rtrdto :-:1mzio dPntro il unuilc, d.ovc mancavano le l<rntra di lmse
(fino a 0,8Fì;O,\JO rn): si trntt;1va n'.J'ORimilnwntc di materiale infìltrntosi dallo strato
(li in.t{'!TO dcl collct.torP, non utifo quindi per la dctorrninazimw dcl wo nwmcnto
iniziale.
Lo Rtrnto \I di scz. B-J\' (fig. (j\J IJ), nuovn.mcnk di 1,errn chiara, ora ccmsorvato
all'angolo SO, dove fu seguito lino a 0,70/0,7:l rn con un livello di grm;sc pietre clw
impedirono la pro.sPcuzionc cfollo (tig. 8:5). Qtwst'uliimo strato poteva esscrn
in rnpvoito (morncnto di abbandono(' di inteTTo 1 ) con un trntto di murn E-O (il n. I O
di fig. (il), che si accm;tnva aJ ciclopico ovest e che fu .,cguito. nihito dopo, al di là
dcl lirnik \kl piazzale. Conteneva ancora frnmrnenh T:\l 111 e cmTispondeva pro-
lmbilnwntc al 111 della .S('Z. C-C' (fig. 7011), nell'arca nd Ove.st.
Torniamo i1dc.s.so alla zmm oricnt<dc all'interno dclrcdifìcio ciclopico (fig. 88),
trn.scurnndo la ..stretta fii.scia fra i nrnri nn. :1 ('d 8, rn·lla quale ritrovammo il riompi-
rnento-(·olmatn des(Titto nel vano ='\E (' la..sciarnmo anche 1111 testimone di terra da
\'LNCKNZO LA ROSA [8GJ

Fin-. 8H CJ('J__,()PJCO; A:\IBIEN'J:.E VIL\ l :HCIU N".\. 8, lf), 10 _g 27. a: COPPA !•'l-tA'.\l:VlEN'l'AllL\
b: JUCOSTB.LZIONE GRAFICA JfE_L PHO_FJLO PJCCOLO P!TllOS -H'l'l( e:
t'OLA'l'OlO H'fJ{, 2GH; d: C-JL\F'H'A 1n•:_L J'HOFtLo :-:.T.E:-;so
DALLO HTHATO PA1·1MJ'iN'.rAL1•; (Il n1 sg;.o. F-1•").

quota 0,20 m 1 25 . L'm·e;1 risultò occupaJa rb un ambiente delimitato dni m11n


nn. 8.27 e l ;;, d<L due tratti in linea contrnsseg.rrnti entnnnbi con il n. I G. Il n. 8,
unn lastrn del quale affiornva clal piano di calpestio, ern orientato c:orne l'edificio ci-
clopico; conHervato per un Holo filare (alt. rn 0,22/0,2;) m; la.rgli. rn OJìrì/0,GO) e siste-
mato s1d banco roceioso, si percleva ad. Est, dopo 1m tmtto di rn 4, I;'), sotto il ;3o
pilastro da Sud della stoà. }[itl ridotto in alcuni punti, era o»igirwriarne11k eostit11ito
da lastr(' regola.ri Iungo la focci<L s11d, con piccole pietre e Zloppe sul lat<J nord. EHatta -
nwnt.c p;u·allelo al IL 8 correva il muro IL lii, sempn' poggiante: sul ko11skouras, con-
sen'aJo 1wr un wlo filare e Bottoposto, ad Est, al 2° pil<tstro della stoit (lungh. m :3,:rn;
lnrgh. m O/iil/0,(i0; sommità a quota. 0,04 m). La faccia estenm. con blocchi
<tnche di tipo trapc:zoìdide, era quellit nord che corTispondcvn così alla meridioimle
dcl muro IL 8. Appena accostati iL!la parete sue! del vano, due lastroni emergevano
clnl livello pavimentale: sopra uno di t>ssi, a superficie 11su1·1.tta, era rici.wato n basso

seimnn10 11dlu fn;-,cia fra i uniri ìS d 1 (fo. quota


0,35
[8ìJ l!AG.HIA TIUADA, ll

rn.c<t\'(l il noto mohvo delle fossette di::;post(• in corchio, con elemento ma.ggiorc al
centro (fìg. 88). Il limite est ern co::;tituito dal m11ro n. 2ì, clte co1Tcva proprio fra
In. lim;tt d.ei pilastri della stoà: si era infa,tti fortunosamente conservaJo per un breve
tratto nmd (rn 1,10), soltanto sulla faccit1 ovest; era stato sr.wzzato, a.I centro, dal
hlo\'co rmligonale di una delle ba.si di colonna. (quota 0,0\J m), nwntrn si era ri
dotto, a Sud, ad. 1m'11nica lastm, .scivolata in dentro. Proprio a qiH·sta parete est ,;i
putò tuttavia consta.tare la presenza di frustuli di intonaco (di colore rosso 1 ), NJH'sW
:) cm ca. All'angolo ::\E, uno spt•rnnc di muro a piccoln pietre, largo m 0,40 e lungo
quanto il pilastrn, cm si.stcmato in parte sotto di esso e si imp(mtava sopra il 11. 2ì:
era prolmhilmcnte un contrafforte di fondazione per la mcHsa in opera del pilastro.
Il lato on'st era delimitato d.al m111·0 n. l ti, diotinto in due tronconi abbastanza
golarnwnto allineati: quello nwri<lionalo (lungh. m 4, I O: largh. m OJìii ' 0,(iO: alt.

({ ('

r/

h: FJL\:\T'.\J'E:\T! !fE('OIL\TI CO:\ :\JOTIYI A :-.;Pl!L\LE: (': FJ-L\-:\J:\!E:\"TO «O!\" JH \"OLA-


TIL-V! Jl'l'H. rf: Dl P!TI-fOS co:-...;· f),E('OH.AZ.!O'.'\E 1:\:CTNA; e: FltA:\l:\TF.:\TI
FlL\\'T'.\lE:'\TO J-rrI-{, f)AL-
LO S'l'!{.A'J'O PA\'J::\lE:\TALE (I.I Pl e (SCHlTO SOTTO IL ED c.
136 VINCENZO LA .ROSA [88)

n1 0,27 /o,:rn; sommità a quota · - o,:l2 m a X ord e a - O, l 8 rn a Sud), proseguiva ben


oltre il nrnrn n. L3, che ktd esso 8i aecoshwa; terminnvn invece in corrispondenza
eon il muro 11. l 7, 1<1sc:iando supporre, pure in mancanza di un blor:eo d'angolo, uno
stipite di porta. Il tronco nord (lu11gh. m 2,.J.5; largli. m O,GO; nit m 0,22/0,:lii) era,
a causa dell'andamento dcl banco roc:eioso, a livnllo più basso rispetto al precedente.
Un'accurntn pulizia dell'area di incontro frn i muri nn. 8 e l G non pt:nnise di appu·
rare con certezza il loro rnpporto. Ni può escludere, 1101wst.ante risultino ortogon11li,
ehe facessero angolo in senw prnprio: il n. I li sembn•rebbe spezzat.o per la cost.ruzionc
<kll'altro e successivamente rncc:ordatovi nwdiante zeppe. Questo trntto noni po·
tn•bbe ('RSCl'(' dunque pitl antic:o llÌ CtUdlo lllC:l'idionaJ(', anche perché in (jllaJc:}W f)lllltO
avPnuno l'impressione clw il battuto pavimentale di cui diremo sttbito dopo
contirniassc addirittura al di lit di esso. In tal c;aso. il limite ovest dcl vano divcak·
reblie il m1tro n. G, con ima >1orta d.i soglia ;.tllirwata cd 11ttncc11ta. al n. 8. <' l'arnbicatc
dovrebbe ìneludPre anche il l:onidoio frn i rm. 18 e 17. Narernmo perciò portuti a ere·
dere clw il trntto nord dcl muro 11. I G, appc1rn più antic:o, ]Hlssa csstTP stato riprnw,
deterrninamlo così un vano rettangol<tre (m 4,UO X :l,7ii), al quale si accostava 1n1
corridoio ad elle delimitato dai nn. I (i, G, 18 e 17, anch'esso con 1mvirnento in tena
battut,a.
Le incertezzE' relative al muro n. I() sono accresciute dalla presenza di una terz11
buca Halblwrr (m 2 X I ca.) mi, dw s1 <l,Jll'iva a mw1dlo di Psso, forne proprio nella
arPa di una portf1.
All'interno del va,no, all'angolo XE, restano infìrw cln menzionare i miseri avanzi
di un muretto K·O eh<', parallelo alla parete noni ed ;tccostato a quella est (lungh.
m 1,10; l<trgh. m 0,48; sommità a q1tota 0,07 rn), insisteva wpra il livello pavimen-
tale: corrispondeva probabilrnentl'. ad nn. di viso rio (P('I' anmtdio o ripostiglio I), mPsso
in orwra. in un secondo momento.
Da un punto di vista strntigndìco (sez. F-F', tig. 70 e), il livl,llo superficiale, con
terra ehiarn, nurnerosi ciottoli e frammenti di varie epoche (soprattutto 'Dl li f),
scendeva fino a O, 18/0,20 m. Iniziava. quindi uno strato di terrn nettmll<'llte bru·
r:iata, con qualche ciottolo, dello spl•ssore di 8 I O cm, che sì arrestava a quot;t 0,:!2,
0,2:.l m sopra tlll pavirncnto lmttuto, anch'esso annerit·O (h1ll'i11eendio: pc:rdutosi per
l ';dliornn• del la roccia Iungo quasi tu tt<t la. parnt<' est, « mal conservato nt•I settore S(),
legava invece nettMHcntc con i nwri nn. 8 l' I il. Qtmsi allo stesRo livello, cioè con la
boec;1 appenn affiorante, era inc;cstntta nd pavimento nna uournrt. conicii, ric;i.vata
da un unico blocco e poggiante sul kouslwuras (alt. rn 0,40; dimn. sup. lii o,:J2 ca.)
(fig. 88). La cermnic11 nello strnto di brneiato, relativa al momento di distruzione del
vano, in genere acroma, anche con resti cli Ci vasi <ln cucina». Xel settun', X fu·
rono recupcrnti diversi tratti di un hucino-col11Joio ìn argilla ros8iccia non dl•purnt;1,
con orlo wpcrionnente ribattuto (HTR 2il(i, fig. 80 c-d). Frammenti dello stl's8o tipo
di argilla app11rtenevano ad almeno tro portabraci, dei qunli non si poté ricostruire
.il profilo (lìg. DO(/); c'ern inoltre un tr·a.t;to di parete d.i pithos con fascina rilievo e

126 Con terra di_ eoiore scuro, allentata., e molto piet:ro. tegolo
Trn i frn.ttHìHmti, duo a vt>rnie1' nera opaca o tratti di
[8!1] HAGlIIA THIADA: H

motivo a, 1-1pina d.i pesce inciw (fig. HO rl) 127 , o pochi eoeci dipinti (fig. DO/;). Senz'altro
in rapporto col 1mvimcnto doveva essere inoltn; nn piccolo pithos a corpo ovoi1fale
ali u ngato, incnstrato fra lastrine di:-:posto obliquam onte sul kouskouras: In parte in·
fcriorc cd un tratto di orlo e spalla ne lmnno pern1csso la ricm;trnzione grnlìca
(fig. 8U b) 12' , dalla c11mle si evince che il vaso sporgeva rl.al livello pavinwntalc per C<1.
la rnctà della sua altezza (scz. F-F', fig. 70 e). In rwu1canza di frammenti significativi
per propone una cronologia della distniziono clcll'mnbicntc, ò utile riconfarn che le
pareti nord e sud erano entrambe m1terìori alla fronte della stoà (collocahi In nel T:\1
I I I A z): l'abbandono potrebbe es.sere nvvcnuto non molto prima, e co1n1mcpw già
nel T:\I li l, c·o111c (\possibile d.cdurrc da qualche coccio rinvenuto soM.o il pavirnento.
Uno drntcn:llo di z/:3 cm, in pn1ti(m senza rna,t,l'J'iali, rapp1Tsontava con ogni
prolmhilitù il piano cli p1-epar-;1zionc per il bathdo: un bel frnmnwnto dipinto con
mm testa di volatile, cnrntteristico della fine dell'età neopalaziale, rinvenuto affan
golo XO, proponcbbc come tcrminus post o ad q1wm, l'inizio dcl T:\I I U A (HTR
:l08, fig. !Hl e). Lo strato wccessivo tcnninava in qualche tratto (specie a di·
rdtanwnk ,'mila roccia, con terrn di colore grigiastro e frammenti in nmggiornnza
T:\1 l cd. :\L\l; 11011 mancava tuttavi<t qualche coccio T.'11 U l. Ern questo il livello
dcl ril'mpintc'nt.o-colrnata. dentro l'edificio ciclopico, più volte ricordato; I.a pn:.scnzn
i.1nclw di frnmnwnti T:\l I I I potrebbe riferirsi sia al mcirncnto dello scarico dw a quello
della d.iRtruzione clel vano ('Oll uourna, cin•o.stnnze probabilmenh: collegate frn. cli loro.
Lo .-.,trato inferiore, uon terra di colorn biancastro, c:onscn·at.o soprn1tutto lungo
la fascia ci risern'i la piacevole sorpresa cli mm lrnca irregolanncntc rcttango·
ll1rc, scavata nel lmnco roccioso; .slargata. ad. uno (lei vertici pt'r accogliere i rrn,;ti di
un pitho.s, aveva le d.inwnsioni d.i m 0,80 0,(i0 c:a., con un'altezza. di
0,60 m (q11ota. di base O,HL m) (flg. \ìl). La. parte Hupcriorc era stata. imch'c.ssa rì·
1·opmta dal 1·icmpimento-colnmta 1211 ; gli ultirni :·L) cm era.no invl'cc occupnti dalla
parte inferiore di un pithm; in argill11 rossiccia, con alnwno una fa.scia m·izzontale <1
rilicn> (sez. F·F', flg. 70 c), oblitorat.o proprio (l;1llo scarico. Il n1.so, assieme agli
altri trovati dentro la hun1, ('Ostituiva prohabil111cntc l'a.vnnzo (lei corrnclo pa.vimcn·
tale di imo dci \«mi ddl"C'difìeio ciclopico. Xon fn possibile, pmtroppo, ricostruire
l'altezza (lei per cui non si poté: riciwarn akum1 indil;<w:ionc: sul livello fl<l\"Ì-
nwntalc dell'amhìc;nte. La. tc'JTa dci tagli inferiori dentro la buca era cli colore scuro,
allentata, con resti d.i bruciato e animali. Dei fra,rnnwnti, abbastanza. ntlllll'rosi,
alcuni prm;entavnno nette tnwce di fuoco: snrcblw questo l'unico indizio per ipotizzaro
anche nell"edificio ciclopic:o la. lkvasti1zione <li. un incendio. Fu ricostruita per intero
la ('oppa HTR 24fi (tìg. (Jz li), <lecornta wl fmulo giallino c·on mot.i\'i a. spirali in 1nar-

12 7 Non S(' con C!Tte.zz:a nl docorata nnllo stilo di IL Onouphrios con n10Livo a rn-
pi,u10 pn.vìi1Hmt.nl('· i una inzza mnnrnrn:-:;at.a dì fì('olo ìn \'fTnien hrw1n. (I-ITH 2;)8). f: and10 il cnso di
argilla gìallina, ('on lng11hbìatora cruna :-;tralucida (!!TH rlcordaro, a. rìprovn della dlffu:-;iono
:J:W, fig. 81) rr) rÌn\·cnntn- neì prinii giorni di senvo, lw1g(_\ colinatn. su t.111 ta l'arua doll'cdifieio ciclopico, eJ1n un
la :-;wl dcl muro n. R. pnio di frarnrnunti '_L\l I, provenienti i.c;cnqH·e (1nlln
128 JJTJ{ 2-+2. J-\]L rìz·o:-;t.rulhiln in dimn. baso zona della !nwa, nt con uno nel-
w O,l.12. ,:\rgilla rossiccia. f'()l\ quaklw l'aren fra i muri nn. i) 2:J; pn1scntavat10 noto rno-
1zn Tra i rnniPrinli di q1w:-otn d('lln. 1-lvn dd pendaglio a tripliec foglia aJtcrnnto a f(•J3f,.1n ..
buca, niwlH' un frnnuncnto di cini di puntl (HTI{. :i:_v;, fìg. no e).
roto di (AJzza in argìlla µ:ìrtHo-V('!'dlna appena
Fw. \ll !O ('f{'L()l'JCO, A:\IBIE'.\TE !"IL-\ I \!t:JU "'.\:'\, 8i I;) E :27. Bl ('A SJ<;L KOL'Sl\O!'IL\S
HJ;;LAT!\'.-\ .AL .\JO.\JE'.';TO l'!l' A'.\TH'O. D,\ lì-Nt·D 'EST.

Il /; (;

h
1ttu. H:l a: ULLlCl"I'.-\ }'){.,\:\1\LE'.\TAHL\_ DEL TlJ'U co;-,; :\ l'O'.\i'l'E Jrfl{ 2H2; /J: COJ'l'A
l-l'l'H 24G; e: flLUL\lE'<'.l'o J>l 'J'AZZA !!TI{. :l21; SKOJ•TELJA HTlt '232, 2:>:l, 231, 247;
h: n.1 LATTIERA HTJ-: m;cA Nm, Ko1:sKoL'JtAS.
[91] HAGHIA TIUADA, II

roiw più o nwno diluito e con mm fascia presso l'orlo a, tn1ttini obliqui in bianco.
Di un'olletta del tipo con beccuccio a ponte e lmse a disco restava la parte inferiore
cd. un largo tratto della Rpalla (H.TR :!!J2, fìg. lì2 o): la decornzionc, in vcrniec bruna
sn fondo camoscio, corrni.skv<1 in un fregio di spirali c·ollega.tc fra di lorn media.nfo
una li mm ondulata. wlla spalla, cd in coppie di spira] i disposte a trnlcio, nella parte
inforiorn. c·enurn mwhc divcrni frmnrncnti di tazzina« ripplc(l » (HTR :!21, fìg. n2 r·)
e di nna lattiera con sgrondo verniciata, in bnmo-rnarronc (HTR :J22, fìg. 02 h), oltre
nel almrni skout('li11. lTno, t.roncoconico, c1·a decorato presso l'orlo con mrn fascia
rossastra. sgocciolata (HTR 2!l7, fig. !J2 q); ;1ltri qnattrn, più o meno fra.nrmentari cd
in genere a. corpo serniovoi(le, erano tutti verniciati in nero-bruno l<Hgam.ent·e scro·
stato o rovinato dal fuoco (HTH 252, HTH 25il, HTR 2;)1, HTR :i2:{, fìg. 92 dJ).
materinli dentro In buca, che ahbiarno supposto appartcnerG nl momento di
distrnzione clell'edifìcio ciclopico, sembrano uollocahili all'interno dell'età T.\I I: non
sono cioè molto differenti da qnelli trovati sotto lo fondnzioni dello C(liflcio o
dagli altri dentro il riornpirncnto-colrnata. lfomgncrebbc a1lorn arnmcticrc che il
lasso di tempo frn la costruzione e la rovina non fosse stato eccessivamente ampio,
con implicazioni che, da un punt,o di vista urbanistic·o, anclrchhcro cert(J precisato.
Dopo la distrnziorw, l'area riwlta parzia.lnwnte occu1mt11, all'inizio dell 'dù T1I. I Il,
cfa un altro complesso che sembra rispPttarc l'oricntanwnto delle Htrutiurn più an·
t.ichc, risistemandone forse quakuna. 11 nuovo edificio doc11mcntcrebbc forsn im mo-
mento edilizio cli transizione prima delh.1 fase monumentale cli c'tà micenea, csemplifì..
eata qui clalh1 c.cL stoà.
All'area fra i muri nn. Ei e Ili, fino all'incontro con il JL 17, aycvarno accennato
a proposito della, collocazione del IL I G 130 (fìg. 88). H.i('()nliarno solfanto chn il livello
dcl konskollrns ern piuttost.o irregolare 0,5il m ad Ovest. e 0,80 01 acl e
che un blocco tn1pczoidale a quota O, 15 rn, allineato eol muro n. g o rafforzato
sulla faccia sud con pic:colc piot.ro cli fondazione, potrebbe essere s11'10 urm soglia del
l'ultimo porioclo. Altro pietre a Sml rli essa, cli funzione non pcrnpicna, furono la.sciato
in situ. Quanto ngLi strati, a pnrte quello rirncscolato dcll<t buca l-l.alhhcrr. fu possi-
bile distinguerne almeno due sotto il supcrfìcialc: il superiore, con terra di colore
ma1TOJW, scendeva. fino a 0,3;) 10,40 rn (' contcncni nncora quakhe fr'lmmcuto
TM III, proprio come sotto il livello del pavimento col bnwiato; l'inferiore, cont.en·a
di colon: chi.:1ro, restituì solo frnmnwnti TM T c<l MJ\I, cioè vcrosimilm.entc (kl riem·
pi niento-col rnata. dentro 1'edificio eiclopieo.
A. Sud do! muro n. 15, fino alla scal;1 addossata alla parete nord (lei Bnstionc,
l'interro era in genere poco notevole. Ripu lonclo proli rninarrncnte il livello di c;d pestio
ci si rose conto ehc ad Est e a Nord dt>ll11 scala era conservato un tratto di battuto in
calce e ciottolini (spesso 2-tì ern) (fìg. n:3), simile a qnello dcl vc.stibolo nel sacello o
all'altro dell'arca. occident.a,le tld piazz;1]0 c!Pi imcclli. Descritto (lai primi :-mava.tori
come resto di un 1mvimento, rappresentava. invece, prolmbilrrnmte, il livello della,
stoà e dcl piazzale adiacente, in dolce pcmlio da Est ad Ovc;;t, 131 . Snl lato oriPntalc
(Lella. scai<1 fu possibile seguirlo per almeno O,ilO m al di a c:onforn1a della rn·

iao Vedi sopra, p. l:_H), i_ O,OS q11nLa. dolh


1 :> 1 Qucd a, n.d Est delh1 se;_dv, -+- O, l tl rn; a S ord, St-o;\, 1n.
140 VIXC' Kl\ZO LA 1WSA [!l:!]

fb•:sTr DEL BATTG'l'O JlAVT'.\JEX'lALE C, D. AL DI SOTTO DJ<:f.LA


SCALA CHE SI ADDOSSA AL DA Xrmn.F:scr,

cenziorità di qtiesbt rispetto all'impianto della stoà. [ pochi framn1enti n'cupernti


non cnrno p11rtroppo significativi: uno wlo, acromo, senilir<'i «nrtanwnte Tl\l n I.
Alcuni blocchi aflìornnti a Sud del muro JL li) risultarono far parte di un alli-
HPamento N qHasi ortogonale ad es,;o, poggiante direttamente sul kouskourns
(n. l!l): lungo m l,!Hl e privo della foec:ia est, si JH:rdeva a Sud sot,to il livello di calce
e ciottolini giù ricordato, nwntrn sembrava <H:Costarsi, a Konl, al IL l :). Attaccato a
q1wsto nuovo muro, pnrzialnwnk al di sotto di esso, eol'!'eva acl Ovest, il tratto JL 20
che, sempre sistemato sul vergine 1 '12 ed accostato al rt. lii, proseguiva oltre la fronte>
dclfa scala (lungh. m 2,2ii; largh. rn O,GG): costituiva fors(' una bassa h1tnehi11a dul
IL l ll, oppure il livello più antico di un vano sneeessivarncnte allargato verno Est.
Questo arnbiente, dPtenninato a Nord dal muro JL 1;) e 11d (hest dal trntto meri-
clio11a.1P dl'l IL IG, JH'esent11\'a ;tpptmtu sul lato Pst. !11 coppia nn. ll-20 i:i:i. dw Hon
era in ogni c•1so itllincata con il 1L 27, parde oriPnb1le dd vano con uo11r1111. Tn
canza di materiali att,ribuibilì con certezza ai nuovi niu1·i eì limitiamo 11 supporre

Ne!ln ;-;uno lwn visibili i (ng!i nel b11rwo in un ipotet-i('o pri-rnn rnornPtdu (o ni p!t'di di nna J,nn
roccioso. per le tri1wt_•e di fondazionr:, •:liinn.), a rn 2,25,
HHI L'nrnpii:;-zzt-i R.() dcl Yano poteva variaro da Jll 1,G5
141
1naJ HAOHJA THL\DA, II

che cntrmn be le stnnzo, <lati anclw ì rnppurti fnc


le strutture, facessero pnrtc dcl. mPdesirno com-
]>h'sso,
In un piccolo saggio wtto il lmttuto con calce
<' ciottolini, a :\ord della seala, si poté ricostrnirc
la, sit\lnzionc stratigrafica nell'arca del nuovo vn-
no (sez. F F',fig. 70 e). 11 liattntu itrnistev<L w \ITlO
st.rntcrcllo <li ghiaictta, spcsrn () cm e in pratica sen·
za frmn rnent i, che costitlliv<L i I piano di prqmra-
zionc. Dove il piano ma arnlato f1istn1Uo, questo
livello appariva occu1mto dalla terra supcrfìciaJc,
con frammenti in prevalenza Tl\l Tll. Seguiva uno Fin. !H FHA\DLE"<TO HTJ{ 2iJH.
strnto d.i colore grigiastro (dello spessore massimo, 80'J"l'O lL _LIVELLO PAVD-JE-:\TALJ<:
PELL ..\ C. D. STOA..
a Sud, d.i O, 18 rn), riforibik sia al livello di d.istruzio-
ne <ÌCÌ mnri che allo spianmncnto per la sistemazio-
ne del battuto. Tra i cocci, diversi erano infatti del Tl\l TlT iniziale; significativo
un bel frammento (HTH 250, fig. d(•corato con gigli stilizzati in vernice
marrone, su fondo camor-;cio appena stralucido. Lo strato sncccssivo, di terra chiara,
Pra conservato solo nel trntto sml (q11ohL kmrnkourns - 0,4'3 rn), con materiali T:\I
I ed Xr:\T: pot<f!ibbc rnpprnsenbrc il solito ricmpimcmto-columta all'interno <ìell'cdifi-
cio ciclopico, piuttosto clic il livello rolntivo alla sua distruzione.
::lpostiarnoci adesso alla zona a NO dolia scala, dove ]a, scarsità dell'interro per-
mise poco più di mm pulizia :<otto il livello superficiale. Fu cornunqiw profilata una
serie dì piccoli ambienti o locali di servizio, cbe potevano costituire anche un sistenH1
per rampe di scale con rel;1t.ìvo pozzo di luce, delimitati, come struitHrc prim·ipnli,
dai muri n. 17 n Non! e ii. I (i ad Est (fig. Dil). L'estremità sud, l'Oll la rnccia già af-
fiorante, ern stata obliterata dai lastroni di copertura della fognn all'angolo SO del
piazzale; la fascia ovest risultò invece tagliata. JH'r la m<,ssa in opera del tratto setten-
trionale della stessa fogna, ignoto allo St.efani.
L'ambiente più a Noni ern clctcnninato dai muri nn. 17, lli e 22, con un douln-
Ji''ki nd settore <'st·. La parete Rettcntrionalo, lunga rn a,2;; e larga in nw.di<1 m 0,50,
era consnvata al nrnssimo su due filari (a.lt. m o,:l.J) e, sistemata soprn il vergine, sì
accostava al muro n. I fi. Un tratto cli que0to (rn I rnt.) costituiva il limito orientale;
la parete wd (n. 22), che ci era p;1rna all'inizio allineata col muro rt. I i), aveva n,\l'in-
circa le stesse dimensioni di quclln noni (alt. mass., s1illa faccia nord, rn 0,'37). Il ri-
postiglio, con un'arca utile di 0,70 X 0,70 m orn racchiuso da muretti più piccoli sui
lati ovest e sud. mentre sfruttaYa sugli altri duo le rmrcti dcll'ambiPnto. l materia.li,
nello strato superficiale, ernno in prevalenza TM I ll, con qualuho coccio a vernice
nera. ed un poso cilindrico integro (HTR 282, flg. DG d). Proprio sopra il muro n. 22
nei pressi dcl doulap11ki, un framnwnto di pitlios (l-ITH, 22ii, fig. IHi Il) roca va il mo-
tivo delle sacrl' corna con bipenne al centro e vo\;1Wc nel registH1 iiupcrìore 134 . TI
livello supcdìciale scendeva sotto la. sommità elci muri, fino a, -- · 0,80 ni; da q1wst,a

t:q l·it co11frnnto ,1 nionwtllilltalo ,, co;.;tit-11.ito, per Thc Lnte Jlù1on11 JJ I l'eriod ùi Ckituborg
(\'3,, dal snrcofngo di Giofyrakìa, rìprodotto ora in .\. ID80, p, 2.J, fig. Ila, L
142 V!KCENZO LA ROSA (94]

EnTFrc10 crcLoPico; !:U;'l''J'OlUr; 8. (). 1-\.1-t:F:A A Scn rYEI :\Jt:Ht ;-.;".'\, 17 E j_;).
OJ<-::>.'EltALE. A VlN'JC :-::CAVO. l)A ()VJ:GS'l'.

quotn al kouskouras (v1uiante d11 -- O,(ii5 a·-· 0,85 m) ritrovamrno lo strato di riempi-
mento-colmat<1, con terrn ehiarn P frammenti TM I ed. MJ\l: dentro di st,lvano
due skoutelia scmiovoidi quasi identici, sistC'nmti uno sull'altro e verniciati in ncro-
hnmo (HTR 220 e HT!t 221, nn. 2G e 27 di fig. 76 a. e fìg. DG G, 11); un terzo, man-
cante di lnrghi tra.tt.i cli parete, ora del tipo troncoconico (!!TI\ :34-4). Piri signifìcntivo,
un tratto di orlo e parete di t11zzn « rippled », decorat11 in vernice bnttHHna1Tone
(flTJ{, il4:3, fìg. DG e). Dent.ro il rip<rntiglio, già sotto lo Rtrnto superficialu (con frnm-
mcnt:i scarni e insi1rnificanti), 11pparvt\ a quota. ··- 0,45 m, un livello di 'l1ilothrm1a ste-
rile, tosto ahhimdonato.
Situazione sostan;1,ialrnente identica rh;contrammo nel locale a Sud, largo m O,!lO,
delimitato dai muri nn. 22,21 e 23 (fig, \l5). cl!e facevano :mgolo fra di loro e poggia·
vano tutti m.tl banco roccioso (alt. mass. di 21 e 28, Jll O,ilO). Lo strnto superfieiale,
eon diyerNi ciottoli e frammenti TM llI, seendev1t fino a o,:30 m; ritorrnw11 quill<li
la terra. cliictr'<J· (con molte piccole pietre) del riempirnento-eolmata, fino al ko11skot1ras
dw era di amla.mcnto i1T«golare (·- 0,40 m a<l Est; O,/;) m ad Ovest). D11 questa
area proveniva, come già rieonlato, il fratnnwnto HTit a:35, che tLttar:cav11 con nitro
rinvenuto sotto il [><tvimeuto del \'atto con umrrr1a 1""·

t:i 5 Vedi sop.ra, p. nota 12H.


[9f>J HAGHJA. TlUADA, II

a
F1<;. HH --- Enrv1c10 c1cLoPH'o, S.(). Ji'HA 1 :\JUR! .'.\'.'.\. 17, lH .E 22.
n: FH.Ul\TEXTO DI !'ITT!OS HTR 22:1; h, e: SKO\JTELIA HTR 221 Jò 220; rl: PESO FITTIT,g HTH 28:?;
e: FHA:1nrnxT1 n1 'i'AZZA HTR :H:L

rn nri 1u1. :rn, 21, 2ii e 24 d':!termi navano un terzo ambiente quadrangolare
(fig. !J5), largo l rn in direziono E-O e l ,iJO m in qiwlla X-R. Il tratto meridionale
dcl n. 21 itpparvc allineato con quello nord. wlo sulli1 faccia. on•st.; incerto è lo spes-
sore dcl moncone n. 215; il Jìanco ovest del muro n. 24 era stato riutilizz;1to dal col·
lett:orc n. il (flg. Gl). In terra superficiale fino nlla roccia (a. quota ·- 0,87 m).
Xessuna precis;1 indicazione è possibile fornire anche per l'ultimo ambiente, co-
stituito da.ll'cstrnrnità sud d.ol muro IL l G, dnl n. 22 che a.dosso si accosta, o sempre
dal n. 21, che con quest'ultimo fi1 angolo. La q11ota del kouskourns variava da --- 0,2il
a o,:l7 m (fìg. 9iJ).
ll c<midc clel!n fasci<1 ovest (n. :3 di Jìg. GI ), di andamento appern1 ondulato, scen-
deva da Nord. a Rud, raccordandosi 1.d tratto superiore rinvenuto sotto il vnno F.
Dopo m 4,80 si ricongiungeva al collettore descritto e disegnato da Stefani, destìnnto
nel assicurare il deflusso delle acque dall'nrca SO del piazzale. Il bracc:io da noi esplo-
rato, privo della copertura o molto sconnesso soprattutto al centro, aveva unn lar-
ghPzza media di O,liJ/0,20 rn e una pendcnzn da 0,44 a O,il7 m (fìg. \17). Tl piano
di lmsc ern costituito cla lastre di varie dinrnnsioni, alcune piuttosto piccole; la spalla
raggiungeva, un'altezza. di 0,215/0,80 m. Certamente posteriore all'edificio ciclopico
o al gruppo cli piccoli nmbicntì a Sud dcl rnuro ri. 17, il canale scmhrn precedente a.I
vano F, che gli si wvn1ppone con la sm1 parete sud. La costruzione dcl nuovo am-
biente dovette, anzi, renderlo inutilizza.bile; apparo perci(i verisimile che, ohlitcrntolo,
si proforisso convogliare le acque a pnrtire dallo slargo più a Rud, vennto in luce nei
primi scmvi.
L'esplorazione dell<t fascia fra il canale a Sud di [<' o il muro ciclopico ovest,
portò alln idcmtìficaziono del nuovo tronco n. 20, che c(mtituiva. vorosi milrnm1tc il
Fr<;. !Ji ED1vrc10 c1cLoP1co. S. O. :\HEA A Sr n tJF;L \'A>:O J
1' , 1:1L\ JL sit:no c1cLo-
PIC'O ED IL L':\SALE '.\", ;_L Cf.;'.\EftALE, :\ FI:\C S(';\\'O. 1)A

Fro. D8 f{J<.:S'ro nT cA-:--<,-\.L:E IL _'\Il;J-tOni_ n:EL J>1AzzA:r.E. SCHJ'ro A St:n Tni;L YA?\O li\
Jh EsT.
[H7] HAUHlA TIU.AIJA, II 146

d.i 1m dìviwrio dd grnrnlo edificio (scz. B-B'. fìgg. GD b e !l7). Uonservnto


per un wlo filare (alt. rn 0,20), largo m 0,80, sporgeva dal rnurn miceneo cli limite
del pinzzak di 0,8ii/l ,OO rn e pogginvn dircttarnentc Htd kouskour·ns (con sonnnit;Ì
n quota 0,80 m). ::\r·I trntto subito a :'ìud. dol vano F, il muro ('iclopico 1n·csP11·
ta,·n inoltre llll paio di filari di fonrlazionc (da 0,7ì lll), aggettanti fino a o,:lO rn,
che si perdcv;rno dopo un tr1Ho di m 2,;;0 (fìg. 97). ::\cll'<irca fu iniine lasciato un
frstimmw di tena, che ne detcnninii la divic;iom' in due sdtori.
La situaziorw shatigndìca i\ cscrnplifìca.ta nella. Sl'Z. B-B' (fig. (HJ 11). Occorn·
tuttavia pr(']ndtcn· clw il pcnd.io dcl terreno e la rimozione dogli .strati superiori du·
rnntc le prime carnpa,\r!W rendono piuttosto difficile un rapporto con In fascia subitD
ad E.st oc<·upala rlai pic<'oli a.rnbicnti tc.st6 des('ritti: i rif;winwnh all'intG1·no dol vano
F, conspn·at·i fin quasi al lisf'llo d<'ll"ultìmo paYin1cnt:J, presentano inoltre• un'artico·
lmdorn· .s<'nsìbilnwnU• diverHt da q1wlla dell'arca in csa.me, pure attigua.
Il piano di C'alpcstio varinva da O, l O a --- O,+O rn: la. tcl'rn stqwriieia.le, chiant,
con ciottoli <' frninrnc·nti a11.rolw T:\I 111, si a1Testava a --- 0,2ii/OJ50 m (scmrn·e in pcn·
dio da ::\onl n Nml). Ikntro il I I :.<trnto (tino a --· OA8/0,7i5 rn), in cui si era .sisle·
malo il canale, la terra era ancorn di colore chiaro, con rnolte piccole pietre a J\ord,
e materiali in JH'Pvalenia T:\I T cd :\Ul, con qtmklrn eoccio miccn<lo. Corrispornleva
prnhnhiln1c•nte al l\' strnto sotto F, r·he segna va il moniento rli abbandono dd rmnalc
stqwrioro e q1H;Jlo della sistcnmzionc del piaizalc i:rn. Da terrn sc11n1 (di
argillosa a Nml) e molte pietre era costituito il livello TTI chn all'cstrcmit.à meridio-
nale ricopriva il muro 11. 2G, scemlcmlo da O,Oil a l,00 m. :Vfancavi1no ora. i
fntrnmcnti T:\I TU e si trov;.wano aswciati q11.clli T:Vl I ml :VL\l (questi ultimi in netta

-Fu:. H!l - CH'LOP1co, SE'l"l'OHE (). :-\HE.\ A Nr·n ni<:L vA:.ro F, FHA rL \ICHO C-TC'LO-
prco E "IJ, (',\::"ALE '.'\.;La: HHO('('lLli.:TTA l-l'rH h: PJ-tOFlLO E Dl<;('OIL\ZTONE nEL-
fu\ ·rAzZ,.\ HTH 24-X: r·: PROFILO nF;r. 01 H. rr1t.11>nnATo H'rH,
STJL\To Hl (o, /,) E TV (1·) (1'1'"1'. snz. B-B"ì.

prevalenza. w·lla fascia meridionale). A dcl nrnro n. 20 il riernpirnonto <li piPlH'


giung<'va fino al ko11skouras (a - O,!);) m). Prnprio la roccia furono qui n't:ll·
p<'rnti tma. hrocc·hetta. mi11.iaturìstic11 Ycrniciata in bruno-rossaRtr'o (HTR 2:rn, n. :Hl
di fig. 7,3 11 <' fìg. !Hl a), c'd un tratto di t<LZZ<L troncoconica. con spira.li bianche wl
fondo rwro dcl :\L\f lii 1.1 (HTR 2+8, fig. 99 IJ); un'altra ta.zza della forma (HTE
146 YINCENZO I,A .ROSA [98]

:ma) era decorat11 in bianco con una serie di trattini obliqui alternati a coppie cli ar-
chetti contn1pposti, e con um• larga fascia in rosso-vino marginata di bianco.
Dato anche il rapporto con il divisiorio n. 2G, lo strato HI si lascia identificare
con quello del riempimento-colmata, dopo h1 distruzione dell'edificio ciclopico. Il
succ<'ssivo (IV) scendeva, nella zona centro-meridionale, da - O,IJO m al kouskom·;1s
(<L --1,05/1,lii m), con terra sDmpre di colore chi;1ro a Nord e più scura a Nud; si
addossava al muro n. 21i e corrisp:mdeva alla sommità della risega di fondazione del
ciclopico ovest. A Nord, una lente di brucinto, spessa O,lf5 m e larg<t O,GO rn,
neva, come tutt:i lo strato lV, frammenti molto numerosi, Tl'll l ed }I:VI, simili cioè
a quelli del livello superiore. H,iconliamo 1ipp::rn1 un minuscolo pinttello-ciotolina
plasrnat'.> a mano (HTR :328), una zampa di bovide smaltata di bianco, un tratto di
orlo e p11rete di vassoictto tripodato vernici11to in marrone e con resti di sovracldipiu-
tura in bianco ( HTR :mo, fig. !J!J r: ), larga parte di una ciotolina acroma con orlo ri-
battuto (HTR :3:32). Era questo probabilmente lo strato di accumulo, già doeurnen-
tato dal livello TU della sez. E-E' (fig. 70 b), sul quale si crn sistemato l'edificio ciclo-
pico. L'ultimo, conservato solo a Nord (da 0,85 a -- 1,05 m), si nrrcstava sul
banco roccioso I ,2f5/ 1,:30 m), con molte pietre addossate soprattutto alla risegn
di fondazione. I materiali, in netta prevalenza Ml\1, documentavano la. frequentazione
protopalaziale anteriore alla costruzione dell'edificio: i pochi cocci TM I rinvenuti
presso il muro costituiscono invece unn conf{ffma nlla cronologia dci filari di fonda-
zione. Ci troviamo dunque dinnanzi allo strato corrispondente al IV cli sez.
(fig. 70b).
Lo scavo della fascia fra il muro ciclopico ovest e il canale a Nud di F con-
fermò insornrna la sequenza delle vicende più antiche, ma non fornì alcun contributo
per ]a, cronologia. degli ambienti subito ad Est: il punto di riferimento resta per loro
il solo strato pavimentale ciel vano con gourna. Neanche per il canale inferiore sotto
F (n. 2 di fìg. 61) si ricavarono nuovi dati: si potrebbe forse supporre che quel col-
lettore non continuasse a Sud di F e che fosse in rapporto (ipotizzando una pen-
denza N-N), con i vani posteriori all'edificio ciclopico, come fogna sotterrane;1 con
sbocco nell'area fra B cd E.
Che questo fosse un punto nevralgico per il deflusso delle acque è conformato
infine da un ennesimo invito di canaJe attraverso il muro miceneo di limite del piaz-
zale, poco oltre l'incontro col vano F (fig. !18): il suo piano di base sovrasta di poco
1m grosso blocco del ciclopico ovest, a quota - O, 1 !J m.
Resta ora da riferire sull'area ad Ovest dell'edificio ciclopico, nella quale fu gio-
coforza accontentarsi dei livelli inferiori, risparmiati dnllo Halbherr. Le numernse
fasi edilizie che si erano susseguite, avevnno determinato degli spa.zi molto ristretti,
al! 'interno dei quali tentammo saggi in profondità. Questa circostnnza rese spesso
problemntico il riferimento degli strati alle varie strutture; l'esame dei materiali,
cl'alt,ro canto, è ancora allo stadio preliminare, e non sempre è facile attribuire minu-
scoli frammenti a questo o quel periodo della. ceramica micenea di Creta.
A livello di strutture, il fatto più interessante è costituito dalla identificazione di
un nuovo grande vm10 che si accostava alla parete ovest dell'edificio ciclopico. Deli-
mitato a Sud dal muro n. 10 (lungh. m 3,!JO; largh. m 0,(iO) e ad Ovest dn quello
n. 12 (tratto conservato rn 1,40; largh. m O,Eifi m), presentava a Nord nu allinea-
[!JBJ HAGHIA TJ\,TADA, II 1+7

mento di tre blocchi (n. I :3; lungh. m I ,+O), con la sola faccia sctkntrionale prnt ica-
rncntP accostata alla parete sud del vano C; il limite est doveva esse:·c infine rnppre·
scntato da 1111 tratto del muro ciclopico ovest, a.l quale il rnm·o Il. I O si addossava
quasi ad m1golo retto. La tecnien mun1ria, ;1bbitstanza. omogenea n'.1lle tre strutture,
a blocchi reg.ilitri, spesso di taglio trapez:iidale sulla faccia est'.ffm1, con pietre
più piccole P z·,ppc su quella interna, in complesso 1m po' meno massiccia rispetto al-
l'edificio ciclopico.
ì\iente reshwa (falla suppellettile e del livello pavimentale: un:i strat.erello di
terra all'nngolo :-iO (sez. C-C', fìg. 70 11), cbcurnentava. forse la situaziorn dcl terreno
nel momento della messa in opera dei muri. L'unico elemento cli valutnzion'.) crono-
logica resta dunque il rapporto con l'edificio ciclopico, attraverso anche il preciso
richiamo alla tecnica costruttiva.
Tenendo conto dei livelli dei muri, dcl loro accostarsi o sovmpporni, proponiamo
ora un 'ipotPsi globale di successione, alla quale aggi1mgornmo, quando possibile, i dnti
stratigrafici nclln descrizione dei singoli saggi.
L'abbandono del vano ad. Ovest dell'edificio ciclopico (costruito forse in 1111 mo·
mento ad esso non molto posteriore) sembra determinnto, in primo luogo, da.Ila mess;1
in opera dcl\'nmbicnte ad Ovest di C', che con il suo angolo SE tagliava l'incrocio fra.
i muri nn. 12 e 18. Alla nuova casa, che si sovntpponev;1 ad Ovest; a quella TM I del
Lebete, vennero successivamente aggiunti altri vani, sia ad Est che a Sud. Fu così
la volta dell'ambiente C, che si accosbwit a Nord al va.rw D e ad Ovest a quello ap·
pena. ricordato ..Dopo la sist,emazione rii C, m:.1 quando non doveva ancorn essere co-
struito B, collocheremmo il collettore n. 1 (fìg. 61 ), che 1.bbiamo seguito in vari tn.t.ti,
destinato ad assicurare il deflusso dal livello superiore del piazzale fin presso la z,onn
dcl muro n. 12. L'apertura del canale, il cui percorso sern bra presupporre l'esistenza
di C, dovrebbe aver completato la distruzione del tratto nord del muro n. 12. :-in-
rohbc quindi seguita h\ costruzione di un vano a Sud di C, delimitato a SO dall'an·
golo dei muri nn. 28 e 2\J m, addossato al lato meridionale dell'ambiente ad OveRt
di C; nessuna trnccia resterebbe del limite occidentale. Il muro n. 2D, inoltre, avrebbe
inglobato, rispettandolo o rifacendolo, lo sbocco del carnde n. l (fìg. l 00 a.), sotter-
raneo al vm10. L'aggiuntn del piccolo locale ad Ovest del n. 2!J, con il semplice acco·
stamento di due muri nllc strutture già esistenti, a.vrà comportato il prolungamento
dcl collettore, la cui bocc;1 sembra ora ricavata frn due blocchi della. nuova parete
ovest, contestualmente alla, costruzione della medesima (fìg. 100 b). L'ulterioro espan-
sione ven;o .Est, con il vano B addossato a C, avrebbe determinato l'abbandono del
cmrnlc, tagliato proprio dnlla parete sud di B, mentre un muricciolo di fodera, acco-
stato quasi al ciclopico ovest, avrebbe costituito un rozzo sbarramento per ht risi·
8tenrnzione del pendio. Jn coneomitanza con la costruzione di B, o non molto dopo,
ipotizzeremmo la rovina, del vi1no a Sud di C: lii sm1 parete mcridio1rnle risulta ta-
gliata dal muro n. I I (poggiante su terra), il q1mle, se non si arrestasse all'incrocio
col n. I O, fan•bbe pensare ad un qualche limite del piazzale. Questlt nuova struttura

t:Vi P\:r <'ornoditù. di Psposizìonc a.!Jbimno pn'ft>r!to di resta.uro, dato dw nella planirnctria Htcfani risuJi.ano
nurneraro a1whc i tra.te.i 28 o 29, giù. in luct.' {'- conRolidati. 1'nt ranllv• ad una sola faccia. ;.,;i distinv;w'<">i'('J'O
da noi rile,;ati s1•hcrnatieurnent1:, Il profilamcnto dagli altri rnuri, sono stati contrassPgnatì, nella. pianta
due 1:ltrutt111·e pw') PHRern u-v\'enuto proprio in sedo di Hg. nl, con nurneri senzn, cerehìetto.
148 VINCENZO LA ROSA [100]

IL 11, press'a poco allinenkt eoi muri 12/29, raccordatn in qinlclw modo con il n. 28
ed a,ccostaht al IL l O, potrebbe aver comportato, con rifacinwuti o rimnneggiitinenti,
anche la creazione di rnodest,i locrLli. Limit(• llel piazzale appare invece senz'nlt,ru il
lungo muro ì\0-SE (lungh. conserv. n1 J:l,DO; hrgh. rn O,!Hl/l,00) che si sovrnppone
al ri. 11 e al muro ciclopico ovest, e che doveva arrestnn.:i presso 1<1 parete sml di C.
L'ultimo episodio sarebbe costituito dalla costruzione del vano E prinrn, o di F su-
bito dopo.

a ,,
Fio-. 100 _..\1tEA AD O\'gsci' DELL'EDIFICIO c1cL0Prco. H.:i;::sTt DEL C:\'.\ALJ<J l >:J·:L Lo<:ALE Al>
() In<:L \JUHO s. 2H. u: P:\l{'l'l('OLA!LE ])A (h'E,'-JT; h: PAH'T'!COLAl(E f{O('C'A
o\·-r•;sT, ALT./Ji1ST.Ert".':O. _D.-\ OvE:--i\T.

