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Metodo:

non la ricerca del vero storico

le due correnti: massimalisti e minimalisti

uso corretto di fonti extrabibliche e dati dell’archeologia

quando iniziare? No Gen 1-11. Soggin inizia con Davide e Salomone, anzi nell’ultima edizione li include nella
preistoria

Le origini

Patriarchi:
gruppo non meeglio definito, databile nel periodo del Medio Bronzo II. Canaan è terra fertile in quel
periodo, con abitanti prevalentementre sedentari. Vengono presentati come nomadi, ma non vanno
confusi con i beduini del deserto (successivi). Hanno provato ad identificarli con Hapiru (predatori) e
Shashu, ma senza prove convincenti a sostegno i tali tesi. Il Dio in cui credono è yhwh? Es dice che il primo a
cui fu rivelato il nome è Mosè. Alt sostiene che si tratti di un Dio personale (il Dio dei Padri), un Dio di
famiglia che predilige l’etica al culto. “Lo storico, vista la povertà di dati a sua disposizione, non può
dire molto più di questo: la storia patriarcale contenuta in Gen 12-50 è essenzialmente una
storia di famiglie; appena tre generazioni (Abramo-Isacco-Giacobbe) nello spazio di ben tre secoli!
E’ chiaro che ci troviamo in ogni caso davanti alla semplificazione di una storia molto più
complessa.”
Il testo biblico presenta riletture della storia (un conto è la storia un conto sono le riletture).

Gli Ebrei in Egitto:


Gen 37-50, la storia di Giuseppe, conosce termini e usanze dell’Egitto (es. gran vizir).
Testimonianza più forte: costruzione di Pitom e Ramses. Alcune testimonianze coeve riportano che
gruppo di pastori provenienti dall’oriente si introdussero nel territorio di Ramses e ricevettero dei
terreni da utilizzare per la loro attività. Non ci sono attestazioni di un Israele in Egitto, ma più
veroimilmente di piccoli gruppi penetrati nel territorio per necessità. La storia di Giuseppe non
intende trasmetterci uno scenario storico coerente, ma una portata valoriale ben definita
(famiglia, rispetto, ecc).
Es1,8: di quale faraone si tratta? Potrebbe essere RAmsete II (XIX dinastia), ma non restano chiari i
motivi dell’oppressione.
Mose… dall’egiziano mosis (figlio di), dall’ebraico mashah, tirare fuori; la sua vicenda trova eco
nelle testimonianze extrabibliche (Sargon I, re di Akkad; possibile rilettura postuma che rende
difficile risalire alla storicità di Mosè)

Esodo e Sinai:
Piaghe d’Egitto: cinque capitoli di Es e due riprese nei salmi; fatto storico o piuttosto da leggersi
nel valore simbolico che esse hanno (schema letterario ben preciso). Non si riesce a rintracciare la
storicità degli eventi, perché è predominante la valenza teologica degli stessi (no al concordismo).
Passaggio del mare: “mare delle canne” o Mar Rosso? Forse i Laghi Amari? Concorrono diverse
tradizioni nel testo di Es14. De VAux ipotizza l’esistenza di due gruppi e quindi di due esodi: una
fuga e un’espulsione. Anche in questo casoo, teologia è preponderante rispetto a storia.
Sinai: è l’ambientazione del testo che va da Es 19 a Nm 10. È chiamato anche Horeb, è il luogo
dell’incontro con Dio, dell’Alleanza e del decalogo. Viene identificato con il monte Jebel Mussa
(2244mt), dove sorge il monastero di Santa Caterina. Sarà davvero quello? E il decalogo?
“gli studi attuali hanno ormai messo in luce come il testo del decalogo vada considerato parte di
una tradizione di epoca monarchica la cui origine è senz’altro indipendente da quella sinaitica (v. la
chiara frattura tra la fine del c. 19 e Es 20,1)”.

Installazione in Canaan:
La stele di Mernepthah (1220) rinvenuta da Flinders Petrie e conservata al museo del Cairo, riporta che
“Israele è stato annientato”. È attestata la presenza di un gruppo, chiamato Israele, collocato a lato delle
città stato di Canaan.
Nella Bibbia, quanto all’ingresso in Canaan abbiamo due tradizioni
Libro di Giosuè: Morto Mosè, Israele, sotto la guida di Giosuè, si imbarca in una conquista armata del
territorio che ha come apice la conquista di Gerico (al suono della tromba).
Libro dei Giudici piuttosto che di Israele, occorre parlare delle singole tribù, per nulla unite anzi in contrasto
tra loro (Beniamino era in guerra con tutti) che essendo militarmente sprovviste (gli avversari avwevano
“carri di ferro”) si insediano nei luoghi montuosi e quasi disabitati, non potendo invadere i territori della
pianura coincidenti con le città-stato di Canaan.
Come risolve lo storico? (non si ha una soluzione univocamente accettata).
1- I dati dell’archeologia smentiscono la conquist armata di città come Gerico, che al tempo di Giosuè
sarebbero state addirittura disabitate (le mura risalgono al Bronzo Antico, mentre all’epoca della
distruzione presunta, Gerico non aveva mura – era disabitata). Lo storico dice: l’intento di Giosuè
era teologico, non storiografico.
2- Si è proposta una lettura di insediamento in due fasi, la prima pacifica da parte di singoli gruppi di
Israeliti, e poi la seconda con conquiste armate al tempo dei giudici.
3- Mendenhall e Gottwald dicono che Israele è sempre stato in Canaan e si è costituito come gruppo
autonomo in seguito a una rivolta contadina, apprendendo lo jahwismo da leviti provenienti
dall’Egitto.
4- Una soluzione più equilibrata. Nel Medio Bronzo i teritori di Canaan contano una popolazione di
140.000 unità, mentre nel Tardo Bronzo si registra un clo demografico (60.000/70.000 unità) del
quale non si conosce la causa. Alcuni insediamenti di conseguenza restano impoveriti o disabitati.
Con l’Età del Bronzo, 1200 a.C., si registra un’esplosione demografica con la creazione di circa 250
nuovi insediamenti. Tra questi gli storici tendono a collocare quelli di Israele. Nasce la visione di
un’Israele cananeo, perché israeliti e cananei non sembrano differenziarsi né per agricoltura né per
usanze locali o prassi artigianali. La differenza sembra essere più tardiva e ruota intorno all’identità
religiosa che si va formando. Resta tuttavia il problema di far collimare questa teoria con la
convinzione biblica di un Israele che si impianta in Canaan dall’esterno.Probema irrisolto.
Verso la monarchia, i giudici.
1200-1050 c.a.. Non si tratta di giudici in senso forense; il termine viene dal verbo shaphat che significa
anche “esercitare un potere”: si tratta di leader carismatici. Se ne contano 12 nel testo sacro, di cui
Gedeone e Sansone sono i più famosi.

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