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Indice

1 Polinomio caratteristico di una matrice quadrata 2

2 Autovalori, Autovettori e Autospazi 3


2.1 Digressione sui polinomi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3
2.2 Autovalori, Autovettori e Autospazi . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3
2.2.1 Moleplicitá algebrica e geometrica degli autovalori . . . . . . 6

1
Capitolo 1

Polinomio caratteristico di una


matrice quadrata

Sia A ∈ M atn (K) e In la matrice identica di ordine n. Per ogni λ ∈ (K) consideriamo
la matrice A − λIn :
 
a1,1 − λ a1,2 ... a1,n
 
 a2,1 a2,2 − λ ... a2,n
 

A − λIn = 

 ∈ M at3 (R)

 ... ... ... ... 
 
an,1 an,2 ... an,n − λ

Definizione 1.0.1. Il polinomio caratteristico di A ∈ M atn (K) é det(A − λIn ).

Il polinomio caratteristico di A ∈ M atn (K) é un polinomio di grado n


nell’indeterminata λ a coefficienti in K.

Definizione 1.0.2. L’equazione |A − λIn | = 0 é detta equazione caratteristica della


matrice A.

2
Capitolo 2

Autovalori, Autovettori e
Autospazi

2.1 Digressione sui polinomi

Definizione 2.1.1. Sia P (x) un polinomio di grado n a coefficienti in K. Una


radice α di P (x) é un elemento di K tale che P (α) = 0.

Teorema 2.1.1 (di Ruffini).


Lo scalare α é una radice del polinomio P (x) ⇐⇒ P (x) é divisibile per (x − α) ⇐⇒
P (x) = (x − α) · Q(x)

Definizione 2.1.2. Se P (x)é un polinomio divisibile per (x − α)h , ma non per


(x − α)h+1 (cioé P (x) = (x−α)h ·Q(x) con Q(α) 6= 0) allora h é detta molteplicitá
algebrica della radice α.

2.2 Autovalori, Autovettori e Autospazi

Definizione 2.2.1. Data A ∈ M atn (K), diciamo che λ ∈ K é autovalore di A se


annulla il polinomio caratteristico di A, cioé se é radice di |A − λI|.

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CAPITOLO 2. AUTOVALORI, AUTOVETTORI E AUTOSPAZI 4


Definizione 2.2.2. Data A ∈ M atn (K), diciamo che v ∈ Kn é autovettore
se esiste λ ∈ K tale che Av = λv. In questo caso λ si dice autovalore relativo
all’autovettore v.

Osservazione 2.2.1. v ∈ Kn significa v 6= 0

Definizione 2.2.3. Se λ autovalore di A, indichiamo con



Vλ = {v ∈ Kn |A(v) = λv} ∪ {0}

l’autospazio relativo all’autovalore λ.

Osservazione 2.2.2. Vλ ≤ V = Kn

Esempio 2.2.1. Calcolare gli autovalori della matrice


 
1 1 0
 
A = 2 2 −1 ∈ M at3 (C).
 
 
0 1 2

• Troviamo il suo polinomio caratteristico:



1 − λ 0 0


|A − λI| = 2 2−λ −1 =



0 1 2 − λ

= (1 − λ)(2 − λ)2 + (1 − λ) = (1 − λ)(λ2 − 4λ + 5);

• Gli autovalori di A annullano il polinomio caratteristico. Poniamo allora


(1−λ)(λ2 −4λ+5) = 0 da cui, essendo in C, risultano tre radici del polinomio,
cioé tre autovalori di A:

λ1 = 1,
λ2 = 2 + i, λ3 = 2 − i.
 
0 0 −6
 
Esempio 2.2.2. Sia A = −1 2 −3 ∈ M at3 (R). Calcolare autovalori e
 
 
1 0 5
autospazi relativi.

Svolgimento:
CAPITOLO 2. AUTOVALORI, AUTOVETTORI E AUTOSPAZI 5

1. Autovalori: troviamo le radici del polinomio caratteristico di A:


|A − λI| = −λ(2 − λ)(5 − λ) + 6(2 − λ) = (2 − λ)(λ2 − 5λ + 6) =
= (2 − λ)(λ − 2)(λ − 3) = −(λ2 − 4λ + 4)(λ − 3) = −(λ − 2)2 (λ − 3).
Ponendo

−(λ − 2)2 (λ − 3) = 0

troviamo gli autovalori

λ1 = 2 e λ2 = 3;

2. Autospazio V2 relativo all’autovalore λ1 = 2:


V2 = {v ∈ R3 |Av = 2v} ∪ {0}

Calcoliamo Av = 2v:
    
0 −6
0 x x
    
−1 2 −3 y  = 2 y 
    
    
1 0 5 z z

 
   
x = −3z x = −3z
 
−6z 2x

 


 

     
−x + 2y − 3z  = 2y  ⇐⇒ y = y ⇐⇒ ∀y
   
    
 

 
x + 5z 2z 
z = z
 
∀z

Allora possiamo scrivere


      


 −3z 

 0 −3
      
V2 =  y  |y, z ∈ R =< 1 ,  0  >
     

  
    
 
 z  0 1
   
0 −3
   
I vettori 1 e  0  sono gli autovettori relativi all’autovalore λ1 = 2.
   
   
0 1
Calcolare per esercizio l’autospazio V3 relativo all’autovalore λ2 = 3.
CAPITOLO 2. AUTOVALORI, AUTOVETTORI E AUTOSPAZI 6

2.2.1 Moleplicitá algebrica e geometrica degli autovalori

Definizione 2.2.4. Dato λ autovalore di A, definiamo molteplicitá algebrica di


λ e la indichiamo con aλ o con maλ la molteplicitá algebrica di λ come radice del
polinomio caratteristico di A.

Definizione 2.2.5. Definiamo la molteplicitá geometrica dell’autovalore λ,


e la indichiamo con gλ o con mg λ , la dimensione dell’autospazio Vλ relativo
all’autovalore λ (dimVλ ).

Vale il seguente risultato:

Teorema 2.2.1. Se λ autovalore di A, si ha: 1 ≤ gλ ≤ aλ .

Osservazione 2.2.3. In generale gλ 6= aλ .

Osservazione 2.2.4. Dal teorema segue che se aλ = 1, allora necessariamente


gλ = 1.

Definizione 2.2.6. Un autovalore si dice regolare se gλ = aλ

Esempio 2.2.3. Consideriamo l’esempio 2.2.2 della sezione precedente. Si ha:

gλ1 = dimVλ1 = 2 = aλ1 .

Calcolare per esercizio gλ2 e aλ2 .