I niziarno la descrizione rlei singoli saggi partendo (lalh1 fas(,i;1, Sl! bi to a Sud. del-
l'ambiente e, dove affioravano (eh -- 0,50 rn) si;1 m1mcrose pietre di media grnn-
dezz;t ehe grossi lìlocchi squadrati, Ln loro pulizia pennise di idPntifir:.1rn (da---- 0,7ii rn)
il trntto dd m11ro JL I:! e ci convi1rne ehe tutto il rPsto, proveniente forne dalla ro-
vina dcl vano ad Ovest d.oll'edificio ciclopico, ern, stato sist1:nwto, a volte s11 d1H: o
tre filari, per colnwre il dislivello ch:ll'a.rea (sez. D-D', fig. 70 d e fig. Hl!). X ella terrn
fra q11c·stc pil'trn, appena sotto il piano di calpestio, pochi frnm menti T:\l li I, con
coGci nuche TM l l'd i\'I M; notevofo la 1J1U'te anteriore di wu1 protonie taurina di etit
prntoptdazLtle ( HTlt 278, iig. 80 b) conservante <lJl('.Orn deboli trncee di vcni.ien 1wra
sul muso e smaltatura in bi11nco. Proprio all'estremitii est, fra uno dci blocchi di
colmata ed il mur.iceiolo sopra .il canale n. l, stavn invr:ee rin·rna um1 belln lampada
dì pietra vcrdn (sezz. e D-D', fig. 70 /J, d), su alto picdD, con vasc1t nwnit:1 di
due beccucci e coppia di prese 11 lingua, di età neopalazìale (HTll 222, P. 2:l lli fig.
7 i5 b e fig. l 04 a). H nrnretto N-S, 1tecosb1to alla paret.e meridionale (li C, foderava
un tratto del muro ciclopico ovest., fìn sotto .il blocco scomwsw (a quota o, iJO m ),
riadoperato nel vano E (fig. 101): largo O,I8i0,20 rn, per un tratto di m 1,70, ern
conservato ad un'altezza massima di m 0,80 o poggiava su alcune pietre pi1'i grossP,
sistemate a loro volta su terra (sez. D-D', fig. 70 d)_ :Sotto di esso, ripulimmo i.dcuno
lastre di sponda del canale IL I (largh. m 0,215/0,30; lungh. mass. m I,Gii; sommità
laska rnedimm 11 - 0,83 m), tagliato verosimilmente per la costruzione delfa parete
[101} 149

sud dì .B (fig. l 02). Al collettore sì ,;ovni,pponcva, in rmrtc, il rìcrnpinwnto di grossi


blocchi ricordato a Nrnl di (', dm occupava !'a.rea. del lato nord dcl vano E. Invano

.-\JU :A AP ()\'EST l>ELL':En!Fl«JO ClC'LOPU'O, TitA IL


1
JL\tl:Ho DILDJITE DEL
PL\ZZALE;. ì'VilJl.'L\ C:E:S1"11AL.F;, A Fl:SF; SCAHJ, [)A :-i<;JJ.(hEST.

cenmmrno In eontirnmzione dcl canale fino all'incroeio col muro ovest, di questo am-
biento, forse rwn:hè la, zona ern skd;n in lnrgn misura intac,:ata (fagli sc;avì più antichi..
Dal punto di vista. strntigrafico, livollarn rno rnpidamcnto a quo1;a l ,20 m,
rimuovendo 1mrcuc:hia, tcrr;i, di riporto o già smossa, ricca soprattutto dì frnrnmeuti
Fm. ]02 "\H.EA .\Il On.;s'l' DELl;BlllVIC'lll CICLOPICO. f>l F'OllEIL\ Clrn, .\LL .\'-:COLO
S. E. f)-F:L ,-,\:--;o('. s1 S<)\'ftAl'P()'.\:E AJ) v·:-.: 'l'JL\T'PO nE1, <'AXALE '.'-". l. D_-\ _:.;-t>HJ), !>ALI, Al.T().

J1'xc-. 103 - AJ> UvES'l' n:M_L1/1'.:nn<·rcH) c.rc_Lorrco. Ir.i JYr LDtJTJii o_EL "l'L\ZZALE:, >:ELL1\
ZO.NA AD OVEST DX:L VANO E. DA _:'{()ILD··E8T,
L1o:{J HAUHIA TIUAIJ,\. !I I ii l

TM l I I: uno, del momento iniziale di tale pPriodo, raffigura va un volatile fra motivi
vegetali (fig. I 04 11 ). X ella fascia nord, ris1nrmiata dai f'aggi precedenti, si rimossero,
sempre fino a 1.:20 rn. parecchio Tj<'frn rniRtc n terra di colore nrnrrone m1merusi
cocci, in geucn• T:\l J IJ. Lo stra.tu sucecssivo (li), da ì ,:W a --- 1,45 rn (scz. D-

(J e
_FJG. 104 .-\J{.gA AD DELL.EDIFTCIO CICLOPJCO, T'IL\ I \';\?\'I l{:D IL "\Jl;Ro DI _LJl\'llTE DEL
PIAZZALI<;. a: LA::\.lPAIL\ n1 PJJ<:TH.A HT.-H b: FJ-lA_:VD:IJ<:XTO COI\ FHi-l:Jt.A TH '"OLATJJ,1-1:; e: -FllA::\l-
'mYro n1 OLLA PITJTOIDK HTll :n7.

D', fig. 70 d), conteneva a.ne.ora nume.rose pietre, con tcrn1 marrone e cerarmca TM I,
MM e anche micenea (in genere del T:\I TI l. A): un tratto di orlo e RJHllla di groRs:1
olh. pithoicle, di età neopa.laziale, era decoratn in vernice marrone con il motivo delle
i-:pirnli (HTR :317, fìg. 104 r').
li riempimento terminava a X ord con uno strato di pilochrmw. biancastro, prnti-
ciunc!lte sterile, che giungeva a 1,55!1,58 m; nel tratto sud, a questa quota, nra
già in vista il banco roccioso. Sotto il pilochomri, ancora uno straterello di terra chiara
(spesso 6/ 12 cm), dentro il qirnle giacev;1, pogginndo sul kouskouras, un minuseulo
troncone di muro: costituito da due pietre regolari con la sola faccia ovest, h•rgo
m O,i30 ed altu m O, I 6, fu seguito fin sotto il limite nonl per un tratto di rn 0,60
(flg. I 01 ). T frammcnt.i di quest'ultimo strato ernno TM 1 ed :\LVI: è probabile dunque
che il nrnreito fosse ;mteriore alh costruzione dell'edificio ciclopico, magari resto
di una. casa protopalaziale. Lo strato che lo ricopriva infatti corrispondere
al livello I II nella sez. E-E' (fig. 70 b) e al I V di quella B-B' (tratto n Sud dcl vano
F) (fig. (il) b). lnccrta aprmrc invece la funzione dcl pilodumw, forse materi<dc di ri-
sult.a ricavato con uno sbancamento del kouskournR (in rnpporto all'edificio ciclopico
FH:. I Ofì .-\D ()\·EST DELL,E!>lFll'lO t'lt'LOPICO, FIL\ l )Jl'H! '.'\'."\. lC, 12, 2S ED l J. \ 7
}.iDl"TA
t1J1;'.'\ElL\!.E, .-\ FI'.\E sC,\\"(). ))A EsT

..:-\IU<:A FH.A l :v1c1u 10. 12, f<:n l l. !).\HTJ('{ll,,\[{.E PEL rL\'.\('() !)J
!JA l>c\LL \l.TO.
[!05] HAGHJA TRIADA, II

o al vano ad Ovest di esso). 11 riempimento superiore, spcsw oltre un nwtro, po-


t.rrbbe invece essere in relazione sia con 1<1 messa in opera dell'ambiente E, che cmi
quella dcl e.cl. limite dcl piazzale. Tale strnttura (fig. I (rn), q:n.ncinta ;m Ila faccia est,
don' aveva certo inglobato il muro n. I l, poggiava direttamente mi lla roccia (:tlt.
1rn1ss. rn I, 70). La faccia ovest del n. li fu seguita per un tratto di ca. a rn, con un
<>ggetto massimo di 0,40 m (sommità n quota 0,45 m). Rispct,to al muro di li-
mite, il nostro appariva più sconnesso e a. blocchi più irregolari.
Con i muri nn. J O, 12 e 28, il tratto n. l 1 delimitava c:omunqu0 un'area di O,!JO
1,40 rn .• corrispondente all'angolo SO del vano ad Ovest dell'edificio ciclopico
(fig. I 05). Dentro di t>ssa il livollnniento superficiale fu escguit.o 11 quotn -- O,HO m,
qm1si in corrispondenza della sommità dcl muro n. 28. Si potò quindi constatare che i
1m. IO, 12 e 28 erano tutti fondati sul kousko11rns (tìg. IOG), mentre quello n. 11
poggì:cva su uno st.rnto cli terrn, terrninnndo a l,2<')/1,40 m (sez. C-C', tìg.
70 a). I tratti n. 10 e 12 amrnornavano fra di loro; quello Il. 28, largamm1tc ripreso
nei tìlari superiori ed incastrato fr:1 11 e 12, faceva angolo col 1L 20: sembra dunque
logico chn insieme con questo <tvcsse sfrutb1t.o il prex\sistcnte n. 12 e che fosse stato
invece tagliato dal n. 11.
1l primo strato, di terra scura, scendeva. da O,\JO a --- I, li) m, con diverse pietre
(specie a Sud) e framrnent·i in netta prevalenza. micenei (parecchi del T.:Vl III A 2):
pub essere riferito al momento di vita del muro n. 11, piuttosto che alla si.tuaziono
precedente alla s1rn messa in opera. Con questa dovrebbe essere invece in rapporto
lo stn1to sueccs;,in1, lino a IJ)i) m, di terra chiara, con qualche pietra, diverse
conchiglie, pestelli liti('.i e frammenti sempre in 1m1ggioranza Tl\l Il I: il krrnno, di
divcnm consistenza nei v;ui tagli, con ma.ggiorte o mincm) concentrazione di
ria li ceramici, d<1 va l'impressione di uno scarico. Proprio sotto il filare inferiore dcl
muro 11. l I, n quota I ,3i) m (scz. C-U', fig. 70 ri), era ;.;ituata. una « coppa di cham-
pagne» mancante di una parte dei pic(le e dell'ansa, ancorn dcl TNr Hl 1.\ 2
(HTJ{ 2:H, n. dì fig. /;) /J e fìg. 107 r1). Xcllo stesso taglio furono recupernti un peso

a
_r\_H_EA FHA I '.\:'.\.10, 12. 28 ED l J. u: 1;('0FPA DI <'HJ\i'VJPAC":\"En H'rH 2:)4-: b: TAZZA
FJL\,J\!E:\TAHL\ HTH :Z4!l. IhLLO STRATO Il (CVR. SE/,. ('.("ì.

sferico di argilla rosata (HTR 281 ), un largo t.raHo di t;1zza monoansata con rn:-;ti
de!I'attacco inferiore dell'arma (HTR 24H. fig. l07 b) i:is e frammenti di un piccolo

l 3l:i l<n tipo sirnilc (•ra stato n·e11pcrnto ncd!o strato più ÌJ<rnso dul HHggio diclro la I .. A H-o-L\, p.
fìg. J/ f.
Frn. lllS A. RJ•;A AD Ovl<:ST 1)v:r.L"_FlnrF1c10 <;1C'L()P1co; AD ()vi-..:sT J>EL '.\Il:1to ;-..;-. 11. Ix P1z1'.\10 Pi.ANO,
IL Slè'rTOR!è 1nn r 'Il'ru ""· l:L Il, 28 E 2\l. DA :'\orrn.

A_itEA FttA r -,1uR1 _NN. l:L 11, 2S E 2H. C1-u:ppo or YA_'-'I A O,G00,70 "· DA
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F1<:. 1111 A1rnA FIL\ 1 \H:m ""· 1:i. 11. 28 E 2n. (:1wPl'o n1 ,.As1 A q1•0TA o.rio 0.1(1 \1. o, b: v11A\l\LE»"I"1
DI J(YL!KES HTH. 22fi E 227: r·. d. e, I: COl'l'E lll <"!LUTP,\l:C.;E ·• HTH. 20\l, 210, 212." 2J:l; u: KYLIX HTH 220;
ÌI: SJ(OCTELT HT]{ 228: i. I: OLLA HTH 211; /Il: VlL\\l\1"XT1 !)] ""Jf'OJTA .\ S'l'Al<'F.\. (.f: DA ()ICO·
TA 0.70 .\ 0.85 \1).
1rrn VINCENZO LA ROSA 1108]

pot-à-feu con orlo ribattuto, di argilla. rossiccia anncrib1 dal fuoco (HTI::. 254); nei
livelli superiori stava invece il rocchetto HTlt 385. Lo scarieo, anteriore al muro
n. 11 e pereiò a quello IL lO, potrebbe essere preeedente anche <Li ri. 28, che lo avrebbe
tagliato per sistemarsi sulla roccia (alt. m l,05).
Al di sotto, ormai nello stn1to Ill, la terra er<L di colore scuro, con numerose,
grosse pietre (fino a - I ,8'3 m) e materiale meno abhondm1te (TM l, :\BI ed 11ncora
qualche coceio miceneo). La sommità dPllo strato coincideva praticamente con una
rozza risega lungo la facci11 interna del muro n. IO (sez. C-C', fig. 70 a): In. circo-
stanza non è tuttavia sufficiente perché lo si poss11 mettere in rapport.o con la costru-
zione di IO e 12, piuttosto che con quelh di 28; è 1mzi possibile che fosse posteriore
alle prime due strutture e pn•cetlentl: alb terza. L'ultimo Bt.rnto (!\'),spesso 8/10 cm,
fino al lrnuskou.rns, avenl soltanto frammenti T.\1 1 ed }[\[ ed era forne cla riforire
ai muri più antichi 11n. I O e 1·) · non ò possibile tuttavh specificare c;c si tratti del
materiale anteriore allì1 lorn costruzione o legato al loro abbandono.
Subito a N orci, nell'area fra i muri mi. 28, 2!l e 11 (far. ] 08), il piano di calpe-
pestio ern <L 0,40 m. Imrnediatmnente sotto ci si imbatté iu una eaduta di vasi
0,50/0,70 m) che potrebbero essere i resti della suppellettile cli qualche armadietto
relativo al momento della distrtnione ciel vano a Sud di C; la nwss•1 in opera del muro
n. 11 ne avrebbe forse determinato ln parzhle rimozione. T nui.teriali, per la maggior
parte acromi, costituiscono un eornplesso omogeneo probabilmente degli inizi del
T ..\I IJI B, sfuggito ai vecchi scavatori, che proprio in quel tmtto nvevano prov-
veduto a restaurare il muro n. 29. La forma più ntppresentata, fra gli e:wrnplari
interi e in frammenti, risultò la« coppa cli champagne)); HTH 2<HJ e :?12 (nn. 22 e
Hl di fig. 75 be fig. 110 r:, e), avevano ancora il eorpo troncoconico: HTR 210 (n. 20
di fig. 75 b e fig. 110 d) e HTR 22\J (fig. !10 u), erano invece di fornrn più stond.uta.
Un lnrgo tratto di piccola olla stamuoide rigonfia, con anse orizzonta.li n cordone
impostate obliqnarnente sullì1 spalla, ern decorata in vernice bruno-marrone s11 fondo
crema con semplici festoni e fasce all'est.erno e con due cerchi eonccntrici all'in-
terno (HTR 211, fig. 110 i, I). Frammenti di due kylikes su alto piede (flTH
226 e HTR 227, fig. 110 a, /J), presentavano motivi stilizzati la.rgmncnte diffu"i ael

a b

_,:-\Jt.EA FIL\ 1 :\lCIU .'\;'.\/. l l, .28 .E 2D. SOTTO [VAS[ DJ 0,;")0/0,70 :\1. O: FltA,1-
' " NTA'l'UE'l'TA-Al'PLH/(:E FIL\}D!E;<'l'ABL\ HT!{ :l!H.
110!1] HAGHIA TR!ADA, II 157

periodo prnposto: c'era anc:lw 11110 skout<•li troncoconico lacunoso (f-lTR 228, fig. 110 h),
resti di un'anfora a staffa (fig. 110 rn) e rprnlclw altro coccio dipinto.
::iotto il gruppo cli vasi la terra era. di colon• scuro. a tratti allentat.11. con fram
menti mene numerosi: tm crollo lli grosse pietre (a qnota 0.07 70 m) rnppresen·
tava prnlmbilmenh; la massic:ci11ta di interro llcl canale IL I e di sistemazione per il
pavimento del yano snperiore (sPz. D-D'. iig. 70 d). Rimosse le macerie, si profila-
rono alcune lastre (dn 0,82 m) che costituinmo la copertura del c•armlo, in leg-
gero pendio da Est ad Ornst (sez. C-C', fig. 70 a: J).J)', fig. 70 de fig. 108). I fram·
menti, fino al livello di esse, erano ancora TJI li I (fig. 11 la), con una «coppa di
dwrnpagne » simile a quelle rinvenute poco sopra ( H'rR 21 :3, fìg. l 10 f). Proprio
fra ]p hstrc raccogliemmo una statuctt,i fì.·mnmcntnria, applicatil ad un nastro di
argilla concluso Sl. tre lati e spezzato nella zona dcl eollo (JITH. ill8, fìg. l ll IJ).
Ln prnscnza di un ·11tro tratto del canale n. I, ci spinse ;1 ricercarlo m1ehc nel-
l'area subito ad Ovest, dcl muro 11. 211: ci rendemmo co;.;ì conto che il collettore, già
inglobato nella 1mrctc ovest llcl vano a Sw.l di (' l 00 rr), era stato l'rolungato
lino allo slwcco attrnverno il rnwvo nrtn·o occi(lentalc (lìg. 100 I;). In questa stretta
7,01ia, poiché m;mcavano le lastre cli copertura, si potò ricontrollarnP la larghezz;J

(1n O,:lO) e v·ilutanw h pendenza (piano di lmsc', allo sbocco, ;1 1,40 in); ln. q11ot.;1
di era a --- 0,80/0,8;") rn, la sommità dci mu.ri a 0,78 arl Ovest e a-· 0,42
a Sud. Lo scavo in profondità (figg. 112 e I I.il) permise di accertare J't·sist.onza <li
clue diversi riempimenti di pietre. Il primo (fig. Il 4), con torrn di colore marrone e
mmwro:-;i frnrnrncnti, sccncl<>va fluo a -· l ,50 m c•i. cd a.1 livPllo più basso si con·
fondeva con le sporule dcl ii. I: ern questo lo strato successivo al colletton\

in rapporto con una clistrnzionP delle :-;kutture o con un innalzamento del livello
cli calpestio. Tra i frammenti (aneli e TM I. ed i\L\l) alcuni erano certamente Ti\! li I A
(iìg. 11fi11). Il crollo con terrn più scura, fu messo in luce soltanto nella
rnctA nord non occupata dal canale. I materiali di questo second.o strato pot.reblwro
esfwrn stati in rapporto con la costruzione dci muri sLHI cd <JY<'c;t e dell'ult,ìrno tratto
della fogna: rnpprescntcrcbbero inoltre un terminus ante quem per la sistcmaziorw
della parnte nord. Frnrnmcnti ancora Ti\! J e TJ! UJ A (flg. llfib).
Lo strato termina nt a 1,87 I ,DO rn, in corri-
:;porHlcnza della risega di fondazione del muro n.
2!!: le dut' pnrnti est od ovest si arrestavano poco
<lopo, a u; l'.lll <lai. kouskouras 2,0;) 2,10 rn). Il
terzo livello, di terra nettamente più chiarn., poco
com1mttn n mista a piccole pietre. c;ra certamente
relativo alla ;.;trutturn più antica, quelh nord, che
risulh'> poggiata dirottamente stil hm1c:o roccioso: era
in bella tccuica a blocchi pnnillc;lcpipedi, conservata
su cinque iilari (alt. nrnss. rn I ,Dii) e con mm pic-
cola ris('ga presso il piede (scz. J).JY, fig. 70 de fig.
11 ù). 11 kouskouras, a.pposit<irncnte tagliato per la
in opera dcl rn uro, grnngeva fino a 2,;ì() m. FH;, I 12 SAt:urn \'!!. AnK\ .\IJ
Nello strato inferiore i frammenti non erano molto Chm,n· DEI, :11uw s. 2\J. Scll1zzo
STllAT10RAFICO HlC'OS'I'IHJTTlVO
numerosi; al liYcllo delle fondazioni 2,42 (n·n. SKZ. ]).])").
F1t1. A.1-tEA AI> 0\'F1ST Fw. 114
CLOPIC'O. .AD ()vgs'l' DEL Jll'HO .-...;. 2fJ. 2D. LIV.ELLO f)l 1>1<:L IUE'.\IPLWENTO
Vv:tH'.TA <rn:s1<:RALE, A FI>:E ,.o. DA Ncn s\1PE1uo1m (<'l'IL FI(:. 112). llA Sni-EsT.
ENT.

Frn. l liì A_tlK-\ Al) ()\'_F:sT J>Er :vit,fH) 2H. PAH'l'l('OLAltE !>ELLA .\1J<:TA N<U-u). AI, J)Et,
I-L\'.\:{'(_) !)f KOl'Sh'.Ol'.!L\S. l)A Nt I>, DALL'ALTP.
1111 i HAUHIA TIUAUA, II I ;J!I

rn), add1ritturn assenti. f-'i tratbva in genere di materiali T:\I I ed :\BI, con pochi
cocci Ti\! I 11 (forne t11tti del primo peri<)(loì, da attrib11ire >illa messa. in opera della
parete nnd. E:ra q11est.o lo strato di frequenta.zionc arteriore alh casti ad Ovest di
< ', nel quale si era calato il muro corrispondente al limite nord della nostra ar<'a.
La serie dei saggi in profondità si chiude con quello ad Ovest del vano F (rn 0,8;)
x I ,(JO) compreso fra il muro n. l O a K ord, un muretto su1wrficiale E-O n ,')ud, <'1l
un tratto di lnngo muro anch°r»SHO già sc;1vato - ad. Ovest; sul lato orien1ale fu
risparmiata una faw:ia di 0,+010,;'ìO m da.I limite dd piazz<J,le (fig. I lì).
li piano di calpestio, a quob1 - 0,22 rn (sez. C-C', fig. ìO a), Pl'<1 costituito ad
Eiit da terra bnthrta rossiccia. forse in rapporto col mnretto sud. li l stra.to, fino a
o,:3i'i m ca.. , di colore chiaro con qualche piccola pietra, conteneva frnmmcnti in
netta prcv;tlenza T:\1 li I. li pass;1ggio al livello successivo (Il) nra sottoli11Pato da
una lunga e strettT lente di bruciato, che si perdev11 verso l'estremità sud.. :Sotto di
essa la terra era nnov 1mcnte cli colore chi·1ro, ancora con piccole pietre e frammPnti
quasi esclusivamente Tì\I lll (alcuni certarncntc del TNI Tll A 2). li lfI strato, spesso
20 cm ca., scendov;1 fino a O,ìi'i m, con trascurabile varia.rione nel colore della
terra e frammenti sPmprc dello stesso tipo (fig. l l!l a). lh quota -- O,ìi'i m, se si
eccettua una lincn cli cocci a - 0,8iì/0,!JO m, non si riuscì a cogliere alcuna differenza
nel terreno; si conshitii anzi ehc qualche frammento, rinvenuto sopra e sot.io quella
linea di cocci, appartencvn agli stessi vasi (fig. I ID b).Gli unici elementi di distinzione
ris11ltarono la maggiore o minore concentrai.ione di pietre (prnsenti soprat.tutto a
Su1l da 0,8:ì a I AO m) e la progressiva rarefazione dei nrnteriali ceramici a
partire d.a I, I ii m. Questi appartenevano ancora in prnvnlonzn al TM. lJ I, con molti
del periodo 111 A 2 (fig. 11 D d, re, j). Xc tra.cm mo la conclusione clw si trattasse di
uno scarico, nel quak frammenti di quot.e differenti combaciavmw fra di loro; la
parte su peri ore di un vaset.to a.cromo fu rieompost.a. per es., da due trJ.tti minori
rinvenuti rispettivamente nel lX ( rn) e nel Xli taglio ( - l,48/l,i58m)
(flg. I I !J e).
li livello dcl lrnuskouni.;.; 8Ì mise in l,!l0/2,10 rn; ci si avvide quindi che

F't<L J }t) - ;\_HJ-<.:A AP ()\·_E:-:T IH•:L \Jl'f{O :--:. o: FHA,\L\U.;.'.'OTI .'·'('l<;LTI, DAL Rll•:l\tPl:\JEXTO
h: Fl-L\\J\l:l<::S-TJ DAL HLE\JPDJE);TO (CFH. FJC:. l 12).

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1()0 11 I :2 I

F1u. I I; ;\!{!•A _A\) C[('Llìl'f\'C_ SETT<ll:E AD (h-EST !)J1;r, \A'\() F j<;j) ,\ St'J)
!J_E\, \!l"J{() '\, "J(). \"'g()("f'.-\ e\ F!'.\"E :--,('.!\\'(), {)_\ i'::-;T,

F1u. ! ;\1u•:A AO 0YEsT DEL \-A:-..:o _F EP A Ni:D :\:JC!{o ' · 10. P_utTu· L,\Ht-: DCL Lì:\!ITE
S\:f), Fl:.\O AL l-L-\'.\:("0 !{OlT!O;.;o. DA :\°O!U). lì.Al.L ALTO.
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il muro nord (n. J O) e quello ovcNt erano rmtrarnbi fuudnti wl vcrµ:mc (fig. 118). Lo
>w.a.rico dP!lo Htrnto I\ era dunque. vcrosimilrncnte, ad essi P'mtcriorc; (> poHsibile
nnzi clw fosc;e st.ato si:-;1eruato per rial:i:are il piano di calpestio in rapporto col muro
ovest: a giudicare allorn dalla sornmitii di qucHto (quota o,:rn rn) gli potrebbe
riferire anche lo strnto i 11. l dlll' livelli superiori andrebbero posti invece in rela-
ziorw col lungo muro di lirnitc dcl piazzale. La situazione ad Ovest del vnno F appa.re
dunqu;· rispe1tu a quelin degli nl1ri saggi nella st.P:-;sa <1rca.

l'ur <·on le naturali :w1w ,J"cmibra, questo primo c:sarnc delle :-;h11thire e dei
ieri ali nd•iti vi ai ,., e \· 11, JH'nnctk· tilla ricostrnzione delle \'iccnde
nella Z<ltrn a X onl del Bastione.
Gli ,;tra1.i li}l rinvfl1uti subito sopra il kottskounu-; nel saggio \ l " a Sud dei
vani B cd F, il modesto tronco <li muro a Sud di(', eorrnentono di ;dTennare che l'area
dell'abitato 1wopalm-ialc era JH'llernlenicrnent.e occupata e clw, anche JWr la Jl'mdenz•.t
del terreno, dovettP essere rasa quasi ,Jt;I tutto.
Alretà TM l µ:iii iniziata abbiamo attrihuito la struttura più nott'volP 'la noi messn
VINC'EXZO LA J{()SA I

in luce, qm•ll'e(lificio cidopico t:he conservava dentro una buca nella 1·ot·crn i resti
<lei con·t1do pavimentale. 11 suo orientanwu to appare• diffon:nte dn quello delle strut ·
ture T:\l I ad Ov<•st di esso, la « easa del Lebete,,, quella dellP (<Sfere tìttili » e del « l'i·
strinum >1 rn•: richiama i1wt1ce, in qualche modo, le n,hit.azioni ad Ovest tlel BastionP,
in parte distrutte pc'r la sistemazione dì qm1sto complesso. Sembra allora opportuno
chiedersi se nell'ambito dell'età neopalaziale non Ri fossero succedute in qucst'a1·c>.cl a
Sud (kl gntnde muraglione a denti, almeno due fasi urbaniHtil'he. Appare frn l'altrn
evidente, date le d.inwnsioni, la vieinanza e il diverso orientanwnto, clw l't'ditic:io ci-
<:lopico e il Bastione uo non possono esRere stati contemponuwi: una loro Psatta ddi-
nizione t:ronologica rlovrehbt' probabilmente valere per altrettantP faRÌ urlHmistichP.
Xell'attf'Ra del programmato riesame, le ORRervazioni pORRibili sui dati linora noti
appaiono '.tddiritturn contraddittori<': la 1·ipresa del Bastione in età micern'<t 1 u, con
l'aggiunta della scala nonl, farebbe ad una anteriorità dell'edificio cic:lop1co,
e eosì pure la consonanza tli allineamenti fra quest 'ultinrn costn1iione e le caR(: ad
Ovest tlcl Bastione. Le considerazioni dei primi scavatori sui rapporti fra \'illa, Stoit
112
11. 10, piazzale inferiore e Bastione, e L1llirwamento del nostro eon gli edifici a
Xonl del muraglione a denti, farebbero invece del cìclupi<:o In costruzione più J'P·
centc 11 'l: anche perchè il vcu10 con r;n1111111 dentru di ('SKO (dcl T:\I Il I A I) sembra
quasi rispettarne l'orientamento 111.
Subito dopo l'edificio ciclopico dovrd1he colloearni il vano a<l Ovest <li esRO (fm-
rnato dai lllltri nn. !O, 1:2 e I :l), che sembrerebbe costituirne una sorta di drpendm11·e.
\iene quindi la c;1sa sistemata all'interno d«ll'c<litieio, C'tsa che documentc,rebbe per
la prima volta ad Haghia Traiad;1, un li\·ello di strutture rnurarie, tlel T:\l 111 A I,
noto finora soltanto dalla ceramica. Con questa nuova costruzione abbiamo proposto
di metter<• in rapporto il canalP 11. :2, i! cui prnbabìle sbocco appare quello n Sud dcl
vano B. L'episodio succPssivo alla diRtruziom: della cas;L do\'rebbe essere la sistnna·
zione della stoà (nel T:\I Ili A :2) e <lei piaziale adiacente con il battuto in calce l'
eiottolini, l' con una notevole trasformazione nell'impianto urbano. Abbiamo poi
proposto una serie di (rapide') suceessioni per gli ambienti acl Ovest del mllro di li-
mite, basandoci 11nche su\L1ndamento del canale rt. I, attivo nel primo mtmwnto di
vita del piazzale. L ·unico riferì mento cronologico, per tale grn ppo di vani ò costi·
tuito dai resti del corredo TM lll B (iniziale) nell'ambiente a Sud di C'.
La costruzione di B e l'abbandono del canale n. l docunwntereblwrn il restringi·
mento d(:\l'area del piazzale, che in un certo momento fo forse limitato dal muro
n. 11, tlatato da\ln, coppa !-IT!{ 2:l4 sotto le Rue fondazioni. Il limite piìt recente' sem·
lJrn rappresentato dal lungo muro che costituiva anche la parete est dell'editit:io
quadrangolare attribuito dallo Stefani all'ultima fasn 1'\f'. r;invaRione del piaziale
eontinuerebbe con il vano E, determinando il rialzanwnto del piano <li calpestio al-

I :rn BANT!, \I· 24-i ;-·gg ben i11tPrpt'Ptato i dati di'! saggio I (I ..\ HosA, pp. :W2
14 u p. 2 l l sgg. :HVi). qtH'i franmwnti TJ.1 I pot!·(·!J!iero i11dir'.Hrt' rifa-
lH [,-;, p. 220. \'t,di auehe L. BA'.\Tl. {'.itllf'!lti cd aggiunte.
Uuid(j. rleu!1: sr·r1.1·i italia,ru: i·n ('re/a, Boma 1941, p. '.Vi'. U-l Xou si ditnentidii inoltre e!w gli and1i(·1tti d(·11tro
1-12 BA:\'l'I. !1· l. l'edifieio eiclopico l'isultano con buo1ut parte
14:l tinopnlaziulf' ,-iuitt' rieurdata 111·i saggi ddle co"'truzioni a dr'l rnura::. a denti.
:-;otto i pa\'irnP11ti sia dPlla \'illa e\w dd hastiottf' (BA'.\Tf. 11
- '' \'cdi p, 112, fig. (i:! 1·.
pp. i 11. 217, cctso ddla villa. sn al.bìan;o
f I li5 I HAGJIJA TRIADA, 11

l'intonHl e la cremmmP dPl !'ami.le n. :). ,;otto e a dell°nrnhiente F. Con la mcRsa


in opPrn dì que:-;t.ultimo. un largo trnito dcl canale vPrrchbe ahbandonato: J'imbucco
del l:ollethire divcnterdilp quello poco più a ::\onl lL:I murn n. :!G. In uno dei rno-
mPnti fra hl stesura lh•l primo hattuto d.,1v.•1nt; al.la. stoi1 '' 1·ulhnrn del
piazzale Ya colloc·ita iniin'.' k scala alla parete nord d!>I lnstiorw, andw se il livello
del primo gradino risiilta più ha.sso rispetto a quello pavimentale di E ed F.
La schenrntica ricostrnzione delle vicende cdili7:ic apre ora una snÌ<' di prnblc111ì
clw conviene elenca.re come punto di partenza per le inda!.:ini futun>. L'irutteso re-
cupero di un nuovo. impoiwnte cornples.so alrin1Pr110 dclrarca già scavata, pone la
n;igenza di c'11iarirne la funzione, in rapporto mi clic alle eostruzioni adiacenti: quel
c•lic resta dclredificio !'idopieo documenta la ,s1r11tturn più e:,;tesn alì.inkn10 delrahi
tat:J neopalazialc e richiama, l'.Oll mm serie di orientanwnti, din•rni ambienti dcl li-
vello inferiore nella zona a .:\onl d<'I mura;.(lione n (knti · dovrà dunqne ;icccrhrni
se esiste rnrn fase urbanistica c:ontcmporanea (o cunscgrn:nt(') alla sua nwssa in opera.
Quanto ;i.] r<l]Jporto, cui si ('. già fotto cenno, con !°attiguo bastione, c:onvP1Ti1 fin da
adPsRO notare una cvrta consonanza di tPcnica (o di pianta I), estendibile a dl·ttagli
an(·.ora senza partieola.nè significato: pensiamo, per cc;., al vano quad.rnngolarc addos-
sat> al lato :md del b;rntionc (in dà micenen, seconclo la planimetria e al
nrntro mnbiente chP acc:ost:J. alln parntc OVl'St dcll°cdiiicio ciclop;eo.
La s:'.ric degli orientnmcnti, riaprendo il dic;corn<J fasi edilizi(', ('<Jinvolgc
l°interprFtazionc e la cronologia dcl lungo muraglione a denti, che aveva gìit diviso
rllnlbhl'JT e la Banti 1 "': resta infatti da chiarire S' tale muro foss\' postFrion· ;drcdi-
fìcio ciclopico. e se avesse cYcntt1almc11te rapprnsentato 11n restrìrn.òmcnto (anelw
momentaneo) dell'ama ahitata.
Prnhlmna di rapporti con i] bastione csistP anclw per la ca.sa NÌstcmatasi dell1ro
redificio ciclopico, e certo in rovina al momento della costruzione dell<1 scala ..'-'cmprn
in fatto cli orientanwnti, il cui studio dinmta 1·m1ico pos.sìbil!, in <ktermimde condi-
zioni, bisognerà chicdnrni della n'lazio1w frn la stuà e le casr' antPriori: si dovrebbe
in altri termini accertare se questo edificio non riprendesse, come siamo portati n
<>rconc, ;1llineamenti piil o meno conmilidati. Se abbiamo inoltre ben valutato In, ern-
nu!ogia della casa dentro rcdifìcio ciclopico, fHJssiarno addurre urùiltrn piccola prova
in favorn della ininterrotta conti1111iti1 d.elrirrncdimncnto: anche perc\1(, alcune fra le
forme comunemcn1P attribuite al T:\I 11, eì sono documcntatc· da diverni frammenti
cPran11ei.
I nunwro.si rifiwimcnti dcll'eti1 T:\I 111, ittcstati nella zmm ovest del s<1ggio,
legntì frn !°altro nlh sistenrnzìone di fogne e piazzali, inducono a rìfldtere sulla corn-
plcssitil del fr·norneno edilizio nc:ll;1 Ha.ghia Triada di età micenea. Come già il sa-
cello dcl saggio \, la creazione e il succes>Ìvo restringimento dcl piazzale davanti
alla :,;toii propongono infatti un prohlc·ma di geBtionc dello spazio pubblico, eh() coin-
volg<• senza dubbio le strutture polit.iche e sociali che lo espressero.
Di un certo appare infine ];i (;cmfonna dell'assenza di ceramica T:\l Il I C,
precisa indicazione per la cronologia della distrnzionc finale nell'insediamento tardo-
rrnno1 co.

116 \·ndi .'-'Opra, p. 108.


Yl'\('E'\ZO LA ROfL\ [ l l (ij

La fortuwt dei lavori del I !17H e I \li\J ha in conclusione.' ribadito come> l1l stesstt
planimetria, all'intenw delL1l'ea già Sl'<1vat<1, sia suseet.tìbile di notevoli c:unbiarnenti.
Dentro quest'area. attraverso lo del suo sec:olare palinsesto, ora intatto or:t
nmnomesso, sempre rasehiato dalla voglia dcll't1on10, COll\'CITÙ d1mq1H' eontinllill'f',
aneortt lH'I' cpwJelw tempo.
T.\\. A

.,.,

tazza HTH l;J/: 2 tnzza HTH I i)(i: :J pitli;irnkì rninì11i11rìHt.ìeo 1-!TH 201; 4 o= rhytnn HTH 197.
PROVVISTE ALIMENTARI VEGETALI
IN UNA CASA MINOICA AD HAGHIA TRIADA (CRETA) (*)

GLI scA v1 JJRLLA Mrnsr(rNE A1WHBOLOGICA ITALIANA AD HAGHIA TmADA

Nell'isola di Creta la località di H aghi11 Triada è situata lungo il corso dello Iero-
potarnos, allo sbocco della fertile pianura, della Mcssarà, di fronte al mar Libico. La
Missione Archeologica ltnliana di Creta vi mise in luce, agli inizi del secolo, un insedia-
mento minoico di età tardo-palaziale (IG00-1400 a.e. circa). Un nuovo cielo di scavi,
ripreso negli ultin1i anni per risolvere i numerosi problemi stn1tigrnfiei e eronologici
rirnasti insoluti, ha portato al recupero tm l'altro, nel saggio V, compiuto nel HJ78,
di tre grossi vasi contenenti alimenti vegetali carbonizzati, che, insieme ad altri, costi-
tuivano il magazzino-dispensa sistemato nel sottoscala di una casa privata (vano I).
Questa ern stata distrutta da un incendio in un momento avanzato del periodo tnrdo-
rninoico 1, probabilmente nella prima metà del xv secolo a.e. (LA HosA, 1979, p. 90 ).
li contenuto dci vasi è quindi, prcsumibilmenk, costituito da1lc provviste originali
di ima casa di quell'eporm, salvo accidentali mescohuncnti avvenuti in occasioue del-
l'incendio e del crollo.

RISULTAT[

11 contenuto dei vasi è stato per ora esaminato solo su piccoli cnrnpioni affidatimi
in studio dal professor Vincenzo La Rosa, che dirige attualmente gli scavi ad Haghia
Triacla.

li cnm1>ioue proveniente da un v11so stamnoide sistemato in nn pit.hos (vaso stam-


uoicle: n. inv. HTR 177; pithos: 1i. inv. HTR 223) (LA RosA, 19711, p. \JO) è costituito
quasi esclusivamente <fa frumento, n1pprcscntato da 10 cnriossidi piuttosto cletoriorate
(v. tab. l e fig. l,0-0, e-g) e da una trentina di frnmmenti; inoltre si possono ricono-
scere due cariossidi franuncntarie di orzo (llordeu.rn vulgare) (fig. l, d), le cui dimensioni
approssimative in mm sono: lungh. :3,96; fargh. 2,[J:l; spess. 2,42 per fa prima; lungh.
:3,8:3; largh. 2,64; spess. 2,31 per la seconda; e un seme di pisello (Pisu.m sativnrn) (v.
tab. 2 e fig. l, h).
In un piccolo pithos con base di imposta per il coperchio all'interno, decorato con
motivi a spirale (n. inv. HTR 192) (LA RosA, 1979, p. 90), si kovano semi di legumi-

• I . avoro eseguito nell'ambito del Progetto i botanic.:'1" deirUnìversìtà di. col parziale
buto del CXR.
ç d

F1u. 1).-\ l--L\(;H!A rrJnADAi J_ AD O\'ES'l DEL SACELLO. a, h, e: rJ'r-tficurn unst/1:Lun/dur1un,


IL \'ASU l-l'fl{ 177); d: 1-furrlet.tJn ('AlllOSSIDE ( [))
ef. spe!trr, CA!U.O:-ìSlDl ( ·-< ti) (ihùle1n); /;: J';,. n,un SE)..LE ( 5) ;_:/Ji
sati1'us, s11rn1 ( ii) (1m-,;Tno IL Pl'.l'HOS HTI{ l\l:2); I: l'icia urilia, ( > ii)
(ibidem),
(j

FHi 2 - f),\ H_v;HL\ TRL\P/\, Y.-\:>:O t _\!) O\'EST PEL ;-;AcEt-r.o. a 1 11 1 ntri('(r, VJL-\:\l:\IJ<::'\"TJ

PL Sl_CO'.'iI ( 2)(ITEXTH.0 PITHOTJ)fl IlTI-t Fir·u.s PAltTICOLAHr vEr.;r,A POJ,"


PA DI SlCOXIO CARBOXIZZATA: SO:\f) YJSIBJJ_.I GLf A.CJ-!E;..."I ( 21) (ibidem),
lfl8 11A11IA }c()LLrnRl

nose. Il campione esaminato è costituito da f\8 semi interi e :30 framment.i di cicerchù1
(Lathyrus sativus) (tab. 2 e fig. l, i), da :ì semi cli vecciolo (Vù:ia ervi:tia) (tnJi. 2 e
fig. l, I) e da un seme cli lentiech'a (Len8 cf. cuJinaris) (tab. 2).

Tabella I E CALllOSSll>l l>l J<-'JlC}lEN'l'O Dl HACHllA 'fili.ADA (ill llllll)

lungliezza larghnzza Spl'SS()l"C' lu /la llt /s ln /s

'f1rit-ic11,11t fl i'.con'(Jll .Jc,2\1 2,Hì 2,:ll l,45 l.8(i 1.2\l


4.40 2.G4 2,53 1,()7 l.74 1.05
1 1
J ritictun aesli1·11itt ·'1/11r111n ·L 18 2,H7 2,42 1,41 u:i 1,2:1
4,7:l :;,os 2,:n l.54 2,05 1.:lcl
.Jc, 18 :Ll\I 2A2 L:l2 1,73 I.:l2
:i, G:l 2,H7 2.:l I 1.2:3 Ui8 1.2\l
( 4,:l l 2.80 2,G8) 1,54 l,til 1,04
(.Jc, 31 :i.:w 2,80) l ,32 l,54 I, lG
'l'ritic11ui ef. S/>elta 4,2\l :l,ilO 2,20 uo l.!15 1.50
4, 18 :uo 2,20 1,27 l.!JO IJiO

l fra parentC<si Ki rifel'iseono a 1ai;..;ure approssin1ati\'e di cario:::isidi fra1n1nnnt-at'io.

Un'olla pithoide con beccuccio a ponte, decorat11 con motivi a spirale in vernice
bruno-rnarro11c (n. inv. 1-ITH. l 82) (LA HosA, l B7!l, p. !lO), conteneva almeno ()() tichi:
il campione da mc ricevuto è costituito da 4 frammenti carbonizzati (fig. 2, u.-d). È
ve rosi rnile che i fichi siano bruciati dopo essiccazione o conservazione in un reeipiente,
perché le loro superfici cstenrn sono talvolta angolose e piuttosto lisce, come si verifica
nei fichi secchi, conservati gli uni pigiati contro gli altri. Nel campione esaminato pi[r
che la forrna esterna dci fichi, alterata dalla suddet.tn pressione, è utile per l'identifica-
zione !'individuazione dei piccoli aeheni, cli circa un millirnet10 di diametro, che appaio-
no come minuscole cavità glohose o minuti rigonfinmenti rotondeggianti, appuntiti
ad una estremità, su superfici cli fratturn della polpa carbonizzata (fig. 2,

'l'alielfo 2 Dnurns10N1 nE1 Dl L!i;1n 1 ,llNOSE n1 HAOHIA TmADA (in mm)

11un1ero ltlt'gl inzza

ulin. mccl. rnass. tnin. 1ned. rnass. rrun. rned.

LathyruH
sativLu1 68 2,:n 3,47 4,8il 2,52 2,:31 il.17
1------ ---- ---- ----- ---- ---- ---- ---- ---- ----/----
Vìcia
eri.· ili a 5 2,45 8,15 3,72 2•.Jc5 3,10 :l,72 l,H() 2,(i5 2,\ll

nu1noro lunghezza larghezza spessoro

:3,85 :l,85 4,:30

Lens cf. culinaris :i .o 1 2,80 1,75


ALIMENTAilI VBOBTALI IX lJXA CASA lUNOICA AD HAOHIA TRIADA l6!J

0SSlèHVAZlONI SULLA CH,()NOL<)(HA E J/!1TJL!ZZAZIONE DJU,Uè U)f•;wrlFIOATE E


SULLA LOHO ICONOGRAFIA A CIUèTA

FrnnH'nto e orzo erano già presenti n Creta nel Neolitico di Cnosso ( .T. D.,
J !W4: identificazioni di H. Helbaek). Impronte di orzo vPstito e di frumento cli cocco
sono sb1Jc identificate dn H jelmqvist & l{.rnLMQ\"IST, I fJ7 I) nella com mica
minoica. di Cnosso.
Nei rapporti sugli scavi di epoca minoica non si fa distinzione talora tra ì due ce-
reali <', in base :illa lettura delle tavolette in lineare 13, si dubit.a, delln presenza dol
frumento (J<:vANS A., HJ:33, IV). In seguit.o tale problema. interprot.ativo semhrn essere
stato risolto, sebbene i duo simboli delle tavolette che sono stnti riferiti al frumento
e all'orzo pot.rehbero essere scambiati fra di loro secondo Vcntris e Clmdwick (1 fJ73).
Nel magazzino 5, appnrtenente ai magazzini nord del Palnzzo di llnghia Trinda,
«il pithos ne Jr angolo nord-ovest contcncv:c ancho frmnento, lenticchie ... » ( HALB·
HJ<;HR, fìTEFANI, J3ANTI, lf)80).

li pisello (P.i8'urn 8ativmn), apparso nd Xcolit.ico antico dcl Vicino Oriento (7000-
0000 a.C.) e della Grecia, è abhondant.ementc documentato in altre località neo-
litiche, dcl Bronzo e del Ferro (RENFH1'\Y .T. l\J., rnn; ZOHARY & H OPF, I 97:l).
Pur Creta Halbhorr (l!J05) rncnziomt la presenza di vasi C(mt<,nenti ceci o piselli
(non ultcr·iornwnt.e studiati), uhic>tti all'estremità settentrionale della corsia, dci magaz·
zini nella Vi!ln di Haghia Trinda. Xci vano 3fJ d<>l qimrticrn Rt1d-ove,qt dello stesso odi·
ficio, uno dei piatti reperiti conteneva ceci e piselli carbonizzat,i (HA LB1rn1m, 8TEFANI,
BAN'l'T, lfJSO).
Evans A. (rn:w, IV, G21) ricorda che nel III rna.g<tzzino del Palazzo di Cnosso
furono trovati piselli carbonizzati insieme a fave e orzo bruciato provenienti dal piano
superiore crollato. Anche nel campione provcnim1to dal vaso stamnoidn della casa. di
H aghi a Triada, l'unico pisello reperito frn CPreali sem bnwdlhc esservi rotolato da, al-
tri recipienti al momeHto dcl croTlo.

La cicerchia (Lathynrs satìvus), largamente diffusa in vari siti archeologici dol 3°


mill('nnio a.C., è stata rinvenuta nnl 7° rnill.ennio a.C. nell'Iraq settentrionale a ;fanno
(H ELBA EK, U.J03); in Europa nel Neolitico, a Troia. nel Bronzo (HELBAEK, l (l;)G).
At.t.ualmento è coltivata in molte v11rietù trn India ed l<Jgitto o in Europa. mori dio·
nalo fiia per cibo umano che por foraggio ( HELBAim, l \)()5). In Hali;1 si trovano sul
nwroato semi di differenti dimensioni. Presumibilmente fu 11tilizzata, similmente ad
altri lPgumi, por minestre come supplcrncnto proteico alln. dieta alimont.a.re. Il suo
contenuto prot.eico nppare 8lrperiore a quello deila maggionrnza delle leguminose
(SBOOHT, 1fJ7fJ).

ll nwciolo ( Vicia, ervilir1) è stato rinvenuto all'inizio dcl Neolitico 11 çntal Huyi"ik
in Turehia (H 19G4), intorno al 3° millennio a.C. a Troia e nella vallo di Shahr·
zoor in Iraq (HELBAB:K, l\JGO); sono datati al xnr sec. a.C. i reperti di J3eycesnltau in
Turchia o di Micene (H KLBAEK, I 9G l ).
Attunlmentc è coltivato come foraggio nell'Africa. nord-occidentale, nell'Europa
meridionale, in Asia ;\linorc e nell'Iran orientale, in India e in Afganistan,
170 )[ARIA FOLLIE!{[ [GJ

Hclback, 1wt>ndolo trovato 11 Bc\vc·estiltan (I-I 1·:L1L\lrn:. l !Hil) llll'St:obt.o a IP1ttie-


chic, tipico eibo umano, suppone die in quel periodo potPssc Pssern conswimto dal-
l'uomo. ,) . jl. HPnfrew ( l !l7:l) ipotizza chl: sia stato colti nito pPr cibo 11m1u10 fì110 lhl
più nntico ::\Politico nei vilbggì del Vicinn Oricntl:.

I fit-hi (Ficus carim) lrnrn10 costituitu 1111 articolo molto importantP 1wll'l'conomia
alinwntnre di nunierosi p1wsi dcl :Jleditnn1uwo, trn i quali la :\lesoputnmia, la Pale-
stina, l'Egitto e la Cwcia. \'enivmw eo11s11niati freschi o snt:chi. Quando \t'll!\'<tllO
dissnccati nrano commrndi in v11si.
In Gn•eia si conoscono dal Xeolitit:o. A Creta sono stati trovati 11e1 nmgazznu
della Vilh di Ilaghia Triada (BEWTH\\.ELL D. & P., l!W!J). ::\e! vano :rn del quartìnre
sud-ovest di cRsa, in d lll: dci tre piatti t rnvati e \,rnno fichi i. Analogo ri
trovarncnto provit>IW da un vano d<'lla cosidd<'lta casa del Lcbde ( HALBII Elm, STEFA '\I,
BANTI, l !!80). Fit·hi carbonizzati sono stati rinvenuti andw in livelli h1.nlo-mi1wiei di
una c11sa di campagna a Caiwa (l•\JLLlEIU, HJ82).

Tra i carattPri innovativi che sollo sta.ti niessi i.li evidenza nd Cjl!adro delle usan:w
alimentari propriP cki popoli 1mditcrrnnci nell'dà dd Bronzo, vi 2' l'uso cki lichi e delle
olive (Zo11ARY &. Sr1EnEL-HoY, l!J7ii; RENFREW C., 1072). Xl-il'cconomia palaziale
tardo-rnirtoica a Creta - miuuziosamenk documentata 11elll' tm·olettc in lÌ!w<ne B
ì eibi com;ervat.i nei magazzini dei palazzi vengono rc,distribuiti, sc•condo r;tzioni regi-
strate, a uomini, donne e rn.gazzi. I fichi figura nrno essere distribuiti in quantità uguali
al frumento. Sembra che l'orzo, quando sostituini. il frurnento, fosse ass(:gnato in ra-
zione doppia rispetto a quPst'ultirno per il suo valore alimentan• infcrion· (Cll.\IJWICK,
Hì7G).
Frunwnto, orzo (: fichi dw si trov<mo nei vasi dd sottostoala ddla casa printta tli
Haghia Triada anticipano quindi i dati rc·l<ttivi alle ra.zioni alirnPnt.ari regi;o;trnte nelle
tavolette in linean• B.
Xetric:onogrnfia il fa1noso (<vaso clc:ì mieti turi>) (SA\.!Ci'\OSI, l no:l) della villa di
Haghia Triada potrdilw esst•n; una. testimonianza per immagini della dviltà cen,ali-
eola. 11 fico -- una pianta c:lw, oltn• ad Pssnre usata nell 'alinw11tazione, ebbe carattc·re
sacro a Creta, c:onw in Grecia e• a Honrn (l':vANS A., l !l28, 11) è rappresentato pn>.sso
un altare in un frarnnwnto di pisside provcnic•ntL' da Cnosso (\'rcI< EmY, l 9:W).

[''t:'IT !U SY!LL:l'l'l SCOLl At:CmnA:'>l E.NTI CHONOLOO !Cl g st:LLE lè'> IJAlll è'> I HIC 1· All!JA'\'l'I
LE l'IWYYIS'l'I': ALT:lTE'\'I'ARl

Jn base alla clnssitìeazione clei rnateriali ceramici ì vasi crnitencnti n•sti \'logdali
carbonizzati sono earnttcri,;tic:i dd periodo t1trdo-minoico l b. StratigrnfìcanH·ntc• ap-
partengono ad un unico strato, lwn sigillato da 1m livello di c:rullo. Le cas1t alla quale
nppartem:v11 il sottcmcala-dispeusa co,;tituisce un prezioso punto di rifr:ri rrwnto trn
due strutture notenlli dcl sito di Haghia Trinda: la« villa reale)) e il « saecllo ». Essa
ò orientab1 esattanwnte con la «villa reale 1> e, costruita rnm molto dopo, fu distrutta
insieme con t•ssa dn un unico incendio. li sacello fu costruito subito sopra la ensa,
quindi è cronologicamente successivo ad essa, (LA RosA, 1970, p. l 00).
l'ROYYISTE ALlJ\TBNTAlU YEOETALJ IN l'NA CASA 1\l!NOICA All HA<il!.TA TR!ADA 171

La sequenza cronologica coRÌ precisa di q11cst,c dt1c strt1ttun' ;irdiikthmichc con·


frrise.e ai reperti studiati una particolare import;mza, in qnantu eost-ituiscono l"e]p.
rncHto <·rm10logicn intermedio .suscettihil<' di datazion" a.I 1 adirn:arbonìo.
Nel proseguimento delle indagini sui mat.crinli prov(•nicmti d<L.ci:li sc;1vi di Creta
sarù necessario eompiPrc riccn:ho st-atistichc w cpmntitath·i più (•ospicui, 1rnr accc·r·
tarsi della cvr'ntunl<> cnsualihì. di mescolamenti tra <lifforenti derrnto :dìnwHtari r> dcl·
l'indicc di 1mrczza del contenuto rloi pithoi.

))('sid(•rn ringrnzinro la proC<'.s:-;or('M.Sa _.:-\J11n1 Ntlceoni P('f' ]('- pr<'zio.--;: indicnzioni hihlingra!icl1e
c!1C: nii hn fornito e il professor Vi1H'<'llZO Ln P\'-l' i profìeui clii<1ri11H:nt;i s11l cnllfi('St-o
logi('n dc•i n:p(•rti_ yng(:hlil.

BfBLIOC.:H,\FL\ ('!TATA

:\sT1<<J>1 I'. & H.rnu"1v1c;T H., I \lì I. Uro.in H ELBA i•:K li., I \)fi(i, , . cr;e/((/l/e., 1:)( t11e fwwral
ùnprcss1:on,...,, fro1n (fy7Jr1rs onrl r1rcte. 111 01n1- n1.ra-ls 71re-11rhan l?nrne. ApjL'tHlix I) in (trER-
st11/u Athcnia1sia, 10 (2), pp. S'L\D E., JH;)(), 11. in AC'ta lnst.
l?on1. Heuu/ ,'-.,,Her:ÙI-e. s. in 4u, 17. pp. 287-2H4.
B110TI1\n:i.i. Il. & !' .. I i)()\), l"ruu/ i11 A11tù111ity,
l,ondon. H1-:J,B.\EK 1-l .. l!J()O, .1ncicnt trOf!" in ili.e
Shahrrzoor rallcy 111 lnt'{i I\ urdistan. 1n 1-')iu-
<'JL\DWl<'K .r .. l!lìG. Thc .llyceneo.11. Wnrid,
mer, I G, pp. 7!!-8 l.
J,ondnn.
H l<LBAEK H .. I !lti I, /,uf" l!ronze Aye aml
A., l\l2l, l!l28, J\l'.lO, l\l:J;;, Tiie l'ri-
IJyzantine rTu;1s al !Jeyr;es11{tan 1:11 A 11ato!-ia. in
/ace Jlinos at l\nossos, L1l'ldo11, ,-oll. f f\'.
Anatof-ian 1'.'t1ulie.'>', Il, pp. 77-!)ì.
E\'t\:s:..; .J. l)., !Dn-t-, f;,',n:aratù.Jns ù1 the
lh:LBA El( 1-1., I !Jti4, First impressions
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nlARIA }' OLLIERI


TRAVI CAHBONIZZATE
DEL PALAZZO 1\UNOICO DI FEST()S (CHETA) (*)

INTRODUZlONE

Gli sensi <fogli arclrnologì italiani rwll'isola di Creta hanno HH'sso in luce fonda--
mentali aspetti della civiltà minoica attravorno indagini che hanno intcrcs:,;nio prin-
cipalmenk F<;stils ed Haghia Triada.
Festòs conw Cnosso fu abitnt11 dal ?\eolitico fìno alb fine dell'età minoion. Gli
scavi in questa loca.Iità si iniziarono nd I \lOO, circ11 nello stesso tempo in eui A. Evnns
cominciiwa i suoi a. Cnosso.
A un primo ciclo di scavi, eseguiti a Fcstòs dalla :Vl.issione Arclrnologica Italiana
di Creta, conclusi da Luigi Pernicr a.Ilo scoppio cklla prima gumTa mondiale (PJ<;RNrnR,
l D:l5; P ERNIIrn-lJANTI, l 951 ), ò seguito un socomlo ciclo, iniziato nel I 050 dalla F-:cuola
Archeologica Italiana di Atene, sotto 111 direzione del professor Doro Levi, e prot;rni-
tosi nnn ventimi, di campagne d.i scavo. Questo secondo ciclo ;wcva, tra l'altro, lo Bcopo
di rivedere criticamente alcuni punti dubbi sullo sviluppo della civiltà, minoica, come
fìssat.i dallo studio di A. I<:vans sullo srnvo di Cnosso (EVANS, Hl21-I!J3(i).
Nel Palazzo Minoico di FcsUJs sono stati studiati fìnora pochi resti vegetali. Fre-
quentcrnonte nella rnorrnmontalo opPra di Doro Levi si fa, cenno <L resti vegetali car-
b0Jtizn1ti non identific11ti e a. strati carboniosi. 'l'ra tutti i magazzini nol nmg11zzi110
LVIIfo in un pithos sono stati trovatci « fomlacci di vino o acini d'uva» (LEVI, UJ7G).
Altrove (LEVI, 195G) lo stesso reperto viene citato eomn <<semi di TIV<1 », cd è
tata nella nota 2() a p. 274 l'analisi originale del prof. B. D. J(rivàs, probabilmcnto
tradott.a dal greco. Secondo qucst!nltirno in un campiono di terriccio di 80 g prelevato
noi pithos «sì sono j,rovati semi di uva e una buccia di nocciuolo <l'olivn ». Sembra
quindi che si tratti non <li acini d'uva, ma. solo di vinaccioli, ossia semi d'uva, e di un
nòcciolo di oliva, o di un mw frammento: una documentaziono fotografica avrebbe po-
tuto chiarire l'imprecisione del linguaggio e l'identità dei resti. Anche la di
:l\L V. Durant,c Pasa sullo o su amtlogo materiale parla di semi dì Vi11;8 owbo-
nizzati (in LEVI, l IJ5G). n. Levi intcrprutnro questo materiale corno (( fun-
dacci di vino >> piuttosto che come «resti di uva secm1 ». Forse u ltoriori nwdisi potreb--
bero fornire qualche fondamento più concret:o ad una inteqiretnzi01rn precisn. La va-
lutazion<> cli quesU resti può commu1ue esscrn corrobornt<1 dai ropertì Htudintì da .J.

* Lavoro csegnìto ncll'lunbitn dcl progetto PaleLno- bot<1nlc,<t t dcll'Unlvcrsit<i tH tix1inat col p<_trzi;:,do
tributo rlcl CKIL
174 JIA1UA FOLUERI E B.L. COCCOUNI [

('.l'r·_ I,:
""'· (!1tjJre.,...,·s11s
LV DEL
st'l'J<':LlFfC.IE 'l'Jl,\.SV.EltSALE J)E!. I.EC0:'<>
PALAZZO Mt'10lCO DI FEsTÙs).
I \lii (!hL ' " " "
(3) TRAVI CARBONIZZATE D.EL PALAZZO 1\UNOI('O DI FESTÒS
l 7;)
.l 70 MAHIA FOLLIEHl OE:\t:\IA B.L. [4]

On;>re,..,"'Uts cfr. ,. ,.e't'n}Jer11irens L•. : :SUl':EJtFlClE J)J•;J, 1,1•;(J'.\"O 7f>O ('ilrùle,1n).


TRA\'! ('i\HBOXIZZATE ])EL PALAZZO :vrrnorco PI FEST()S 177

<'11;rres,,•Hf8 cf'r. SClìì)H'-J'?'/rr'.fl.<.,' L.: T'AH'l'lTOLAHE DELLA JL\Dfc\l,E DEL LEC:'\O


;)400: n.F:L H AC<an 1"7' lYEXTATl' !l:E (i{n'dwur).

ì\L Hcnfrow (I !)72) nel MA di Myrtos, in particolare dal cont,onuto dcl pithos J'(j();)
nella Htnnza 80, costituito, oltre che da vinaccioli, da raspi o da bucce di acini d'uva.
In csRo l'esumo morfologico-biometrico dci vinnccioli permetto di considerarne nna
rmrtc come proveniente da uva immatura, adatta quindi :iOlo alla viniffrazionc.

[ nmtcriali da noi ricevuti in studio ;,;ono ([iyorni grossi fr11mnrnnti di carbono di


legno recurwratì nnl vano L \ del Palazzo ì\linoico di Fm1tbs. st;rnza, daJle di·
mensioni di m 2,80 X :3, L"J, con le pareti ovest ed est, in cui si aprono duo porte, ri-
dotte a m 2,7:3 e 2,88, era tutta pavimentata a lastre polìgonnli irregolari di 1dahastro
o di calcare. Le pareti, attribuite alla prima dello tre fasi dcl primo Pah1zzo, sonori-
coperte d<dl'origìnale spPsso strato di intonaeo gialliccio e misurano circa rn 2,1 O in
altezza. Ad. esRo sono sovrapposte quelle della II fase. In qualche lnm1:o, poco sotto il
livello dd pavimento <li Il fase, si nota, un allineamento di foJ'i cho verosimilmente
ospitava.no le testat,e dcll<' travi su cui poggiava tale pavi1ncnto.
I frarnnwnti di carbone, compatti, nrn duJ'i o frngili, non hanno conscnt,ito
178 :\lAHIA l'C)!,LIEI{f E C:E\l'.V!A ll.L. COC<'OLlè\1

{){ca ('Ltropuea "I .. : ;...t;PE!lF[('JE l>EL


[ì] 1l!l

lizzazium' di t{'cnichc di laborat;irio più ad,1tte per carboni tt'1wri, collH', per escn1p10,
qunlla in 1mraftirm. Già ad 1m eimrne a piccolo ingrandirrwnto allo stP-
reomicroscopio Ì:' riconoscibile nella ma.ggior partl\ dPi frarnnwnt.i la struHu1'<1 istolo-
gica tipirn di Hna conife1·a. Rolo un piccolo frarnnwnto è attribuibilP ad ima angio-
spl'rrna dicotikdonc. Tuttavia 11011 è possibile individuaHo i lH'CcR,.;ari caratteri risDl-
vibili a più fo;·t.o ingrnndirnento, pPr una determinazione più pn'cisa. 1;ew1rrw istolo-
gico si è pr;rfozionato al microscopio eldtronico a scansione. Le suporfiei trasvernalc,
tangenziale e radiale di coni fora, otterrnt-e per frattura del ead>mrn, Rono
nwtallizzak con alluminio o al C11·ilrnc,m J OG A della Coates & \Vl'lt.er
Qi1ollo dPll'angiosperma sono st,ak metallizzate con oro e fotografak allo Rtereoscan
:z;,o della. Cambrid_go.

l<'w. li Olna euru1H1c.a L.: l'AH-TH'OL,,\HJ<J 8liPEHFlCIE:- TJ:L\:-i\'J::1n.;.\LE DEL LEG->O X


COS P.Al{E::\CHI:'IJA_ (iù1:de'l!l-'),
l 80 }!ARIA VOLLJE!U E OK\DL\ ru,. COC'COLTSI [8]

.FIG. 7 Olea europaea L.: 8UPEHFICJE TANGENZIALI; DKL LBGNO :C< \i:lO (ihidmrlì.
[ H] TBA YI CARBONIZZAT!è DEL PALAZZO :VIINOICO 1H FESTÒS 181

RISULTATI

L'esnme dia.gnostico ha fornito le scgucut.i caratteristiche per tu1,ti i frammenti cli


coniforn:

Cnpressus cf. sempervirens L. (tigg. l-4 ).


Legno ornoxilo con anelli di acero.sci monto ben di.s(,jut,i; raggi cli wle collnle
pan•nchirna1iehc, alh da I a J c<·llulP; earnpi d.' incrocio con 1-4 puntcggiat.urn
cupressoidi, pareti orizzouhdi <lolle ecllulc <lei raggio srmrrnm<mtc pimkggiate, pareti
subtangenziali lisce, talora nod1iloso; indcnta.tun• prc:-;enti.

L'unico frammento di angiosperma. Jm dato il soguonto risultato:

Olca enropom L. (Jigg. il-8).


Limite degli anelli non molto evidente: va.si m file radiali dish·ilrnite irrcgolar-
tncnt.c <·-on 1mrcnchima paratnwhcalc a.bbmHl<rntc, imnwrso in una pnrtc fond;imentnle
di fibre I rnggi con cellule procombenti ccl erette, uni-triHeriati,

O{ea curoJHfr'Jt _L.: J'AHTI<'OL.-\H.E D1•1LL,\ IL\])L\L}; DJ<:r_, 4:?50, ('())i


PE!{FOHA/,1()-XE (ihirle;1t,),

IG
182 MARIA FO.LLIRRl J<; GEMMA H.J,. COCCOLINI [Hl]

hanno larghezza piuttosto costant,(o in sezione tangenziale in quanto le cellule dello


zone uniseriate sono molto più larghe di quellE' dPlle zone bi- e triseriate.
Abbiamo potuto riunire i framnrnnti identificati come ( 11.1pressus cf. se111perv·irens
in due gruppi appartenenti a dtw travi diffornnti per i diversi valori di 1unpiezzn degli
anelli cli <Lccresciment.o dcl legno leggibili su superfici trasvenmli e compresi in corone
circolari con identici dù11netri minimo e massimo. Una delle due travi ha un diametro
massimo residuo di cm 14, l'altra cli cm 1 l. La più grande delle due trnvi, sott.OfHJRta
a nel Laborntorio per le datazioni CI 4 dell'Università di Ronm (ll-1452),
hn fornito un'età calibrata di 2ll0/2t:rn 2050 a.C. (AL1,ss10 et ALII, in prepara-
zione per la stampa). Il vano LV è datato archeologicamente alla fase più antica del
Pabzzo, poco dopo gli inizi del fl millennio a.C .. La data al rndiocarbonio, quirnli, sup-
ponenrlo che il legno wmto per la trnve fosse stat,(> tagliato da una pianta di 100 anni
circn, sembra corrispondere con notevole concordanza alla cronologia archeologic11.
11 piccolo frammento cli carbone di legno attribuibile 11d ulivo 1 (Olea europaea
L.) ha un raggio massimo residuo di 2 cm.

DIFFUSIONE E Dil'lEOO D l•iLLE PIANTE lDENTlFlCATE

Creta è famosa per i suoi cipressi. Tuttavia il loro endemismo nell'isola è contro-
verso. l\lolti autori ammettono che originariamente nella zona esistesse
111111 sola specie di eipresso, da cui si sono differenziate in sE'guito le altre ( Fmrn.AN rrns,
l 97\l). Allemand ( l!l79) nota che il Cupressus sempervirens forma horizontalis si trova
ancora allo stato natura.le in Siria, Creta, Cipro e Hodi.
Altri autori, frn i quali Dnllimore & ,Jackson (l!HiG), sostengono che il centro d'ori·
gine del cipresso fu probabilmente nell<t Persia settentrionale, da cui esso si diffuse
nel settore orientale del :\lecliterrnneo: cli lì i Fenici, gli Egizi, gli Etruschi e i Greci lo
importarono nelle altre regioni meditorrauee, dove fu coltiv>tto e Ki uaturnlizzò (PA-
VARI, 1931).
U legno di cipresso è duro, compatto e profumato. Resiste bene ai tarli e all'nmi·
c\itit. usato per mobili, infissi, strutture edili.
Evans identifica il cipresso nel legno di itlcnnc colonne brnciat.e del palazzo di
Cnosso, e ritiene probabile l'uso del cipresso per tutte lo colonne, come per le trnvi e le
strutture edili in genere, e inoltre anche per le stat.ne ruinoiclte (EvANS, Hl21, I, a44;
rn:rn, ] Il, a2 I e 52:!). Egli considera il cipresso endemico a Creta, poiché <1upre88/lS
sernpe1-rirens forma hor'izontahs vive oggi allo stato Rpontaneo presso Cnosso, lungo il
corso del finrne Kairntos.
Esistono anche testimonianze letterarie sull'uso del cipn,sso per infissi inkrni: nel
palazzo di Odisseo stipiti e porte erano di cipresso (Od. X\'! I, il40).
Il legno di ulivo, noto per la sua durezza e per il piacevok' aspetto marmorizzato
che assume con b pulitura, si utilizza per la preparnzione di oggetti scolpiti, torniti
e intarsi11ti (;\IORETTINI, I !l57). L11 parte più nmssiccia dell'albero adult.o è la ceppaia,
che non è a<httta per ric1Lv1une travi.

1 nenorninazione normalizzata secondo l'U.N.l. (Uni- che Y<'gntano spontn.:tW(' in [tnlia, '.\lilano, 1 tl73).
iìct1;r,io11<· Italiuna. ddk siwcic leg-nose
[l 1J TRAVI CARBONIZZATE I'ALAZZO MINOICO DI FESTÒS 183

Solo noi giovani nlbori il fusto presenta seziono circolare. N ci voechi ln perdo o si
contorce in vario modo: il durame è sogge.tto ad alt.orarsi per deficienza di sostanze
conservatrici dcl kgno. Non è perciò molto probabile che il carbono di Fost/Js, dnllo
esigue dimensioni residuo di 2 cm, fosse parte di una trave. Tutt'al più poteva costi-
tuire un pnlotto o un tassello o rinforzare un incastro. Non è da escludere che facesse
parte di suppellettili o di particolari onmrnentali de!J'arrcclnmcnto. Nella tradizione
letteraria froviamo, per esempio, che il letto di Odissoo nelfa rcggin di Itaca era rica-
vato da una grossa ceppaia cli ulivo (Od. XXLIT, 180-188).
Hackham (l!J72b) trova che il legno cli ulivo è il piir frequento trn i carboni esami-
nati nelle piccole stanze dell'insecliamonto :\IA di :Vlyrtos e ne interprctn la funzione
come di pali supplcnwntari per strutture dcl tetto nello quali probnbilnwnte erano
utilizzati alt.ri legni, per esempio legno cli quercia che egli trova present(: tra i carboni
stessi.
La diffusione e la coltivazione di Olc(L curopaea è documentata nelle regioni mcdi-
tc»rrancc anche di1 altre test.irnoninnzc. Nòccioli di olive sono stnti trovati in divm·si
siti del bacino meditorrnnoo (IlKNFREW, l 132). A Creta i reperti provengono da
Myrtos (MA) (RTDNFirnw, 1972), dalln tomba 11 a Lebona, Yerokarnbos (MA l -JL\I I),
da un pozzo presso la stanz;1 XLI del Palazzo di Kato Zakro (NlT IB), da una tomba n
Liliana, presso FesU>s (MT TU), dal Carnvnnserraglio n Cnosso e da l'alelrnstro.
Altre testimonianze interessanti riguardanti le olive snrebbero i frantoi di et.à
minoica segnalati nell'ala occirlcnta.lc del Palazzo primitivo di Festùs e, all'estremità
orientale di Creta, presso Palckastro (l)ERNJKH, HJ07).
L'albero di ulin>, così spesso citato nei miti dell'antica Grecia e di Creta in parti-
coliue (1-1 vrcHINSON, l l)(ì2), è rappresentato frnquentmnentc nell'arte minoica. N n-
rnerosc immagini di ulivo sono ricordate nell'opera di Arthur Evans: ad esempio un
albero sam·o di ulivo nppare su uno d.ci Jat,i dcl sarcofago dipinto di lfoghia Tri;1da
(l'AHU!ENI, I!JO<'l; l!l:J;;, I\', 4:l); ulivi figurano negli affreschi di Cncrnso, nella
composizione che l' EvanB designa corno « The Sacred Cirovc ami Dance» (EYANS,
HJ:lO, lll, il2); ulivi in fiore sono rnffigurnti in tuin grande compo8izimie clnl fregio della
galleria. occidontale dell'ingresso Nord (EvANS, I\JilO, TU, IG7-l72).
Nelle tavolette in lineare B di Cnosso l(: olivo sono tidvolta clenm1te insieme ai
fichi e all'orzo: questo fa pensare che facessero parte di razioni alimentari (CHADWTGK,
1976).

Jr, l'AESAGOIO VEGETALE NELL'r;;PCWA J'\!INOICA: DATI l'ALEOBOTANICI E ARGOMENTA-


ZIONI FITOSOCIOLOGLCHE

L'ambiente in cui fiorì la civilt.à minoica è sb1to oggetto di discussioni e conget-


ture. Vi sono a tut.t.'oggi poche notizie, per lo più indirette. Uno dei contributi più
notevoli a 1;ale proposito è fornito dall'analisi pollinica di Bottcnm (I D80) che, pur ba-
sandosi su serie stratigrafiche frammrmtarie pre8so Haghia Gnlini, nolla parto meridio-
nale dell'isola di Creta., fornisce alcuni lirwamcnti dell'andamento vegctazionalc e cli-
matico che precede il fiorire della civiltà minoica. Negli spettri pollinici più recenti
della serie, databili intorno ;1! :3000 circa a.C., si legge In caduta delle percentuali di
184 )1ARIA FOLLIERI E B.L. COCCOLINI [ 12]

polline cli piante arboree al di sotto del :rn con la quercia come principale rnppre-
wmtante n.rboreo e dominanza di Chenopodiacee tra i pollini cli piante erbacee. Si con-
stata cioè un netto diradamento dell'origir111ria forest>L cli caducifoglie, docu-
mentab1 nel diagramma intermedio di Bottonrn ( l 980) e ipotizzata da Grcuter ( l 975)
per tutt,a l'isola di Cretci durante il Neolitico. Fino alla sommità del diagrnmnrn le
querce caducifoglie predominano sulle querce sempreverdi, d'accordo con l'ipotesi
di Zolrnry e Orslmn ( HlG5). Greuter attribuisce tutte le foreste attuali di Creta alla
zona mcditerrmiea sempreverde. Fra le specie dominanti sono querce Hemprcvenli
(Quercus ·ilc:r e Q. cocc·ifem) e ulivo (Olea europaea). In tale foresta si trovn anclie il
cipresso (Cuprcssus sem.pervirens). Gli scarsi dati paleobotanici (RACKHAM, 1972 b)
riguardnnti i carboni di Myrtos (2500 a.C.) diurno principalmente ulivo e quercia
sempreverde.
Oggi la macchia sempreverde è il più comune o il più carntteric;tico tipo cli vPge-
tazione da O a 000 m: nelle pianure basse e coRtiere vi si trovnno Olea. europoeu, Pi-
stacia lenti:scus e Ceraton:ia siliqna che costituiscono il Cerntonio Pistacion creticurn.
L'argomentazione fitosociologictt di Zohary e Orslrnn ( l 9G5), in parte modifica.ta
da lt11ckham ( Hl72 a), riguarda 111 derivazione delle comunità vegetali attuali dn un
bosco climax. Le associazioni appartenenti al Quercion ilicis, come, per esempio, mac-
chia con (Juercus coccifera, sarebbero derivate da una foresta sempreverde dominata da
Quercus ile:r e Q. coccifera. La presenza di Pyrus a1nygdr1liformis suggerirebbe che in
passato vi furono aree a bosco di cttducifoglic con Quercus 1rubescens. Si suppone che
il b1glio, il pascolo e gli incendi nbbiano degradato queste foreste alle attuali boscaglie
a Quercus coccifera. Itackliarn ( Ul72 a) ritiene memo chiarn l'origine del Cerntouio Pi-
stacion creticum comprendente anche boscaglie prive di querce: de Bolòs e l\Iolinier
( 1958) fanno deri v11re una simile associazione, a l\faiorca, dall'Oleo Cera tonion, che è
come uno stadio cli degradazione del querceto sempreverde, oppure una
boscaglia climax in aree truppo aride per le querce.
Sernbn,rebbe perciò che l'attuale Cernt.cmio Pistacion crcticum sia uno st,adio di
vegetazione risult.ante dalla degradazione che si è venuta evolvendo, con il graduale
inaridimento climatico dell<L regione cretese, nei querceti c11rlucifògli, i quali costitui-
rono ancora, presumibilmente, in epoca minoica. il contingente forestale più rappre-
sentativo.

l)esidoriatuo ringraziare la professoressa Anna Sacconi e il \.Tinconzo La, I-tosa por


ki pr(_;,zioso indieazioni bibliografiche che ci hanno fornito.
[l B] TllAYI CARBONIZZATE DEL PALAZZO MINOICO DI l•'I•:STÒS 185

BIBl,JOGHAFIA CITATA

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'1.'he l'alaee of Jl·i11os at /{no8sos, Lonclon,
:llino·ico di l"estùs, li, Roma.
voli. T-IV, Trnlex.
]{A<'KHA:>I O., l 9ì2a, Appnndix I I. 7.'he reye-
Fr<atRANnES P., I n7nt Les cyprè._..,. africai-n.,<.,'. tatùm of the Jlyrtos regi on, in \Y A RRP;N l'.,
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G-1_tEt:'1'f<;H. \\'"' 1H75t Jh:e !n8c! /{retei, et-ne l{,A<'KHA'.11 O., l\172b, App('rHl1x lii. Clwreoa.l
geol>otanisehe Sk·izze. InRt.. ETH, Stiftnng. Bìi- arul plnster ùnpre.<.,·sùrns, in \YARRJ<;N P. cit. 1

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U1•;ROLA (}., l\l02, Lamri esey11it·i nella Xecro- l{gNFREw ;r. M., l!l72, App<'ndix X. '!'he
710/1: di l'haestos dalla Jhssùm-e Archeoloçrica lta- l'lant Rem11Ù18, in \\' AHI<EN I'. cit., pp. :115 :n 7.
lia.na dal IO .febbraio al 2:2 marzo J,90:2, in Renrl. REN I«RE\\' J. M., 1!!7:-l, !'alaeoeth11obotan,11,
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ZoHAR\' l\L &, 0RSHA" <:., l !)(\;'), A.n outli11e
HrTCHINsON 1-t. \\'., J !Hi2, l'rehistoric Crete, of the 17eobotany o.f Crete, in lsrael .fonrn. !Jot.,
London. 14 (Suppi.), pp. 1-4!1.

M.ARIA FoLLrn1u e Gm\lMA B.L. CoccoLINI


Sl ALCUNI REPERTI OSSEI UJVIAN I
DELLA THOLOS DI KAMJLARI

I. rnsh selielet.rfri mmmi, oggetto del presente studio, provengono dal In tholm:
di Knrnilari il (oui .9cavo si deve ;1 Doro Levi nell'agosto del I !J:3\l1. Essi l'ntno conservati
nei nmgazzini della i"euola Archeologica Italiana di A 1Pne a FeBtòs, e debbo alla gen·
tilczza e all"intcres.9anrnnto del Prof. Vincenzo La ]{osa l'occasione di interessarmi al lo·
ro studio. La presente analisi antropologica, oltre a detcrrninan• nei limiti del possibile
i caratteri fisici dci reperti, deve essere considerata comP un ulteriore contributo agli
scarni d.ati che si hanno :rnllc popolazioni minoiche del centro sud di. Creta 2 , anche
in vista di possibili confronti per futuri studi sull'argomento.
Per quanto rigunrda J'am bit o cronologico in cui ln tholos fu rpaJizzata Pd usata
scmbn1 che essa abbracci un periodo che v;1 dall'inizio dell'età pnlaziale fino al mo·
mento di distruzione secondi palazzi, con um1 sporadica rioccupazione in età mi-
cenea. Il grosso delle deposizioni, attribui te dal LC\"i alla I lI fase protopalaziale, può
essere collocnto intorno al l 700 a. C. Xon è possibile invece mrn datazione precisa
dei reperti umani in oggetto perché il saccheggio della tlwlos che in antico sconvolse
tutte le deposizioni e quindi anche la loro strntigrafin 3 , vieta qualsiasi considera7.Ìone
sn ll'argornento.

ANALISI ANTROPOLOGICA

Ho diviso lo stnd.io in due ca.pitoli: nel primo vengono Hpecificati lo stato di con·
servazione, il sesso e l'età di morte di ogni rnpnto, inoltre si comnwntano i dati nn·
tropologici più signific<.1tivi. Il secondo capitolo verte wi confronti con specimina
cretesi più o meno coevi. Per il rilievo dei cnrattcri rnetriei, morfomctrici e morfolo-
gici mi attengo ;dia metodologia conkmplnta nel trattato di :Jlartin-i"aller ·1 (per ('CO·
nornia di lnvorn durante 1<1 trntt;1zionr. il Rmldetto viene indicato con la sigla M·i") e
inoltre faccio riferimento a studi di altri. autori come risulta nel progresso del·
lo stuclio.

1 D. L1•;v1. IA!- lomlia- a tholos di f\timilar1: /H'esso a 2 H. P. Cll.\f{LEs. A 11throp(Jloyir arcldolor1iq11r- dc la.
Fr:sths. in A nnnnrio della ,t..,'f'Holo. .'J l'<'hcolo;/i('ff /tal iana in Crduiscs. Xl\·, l!H>.ì.
1h ,-!tene e dc!!e Italiane in Orlrntc. XXXIX :i L1·:vr, opp. 1·itt.
-XL. I !JH:k In., La tholos di (/riuori: l\oryphi in Fcstl;s -1 !{. jfsHTI'.':, K. fA'hrlnffh der An!hrneologic,
e la c/·1-·i!lù minni(·a, Hornn I Diti, p. IO:{ f:>S. l, :u, 11t 1gnri I Uf>(i .. :)H.
VHA1'CESCO 1\IALT.Tmxr [2]

1 Lo sttulio inten·ssa clue soli s7Jecimi·1111 che per COIW('nzione ho siglato con
1i. l e 11. 2. Le molte altre ossn cmltPnuk nella tholcs sono state disJIPffP duran!t• i
lavori scavo; le presenti, con tutta prohahilitit sono state l'Onservatc cunH' donrnwn·
to e nnclw perché in buono stato (li conS(TVl1Zione.
Jl primo spe!'irnen t' rappn•scntato da un c;livario integro c·11i rnmi.cano i denti
incisi1·i, i molari di destra, la corona (ld eanino dPstro e 1mrte di quella del sini:.;tnJ,
caduti J!ost-nwrle111.
Il reperto si prPsentn eompktanwnte rivestito di imo strakrPllo di cera di color
anlPsia; l'l'rosimilmente si tratta di una manipolazicml' ini<·sa a eunsc·n·an• il calvario
dato c:he la \"CJlta eran.iea, alL1tto dd rin1T11irnn1to, cm soleata <la estpsc frntturc. Ho
asportato una parte• dc·lla cera in quei punti don• si dTdtuano le misun· antropolo·
giclw; mi ò apparso allora Ull osso con colore<' composizione sirnik a quelli del :-weondo
8peci111e11. li calvario t' sicuran1cntc appal"icnutcJ ad im indi1·iduo di sesso fernrninilP;
n q1wsta diagnosi mi inducono il modesto nJ!unw cn1·cfalic'.O e cldk ina,.;toidi, la. frnnte
larga e kggu·nH•llt<' hoinlmta e i bordi .siqH:riori llelle arrntc orbitaiiP che sono piut-
tosto tagliPnti: ;rnclw i rilin·i soprnc:ilimi, lwnc·hé l'iln·abili al t<ltto, 1wn raggiungono
la salil'nza propria dcl Sl'Sso masehile. L'<•ti1 di morte', dal grado di cmlclilturn dPlle
si.dure cranic:lw e dal pian.o rnasticatorio dci mola.ri, S(·mbrn non <ll'llba s111wrnrn il
40° anno di vita.
Il calvario ò dolil'ocranico (72,:ll ), niptozigo orto('.rnnic·o (7:l.8:l al /)(fsion ;
G0,28 al porion), acrncranieo al basùm (102, 10), e rnetriocranieo al porùm (8:l,!l2): la
fronte ò eurimetopiea (G\J,07) e ha creste medianH'Hte divergenti (8:3,08); la <·apacità
crnnic;1. rientra nella elasse dl·ll'aristPncdìilia (1:l:l2,GcJ. ec) con la formula in!Prrnzziale
di Pearnon al /J(tsion e dPlla em·neefalia al limite supNiore (12\l7, 8() t'.l') con quella
al porion. Li faccia ò <'uriena (48,0G), le• orbite sono carncconclw (fi"i,GO), il naso (,
cnnwrTino (Gl,<Hi), il palato 1\ stretto, (7<i,OO) e hasso (21,(Jii): l'indice rrnrnsillo-alveo·
lare esprime un valore di nwso111·ania ( 11 O,:H ). In norrrnc supNion• il contorno cranico
è di forma ehiararrwnte ovoide (flg. I h) e in uonna latcrnil' ò uni fon ne mente curvo
salvo una leggera salienza subito dopo ìl /Jrcy1110: l"cwcipìtP lm una forma (·1tlcanP11ta,
carattere che eont.rihuiscc' al basRo \•:tlor<' dc·ll'indiee crnnico orizzontak: 1;1 protube-
mnza oc·cipitale l'sfon111 (\sentita e ril'hiama la f(ll rna ;{ di Brnca (M-S). Il contorno
in nonnn posteriore ha una fornm intermedia tra la ]H'11tagonoidP e quella a casa
bmnbf: di Haherer" (fig. I e). La regionp fronto·naso-lacrinrnle ò dPl tipo atlanto·
indico di Sera 6 (fig. In). I rilic>Yi sopra<'.iliari sono poeo rnarcati p rid1iamano grosso
modo la forma I di (:Yl-S); la glaliel1;1 ò dl'lla forma lii di Brnca
(M·S); le ossa nas1ili sono pìzzicatp: il dorso nasale ò sinuoso e simile alla forma 11 I
cli \\'irclw\\" ('11-S); il margine infran11daw è infossato C' la fossa canien profonda. La
ape1tura pirifornH' ha un nrnrgi1w inferiore 11 soleo prenasale; l'1trl'ata alveolarP è
ò paraboloide.
Lo specùnen Il. 2 t• rappresentato dalla ealotta i1H·ornpkta, specialmente sul
frontale, dalla mandibola clH· ha perduto i prccessi eondiloidc-i e (·01onoicki, da partl'
delle dialisi omerali nd terzo su1ieriorc; da un frnnmwnto di eia vil'.ola destra, dalla

:;. A. lL\BEIU,;l\, (· S11nna oc1·;pltolis" lici Jfenseh. utul 6 (;_ S1,;1L\, l"islorw111/u, in 'f'reccani,
.i11fe. Kastc11er . ! ,a;;,-.;en, .\I Ùu{·lwn I S\l8. }{01nu t \l:>U.
:F1u. 1 - A-_B-C: CALVAIUO l VJ.'-ìTO RJ.'-il'E'J'Tl\A.\!E'.\'TE !X Sl'Hl<.1lU01tE,
PO,'-ìTEH-lOH,E; P: _LA :\1AXD1BOLA DELL'_I;{Dl_VIDCO X. :Z. é5
I BO FRANC:F:sco '11ALLlcONI [4]

scapola destra ridotta all'impi11nto della spina e del proeesso corac:oicko e c\;t alc:unP
coste. Il reperto è dunque così frammentario che su di esso non ho potuto rilevare
che poche misure riguardanti b sola mandibola. Ni tratta sicuramente cli un individuo
di sesso mascl1ilc per la massiccia conformazione della mandibola, la quale è
fortemente• modellata, e anche per il notc>vole volume delle ossa post-craniali, arric-
chite tra l'altro da vistosissimi impianti muscolari. L'età di morte dovrebbe aggirami
sui :l0-:35 armi, ma dati gli scarsi elementi a mia disposizione, preferisco ddìnire lo
specimen come generic:nmente adulto.
Il contorno cranico in nonm1 superiore, lwnch{; incompleto, richiama la forma
ovoide; l'andamento della volta, vista lateralmente, è uniformemente curvo con occi-
pite perfettmnente rotondo; 1<1 linea nucale superiore è della forma I cli Broca (M-S).
In norma posteriore il contorno richiama la forma della fìg. l (i cli Haberer 7 . La man-
dibola è grnnde, massiccia, (indice di spessore 48,44) e a corpo alto. La regione men-
toniera è della forma n di Schulz 8 , mentre il corpo in norma laterale ha un piano di
appoggio della fornrn Tl di Keiter (M-S). La regione angolan· presenta un r1onion estro-
verso eon forti attacchi del nmscolo massetere e con i profili laterali della forma VJ
di Keiter (l\l-S), posteriori riconducibili al tipo 2 di Selrnlz 9 La prominenza
è della forma 3 di Schulz rn l fori rnentonieri si aprono nell'intervallo compreso tra
I\ e P 2 ; è presente il trigono retrornolarn e un vasto solco extrarnolare clw si estende
in avanti oltre il foro mentoniero (vedi fìg. I d). Le poche ossa post-craniali conser-
vnte wno grandi e estremamente robuste; il fonomeno è più che evidente ndk por-
zioni di omero presenti e su cui perii non mi è stato possibile effettuare nessun rilievo
metrico. ln particolare si notm10 urn1 profonda doccia bicipita!P e una massiccin im-
pronta deltoidea.

II Per i confronti, cui è dedicata questa lHLrte del lavoro, mi f;ouo av-
valso dei dati individuali d.i crani cretesi riportati uella ampia monografia di H. P.
Clrnr\es 11; in essa si prendono in eonsidernzione tutti i n•perti cranic:i e a volte post-
craniali rinvenuti durante gli scavi dell'isola iniziando cla quelli cli epoca neolitica
fino a quelli dell'età del ferro. Ho utilizzato solo i dati femminili dei reperti compresi
dal periodo minoico medio (scnsu lato) al minoico recPnte lll, in primo luogo rwrché
dei clue repc•rti a mia disposizione solo quello femminile (n. I) permette questo tipo
di indngi1w (l'altro n. 2 maschile è troppo fntrnmc·ntario), inoltre la tholos è datata
in questo ambito cronologico. I reperti presi a confronto provc,ngono per il Minoico
medio dalle tombe della Collina dcl Profeta Elia (KnosHos) rinvenute nelle c<11npagne
di scavo l!J:ì0-51-5:1-55; clnlla Grotta di Poros ( H iraklion) rinvPTlUti in sea vi di cui
non si sn l'anno ma indicnti come vecchi: dalla necropoli di J\lavrospilio (Knossos) sca-
vata da Forsdyke 12 ; i reperti del minoico recent.c' J provengcno dalla necropoli sud-
detta e da Sphoungaras, scavata cla E. H. H11ll 13 .

7 HABt•:fu,;tl, op. cii. t1 op. cù.


CHAJ{LJ•:l-i.
8 _H, E. }1_,'in !Jeltray 2111· Hassenmorpho/o(Jie 12E . .J. FollSDYKE, 7'he Jla.nro /;,'pelìo eemetery ()/
f 'nterkiefers, in Zeils<'htifl der J/M·pholo:/ie und ,·I nthro. Hnossos, in .-tnnurt! nJ l1rltlsl1 at ,'1thens. XX\'Ill,
poluy-ie, I
!J Scu 1· LZ, op. cli. i:i !•:. J-!. llALL. F.!'r·urations /11 Eastern C'rete. /·-,'phoun-

IO i/1/ifem. uarrts, l "11f\"<_•l'sit,\ of p('l\llS,d\·ani.t, Philnddphia ! ll 1:2.


[51 SF ALCTNI REPl<:RTl ossm LMANI DELLA THOLOS DI J{AMlLARI HH

Quelli del ::\Iinoico recente Il l provengono dalle tombe di Episkopi Pédhiados


(di,,tretto di l'édbiadha) scavate da }I. N. Platon 14 e dalle tombe di Arkanes scavate
da C. JVlavriynnakis nel l \)(iO 15 . C'è da notare che questi rq.ierti provengono tutti
dalla regione nord dell'lwla; reperti della parte sud non se ne conoscono o meglio ne
sono stati studiati alcuni provenienti da t holoi della Messarà e da Koumasa ma tutti
appartenenti ad un periodo antecedPntc a quello interesrnto dalla mia indagine. Per
il minoico medio si tratta complcssinLmentc di 24 soggetti mentre per il minoico re-
cente I e III rispettivamente J 2 e :3.
Hiporto nella tabella rL J l:1 media dci valori degli indici principali relativi al
rnpcrt.o in studio e ai tre gruppi presi a confronto.

')';\BELLA n. I 1 alorr rnedio rfer1fi i11rf i ci nJati·ri a i 1·e,perfi cran.·fr-f rfc/ .lf·Ìno-ico 1ncd·'/o-Jf/t1J>ico
r

retente I e I I 1 in r·onfronJo n r1ue-l!i riel r·a/rar-io r1'i /(rnHila·n·.

:\Iinoico 11inoico
JZ:n.tniln-ri l\li11f)i(_'() llH'd j O
recente I rocct1tn ru
--·------·-----·------

8/1 72.:ll 11. 24 75,70 11. 12 1n,o:i Il. ;"") 78,08


I ì /1 7:1,8:! Il. 14 72,08 Il. 4 71,:lO ll. :1 1:1,:10
l7/8 102,l Il. 4 \l4,\li) ll . ;) \l0,2:J Il. :1 m.2:1
20 /1 GO,G8 Il. 24 5!J,\)4 Il. 12 (\1,8 J I. f) ()2.4
20/8 s:1,n2 Il. 24_ 78.G li. 12 80,fl Il. 5 80,4
!I/I O 8tì,\l8 Jl. Il s:u ll. \l 82,'t Il. 4 82.0
D/8 fi\l,07 li. li ll. \) (iì.\l Il. 4 70,7
48 /4{) 48.0(i Il. 4 Il. 4 50,4 li. 5 52,\l
;)2/51 ti7,ii0 ll . 4 Il. l 84, 1 Il. 2 78,7
54/{);) ,; 1 .on Il. 4 Il. :1 4f>,:l li. 4 48,2

Dai dati esposti nella tabella IL I si nota che il calvario di .Karnilari ha valori di
indici che si avvicinano rnaggiornJPnte a quelli dei rqwrti del .Minoico medio piuttosto
che a quelli degli altri due gruppi eccetto forse per gli indici di altezza cranica e del
facciale superiore. C'è però cb osservare che i tre gruppi a confronto non sono in rnPdia
troppo dissimili tra loro e le piccole differenze (indice crnnico orizzontale e vertico-
longitudinalc auricolare) potrebbero essere imputate alla diverrn numerosità del
c<irnpione. Ma trnttandosi di medie aritmetiche che nulla ci dicono della reale distri-
buzione dei dati di ogni reperto mi è sern lirato opportuno riportare i singoli va lori in
un piano cartesiano (G·rnfico 1) dove ho potuto, con simboli appropriati, apprezzare
a quali reperti il calvario di Kamilari si avvicirm. Ho rnesw in ordinata i valori del-
l'indico vertico-longitudinale a11rirobre (20/1) e in ascissa i valori dell'indice vert.ico-

H cr. 701.1.· ç, Hìfi2; 1-JC/1, LXX i;-, ('IL\HLES, op. rit.


III. J\Ji>'.L
UJ2 FRANC'"SCO MALLEGNT [GJ

trasversale auricolare (20/8). Nel piano così individuato ho inserito anche gli assi
delle tre classi dell'indice crnnico orizzontale (8/1 ).

20/8

75 8/1

80

87
86
,.,,
85 o
84
83 o o * o ,.,,

82
o
81
,.,,
I

80
o
79 o

78 o
O 00 o M. m.
77 o
76 r:,. M. r.

75 o M. r.111
74 * Kamilari
73
72
71
70

54 55 56 57 58 59 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70

('kH,AFICO 1

Dalla lc•ttura del di1tgrnrnma si evidenzia quanto segue:

a) per quanto concerne gli indici di altezza vi è urm notevole concentrazione


cli valori nelle forme medie e medio-basse:
b) i valori dell'indice cranico orizzontale si distribuiscono con uguale intensità
nelle classi della dolicocrnnia e della rnesocrnnin mentre sono rare le forme larghe
(4 su 42 H,5
e) gli individui clel Minoico medio pur distribuendosi in quasi tutte le classi si
concentrano maggiormente verso la parte sinistra medio bussa del piano cartesim10;
[7] SU ALCUNl OSSBJ[ U}lA:'H DELLA THOLOS DI KA!\ULAIU 193

d) gli incliviclui elci Minoico recente I hanno grosso modo distribuzione simile
a quelli del l\linoico medio, mentre quelli del l\:Iinoico recente III si trovano decisa-
mente nella pnrtc destra medio altn; c·è inoltre da tener presento che quest'ultimo
periodo è rappresentato da un numero limitato di reperti rispetto ;1i due preecdcnti
(5 eontro i 24 dcl Minoico medio e i 12 del Minoico recente l).
Nono pochi dati ma da essi si potrebbe pensare che la tendenza alle forme larghe,
irrilevante nel Minoico medio e nel Minoico recente l (identico valore percentuale di
brnchicrnni11, pari a 8,:rn e sensibile nel Minoico recente TI l. (brachicrania pari al
20,0 %,) più che a un cambiamento graduale nei secoli sia dovuta in questo ultimo
porioclo aJI'arrivo di 1111 elemento nuovo nella popolazione dotato trn l'altro di cranio
più itlto nelle due norme come sembra di pot,er dedurre dalla distribuzione dci v;1lori
sul pi<LIHJ cartesiano. li fenomeno dell'aumento di ernni larghi è già stato messo in
evidenza da R. H utchinson rn e dallo stesso R. P. Chnrfos 17 i quali però prendono
in considerazione solamente le variazioni che si sono avute nei valori dell'indice cra-
nico orizzontale trascurando quelle di altezzn che non sono nwno irnporti1nti;
e) i dati dcl calv11rio di Karnil11ri sono s<mza dubbio più vicini a quelli dei re-
perti dei primi due periodi e, <Llmcno per quanto rigunrcb l'indice cranico orizzontale
più <L quelli del Minoico medio.
Un'ulteriore conferma all'ipotesi di cui soprn mi viene data anche dai risultati
del calcolo degli scMti sigmatici dei va.lori di questi tre indici e di altri che, come è,
noto, sono considernti antropologicamente piuttosto significativi, del cnlvario di
Kamilari dalle medie cli quelli dci tre campioni a confronto. I risuliati sono vis11aliz-
za1i nella Ti1bdla n. 2.

TABJ<,;LLA n. 2 l'olori siy11urtici dei: 1Ytlori !feali indici dci r·al1:flri del Jli-noico J1-iuoir·o
rN'tèJ/,fe I. J1-inoinJ rcf'cntc 11 le sntrh: sir1nu1t-ù·'i dcl coirorio di ri8JH'tfo alle 'Jìle.d-ie dcyli stessi.

Jlinoieo rnndio 1.Jinoico f'('{'OiltO I }:finnico r<'C. III


Indici
a 1J.tico e; scarto cr.tico cr.tieo
Il. Il. Il.
"
8 il 24 :us 1,00 12 :l,ìO 1,00 r:> 5,2\l 1,0\)
Iì II 4 l ,H5 l,Of\ 4 1,0 l 2.50 ;; 2,01 0,2fi
I ì /8 4 4,4\l 1,5\l 4 2,lil 4,fif> :i 2, I ii l,!J4
20/1 24 2,:l:l 0,5(\ 12 :i.no o,:rn [> O,!l2 0,8!)
20/8 24 :l.20 l ,08 12 2,74 0.70 ;) ;"5,58 I O,M
!l; ]I) lI 4.l :i -- 0,(i/ !l 4.44 0,81 4 2,4:l I ,40
!l. 8 l l 2.H7 0,24 !l 2,fi8 0,4:3 4 :l,72 0,4:!
48/45 4 :l,81 I ,O :J 4 l,4:l ---- 4,84 ;) 2,77 :J,04

Come si può vedere dai d11ti della 'l'<1bella 11. 2 i valori sigmat.ici dci calvari del
:\1inoico medio e del M.inoico recente [ sono abbastanza contenut.i rispetto a quelli del

16 J-t. f>rehi8foric (/rete, Harmondswort.h t 7 CH AHLl•:s, op. o't.


J 9U2.
]!)4 FRASCESCO MA LLEO'ì I [8]
'rAVOLA Jfisurc e indici rclr1ti1N; al <'.fl/-rario dello speeìnH'll n. e n/lu 1nondiholo dello
n. ,'l proi,:enie-nti dullu tholos di F\"rn1u:ta1;.

72 (S2°)
Cal\'ario I\. l
7:l (840)
l 184,20 74 (7 J 0)
2 L7fi,50 8/1 72,:ll
5 102,00 t 7; i 7:l,8:l
7 :rn,oo 17 /8 I 02, l O
8 1:n,20 20; t GO,G8
\) !l2,00 20/8 H:l,!l2
lo 107,00 l l/24 :l5.\l8
ll 11 :l,00 9/10 8iUl8
12 107,00 9/8 G!l,07
lil !HJ,00 10/8 HO,:l:l
16 27,00 29 /2() 8(),40
17 i:rn,oo :l0/27 8tl,G7
18 i:rn,oo :li /2B 72,tll
20 111,78 l ()/7 77.14
21 115,10 48/45 ( 41'1,0ii)
2:l G2fì,OO (Hl /45 Si:l,:l7
24 :n4,oo 52/fil ti7.fi0
25 :l84,00 62/51 " 72.\J7
2(i 125.00 44 (l)/44 a 87,7+
27 l:l5,00 64/55 51.0G
28 12-1-,00 (il /iiO ( l LO,:l4)
2() 108,00 (i:l/ti2 7(),00
;)() 117,00 ii4/G:l 21.05
:n 05,00 40/5 100,00
:i2 (l a) :H)o 45/8 %,84
:lH d (basion) I :l:l2,54 H/-15 6\J,07
:rn d (porion) 12\l7,8G 40/l
40 102,00 48/8 (4G,55)
+:l I 0-1-,00
44 D:l,00
-1-5 12\l,OO 2
Il.
8
-1-8 (G2,00)
4() a :n,oo l)(i* 114,00
50 18,00 ffi 4:l,OO
51 40,00 68 82,00
51 a :r;,oo (i\) :l4,00
52 27,00 Gfl ( 1) :12,00
54 24,00 (\\) (:l) 15,GO
55 41,00 70 t\2,110
GO (51:ì,OO) 71 H :rn,oo
(il M,00 j!) I [\IO
ti2 50,00 Il a./i'O 5:-ì,(!(i
6:l :Js,oo (i\) (:l) /tì\l (I) 48,44

,,Yùla: la. I e la ! [ [ colonna :-;Ì rifri·iH(·oiw alla tttl'rodo!ogia di rilieYo dl'! t.rattat:u di ltc eifr(' in
parenteMi MUtW iuio,;ure RLÌ1natc.

* Hio;u1·a ott{·nuta con il 11it·todo di ;--iehu!z.


rn1 HJ5

}linoico recente' I I I ad eccezione cli quelli relativi all'indice vertico-trnsversale aurico-


lare per il }linoico medio e all'ind.ice fronto-trasvcrs;Lle per il }Iinoico recente I, dato
anche il non trascurabile numern dci casi l'ottoposto ad ind.agine di questi period.i
rispetto n quelli dcl Minoico recente III. II fenomeno potrebbe essere corrnidcrato
se non altro come segno di urn1 certa loro omogeneità gruprmle. conto quindi
(li questi aspetti si pub dire che il "profilo individuale" dcl calvario di Kamilnri,
espresso (lai vaJori dci suoi scarti sigmatici dalle medie dei trn gruppi a confronto è
as.c;ai più vicino ai valori mc(li dei calvari rlcl Minoico medio di quanto lo sia a quelli
degli altri due.
FRAJVIMENTI DI PITHOI A DECORAZIONE IMPHESSA
DA FESTÒS

Xci mnsN> strntigrafico di Festòs sono conserva,ti alcuni frammenti di pithoi,


tuUi, trnnne m10, senza indicazione di pr<ffcnicnza 1, qui rnggrnppati insicnw perché
presentano dei caratteri strettanienfo si rn il i.

I) l<\,sl òs "· ()8:!0 a-b. a h. rnax. en1 !l; I. Jnax. c1n ca; b h. n111x. c1n 12; l. n1ax. c1n 22
(fìgg. 1-2).
li'ra1n1nn11ti d_j pit,Ì1or; con orlo sngornnto a Jistol!o. l)ccora;r,ionn: sull'orlo (_Fr. a) di
brocchPtt"-o JllJ)Jloansn,to con corpo µ,Jobnlnrc n piodo a stnlo sn bn1-30 a disco, itnprnsso rnndianto
pnnz;nno, in Jnndo irregolare. Sul norpq del YHso (F r. b) rnndcHi1no 1not.ivo, dcllrnitnt:o in nito
1

e in hnssn da traHini obliqui disposti a spina, di pese().


J\rgilla rosa-scuro con grossP inclusioni norastro, ingnbbiatnra consnnti tniLto
doll'orlo e piccolo parti dol corpo. Fr. a ricornposto d>i tro più piccoli.

2) FnstiJs 11. ns:n (fìg. :l). ])al qunrtinro di Hnghìa Fotinì (vano U s ?). H. cm S; .I. cm G.
Pìccnlo f'rn1nrnento dol corpo di un pitho.c.; di_ grandi dirnonsioni. _Dceoraziono: fnscia
di uguali a quello dnl 11. dnlirnitatn surH'.rior111Pntc da una linoa incisa .
.A..rgiJln rosa-scuro; ing11bbiaturn crorna larga1nonto scrostata.

3) Foslòs H. 11. H. cm 12,;'i ca.; I. cm 12 ca. (tig. 4).


Fra1nrnont,.o di parntn di pit hns di µ:rand i di1non.c.;io11i. Dncornzinne: su nna fns(',ia n.ppnna
rilnvat-H corrP n1ut HPrin di scudi bilolnlti, de! hpo 'dcl l)ipy!on 11, disposti Ynrf.i('n/1nnnto,
con !obi 1nodurata1nontn nceontuati. :\laq.1,·ino Hognato da ll!l<L doppia Jinnn; sulla suporficio
sono piccole disposte nigolarrnenh;, con alcnne più grn11di al cnntro. G-!i :::wudi
f:ono ì1npro.ssi non rnolt-o unifonn(ìJllPntn, st11nhra con un p11nz;oun singolo.
;\rgilla rosi:t.-scuro, inguhhiatura c!'P-inn, qun o Jù. :::crost-at-a.

4) Fostòs s. 11. H. cm l!l,2 ca.; I. crn 10 (fìg. ;)).


Franunonto di rmrnk di pii ho.s. Dncornzionc: d11,· bando parai In!<' rilm·ai<'. Sllila più
nJt,n 1111 lnot-ivn a spiralo corrente, a uun sola "\'olutn (rnotìvo a oncia), inlfH'n:-iHO con un singolo
pHnzono (\·isibili lo ginntnro). Su <pwll:l in basso, qrn1si del l.nteo porduta, spirali più grandi
o pi [1 fll,to.
1\rgiJla rosa, divori-;a dni n1nncri prceodunh, _ingllbbiatura crorntt.

1 I pezzi, al monwnto in cui li Yidi pPr la prima Yolta. YHllO E, P non B, d(•lla pnhl.i!icnzionc. 1:: '-'ef'o:-:;imiln
t'rttno collocati fra i mnturiali spora.dici. 1:-ìoHanto il però clw Bi t-rat1 i di un Kctnpli1•e n1Ton' di trnscrizlone.
fr. 2 cr<l- 1weorn!Hlg11ato da un cartJ:llinn di diniPi!c Hingra:t,io il pl'of. Yirwt•nzo Ln Ho."a <J\'!'nni :·mg:-
lettura. con l'indicazione \i li. Fotinì. (_; a.eeanlo. gi;ritn il tt'llrn di qrn-...;ta ric!'r'C<l (' assidumncutc
oricnbth' 1>. N1,ll'A nrwar·io l \)()I :·'w,t.:;uil«l, n il prof. :\ntonino Pi \"it<-J, dirPthJI'U d(_'ll<L
11n frmn1nento con dc;corazionc a JH'O\·(;Jli!'llt1_1 Scnola ,\rdwolouica Itnlia.nn di ,·\h·nf', )lt'I' H\·1_•rini n.ut,o-
di=d pavi111nnto dnl \·ano B, nel sdton' XE dcl quartie1T rizzato ;t pul1l_ilinu·u i pnzzi cd \%'-':('r1nl :-;tato largo di
!!l'Oml'tri('o di IIaµhìa Fnt:inì. ì·: probabile che si trn11i ('OlL'-'igli o di
del !L 2. Y\'raincntJ.; il ,_·n.no < ::;:, uella pinnta ('S!'- Le ...;ono state r_-...,cguit.c dal signor :'Ilario
gnita- 1-mllo :-wllYO dal dott. Hor:chctti. corrispon(lc nl >:aziona](; per il Catalogo, elio
ri11grazio altrcsi cal(larnc11to.

17
] ()8 [2]

F!(:. t -· :t<'1L\>D1E:-.:To ni ()!{.Lo nr :i•1'1'1to ....;- (n. <t).

F1u.:{
:\IE:'\To DI P!THOS
( n. CK:ll

F'_1.;sTÙS.. Dt -F1c. ;J - F1<::sT<'is. F'r-tA::\I:\LE'.\To nr


Pl'l'llOS (8. ll.). PJTHOS (S. Il.).
[3] FHAMJIENTI DI l'ITHOI A DECOltAZIONE CIIPRESSA DA }'fi;sn)s mo
Poco possiamo dire, per l'esignità <lei frammenti, delle forme'' cui appnrtmwvi1no.
L'unico frnmnwnto significativo ;1, qnesto riguardo è il n. I ; il profilo (Iell'odo si
confronta in generale con vari dal geometrico in poi. Nella stessa Festòs
abbiamo il miglior esempio nel noto pithos iscritto tardo-geometrico 2 , mc,ntn, un
altro contemporaneo viene da Dreros 3 .
L'argilln differisce nettamente dall'i rnpnsto nornrnlmente adoperato nei pithoi
minoici. È inoltre molto dissimile da quella, rosso mattone, dei grandi pithoi onen-
tnlizzanti della fabbrica di Arlrndes 4 •
La tecnica che accornurrn tutti i frammenti è d.i nn motivo, eseguita
con nn punzoncino, prnbabilmcnte di legno o di osso, comprendente una singola
immagine. Anche nel caso del frnmmcnto 4, dovo è facile pensare all'uso di nn rullo,
è più probabile, invece, che la fascia sia stnta oHenutn accostmHlo con cura i sin-
goli disegni. Ciò è dimostrato tfa un piccolo intacco ancora visibile sulla superficie
dopo ogni spirale, nel probabile punto cli giunzione. Il particolare è importante, per--
ché esistono altri fmrnmenti di tocnic<1 analoga, nei quali il motivo isoln delle for-
rnclk a rilievo figuratn, sufficientemente ben dat,abili 5 .
Da un rrnn1co cli vista tipologico, gli scudi del framnrnnto i3 rientrano nel tipo
geornct.rico, commiemcnk definito « del Dipylon » o « beotfoo », o che è oggetto di
imrn mere voli raffigurazioni nella ccrarnicn, soprattutto attica, del periodo tardo-
gmimdrico, oltre ;L essere rappresentato da modellini fittili 6 •
Rispetto ai tipi ca.ratt.cristici della cera.mica attica,, il nostro scudo ha uno svi-
luppo maggiore in altezza che in lttrglwzza e lobi molto meno accentuati, ma bisog1rn
tmwr conto delle evidenti esagerazioni introdotte dai vasai dcl Dipylon nella :sagoma,
1wlLrn1bito dello loro particolari convonzioni formali. Più procisarncnte ln fornrn si
ricollega molto a un 1nodollino in terracot.b1, fors0 da Argo, conservato al Brihsh
lhrncnrn 7 , che si data alla fine dell'vnr secolo.
Ancora più significativa ò la somiglianza con quello tenuto in mano da. due per-
sonaggi nel celebre :Scudo Hunt dcl! 'Antro I dco, con senno di caccia 8 • Lungamente si
è discusso so il tipo in questione fosse effettivamente diffuso a Creta e so fosse di-
rdtmncntc derivato daJlo scudo a otto di tradizione minoica. ll frammento non
può certo riso] ven> il probkrna, m;1 clq1onc ;1 favore di urn1 presenza dcl tipo
a Creta.
La si estende in certo modo alla J,rattaziono elci parEcolari. Nel fram-
mento ;3 la superficie dello scudo è ricoperta da piccole impressioni, prolmbilnrnnte

2 D. LE\-!, Un pilho::; isr'ritto da Festòs, In l\?-'i7L%X t'H A HDT, Vriihe f /rie.eh ischc 1-S'rhild-forme,n, rl('l voi. Ei
\pr;'Jt.%:i., xxr, pp. J;):J ::;::;., tav. l _;\'. (k!l'Ardureoloyin l!omerita, Ci'IUingcn I Hll. Higuardo
a JJ11!l. Corr. 11c/1., LX, 1u:rn. p. :WI, fìg. 2;;. aJrw.;o d(:i d ll<' terrniui (dcl (( Dip,Ylon 'Ì « fw()t:ico ,)) e
I I>. LE\'!, ,·l1L(f.des. f'nn cdtà <'retcse a!!'o!IH1. dd!n r·i- alle tenrin su!rorigi1H: del tipo, .-;Ì in pnrtieolaro
riltù <'Jlenica. i11 Annnario. X-XII, 1H2/-2!J. (cit. ,,Jrkrrdcs). HoHcrunnT <·it., p. J;-), nota J I;); cfr. F. CA-:-.;<'L\'.'JI.
p. 12 . . J. Bo,\lt1J\U;-.;, 'thc Creta.n eo!lection in 0.1:ford, !3ronzi: orientali e orienta,! izzru1J i a C:rcJn ne)!' Fii 1 e V_! I
Londnn IUOJ (ciL (':CO). p. 1 !H. nn . .-inJ, t"i0:2. secolo, !{orna I HIO. pp ...H-; s:s.
"' \'. ir1Jrn, ]L 1 I. { L-oJlL\H;n ('Ìt., taY. \TJT, fìgg. 2, • .>.
6 Co11q_1<1rP ancht', conw 1\ uuto, Kn!!u più t-ank- inonetn s E ..K1:;--;zE, Kretisdte. l:Jro1ucrellcj,<;, >)tutlgarl
booticho. la tipologia (kllo .')endo gcnnictrico o il pro- i"<LY. 10 ss. \'cdi anc110 il di.'w-gno ricostl'uttivo iu Lo1n-
Llerna di quello 1i omerico 1> si \'eda J--L L. \1EH., cit., ta.Y. VIII, l.
llomer ond the Jlotturncnts, London lHGO; U. Bon-
200 JCRANC1'SCO I'RIVITERA [4)

non corrispond<.,nti a dettagli !'Pali, disposte a reticolato attorno ad altre più grnndi,
al elmtro. i:: probabile che queste ultime rnppresPntino un umbone P del le borchie.
Nello scudo 1-1 unt, che le pi LI rer:enti mmli si portano alla fine ckl l'nt r 9 , amdoga pnn-
teggi<1tum sernbrn ricoprire tutta L1 superficie, mentre ndb :wna cf•ntrnle sono tre
file di borchie, nettamente carntterizzate a rilievo.
Quanto alla brocca, rintrncciiue il moclello reale del recipiente è difficile, si11 per-
chè ln sagomn, impressa col punzone, è iwucssarianwnte un po· imleterminuta, sia
pPrclu': il rnodPllo è prohabilnwnte metallico; per convincerncne basta osservare il
lliecle, dw non (, tronco-conico, ma a tromba 1° Ln formn doveva avere una tradi-
zio1w a Crct11, perché singoli elementi cli essa sono riconoseibili in ceramiche cli
epoche diverse. J)alto piede e il corpo p:lobularc, acl esempio, sono presenti, spo-
rndicarnente, anche nelle fabbriche minoiche. Si veda 1m esemplare :vDI I I da FP-
stùs n, che però ha un'ansa ad anello sulla simlla e eolio cortissimo. La S<ègonm,
comunque, ripmt;1 piuttosto verso .l'epoca geometrica o antico-orientalizzante. L'alto
collo e l'ansa potrebbero essere accostati a quelli di rnm oinoGhoe ::VlG, proveniente da
'.\lilatos 12 ; come pure a qtwlli di nn'nltrn picc:ol<1 oinochoe da Cnosso, dal piede
elaborato 1:i: Paync le riconosce: un prototipo mebdlico e 1<1 Llata all'inizio dcl v11
secolo. L'unico confronto, però, veramente cal<rnnte si ha con uno strano vaso a
corpo globulare schiacciato, dotato di nlto piedistallo e nnsetta riavvolta, provl:-
nicute da Arl..:adcs 1'1 (fig. li). Purtroppo 1,1 dnt;1zione di qlll•sto oggc:tto ò clifficile,
perché la tom lrn U, dove fu trovato, mo,qtrnvn un lungo periodo d'uso, e perché il va-
so (· molto originale, q1msi un u11icum.
Non soccorTe molto l'esistenza di un askòs pteromorfo da Arkadc•s 15 che hLluni
partieolari, come il piede e la decorazione, farcblwro pensare proveniente dnlla st«ssa
officina. ll vaso è st<Lt,o infatti acquistato dalla collezione :\h•ta>as, e la datazione al
VI I sc•eolo prnposta d11 chi l'h1t prcsc:ntat,c) è puramente indic11ti va. Di qualche valore
invece Lè corrnidcrazione che lo stnsso tipo di <Urna rinvvolt<L era in una brocca cldln
tomba e cli PraÌfiOS 16 , appartenente al livello superiore della stessi1. Il modello llelle
anse e la clecorazione firnno propo1TP, infatti, per ess;1 una eolloc11zione verso i<è fine
del 'l'ardo Geometrico.
li vasetto di Arkacles che potrc>nuno dunque colloe<Lre nell'ultima parte dell'vn1
secolo, appartiene alla cernrnica di imitazione cipriota, c• riconta Psc>mplari dal geo-
metrico in poi pPr la dc:corazione, per il corpo globulare e; per l'alto collo. Quanto al
piede strombnto, esRO ò tipico di alcuni gruppi di l'.lcn11nidrn di imitazione 11wtallic<L
(Black ,'-;lip I e Il, Plnin \Vhitl: 1, Grey PolishPd). Un esempio cli vaso di questa
categoria, che potrebbe confrontami alla lontmrn con la sagorrrn iruprcssa sul nostro
frammento, è clato cla una brocc<è cipriota Rell Slip I o ] [, trovata nel I BìG all Ama-·

9 CA'.\l'IA'.\I, Hronzi f·it., p. ll)O; .I. ::-.;. C0Lns;T1n;A:'l1, 12 Hiprodotta in .J. ('oLD:'-:Tlu,:_-\\J, Ureelt Ueometrit·
(:eomttric Oreac, London I D/iJ:2, pp. 281-SK. J>u!tery, Lot1do11 I HfiS, tuv.
io l'Ow.;id('ri, ernue t•s1:111pio, il picdf' dt•! cc·ll'bre \·as;o i:i Ur. /·,'eh ..·1th., XXIX, p. :!JB. n. IU. tax.
ddl'..c\ntrn ldPO, CCO, p. 81. 11. 7-:S.
11 D. LEYJ, Festòs e fa. cil'iltà mùwiar,, !{orna l !)'/tì, 11
- Arkfu]es, p. 2tiU, tìg. :2\17.
15
la\·. X Ll \' b. alla fas(• protopa!azinJo Ih JJ-ull. Corr. l!el! .. XCL, l\JU-i, p. 7/H, fìg. :\pz.
nella elas::.:.ifi('azionf' di Lt;vi. XIX, HHi-1-, p. --1:3s, tav. ;lLl"t.
rn Uril. "S'ch. Alfi., \/_Ul, l9Ul"02, p. 2JS, IX_ a, e.
Dl l'IT!!Of A !J8CORAZfONE DTl'RESSA DA FESTÒS 201

1
F1c. () V,\s1·:TT0 n_,\ F'1u. ì F1{.A":\r:.vn·::"."TO J)t DALT, A_7'<TRO
(lJL.\J\LfO;-;-, 'H'ST•:O). IJJ<,TEn IOxF01<1>, ,u;sgo).

tuntc 17 : se il profilo de>l corpo e\ cmrnnaJo, il piede e J'ans;1 sono inveC'e q11clli attesi.
Il nrnterialc contenuto nella tomba di Amatuntc corn1irc·rnleva fra l'altro dne brocche
met<tlliclie fe.nicic, dcl t.ipo da cui deriverà l'oinochoe a palmetta, ben nota in Occi-
dente, e uno eicla.d.ico tardo-geometrico, clw permette di fissare una dnta
intorno al 72ti. A questo momento riporta miche la forma della brocca, che ricade
più nel H('(! :-:;Jip IJ che nel I; stati;.;ticnmcntc la m1rnsima frequenza di questa cl11sse
ccrnmica si lm fra il Cipro-arcaico L\ e il IB (700 ca.) rn Chiara è la derivazione
nwhdlìca d.i questo tipo, C'he ha probabilmente origine fenicia.
Queste a.sccndcnzc cipriote docunwntabili per la brocca di Arkad.cs sono facil··
nH•nk inqimdrnbili rwll'a.rnhito dei rapporti frn la ceramica tardo-geometrica e oricn-
tèilizzantc cretese e quella d.i Cipro, atkstati fra. l'altro da ven· e proprie importazioni.
Come recentemente ribadito da Coldst;rca.m rn, la. civiltà cretese, nella swi grande
fase di «ricostruzione» fra il proto-geonwtrico B e l'orientalizzant.c, presenta mrn

'- 7 n. C'!IH!STOP Ìll l?epurts o_( thc Ocpartment l'.l ,-J nti- 18 ,)'1rorhsh Cypnuì f<,'.rpolilìon (nhlir. ,'-,'(' H), 1 \', 2,
qllities, in Cyprus, I!lì8. p. 140. lav. Xlll. 21. Priina p. 18± s.s .• fìg. X LIII.
1101 i:t,ia di'l ri1n-pn)n1cnt.o in lJu!!. Corr. Ife//., C. l Wi!i, in Ucometrir· f:rewe <'ÌL, pp. ::'.HH-HH. :\'egli ultirni anni
p. lìg. don·- per{'i :-<f'1nbra nst.1,sa 1ll!n lll'OC('a !a si ò 1·onstatatn 1·onw !e 11ttrih11zioni a fabbrica ernt1'cw
dnta. di 11Hin111 11i.i!iz·;;a1,l01w d('lht iomba. P<'r la dn1a di>Jl',·111 secolo dì tal11ni prodoitì ritJ\'i'llllt·i in Ocei-
(\s;1tt<1, sì \-l'dn !·;. (ircek (,'eomdril' anr! A-r- dcnt1_'. 8Ìnno iiwsattn o rigttanln al!·or'igi1)(' dcl niato-
rhair: f>otlery .fnnnd In ('ypnu:;, in A 1·fa, fnstifNfi ,'I tJ1c- rlulc o .':'lla data;1,ione. \'1v.::o o f'rainrw'-nto
nicnsls Hcyn1' ,<..,,'11e1·iae, XXYI. !917, p. 2S. n. ;)J a, :-.:icnr11uientn cn•V•.f'.n pn(') r·nnsi(leratn antnrioro
cs""-eHi
o p. '.Hì, nnJ.n nl \'Il ;-w\'olo. F. Lo Pon:ro, !"a.si r·rr.Jc:.:;i e, in
Italia, in "lntidu'tà Cretesi, Jl, Catania, pp. lì'.{ HS.
202 Ji'RAN<TESCO 1'RIVIT.1'RA [6]

scarsn capacità di espansione nel campo del commercio cPrnmico, mentre da Oriente
esiste un c:onsistente flusso di forme e motivi.
Per completare l'inquadranwnto tipologico clei soggetti rappresentati sui fram-
menti e chiarirne il significato, sarà ut,ile a questo punto esaminare il loro impiego
come motivo decorativo nel più largo contesto cronologico e topografìco de1l'arnbic11Le
egeo.
Lo scudo (fr. il) non è trn i soggetti più frequenti ddl'iconogrnfia minoica, ma
ricorre ugrmlrrnmte in molti casi. Oltre al celeberrimo affresco di Cnosso, dove gli
oggetti sono realisticamente rappresentati nelle loro caratteristiche, come la pezza-
tura della pelle, abbiamo immagini di scudi su vasi, sigilli, oggetti prl'i\iosi.
Come esempio di vaso si puiJ citare un alabastron T.:Vl l b, recentemente scoperto
a Cnosso 20 , che presentl1 Httlla s1mlla scud.i a otto del tipo convenzionale.
Frn i diversi esemplari di sigilli, i più belli s0110 urn1 pietr11 proveniente da Cnosso 21
e un anello <l'oro da Micene, elci ll-llT 22 .
Nel campo della gioielleria e degli avori, la presenza del motivo è considerevole,
sia a Crda che ;ml continente. Fregi cli scudi di avorio provengono da vario lociL!itiL
di Creta, e uno assai bel lo dagli scavi dPl «Nuovo Palazzo » di Telw '"· ,c1pplùpt.es o
pendagli d'oro sono stati trovati a .:Vlicenc, l'rosymma, Epano Eglianos 24 • Vi sono
infine collane in pasta vitrea e in oro 20 .
In tutti questi esempi, che arrivano fino ul TE IIlb, lo scucio si presenta in un
1rnico tipo, con nervatura centrale rilev11tl1, e lobi laterali insellati, ma non taglinti 2 G.
Dopo la fine dcl periodo miceneo, questo oggetto non compare quasi più, da solo
o in fregi, ma soltanto nelle scerw figurate. Uniche eccezioni, un anello d'oro dcl
«tesoro di Egina », se, come sernbn1 logico, risak all'v111 o al vn secolo 27 , e un ele-
mento di cinturn d'oro, trovato a Eleusi, assieme ad altri con ;.;oggetti diversi 28 • Vi
è riprodotto uno scudo bilolmto tipo Dipylon, reso con il convenzionalismo dello stile
tardo-geometrico attico. E attica ne è probabilmente bt fabbrica.
Ben nrnggiore la quantità di te:c;timonianze per l'uso simbolico o scn1pliccmcmte
or11arneuLak ddla brocca.
Nel campo della deeornzione ceramica, in particolare, è possibile trovare raffronti

20 Ar(·la1eoloylr·al Heport for 197.9-Sfl, p. 4D, f-ig. 84. tipo di S(·udo di <p1el!a foenrn, chn non puù non eo11sldt>·
21 C'orpus Jfinoicorum (cit., OJ/,S'), ll. 2, rarsi « Jwotieo ;), do\·t:\·a. c·sister0 aiwho nd xvu s1:eolo.
n. 11lù rPecnte J1 inoan oml J!ycenean Ari, Lo11do11
22 CJ18, T, Il. HHi7, p. 4H, tav. 4G, ei:l't'.<l di sttpcrarr> la dl!lieu!tù prP-
:l'.J J\mlmeia, I, in /-,'twlies in Jle-
S. SY\!EOsoo1,01y, senlnndo il inotivo non NHlH' tino :,;c·udo, llHt eonto una.
diterru.nean Arclweoloyy, Ciitd)()rg l9ì:!, ta\'. ";'.'.{B. doppia ascia, tipo tuttaxìa chP ri:-niltcn'hlH: pratìca-
:H IL l--fwn1:-;s, (;ref'k arul Homau Jewcllery, Lon.don nw11t.o unico 11el rt'[H:rtorio minulco.
l!lti1, p. 81. l'ri'sciudendo dagli de11H'ttt.i addotti da
2f1 Famosa qudla di l1:nko111i (('ipl'o), ora al ruw:1co H lggi1ts lH'r ar·ccrtare l'origine n1i11oi('it df'll'ane!lo, ò
di Htoccoln1a; c"i'CE, I, p. 5;)2, IL 20, t:a\T. LXXX \'111 nut.o l'he la sua ipoh'si di una datnz:ionr: al :\-Icdìo .:\li·
o CXL\'11; Cfr. C. B1·:( ATTI, On;fìcer-ie antiche dolfo noi(·o dell'inlt;ru ll'soro di Egina non ò H('{'o!ta piwili-
minoiche alle barl1urù:he, Hotna JH0:i, t:ax. XXlU, ennw11te dagli studiosi, t' vi <'· ehi lo un'ttggrq.!:<l·
1t. llL '1.io11e di pezzi di origirw di\·t·nm, operata sul tlH'l'C"lltO
21
' L" na grave dinicolth :-1i t•n·en·blw O\'<' si a('n:t:tas,'w antiquario. Cfr. Y. S'!'A!s, i11 '_:\pz. 'Ec-;;., 189;1, p. 2fl2;
l'opinione di _Higgins (Ureek cit.., p. Hl e Brit. Sch. Alh., h'ECA'l'TI, ON;jicerie, cit., p. P. Di-::">L\.HCNE, /,a
L.lL lHt)/, p. fil, 11. lfl), ehc data ad t'[JOt'a. H)inoica un {)(;daliqtw, Pari:-1 l\l-41, p. 122.
anello il cui c·a:-1t:onc• ha t'Snttarnt>tttu lu forina d('l nostro \'. nota precedente.
::;turnpino, prov ..11iP11te dal tesoro di Egina. Per giustifì. 2 K lfoston J/ uscu-rn Jfullel'in. i p. ss.; C'OLD·
care tale as1w1"1:io11r-, egli ù costretto ad ipotizzare t'lw un s"l'IU,;,\\1, Ge<1metric Ureo·e cit., p. 12:>, fig. :HJ a.
[7] FHA'll'VIENTl DI I'ITHOI A DECORAZIONE Hll'GESi'L\ DA FESTÒS :W3

vcnuncnt<• not,pvoli jlPI' un lungo lasso di tempo (' documcnt,arc andw succcss1vc
varianti
Il confronto p1u 0ig11ifìcativo per i nostri esemplari l e 2, quanto a 0chcma o
tc<'nica d<'('Orntiva. è con un framm(mto di grosso pithosprovcniente dall'Antro Dictco
pubblicato eia Boanlrn<rn 2 " (fìg. 7). TI 1mzzo ò cli rinvenimento sporadico, e non offre,
p11rtroppo, clementi di datazione.
Le brocchcttP che lo dPcorano sono nettamente divcrnc dalle nostre, ap()(lc, pan-
ciute, con becco ricurvo. ln effetti, più che a prototipi geometrici, .smnbrano rifar:-:i
al rcprrtorio delrcfa del bronzo, aswrnigliando ali.e hrocclw di metallo prezioso trn-
vak in più luoghi dcl mondo mic<•neo 30
\ encrnlo agli esemplari datnt.i, fra i ('asi più pm l'dà ciel bronzo 31
ve ne wno alcuni si,unifìcativamcnto prov<'nienti di1 Fcst,òs.
<'osì, su 1m fn1mnwnto di orlo di skoutdi eon dc(•orazione scunè, probabilrncnto
nwdio-rninoico, si riconosce mm. «teiera-bricco» con becco tubolare ad S o piede
tronc(H'.onico '12 . \'i è anche un frammento (li tazzn car<'nata, con la parete occup<ita
da un girn di anforetk o brocdwtk in ri]i(>YO: proviene da un di scavo Bcon-
volto, ma la forma della tazza ò :\L\1 Il "3 .
Più importante un'olktta con bccem'.cio a p<mfo dcl :\lM III :H Ai lati (lei lwc-
cuccio e nella parte camrwggiano le sagonw in bianco d.i qw1ttro brocche
rnonomumte a corpo sferico, piccolo pi(•dc discoi<hlc <' lwcco ricurvo. La forma dPl v11so
riprnd.otto ò at.k.statn anclw in c·omc <lirnostrn. il Nigillo ('J/8 l, 114, dove
esso appare chi1m11ncnte mctnllico :i;;. Ciò ;rnsiem·a cllC' si trntta di una brocc'a d.i li-
bazione. li corpo globulare il pic(k, che pc'rÒ è più corto, posF.ono richiarnarn gli
;;tampini dei frmnnwnti clw esaminiamo.
Succcs0iva a qlwsti c;,;m11pi da Fcst;iis ò lm'hydria brnnzca da Kourion (Cipro),
dcl T:\l l, con fregio di brocchette a slmlzo sull'orlo 36 . Pur diiTcrcnd.o nella. sagmrrn
dcl vaso rappt'C'.sentato, dm hova i 0uoi prototipi in broccl1c metalliche ap(J(le, frn-
q11cnti soprath1tto sui sigilli e wllc tavolette :rr, l'hydria presenta una l'trn.onli1rnria
consorrnnza col nostro caso per la sinbrssi ckcon1tiv11, es13cmdo il frcuio di brocdrnt.te
di,sposto su li 'orlo.

<1C:O, p. :ss, 11. :U'i:?. ta.\". XJX. pn'ecdPnti. :\'otn\·olc com1!JH(IH' la pn»'--J('fl/,a dcl piedn.
ao In parti(•olarn Ri pns,.,on1; rieonlare ]i> bnwc]w d('l :i 3 La fornHt (\ di anfor0tt(', nHl non mi ,c;nnbru. divo-

mu:-wo di At-('JH: n. ;)J I e S;)()\) (argento) e la /,t (oro). dPrP J'athwco della :·wcondn ansa. LEv1, f"c.<::fòs, I cìL,
A Crda si pn<\ s1,'gnalnre nna. liro('elwttinn di fai"cnce p. ;)81, !ig. ll-4D.
da Cnosso: A. l•:\-;\'.\s. Thc palace qj' J/ inos :J.J L. PE!{;.;JEI{, Il J>aln::,:-;o 'tnirwif'o 1/i FcsftÌs, T. Hoinn
at (cit. t>.l!). L Lnndon !!J:21. p. -i.ns. fig. :>;1n. in:LJ, p. ta\-. X\'III h. La fornw rlPll'olla, ('}le
3 1 >:on :-.:I ('!tnno qui i 111Hll('t'o:-.:i cscrnpi l'Platìvì nlla Yicoc dalla cn:-.:n di :-;o, o ln dPcornzionc fanno propcn-
PJ10('11 micuwn, clin sono ohi('tfi\-Hlllentc dl\-('rc>i. I Ya:-.:i. dcrt' p<>r il :\-J}f llJ. ,•\ qu\'c-:ta dnta rìeonrl1wono nn('hn lo
infntt-i, :-.:0110 soltanto ('.(HJH' rÌ1-'lnpitivo di alt.n: olk trovn1c ll\'l \'<lllO. \'i(' ('OnllllH[llO n11chc tnHIP-
scerw più ;:o;ono rnJipre:-.:entuzioni n'nlistlclH' rìal\: più antico, 1·ome un a:-.:kù:-; ù frr harhotlnc )l\1 Ib.
di forme ('OJnuni nulla tnÌ('t:twn, ('f'r. A. l_'nn tnz·Mi prPsPnta unn cnn·nai11ra pìù proprin dcl _Jl:\l
F1·1n.':'>1.\Hl\, J!ytencnn f>ollery. :-;tockholm 1!)41_. p. -ti;\, U:. nrn la dceorazimw i\
iìg. 'i;) (dn c·1pro): F. -:\L\Tz. Fors()1,unr1rn uuJ 1'•.rcta. /.'U:.!. J;-1 _Il sigillo ('; :-.:q,::nalato cotnc pro\·cnii:nte dalla t01nlin
BPrlin \!);)!, p. 8:L t<iY\'. :J,:? (' (j;J, -t, G (da :--;uda, pw'J a eanwru ID rii -:\liPcnn, S('aYnJa da T:-;orndns e purtroppo
('s.c;erc e1pnntn: contra. Cu. l'!«.\HD. in Jo11rnal tfcs ,1..,,·0.- non pulihlieata. ?\on ('(J11oscìan10 così il (•ontcsto di rin-
rrrrits, l!l;JJ, p. 102): ',,\p/. XYll. l\Hìl-G:?. V('llilll('ntn. clic (, co1n11nquc non pi1'1 n11i.Ì<.'o dd TE T.
A.', p. (da :ii; !{iprodotta da l·:Y.-\:--::-:, [>J/, _IL 2. fig. 410.
3 2 l,J•;\'], Fcsf1_Ì8 r, fìg. !_)},')_li cu11t(':-;to di S<'<LYO :lì' J) JJ' I I ' :2, p. ti :r1, fig. :Hr;; (,' J/ ,"i'. l l, :?. ll, 1 ;)8; f )_JJ.
(\ -:\l,\l, JllH Ja 1ipologia dcl lwceo ci ad q1o('!w lY, figg. :rn:z, :rn:z.
204 FRANCESCO I'RiìTI'ERA [8]

Ih q1wst0 brnvi osservazioni si può ricavare che nell'dà del bronzo il motivo clella
brocc;t è atkstat.o in divc;i·se v;irianti, anche a solo in qualche• c-;tso riconduci-
bili alla forma clocum(•ntat-1t dai noBtri frnmrncmti. Probante invece l'identità dello
sdwrna decorativo.
] I caso si riprc•senta sui sigilli. Dei tre tipi di vasi che vi eornpaiono principal-
llHmtc "', la brocca è il più :rn. Oltm alle scene sacre, clovn è spesso port;tta
da gemi, app1HC' da wbi o in composizione con altri oggetti, present anelo caratteri
molto vari. Ln maggior partp dc•i sigi lii proviene da Creta ·10 e b loro clat,;1 ò por lo
più COlllJll'CSiL trn il :VL\l rn e il TM r; nm Ullll classe ben differenziata, le ('. d. pietre
talismauielw, scende fornP alquanto più in basw ·li,
All'età micenea ci riport<1, in ogni caso, la gioiellerin, Je brocchette, d'oro
o cli pasta vitrc11 ricopertn di foglia aurea, fonnmw i pendagli CPntrali di collam) 11
grani d.ivPrni 42 , o intere collane, come qddle di Rodi o della Tessaglia " 1. Questi
oggettini, nc,.,simo cki qtmli viene da Creta, wno tipici dell'artigianato miceneo. Anche
essi hanno termine con Ja fine elci palazzi e dnlle produzioni di lusso.
K on finisce invece la presenza del motivo sili vasi; dopo un paio cli ;;ec:oli senz;L
attestazioni, esso riapparP in aree marginali del rnondo egeo, a clirnoptrarc, forse, il
suo carattere conservativo 44 •
A Cipro, nel esempio, le indagini degli ultimi anni, culminate nelb pubblicazione
dcl C101p11s clclla ceramica figurata hanno permesso l'imlividuaziono di un gruppo
cli 1'asi ehe presentano il rnotivo delb brocca. A imrte la celebre anfora H11bbanl, e
fa broem1 cli recente scoperta, con complesse sce1w figurate '16 , ci sono una decina di
pezzi, che si distribuiscono cronologieamcnte trn il Cipro-geometrico I e il Cipro-ar-
cnico Il. Anche qui ln resa grafica dcl soggetto è varia, e sono possibili confronti con
le cerami elw contemporanc('.
Giil una pisside della C'oller-io11e Pierides, appartenente forse ancora al x secolo '11,
è decornta con due brocche cho gli ;wtori clclla pubblic11zione ritengono di modello
egeo, ma che per b forma del becco e il cerchietto ricordano le numerose brocche,
hy<lriai e oinochoai cipriote con becco a forma di t+•st.a animale, o eom111Hpte con la
indicazione di quello che sembra un occhio 4 '.

38 J•JJ, I\', pp. -1-t-ti.c.;s,; ..o\. Xr·::-:AKI fLu::ELL\!OOt:, i:J l'ol!ana di pasta vitrea tro\'ata t1f·lltt tmHlia a
/,es 1·a!'liets m·inocns de (a ('o!lection Uianrnlakis, in ntt•ra l, di )·legalo }10111L<.:tiri di Larissa (Apz.
Cra., X, l'aris, LH;iH. pp. ì5 s,.;. Xl.X, 1D04-, H'2, p. '2;->7, tav. ;{Ola:): collana pro\·euinnto
:19 A!n1('llO un ePntillaio di ('Ut'-:i sui sigilli q.::(·Ì conosciuti. dalla \'l'ccliia tomba n. -1 di lali;-;os, ora al Briti.'-ìh 'Jlu-
tu X 011 si p11ù fan' a rnt•no di eitarn il più antico ('fW111- R\'lltn (\'edila i11 :llinoo.n cit., p. 2ltl).
pio ('ono.'-ìciuto in a11ibicnt« ('geo, un sigillo di _Lerna H .f: quanto suggr·rito anchf' da KnragPorghis e :Di'K
d;dln. (' Casn d('l!e >1 (/!esperia, XX \'JI, 1Hf>8, Caµ;rtif'rS a proposito della pissidP l'Ìtata a nota 47. Son
taL K ;)f)), d<d qtml<' ci n•sta l'iinpronta. s11ll'nrgilln, sembra IH'r1ì cho la dPrivaziouo si (>.c;te11da alla fornu1 del
n che c·ontÌ('tlC I(' sagoiuP, dispostr• in tolldo, di q1wttro vtlHO, come sosteHuto dagli autori (v. infra).
broeel10 upodt>. 15 \'. KA!{AOEOHUHH, .J. lh:M La, ciramiqtu!
·11 \·. E (:. KE'.\,'<A, 'l'l1e (!relan 'l'alisnwnic 1-"1'tone ·in cypriote de sty!e .flr;uré, Homa 107--1 (cit. CCI");
the Jfinoan .·1ye, in 1-'-,'twlies ·in .l!editerranean .·tr. 11wnto, Howa l !iìH.
c/irnoloyy, Lu11d, HHi\l, p. 12. '16 ('('F, l. 1; CCP, S1q1p!. B, L Cfr. iufra, p. lo.
·1:! Dal p1.dazzo di Tel.H': A. D. K1·:tt..A:'l101•ot· t.ns, in "UOI", XXIX, L
lH:?.I, p. dalla tn1nl)n toa !8 Cfr. ,','('/1_,'_ J \', :!, VL\'\', xx V, 21: xxx\', 21; XXJX,

di )lieont·; da un'n!tra tornhn di .:'llic·cuv il cui rnatvriale r\ :!2. Rono pcn'i tutti e;·wrnplari più tardi. \'oluta t': cPrta-
all',\;.;l1m(,1ean _Jlu ..o,t'llrlì, .-\E da .Pilo At., !rlPlltl' la M(Jtttiglia.nzit con la testa di 11('.cdlo in OCP,
inv. ì'.S:i;l); e idlri !'éWtnplari di \'aria pro\·enìcnza al .:\-lu- XXJX, 8. J_] 111ot.ivo si tron1 andie a Crdn: cf'r. Arf;_·adeb',
HèO di Atew'. figg. :lfi I.
[H] Ji'RAJH'VIENTI DI PITHOI A DECORAZIONE IMPRESSA DA FESTÒS 205

lmport<mk è il cn1tcrc }h1;:.,. Cypr. J3 I ()\l2 49 , dove la disposizione delle brocche a


1rnnt;1 e delle eoppe assume l'aspetto di un fregio. Le brocche sono di un tipo cono-
sciuto a Cipro, ovoide senza piede.
Vi è infine una t.nzzn \\'hite Pnintcd IV Cipr. Are. I, 725-(if)O) che all'interno
presenta, insieme con semplici disegni geometrici, un fregio di tre vnsi accost11,ti nclln
fasci<L esterna. Più che grossi uryb11lloL « potrdJhcro essere delle brocche cipriote
arcaiche <1 becco pincé >l 50_
Fuori da Cipro può essere ricordato un frammento di anfora geometrica da
Tlwra ''1 . 81il collo è dipinU1 l<1 sagoma <li un Y<i.so che <Lssorniglia decisamente a 1111
aryballos protocorinzio, pur distinguendosene per l'alt.o collo, che non ha corrispon-
denze ncll<t ceramica contemporanea 1' 2 .

Det.crminata così i<L fonclanrnntale persistcnzn dci due motiYi dello scudo e dPlla
brocca, si potrebbe porre il problema dcl loro .'>ignificnto originario n dd valore di
qucRta pcrsiRtenza.
Mentre nel caso dello scudo, dato anche il minor numero di attestazioni, non
vi è unanimità degli studiosi sul possi.bile significato sacro nella Rimbologia minoica,
per ln brocrni, fn già riconosci11to da Evans che in rnrcechie raffigurnzioni crn da
vedere un prceiso valore religioso dell'oggetto, lcgnto a rit.i di fertilità.
Sono infatti numerose, su gemme o anelli, le scene in cui dei geni compiono
libazioni, reggendo brocche di varie forme, spesso identificabili nella realtà. Questi
splenciidi vasi di metallo indubbiamente dovettero essere oggetti rivc-
stit.i di una pnrticoh11·c sacralità 5''.
La riproduzione cli un simbolo sacro, in questo caw la brocca, su un recipiente
anche di uso comune, pot.rcbbe essere forse un modo di eonsa.crarc l'oggetto, garan-
tendone, in un certo senso, anche il contenuto.
Vi è d'altronde il caso dci sigilli, nei quali le numerose brocche non scm11rc hanno
Ynlore sacro, anzi per lo più sono da vedere come semplici contrassegni al pari degli
altri, legati alla loro funzione ncll';1rnbito dell'economia dci palazzi 5'1 .
Si noti però che nel caso almeno dell'hydrii\ di Konrion, il simbolismo sacro è
praticamente assicurato dall11 presenza sulle anse di figure di geni in atto di adora-
zione, idealmente collegati alle brocche sull'orlo. Inoltre si consideri che l'hydri<1
è tardo-minoica. e che i I motivo della brocca avrà manifestazioni ancora per molti
secoli; invece l'uso sfmgistico dello stesso nwhvo subisce urrn rapida contrazione

OCF. XXIX, ·!.


" cl4. ('On una oinochoe della. ton1h;t di ( Hr. 1'-,\:h.
50
(}CF', XX.IX, 6. Ath., XLIX. 1Ui'i4, p. 22i), n. 27, hnT. 21, 27), elw ba
51 _:\{w-wo di Tliera, inv. 14L I•:. Pt•THL, !Jcr Archai8du·, un tipo di irnhoccut.ura crct.cRc-cipriota. Nella tmnhH.
rn:cdlwj arn :-..,'tadtberuc -ron 'f1hera. in Ath. J!itt., XX \'JJ.I, as.c;ienw a proba.bili irnportazioni dalle Ci<'ladì, c'era.no
I uo:i, p. J a..i, tnv. \', 2. altre in1itazioni di opt>n' cipriot(;,
52 lo Pfuhl nota\'1-1 la totalP marn·anv1 di qucstn 53 ]{cnlla. The r'retan ('it.., p. 21, spiq:za i n10tÌ\'i dpJ
forrna !\l'Ila ceramica di Tlwrn. !:' nn deduccn:a. un ori- pnrt icolarP favon' dei recipienti di niet allo rw-lle ei\'iltì1
ginale IJl('tal!i(·o, prototipo dn cui sardibero tlt>ri\'ato lo protostoriche. Fra l'altro po,c;sono riflettere il Aoh', n11u1-
!ckythoi protocorinzi\'. un 1nct11llico JWll- t<>ng_ono l'acqua i nal tt'rn.ta, sono pra.ticanwnt(• in frn.n-
nnclw B. ;-;chweitzpr (/J-/e
,c.:;ll J{irnst Ur-ir.- gi bìli.
r'/wnlroHls. Kòln IDflH, p. 1:3), chn pw-1 a.hha::;sare la d1-t- \"1 f·: J! ('H::lo della rnagf,!ior pn.rl-u tki sigilli di :\lallih.
tn dell'anfora 111 pri1110 quarto dcl v11 scc. Fuori d1t quc- In qualcuno di e.'ìsi il ,'ienso n·alisiico t\ confcrm11.to dalla
8fan1bito ('. posKibilo solo qualcho \'Hgo confrollto, ad figura di un uon10, il vasaio, ncc1tnto ai recipienti.
20G PRANCJ<èSC'O PRIVITERA [ 1Ol

dopo il Medio-minoico, mentre va prevnlenclo il significato magico-religioso. Ni viene


a formare così un'intera classe cli pietre incise, dove la rappresentazione naturalistic11
cede il posto a uno stilizzntissimo disegno in cui la brocca compare accanto 11 sche-
matici motivi vegetali e ad altri svariati wggetti. Come dimostrato da Kcnrm è
da riconoscere ad esse un valore cli amuleto, dal qtmlc si passa a quello di oggetto
di ornamento, che prevarrà nelle oreficerie micenee.
Restn quindi più prolmbile per la decorazione a brocclwtte un significato almeno
originariamente sacro. Qtmnto alle sue manifestazioni in età geometrica, non si può
escludere che, assienw ad altri elementi della simbologia minoica, la brocca abbia
mantenuto un vitlore nrngico, arnL!ogo a quello sui sigilli tardo-minoici, comiesso fon.;e
in qualche modo, nelhL coscienzn comurie, con liL sfora rnligiosa. Che tale connessionn
possa esistere, <Lcl esempio, nel C<LSO di Cipro, dove si è vista una certa diffusione dcl
motivo, lo suggerirebbe uno dei prodotti più complessi e impegnativi della eernmo-
grafìn cipriotn geometrica, l'm1forn llubbard, della classe Hicroma fil, datata in-
torno al 700. In essn si svolge una scerm sacra, mm libazione offorta atl urn1 divinità
seduta, per mezzo di piccole brocche, che si devono irnrnnginare sempre n piede co-
nico e a, becco pince. Per cliverni studiosi tli antichità cipriote, a cominciare dal Dilrnios
che la pubblicb 56 , il rito si riconnette ad una trn<lizione minoica. Ne pensiamo a re-
perti come l'hydri;1 di Kourion e ai tanti inHussi della civilizzazio1w minoica Rll Ci-
pro, l'ipotesi è 11bbasta11za verosimile.
J{osta corntnurue asso(lttta, in conclusio1w, l'antichità dello schema figurativo
che esaminiamo e la sua diffusione nel Geometrico di Cn•ta e di Ci pro.

I criteri tipologici portano dunquP nl morHlo gconwtrico. Ap1mre perciò indispen-


sabile n questo punto confrontare questo dato con quello derivante cl.allo Rviluppo
cronologico delle decorazioni lL rilievo e impresse wi pithoi.
La serie <lei materiali dal Pre-palaziale all'età <tl'caica offre sufficienti criteri di
classificazione soltanto per i periodi estn•mi; mentre permane nott•vole incertezza
per una cospicua serie di frarruncnti provenienti (bll' Antro Dicteo, Afrati, Priniàs,
Uortinn e altre località, la cui cronologia 0 stata fatta. oscill<Lrn dal più tardo periodo
minoico all'Orient<Llizz11nte. Sono prodotti piuttosto rozzi, per lo più a basso rilievo,
con motivi semplici, alcuni (lei quali derivati dal repertorio « miceneo'> purtroppo
per la 1m1ggior parte rli rinvenimento sporadico.
Nell11 generale incertezza dei rl<tt,i, è adesso possibile citare qualche punto formo.
La pubblic11zione degli scavi di Pendlcbury a Ki1rphì 58 lm pPrniesso di dab1re
nll'xr secolo una serie di frnmrnenti con semplici motivi rli lmncle con ccrchiPtti im-
pres;.;i e « spi1w di pesce J> di trndizione minoica. La presenza fra di essi di testt• cli

ar, Op. cit., 1m..:;sirn. K unsi auf }\_ reta im Jahrl11uulert, :\lainz l HiO.
56 lfr. ,(.,'/'h. Ath., XXXVll. pp. [_ili,-;,-;. ;\11a- Le opinio[li su ({lH'Sti produtt.i sono stntt• 111-
logn scena su una ln·oepa di rPCf'!ìtP pubblicaziotw (efr. ccrtf', data l'anibiguitii dni wot i\·i di·<·orati\·i usati. Da
supra, nota 4-U). una pri1na tPnd(•11za a rl'trodatan' a!cm1i fr1ul\111t:nti al
57 1 pitl1oi a rilievo .--:ta1npati di Cret.a 1-1ono studiatl pil't tardo JH'riodo 111imlieo, eo;pn•ssa ad es. da A. ::-Ì.-\\'l
da .J. NCllAEI<'Ji:lt (1--'·,'fudien ztr den Urie- u:\o;.;:1. in Arn . .!011r11. Arl'.h., \', Ul!J!, p. -10-.-1-ss., :-;i r',
ehist!ten Rellefpithoi des 8°-fi 0 Jahr. ·r. ('hr. ff.llS }(rela, passati a Ya!utazluni più prttdPnti, con1e qn(·!lc di Lt·YÌ,
Hhodos, 'l'enos ·und ffoù>tien, :-ltuttgart l Hfli). Supl'rnto o addirittura ;l..-;so!ut.anH'llti' eontrurie alla posslhi!itù
onnaì F. ('oL'.HBY, Les ·1-•ases qrecques a relief, l'uris l'lw i fra1111t1l'llti risalgano oltre
I i)22. Si veda aIJche il \'olu111e n1itlcellaneo /)iirlahsche 5 R Hr. /'J'1·h. Ath., L\', pp.
[li] FRA;'VLMENTl DI PITHOl A DECORAZIONE IMPRESSA DA FESTÒS 207

a,riete a rilievo, riporta ad analoghe rafiigurnzioni in quel gruppo cli frammenti <lel-
l'Ant,ro Dicteo decorati ad wpplique.s eseguite senz<i stampo, a differenza di quelle sui
pithoi orientalizzanti, la cui cronologia (\ tuttora poco sicura 59 . Anche essi presen-
tano i cerchietti e le spine di pPsce, assierrw <.1 un repertorio t,ipicamente minoico, conw
i bucrani e le doppie asce Go A non voler credere a mm datazione minoie:1, che sem-
bra contraddetta dai dati di scavo, é probabile che 1111eh'essi si collochino fra l'xr e
il x secolo, rientrando nell'111nbicnte sub-minoico etco-cretcse dei frammenti di Karphì.
Por l'età, o meglio l 'arn bi ente protow,ometrico di Cnosso, rccenkrncnte Cold-
strcam ha pubblicato alcuni frammenti 61, doi quali almeno uno proviene da un
contesto sicuramente di.itato Antico-}fcdio l'rotogeornctrico, e un altro da 11110 strnto
Subrninoico-Mrnlio l'rntogcomctrico. Anche qui sono motivi elementari: cnrchictti
semplici o concentrici, H10Jt,o più rozii rispetto agli esempi di Afrnti o di Priniàs, o
alle spirali del nostro n. 4c, e una spinn <li pesce più rada o trascurata. Si pub fH'nsarc
quindi che rappresentino cffottivmncntn una fas<) più arcaica..
Esnminando i frammenti dati.ti sicuramente ad età geom<>trica, l:i novità più
appariscente 8 data dalrintroduzionc cli mm nuova tecnica, la stampigliatnra con
nrntrici incavato, cho danno fìgnrc a rilievo 62 • Fino a qmdche mmo fa, corno si pub
constatare nello pubblic11zi:mi di Schiwfor e di Boanlman, i\embrnva che i più antichi
esemplari cretesi figurati in questa tecnica fossero d.uc frammenti da Lyttos, conser-
vati a Oxford Ha, stampigliati a bassissimo rilievo, con fregi, riRpdtivanwnte, di guer-
rieri rncurnbenti e com battinwnto di ccntm1ri. Scluwfor e Boanltnan li ponevm10 ontrn la
metà dcl vu secolo, in una fase, quindi per altri aspetti già orientalizzantP.
Che i due frammenti siano posteriori al 700, è 1mnz'altro voro. I corpi presen-
tano qualche tentat.ivo di resa phrntica, che è ccrti1nH'nte postgeometrico. 1\el l !Hi2
lo sksso Boardman ha periJ pubblicato M alcuni frammenti di pithoi n rilievo, pro-
venienb da Cnosso conservati a Oxford, o a lui noti da fotografie. In mezzo a molti
pezzi orientalizznnti spicca un originalissimo frammento, perdnt.o, nrn di cui si con-
servmw fotografie e disegni. due bande decorate con due stmnpini cldfornnti,
gli uni diHposti vertic;1lmentc', gli altri obliquamente. L'impronta superiore rappre-
senta la s11gonm pia.tta di un guol'l'iero in piedi, le ginocchia flesse (corre?), con due

59 ('CO, p. f)ì, datll d('l frarnl!l('JJti pure corn•t to il {'on front.o con quei coniplessi pit.lioi a
yj rra gli nniori. Hogart. lo l:'('a\·n.torn, non rìlioYo i e11i frnmnwnti sono stati trovati u.d
('rcdu'\'H pos.".lihi!n (lfr. Ath., \'_I, 180\LIHOO, p. H.J-), e in altre loealità di Cipro (Ur. 81'h. Ath. LV. l!HiO,
una colloc;t.zione in (•-tì1 minoica. p. 122 sR.: .J. L. The :1eyean and the .\'('o.r Rasi,
r,o I più <'nraUc_,ri:qtici, con:-;crvatl a lraklion, ,c;ono ri- in 1"-'tudics tJn;sented to llcnry r:oldman, l.cw11:-;t Vn.lln>-··
prodotti in n. Antiquitc'.8 C'rétoises, I, ltl;)t\, p. ;'")!) :-;:;;.). 1n t:s,c;i dei cilindri. f'alihrìcat.i nt:!lo stile
Cn.udia l!ìl2, tll\". XXX. dei sigilli minoiei, sono sta.ti npplicnt.i su!ln spnJlH dPl
6 1 !Jr. 1Sch. Ath., LX\.ll, 1972, hlYv. 16, ;{ti; li. 48;
vaso 1wr rnpprcsen1Hr;_• cotnpl(:c;se sce1w <'lie si riiwtonn
l!ì, 4S-00. in fr\'gio. co1rn: n .....,:icne rwi cilindri hnllilorwc;i. S1'C<Jndo
(lz 8ui pit.hoi }-ltan1pigli11ti si \'cda nnco1·a gli st11dio.'ìi <'h<' Si\ ne sono occupati. i fn1rnnH'nti ri,c.:nl-
cit. pp. U-1 O e passi·m, Bo.-\ 1-unu;.;, CCO. pp. l l l ..f-. gono alla firw dell'<,tà (kl Bronzo, P sono quindi po .
Ino!tr<', T. :r. Dt::'\BABL'\', in Hr. Ath., XL\-II, riori di tre-quattro R<'coll agli originali rniuoici. Dopo di
J !);)2, p. {;")i) Sf'l. (non più H('<:ntt-ahi!i le conclt1.'-ìioni crono- allora il loro uc;o Sf'OlllfHLl'c. Cli stmnpini rd.tangolnri di
logidie); 0. :-ì. \\'r.;1;..;nr·;n(;, in Tleseeria. XXIII. 1!);)4. nnn <klk c. d. « con1zzp » di Kaznphnni ."1ono più tardi
Jl· 10!) 8:-i. dPi 1na.t.erinJi cretesi_ di cui ei oe<·upianw (cfr. Y. l(_,\!l.\-
lliguardo all"originc ddlrt tc·cni<'a, Boardwa.n in Heports o.f t/ic TJcpartrn.ent Anfi]·lifÙ';.'<,
clw pssa sia orientale, perdH', nna.louo uso f<i in Cyprus, l!Jì8, p. I L'l, tav. XLVI[. 1L 201).
nd mondo mcsopotmni('o !.' in quello cipriota.. }fa. Il 6 :1 eco. nrr. ;)J J e ;)J ::.
non tener couto dellH mancanz;a dì ri('hiarni iconografì('i r,-i Archaic jinds at h·no8808, iu I-Jr. 8ch. Ath., L\'ll.
ull'Orientr- in qHesti primi prodotti, non H'1nbra nep- l \)()2, p. ;{I, tav . .i tt..
208 FRANCESCO [ l 2]

lance. L'altra riproduce ancora un gucniero, con elmo corneo a visit>rn, clw ('.on le
braccia (uno è sproporzionatanwnte lungo), si appoggia ad una lancia con la punta
in bas,;o. Xella parte superiore, di fronte al viso, llll pesce, col corpo coperto di c<'r-
chiPtti. Il rendimento è qui più primitivo rispetto al corrispondcnk frnmnH·nto di
Lyttos coi guerrieri, che già presenta accenni di rili<•vo.
I; anteriorità & accertabile, oltre clic stilisticamentt\ anche stl basi tipologiche.
L'elmo (, di tipo «ittita», lo scudo è una v11riante pii1 piccola del tipo dd Dipylon,
molto simile, nel rendinwnto estrernamentl' assottigliato, alle rnfìigllrazioni sulla ce-
ramica attica. Entrambi gli oggetti scompaiono rnpidamcnte dopo l'u11 secolo. Ln
data più probabile per il frammento i- intorno al 700.
Dal sautw1l'io di lkmetrn 11 CHosso 1w provieHe uno simile'", co!l una fila di
stampigliature, questa volta circolari, riproducenti un eav11llo, rivolto a <lPstra, con
urn1 linea orizzont;de (lanciai) siti dorso. Il tipo dell"animale trov11 i migliori confronti,
secondo Coldstn•arn. nel TG llb attico, quindi può t>ssen· att,.ibuito all'tiltimo quarto
dell'u11 secolo. Anche le asso<;iazioni ccn1rniclw non sono di ostacolo a quPsta <lat«t:
il pc11zo di i rn portazioue più rccentt· trovato nel tlcposito era !Cast Oreek TG.
l nfiHe, lo scavo della c.rl. .\lansiotL a Cnosso, ha pernwsso di acqui-
sire un nuovo esempio, anccH"a a stampo circolare, questa volta con cavallo e cnva-
liere nn Il rnakriale non è ancora pubblicato e quirnli non eonosci11rno il eontcst.o
del rinvenimento, ma non c'è dubbio che qtwsto pezzo & contempontnco ai prccl'llenti.
Abbiamo quindi la sicurezza ehe vi (, almeno un grnppo <li pithoi tlecorati a
Htampo che risale ancora alla fine dell'v1n secolo conk111poranco, forse, ai primi f'sem-
plari cid1tdici figurnti, modellati a nrnno, e prndotto quasi t;crtarnente a Cnosso '; 7 •
Xon è quindi impossibilP pem;an• eh<' prnprio Creta si11 il punto d.i partnnza. per
lo i-:viluppo dell'intera classe di materiali sul suolo greco.
Un imli:r,io in tal senw pw'i venire da un altro frnmmento provcnient<' da C11osso,
che, se non è altrett1mto ben datato come i tre citati, (• un prodotto ddln stessa
officina o t-radizionc artigia11nle nK. In osso app1tn', entro uno stampo n>ttangolarc,
un« 1dbcro della vita». 1 precedenti egei dcl motivo sono fuori discussione, come pure
la wa particolare diffusione in epocn orientali1111ante, ma è da sottolineare dw awt-
log;t rnffigurazi011e si trnva su uno dci fnunnwnti llell'Antro ))ideo conservati 11 lra-
klion <rn. si confront;1no i du<' emi i, si V<'drit dw i I s\'ccmdo non rappresnnt<1 clw
l'irrigidinw11to elci primo, grazie a mm kcniC'a clte pcnrwtte uwt riprmluzio11.c nwc-
canica L'idr•ntitit di soggetto, eiot', può far pensare ehe proprio a
Cn•ta Ki sia passati chtlla modellatura a mano libera all'uso degli stampini. Si può
senz'altro accettare l'ipot<:si di Boardnmn cltP tale procedinwnto sia stato ispirato
da!Lurnloga tecnica applicata nlle bande ;wre<'; tecnica arrivata a Creta dall"Orieute,
fume· ;rnsit'me agli artigiani che la praticavano, ancora nell"\'lll secolo 70

65 .J. CoLll,..,THEA\1, [{nossos. The ,"1'1/!U'f/W.ry of [)è" i pithoi ('icladiei, di(· iniziPr«bbero i11 dù. protogconw·
meter, p. :Zl, 11. t.l'ica, s1 n·da l'artieolo di silltpsi di X.
HG \'edilo in CoLD ....,'l'IU•:,\:'I!, Ueometric (/reCl'e cit., in E""\A s, r. f>ifhl)i a r/tie1•0, ('Oli bib!!ogn1.fìa.
p. fig. SI f. 6 R PulJbl. da ('oldstrl'ani. !Jr. ""'<'h ..·lth., l.X\'lll,

n7 dif'(i('.i!c• !a durata di q1w:-;ta produzioiw: p. tiO, IL 112, ta\·. 2;), 112.


di po(•o postt>riorn ai tre citati !Le\'(' l'S:·Wl't' un altro frarn- 1> 9 ::\l.\IL\CllL\_:'-<:\L-.; cit .. ta\·. XXX, 1L JO.
llH'lltO dnlla st(\-;sa ('no:-;so, t•on una C«TTa inµ-inol'chiata 70 ('f"r. lo st<,sso Board11ia11 ìn Dr. /-,'eh. Ath .. LXll,
(ript'. in s . \\'!C:\0:\1, art. ('IL, p . .ttì!i; a11cll\' I UHI, p. liti. ;-.;olo in qw:sto :-wnso parl' :-11 possa parlaro
lh::-.:BAB!'.'>; (/oc. cit.) t:o11 k rÌ::>l't'\'t• giZl vspreS:·w. l'er di " originP oril.'ntale » per la tec11iea.
[13J FRAIVl:VllòNTI DI I'I'l'HOI A D!èC:ORAZIONB IMI'HESSA DA FESTÒS 209

L'influsso cli una tmdizionc <<minoica» su qrH;sta produzione rnanifost.a ;mche


m altri 1mrticolari dcl eonterrnto fìgurntivo.
Scmbreroblw ad esempio ingi1rntifìcata la presenza, su uno dei frnmmenti di
C'nosso, dclb figura di un verticalmente di fronte al viso dcl guer-
riero, snnza alcun rapporto con quest'ult.imo. Si può osservare, invcec, che il pesce
è proprio uno dei motivi principali delle pietre taliwrnniche, da solo o associato con
altri cknwnti, compn;s;i la brocca 71 ; e quei cerchietti sul fianco si t.rovano altret-
tant.o frcqu<'ntenwnte, prolmbilmcnte come trnsfornmzionc dci crescenti lunari, pure
prnscnti. Si ha così una ulteriore rnnferma della vitalitA d<'llc tradizioni magiche
minoiche ancor;J nell'v111 secolo 72 .
Accertata h clat;i e i precedenti degli stampi a sbalzo delle officine cnossic, resta
<la vedere q11afo rapporto cronologico e culturale intercorra con quelli a impressiono
di Fcstòs, per i q11ali non disponiamo 1rn1troppo di precisi dati cli scavo.
Il frammento :2 è !"unico <lrI quak si conosca la provenienza. Nella casn geome-
t.rie11 di Haghia Fotinì, dove fn scoperto, il pezzo piì1 antico rinvenuto al di sopra dcl
pavimento crn un tr;i.Uo cli skyphos « protogcometrico »; nel riempimento erano stati
1,rovati invece frnmmenti più tardi, a.nchc a vernice nera 73 .
Il tipo di impasto, d«Lltromlc, è sicurnmentc post-minoico, c abbast11nz11 simile,
come la sagoma (lclrorlo, a quollo di pitlwi sicuramente geometrici.
L"annlisi tipologica dci soggetti rnostrn che, nPI c·1so dello scudo, la data più
probabile è il tardo Geometrico. li moclello ò segnalato altre volte nella 8tessa. Crnta.
(scudo H unt o frammento di ('nosso ).
Lo st.csso si può affenrmre, pur con qualche dubbio, per la brocca. Ln sagonrn è
insolita, nrn confronti sono possibili con vasi di imit11zione cipriota datnbili, anche
irnlirettarnonte, alla fine dcli'\" 111 o agli inizi dcl YH secolo.
li frmnnHmto con brocclrnttc delrAntro Dicteo, il più simile per t.ecnicn e sog-
goUo, potrebbe t.eoricanwnt(• essere più antico, anche per h sngoma « m1nowa » do!
recipiente.
[,"esame compa.rato dell"im1mst.o e della tecnica porta inoltre a ritenere che il
frammento con lo scudo e quelli (•.on la brocca non siano molto lontm1i fra loro nel
tempo.
Tutt.e le considerazioni e i eonfronti iwl11rrebbc:ro dunque a suggerire per i frmn-
mcuti l, 2 o :i una datn compresa noli 'ultimo venticinquennio deil'vu1 secolo, forse
VCl'HO la Virw.

Diverso potrebbo essere il caw del frmnmcnhJ 4. La sw1 1.trgilla è più chiara e
mnglio cot.ta. 11 motivo delle spirali è abbastanza bene eseguito, tanto da poter ap1mr-
k1wre già alrcpoea oricnt.alizzantc. Esemplari ,;imili si possono trovm·e in qualsiasi

7 -' 7
Ki·:;-.;:-;,\. op. til .. f)(tssim. :3 Appunti di scrt'\'O dol dott. L. HoC'nhctil. Cmnn già
7:! J_ Jl<'S<:i ('Otnpaiono s11 altri Ya:-;i <Tnt('>Ù. ad \'S. 1wi HC('('rtnto dn!lo dott. H.oc<·.lietti, il terrni1w \!pro-
f'rnttllllPU1Ì di pit-lioi trovati a Friniùs H1;;;z_.\, togP011wtri('O '> per la ceramica di Fce-:>tòs ù da rit.Pncrsi
rni('hc /l(!llrrffr. rii flriniàs, in ,-I nti«hith ('re/e.8i, II. Cata- più tipolo,l!i<'o ('ho etonologl('o. Su 1wo stesso pavimento,
nia p. R"-, fig. \i; tavY. XIU. 1-S, Xl\'); ma in altri settori di ,':'cavo, formo tllH'.ora protop:co1netrir.J-10
!ì. ,c;()l\0 pi1'1 COt'l'<'!lf.1'T1W!ìlt: HSSOCÌHti ad altri lllOtivi l"iono nssoe.iat.c a fra.nuncnti ta.rdo-g('0ffH'1-rici. ()11i si
/.!('onwt.rici o nnturnlis1.t(•i. Pcs1·i n hrnceJH_' potrclihc avPro 1111 <'HHO .c:;in1ìlc. Cfr. L. Ho('1:111<:TT1, La
t·royano insi('1111; s1t un u11-;o cipriota, (!fiF, .XX[\"., a. 2\l. 1'('.ramico- delrnbù.ato yeometrico di Fcstris, in Aruum-rio,
LH-LUT, 11J74-7t), pp. 2HD-:wo.
21 () JCRANCESCO l'RIXITKRA [14)

momento nel corso del vu secolo, ma la tPcnica a irupressione singola, invece che iL
rullo, fa propcnclPre per una data non posteriore alla rnetà (lei spcolo. Sono esegnite
così, a(l esnmpio, le spirali che accompagnano il fregio di sfingi in un frnmnwnto clel-
l'Antnl Tcleo pubblicato da Boardrnan 74 , che per bt res11 phtstimt degli animali viene
appunto posto verso quella data 75.
1 frammenti con brocca e scudo, se abbimno visto bene, sono dunque contempo-
ranei a quelli cli Cnosso già ricordati. Anche le due tecniche quindi, l'impressione e
la stnmpigliatura, si devono considerare, almeno per un certo tempo, contempo-
ranN>. In entrarn bi i casi si trntta di un sistema che pennette ln riproduzione 1necca-
nica di uno schema, più scruplice rispetto nlle 11ppliq11es fatte a mano.
:Ben più importante è il confronto che si IHt(i instaurare fra i due gruppi a livf'!lo
tematico. Se infat,ti è vero che anche nei frnmmenti di Cnosso sono presenti elementi
che si richiamano n un sostrato cult,un1le minoico, il cnrattere predominante è dcci-
m11nente diverso. Per la prima volt<t, infatti, vi compaiono scene con ligure umane,
che attingono al repertorio dulia ceramica geometrica di Grecia. Se poi pensiamo
quant,o la figura umana sia rant anche nella ceramica dipinta cretese di epoca tanlo-
geomctrica 7", si coruprenderà i<1 novità di qrn•ste rudimentali rappresl:ntazioui che si
ispirano a fonne e terni sviluppati nc:llP ceramiche dipinte dcl continente, special-
mente l'attica e l'argiva, nelle (putli la prPsenza di ltl'tnttti, carri, scene di lmttaglin,
test.irnonia i riti dcl ghenos, e wprnttutto il ripensamento cli un passato eroico, clPI
quale è provn la contemporanea fioritura dei poemi onwrici.
ltispetto 11 questi soggetti, quelli di Fcstòs sembrano vnrnmente lc>gati a una
int,erpretazione ancora esornativa e qtmsi magicn della decorazione. Se è vero che il
fregio di motivi ripctut.i continui> a essere lo schema decorativo preforito nell'arte
geomckica e orientalizzante, con risultat,i i1nche finissimi, non si può negare il nmg-
gioro conservatorismo che rnimifostnno i fregi dci nostri pezzi rispetto ai pur rozzi
frammenti di Cnosso.
Questo tradizionalismo degli mtigiani di FePttJs ci riporta al prohlernn dcll11 per-
Ristcnz1t dei motivi minoici nell'artigianato cretese geonwtrico e uroaieo, a quolb
continuità tra :Minoico e Orientitlizzantc, intorno alln quak si di:-;cute dall'epoca degli
scavi di Arlrndes.
La questione non è risolvibile con unn formula, né 1'1 si può affrontare, sia pur
brevemente, in quest'ambito. Non c'è dubbio che la situazione di Creta tra b fine del-
l'epoca palazialc e' l'arcaismo è estremamente complessa. Jn esstt si inseriscono i proble-
mi relativi 11lle componenti regionali, alle eventuali diversitit etniche, alle correnti com-
merciali o migrntoric, alle date di inizio cli certi fenomeni e nlln loro reale nntw·a 77 •
In quest'ottica, il confronto tn1 i diversi prodotti cernmic:i <l rilievo o a impres-
sione di Festòs e di Crnmso potrebbe prov;1rc questa differenza di ambiente fra i dne

H eco! taY. X.L, 1t. trn2. 77 1:: il easo degli ori{·ntnllzza11ti nella
75 Non bisogna pcrù din1enlieani clw un frarn11w11to 111iea, la cul ve11uta, ('O:-Ù \'og·liarno co11sid('rarla, r'> cn-

di odo eon grosse spirali, non n1olto :.:.;in1ili atln é 111tmque da a.11ti(·ltHl.H' nio!to. :-Il' r" po;-;:...;ibik
stato rinvenuto 11 Festùs, (•d attribuito al periodo geo- nei 11uo\'Ì rnuu,riali e\'l'tt.r11ìci d(d Prutoµ;c•orneLr!i·o B, 11on
1nf•trieo (HocCUETTf, La ceramica. eit., p. fìµ:. l l·t a.ncora. pubhlieati, da Prioiits. Cfr. <:. HrzzA, Uli S('O/'·i
H. H). rli l)rinùìs e d pro/;Lerna delle uriuini dell'arte urcca, in
76 Bi ricordi :r. H.:. l{t{OCK, Forte/su, l'arnhridgP 10.'/i, (Juade·rwi rie (< /,u ri('er<'a 1·wie,;!.lijiNt ,1, n. l01l, Hottta
n. 1414, pp. t.av. 107. unu.
[Ii>] FHAìlDIENTI JH I'ITHOI A DECOHAZIONJ<; IM!'IU•:SSA TlA FESTÒS 211

centri, il primo dci qwdi lc.c:ato ,;ignifìmitivamentc 1.Lile esperienze clell"<u'ca etC(H:rc-
tnsc. Xci fra.rnmcnti di C'mmw, invece, accanto a tcmaticlw o sporadici clernonh di
antidiissirna tradizione indigt'na, ò presente un i1rnicnrn di motivi c]w dimostra stretti
legami forn"i.li o culturali col contemporaneo ambiente geometrico continentale. Yi
si coglicreblw, così, in fieri, un processo di accultnrnzione nel quale la presenza del-
l'elemento dorico e il conseguente' forrnarni cli una aristocrnzia guerriern dovettero
n.-ere un ruolo essenziale, miche se questa presenza di una cultura allogena rimase
circoscritta nelle sue nmnifostazioni, per il nuovo e più fecondo apporto dell'Oriente,
che contribui in maniera fondamentale al formarsi delln ci vi ltit nrtistica di Cret<1 nel
corno dcl VII secolo.
FHANCESCO PRIVITJ<JIU
UNA STATUETTA ARCAICA DA PERACHORA

Alla sene abbastanza cospicua di terracotte figurate provenienti da l'erachorn


è da aggiungere la statuetta che qui presPnto, rinvenutn in superficie, nella zo.rrn com-
presa frn il temerw8 di Hern Lirnenia e 111 cisterna con una fìl<1 mediana d.i pila,sfr·i
sita ad Ovest del santuario 1
Si tratta delln metà superiore di una figura femminile, conservata fino alla. vita,
alta cm i5,7, la cui larghezza. massima, alraJt.ezza delle braccia, è di cm a,7.
L'argilla è quella tipica della produzione corinzia., giallina, ben depurata.
Lo st;1to cli conservazione è mediocre: a.lcune incrostazioni di terra. ricoprono
l'intcrn superficiP; la rmrte inforiore del volto risulta abrasa; inolt.re è da rilevare una
scheggiatura verticale, abbastanza profonda, t.ra l'occhio rlest.ro e il naso; nlcune
lacune, poi, interessano la capigfotturn (mancano, infatti, quasi del tutto, due delle
cinqne trecce) mentre la. collana superiorp è clanneggint<1 da una lieve scheggiatura.
Del braccio destro rirnmie urnL piccola parte dell'attacco; del sinistro nrnnca solo la
estremità. Minime tracce di colore rosso permangono sulle trecce o sulle collnne.
La statuetta è modellata interamente a mano. La testa è di forma pressoché
sferica; gli ocelli sono costituit.i da disclwtti applicnti. Sono messo in evidenza le
sporgenze dello arcate sopraccigliari e doll'aMacco del naso, mentre l'abrasione della
pnrte inferiore ciel volto non ci permette di riconoscere ormai la. fornm del naso o
della bocca, qiiest/ultima, forso, origina,riamm1te resa con un tra.tto dipinto.
La chioma. è modellata. con particolare cura: cinque grosse trecce, forma.te da
cordoni di a.rgilla attorcigliati, ricadono sulle spalle; due bande di capelli, rese con
un motivo a piccole losanghe incise, ricoprono p<trte della fronte, ment,re una. steplmne
sorrnont.<1 l<t capigliatura.
Le braccia per qua.nto possiamo declurre osservando il braccio sinistro -- sono
modella.te in maniera molto schematica ed appaiono ripiega.te verso le spa.lle.
La. shi.tuetta è adornata. da duo collm1e, decorazione tipica delle terracotte figu,
ra.t.c argive e corinzie in età. a.rcaica. La più alta, a. banda liscia, circonda. il collo largo
e tozzo; l'nltrn, a fasci11 piatta decoratn da una serie di linee oblique inci:.w, adorna. il
petto, privo di qunlsiasi notazione anatomica. Questa second;1 collana che po,

1 JA1 :::;tat11<'t.ta fu nwcolt.a. da me ste8i:;n ,<;1d f.P1-reno Atene 1wll'nnno J H7!J. In HPgnito i! I'l'Jwrt.o ò :"ltnto cnn-
dilavato dnlln. pioggia, in ot·c·nRionc di 111H1 viBita alla sqrnato allo autoritù eo1npotentì dcl )lusco ::\azionalo
zona itrclwoTogica. di Pc-rnchortl, dun1ntc il cot'.c;o di fl('f- di_ /\tene. Per lfl topografia del sito, ,-edi J-L PAY:;,rr·:,
feziono1UP11to pn•:-iso In Keuola Axd1eologica Italiana di J>erachorn I, Oxford 1B40, pp. U-IH, tin-. 1:r1.

JR
214 AGATA VILLA [2J

trebbe definirsi meglio un pettornle 2 doveva essere sostenuta, t:ome <li consueto,
da due fibule, probabilmente di fornrn cliscoiclale, poste sulle spalle. Di esse, però,
rimane solb1nto una piccola parte frammentaria sulla spalla sinistra.

Data la pos1z1011e delle braccia sembrerebbe, a primn vistn, che la statuina fosse
rnffigurata nel gesto <li fissare il pettorale alle spalle. Si tratterebbe tuttavi<t d.i un
motivo iconografico inRolito. Infatti In maggior 1mrte dello terracotte figurate ana\o.

2 Si puù supporre dw l'ornaruC'nto fossP indossato :-;ulh1 att.(•Stato i11 ramµ:w•i:tt:ioni ,.;u f'(•rmnien (C.
sul petto a rno' di collana, OJ>pure cht• I'. C:i;zrn. in lir!A. \', l!Jì:l, II.Ili. pp. 71·7i).
fosst• uppliento al bordo della veste ('(Hne ri.
[3] UNA STA1T1'TTA ARCAICA DA 215

ghe alla nostra reca le braccia piegate verso ['alto o sul petto, oppure ridoHe a piccole
appendici laterali 3 , evidenzinndo così la destinazione votiva di questa classe di ma-
nufatti. Pertanto saremmo più propensi <Hl attribuire anche al gesto della nostr;1 fi-
gurinn un significato ritunlc.
TI reperto in esnrne, 1rnr le sue peculiari caratteristiche tecniche e stilistiche
(modellazione a mano 4 , occhi globulari, struttura della testa e rcndiment{J dellt) brac-
cia) rientra. nell'ambito di um1 traclizio1w figurativa giiL presente nella picco!:'. pl11-
stica minoico-micenea e che contimrn poi in etA geometrica, persiskndo a fianco della
produzione cli stile dedalico e cli quella arcaicn 5 .
Proprio in quanto eseguita a mano, l<L ncJHtra statuetta sfugge a confronti di-
retti con materiali ad essa affini tipologicamenfo, in particolare con quelli di Pera-
chorn e clell'Hernion cli Argo 6 •
Una precisa collocazione cronologica, <l'<Lltrn parte, risulta difficile dal. momento
che il temcno8 di Hcra Lirnenia non offre, purtroppo, alcun dat,o stratigrafico; inoltre
è da tenere presente che la cla.sse di terracotte modellate interamente a mano perdura
n volte, con caraUcristicho inalterate, per interi secoli 7 .
Tuttavia il rendimento della capigliaturn e delle collane della nostra st1ttuina
trova confronti nella piccola plastica argiva e corinzia a partire dagli inizi del YI
sec. <t. C. (vedi sopmttuHo gli esemplari della classe argiva e.cl. ornata) 8 .
Possinmo considerare, qui udi, il nostro pezzo come un prodotto complesso, nel
quale la tradizione figurativa prc-dn<h1lica si arricchisce di a.lcune component,i che
caratterizzano più marcatament,e la produzione alto arcaica.
Aggiungerei che, dal punto di vista stilistico, la nostra statuetta presenta, mrn
mnggiore saldezz11 di forme, mm struttura più organimt e coerente e un'aderenza più
forte alla tradizione geometrica rispetto alla gran parto di tern.wotte figurate analoghe.

a Ad ('Rcrnpio, Yndi op. rlt., fìgg. t:rn. 140, 6 Simile nlla nostra i> la. figurina n. 148 da Pnruchora
148 (_) l ;)2. (PAYXtt:, op. cit.), datata. al tardo corinzio.
1 ;\ pr<)poHito, hi,"loJ!JHL dw non P(_'f' la claf:lSC di t('rracotto, cui apparticno il nostro
p<mHÙUno a\cnre un'id('H prnnisa dr·l rapporto l'"i"tcnte n'dì in part-icolaro: P.\ YXJ';, op. c./f., sopraHutto
fra tt•JTHCOtt(' rnodnllato a HHUlO e qnPJIC 0Hr-nnh1 COI\ pp. l!)J-2;).i); CH. \YALDSTJ,;r:-::, The /Irqi1•e- l!era.enm, II,
n:-<o di matri<'(', fW!'Ch(\ rignardo alle prinw, ]Ho doeunwn- CmnhrìdgP 1 HO:), pp. :_l-:i I; fL ::n. D,\WKI:"<H, Thc /"/anctunry
tnzionn nrdieologica (\ alquanto Uiu,,;tamcnt(•- <d Artemis Orthia at ,'S1mrta, in JUi":< ;), London
os,<sc'rva. !n ,J.l(•o!a (Terracotte oriental1>zzrMlfi (h (r'efa, in lBOH-IH:?H, pp. 14;)-lfì2; e inoltre V. \\'J"."TER. JJic 'l'yJ)(òn
J!AL, XL\._[fl. 1!)71, p. 22) che le h_'rracoU.n pla . .miatp der jiqf.irlfrhen 'l'errakotten, I, Bnrlin u. Ht11Ugart-, I no:J
a 1rnuw .-;0110 pubhlicato minore rilcYanza rir-.rH•tto (in partìcolarn pp. 2;)-2!ì); _,\. FIHt'.l\E:"HA\'S, in Tiryns
a quelle ric·1n·ato fL nrn.tri(•e, poeo Hi- I, ..\.lninz; JHI2, pp. fil-Hl; D. 0HLY. Friihe Tonjì.qurcn
gnifì<,ati\"o. nus dcm I { cra-ìon ron Snmos, _I (' TI. in .-1 J/, (i;), I H40,
5 clasNificaziow• ddk, V'.rracotJ.e fìp:urit.t<: a.-dodn- pp. fii-IO:! n A_J/, fili. 1!141, pp. l-4H; J{.. A. II1rna;-..;s,
lidH' <'' in :\lEoLA. op. c·it. P<'r i 1noti\'i della produzioni• op. cit.; S. ::\Io1,LAHD-B1·:s(}l'Vi."i, Jlu.sfc nationnl d11- Lou+
geonwtri('H, prp-dndn..Jiea Ìll kggl: re A. I-lf(;. rrc. Cntnlor11w J'(t./.wnnd des jì.yu.rincs et rdief.<1 I, Parif:l
1:1;.;.c;, Cata1oyue o.f thc Te:rrnrofta,,., in thc nepartmcnt U);J4: .Err1on. I !);)H. fìgg. 120 e 1:!I.
Oreek and H01-nam .l1ntù7uities, l1rit·i8h ;lfnseu.m, l, P,\Y"NJ·:, op. rii., p. 224.
Lnwlon 1!);")4, pp. l l-24: .J. The Crcta.n H PcJ' la peUìnatura, 1'.fr. la st.ntuetta n. :!H4 (PAYXE,
Collef'f·i.on in 0.1/ord. The !Jirta-ea.n Care and fron /Jye op. cii.) e inoh.r<' la n. J /OiH da Pcrachora o quello
Crete, Oxford 1Hfi1, pp. 100-1 OH: I p,. (.'reclc f'_,'mporio nn. 1421;) e 14244 dall'Heraion di 1\rgo. P<•r i! r<>ndi-
(l'..':rcarations ùr Chio"' f!J :'i :!-1 [} ,) .-1), in [J,O..,'A suppi. ti, mento dP]k <'O!larw, efr. la 11. 244 (PAY!'a;, op. cit.) o
0-xfonl ISH)i, pp. l8fl-IH:L C:. l{JZZA. \'. Il ancora !a ii. llIJ8 da P\'.racliora f' la n. !4:!1G da ,\rgo,
8a.ntnnrù; sull'acropoli rii r:ortùw, Hornn I H08, pp. 20(). tutte f»c;po.c;t(• nel ::\IusPo Xazionalc di A.tene. ln realtà
21 J; B. ScJJ\\"E[TzJ,;H, !Ji:e qeometrÙ·;che Kunst f/rieclwn- il wot.ivo ddlc collane e la maniero. plastica di rendere
{ruuf.<J. Ki)\n pp. 121)-1()9: \Y. HEJL;\IEYEH., Friihe la chioma ò già in alrnmi OSPtnplari di stile
olyrnpischc 'funfìgnrcn, ln O!ympi8chc ForHelul.n(/(>_,n, \'II, tardo <lcdtllico.
Berlin 1 U72. tuvv. 2:)-40.
21G AGATA VILLA [4J

Si potrebbern citare a confronto alcuni esemplari da, Perachora, prolmbilmente già


più tardi del nostro (PA vNE, op. cit., nn. 144, 145, 148, datat,i entro la metà del vr
see. a. C.). Ancora più netto è il divario con altre statuine dell:1 seconda metà del VI
secolo (l)AYNb,, op. cit., mi. 257, 2Gl, 2(\B, 2G4), nelle quali ormai il corpo si è ridotto
ad una forma eornpletamente pi:1tta. Nelle teracotte ora citate è da rilevare un ren-
dimento approssimativo dei tratti somatici e un'evidente stanehezza nell'aderire ad
una tradizione figurativa non più se11tit11.

AGATA VILLA
VASI DELLA COLLEZIONE AKA VI DI HODI

I vasi di questa collezione furono raccolti dal commerciante siro levantino Km-
rnanuel Akavi: occultat·i a Rodi fino al I 04:l e poi recupen1ti dal Museo Archeologico
cli Rodi, essi provengono d.ai sepolcreti di Anghio Voun(1 e di Apsaktiras presso Vati
(lH.Toc), località della parte interna, sud-orientale, dell'isola di Rodi 1 • Apsakt.irns è
una delle necropoli più ricche clell'isola 2 ; un'altra grossa parte del materiale cera-
mico che essa hn restituito si conserva a Copenhagcn, dove () affluita a seguito degli
scavi condotti da K. Kinch fra il I \l02 e i I I 904 3 •
Purtroppo non siamo informati sulle circostanze di ritrovamento dei vasi di que-
::;ta collezione così come non lo siamo per quelli di Copenhagen, cl.i cui è noto solo il
luogo cli Ugualmente poco informati siamo sui vasi della Tard<1 Età
del Bronzo che sono stati scavati per Io più clandestinamente nell'isola, donde sono
pervenuti in quasi tutti i musei d'Europa e d'America, prima dell'annessione del Do-
decanneso all'Italia 5 . Più notizie si hanno sulle collezioni rodie del Tardo Bronzo

l -:\lnHHTCn1'E, _l, p. ;{Oh, 11. 4; non 80 quale fondn- da Tzitzo (Cmniro); niatcria.li pro\·cnienti da localith
1nonto ha ]a nnt-.ii,ilt ripori.111.a da Y. l)_E.''WOH(nTnH, 'J'h(' dnll'J,,ola. di Hodi ::;i t-1·ovn110 a f<'rancofortn (G. !"'.A .•
Lasf Jlyr'.r'nrten.n1< ruul thrir ,"1''1U1'.01sors, Oxford l>e1Il8('hland 2.-J; Frnn/,./urt am J1ei-n, I, HHH, a cura di
1r;;1, n. 2 :-;p1·mHlo (•ui la (•ollct.iono JH'OYPl'r'flhhc anche K. l)oppert); a ()otha (C.T'.A .. /)eut ..,·chl-and :!4: (;otha.
da Hiann. /·,'chlo8sm,useum- I, J!HH. a cura di Hohdn); nd Jlnidd·
2 ::\{All'HI, pp. 2;');{ n 2ili5; H. l' 1:-<ULfEHl, ('urta- ar- lwrg, (C. T-'.A., _/Jutschland :!7: lle-ìdelher[J, Unù:ersùòt :J.
r·hco[f)yinr dell'Isola d-i Hod'i. Firnnzc lH:HL foglio S\Jd. I !Hif:i, a cura di F. Canniaui); tt (O. V.,,-.1 .. nm1-l8chfond
p. nn, 1111. fiH p STt: BBIN('"S J I. p. 3; R. J)rwrz-S. THOL- :; ,) : f{f1.88el, A nt-ikenabteiluny der St-<ulfti:c!wn /{u.n8f·
LE, ArkoJ{oqens Rhodos, CoponhagPll l B74, p. 22: H. sa.mmlunge:n l, JUì2. a curit di H. Lullics): a. i\lannhf_'int
Ho Pi-: S1;\11·so-....:. O. T. P. K. DicKJ . .'1 f/azelt<;er (C. F.A., _f)eurw:hla.rid 13: Jfannheirn, Neiss J/useum 1.
Aer11m.n cirilisation in !he- Bron.ze 1, (8.M.A .. LI[), J !lti8, a cura di A. da Lindo; a :\Jonaco
( i6tnhorg I H/H, p. :->; C. :\1 J•:E, Uh od es in the Hron:::.e (,J. S1J<;\'EKlN<:. H. HACKL. j)-ie kDniylù-he rasen.vunm-
Aye, \\'anninstPr l !)82. p. 07 RR. fnnu zu ;lffi:ru:hen, :'.\-Jiinchen J!)J:l); a Tiihinw·n (C. J'.A ..
a JC Kl:\CH, Fon-illr:s df' Vnrulia {i.'hodes), H('.rliu f)e,uts.rhland .f.f: 'T'ii.h-ì.nyen .Ant-lkensa-mml-u.nqen des Ar-
l !1!4. pp. 2-·1. cha.eoloy-ischen 1nstiful8 der L'ni-i:ersitiits. 2. I Hì8. a cura
l (). l'.A., /)rtn/!11u1rk, I: CopcrdiagìH', \111,/'o ::\at-io- di "I{. \\'all(•JIHtein): a \\'lirzhurg. J.Jartin \·on \Vagnor
nal l. IH24, n ('\1t·11 di('. Blinkcnhcrg o K. Frii:": .Johan- _\f l 'oi \'t'r,,;ìtùt (E. LA No LOTZ. f:r-ìn·hisd1.e-
,..;nn, aH-48: passim. Ln maggior parte dc·i v11si di l'usen, .:\Iiinclwn (•011 rnatcrialc dl:l S1•la.dia; <l
Copr-nhn)2;Pll 1n·ovicnc, olin· da \·nti. da t-;iann P L'Aja (C. r.A .. f>ays JJn.., I. Jlu.sée S('heurleer 1. IH27.
da _,_-\pollakiù: singoli o scarsi ('SP-tnplari JH·ovengnno da a curu dì C. \V. LnnRigh SchcurJpcr) con nHtt.i.'-ria.!e da
,\sldipio. i'4orifo, Fane. {'alnvnrda, Cnttnvia (' dai din· ('a.miro; n LPida (.J. P. B!L\>Ts, /)escript-ion (d the Ufo88i-
torni di Lind(). «a1 Collrx:tion the J/nseum, rd .·lrchaeolouy Leyrlen.
5 Qnr·l!i d('i qw-di ::;mio H ('OllOR('CllZ<l. si ('-011:-i('f\'HllO lI. Thc Hague 1n:W): a HrnxellcH (C. V.A .. Beluiqu.e 1.
n Fìren7.n, \11113<'0 i\rrJ1poJogìeo (D. LEvr, in 1° <'mn'<:f!'lUJ Tlruxelle8, J!-us<fo8 Noyo.11-J· rlu C-inquantena-ire I, I H2fi.
Xozù1naJr• f<,,'tru"-;co, Fir('nzc 1!12(), p. 4-H, tnv. \'Il) pro- a (•nra di F. a Lund (C. l-'.A .. ,r.{werlen I: Lund.
vcninnti dn lncnllti't dt>ll'i.sola di ltodi: n Homa {C'. r.A .. J!useum of Cfassical A_nt/quitie8. J H80, a cura di B.
!toUa, 21: Roma, Jluseo ['1:r1on:n-i, l. Ju.:i:J, a t·urn. di Frizell e G. Cill('S) con materiale da Kkopi e da
B. :\I. Vcllct-li .:\-lni) d11- ,Jt1liHo e Calnvarda; n. Bndino lia: a Cambridgf'- (E. ;\. A Catalorrne oj the
(Jrrlirhll('h r, l88G. p. 1:1:1 ,...:;.; J/. V., p. 80 l_)J'OVnlliPnti r:reek l'ases 1·n the f'itz-1till-ia·m JT'11senm, ('arnhridge
218 :IL LUISA J\lORRICONE [2]

conservate al Museo Britannico 6 dove affluì il corredo di cinquantuno tombe 11 ca-


mera scavate nel I8G8 e nel 1870 da A. Biliotti a ,Jaliso per conto del :\fusco Britan-
nico; questi vasi, insieme con quelli scavati a Camiro dal Nalzmann noi I 8(i0 7 poi
affluiti al Louvre (di cui lo stesso Biliotti ebbe a constatare in somiglianza con quelli
di ,faliso) 8 sono anehe i primi vasi micenei che vennero in luce.
I vasi del museo di Rodi sono stati rinvenuti invece durante regolari esplorazioni
condotte dalle missioni archeologiche italiane tra il I() 14 e il 1941, principalmente a
,Jaliso, dove sono stati esplorati l'abitato e la necropoli in cui vennero scavate set-
tantotto tombe, a Carniro, nel sepolcreto di Calavarda, a Pilona, ad Apollonia (Le-
los) e a Villanova ad opera di A. Maiuri 9 , G ..Tacopi 10 e G. Monaco 11 . Essi sono
soli ad essere stati pubblicati con resoconti di scavo.
Inoltre, vrecise indicazioni dei luoghi di secondaria importanza dove sono apparse
le ceramiche del Tardo Bronzo sono st,ate fornite da A. Maiuri 12 , da U. R. Inglieri 13
e da L. Laurenzi u, recentemente aggiornate da R. Hope Simpson e da O.T.P.K.
Dickinson 15 . Nuove esplorazioni, condotte da ,J. Kondìs, hanno restituito ad Arcan-
gelo e <1 Koskinos, lungo la costa orientale dell'isola, numerosi vasi della Tarda Età
del Bronzo 1 c.
I primi studi sulla ceramica rodia della 'l\1nfa Età del Bronzo si devono ad A.
Furtwaengler 17 ; la classificazione delle ceramiche si deve ad A. Furumark 18 che ha
foggiato il termine rodio-miceneo. lJlteriori studi sulla cerarnicn rodia, nelle due prime
fasi dell'Età del Bronzo, sono dello Stubbings 19 e, nell'ultima fase, del Desborough 20
che usa il termine tarclo-elladico dodecannesiaco. Aggiorna.rn.enti ed appunti sulla
diffusione della ceramict1 del Tardo Bronzo a Rodi e su Ile regioni costiere de.Il' Ana-

18f!J; C.-V.A., Ureat lJritwin 11, Cambridge, II, lH:W, di G. 457-470.


a cura di \V. Larnb), a Heading (0. -V.J-l., Oreat Jfritain 1.:!: lù G .•lAcOJ>l, Sf'a1:i nella necropoli M-freriea ili
(_} niversity of Rea.rUny 1, 1!)54, a curu di P. -N. e A. U. U re), Jalùw, in _;-l,rinu,arù1 X1ll-XJV pp.
a (O. V.A., Youuosfavie -1, Sarajevo, Jlusée :l4G; In., ,_•<epofrreto miceneo 1ri Cala1:arr_frt, in Clara Rho·
Sational de la U1>pufJ!iqne ,l...,'ocùtliste de lfoznie-llerzfyo- dos VI- V 1 I ( l B:\2-1 n:l:\). pp. l :\:\-150.
vine, 19ii), a eura di -:\l. PanyvJc Pet->'ìkan) eon fftaterialo l l lL :\lo'.'{Aco, 1-'-,'('avi nella zona mit:enea_, fh Jaliso

da .Taliso; a Boston (A. FA11tBANJ<s, Oatalorrue of 1H:3t)-Hl:Hi, in L1lara H!wdos, 10 (Hl4l), pp. 41-18:{; A.
Oreek and Etr-uscari Vases, Cmnhridge :\-lass 1928) co11 Ftnlt.c'.\lAHK, -T!ie settlmnent al Jalisos and Aq1::an hJ-
rnaterialo da C'a111iro e 1:1 New _Havcn Conn. (P. \'. C. story e. i>.C., in (Jpusc-nla Ardtaeoloqù:a 6,
BAu tt, Oa.taloyue oj lite Hebetcff Darfrnyton ,S'toddard li)50, pp. 150-27 l.
CJollection-, New _fJavcn 1!)22); a New York (U. )1. A. 12 A. :\L\u.lltr, Op. cit., pp. 251-25H.
ltICU'l'l':lt, 'J1he Jfetropolitan Jfuse-um of Art-: !landbook U U. lt. I'.'<GLIEitr, Carta art'heologica. ildl'f:wla d-i
of the 0-reek Collect[on, Camhriclgo lD52); a To- Horli, lst-itnto Oeorrrafico Jf-il-itare, l-1'frenze l H:Hi.
ronto, uel H.oya-1 Ontario J[usoum of Arehacolog_y (I>. H L. LcUJREN"ZI, sruooe scoperlP d'i vasi n-i-icene1:: note
.JL HontNSO"N", C. e:. lIARCU:'ll, ;J. lL !Lll-"l<'l<l, A CJataloyue sulla 1>1'.c,iltrì ;n-icenea i-Il Rodi, in J-Jemor,ie dell'lt:1tit-uto
of the Ureek Vases ... , Toronto J 9;H)) con rnntorialo da, 1'-.'torico An·Ju:oloqico Pcrt, 1[, l!):!S, p. fil.
.htliso. Vi ò poi un gruppo di \ciLRÌ inediti nppurtenent.i l5 H. Hol't•: -- n. 'l'. 1(. DtCK!'.'-/SON, .il Oa-
alla Colfoziono Corga di 1-toina. _:etteer of _:lu1ean cicil-ù-1rt-t-i'.o1i -i-n the /Jn111ze I (S'.Jl.A.,
6 )l.V.,pp. 1-18, tav\'. I-IX; E. ,J. FoHSDYl\E, Uuta-
LI 1 ), U<itchorg 1970, pp.
Zoo-ue of the Cl-reek and _/1,'tr-nsean l'a«w,<; -in the Britù;/i, Jfu- lH R. in Ardi-. J)elt. li A,
scurn, 1: preh-istoric Aeyean JJoUcry, Londou lH25, pp. ;{2-7(),
p. C. V.jt., Oreat Brùrtin 7: Britù.;fi, JJ-u.<;vur1; fi, 17 .--\. FtrllT\\',U;'.'rO-LE!l ·- G. Lo1·;sc1-11.;:1·:, Jfyken-ischc
l!l:lO, a cura di lf. H. \\'alt.erse E .•T. Forsdyke, 285-292. l'a.scn, Berlin 188(), pp. 1- 18; 80.
7 Po1"rn:n, 3Iu8éc dn Lo-nvre, Cata/oyue dcs l'ast\-,· 18 A. ]-''crn:.'.\1,\RK, 'f1he Jlycmiaeo-n J->ottery: Analysùo;
anf1'.qucs. I, Paris 18!)(), p. 12!l ss., HH. 271-285. anrl ('fass1ficatfo-n, Stockholrn 1941, s. \'.
8 E. :PtYl"l'IEH, Op. c-i'.t., p. .i-r.1·., p. 18. naean Style.
9 A. -.:\1ATlTHI, Jalù1os: 8«((L'i riel/a. NliÙ;s-fon1' an·heolu- rn F. Jiycenaeun J>ut11·t'y /r(Jln t!ie Le"
ttica italiana a HorU (P11ett• I e li) in "°'l.J1JiJtar-io \'f-\'ll Nt.nt, lH51, pp.
(1H2:J-lH2--:1-), pp. C.V.A., ltalùt-, lo: Hodi'.. Jiu- to \·. fh:snonoun1-1, The La8t .l/y(·e11a1'ans r1nd thc-fr
sco A-rcheoluqi('o ilelll) ,'-,'pedale dc1'. Cavalieri, lH:M, n, eunì. S-tt.cec,..;Nors, Oxford l!JH4. pp. lr12-1;)8.
VASI DlèLiu\ COLLEZIOXE AKAVI 219

t-olia si devono a R. Hopc :-)impRon cd a J. F. Lazenby 21 . La cronologia e la prove-


nienza di tutte le ceramiche del Tardo Bronzo di Rodi sono stato riesaminate nel re-
cente lavoro ili C. Mcc "2 .
L<t collezione Akavi, clrn consiste di I :rn vasi, 1111 tempo sistemati in parte al
Castello e in parte al M.useo, è stata recentemente trasferita intt;ramente nel Museo
Archeologico di Rodi.

CATALOGO

III - Va8i; per bere e mangiare


a) calici (47-57)
a) Orcioli (1-7)
b) slcyphoi (58-61)
b) m1fore con tre RllSC (8-19) e) hzze e ciotole (62-'ì'5)
e) anfore (20-26) d) bicchieri (76-77)
d) alabastra (27·28) e) lcalathoi ('18-83)
e) « » (29-31)
IV Vasi di forme varie
f) orateri (32-35)
a) vasi a, st:-cffa (84-110)
b) fhschottc (111-112)
e) vasi a tre piedi (113-120)
d) vasi forati (121-122)
a) brocche (36-38)
e) rl8koi (123-124)
b) brocdrntte e boecali (39-45) f) rhytà (125)
e) bricchi (46) g) n,ttingitoi (126)

22
:.n IJ.8.A., ;)/. 11.)62, pp. ()[), lHìO, pp. 41- C. i\1-J'.:J·;, llhodes in thc Hr"iF:c Agc, \Varminstcr
18; 08, Uri:{, pp. 121-l7H. IH82.
220 31. LUISA .MOHIUCONE [4]

1 Orciuolo 1 (tìg. I)

(Gi:ì. C'astd!o 18); alt. em. :li; diam. 11u1Rsit110 ern. 20.:l; dian>. pieclP cm. 10.5. Argilla fine
di n.spPtt,o sabbioso di cottura non unifor1ne (grigia aJl'interno della pa.rc·te f· giallo chiara -ili sn-
;-;upnrfieic liscia f' "lustra, giallo pallida. J)ecornzionf• di colore bruno lucent.f' nella.
sirna. pa.rte svanito.
Corpo pirifor1ne alhtngato; collo cone<t\'o, relativn1npnte basso(' largo, cou risalto nll'at,taeco;
sottile lnhbro piatto ag·gc·tta.nte; fondo piatto circondato dn un cercine; sulla spalla
HllsP \'nrtieali a nastro con eostolntura tnt·dinna (' atta.eco pla.st ieo. La p;trU• sup<•riore del
\·aso ù in ciaReuno dt>gli spazi tf'a le anr;c, con una coppia di grnndi gigli su t.riplico
Btnlo inginocchiato, eh(• ;.;orgono da un ornato a onde a rn1tRs;1 piena: Hi notino 1 pf•tali arricciati
a spirale e i lunghi a.uteri 1nPdiani. Sono vernici<tti l'esterno P l'intc-rno dtd collo, il fon:;o d(:llo
anse d_a nastri ad e la parte inf(:riorc• dt•l il 1no' (li zoccolo. N(•lla pnrtf 1

rnPdiuna. due fasce si alternano con due gruppi di st.rise<• orizzonta.li. [J va.:-;o è Rtato
durn.nt:e un bornbarda1nento. llieoutpost.o dn 1nolti fra1n1nr·nt.i, ò prÌ\'O di tutto
il collo e di grnn park dellu spnll<'.

L'orciuolo (F/t 2:3) mostra evidlmtc, nella forma, la derivazione dai più grandi
esemplari conico piriformi di Asine 2 , di Tebe 3 e di Cnosso 4 . TI motivo llel giglio su
stelo inginocchiato (F/rn 9.lG) comp1ue su vasi cli questo tipo di Trianda (l'abitato di
.Taliso) 5 e della '!'. 7 dell'Agorà di .Atene 6 nei quali però non è associato al motivo
delle onde a massa piena o fondo roccioso (F/rn 32.5) come nel nostro esemplare che,
da questo punto cli vista, può considerarsi un 1micurn
'r.B. nr A J.

1
Cou il torrnine orciuolo traduco il greco rn:tharaki.
2 T. 2.4 (F.HùllIX-PEilSSo::f, p. fig. 248: F. 17. l).
3 1(olonaki, 'I'. !l.l (A. l(EltA\lOPOULn:4, in Arch. Delt., lHl7, p. 142, Hg. 10.J-: 1". lì.2),
4. .ilrrhacolof/Ùl, 5H, lHOfi, pp. 548-549, fìgg, i . t-:{-14-1; 65, lill:!-UH4-, p. 50, flgg. trn a. f' IJ.
Clara lthodos, X, I B-1-1, p. 1:28, Hg. 80.
ilL\L\IElt\VAHll, p. 18(), t<t\'. :Hl, 111'. lO .F/t
P1:r l'a.ss<winzioue del nwti\'o dd fondu roct·ioso con steli di t'dera F 1 ttt 1.::!.21, .::!·.!, 2ti e 2H o spf·cialnwnte
gli oreiuoli <li Cal<·idt• (llASK1':Y, ta\·. 21, 444- B' o -1-40 ..:\';con steli di pa]nH\. efr . .F/rn 14.I:{ e l-q; (•on stelo di
papiro n.idi C'. !'. !., f)eutsch[and ('.\:lainz ). 20liLS-B.

2 Orciuolo (tig. :2)

(Uiù CaHtello l 9); alt. Cllì. 1.fi; dia.ui. eni. 24.5; dia111. boec·<l cni. d.i<"tHL piede
eHL H. _i\rgilln giallo p<:tllida con superficie giallo ealdn) Ji8eÌu Plus.tra. rl eolor(' df'lla dl'eorazlone
\cflria ora dal ro:-)HO \'i\'O al rosso bruno, ora d.-tl 1narrone hruuo <il bruno t'd ò in parte
xvanito.
Corpo sJaneiato eo11 Bpalle t<.ni.dnggia,nt,i e con .la- parte inft·riore troncoeonic·a; f.Hlst· H eerein.o
leggerrnente (•onea\·o 1_1l disot.t.o; collo piuttosto basso. largo e eentinnto, con forte risalto nlrat-
t.aceo P sothlt• lahfn·(_J piatto orizzontale aggettante; tre piceole anse a nastro eon lcgg(-rtl costo-
latura 1ned.iann iu1postatf· \'t:l'ticaJnu:nte ,sull'alto della spalla. La deeoraziorv· H11lla ;-;palla
sìst,r· in un d.iHegt1'; di ;-;.quan1e pendule, ciascuna a doppio :lli;;poste i11 si·i so\-rappo-
St<\ tnt la spalla e 1.:1 parte infe-rior<·, circondata da un alto zoeeolo; due fi.:tSC(' distanziale inter-
roinpono 1a .fittn serir· di HtriP.ec orizzontali c!iP eJrccn1dnno il corpo <h·l \'HSo. \'(•rnic.iati il
VASI JlELLA COLLEZ!O:SE A.KA\'I 221

FH;. J 0Hf'ff0LO. (CAT. S. 1). OnnnYr.o IC'AT. s. 2).

eollo, a1l'intorno o il_ dorso <lf'lln anse circondate dn una fascia a1111lnro nttorno agli
at,t,a.cchì; sul lnhhro eo:rro\·H. una linc'-H a R,ìeon1post.o <la 1nolt-i frnunnentl e rniYo di tnH1
ansa, presenta qua e lù- -varie lacune.

Anche quest.o vaso rientra nella forma F/t, 2:3; il motivo (lolle squanw imndnlc
(F/m 70.l ), comunissimo sugli orc:iuoli, :-;i presenta qui delineato due volte; per quost.n
singolarità cito un vaso da Sc:arpanto 1 cd uno della col lozione Kolokassidc.s di Ci-
pro 2 ; vi wno ancora tre vasi di Cipro 3 in due doi quali ogni squama doppia è cen-
trata da un puntino.

T.B. Hl .A. l /2.

1 C1un1To'Snns 1, p. :_Hl. nr. I), tav.


C. F.A. C;in1rU8, ();), l (F 'i :o).
2

3 f'.F . ./1. I, :rn4. IG; O.li. ('!lfll"'lf.8, 18.H. Yndi nrwl1c il frnnmwnto di nn·iunlo della T. l di I--Jaln fSnl!n.n
Tcktc (1-lala ,.....,'.ultau '_/'d:kr', p. ';;), inY.

3 Orciuolo (fig. :3)

(Già Castello 8); alt.. cm. 20.i5; diani. massimo cm. lì. l; dinrn. bocca cm. 10.H; dinm. piede
n1n. 7.H. -'\rgilla fint' P cornpatta di colore ginllo rosato con supprficie µ:inlln e hrntrn. ll colorp
della dpcornzioll(' rosso o rof3so in orjginP lue('ntt' <>d ora in gran pHrtn Hvnnitn.
Corpo trortcoeo11ìco, spalle c11r\·eggianti. fondo piatto ('o!l hn·Yc 111odnnnturn a ce1·eine: hns-
:so n lnrgo collo ccJJf.innto, labhro piatto ]pggc:rnu•nte HpioYcllt<': tre nnsP n 11a;-;tro \'Prtìca]i sulla
222 }f. IXISA lVIORIUCONE IU]
spnlla, con Ì( ggnra costolatura 1Hedia.11<1 e con attacco plastico in hnsso. Lu deeorazio11e-, sull('
1

spnlll', ò a pend1tlc' 1nentl·p la parte inft>riore è circondata da llll alto zoccolo di Cl)lor(·
pieno; sulla parte tnediana. dtH' fasce si alternano con due gruppi di tre nast 1·i eiaseuno. Lt: a11sc
eotnp!Pt<:unent.n Yerniciate di bruno sul dorso e attorno agli t" vernieinto il eolio
all'interno <' all'PstP1·no: sul labbro sono tracco di unn faseia anulare. Intatto.

L"orciuo]o rientnt nella forma F/t :31 della quale fanno jhtrte numerosi vasi ro-
dioti e ciprioti con identica decorazione (F/rn 70.1 ). In particolare esso si avvicina
<tgli eHemplari cli Tolo 1 e di .faliso 2 ; si poswno eitarP anche gli orciuoli di ('oo :i e di
Maroni (Cipro) 4.

T.B. II I A I /2.

l .JACùPI Jf, p. 4\), Hg. 46 F.


C.V.A. .,I..4-Hl.l F. :0.10;(/.V.A.,U.lf. F. :n.H; )lEE, tnv. 2.+dalla T. Hl t' yedl 1u1clw C.V,A.
o.n. 2x;1.2r> F. :wA.
3 J.lo1tnrcox1·: l, p. 45, Hg. 1(): p. 8 ! , :-11, dalle TT. 8 e '.!.'.!..
4 C.V.A. U.lf. l:Ll(i ,Jou.-.;-sox, p. Gl, inv. 14-J);) dalln T. :>.

4 Orciuolo (tig. -i)

(Uiù, Ca.stello lO); ;;lit. cui. IG.2; dia1n. nH:lHsin10 c11i. 14; dì<:lUL boceu cnt. H.8; dìa111. pìf'd<'
enL 5.G ..Argilla rossiccia fi11n e lnggerrnente farinosa; superiìeie dello {'olore i11 01·igiu<: li-
:-;c;ia P ltrntra; <LPco1·<lZÌono di (;olore rosso opaco, in gran parte seotnpursa eon la :-nipc·rficie.
Corp() troncoconico con breve ba.se cilindrica, conenvn al diHotto; spalle ton-
dcggicu1ti; coli.o i.tlto. largo, piutto:-;t,o tozzo, :-<.Vùsato sotto il labbro eh(• ò piatto. orizzontale e
anso a nash_·o verticali, con risalto a bottone tt.11\tttaeco inf<:J'iorn. Sulla spalla ò
un disegno d_i Rquau1e pendule. Tra la sp<llla e lo zoeeolo inferiore d_(;J Yaso C<HTl' una fit tn
1

dì nastri para.lleli. 'rernieiati il collo e, in originP, anehe il dorso n.n:-;p eireondn.tu dn una
fascia nel <lnnllo attorno ::.tgli attacehi. Manca qua;.:;i la 1nPtù d.Pl l<lhbro co11 i1 collo; l<t
ò in grnndissitn<-l part-e corrosn.

li vaso ha l'aspetto di un lavoro provinciale per le proporzioni tozze del corpo,


l"<dto e l<u·go collo e le anse massicce. Rientra però nel grnppo <legli orciuoli di F/t
:i 1 (v. il nr. nel quale è uomutw la decorazione delle squame pendule sulln spalle
(F/m 70.1).

T.B. lU A 1/2.

5 Orciuolo (tig. i>)

(Ui1':t C\tst--ollo H); alt. e11t. 20.2; diarn. bocca cnL I l.l; diani. lìHlNsilno cnL 17; diauL pù,dc
ctìl. 7.2. _::\rgìllu fino e cornpat,ta giallo chìn.1·a non HllpPrficie· liscia dello s.tes;--;o eolor«. 1l colurn
bruno tah·olta diluito della. dncoruzionn è ntaggior pnrte SYanit() e- iln lnseiato una pallidn
traccia stilla s11perficie.
(\n·po eon pa;--;i..:;1.1ggio arroto11dato tra la spalla piuttust.o bassa e l'all,}t parte infe-
rior('; il pivd_e acl a11.nl10, sagouHtto a C<'rcine, è raccol'dnto con un g<trbo; eollo largo, alto e piut---
tost-o t(>zzo; labbro piatto quns.i orizY.outale, aggettante: tre anr>t• a naKtro pit.Hto. \'erticali, sulla
spalla. -Nei riqlH.\.d_ri a tnctopa fra k· ans<: si ripete il 1noti\'U (LPlln spir<lli L'.OI'l'Pttt ì eon rie1n-
[7] VASI DEfoLA COLLEZIONE AKA VI

pitivi in forma di V diritli e <'11pon>lti negli spazi di risulta. Vernif'.iati il collo, anche all'interno,
il dorso o g1i attacchi dello a.nse; :1ttorno al piede sono un basso zoccolo ed una fascia; a,ttorno
alla rnassirna cspansiono e a rnotà corpo due coppie di nastri racchiudono ciascuno duo liriee.
Una fascia o tre strisce sull'alto della spalla, f\1.t.rirno alla baso del collo. Traccia di duo aoolli
concentrici sul labbro . Intatto.

Per l'aspetto quasi bieonico delln forma F/t 31 si eonfrontino gli esemplari di
:Eleona a Coo 1 e di Scarpanto 2 . Il motivo delle spirali correnti associate a V diritti
o capovolto (F/m Mi.43) è frequente in ambiente rodio (v. il nr. 10).
T.B. III A l /2.
1 l\ton.n1CoN.B T p. 78 SH., figg. <">:l o 54·, JnY. 388 dn.Jln 'l'. 21.
1
2 CHARITONIDTS. I, p. 39, n. 8, tavv. 12 o l:L

6 Orciuolo (fìg. 6)

(Già Mt1seo :n BE 1240); alt. cm. JH.8; diarn. bocca cm. 10.2/ 10.5; dìant. massimo cm.
14; dimn. piede cm. 5.8. Argilla finissima e compatta di colore tra il giallo e il rosn. pallido; su-
pnrficìo liscia e lustra di colore giallo ternfonh' al \'orde; decorazinrw di colore castano o castnno
bruno rliiuito, lucente rna scarsn1nentP tenace.
Corpo s1nnciato piriforrnc con brevi spallo tondeggianti P parto inferiore convcsso-concaYa;
basso piedo strornbato con orlo arrotondato o fondo coneavo; h1,rgo e baRso collo eon.t}innto con
labbro piatto o spiovente; tre ansntto a cordoncino nrcuato ad orlzzontalj, sullo spuHe.
St11lo spalle, tra le anse, si ripeto tro volto un disc>gno costituito da duo gruppi di fitto lino<>
oblique contrapposte>, con un fascio di archetti concontsici pondnli nel trinngolo di risulta.
vornicìato il collo con due nastri concentrici sul labbro; una fascia tra dno nastri è attorno
l'aUacco della spalla, un alto zoccolo cd una fascia attorno al piede. Verniciati il dorno n l'at..
tacco dello anso. Intatto.

l vasi del tipo F /t 45 fra i quali rientra questo orciuolo sono spesso decorati di
trnttini verticali sulla spalla (F /m 64.21 ). Agli esempi conosciuti dal Furumark 1 pos-
sono aggiungersi quelli trovati a Cipro 2 , in gran numero, a Scarpanto 3 e in Attica'\.
Tuttavia l'assoeiazione delle due serie contrapposte di tratti vertic<1li con il motivo
degli archett.i concentrici (F /m 44) fa di questo orciuolo un imicnm.
'LB. III A 2/B.
1
Vedi i duo orciuoli da. i\'liceno (\VAc.i<.:, ta.v. 44.2 F. J;J. l; tav. 45.7 F. 4•3.2).
2
C. V.A. C:yprus, 39.6; 51.4; 71.4-; 71.15.
i I, p. 38, tav. 13, nr. 7.
4 nr. 421, p. 301, to.v. 24 da Vonrvatsì; nr. 529, p. 336, tav. 3l da Ligori; ]:'II:MJ<;HWAHH, tav. 37 tlallu
T. 5 tloll'Agorà di Atene; tu.v. 45 dalla T. 14 ibùl. ; ta.v. 51 dalla T. 2:{ i"bùl. ; tav. 57 dalla T. 3() 'ibùl.

7 Orciuolo (fìg. 7)

(Già Castello 17); alt. cm. 18.5; diam. bocca cm. 11.7; diarn. innssirno cm. 17.4. Argilla finn
e compatta giallo rossiccia, facilmente sfaldabile, con superficie giallo rosata di tono ca hlo, liscia
e lustra. Decorazione di colore rosso vivo
llf. I,UJSA 1\10 R RICO :-; E \8J

Fw. 4 ()[{('lt:OLO (('AT. '.'. 4ì.

Ftc. 1; Otwtt·ot.o (L\'r. :->. 6ì.


[\)] VASI DELLA COLT,EZIONE: AKAVl 22;)

(;orpo tro1Lcnc<n1Ì<'n <ii p1·ofllo C'('lltinatn con ;..;pHl!c nrrotin1flnt<'; lnq2:(i <·.olio ne11-
1.i1uJt.n piuttos1o hn!'Ì:-.:o, <'O!l_ !nhlno pinttn nµ:µ:<>ttnnt<' e un po' atL'-'<•t1-r- n
cino, a l_)Olltìeel!o) H,LdJ <11,t;lc('lJÌ, i1npo;-;i-Htn <p14-l,c.;j dirit1T ,'-lf!]]p H_pnJI<:. r:ll t't:ticoJnto

orna bnl\"i Hpnlle Ì'·l'<l l(' nn::;n; 111t'n1npin :-.;olt.olin(•.nt.n da in1 nn;-;t:ro gìl'n nl dlRottn; alt.ri
du<'- 11.nst-ri <'d. nno zoeeoln at-t.01·no al pi<'dn. \'('l'll.ieiatl il_ collo nlrintcrno n all'esterno 1_• lo
anse; d_un naHt.ri nnulnri Htll lnhhrn. Hieo1npos/-,o d.u rnoHi franuncnt.i, 1nnnen dnl :fondo, di una
nnsa e d_ì parto d_pjJ"orlo. 'l\:nnei inrTui·'1nzìoni dì pozzolntJ,'1.

Orciuoli di qucst<1 forma (F/t, -1--1-/4i5) co,sì dr•(:ornti (F/rn i)7.2) HOno assai frequenti
area rodio-Jeyantina. /1.gli esemplari noti al Furnmark 1 possono aggiungcrni quelli
111.
2
apparsi a Coo , a Cerlrn,s in Cari<t ", dcl museo (li Cipro ·1 e cli J.Jinct e]
Beida "· \"edi anche i Yasi dell"Attica G e dclL'lcaia

T.H. ru A 2 B.

1
('.[" . ... n.n . J:L!H F . LJ.ll; J:L:?G F.·LJ . L),daEnko1ni:/J . 1/".-l ... X J!)Jfi, Jìg-.1 n p . Hl da .-\sproYì]o ele.
2
'loHHJ<'n:\·1·: l . JL ii;). fi.u. :r/: p . H8. fì;..:: . 10: p . 18, fl.u. dnll(' 1n1nh(' lii. li{' :21 di !<:Jn(ina; U.
11 2;'lfi, tiµ: . dall" . \:-.::('lepiPo: r-: . d .-I. 1n,Jn, p. :{J!l, fìg. no.
:i . I 1u!lln!n. XL l\)()/, p. 48, Li.Y. 2:?, fig. :w.
l L'. I"..,l.. ('y;1ri1s 11 . H: 11.D: J;-ì.2: :{!l ..): H0.:L
f . !/(/ rù /«o I f. ti;::. !);) . :rn.
1
' lh;_"\ZI. lltl. 117 -tl!l. tn\·. 2·f da \"01H'v:1t:-;i.
l'.\P.\JlO!'<ll"Ln_...;, 11 '1 l!l-+. p . S:1, fìg . 1:2! d ;\ p. !)/,da \'ry-.:ar·ion.
22() M. LUISA MOHLUCON1' [10]

8 Anfora con tre anse (fig. 8)

(Già Castello 5); alt,. cm. 17; diam. bocca cm. Ui.3; diam. massimo cm. :n.8; diarn. fondo
crn. l l .2 Argilla fino con qunJcho granulosibL porosità, a falde, Superf-ieie in origine liscia o
stra, <1tu1si cornplet,arnDnte COtTosa dalla Il coloro dullu, decorazione, bruno o rosso
bruno o diluito in rosso chirLroJ presenta tracce di lncentP:z.za rna. è quasi corroso
eon la superficie o svanito.
Corpo piriforme con promo ampiamente tondeggiante dalla spalla all'attacco ,lella parte
inferiot'c cho si rastrorna fino al peduccio a disco, sagornato in curva al disopra;
ìnforiunnonte è ad anello e piatto al disotto. Cullo rolati\ra.rnento basHo o quasi cilinclrieo, con
labbro piatto, aggottante e loggorrnonte spiO\"ento; tre anso a nastro con lieve risalto rn('·cliano
adagiato arcuatt'J sulla spalla ..La docoraziono consisteva in una serie cli tre grosso fasce che gi-
ra.vano attorno alla 1nassi1n<.t espansione o di altre duo fasce a 1netà corpo. /\.ttorno al piede è uno
z;occolo con un.a fascia. verniciato il collo circondato sull'alto della spalla da tre nastri. Sulla
au1pia zona della spa1La, tra, le anse, si ripete il ruotivo di due spirall con giro t'sterno ingroR.sato
o con ga1nbo leggorrnento ricur\,.O inginocchiato, collegate al disopra <la un nastro
otuluh\.to. verniciato il labbro ed il dorso delle anse, circondate da una fa.seia ad anello at-
torno agli attacchi. Cornpleto. di quasi tutta un\1nKa. PreHenta slabbrature ::-iul diHco del
piede o sull'orlo, dove flualche pezzo è stato 1·ia.tta.ccato.

Per il caratterisbco nmpio profilo piriforme dalle spalle arrotondate il vaso


avvicirnL ngli esemplari roclii del tipo F/t B41; per le dimensioni tuttavia esso rientra
nel tipo F/t :3:"5. Il motivo della spirale con stelo inginocchiato (cfr. F/rn 4\J.4) si in-
contra in un'anfora a tre anse delln T. 2tl cli ,Jaliso 2 dove è associnto a V diritti
e capovolti, in un ala1Hl8fron di Coo 3 ccl in un orciuolo da l\larnni ·1 .
T.B. ILI A 2.
1 Partieolarmo1de ::;0110 i Vtt.si (k•lle tornbe 47 o 48 di .faliso: fìg. n p. !l4; fig. 2() a p. 108;
fig. l 2H a p. 20:L
2 Jh:.t>:, ta.Y. H.:!.

3 .f, p. 55, fig. 2H, fn,·. :W4 dalla T. 1-1 di EJpona.


•l p. 51, tav. l4.fi4, dalla T. 5.

9 Anfora con tre anse (fig. 9)

(Clià Castello 4); alt. ctn. diarn. bocca crn. ll.7; diani. rnassi1no crn. dia1n. piede
crn. Ax·gilla fine e coxnpatta di colore rossìccio con H.upe1·ficie liscia e lustra <if·llo stesso co-
lore·. Docorazionc di colore rosHo bruno lucente, htlora diluito.
r\1upio eoepo t,ondeggiante che si allunga in basso in un cilindrico che- poggia su
breve disco sagornato a coreine, la cui parto .in.foriore ò a largo Collo strornbato rolntivn-
_tnentc alto eon. bocca S\"asata o con labbro piatJ,o spiovent,o ùll'Pstorno. rrre anse a nastro con
costolntura tnediana, e attacchi inferiori rnetallici adagiate Yel.'ticalrnente Hulla spalla. Rulla spal-
la, tra lo anse, è ripetuto ìl inotivo della spirale corrente cli tre olcrnonti cìaseuna rru·ntro sopra
e sotto la 1nassi1na espansione sono due coppie ùi fasce intra.1nc:zzato a gruppi di tre o quattro
linee diluite .....t\lla decorazione del piede, costitrrita di uno zoccolo sorrnontato da tre linf·e e da
una fascia, corrisponde cp1ella del collo tLttto verniciato e circondato alla base da un gruppo di
cinque linee e da una fascia. lfna fa.scia corre a.H'int.erno della bocca; tse linee concentriehe E'tll
labbr·o e tutto "\"erniciato il dorso delle anse i cui attacchi sono circondati da una fascia <l oc-
chiello. Integro salvo sboeconcellature sull'orlo del piedP e sul labbro. Pinerostazion.p.
della pozzolana.
F1G. 8 Ax:FORA (CAT. x. 8).
Fru. \) AKFOH\ (C,\T. '.'/. 9).

Fu:. 10 AxFOR\ (C'AT. x. 10). Fw. J l AxvonA (C.u. x. 11).


228 :\L Lt'lSA .:normrcoxE [ 121

Il V<Lso rientra nel tipo F/t, 3fi; la ([ecornzione a Hpirali correnti collegata da se-
gmenti ricurvi ( F/m 4(i.48) compare frequentemente sulle spalle dei vasi rodioti di
qtiesto tipo: vedi l'esemp\an; della T. 47 di C<tl<lvarcla 1, tre esemplari cli Vati 2 ed nitri
cl ne dall'isola di Rodi :i.
T.B. I Il A :UB.

l ,L\COl'I :U, lig. I{) l, p. 140 F. :W. ! H.


2 O. V.A., lJ. •Hl.2 F. :J,).28; /!. -!0.4 F :1G.2!1: /!. -!O.li F. :l:>.:rn.
3 U. F .. 1., !'.B. Io.:J; li. '10.:l F. :ir;.:l-l.

10 .Anfora con tre anse (tig. I O)

(U·iù. l l ); ;1lt. ein. 4(); dia1n. boecn ctn. ) 5.:3; d_ia1n. 11u1.s:.:;.i1no ctn. clia1n. piede
cnL 12. ;\rgìlia Jiru_• giallo rosata, eon HUp('1·fiei(' liHeia t:• eon q11a.lclH• lustro) dì color(-' gi1:1llo chiaro.
bruno pìnttosto opaco, talora i"lvanito, clel11:\ d_eeornzion('.
Corpo }Yirìforrne, t;oncleggiant.c a.Ila inassirna f'S})Hnsione e con spalle- piut.tost.o ohliqtH' a pro-
f-ilo eur\'ilineo; pa.rtP infc·rior·e trone,oconiea, clH· tc-nnina quasi cilindrìea e Hi uni.se(• alla base,
con un cliBeo a ecrcino, sago1nata i:ll disotto ad A.lto collo centinalo con labbro
pi<ttto <: spiovent<• a.ll\:stf'l'llO, r.J1.re flll.SC' a nastro con leggera CORtolatura tncd.iana, ar-
cuate Yf•r·ticahnnnt.e sulla Rpalla. vernieìat.o tutto il eo:rpo all'intPl'lH> e all'esterno, cliC' cir-
condato da 1111 gruppo di cinquP nastri (' <l.n nna fascia sull'alto clella spalla. S11ll'a.ttaeco della
;:.;palla P a lnetù. corpo eorrono due gruppi di tre fasce eia:-icuno. l.Tao zoccolo {'duna fa.scia attorno
nl pif:de alla part,e infPriore. Sulla. spalla, tra le fasce (' tra I(' an,-.:;e, si ripf'te il 1noti\'o di tl!LH
fltta spirale corT(:nte costituit<l- cl.a qunttro (•lenH:nti con 1·ìe1npitnc-nti dì disc·gni a V d.iritti ca-
po\'oltì negli spazi dì risulta. Sul lnbbro sotto gruppi intervallati di litH'C' spezzatp nd. a11.golo.
\yornieiato il dorso d('llo ansn che sono circondatP da una grossa fi.tBcia ad. ara·llo attorno agli
attacchi. Jticotnposto da frnnunenti rna sn.lvo nna lacuna :-;ulla spalla ed. una sul collo.
QLtalclu· slabbrntnra.

IL vaso rientra, per In dimensioni, nel tipo F/t :H ma del tipo F/t :35 ha la par-
ticolarità della decorazione limitata, sulla spalla, alla zona delle anse. l;'orma n moti.vo
(vicino a F/m si ritrovano nel vaso della T. 7H di ,fa\iso 1 . Vedi anche, per il
motivo, il nr. 5 di questa collezione.

T.B. ITI A 2/B.


1 SA COI' I I, p. :105, fig. fi 1 (umi \-sono a gruppi); V assoeiat i <L spirali vari<tmento eolleg<tt.e nornpaiono in a.ltri

vasi rodioti: C. V ..A.. , n. 40.5 F. :35.:n da Asklipio; ,JAcoJ'I 11, tìg. lli2, p. J--t-0 F. :JG.20 dalla T. 4i dì Ca, a,yurda;
)lEE, ta.v. H.3 dalla 'l'. 2G di l .. tav. 7.H dcl .:\luseo itn'.ltpulogieo tli Firpuze.

11 Anfora con tre ame (fig. l I)

(Giii, Museo 4il); alt. cm. 33 ea.; cliarn. bocea cm. 14.8; di<un. massimo cm. :J:l.8; dìarn. pie-
de cnL 11.8 . .A.rgilla finissilna, pnrft ed cornpatt.a, d.ì colore giallo roRuto pallido.
lHguhbiatnra fine, liscia o lustra cli colore gìall.o tendente al romL Color(' clt•nso <' t('tiJlce, rosso vivo
hu.•,ento, dn1la, decorazione, talora diluito in rosso chiaro.
Corpo piriforn1e pieno, rastren1ato in basso, su piede a cliseo f.n·e\·c, con odo netto e rastre-
ntato in basso. Collo stro1nhat.o cou orlo piatto itggettant(• (' un po' 1're an::::.e
[I:fj VASI DELLA COLL11}ZIONM AKAVI 229

ca li sulla a occhiollo, a nastro sot-t,ile o la-rgo con nostolatnra 1nndiana od irnprossiono


l'at,t,acco infol'i(H'O. Vnrniciat.o il collo, circondato da quntt,nJ nast;ri o da tu1n larga fascia all'at..-
tacco, sull'alto della spalla; attorno al piede, uno zoccolo o una fascia. Duo sisterni di tre fasce
Cifl.8CUrlO, l'uno sopr8, lft InaBSÌrna osptHlKÌOllO, ralt1ro pil1 sotto. J)isogno dì_ -fitto I'Oticolato sulle
spalle, negli spazi fra lo anso. (}ruppi di trattini a raggiera sul labbro (sono soi gruppi dì un 1i.u-
1ncro vario di raggi). -\Terni.cinto l'interno della bocca od il dorso dello anso, circondato da
fasce ad. nccliiollo attorno ag1i attacchi. Iticornpost,o da frnnunnnti 1na cornple-to; qualche lacuna
sulla spalla o su[ corpo.

Esemplari quasi identfoi (F/t ;34 e :Hl; F/rn 67.2) sono stati 1'f·ov11ti a Vati 1, nella
'f. 27 di Ja.Jiso 2 , a ì\liiskebi a e a. 4-. i\.ssai vicirto ar1che un_ vaso cla

T.B. III A 2 inoltrato.

1 !'.V.A .. /J. :rn.1 F.


2 \IEE. ;).:t
(n\'.
3 BovsAL, t-nv. l.2-:L
4 C. F-./L. Cypru,.'I 17.;") for.so da l<)1komi .
.JAcorr ·11, fig. 170 a p. 14-;) F.

12 Anfora con tre anse (lìg. l :2)

(Già Ca.,kllo l8); alt. cm. 40; cliam. bocca cm. 14.4; diarn. nrnssìmo cm. il4.fì; diarn. piede
c•,rn. 1:J. J\sgilla finn, cornpat.ta, n-nchn so qualche pornsìtù, o fn-rinosìfa\., uni_fonnnrnentc grigio-ro-
sata. Tngn bbintura di colorn giallo chiaro, quasi t.utt,n scornparsa, in origino liscia e l.tJRtrn. Coloro
della \·ornico lnconto nu1 anch'esso qnasi tutto scornparso, nrn rosso ora hruno.
A.,rnpio eorpo piriforrnc con larghe spalle tondeggianti che si raccordano con fusto cilindrico
al piede a d.isco, piatto al disotto. Col1o con liovisRirno risnh'-'<) alla bnsn, svasato, con a111pio orlo
piatto, oli.quo o spiovonto all'esterno. AJ'lSC vorticali n nastro, con costo1ntura n10-
dinna1 e ttttncco tl bugna, adagiato a occhiello sullo spallo. I..-a decorazione, di cui restano .solo le
tracce nclht superficie cssondono q11nsi tutto svanito il colore, eonsi1ava di uua zona di fitto 1'('-ti·
colato sulla spalla all'altezza dello anse. limitata supcrionnunto ud inf'c·.riorrnmd,e da un gruppo
d.i tre paralh·lc. Alt,ri duo gruppi uguali al prin10 cd uguahnPnte c1 ìstanziati girano attorno
n1Ia rrulssin1a cspansiono del Y<-lso. _J:-\.rnpio zoccolo al piede", sor.rnont.ato da una fascia; verniciato
il collo fuori cd in pa_rto dentro; \Torniciato nneho h1tto il dorso <lcHe ax1so i cui_ at,tacchi sono
condati da nn'tunpia fascia anulare. J{,icornposto dtt rnolti franunnnt_i_, il vaso presenta qun o là
scheggiature e lacune. l\.fanca prtrto dol dorso di un 'ansa. :Forterncnto corrosa tutta quanta la
superficie.

Vedi, per forma e decon1zione, il vaso precedente IL 11.

13 Anfora con tre anse (fig.

(G,iù, Ca.stollo G); alt. c1n. :35.t); d.ia1n. bocca c1n. 15.5; diarn. n1assin10 (nn. 20.2; dinrn. piodn
cnL 10.7. i\.rgilla fino e ccnnpatta dì co1o:ro giallo rosato con superficie liscia o ]ustra di color<J
pili gin Ilo. Coloro hrrtno luccn{',() o rosso della drcoraziono.
Corpo ovalo piriforrno, grandi spn11o tondeggiant,i o parto inferiore troncoconica allungata
in basso su piode a disco, sngornai10 a cor·cine, inferiorrncnte ad anello. Co11o S\'asato o rnlatiYa-
rnonto alto con labbro piatto o aggettante, fortc:nnent.c obliquo all'infuori. '_r'ro anse a nastro con
.a,ttaccaLura rne,fa1.llìca in basso: costola.tura 1nediana cd innavo all'attacco. Sul1o spal1e gli spazi
1

10
F1u. I:! A"l•'O!lA (CAT. ". 12).

f<'1u. lf> A"iFO!L\ (LIT. "· 15).


[I iiJ VASI J)gf,f,A COLLEZIONE AKAVI

fra le anso sono 1 ic1npiti dn un f-ìt1to di:..:;efUlo a squarne p<_o1Hl11k•. Snl resto dnl corpo Yi ò una
coppia di fi1scc- rncchiudnnti tn' grosHe che enrrono Hul giro dplla :..:;palln aUa
nu1s:..:;i1nn er-:;pan:..:;ionP. A. 1nnL\ corpo urta grossa fascia tri:t due spes:..:;n ..Attorno al pi<.'dc un
alt.o zoccolo :..:;onnont.atn dn due linc•n e dn nna fascia. Yl'rllÌt'.iato tutto il collo clip ò circondat.o
1-;ull'alto della spnlla da dnn fa1:>CP ancli"ur::se raccliiud(•.nt-i un siste1na di gro:..:;se lince·. Yerni<'ia.to
anche J'intnrno d.clln bocca. rintcT'llO dcJlu <:HlRP che ,snno circond_ntc, nll'attacco, da UllH fi:lRCÌH
nd occl1iello. l\.:Tanenno partn di un'ansa, qunlcÌlP frarntn('nto dell'orlo, dcl picd.P e di nn\-1ltru
<kllu HllS<'.

di questa forma (F/t ;34 o :3ii) così dc>corati (F;rn 70. I) particolarmente
frequenti a Rodi: Hi confrontino gli Psemplari delle tombe I O e (i2 di ,J a liso nonché
1 2

quello di non in·ecisata provcmicnza '1 : e vedi anclw i virni di }Iiiskebi 1, di Enkomi ''.
di Hala Teklrn 6 e di Minnt cl Beida 7 •
T .B. I [J A 2 inoltrato.

t '.\f.\rCHJ. fìg. :rn


H p. i lii
2 ,)_\('OJ'l I, fìg. a P.Q. 2n:L
!)
" C. J'..L, /J. :rn.2 F. :loi.:l:l.
-1 Hoys_\ L, ta\'. I A.
Drn::.uo.'-', tnv. 2:W . ..J (dnlln T. I di l'yln \"crglii).
r, flrr1a. 8uftrui Tekke, p. 2(), 111Y. a.

14 Anfora con tre anse (tìg. 14)

(Uiù Castello lfi); alt-. cni. din1n. boc<'n cnL 14.H; d.in1n. 1nnssi1no cni. 2H.7; dìntn. pie-
de crn. 11. ...,.\rgilla) fìll.(' e co1npatta di coloro p;iallo rosnto con :-;upcrficic bPn liscìn e lustra di
colnn• ginJlo Colon• bruno lueento talora l'ORHO fin.unna. dcJla decor·az;ione, pnr d.iff<'rcnzn
dì cottura, in qualeltc partP svanito.
Corpo piriforrnc rc:p:olannPnt.o arrot:ondato nlla spalla e alla nH1ssinu1 cspa11sionc o rnstrc-
rnato verso il ha ..;;;;so ovn pop:gia su un b1·0Y('- disco a cercine con f<)ndo pin..tto. J-\lto collo 8\Ttttmto
con In bbrn pia tt:,o e spiovnntc. Sn lla spallrL tro a.nsc a nnst,ro con cost,olatnrn n1cd iana, a. orec-
chia. L. a dPcor:azionn consir;tp di tro gruppi dl tre fap,ce nttornq a,lla bnsc del e-ollo, att;orno alln
nu1ssi1na cspnnsiono o a rnetù corpo. Ycrniciato tntto fcstcrno dcl corpo la parte inferiore,
con il pind.(•, ò circondata da un alto zoccolo. l'utto il µ:Ìl'O della spalla ò occupato, ncgll spazi
fra ln d.a duo SO\Tappost.c di anµ:oli a spina di pcKCo collocati nbliqunrn('.nt-c verso
nistra; snl 1abhro, n si gruppi di linco spozzatc_\ ud nngolo. vnruicìnt.o il
dorso d_c1lc- anno, chn Bono circondato da 11na grossa fruscia att.orno agli attacchi. H.ico1npo.sto da,
frannnc'nti, Inanen di una buona rnctù dcl corpo con la. spalla cd il corpo con la bocca.

Jl vaso s1 avv1cma per forma (F/t :lii) e per motivo dccorat.ivo (F/m ii8.27: con
Hpìne di pesce penclule anziché sdraiate) ad un vaso di ,Jaliso 1 e ad uno che proviene
presumibilmente dall'isola di Rodi '1• Identica decor<Lzione ha un brocchetto a staffa
da Corinto 3 .

T.B. Ili A 2/B.

'c.r .. L. 11.11. 2sr;.11 F. :;r,, l '-


2 ta\'. F.
a C. !'.A .. l'.8.:l. (Balt iniorc). 142. l.
2B2 :Il. LUISA \I GJ

15 Anfora con tre anse (fig. 15)

(GiùCasteHo 15); alt. cm. 40; cliam. bocca em . .14; diarn. massimo cm. :i 1.1; t!iarn. piede cm. 11.
[..'argilla ò fino 1na a1qnanto porosa e di cottura non uniforrnc, con in
orìgine e di eolorc giallo pallido. c()lore dc:lla decorazione bruno () rosso, talora di-
luito e in rnnssirna part(: svanito.
Corpo piriforrne con profilo dalla spalla ana p<:lrte forteHH-'Hte rast,re-
rnata, su piede a br·eve (liseo sagornato in curva e piut,to ;-;otto il fondo. Collo illto e h:ggPnnente
svasato con labbro pi:1tto, po' 'fre anse a nastro con costolatut'a n10-
diana. a orecchia sulh1 spalla. r.a decorazione consiste cli gt'uppì di tre fasce, ciascuno Hull'alto
della ;:;palla, cioè alla base dcl collo, all'a.ttanco spalla e sotto la rnassirna espansione. \-'cr-
niciato tutto il collo e l'interno della bocen. tTno zoccolo (•duna fascia att-orno al piede. Sulht
spalla, -tra le anse, .si ripet,o un rnotivo di eoppie di grossj <( Yentagli » frangiati, aceo1npagn<1ti
da uno ininoru nello spazio di risulta. 8111 ]abln·o HOllO ('.inquc gtuppi inter\yullati di lin('c
ad angolo. -\Tornieiati il dorso delle anse con una g-roMsa. fascia ad annl1o che circonda gli attaccl1i.
Fticornposto da rnolti franunenti rna quasi cornpleto. '1\la.nea quasi tutta un'ansa ..L.a superficie
è in gran parto COITOSi:t P il colorn dnlla deeora'l.ionP è

Il vaso, della forma F/t 85, è decorato con un motivo che s1 avvicina ad F/m
25.1 O. Piuttosto raro, come ornato principale 1 esso appare frequentemente come
riempitivo nei crateri figurati 2 .
T.B. Ul A 2.
1 Cfr. l'anfora a. tre <li Egina: l--lrLJ,Elt, ltt'. 246-, p. Hl, til\', 2fi.
1nalliclii
1 r.-.;, I Il. l (da Dhekelìa}, l l L l I {da Enkomi), U l.18 ((ll ignota provenienza),
I V. (dit Enkorni), X 11.1 (da llodi) o X I I I. I H (fra111111e11tu da Troia),

16 Anfora con tre anse (fig. I (i)

(G-ià CasLPllo l:n; alt. c1n. 4-l.5; dii:lnL bocca ern. -15.2; ditun. rnassi1no crn. dia1n. pie-
do crn. l:l.2. 1\.rgllla -fìnissirna e con1paLta di colore giallo t,endente ul rosso. Superficie fine, lisnia
e lustra, di colore giallo chìar.·o. TI colore della dt'coraz.ione varia dal lucente al rosso
tliluìto che tende al marrone.
Corpo pieifonne u1npia1nente toncleggia.ntP con una curva continua dalla r;palla. .:i.Ila inassirna
espansione e rastren1ato vnrso il basso. a disco di prof-ilo curveggiante con anello sotto il
fondo. Collo cent,inato con labbro piatto aggettante spioY'ente verso l'c:sterno. 'frc
anse a nastro con costolaturn tnediana, \·e1·tica.li ed sulla spalla. \'erniciato tutto l'n-
storno dnl eollo e la parte superiore dell'interno dell'imboccatura. Sul Jabbrn, t,ro nastri concen-
Lrici; sull'alto della Bpalla, att,orno all'attaeco del collo, quattro grossi nastr·i ed nna. fa.scia. r_rre
grosso fi.tsce ;1tiorn.o all'attacco del.la spalla dC'liiniLano la, zona decorata fr·a le a!lS(' in cui sl
ripeto, a. coppie, un 1noti\'O di archi a tre., cur\'e congiunti e riernpiti da altre linee cur,·e acco1n-
pagnat:.e cl<:t frange o da punb. -Nngli spnzi di risulta sono J.'iernpitiYi ad. N-, a.d lJ e a cappio.
__._i\.ltre duo grosse f;1.sco sono sotto la rnassi1na espanRione HH-•ntrn ht parto inferiore è sc:gnata da
un alto zoccolo e da u1ut, fasci;J,. verniciato il dorso dellu anse i cui attacnhi sono nircondt_ttl
da una fascia ad anello. ltieornposto da frnnunnnti, il vaso ha. due an;;a: f:ra.uniu'.ntnte e prt>senta
qua e l<\ delle lacune. I.a \·ernice è ::;u quasi tutta una nu:tà corpo.

Il vaso, per lo dimensioni rientra nel tipo F/t :H, Jrn la decorazione ristretta alla
zona delle anse come gli esemplari del tipo F/t :Hi. Il motivo degli archi a tre curve
disintegrati (F/m ()2) kov11 confront,i solo approssinrntivi su imn pisside di .Jaliso 1
II' J VASI DELLA COLLEZIONE

o su due anforette a staffa di sconosciuta provenienza 2. d.a nHmzionarn anche


un'anfora di questo tipo di Bodn1m por la presenza di motivi di rinmpimento a for-
ma di puntini, di ;\,di O e cli G (Anrdy.vìs, p. 40:2, fìg. 70) fra gli :uehi a tre cur-
ve 4 , un frammento di Cnosso 4 C(l un framm('nto di Hai a Tekke 5 .

T.B. Tfl A 2/B.

l .J.\('Ol'I I, fig. 74 a p. dnl!a T. 8;'.'l.


2 ('.J",,1., fjent:-whlrrwl. 1210.-t-fi H. L1_-L1,rE:-:. /'..'ù1e ,<...,'anun!u!l;t ;1riedii-·u·lvr /{fei11k1u1,-.:t, \lùnclie11
I!););). nr. ;), fl;.r . .} a p. l O.
3 noy,>.;.-\L. taY. 2.2.
4 Po!'J-1.\.\f li, t.nx.
f-la!a ,t...,'u/tan Tekke. p. 82 :-: .. h\Y. /:). JIS r!n.lln T. 2.

17 Anfurn con trn anse (fig. 17)

CastA:llo 7); alt,, cuL dinni. hnccH ('lll. 14.t-i; dinni. lllassi1no ('Jrl. :32.;); d.iarn. pic:-
d(: crn. I 1.r). Asgilla fine nHl di colon_l J'(lSRiceio ehia1 o con Rllfh•dicie rospa liH('-i<'l r: lu-
Ht ra. Colore della decoi·nzionP r1>s00 luc(;ntc.
Co!'p<> pirìfonne arrotondato nllo spnll(', pinU--ost-o ohliqtH', e troncoconico inferiorrnentn, su
piede- n disco sn.goninto n cPreinc C'd inferionnz'ntn nd an(•llo. Brt_'\'P risalto nlln ba.se dcl collo
r<'latiYnn1onto basso e ccnt inn to coll ln hl no agµ:citn 11t<> lnggenncnte ricurvo n l d isoprn. Rulln spnJ-
la, tre anse n. !HH:ìlro enn forte: eostola.t11n1 tnedinnu pd <tt--tueeo plnst.ieo n hugnn, adnginte \·cr-
tìcaln1C'ntc. Sulla ,_,pnlln, 1n1 \p H.lli-;<\ di.':W,UllO di archi 1·ieur,·ì rie1npiti da un inotÌ\'o n ling1ta. a
Y<:rnìco pi<'na e da arei ii <'-Ofl('.P!ttl'iei. Negli spazi vuo1 i sono verticali di disC'gnì ad nng:olo.
li collo ò \'orniciat.o aJl'<':stcrno o nll'int('l'llO <'d ò H<'('-<nnpagnato, :.;;1dl'alto della spnlln, da trn
grosHn linPP ('- da una fascÌH. Pure lo zoecnlo ntt-nrno al piede è sonnontato dn trn linnc o dn
una. fiu:;cin. i\ttorno nl1a 1na.sHinul <'Hpan::-;Ì<Hln o n rnet-ù corpo gira.no far;co Hil1g0Jp di di\'('rsa
tnzz:a HCUOtnpagnnto Sopra C sotto da llrt<l JiflJ'H. rfraccc di i)l!Pl'- sul Jnhbro: \·nrniciato ìl dor'KO
dcli.o anso, eircondntc da una fhscin- anulare attorno agli attacchi. Hico1nrH>H1,o da frarr1nH·ntì o
lncunoso Klllla sprtlla n sul corpo; rotto in parte 8111 disco dcl piode: n shoccnncPllat.o .c.;;u1 lahbro.

J;aspetto pnmunciatamcnte troncoconico e la decorazione che olt,repassa la zona


df•l!e anS() associano qum;to vaso ad alcuni esemplari rodioti dPlla forma F/t 1
• Il

motivo rientra genericamente negli archi a tre curve (F/m 02) clw qui si alternano
con d.i pesce pendule (F/rn i58.15); per i primi si può citare a confronto un vaso
a tro manichi clella T. 42 cli Prosymna 2 ed un cratere di Enkorni 3 .
T.B. III A 2.
1 Dalle 1nmhn 48 di .Jn!ic;o (:\l.\n:1u. fìg. 120 a p. F. ;{-L"i":fìg. J:H) a p. 21;_{ F. :34-.B). \'l'di anello.
rin .Jnlic.;o. C. V .. I.. f.'.B. F. :{4-.10.
2 Pn;i'1JJnuw-, p. 81, fig. nr. 8:)4.
:{ (;ornato di rinmpinwnto: YE1nn;c:LE·K,\H.\f;EoJW-f-Tf:-;, III. n.

18 Anfora con 1;re anso (tig. 18)

(Giù, Cn.s1,cllo 12); alt. cm. :l:l.8; d.iam. bocca cm. 12.2; d.ìam.. massimo cm. 27.G; d.ìnm. piu-
do cni.. n.n. A.rgilla- finn con qualcho porosità, di coloro giallo luggnnncnto rosato, <li eottnra non
con Huporfi.cio ben liscia o lustra di coloro gii-lllo pnllicto talora tondcntc al \lor·
nico bruna rnarrono luconto, talora diluita in rosso rnarronn, spesso S\Tanìta o sfa.-ldabitc.
FH:. I i ;\'.'F(JfL\ (( ',\'!'. :-.; . 17).

Fiu. 18 A:-<1··<Ht.\ (( 'AT. :-.; . 18). Fw. I!! A'.'FO!L\ (C'AT. :-<. 19).
[ Hll YASI DELLA COLLEZIO'-"E AKA\'I

1
_F onna pirifonno con ::-;pnll<' a.rrotondntc 1nn un po· schiacciate nl disopra. Corpo che si uni-
se<:, rastrc1nand.osi in ba14,so. rv{ un ped11ceio ad aH-o pareti oblique, inferiorrnunte ad anello. Col-
lo alto e centinato con bocca svnRnta con orlo piatto n,p!gnttantc e lcgg·('THH.'nle spio"\·nnt<• vprso
l'P:-;LcrHo. Tre nnse a ru18tro strutto NOllo collocate a orecchia sulla Kpnlla. Vernieinto t11t.to il
collo anche snll'intnrno, aceornpngnat.n <ln tre- fa:scc sull'alto dc!h1 spHlla. Zoccolo tiorrnonta.to
d_tt unn fnsein int:orno nl pied(' ed alla pareto inferiore. J)n<' gruppi di t-rr· fnsec attorno e sotto
la n1.:1ssiin:i. cspanNiDnP. S111le spalle, tra lo unse, si altnrnano gruppi <li tratti vcrtìcnli e orizzon-
tali. "\-('rnicinto il dorso (lcllo nnsc. lnbhro sono quattro gruppi di angoli a Hpina d.l pesce.
H·ieotnprn-;t;o dn frn1n1nnnti, J-HTRC'nla due ainpìe lacune sul corpo cd una. Hlabhrn.tura sull'orlo.

Il vaso, caratterizz11to <fa una pronunciata depressione sulla spalla, rientra nella
fonrrn F/t :H5. Il motivo delle pile di trattini orizzontnli e verticali non ha procisi
confronti: si Yt,dano tutta via un vnw a trn anse della T. 60 di Langa<la 1 cd un rhy-
lon di Atc11.e 2 : Yl 0 ancora un crnt<'n' figurato di Tsr:wle 3 dove il motivo compare
corno scrntegno 11 d una corolla.

T.B. III B.

1 \.l11Hn1co:-.:1,; I, fìg. :mo n p. 2HL


2 ('.V."I .. /)('Uf,schJand. 1884.1
3 VEl{;\JEi·1,1•;.J\:ATUqE0HnH1;.;, l\' . .:f.H, 1ln Te! llnn.

19 Anfora con tre anse (fig. I !J)

Cn.stcllo l4); alt. cnl. dinrn. hocca ctn. I 1.fi; diatn. 1nassirno crn. 27.2; d.irun. piede
cuL 1O. A.rgilla a.ssai porosa e 1unncroso grannlositù, bìanche, di colore rosso ca1no:scio.
f11g11bhiatura liseia eon qun}c!Jc lustro, d_j Colore nocciola ..\ 7 erlliC{' lllH!TOll.C bruno opaca tcnHC('.
Corpo <n·alC' con spallo piuttostn obliquo su peduccio rclativanH.'ntc alto ad anello
con pareti oblique>. ,A.lto collo quasi ci!incl.rico con labbro aperto sr.>ìovcnt.c \.<THO 1'intC'rno. 'T'rc
nnsn a nastro, con fortP costola tura n1cd iana, sono i1npostatn verti ca hncn1A.' su li 'alto della spalla.
La d<'eorazionn principalu, riservata all'alto dol1a spnlla dnl \·aso, consiste di 11n rnotivo ripc-
tut<J 1 rc volte tra ]p ans.(', di d.ue lince parall<'k'- enrvatc a graffa nnlln cui parte int.crna sono
dii:-iuµ:nnti otto seinicnrchi JrH,n1Tc d.tl1 vertice par·tono due spirali chn si eoutrapponµ:ono. Tl
tivo è Jinlitnto dn due 1inst.ri eurvi a forrna di parcntPsÌ. rl'rn fasce corrono llll. po'
al disopra delta tna;-;sitrul cspanl--1ionc. A..ltTe (luc st.riscn µ:irano a 1nctù. corpo e infinn ancora dne,
iuu1 nll'attaceo e l"a..l.tra all'orlo d.nl pi(•d<>. i dorsi delle ansn con d11c fasce lungo i rna.r-
gini eho si prolungano di\'aric<tndo;.;i n <:lrriccinnd.o.si sulla pn. ncia vaso. V(Tniciato tutto i1
<·-o1lo C<>n il labbro, cireond.nto da d.ue fasce alla bn:s('. da inol.ti frnnunenti, JH'(':Snnta
vnrio lacune nelle pntTt,ì. Solo un'ansa ò int('grn.

11 va No per la forma ( F /t :n) e la <lccorazionc (singolare redazione del motivo


F/rn 02.:ll) trova un confronto preciso coH 11n vaso cli I'todi dell'Università di Hcidel-
bcrg 1 . Per il motivo dci «baffi » che scendono dalle anse, si veda on vaso rodiota
dello st,esso ti po di Jr onaco 2 •

T.B. I Il C I.

1 C. V. I., /)cutschlond, 128!).;}.


2 ta\·. 4.2\l F. :lì.16.
}!. IXISA I•; l:20j

20 Anfordta (fìg. :20)

(Ui,\ Ca:--:;tello 24); alt. CllL diain. boccn crn. B.f>; dia1n. 1nassitno Clìl. 17; dia1n.
pit·dc: CllL 7 . ..:-\rgilla Pstre1nn.1nt•11U• r<"lffi!lnta e cornpalt.a dì cottura non unifornH: p(•ndiù la pa-
rc·tc, nella frattt11·a, ò d.i giallo uo\·o \"Pl'ko l'estt•1·110 t' grigia Yl'"I'KO l'i1ttt>r110. La
è liseia hrntra, di eolort· giallo t:cllora HsRai caldo. 1. . a V(·1·niee, tenace(' luennt(', \·a,ria dul bruno
al rnsso el1po cd ò diluita in 1narrone elii1_lro.
For111a o\·alP :-icliiaceiatn su fnndo piatto rialzato con pnn•ti qunsi dirilH· .....\.lto eolio eilin-
drico eon }pggt'l'O risalto nlla h<tS(', strornhato sotto il labbro piatto e spÌo\·entt> all'estc-1·110.
1)11e anse a cordoneino, obliqtH\ a ponticello :-:.;ullù rnaRRi1na eRpansioli('. ])a le du(' bu-
p1ettt' sull'alto d('lla spalla. "4..tturno alla base dd eolio, sull'alto della spalla, girano tr<' li11C'e,
di cui una. è diluita, cd una fasein. rrra qn<'StH fascia ed !iflù eoppia di altre dtH' CÌlf' circon-
dano I'attaceo spa.lla ò una Htr<'f".ta zor1<t rist·rYata alla d(-'corazione cht> eonsist(• ({_j una
serie eontin11n di disegni stilizzati di eor<Jlh· p(•ncl.tile a pelta. l!n'alu-a eoppin di fasee sotto ht
rnassirna ('Spansione (•d llll<l attonio ul piede. Penncllat.<• sul dorso(' <lttorno agli nttneeliì dtdle-
a.nsc'. \'(Tniciato tutto il collo nll'('sterno eon il labbro e un po' ::t.ll'intc-rno della bocca. lli-
co1nposto di fnuntn('ntì, Inancn. di un"n11sa (' di Hìt'til dt•l fondo. Tn• lncunn sul corpo ed una
su! eolio.

:\folte anfore di tale forma (F/t :>8), caratterizzate da due o quattro protube-
ranze sullP spalle, sono state trovate in Ac:aia 1 e sono state ritenuto produzione lo-
cale del T. B. III C I 2 . Il rnotivo (F/m 18.lilG) - che compare su wùmfora a tre
anse di .Jaliso '1 , su anforettP a staffa di [{odi 4, Curob 5 , Ba bes Makrousion" non-
121] VASI DELLA COLLEZIOXE AKAVJ

ché, d.isposto obliquamente, Hl! una kyTi:r dell'Attica 7 conduce nel una daktziono
più alta di quella solitanwntn ;rnscµ:nata a questo tipo di vaso. Jfa vedi anche hm-
fora <rnsai vicina di Tanagra·" che ò dol T.B. I II B I.
T.H. I I I B !C.

J \'cdi :-::pc('inlnwntc P.\L\llll!'Ol.Lil_'-:, P:\l l:L fÌ}.!}I. o:{a, Jf)H1r. J!)()/; da ;\no
l1.\!'.\r1opo1·1,(1c.;, p. ì L
"I'. l' .. I .. li.li. 28H.4.
I ('_!·.,I. !J . .)0.H.
S'!Tfl)l!'.\(;:-; !J, p, {clY, !SA,
i; Tn F;ryon. !!);j;). !)· 81. fi;!. 8;)_
nr. JO:L L1\·. ::) dn \'nl'ki1:-::n.
·'I f>r11kt-ik1(, I Hì I. t 11 \-. 20 I;.

21 Anforct1a (tiµ:. 21)

u;-iù Ca:-;lcllo :!a); alt. CHl. :2H; diarn. hoc-ca (_'fn. diatn. rnns:-:1i1no Clfl. 21.8; clinrn. picdn
ctn. 87. di colore gìnllo cl1i<lro eon sttp<'rf-lcin lisein e probahilrnontc l11str·a in origine, in
.u:rnn pnrtc corro,sn. J{i1n_t111_u:ono solo :wnrs<' trace(' dclln d.ccorazionc clic era <li colore h1'lltto opacn.
Corpo O\'Hlc un po dup1'<'RSO nllc• spnllc rinJ:r,n1.P. f>ed11ecio a disco rnodnnnt.o a ecrei11('. cnn
1

l<l pnrt-c infcl'iorc coflCH\'H. (jo!Jo alto e stnnnhnto eon bocen cnvn n]J"intcrno <'con orlo ingros-
sato a cercine n! difnori. D1H' n11H(' H cordoncino i1nprn.;;tn1-c ohliqnatn('l!tc n pon1-icelln sulln rnns-
si1nu ('SJ_HH1:-;ion(• elio corri,c:;pondP nll'nthH:co d(•\la :.;;pa.lln. La dccornzionc eon1-:;istc,·n dì duo gruppi
di trn fn:-:we ciascun<L uno N-Ulla ::;;pnlln, l'altro sotto la HHlRSi1nn c:c:;parrnion(' f'J'H ,·crniciato
tutto il collo per gnin pnrtc dell'interno, Hl difoori circondato dn nlm('no duu foRcc Rlll!'rilto <folla
spa1ln. TTn"nlt--rn fn1'cin e\ attorno alla ;.;;trozzatura. del piede; t-rncco di coJoro sono su] dorRo nll'nt-
t,ncco de-lln ansl'. l{ieotnpost.o da lnolti frn1n1nenti. 1\lnncn di una parte del labbro e qun
e I:\ piceolc Jacunn e sboeeonccllaturn. Tl colore> ò in ,grnn pnrt.n sxnnito ]ascìnndo 1n1H opa-
ca oppure è cad.ut.o insininc con la supcrfìein.

(,\uesto Y<lHO trova confronti fra i vasi dell'arpa rodia dulia forma F/t tiS: vedi
SJH)'.;ia!nwnk gli e8ernplari di Calino 1, di ,Jaliso 2 o di Langada (Coo) 3.

T.B.111 CI.
1 <:'. r ..-1., O.FJ. 2!l:L 14 F. 08.6.
'1'.l'.A... O.I!. 2!ll.14 F. ,)8.7.
;i :\Jo!Ul!Cfl'.\'T I, p. 274, f-ÌI!. :112, Iin·. 4,16.

22 Anforn (lig. 22)

(U-iù. 20); nit. ctn. :l4; diani. bocca crn. 12.2; clia1n. rru1ssi1no crn. 27.4; dia1n. pir,dc crn.
H. Asgilla gin11o rossrtstrn fìne n cornpatta eon superficie tossiccia liscia e hrnt,rn. Colore della
coraziono rosso eupo lucente, talora rosso chiaro.
Corpo pieno clic si allunµ;a Jcgg:enncnt,e in ba.sso su pcdnccio ad anello sngonulto a
curcinc :sul nu1rgine. Basso o lar,s:ro collo Ht:rornhnto con breYc orlo piatto orizzontale, nrrot<)ndnto
al difuori. J)uc anse a cordone Nono irnpostatc orizzonialn1cnt.n snll'aHo della spalla. Sulln .'3pallc,
<lnlln a11sc, C<)ITc, dn llna parte e dall'altrn, l1na snric contint1a di disPgni a lI altcr-
natiYarnnntc dirittl o ca.po\·olti e incnst.rat-i l"uno df'n1ro l'altro. 8ull'nt-t.aeco d.C'lla spalla corrono
tra dun fn,i:;ce due THlRtri. Sotto la rnnssirna cAfHHlsione è una fascia tra dun lince. Uno :t;occolo
1221
è nttorno al pi(•tk•; L'i \'(•t·nleinto tutto il
collo eol labbro, in partu nnc:lio all'in-
terno, ed ò circondato alla ba,...,e da t,rp
liru•c e da Ulì<l _f: \'(•1·niein Lo il dor-
:-;o Intatto salvo una laeuna
sul eollo <' labbro. Rb<Jeco11ec-lh1tttr'l'
\'<tric Nld picd<: ::-:.ul eorpu.

Il vaso. ]JP1· la f<>rrna, si con-


fronta eon due anfme della '!'. I()
cli .Jaliso 1 e 1li Vati 2 che il Furn-
nrnr·k aBsegna alla fon11a F/t :n.
Per i I motivo, vedi una taz:;m di
Ligori a ed un hroce:lwtto a Htaffa
di l\·lo;.; ·1 dove sono varianti del
motivo F/rn 48.

T.B. Ili B/CI.

1 _j.L\Iu1n, tig. ,., p. l lì F. :n.-t-.


ANFO!lA ({'AT. N. 22). 2 ('. l· ..·I.. JJ. -l-:{.H F. :l/. l::?.
3 I, t<t\'. !l.H.
1
B1.Eu1.::-.--l{A\\'so:--:, fig. :rn4, iu·. G!J7.

23 Anfora (tìg. :rn)

(U iiì Cash•llo 21); alt. ern. -ìO. ì; dìa11i.


bocca ctH. lf>.7; dinin. ('.Jn.
diam. pi"d'' em. 10.8. A1gilla di aspt'llo
po10Ro eontC'1t(•t1te grnnulo,"litù bia1te!1(·
p;-n·tieell(· n1ic;tePc dì eolor ea tnoscio,
di cot,tura pcrfr'.tt<.ltne>11t<' tutifonn('. i'"ìu-
perfiei(• di col.ore hia11(·.o ,t.Ò<:tllnKtro opnco.
Colore dc·lht ro:-;so \'i\'O o
l'OHso cupo; opaca talora sf;ll-
dabil<;.
An1pio eorpo o\·nJc bie()nico ;-.;u bas-
so pC'dlleeio nd anello cott 1nodann -
tunt. Largo eoilo S\"H::·m.t(J con orlo i11µ:1
Hato. l\nse 01·izzontall a eordonciuo,
postate C•on lic\·" obliquità 'llll 'alto <lr·lla
Hpnlla. La d('C:Or<tzione eo11::-1tt1 di un na-
stro ondulato dio CO!T« fm 1lltri clu,,
<Mst,ri pn1»llldi 11ll'al tozza ckll"a ttaec<>
<lnse. Tre n.ì::>C(' parnlll'lP di disegua-
le p:ìra.110 al dis()pra dt·lla 11u1s-
si1na espansione (-• due al disotto. _.-\lt,r<:
due girano ùlla 1-HlS<: d('.l eollo tutto
\"ct·1lielato al difuori (\ in parte, a.nehe
A.'IFOJtA (C'Nl'. N. 23). dentro ed ltt1 'a.ltt·a .sopra il \'ci·ni-
cinto a,nclt \•;-;so. PenneHn te sul dor:'io e
I 2:i 1 YASI IJJ<;LLA COLLEZIONE Al\A \·1

sn.u:li at.tace!ii dPlle nnsc•. I-tico1np<JHto d.n rnolt i fnunrn<:>nti con pieco}p lacu1H'. Jlancn
di cui restano ,-.;olo uttacclii. Corrosa<' t-nlora sfaldata grnn pnrl·C': (h:!l11 NllfK'1f-icìP.

Il vnso si confronta, per forma e decorazione, con un.anfora (hlla T. :!O di Eleona
(Coo) 1 : vedi miche per la forma (F/t :n) gli Pscrnplal'i citati al nr. pn'cedPnttJ 22.
Per il motivo (kl na.st.ro a seqwntina (F ,):).18 o l \J) vedi m1«rnfora da Langnda
(Coo) 2 cd 111w fruttiera dn Calino a

T.B. 111 <: I.

I Jlnn1ncn:-.;r·: I, f-ig. 1-G <l- p. 7-L


"\J(JJ\HTCO':"f, J. fi!!. :nt al). :.(14.
3 f'_ 1·. L, f/.H. 2n:LH.

24 Anforn (fig. :!+)

(<iiù Cust<>llo :!:!); alt. mn. :J:l; diam. boecH cm. 11 (cn.); diarn. ma.ssitn•J cm. dìmn.
pÌP-dn cnJ. 8.:L Asµ:i\la fÌll(' 1n;-1 })(J!'08a e g!'antdosa di colon' .c:inllo !'Ossiecio <' di eott,un1 non uni-
forlll('. Ln :-'llpPrf-icic di coloro giallo crn liscia rna non bL<..itl'a c•d 01a ò. in grnn pnrte. sfnldntn.
Corpo o\·:-dc hieonico su piede ad <:<l nlto collo ectttinnto con brc\·c labbro un
nggctlantc. Du<' larghe anse a nastTq, nrcuat.c, sono i111post.atc \·crticahn('!ltC' sul!'nlto d<·lln Kpnl-
ln. L<'ggnt·a ri;-;<';l:H all'attacco dcl collo. La dccorn;;ione, di colon' HHl!TOfl<' hrunnstro opaeo. con-
si,st-e di un JJ\H.l.t,ro ondulato fra due nastri pnrallc·li attorno nlln Rpnlla. nll'altC'ZZ<l delle ansP. Al-
tTi d111· nastri corrono attorno alla bas<' ciel collo che ò tutto \'Crnìcìnt.o in;.;icolC': eon il lnhhrn ('.
l'interno d('lla boee-H. A.:.\ttorno nlla. 1nnssirna cspansìonc §2,'I'ORf·itl fnsein, nccornpagna.ta dn tre
unst.rì sopra. <'. due sotto. lhia nncorn più µJ_·o,"ma fra due nastri è a 1n('tù parte ln-
forìorn ud un'nltrn fascia più_ sotto Hllcora. E1·a vc-rniciato il pìr:d('; tre pcnn<'iiatc sng11ono il dor-
so delln HflS(', una ò le altre due lungo i n1arµ:ini. B.ico1np0Rta da fnun1nc11ti; rnane.n. di
unn dC'l <'-orpo e di più della. rnctù. dclìn bocca.

li non trov<L mm predsa collocazione: per la forma ovale biconica Hl


asHoda ad alnmi esemplari della forma F/t :38 dw lw11no tre anse 1 • Per il motivo
(F 1m i5:l.2i)) V('< li un briceo da Coo 2 .

T.B. 111 C l.

1 \"cdi i·n.nfon1 n 11'1' tnanif'lii della T.ll di .Ja]Ì.'-'n f'L\rl .. Hl, lìµ:. 40 a p. 121 v :rn.2i.
:\l_onnrcn"E 1, fìµ;. a p. !11v. 1)--1-.).

25 AnforiHco (11g. 20:5)

(i:-i<\ 82): nlt. crn. !).!); din1n. h<HT<l <'rn. diarn. n1Hs:-;1n10 cni. 8.8: din1n. pì(:dc
('ìll. "-LR. ;\_rgilln fine' e ('otnpatta di colon'. rossiccio con :-:uperfici<' g:i<llh1:-1t·nl Ji,c:.cin ('un po' 111:··:t·.rn
(P('!' inPtÙ. dcl \·ns<) In ,'-illJH'TfÌ<'iP ò statn d1'.lcrìo1ntn dc1! t('f')'('tJO). Colon· d1·ll<1 dt>c.ornzìonc nls:-;n
\'iyo npnco.
('orpo <n«lln pi('no :-;u pil'(l1' <l di:-;<_•o piatto <:ll disotto, eo!l rH<_·c·nrdo c1·ntirrnto. Bn,'-i,'-iO 1: f,oz:;,n
c.<>llo <'.Oll('.<l\·o con largn i1nboccnturn ('d orln ;-:prnplic<>. D11c- HllS!'(tT n cordorwino u pontìc1·ll_o, 1

irnpo;-;tat<; s11\ln spnll<:L La dec.ornzio11p, ri,--ì<'l'\"Htn nlln spn!!n d<>I_ \"Hs(:t1o, c·-011st;-1 d_i du{• lilH'('
an·i<·ciato c<Httrnpposte; qudlu }:;lipPrio1-c (\ pcndp11t.e, qu<'lln inferiore ncc<Hnpngnn ìl 1it1stro che
240 J\I, LUISA l\IORRICON1TI \24]

l•'w. 24 A" !<'ORA (CAT. N. 24).

cing(; lo spn.lle <' ehe eorre cl. tre linee; un altl'o nastro è pili in basso. :B<l.HSO zoccolo n
fi1scia attorno al pìed(•. Il collo è vernieiato alt'(•stcrno e all'interno. Inteµ:ro Hfth'o un'anset;tn
sho<•eo1iet•llatl1rn. l)cterioranicttto su gran parte della sup<·rf-ieil: do\·ttto all('
eondizìoni del t.<•rTeno.

Il vaso si confronta, per la forma (F/t fifl) con l'anforisco della T. IO di Langada
(Coo) 1 ; 1wr il motivo d«corntivo (F/m 42.ì-8) su vasi affini, vedi LrnJorisco di Pe-
rati 2 , l'anforetta triansata di ,JaliRO :i e quella d.i :Vlinet e] Beida ·1 .

'l' ..B. I II C I.

1 l, fig. 85, p. 104-, lll\'. 114.


2 .L\cov11>1s, nr. lOìO, t<tv. 41 (dnlht T. 145); nr. 208, btv. 102 (d<tlh1 T. 21).
a C'. V.:1., u ..n. 2Hl.7 F. ()l.:L
1
' 1 ·wrnfir-a 11, fìg. 58.12, dalb T.:i.
125] VASI llELLA COLLEZIONE AKAVI 241

26 « Alabastron » (fìg. 26)

(C}iù, Cnst-nllo 84); nlt. crn. n.5; diarn. boeca C-Ill. fJ.5; dhnn. tnassin.-io CJll. H.7_; dia1n. fondo
c1n. 4.5. finissirna. cd ci::.trC'1narncntc eornpatt+1 di coloro giallo roseo. Supo:rficio liscia o
]ustra iJl origine, dollo stesso coloro. dnlla docorazion.c 1'08SO \'ÌVO, talo1·n lucente, talora
diluito.
(;orpo globulare biconico con passaggio arrotondato tra 'le spallo obliquo o la part.u inferiore
troncoconica con profilo curvo. :P'ondo pintto. C'ollo basso e ccnt.inato con bocca npertn e labbro
sernplicc. Si noti, nPI collo'., un forellino forse intf'·nn.ziona:io al corrisponde.:;rnbhe un nlt.10
dnll'alt,ro 1ato. La dneornziono consisto di una fìtta serie di na ..stri_ paralleli cho girano da.1 co1lo
nl piode ntt,orno a tutto il corpo del YflSO. Cornplcto salvo una lncunn sul coHo e sul labbro e
shoeconcPll<:lturo qua e lh.

Sono stati trovat,i vasetti gemelli sia per ( Fjt 77) sia per d.ocorazione ( F/rn
7(i.i3) a Cipro 1 , ad Asine 2 , a l\Iiconc 3 ed in Acaia 4• Ved.i anche l'esemplare rnanicato
di Coo ·'.

T.B. III A l.

2 FH(_)PIN fìg. 205, p. 2!17 F. ìì.2.


3 'VAcE. inv. :3:J.U dalla T.;)fi F. 77.l.
4 \'cdi spo<'ialrnentn 12, p. 8;), fÌf!. 125 n, p. 101; fig. [! dn Ano Rychaìna.
;, :\Iomuco-XE l, p. 245 s., fig. 271, _lnv. 228 dalla T. ;)()di Langada..

27 « Alabastnm » (fìg. 27)

(G-iù- Castello 78); alb. Clll. 7.fi; dìa1n. bocea Cill. 4.8; diarn. nulssilno e1n. n. _...\1·gilla fìnisslnu.t
dì colore rosato con suporf-ì.eio lustra dello stesso coloro o decoraziono di coloro rosRo vivo
tosto <Jpac<).
sfcrico-scliiacciata con fondo leggorrncnt,e convesso 0 spallo un po' oblique.. l1asso
co1lo centinato, con breve labbro spiovont,<-'. H,ostano lo irnpronto dnµ:li att.acchl di tro n1inuscolo
ansol to a cordoncino sulla spn lla .. La. decorazione consiste di onde pif•ne disposte. attorno al giro
dol vttsc>. sul1a spnlla o ttttorno alla rnassìrna espansione; tre ano11i concentrici sotto il
fondo, cho ha al cont.ro nn dischct,to circondato da un nneHo; \'Prnicìato il collo dent.ro e: fuori
sa..lvo lo anse pcrclut1n.

È uno dui vasi più comuni del monclo miceneo. Por forma (F/t 85) e dccoraziom'
(F/m :32.;ì) si confronta con gli esomplari di .faliso 1, di Eleona a Coo 2 , di Vnti 3 non-
ché con quelli di Calci de 1 , di Pilo " e dell 'A ca i a 6 •

TJ3. llT A 2/B.

1 )fAttTHI, fìg. 84 n p. !5H F. 8il.UJ, dalla T. 2H.


2 )lonHrcoNE I, fig. :rì a. -p. fifl dnlln T. lH.
3 C. V.A., /J. 4tL2.
4 1-lANKE'rc, tav. 18, nr. 402 A.
5 :\fAHf".'{ATOS. ta:y_ <'.
G Ycdi spn<'inlment.o 1'AP.\PorocLos, P.'.\-l 10, f-ìg. t:J2d, 108 (da Vrysarion) e p. 8() (YcJJtisctte escn1plnri}
M. LCISA !\!ORRIC'ONE l2Gj

28 « Ab1bastron » (fìg. 28)

(U-iù. Castello 81); alt. e1n. O; d1ani. boeeH c1n. ;).H; diarn. HUl::-;si1no enL I l.8. 1\rgilln n:1al d<·-
ptu·ata rna con1patt<t di eolore giallo rossastro co11 sttperficie (lPllo .s.tesso colore. l)(•cornzio11c- di
colore bruno.
\Tnsetto di fo1·11u1 ;-;eliiacci<tta leutieola.t·l'; la parte infPriot'(:, eot1\'(•ssa, si 11nise(· a spigolo cou
le spalle obl_iquP. Il collo è d.a. unn. strozzatura da c11i partP 1u1 l<tbbro 01·izzontale
attorno all'itnboec<ttura. J{i111ano ::;olo 11na delle LJ'(' a cordoncino irnpostate ad a.r('hetto,
diritte m11!'attacco sp;J.lla. La decorazione eonsiste di due fasce nnulari cotH'l:ntriche di-
sposte pressappoco lungo il Hl<trµ;ìne dc,lla parLn illfc:rion_'. _Altu; due faMC'i', eli(· eo-rroao lungo jl
dìarnntro nutssi1no, litnìtano la dE:corazione a Hqua1nn pnlldenti clH: ricopre tutte l_p spalle del
\·aso. U ya;·wtto intatto :-;a.h·o linvi sbocconcnlb.1ttn-e sull'odo. La dneoraz;iotH: sullt• spalle: ò
1nolto s\·anit,a eaduta quasì Lutta la

Il singolare profilo aguzzo della forma schiacciata ( F/t 8.+) (• una caratteristica
degli analoghi brncchetti a staffa (efr. F j t I fii veda perèi un alalwstron di Cal ciel(• 1 .
Generalnwnto la forma schiacciata <legli alalwslm si data nel 'l'.B. li I A I cui risalP
atHdw il motivo delle sqmuno pendule (F/rn 70. l ).

1 H"\'.'..:KE\", la\·. 17, nr. .'l2;{ J$·: si {·011t'roati audw l'a/a{J(tstron :-w!iiaceiato, eon !' v(,tl11'<11P
dn ttn puntino) dtdl<t T. :! di l :tno11a a ('oo: \lo!tJU('OXI< [, f-ig. ì a p.
1 l11Y. :w2.

29 (fìg. 2!l)

(C:-iù. C<lst.c!lo 77); alt. CllL 7.H; di<:lllL bocca c1n. {L2; d.ìarn. n1assirno cnt. H.4; dia.rn. fondo
cin. 8.5 ..A. rgilla eoinpatta di colore giallo rosato eou superficìc giallo lattPa. _.\nelle l'in-
t,PT no ila un riveHti1ne11to bia,neo lattiginoso. Tl color(' delb1 ò rosso o bruno ()paco.
\Tas<>tto di corpo eilindrico Icgger1nt:nte S\'U.Sato su fondo piatto un po' convesso. Spnlle-
ohliqun, eollo largo, basso e ct:'ntinnt.o, con lnbbro B<>rnpliec. l)ue di eui una ò
a cordoncino, sono obliquan1ente nd archetto s11ll'athtcco della spalla. l..ia decorazion(•
consiste in nna serie di piccoli sen1iecrclii congiu11ti n fra.ngia, stdl<i. spalla, frtl lP ans(•; due f<-1.scn
girano <t!l"attaeeo della spalla, tllla attorno al fondo r· Lre lì11ee diluir.e sotto l'<Ittaeco del collo
che ò tutto Vnt'niein.to do11tro n fuori. lTna sul dorNo Integra fuorché un'ansa
1na11eant.f·.

Un preciso confronto per b forma (F/t \Hi) e pPr la decorazione (cfr. F/rn -+2.-+ m
versione capovolta) è dato dalla «pisside>> ddln T. :rn di Langada a Coo 1 •

T.B. III B/IU C I.

1 '.\lo!UUCO"-"\E I. p. lil, tìg. 175, lnv. 12:L

30 Pisside (fig. 80)

(Giù. Castnllo ìG); alL cm. 15; <li<.mi. bocca cm. !O; diam. massimo (allo spali<,) cm. lì; fon-
cnL 15. i-\rgilla fino e co1npattn di eolo re giuJlo rosato con superficie liscia u lusti ;J. di colore giallo
pallido, Colore della decorazione ros;-:;o vivo, elio tonde talvolta al bruno, con tn-tcce di lucentezza.
Corpo cilind1·ico 1na licvernnnte svasato su fondo un po' coll\'esso. Spalle to11deggi<u1ti a C<:l--
lott.a con raccordo tt spigolo vi\'O col basso cd <-Ln1pio collo svasato con orlo aggettante
[2ìJ

Frc-. AxFon1s«o (C,\T, " · 26). Fn:. 2.7 - A.LAIL\STHOX


(('\T. "· 25). (('\T, "· 27).
244 M. IXISA [28J

vivarnente obliquo all'infuo1·i. rrre piccole anso a obliqttl', irnpostate a ponticello


sull'innesto della spalla. lTna stretta zona Hopra l'attacco della sp<:l.lln, fra le anse, è dcco1·atn da
un disegno a squaine pendule lirnitatu da duo fasce parallelo al disopra delle quali corrono un
gruppo di linee rttV\"ieinatn e sottili e un\tltra fascia; a rnetà corpo girano due linee sottili (in
parte si confondono). Attorno al fondo è una fascia. Il eolio è tutto ,·.,rniciùto all'estento ed ha
un ua.stro all'interno del labbro. V"orniciat,o il dorso delle ansctle. Integro fuornl1é una hunu1a
sul labbro e va1·ic seheggiat.ure.

li vaso Hi confront<t, per la forma, con quelli più tardi del tipo F/t H4. Il rnotivo
decorativo è irrnolito 1 : rientra comunque fra quelli del F/m 42.

T.B, llf B.

r Si \·edn, nlht. lont.ann, trna pis:-iidn da Korakott (l\orakotl, fìg. 101 <L p. 70 F. Otì.2).

31 Pissi< le (fig. a I)
(C_-iù. Castello 7n); att. ctn. 7.2; dia.in. boec<t crn. 5.1; diatn. u1aHsi1no e1n. H.8; diarn. fo11do
crn. H.8. A.rgìlla fino e eon1prttta giallo rosata con liscia e alquanto lustra dello st1Psso
eolore. Coloro .rosso o rosso bruno d_olla decorazione. Corpo cilindrico su fondo luggnrrnentn con-
Hpttlle oblique e breve eolio svasato con orlo leggern1ente s1nus;.;;at,o all'infuol'i. Ilestano
gli i-l!Jtneelii cl.i dne anset;to tt ponticello oblique sull'attacco d.utla spallcL l..a decorazione· conRist<·
dì_ duo fii.sce attorno ai n1argini parete cilindriea e di duo strisce sulla spnJla ruuntrc il lab-
bro ed il collo sono v·orniciati all'interno o ltìnoinposto d.a varii frarnrnentì, presenta
qualche lacuna sul eolio e sull'orlo.

Si veda, per la forma, l'esemp1'1re nr. 29 di questa collezione.

T.B. UI B,

32 Cratere (fig. il2)

(G-lù. Castnllo 2U); alt. ern. 28; diatn. bocec\, ctu. 2D.:i; dianL tnassirno ctn. clia1n. piedfl
c1n. 1 l.5. A.rgilh1 fint· e eo1npatta gi;J,llo ros<lta con superficie a1nb-rata., liseia e lnstira. Coloro del-
la decorwzionn bruno lucente.
Corpo profondo, glohul.:-rre, che si resLrìnge con curva regolare verso 1'an1pia irnboeeat,ura
che ha il labbro alt.o e svasato con orlo sornplieo. Piede ad. anello a parete troncoconicn. I)uo
anse a cordone, a cestello, irnpostatc con leggPftt obliquit:1 sopra la inassirna espansione. _La dc-
corttzione principale, riservata. alla zona delle anso, consiste di due scacchi.ore intra1noz.zate dù
utt riquadro su cni ca1npeggiano duo nastri ondulati elio si uniscono al vortice, internarnente
di tratti orizzontali (dall'aJtro lato i nastri sono allontanati in alto e ra\rvicinati alla,
base); in una dellP tre riquadri sono caricati da un 11 labbro è vornieiato
alrcsterno ('· rrrc fasce girano sotto le scacehic-\rc sopra la tnassirlla espansione o al-
t,_ro due sopnt il piedn, verniciato aH'nsterno. l-lico1nposto d;;t tre franuncnti e da altri pii\ piccoli,
presenta. una \'<lBta. sclieggiatu1·a su di un ]ato.
[2!JJ V ASI DELLA AKA VI 245

CHATr•;ng (CAT. :s-. 32).

Fra i v1rni della forma F/t 281 cui <tppartieiw cp1e"to cratere clw u1 gran
parte ciprioti - non è raro il motivo della (F;m t)(i) .
1 lnconsuet.o è invece
il motivo del riquadrn • 2

T.B. Ili B.
t \'odi i crn1cri di l\ln11di11 (('. l' . . . U.H. 21.8 F. di A\radippn (\.KJC\LVil'LE K,\JL\(moncnrn,
\', to:q (' di Enkomi (YE1n1El"LE - \". 10!)) 1wi <11wli ,..;ca<'.('hiPrit. (\ n;-.;.-.;o(•inh1 n rnoi.ivi fìg11n1ti.
\'ed i <{,J)(•he i frn.minctd i di Con (\loHH[{"'O;\J<; I r, tip:. :no :; a p. ç fìg. ;{7:3 (/ (l. p. :n:n o lo di \Ii:-d.ros
in Euhcll· (,L.·l.A .. IHHH. fìg. 2 a p.
2 Cfr., alla lnnfairn F rn (•lie appar<'. :-;11 nn <·ratPrn anfnroidn fìg11nllo dn :\Inroni (.loJ!);:-;(1:\, pp. 22 s., 60,
tav-. 2J,I:32 dalla T. ];)).

33 Cratere su alto piede (lig. :n)

(Giù, Castello 25); alt.. (con lo anse) cm. :HL;): diam. bocca cm. :rn.5; dinm. massimo crn.
:33.-7.; cl.inni. piede crn. 22.2 ..Asgi11a (ì.no, n n10-lto grannlositù, di colore giallo rossiceio
con. suporficio liscia rrul non lustra d('.llo st('sso co]orc. Docorazionn <li_ colore rni:-iso opaco.
Crntcn• ;-:;u aH-o pi('de dall'arnpio o profond_o corpo biconico con Ia part<· p,uperi_on• rnst-r<'nHl.tn
Y('-rso ln- bocca, la parte inferiore t,roncoconica si unisco con una centina nll'nlto n1npio
stegno conìeo, n pnrctj oblique, con 1nnrgine a C<_'rcine stnecato da. una leggera. riseg<:l-. parto
interna. dcl p,osLcgno è pr-rfc.tt::J.n1cntn cava. L'orlo dcl Ynso è brcvo, staccato, con una ::.:eannln-
t>11n1, dalla pareto '"I obliquo, piatto all'interno. Due nrrnn Yntieali im po' <1rctlntu 1ra il lahl>rn
e la 1na0sì1na espansione sono costituite cinseuna d.a tre cord(_)ni affin1icnti. l:nH- serie- di t,rianµ:olì,
riP1npita di n11µ;oli rninori ;:1Jl'int.erno) eone sotto il labbro tra I<' nnsc Pd sot.toli1H'nt.n da unn
fa.scin e dn nn 1u1st:ro ondulato ehn a rnurlcttn. lTnn fi1:-:;cin ò sot-t:> l'orlo. di tre
fnscc Hotto In 1nn.ssin1n C'.8pansionc gin1no n 1neti:t rorpo ud. nttorno nlla inn <·-lie itniscc i1 vnso
nt pìC'de. lJ'na fascia attorno nl n1nrginn dcl. pieclc cd u11'nl1ra n-1 d.isoU--o. rrru-t.ti 01·iz:;;ontali_ rc-
µ:olnnnontc intnr\'allnti :.;;111 dorso delle a . nsc, circondate da una fn8cia nd. anello attorno aH'nt-h:H·co
ìnf<'-T'ÌorP. lJnn lacunn sn1 pi<'dc, ehP ò rico1npo1:·d:o da. frnrnrnf'ntì. rncnt.ru tutto il \'H:-;o ò coHlpl<'to
cd inLatto.

La forma di questo cratere è unica ll motivo decorativo principale (F/rn Gl.


A I) o quello w·cmHlario (F/m ;'5;3.18 o l!J) sono in m1merosi vaHi rodioti: vedi ad es,

20
24G 'Il. LUlSA [30]

l'anfora a tre anse di Asklipio 2


oppure le brocche dn imprecisata località di nodi 3

0 di Apollakià 1.

T.B. 111 C inoltrato.


1 Si n,\'\'Ìeiua. al tipo F.:'t l l dte fuslnuo di un craten• (·Oll il suo sostq:;:no. Pot.rtdJlle dalla forma
(; 82 della (·era111iea rni11ia grigia del\'_[ insedia111e11Hl di Troia (Troy I 11, pp. 1 l e a5G, figg. o tu·. :n. lOOti:
esewplare deeorato a zig-zag sulla spalla tTo\·ato 1wi della. torrt• Y_l h); 1ua. vi ;-;ono a11i11it.ù nllCÌH' eon h1 for-
11Ht J bdolla']Jlaintrheelm.ade 11·a,-reeipriota (efr. il('.I'H!Pn·,!IHdp]litT. lO di l<:11kon1l: Drn_.\ros, f<,,'nkrrtnl:, tHY. 2l2-.2fi).
2 C. V.A., /J. •12.,;.

" O. V.A., I>. 44.:l.


1 U.V ..:1,, /J. 4G.I.

34 Tazza con beccuccio (fig. 34)

(G-iù. Castello 27); n.lt. e1n. 20; dianL bocca c1n. 27.5; diarn. 1nassìn10 cnL 28.8; dia.in. pie-
de cni. 10.5. J\_rgilla 1na tnf'scolatn a tnolt(• di color(' giallo rossieeio, con ri\"P.'4ti
n1euto pili chiaro dC'lla Coloie brutto o ro;..:;.so opaeo d(:lla deeoraziont'.
Vaso di corpo a1npio e profondo dalln pari:<' inferiore' troncoconica svnsata Bll cui si in1p<>sta
la. parto suporiorf: che si l'PRtringe prinu.1 dc•ll'u1npia i1nboeeatura, cireondnta dal labbro piatto ed
obliquo con orlo snrnplicn e lie\'Ptnente aggettante all't:stPrno. Pind.e a parete obliqua leµ:g<:nneuto
sea,1Hdata nnl giro. Beccuccio a fln(•Rtl'ella con bocca incur\'1:ltn a sgrondo. A_nsa a la.rgo nast!'o
seanalato i1npt)St,ata tra l)ol'lo la 1nassì1na La d(:cor<-tZÌ<HlC' eon;:-;i::-;tr·
di un nastro ondulato cht; cotTf' snll'alt-o della pnt'(•t.e fr<:l l'attacco che ei1·e0Hda il labbro all'l·Rt-<:rno
nd un)altra fascia all'altezza <fr·l beccuccio. fasce Httorno alla tnasRitna p::-;pa.nsione, dtH' a rnetù
della partt' inferior<'. lTno zoccolo ed una fnseia att,orno al piede. Verniciar.o il labbro al disopra.
Pennellata sul dorso <' altre' dttP attorno a.ll'atU1cco. Intatto fuorc}H) u11a ht.rga
concollatura all'odo del piede e varie lungo l'urlo dnlla boeea.. Incrinato a ntetà parete. Lu Bll-
perfiejp int,erna è rnassirnn partn

Questo curioso ibrido tra la tazza e il crat.ere puii rientrare nel tipo F/t 24[) di
ctu fanno partt' anche vasi di H.odi 1 . Vicini sono anche gli PSNnplari cli Nasso 2 e di

Fw. :l4 TAZZA (CA1'. 34).


[31] VASI DELLA COLLEZIONE AKA\TI 247

Pilo a (quantunque senza becco) ornati dal grosso nastro ondulat,o B'/m i'iil.2éi).

T.J3. Hl C I.

1 Fra qnrn:;ti t1l1t.i ppn\ di minori dirnen.':lioni snno da ricordare l'nsoinplarn dolla 'l'. 15 di .fnliso (.:\-fAIURJ 1
f:ig. UH a p. li2 F. 24U.ì) e qur-llo dnllH T. 4() di Calavarda- lL fig. L37 a p. e vcdì anclio
plarc Cl'l'a.lico ili f,nnga«l11 H e()() {:Vl(fH_!{f('O'.'/J.; I, fìg. <l p. 215, Inv.
2 Prnktikrì-, HHW, tav. 274 d.

3 tav. Hfi d.

35 Craterisco (fig. 3i'i)

(Giù C>rntdlo fi2); alt. cm. J L2; rliam. boc-


ca cm. 12/l:l. Argilln fine o com1mtta nn po'
farinosn giaJl<J rossiceiH con 81Ip('-rficic- liRcin e
in orig;inc lust-rn dello s.t-Ps:-io .. Colore dcl-
la dec<_>raz;iotlP ro:-i:-;o bruno o ro.s::-;n dilnito
opnco.
Corpo profondo glob1ilnre eon il fondo
:-;trn1nato \'('J':->o il hasHo; sop,t-q..n10 troncuconico
elio poggia su pi<>dn a disco (qnn.sì tlltto di r<'-
;-;t)a11ro). La parte l:HIP('rinn'. della h qua-
:-;i diritta n t;i i1npe.rc(•.tt-ibilrnento :..;otto
l'orlo r;cn1pliec. J)ue an1Y'tte- H eordoJH'-Ìnn so-
no in1poistnte obi iqnanH;ntc a eeHt<'lln un po·
sot1·o !"orlo. Da una partP o dall'altra d,,J ,·n-
so, nll'ahczza d<'lle nnRe, giTH untt coneliiµ:lin
n n111ricn B1-i1izz.at-a riYolta a d.e::;tra. ll colore,
in parte sYanito, ha taseiato t.racein nel riYP-
stin1('n1:<>. (}ruppi di trattini sono dispost-i rn-
C'RATEHJSCO (C'AT. N. 35).
dinlmentc sull'orlo dd vaso. P<'till<'llato tra-
S\'<Tsali i:;;ono sul dnrso dc11c nn:sc. ()unsi
coinplctn1nente restaurato il disco dcl piPde. Integro, sa.h-o nna sbnceoncclhu-,ura alror1o, iJ
resto.

Il vaso è piuttosto singolare sia per l<L forma sia per la decorazione. Per la forma
esso trova confronti frn gli esemplari rodii dci tipi F/t. :305 e :30(5: vedi specialrnenfo
i craterischi dello tombe 17 1 e OG 2 di .Jaliso, di Vati 3 e di imprecisata località di
Rodi 4 ; vedi anche, a Coo, l'esemplare della T. 4 di El.eona 5 o quello erratico del
Nerrnglio H. Un u:nir:um è la redazione dcl murice, disposto isolnto come noi calici di
Zygouries (ma vedi qui il nr. 72).

T.B. IJI C l.

1 :\Lucro, nr. 54, fig. 4:-3 .n. p. 124- F. :JOO.L


2 .TACOJ'I f, fig. 20 a, p. 2/;).
a C. V.A., n. f-:ifiJ::i F. :lO;J. 7 e D. 5i5.6 F'. 305.8.
4 C. T7.A .• n. ;");)./ F. :305.H.
'.\-1onu.tco::-.H:r, fìg. 10, p. :n, Tnv. :n2.
6 :\-Ionrtrr·osE JT, fìg. Hfi a p. 201: p. 201.
248 :IL LUISA :\lORIUCON lè

36 Brocca (fig. ilG)

(<Ji:\ Cu.,;f.ello l); nit. cm. :W.fì; dimn.


Cllì. :25.2: din1n. f(>11_do Clll.

7.f>. -'\.rgilla giallo rosata eon NttpPrf-ieie gial-


lo cliiant, li;-;eia ('.lustra. l'olorp d('lla d('eo-
t'Hzionp rosso Yivo, in pa!'tc- s\·anito, eon
rPsti d.i lucentezza.
oYal(' µ:lobul<t.l't', dc-
pr<·sso all'nttaceo d.C'l coli() cli(' si raccorda
alla spalla eon 1nodanc1tu1·<L Il collo, alto e
strt·tto <' lllt po· ('l·ntiiutto, tPrnlill<-t\'H con
t111 hPcenecio obliquo a odo ora
rotto. ;\nsa \·prtieal<· a nastro nreuata con
lf'·ggenl eostolaturn. Fondo piat-to. La
1·azione, li1nitata alla Hpalla del \'nso, ù a
triglifi, co:-:;tduitl cinseu110 d<-\ un gruppo
di li11('l' Vl'rtieali fitte-, fia11eiH·ggiatn da
dup t.riangoli alti <' stJ'(•tt! co11 lati conc<:l-
\ci, in (•olorn pi<'110. Cl:ruppi di ti'<' o quat-
tro fi1NC'(' µ:i1nnn attor!lo al corpo rnentr<:
nnstri pilt stretti ginu10 at:,to1 no al eollo
In eui 1nodanatura dì base è sottC1lin(•ata
da urHI !"uscia. [{<:sti di colon• attorno a.l-
J;'.1u. :rn - Bnocc ..\ (CAT. 1'. 36). !'ori<> dt•I bnccuccio. Tntr•gro, BHl\·o la
partl' obliqua del b(•ccueciu la cui rot-
tura è stata lis.ci<lL<J pt·r applicarvi l'('-
Ktauri. Pi·ofond(• .1bntt·Ùo11i (che in un punto dPlla spalln forano la part•te) P incri-
na tun1.

Ni veda per la forma (F/t 14il), caratkrizzata dalla lieve modanatura all'attacco
del collo, una brocclwtta da Rodi 1 ed iunt da .Jaliso 2 ; pc•r il motivo decorativo (F/m
G5.H) un hroccht>tto a staffa da F:nkomi :i ed un bricco eia Keos 4

T.R 111 A 2.

1 e.V.A., n. H.\\ F. 145.7.


O. V.JI., CUI., 288.2 F. 145.IL
3 C.\l.A. O.li. lfi.18.
4 li e?Jperia X Li. l H'J 2, nr.
3
ta,v, 97 L :{2.

37 Brocca (fig. :n)

(Uiù :q; alt. crn. :H>; d_iani. n1assirnu cni. :27.:>; dia.in. piede e111. 7/7."2. ..At'gilh-t J-ìnis-
ILiRsì1nae. eotnpatt.a di colore µ:iallo l'OR<lto con supnrflcie gi<lllo chiara liKcia. Colore d(•lla
zione tna.rrotl(' bruno op;-tco in gran pnrt(' ;.;;yanìto (' t;-1lora diluito.
Corpo o\'ai<' piC'.llO ::-;pnlll' ri;_dz;ate, arrotondat,p ('d un po: ay\rallnte attorno nll't1tt,aceo,
lìev<•1nente (•d irregolannc-nte tnodanato, dcl collo. Collo basso, tozzo, rnstrcn1ato in <tlt.o e t<'r-
tninante eon un b(•ceucC'io con orlo nrrotond.ato t' t-ipÌo\'C'lltf' nella partP fruntalt>. Pit·de ad anello
[33] \"ASI llELL\ C'OLLtJZlOXE A KA VI 249

1Pggonnc'ntn tnodn.nnto. Ln dpcorazione, riscrYnta. alln pnrte più nltn della spa lln dcl \·aso, ò
stituit.n cln- 1111a fitta di tratti cur,·ilitt('i disposti ,·erti('a]n1Pnte, cnnl<' una collann, ntt.orno
n1l'athH'.PO d('I collo. intervnllat.i di tro n quaf-.t-rq fa:.;:;cc. :su tul h> il !'(•st,o del Ynso. (Jnn
faHcia un po· più alta at·1«H,llO al pìt>dc. }Janen tut-ta la partn su_pr.,riorP <' postPriorC' d.Pl \'fltio con
l'ausn, u':id(:nf-.n1np1Jte n. 1tnstro piHtto. P('r ìl resto il -..nso ò intatto.

Sono d.a eonfront.are per la forma (F/t 148) e per la rlccorazione affinn (F/rn 04.1.!1)
due vaRi da Apollakià 1 e da non preciRata pro,·enienza deJrisola cli Rodi 2.

T.B. lii C l.

'C.I". n. "'--L;) F. 148.1.


2 c.v. 11. H.4 F. 148.i\.

38 Brocca (tig. :38)

(Uiù Cn.,-;t.cllo 2); alL (',In. il4.2; d.iarn. nu1ss!1no c1n. :20: dia1n. picdp c1n. 8.7. finn e
co1npatta ginllo rosata con ,':1upcrfìcie liscia dello ste.sso colon'. di colore bruno 1nar-
rono npnco clic al ro.ssast-ro d<n-e ò più diluitn e lnscin tracce di ('o}orn J1oeciola. cl1inro
dove ò s\·anita.
Corpo ovale. biconico 8\l piede nd an<:llo. A_nsn n nastro piatto \·c·rtica le spio\.{'tlt10. BnRso
collo stret.to n rn:-it1·c1nnto \'crso il becc11ccin a. Rµ:rondo con intaccature. ni lati e risalti a borchìa
alPut,U1cco clull.'ttnsa.. Ln <lceornzionc principale, riHcr\·atn nlla partn snp(•riorP spalla, con-

BHOC'C.1 (( 'AT. :S. 38).


2iJO LUISA MORRICONE

siste di fitte pile dì tratti orizzo1lt1nlì, disposte vPrticnl1nonte un po' inclinat10 a Rinistra. (}ruppi
di due o tro fi1Ree girano intorno al r(•sto del \"aso. l5ass.o zoccolo attorno al pi<'de. lJna fascia
a cappio w1iscn l'attacco dell'arrna (clw ha traUi orizzontali sul dorso) all'attacco <lei collo, de-
corato da due fasce, una dnlln quali è sull'ol'lo, ed PsttTnan1entf•. Intatto Htlh'O qua.1-
scheggiatura, un piccolo forellino e sbncconcellature sull'orlo. Una forte ha can-
cellato gran parte dell;-1, decorazione ,·ieino a.ll'ansa. attorno alla. inassirna, espansione del ,·aso.
Si noti l'errore- cli lnvor.-tz.ionc all'at,tacco dell'ansa.

Ni vedano, per la forma (F/t I -1-8) due brocche, una da località imprecisata di
Rodi 1 ed una da Vourvatsi in Attica 2 con decorazione simile. Per il motivo decora-
tivo a pile di trattini orizzontali, che è usato frequentemente come ric•mpitivo nelle
seene figurate (vedi qui la fiaschetta nr. 111) si confrontino un orciuolo da Mliskebi :i,
un brocchetto a staffa da Pentti 4 , tnrn fiasca da Chalandritsa in Acaia 5 cd un bic-
chiere da Cnosso 5 ,

T.B. TU C I.
t (.',V.A.,, J. 4H+.:l F, 148.7.
2 l, tuv. 1-t-.9 BE:sz1, p, :IO'ì, nr. 44.0.
a tav. ().2.
BoY8AL,
4. ;L\KOVlDlS, tig. :n a p. J ()fi, llf. H50.
3 PAPA po_poci,os l')l l 24-, figg. 208 e e l l ti.
0 Pu_PHAC\l I, p. tav. I b.

39 Brocchetta (fìg, :rn)

(C}ià CastPllo G8); alt'. cnL 8.5; dintn. bocea crn. 4; dia1n. 1nassirno crn. fl.2; diatn. piede
crn. 3.5. A.rgilla finissin1a, giallo palllda grigiastra con superficie liscia e lustra. di colore'
castro. Colore bruno della decorazione che cli\'enta 1narrone nocciola do,·e ò più diluito o sxanito.
Corpo sferico schiacciato con xpalle un po' oblique. -Piccolo fondo rialzato, concavo al disotto.
Collo nlto e stron1hat,o eon labbro legger·rnente Ansa Yerticale a; nastro.
I .. a decorazione consiste di due coppie- cli fii.sco int.rarrH"zzate da un grnppo cli
tili, 11na attorno a.ila rnassiina espansione, l'altra ;Jttorno al pi('dt'. Una fa:scia attorno alla
scita, del collo, una striscia sull'orlo n vari trattini sul dorso dell'ansa. ;:;alvo qualebo
scheggia.tura sulla superficie del ,·a.so.

Brocchette di questa forma (F/t così decorate sono diffuse in tutto il mondo
miceneo: vedi specialmente le brocchette di Apollakià 1 , della T. 17 di Langadn n
Coo 2, di Mùskebi 3 , di Cipro ·1 e di Nedment in 5 , In Grecia si vedano gli esem-

plari di Argo H, di Vourvatsi 7 in Attica, dove ne sono stati trovati una trentina di
esemplari 8 e di Chalarnlritsa in Acaia 9 ,

'I'.R III A 2.

1 O. f'._..L, D. 45. fi u 7.
2 .i.\lOHUICUNE ], p. fìg. 112.
3 BoYsAij, tav. li.H.
4 O.l···· ....L, O.B. F. 114-lli; C.Y.A., Cyprus, 29. 2 o .5.
5 8Tt:HHL'\0S _Il, tav. 18.2.
6 DESlL\ YES, T>V l I O, p. 151, tav. 8[).H dalln. T. -28 bis.
7 ,I, tav. 15.10.
8 HE"Nzr, p. aou.
9 JlAl',\llul'OUJ,ol:5, P\1 -1.;o, p. fiµ:g. f:, 245 /, 2-iti c.
VASI JJELLA COLLEZIOS t; AKA VT

Fir:. :rn BRocc1rnT'rA F1u. 40 B1rncn1 F1u. +I l)occALI•:TTO


(('.\T. N. 39). (('AT. X. 40). (CAT. N. 41).

40 Brocchetta (tig. 40)

(G-iù Castello 07); alt. CHL 8; diani. bocca cn1. 4-; dia1n . .rnassirno <'nl. 7 ..5; diatn. pic:dn cni.
2.n/:J. A.rgilla finn P eon1patta nu1 un poroR<-l (lascia traecp farinose) dì coloro giallo rosato eon
isupcrf-ìcif• ginllo pallida e con t,rnece di hu-ìtro. Colore- decorazione bruno nHU.'r'ono in
in gran s,·anito lascian· tra.(',en.
Corpo globuhn·n schiacciato RH st-rci,to e hassir-;:-;irno fondo rialzat-o, leggennentn concavo al
disotto. Collo lic\'('Jrl('ll1A' centinato, basso, con orlo setnpliec ,s,-asato. _..:\nsa a nnRtro ,·erticaln
tra l'orlo o la :.;;pal1a. Sulla spalla ('ra in origine una scrio di Yontnglietti da dcHt.ra verso
:sìnl:-:;tra. di cui l'C'f-'tnno solo dne 1Jnn fascia gira attorno nl ('Ollo e dlH' intorno alla _rn_as-
si1na espansione. l}n piecolo nastro nJ,torno al fondo P trnttì orizzontali Hlll don;;;o In-
t1cgro HHlvo snlla HH1ssi1nn part,n della sttperfìcin ed 11nn shoceoncellatura 1:nill'orlo.

Ni veda, p<'r la fornrn che trova confronti con i vasi dei tipi F /t 112-1 14, due boc-
ca letti dcl In T. 1O di L:1ngada :1Coo 1 e della T. :rn dell'Agorà di Atcrw 2 ; per il mo-
tivo (F/rn 2ii. J 8) vedi anclw l'anforettn a staffa nr. 97 di questa collezione.

'I'.B ..lii C I.

1 :\.fnRrtrc'oXJ·; T, fig. 88. p. JOU, fnv. 284.


I::vDJEllWAllH, p. 2-tl, tnY. ti8.2.

41 Boccaletto (tig. 41)

(Gìù. Cast·ello al.11. c1n. 8.4; dùun. bocca ctn. 7; dùun. n1assirno eni. 8.5; diani. fondo cn1.
4. fin<" n co1npa.t.t.a <li colore giHlln ro:-;nt,<) con suporflcin ginllo e lust.rn. Co-
della dc'corazioae ro:-:;so vìvncn con qunlche lncPnt('Zzn.
Corpo bìco11ico con parte' inforioro rigida e pnrtf' :-311pcrion: più nrrotonda.ta, con innesto a.p-
Lar.tt:n e relat.ivnrncnto alto collo con labbro se1nplicc. _Fondo rinlz;ato, eoncavo
nl clisotto. A.nsn a eonloncinn appinttit.o a.ngolan', tra l'orlo o la rnnssi1na espansione. La
)!. LUISA MORRIC'ONE [36]

deco1·;lz.ione ò ('.OSf'.i1·,11it;1 da d11n fasee chn girano s1iHn rnassirna espansione, u1u1 a!!n bas(• del collo
1u1',t.l.tnl snl labbro. \Tc-r1ticì1lt<1 t1rrt.o il_ dorso d{•ll'nnsH. I1itatt:.o.

:Vlocksto prodotto di fabbrica locale,


clw le nrnlformazioni di cottura rendono
difìfoilrncnte cbl8siflcabile, presenti' special-
mente a Coo 1 ma anche in tutto il mon-
do rniceneo 2 dal T.B. Ili B fino al T.R.
I I I C' I.

1 I, p. :{r,, n. I; lig. I:{ a p. -1-l dalla T.


{)di i<]H!ll<L
2 Yed;_\.t\(J gli ('sc-tup!ari dl Bod!'l1n1 (BoY::->.\.L, Lftv.
l/Ji), drdl'.:\gor1\ di Atct1(' {l:-in1E!{\\".-\llH, p. 21U, tnv. 50.8
dalla T. 21) (·di Cipro (O.V.,I., ('y'j)r·us, HO.H).

42 Brocca (fig.

(C:ìù Cnstr·llo 80); alt. em. 2-Lii; dìum. bocca


cui. U.G; d_iani. 11w;-:;sìn10 c1n. di,tnl. pi<·dn
Clìl. 7.:2 (irregolare). _.Argilla f-ìno ed <llqunnto po-

rosa, di eolor<: gi<tllo rossiecìo ealdo eon s11per-


BIWCCA (C'A'l'. X. 42).
fìcir: liscin <' lirntra dello stesso eolor<' .senza
eia di altra decorazione.
Corpo di fonna o\·aln, conica, con spallt>
to11dpggianti Hn po' obliqtH: Ynrso -!'alto che si
congiungono con pa.sHaggio arrotond.n to allc1 pn rt.c· i nf'<:rioro d<•l vaso troncoeonica., che poggia
st1 un peduccio ad HtH,-llo con pnreti ohliqun ricur\'e. Il collo, che ha un risalto alla
ò refr1ti\·a1nenJo alto e enntinnto con lnhhro piat.t.o, orizzontale e agg('t.tantc•.
Lnl'ga ansa a IHH>tr·o eo11 legµ:<'ro risalto sul dorso, cade t.ra il labbro
la spalla. J{icoinpost.o d.n franu1l(•11ti, presenta shocco11e(dlature \"ftril• stt quasi tutto il labbro e
piccole lacune sul corpo.

11 vaso appartiene al tipo delle così ckttc brocche <lomestiche ( F /t, 1OiJ); s1 ve-
dano specialnwnte h• brocche clelL.\.gon\ di Atene 1 , cli Zygouries 2 e di Tanagra 3 .

T.B. I Il B.

J }JL\lEJ\\L-\Hft, tn\·. ()I. lll'. ,t.J:I, p. 2J.+.


7'yf!oUries, tig. 1+9, ni-. 48.'i F. 10.'). I.
:i F'raktik1l, I \fiO, t;1.,,-. 4:{ i;.

43 Brocchetta (fig. 4:3)

(G-ià CaRt('ilo 75); alt. (·sist,enh: c1n. 5.8; diarn. iuassirno ern. ()./; dianL erri. :L A_ rgilla
giallo ross<.Lstra
fì1H· (' eon1patta con tutta \'ernieiata di eolore bruncl Jnarronn scarsaM
inente lneente ed in gran seornpars1:1.
[37] YASI UKLL.·\ COLLEZIONE AKAYI

Fw. 4:l B RO<'C'H 1·:T'L\ Fw. 44 BHOi'<'HETTA Fw. 45 BoceA1.1•:


(CAT. N. 43). (C'.\T. N. 44). (C'Nr. N. 45).

Corpo i-:-ìferico schinecintn su peduccio ad nnello con pareti diritto. ROpra 1a


1nassin1n. espansione, <li un 'ansn a nnstro iti/.!J'ORRn.t,o <' dPI collo assai RÌ·rntto n rn0trnrnnto. -1\.:lanca
tutto il collo con rn110n.

Il yasetio potrebbe ricof'trnirni come una brocchetta della T. 11 dell'Agorà di


Atene 1 o come un esemplare della T. 27 di Langada <L Coo ·2 databili entrambe nel
T.B. III A.

1 r1DTEH\\"All/l, p. l!)G, tnv. 42.2.


2 Jlo1uncuxE T, p. l;);), fig . l+!), !)() o p.

44 Brocchetta (tìg. 44)

(Giù C'astnllo 74); alt. cm. l:l.!); diarn. rmissimo cm. 10.fl; diarn. fottdo cm. 4.8. Argilla firn•
o 1111 po' fnrinn.•m di colorn gin Ho con supcTfìei<' tnttn riYPstita di colore bruno o l'ORRO hrllno dnto
co11 pnnnPllat·(' cll \·arin den:.::ltà.
Corpo globulare panciuto con spnllc fort<C'JnPnfc <)hli<pH' \'<'rS<l lo Rtret,t.o collo rar;trc1nnt,o i1t
nlt·o clic sì R\'Hsn alla bocca, pord11tn. /Ansa n. nasi-.ro \·(·rt.ienl«, trn la boc:cn. (' ln spalla. -F'ondo
rinlznto, co11cayo nl di:sotto. 1\tancn la pnrh' RllJH'riorc ch·l eollo con la bocca. La :.::up(·rf-ieie in pnrt·c
ò corrosa, in parto ha incro:-;tnzinni di pozzolana.

Il vasetto potrebbe rientrare 1wl tipo F/t l 2i3. confronta eon la bottigliet,t,a
cfolla T. 10 di Langada a Coo 1 .

T.B. Tll C.

1 '\f(HlRico:..;1,; I, fìg. 8;} n p, 104, Tnv. 101.


254 Lt:ISA MORRICONR [88]

45 Boccale (fig. 45)

(U-ià Cnstnllo t>H); alt. c1n. 7.() (eon l'anHa); <liarn. bocca c1n. f>.4/fi.7; dia1n. nui.ssirno crn. 7.fi;
dia1n. piede crn. 4.5. A.sgilla. finn P cornpatU1 ginllo rossiccia nu-1 rozzan1cnt.c· la,·oruta al difuori.
rna-rronn bruno opaea su tutto il corpo e ::::ull't-1lìAH 1na in gran parte sfaldata.
Corpo troncoconico su fondo piatto, arroton<la.to alla. spn.lla, con ln.rgo e basso collo rastr<'-
IlHt.Lo p con una risuga. f{ozza ansa a cordorH• appiattito, i1npo:.::.tata ù orecchia
tn1 l'orlo e la spalla. Intatto.

Prodotto locale, rozzo, sotniglia casualmente ai boccalett.i della T. 8 di Eleona 1


e dcl 2 a Coo. st.at.a rilevata, in questo tipo di vaso, la possibilità di persi-
stenze da forme e teeniehe primitive a ocopo rituale 3 .

T.B. III A 2.
1 :\lo!tHfCO."\E I, fi.g. na p. :15, fnv. ;JOfi.
2 :\lonHWo."i1·: I I, p. 228, fig. Lf'j().
3 :\lo1UUCO"N'J1': I, p.

46 Vaso a " biberon" (fig. 4G)

(Già l\i[usco :HJ == 1225); alt.. crn. l5; diarn. boeca cin. 5.5; diani. nu:tRRi1no ern. I I. I;
dia1n. fondo cni. ;_LO. i\rgilla fine e co1npatta, g-inllo roseti, con superficiP giallo roRat,a liscia e· lu-
P.tra. Colore roRBo bruno della decorazione, talora cliluito in nocciola.
Corpo dc-p1·es80 su piccolo fondo un po' concavo al diRotto. Collo n:lat,iva1ne11to
e t,ozzo, centinato, con labbro un po' arrotondato al diBopra. _._,.\.nsa. a nastro
piatto irnpnRtnta ad arco sul labbro; Htllla Rpalla, beccuccio obliquo, tuboh-tn•, r1_1RtrPn1nto
la punt-a. tagli<tta nc·tt.an1nnte. \Tcrniciati tutto il collo del vaso, il labbro, il dorso dcll'anRn- e
t11tto il buccuceio. i-\ttorno alla base df'.\l collo e attorno alla rnt1ssi1nu espansione gira.no duo eop-
pic di faseo rispottiva1nente trn e dne lineo sottili diluitP- di r0golarissì1110 traceiato.
Nnlla zona della Rpn-Lla, <:tlra.Ltezza dell'attacco del beccuccio, corre un disegno di angoli a spina
di pesee giacenti. lJn tratto dcl collo ò st.ato riattaccato. Me:tnca un pezzo dnll 'ans;1. lat(·gro t,uLt;o
il resto.

Si veda, per forma (F/t lGO) e decornzione (l<'/rn 04.28 = 58.:38) un esemplare
di ,J;Lliso 1 da cui provengono <Ulclw aHri vasi dal r>rofilo globulare depresso 2 come
questo; per tale cnratt.eristica si possono cibare gli esemplari di Coo 3 e di J\lenidi rn
Attic<t 4 . Per il motivo decorativo ve<li anche i nn. 63 e 115 di questa collezione.
T.B. III A 2.
1
I'. 1·. L. 11./J. 2\10.!l.
2 f!. V. 1.., U.B. 2HO.G F. 1H0.4; 2H2.0 F. HiOJ>.
a )foHltfCOXE r. fìg. 85 {L p. 104, rin·. 100 dalla T. 10 di Langach1; tìg. :118 a p. 21/i e!'rH.tico.
-t C. V.A .. 1>. ti4.I I" li)().:!.

47 Calicn 1. s11 basso stelo (fig. 4 7)

(Giù, 1\Juseo '.W BE l224); alt. cm. \l.5 ((UJ con l'ansi<); dìarn. b<1ecù cm. 11.7; diaru. piede
etu. -7. i\rgìUa fine, porosa, gia.llo rossiccic-t. Tnguhbiatura liReia <' lustru un po' pil1 ehinra de·ll'nr-
[3(J] VASI DRLLA COLLlèZIONID AKAYl 255

gì1la. Colore a.lqunnto lucente in origine, rosso bruno o rosso viYo, talora diluito, della
decora,zionP.
Corpo profondo e1nìsfcrico eon labbro appiattito liPvir-;sirnan1cnt-·c centinato a] clìfuori. l3asso
.sostegno cen.t.inato con piede n disco; lcgµ:('ra cnvìtà. r;otto il fondo. f)up anr-;e a 1u1s1To jngrossnto
sono irnpostatc \'crt.ica1rnonte a un po' allungato 1.ra l'orlo e la. parte inferiore del corpo.
Sono \·crnieiati l'orlo, i1 dorso dPllc anse e t.utto il elisco pied('. lh1a fascia sott.o l'orlo o quat-
tro attorno tilla pttrtc inferiore. Nella zona tra le an:·w è una dccorazionp a tratt.ì vert.icn1i e pa-
ra.Heli a \'ernico dìluit1a. Ncll'intC>rno dPl \-aso è un n1npia fnscia. a n1ntù corpo; due ane11i
1

centrici no1 fondo. lJna rottura ed una slnbbrnt..ura Hul rnnrgino del disco. Il vasetto è• peraltro
int.at,t,o salvo della Hnporflcic o dnl eolorn o incrostazioni di pozzolana.

Questo caJice che rientra fra gli esornphri elci tipo F/t 257 si avvicina, per In
forma, a quelli bruniti del tipo F /t 264 carntterizwti rbllo stelo piuttosto corto; si
vedano in particolari i cc1lici di Apollakià 2 cd uno da località imprecisata dell'isola
di Rodi 3 ; vicino è anche un esemplare di Scarpanto 1 . Per il motivo a tratti verticali
(F/rn G4.2l) qui un po' pcnnelhti, si vedano i calici angolari (F/t 2GI) di Korakou ''
e di Eleusi i; nonché una tazzn dn Atene 7 .
T.B. llI A l-2.

1 Con il terniine calic0 tra.(hH'o i! kyl-i'..r.


2
c.r ..·1., n. 54.ro F. 2G4.I4.
3 e. 1'.A ., !J. 54-. IlF. 2()4.1 H.
'1 CHAHTTO?{Tl)[.-;, r.
p. ;)fj, nr. 4-H, tav. 22 o.
;, Korrrko11,, p. 41. fig. ;'.)().
6 F:/t:us'Ùli/ukà, fig. H2 a p. l 14.

U, V.,A., /)m1Jschl<Ptd, 188:!. 1-2 (\\'oxzburg).

48 Calice (figg. 48-49)

BE 12:)2); alt. cm. 17.4 («ni. 18.2 con l'ansa); diam. bocca ern. Ui.7; diam.
piede Ctn. D...A..rgìlla fine 1na porosa, ginllo T'ORSÌCCÌH chiara con Rllperfieic lit;cia. n lustra in origine,
ora opnca e granuloHa a.l tatto. Colore della dccornzione tcnncc nut opaco, car;tano bruno talo_n_t
diluito in castano chiaro.
Profondo corpo t,ronco(•onico con pan·te arrotondata e (•entinat.a sotto il brf've orlo piatto
ed obliq_no. Sostpgno relati,·arnentc corto e rn:.;;tTen1ato in basso) su piedf' a disco a.1
disopra, concn,vo al disotto con aoc1lo 1unµ:o il HH1rgi11(' e con pir:eoln caxità nl centro. ])uu anso
vorticali, a cordoncino i:lppiattìt.o, arcuate, tra l'orlo e l'inizio dp}la parete. Da ciascun Iato de1
vaso, disegni a grossi trntti di dnn rnu_rici giacenti YrTso dpstn1, con rie1npitiYi costituiti da, ruoto
circondato da punt;ì, stelle 1narinc e d.isegr;ì Cllf\'ilineì a lT. V('rniciato tutto i] sostngno sorruon-
fa1to da tre linee diluito. Altre tre linee o rH\.stri corrono sotto gli attncchi dello anse che pure avo-
-vano Jl dorso \·orniciato corne il Iabhr(). ricnrnposto il disco dPl piede. Lacune sul disco o Bnl-
l'orlo o incrostazioni di pozzolana sn tutta 1a :superficie.

Il calice presenta, le carattcrist.iche del tipo F /t 2i5G. In ambiente rodio, calici


di fonm1 simile e col motivo del murice (F /m 23.Hl) fra ornaU di riempimento (cfr.
F/m 27.12,17 e 23) sono stati trovati ad Apollakià 1 ed a ,Jaliso 2 . Si vedano anche
gli esemplari nssai somiglianti di Coo 3 , di Tanagra" e di ignota provenienza 5 nonché
quelli di Miiskebi 6 , di Scarpanto 7, di ì\Ioncmbasia 8, di .Egina 1' e di Micene 10 nei
qua.li i murici sono su fondo nentro. Frammenti cli calici con murici fra riempitivi
Frn. 4l\ \'AsO A « BWl<:f\U'C » (CAT. :\, 46).

('.\LI('!·: (( 'AT. 'C. 48J.

l'ALICl•I (L\'l'. 'C. 48). Frn. ;)O CALICE (C'AT. S. 49).


[41] VASI. JlELLA COLLEZIONE A]{AVI 257

sono sta.t,i trovati a }ficeno rn contesto (latato noi T.B. lii A 2 e III 13 1 11 o a
.Jasos 12 •

T.B. JIJ A :(

'1'.l' .. I. /J.;)l_JO
('. r:. L, I :tL:? :L
:i :'lfnHHH'o:-.:1·: I, fìg.
JHi), Jl· lii). !1n:. dnlla T. :{7 di Ln-ngi+da: \Jn1ui:wo:-;1•: li, p. ;).11, fìg. :{aì.
1 '/'n 1,,·,.r1on, 1081. lìµ:. ();) r/, p. :)!l.
H. L1·,1,1.1E:-;, /1..:ine ,\'11nun/nn!I ;1riwhis('hl't /\/1•i1tk1u1sf. \lfln(·l1Pn JD;Jti, p. J:L nr, IG: C. V. 1., r:.,'i'.:-1. 182.l
(I niu•r:-;ity of CnliìorniHl.
r; l)!iY:-;.\L. la'\·. 2H.H e 20.:2.
C!L\rUTn;.;-rnrs !, p . .":i2. nr. :HL taY. '20.
;.i. j)J.;\1,\!{0POl-LOS, Ili'. -!/. 1<1-\', /I) rl.

!l Jfu.i,i·;n, nn. <' p. ff'i, ta\·. :{--1.


IO ,·ln·h. .. ]\ISO. p. t;n·. K. 2H d1'll'l"niq'rsit<'1 di .\1enu).
11 Il, p. 17:L fìg. :), ta,,,-. 01 n -I; Frcn<'h 111, p. tlg-. (), nr. Z•léO.->.
1 2 .·l1w1utrin, XLYll-XL\.llI, l!lH!l-IH70. fiµ:. p.

49 Calice (flg. 60)

(Uiù J\lt1HCO 24 BE l:!:ll): ali. <>sÌsicnte <'